L’unico problema riguardo la realizzazione o meno dei tuoi desideri, delle tue ambizioni, dei tuoi obiettivi o di qualsiasi fonte di felicità nella vita è dato dalla confusione tra livelli di realtà. In altre parole, il problema è dovuto al fatto che stai cercando di realizzare qualcosa nella realtà sbagliata, quella finalizzata proprio a non consentire la realizzazione di ciò che vuoi. La maggior parte delle frustrazioni e dei fallimenti di cui hai esperienza sono la conseguenza di una collocazione errata.
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San Giovanni
“la luce splende nelle tenebre,
ma le tenebre non l’hanno accolta.” (Giovanni 1, 5)
Solo nelle tenebre puoi distinguere con chiarezza la presenza della luce, caro amico. Per cui non ti lagnare del buio, perché il buio agisce come contrasto rivelatore della luce. È così che pare funzionare questo strano mondo, in cui giorno e notte, vita e morte, bene e male si alternano sin dall’inizio.
Oggi 27 dicembre, giorno di San Giovanni Evangelista, festa dal gran sapore esoterico, la notte di San Giovanni al contrario, nella sua versione invernale, quella delle tenebre.
Giovanni Evangelista è associato all’Aquila, perché le sue parole (seppur tradotte in alcuni casi malamente) sono quelle che si spingono più verso l’alto proprio come l’aquila che può fissare direttamente la luce solare.
“L’aquila fissa il sole senza arretrare punto, come l’anima interiore guarda Dio senza distogliere mai lo sguardo da lui. […] Quando l’aquilotto non può fissare il sole, viene gettato fuori dal nido. Così farà l’anima sapiente […] poiché all’anima – al pari dell’aquila – non si addice il riposo, bensì il volo incessante verso l’altezza sublime.” (Hadewijch)
Da quando?
Da una prospettiva sciamanica e multidimensionale domande del tipo:
Chi sei?
Da dove vieni?
sono del tutto irrilevanti a meno che non sei disposto a considerare una domanda primaria:
DA QUANDO VIENI?
Rilassati se puoi?
Rilassati, se puoi, e soprattutto non prendertela se non ci riesci.
Forse, ogni tua tensione, frustrazione e qualsiasi tuo malessere, sia fisico, emotivo, mentale e in primo luogo spirituale, è dato semplicemente dal conflitto esistente tra ciò che senti intimamente e riconosci come reale e quel che invece devi sentire, perché è quanto ti è stato detto di sentire poiché rappresenta la realtà in cui credi o devi credere.
In questo caso la tua sofferenza, irritazione, depressione e qualsivoglia disturbo sarebbe pienamente legittimo e giustificato, quindi inevitabile. In effetti, che altro potresti provare allorché la realtà in cui credi ti impedisce di accettare e riconoscere chi sei veramente? Quali benesseri, gradimenti e piaceri autentici e duraturi potresti mai avere quando rinunci alla tua vera natura perchè secondo le tue credenze o quelle altrui essa non esiste o è sbagliata e quindi da cambiare e adeguare a ciò che invece è ritenuto giusto?
Allora, rilassati, se puoi, e soprattutto non prendertela se non riesci a rilassarti.
Accetta la situazione. Non perdere quel briciolo di consapevolezza che, nonostante tutto, ti è rimasto.
Non ti sto invitando a lasciare perdere le tue credenze o ad adottarne delle altre.
Ti sto invitando solo a considerare se queste credenze, l’idea che ti è stata data su te stesso e la realtà in cui vivi, corrispondono alla tua intima esperienza di chi e dove sei.
Se ti avvedi che il conflitto tra quel che senti veramente e ciò che dovresti sentire, tra la tua esperienza effettiva e quel che dovrebbe invece essere la tua esperienza è lacerante, allora rilassati, se puoi. E soprattutto non prenderterla se non ci riesci. Laddove esiste un rilassamento derivato da ciò che intimamente senti e sei, ne esiste un altro che è il risultato dell’amnesia e della negazione di quel che senti e sei, la conseguenza della perdita della tua anima, per cui sei un automa, privo di alcuna esistenza effettiva.
Ogni tua tensione, frustrazione e qualsiasi tuo malessere è dato semplicemente dal conflitto esistente tra ciò che senti intimamente e quel che invece devi sentire, forse.
Rilassati, se puoi, e soprattutto non prendertela se non ci riesci.
Hai tutte le ragioni per sentirti teso, frustrato e impotente.
Così come hai tutte le ragioni per riconoscere e legittimare quel che senti veramente anche se non è quello che dovresti sentire e credere.
Buon Natale!
Questi giorni natalizi sono potenti perché creano un’aurea benefica che ci permette di vedere più facilmente la Luce che esiste in noi e negli altri. Celebrare la nascita del Cristo significa farlo nascere dentro di noi. Questo succede quando ci volgiamo dentro e sveliamo la fonte interiore della Luce. Fare rinascere il Cristo in noi significa dargli il permesso di guidarci fuori dalla miseria e dal dolore della nostra vita separata.
Questo è il perdono. È la pratica continua di identificare noi stessi e tutto ciò che esiste soltanto con l’affetto e l’amore, esprimendolo attivamente, mentre lasciamo andare tutto ciò che è estraneo alla Luce.
“Perdonare è semplicemente ricordare solo i pensieri d’amore che hai dato nel passato e quelli che ti sono stati dati. Tutto il resto deve essere dimenticato. Perdonare è ricordare in modo selettivo, non basato sulla tua selezione.” (UCIM, T 378)
Il Cristo è rinato in noi, e il perdono si rivela, quando cerchiamo la Luce nell’intimo, quando ricordiamo chi veramente siamo, quando abbandoniamo la nostra identità illusoria e ci apriamo al mistero della Luce. È rinato quando scegliamo di vedere la Luce negli altri, inclusi noi stessi.
Il perdono è la pratica di mandare il Benocchio, che è l’opposto del Malocchio, e significa guardare gli altri attraverso gli occhi amorevoli dell’innocenza, senza vedere rancori e miseria. In questo modo tutti noi c’illuminiamo e risplendiamo in piena bellezza, non perché qualcosa di fisico è accaduto, ma semplicemente perché possiamo vedere gli altri senza le proiezioni di colpa e sofferenza che avevamo un tempo lanciato. Praticare il perdono significa scandagliare la nostra mente e il nostro cuore, in cerca di aree di Buio, e offrirle come dono alla Luce…
Buon Natale!
Dipinto: The Virgin of the Lilies, di William Adolphe Bouguereau,
Natale e parenti
Durante ogni vacanza natalizia è classico per la maggior parte delle persone passare tempo con certi parenti. Per molti italiani questo è il caso in ogni occasione, durante tutto l’anno, sia nei giorni festivi e feriali. Da un lato il tempo impiegato per lavorare, da un lato quello per stare con certi parenti. Così funziona la loro intera vita. Se questo modo di vivere ti rende felice, allora hai tutte le ragioni per continuare. Ma nel caso non ne puoi più e di conseguenza ne soffri, prova a domandarti perché devi continuare a stare con certi parenti.
Ma prima di tutto chi sono questi parenti con cui passi tanto tempo?
Ci sono i parenti sul piano animale e razziale, i tuoi consanguinei, dettati dalle circostanze biologiche della vita, e quelli sul piano dell’anima e multidimensionale, con cui condividi gli stessi intenti e motivazioni.
Allora sta a te valutare in base alla tua esperienza diretta. Se ti trovi bene, se ti senti realizzato e soddisfatto a stare con certi parenti, hai tutte le ragioni per continuare. In caso contrario sii consapevole che forse si tratta di passare tempo con altri parenti.
“Mentre egli parlava ancora alla folla, sua madre e i suoi fratelli, stando fuori in disparte, cercavano di parlargli. Qualcuno gli disse: «Ecco di fuori tua madre e i tuoi fratelli che vogliono parlarti». Ed egli, rispondendo a chi lo informava, disse: «Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?». Poi stendendo la mano verso i suoi discepoli disse: «Ecco mia madre ed ecco i miei fratelli; perché chiunque fa la volontà del Padre mio che è nei cieli, questi è per me fratello, sorella e madre».” (Vangelo di Matteo 12,46-50)
Buio e Luce
Incredibile
Per tanto tempo hai lottato con conflitti dentro e fuori di te, così che il conflitto è diventato l’aspetto fondamentale della tua vita. Può essere un conflitto cosciente e riconoscibile, se la tua consapevolezza è espansa, se la tua mente è aperta. Può essere un conflitto inconscio, se la tua coscienza è chiusa, se la tua mente è ristretta.
I tuoi conflitti, consci o inconsci, non sono altro che l’opposizione inevitabile tra la tua esperienza diretta della realtà della vita e l’asservimento a quello che ti è stato fatto credere essere la realtà della vita, tra quello che senti tu e quello che gli altri ti hanno detto di sentire.
Nella maggior parte dei casi la realtà che ti è stata fatta credere, e in cui credi, è così dominante e assoluta che proprio non puoi sentire né concepire niente altro.
In altri casi, il conflitto tra ciò che credi e quel che senti diventa tangibile, lo senti incessantemente.
Non combatterlo, perché è un segno di grande salute.
Il conflitto è tra quello che sei e quello che ti è stato fatto credere, e credi, di essere.
Accettalo, perchè è inevitabile qui.
Ogni volta che hai il sentore di chi sei veramente, ecco che viene subito negato dal mondo fuori e dentro di te, perché nessuno ci crede, incluso te stesso.
Forse questo sentore di chi sei veramente non è affatto chi sei veramente. Ma se è riuscito a sopravvivere per tanto tempo, anche se tutti ne sono contrari e nessuno ci crede, incluso te stesso, ebbene questo non è forse incredibile?
Allora, anche se nessuno ci crede e pure tu non ci credi, almeno puoi accettare appunto che sia incredibile.
E puoi scegliere se vivere una vita credibile o una vita incredibile.
Questo alla fine è il conflitto, l’unico conflitto possibile.
Non ho tempo!
Non ho tempo! Quante volte senti ripetere dentro e fuori di te questa affermazione.
Il tempo è importante, perché regola la nostra vita fisica, che ha una durata limitata nel tempo. Ma ciò che è ancora più importante del tempo è capire cosa fare del tempo, come gestirlo e impiegarlo. Possiamo capire questo solo se comprendiamo quali sono i nostri veri obiettivi, chi siamo effettivamente e cosa vogliamo davvero. Quindi la priorità nella gestione del tempo risiede nel prendere del tempo per ritirarci dagli automatismi della vita esteriore, prendendo tutto il tempo che serve per riflettere sui nostri effettivi obiettivi, per capire chi siamo veramente.
Se non hai tempo per fare questo, puoi rimandare a un’altra occasione, tra qualche mese, un anno, dieci anni, quando ti sarai sistemato economicamente o quando i figli saranno grandi, quando anche i loro nipoti lo saranno, o semplicemente quando morirai, così che forse avrai una prossima vita per capire chi sei e cosa vuoi.
La giustificazione di non avere tempo è la più mendace che puoi usare quando si riferisce a comprendere chi sei, quali sono i tuoi obiettivi e realizzarli. Significa in altre parole che stai usando il tempo al fine di non capire chi sei, rinunciando a individuare i tuoi obiettivi e a realizzarli.
In questa realtà hai due opzioni: impiegare il tempo per capire chi sei, cosa vuoi veramente e agire di conseguenza, oppure fare l’opposto.
Se stai leggendo queste righe con molta probabilità hai fatto la prima scelta. Ma attenzione, in queste righe non ti verrà mai spiegato chi sei e cosa vuoi. Questi scritti sono solo pubblicità mirata, mera propaganda di chi sei e cosa vuoi, che appare nel mondo di chi non vuole sapere chi è e cosa vuole.
Non importa quanto seguiti a leggere o guardare qui o altrove, l’esperienza di chi sei e cosa vuoi non la troverai mai a meno che non scegli di andare oltre la propaganda e tutto quello che ti viene detto riguardo chi sei o meno.
Questi scritti rappresentano e sostengono il lato di te che vuole capire chi è e cosa vuole, e si rivolgono al lato di te che non vuole capirlo.
Il lato di te che non vuole capire si è impadronito del tempo.
Per potere capire chi sei e cosa vuoi, è necessario che il lato di te che non vuole capire decida di offrire il suo tempo, cessando di usarlo per non capire o per guardare solo la pubblicità.
© Franco Santoro
Nuove scoperte
Nuove scoperte
Prima del 1492 la Terra era divisa in due parti separate tra loro. Da un lato Europa, Asia e Africa, dall’altro America e Australia. Gli abitanti di una zona non erano a conoscenza del lato opposto e viceversa, quindi l’una non esisteva affatto per l’altra e viceversa.
Nel XV secolo le grandi potenze erano in lotta per assicurarsi il primato commerciale del mondo conosciuto e andavano alla ricerca di nuove vie di comunicazione per accedere più agevolmente ai territori da sfruttare. A questo scopo Colombo propose una via alternativa per raggiungere la penisola indiana, una tra le terre più ambite, passando da occidente invece che da oriente. Colombo e i suoi non intendevano trovare un nuovo continente, che per loro del resto non esisteva, ma solo scoprire una nuova via di accesso al vecchio continente. Andarono alla ricerca di qualcosa di conosciuto al fine di ottenere profitti attraverso un percorso sconosciuto. Trovarono invece qualcosa di sconosciuto, che consentì di ottenere ugualmente profitti, e decisamente maggiori. In quei tempi, all’impresa del famoso navigatore ben pochi credevano. La sola idea che ci potesse essere una via alternativa verso l’India appariva piuttosto folle. Figurarsi l’idea che ci potesse essere un nuovo continente!
Pare tuttavia che l’intenzione effettiva di Colombo fosse proprio scoprire un nuovo continente, della cui esistenza aveva ricevuto una visione. Quindi la storia di raggiungere l’India era solo una strategia intesa a finanziare un’impresa che altrimenti nessuno avrebbe mai appoggiato.
Questo è quanto succede ai grandi esploratori. Dapprima raggiungono un luogo da soli, nella realtà terrena o visionaria. Poi si tratta di coinvolgere gli altri. Questa non è un’impresa facile, perché accettare l’esistenza del nuovo, oltre al vecchio che siamo convinti sia l’unica realtà, è un processo spaventoso per la mente umana ordinaria.
Solo pochi secoli fa come esseri umani non eravamo a conoscenza di metà del nostro globo. Credi che le cose ora siano tanto cambiate? E se ci fosse ancora molto da scoprire?
Ammettiamo che tu abbia scoperto un luogo nuovo, che nessuno conosce, e che per tutti non esiste, a parte qualche folle. Si tratta di un luogo che per essere raggiunto richiede tempo e risorse, che nessuno è disposto a impiegare perché appunto per tutti, tranne qualche folle, quel luogo non esiste. Se tu l’hai scoperto, se ne hai avuto una visione chiara o ci sei proprio stato, cosa puoi fare?
[…]
Estratto da: Franco Santoro, Pronto soccorso multidimensionale: emergenze spirituali, mondi paralleli e identità alternative, Institutum Provisorium, 2020, pp. 6-8.
