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Archivi per Aprile 2020

Visibilità

Aprile 19, 2020 by admin

Come esseri umani ci identifichiamo esclusivamente con i nostri corpi fisici e riconosciamo solo il mondo materiale. Di conseguenza siamo pronti a tutto pur di preservare la vita di questi corpi, che riteniamo essere noi stessi, appunto perché nel momento in cui, dal nostro punto di vista, cessano di funzionare allora smettiamo di esistere.
Il concetto di vita di questo mondo si riferisce esclusivamente alla presenza dei corpi visibili con cui siamo identificati e a ciò che riteniamo essere il loro stato di salute. Quando un corpo non è più in grado di operare secondo questo concetto di vita esso viene dichiarato morto, per cui il soggetto in questione cessa di essere presente. In effetti, quando un corpo muore continua a essere potenzialmente presente. Tuttavia, diventa “impresentabile” e occorre fare di tutto per sbarazzarsene definitivamente. Quanto sopra, seppure con diverse varianti, si applica senza alcuna eccezione a ogni essere umano visibile.
Verrebbe forse spontaneo chiedersi quale perverso concetto di vita sia mai questo. Meglio però lasciare subito perdere ed evitare di fare vane polemiche, perché su questa maniera di concepire la vita questo mondo ci marcia da quando è nato. Sulla strenua continuazione e preservazione di questo modello si basa l’intera organizzazione della realtà in cui ci troviamo.
Sin dalle sue origini l’umanità lotta incessantemente per preservare la sua presenza. In difesa del loro ideale di vita gli esseri umani hanno compiuto per millenni immani sacrifici e sforzi, insieme a indicibili atti di coraggio ed eroismo. Ma si tratta solo di coraggio ed eroismo?
Cos’è che ci porta in effetti a compiere sacrifici, rinunce e sforzi per preservare a tutti i costi la nostra visibilità nel mondo fisico?
Forse la risposta è ovvia, ma ora più che mai si tratta di restare nella domanda e respingere ogni risposta che non abbia la dignità e disponibilità a essere confutata.

Resta il fatto che al momento l’umanità visibile è alle prese con un “nemico invisibile”.

Piccoli sorsi

Aprile 17, 2020 by admin

Ci sono due strategie quando si tratta di confrontarsi con un cambiamento radicale e definitivo.
La prima consiste nell’accettarlo a piccoli sorsi, per cui seppure il primo sorso sia orribile, c’è sempre la pausa, in cui non si sorseggia nulla. In quella pausa possiamo dare spazio a tutte le nostre fantasie di speranza e felicità futura.
Quando giunge il secondo sorso, ancora più orribile, siamo appena reduci dalle precedenti fantasie e si tratta di soffrire un tantino di più, stringendo i denti e poi fare un’altra pausa. Così sorso dopo sorso continua la storia.

L’altra strategia consiste nel bere tutto in una volta, senza interruzioni.
Comunque vadano le cose, a piccoli o grandi sorsi, pare proprio che il mondo non sarà più lo stesso a partire dal 2020.
Tutte le nostre fantasie di speranza sul futuro appartengono al passato.
Esse rimangono solo nell’immaginazione e nella memoria.
Il mondo futuro non sarà più lo stesso dopo il 2020.

Questo non vuol dire necessariamente che sarà peggiore. Significa piuttosto che ciò che siamo stati in passato, insieme a tutte le consuetudini che abbiamo sempre dato per scontato, ha fatto il suo tempo.
La buona notizia è che possiamo sempre continuare a fantasticare sul passato, riconoscendo effettivamente che si tratta di passato, e magari scoprire che in questo passato ci si può pure prendersi una vacanza e  anche trasferirsi definitivamente.
L’altra buona notizia per chi preferisce non andarsene è che il futuro in arrivo potrebbe essere assai meglio del passato. Ma una cosa appare certa: sarà decisamente diverso.
Per il momento possiamo tuttavia seguitare a sorseggiare.

Pronto soccorso multidimensionale

Aprile 13, 2020 by admin

PRONTO SOCCORSO MULTIDIMENSIONALE: Emergenze spirituali, mondi paralleli e identità alternative,
di Franco Santoro, Institutum Provisorium.

Pronto soccorso multidimensionale è una ricerca, pubblicata agli esordi della diffusione pandemica, che raccoglie riflessioni, ragionamenti e assunti che, attraverso l’uso del paradosso e la semplice osservazione della realtà in cui viviamo, si pongono l’obiettivo di suscitare domande nel lettore, di aprire varchi nella nostra coscienza, mettendo in discussione le nostre credenze ordinarie.

Il mondo da noi tutti ritenuto reale è davvero l’unica realtà esistente? Qual è lo scopo effettivo della nostra vita? Cosa ci attende dopo la morte? Qual è la causa della ciclica sofferenza e della caducità a cui andiamo inevitabilmente incontro? Questi sono alcuni dei quesiti a cui questo libro tenta di dare spazio, senza proporre risposte, verità o dogmi, ma ammettendo l’esistenza di una realtà multidimensionale. Si tratta di una realtà che dimora oltre la separazione e gli opposti, in uno spazio infinito di unità e amore, il traguardo verso cui tutti siamo destinati e verso cui siamo davvero in viaggio.

Costo:  € 4.99 (e-book), clicca qui. € 16 (cartaceo) clicca qui per ordinare;
Copie del libro disponibili durante i seminari o presso l’Istituto.

 

Restaurare il cuore frammentato

Aprile 13, 2020 by admin

RESTAURARE IL CUORE FRAMMENTATO Relazioni multidimensionali e recupero dell’anima di Franco Santoro

Restaurare il cuore frammentato raccoglie una selezione di brevi scritti sul tema delle relazioni da una prospettiva multidimensionale e spirituale. La loro funzione è incoraggiare la coscienza dei lettori a una riflessione sincera sulla natura dei rapporti umani, includendo ogni loro espressione, sia con il mondo ordinario sia con quello invisibile. Questa riflessione è fondamentale in ogni momento dell’esistenza, sebbene vi siano alcune circostanze, come quelle della recente pandemia che la rendono indispensabile.

Redatti e pubblicati online a partire dall’anno Duemila, questi articoli si propongono espressamente come punti di vista strategici, controversi e provvisori. Il loro scopo è creare varchi nella coscienza, scuotendola dall’assuefazione a idee fisse, aprendola al recupero dell’anima e a una visione olistica della vita.

In questo testo il cuore è inteso come l’emblema di quanto di più profondo sia possibile esperire per la consapevolezza umana, la sede formale dell’anima, da un lato usurpata e frammentata, dall’altro del tutto integra e fedele all’unità originaria. L’autore insiste sulla necessità di riconoscere e restaurare le parti perdute del cuore, al fine di giungere alla conoscenza di chi siamo davvero e comprendere il senso effettivo delle nostre relazioni. Si tratta di un processo dal valore inestimabile, interamente alla portata di ogni essere umano ed esaltato soprattutto tramite il potere miracoloso di semplici esperienze quotidiane.

Ogni volta che, anche solo per pochi istanti, riusciamo a considerare noi stessi e gli altri in modo puro, mettendo da parte definizioni e giudizi, il cuore si apre spontaneamente, permettendo l’accesso a spazi di amore sconfinato. Lo scopo delle relazioni umane consiste qui nel creare le condizioni per la fioritura di questo amore, insieme alla capacità di preservarne la consapevolezza e di renderla presente in ogni occasione.

Per l’ebook (€ 4.99) clicca qui.

Per la copia cartacea (€ 13) clicca qui.

Sopravvivenza

Aprile 8, 2020 by admin

Lo scopo dell’umanità è la sopravvivenza, restare in vita. Su questo non ci piove. Ogni volta che c’è una nascita o un matrimonio (una gravidanza potenziale) ecco che tutti festeggiano e sono contenti, perché questo è segno di successo. Quando invece c’è una morte nessuno si sognerebbe di essere contento. Si tratta di un evento tragico, una perdita e decisamente un gran fallimento.
Il problema qui è che, nonostante gli immani sforzi di sopravvivenza compiuti dall’umanità, la vita finora, senza nessuna eccezione, si è sempre conclusa con la morte.
La vita è in termini pragmatici il ritardo della morte.
Quindi potremmo dire che lo scopo primario dell’umanità è ritardare il più possibile qualcosa che accadrà inevitabilmente.
Quando qualcuno muore c’è grande dolore e nessuno osa sorridere come per le nascite e i matrimoni. Da un lato c’è dolore e sincero cordoglio, ma dall’altro c’è un grande imbarazzo. Questo perché ogni morte implica un fallimento dello scopo della vita, che è appunto la sopravvivenza. La morte è un insuccesso. Anche se proviamo simpatia per chi è deceduto alla fine dei conti lo consideriamo un fallito. Allora usiamo frasi del tipo “non ce l’ha fatta”, “la morte ha avuto la meglio su di lui”, “non è riuscito a rimanere in vita”. Possiamo averlo amato e stimato tanto da vivo, ma ora che è morto ci sentiamo in fondo delusi, appunto perché non è riuscito a sopravvivere.
Se invece fosse riuscito, anche a costo di orribili rinunce e sofferenze, a sopravvivere, allora al contrario si tratterebbe di un trionfo. “Ha vinto la battaglia contro la morte!”, “ha saputo sconfiggere la malattia!”, “ce l’ha fatta!”. In questo caso si tratta di un grande successo, da cui deriva ammirazione, popolarità.
Sui morti invece pesa l’onta del fallimento, la colpa di non essere più vivi. Talvolta questa colpa è riversata su altre persone o circostanze che hanno provocato la morte. La morte è un fallimento, di cui bisogna incolpare qualcuno o qualcosa.
Così sono andate, vanno e andranno le cose in un mondo in cui lo scopo è la sopravvivenza.
Ma a parte questo mondo, qual è il tuo scopo?

Dualismi

Aprile 7, 2020 by admin

In questi giorni gloriosi di plenilunio e di settimana santa, proprio non ne posso più di scrivere e parlare usando le distinzioni di genere o compiendo sforzi immani per cercare di evitarle.
Ma possibile che in queste stupide lingue umane occorra sempre puntualizzare ossessivamente la differenza di polarità, maschile e femminile?
Aggettivi, nomi, pronomi, verbi ogni aspetto del linguaggio evidenzia incessantemente la distinzione di genere. In ogni momento siamo sempre costretti a identificarci come uomo o donna, senza via d’uscita, salvo complessi interventi chirurgici.
Per non parlare poi dell’intransigente e fanatica distinzione tra soggetto e complemento oggetto che impone sempre di distinguere tra il mio io separato e quello altrettanto separato di ogni aspetto dell’esistenza!
Se i linguaggi se ne fregassero delle polarità, del genere, del soggetto e oggetto, avremmo tutti dei corpi androgini, ogni essere sarebbe completo e unito al tutto.
Ogni nostra parola, ciascun nostro pensiero è un lavaggio del cervello incessante fondato sul dualismo. I nostri corpi con fattezze rigorosamente distinte sono la conseguenza di questi linguaggi cretini, il cui unico scopo è creare separazione e distanza tra ogni aspetto del tutto.
Adesso ci si mette anche il corona virus! Non bastano più i contorni delineati di ogni corpo separato, ora siamo obbligati a mantenere pure una rigorosa distanza tra questi corpi. Ognuno se ne sta da solo circondato dal suo vuoto.
Però il punto è che stando da soli circondati dal vuoto sono certo che alcuni di noi riusciranno a capire che in questo vuoto dimora la chiave per una rivoluzione senza precedenti: la prova che la separazione è una totale illusione. Di questo sono certo! Per cui, lasciamoli pure stare così come sono questi linguaggi cretini, non fanno proprio un baffo alla realtà che li sottende.
#andràtuttobeneanchesevamale

Pasqua nell’Era del Corona Virus

Aprile 3, 2020 by admin

Con la Domenica delle Palme, il 5 aprile 2020, inizia la Settimana Santa che si concluderà con la Pasqua. Questa è la prima Pasqua dell’Era del Corona Virus. Nel confidare che sia anche l’ultima, la possibilità che il mondo a partire dal 2020 non sarà più quello di prima pare essere un’ipotesi piuttosto plausibile. Prima ancora dello scoppio della pandemia eravamo già alle prese con l’anticipazione di cambiamenti ambientali senza precedenti in questo secolo. Questo sviluppo ci ha preso alla sprovvista, ma non troppo. Da un lato è importante seguitare a insistere che “andrà tutto bene”, dall’altro si tratta di prendere atto che questo “andare bene” potrebbe essere assai diverso da quello che intendiamo convenzionalmente come benessere. Siamo forse davvero all’alba di una nuova era.

Con l’inizio dell’era cristiana il calendario ripartì da 1 e ogni anno a seguire fu chiamato “anno del Signore” o “d.C.” (dopo Cristo). Il calendario cristiano però entrò in uso solo dopo più di 700 anni, per cui quando iniziò l’anno 1 nessuno sapeva che era il primo anno. Magari ci troviamo di fronte all’inizio di una nuova era, per cui gli anni in un futuro remoto potrebbero di nuovo ricominciare da 1, e in questo caso sarebbe sempre un “d.C.”, o meglio un “d.Cv” per indicare “dopo il Corona virus”.

Intanto, in questi giorni ci troviamo nella settimana più importante dell’era cristiana culminante nella sua massima festività: la Pasqua.

Questa settimana è di grande importanza strategica, perché ci confronta con la morte, con la fine dell’identità separata, l’ego, e la sua crocifissione inevitabile.

I sogni dell’ego non possono fare a meno d’infrangersi, perché sono appunto sogni e come tali finiscono. Quando terminano è doloroso e straziante per l’identità ordinaria, ed è necessario riconoscere tale dolore, perché solo così l’ego muore.

L’identità separata è regolata da un programma dualistico, per cui dietro ai suoi sogni c’è sempre la relazione con qualcuno o qualcosa che è separato, che si unisce a noi e poi si separa, e così via con cicli incessanti di unità e separazione, incontro e abbandono, amore e rancore.

Gesù entra trionfante a Gerusalemme, che rappresenta sia la Gerusalemme Celeste, quella unificata e luminosa, sia la Gerusalemme ordinaria, separata e conflittuale.

È accolto trionfante in entrambe le Gerusalemme, con la differenza che dopo solo cinque giorni in quella ordinaria sarà crocifisso dalle stesse persone che lo avevano osannato in precedenza, laddove in quella celeste seguiterà a essere osannato.

Chi muore sulla croce è l’identità separata, i cui sogni sono sogni, dettati da una percezione illusoria fondata sul rancore e il dolore, sull’idea di essere un corpo fisico scisso dal Tutto e in competizione con altri corpi.

Quando un sogno dell’ego si infrange la sofferenza è tangibile, la sentiamo sulla pelle, ci possiede dentro e fuori, questo perché il programma dell’ego fa presa sulla mente confondendoci con l’identificazione con il corpo. La testa in quei momenti ci tortura e brucia. I pensieri cercano di ucciderci, fomentati da emozioni devastanti. Eppure in quei momenti drammatici, può accadere il salto, l’apertura del Cuore.

Laddove il programma dell’ego è dualistico, separante, distingue sempre tra lui e lei, quello del Cuore unifica.

Attenzione però! Questo Cuore non è necessariamente quello emotivo, il cuore delle infatuazioni e fantasie romantiche, quello disegnato con i fiorellini e nei cioccolatini, fondato sul possesso, la gelosia, il controllo e in definitiva sulla morte.

Il Cuore in questo caso è l’organo di percezione multidimensionale, che ci tiene allineati con la coscienza priva di separazione, incapace di dividere e fondata sull’amore incondizionato.

Nei momenti più duri, quando accettiamo pienamente che un sogno si è infranto, non sollevando le spalle e facendo i distaccati, senza dare la colpa a qualcuno o a noi stessi, sentendone forte il dolore, ma comprendendo intimamente che esso non è reale, e che anzi la sua fine ci può permettere di aprirci alla realtà e al vero amore, ecco che può accadere il salto.

Dapprima è come la crocifissione, tutti ci abbandonano in apparenza, e i chiodi fanno male. Il sogno si è infranto, non c’è più, ci ha abbandonati, e non possiamo fare a meno di rimpiangerlo profondamente. Ci ritroviamo da soli.

L’amore vero lo scopriamo in solitudine, e all’inizio fa male, ferisce, ci rende totalmente aperti e vulnerabili, perché è l’anticamera tra la realtà e l’allucinazione dell’ego. Da un lato c’è la parte crocifissa, dall’altro quella che se la ride, immune a ogni dolore e pienamente nella Luce.

Questo è il rilascio, una forma brutale di svuotamento di ogni sogno dell’ego.

Tuttavia in questo svuotamento, se perseveriamo a restare aperti, se non attribuiamo colpe a nessuno, ecco che qualcosa emerge, un mondo estatico, la realtà che sottende il sogno, quella del Cuore, della Luce.

In ogni rapporto umano il Cuore è all’opera, ma è solo quando giunge il momento della fine, che si decide il prossimo passaggio con due opzioni: il riciclaggio nel dualismo e nei rancori dell’ego oppure totalmente nel Cuore, nella Luce.

Buona domenica delle Palme.

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