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Archivi per Gennaio 2015

Idee provvisorie

Gennaio 31, 2015 by admin

10415721_744018088973958_1439543406570171482_nIo ho solo idee e visioni provvisorie, esprimo quel che vedo e sento vero nel momento.

Quel che dico e vedo ha valore solo secondo una prospettiva limitata, che a un certo punto cambierà.

Posso esternare un’idea di cui son pienamente convinto e in seguito sentirmi in sintonia con il suo esatto opposto.

Di conseguenza non ho idee da difendere o sostenere, né ha senso per me partecipare a dibattiti e discussioni. Quindi se qualcuno ha qualcosa da dire in contrapposizione a quello che scrivo, lo invito a prendere atto che in questa impresa l’ho già anticipato.

Sono d’accordo sia con la mia visione sia con la tua.

È solo una questione di prospettiva.

Se guardo a est, da dove mi trovo ora, vedo i picchi delle montagne, mentre se mi rivolgo a ovest ci sono le colline.

Tu, secondo dove ti trovi, vedrai qualcosa di affine o distinto, ma questo non vuol dire che siamo d’accordo o meno.

Se io non scorgo quel che vedi tu è solo perché sono o guardo da un’altra parte.

Che stupidità e inutile perdita di tempo argomentare su qual è la visione migliore, su chi ha torto o ragione!

Il dibattito, la polarizzazione, la dialettica sono triti automatismi della mente separata, impulsi elettronici binari che otturano la nostra coscienza, forzandola a prendere incessantemente una posizione: pro e contro.

Possiamo invece ascoltarci semplicemente, condividendo e accettando dove ci troviamo e cosa vediamo in un dato momento.

Allora la tua, la mia e la nostra visione si estendono.

Così restiamo insieme.

Sia che siamo vicini o lontani, tra noi non ci sarà più distanza.

Forse.

© Franco Santoro

Immagine: veduta a est del punto in cui mi trovo ora.

Inizio dell’Amore

Gennaio 31, 2015 by admin Lascia un commento

Possiamo girare la frittata come vogliamo, ma se siamo disposti a essere spietatamente onesti con noi stessi, ci avvediamo che l’amore che proviamo verso gli altri è il più delle volte ben lungi dall’essere effettivamente tale.

Siamo innamorati della proiezione su persone terrene di parti di noi, o di entità esistenti in realtà multidimensionali significative per noi.

Astrosciamanicamente parlando, proviamo amore verso riflessi di universi paralleli di cui abbiamo perso cognizione consapevole, come conseguenza della trance insita nella realtà separata terrena.

A causa di tale trance, possiamo provare anche odio verso certe persone, che paradossalmente sono talvolta le stesse persone per cui sentiamo amore.

Secondo la strategia astrosciamanica, l’unica possibilità per fare riaffiorare agevolmente la memoria e consapevolezza della nostra natura multidimensionale, della sua simultanea esistenza in distinte realtà, consiste nel proiettare su persone visibili i contenuti di parti di noi ed esseri che non riusciamo più a vedere.

Tuttavia, non essendo in grado di comprenderne la portata multidimensionale, a causa della percezione ordinaria separata, questo processo provoca immane confusione e seguita a riciclare dolore nel genere umano.

Ogni innamoramento o altra forma di amore della nostra vita è solitamente la conseguenza di questo processo.

Si tratta di comprenderne l’intima natura, riconoscendone gli aspetti multidimensionali e accettando incondizionatamente il nostro e altrui destino divino nella realtà terrena, sia che esso sia allineato con le nostre proiezioni o meno.

Questo sembra essere il solo modo in cui l’amore può iniziare…

(Franco Santoro)

L’inizio dell’amore è la volontà di lasciare che coloro che amiamo siano perfettamente se stessi, è la decisione di non manipolarli perché si adeguino alla nostra propria immagine. Se amandoli non amiamo ciò che sono, ma solo la somiglianza potenziale a noi stessi, allora non li amiamo affatto: amiamo solo il riflesso di noi che troviamo in loro. (Thomas Merton)

31 gennaio

Gennaio 31, 2015 by admin

indexL’inizio dell’amore è la volontà di lasciare che coloro che amiamo siano perfettamente se stessi, è la decisione di non manipolarli perché si adeguino alla nostra propria immagine. Se amandoli non amiamo ciò che sono, ma solo la somiglianza potenziale a noi stessi, allora non li amiamo affatto: amiamo solo il riflesso di noi che troviamo in loro.

Thomas Merton, nato il 31 gennaio 1915, Sole in Acquario, Luna in Leone, scrittore statunitense e monaco cattolico dell’ordine dei Trappisti, autore di oltre settanta libri dedicati soprattutto ai temi della contemplazione, misticismo, ecumenismo, dialogo interreligioso, pace, non-violenza e diritti civili. Merton maturò un profondo interesse per il monachesimo buddista e nel 1968 intraprese un lungo viaggio in oriente, in cui trovò la morte, folgorato da un ventilatore difettoso.

Io, Signore Iddio, non ho nessuna idea di dove sto andando. Non vedo la strada che mi sta davanti.
Non posso sapere con certezza dove andrò a finire.
Secondo verità, non conosco neppure me stesso
e il fatto che penso di seguire la tua volontà non significa che lo stia davvero facendo.
Ma sono sinceramente convinto che in realtà ti piaccia il mio desiderio di piacerti
e spero di averlo in tutte le cose, spero di non fare mai nulla senza tale desiderio.
So che, se agirò così, la tua volontà mi condurrà per la giusta via,
quantunque io possa non capirne nulla.
Avrò sempre fiducia in te,
anche quando potrà sembrarmi di essere perduto e avvolto nell’ombra della morte.
Non avrò paura,
perché tu sei con me e so che non mi lasci solo di fronte ai pericoli.

Per l’Almanacco completo del giorno in inglese clicca qui.

La vera pratica spirituale non è qualcosa che si fa venti minuti al giorno, per due ore al giorno o per sei ore al giorno. Non è qualcosa che si fa una volta al giorno al mattino, o una volta alla settimana la domenica. La pratica spirituale non è una attività tra le altre attività umane; è la base di tutte le attività umane, la loro fonte e la loro convalida.

Se non sei nel tuo corpo, dove sei?

Ken Wilber, nato il 31 gennaio 1949, Sole in Acquario, Luna in Pesci, Ascendente in Bilancia.

 

Febbraio benedetto

Gennaio 30, 2015 by admin

imagesFebbraio deriva dal latino “februa”, letteralmente “strumenti di purificazione”. Nell’antica Roma il termine “februa” indicava un’ampia varietà di utensili per la purificazione, come le vesti usate per spargere il sangue delle vittime di sacrifici, le focacce salate di farro tenute dai sacerdoti durante la purificazione delle case, ecc. Da “februa” deriva il verbo “februare”, ossia “purificare”. Februus era anche il dio romano della purificazione.

I primi due giorni di febbraio sin dai tempi antichi sono stati celebrati come festività di purificazione in onore dell’arrivo della primavera, tra cui Imbolc, e in seguito la festa cristiana della Candelora. (per l’articolo clicca qui)

“Immagina di aver passato tutta la vita senza mai lavarti, e poi un giorno decidi di fare una doccia. Inizi a strofinarti, ma con orrore osservi lo sporco che trasuda fuori dai pori della tua pelle e gronda per il tuo corpo. Qualcosa non funziona: credevi di diventare più pulito, ma tutto quello che vedi è solo sporcizia. Ti fai prendere dal panico e ti lanci fuori dalla doccia, convinto che non avresti mai dovuto cominciare. Ma finisci solo con lo sporcarti ancora più di prima. Non capisci che la cosa più saggia da fare è avere pazienza e terminare la doccia. Per un po’ può sembrare che diventi più sporco, ma se continui a lavarti, ne verrai fuori rinfrescato e pulito. È un processo, il processo di purificazione. Se sorge un dubbio, vedilo semplicemente come un ostacolo, riconoscilo come… uno stadio nel processo di purificazione e apprendimento. Permetti al processo di continuare e di completarsi, e non perdere mai la tua fiducia e determinazione. Questa è la via seguita da tutti i più grandi praticanti del passato, che usavano dire: ‘non esiste armatura più forte della perseveranza’” (Sogyal Rinpoche)

Immagine: John William Waterhouse, 1896, Hylas and the Nymphs

Sì e No

Gennaio 30, 2015 by admin

Dire SÌ, aprire il cuore agli altri e alla vita, essere positivi, luminosi, ottimisti e fiduciosi, manifestare disponibilità, sensibilità, empatia e comprensione per quel che ci circonda, sono grandi qualità che apportano guarigione e benessere su questo pianeta solo quando sono il risultato di una libera scelta incondizionata che leggittima e accetta pienamente anche la possibilità di dire NO, di chiudere il cuore, di essere negativi, oscuri, pessimisti e sfiduciati, dichiarandosi indisponibili, ecc.

Il nostro SÌ è autentico solo se siamo in grado di dire NO.

Il problema nella nostra vita e del pianeta è che seguitiamo a dire SÌ per paura di dire NO, e questa paura diventa così profonda che a un certo punto non siamo più in grado di capire cosa vogliamo e non vogliamo.

E allora sull’onda della Vergine, segno di massima selezione, purificazione e integrità, possiamo riconoscere prima di tutto il potere e la libertà di dire NO. Possiamo fare un inventario di tutte le situazioni che non ci aggradano e anche se vi sono alcune cose spiacevoli su cui non possiamo farci nulla, perché accadranno lo stesso, pure se siamo contrari, almeno dichiariamolo questo NO!

Facciamo sentire la nostra voce! Perché anche se il SÌ è più prepotente, in questo modo non avrà la nostra complicità, non ci ruberà l’anima, non ci ridurrà a vittime congelate dalla paura. Forse tutto quel che accade di spiacevole nella nostra e altre vite è solo il risultato della nostra paura e incapacità di dire NO.

Ricorda che non puoi veramente dire SÌ se non sei capace di dire NO.

E se puoi dire solo SÌ fai attenzione perché forse sei già diventato una macchina.

 

© Franco Santoro

Lezione Introduttiva, Livello Base

Gennaio 30, 2015 by admin Lascia un commento

TESTO GUIDA PROVVISORIO IN LINGUA ITALIANA PER IL PRIMO LIVELLO BASE DELLA FORMAZIONE OPERATIVA IN ASTROSCIAMANESIMO E SPIRITUALITÀ ESPERIENZIALE

©  1996, 2015, 2020 (ed. 10), Franco Santoro, Institutum Provisorium, www.astroshamanism.org, www.institutum.org, Pahai Interdimensional

a marchio circle

LEZIONE INTRODUTTIVA

NOTE PRELIMINARI AL TESTO GUIDA PROVVISORIO IN LINGUA ITALIANA AL PRIMO LIVELLO BASE DELLA FORMAZIONE OPERATIVA IN ASTROSCIAMANESIMO E SPIRITUALITÀ ESPERIENZIALE

 

Caro amico o amica,

Saluti e grazie per il tuo interesse nella formazione operativa in astrosciamanesimo e spiritualità interdimensionale.

Lo scopo di questa lezione introduttiva è di fornire informazioni generali sulla formazione, rispondendo idealmente ad alcune domande su questo lavoro. A questo proposito, tieni conto che puoi contattarmi direttamente o rivolgerti a uno dei mentori del corso se necessiti di altri chiarimenti.

Una volta che hai letto il testo, se vuoi puoi già iniziare la parte preliminare della formazione che consiste nello svolgere gli esercizi indicati nell’apposita Guida a fine pagina. Quando hai concluso gli esercizi, se scegli di continuare, mi puoi contattare per una sessione di entrata.

Nel frattempo rimango a tua disposizione e ti saluto luminosamente.

Franco Santoro

Questo Testo Guida Provvisorio funge unicamente come strumento ausiliario per l’integrazione e l’approfondimento degli insegnamenti forniti durante la Formazione. Le informazioni, le pratiche e i suggerimenti qui inclusi sono inseriti parzialmente e talvolta in modo intenzionalmente incompleto. Essi fungono da supporto aggiuntivo alla trasmissione esperienziale e orale della Formazione, e a eventuali corsi e seminari che il praticante sceglie di frequentare. Il Testo non si presta per un uso autonomo e non rappresenta, in alcun modo, il materiale ufficiale o il contenuto effettivo della Formazione. La realtà di tale contenuto si rivela attraverso gli incontri di gruppo o individuali, i seminari, le pratiche spirituali e sciamaniche, il rapporto con lo Spirito Guida, o Identità Multidimensionale Centrale (IMC), le visioni, il riconoscimento di tali esperienze e la raccolta dei relativi dati da parte del praticante.

Il linguaggio impiegato ed eventuali omissioni o errori sono quelli dell’Autore, e non si riferiscono necessariamente agli insegnamenti della tradizione cui questo lavoro s’ispira. Il presupposto di base è che ogni tentativo di rendere manifesta tale tradizione mediante l’espressione intellettuale o letteraria, seppure lodevole e proficuo a livello preliminare, è a lungo termine un’impresa vana e scriteriata.

Operative Training First Level sealIL PRIMO LIVELLO BASE DELLA FORMAZIONE OPERATIVA IN ASTROSCIAMANESIMO & E SPIRITUALITÀ ESPERIENZIALE

Il nostro metodo di Formazione si fonda su una visione olistica dell’esistenza, in cui ogni aspetto della realtà visibile e invisibile è riconosciuto come parte dello stesso tutto. Per promuovere questa visione impieghiamo strumenti intesi a espandere la consapevolezza e a rilasciare il senso di separazione prevalente nella cultura contemporanea. Tali strumenti fanno riferimento in parte alle tradizioni misteriche mediterranee e occidentali, rielaborate in chiave moderna.

Gli insegnamenti cui ci riferiamo sono universali e presenti negli aspetti esoterici delle principali tradizioni religiose e sciamaniche. L’astrosciamanesimo è un’emanazione in chiave astrologica e sciamanica degli insegnamenti delle tradizioni non-dualiste, dei percorsi gnostici e misterici mediterranei, medio-orientali, cristiani e pre-cristiani, e dei loro sviluppi contemporanei, quali Un corso in miracoli. Nella versione italiana della Formazione, consideriamo inoltre riferimenti alla tradizione cattolica, alle culture pre-cristiane dell’area mediterranea, oltre che a elementi tratti dalla spiritualità medio-orientale e islamica.

La caratteristica peculiare della nostra formazione e dei relativi insegnamenti è data dalla sua esplicita provvisorietà. Le pratiche, i rituali, le tecniche, le idee che veicoliamo hanno una funzione puramente strategica, il cui scopo è facilitare un’esperienza diretta dei misteri che riguardano la nostra natura e la realtà in cui viviamo o crediamo di vivere.

La Formazione è rivolta a quanti intendono esplorare la propria natura multidimensionale, scoprendo e sviluppando i loro potenziali più autentici, ottenendo riscontri pragmatici nella vita quotidiana e manifestando in definitiva lo scopo della loro anima.

I partecipanti apprendono un’ampia varietà di tecniche e ricevono l’iniziazione a pratiche in accordo con i cicli stagionali e gli elementi, integrando l’esperienza con informazioni derivate da diverse fonti e soprattutto dal loro proprio riscontro interiore.

Il programma della Formazione è definito in base alle caratteristiche specifiche dei partecipanti, per cui si sviluppa in maniera distinta secondo le loro intenzioni, potenzialità e visioni.

La Formazione Operativa in Astrosciamanesimo (Operative Training in Astroshamanism) ebbe inizio nel 1996 a Roma, grazie a Paola Pierpaoli, patrocinatrice dei corsi di Franco nella capitale. In quei tempi il materiale della formazione era consegnato in fotocopie direttamente agli allievi che partecipavano a incontri mensili. La Formazione ebbe il suo massimo sviluppo presso la Findhorn Foundation nel nord della Scozia dove Franco Santoro operò come membro residente della facoltà dal 1999 al 2017. Per i primi cinque anni il materiale era inviato nella versione inglese o italiana per posta e poi tramite e-mail. Finora circa un migliaio di persone hanno frequentato la formazione da ogni continente e da 48 nazioni.

La Formazione Operativa è un sistema completo di insegnamento inteso a facilitare la propria espansione di coscienza e guarigione spirituale, estendendo eventualmente quanto ne deriva con l’espressione creativa, professionale o l’esercizio di attività di consulenza, docenza e ministero autonome o associate all’Institutum Provisorium. La Formazioni si ispira  alla tradizione iniziatica del Pahai Etnai, o Cerchio del Sacro Cono, da cui deriva anche il termine Pahai Interdimensional®. La motivazione di questa tradizione è risvegliare la nostra natura multidimensionale e rilasciare i rancori fondati sulla percezione di una realtà separata.

L’iniziazione insita nella Formazione origina dall’essenza delle principali tradizioni misteriche (mistero dal greco myein, “mantenere il silenzio”, e tradizione dal latino tradere, “trasmettere)”[1]. Il tratto principale di codesti misteri è che essi non sono comunicabili da un essere umano all’altro mediante l’impiego dei linguaggi ordinari. Sebbene i testi e le trasmissioni verbali, la presenza di un insegnante e la partecipazione a seminari svolgano un ruolo rilevante, i veri misteri sono svelati agli iniziati attraverso l’esperienza diretta e una comunicazione arcana che richiede il rapporto con entità spirituali e realtà multidimensionali. Tale sentiero travalica ampiamente i confini dell’identità ordinaria e non rientra nella categoria dei percorsi di crescita personale o autocoscienza. Esso implica l’esplorazione di parti sottratte dell’essere e il rapporto con dimensioni che trascendono ogni riferimento alla percezione consueta. In codesto scenario, il compito precipuo della Formazione è fornire un’adeguata strumentazione operativa atta a tutelare il procedere del percorso spirituale, a integrarne gli sviluppi nella realtà ordinaria e a confermare, tramite l’ausilio di testimoni, il valore dell’esperienza.

La partecipazione alla Formazione è libera da obblighi di studio e non è necessariamente vincolata al completamento degli esercizi, né alla lettura del presente Testo. Pratiche ed esercizi costituiscono un requisito[1] solo per chi desidera conseguire le Credenziali del Primo Livello Base Corporativo, accedere eventualmente ai successivi programmi della Formazione, quali il Magistero, qualificarsi come Mentore[2] o Consulente Astrosciamanico. È possibile frequentare e completare il Primo Livello Base anche senza ricevere la certificazione (Primo Livello Base Delegato). In quest’ultimo caso esiste l’eventualità di predisporre un programma alternativo inteso a favorire uno specifico obiettivo per il partecipante. In entrambe le circostanze (con o senza certificazione) il programma della Formazione si adatta inevitabilmente, seppure con modi distinti, ai potenziali e bisogni individuali del praticante.

La Formazione si articola in tre livelli autonomi d’iniziazione (Primo, Secondo e Terzo), suddivisi ciascuno in tre stadi (Base, Intermedio, Avanzato). Il seguente testo tratta il Primo Livello Base, che ha una durata minima di 16 mesi. I successivi stadi hanno una durata minima di 13 mesi ciascuno. Ogni stadio è autonomo e consente potenzialmente al partecipante che lo completa di acquisire conoscenze tecniche ed esperienziali impiegabili sia a livello sciamanico e spirituale sia nella sfera della vita ordinaria e professionale. A conclusione di ogni stadio il ricercatore può scegliere se continuare o sospendere il percorso di formazione. Anche all’interno di ogni stadio sono presenti ulteriori suddivisioni, per cui il partecipante può completare processi a breve, medio e lungo termine, assicurando quindi che la Formazione in qualunque momento possa essere sospesa con integrità attraverso un completamento.

Il Primo Livello Base comprende un minimo di 144 ore d’insegnamento, con una struttura flessibile che può adattarsi a esigenze e situazioni individuali. La partecipazione a un seminario in presenza od online di due giorni (o due seminari di un giorno), un ciclo di tre sessioni individuali, lo svolgimento della Lezione Introduttiva e una specifica intervista con il Rettore o Mentore autorizzato[2] sono il prerequisito per l’ammissione. Prima di iniziare la Formazione, i candidati sono invitati a esaminare insieme al Rettore o Mentore, e/o tramite la presente lezione introduttiva, le loro attuali condizioni di vita, intenti e potenziali per verificare se questo lavoro può essere effettivamente utile. L’ammissione alla Formazione richiede inoltre che un’intuizione, sensazione o visione ricevuta dal praticante provi che questo percorso è appropriato.

Il Testo è organizzato in lezioni con informazioni, pratiche ed esercizi. In un apposito spazio, denominato Guida agli Esercizi, sono indicati esercizi e domande. Una volta ricevuto il fascicolo della lezione, si tratta di leggere la parte informativa facendo riferimento contemporaneamente a quanto descritto nella Guida agli Esercizi, in modo che lo svolgimento delle pratiche possa procedere sin dall’inizio e in armonia con quanto è assimilato nelle diverse fasi di studio. Gli esercizi della Formazione servono a radicare e incorporare in profondità il lavoro. Non sono impiegati per mettere alla prova, dare dei voti o giudicare il grado di preparazione e intelligenza del praticante. Ognuno di noi si trova a un livello diverso, e non è nostra intenzione stabilire chi è più avanti o più indietro, anche perché da una prospettiva multidimensionale questo proprio non ha alcun senso.

Le informazioni fornite in questa guida coprono una sfera molto ampia di conoscenza e talvolta potranno sembrare eccessive, di difficile gestione, inutili, complesse e perfino ambigue o contraddittorie. Non è necessario comprendere tutto, né si tratta di memorizzare quanto è presentato o essere d’accordo con le idee riportate nel testo. Alcune informazioni o esperienze non saranno nuove e costituiranno semplicemente un ripasso o una riscoperta, mentre altre appariranno inedite e, se oggetto di interesse, sarà utile chiarirle attraverso ulteriori approfondimenti o rivolgendosi al Rettore. L’essenza di questo lavoro consiste nello stimolare la consapevolezza e il riconoscimento dei propri potenziali interiori. Poiché la sua struttura ha una natura olistica e non-lineare, ciò che al momento non è essenziale sarà probabilmente compreso in seguito, a un successivo passaggio, più avanti nella vita o mai. Molte informazioni svolgono inoltre una funzione strategica e agiscono a livello sottile al fine di riattivare la memoria cellulare e stimolare il recupero di dati rilevanti, apparentemente dissimili da quelli forniti nel testo.

Il programma di studi possiede una struttura e implica il completamento di una serie di compiti. È a discrezione di ciascun praticante decidere quanta energia investire. Il Primo Livello Base è finalizzato a costruire le fondamenta di un percorso iniziatico completo, che mira a favorire il risveglio operativo della nostra natura multidimensionale. Secondo l’astrosciamanesimo, a un livello iniziale, l’esistenza di una struttura di riferimento è utile per esperire le energie esistenti oltre la percezione ordinaria in modo equilibrato. Le informazioni, gli strumenti e le pratiche della Formazione servono a questo scopo. Lo svolgimento del lavoro può essere adattato in base alle esigenze del soggetto. Allo stesso tempo è indispensabile verificare che il lavoro effettivamente svolto onori le autentiche motivazioni del praticante, senza che esse siano ostacolate da eccessiva disciplina o inerzia.

Le prime tre lezioni (Introduttiva, Lezione Uno, Lezione Due) hanno un fine preparatorio. A seguito di questo stadio introduttivo, previo consenso da parte del Mentore, il praticante può cominciare l’esplorazione dei 12 Settori e delle quattro Direzioni. Questo viaggio è inteso ad attivare medicine spirituali e strumenti di potere, sviluppare potenziali di guarigione, rilasciare rancori e blocchi, stabilire accordi con entità spirituali e forze planetarie, recuperare antiche memorie perdute e rafforzare il rapporto con il proprio Spirito Guida, o Identità Multidimensionale Centrale (IMC). Tali propositi si sviluppano strategicamente attraverso il riconoscimento, il recupero e l’espressione di 12 matrici o archetipi di base (Spiriti Totem). Il Primo Livello Base implica l’apprendimento dei rudimenti di un linguaggio multidimensionale e richiede pazienza, impegno, costanza e attenzione combinate con un senso di gioco, leggerezza e avventura.

Nell’ambito del lavoro del programma di Formazione, e di eventuali corsi associati, non sempre sarà possibile dedicare ampio spazio alle situazioni personali. Per chi desidera un approccio in tal senso, esiste la possibilità di partecipare a sessioni o consulenze individuali, e talvolta anche a specifici incontri e seminari. Il Rettore, i Mentori o eventuali assistenti sono inoltre a disposizione, sia durante i seminari sia nei momenti e periodi successivi, per fornire informazioni e supporto a quanti ne faranno espressa richiesta.

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GLI ACCORDI DI BASE

Gli Accordi di Base per il Primo Livello Base della Formazione comportano la piena consapevolezza di particolari requisiti e suggerimenti. La distinzione tra requisiti e suggerimenti è che i primi favoriscono il corretto funzionamento della Formazione in accordo con la tradizione di riferimento, mentre i secondi rappresentano indicazioni ausiliarie suggerite in base alla percezione del Mentore e del praticante. I requisiti non possono essere modificati (salvo che non vi sia un relativo consenso tra coloro che hanno originariamente stabilito i requisiti). I suggerimenti, d’altro canto, cambiano secondo i casi e le circostanze. I requisiti per il Primo Livello Base della Formazione sono forniti di seguito. Valuta se è per te onorevole accettarli e chiedi spiegazioni al Rettore o Mentore se vi sono alcuni punti che non comprendi. Se la risposta è affermativa, considera allora se hai suggerimenti e verifica se ve ne sono da parte del Rettore. Una volta che requisiti e suggerimenti sono chiariti, svolgerai un processo di sintonizzazione con il Rettore per aprirti a una percezione più sottile e stabilire definitivamente gli Accordi di Base. Allorché, insieme con il Rettore, hai approvato i requisiti e gli eventuali suggerimenti, essi diventano i vostri Accordi di Base. Il contenuto degli Accordi di Base è secondario, ciò che importa prima di tutto è che essi siano onorati. Il processo di definizione degli Accordi di Base avviene in un’apposita sessione con il Rettore, che t’invitiamo a concordare una volta terminato lo studio di questa lezione introduttiva.

Per ulteriori informazioni clicca qui.

Basic Agreements

REQUISITI PER IL PRIMO LIVELLO BASE DELLA FORMAZIONE

  • Impiega le informazioni e le tecniche fornite solo per uso individuale (salvo espressa autorizzazione da parte del Rettore). Conserva con cura i fascicoli del testo o altri materiali della Formazione, evita di prestarli, riprodurli, venderli, copiarli, o farli circolare, senza il permesso dell’Autore (Franco Santoro). Sono possibili tuttavia citazioni con l’indicazione dei riferimenti dell’autore. Se impieghi il sito, sei tenuto a mantenere segreta la password di accesso alle lezioni.
  • Leggi le lezioni del testo, svolgi le pratiche e gli esercizi, prepari il materiale da inviare al Rettore (un rapporto di due o massimo tre pagine), tieni l’originale per te e invii una copia al Rettore e al Mentore. Il Rettore e il Mentore non esprimono commenti e valutazioni su quanto scrivi, operano come testimoni e quindi non ti rispondono a meno che non ci siano delle vistose inesattezze o che tu rivolga a loro delle domande dirette e pertinenti. Tieni conto delle informazioni e delle tecniche della Formazione e, se qualcosa non è comprensibile, chiedi gli opportuni chiarimenti al Rettore o al Mentore, senza attendere che siano essi a prendere l’iniziativa.
  • In qualsiasi momento è tua responsabilità prenderti cura delle tue condizioni fisiche, emotive, mentali e spirituali, nel rispetto di quelle di altri praticanti. Se hai particolari problemi, indisposizioni, o disturbi, informa il Rettore o il Mentore. Assumi totale responsabilità per le tue azioni e le loro conseguenze, e per qualunque inconveniente derivato da danni alla tua o altrui persona e relative proprietà.
  • Se incontri difficoltà nel rapportarti con il lavoro o nell’integrarlo con la vita quotidiana, è tua responsabilità contattare il Rettore o Mentore per informarlo della situazione. Se ti trovi in condizioni di particolare disagio e hai bisogno di supporto, se lo ritieni necessario, ti rivolgi al Rettore o Mentore, senza attendere che siano loro a prendere l’iniziativa. Hai cura altresì di condividere e legittimare esperienze di luce, visioni, risultati, guarigioni e qualunque situazione connessa alla realizzazione del tuo Intento.
  • A conclusione dei viaggi astrosciamanici o delle tecniche di esplorazione dei Settori, t’impegni a fare ritorno alla realtà ordinaria e a riportare i contenuti delle tue esperienze in tale dimensione.
  • È assolutamente bandito l’uso di sostanze stupefacenti illegali durante la Formazione. L’uso di sostanze psichedeliche o psicotropiche legali è inoltre sconsigliato. Se decidi di fare uso di sostanze psicotropiche legali occorre che informi il Rettore, che verificherà se ciò è compatibile con la Formazione. Nel corso delle pratiche ti astieni inoltre dall’uso di bevande alcoliche per almeno due ore (prima e dopo).
  • Sei riservato riguardo le esperienze o le condivisioni degli altri ricercatori, rispetto agli accadimenti che si verificano durante gli incontri e i contenuti della corrispondenza.
  • Durante l’intera Formazione è sempre tua esclusiva responsabilità richiedere il ricevimento delle lezioni, concordare sessioni o incontri con il Rettore o Mentore e inviare i rapporti. Se partecipi a seminari, sessioni o incontri, arrivi, o ti connetti a distanza con i mezzi di comunicazione concordati, con puntualità. Se ritardi o non ti è possibile essere presente, avverti in anticipo il Rettore, Mentore o i suoi assistenti e t’impegni a recuperare le informazioni e le tecniche secondo le modalità previste.
  • Partecipi a un minimo di quattro consultazioni individuali durante l’anno.
  • Prendi parte ad almeno tre seminari in presenza od online (solo se intendi ricevere le Credenziali del Primo Livello Base).
  • Contribuisci la donazione pattuita all’Istituto secondo quanto stabilito negli Accordi di Base. La quota ufficiale per la Formazione del Primo Livello Base è di Euro 60 mensili ed è versata all’Institutum Provisorium. Nel caso hai difficoltà nel contribuire la donazione puoi ottenere una riduzione o borsa di studio. La quota copre il materiale didattico delle lezioni, l’assistenza del Rettore, Mentore od assistenti nel corso della Formazione, quattro consultazioni individuali (inclusa la sessione di completamento), la cerimonia d’iniziazione finale, lo strumento medicina di completamento, l’accesso al gruppo Facebook dell’Institutum e al relativo network, la partecipazione ai Convivi e altri incontri mensili, una riduzione del 20% sui seminari (esclusi eventuali costi di vitto e alloggio) e ogni sessione individuale aggiuntiva.
  • Definisci e onori ogni altro aspetto degli Accordi di Base stabiliti con il Rettore.

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PREFAZIONE

L’astrosciamanesimo si fonda sulla consapevolezza dell’esistenza di molteplici dimensioni tra cui una realtà estatica e unitaria che trascende la percezione separata della realtà oggettiva. La certezza che gli esseri umani, attraverso il rilascio progressivo delle loro identità legate alla separazione, possono avere accesso illimitato a tale dimensione, costituisce l’essenza esperienziale di questo lavoro.

L’intento principale dell’astrosciamanesimo consiste nel favorire il processo di rilascio dell’identità basata sulla separazione, e il risveglio della nostra autentica natura multidimensionale fondata sull’unità.

Il sistema di riferimento dell’astrosciamanesimo comprende tre modelli di base: il Sacro Cerchio, l’Epica del Sacro Cono, le tradizioni spirituali non-dualiste e gnostiche dell’umanità.

Il Sacro Cerchio e le sue varie applicazioni – ivi comprese l’astrologia  – costituiscono la struttura di base dell’astrosciamanesimo. Con il Sacro Cerchio si apporta equilibrio, integrazione e unità attraverso un processo di apprendimento circolare che onora i cicli interiori seguendo la cadenza dei ritmi della Terra. Ogni lezione ed esperienza è ripetuta in maniere diverse e da distinte angolazioni fino a quando non è pienamente appresa. Quando ciò accade, ecco che avviene il passaggio a una nuova dimensione di percezione: il cerchio cessa di ruotare lungo la stessa circonferenza e si apre al movimento a spirale per iniziare un nuovo ciclo di trasformazione e conoscenza. Questa forma di insegnamento, pur subendo varie distorsioni e impeghi dualistici, è stata impiegata in ogni luogo e tradizione sin dagli albori dell’umanità. Nell’astrosciamanesimo, il Sacro Cerchio è usato allo scopo di evidenziare il processo di separazione dell’ego, e per facilitarne la guarigione e la liberazione. L’obiettivo è partire dal linguaggio dualistico dell’ego e dall’illusione della separazione, per approdare alla comprensione progressiva della nostra realtà unitaria e divina.

L’Epica del Sacro Cono rappresenta una trasposizione in chiave mitica e strategica dei modelli precedenti. Essa comprende una serie di informazioni – sotto forma di messaggi, visioni, rituali e modalità operative – frutto del lavoro con una specifica tradizione iniziatica che qui identifichiamo con il termine Pahai Etnai, o Ordine Provvisorio. Gli insegnamenti che ne derivano costituiscono la tradizione di riferimento originaria dell’astrosciamanesimo. Le fonti e i contenuti specifici di questa tradizione fungono da modello di ispirazione e, per espressa indicazione dei loro tenutari, non sono trattati direttamente in questo testo. L’intento di base di tale materiale consiste, in breve, nel favorire il processo di rilascio dei nostri rancori mediante il loro inserimento in un’ottica di scambio con specifiche realtà multidimensionali. La caratteristica di base di questa tradizione è data dalla sua esplicita provvisorietà, per cui può anche esser definita come spiritualità provvisoria.

L’immagine del cono è partecipe di quella del cerchio e del triangolo, e descrive un movimento circolare a spirale che, partendo da un punto di emanazione, si sviluppa creativamente all’infinito. Essa rappresenta il processo di spiritualizzazione progressiva dell’universo, il movimento ascensionale della materia verso l’eterna realtà dello spirito, l’abbandono dell’illusione della separazione attraverso il ritorno alla percezione dell’unità. Questo passaggio non avviene fuggendo o trascendendo la dimensione terrena, bensì prendendosi piena responsabilità del rapporto con essa. Il presente testo è un atto di omaggio a questa visione.

L’astrosciamanesimo onora le principali tradizioni religiose e spirituali dell’umanità, sia nei loro aspetti ufficiali e popolari, sia in quelli esoterici, olistici e misterici, a condizione che esse non comportino l’impiego di forme di violenza fisica e morale verso individui o gruppi. Nell’astrosciamanesimo la pratica sciamanica individuale, l’uso del Sacro Cerchio e l’esperienza olistica diretta, è integrata con la pratica o lo studio di un percorso religioso e spirituale ufficiale. In genere si suggerisce il riferimento alla religione della cultura di nascita o residenza del praticante.

La spiritualità olistica si fonda sull’esperienza che ogni aspetto della vita fisica e spirituale è intimamente connesso e parte dello stesso Tutto. I principi olistici sono esistiti sin dai tempi più remoti, in ogni parte del mondo e disciplina, incluso scienza, religione, medicina, educazione.

Secondo una prospettiva olistica non esiste separazione e possiamo comprendere noi stessi e il mondo circostante solo se siamo disposti a riconoscere la più ampia realtà in cui esistiamo. Questa realtà comprende anche ciò che dimora oltre la nostra percezione ordinaria.

Ciò che molte persone lungo il sentiero spirituale cercano in questa epoca non sono formalità, dottrine o idee fisse, ma un’esperienza spirituale diretta.

L’area principale di attenzione nella spiritualità olistica e gnostica, così come la concepiamo presso il nostro Istituto, è sul rilascio della percezione separata, il perdono e la ricerca esperienziale della conoscenza (gnosi). L’influenza dominante della Formazione deriva dal patrimonio delle tradizioni spirituali non-dualistiche dell’umanità, inclusi i loro recenti sviluppi, quali Un corso in miracoli.

INTRODUZIONE

Questo Lavoro è il tentativo di portare luce nell’apparente oscurità delle antiche origini di un meraviglioso ricordo, per far emergere in superficie ciò che è a lungo rimasto lì, imperturbato, in un’oasi di nubi vellutate e tenebrose. Esso è finalizzato a riconoscere la realtà di quel ricordo, a risvegliarne l’energia, per stabilire con essa un contatto regolare e consentirne un’emanazione crescente, dentro e fuori di noi. È un viaggio nel mondo interiore ed esteriore sostenuto dall’aderenza all’INTENTO e alla FUNZIONE. La Funzione è l’allineamento totale con la volontà divina dell’esistenza e rappresenta il massimo fine perseguibile a livello umano. L’Intento è l’applicazione specifica della propria Funzione: il contributo creativo, apparentemente individuale, connesso alla realizzazione della volontà divina. L’Intento ha ad essere collegato alla Funzione.

Stai per partire per un viaggio di conoscenza, sacralità e mistero, un percorso che ti può permettere di entrare in rapporto con potenti campi di energia. Stai iniziando un itinerario sacro di recupero delle tue antiche memorie, un viaggio destinato a portare luce nella realtà della tua natura e di tutte le altre possibili nature. Prenderai coscienza della grandiosità del tuo essere e di ciò che sei sempre stato. Non importa quali circostanze ti hanno portato a scegliere di partire o quello che ti è accaduto nel passato di cui hai memoria, ciò che conta ora è la tua disponibilità a viaggiare e rispondere alla chiamata interiore.

Ricorda che il tempo che prendi per la Formazione è un prezioso dono che fai a te stesso, al mondo e a tutte le tue relazioni consapevoli e inconsapevoli. Tu disponi di abbondante supporto, amore e benedizioni, non importa quale decisione tu prenda lungo il cammino. Rifiuta di essere depistato da obblighi e pensieri illusori. Sei qui solo per trovare la tua strada verso casa. Hai totale diritto di esplorare tutto ciò che genuinamente percepisci essere parte del tuo viaggio sacro. Dai il permesso alla tua Guida di restare con te e assisterti in questa gloriosa ed estatica impresa.

Il Primo Livello Base comprende l’acquisizione degli strumenti operativi dell’astrosciamanesimo e l’esplorazione sistematica dei 12 Settori del Sacro Cerchio. Al termine del Primo Livello Base avrai avuto un’esperienza diretta delle energie di ciascun Settore, e sarai stato iniziato a una o più fasi di attivazione secondo il tuo particolare percorso di risveglio interiore. La Formazione è intesa a stimolare il tuo sentiero spirituale, non a sostituirsi a esso. Di conseguenza, nel Primo Livello Base verrà dato poco risalto a spiegazioni interpretative e risposte, ed è probabile che interrogativi e domande aumenteranno invece di diminuire. Questo sarà un segno del corretto procedere della Formazione, così come lo sarà il fatto di aver fornito gli strumenti e il supporto affinché tu possa ottenere direttamente le risposte.

Ti invito a trovare uno spazio e un momento tranquillo per leggere questo testo. In seguito, porta la tua attenzione al respiro e consentigli di muoversi in ogni parte del tuo corpo. Lascia che il tuo Intento emerga spontaneamente attraverso il respiro. Crea una connessione con lor Spirito Guida, o Identità Multidimensionale Centrale (IMC). Senti il collegamento sottile che esiste tra il tuo respiro e la Guida. Mantienilo per l’intera durata della lettura. Evita di lasciarti distrarre dalle parole e dai segni che incontri in questo testo. Ti suggerisco di fare un respiro cosciente e profondo al termine di ciascun paragrafo. Se desideri, puoi cominciare fin da ora e prepararti quindi a leggere la seguente invocazione tradizionale.

Oh Dio, Luce, Guida, Spirito Santo, Grande Forza di Amore Incondizionato ed Estasi Che Si Muove Per Ogni Dove. Io chiamo le 7 Direzioni e i 12 Settori. Io proclamo che questo lavoro sia posto al servizio del Piano di Salvezza e del mio Intento connesso alla Funzione. Kahesha Opa!

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ASTROLOGIA E SCIAMANESIMO

La vita è un Tutto unico. Solo se riuscite a percepire questa globalità, potrete comprendere l’astrologia; altrimenti, non ci riuscirete mai. L’astrologia è un aspetto, una dimensione della spiritualità: è la scienza della totalità, dell’unione, della non-dualità[3].

Quando trasformi il due in uno, quando rendi l’interno come l’esterno e l’esterno come l’interno, e il sopra con il sotto, quando trasformi il maschile e il femminile in una singola unità, in modo che il maschio non è maschio e la femmina non è femmina, quando giungi a sostituire gli occhi con un occhio, una mano con una mano, un piede con un piede, e un’immagine con un’immagine, allora entrerai nel regno[4].

Ciò che è sotto è come ciò che è sopra. Ciò che è sopra è come ciò che è sotto. Affinché il miracolo dell’Uno possa essere compiuto. Questa nozione tratta dalla Tabula smaragdina, attribuita ad Ermete Trismegisto[5], rappresenta il principio essenziale su cui si fonda l’astrologia. Significa, in breve, che il Cielo e la Terra sono la stessa cosa, che tutto ciò che esiste dentro e fuori di noi, dal piccolo atomo alle grandi galassie dell’universo, costituisce la ripetizione del medesimo modello e l’emanazione della stessa fonte. Il principio essenziale dell’astrologia è quindi che non esiste alcuna separazione: il nostro mondo interiore ed esteriore è solo il riflesso dell’universo di cui facciamo parte. L’umanità, tuttavia, non sembra essere pienamente partecipe di questa esperienza. Nonostante sia evidente che la realtà ultima dell’universo è caratterizzata dall’unità di ogni componente, l’uomo si riduce a vivere nella convinzione dell’esistenza di una sua individualità autonoma e separata. L’investimento in questa credenza è talmente radicato, massiccio e inconsapevole, da portarci a dare forma concreta a una precisa e articolata allucinazione collettiva dominante ogni aspetto della vita umana. Tale realtà separata, che in astrosciamanesimo è sovente indicata con la sigla CUA (Configurazione Umana Arbitraria), si fonda sull’ego. “Cos’è l’ego?” dice Un corso in miracoli[6] “Niente, ma in una forma tale da sembrare qualcosa. In un mondo di forme non può essere negato, poiché solo esso sembra reale. Eppure potrebbe il Figlio di Dio come Lui lo ha creato dimorare in una forma o in un mondo di forme? Chi ti chiede di definire l’ego e di spiegare come è sorto, può essere solo chi crede che l’ego sia reale e cerca, per definizione, di assicurarsi che la sua natura illusoria sia nascosta dietro le parole che sembrano renderlo tale.” (UCIM, Chiarificazione dei Termini, p. 85).

In una lontana e imprecisata sfera del tempo è successo qualcosa per cui ci siamo separati dalla realtà unitaria dell’esistenza per affidarci a una percezione illusoria che ci ha relegato in una dimensione artistica di sogno. “Nell’eternità, dove tutto è uno, si insinuò una piccola, folle idea, della quale il Figlio di Dio si è dimenticato di ridere. In questa dimenticanza, il pensiero è diventato un’idea seria, possibile sia di compimento che di effetti reali” (UCIM, T622). Questa folle idea consiste nel pensare di vivere come entità separate, mentre i suoi effetti reali sono rappresentati dall’ego e da tutte le limitazioni e i rancori che ne derivano. Fortunatamente, la memoria della nostra vera natura non ci ha mai abbandonato. Sebbene nascosto da spesse nuvole, il nostro sé originale ha continuato a sussurrarci nei meandri della mente, impiegando ogni sorta di strumento al fine di rammentarci la nostra vera matrice unitaria. “Questo mondo nel quale sembri di vivere non è casa tua. E da qualche parte nella tua mente sai che questo è vero. Il ricordo della tua casa continua a tormentarti, come se ci fosse un luogo che ti chiama per farti ritornare, anche se non riconosci la voce, né ciò che la voce ti ricorda. Tuttavia ti senti ancora un alieno qui, proveniente da un luogo totalmente sconosciuto. Nulla di così definito da poterti far dire con certezza di essere un esule qui. Solo una sensazione persistente, talvolta nulla più di un minuscolo fremito, altre volte qualche cosa che viene appena ricordato, energeticamente allontanato, ma che è sicuramente destinato a ritornare di nuovo nella mente.” (UCIM, Libro degli esercizi, p. 340).

L’astrologia, nella sua forma più pura e incontaminata, è stata originariamente concepita come uno strumento inteso a riattivare questo ricordo e liberare i blocchi che occultano la vera percezione. In quanto tale, essa tiene conto della situazione di illusione in cui si trova il genere umano, operando tra gli uomini affinché il miracolo dell’Uno possa essere compiuto. In altre parole, poiché consideriamo il mondo che vediamo come reale attraverso la credenza nella separazione e la nostra identificazione con l’ego, l’astrologia parte da questa stessa percezione distorta per condurci gradualmente al di là. La sua struttura si basa, infatti, su un insieme di segni, archetipi, simboli e definizioni energetiche apparentemente separate e distinte, ma sempre riconducibili a una sola unità: quella del cerchio zodiacale.

Nella dimensione del cerchio zodiacale ogni tipo di forma si anima e alterna nell’apparente percezione dei conflitti più netti: maschile e femminile, giorno e notte, vita e morte, Cielo e Terra, amore e odio, sacro e profano, felicità e dolore, ecc. L’astrologia, così come altri strumenti di trasformazione interiore, per rivelare agli esseri umani l’unità dell’universo, impiega il primo linguaggio che l’uomo è in grado di comprendere: quello dualistico dell’ego separante. Questa situazione ha creato diversi fraintendimenti e controversie nella comprensione dell’astrologia e altri percorsi esoterici, anche perché il loro arcano linguaggio è stato sovente impiegato come camuffamento in tempi di severe persecuzioni[7].

L’astrologia cui ci riferiamo è un’astrologia esperienziale[8]. Essa impiega strumenti intesi a tradurre il simbolismo delle mappe zodiacali in esperienze vive e concrete. La carta natale non è interpretata o analizzata, ma si rivela in forma di emozioni, movimento, danza, suoni, visioni e situazioni che mirano a coinvolgere il più possibile la persona in questione, a risvegliarla e a farle sentire intensamente le sue energie. Questo tipo di astrologia costituisce la via di ritorno alle origini primordiali del linguaggio astrologico, inteso come strumento sciamanico di dialogo e comunione con le forze dell’universo. Essa ci conduce a rapportarci con le radici delle nostre tradizioni spirituali, integrando nel presente l’ampio bagaglio di conoscenze da cui nel corso dei tempi ci siamo separati.

Secondo la storia convenzionale, l’astrologia prese vita in Mesopotamia, nella pianura del Tigri e dell’Eufrate, dal 3000 a.C. per opera di pochi saggi che, dopo secoli di osservazioni celesti, iniziarono a individuare correlazioni tra astri ed eventi della vita sulla Terra. I più antichi reperti archeologici presenti in ogni parte del globo dimostrano invece che, per quanto si possa risalire alle origini della storia dell’umanità, l’astrologia è sempre stata presente. L’astrologia degli antichi non si occupava della personalità o dell’individuo. Questi vocaboli erano privi di alcun senso e interamente assenti da ogni forma di linguaggio d’allora, come del resto termini quali “tu”, “io”, “lei” o “lui”, per non parlare dei tempi dei verbi e dei pronomi possessivi. Tutti gli elementi dell’odierno linguaggio umano rappresentano gli articoli del gioco multidimensionale che incorpora correntemente la realtà consensuale umana o CUA. Questo gioco si sviluppò a tal punto che il piano dimensionale originario, che inventò il gioco e tuttora lo sta giocando, iniziò a scomparire dalla nostra percezione. Allora, non occorreva eseguire calcoli complessi o analisi accurate per accostarsi ai misteri dell’universo. Gli astri non si trovavano solo in alto nel Cielo: le loro energie erano accessibili qui, sulla Terra, e gli abitanti del pianeta potevano sentirle liberamente nel corpo, nella mente e nel cuore. Essi erano in rapporto diretto con i pianeti, li percepivano in ogni cosa e li esprimevano in modi diversi. “Laddove noi, astrologi di oggi, constatiamo tramite un’osservazione esterna l’effetto delle radiazioni planetarie, i nostri lontani antenati <vedevano> forme animate. Per noi, l’astrologia è una scienza matematica; per loro, era la conoscenza intima delle energie viventi, poiché si rendevano conto delle forze cosmiche che animano ogni essere. Questa concezione delle forme planetarie è la chiave di volta di tutto il pensiero antico, del simbolismo, delle religioni e delle mitologie[9]”. Una chiave di volta di cui l’uomo perse le tracce a seguito della scomparsa delle tradizioni dell’età mitica[10] e con l’accumulo e la sovrapposizione di concezioni a essa sempre più estranee.

Cercare di comprendere l’astrologia sulla base dei modelli di proiezione e delle concezioni successive a quelle originarie, raramente potrà consentirci di afferrarne l’essenza e di produrre risultati effettivi per la nostra trasformazione e quella del pianeta. Sfortunatamente, non sembrano essere disponibili documenti esaurienti relativi a quell’età primordiale identificata e descritta da tutte le tradizioni del globo. Del resto, tale epoca, ben lungi dal possedere radici storiche effettive, potrebbe corrispondere semplicemente ai residui di memoria riguardo una realtà unitaria che esiste in una dimensione posta oltre l’allucinazione dell’ego e i limiti della presente percezione umana. In questo caso, avrebbe poco senso pensare di incontrarla esclusivamente attraverso gli scavi archeologici o il recupero di antichi documenti. Ciò che rimane alla portata di tutti è la possibilità di estrapolare la sua natura attraverso il rapporto diretto con il nostro mondo interiore.

“L’astrologia, assomiglia alle rovine di un edificio maestoso che esisteva molto tempo fa: era una scienza completa, che è andata perduta […]. Molte volte accade che la verità giunga alla portata delle nostre mani, per poi andare perduta. L’astrologia era una di queste grandi verità. Un tempo era conosciuta, poi venne perduta. E ora esistono complicazioni nel ricostruirla[11]”. Una parte determinante del lavoro di esplorazione interiore consiste nel fare riemergere quest’antica saggezza tenendo conto dell’evoluzione e delle esigenze dell’uomo contemporaneo. In questo contesto, si tratta di recuperare, impiegare e, soprattutto, integrare quel bagaglio di conoscenze coltivate nei tempi in cui sciamanismo e astrologia erano in totale sintonia.

L’astrologia è indubbiamente la più remota forma di linguaggio simbolico, mentre lo sciamanesimo è il più antico e diffuso sistema metodologico di guarigione[12]. In ogni parte del pianeta e in tutte le epoche sono state trovate testimonianze di pratiche sciamaniche. La parola sciamano[13] deriva da shaman, la traslitterazione russa di un termine usato dalle tribù tunguse della Siberia che significa uno che vede nel buio[14]. Lo stesso termine viene anche fatto risalire alla parola sanscrita śramana impiegata per indicare un asceta o chi vive una vita di autodisciplina religiosa. “Uno sciamano è una donna o uomo che entra, a volontà, in uno stato alterato di coscienza per mettersi in contatto con una realtà normalmente nascosta e utilizzarla per acquisire conoscenza, potere e per aiutare gli altri[15]. Egli ha accesso a territori totalmente nuovi, e allo stesso tempo anticamente familiari, che forniscono conoscenze profonde sul significato della sua vita e del suo posto nella totalità dell’esistenza. Nell’intraprendere le loro attività gli sciamani hanno la capacità di muoversi da uno stato ordinario di coscienza a uno stato sciamanico di coscienza. L’oscurità, sia fornita dalla notte o indotta appositamente, costituisce l’ambiente ideale per le pratiche sciamaniche. Nel buio le distrazioni della realtà ordinaria vengono meno e consentono allo sciamano di rivolgere l’attenzione verso le dimensioni caratteristiche del suo lavoro[16]. Tuttavia, a differenza dei mistici o altri esseri evoluti nel cammino spirituale, gli sciamani non mirano all’illuminazione per sé stessa. Il loro scopo è di viaggiare in altre dimensioni e poi fare ritorno per aiutare la loro comunità.

Nello sciamanesimo, come nell’astrologia, non esiste alcuna separazione e ciò che ci circonda è parte integrante della stessa dimensione di unità da cui tutto, senza alcun’esclusione, emana. Il tratto distintivo degli sciamani è rappresentato da una percezione chiara ed esperienziale di quest’unità, che permette loro di intervenire e apportare guarigioni nella vita di coloro che ne sono ancora privi. Essi hanno una profonda familiarità con stati di coscienza che consentono la visione e l’esplorazione delle dimensioni spirituali e unitarie della realtà. Per affrontare questi spazi gli sciamani si avvalgono di spiriti alleati, guide interiori, animali di potere, angeli e altre entità[17]. Il rapporto con questi esseri e con le dimensioni non ordinarie della realtà è l’aspetto più caratteristico delle culture sciamaniche, e costituisce una parte sostanziale dell’astrosciamanesimo.

Il termine astrosciamanesimo è usato per indicare un sistema di ricerca spirituale finalizzato a espandere la nostra percezione della realtà attraverso l’integrazione delle antiche conoscenze sciamaniche con quelle derivate dall’astrologia esoterica, le scuole misteriche occidentali e mediterranee, e i più recenti processi di trasformazione della coscienza umana.

La conoscenza sciamanica comprende informazioni riguardo la geografia degli stati modificati di coscienza che permettono di intraprendere agevoli spostamenti al loro interno sapendo dove trovare strumenti di guarigione, alleati, blocchi e malattie. Nell’astrosciamanesimo, la mappa astrologica diventa un Sacro Cerchio e assume la sua antica funzione di rappresentazione geografica dell’anima. In questo contesto, non si tratta di dimostrare la validità della mappa o di un determinato accomodamento teorico, ma di impiegarla esclusivamente per l’esplorazione con l’implicazione di una verifica immediata dei dati in essa contenuti. Qui s’intende creare un dialogo diretto e costante con le realtà interiori e i loro riflessi esteriori, assumendo totale responsabilità per la consapevolezza e la visione che ne deriva, e operando per trasferirla dalla dimensione non ordinaria a quella della cosiddetta realtà effettiva.

L’astrosciamanesimo non comporta giudizi o interpretazioni attraverso i consueti modi della mente, e nemmeno richiede l’adesione a una concezione o dottrina religiosa specifica. Esso comporta mettere da parte pregiudizi e idee fisse, per aprirsi a un’autentica operazione di conoscenza verso il mistero che è dentro e fuori di noi. Astrosciamanesimo vuol dire prima di tutto entrare dentro l’energia di ogni segno o pianeta astrologico, sentirli nel corpo, nelle emozioni, nella mente e nello spirito. Non è studiare o analizzare il significato del Sole o della Luna, prendendone le distanze e rimanendo ancorati all’illusione di una sicurezza basata sulle definizioni intellettuali. Vuol dire essere disponibili a diventare il Sole o la Luna, a possederne l’energia, per viverne l’essenza e aprirsi così a un’autentica trasformazione. Quest’approccio comporta una profonda rivoluzione all’interno del nostro essere che è necessario affrontare gradualmente, nel pieno rispetto dei nostri tempi e di ogni parte della nostra natura.

Nell’astrosciamanesimo impieghiamo strumenti rapportabili e integrabili nella realtà presente dell’uomo contemporaneo e del suo specifico contesto territoriale. In quest’ottica, l’adozione di tradizioni di altri tempi o culture remote, non serve per evadere dalle nostre responsabilità nella società in cui viviamo. In certi momenti può essere utile cercare ispirazione altrove e rompere con il proprio ambiente, per andare alla ricerca delle nostre autentiche motivazioni. Tuttavia, una volta recuperato e rafforzato il proprio patrimonio interiore, è necessario applicarlo concretamente nella vita per accettare, guarire e trasformare il nostro stesso ambiente quotidiano. Per certi versi è facile fare lo sciamano nel verde dei boschi o sentirsi pieno di potere emulando le pratiche dei nativi d’America. Ciò che è difficile è esserlo nella nostra realtà abituale e nell’ambito della società contemporanea in cui viviamo. In effetti, sono proprio questi i luoghi che hanno maggiore bisogno di sciamani.

Storicamente, lo sciamano ha fatto sempre parte integrante della società in cui ha vissuto, prendendosi cura dei suoi problemi, laddove gli era permesso operare. Negli ultimi millenni, su gran parte di questo pianeta, la cultura sciamanica è stata osteggiata fino a essere quasi interamente sterminata. Essa è riuscita a sopravvivere nella clandestinità, attraverso la copertura di complessi e controversi sistemi, e nelle culture tribali risparmiate dal colonialismo economico e religioso. Oggigiorno i pericoli e i rischi del passato si sono attenuati. Ora abbiamo la possibilità di fare riemergere la nostra conoscenza originaria per usarla con saggezza nel contesto in cui siamo e non da qualche altra parte. Il mondo ha bisogno di sciamani in grado di funzionare qui, tra gli apparecchi elettronici e i motori, nelle nostre relazioni di amore e di affari, nelle piazze e nei mercati delle società contemporanee. Il termine neosciamanesimo è spesso usato per descrivere questo nuovo approccio di conoscenza, e per distinguerlo dalle forme tradizionali dello sciamanesimo descritte da antropologi e studiosi. Il fatto che sia neo non significa che sia qualcosa di inferiore. “Possiamo fare solo ciò che siamo in grado di fare storicamente in questo particolare tempo e luogo. Perciò, il neosciamanesimo potrebbe essere descritto come il tipo di sciamanesimo che è possibile e pratico qui e ora. Se talvolta esso si è sviluppato attraverso i libri piuttosto che tramite una tradizione di insegnamento da persona a persona, possiamo dire semplicemente: i libri sono i nostri antenati![18]

Nell’astrosciamanesimo il cerchio zodiacale è inteso nella sua natura originaria di Sacro Cerchio: la più antica forma interculturale di ricerca di conoscenza e crescita interiore il cui sviluppo precede quello di ogni religione, filosofia o psicoterapia conosciuta. La caratteristica principale del Sacro Cerchio è che attraverso di esso è possibile instaurare un rapporto diretto con il proprio Spirito Guida (inteso come Identità Multidimensionale Centrale, Dio, Creatore Primario, Centro, Grande Spirito, Sé Superiore o qualunque altro termine risuoni in noi con la più alta intensità) invece che una relazione di mediazione per mezzo di un’autorità spirituale, Maestro o guru. Esistono numerosi sistemi di ricerca e diversi metodi di lavoro con il Sacro Cerchio. Essi sono frutto dell’opera di donne e uomini di conoscenza che in tutti i tempi hanno lavorato per l’ampliamento della consapevolezza del genere umano. Ognuno di essi possiede i suoi propri linguaggi e strumenti ed è in sintonia con una specifica cultura o lignaggio. I documenti che ci sono giunti riguardo l’impiego originario del Sacro Cerchio, o Ruota di Medicina (così come viene chiamata in genere dai nativi d’America), sono tuttavia scarsi a causa dell’antico rifiuto di tramandare in forma scritta gli insegnamenti di tipo spirituale e in seguito all’esaurimento o l’ardua accessibilità della maggior parte dei lignaggi di trasmissione orale. Ciò che attualmente conosciamo è di solito frutto di ricerche, elaborazioni o visioni da parte di studiosi e ricercatori contemporanei. Mattie Davis-Wolfe e David Thomson, del Sacred Circles Institute di Mukilteo (USA), descrivono così il Sacro Cerchio:

“Le Ruote Sacre, nelle loro diverse forme, sono presenti presso tutte le culture. Ciò non sorprende poiché la natura circolare della ruota è il riflesso della forma che la Terra ci mostra. La Vita stessa fluisce in modo circolare. Ogni giorno il Sole si muove dall’alba alla notte e poi ritorna ancora a illuminare un altro giorno, mentre il passaggio delle stagioni ripete un nuovo ciclo ogni anno. Il Sacro Cerchio è ancorato alle quattro direzioni cardinali (Nord, Est, Sud, Ovest), che derivano dalla relazione costante della Terra con il Sole e la Luna. La rivoluzione reciproca della Terra, del Sole e della Luna, che si muovono a spirale nello spazio, stabilisce il modello di energia per tutte le altre relazioni sulla Terra. Questa è la fonte delle regolarità costanti e delle diversità infinite della Terra. La Ruota dell’Anno, perciò, può darci insegnamenti sulle nostre nature più profonde, come esseri della Terra in relazione continua con ogni altra forma di vita. Ma il Cerchio non è solo uno strumento, è un esempio per un modo sacro di vivere, una via di bellezza ed equilibrio. I miti, i rituali e le celebrazioni degli antichi erano in allineamento con i modelli relativi a determinate parti del giorno o stagioni dell’anno. L’intento in quelle occasioni era consentire alla gente di entrare in sintonia con l’energia piuttosto che fare delle semplici feste. La natura ripetitiva di questi eventi e i loro ampi modelli di partecipazione ricordavano alla gente che essi facevano parte di un ritmo organico dinamico. La salute del tutto dipendeva direttamente dalla devozione di ciascun elemento alla sua natura e alla qualità di partecipazione nel gran piano del cerchio della vita. La partecipazione al tutto era un processo dinamico interattivo. Una volta che ci aprivamo alle energie del cerchio, potevamo andare più in profondità nelle sue lezioni. Per esempio, è possibile entrare nelle energie del cerchio, e semplicemente continuare a girare sempre attorno allo stesso percorso senza cambiare o imparare nulla. Ma aprirci alle lezioni più profonde significa ricevere insegnamenti sulla spirale: il cerchio che si apre, così che ciascun viaggio è diverso da quello di prima, così come ciascun primo giorno dell’inverno è diverso da quello degli anni prima. Impariamo che ritorniamo sempre negli stessi luoghi, ma come persone differenti grazie alle esperienze avute e alle lezioni apprese durante il cammino[19]”.

A conclusione di questa lezione introduttiva, riportiamo alcuni estratti da un discorso di Osho sull’astrologia:

Vi ho accennato alcune cose. Vi ho detto che noi siamo estensioni, prolungamenti del Sole, e questo perché la Terra è nata dal Sole e noi siamo nati dalla Terra. Non siamo entità separate, siamo tutti uniti al Tutto: noi siamo rami e foglie spuntate dal Sole. Qualsiasi cosa accada nelle radici del Sole vibrerà e si diffonderà tutt’intorno, e all’interno di ciascun essere; si irradierà attraverso ogni cellula e ogni filamento nervoso. Se lo si riesce a comprendere nella giusta prospettiva, allora scopriremo che in questo mondo noi siamo un’unica famiglia, per cui non è necessario vivere ingabbiati nel proprio ego, nel proprio orgoglio[20].

L’astrologia infligge una mazzata mortale all’ego: se ha ragione, l’ego è un errore indiscutibile. Proviamo a capirlo in questo modo: se l’astrologia sbaglia, solo l’ego può avere ragione. Se l’astrologia ha ragione, allora il mondo ha ragione e io solo posso sbagliare: io sono solo una parte infinitesimale e insignificante del mondo; sono così minuscolo da essere del tutto trascurabile. Se l’astrologia ha ragione, io non esisto: esiste un immenso flusso di forza nelle quali io sono solo una piccolissima onda.

A volte, quando cavalchiamo un cavallone marino, abbiamo l’impressione di essere anche noi qualcosa di speciale e ci dimentichiamo l’onda. Anch’essa sta cavalcando l’oceano, ma perfino quell’immensa distesa d’acqua viene dimenticata: se quell’acqua rifluisse, l’onda scomparirebbe, e anche noi svaniremmo.

Inutilmente ci rattristiamo per quello scomparire, perché ci eravamo artificialmente rallegrati credendo nella nostra esistenza in quanto entità separate. Avremmo dovuto renderci conto che esiste un’onda maestosa in un vasto oceano, in cui non esistiamo in quanto unità separate: è il desiderio dell’acqua che ci fa salire, ed è il suo desiderio che ci fa ricadere.

Se in noi sorge un’attitudine esistenziale che ci porta a comprendere che siamo solo un frammento dell’immenso desiderio dell’infinito, non saremo mai più infelici.

Con questa attitudine, anche la cosiddetta felicità che noi vogliamo godere, non sarà presente. La sensazione di felicità in pensieri come: <ho vinto>, <ho guadagnato>, non sarà più presente. Ma non sarà neppure presente una sensazione di infelicità, in pensieri del tipo: <sto morendo>, <sto affogando>, <sono stato distrutto>, <sono stato sconfitto>, <ho perso>.

Quando non esistono più né la felicità, né l’infelicità, entriamo in un mondo di realtà – l’essenziale – in cui ogni cosa è beatitudine. E se noi guardiamo l’astrologia come uno strumento per fondere il nostro orgoglio, per disintegrare l’ego, allora essa diventa religione.

Ma noi andiamo da un comune indovino e, per proteggere il nostro ego, gli chiediamo: <Sto per mettermi in un affare fallimentare? Vincerò alla lotteria? Avrò successo nell’investimento che sto per trattare?> Tutte queste domande sono poste per salvare il nostro ego, ma in realtà la vera astrologia è in assoluta opposizione, rispetto a qualsiasi prospettiva egoica.

Il senso dell’astrologia è unicamente questo: tu non esisti, solo l’universo esiste; tu non esisti, solo il cosmo esiste. Forze potentissime stanno operando nell’universo, e tu sei del tutto insignificante.

Potrete vedere l’astrologia in questa luce solo se riuscite a pensare e a sentire di essere una particella minuscola in questo vasto mondo. Ed è per questo che vi ho illustrato in che modo l’intera famiglia del sistema solare è interconnessa e unita al Sole. Se riuscite a cogliere il senso di queste mie parole, vi renderete anche conto che il nostro Sole è a sua volta unito a molti altri Soli più grandi, presenti nell’universo.

Gli scienziati affermano che esistono quaranta milioni di Soli, tutti nati da un Sole primordiale gigantesco. Non sappiamo dove questo Sole possa trovarsi… non sappiamo come questa Terra possa ruotare intorno al proprio asse, e al tempo stesso intorno al Sole, né sappiamo dove sia il centro di questo universo, intorno al quale il nostro Sole e la sua famiglia di pianeti ruota… in questo infinito universo sta avvenendo un allegro girotondo!

Nei templi hindu si compie il rituale detto pradakshina, che consiste nel girare intorno all’immagine della divinità: simboleggia il fatto che ogni cosa ruota intorno a se stessa e al tempo stesso intorno a qualcos’altro. Quindi queste due cose ruotano intorno a una terza, e le tre cose prese insieme intorno a una quarta, e così via all’infinito.

Il centro supremo dell’infinito viene definito da coloro che sanno come ‘il centro supremo di Brahma’: questo centro assoluto non ruota, né gira intorno a qualcos’altro. Qualsiasi cosa ruoti, inevitabilmente girerà intorno a qualcos’altro. Ma ciò che non ruota né gira è l’Assoluto, ed è anche conosciuto come il silenzio supremo, o il vuoto assoluto. Questo è l’asse: il perno intorno al quale tutto l’universo si espande e si contrae.

Gli hindu credono che, così come una gemma diventa un fiore, e il fiore poi appassisce e muore, anche il mondo prima si espande e poi si disintegra. Così come esistono il giorno e la notte, anche per il mondo esistono un giorno e una notte. Vi ho accennato ai cicli solari di undici e di novant’anni… ebbene, gli hindu credono che esistano anche cicli di milioni di anni: durante questi cicli, un universo nasce, cresce e invecchia; nascono terre, lune e stelle che si diffondono in tutto l’universo, crescono popolazioni, e si sviluppano milioni di esseri viventi.

Non è un fenomeno che accade solo sulla Terra. Oggi gli scienziati affermano che, come minimo, devono esistere cinquantamila pianeti sui quali esiste la vita. Forse ne esistono di più, ma questo è il minimo: in un universo così infinito, non è possibile che solo sulla Terra esista la vita… si tratta di un’espansione infinita.

A un certo punto, questa espansione torna a contrarsi. Questa Terra non esisteva all’inizio e non esisterà alla fine: così come io sono nato e un giorno non esisterò più, anche questa Terra e questo Sole non ci saranno più, e verrà un giorno in cui non esisteranno più le lune, le stelle e i pianeti: il cerchio del loro essere e del loro non essere proseguirà… noi siamo solo esseri infinitesimali, che girano e ruotano in un punto minuscolo di questa ruota cosmica.

Se ancora pensiamo di essere entità separate, assomigliamo a Mulla Nasruddin, quando prese l’aeroplano per la prima volta.

Non appena decollò, il Mulla iniziò a camminare all’interno dell’aereo, perché aveva fretta voleva arrivare a destinazione il più presto possibile! Ovviamente, se vuoi arrivare prima, devi muoverti di corsa…!

Gli altri viaggiatori lo fermarono e gli chiesero cosa stesse facendo, ma il Mulla disse loro che non aveva tempo per chiacchierare: aveva fretta!

Era il suo primo viaggio e applicava all’aeroplano la stessa logica che funziona al suolo dove, quando si corre si arriva sempre prima! Non capiva che correre su un aereo è inutile: l’aereo stesso stava già volando, se camminava si stancava e basta, di certo non sarebbe mai arrivato prima.

Quasi certamente, sarebbe arrivato così stremato da non riuscire a stare in piedi. Qualcuno tentò di spiegarglielo, e lo invitò a sedersi, a chiudere gli occhi e a rilassarsi. M il Mulla non diede retta a quel consiglio, così come nessun studioso darà mai retta a consigli simili.

Io definisco religiosa la persona che consegue il riposo all’interno di questa cosmica rotazione. È religioso colui che sa che sono all’opera forze universali, e che dunque non c’è fretta alcuna: la sua fretta non sarebbe di alcuna utilità.

Se riuscissimo a essere semplicemente uniti all’armonia universale, non occorrerebbe altro: saremmo beati.

Se riuscite a comprendere le cose che vi ho detto in merito all’astrologia, essa diventerà una soglia per la realizzazione spirituale.

GUIDA AGLI ESERCIZI

La Guida agli esercizi e le relative pratiche servono unicamente a radicare e incorporare in profondità il lavoro svolto durante la Formazione. Non sono impiegate per mettere alla prova, dare dei voti e giudicare il tuo grado di preparazione o intelligenza. La loro esecuzione è un modo per riconoscere e integrare il tuo lavoro sciamanico. Usali dolcemente come un sacro atto di accettazione delle varie parti del tuo viaggio. Una volta ricevuto il fascicolo della lezione, è preferibile che tu legga questa Guida al più presto, in modo da poterti organizzare durante il mese. Impiega le pratiche e invia gli esercizi scritti mensilmente (se ciò non è possibile, stabilisci un accordo a riguardo con il tuo Mentore). Questo è un requisito solo se aspiri alla Certificazione di Primo Livello Base.

Esercizio 1 – Sequenza di apertura e chiusura per il viaggio astrosciamanico: Le modalità per iniziare e chiudere un viaggio sciamanico variano a seconda degli individui o delle loro tradizioni. Alcune sono più conosciute, ma questo non significa che hanno una maggiore efficacia o che sia necessario impiegarle in modo esclusivo. Una delle sequenze più popolari funziona come segue. Dopo avere oscurato l’ambiente, mantenendo accesa una candela o una piccola lampada, sdraiati supino sul pavimento. Gli occhi sono chiusi e coperti con il braccio sinistro o una benda. Inizia poi a visualizzare l’ingresso di una caverna, un buco nella terra, la cavità di un albero o una qualsiasi apertura che può fungere da accesso. Una volta entrato, muoviti lungo un tunnel fino a raggiungere un punto che conduce all’aperto a contatto diretto con la realtà non ordinaria. La sequenza di chiusura consiste nel lasciare il luogo in cui ti trovi al termine del viaggio, ripercorrendo all’indietro lo stesso itinerario fino ad arrivare all’ingresso da cui eri partito. Questa procedura ricalca il modello insegnato dall’antropologo Michael Harner e s’ispira alle tradizioni degli Jivaro dell’Ecuador. Altre modalità, ugualmente efficaci, comportano posizioni del corpo e sequenze di esecuzione differenti. L’antropologa Felicitas Goodman, per esempio, ha studiato e praticato più di cinquanta di queste posizioni[21].

La sequenza di apertura e chiusura che segue è solo uno tra i numerosi modelli che permettono di viaggiare nel mondo interiore. Le sue procedure s’ispirano in modo specifico al lavoro astrosciamanico introduttivo e sono applicate per le esplorazioni dei 12 Settori del Sacro Cerchio. T’invito a impiegarle durante questo primo mese. Queste sequenze demarcano la tua entrata dentro e fuori le realtà non ordinarie. Diventando famigliare con queste pratiche, alleni la tua coscienza a spostarsi dallo stato ordinario a quello sciamanico.

Quando pratichi sii totalmente presente nel tuo corpo e porta l’attenzione al momento presente piuttosto che al passato o al futuro. Questa presenza fisica e temporale ti permetterà di sganciarti dalla mente. Le esplorazioni delle realtà non ordinarie, anche se lo possono sembrare, non sono affatto esperienze fuori dal corpo. Esse sono intimamente connesse con l’essenza materiale del corpo fisico che, ben lungi dall’essere trasceso o dissociato, è percepito secondo una prospettiva più ampia e profonda. Nel corso dei viaggi s’impiega una forma di immaginazione attiva, che comporta l’uso di tutti i sensi e una presenza vigile e totale durante l’intera esperienza. È importante che osservi e senti l’ambiente in cui ti muovi rimanendo nel corpo e guardando con i tuoi occhi. Nel caso in cui ti rendi conto di essere poco presente o di guardare l’immagine di te stesso, ritorna nel tuo corpo e mantieni il punto di visione dei tuoi occhi. Limitarsi a osservare una scena senza essere direttamente coinvolti può essere utile solo se vuoi di proposito prendere le distanze da un’esperienza troppo intensa. Se invece intendi impiegare il viaggio per apportare cambiamenti e trasformazioni effettive, è meglio usare l’immaginazione attiva.

Per facilitare la concentrazione e la distensione necessarie allo svolgimento del viaggio, ti consiglio di impiegare un suono di tambureggiamento[22]. In genere il tamburo sciamanico, il sonaglio o altri strumenti sono utili perché consentono di generare le lunghezze d’onda cerebrali associate ai sogni e agli stati di trance. Questo non significa tuttavia che tali strumenti siano indispensabili. Il ritmo monotono del tamburo risulta efficace perché emula il primo effetto sonoro che il feto umano incontra nella vita: quello del battito cardiaco della madre. Inoltre, il tambureggiamento riduce le interferenze della mente, facilita il processo di manifestazione della visione e serve per segnalare la sequenza di chiusura del viaggio. Puoi utilizzare anche altre registrazioni come onde, gong, canti, ecc. Ciò che conta è che esse riproducano dei suoni monotoni e ripetitivi.

Prima di cominciare è sempre buona regola prepararsi adeguatamente: aspetta di essere calmo e assicurati che il luogo sia confortevole e che nessuno ti disturberà per l’intera durata della pratica. All’inizio, un fenomeno abbastanza frequente è che, proprio nell’imminenza o nel corso del viaggio, l’ambiente circostante sembra scatenarsi all’improvviso: il telefono squilla, un visitatore inatteso suona alla porta, i bambini strillano, il cane abbaia, al piano di sopra si sentono degli strani rumori, ecc. Per creare la giusta energia si può spegnere la luce, accendere una candela, circondarsi di oggetti sacri (cristalli, piume, cerchi di pietre, o qualunque altro strumento di potere), indossare abiti particolari, fumigare l’ambiente e sé stessi con incenso o erbe. Queste indicazioni servono solo come aiuto per rendere più agevole l’immersione nello spazio rituale: non si tratta di istruzioni fondamentali e nel caso rappresentino delle complicazioni, è preferibile lasciarle perdere. La cosa veramente importante è mantenere un atteggiamento di semplicità e innocenza ed usare solo ciò che risuona profondamente all’interno.

Assumi una postura di tuo gradimento che ti consente di mantenere la spina dorsale eretta (per esempio: sdraiato supino su un tappeto o sul letto, seduto su una sedia o per terra usando un cuscino o una panca da meditazione, ecc.). Oscura la stanza, accendi una candela o una piccola lampada, chiudi gli occhi o coprili con una benda. Se è freddo, usa una coperta.

Quando sei pronto, immagina e senti dinanzi a te l’ingresso della cavità di un albero o un qualunque altro punto di entrata (accesso di caverna, porta di castello, apertura di tenda, ecc.). Poiché i viaggi astrosciamanici partono sempre dalla realtà ordinaria è preferibile che questo punto di entrata sia un luogo esistente sulla Terra e da te visto (realmente o in un filmato o fotografia) almeno una volta nella vita. Cerca un luogo che ti doni tranquillità, piacere o desiderio di esplorazione. Impiega tutti i tuoi sensi nel percepire l’entrata e guardala per qualche minuto, osservando ogni dettaglio. Poi inizia a entrare.

Una volta entrato, immagina le pareti interne dell’entrata. Sii consapevole dell’ingresso da cui sei appena entrato e inizia a muoverti. Fai il più possibile attenzione ai tuoi sensi. Cerca di capire se il luogo è caldo, freddo, umido o secco. Senti i piedi con tutto il peso del tuo corpo sul suolo. Porta l’attenzione al tipo di suolo e nota l’aria, i colori, i suoni dell’ambiente e ogni tipo di impressione che giunge ai tuoi sensi. Assicurati di osservare e sentire questo ambiente mentre sei nel tuo corpo e guardi con i tuoi occhi.

Allontanati dall’ingresso e muoviti in avanti alla ricerca di una specie di accesso, porta o punto di luce che ti conduce fuori all’aperto. Se durante il percorso incontri degli ostacoli, giragli intorno, volta a sinistra o passa per una fenditura. In genere è molto semplice trovare l’accesso. Una volta che lo hai individuato, per i viaggi successivi non sarà necessario ripetere la ricerca e basterà seguire lo stesso percorso.

Passa attraverso l’accesso. Quando sei all’esterno, senti nuovamente il tipo di suolo sotto i tuoi piedi e continua a osservare con i tuoi occhi. Guarda l’ambiente in cui ti trovi e sii il più presente possibile. Da qualche parte, vicino a te, inizia a vedere una vasta estensione su cui sono disposte circolarmente 12 pietre con al centro un Grande Albero. I confini di questo spazio sono delimitati da 4 pietre direzionali[23]. È il tuo Sacro Cerchio Astrosciamanico o Spirito Cerchio[24], il luogo in cui puoi ritirarti ogni volta che hai bisogno di ricevere energia e protezione. La sua importanza è simile a quella che riveste la nostra abitazione nella vita ordinaria. Qui possiamo riposarci e sentirci al sicuro, lavorare spiritualmente, equilibrare le nostre energie, incontrare la Guida ed entrare in rapporto con il nostro Intento di luce. Il Sacro Cerchio Astrosciamanico è inoltre la base per tutte le esplorazioni delle realtà non ordinarie. È come una stazione multidimensionale che ci collega a ogni direzione e universo parallelo, sia di questo sia di qualsiasi altro mondo o tempo. Esso agisce anche da camera di decompressione e consente di passare agevolmente da un mondo all’altro. Le 12 pietre che delimitano l’area circolare rappresentano l’accesso ad ognuno dei 12 Settori. Dai punti in cui si trovano, una volta contattata la Guida, o Identità Multidimensionale Centrale (IMC), potrai in seguito partire per le esplorazioni interiori.

Avvicinati al Grande Albero e osserva attorno a te tutte le pietre del Sacro Cerchio. Presta attenzione a ciò che provi e permettiti di sentirti pienamente a tuo agio. Chiedi al Grande Albero di bilanciare la tua energia, liberare i tuoi rancori o qualunque cosa ti impedisce di esperire un senso di pace e potere, darti in cambio il supporto e l’energia di cui hai bisogno. Permettiti di ricevere forza, sostegno, amore e tutto ciò di cui hai bisogno dal Grande Albero. Apriti al suo nutrimento e al rapporto con l’ambiente sacro in cui ti trovi. Una volta che senti di aver completato, trova un modo per congedarti e impiega la sequenza di chiusura.

La sequenza di chiusura è molto più veloce di quella di apertura. Si tratta di lasciare lo Spirito Cerchio e di ritornare all’accesso che immette all’interno del tunnel. Si segue poi all’indietro lo stesso itinerario percorso prima fino al punto che hai usato inizialmente per il tuo ingresso. Nel CD di tambureggiamento, la Sequenza di Chiusura è indicata da un cambiamento nel ritmo di battuta (per esempio, tre gruppi di sette battute lente, una lunga serie di battute veloci, e tre gruppi ancora di sette battute lente).

Dopo il viaggio, è importante prendere subito appunti riguardo le parti salienti dell’esperienza e dei messaggi ricevuti. Fai questo non appena hai terminato e evita di rimandare ad un altro momento.

Per favore, invia o consegna al tuo Mentore una sintesi delle tue esperienze riguardo la pratica descritta sopra.

Segue la descrizione di alcuni strumenti che t’invitiamo a impiegare durante la Formazione.

Esercizio 2 – Il Diario Astrosciamanico: È uno Strumento Sacro fondamentale che consente la legittimazione degli spazi interiori e la documentazione del tuo percorso di crescita. Esso consente di tracciare le mappe e gli itinerari dei tuoi spostamenti durante i viaggi astrosciamanici, e ricordare informazioni che con estrema facilità potrebbero essere perdute o dimenticate. Il Diario Astrosciamanico ti permette di mantenere equilibrio e di diventare sempre più consapevole di dove sei stato, dove ti trovi e dove stai andando. L’atto di usare il Diario è di per sé una potente pratica sciamanica, poiché consente di riconoscere le realtà non ordinarie e sviluppare un campo di risonanza inteso ad amplificare l’essenza del tuo viaggio spirituale. Sul Diario si raccolgono ogni tipo di impressioni, immagini, visioni, sogni, parole, poesie, disegni, citazioni, esperienze, nomi di persone, libri, ecc., incontrati sia durante i viaggi astrosciamanici, la lettura del testo, le sessioni ed i seminari che in qualsiasi altro momento della giornata. Puoi anche trascrivervi gli appunti e gli esercizi della Formazione, e le lezioni più rilevanti che impari nella vita quotidiana. In questo modo preservi informazioni che possono essere facilmente perse o dimenticate. Gli spazi delle multidimensionali non ricevono in genere la stessa attenzione riservata a quelli del mondo fisico. Numerosi dati sono a disposizione riguardo la geografia della realtà ordinaria. Al contrario, per quel che concerne la geografia non ordinaria, siamo ancora a un livello pionieristico. Il vantaggio dell’astrologia è che può essere d’aiuto per identificare alcuni itinerari, sebbene non è in grado di fornire l’esplorazione dei territori in questione.

Esercizio 3 – Intento: Durante i prossimi giorni domandati costantemente <Qual è il mio Intento?> oppure <Che cosa voglio?>. Impiega ogni mezzo per ricordare e accentuare questa domanda, e trascrivi ogni possibile risposta sul Diario Astrosciamanico. Per esempio, puoi scrivere quante più frasi vuoi iniziando con <Io voglio…> e riportare qualunque cosa ti viene in mente, non importa se si tratta di elementi significativi o banali. Oppure, puoi attaccare un cartello o foglio sui muri di casa tua con la domanda <Qual è il mio Intento?> o <Che cosa voglio?> o l’affermazione <Io voglio…>. Se vivi insieme ad altre persone e preferisci evitare i loro commenti, puoi mettere un oggetto simbolico in una posizione insolita e di frequente passaggio. Ogni volta che vedi il cartello o l’oggetto, fai una breve pausa e prendi nota di quello che senti. Puoi anche programmare la sveglia in modo che squilli a intervalli regolari o impiegare qualsiasi altro segnale per ricordarti quanto sopra. Medita sulla domanda soprattutto prima di andare a letto ed al risveglio, e chiedi all’esercizio di continuare anche durante i tuoi sogni. Compila una lista di tutto ciò che vuoi, senza alcuna esclusione, e fai questo per sette giorni. Poi prendi questa lista e lasciala riposare per altri sette giorni. Infine, per ancora sette giorni, studia le tue risposte e disponile in ordine facendo una selezione. Quando hai realizzato una lista ridotta dei tuoi obiettivi essenziali e di ciò che vuoi veramente, rifletti o medita su ognuno di questi aspetti per vedere che cosa ha in comune con gli altri. Ricerca la motivazione profonda che sottende a ciascun intento e affermala in modo più chiaro e diretto. Continua questo processo di selezione e focalizzazione fino a quando non sei in grado di affermare con chiarezza il tuo Intento e la tua motivazione più profonda allo stato attuale della tua consapevolezza. Ad essa giungerai nel momento in cui ti renderai conto che ogni volontà o desiderio accessorio è solo un gradino per la realizzazione del tuo Intento. Fai questo per conto tuo e presta particolare attenzione nel distinguere tra ciò che VUOI e ciò che DOVRESTI fare, avere o essere. Se durante la ricerca dell’Intento provi sensazioni depressive o di rabbia, o qualsiasi sensazione estranea alla gioia o all’ispirazione, è probabile che i condizionamenti di qualche Settore  si siano introdotti nella tua lista. Forse qualche DOVREI  sta cercando di bloccarti per impedirti la connessione con il tuo vero Intento, e ciò provoca frustrazione, rabbia o depressione. Accetta questa situazione come un segnale positivo: è l’indicazione che il tuo Lavoro si sta spingendo in profondità ed ha iniziato a toccare i meccanismi di difesa dell’ego. Evita di identificarti con quello che senti, prendine nota e prova ad eliminare dalla tua lista tutto ciò che è fonte di tali sensazioni. Focalizzati esclusivamente su ciò che può darti gioia, forza, amore, espressione creativa, pace e benessere. Visualizza come sarebbe la tua vita nel momento in cui si realizza ciò che vuoi e mentre lo vivi nel presente impiegando tutti i sensi. Se la tua immaginazione ti presenta situazioni spiacevoli, usa quel materiale per raffinare e perfezionare il tuo Intento. Infine, sii riservato riguardo il tuo Intento. È un fatto che riguarda solo te, per cui abbi cura di parlarne solo con chi può darti supporto o è in grado di capirti veramente. L’Intento è come una lente di ingrandimento che serve ad accumulare forza. Le opinioni e i giudizi degli altri possono solo offuscarla. Lucidala ogni giorno, impiegala regolarmente e sarà una fonte inesauribile di potere interiore e ispirazione. Il Lavoro con il Sacro Cerchio e l’esplorazione dei Settori, ti consentirà di impiegare il tuo Intento da ogni prospettiva, di metterlo alla prova, ripulirlo di ciò che non serve, arricchirlo di nuovi elementi ed allinearlo alla Funzione. (Libero adattamento da: Bruce Nevin, Astrology Inside Out: A New Approach to Astrology, Para Research, 1982).

Per favore, invia o consegna al tuo Mentore una sintesi delle tue esperienze riguardo la pratica descritta sopra.

Esercizio 4:

  1. a) Considera la tua vita attuale e fornisci un ritratto della percezione che hai di te stesso e di quello che sei o fai.
  2. b) Qual è il tuo Intento nel partecipare alla Formazione?
  3. c) Rappresenta il tuo Intento – come conseguenza dell’esercizio numero 3 (Qual è il mio Intento?) -con un disegno.

Per favore, invia o consegna al tuo Mentore la risposta ai punti di questo esercizio e una riproduzione del disegno.

Oh Spirito Cerchio, Guida, Grande Forza di Amore ed Estasi Che Si Muove Per Ogni Dove, grazie per avermi donato protezione. Io libero le 7 Direzioni e i 12 Settori. Io onoro la loro natura divina e proclamo che questo lavoro sia posto al servizio del Piano di Salvezza e del mio Intento connesso alla Funzione. Kahesha Opa!

NOTE

[1] Salvo non si siano stabiliti Accordi di Base diversi.

[2] Un Mentore incaricato alla Formazione è un individuo che ha ricevuto un’iniziazione specifica (Pahai Achara) nell’ambito dell’Istituto e conseguito le qualifiche per adempiere il ruolo di facilitatore di esperienze sciamaniche con competenze di custodia e insegnamento della tradizione di riferimento. Il suo compito consiste nell’operare al servizio dei praticanti al fine di fornire assistenza, supporto e informazioni in accordo con la struttura del Primo Livello Base della Formazione in Astrosciamanesimo e la tradizione del Provisional Order. I Mentori sono correntemente addestrati, iniziati e accreditati da Franco Santoro.

[3] Osho Rajneesh, I misteri occulti dell’oriente: la dimensione nascosta della tradizione orientale, ECIG, 1993, p. 186.

[4] “The Gospel of Thomas” (Il Vangelo di Tommaso), saying 22, in The Secret Teachings of Jesus, translated by Marvin W. Meyer, Vintage Books, New York, 1986, p. 24.

[5] Hermes Trismegistus (Tre volte il grande Hermes) è una figura mitica che combina entrambi i tratti del dio egiziano Thoth e di quello greco Hermes. Egli è l’archetipo tutelare dell’Ermetismo, ritenuto l’iniziatore dell’astrologia e delle tradizioni misteriche basate sull’integrazione, connessione e unità finale di tutti gli aspetti della realtà. Il nome Hermes sembra originare dal greco herma o hermaion, un monumento consistente di una pietra eretta e circondata da un cumulo di pietre più piccole, indicanti la struttura del Sacro Cerchio.

[6] Un corso in miracoli (A Course in Miracles) è il titolo di un’opera che ha influenzato profondamente milioni di persone. Il suo messaggio è che solo noi stessi possiamo decidere se usare la vita per rimanere intrappolati in uno stato di paura, dove siamo vittime delle circostanze, o se considerarla come un percorso di insegnamento, per raggiungere la pace interiore e ricordarci chi siamo veramente. Per favorire quest’ultima scelta, Un corso in miracoli impiega essenzialmente un unico strumento di trasformazione: il perdono, inteso come liberazione delle componenti di rancore e malessere. Le citazioni di Un corso in miracoli che compaiono in questa guida sono tratte dalla prima edizione italiana del 1999 (Un corso in miracoli, Armenia). I riferimenti al testo originale di Un corso in miracoli (talvolta abbreviato con la sigla UCIM) sono riportati tra parentesi al termine della citazione e comprendono l’indicazione delle parti dell’opera (<T> equivale a Testo, <L> a Libro degli esercizi, <M> a Manuale per gli insegnanti) seguita dal numero di pagina. I contesti delle citazioni, i commenti e le idee qui presentate sono frutto della comprensione dell’Autore e non sono necessariamente in linea con i detentori del copyright di Un corso in miracoli.

[7] Durante i tempi della caccia alle streghe nel mondo occidentale, una delle poche possibilità di sopravvivenza per guaritori e operatori sciamanici consisteva nell’occultare il proprio lavoro dietro il linguaggio dell’astrologia e l’alchimia. “Qualunque cosa che puzzasse di soprannaturale era dichiarato dalla Chiesa come eresia, e punibile nei modi più severi. Il guaritore accorto doveva stare al passo con le regole contemporanee. Paradossalmente, l’astrologia e l’alchimia erano considerate come medicina naturale; esse erano praticate dai dottori di quei tempi, e trovavano posto negli insegnamenti della Chiesa. Ma le erbe e le benedizioni amministrate dalle donne guaritrici erano considerate come opere del diavolo.” (Jeanne Achterberg, Imagery in Healing: Shamanism and Modern Medicine, New Science Library, Boston, 1985, pp. 60-61).

[8] Le origini moderne dell’astrologia esperienziale risalgono alla fine degli anni Settanta. Nell’ambito psicologico, la fioritura di approcci alternativi, come lo Human Potential Movement, incoraggiarono l’impiego di nuovi metodi intesi a sbloccare i potenziali nascosti dell’individuo e a evidenziare prospettive di valutazione radicalmente diverse da quelle precedenti. In particolare, si iniziò a enfatizzare l’importanza della responsabilità personale, piuttosto che il ruolo vittimista e l’identificazione del paziente in quanto paziente. In quello stesso periodo, la riscoperta dello sciamanesimo, lo sviluppo di nuovi movimenti spirituali, la diffusione della meditazione, il risorgere dell’ermetismo e l’emergere del fenomeno New Age, allargarono la ricerca verso una dimensione sempre più transpersonale e profonda del mondo interiore. La tendenza a fare risalire le cause dei malesseri all’infanzia, alla situazione sociale o, più esotericamente, alle vite passate, al karma o alle posizioni degli astri, fu ritenuta inadeguata. In questo contesto non era più tanto importante conoscere gli eventi passati di una persona, ma piuttosto come essa continuava a ripetere quegli stessi copioni nonostante vi fossero opportunità per impiegare modelli diversi. La trasformazione di queste abitudini e la consapevolezza del potenziale interiore diventarono l’obiettivo di molti operatori. Per facilitare questo processo alcuni di essi iniziarono a riscoprire ed impiegare varie tecniche, tra cui l’astrologia. Maritha Pottenger, un pioniere in questo campo, esprimeva così il suo punto di vista: “Credo vivamente che riuscire a conoscere il nostro essere e aprirci alla crescita e al cambiamento sia IL solo compito più importante della nostra vita. Credo inoltre che la <Verità> abbia molti aspetti. Sono fermamente convinta che non esiste UNA sola via verso la verità. Ciascuno di noi deve trovare il proprio e unico sentiero…. La mia enfasi è sull’autorealizzazione. Penso che l’astrologia possa essere uno strumento straordinario in questo processo, ma il processo è PIÙ importante. Lo strumento è secondario”. (Maritha Pottenger, Encounter Astrology, T.I.A., pp. 7-8). Lo scopo non era quello di interpretare l’oroscopo di un individuo o fare previsioni, ma di usare tecniche esperienziali finalizzate a ottenere la trasformazione e il risveglio delle energie rappresentate dai segni zodiacali. “L’obiettivo nell’essere umano (come nell’oroscopo) è integrare queste dodici parti della vita. Noi tutti stiamo imparando a riconoscere tutte le dodici parti nella nostra vita – non a negarle, reprimerle o proiettarle” (Pottenger, op. cit., p. 17).

[9] Alexandre Volguine, L’esoterismo dell’astrologia, Xenia, p. 12.

[10] Per età mitica si intende quell’epoca o “era paradisiaca nella quale gli umani”, usando le parole di Eliade, “potevano ascendere facilmente in Cielo ed avevano rapporti familiari con gli dei” (Mircea Eliade, Lo sciamanesimo e le tecniche dell’estasi, Ed. Mediterranee, p. 289)

[11] Osho Rajneesh, I misteri occulti dell’Oriente: la dimensione nascosta della tradizione orientale, ECIG, pp. 199-200.

[12] Vi sono ampie prove archeologiche che le pratiche sciamaniche risalgono ad almeno 20000 anni fa. Studi antropologici identificano la loro presenza nel periodo paleolitico della cultura di Ur. Sebbene i modelli sociali e religiosi differiscano, le pratiche sciamaniche sono simili in tutti i continenti.

[13] Roberto Rosaspini Reynolds – in Shamanismo: pasado y presente, Ed. Continente, Buenos Aires – elenca più di 200 sinonimi del termine shaman.

[14] Nel linguaggio originario la parola shaman viene pronunciata con l’accento sull’ultima sillaba. Lo stesso termine è in relazione con il sanscrito sramana, indicante colui che svolge una vita di autodisciplina religiosa. Un’ulteriore relazione è quella con shamah che nell’antico linguaggio sumero significa <ciò che è alto> e da cui deriva shem, termine usato sia per descrivere particolari monumenti o torri a forma conica che per definire una sorta di metallo o pietra lucente. La <gente del shem> era inoltre il termine impiegato per chiamare i Nefilim – l’originario nome biblico ebraico (letteralmente <coloro che sono discesi> e impropriamente tradotto come <giganti> nelle versioni bibliche occidentali)) degli esseri semidei che, secondo varie tradizioni esoteriche e diversi studiosi contemporanei (Zecharia Sitchin, Laurence Gardner, ecc.), furono generati dall’incrocio tra gli dei o extraterrestri, che la Bibbia chiama Elohim, e le figlie degli uomini.

[15] Michael Harner, La via dello sciamano: una guida al potere ed alla guarigione, Ed. Mediterranee, p. 57.

[16] Secondo recenti studi scientifici il buio facilita la produzione di melatonina (<lavoratore notturno> dal greco melos <nero> e tosos <lavoro>), la secrezione ormonale della ghiandola pineale. Tale ghiandola, situata nella base del cervello, ha forma conica e dimensioni come quelle di un grano di riso. Biologicamente viene ritenuta il relitto evolutivo di un occhio ancora operativo in molti tipi di lucertole. La ghiandola pineale è tradizionalmente associata con la nostra funzione spirituale più elevata e con il <terzo occhio> (ajna chakra), organo della visione interiore, o la corona (sahasrara chakra). Il buio aumenta l’attività della ghiandola pineale e la sensibilità agli stati sciamanici di coscienza.

[17] Vorrei nuovamente rilevare che la percezione sciamanica di base è fondata sull’unità. La distinzione tra realtà ordinaria e non-ordinaria, esseri fisici e non fisici, mente e spirito sono semplici categorie linguistiche intese a conformarsi con la percezione della separazione prevalente tra gli esseri umani.

[18] Gary Snyder, The Practice of the Wild, North Point Press, p. 61, citato in Chas S. Clifton, “Shamanism and Neoshamanism” in Chas S. Clifton (ed.), Witchcraft Today: Book Three, Witchcraft and Shamanism, Llewellyn, p. 4.

[19] Mattie Davis-Wolfe; David Thomson, “Introduction”, pp. 2-3, in Walking the Sacred Wheel, Sacred Circles Institute, 1995.

[20] Osho, I misteri occulti dell’oriente: la dimensione nascosta della tradizione orientale, ECIG, 1993, pp. 211-215.

[21] Felicitas D.  Goodman, Where the Spirits Ride the Wind: Trance Journeys and Other Ecstatic Experiences, Indiana University Press, 1990; Belinda Gore, Ecstatic Body Postures: An Alternate Reality Workbook, Bear & Company, Santa Fe, New Mexico, 1995.

[22] CD o MP3 creati appositamente per il viaggio astrosciamanico sono disponibili presso il tuo Mentore.

[23] Oltre a queste pietre è possibile vederne anche altre. Secondo la tradizione di riferimento dell’astrosciamanesimo, nelle prime fasi di lavoro è sufficiente considerare le 12 pietre dei Settori del Sacro Cerchio, quelle delle 4 Direzioni e il Grande Albero posto al centro.

[24] Il Sacro Cerchio Astrosciamanico o Spirito Cerchio è percepibile negli stati sciamanici di coscienza, mentre il Sacro Cerchio appartiene alla percezione della realtà ordinaria.

Multidimensionalità

Gennaio 29, 2015 by admin

Il termine “multidimensionale” (dal latino multus “molti”, e dimensio, da dimetri “misurare”) descrive la presenza di diverse dimensioni o aspetti della realtà. Nel linguaggio ordinario il termine “dimensione” si riferisce solitamente alle misure che definiscono la forma e la misura di un dato oggetto fisico.

Le dimensioni sono considerate in campo matematico, fisico e scientifico, così come nell’ambito esoterico, occulto e mistico, inclusa l’esperienza sciamanica. Le teorie scientifiche prevalenti suggeriscono che ci sono almeno 12 dimensioni, esistenti simultaneamente, così come le principali tradizioni esoteriche.

Sciamanicamente una dimensione è intesa anche come stato di coscienza, indicante il livello di consapevolezza e il tasso di vibrazione di un soggetto indipendentemente dallo spazio dimensionale in cui esso apparentemente si colloca. Per esempio, un minerale esiste in terza dimensione, ma secondo la nostra struttura di categorie ha una coscienza di zero o prima dimensione. Similmente gli esseri umani sono percepibili tutti ugualmente in terza dimensione, ma possono avere coscienze di terza, quarta, quinta, sesta dimensione, e anche di dimensioni più alte della sesta o basse della terza.

L’approccio astrosciamanico è che tutti gli aspetti dell’esistenza sono intimamente collegati e parti dello stesso Tutto. All’interno di questo Tutto esistono diverse frequenze di vibrazione e livello di coscienza, che sono appunto le varie dimensioni.

Identità Multidimensionale Centrale (IMC)

Per Identità Multidimensionale Centrale (IMC) intendiamo il punto centrale di allineamento di tutte le dimensioni possibili, il fulcro del campo di energia che connette tutto ciò che esiste, e l’aspetto più centrale della nostra natura multidimensionale

L’IMC è la matrice di un campo di energia in cui ogni parte è connessa ad ogni altra, e dove ciascuna parte, dalla più piccola alla più grande, è un microcosmo dell’intero campo di energia.

L’IMC è il nucleo operativo di questo campo di energia, che comprende strategicamente 12 dimensioni, di cui ne descriviamo succintamente sette come segue:

puntotled-1Fiat PUNTO
Dimensione Zero:

Il corpo punto, è fisso nello spazio, è una dimensione zero perché non possiede ampiezza, larghezza e altezza. È infinitamente minuscolo. Rappresenta il concetto geometrico più semplice. Secondo Edwin A. Abbott è il livello più basso dell’esistenza, il regno di Pointland. “Quel Punto è Essere come se stessi, ma confinati nel Golfo non-dimensionale. È il suo proprio Mondo, il suo proprio Universo; non ha cognizione di nient’altro oltre a se; non conosce Lunghezza, Larghezza o Altezza, perché non ne ha avuto esperienza; non concepisce nemmeno il numero Due o l’idea di Pluralità; perché lui stesso è Uno e Tutto, essendo realmente Niente.”

A livello di consapevolezza è in relazione con la coscienza del regno minerale ed include i minerali, l’acqua e il codice genetico dei corpi umani. La dimensione zero è la coscienza del primo atomo terrestre. La connessione con questa dimensione comporta la consapevolezza dell’intero corpo ad un livello molecolare. È il portale tra macrocosmo e microcosmo. Collegarsi con questa dimensione implica essere coscienti dell’intera realtà fisica a livello molecolare. [1]

 

uno2Fiat UNO
Dimensione Uno:

Il corpo linea, è una dimensione zero allungata per formare una linea, formata da una serie di due o più punti collegati in successione. Possiede una sola dimensione, la lunghezza, mentre la larghezza e l’altezza sono infinitamente minuscole. A livello di consapevolezza è in relazione con la coscienza del regno vegetale, ed include il cervello animale e umano inferiore, quello che regola e gestisce la vita fisica.[2] Edwin A. Abbott descrive gli abitanti di Lineland come “confinati nel movimento e nella vista di una sola Linea Dritta, che rappresenta il loro mondo” così che il loro orizzonte è limitato ad un Punto.  “Uomo, donna, bambino, cosa – ciascuno è un Punto per il l’abitante di Lineland. Solo il solo della voce permette all’età o al sesso di essere riconosciuti. Inoltre, poiché ogni individuo occupa l’intero spazio ristretto del percorso, che costituisce il loro Universo, e nessuno si può muovere a destra o sinistra, ne consegue che non è possibile alcun sorpasso. Una volta che si è vicini, lo si è per sempre. La vicininanza per loro è come il matrimonio per noi. I vicini rimangono tali fino alla morte.”

È la dimensione delle entità chimiche che compongono il nostro corpo e tutto ciò che ha forma organica sul pianeta Terra. In questa dimensione le entità sono consapevoli solo dell’identità della loro specie e della necessità di sopravvivere tramite nutrimento, difesa e riproduzione. Esiste tuttavia un’ampia varietà di esseri esistenti a questo livello, con differenti funzioni e caratteristiche, tra cui talvolta sono inclusi elementali e le entità chimiche in generale.
Untitled-4Alfa DUETTO Spider
Dimensione Due:

Il corpo strato o piano, è una linea che si allarga perpendicolarmente dando forma ad un quadrato. Possiede lunghezza e larghezza, mentre l’altezza è infinitamente minuscola. Gli esseri di seconda dimensione hanno libertà di movimento in tutte le direzioni sul piano in cui esistono, ma non possono mai lasciare quel piano spostandosi in alto o in basso. È Flatland, come Edwin A. Abbott la descrive: “Immagina una vasto foglio di carta in cui ci sono Linee dritte, Trangoli, Quadrati, Pentagoni e altre figure, che invece di restare fisse al loro posto, si muovono liberamente sulla superficie, senza tuttavia avere il potere di sollevarsi o abbassarsi, simili ad ombre, solo più dure e con bordi luminosi.” Sebbene la seconda dimensione sia piana secondo la prospettiva dei suoi abitatori, essa può apparire increspata, curva o pendente da una prospettiva di terza dimensione.[3]

 

83ghia_ford_trio_4Ford TRIO
Dimensione Tre:

Il corpo fisico, è un quadrato o cerchio che si alza perpendicolarmente diventando un cubo o sfera. Possiede lunghezza, larghezza e altezza. È un poliedro con possibilità di movimento in ogni direzione orizzontale e verticale, ma bloccato in una sola linea di tempo. Gli esseri tridimensionali si muovono nel tempo allo stesso modo in cui gli esseri di prima dimensione si spostano nello spazio, ovvero lungo una sola linea. È la realtà del genere umano così come la percepiamo fisicamente. A livello di consapevolezza è in rapporto con la coscienza umana e il regno superiore animale. Esiste qui consapevolezza di altre entità tridimensionali come uniche e separate, ma una percezione minima della loro interconnessione. La coscienza è bloccata in una data collocazione spazio-temporale e circuito di causa-effetto, quale la Configurazione Umana Arbitraria (CUA), in cui il tempo è lineare ed esiste operativamente solo nel presente. Il passato e il futuro sono accessibili solo mediante la memoria o l’immaginazione, e conseguentemente è nella maggior parte dei casi dimenticato o inconscio, causando separazione e un senso di continua lotta per la sopravvivenza.

La terza dimensione può essere descritta come una linea tempo, proprio come la prima dimensione è una linea spaziale. Così come la seconda dimensione rivela la consapevolezza operativa di un numero infinito di linee spaziali, che permette l’opzione di muoversi lateralmente, la quarta dimensione dischiude la presenza di infinite linee temporali, con la conseguente possibilità di accedere a diverse linee di tempo. Questo implica poter viaggiare nel tempo in avanti e indietro, senza essere limitati a una sola linea temporale. Nella prima dimensione il movimento ha luogo su una singola linea di spazio, che è la sola realtà riconosciuta, limitata da chi è davanti e dietro, senza possibilità di sorpasso. La velocità e il senso di direzione sono dettati da chi è davanti e dietro. Se per esempio chi è dietro non consente di indietreggiare, fare retromarcia è impossibile, mentre se chi è di fronte procede solo ad una certa velocità, chi è dietro non può andare più veloce. Nella terza dimensione lo stesso si applica al tempo. In questo particolare dimensione, da cui stai leggendo questo testo, che chiamiamo CUA, il movimento lungo la linea temporale procede in base ad una velocità inflessibilmente costante, per cui non è possibile fermarsi, fare marcia indietro, andare più veloci o lenti del limite di velocità consentito.

 
audi_sport_quattro_s1_roc_1988_salonenAudi QUATTRO Rally
Dimensione Quattro:

Il corpo emotivo, è un poliedro o sfera spazio-temporale. Possiede lunghezza, larghezza, altezza e tempo. Dimora nella realtà di terza dimensione, così come la percepiamo umanamente, ma simultaneamente in un infinito numero di linee temporali, che non siamo in grado di percepire. A livello di coscienza è in relazione con il piano astrale ed emozionale, e la capacità di accedere ambienti, situazioni, esseri umani o altre entità senza la limitazione di un dato spazio o linea temporale.
Il passato e il futuro sono viabili così come lo è lo spazio in terza dimensione, rendendo possibile lo spostamento in diverse linee temporali e qualsiasi velocità potenziale. Tutti i tempi esistono simultaneamente e sebbene alcune sfere temporali siano difficili da raggiungere, così come lo sono certi spazi in terza dimensione, esse sono potenzialmente conseguibili.[4]

Il corpo di quarta dimensione ha una vibrazione e tenuta estremamente più forte del corpo di terza dimensione. Per la maggior parte degli esseri umani la sua consapevolezza dimora nell’inconscio, così che quando essi perdono coscienza della terza dimensione, diventano consapevoli della quarta, spesso tramite sogni, visioni, intuizioni, immaginazione. La quarta dimensione, similmente alla terza, è altamente polarizzata e rappresenta il regno dei Graha.

 
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Dimensione Cinque:

Il corpo mentale, è un generatore di poliedri spazio-temporali operante come matrice creativa delle dimensioni precedenti, mediante processi di volontà e scelta. In quinta dimensione esiste totale consapevolezza della scelta tra unità e separazione. Esiste ancora la coscienza dell’identità individuale, ma come conseguenza di una decisione. E’ la dimora dell’Intento ed il regno dei Paheka.
La dimensione cinque si fonda sulla connessione simultanea dell’energia, sulla velocita istantanea, sulla conversione immediata di una sostanza in un’altra, la transustanziazione. Un corpo di quinta dimensione appare e scompare ovunque voglia, e tale capacità è data agli amministratori esecutivi delle dimensioni inferiori.

 

 

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Dimensione Sei:

Il corpo spirituale, è in rapporto con il terzo occhio e immette nel chakra corona, il punto di integrazione tra orizzontale e verticale, l’IMC. E’ l’accesso alle successive dimensioni, che sono inspiegabili tramite il linguaggio, così come la dimensione sei in effetti lo è. E’ il regno dei Sadoha. Solo accedendo alla sesta dimensione diviene possibile spostarsi liberamente e illimitatamente in tutte le altre.

 

Dalla Dimensione Tre, quella fisica del genere umano, ci colleghiamo al campo di energia tramite la Dimensione Quattro, ovvero mediante le emozioni. Tali emozioni sono dirette in Dimensione Cinque, il corpo mentale, per collegarsi con l’esercizio dell’Intento, una forma pensiero consapevole, connesso alla Funzione, che è l’accesso alla Dimensione Sei, laddove, nella sua espressione più centrale, dimora l’IMC.

 

Pratica 1/161211
Ci colleghiamo con l’IMC, identificata come una colonna verticale di luce connessa con ogni dimensione.
Nel momento del collegamento ci relazioniamo con ciascuna dimensione mediante il respiro.
Distacchiamo la mente dal flusso dei pensieri ordinari della realtà separata, che generano relative emozioni e sensazioni fisiche di separazione.
Ci apriamo alla consapevolezza di ciascuna delle sette dimensioni.
Dapprima identifichiamo i punti fissi, le linee e gli strati del nostro corpo fisico, respirando ognuna di queste componenti autonomamente e allineandole le une con le altre.
Ogni dimensione possiede il suo respiro e nel momento di collegamento riconosciamo consapevolmente ciascun respiro e dimensione.
Considerazioni sulle dimensioni e il respiro

Sebbene noi viviamo e respiriamo contemporaneamente in tutte le dimensioni, sia che ne siamo consapevoli o meno, è la consapevolezza che determina dove si dirige la nostra attenzione e il tipo di esperienza che ne deriva.

Più la nostra consapevolezza è ristretta, maggiori sono i limiti della nostra esperienza.

Per esempio la dimensione zero è un corpo fisso, immobile, un punto statico incapace di alcun movimento, mentre la dimensione uno è un corpo linea che, a differenza del corpo fisso, può muoversi all’infinito, tuttavia solo in una direzione, su una singola linea, in avanti o indietro, senza la possibilità di spostarsi lateralmente.

La dimensione due, il corpo strato, può invece muoversi lateralmente, ma solamente su un piano orizzontale. Il corpo strato non può alzarsi, né abbassarsi, Ciò è consentito invece nella dimensione tre, quella del corpo fisico, dove appunto ci si può spostare in tre dimensioni, in cui esiste la consapevolezza della profondità. Il limite della dimensione tre è dato dal tempo che in questo caso si muove su una singola linea, così come per la dimensione uno il movimento avviene su una sola linea.

Ogni dimensione ha diverse sfaccettature con distinti livelli di limitazione. Per esempio, nella dimensione uno il limite massimo è dato dall’impossibilità di procedere in avanti o indietro lungo la linea causa ostruzioni. Poiché non è possibile il sorpasso, ossia muoversi lateralmente, se esiste un blocco occorre aspettare che l’ostruzione venga meno.

Nella terza dimensione, quella che ci riguarda, vi sono distinti livelli di limitazione che sono dati dai sistemi di condizionamento culturali e sociali che regolano le possibilità espressive del nostro corpo fisico. Esistono diverse configurazioni di terza dimensione e il CUA è una delle più limitate. Vi sono norme estremamente rigorose che determinano le modalità di espressione degli esseri tridimensionali del CUA, tra cui, solo per citare alcuni esempi, l’inibizione a toccare, o guardare a lungo altri corpi, l’obbligo di svolgere specifiche prestazioni, ecc.

Maggiore è la libertà di movimento ed espressione all’interno di una singola dimensione, più sono le possibilità di accesso alla dimensione superiore.

Per la terza dimensione, quella fisica, la dimensione immediatamente superiore è data dalla quarta dimensione, quella emozionale. In terza dimensione il tempo è lineare, ha un inizio e una fine, viaggia su una linea uguale per tutti, appunto come quella della dimensione uno, la linea, ove tutti si muovono su una stessa linea.

In quarta dimensione il tempo non è lineare. E’ possibile muoversi in avanti e indietro nel tempo, poiché è possibile il sorpasso, ovvero ci si può muovere lateralmente nel tempo, senza dover stare in coda e andare al ritmo stabilito collettivamente, che nel CUA è scandito dal tempo dell’orologio. Non solo ci si può muovere avanti e indietro su una stessa linea, ma è possibile accedere ad altre linee infinite di tempo, universi paralleli, dove esistiamo contemporaneamente.

In quinta dimensione si sviluppa la profondità del tempo, la sua verticalità, che è la facoltà della mente, ovvero la capacità di creare. In quinta dimensione il pensiero è creativo e genera la realtà di quarta dimensione e di tutte le realtà sottostanti.

I corpi delle dimensioni inferiori alla quinta si muovono in realtà che sono state create dalla quinta dimensione. Sebbene nelle dimensioni inferiori più prossime alla quinta, come la quarta e la terza, vi sono possibilità di scelte, tali scelte non sono creative, poiché sono state già create in quinta dimensione. Si tratta di percorsi e movimenti già prestabiliti, la cui matrice operativa dimora in quinta dimensione, dove esiste il potere di cambiare la realtà e di generare realtà alternative.

Nella pratica di collegamento con l’IMC, alligniamo le dimensione da zero a quattro, con la quinta dimensione.

Nella quinta dimensione esistono due pensieri di base: unità e separazione. Collegandoci con IMC, scegliamo di allignarci con il pensiero di unità, che apre l’accesso alla dimensione sei, quella spirituale. Ne consegue un allineamento formale di tutti i sette corpi. Si tratta di un allineamento formale in quanto è frutto di una scelta operativa. L’allineamento effettivo avrà luogo quando ogni componente del pensiero di separazione sarà rilasciato. Questa è appunto la Funzione, Pahai, l’operatività del Sacro Cono.

In realtà noi siamo sempre allineati, ma è la nostra consapevolezza dettata da un pensiero imperante di separazione che non ci consente di esserne coscienti. Su questo pensiero di separazione operiamo, rilasciandolo, quando ci colleghiamo con IMC.

Il collegamento con IMC è una formalità, laddove il rilascio del pensiero di separazione richiede un’operatività costante. Tuttavia tramite il collegamento formale con IMC esercito una scelta che rende disponibile il flusso della mia attenzione verso il pensiero di unità. Questo collegamento è quindi inteso a promuovere la capacità di attenzione e l’esercizio del rilascio, consentendo l’individuazione delle modalità operative idonee.

Attraverso l’attenzione verso il respiro distribuito su ogni dimensione, ampliamo la nostra consapevolezza, estendendola oltre il livello tridimensionale, sia nei livelli inferiori sia in quelli superiori.

Il respiro procede anche senza la nostra consapevolezza, tuttavia è la consapevolezza che determina dove ci collochiamo. Se respiriamo solo tridimensionalmente, resteremo sempre in terza anche se siamo in tutte le dimensioni. L’unica eccezione in questo caso è solo al momento del decesso fisico. Quando cessa il respiro fisico, ci spostiamo in quarta dimensione, quindi lateralmente nel tempo, in attesa di rientrare nella prima linea tempo disponibile. Poiché non siamo in grado di esercitare la capacità di respirare in quarta dimensione, che comporta la capacità di identificarsi con più linee tempo contemporaneamente, faremo ritorno con la nostra consapevolezza in terza dimensione.

In altre parole la parte di noi che è cosciente della terza dimensione in cui viviamo, ossia il CUA, è solo una tra le tante parti che esiste simultaneamente in diverse linee di tempo in cui, se fossimo in grado di sostenere il respiro di quarta dimensione, potremo spostarci liberamente.

Il paradosso è che la nostra identità di quarta dimensione respira regolarmente in quarta dimensione e comunica costantemente con noi, sebbene il nostro livello limitato di attenzione non la registra effettivamente ed interpreta il suo operare secondo la prospettiva ristretta della terza dimensione.

Le nostre emozioni, insieme alla loro ampia gamma di modalità espressive, derivano dalla quarta dimensione e dalle diverse linee tempo in cui ci collochiamo senza riconoscerle. Conseguentemente interpretiamo le nostre emozioni solo sulla base di quello che succede sulla singola linea di tempo in cui ci troviamo. Finché la nostra attenzione è rivolta esclusivamente alla linea di tempo CUA ritorneremo sempre CUA, anche quando abbiamo esperienze di altre realtà, come nei sogni, viaggi sciamanici, ecc. o decediamo fisicamente, poiché tutto il resto non è considerato reale e degno di attenzione o, meglio, perché decidiamo di essere le vittime di un meccanismo di attenzione deviata, che chiamiamo Meccanismo di Deviazione della Coscienza, o CDM (Consciousness Deviation Mechanism).

E’ nella quinta dimensione che dimorano le chiavi operative per disinnescare CDM.

Nella pratica di collegamento con IMC, entriamo in rapporto con la parte sottile del respiro, quella che procede nel multidimensionale, collegando la terza dimensione fisica con la quinta dimensione mentale, passando attraverso la quarta dimensione emozionale.

Conseguentemente la consapevolezza fisica è ricondotta alla sua matrice mentale, al pensiero che ha generato la terza dimensione, superando la quarta dimensione, che contiene gli effetti emozionali di tale pensiero.

Il respiro sottile, quello che seguita dopo il decesso fisico, è il varco di entrata nel multidimensionale allorché riesce a spingersi oltre il respiro di quarta dimensione, per accedere alla quinta.

Esistono diverse categorie di respiro, una per ogni dimensione. In certi momenti questi respiri sono totalmente allineati nella nostra consapevolezza. Questo avviene quando scegliamo volontariamente di allinearci e impariamo a farlo, o in particolari condizioni energetiche.

Tutti questi respiri procedono come strade in parallelo site una sopra l’altra. Le strade dei respiri delle dimensioni superiori sono molto più larghe di quelle delle dimensioni inferiori. Le strade superiori includono quelle inferiori, laddove le strade inferiori non includono quelle superiori.

Se respiriamo in maniera allineata, siamo connessi con il multidimensionale.

Nella maggioranza dei casi questo allineamento manca nel genere umano e in ogni realtà dichiaratamente separata, quale appunto la Configurazione Umana Arbitraria (CUA). Di conseguenza occorre apprendere a respirare in modo allineato, ed esercitarsi costantemente a tale riguardo. In assenza di respiro allineato la nostra consapevolezza multidimensionale muore e rimane solo quella del livello dimensionale coperto dal respiro, che per il genere umano è la terza dimensione.

Per collegarci a ciò che esiste oltre la terza dimensione è necessario respirare in quarta dimensione.

Laddove respirare in terza dimensione significa assorbire e liberare vari elementi chimici, il respiro di quarta dimensione implica consumare e produrre distinte emozioni. La capacità di respirare in quarta dimensione consente di andare oltre i limiti dello spazio e del tempo.

Il respiro di quinta dimensione concerne l’assorbimento e la liberazione di forme pensiero. Tale respiro costituisce la chiave di connessione con l’IMC, l’accesso al respiro di sesta dimensione, che è respiro spirituale, il vero respiro.

Il lavoro di collegamento con IMC, e le pratiche concernenti l’esercizio del respiro a vari livelli, servono a risvegliare la nostra natura multidimensionale, e soprattutto a collocarci saldamente nella quarta dimensione, onde procedere innanzi.

All’atto del collegamento con IMC, riconosciamo l’Asse Verticale e quello Orizzontale:

L’Asse Verticale consente il passaggio in ogni dimensione, dalla zero alla sei, e ancora in avanti all’infinito.

L’Asse Orizzontale è un piano dell’Asse Verticale, che si sviluppa orizzontalmente. Il suo piano è rotatorio, per cui il movimento lungo di esso riporta costantemente sullo stesso punto di partenza.

Il movimento in orizzontale connesso al verticale permette un movimento a spirale, per cui lo spostamento rotatorio può procedere verticalmente.

Poiché in una realtà separata il movimento a spirale non è ammesso, è necessario uno sforzo cosciente per spostarsi verticalmente. Tale sforzo è inevitabilmente ostacolato e onde essere viabile richiede la connessione con un campo magnetico di supporto, che è appunto l’IMC.

(continua: vedi: http://provordo.blogspot.com/2011/12/sui-sistemi-e-le-modalita-di-gioco-ref.html)

by Franco Santoro

[1] In diverse categorie esoteriche che iniziano il conteggio dimensionale da uno, la dimensione zero è la dimensione uno.
[2] In molte categorie esoteriche che iniziano il conteggio dimensionale da uno, questa è la seconda dimensione, che include sia la linea sia il piano. In tali contesti non esiste una specifica dimensione relativa alla linea, e quello che descriviamo qui in termini spaziali come prima e seconda dimensione è combinato nella seconda dimensione..
[3] In molte categorie esoteriche che iniziano il conteggio dimensionale da uno, prima e seconda dimensione sono combinate in una sola dimensione, la seconda dimensione. Quindi, per quanto concerne il livello di consapevolezza, le caratteristiche che abbiamo indicato nella descrizione della prima dimensione si applicano anche alla seconda, sebbene secondo altre prospettive esoteriche la seconda dimensione è in relazione con il livello di coscienza del regno animale.
[4] Da notare che così come esistono realtà separate in terza dimensione con limitazioni estreme di connessione, quali appunto il CUA, anche in quarta dimensione vi sono configurazioni analoghe, in cui non è possibile spostarsi liberamente da una linea di tempo all’altra. La capacità illimitata di spostamento si consegue solo accedendo alla sesta dimensione.

Candelora

Gennaio 29, 2015 by admin

I prindeximi due giorni di febbraio sin dai tempi antichi erano celebrati come una festa sacra in onore del ritorno del Sole. Questo periodo rappresenta lo stadio finale della gestazione, in cui il divino materno darà poi alla luce la primavera.

Il termine Candelora deriva dalla tradizione del Messale Romano, in cui il celebrante del 2 febbraio benedice le candele che saranno usato durante l’anno. Secondo la storia ordinaria le candele sono state usate per più di 5000 anni e furono sviluppate dapprima dagli Egizi, sebbene ai Romani è attribuita l’introduzione dello stoppino. La parola “candela” deriva dal latino candere, che significa “splendere”.

Candelora, celebrata un tempo anche nelle tradizioni precristiane, è un momento ideale per fare splendere ciò che siamo veramente nell’oscurità separante di questo mondo. “Svègliati, o tu che dormi, déstati dai morti e Cristo ti illuminerà” (Efesini 5,14), scrive Paolo, riassumendo l’essenza del messaggio gnostico cristiano, che implica lasciare andare l’identità illusoria del sogno umano basata sulla separazione e fare risorgere la nostra vera natura multidimensionale.

Procurarsi e benedire delle candele durante Candelora può essere un modo per rappresentare il risveglio della nostra natura luminosa e il rilascio di quella separata e oscura, ricordando questo processo per tutto l’anno ogni volta che usiamo delle candele.

Candelora commemora anche la Purificazione della Vergine Maria e la presentazione di Gesù al Tempio, 40 giorni dopo la sua nascita. Candelora è la versione cristiana della celebrazione pagana di Imbolc, che significa letteralmente, “nel ventre” (della Madre), “nel latte” o “latte di lupo”.

Questa celebrazione segnava il punto di mezzo tra il Solstizio d’inverno e l’Equinozio di primavera, ed era festeggiata con torce, candele e luci per incoraggiare l’arrivo della primavera. Sebbene il freddo e l’oscurità ancora prevalgono, rendendo dure le condizioni di vita, la consapevolezza dell’imminente primavera è presente, apportando gioia e speranza.

Nelle tradizioni celtiche, Cernunnos, il dio con le corna, era la divinità maschile virile che governava l’oscurità. Imbolc rappresentava la fecondazione della divinità femminile da parte di quella maschile. Il dio del Buio illuminava la sua dimora con le candele per dare il benvenuto alla dea della Luce e fecondarla. Luce e Buio sono due polarità inseparabili, che rappresentano la loro danza di amore durante l’intero ciclo lunare.

Le candele sono strumenti sacri di consapevolezza e recupero dell’anima. La loro luce richiede la presenza del buio per essere vista, così come la consapevolezza e la visibilità sono sostenute da uno sfondo di realtà invisibili e inconsce. Benedire e usare le candele è un modo per celebrare la luce e onorare le radici oscure del cammino verso l’illuminazione. Nel ciclo di lunazione Candelora è associata con la Luna Crescente, che corrisponde alle ore 3 del ciclo giornaliero.

La festa è chiamata anche “Brigit’s Day”, con rifermento alla triplice divinità irlandese Brigit (pronounciata “briid”), conosciuta in Scozia come Bride, trasformata poi dalla Chiesa Cattolica in Santa Brigida di Kildare, la patrona dell’Irlanda. Brigit è la dea del Fuoco, patrona dei fabbri, della poesia e della guarigione. Similmente alla divinità romana Vesta, Brigit era associata con la fiamma sacra perpetua, che è ancora tenuta da 19 suore nel santuario di St Brigit a Kildare. Era la divinità anche di tutto ciò che è fuori dall’ordinario a livello elevato.

Negli Stati Uniti e in Canada, Candelora è il Groundhog Day celebrato lo stesso giorno. Candelora è spesso un riferimento per prevedere il tempo del resto dell’anno. Una filastrocca britannica recita “if Candlemas Day be bright and clear, there’ll be two winters in the year” oppure “se c’è bello a candelora dall’inverno siamo fora, ma se piove o tira vento nell’inverno siamo dentro.”

Un’altra usanza è tessere una “croce di Brigit” con paglia o spighe di grano da appendere in casa per protezione, celebrando un rituale di purificazione, mettendo una candela accesa per ciascuna finestra della casa durante l’intero giorno.

Nell’antica Grecia l’inizio di febbraio era anche il tempo dei Misteri Eleusini Minori, o il festival del ritorno della Figlia: un’iniziazione nei misteri inferiori, che a differenza dei Misteri Maggiori era aperta a molte persone.

Non esiste il male e non ci sono forze malefiche nel mondo. Ci sono solo persone consapevoli e persone che sono addormentate, e il sonno non ha alcuna forza. L’intera energia è nelle mani delle persone risvegliate. E una persona risvegliata può svegliare il mondo intero. Una candela accesa può accendere milioni di candele senza perdere la sua luce. (Osho)

Vedi anche l’articolo “Febbraio benedetto“: clicca qui.

 

Spirito acquariano

Gennaio 28, 2015 by admin

aquarius post copyL’energia dell’Acquario porta il cambiamento, mette in discussione tutto quello che è dato per scontato, non riconosce i limiti in cui è recintata la coscienza umana.

L’onda acquariana è una forza incontenibile, che si spinge incessante alla ricerca di ciò che è, oltre la dimensione del tempo e dello spazio, indifferente alla dipendenza dal passato, ai legami di coppia o parentela possessivi, manipolatori ed egoistici, ipocritamente spacciati per amore.

Nella frequenza pura dell’Acquario l’incontro e l’unione delle menti, lo scambio e la sinergia erotica dei pensieri, prevalgono sui rapporti fisici ed emotivi, promuovendo un senso di libertà immane. Questa libertà è il vero senso che sottende l’aspirazione di ogni relazione umana. Siamo qui per affrancarci definitivamente dalla schiavitù verso il passato, per spezzare le catene di un modo di vivere che ha creato solo miseria e dolore.

Le comunità formate da menti allineate sulla stessa frequenza, pronte a mettersi in gioco, a sfidare luoghi comuni e idee fisse, incluse quelle alternative e non tradizionali, sono l’ambiente ideale per lo spirito acquariano. Non si tratta di vivere necessariamante insieme nello stesso luogo fisico, creando gruppi famigliari allargati non convenzionali. La collocazione delle comunità acquariane è oltre la sfera dello spazio e del tempo. Comporta vivere in comunione con individui ed esseri vicini e lontani, presenti, passati e futuri, incontrarli tangibilmente e rivendicare la realtà di tali rapporti, liberandoli dalla repressione spietata messa in atto dall’allucinazione della separazione, che ci condanna a vivere esclusivamente nel tempo e spazio lineare.

In quanto esseri umani siamo qui per liberarci dalla dipendenza cronica da droghe e sostanze tossiche operanti sul piano fisico ed emotivo, nelle dinamiche stesse delle nostre relazioni umane ordinarie, sia conflittuali sia apparentemente armoniche. L’onda acquariana incarna il vento del cambiamento, la forza della nostra vera natura multidimensionale che preme al di fuori delle gabbie della trance di questo mondo per essere riconosciuta, per abbattere i muri della percezione separata ed aprirci alla pura realtà di chi siamo sempre stati.

Franco Santoro

Sogni luminosi

Gennaio 28, 2015 by admin

I sogni luminosi di amore continuano anche dopo il risveglio, così come ogni nostra esperienza estatica seguita ad esistere anche quando sembra conclusa.

Tutte le interruzioni di esperienze luminose di amore ed estasi sono causate dalla tossicodipendenza più letale per il genere umano: la separazione. Una droga legalizzata, iniettata forzatamente sin dalla prima infanzia, il cui scopo è amputare e distruggere ogni esperienza luminosa, promuovendo incubi di abbandono, tradimento e dolore.

Non importa quante volte le esperienze luninose di amore ed estasi sono infrante dalla separazione, esse continuano ad esistere e crescere, cari co-sognatori, camminando a fianco a noi costanemente fino a quando siamo in grado di aprire gli occhi e accettarle per sempre.

Franco Santoro, http://astroshamanism.org/luminous-love-dreams/

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