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Archivi per Gennaio 2016

Distacco

Gennaio 31, 2016 by admin

distaccoIl distacco è una qualità tipica dell’elemento Aria, associato al Nord, e del segno dell’Acquario. Il distacco è un requisito fondamentale lungo la strada della liberazione e del ritorno all’unità. Distacco è la capacità di lasciare andare l’attaccamento al passato, al presente e al futuro, al fluire del tempo lineare stesso e alla nostra identificazione con esso.

Distacco significa lasciare andare l’identificazione che abbiamo riguardo noi stessi, a livello fisico, emotivo, mentale e pure spirituale. Vuol dire distinguere tra l’attore che recita una o più parti e l’attore per se stesso. Distacco è neutralità consapevole, non coinvolgimento come scelta, che implica anche la capacità di prendere posizione, di coinvolgersi.

Se non siamo in grado di distaccarci dai ruoli che recitiamo, dall’identificazione che abbiamo con il nostro genere sessuale, la nostra storia personale, dal senso di identità che abbiamo assunto in questo mondo, allora siamo solo degli automi, degli androidi. Sottolineo questa affermazione: se ci identifichiamo con il nostro corpo, i relativi attributi sessuali, ma anche con le nostre idee, pensieri, emozioni, non esistiamo effettivamente, e nel fluire del tempo siamo già morti. Tutti i ruoli, come i corpi fisici sono destinati a finire e a morire. Un ruolo può essere vivo nel presente, ma il presente di una realtà separata è un presente separato, scisso dal passato e futuro. È un presente illusorio, che esiste sulla base della negazione del presente continuo e reale, e che per seguitare a esistere ha bisogno di creare il passato e il futuro.

Non possiamo viaggiare nel tempo semplicemente perché l’identità che crediamo di essere noi stessi, quella presente, non può esistere nel fluire del tempo, non può sopravvivere multidimensionalmente. Non possiamo viaggiare nel tempo perché non vogliamo farlo. Se lo facessimo incontreremmo inevitabilmente la fine e la morte di tutto quello che siamo convinti di essere. Secondo una prospettiva multidimensionale la nostra realtà è un cimitero, ogni interazione umana ordinaria è un rapporto tra scheletri o cadaveri in decomposizione.

Il Nord è la direzione del completamento, della fine del viaggio, in cui possiamo lasciare andare ciò che si è concluso, si conclude o concluderà, farlo morire, per muoverci oltre, oppure attaccarci a esso e morire con lui, per essere poi riciclati nel girone della morte, nella realtà separata.

Il distacco, il lasciare andare, non vuol dire sbarazzarsi di qualcosa, farla finita. Significa mettersi in una posizione neutrale, da spettatore, così che possiamo osservare il tutto da un’altra prospettiva.

A questo riguardo è vitale imparare a prendere le distanze da quanto riteniamo essere vero e reale, dalle nostre emozioni di paura e rabbia, ma anche da quelle di amore e gioia. Si tratta anche di prendere le distanze dalle nostre idee, incluse quelle elevate e spirituali. Il distacco comporta riuscire a raggiungere il centro del cerchio sacro, l’asse verticale. Da quel punto possiamo vedere noi stessi come equidistanti da ogni possibile ruolo. Nel centro comprendiamo che ogni ruolo, ogni comportamento umano e non, fa parte di noi, che non ha alcun senso entrare in conflitto o argomentare con altri ruoli, perché siamo tutti i ruoli.

La lezione suprema del distacco è che non siamo i nostri corpi fisici, né i nostri pensieri o le nostre emozioni, e nemmeno l’idea che abbiamo della nostra anima o dello spirito. Siamo coloro che percepiscono i corpi fisici, le emozioni, i pensieri, sia nostri sia di altri. Nel distacco non c’è più il mio, il tuo e il suo. C’è quello che c’è e basta, e la possibilità, la scelta di farsi coinvolgere o meno, l’opportunità di esercitare il DISTACCO.

© Franco Santoro

Non siamo vittime

Gennaio 31, 2016 by admin

Noi non siamo le vittime di questa realtà, del nostro mondo esteriore e interiore, della nostra vita quotidiana e dei nostri sogni!

In una realtà separata operiamo come pedine di un gioco orchestrato da una mente occulta e folle. L’intera idea di una realtà separata è totalmente paranoica e perversa. Non ci può essere una realtà separata, seppure una mente che ha scelto di crederci può decidere che tale realtà esista. Questa scelta può essere cosciente o incosciente, motivata da una fantasia consapevole, da uno scopo ludico, da una volontà di simulazione, dal desiderio di mettere in atto uno scherzo cosmico oppure dalla passività, dall’assuefazione, dal condizionamento, dal vittimismo.

Non ci può essere una realtà separata così come non ci può essere una mente separata. Tutte le menti sono unite. Una mente e una realtà che crede di essere separata da altre, fa parte della loro stessa mente e realtà.

Siamo le vittime di questo mondo separato solo fin tanto che scegliamo di essere le sue vittime. Abbiamo il potere di liberarci da ogni legame e limitazione. Possiamo sfidare qualunque realtà o idea che pretende di separarci. Ciò che ci rende vittime di questo mondo è l’idea di essere identità separate, corpi e menti separati da altri corpi e menti.

Siamo le vittime di questa idea folle e la nostra unica via di liberazione comporta riconoscere che abbiamo noi stessi scelto di promuovere questa idea, e che possiamo  di conseguenza lasciarla andare.

C’è solo un corpo e una mente.

Il nostro potere risiede nella capacità di sfidare la nostra percezione separata, di rifiutare di accettare il mondo separato che vediamo con i nostri occhi condizionati come reale. La via di liberazione dimora negli spazi vuoti, tra una forma visibile e l’altra. La libertà risiede nel vuoto, dove sussistono le prove occultate della nostra unità. Il nostro scopo in quanto essere umani implica navigare dal sogno in cui siamo vittime, alla realtà dove siamo quello che decidiamo di essere.

© Franco Santoro

Quel che vedi

Gennaio 30, 2016 by admin

eyeIn una realtà separata ciò che vedi si fonda su quanto i tuoi occhi fisici ti mostrano. Tuttavia i tuoi occhi ti mostrano solo quello che è consentito vedere in base al condizionamento di una realtà separata. Vedi forme e corpi separati limitati nello spazio e nel tempo lineare.

Con gli occhi vediamo solo ciò che è vicino a noi nella misera nozione umana del tempo presente. La vera visione, al contrario, comprende tutto quanto esiste in qualunque sfera del tempo e dello spazio. Ogni volta che immagini qualcuno o qualcosa che è vicino o distante, visibile o invisibile, passato o futuro, questo è vedere da una prospettiva sciamanica e multidimensionale. Tuttavia, questa visione è pure creativa, non implica vedere solo ciò che esiste, comporta vedere anche quanto tu scegli che ci sia, poco importa se esiste o meno nel tempo e nello spazio.

La visione implica essere tutt’uno con Dio, con il Tutto, perché Dio, e il Tutto, sono nella tua mente.

Guarigione significa liberarsi dall’attaccamento alla visione separata della vita, vuol dire riconoscere che non siamo corpi fisici scissi da altri corpi, confinati nella misera nozione umana del tempo.

Il nostro scopo come esseri umani è liberarci dalla percezione separata. Ogni dolore e malattia e sofferenza è unicamente dovuto a questa percezione. Non esistono vie di guarigione all’interno di una realtà separata. Ogni tentativo di preservare la salute esclusiva del nostro corpo dissociato da altri corpi e dall’ambiente è un incitamento alla malattia, ogni identificazione che facciamo di noi stessi e gli altri con quello che crediamo essere il nostro o loro corpo, è una condanna a morte.

 

© Franco Santoro

Guarigione

Gennaio 28, 2016 by admin

Guarigione, guarigione, guarigione…
 
Fai attenzione quando consideri il tema della guarigione perché a seconda della tua percezione una guarigione può essere malattia o vice versa.
 
Secondo una prospettiva astrosciamanica, guarigione non significa curare in base alla percezione distorta dell’ego che concepisce la salute solo come la preservazione dell’illusorietà della sua identità. Guarigione significa qui liberarci dalla percezione separata della nostra esistenza e recuperare la memoria della nostra unità con il tutto.
 
Quello che qui la guarigione cura è la percezione della separazione, la causa fondamentale di tutte le malattie. Questo significa anche che, in questo caso, una malattia non ha nulla a che fare con le condizioni del corpo fisico, ma è invece connessa all’incapacità di percepire l’associazione con la rete della vita.
 
Per questo, indipendentemente dalle tue condizioni fisiche o psicologiche, sia che tu le percepisca in buona o cattiva salute, quello che conta qui è il riconoscimento dello scenario più ampio di cui fanno parte. La guarigione in questo caso non ha lo stesso significato usato nel linguaggio convenzionale. La guarigione sciamanica non si occupa di infermità e malattie ordinarie. Una malattia può essere un sintomo di guarigione, mentre un apparente stato di benessere può riferirsi a una grave malattia.
 
Quando ti percepisci come entità separata, sei in uno stato di malattia anche se fisicamente sei sano. Al contrario una malattia, pure estrema, può diventare un processo di guarigione se contribuisce al recupero dell’unità. Sovente nel lavoro sciamanico le cose si capovolgono poiché l’attenzione è rivolta verso la liberazione dalla separazione piuttosto che sulla sua preservazione. Questo processo di liberazione non esclude che ci siano miglioramenti nelle condizioni fisiche. Al contrario, il benessere fisico è qui un obiettivo fondamentale. Ma questo benessere è consapevolmente riconosciuto come provvisorio e implica la piena accettazione che a un certo punto terminerà. Quindi piuttosto che investire tutta la nostra attenzione a preservare uno stato di benessere che inevitabimente verrà a mancare, la guarigione astrosciamanica è intesa a recuperare il ricordo della nostra vera identità, di chi siamo effettivamente oltre al corpo fisico che siamo convinti di essere.

Corso di certificazione per addetti alla navigazione astrosciamanica del sogno

Gennaio 27, 2016 by admin

00logosnewct1Questo corso è rivolto a quanti intendono esplorare i sogni da una prospettiva sciamanica e multidimensionale, impegandoli per scopi di guarigione ed espansione della coscienza.

Il corso è inteso a insegnarti a navigare nella dimensione del sogno, per ricercare e ritrovare parti perdute della tua anima, scoprire e manifestare talenti inespressi, sanare lati oscuri e conflittuali della tua vita, sviluppare la capacità di apportare benefici agli altri e all’ambiente, acquisire le conoscenze tecniche ed esperienziali per operare come consulente sciamanico in materia.

Durante il corso esploreremo la cosmologia sciamanica del mondo dei sogni, sviluppando e definendo mappe strategiche al fine di orientarci e rendere disponibile per noi e gli altri il vasto patrimonio di guarigione e conoscenza della dimensione onirica.

Per informazioni maggiori sul tema invitiamo a leggere gli articoli: Il lavoro sciamanico sul sogno (clicca qui), Oltre il significato dei sogni (clicca qui)  e altri articoli nella sezione Sogni della nostra biblioteca online (clicca qui)

L’ammissione al corso ha luogo con la partecipazione al seminario introduttivo, Navigazione Astrosciamanica dei Sogni, 5-6 marzo 2016, Merizzo, clicca qui per informazioni, o ad altri seminari correlati.

Il corso comprende incontri individuali e di gruppo mensili via Skype, e un minimo di tre seminari di due giorni da seguire durante un anno. Per casi particolari è possibile partecipare al corso anche a distanza, tramite incontri via Skype.

Per informazioni: info@astroshamanism.org.

Cenni su Mitsupria, metropoli dell’Impero dei Graha Ilibisi.

Gennaio 26, 2016 by admin Lascia un commento

Mitsupriya copy

 

 

 

 

 

L’Impero dei Graha Ilibisi è la principale forza di simulazione antagonistica dell’Epica del Sacro Cono (Versione 3.3) ed è sito nella Configurazione Ilibisi Pahai.

L’Impero dei Graha Ilibisi non detiene alcuna sovranità o influenza nella Configurazione Doriana Pahai, laddove si colloca il Sistema degli Stati Handoriani 3, ma esercita egemonia sulla Configurazione Umana Arbitraria (CUA).

L’Impero dei Graha Ilibisi costituisce il primo avamposto di colonizzatori della terza dimensione terrestre e di pionieri nella realizzazione del programma della Configurazione Umana Arbitraria nella versione 2. Di conseguenza i Graha Ilibisi ne rivendicano i diritti d’autore e il relativo marchio registrato, come proprietari originari.

Problemi a tale riguardo derivano dal fatto che componenti dei Graha Ilibisi adibite all’amministrazione della Configurazione Umana Arbitraria si separarono o ribellarono dal governo centrale Ilibisa nella versione 3.1, grazie anche allo scarso interesse dei governi di allora riguardo il CUA.

Tali componenti hanno un rapporto più intimo e diretto con il CUA e gli esseri umani, e sono rappresentate nella versione 3.3 dai Graha Batrazhru e dai Graha Ardhura.

Nella versione 3.3 i Graha Ilibisi hanno risvegliato il loro interesse per il CUA. Ne consegue che i Graha Batrazhru e i Graha Ardhura, che sono rimasti a gestire il CUA, sviluppandosi autonomamente, sono in conflitto con i Graha Ilibisi.

Per complicare le cose, nella versione 3.1, il CUA è stato oggetto di altre influenze decisive, tra cui quella dell’Impero di Kopolia, esseri di quinta dimensione, che in tale versione erano in conflitto aperto con il Sistema degli Stati Handoriani. Nella versione 3.3, l’Impero di Kopolia è stato integrato pienamente nella politica di unificazione del Sistema degli Stati Handoriani e non è più in antagonismo. Tuttavia un gruppo nutrito di rinnegati dell’Impero di Kopolia, alleatosi con il Graha Batrazhru e Ardhura, continua ad esercitare un tenace controllo antagonista sul CUA. Sono tali rinnegati (detti Kopomleccha) che gestiscono il Pahekarubhe, o Sistema Binario Astrosciamanico.

La situazione della versione 3.3 presenta una situazione di massima espressione conflittuale seguito il risveglio d’interesse dei Graha Ilibisi e le loro rivendicazioni di proprietà del CUA, soprattutto per motivi di sussistenza (clicca qui per ulteriori informazioni)

Mitsupria è una vasta metropoli di quarta dimensione dell’Impero dei Graha Ilibisi, la seconda per dimensioni dopo la capitale. È il centro finanziario dell’Impero, dove dimora la borsa multidimensionale, le sedi delle principali imprese multidimensionali, la Negrahia Corporation (Orcus), il Banco di Mitsupria e il Banco Ilibiso (Mitsu City),  Grahatta (Grah Fellat), Graha Azdhuri (Grah Mentulas), ecc. A Mitsupria, ha sede inoltre la filiale del Banco Ilibiso, Teatresi Hecomanji, in cui opera il ragioniere Gutruzi.

Mitsupriya significa “Luce Amata”, dal giapponese antico mitsu (luce) e dal sanscrito priya (amato). Mitsu significa anche nettare, pozione, miele.

In Mitsupria si impiegano avvolgimenti corporei di quarta dimensione per certi versi assai simili al corpo fisico. Si tratta di ologrammi in grado di produrre l’intera gamma di sensazioni umane. In tale contesto esistono notevoli limitazioni e situazioni orribili, pericolose e dolorose.

Mitsupria è un luogo di esercitazione ideale per Agenti, poiché tutte le ombre che nella realtà terrena operano abbondanti, ma invisibili, in Mitsupria sono nitide e totalmente visibili.

Mitsupria-portal

Veduta del ponte di Teatrezi

In tale metropoli, in qualsiasi momento è possibile assistere o prendere parte ad eventi strazianti e orribili, quegli stessi eventi che accadono constantemente e in dosi in vero assai più copiose nel CUA, ma che tuttavia rimangono pressoché occultati.

Essendo una località di quarta dimensione, è la propria attitudine emozionale che determina quello che accade e di conseguenza gli scenari possono cambiare improvvisamente.

È facile rimanere intrappolati in Mitsupria e non riuscirne più ad uscire, soprattutto se predominano emozioni di paura e confusione. Sebbene vi siano tanti portali, questi risultano inaccessibili quando un visitatore diventa preda degli effetti narcotici di questa realtà.

In vero, Mitsupria, paragonata alla Terra, è un paradiso, per cui rimanere bloccato in Mitsupria è in termini qualitativi molto meglio che essere bloccati sulla Terra,

La Terra CUA è una colonia in stato di cattività dell’Impero dei Graha Ilibisi, laddove Mitsupria è la seconda metropoli dell’Impero, dopo la capitale.

Essendo la Terra CUA una colonia penale dell’Impero, le condizioni esistenziali umane sono immanamente più pesanti. Inoltre le possibilità di uscita dal CUA sono assai più ardue, mentre nell’Impero dei Graha Ilibisi vi sono varchi più ampi ed in linea di principio è spesso tollerata la circolazione libera.

Per un Agente, raggiungere Mitsupria è un risultato notevole, così come può essere fatale, perché in tale collocazione egli è confrontato inesorabilmente con la sua ombra, quella più occulta e sconosciuta, e onde rifuggirla può essere tentato a ritornare nel CUA, che equivale in effetti ad essere divorato dall’ombra.

A Mitsupria i rancori possono essere oggettivati, con la conseguenza che è più facile rilasciarli. Nel CUA i rancori siamo proprio noi.

Vi invito a prendere atto che ciò che vi giunge lavorando su 1C2 è solo un pallido remoto riflesso di quest’ombra.

L’Impero dei Graha Ilibisi è l’amplificazione della separazione, l’approssimanazione più umanamente concepibile del Picco di Buio, sito a Rodnah.

L’Impero dei Graha Ilibisi è l’equivalente Graha di Handor versione 3.

Nell’Impero dei Graha Ilibisi, se lavoriamo tenacemente e non diventiamo vittima dei suoi effetti narcotici, possiamo incontrare la nostra matrice di buio, quella che domina e dirige la nostra esistenza e morte sulla Terra.

Prima di incontrarla, occorre superare la prova dei 12 Graha e delle loro emanazioni tentacolari. Questa prova la superiamo dapprima nel CUA, poi in altre collocazioni, come su Mitsupria. Tuttavia, operando multidimensionalmente, possiamo anticipare l’esperienza su Mitsupria.

Ci dedicheremo a tale lavoro a partire dalla fase primaverile, ed è per questo motivo che nel periodo invernale si tratta di rafforzare l’Intento di Luce, e il collegamento con IMC, e con Pahai Sadoh, la forza di mediazione e rilascio, elemento essenziale per il viaggio a Mitsupria, così come le sue emananazioni tramite le modalità A, B e C.

Tuttavia il rilascio non è possibile se non andiamo alle radici di ciò che va rilasciato, se non lo comprendiamo fino in fondo, se non siamo pronti a confrontarci con la matrice di buio, disinnescando il suo ologramma.

È un’operazione estremamente delicata che implica la capacità di non giudicare in base alle apparenze, di imparare a rintracciare la radice di quello che sembra succedere.

Nel mondo della separazione, ciò che impera è il conflitto e la guerra. Un conflitto strategico che consiste al reggitore della separazione di mettere in atto appunto la separazione.

In questo contesto onde giustificare la lotta incessante tra due parti è necessario additare motivazioni esca e soprattutto promuovere una percezione crudele e nefanda della controparte.

Finché siamo vittime di questa percezione non riusciremo mai a comprendere l’ombra e rimarremo qui impegnati in questa guerra continua.

Come conseguenza del lavoro che stiamo svolgendo alcuni di voi potranno fare fin da ora brevi escursioni in Mitsupria, soprattutto nei sogni.

E a tale riguardo si applicano le indicazioni del Piano di Emergenza 1.

Allo stesso tempo si tratta anche di accettare che esse non funzionino all’occorrenza, per poi applicarle al risveglio.

Ora vi illustro brevemente un luogo in Mitsupria, che per alcuni di voi apparirà familiare. È uno dei tanti iper-stabilimenti della metropoli. Questo in particolare è chiamato Graha Azdhuri, sito in Grah Mentulas, fa parte di una grande catena con succursali in tutto l’Impero.

Il visitatore una volta entrato in Graha Azdhuri diventa facilmente preda di uno stato di avvilimento e frustrazione profonda, insieme ad un’eccitazione incontrollabile.

Graha Azdhuri è ricolmo di avvolgimenti fisici di ogni forma e genere. Oltre ai tradizionali generi femminile e maschile, esistono altri 62 generi nell’Impero dei Graha Ilibisi, decisamente inconcepibili umanamente. Il genere inoltre può cangiare in qualsiasi momento.

Graha Azdhuri come prima impressione appare come un gigantesco bordello in cui si consumano centinaia di migliaia di prestazioni simultaneamente.

Dapprima il visitatore sceglie la meretrice primaria. Una volta fatta tale scelta, la prostituta primaria lo accompagna dall’altra parte dello stabilimento dove essa stessa sceglie la meretrice secondaria, che è in genere più brutta di quella primaria. Poi i tre insieme vanno in una camera e consumano un rapporto a tre, con caratteristiche estremamente deprimenti, il cui fine precipuo, da raggiungere il più rapidamente possibile è l’orgasmo da parte del visitatore.

La prestazione può essere anche di natura distinta da quella sessuale, seppure l’obiettivo è sempre quello dell’orgasmo o dell’inseminazione.

Tale orgasmo o inseminazione serve ad alimentare e sostenere l’Impero.

Le meretrici si precipitano quindi sui genitali del visitatore e iniziano a stimolarli avidamente onde procurare un orgasmo. Nel caso in cui il visitatore abbia un genere femminile al momento dell’orgasmo, esso verrà inseminato.

Una volta raggiunto l’obiettivo le meretrici se ne vanno immediatamente. Il visitatore si sente estremamente frustrato e per qualche momento se ne va in giro per la metropoli, per poi ritornare nuovamente nello stabilimento ed essere sottoposto ad un altro servizio. E così può continuare per cicli di tempo immani.

In questa esperienza non esiste differenza di genere perché il sesso dei protagonisti può cambiare rapidamente, le prostitute donne possono diventare uomini, e lo stesso visitatore può cambiare sesso. Se è uomo si tratta di procacciare il suo seme, se è donna si tratta di inseminarla.

L’Agente che si reca in tali stabilimenti ha tatticamente da trovare il modo di entrare nel sistema, dapprima come cliente, e poi cercare di farsi assumere come prostituta secondaria, per poi diventare prostituta primaria, e in seguito avanzare in carriera fino a diventare mediano. Il mediano opera al fine sia di selezionare le prostitute sia di attirare i visitatori. Una volta divenuti mediani è possibile interagire con i presidi, che sono i dirigenti dello stabilimento. I presidi sono una chiave di accesso alla matrice dell’ombra.

Le attività o condizioni fisiche che producono le emozioni e rancori più forti, quali l’orgasmo fisico, la malattia, la guerra, il piacere, il dolore, ecc. sono monopolio dell’Impero dei Graha Ilibisi, gli amministratori delegati del CUA.

Nella versione 3.3 del Gioco, nel Provisional Order si sviluppa una cellula di agenti speciali PDB con la funzione di operare un nuovo prototipo del Sacro Cono. Questo strumento può consentire di onorare il monopolio dell’Impero dei Graha Ilibisi nella ricezione dei Graha, mentre allo stesso tempo permettere ad una percentuale minima di Graha di alimentare uno spazio alternativo inteso a consentire il rimpatrio dei Pionieri originari.

Tale impresa è assai delicata e richiede negoziazioni con le autorità dell’Impero dei Graha Ilibisi, rapporti diretti con il Sistema degli Stati Handoriani e molte altre attività che si svilupperanno via via nel PET.

Nel PET stiamo semplicemente simulando quanto sopra, per motivi ricreazionali.

Dopo la lettura di quanto sopra, fermati per almeno tre minuti.

Chiudi gli occhi e respira profondamente, aprendoti a qualunque emozione o informazione che ti giunge. Nota quello che ti succede.

Focalizza poi su 1A e 1B, e dirigi quanto senti in quella direzione, chiamando Pahai Sadoh e IMC.

(gennaio 2012)

Crisi esistenziali

Gennaio 25, 2016 by admin

Nella sintomatologia generale del recupero della nostra identità multidimensionale e della manifestazione dei nostri veri potenziali la fase più decisiva è caratterizzata da uno stato di confusione, frustrazione e impotenza generale. Questo è paradossalmente il segno indicatore principale della vitalità dei nostri potenziali inespressi e dell’opportunità di metterli concretamente alla luce. Così come le doglie del parto svolgono una funzione propizia nel processo di nascita, le crisi esistenziali favoriscono la contrazione dell’anima e il travaglio che conduce all’emergenza della nostra vera natura.

Le crisi esistenziali che preannunciano l’inizio del travaglio hanno una particolare ciclicità e si alternano a intervalli regolari, all’inizio a ogni ciclo lunare e in seguito con cadenze ancor più ravvicinate, fino ad aver luogo quotidianamente. Queste crisi sono qui lo stadio iniziale di un processo di trasformazione e guarigione, inteso a integrare potenziali positivi e luminosi rimossi dalla coscienza della persona.

Il primo stadio nel processo di nascita e manifestazione della nostra natura multidimensionale può essere piuttosto cruento, e comportare malesseri, crisi e fenomeni spiacevoli, considerati spesso sintomi di gravi problemi o malattie. A livello sciamanico esistono due approcci per trattare queste crisi, li possiamo definire come “esorcismo” e “adorcismo”.

L’esorcismo identifica pratiche e riti impiegati per estirpare entità demoniache o malefiche da persone o luoghi. Sebbene pochi sono a conoscenza dell’effettiva natura di queste pratiche, l’uso del termine è assai diffuso in ogni cultura e in particolare in quella occidentale, dove ha assunto grande popolarità nell’industria cinematografica a partire dagli anni 70.

Adorcismo, al contrario, è un termine noto in genere solo a pochi sociologi o studiosi delle religioni, e implica un processo completamente opposto, con pratiche e riti considerati efficaci per favorire l’ingresso e l’integrazione di entità ritenute benefiche. A questo riguardo, occorre notare che secondo una prospettiva propriamente adorcistica, e olistica, non esiste una divisione effettiva tra entità benefiche e malefiche.

La distinzione tra bene e male dipende dal sistema di credenza in questione. Le tradizioni che impiegano l’esorcismo si fondano su una visione del mondo dualistica, fondata sulla netta divisione tra bene e male, laddove quelle che fanno uso dell’adorcismo hanno una visione olistica, non-dualistica, in cui ogni aspetto dell’esistenza svolge una sua precisa e utile funzione come parte del tutto.

Nell’adorcismo il rapporto con l’entità può inizialmente manifestarsi con espressioni assai negative e oscure, le stesse oggetto delle pratiche esorcistiche. Tuttavia, questa negatività nella maggior parte dei casi è intesa come lo stadio iniziale di un processo di trasformazione e guarigione, inteso a integrare potenziali positivi e luminosi rimossi dalla coscienza di individui o luoghi.

Il termine “adorcismo” fu coniato dal sociologo Luc de Heusch per indicare pratiche finalizzate a placare o installare armonicamente entità presso luoghi e individui, con finalità positive. L’adorcismo implica instaurare un atteggiamento di apertura verso quanto è percepito come disturbo, malattia, negatività, al fine di conoscerne la sua effettiva natura e motivazione. Secondo questa prospettiva ogni processo di crescita, trasformazione e ampliamento della coscienza richiede uno stadio di catarsi, in cui una parte muore o si degrada, favorendo la nascita e lo sviluppo di una parte nuova.

Nello sciamanesimo, l’adorcismo è la pratica per eccellenza impiegata dallo sciamano al fine di acquisire alleati e entità di potere. Il primo stadio di questo processo è generalmente piuttosto cruento, e comporta malesseri, crisi e fenomeni in apparenza molto simili ai casi di possessione sui cui operano gli esorcisti. Tuttavia, l’adorcista, al contrario dell’esorcista che li considera malefici e si adopera quindi per estirparne le cause, incoraggia il processo, seguendo l’individuo coinvolto nei diversi stadi fino alla totale integrazione, armonizzazione ed espressione positiva dell’entità in questione.

Si tratta di un processo molto simile alla gravidanza e al parto, che può essere pure piuttosto doloroso e catartico. In effetti, una madre che urla durante un parto, per chi non è consapevole di cosa sta accadendo, potrebbe apparire come un’indemoniata. Nessuno si sognerebbe tuttavia di considerare il feto come un demonio. La nascita del bambino è in genere favorita, o in caso contrario abortita, ma in questo caso senza implicare che il feto sia negativo.

Quando ci rapportiamo con le realtà non ordinarie e invisibili entriamo in spazi assai controversi della nostra consapevolezza, su cui è molto difficile prendere posizioni a causa dell’ignoranza in materia e soprattutto dei copiosi pregiudizi esistenti.

Potremmo definire l’esorcismo come una pratica di aborto di una forza che potrebbe potenzialmente nascere e integrarsi nella nostra consapevolezza e identità multidimensionale, laddove l’adorcismo rappresenta la gestazione e la nascita. Talvolta, quando la persona in questione, non è in grado di gestire per vari motivi l’impatto di un’entità, l’esorcismo (aborto) può essere necessario, ma da una prospettiva adorcistica ciò non implica che l’entità sia malefica.

Il paradosso è che le pratiche esorcistiche e adorcistiche non sono molto diverse tra loro, quella che cambia è solo l’intenzione. Ne consegue che se lo sciamano opera in una società dualistica, può fare passare una pratica adorcistica come esorcistica. Molte pratiche adorcistiche, come per esempio quelle del tarantismo e dei Gnawa marocchini, sono riuscite a sopravvivere in culture ortodosse grazie a questa capacità di occultamento. Nell’astrosciamanesimo le pratiche adorcistiche sono integrate in armonia con la coscienza contemporanea e gli aspetti sia ordinari sia multidimensionali della persona in questione. Queste pratiche si sviluppano idealmente nelle consultazione, nei seminari e nel lavoro individuale del ricercatore.

 

© Franco Santoro

Incertezza e confusione

Gennaio 25, 2016 by admin

The_Earth_questionSe ti senti talvolta confuso riguardo il tuo scopo nella vita, puoi metterti il cuore in pace, perché questo è probabilmente un sintomo di salute multidimensionale. Forse sono più preoccupanti i momenti in cui tutto ti è assolutamente chiaro, quando sei convinto di quello che sei e vuoi, di quali sono i tuoi veri interessi.

Nel mondo sembra ci siano tante persone tutte di un pezzo, chiare e certe riguardo il senso della loro vita. I mass media in particolare svolgono una funzione decisiva nel promuovere questa tipologia di individui. Il punto è che questa chiarezza è in genere pura finzione, un’incessante propaganda il cui fine è solo quello di convincerci riguardo quali sono le nostre certezze nella vita.

Hai mai visto servizi pubblicitari o dichiarazioni di politici e religiosi in cui si esprime incertezza, confusione o perplessità riguardo il prodotto o le idee propagandate? Assai improbabile! La confusione e l’incertezza non sono commerciabili e vendibili in questo mondo. Questo perché sono ciò che ogni potenziale utente ha già. Nessuno si sognerebbe di vendere qualcosa che tutti hanno. Al limite si può promuovere incertezza e confusione nei confronti di prodotti o idee concorrenti, ma questo al fine di sostituirli con certezze alternative.

Gli incerti e confusi sono i principali consumatori di qualunque prodotto o servizio che fornisce certezza e chiarezza. Gli incerti e confusi, quando sono convinti dalla propaganda che li induce ad acquisire certezza e chiarezza diventano poi i principali agenti pubblicitari della chiarezza e certezza che hanno acquistato, fino a quando non sono indotti a sostituire quella certezza con un’altra.

Se ti senti confuso, se hai le idee poco chiare su chi sei, su cosa stai facendo e su quali sono i tuoi veri interessi, non cercare di cambiare la tua condizione, accetta quello che sei in questo momento. La certezza e la chiarezza sono i narcotici dell’umanità, servono a negare il nostro diritto di metterci in discussione, di domandarci veramente chi siamo e cosa stiamo facendo in questo mondo, di aprirci al mistero della nostra esistenza.

La chiarezza e la certezza ci inducono a vivere senza chiederci qual è lo scopo della nostra vita, senza neanche porsi il problema, perché qualcun altro l’ha già risolto per noi.

Se ti senti confuso e incerto, se hai il coraggio di ammetterlo apertamente, senza fingere di avere chiarezze e certezze, questo è un segno che sei ancora vivo, che esisti. Sei forse uno dei pochi esseri umani rimasti in vita, una specie in via di estinzione, un barlume di speranza per questa umanità.

“Il problema riguardo la certezza è che è statica; può solo riaffermare se stessa all’infinito. L’incertezza, al contrario, è piena di aspetti sconosciuti, possibilità, e rischi.” (Stephen Batchelor)

 

© Franco Santoro

Ciò che è meglio per me

Gennaio 24, 2016 by admin

fallrock webIn una realtà separata il sé è frammentato e le sue parti si alternano in modo conflittuale nel mondo interiore ed esteriore. Secondo la cosmologia strategica dell’astrosciamanesimo ci sono 12 parti matrice e 144 conflitti base tra loro. Un essere umano “normale” tende a identificarsi coscientemente con una parte e conflitto per volta, sebbene tutte le parti e i conflitti siano simultaneamente presenti.

La nostra salute mentale in una realtà separata è data dalla capacità di mantenere l’identificazione con una parte e di proiettare le altre all’esterno. Nei soggetti più normali, quelli altamente condizionati o in uno stato pressoché androide, questo processo avviene spontaneamente. In altri soggetti, l’identificazione con una parte richiede uno sforzo o finzione. Per altri ancora esiste invece una tendenza naturale e irrefrenabile a identificarsi con più parti e conflitti simultaneamente. Questi ultimi soggetti in una realtà separata sono considerati “anormali” o “malati”, laddove secondo una prospettiva multidimensionale essi sono quelli che dimostrano maggiore salute.

La nostra percezione ordinaria si sposta in continuazione da un’identità all’altra e da un conflitto all’altro, causando uno stato conscio o inconscio di immane agitazione, confusione e frustrazione. Questa situazione è inevitabile in una realtà separata. Non importa cosa perseguiamo nella vita, le nostre decisioni sono basate su una consapevolezza frammentata del nostro essere che entrerà inevitabilmente in conflitto con quella di un altro frammento di noi stessi.

In altre parole, come recita la Lezione 24 di Un corso in miracoli:

“Io non percepisco ciò che è meglio per me.”

“In nessuna delle situazioni in cui ti vieni a trovare ti rendi conto dell’esito che ti renderebbe felice. Pertanto non hai alcuna guida a un’azione appropriata, né alcun modo per giudicare il risultato. Ciò che fai è determinato dalla tua percezione della situazione, e quella percezione è sbagliata. È inevitabile, dunque, che non farai ciò che è meglio per te. Eppure questo è il tuo unico obiettivo in qualsiasi situazione percepita correttamente. Altrimenti non riconoscerai cos’è.
Se ti rendessi conto che non percepisci ciò che è meglio per te, ti si potrebbe insegnare cos’è. Ma vista la tua convinzione di saperlo, non puoi imparare. L’idea di oggi rappresenta un passo nell’aprire la tua mente cosicché tu possa incominciare ad imparare.
Gli esercizi di oggi richiedono molta più onestà di quanta sei abituato a usare. Pochi soggetti, considerati onestamente e con attenzione in ognuno dei cinque periodi di pratica da intraprendere oggi, saranno più utili di un esame più superficiale fatto su un numero maggiore di soggetti. Si consigliano due minuti per ogni periodo di ricerca mentale richiesto dagli esercizi.
Inizia le esercitazioni con la ripetizione dell’idea di oggi, seguita dal cercare nella tua mente, a occhi chiusi, situazioni irrisolte che in questo momento ti coinvolgono. L’enfasi deve essere posta sullo scoprire il risultato che desideri. Ti renderai rapidamente conto d’avere in mente un certo numero di obiettivi, tutti facenti parte del risultato desiderato, e anche che questi obiettivi sono su piani differenti e spesso in conflitto.
Nell’applicare l’idea di oggi pensa a ogni situazione che ti si presenta, e poi elenca attentamente quanti più obiettivi possibili ti piacerebbe raggiungere nella sua risoluzione. Per ogni applicazione potrai seguire più o meno la traccia che segue:

Nella situazione riguardante___________ mi piacerebbe che succedesse___________, e che succedesse___________.

e così via. Cerca di includere tanti diversi tipi di esito quanti onestamente se ne presentano nella tua mente, anche se alcuni non ti sembrano direttamente collegati alla situazione, o addirittura sembrano non avere con essa alcun riferimento.
Se fai questi esercizi correttamente, scoprirai ben presto che richiedi alla situazione moltissime cose che non hanno niente a che vedere con essa. Ti accorgerai anche che molti dei tuoi obiettivi sono contraddittori, che non hai in mente un risultato unificato e che, comunque si metta la situazione, non potrai evitare di provare disappunto per qualcuno dei tuoi obiettivi.
Dopo aver passato in rassegna tutti gli obiettivi sperati per ciascuna situazione irrisolta che ti viene in mente, ripeti a te stesso:
Io non percepisco ciò che è meglio per me in questa situazione
e passa quindi alla situazione successiva.”

 

Svincolarsi dal monopolio di stato

Gennaio 23, 2016 by admin

astrocatcher

Se qualcosa è sbagliato, illusorio e corrotto sin dall’inizio, alla radice, non importa quanti sforzi fai, non cambierà mai nulla. Al contrario le cose peggioreranno sempre di più perché insieme all’insoddisfazione derivata da quel qualcosa, si aggiunge la frustrazione dell’inconcludibilità dei tuoi sforzi.

Prova a mettere in discussione l’idea che devi accettare a tutti i costi qualcosa che non dipende da te, che è già stato fatto e deciso da altri, incluso il tuo stesso ambiente e pure quel che credi essere il tuo corpo.

Prova a concepire l’idea che puoi scegliere di essere e fare quello che vuoi, senza alcun limite e compromesso. Considera il fatto che se una situazione non ti piace puoi anche scegliere di andartene via. Non è necessario andare via, e a volte è meglio restare. Tuttavia se tu resti è perché sei tu che hai scelto di restare e non perché sei obbligato a farlo.

Si tratta di imparare sia ad andare via sia a restare, simultaneamente, senza permettere mai a una realtà di diventare l’unica possibile. Se questo succede sia tu sia quella realtà non avrete più via di uscita, vi bloccherete a vicenda.

Nella realtà umana la lezione più importante consiste nell’apprendere a svincolarci dal monopolio di stato di coscienza del mondo in cui ci troviamo. Non significa lasciare questo mondo e il suo stato di coscienza. Vuol dire recuperare l’esperienza dell’esistenza di altre realtà e la capacità di muoversi liberamente da un mondo all’altro, da uno stato di coscienza all’altro. In questo modo riattiviamo il nostro corpo multidimensionale, lo affranchiamo dalle pastoie del corpo tridimensionale succube del tempo lineare e di una realtà separata.

A questo scopo è necessario chiedere supporto diretto al nostro sé multidimensionale, rappresentato da guide spirituali, luoghi di potere e ogni modalità esistenziale svincolata dal monopolio di stato di questa realtà…

Il lavoro astrosciamanico e altre pratiche similari offrono questa opportunità e sono indicativi di un mercato libero della coscienza…

© Franco Santoro

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