L’immaginazione non è una fuga, ma un ritorno alla ricchezza del nostro vero sé, un ritorno alla realtà.
George Mackay Brown, nato il 17 ottobre 1921, Sole in Bilancia, Luna in Ariete, poeta scozzese.
L’immaginazione non è una fuga, ma un ritorno alla ricchezza del nostro vero sé, un ritorno alla realtà.
George Mackay Brown, nato il 17 ottobre 1921, Sole in Bilancia, Luna in Ariete, poeta scozzese.
Qualche volta è accaduto che un granello di sabbia sollevato dal vento abbia fermato una macchina. Anche se ci fosse un miliardesimo di miliardesimo di probabilità che il granello, sollevato dal vento, vada a finire nel più delicato degli ingranaggi per arrestarne il movimento, la macchina che stiamo costruendo è troppo mostruosa perché non valga la pena di sfidare il destino.
Norberto Bobbio, nato il 18 ottobre 1909, Sole in Bilancia, Luna in Sagittario.
Norberto Bobbio, grande maestro dell’armonizzazione tra polarità, saggio dell’indecisione, dell’accettazione del pro e contro. Ogni sua speculazione filosofica sui quesiti della vita metteva in risalto diverse risposte o creava altre domande.
Quando siamo in grado di concepire entrambe le posizioni, di dare spazio sia al pro sia al contro, ogni momento della vita diventa un passo verso la nostra vera natura unificata. In terza dimensione siamo obbligati a fare delle scelte, a decidere se andare a destra, a sinistra, avanti o indietro. Possiamo anche scegliere di rimanere fermi, di non prendere alcuna decisione, ma anche questa è una scelta.
Per recuperare la nostra multidimensionalità occorre che smettiamo di farci intrappolare dal gioco delle polarità, di sostenere un punto di vista in contrapposizione a un altro. Ogni punto di vista, ogni scelta, include ogni altro punto di vista, ogni altra scelta. Se con il corpo scelgo di andare a destra, non sto escludendo di andare a sinistra, non sto privilegiando una direzione rispetto a un’altra. Riconosco invece che un corpo va a destra, e un altro corpo va a sinistra.
Abbiamo un solo corpo fisico e con esso possiamo andare in una sola direzione in un dato momento, ma il nostro corpo multidimensionale si muove simultaneamente in tutte le direzioni. Possiamo scegliere a quale direzione prestare attenzione in un dato momento, ma questo non significa contrapporsi alle altre, combatterle, escluderle. Fino a quando non ci renderemo conto di questo, seguiteremo a fare ogni scelta possibile sul piano fisico, di vita in vita, escludento tutte le altre. Paradossalmente avremo esperienza di ogni scelta, ma sempre ad esclusione di un’altra scelta, e così continueremo a essere scissi, a schierarci da una parte e a opporci a un’altra parte.
Quando scegliamo una direzione includendole tutte, non dobbiamo più tornare indietro per recuperare le altre direzioni, ci muoveremo uniti, verso l’unica vera direzione, quella che le unisce tutte. (Franco Santoro)
Un po’ più in là della tua solitudine, c’è la persona che ami.
Dino Buzzati, nato il 16 ottobre 1906, Sole e Luna in Bilancia, scrittore italiano.
L’incredulità verso la magia e l’astrologia può portare un pover’uomo a credere nella politica e nell’economia.
Tim Robbins, nato il 16 ottobre 1958, Sole in Bilancia, Luna in Sagittario, Ascendente in Vergine, attore, regista e sceneggiatore statunitense.
L’occhio non vede cose ma figure di cose che significano altre cose.
La menzogna non è nel discorso, è nelle cose.
L’inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n’è uno, è quello che è già qui, l’inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l’inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all’inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio.
Italo Calvino, nato il 15 ottobre 1923, Sole in Bilancia, Luna in Capricorno, Ascendente in Scorpione.
Bisogna avere il caos dentro di sé, per far nascere una stella danzante.
Friedrich Nietzsche, nato il 15 ottobre 1844, Sole in Bilancia, Luna in Sagittario, Ascendente in Scorpione.
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Esistono due aperture attraverso cui l’amore e la luce si muovono nel ciclo della vita terrena: quella da cui l’amore e la luce entrano, quando abbiamo profonde esperienze di estasi e pace, e quella da cui escono, quando queste esperienze finiscono.
La nostra felicità dipende dall’apertura verso cui dirigiamo maggiormente l’attenzione.
© Franco Santoro
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Nell’antichità, secondo i miti di varie culture, gli uomini potevano comunicare con animali, piante, minerali, fenomeni atmosferici e corpi celesti. In seguito, con lo sviluppo del processo di separazione, gli uomini cessarono questo tipo di rapporto. Questo cambiamento decisivo sembra essere in relazione con l’abbandono del nomadismo e l’avvento dell’agricoltura. Le società che prevalsero in quei tempi persero quel senso profondo d’unità con la natura che aveva caratterizzato i loro antenati. Attraverso le metamorfosi prodotte da alcune pratiche, era ancora possibile ristabilire quest’antica forma di comunicazione. In seguito la capacità di dialogare con forme viventi diverse dall’uomo diventò sempre più insolita e si limitò a un solo gruppo d’individui: gli sciamani. Questi rari individui, entrando in uno stato alterato di coscienza, potevano accedere a quel passato mitico di comunione con la natura e apportare saggezza in questa realtà separata.
Nell’astrosciamanesimo, l’Animale Guida può essere lo Spirito Guida stesso o identificare un ruolo di protezione e guida aggiuntiva. Gli Animali Guida sono spesso di grande aiuto nel recupero e nell’aumento dell’energia sul piano fisico ed emozionale. Acquisire un animale come alleato, e preservarne e rafforzarne il rapporto, costituisce in genere la base del lavoro sciamanico tradizionale. Tale rapporto rappresenta un elemento di riferimento primario e contribuisce a fornire radicamento e stabilità. In assenza di tale radicamento, è stato notato che coloro che sono aperti ad altre dimensioni tendono a diventare instabili fisicamente ed emotivamente. In molte tradizioni la saggezza trasmessa da un Animale Guida è ritenuta più importante di quella ricevuta da un insegnante fisico, un maestro o sciamano.
Gli Animali Guida dimorano in genere nel Mondo del Basso. Essi rappresentano l’essenza eterna della specie cui appartengono e non un particolare animale. Quindi se nel Mondo del Basso incontro un lupo, si tratta del Lupo, non di uno tra i tanti lupi possibili. Chi possiede il potere di un lupo, di un cervo, o di un altro animale, è in grado di attingere al potere dell’intero genere dei Lupi, dei Cervi o altri animali. Gli Animali Guida sono solitamente selvaggi e non addomesticati: gli animali domestici (cani, gatti, galline, ecc.) non rientrerebbero nella categoria, sebbene non ci sono regole fisse a questo riguardo. Anche gli insetti, con alcune eccezioni (per esempio, ragni, formiche, farfalle, libellule, ecc.), non sono intesi in genere come animali di potere per molte culture e sono spesso associati con rancori e intrusioni psichiche.
Per chiamare e incontrare un Animale Guida si possono usare svariate procedure (viaggi sciamanici, danze di trance, ricerche della visione, tambureggiamento).
Quella che segue è una pratica che impiega le Quattro Direzioni del Sacro Cerchio. Essa rappresenta uno dei tanti modi per chiamare il potere di un Animale Guida. Sottolineo che si tratta solo di un esempio, per cui usatela solo se risuona con voi. È preferibile svolgere la pratica di notte o in un luogo buio illuminato solo da una candela.
Rivolgiti a Est del Sacro Cerchio tenendo possibilmente un sonaglio nella mano destra. Per alcuni minuti agita il sonaglio, partendo dall’altezza delle ginocchia e via via salendo fino alla testa, continuando su e giù. L’Est è associato al fuoco ed è il luogo in cui si trovano gli animali aggressivi e predatori come Giaguaro, Lupo, Puma, Tigre, ecc. Poi spostati a Sud e chiama, agitando nuovamente il sonaglio, gli animali legati alla terra. Questi animali sono in genere pacifici e vegetariani (Cervo, Ghiro, Marmotta, Scoiattolo, ecc.). In seguito orientati a Ovest (acqua) per indirizzarti ai pesci, agli animali acquatici come Balena, Delfino, Foca, ecc. o ai rettili (Coccodrillo, Rana, Serpente, ecc.). Per concludere, rivolgiti a Nord e agli uccelli. Infine agita il sonaglio verso l’alto (Mondo dell’Alto), il basso (Mondo del Basso) e all’altezza del tuo cuore (Mondo Medio). Dopo aver scosso ancora il sonaglio per qualche minuto, portando l’attenzione all’Intento, rimani immobile e collegati con la Funzione. Inizia, quindi a correre fermo sul posto per circa cinque minuti, muovendo il sonaglio, o tenendo le mani alzate, e richiamando gli animali dalle Quattro Direzioni. Poi arrestati con un segnale di quattro colpi consecutivi del sonaglio e concludi il rituale. Dopo questa pratica, puoi iniziare a danzare il tuo Animale Guida, continuando ad agitare il sonaglio o impiegando una registrazione di percussioni sciamaniche. Danza liberamente e lasciati andare. Una volta che la danza prende corpo, ti sarà possibile iniziare a percepire, sentire o vedere un animale. La percezione può esprimersi semplicemente attraverso sensazioni fisiche o visive. Non appena entri in questo stato d’imminente incontro, invita l’animale ad avere ancora più spazio nel tuo corpo. La danza dura in genere un minimo di quindici minuti.
Gli Animali Guida sono sempre benefici e inoffensivi non importa quanto possano apparire feroci. Una volta che hai acquisito un Animale Guida, puoi viaggiare con un’ulteriore protezione nei mondi interiori e avere maggiore stabilità nella vita esteriore. Per mantenere tale condizione occorre stabilire connessioni regolari con l’Animale. Questo significa evocarlo con frequenza, disegnarlo, usare i suoi suoni, e soprattutto danzarlo e lasciarlo esprimere attraverso il tuo corpo. Puoi anche impiegare l’Animale Guida per lavori di guarigione a distanza.
© Franco Santoro, estratti da Astrosciamanesimo: un viaggio nell’universo interiore
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La proiezione è un meccanismo di difesa che comporta spostare emozioni, pensieri e altri aspetti di se stesso su altri oggetti o persone.
Il tema della proiezione è uno dei concetti base del lavoro astrosciamanico. La proiezione non è un disordine psicologico o problema. È un fenomeno naturale per tutti i possessori di un corpo fisico. Ciò che conta è l’uso che facciamo delle proiezioni e la nostra consapevolezza a riguardo. In base a questa premessa, tutto ciò che percepisci nel mondo, non importa quanto sia apparentemente bello o brutto, diventa uno schermo, o misuratore, riguardo qualcosa che esiste dentro di te o a un altro livello di coscienza. Questo crea una rete di proiezioni che è in vero la rete della vita. Siamo tutti connessi da una rete invisibile agli occhi umani. Ogni forma esistente, dall’atomo all’intero organismo umano e fino all’universo stesso, è collegata a una rete di unità invisibile.
La realtà dell’universo è l’unità e noi siamo tutti collegati attraverso le nostre proiezioni. Le proiezioni non hanno niente a che vedere con la natura effettiva delle persone in questione o al modo in cui altri le considerano o giudicano. Esse sono in relazione solo con la nostra proiezione su di loro. Tutte le persone e le situazioni che si animano nello schermo della vita – passata, presente e futura – hanno una precisa collocazione nell’ambito del mondo sciamanico. Nell’astrosciamanesimo il modo in cui le percepiamo rivela la qualità della nostra relazione con specifici Spiriti Totem e i loro settori.
Gli Spiriti Matrice, o Paheka, sono gli archetipi di base del lavoro astrosciamanico, la tastiera operativa di tutto ciò che accade nel mondo esterno. La natura degli Spiriti Matrice è di per sé neutra. Le loro caratteristiche mutano secondo il grado delle nostre proiezioni. Possono apparire come alleati o nemici, piacevoli o spiacevoli, affascinanti o terrificanti. Se il tuo rapporto con uno è disturbato, questi si manifesta nella tua vita mediante aspetti sgradevoli e demonici. Tali tratti possono essere facilmente proiettati sulle persone o situazioni che provocano paura, repulsione, ossessione, odio, dipendenza e ogni tipo di rancore.
Altri tipi di proiezione, come le relazioni di amore speciale, sono pure il risultato dell’interazione con gli Spiriti. In questo caso i contenuti positivi di uno Spirito sono proiettati su un essere umano specifico o su una situazione del mondo esterno. Ciò che accade, in effetti, è che stiamo vedendo qualcosa che esiste dentro di noi o in un’altra dimensione attraverso la proiezione di qualcosa che c’è al di fuori nella realtà ordinaria.
Quando la proiezione è piacevole e utile, ne derivano sensazioni di benessere e soddisfazione. Tuttavia, se perdiamo di vista la fonte reale di emanazione di tale stato e limitiamo la nostra consapevolezza al mondo esterno, siamo destinati a provare dolore e miseria quando la proiezione cambia o giunge al termine.
Il vero sviluppo di un percorso spirituale è impossibile fino a quando ci ostiniamo a considerare il mondo esterno come la base della nostra realtà.
“Finché la proiezione inconscia ha luogo, ogni persona nella vostra realtà esterna è letteralmente una parte di voi che si proietta e funziona come la percezione dell’ego dell’altro – tutti sono attori nel vostro film e interpretano ruoli positivi o negativi per adattarsi al copione del vostro specifico film. Il vostro ego attuale (ciò che credete di essere al momento) agisce come una membrana tra le forze che scorrono fuori di voi nel mondo e le forze che ritornano a scorrere dentro le altre entità di proiezione nella vostra realtà personale. Finché non riuscite a fare esperienza del modo in cui le vostre energie di proiezione influenzano gli altri, non riuscirete mai a capire come le loro proiezioni a sua volta vi influenzano”.[1]
In astrologia, le persone, oggetti, e tutte le categorie della realtà fisica che operano come proiezioni, possono essere rintracciati attraverso il sistema delle case derivate.[2] Secondo questo approccio, il tema natale è di per sé sufficiente a mostrare tutti i dati chiave dell’interazione sia con la realtà ordinaria che con quella non-ordinaria…
Secondo Un corso in miracoli la proiezione consiste nel prendere la colpa che abbiamo dentro di noi e rovesciarla addosso a qualcun altro. In questo modo, la colpa che non vogliamo vedere in noi, la vediamo in lui, lei o loro. È come scaricare i rifiuti domestici nella casa del vicino, per poi accusare quest’ultimo di essere sporco ed emanare odori sgradevoli.
Il punto è che la proiezione è un sistema di smaltimento così istantaneo e segreto da farci dimenticare che siamo noi ad avere prodotto i rifiuti che ora vediamo nella casa accanto. Qualcun altro diventa quindi responsabile per la miseria, la sofferenza, il dolore che c’è nella nostra vita. Non ha alcuna importanza chi è l’oggetto della proiezione. Può essere una persona, molte persone, un partito, una razza, una nazione, una religione o anche Dio stesso. Ciò che conta, per l’ego, è solo riuscire a trovare qualcuno su cui scaricare la responsabilità per quel che abbiamo dentro.
La proiezione è il metodo più efficace impiegato dall’ego per liberarci dalla colpa. Ovviamente, è anche il modo migliore per trattenerla ed esaltarla. È un trucco dell’ego per farci sentire diversi dagli altri e per rinforzare così la nostra credenza nella separazione. In realtà, quando accusiamo qualcuno di essere la causa dei nostri dolori, a un certo livello, ci rendiamo conto che stiamo solo sfuggendo dalla responsabilità per la colpa e il rancore che proviamo verso noi stessi. Creando questa dinamica di aggressione, mettiamo in moto un circolo vizioso di colpa e attacco.
Più ci sentiamo in colpa, più forte sarà il bisogno di negare questa colpa in noi stessi, per proiettarla all’esterno attaccando qualcuno. Più l’attacchiamo, più forte sarà la nostra colpa, perché intimamente sappiamo che l’attacco non è giustificato, e che in realtà stiamo solo aggredendo noi stessi. Una forma più insidiosa di proiezione è quella che UCIM definisce relazione di amore speciale.
NOTE:
[1] Edwin C. Steinbrecher, The Inner Guide Meditation: A Spiritual Technology for the 21st Century, Samuel Weiser, 1988, pp. 19-21.
[2] La tecnica delle case derivate consiste nell’esaminare ciascuna delle 12 case astrologiche del tema natale di una persona come l’Ascendente di un ulteriore ciclo di 12 case. L’insieme dei cicli determina un totale di 144 case. Questo metodo tradizionale fu divulgato negli anni trenta da Eudes Picard (vedi Eudes Picard, a cura di Grazia Mirti, Le case astrologiche derivate, Xenia). Le case derivate, seppur con variazioni significative rispetto all’elaborazione di Picard, sono impiegate ampiamente da Edwin C. Steinbrecher nel suo prezioso lavoro di iniziazione al rapporto con la Guida Interiore (vedi Steinbrecher, op. cit.).
by admin
È impossibile comprendere le realtà multidimensionali dalla prospettiva della realtà ordinaria. Ne consegue che tutto quel che si può dire, spiegare e dimostrare su questo tema ha un’esclusiva natura strategica. Serve per creare un varco nella coscienza affinché tu possa accedere a un’esperienza diretta. Questa esperienza ti comunicherà quanto non potrai mai leggere o sentire dire da nessuno, e quanto a sua volta anche tu non potrai mai scrivere e dire, perché la realtà in cui parli e scrivi è incompatibile con l’esperienza multidimensionale.
Il linguaggio che impieghi qui, come ogni altra forma di comunicazione, insieme all’intero funzionamento della tua identità ordinaria è finalizzato alla negazione dell’esperienza multidimensionale. Ne consegue che questa esperienza non può aver luogo in uno stato ordinario di coscienza.
Tuttavia, seppure i contenuti multidimensionali non siano a disposizione in una realtà separata, è possibile creare delle connessioni compatibili con questa realtà. Si tratta di collegamenti ipertestuali multidimensionali, che permettono di passare da uno stato di coscienza ordinario a uno stato di consapevolezza multidimensionale.
Un collegamento ipertestuale multidimensionale consente di accedere a unità informative di realtà parallele e alternative, incompatibili con la percezione ordinaria, tramite unità informative tollerabili nella realtà ordinaria.
Un collegamento ipertestuale ordinario si distingue per certe caratteristiche che permettono con un clic del mouse di visualizzare una destinazione e la relativa pagina. Similmente un collegamento ipertestuale multidimensionale ha sue proprie peculiarità, che sono tuttavia percepibili sul piano vibrazionale, emotivo, mentale o spirituale, piuttosto che fisico. A differenza dei link ordinari, quelli multidimensionali possono inoltre essere identificati da un ristretto numero di individui, funzionano solo in certe condizioni temporali o spaziali e non conducono necessariamente verso una stessa destinazione.
Un collegamento ipertestuale multidimensionale è solo un portale verso un’unità informativa di destinazione. Non è quell’unità informativa, sebbene vi possano essere elementi a essa correlati.
© Franco Santoro, 2012
In: Franco Santoro, Pronto soccorso multidimensionale: emergenze spirituali, mondi paralleli e identità alternative, Institutum Provisorium, 2020, pp. 36-38.
by admin
A causa della percezione separata e autistica che caratterizza la percezione umana, ci concepiamo come entità scisse. Identifichiamo solo la presenza e il movimento di ciò che crediamo essere il nostro corpo fisico e quello altrui.
Il corpo fisico, che vedi o tocchi, non è un corpo fisico, e di fisico proprio ha ben poco. La cosa più sorprendente del corpo fisico, quando lo osservi sia da una prospettiva scientifica sia spirituale, è che non è affatto come sembra. La sua quasi totalità è composta di spazi vuoti.
Il mondo fisico è essenzialmente un sistema spaziale e lo percepisci come solido e separato per via del condensamento di un’allucinazione, uno stato ipnotico di trance.
L’atomo è fondamentalmente vuoto tranne che per alcuni minuscoli frammenti di materia. Poiché l’universo intero è composto di atomi, il mondo fisico che vedi e tocchi è costituito quasi totalmente di spazi vuoti. Anche il pavimento su cui poggia il tuo corpo è essenzialmente vuoto. Non ci cadi dentro semplicemente perché questi frammenti di materia, che ruotano velocemente, sono bloccati in un fermo immagine e danno l’illusione di essere solidi.
Quando dici a qualcuno di “stare con i piedi per terra”, o di “restare nel corpo” lo stai invitando a uscire effettivamente dalla realtà fisica di questa terra e universo, e a identificarsi non con il suo corpo fisico bensì con la sua versione arbitraria.
Poiché l’intera società umana si fonda sull’impiego di questa versione separata, arbitraria e allucinatoria, occorre usarla per relazionarci con altre persone.
Come esseri umani viviamo all’interno di un’allucinazione, mentre paradossalmente sogni, visioni o allucinazioni sono spiragli che ci permettono di accedere alla realtà universale.
Non puoi accederci completamente perché il corpo con cui ti identifichi, essendo fondato sulla separazione, non è compatibile con altre realtà. Se da un lato sei vincolato a usare un corpo arbitrario, dall’altro puoi in certi momenti usarlo come strumento per uscire dall’allucinazione.
Gli stati di espansione della coscienza servono per farti uscire momentaneamente dallo stato di trance che genera la realtà ordinaria, così che ritornando in quest’ultima puoi gradualmente liberarti della percezione separata che la caratterizza. Quest’opera graduale ti consente di ritornare al tuo vero corpo, quello multidimensionale, che vive nell’effettiva realtà unitaria dell’universo.
Una pratica utile a tale scopo è la danza rotatoria. Tutto nell’universo si muove, niente è statico. L’allucinazione della separazione genera la percezione del corpo fisico. Le cellule di questo corpo sono in continuo movimento, tutto gira. La Terra ruota intorno a sé stessa, gira intorno al sole, e il sole a sua volta gira intorno al centro galattico.
Nella danza rotatoria il corpo gira attorno a sé stesso e attorno a un centro, proprio come fa la terra. Quindi stare veramente con i piedi per terra significa girare ad alta velocità, sia attorno a sé stessi sia attorno a un centro. Questa è l’esemplificazione scenica del riconoscimento dello stesso centro esistente sia fuori sia dentro.
© Franco Santoro, 2010
In: Franco Santoro, Pronto soccorso multidimensionale: emergenze spirituali, mondi paralleli e identità alternative, Institutum Provisorium, 2020, pp. 38-40.
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