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Tempo ordinario e multidimensionale

Febbraio 16, 2015 by admin Lascia un commento

Alegoría de la Verdad, el Tiempo y la Historia-Francisco de Goya copy

Esiste un tempo ordinario, “legale”, illusorio, frutto di accordi tra pochi esseri umani, che è quello che regola i ritmi delle nostre vite, ed esiste un tempo reale che riguarda la nostra vita profonda, un tempo fuori dal “tempo”, multidimensionale.

Il tempo ordinario è il risultato di una decisione presa nel 1582 da papa Gregorio XIII, nato a Bologna, il 7 gennaio 1502 con Sole e Luna in Capricorno. Il calendario gregoriano sostituì allora il calendario giuliano di Giulio Cesare, diventando il tempo ufficiale per il genere umano. Quindi, il tempo umano contemporaneo è stato creato da un bolognese doppiamente capricornuto.

Il tempo ordinario umano si fonda su due polarità opposte, inizio e fine, nascita e morte, e una serie di eventi, distribuiti in modo lineare, che creano una storia. Nel tempo multidimensionale, queste due polarità, così come ogni evento e storia, esistono simultaneamente.

Come esseri umani siamo influenzati sia dal tempo ordinario sia da quello multidimensionale. Tuttavia, ciò che causa confusione e dolore è che solo il tempo ordinario è riconosciuto come vero e reale. Questo tempo definisce l’unica realtà possibile. Ne consegue che le esperienze che hai nel tempo multidimensionale devono assoggettarsi al tempo ordinario, alla terza dimensione. Il problema è che la terza dimensione è molto limitata in confronto alle dimensioni più elevate.

Per esempio, nella terza dimensione è permesso solo il movimento nello spazio, mentre nella quarta è possibile spostarsi anche nel tempo, avanti o indietro. Così come le località fisiche continuano a esistere sempre, anche se sei altrove, gli spazi temporali seguitano a essere presenti indipendentemente da quando sei.

Se sei ora a Roma, non puoi essere a Milano, dove ti trovavi un mese fa, e nemmeno a Bologna, dove sarai forse tra una settimana. Ma Milano e Bologna continuano a esistere, anche se non sei in quei luoghi in questo momento. Per poterli raggiungere ti basta prendere un mezzo di trasporto e viaggiare.

Nella quarta dimensione lo stesso si applica al tempo e agli eventi relativi, con la differenza che il mezzo di trasporto per viaggiare sono le emozioni.

Se hai provato tanta gioia e amore due giorni fa mentre eri in compagnia di qualcuno, il fatto che ti senta oggi depresso e disperato perché quella persona se ne è andata, non vuol dire che l’amore non c’è più. L’amore continua a esistere da qualche parte, ma questa parte non è in relazione con la realtà e il tempo fisico ordinario in cui ti trovi. È in rapporto con gli aspetti emozionali, o di quarta dimensione, della realtà, che come essere umano non sei in grado di vedere e riconoscere, ma che puoi tuttavia sentire mediante le emozioni.

I limiti della terza dimensione sono in relazione con la gestione umana del tempo. Qui ognuno di noi ha una data inevitabile di scadenza. Le persone si separano, vanno via, cambiano, muoiono. Quando associamo il livello emozionale con quello fisico proviamo inesorabilmente dolore.

Il dolore continua a essere riciclato a causa della confusione tra terza e altre dimensioni, e della testardaggine nel ritenere le persone fisiche che incontri come responsabili di eventi che accadono invece altrove.

Il primo grande passo sul sentiero della guarigione implica fare un fermo sforzo per mettere fine a questo. Per capire e onorare la verità, riguardo il tempo e la storia, è necessario che distingui tra terza e quarta dimensione, tra l’ora “legale” e il “qui e ora”.

© Franco Santoro, 2007

In: Franco Santoro, Pronto soccorso multidimensionale: emergenze spirituali, mondi paralleli e identità alternative, Institutum Provisorium, 2020, pp. 91-93.

Immagine: “Tempo, Verità e Storia” di Francisco Goya, nato il 30 marzo 1746, Sole in Ariete, Luna e Ascendente in Cancro.

Terra e Terre

Febbraio 16, 2015 by admin

earthDa una prospettiva astrosciamanica il segno del Toro è associato al pianeta Terra. La Terra non viene quasi mai presa in considerazione astrologicamente, poiché corrisponde al punto di osservazione. Per collocare la Terra sulla carta occorre entrare in una prospettiva eliocentrica e, in quest’ottica, essa è direttamente opposta al Sole.

La posizione della Terra secondo la prospettiva eliocentrica offre informazioni su come il nostro intento più profondo, quello dell’anima, può essere espresso o radicato su questo pianeta. In questo caso gli interessi dell’ego, incluso la nostra realizzazione personale sul piano della vita ordinaria, sono assolutamente in secondo piano. La Terra è vista qui come uno dei pianeti che ruota attorno al Sole, quindi la nostra identità fisica è asservita a quella spirituale.

La posizione della Terra può indicare strategicamente inoltre di che cosa “Madre Terra” ha effettivamente bisogno da noi, cosa ci chiede di fare o essere. A tale riguardo è importante richiamare l’attenzione su cosa realmente la Terra vuole, che non è necessariamente l’idea convenzionale, sovente sdolcinata e romantica, che ne abbiamo.

La comprensione umana del mondo è generalmente in relazione soltanto con la sua superficie, mentre da una prospettiva sciamanica esistono tre mondi, o terre. Oltre al mondo della superficie del pianeta, la configurazione separata dove l’umanità vive, ci sono altri due mondi. Con questi mondi non abbiamo mai stabilito una vera connessione, salvo qualche sporadico tentativo non ufficiale di sciamani e affini.

Uno di questi mondi esiste strategicamente all’interno della Terra (Mondo del Basso), mentre l’altro è il mondo invisibile che si trova attorno alla superficie della terra ed è anche l’agente di collegamento con terre parallele (Mondo dell’Alto).

Esiste una geografia ordinaria della Terra, che formula la descrizione della realtà fisica e amministrativa della realtà consensuale, e c’è pure una geografia non-ordinaria, che include le parti della Terra da cui ci siamo separati. Quindi, allorché impieghiamo il termine Terra, è importante essere consapevoli che c’è una Terra ordinaria e vi sono anche Terre non-ordinarie.

La percezione cambia drasticamente a seconda del tipo di Terra cui ci riferiamo. Eventi e situazioni considerati catastrofici e devastanti da una prospettiva di Terra ordinaria sono sovente grandi benedizioni secondo le Terre non-ordinaria.

La Terra ordinaria è una microrealtà fondata sulla separazione dalla più ampia Terra non-ordinaria, o multidimensionale. Il livello di allucinazione prevalente nella Terra ordinaria blocca la consapevolezza di realtà alternative. Tuttavia, queste realtà continuano a esistere e a operare. Sebbene la maggiornaza degli esseri umani sono rimasti confinati nella realtà ordinaria, alcuni individui speciali in vari tempi e culture hanno avuto contatti con altre Terre.

In effetti, il nostro livello di separazione ed ignoranza è tale, che sino a meno di 500 anni fa non eravamo nemmeno consapevoli di tutti i continenti esistenti sulla superficie del pianeta. Se ne resero conto dapprima alcuni sparuti esploratori, che portarono avanti le loro imprese nello scetticismo e incredulità generale.

Ora che abbiamo sistematizzato la geografia della crosta terrestra, il prossimo passo consiste nel diventare consapevoli delle configurazioni alternative esistenti nella Terra stessa, dentro o fuori. In questi anni alcuni esploratori e pionieri avranno l’opportunità di liberarsi dalla cattività del paradigma separato terrestre, spingendosi oltre gli angusti limiti della geografia umana ufficiale.

Questo è parte di un processo di guarigione e ristrutturazione fisica, che è promosso dalla connessione tra la nostra identità fisica ordinaria, l’anima e il sé spirituale. Tale processo è inteso a generare una coscienza che ci renderà progressivamente meno dipendenti da persone, dinamiche e situazioni ordinarie, stimolando l’emergenza di una più vasta realtà e rete di guarigione, libera da limiti e incondizionatamente unita.

© Franco Santoro

Federalimentare Multidimensionale

Febbraio 16, 2015 by admin Lascia un commento

Salve! Sono 8.2.7, vice-presidente della Federalimentare Multidimensionale.

Nella nostra dimensione, sita nel vuoto che vi circonda, per voi invisibile, stiamo affrontando una crisi alimentare senza precedenti.

Ci appelliamo a voi, esseri umani, confidando nella vostra solidarietà e disponibilità a fornirci le materie prime di base per la nostra alimentazione. Come spiegherò in breve, la vostra generosità a tale riguardo è intesa a portarvi notevoli vantaggi.

Noi siamo esseri di quarta e quinta dimensione, e in quanto tali ci nutriamo di alimenti emotivi e mentali.

Una parte fondamentale della nostra dieta, simile alle vostre proteine, deriva da rancori emotivi, ossia paura, rabbia, depressione, dolore, lussuria, giudizio, gelosia, ecc.

Siamo consapevoli che disponete di quanto sopra in grande abbondanza.

Vi invitiamo a fornirci questi rancori, perché qui da noi tutto è positivo e luminoso.

Ci avvediamo che siete molto attaccati ai vostri rancori, tuttavia se solo potete essere un poco generosi e donarci almeno una piccola percentuale delle vostre emozioni negative, questo ci può salvare.

Se ci offrite i vostri rancori, saremo assai grati e come segno di riconoscenza possiamo fornire emozioni e pensieri molto buoni, di cui invece abbondiamo.

Le donazioni dei rancori possono essere inviate ai nostri centri di raccolta tramite il Rituale del Sacro Cono, usando l’apposito modulo, procedendo in seguito a una dimostrazione o rappresentazione teatrale di una scena in cui essi sono all’opera.

Potete offrire qualunque tipo di rancore a condizione che nella descrizione non siano menzionati nomi di persone, gruppi o organizzazioni, e che non vi siano parole offensive o volgari.

© Franco Santoro

Liberare emozioni multidimensionali

Febbraio 15, 2015 by admin

Untitled copyL’espansione della coscienza, il conseguimento di una consapevolezza olistica, la guarigione dal senso di separazione e il rilascio dei relativi rancori non è un processo puramente intellettuale.

Non comporta andare in giro dicendo che “siamo connessi gli uni con gli altri”, “tutto è amore e unità” o “rilascio il Buio e mi apro alla Luce”.

Non consiste nemmeno nel celebrare rituali spettacolari, impiegare mantra o usare pratiche sciamaniche.

Certo, è utile ricordare che “siamo connessi gli uni con gli altri” e che “tutto è amore e unità”. È anche efficace impiegare rituali e pratiche sciamaniche.

Questo decisamente non basta, e non è mai bastato, poiché per promuovere un cambio effettivo di coscienza è fondamentale operare su diversi piani.

In questo caso si tratta di distinguere soprattutto tra il piano mentale e quello emotivo, la quinta dimensione e la quarta dimensione.

Comprendere intelletualmente che siamo esseri multidimensionali e che tutto fa parte della stessa unità, è certamente importante. Avere la consapevolezza mentale che non esistono dualismi e che ogni cosa che percepiamo è un aspetto di noi stessi, consente già di muoverci oltre i sistemi di credenze fondati sulla separazione.

Questa comprensione rappresenta l’Intento, e opera come elemento di focalizzazione.

Questa coscienza ci mette in grado di affrontare il lavoro effettivo di guarigione, che avviene principalmente su un altro piano: quello emozionale.

La comprensione mentale non può sostituire il lavoro effettivo, così come l’idea di una casa non è sufficiente per costruire una casa.

Il lavoro effettivo consiste nell’operare sul piano emotivo onde liberare emozioni bloccate fondate sulla separazione.

Il termine “emozione” deriva da ex (fuori) e movere (muovere), e significa letteralmente “movimento all’esterno”, o in altri termini “energie in movimento”.

Le emozioni sono movimenti che procedono verso l’esterno, energie che fluiscono.

Il problema è che le emozioni di una realtà fondata sulla separazione non possono procedere all’esterno perché sono orchestrate da sistemi di credenza dualistici, che decretano quali emozioni sono permesse e quali sono proibite.

Di conseguenza le emozioni non fluiscono, sono impossibilitate ad uscire fuori e sono manipolate in modo da asservire i sistemi di credenza imperanti.

Il primo stadio per consentire alle emozioni di uscire, di acquisire fluidità,  è la comprensione mentale, la scelta intellettuale di svolgere tale processo, ossia l’Intento.

A tale condizione segue un secondo stadio, una prassi operativa imprescindibile, che è l’accettazione incondizionata di ogni emozione.

Non è possibile liberare le emozioni se non sussiste accettazione totale delle emozioni, soprattutto di quelle emozioni che non sono state accettate dai sistemi di credenza fondati sulla separazione.

Tali emozioni sono quelle che percepiamo non essere accettate dagli altri.

Tali emozioni sono soprattutto quelle che noi stessi non accettiamo.

Certo, a un livello mentale, possiamo essere paladini dell’accettazione incondizionata delle emozioni e instaurare un sistema di credenza fondato sull’accettazione delle emozioni e la loro liberazione.

Questo è importante, come punto di partenza, come programma operativo, perché è appunto l’Intento, il primo stadio.

Il vero lavoro consiste nel procedere all’accettazione effettiva delle emozioni, che può aver luogo unicamente sul piano emozionale e non su quello mentale.

Ed è sul piano emozionale che si tratta di fare i conti con la parte di noi che non accetta certe emozioni.

Questa parte di noi è l’identità separata, l’ego consensuale.

Allora l’invito è di riconoscere quali sono le emozioni che non accettiamo in noi stessi e negli altri.

Nello svolgere questo lavoro ci possiamo avvedere che mentalmente ci sono emozioni che non accettiamo, che riteniamo negative, che giudichiamo severamente.

Di nuovo, l’accettazione è la chiave, e l’accettazione ha da essere incondizionata.

Le emozioni sono energie in movimento, che si muovono solo quando sono accettate.

Non esiste alcuna distinzione tra emozioni positive e negative. Tutte le emozioni sono energia. La definizione di emozioni positive e negative è una prerogativa dell’identità separata.

Se giudichiamo le emozioni secondo un modello di polarità, questo è un segnale che anche il nostro corpo mentale è corrotto, che il nostro Intento è compromesso.

Allora si tratta di riflettere, di focalizzare, di fare una scelta di unità, di attivare il primo stadio, per poi passare all’operatività del secondo stadio.

In sintesi:

Primo stadio: Intento di Unità.

Secondo stadio: accettazione di ogni emozione e loro libera espressione.

Il secondo stadio consiste di diversi passaggi, di cui il primo comporta le seguenti domande:

Quali sono le emozioni che non accetto in me stesso?

Quali sono le emozioni che non accetto negli altri?

Quali sono le emozioni che gli altri non accettano in me?

Quali sono le emozioni che di conseguenza non esprimo?

Quali sono le emozioni che di conseguenza non permetto agli altri di esprimere?

A tale consapevolezza, segue una prassi operativa, che consiste nell’esprimere le emozioni che non accetto, che gli altri non accettano o che io non accetto negli altri in un contesto di totale accettazione.

Questo significa che idealmente si tratta di esprimere le emozioni in situazioni di sicurezza, tra persone che stanno facendo consapevolmente lo stesso lavoro.

L’invito è di rispondere dapprima alle domande.

L’invito successivo è di operare in un contesto di totale accettazione, di operare tra persone che hanno lo stesso Intento.

Nel mondo esistono molte persone che stanno svolgendo questo lavoro. Non è necessario trovarne tante. In genere ne bastano tre.

Queste persone non sono maestri, né guide.

Sono individui che hanno scelto di accettarsi e di accettare, accettando soprattutto la parte di loro che non accetta, lasciandola esprimere in un contesto di accettazione.

Si tratta di individui che sono disposti a denudarsi totalmente, esibendo ogni parte, sia quelle “luminose” sia quelle “buie”, “belle” o “brutte”, perché hanno pragmaticamente compreso che “siamo connessi gli uni con gli altri” e che “tutto è amore e unità”.

E che nulla può essere escluso e che tutto è accettato.

Uno di questi individui sei forse tu.

Ma per essere tale individuo ricordati soprattutto che non è per nulla indispensabile trovare degli altri esseri umani per liberare le emozioni. Puoi farlo nella natura, con gli alberi, le stelle, gli animali, le piante, i cristalli e con tante entità luminose che sono sempre disponibili a giocare con te.

 

© Franco Santoro

Tutte le nostre relazioni sono multidimensionali

Gennaio 28, 2015 by admin

Tutte le nostre relazioni sono multidimensionali, illimitate dal tempo e dallo spazio, unite e intere, parti della stessa rete estatica della vita. Ogni individuo che incontri nella vita è un’emanazione di forze multiple, che dimorano simultaneamente in mondi diversi.

Quando vedi gli altri come categorie statiche, identificandoli con ruoli e funzioni fisse, basate sui tuoi pregiudizi, triti o raffinati che siano, li confini in una cella di isolamento, condannandoli a morte. Insieme a loro anche la tua anima è imprigionata per essere infine giustiziata.

Libera tutti i prigionieri che hai tenuto rinchiuso nelle gabbie della mente separata, proclama un’amnistia generale, lascia andare tutti, rendili liberi di essere ciò che veramente sono! Poi rilassati e apriti al tuo autentico sé multidimensionale. Oltre a questo, non c’è proprio nient’altro da fare qui.

In: Franco Santoro, Pronto soccorso multidimensionale: emergenze spirituali, mondi paralleli e identità alternative, Institutum Provisorium, 2020, p. 96.

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