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Archivi per Ottobre 2015

Nel buio dimora la luce

Ottobre 31, 2015 by admin

indexNel buio più profondo dimora la luce più profonda.

Quando ti trovi nel buio più profondo prova ad andare ancora più dentro al buio e se insisti troverai la luce.

Il massimo buio ti ha attirato in quel punto affinché tu possa scoprire la massima luce.

Certo, non è facile, muoversi nel buio, e talvolta può essere assai doloroso.

Puoi usare la luce artificiale per sentirti meglio. Tieni conto tuttavia che di luce artificiale in questo mondo ne esiste così tanta che ormai non sappiamo più riconoscere la luce vera. In effetti la luce vera esiste ormai solo nel buio più profondo, quello che nessuna luce artificiale è in grado di illuminare.

La luce vera si rivela a coloro che sono disposti a spegnere le falsi luci di questo mondo, accettando di restare con determinazione al buio, non importa quanto tempo occorre attendere per potere vedere la luce. E anche se la luce non arriverà mai questa sacra insistenza e determinazione è destinata a creare la luce, perché chi a tutti i costi insiste diventa luce, luce vera.

Morte e Antenati

Ottobre 30, 2015 by admin

IMG_0911[1] copyUn guerriero si considera già morto e quindi non ha nulla da perdere. Il peggio gli è già accaduto, e lui è lucido e calmo. (Carlos Castaneda)

Con il termine antenati identifico qui sia tutti i parenti e ascendenti di sangue vicini e lontani, che tutti gli esseri che sono vissuti sulla Terra, la galassia, l’universo e quel che esiste oltre.

Ebbene si tratta di un bel po’ di gente!

Gli antenati possono essere in relazione con quelle che taluni concepiscono come vite passate o collegati a figure storiche o mitologiche verso cui senti attrazione o repulsione.

Il ruolo di antenato può essere esteso a esseri divini e mitici, animali, vegetali e perfino minerali, luoghi geografici e qualsiasi corrispondenza di segno astrologico.

Nelle tradizioni di molte popolazioni e in ogni cultura sciamanica gli antenati vengono onorati con estremo rispetto. Un periodo ideale per tali celebrazioni è quello dell’autunno ed in particolare i giorni sotto il segno dello Scorpione.

Gli antichi erano assai coscienti della presenza degli antenati e ogni loro decisione veniva presa mediante una consultazione con essi.

Quando ci rivolgiamo ai nostri antenati ci relazioniamo con le più antiche parti di noi stessi. In tali momenti possiamo recuperare immagini, eventi, memorie e situazioni capaci di aiutarci a comprendere chi e cosa siamo ora. In codesto modo diventiamo consapevoli di essere un prodotto di un passato che non è affatto limitato al periodo della nostra vita fisica.

Se intendiamo esplorare il passato in maniera autentica e collegarci con le nostre radici, è essenziale che siamo disponibili ad includere tutto, in particolare quelle persone o situazioni che tendiamo a non riconoscere.

Gli antenati, se da un lato possono donare supporto, dall’altro sono anche portatori di forti rancori e di modelli distruttivi che continuano ad essere tramandati di generazione in generazione.

Questi rancori sono alla radice dei problemi di relazione presenti ed è nostro compito procedere alla loro guarigione con la consapevolezza dell’antico retaggio da cui emanano.

Quando tra amanti, amici, parenti, colleghi e anche tra persone incontrate casualmente si creano forti conflitti e tensioni, la realtà è che si stanno producendo le stesse condizioni che in un’epoca remota apportarono separazione e miseria.

Queste condizioni si ripropongono onde essere corrette e guarite, al fine di offrire un’altra prospettiva fondata sull’unità e non sulla separazione.

Tali accadimenti, per quanto talvolta penosi, sono  di grande importanza poiché ci pongono di fronte alla possibilità di invertire la tendenza, di perdonare, ed aprire così un varco dimensionale con effetti incredibili non solo su noi stessi, ma anche sulle generazioni presenti e future.

Passato, presente e futuro hanno valore solo nel ristretto ambito della realtà in cui vive un esile frammento della nostra natura.

Allorché procediamo verso ulteriori dimensioni, ecco che il tempo addiviene un percorso lungo il quale possiamo spostarci e incontrare coloro che dimorano nella realtà esistente oltre la separazione.

Una società che onora i suoi antenati onora anche i suoi discendenti; prende decisioni tribali ed effettua cambiamenti sociali con cautela, poiché ciò avrà un’influenza non solo su una, ma su molte generazioni; dona umiltà e altruismo ai suoi leader; riconosce la saggezza o la futilità delle azioni passate e non ne ripete gli errori; alimenta l’economia con risorse naturali ed un uso saggio della terra. Al contrario, la nostra società lascia ai suoi discendenti un’eredità di paura fondata su una mancanza di riguardo sia per il passato che per il futuro. [1]

Oh possa tu essere colui che porterà il buono, il vero e il bello del tuo lignaggio di famiglia; oh possa tu essere colui che porrà fine ai modelli distruttivi della famiglia e della nazione (Antica canzone ancestrale)

 

Note:
[1] Caitlin Matthews, Singing the Soul Back Home, citato in Mattie Davis-Wolfe; David Thomson, “Roots – Lesson #3”, p. 22, in Walking the Sacred Wheel: Second Year’s Journey of Initiation Around the Sacred Wheel, Teacher/Leadership, Sacred Circles Institute, 1995.

© Franco Santoro

Relazioni infernali

Ottobre 28, 2015 by admin

imagesCi sono persone che hanno relazioni toste, c’è poco da fare, all’ultimo sangue, questioni di vita e morte, relazioni infernali!

Questo crea molto imbarazzo e disagio da parte di altri modelli di relazione, colme di romanticismo, armonia, maturità, elevazione, stabilità, responsabilità (sic!).

Ma alla fine dei conti tutte le relazioni sono toste e si confrontano con il lato oscuro. Tutti abbiamo i genitali e l’ano, ed espletiamo regolarmente determinate funzioni fisiologiche, seppure le teniamo nascoste, non le mostriamo in pubblico, perché proviamo vergogna o “non sta bene”.

Quindi se tu vivi relazioni toste, colme di passioni, drammi, alti e bassi, in cui paradiso e inferno si alternano incessanti, smettila di sentirti un caso disperato. Cessa di provare senso di inferiorità verso coloro che ostentano rapporti armoniosi e ricoperti di abbaglianti dorature. Non prestare attenzione a chi giudica con orrore e disappunto le tue vicende di relazione. Queste persone hanno un bisogno ossessivo che tu continui a vivere storie infernali, perché solo in questo modo possono evitare di riconoscere l’inferno che cova dentro di loro.

Smettila di pensare che in quello che vivi c’è qualcosa di sbagliato, malato, perverso. La più grande perversione è l’ipocrisia, la negazione e demonizzazione della nostra natura, il disprezzo e la paura riguardo ciò che veramente siamo. Questo è l’unico inferno possibile.

Il massimo amore e la forza più grande che puoi vivere in una relazione deriva dal riuscire a passare attraverso l’inferno, andando avanti a tutti i costi, cadendo e ricadendo, affrontando gli ostacoli più immani, e uscendone tuttavia vittorioso. La vittoria consiste nel riconoscere che non importa cosa è successo, l’amore ha trionfato e che da quel momento in poi non ci sarà più nulla che lo potrà fermare.

© Franco Santoro

Ciò che non vuoi vedere

Ottobre 27, 2015 by admin

Ciò che non vuoi vedere, che rifiuti di riconoscere nella vita continua ad esistere anche se non vuoi che ci sia. Tuttavia arriva prima o poi il momento in cui te lo troverai proprio davanti e non ci sarà più alcuna possibilità di andare da un’altra parte. Se non ti senti pronto per quel momento puoi prendere tempo per prepararti, ma se credi di poterlo evitare per sempre sei un povero illuso.

Ora sappi che con questa affermazione non intendo affatto rovinarti la giornata e chiedo scusa se quanto scrivo può aver creato apprensione o malumore.

In effetti ciò che intendo dire è che l’incontro con ciò che temiamo, che non vogliamo accettare e che ci rifiutiamo di vedere è probabilmente l’esperienza più estatica e felice che possiamo avere nella vita.

Tutto ciò che abbiamo cercato, che desideriamo, lo scopo ultimo del nostro operare ed essere presenti nel mondo protrebbe dimorare in ciò che finora non abbiamo voluto vedere.

In qualsiasi momento possiamo scegliere di riconoscerlo, di aprire finalmente gli occhi, di cessare di nasconderci e nascondere. Oggi stesso possiamo considerare di dichiarare apertamente il nostro amore verso quanto ha continuato ad accompagnarci fedelmente in ogni tempo e dove. Qualunque sia il mistero e la follia di questo amore, prima o poi saremo destinati a onorarlo. Allora perché continuare a prendere tempo, a rimandare, e a soffrire di conseguenza?

© Franco Santoro

Il giorno più lungo: tempo ordinario e multidimensionale

Ottobre 25, 2015 by admin

watchDomenica 25 ottobre 2015 è il giorno più lungo dell’anno. A causa del passaggio dall’ora estiva a quella invernale sarà una domenica di 25 ore. Questo allungamento del giorno prova quanto il tempo sia arbitrario. Esiste un tempo ordinario, la conseguenza di un accordo tra esseri umani, e un tempo multidimensionale, che riguarda altri esseri.

Il tempo ordinario umano si fonda su due polarità opposte, inizio e fine, nascita e morte, e una serie di eventi, distribuiti in modo lineare. Nel tempo multidimensionale, queste due polarità, così come ogni evento, esistono simultaneamente.

Come esseri umani siamo influenzati sia dal tempo ordinario, o di terza dimensione, sia da quello non-ordinario, o multidimensionale. Tuttavia, ciò che causa confusione e anche molto dolore, è il fatto che solo il tempo ordinario è riconosciuto come reale. Questo tempo definisce l’unica realtà possibile. Ne consegue che le esperienze che abbiamo nel tempo multidimensionale devono assoggettarsi al tempo ordinario, alla terza dimensione. Il problema è che la terza dimensione è estremamente limitata in confronto alle dimensioni più elevate.

Per esempio, nella terza dimensione è permesso solo il movimento nello spazio, laddove nella quarta dimensione è possibile spostarsi anche nel tempo, avanti o indietro. Così come le località fisiche continuano ad esistere sempre, non importa dove siamo, gli spazi temporali seguitano ad essere presenti indipendentemente da quando siamo.

Se sono ora a Findhorn (Scozia), non posso essere a Teheran, dove mi trovavo alcuni mesi fa, e nemmeno in Lunigiana, dove sarò tra poco. Tuttavia Findhorn, la Lunigiana e Teheran continuano ad esistere, anche se io non sono in quei luoghi in questo momento. Per poterli raggiungere mi basta prendere un mezzo di trasporto e viaggiare.

Nella quarta dimensione lo stesso si applica al tempo e agli eventi relativi, con la differenza che il mezzo di trasporto per viaggiare sono le emozioni.

Se io ho provato tanta gioia e amore due giorni fa mentre ero in compagnia di qualcuno, il fatto che io mi sento oggi depresso e disperato perché quella persona se ne è andata, non vuol dire che l’amore non c’è più. L’amore continua ad esistere da qualche parte, ma questa parte non è in relazione con la realtà e il tempo fisico ordinario in cui mi trovo. E’ in rapporto con gli aspetti emozionali, o di quarta dimensione, della realtà, che come esseri umani non siamo in grado di vedere e riconoscere, ma che possiamo tuttavia sentire continuamente con le emozioni.

I limiti della terza dimensione sono in relazione con la gestione umana del tempo. Qui ognuno di noi ha una data inevitabile di scadenza. Le persone si separano, vanno via, cambiano, muoiono. Quando associamo il livello emozionale con quello fisico proviamo inesorabilmente dolore.

Il dolore continua ad essere riciclato a causa della confusione tra terza e quarta dimensione, e nella nostra testardaggine nel ritenere le persone fisiche che incontriamo nella vita come responsabili di eventi che accadono invece in quarta dimensione.

Il primo grande passo nella guarigione consiste nel discriminare tra terza e quarta dimensione, tra quello che accade effettivamente nella realtà fisica e ciò che proviamo emotivamente, ciò che pensiamo stia accadendo.

Una pratica base a questo riguardo è la “ricapitolazione”, che consiste nel riportare alla memoria eventi della propria vita, identificando emozioni bloccate da eventi del nostro passato. Questo è uno degli aspetti più potenti e in molti casi meno conosciuti del lavoro sciamanico, su cui lavoreremo nei prossimi seminari, e in particolare nel Ritiro Astrosciamanico del Nuovo Anno (clicca qui per informazioni)

© Franco Santoro

Incertezze

Ottobre 24, 2015 by admin

Lo scopo delle incertezze che hai nella vita è di condurti alle certezze.

Una certezza è una strategia che ti consente di riconoscere e approfondire qualcosa che per te ha valore.

L’incertezza ti mostra uno strato profondo della tua certezza che hai bisogno di accettare e integrare per comprendere meglio ciò di cui sei certo.

Le incertezze giungono come alleate delle tue certezze. Se ti apri ad esse le tue certezze diventeranno ancora più forti.

Ogni ritmo della vita si basa su questo processo.

Quando inspiriamo ci apriamo alla certezza di ricevere l’aria che ci consente di vivere, quando espiriamo facciamo uscire l’aria e ci abbandoniamo all’incertezza di rimanerne privi.

Se tratteniamo l’aria, se ci aggrappiamo alla nostra certezza, se non la lasciamo andare regolarmente, la perderemo per sempre. Inspirazione e espirazione mantengono in vita il corpo, certezze e incertezze permettono all’anima di vivere.

© Franco Santoro

Invasioni

Ottobre 22, 2015 by admin

Quando ci relazioniamo con qualcuno, laddove vediamo solo noi e l’altra persona, ossia una sola relazione, ci sono astrosciamanicamente un minimo di 144 relazioni diverse all’opera, di cui ne riconosciamo ufficialmente solo una. Intendo dire che quando ci rivolgiamo all’altro e usiamo la parola “io”, a seconda delle circostanze, il nostro “io” è invaso potenzialmente da 144 entità distinte e la stessa cosa accade alla persona con cui ci relazioniamo.

L’unico “io” effettivo e autentico, sebbene provvisorio, è quello che è consapevole di questo processo di invasione, il testimone, l’attore, il centro. Tutti gli altri “io” sono il risultato di un’invasione. Non possiamo impedire queste invasioni perché hanno luogo da un livello superiore al nostro, che lo controlla e domina. Questo livello è invisibile, dimora dalla quarta dimensione in su, mentre i nostri occhi vedono solo in terza dimensione. Vediamo e sentiamo noi stessi e l’altro, ma non vediamo e sentiamo chi sta possedendo l’altro, l’entità che lo sta usando, a meno che non abbiamo la sventura di essere molto sensibili.

Se siamo molto sensibili le entità che possiedono non ci daranno tregua, ce la faranno pagare cara, e useranno la nostra sensibilità come un ripetitore che amplifica il segnale della loro invasione per noi stessi e per gli altri.

Allo stesso tempo se siamo sensibili possiamo fare uno sforzo e collegarci con una dimensione superiore alla quarta dimensione, dove esistono entità più “etiche”, che operano in base ad accordi, che sono disponibili a negoziare con noi.

Per fare questo occorre tuttavia che riusciamo a identificarci, almeno in certi momenti, con un “io” provvisorio, con la parte di noi che riesce a disidentificarci dai processi invasivi, che pur subendoli, ne è cosciente. È solo con quella parte che possiamo contattare una dimensione superiore, altrimenti saremo riciclati sempre in un processo invasivo.

I processi invasivi più tenaci e ostili sono quelli che hanno parvenze di luce e amore, in quanto così operando ci seducono e ci rendono più permeabili alla loro invasione. Una volta entrati si riveleranno poi per quello che sono veramente, anche se noi non ce ne renderemo forse conto.

Poiché non riconosciamo queste entità, ogni azione invasiva da loro provocata sarà attribuita alle persone che incontriamo nella vita o a noi stessi. In realtà il nostro corpo, la nostra struttura psicofisica è come un costume, che è indossato da forze invisibili. Così è sempre stato. Crediamo di relazionarci con una data persona, ma quella persona è indossata da entità diverse. Alcune persone hanno un’entità abbastanza fissa che le domina, e tendono ad avere quindi un senso di identità consolidata, sebbene siano soggetti ad invasione da parte di altre entità, queste non intaccano il dominio dell’entità fissa. Altre persone sono invase regolarmente da distinte entità, senza che ce ne sia una dominante. È un po’ la differenza tra un regime di dittatura assoluta e una democrazia con governi di coalizione e instabili.

Insomma, è uno scenario piuttosto macabro, oscuro, certo! Ma vi ricordo che siamo ora nel ciclo dello Scorpione, e questo è il momento di prestare attenzione a ciò che è oscuro, che non ci fa piacere vedere ed è per questo che è oscuro.

Possiamo rendere romantico il lavoro sciamanico, metterci tanti luci e cuoricini, e questo va bene, se vi funziona. In questo caso quindi continuate pure. Se tuttavia mentre tutti inneggiano alla luce e all’amore, alla bellezza del creato, all’armonia delle sfere, ecc., voi vi trovate a gestire esperienze di un dolore e di una follia indicibile, ebbene, sappiate che esiste anche un’altra prospettiva da cui comprendere quel che succede.

È una prospettiva dannata, proibita, di cui non è possibile parlare se non per metafore, ma che si esprime nell’esperienza diretta, di prima mano, quella che non è mediata da nessuno a esclusione della parte che riesce a essere testimone, un “io” provvisorio, quello che non invade, uno spazio vuoto che è stato invaso, ma che tuttavia mantiene la sua integrità, se non lo confondiamo con ciò che lo invade.

Lo Scorpione è associato con l’area genitale e anale, la parte più nascosta.
È decisamente un segno di m***a, ma questa m***a fa parte dell’esistenza, così come la morte, la pazzia, la crudeltà, e se non la riconosciamo non stiamo veramente vivendo.

Nota: Tutte le informazioni fornite in questo gruppo sono presentate unicamente per stimolare la consapevolezza e le intuizioni del lettore, e non sono intese a sostituire la sua ricerca ed esperienza diretta. Ogni chiave di lettura è legittima nella misura in cui non diventa assoluta. I miei scritti sono allineati con specifici cicli stagionali o percezioni della realtà, e non costituiscono l’enunciazione di verità assolute, bensì di punti di vista limitati, che fanno parte di una visione olistica più ampia, o di messaggi strategici intesi a scuotere la coscienza dall’assuefazione a pregiudizi e idee fisse. Non appoggio necessariamente le idee e opinioni espresse nei miei scritti.

Protetto: Settore 8

Ottobre 22, 2015 by admin

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Le nostre relazioni sono simulazioni

Ottobre 21, 2015 by admin

Da una prospettiva multidimensionale le nostre relazioni con gli altri sono simulazioni della relazione che abbiamo con noi stessi, tuttavia anche la relazione con noi stessi è una simulazione delle nostre relazioni con gli altri, e inoltre la relazione con noi stessi e gli altri è una simulazione della relazione con i nostri doppi esistenti in universi e terre parallele, e in aggiunta tutte queste relazioni sono una simulazione della relazione che abbiamo o meno con Dio, e…

in effetti la situazione è un po’ complicata, ma alla fine ciò che conta è che trionfi l’Amore.

© Franco Santoro

Gli occhi dello Scorpione

Ottobre 21, 2015 by admin

francEccoci di nuovo nello Scorpione, quindi occhio alle morti e alle rinascite. Questo è il tempo in cui ci confrontiamo con tutto quanto crea terrore e resa dei conti finale, che da un lato è ciò che crea maggiore dolore, e dall’altro massimo piacere.

Crea massimo piacere, perché il massimo piacere deriva dal fatto di superare, o meglio adorcizzare il massimo dolore. Posso provare piacere evitando ciò che mi provoca dolore, e questa è indubbiamente una strategia legittima. Tuttavia si tratta di un piacere piuttosto faticoso, molto precario, perché costantemente richiede di stare all’erta al fine di evitare ciò che causa dolore. Se poi ci rendiamo conto che alla fine sarà impossibile evitare quel qualcosa allora il piacere si riduce molto. Posso raccontarmela sostenendo che si tratta di vivere nel presente e non guardare al futuro, e se funziona, tanto di cappello.

Per lo Scorpione classico non funziona affatto, perché è fissato sempre su quello che c’è dietro, ciò che è nascosto. E anche se gli altri non lo vedono, e sostengono che anche se c’è occorre vivere nel presente, per lo Scorpione il presente è quello che gli altri non vedono, ciò che sta nascosto.

Quindi se c’è un piacere il cui scopo è nascondere il dolore, egli vedrà solo il dolore. Allo stesso tempo se c’è un dolore che nasconde un piacere, egli vedrà solo il piacere. Questo è uno dei motivi per cui è piuttosto controverso avere a che fare con questi tipi. Qui il massimo piacere deriva dal ricercare l’area di massimo dolore e farci un salto proprio dentro al fine di trovarci il piacere.

Nelle relazioni gli Scorpioni si prendono mutualmente in ostaggio, senza darsi alcuna possibilità di libertà fino a quando non viene pagato il riscatto e in caso contrario è la morte. La richiesta di riscatto è lasciare cadere ogni maschera e indumento, fino a rimanere totalmente nudi, ma anche togliendo la pelle, eliminando il corpo, fino a quando non si arriva a ciò che c’è sotto. Quando questo accade gli ostaggi si liberano e spesso non si incontreranno mai più, perché si sono dissolti l’uno nell’altro.

Lo Scorpione che è in te, e tutti lo abbiamo dentro, poco importa se abbiamo valori in quel segno, ti dà una caccia spietata e prima o poi ti morderà, anche se passi l’intera vita a nasconderti. Lo Scorpione che è in te quindi preferisce farsi mordere subito, per risparmiare tempo.

Lo Scorpione spesso sopraggiunge come un Mietitore Feroce, che spazza via quello che appare, dissolvendo la quieta routine dell’esistenza ordinaria e liberando gli elementi oscuri della vita. Questi elementi tendono a fare luce sull’inevitabile perdita, o data di scadenza, di molte cose che diamo per scontate nella vita, inclusa la fine della vita stessa, la morte.

“Quando ci confrontiamo con i nostri peggiori incubi le scelte sono poche: lottare o fuggire. Speriamo di trovare la forza di affrontare le nostre paure, ma talvolta, nostro malgrado, scappiamo. E se il nostro incubo ci darà la caccia? Dove mai ci nasconderemo?” (Eroi, Stagione 2, Episodio 5)

Gli occhi dello Scorpione ti vedono ovunque, non importa dove ti nascondi, anche nel buio più profondo, non ti daranno tregua.

Il video a seguire è una compilation di occhi Scorpione, in questo caso di persone con ascendente Scorpione. Chi ha l’ascendente in Scorpione esprime in maniera direttamente fisica le caratteristiche del segno, nei suoi aspetti più controversi di dolore e piacere.

https://www.facebook.com/francosantoro.uk/videos/vb.1666543840/2437965082953/?type=3&theater

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