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Il giorno più lungo: tempo ordinario e multidimensionale

Ottobre 25, 2015 by admin

watchDomenica 25 ottobre 2015 è il giorno più lungo dell’anno. A causa del passaggio dall’ora estiva a quella invernale sarà una domenica di 25 ore. Questo allungamento del giorno prova quanto il tempo sia arbitrario. Esiste un tempo ordinario, la conseguenza di un accordo tra esseri umani, e un tempo multidimensionale, che riguarda altri esseri.

Il tempo ordinario umano si fonda su due polarità opposte, inizio e fine, nascita e morte, e una serie di eventi, distribuiti in modo lineare. Nel tempo multidimensionale, queste due polarità, così come ogni evento, esistono simultaneamente.

Come esseri umani siamo influenzati sia dal tempo ordinario, o di terza dimensione, sia da quello non-ordinario, o multidimensionale. Tuttavia, ciò che causa confusione e anche molto dolore, è il fatto che solo il tempo ordinario è riconosciuto come reale. Questo tempo definisce l’unica realtà possibile. Ne consegue che le esperienze che abbiamo nel tempo multidimensionale devono assoggettarsi al tempo ordinario, alla terza dimensione. Il problema è che la terza dimensione è estremamente limitata in confronto alle dimensioni più elevate.

Per esempio, nella terza dimensione è permesso solo il movimento nello spazio, laddove nella quarta dimensione è possibile spostarsi anche nel tempo, avanti o indietro. Così come le località fisiche continuano ad esistere sempre, non importa dove siamo, gli spazi temporali seguitano ad essere presenti indipendentemente da quando siamo.

Se sono ora a Findhorn (Scozia), non posso essere a Teheran, dove mi trovavo alcuni mesi fa, e nemmeno in Lunigiana, dove sarò tra poco. Tuttavia Findhorn, la Lunigiana e Teheran continuano ad esistere, anche se io non sono in quei luoghi in questo momento. Per poterli raggiungere mi basta prendere un mezzo di trasporto e viaggiare.

Nella quarta dimensione lo stesso si applica al tempo e agli eventi relativi, con la differenza che il mezzo di trasporto per viaggiare sono le emozioni.

Se io ho provato tanta gioia e amore due giorni fa mentre ero in compagnia di qualcuno, il fatto che io mi sento oggi depresso e disperato perché quella persona se ne è andata, non vuol dire che l’amore non c’è più. L’amore continua ad esistere da qualche parte, ma questa parte non è in relazione con la realtà e il tempo fisico ordinario in cui mi trovo. E’ in rapporto con gli aspetti emozionali, o di quarta dimensione, della realtà, che come esseri umani non siamo in grado di vedere e riconoscere, ma che possiamo tuttavia sentire continuamente con le emozioni.

I limiti della terza dimensione sono in relazione con la gestione umana del tempo. Qui ognuno di noi ha una data inevitabile di scadenza. Le persone si separano, vanno via, cambiano, muoiono. Quando associamo il livello emozionale con quello fisico proviamo inesorabilmente dolore.

Il dolore continua ad essere riciclato a causa della confusione tra terza e quarta dimensione, e nella nostra testardaggine nel ritenere le persone fisiche che incontriamo nella vita come responsabili di eventi che accadono invece in quarta dimensione.

Il primo grande passo nella guarigione consiste nel discriminare tra terza e quarta dimensione, tra quello che accade effettivamente nella realtà fisica e ciò che proviamo emotivamente, ciò che pensiamo stia accadendo.

Una pratica base a questo riguardo è la “ricapitolazione”, che consiste nel riportare alla memoria eventi della propria vita, identificando emozioni bloccate da eventi del nostro passato. Questo è uno degli aspetti più potenti e in molti casi meno conosciuti del lavoro sciamanico, su cui lavoreremo nei prossimi seminari, e in particolare nel Ritiro Astrosciamanico del Nuovo Anno (clicca qui per informazioni)

© Franco Santoro

Opportunità multidimensionali

Ottobre 18, 2015 by admin

MDiranLa realtà separata umana è delimitata dal tempo lineare basato su cause ed effetti. Ciò significa che come esseri umani ordinari definiamo noi stessi sulla base di quello che siamo stati nel passato.

Quello che sono ora dipende da quello che sono stato dieci, venti o trent’anni o anche dieci, venti o trenta minuti prima.

Qualunque cosa viviamo adesso è il risultato di cose accadute nel tempo lineare, l’effetto di una causa antecedente.

Un essere multidimensionale basa invece la sua identità in relazione alla forma nella quale sta mutando e non su chi è stato in passato.

La multidimensionalità trascende il tempo lineare e tutte le individualità ordinarie collegate. Essa è priva di cause ed è basata sugli effetti, o meglio cause ed effetti non sono basati sul tempo lineare, il che significa che qualcosa che sta accadendo oggi può essere causato da qualcosa che accadrà fra un anno.

Un essere multidimensionale è pertanto in grado di muoversi oltre la realtà separata, circolando liberamente attraverso infinite configurazioni, cambiando forma a suo piacimento, in grado in ogni momento di scegliere dove emergere o scomparire, sia nel tempo che nello spazio.

Per lunghissimo tempo su questo pianeta questa capacità è stata accessibile solo a una minoranza insignificante di individui molto marginali, che hanno avuto l’ardire o la follia di avventurarsi attraverso i terrificanti confini che separano la realtà separata da quella multidimensionale.

Poiché questa zona di frontiera è totalmente illecita, molti di loro sono stati annientati o sono rimasti bloccati nella zona intermedia, intrappolati in uno spaventoso limbo dal quale pare non si possa più ritornare.

Nella cosmologia astrosciamanica, questa zona si chiama Paheka Rubhe, o Sistema Binario Astrosciamanico, ed è esemplificata astrologicamente dalle 144 combinazioni tra le posizioni dei segni zodiacali del Sole e della Luna

Riattivare il nostro corpo multidimensionale e muoverci oltre la limitazione delle nostre identità ordinarie potrebbe essere un’opportunità disponibile ora e sempre per coloro che sono determinati a compiere il salto.

© Franco Santoro

La ricerca del Doppio

Ottobre 13, 2015 by admin Lascia un commento

doublessUno degli aspetti più intriganti dell’astrologia multidimensionale è la figura del “Doppio”.
Il “Doppio”, secondo l’astrologia multidimensionale, è il se alternativo di un mondo parallelo, che è maggiormente allineato con la nostra vita corrente in questa realtà e che è in grado di manifestare facilmente i nostri obiettivi presenti o di gestire al meglio la situazione esistenziale in cui ci troviamo.
In base ai temi prevalenti nella vita del soggetto, il “Doppio”, o i “Doppi”, poiché sovente ve ne sono più di uno, talvolta antagonistici, sono la chiave strategica di volta per spezzare l’illusione della realtà separata e consentire alla nostra vita di espandersi multidimensionalmente.
Gli indizi ed elementi identificativi del “Doppio” procedono mediante l’esame esperienziale e astrosciamanico della carta natale, che durante una sessione sono esperiti direttamente dal soggetto mediante la mutazione astrale di forma o il dialogo con la parte in questione.
Ogni problema umano è riconducibile allo stato di allucinazione in cui si trova la nostra identità separata e alla sua scissione dal se multidimensionale. La realtà fisica terrena è solo una minuscola parte del nostro corpo multidimensionale. Noi viviamo simultaneamente in innumerevoli realtà. La nostra sofferenza deriva dall’ostinarci a voler contenere la capacità e l’estasi di esperienze infinite in un infimo spazio ristretto e di ridicola durata.

Questo e altri mondi

Ottobre 13, 2015 by admin

earthdib

Può sembrare folle, ma se esiste anche una minuscola possibilità che ci siano altre dimensioni, mondi di estasi e amore indicibile, allora dovremmo fare il possibile per capire come arrivarci. Considerando che la tua vita fisica ha una scadenza inevitabile, forse la cosa più folle che puoi fare è continuare a ignorare ogni alternativa alla tua realtà.

Allo stesso tempo, una cosa altrettanto folle è non valorizzare, amare e onorare quanto hai incontrato finora in questo mondo. Questo mondo potrebbe essere l’unico mondo possibile. Le persone, luoghi e situazioni di cui hai esperienza potrebbero essere le sole possibili.

© Franco Santoro, 2008

In: Franco Santoro, Pronto soccorso multidimensionale: emergenze spirituali, mondi paralleli e identità alternative, Institutum Provisorium, 2020, p. 48.

Breve test di consapevolezza multidimensionale

Ottobre 6, 2015 by admin

BREVE TEST DI VERIFICA DELLO STATO DI CONSAPEVOLEZZA MULTIDIMENSIONALE e POSSESSIONE SPIRITICA

Chiudi gli occhi, porta l’attenzione al respiro, e domandati:

CHI SONO?

Opzioni e tempi di ricezione della risposta

1) Ricevi immediatamente la risposta prima ancora di aver chiuso gli occhi ed esserti posto la domanda.

2) Ricevi immediatamente la risposta dopo esserti posto la domanda.

3) Ricevi la risposta da 15 secondi a un minuto dopo esserti posto la domanda.

4) Ricevi la risposta da uno a tre minuti dopo esserti posto la domanda.

5) Ricevi la risposta dopo tre minuti.

6) Ricevi la risposta, e continui a porti la domanda.

7) Non ricevi risposta, e continui a porti la domanda.

(risultati a seguire)

…….
…….
…….
…….

Risultati:
1) assenza di coscienza dimensionale (zero), possessione assoluta da parte di singola entità, oppure non c’è nulla da possedere
2) coscienza di prima dimensione. possessione totale da parte di singola entità.
3) coscienza di seconda dimensione, possessione totale da parte di più entità.
4) coscienza di terza dimensione, possessione parziale da parte di una o più entità
5) coscienza di quarta dimensione, invasione in corso o potenziale da parte di una o più entità.
6) coscienza di quinta dimensione, interazione e negoziazione in corso con una o più entità, capacità potenziale di stabilire alleanze con, invadere o possedere, una o più entità.
7) coscienza di sesta dimensione, allineamento con il piano divino in corso.

Idee: entità di quinta dimensione

Ottobre 6, 2015 by admin

laila

La realtà che vedi, le tue emozioni, la coscienza che hai di te stesso, degli altri e della vita intera, sono il risultato di un’idea, da cui, in un tempo più o meno remoto, hai scelto di farti penetrare e invadere, o che hai deciso di trattenere e possedere. Prima che ciò accadesse questa idea era solamente un’opzione tra tante, un itinerario che non escludeva altre possibilità di viaggio. Poi è successo che l’idea è diventata una credenza, un pensiero assoluto, e si è via via incorporata nella tua coscienza fino a farti perdere il ricordo del processo che ti ha portato ad aderire a essa.

Su questa idea assoluta si basa ogni aspetto della realtà che percepisci, laddove tutto ciò che è contrario o alternativo è escluso dalla tua consapevolezza. Vivi la tua intera vita al fine di preservare questa idea. Di conseguenza ogni cosa che accade è ricondotta a essa. Se l’idea è “positiva” o “luminosa”, percepirai come positivo e luminoso quel che ti succede, e concepirai il “negativo” o “buio” come un’illusione, un’anomalia. Se per esempio, il pensiero assoluto è che “la vita è un dono di amore”, interpreterai tutto in questi termini, avendo cura di ignorare o giustificare qualunque percezione opposta. Lo stesso si applica al pensiero che “la vita è miseria e sofferenza”.

Esistono idee predatorie, il cui scopo è imporsi e dominare la mente umana, e idee preda, che sono fagocitate e trattenute nella mente umana. La caratteristica di queste idee è di creare mondi separati, tumori multidimensionali, intesi a eliminare tutto ciò che è a loro estraneo. Non importa quali siano queste idee, belle o brutte: una volta che diventano assolute, ecco che ti trovi in una realtà separata di cui sei un semplice ingranaggio, senza possibilità di uscita e scelta.

Le idee sono entità di quinta dimensione, forme pensiero, esseri superiori di intermediazione tra la sfera spirituale (sesta dimensione) e quella emotiva e fisica (quarta e terza dimensione). In generale esistono due tipi di idee, o entità di quinta dimensione: fondate sulla separazione o sull’unità. Un’entità di separazione è assoluta e vive in antagonismo ad altre idee, ignorandole o entrando in conflitto con esse. Un’idea o entità di unità è olistica ed esiste in sinergia con ogni altra idea, come parte di un insieme di idee.

Nella realtà umana vedi solo corpi fisici. Non vedi corpi emotivi, mentali e spirituali, perché ciò è contrario all’idea di separazione che hai di essere un corpo fisico. Quindi la tua esperienza della realtà è vincolata a questa idea assoluta che esclude ogni altra. Siamo dominati da una dittatura del pensiero e a tal riguardo non fa differenza se si tratta di pensiero positivo o negativo, la sua funzione è di reprimere ogni altra idea. Ma le altre idee seguitano a esistere, così come le parti di noi che sono sensibili a esse, non importa quanto le ignoriamo, reprimiamo o condanniamo. Esse aspettano il momento in cui finalmente ci chiederemo: Chi sono? Chi siamo?

Se siamo in grado di porci questa domanda, lasciando che rimanga tale, senza sentire l’urgenza di trovare subito una risposta, questo è un segno che ancora non siamo stati posseduti da un’idea, che il nostro corpo multidimensionale è attivo e che siamo ancora liberi di scegliere chi essere.

© Franco Santoro, 2008

In: Franco Santoro, Pronto soccorso multidimensionale: emergenze spirituali, mondi paralleli e identità alternative, Institutum Provisorium, 2020, pp. 56-58.

Il ricordo

Ottobre 5, 2015 by admin

hat1Ti succede mai di avere un’idea, pensiero, intuizione, o meglio, uno stato di coscienza, che ti permette di percepire ogni aspetto della vita da una prospettiva trasparente e luminosa, totalmente distinta dal modo in cui solitamente la concepisci?

Ti è mai accaduto di provare un senso di lucida consapevolezza riguardo chi sei e cosa ti sta accadendo, qualcosa di bello, giusto, grande e soprattutto autentico, che dura per qualche istante, minuto o forse di più, che quando lo senti sei sicuro che non lo dimenticherai mai e che la tua vita è cambiata per sempre?

Se ti è successo varie volte, anche a distanza di giorni, mesi e anni, questo è un buon segno. Allo stesso tempo indica che di questo stato di coscienza, idea, intuizione ti dimentichi regolarmente. Infatti, quando ritorna, insieme alla bellezza, stupore e gioia che ne deriva, la sensazione più forte è la familiarità di questa esperienza, che giunge come un improvviso ricordo, che ti rende incredulo riguardo a come sia stato possibile per te dimenticartene.

Ognuno di noi ha accesso a questo stato di coscienza, una finestra verso la nostra natura originaria, un segno tangibile della presenza di Dio. Ognuno di noi, a meno che non prenda degli strenui provvedimenti, è tuttavia destinato a perderne il ricordo in questa dimensione separata.

Una dimensione separata, fondata sul dualismo e conflitto tra polarità, per sopravvivere, si nutre dell’esperienza di unità, di idee, pensieri, stati d’animo allineati con la realtà della nostra natura, che sono regolarmente divorati. Una realtà separata è una dimensione parassita che aggredisce e incorpora ciò da cui si separa.  Questo vuol dire che la parte da cui si separa continua a esistere, ma è resa invisibile, è nascosta, occultata. Una realtà separata è come il ventre di una gigantesca balena che divora tutto ciò che incontra, per cui si vede solo la balena, laddove tutto il resto è dentro la balena stessa.

Il ricordo di chi siamo è dentro il ventre della balena.

La nostra coscienza è come un giardino che produce fiori e frutti meravigliosi, regolarmente divorati, in genere così rapidamente che non ci rendiamo conto che essi esistono. È durante i momenti di incoscienza, soprattutto quando dormiamo, che la realtà di chi siamo viene amputata dalla nostra consapevolezza. Poiché si tratta di una natura autentica, essa inevitabilmente ricrescerà, e lo farà ogni giorno, per cui puntualmente noi perdiamo coscienza, siamo distratti da illusioni, paure e ogni tipo di assurdità, al fine di permettere l’estirpazione dei processi mentali che sono in contrasto con la separazione e quanto essa ci impone di essere.

Una dimensione separata promuove sostanze e azioni tossiche intese a intorpidirci, ad anestetizzarci riguardo ciò che sta accadendo veramente dentro e fuori di noi, per distrarci mentre proprio nella nostra testa, dietro e davanti ai nostri occhi ci viene tolta la consapevolezza, la memoria di chi siamo.

Avete mai fatto un sogno in cui una cavalletta, un grosso insetto o qualunque forma sgradevole si attacca sul vostro capo e inizia a succhiarvi? Questa è un’esemplificazione di quanto sto scrivendo. Per questo motivo, e anche altri, in alcune tradizioni sciamaniche, come quella del Sacro Cono, si impiegano lunghi cappelli a forma conica, per conservare il ricordo, per impedire che sia divorato.

Allora che fare? Si tratta di accettare da un lato che questa situazione è inevitabile, perché quanto la produce e alimenta è molto potente, decisamente superiore all’idea limitata che abbiamo di noi stessi. Quindi occorre dare per scontato che dimenticheremo. Dall’altro, si tratta di fare il possibile per ricordare, per lasciare testimonianze, segni di quanto emerge di luminoso nella coscienza, prima che sia eliminato, in modo che possiamo accedervi, collegarci regolarmente.

Un esempio, a questo riguardo, consiste nello svolgere una o più pratiche quotidiane, in cui ci colleghiamo con la memoria di un’esperienza luminosa e la riportiamo nel presente, in cui ci rapportiamo direttamente con Dio, non mediante l’adesione a un sistema di credenze, bensì tramite il riconoscimento del modo in cui abbiamo avuto esperienza della sua presenza.

Vi sono inoltre pratiche che aprono la mente e il corpo agli stati di coscienza che ci permettono di accedere al ricordo, a espanderlo, ad averne un’esperienza diretta.

Ci sono tanti altri esempi, che posso solo dimostrare, che non è proprio possibile spiegare a parole,

Ci sono tanti modi in cui potrei spiegare quanto sopra, mediante le parole, anche radicalmente diverse. Il mio scopo non è quello di dare vita a dibattiti e discussioni filosofiche. Non ho tempo per queste cose e ci sono già tante persone che lo fanno in modo magistrale. Quanto scrivo è solo un pretesto per promuovere il ricordo, per invitarvi ad avere un’esperienza diretta e soprattutto per dare valore alle esperienze dirette che avete già avuto.

© Franco Santoro

 

Collegamenti ipertestuali multidimensionali

Settembre 30, 2015 by admin

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È impossibile comprendere le realtà multidimensionali dalla prospettiva della realtà ordinaria. Ne consegue che tutto quel che si può dire, spiegare e dimostrare su questo tema ha un’esclusiva natura strategica. Serve per creare un varco nella coscienza affinché tu possa accedere a un’esperienza diretta. Questa esperienza ti comunicherà quanto non potrai mai leggere o sentire dire da nessuno, e quanto a sua volta anche tu non potrai mai scrivere e dire, perché la realtà in cui parli e scrivi è incompatibile con l’esperienza multidimensionale.

Il linguaggio che impieghi qui, come ogni altra forma di comunicazione, insieme all’intero funzionamento della tua identità ordinaria è finalizzato alla negazione dell’esperienza multidimensionale. Ne consegue che questa esperienza non può aver luogo in uno stato ordinario di coscienza.

Tuttavia, seppure i contenuti multidimensionali non siano a disposizione in una realtà separata, è possibile creare delle connessioni compatibili con questa realtà. Si tratta di collegamenti ipertestuali multidimensionali, che permettono di passare da uno stato di coscienza ordinario a uno stato di consapevolezza multidimensionale.

Un collegamento ipertestuale multidimensionale consente di accedere a unità informative di realtà parallele e alternative, incompatibili con la percezione ordinaria, tramite unità informative tollerabili nella realtà ordinaria.

Un collegamento ipertestuale ordinario si distingue per certe caratteristiche che permettono con un clic del mouse di visualizzare una destinazione e la relativa pagina. Similmente un collegamento ipertestuale multidimensionale ha sue proprie peculiarità, che sono tuttavia percepibili sul piano vibrazionale, emotivo, mentale o spirituale, piuttosto che fisico. A differenza dei link ordinari, quelli multidimensionali possono inoltre essere identificati da un ristretto numero di individui, funzionano solo in certe condizioni temporali o spaziali e non conducono necessariamente verso una stessa destinazione.

Un collegamento ipertestuale multidimensionale è solo un portale verso un’unità informativa di destinazione. Non è quell’unità informativa, sebbene vi possano essere elementi a essa correlati.

© Franco Santoro, 2012

In: Franco Santoro, Pronto soccorso multidimensionale: emergenze spirituali, mondi paralleli e identità alternative, Institutum Provisorium, 2020, pp. 36-38.

Parte destra e sinistra del cervello

Settembre 22, 2015 by admin

indexPer molti individui è facile accedere ad esperienze multidimensionali e di unità con il tutto. Le esperienze di multidimensionalità arrivano o se ne vanno spesso all’improvviso, senza dare spazio ad una comprensione del come e perché accadono o non accadono.

Come essere umani siamo scissi in tre componenti cerebrali primarie, di cui solo due parti risultano apparenti: la parte sinistra del cervello (polarità “maschile” intesa come energia e non come sesso!) e quella destra (polarità “femminile”, idem).

Poiché queste parti sono scisse, prive della consapevolezza della terza parte, operano tutte in modo disarmonico, creando effetti devastanti nella coscienza umana.

Tuttavia, da una prospettiva strategica, il principale problema risiede nella parte sinistra del cervello. Laddove la parte destra del cervello è capace di conseguire un’esperienza diretta dell’unità e di percepirla esistenzialmente, mediante un rapporto più diretto con la terza parte, la parte sinistra non è in grado di concepire l’unità, perché è programmata al fine di promuovere la separazione.

La parte sinistra del cervello processa ogni aspetto della realtà secondo una prospettiva dualistica e conflittuale. Sebbene il suo scopo razionale più elevato possa essere quello di armonizzare le polarità e promuovere la pace, tale scopo non è praticamente perseguibile poiché procede all’interno di un contesto fondato sul dualismo e il conflitto.

In vero è la terza componente che consente di andare oltre il conflitto delle due polarità. Questa terza polarità è negata dalla parte sinistra del cervello, mentre è percepita dalla parte destra, che tuttavia non la riconosce e la confonde con la parte sinistra.

Fin tanto che non riusciamo a concepire pienamente l’unità e il multidimensionale mediante la parte sinistra del cervello, la parte destra rimarrà ingabbiata in un sistema di credenze contrario all’unità e la mente umana sarà sempre separata, non importa quante esperienze estatiche di unità continuiamo ad avere.

Qui non si tratta solo di elaborare l’idea dell’unità intellettualmente tramite la parte sinistra del cervello, che è cosa fattibile per molti individui. Si tratta in primo luogo di eliminare dalla parte sinistra del cervello ogni componente di separazione, poiché fin tanto che queste rimangono attive il dualismo e la separazione seguiranno a prevalere.

La parte destra del cervello è visionaria, immaginativa, emotiva, erotica, energetica, ha un accesso diretto alla realtà multidimensionale. Tuttavia fin tanto che tali capacità sono amministrate da una parte sinistra del cervello fondata sulla separazione, esse serviranno solo a promuovere la separazione stessa.

Una volta che la parte sinistra del cervello inizia a concepire la multidimensionalità dell’esistenza, ecco che procede la vera integrazione tra i due emisferi del cervello e l’emergenza della terza parte. Si riattiva il programma originario ed è possibile il salto multidimensionale effettivo tra separazione ed unità.

Sono consapevole che molti di voi ce la stanno mettendo tutta per recuperare la loro identità multidimensionale originaria.

Sono consapevole che esiste un meccanismo di deviazione della coscienza operante nella parte sinistra del cervello, di cui è necessario comprendere il funzionamento, onde poi disinnescarlo.

Mi avvedo che fin tanto che non acquisiamo le conoscenze tecniche per mettere in atto tale processo, non importa se ce la mettiamo tutta o meno, la separazione rimarrà. Fin tanto che saremo preda delle dinamiche tra maschile e femminile, sinistra e destra, alto e basso, sia onde conseguire armonia o conflitto, il dualismo sarà alimentato.

La nostra identità multidimensionale originaria possiede le chiavi d’accesso a queste conoscenze, che non potremmo mai ottenere da maestri, autorità o partner. È giunto il momento di unire le polarità, non nell’altalena dialettica tra maschile e femminile, bensì nel rapporto tra le due polarità unite e la terza polarità, l’accesso all’identità multidimensionale.

 

© Franco Santoro, 2009

Immagine di Alex Grey

Avviso: Tutte le informazion fornite in queste note sono presentate unicamente come lettura ricreativa o ispirata, e non sono intese a sostituire la ricerca e l’esperienza diretta dell’utente. L’autore non avvalla necessariamente le idee e i punti di vista espressi nelle note, incluse le sue.

Sì o No all’identità multidimensionale

Settembre 21, 2015 by admin

IMCTu possiedi un’Identità Multidimensionale Centrale, intimamente connessa con tutto. Questa identità può essere chiamata in vari modi, secondo i sistemi di credenza in atto. Quel che conta è che tu sappia che essa è in te e rappresenta l’aspetto più ampio e profondo di ciò che sei, a livello individuale, planetario, multidimensionale e a ogni possibile altro livello. Puoi scegliere di continuare a vivere separato da questa identità o decidere di aprirti a essa.

Questa è una tua scelta: il potere di dirgli sì o no. Per dire no non occorre fare niente, poiché l’intera realtà umana si fonda sulla negazione di questa identità. Per dire no basta seguitare a essere e fare quel che l’umanità è sempre stata o ha fatto. Per dire sì occorre invitare espressamente questa identità a operare nella tua vita. Si tratta inoltre di dire no a tutti i condizionamenti e sistemi di credenza che si fondano sulla separazione.

L’identità multidimensionale centrale rappresenta il massimo potere possibile e si rapporta con te solo in condizioni di potere. Queste presuppongono che sia tu a scegliere se rapportarti con essa o meno. Il potere di stabilire il contatto e dire sì è solamente tuo. Così come il potere di dire no a ciò che crea rancore e che ti trattiene in uno stato di vittimismo.

La cosa più difficile non è stabilire il contatto, ma riconoscere il potere che hai nello stabilire il contatto. Ogni volta che eserciti questo potere, il contatto ha luogo inevitabilmente e la risposta arriva in un modo o in un altro.

Questo contatto e la libertà di esercitare il potere per metterlo in atto si applicano in ogni momento e richiedono una conferma costante. La capacità di rendere il contatto stabile dipende dalla tua volontà, dalla tua determinazione a realizzarlo in qualunque circostanza. In qualunque momento è possibile dire sì o no. È una scelta che procede costantemente finché continuerà a esistere il tempo. Una scelta che puoi esercitare in ogni momento. Una scelta che puoi esprimere ora.

L’identità multidimensionale centrale è la matrice di un campo di energia in cui ogni parte è connessa a ogni altra e dove ciascuna parte, dalla più piccola alla più grande, è un microcosmo dell’intero campo di energia.

Identità multidimensionale centrale significa che hai infinite identità, doppi di te stesso in infiniti universi paralleli, simili o molto diversi. Essa comporta riconoscere tutte queste identità, o esserne coscienti, senza identificarsi solo con una di esse, senza separarsi da tutte le altre.

L’identità multidimensionale centrale è il nucleo operativo di questo vasto campo di energia, che comprende strategicamente 12 dimensioni, di cui ne descriviamo succintamente sette come segue.

© Franco Santoro

In: Franco Santoro, Pronto soccorso multidimensionale: emergenze spirituali, mondi paralleli e identità alternative, Institutum Provisorium, 2020, pp. 68-69.

Avviso: Tutte le informazioni fornite in queste note sono presentate unicamente come lettura ricreativa o ispirata, e non sono intese a sostituire la ricerca e l’esperienza diretta dell’utente. Franco Santoro non avvalla necessariamente le idee e i punti di vista espressi nelle note, incluse le sue.

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