Archivi per Marzo 2018
Ariete e Gemelli
La combinazione tra Ariete e Gemelli è all’insegna dell’iniziativa e della comunicazione coraggiosa e diretta, in cui si va dritti al punto, senza perdite di tempo o sottintesi, chiarendo come stanno le cose, e disposti a ricevere o dare un “sì” o un “no”.
L’energia dell’Ariete, che possiamo usare in questo momento dell’anno, trova soddisfazione allorché persegue ciò che dona passione e ispirazione, evitando compromessi, timori e procrastinazioni, agendo tuttavia con tempismo e accortezza. In situazioni in cui abbiamo paura ad agire, comunicare o prendere decisioni, se siamo coscienti che le nostre motivazioni sono legittime e luminose, la paura viene come un segnale che ci invita a trarre la forza non dal nostro ego bensì dalla fonte della vera forza che dimora nella Luce. In genere, se giunge una conferma positiva dalla Luce, si tratta di fare l’opposto di cui abbiamo paura. Se invece è la nostra personalità che vuole vincere la paura per vanagloria o per compiere azioni dubbie, forse potrebbe non trattarsi di paura, bensì di saggia prudenza e timore luminoso.
Quando abbiamo chiarezza sul nostro intento e sintonia con il modo in cui lo comunichiamo, è inevitabile conseguire ciò che vogliamo. Una strategia di Ariete e Gemelli combinati è esprimersi direttamente, dicendo apertamente ciò che si vuole, incuranti dei “no” che si ricevono e di possibili paure, rifiuti, fallimenti, brutte figure o imbarazzi. Se una persona insiste a chiedere a chiunque ciò che vuole, è pressoché garantito che qualcuno risponderà positivamente, anche se si tratta della richiesta più ardita e assurda. In molti casi sono persone sfacciate, discutibili e senza scrupoli, o che appaiono tali, ad avere questa capacità. Al contrario, molti individui che si credono onesti e responsabili, hanno difficoltà a essere diretti e intraprendenti. Spesso tuttavia, essi si preoccupano più della loro immagine, di quello che gli altri possono pensare, agendo in maniera ipocrita, e promuovendo una vita sociale fondata sulla falsità e l’intrigo.
La maggior parte delle persone tende a esprimere quello che vuole solo quando si sente a suo agio con l’interlocutore e ha fiducia che risponderà positivamente, quando non ci sono rischi. Questo vuol dire che esse passano talvolta giorni, mesi, anni, e perfino vite, prima di avere l’occasione di essere dirette, tanto che alla fine, abituate a fingere e a negare se stesse, non sanno più ciò che vogliono. L’energia Ariete e Gemelli è spontanea e comunica immediatamente, specialmente in presenza di paura e rischio. Paradossalmente le persone più disponibili, quelle che possono rispondere positivamente, o a cui noi stessi possiamo dire “sì”, sono spesso coloro verso cui proviamo maggiore paura o imbarazzo.
L’energia dell’Ariete sfida la paura in continuazione. Sente la paura, l’ascolta, ma non gli crede, perché nella paura riconosce la voce dell’illusione e del buio. Quindi la paura è il suo più grande alleato. Quando compare riguardo qualcosa o qualcuno, gli indica verso chi o che cosa andare. D’altro canto, la paura può essere utile nel temperare l’impulsività eccessiva dell’Ariete, consentendo un momento di pausa e riflessione, onde valutare se i propri propositi siano effettivamente allineati con la Luce. Luce, gioia e pace dimorino in ognuno di noi.
Ipocrisia
Forse siamo tutti in qualche modo ipocriti, simulatori consci o inconsci di pensieri, ideali, sentimenti, imprese, emozioni, che non proviamo fino in fondo, o che sono intesi a occultare aspetti di noi stessi ingestibili, inconfessabili, controversi ed enigmatici.
L’ipocrisia è l’inevitabile conseguenza della negazione, repressione e rimozione del nostro lato ombra, della mancata conoscenza di chi siamo, che ci facciamo qui, qual è il nostro scopo e destino.
Certo, possiamo raccontarcela a questo riguardo, additando e sfoggiando innumerevoli pensieri, ideali, sentimenti, emozioni, che alla fine dei conti occultano parti di noi stessi sconcertanti, inesplicabili, folli, profondamente oscure.
Poichè la rimozione, la negazione o la perversione del lato ombra è un fenomeno sociale, culturale, in atto da millenni, che caratterizza ogni aspetto della vita umana, che altro possiamo aspettarci se non un mondo ipocrita?
Il termine “ipocrita” deriva dal latino “hypocrĭta”, dal greco “hypokritḗs”, che significa “attore”, “simulatore”.
Forse l’ipocrisia massima, quella più magistrale, che richiede capacità teatrali prodigiose, è praticata da coloro che riescono a nascondere la loro ipocrisia, non solo agli altri, ma pure a se stessi.
Forse l’unico modo per evitare l’ipocrisia in questo mondo ipocrita consiste nel dichiararsi apertamente ipocriti, ossia simulatori, attori, commedianti, teatranti.
Forse in questo modo possiamo apprendere gradualmente a riconoscere la distinzione tra la parte che recitiamo, il ruolo che interpretiamo, e colui che lo recita, che lo interpreta.
Chissà!
Magari così facendo riusciremo a capire chi c’è dietro al dramma e alla commedia della vita.
Istigatore istrionico
Nell’ambito del teatro astrosciamanico, l’istigatore istrionico è un’entità che opera dietro le quinte, in una realtà parallela, al fine di stimolare e promuovere specifici sviluppi scenici nella realtà ordinaria o terza dimensione.
La natura dell’istigatore istrionico cambia in base al tipo di sviluppo scenico che è preposto a sollecitare.
L’attore astrosciamanico può rapportarsi con l’istigatore istrionico in modo conscio o inconscio, intenzionale, circostanziale o invasato.
L’attore che intende esprimere particolari sviluppi scenici può richiedere l’assistenza di un istigatore istrionico a questo fine, invitandolo a operare conseguentemente secondo le modalità contrattuali convenute. D’altro canto, l’istigatore istrionico può richiedere egli stesso che l’attore esprima un particolare sviluppo scenico che in questo caso sarà convenuto tramite accordo, così come può invadere l’attore senza il suo consenso e a sua insaputa onde generare copioni richiesti dall’economia multidimensionale.
L’istigatore istrionico passionale opera al fine di fomentare drammi e conflitti emotivi, scene romantiche e sentimentali, creando le circostanze energetiche che permettono un’alta produzione di emozioni impiegate per l’alimentazione multidimensionale.
Gli istigatori istrionici sessuali stimolano l’eccitazione finalizzata alla realizzazione di atti erotici e orgasmici, laddove quelli furenti promuovono la manifestazione di atti violenti.
Equinozio di Primavera
L’Equinozio di Primavera ha luogo esattamente il 20 marzo 2019, alle 22:58 ora italiana. In quella data, che segna l’ingresso del Sole nel segno dell’Ariete, il periodo diurno e quello notturno hanno la stessa durata. Dopo poche ore, alle 2:27 del 21 marzo 2019 ci sarà l’esatta Luna Piena in Bilancia. La simultaneità di questi due eventi rende i giorni tra il 18 e il 21 marzo assai incandescenti.
Astrologicamente, l’equinozio primaverile è il momento di inizio del ciclo annuale, che comincia appunto con il primo segno zodiacale, l’Ariete. Esso esemplifica tradizionalmente l’apertura del Portale Orientale, un’area di chiarezza, visione e illuminazione, in grado di promuovere benedizioni di autenticità, coraggio e onestà per coloro che sono pronti a riceverle.
La primavera porta il rinnovamento della terra e la potenziale rinascita della nostra natura originaria mediante la connessione con la Luce, l’Amore, Dio o qualunque altro termine che rappresenta per noi l’Assoluto.
Il viaggio autunnale e invernale, con la sua discesa purificatrice nel regno delle tenebre, è servito a recuperare doni preziosi dalle nostre radici ancestrali.
Se siamo disponibili a interpretare senza riserve una parte nel sacro teatro della vita, la primavera porta l’opportunità alla coscienza di ritornare alla luce, dando inizio a importanti imprese di guarigione e percorsi luminosi per il beneficio delle generazioni future.
In termini multidimensionali, le generazioni passate e future sono i nostri duplicati collocati in frequenze temporali diverse. Onorandoli, onoriamo noi stessi nel presente. Un tempo, in diverse tradizioni del pianeta, la vita era basata sulla consapevolezza continua di sette generazioni. Questo significava considerare gli eventi presenti nella prospettiva di sette generazioni, passate e future.
Passato e futuro erano riconosciuti come universi paralleli coesistenti nel presente. Era ritenuto vitale stabilire rapporti regolari con quegli universi per preservare la continuazione della rete della vita. In seguito, una realtà fondata sulla separazione e i suoi sistemi di credenza prevalsero, generando la nostra attuale realtà frammentata confinata in un limbo temporale.
L’inizio della primavera è un momento ideale per iniziare nuove imprese di guarigione, al fine di ricucire la rete della vita e recuperare le nostre connessioni perdute.
Quando il Sole entra nel suo ciclo ascensionale luminoso, una copiosa energia è disponibile per implementare iniziative pionieristiche di guarigione su vasta scala. Queste azioni iniziali sono decisive nella realizzazione di tutte le più grandi conquiste che giungono a compimento su questo pianeta. Esse richiedono carattere inflessibile, spontaneità eroica, apertura, audacia, luminosa asserzione, eccitamento giocoso e tutte le altre qualità di guerriero spirituale dell’Ariete.
Se c’è qualcosa dunque che veramente ami nella vita, per te stesso e per gli altri, questo è un momento fantastico per entrare in azione, per avanzare verso quel risultato. Nel fare ciò, la sfida è andare oltre la propria motivazione individuale e permettere che la realizzazione del tuo intento diventi un risultato multidimensionale, che coinvolge i tuoi antenati, le generazioni future e le persone che vivono nel presente.
In questo modo un’intenzione è destinata a portare beneficio a tutte le parti coinvolte e a lasciar andare l’identificazione illusoria con il nostro ego separato, diventando così un’Intenzione di Luce.
L’Equinozio di Primavera è celebrato in molte culture, per alcune delle quali, come quella persiana, rappresenta il primo giorno dell’anno.
© Franco Santoro
Immagine: di Walter Crane
Aeroporti
Amo gli aeroporti, specialmente quando vi rimango diverse ore per prendere una coincidenza. Arrivo da un aeroporto in un altro aeroporto e poi riparto per un altro aeroporto. Sia l’aeroporto di partenza sia quello di arrivo sono associati a luoghi familiari in cui vivo o rimango a lungo, mentre l’aeroporto di transito è solo di passaggio. Si tratta di un bardo, un ponte tra diverse dimensioni.
Quando passo diverse ore in un aeroporto incontro molte persone in attesa di partire per ogni tipo di direzione. Nonostante le destinazioni siano diverse, il luogo in cui la gente aspetta è lo stesso. E questo mi affascina tanto. La più grande varietà di persone e destinazioni si possono trovare in un aeroporto.
Quasi ogni volta che vado a Inverness, l’aeroporto da me più frequentato in Scozia, passo varie ore allo scalo di Londra Gatwick. Talvolta, come in questo caso, trascorro fino a sette ore in attesa della coincidenza. Gatwick è l’aeroporto di transito che preferisco, perché è grande, pieno di cose da vedere, con anche una bella cappella, e due parti collegate da un trenino, il lato Nord e Sud.
L’aeroporto è un microcosmo della vita. L’aeroporto mi insegna che siamo tutti in transito. Il transito può essere più o meno breve o lungo, ma è sempre un transito. Per qualche ora, giorno, mese, anno condividi lo stesso spazio con altre persone, o viaggi pure con loro, fino a quando esse non si fermano dove ti fermi tu o viaggiano da un’altra parte.
Il viaggio finale è il più misterioso, la sua destinazione non è segnata sul tabellone. Sappiamo solo il punto di partenza e non quello di arrivo.
Dovunque viaggi, in questo mondo o in altri, ti auguro una buona partenza e un buon arrivo.
Monologhi
Spesso tante persone nelle conversazioni con gli altri dicono o chiedono qualcosa. Poi quando l’altro parla o risponde, invece di ascoltare, proiettano le loro idee consce o inconsce su questa persona. In seguito rispondono, aggiungendo altre cose. In breve, la maggior parte delle conversazioni sono monologhi in cui parliamo solo con noi stessi.
Ponte
Star bene e male
L’unico motivo per cui stai male è dovuto al fatto che fraintendi o non capisci il motivo per cui non stai più bene.
Puoi stare male da molto o poco tempo, in base alla distanza cronologica dall’ultimo momento in cui sei stato bene.
Il tuo malessere è la conseguenza del tuo benessere, è il risultato di qualcosa che è successo quando stavi bene.
Quindi se stai male prova a ricordare con molta attenzione cosa è successo quando stavi bene, mentre se stai bene ricorda cosa è successo quando stavi male.
Fallo con molta attenzione, perché sei stai male è molto probabile che hai dimenticato la cosa più importante di quando stavi bene, così come se stai bene hai probabilmente dimenticato la cosa più importante di quando stavi male.
Inoltre, e soprattutto, lascia perdere quello che ti dicono gli altri o ciò che leggi sui media riguardo la cosa più importante e tutti i motivi possibili dello stare bene o male.
Trovala tu, e se non la trovi, continua a cercarla fino a quando non la trovi. Se poi la trovi e la dimentichi ancora una volta, fai un altro sforzo per ricordare.
Caduta libera
Se con le tue emozioni sei in caduta libera,
rilassati mentre precipiti
e confida nell’effetto rimbalzo!