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Archivi per Giugno 2016

Non capirai mai chi sei in questo mondo, se non accetti di riconoscere chi sei in altri mondi

Giugno 30, 2016 by admin

doublessNon capirai mai chi sei in questo mondo, se non accetti di riconoscere chi sei in altri mondi.

Lo stesso vale per le persone che ti circondano, incluse le tue relazioni più intime. Non capirai mai chi sono veramente i tuoi parenti, compagni, amanti, amici e la natura del vostro rapporto, se non sei disposto ad accettare chi e cosa siete in altri mondi.

Quello che succede in quella che credi essere la tua sola vita è in rapporto con ciò che accade in altre vite, di cui ti sei dimenticato o che il monopolio attuale della tua coscienza non ti consente di ricordare.

Certo, quanto sopra può sembrare una stramberia, e se ti viene da storcere il naso, è comprensibile.

Ma se hai passato la vita nel tentativo di capire qual è il tuo scopo, se hai provato di tutto per realizzare i tuoi obiettivi, se seguiti a provare ogni mezzo nel risolvere conflitti o cercare soluzioni per i tuoi problemi e quelli degli altri, continuando tuttavia a fallire o a sentirti insoddisfatto, non è forse il caso di mettere in discussione quanto hai creduto di essere finora.

Forse la più grande stramberia possibile è proprio quella di voler capire chi sei dando per scontato di essere quello che ti è stato detto di essere.

La tua identità presente è la conseguenza di quanto ti è stato fatto credere di essere: un’identità unica e separata. Fin tanto che vivi la tua vita secondo la prospettiva di questa identità tutto quello che ti succede sarà solo il frutto di questa credenza.

Non ti sto chiedendo di negare la tua identità ordinaria e nemmeno di credere che esistano vite parallele o altri mondi.

Se sei soddisfatto della tua identità ordinaria e di come funziona questo mondo, hai tutta la mia ammirazione. Goditi la tua vita finché puoi.

Ma se da molto tempo sei insoddisfatto e ti rendi conto che non sei più disposto ad aspettare che passi altro tempo, forse ti può essere utile dubitare ciò che credi di essere e ciò che ti è stato detto di essere.

E così allora puoi accettare, anche solo per gioco, di capire chi sei in questo mondo, accettando chi sei in altri mondi.

E se vuoi giocare con me, sono a disposizione.

 

© Franco Santoro

Mutare la tua forma

Giugno 30, 2016 by admin

shapeshiftPer sviluppare la tua natura multidimensionale, per cambiare effettivamente la tua vita ed essere in grado di mutare la tua forma, occore che impari ad andare oltre l’attaccamento che hai nei confronti della tua identità ordinaria e della tua storia personale.

Fino a quando seguiti a raccontare a te stesso e agli altri la tua storia, quello che hai fatto e sei stato, con chi e per che cosa, i tuoi successi e conseguimenti, le pene e le ingiustizie subite, rimarrai una vittima del tuo profilo e non potrai mai uscirne.

Al massimo potrai impressionare e ricevere attenzione dagli altri, per lo più persone nuove che incontri, sebbene per coloro che ti conoscono da tempo diventerai sempre più patetico, seccante e noioso. Ma soprattutto lo diventerai per la tua anima, che a un certo punto non ne potrà più e ti lascerà per sempre.

Una volta che sei in grado di mettere da parte l’attaccamento alla tua identità ordinaria, di smetterla di etichettare te stesso e pure gli altri, allora comincerai a porre le condizioni per essere chiunque decidi di essere.

Quando questo ti succede potrai iniziare a entrare in diverse forme, uscendone a tuo piacimento. Non proverai più gelosia, invidia, competizione, conflitto, ossessione perché in ogni momento potrai essere chiunque. Ogni identità e storia sarà come un vestito che puoi indossare e di cui ti puoi disfare quando vuoi.

Allora capirai veramente chi sei e chi sono.

 

© Franco Santoro

Individui ad ampia modulazione di frequenza

Giugno 29, 2016 by admin Lascia un commento

Frequencymodulationdemo-tdVi sono diversi tipi d’individui e ognuno possiede un suo potenziale multidimensionale. Uno tra i più alti riguarda individui con ampia modulazione di frequenza. Si tratta di persone molto sensibili, capaci di esperire molteplici stati di coscienza, assumere distinte identità, senza tuttavia riconoscersi in maniera esclusiva con nessuna di esse. Questa capacità, ben lungi dall’essere un vantaggio, è spesso una maledizione nel mondo in cui viviamo.

Un individuo ad ampia modulazione di frequenza ha una percezione simultanea di almeno tre realtà parallele, con proprie esperienze di vita, talvolta in radicale conflitto tra loro, dalla vibrazione più alta alla più bassa; possiede una consapevolezza multidimensionale spontanea, incompatibile con la propria identità ordinaria e con la realtà consensuale prevalente sul pianeta.

Ciò può avere conseguenze estreme: queste persone, per sopravvivere socialmente, sono spesso costrette a soffocare la loro natura o a viverla segretamente come dipendenza o perversione. In caso contrario possono esperire fasi acute di malessere fisico o emotivo, talvolta con conseguenze fatali.

Una caratteristica tipica degli individui ad ampia modulazione di frequenza è sperimentare forti traumi nel periodo prenatale o nei primi mesi di vita. Per sopravvivere a queste ferite tendono a trovare rifugio in altre dimensioni. Questo fa sì che la loro connessione con tali spazi si apra eccezionalmente o prematuramente. Pur essendo in apparenza presenti nella realtà convenzionale, le loro percezioni non lo sono. Ne consegue che possono facilmente sperimentare sé stessi come alieni in questo mondo.

Questi individui sono esistiti sin dai tempi più remoti. In epoche più aperte al rapporto con altre realtà erano riconosciuti come sciamani e svolgevano un ruolo legittimo di mediatori e guaritori. Negli ultimi millenni sono stati perseguitati e decimati in maniere diverse secondo l’involuzione storica del pianeta. Questa situazione continua.

Il problema è che la maggior parte degli individui con ampia modulazione di frequenza spesso non è consapevole di esserlo. Ciò causa un senso cronico di abbattimento, sfiducia in sé stessi, colpa e vergogna.

Quando questi individui scelgono coraggiosamente di sfidare la loro inadeguatezza e ogni tipo di resistenza per esprimersi finalmente per quel che sono, possono creare occasioni di guarigione e liberazione per tante persone. Se rimangono bloccati, preda delle loro vergogne e paure, prima o poi soccombono. Quindi, se senti di appartenere a questa categoria, datti una mossa! Fai qualcosa per esprimere il tuo potenziale. C’è bisogno di te in questo mondo.

Franco Santoro, 2014

In: Franco Santoro, Pronto soccorso multidimensionale: emergenze spirituali, mondi paralleli e identità alternative, Institutum Provisorium, 2020, pp. 17-18.

Visione

Giugno 29, 2016 by admin

vision iran 3Continui ad avere una visione che comporta operare insieme ad altri individui, il tuo ambiente e realtà invisibili?

Una visione che ti consentirebbe di manifestare il tuo vero scopo nella vita?

Una visione che, sebbene appaia talvolta impossibile e oltre ogni tua capacità, apporterebbe a te e ad altri la più grande gioia che puoi concepire?

Riconosci che realizzare questa visione è la tua priorità in questo momento?

Se la risposta a quanto sopra è “sì”, se lo gradisci, puoi condividere la tua visione con me, perché anche la mia risposta è “sì”.

E se la risposta è “no”, poiché ti senti confuso e indeciso in questo momento, e tuttavia vorresti avere questa visione, se lo gradisci puoi pure condividere con me che cosa ti sta accadendo ora, perché anche io talvolta mi sento confuso e indeciso.

Il semplice atto di condividere può essere molto potente, può creare la sinergia per attivare cambiamenti sostanziali.

Sentiti pure libero di contattarmi se vuoi, tramite e-mail (clicca qui) o messenger.

 

 © Franco Santoro

Vita dolorosa

Giugno 28, 2016 by admin

Operative Training First Level sealMolte persone credono che se la vita di alcuni è spiacevole e dolorosa è perché hanno fatto qualcosa di male o c’è qualcosa di sbagliato in loro.
Quella sofferenza è la conseguenza della loro cattiva condotta, dei loro problemi psicologici irrisolti, del loro karma, dei loro peccati, ecc.
Insomma, se stanno male è solo colpa loro.
L’altra credenza, assai diffusa, è che se la vita di alcuni è spiacevole e dolorosa è perché qualcuno gli ha fatto qualcosa di male. Quindi se stanno male è colpa di qualcuno, che si tratta quindi di condannare, giudicare, punire e pure in certi casi distruggere.
Forse il motivo per cui la vita di tante persone è spiacevole e dolorosa è dovuto proprio a queste credenze.
E se questo è il caso sarebbe ora di smetterla, o almeno attenuarla.

(4.1) 280616

© Franco Santoro

Primo passo

Giugno 28, 2016 by admin

Se sei stanco e frustrato di ciò che fai o di quanto seguita a succedere nella tua vita, è perché ti trovi bloccato in una narrativa indesiderata, un circuito chiuso in cui le varianti sono solo il rifacimento della stessa storia.

Più ti ostini a cambiare o aspettare un cambiamento, maggiormente sarai frustrato, perché la tua vita è destinata a ripetersi così com’è sempre stata. Per certi versi non puoi cambiare la tua vita, rassegnati!

Se vuoi risvegliare la tua natura multidimensionale, si tratta prima di tutto di accettare che non puoi cambiare nulla nella tua vita, perché tutto è già stato deciso. Allo stesso tempo, risvegliare la tua natura multidimensionale, implica diventare consapevole che stai vivendo infinite vite simultaneamente.

Questo significa che se una vita è spiacevole e non puoi cambiarla, non sei costretto a restarci, puoi andare in un’altra vita. Finora hai creduto che l’unica vita possibile fosse quella in cui ti ritrovi, che non ne esistessero altre, e che quindi tutto dipendesse da una sola vita.

Che speranze hai di essere felice, se tutto dipende da una sola vita? Anche se adesso sei felice, per quanto credi di poter continuare a esserlo?

Quando inizi a risvegliare la tua natura multidimensionale, ti rendi conto di essere come un attore che recita in diversi film.

Se ti osservi bene puoi notare che esistono diverse parti in te, con desideri e bisogni distinti. Finora hai cercato di integrare queste parti, o di dare spazio ad alcune di esse, reprimendone o occultandone altre.

Quando risvegli la tua natura multidimensionale, lasci andare l’attaccamento alla tua parte monodimensionale, quella che crede di essere un’identità separata con una sola vita.

Prova a concepire un’altra vita, quella che vuoi tu, senza compromessi. Questo è il primo passo se intendi risvegliare la tua natura multidimensionale. Se tu potessi decidere liberamente cosa fare, in che modo vivere, dove e con chi, ebbene, come sarebbe la tua vita? Questa è la prima domanda che hai da porti quando scegli di risvegliare la tua natura multidimensionale.

Ci sono in seguito molte altre domande, ma intanto comincia da questa, e domanda fino a quando non ricevi una risposta. Poi domanda ancora finché non ricevi due risposte, e continua finché sei in grado di ricevere almeno 12 risposte diverse. Questo è il primo passo.

Una volta che puoi concepire 12 vite diverse in cui sei e fai ciò che vuoi, allora puoi passare al secondo passo, che a quel punto forse comprenderai.

© Franco Santoro, 2014

In: Franco Santoro, Pronto soccorso multidimensionale: emergenze spirituali, mondi paralleli e identità alternative, Institutum Provisorium, 2020, pp. 31-32.

40° anniversario (1976-2016)

Giugno 27, 2016 by admin

40 years(jpeg) copy40° ANNIVERSARIO

Quest’anno cade il 40° anniversario del lavoro di ricerca astrosciamanica iniziato da Franco Santoro l’8 settembre 1976.

In estate e autunno si tengono una serie di eventi intesi a condividere esperienzialmente i risultati di 40 anni di ricerca e alcuni aspetti inediti del lavoro.

L’esperienza che coincide con l’inizio formale del lavoro astrosciamanico ebbe luogo a Edimburgo (Scozia) durante la Luna Piena in Pesci dell’8 settembre 1976… (clicca qui per maggiori informazioni).

Per il calendario provvisorio dei programmi clicca qui.

Se vuoi organizzare un evento contattaci (clicca qui).

Un viaggio decisivo

Giugno 27, 2016 by admin

coneLe 144 combinazioni tra il Sole e la Luna, così come sono descritte nel ciclo lunare annuale, mi hanno insegnato importanti lezioni esperienziali e hanno fornito buona parte delle mie conoscenze astrologiche. Sono grato di aver permesso alla Luna ed al Sole di essere i miei insegnanti.

Quando cominciai lo studio di astrologia e simbolismo in generale, lessi molti testi. Sebbene i libri mi piacevano, mi resi conto che le letture contribuivano ad aumentare confusione e incertezza. Mancava qualche cosa di essenziale nel mio studio e non sapevo dove trovarlo.

Dalla mia Guida (almeno, credo si trattasse di essa), mi giungeva regolarmente questa risposta: “Se vuoi conoscere i pianeti, gli astri e gli dei, ebbene chiedi ciò che vuoi sapere ai pianeti, agli astri e agli dei stessi.”

Il suo suggerimento era troppo ovvio e facile. La mia mente complicata non era in grado di accettarlo. Indi, messo da parte il rapporto con la Guida, seguitai a muovermi da un libro ad un altro, esplorando maestri e percorsi spirituali di ogni sorta. Alla fine entrai uno stato di tale disperazione intellettuale ed emotiva. Sentii che la mia vita era inutile. Non sapevo che fare del mio potenziale.

Avevo molta energia che voleva esprimersi, qualche cosa da comunicare e creare. La definizione di quel qualcosa non era disponibile in alcun libro ed io non avevo idea di cosa fosse e a chi o in che modo potevo comunicarlo. Nessuno, nell’ambiente circostante, era in grado di comprendere la mia situazione. Mi sentivo come un completo alieno e l’unica cosa cui riuscivo a pensare per uscire da tale stato era solo la morte.

Fu nel bel mezzo di quel tragico e potente momento che mi ricordai del suggerimento della Guida. La situazione era talmente grave che proprio non avevo altra scelta che seguire il consiglio che per tanto tempo avevo accantonato.

“Va bene!” esclamai “Mi metterò in contatto con questi benedetti pianeti ed esseri divini! Non ho nulla da perdere dopo tutto, poiché allo stato in cui mi trovo sono già disposto a perdere tutto. Allora, come posso procedere?”

La Guida rispose domandandomi con quale dio desideravo iniziare. Sebbene la cosa mi paresse piuttosto ridicola, decisi che avrei incontrato prima il dio Apollo, quale rappresentante del Sole. A questo punto pensavo che si trattava di procedere ad un lungo periodo di formazione, estenuanti pratiche e complessi iter burocratici, prima di poter solo considerare l’idea di incontrare Apollo. Ne consegue che fui totalmente sorpreso allorché la Guida mi esortò a incontrare Apollo direttamente in quel momento. E fu così che stabilii il mio primo rapporto ufficiale con uno Spirito Totem.

Apollo mi diede molto supporto e potere, fornendomi notevoli suggerimenti riguardo uno dei miei primi seminari. In quell’occasione egli ebbe a dire: “Stabilisci un rapporto regolare con me e mia sorella Artemide. Porta quello che trovi nel mondo sotterraneo a me. Hai la mia benedizione per i tuoi seminari. Evidenzia la relazione tra Sole e Luna.” Quando ricevetti questo messaggio allora, mi sentii estremamente energizzato, tuttavia non compresi il senso di quelle parole. Mentre riporto questa esperienza ora, tutto appare estremamente chiaro…

La scoperta più importante che feci nei miei primi rapporti con i pianeti e gli Spiriti Totem fu quella di rendermi conto che non si trattava affatto di primi rapporti. La cosa sorprendente non era quella di essere in grado di connettermi con queste energie. Ciò che veramente mi sbalordiva era il recupero di memorie arcane di precedenti relazioni con tali esseri. Non si trattava di vite passate.

Durante questa stessa vita avevo già avuto molte interazioni e lunghi dialoghi con i pianeti. Me ne ero semplicemente dimenticato. Fu una mia decisione quella di dimenticarmi poiché non riuscivo a integrare tali rapporti nella mia vita ordinaria. Sono grato a quei momenti di crisi perché mi consentirono di ravvivare i miei ricordi. L’incontro con i pianeti e le stelle era in verità un ritorno a casa, dopo un lungo periodo di assenza.

Quella che segue è la trascrizione abbreviata di un viaggio che desidero condividere con te. Era il 2 luglio. Quel giorno cambiò qualcosa di importante nella mia consapevolezza e fui confrontato in maniera nitida con il mio Intento e Funzione. La descrizione è incompleta poiché sono stati esclusi alcuni elementi tecnici. Inoltre diverse informazioni mi giunsero attraverso suoni, immagini e vibrazioni che non sono in grado di comunicare a parole.

A lungo ho chiesto alla mia Guida di conseguire chiarezza riguardo il mio Intento nella vita, su ciò che posso fare su questo pianeta. Ho provato di tutto. Non so che altro fare o inventare al fine di ottenere una risposta. Ho ricevuto solo spiegazioni enigmatiche o il consueto senso di pace, amore, silenzio e accettazione che emana dalla mia Guida. Valuto assai la mia connessione con la Guida e mi avvedo che ogni volta che la chiamo, ricevo sempre il supporto di cui ho bisogno.

Eppure, esiste una parte in me che non è soddisfatta. È una parte che vuole sapere in termini pratici perché sono qui e cosa posso fare per esprimermi al meglio. Quella parte ha bisogno di una visione di potere, una risposta che abbia senso, in grado di spazzare via ogni incertezza. Voglio qualcosa che, una volta ricevuto, mi permetta di dire: 

“Ecco! Questo è il mio scopo nella vita! Ora è tutto chiaro. Non devo più mendicare la verità. Ora la conosco. Forse quella parte che desidera ciò è solo il mio ego. Almeno, questo è ciò che un’altra parte di me ha pensato fino ad ora. Ebbene, in questo momento, non m’importa affatto se si tratta dell’ego o meno. Quel che conta è che io voglio sapere che cosa sta succedendo. Io merito di sapere. E’ un mio diritto. Ho tanta energia e non so che farne. Non intendo trascorrere un altro minuto della mia vita a meno che non ricevo una risposta. Mi prendo totale responsabilità riguardo tale risposta. Sono adulto. Dichiaro all’autorità competente che sono disposto ad aprirmi al mio Intento più elevato. Lo accetto anche se magari è qualcosa di poco piacevole. So che le Guide sono molto rispettose e sensibili. Prendono diverse precauzioni con gli esseri umani al fine di non invadere il loro spazio. Io espressamente t’invito, Spirito Guida, ad essere franco e diretto. Intesi?”

Dopo questo dinamico discorso, osservo la mia Guida. Mi guarda con una tale dolcezza e grazia. Egli sa tutto su di me e dal suo sguardo luminoso posso ricevere qualcosa del genere: “il tuo scopo è quello di giocare ed essere felice. Fai qualunque cosa ti renda felice. Io ti darò il mio supporto.” 

Percepisco un tale senso di libertà in sua presenza. Allorché mi rapporto con la Guida non avverto alcun obbligo. Ricevo solo amore, amore incondizionato. Se desidero abbracciare una grande causa, se sono determinato a realizzare imprese eroiche, oppure vivere semplicemente senza fare nulla di speciale, ebbene, mi avvedo che la scelta è solo mia. 

“Se questo ti rende felice”, dice la Guida “allora fallo!” Sento un tale potere in sua presenza! Ma che posso fare con questo potere? Come posso condividerlo? E’ così grande! Puoi suggerire qualcosa? O, per dirla meglio, puoi consentirmi di comprendere qual è la cosa migliore che posso fare? Lo chiedo a te, amata Guida. Posso accettare tutto. Prometto che rispetterò la risposta, se solo la ricevo. Non la metterò in dubbio. Mi arrenderò ad essa. La Guida mi guarda con un’espressione che suona come: 

“Parli sul serio? Vuoi veramente sapere? Lo potrai accettare?” 

Io l’osservo diretto negli occhi, prendo un profondo respiro e poi lascio uscire un gigantesco “Sì”. 

Detto ciò, senza ulteriori spiegazioni, mi ritrovo a viaggiare ad alta velocità in compagnia della Guida e un animale di potere. Raggiungiamo un pianeta biancastro ricoperto da una nebbia simile a panna montata. Poco a poco la nebbia si dirada ed il luogo lentamente acquista definizione. Mi appaiono alcuni dettagli noti e ben presto tutto mi appare famigliare, anzi anche troppo famigliare! 

Tra tutti i posti su cui avrei potuto fantasticare, quello che mi si presenta ora è il più ovvio e allo stesso tempo l’unico cui non avevo pensato. E’ il luogo in cui ho trascorso la maggior parte del mio tempo sin da quando ero bambino. Il sito di ritorno costante di ogni mia fantasia. Qualcosa che all’affacciarsi dell’età adulta iniziai a giudicare come un’evasione dalle mie responsabilità nel mondo, un sogno ad occhi aperti, un’invenzione derivata dai miei complessi e frustrazioni. 

Ho passato anni a disegnare mappe di tale luogo, con tutte le sue città, terre, valli, genti e deliziosi paesaggi. Ho avuto innumerevoli conversazioni con i suoi abitanti ed, in vero, io stesso mi sono sempre segretamente considerato un suo abitante. 

È il sito in qui ho vissuto più a lungo. Tuttavia, non sono mai riuscito ad accettarlo come qualcosa di spirituale o sciamanico. Nonostante la sua presenza fosse ricorrente ed estremamente piacevole, la ritenevo scomoda e imbarazzante, qualcosa di cui dovevo sbarazzarmi. Volevo ricevere una visione vera, così come quelle che mi avevano narrato alcuni sciamani e leader spirituali. Ogni volta che mi mettevo alla ricerca di tale visione, ecco che m’arrivava questo mondo di fantasia. Non potevo prenderlo sul serio. Cercavo qualcos’altro. 

Come potevo accettare che ciò che avevo ricercato così a lungo era in vero sempre stato disponibile per me? Ebbene, ora decisamente posso farlo. Proprio non ho altra scelta. Vedo gli stessi edifici, paesaggi e luoghi che hanno popolato le mie fantasie. Sono proprio lì e questa volta essi sono riconosciuti come una visione sciamanica. Sono giunte come conseguenza di un accordo con la Guida. 

Mi rivolgo alla Guida per avere una conferma della mia percezione. Osservandola bene mi rendo conto, e questo è quasi troppo, che egli appartiene a quello stesso ambiente. E’ un personaggio che conoscevo sin da quando ero piccolo. E’ meraviglioso. Ogni cosa inizia ad avere senso.

Con la Guida atterro a Interspace Hartem Port: la principale stazione interdimensionale di Hartem, la metropoli più grande di Handor. Da quel punto seguiamo un accesso prioritario che ci conduce direttamente agli Handorian Interspace Major Headquarters. Vi arriviamo a bordo di uno speciale veicolo dell’Hartem Transport System. Poco dopo, mi ritrovo a camminare lungo un ampio corridoio. Ogni cosa mi è molto famigliare. 

Nel frattempo diverse persone iniziano a raggrupparsi. La mia visita sembra essere qualcosa di insolito e totalmente imprevisto. La gente mi osserva meravigliata. Pare che io sia molto popolare. Attorno a me noto espressioni di gioia, commozione, sorpresa. E’ come se dicessero: “Come ha fatto ad arrivare fino a qui? Com’è possibile? Che evento incredibile!”. Io continuo a camminare lungo il corridoio e di tanto in tanto incrocio lo sguardo di volti a me noti. Essi mi salutano silenziosamente con tanto rispetto, amore e cura. Sono scene di indicibile bellezza. Non sono in grado di descriverle. E’ troppo. Mi avvedo che per motivi tecnici non posso trattenermi a lungo. Almeno questo è quello che la Guida sembra farmi capire. 

Accelero il passo. So che voglio incontrare l’Interspace Principal Commander, colui che è responsabile delle relazioni con altri mondi. Egli può darmi le risposte che cerco. Raggiungo il suo ufficio ed entro. Non appena lo vedo, non uso alcuna formalità di protocollo e nemmeno dico qualcosa del tipo. “Salve” o “Piacere di incontrarla. Come sta?”. 

Non provo alcun senso di soggezione e ciò mi sorprende. Semplicemente osservo me stesso chiedere: “Qual è la mia missione originaria?”. 

Il Principal esibisce un sorriso beato e allo stesso tempo professionale. Dopo una breve pausa, estrae un raccoglitore di documenti da un cassetto. Lo apre e mi mostra un foglio con un’immagine. Si tratta di qualcosa che dapprima mi sconcerta poiché sembra la pubblicità di un gelato cornetto. 

È la figura di un cono marrone con l’apice rivolto verso il basso e un semicerchio dorato in cima. La parte superiore è piena di luce e dotata di raggi che si estendono in molte direzioni, rendendo l’oggetto simile ad una torcia luminosa. Chiedo qual è il significato di tutto ciò. 

“Pianta il seme come un seme vivente. Questo cono ha a che fare col piantare il seme. Tu lo pianti ed esso poi cresce fino a quando la sua luce è visibile. Tu sei un seme, sei un faro”.[1] 

Sebbene le parole del Principal non hanno senso per la mia mente ordinaria, il suo tono è molto conosciuto. Osservando il cono, mi rendo conto che è anch’esso molto familiare. Dopo pochi istanti mi giunge la comprensione intuitiva dell’intera faccenda. A questo punto domando, onde ricevere una conferma delle mie sensazioni: “Come posso procedere in questo lavoro?” 

Il Principal risponde: “Mantieni un contatto costante con noi. Giornalmente. Vai e realizza senza alcun timore e mantieni la connessione. Ti connetti quotidianamente, poi ogni ora ed in seguito ogni minuto ed infine perennemente. Dapprima riceviamo le tue informazioni, poi ti inviamo le nostre. Pianta il tuo seme. Dovunque vai, piantalo e dimentica ogni disputa di carattere locale”. 

Domando: “Puoi darmi qualcosa in grado di rinforzare la nostra connessione?” Prima ancora che io sia in grado di concludere la domanda, il Principal dichiara: “Ora riceverai il Seme del Sacro Cono”. Mi consegna un piccolo cono luminoso e poi inizia a rivelarmi una lunga serie di informazioni sul suo funzionamento. In particolare sottolinea che lo scopo del cono è il rilascio e perdono: 

“Quello che rilasci” dice il Principal “è materiale di cui abbisogniamo. La tua Funzione è di inviarlo. Invia i rancori della Terra e crea le condizioni affinché chiunque possa fare questo. Abbiamo bisogno di questo materiale ed in cambio possiamo dare alla Terra materiale di cui necessita, ovvero benedizioni, pace e amore. Procedi con il tuo lavoro! Non c’è altro da spiegare o definire riguardo ciò, per ora. Le spiegazioni di quanto detto vanno ben oltre le attuali capacità di comprensione umana. Per farla breve e semplice, abbiamo bisogno di materiale di rancore per fertilizzare qualcosa qui. Invia il materiale grezzo. La Terra ne possiede molto, e noi ne siamo privi. La Terra è uno dei principali luoghi di produzione….” 

[Il Principal aggiunge informazioni tecniche che ometto qui], “Grazie alla tua costante ricerca e al tuo continuo domandare, il contenuto della tua missione originaria ti è ora disponibile per essere sviluppato. Organizzati ed inizia le tue operazioni! Fa parte del gioco che hai scelto di giocare. Il tempo è maturo!” Guardo il Principal come se mi stessi risvegliando da un lungo sogno. 

C’è qualcos’altro che ho bisogno di sapere prima di partire per quest’impresa. Una parte di me non è convinta. A questo punto il Principal mi mostra la copia di un contratto in cui è ben visibile la mia firma. 

“Sei stato uno dei principali sostenitori di questo Gioco e uno dei primi volontari a partire. Ora sei lì e adesso lo sai. Quindi seguita con il Gioco. Ed invia materiale di rancore costantemente! Ecco ciò che noi intendiamo quando diciamo di venire qui ogni giorno. Si tratta di rilasciare e fin tanto che ti trovi lì questa è la tua unica Funzione. Ti amiamo e benediciamo”. 

Dopo aver inserito il Sacro Cono nella mia fronte, il Principal chiama il suo personale. Ognuno esprime tanta gratitudine verso di me. Dicono cose bellissime sul mio ruolo. Ogni cosa è chiara. Piango dalla gioia e inizio a cantare insieme a loro. Continuo a cantare durante il mio viaggio di ritorno e in vari momenti della giornata. Seguito a ricevere ulteriori informazioni sul cono nei giorni successivi. Ascolto e vedo cose talmente belle che non riesco a descrivere. Mi sento così benedetto e pieno della visione che finalmente ha spianato la mia vita.

 

[1] Nella versione originale del viaggio, interamente in lingua inglese, il termine usato per faro è lighthouse che significa letteralmente “casa di luce”.  Presso i Bambara del Mali, Faro è il dio Consigliere, signore della Parola, raffigurato da una spirale al centro dei punti cardinali.
Estratto da: Franco Santoro, Manuale di Formazione Astrosciamanica, 1996.

© Franco Santoro

1976

Giugno 27, 2016 by admin

ASUMC FSL’esperienza decisiva che metto in relazione con l’inizio formale del mio percorso sciamanico ebbe luogo durante la Luna Piena in Pesci dell’8 settembre 1976, data che nella tradizione cattolica corrisponde alla festa della Natività della Beata Vergine Maria e, in quella gnostica, alla Discesa di Sofia.

Avevo deciso allora di compiere un pellegrinaggio spirituale in Scozia alla ricerca di una visione riguardo quali scelte compiere nella vita. Provvisto di sacco a pelo e zaino passai due settimane muovendomi in territorio scozzese e soprattutto nelle Highlands, nell’area del celebre lago di Loch Ness. L’esperienza decisiva non fu tuttavia quella di vedere il mostro. Essa accadde a Holyrood Park, tra Arthur’s Seat (un vulcano estinto) e le Falesie di Salisbury (Salisbury Crags), un parco reale con colline, laghi, valli, creste e imponenti rocce di basalto, sito a pochi passi dal centro di Edimburgo. Quella zona è una tra le aree più dense di significati esoterici e attività sotterranee multidimensionali esistenti nel nostro pianeta.

Mi è molto difficile descrivere quello che accadde quel giorno, perché nel momento in cui lo faccio mi rendo conto che la descrizione non è corretta e che quello che intendo effettivamente comunicare è omesso. Vi sono inoltre particolari, quelli più importanti, che non posso esternare, sia perché tuttora li percepisco confusi sia per la loro natura controversa. Quindi quanto riporto a seguire è solo un breve e banale tentativo approssimato di descrizione.

All’improvviso, mentre osservavo quel paesaggio spettacolare, provai dapprima un senso di fusione con ciò che mi circondava, un collegamento nitido con ogni aspetto del suo passato e futuro. Poi mi sentii svincolato della mia forma fisica, in grado di entrare in altri corpi e forme. Potevo muovermi liberamente, diventando qualsiasi forma: alberi, acqua, gabbiano, mucca, altri uomini o donne, ecc. Provavo sensazioni fisiche effettive, sentendo e vedendo dalla prospettiva stessa di ogni distinta forma. Inoltre, percepivo lo scorrere di diverse epoche e l’alternarsi di altre presenze su quello stesso scenario. Nel momento che ebbi quell’esperienza, ciò che tuttavia mi stupì maggiormente fu la constatazione di non provare alcuno stupore. Sebbene quello che stava accadendo era qualcosa di assolutamente incredibile, non riuscivo a capacitarmi di come mi potesse sembrare normale. Il paradosso è che piuttosto di essere stupito da quello che mi stava accadendo, ero stupito di non essere stupito.

Quest’esperienza attivò in me il ricordo di un precedente evento, accaduto durante la mia infanzia (clicca qui) che ho descritto nell’opera Astroshamanism: The Voyage Through the Zodiac, Findhorn Press, 2003.

Quel giorno a Edimburgo, e la riattivazione del ricordo di precedenti esperienze, lasciò un segno indelebile nella mia coscienza. Era un senso di immane estasi e amore, che si venne ben presto a scontrare con la realtà della mia vita ordinaria. Da un lato ero determinato ad approfondire e sviluppare il fenomeno, dall’altro mi sentivo isolato e incapace di comunicare la mia esperienza. Tuttavia, a partire da quel giorno la mia vita cambiò radicalmente. Attraverso viaggi sciamanici e altre pratiche similari, e senza mai fare uso di alcuna sostanza psicotropica o allucinogena, continuai a rapportarmi regolarmente con lo spazio di estasi che avevo vissuto,  facendo esperienza anche di natura diversa e talvolta completamente opposta. Ciò mi portò a redigere una mappa sciamanica consistente in 12 stati di coscienza e tre stadi di vibrazione, ossia le fondamenta del lavoro astrosciamanico.

© Franco Santoro

 

 

 

Esilio

Giugno 26, 2016 by admin

La vita è una continua espulsione dal luogo da cui veniamo e un’incessante deportazione in terre aliene. Siamo in esilio e il nostro sogno più grande è di ritornare alla terra perduta. È il sogno più grande perché non importa quanto duir l’esilio, il sogno rimane sempre. È il sogno più grande perché quando decideremo di dedicarci solo a questo sogno, allora l’esilio finirà.

© Franco Santoro

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