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Archivi per Novembre 2015

15 dicembre

Novembre 29, 2015 by admin Lascia un commento

index“Quando sogniamo da soli è solo un sogno, ma quando sogniamo insieme è l’inizio di una nuova realtà.”

(Friedensreich Hundertwasser, nato il 15 dicembre 1928, Sole in Sagittario, Luna in Capricorno, artista austriaco)

 

 

“Ciò da cui una persona scappa e quello verso cui corre non è sempre così diverso come speriamo.”

(Robert Charles Wilson, nato il 15 dicembre 1953, Sole in Sagittario, Luna in Ariete)

13 dicembre

Novembre 29, 2015 by admin Lascia un commento

index“Vivere è come scalare le montagne: non devi guardarti alle spalle, altrimenti rischi le vertigini. Devi andare avanti, avanti, avanti… Senza rimpiangere quello che ti sei lasciato dietro, perché, se è rimasto indietro, significa che non voleva accompagnarti nel tuo viaggio. Però ti è servito anche quel pezzo di roccia che non riesci più a vedere, ti ha fatto capire, ti ha dato slancio…”

(Giulia Carcasi, nata il 13 dicembre 1984, scrittrice italiana, Sole in Sagittario, Luna in Leone.)

12 dicembre

Novembre 29, 2015 by admin Lascia un commento

index“Ognuno di noi tiene in mano un filo e quel filo ci conduce alla nostra stella. Ognuno di noi ha una stella in cielo e il nostro destino è imparare a seguirla. Il nostro karma è scritto nella sua scia, se molliamo il filo è tutto perduto, si formano grovigli.”

“L’amicizia è uno dei sentimenti più belli da vivere perché dà ricchezza, emozioni, complicità e perché è assolutamente gratuita. Ad un tratto ci si vede, ci si sceglie, si costruisce una sorta di intimità; si può camminare accanto e crescere insieme pur percorrendo strade differenti, pur essendo distanti, come noi due, centinaia di migliaia di chilometri.”

Susanna Tamaro, nata il 12 dicembre 1957, Sole in Sagittario, Luna in Leone, scrittrice italiana.

11 dicembre

Novembre 29, 2015 by admin Lascia un commento

index“Io non ho alcuna biografia. Qualsiasi cosa sia ritenuta una biografia è del tutto priva di significato. In che giorno sono nato, in che Paese sono nato, non ha alcuna importanza. Ciò che conta è cosa sono adesso, in questo preciso istante. IO SONO SOLO ME STESSO.”

“Il significato dell’astrologia è questo: tu non sei, l’universo è. Il tuo ego non è, il cosmo è. Forze molto potenti stanno operando, e il tuo ego è assolutamente insignificante. Puoi solo capire l’astrologia di cui parlo, se pensi e senti che sei parte integrante di questo grande mondo.”

(Osho, nato l’11 dicembre 1931, Sole in Sagittario, Luna in Capricorno, Ascendente in Gemelli).

Oggi è l’anniversario della nascita di Osho, conosciuto anche come Bhagwan Shree Rajneesh, nato l’11 dicembre 1931, con Sole in Sagittario, Luna in Capricorno e Ascendente in Gemelli, Luna congiunta a Saturno.

Osho è stato per me il maestro decisivo, colui che mi ha aperto la strada verso il percorso di trasformazione. Tramite la sua ispirazione compresi che la strada più autentica dentro di me, che tuttavia il mondo attorno a me non riusciva a capire e considerava folle, e che di conseguenza anche io a un certo punto ripudiavo, era la strada da percorrere.

Incontrai Osho in un momento decisivo e drammatico, in cui si trattava di compiere un grande salto. Il mio potenziale, a lungo represso e trattenuto, mi trascinò in bilico su una fune sottilissima, che sapevo che entro pochi minuti si sarebbe spezzata. La caduta era inevitabile, e non c’era nessuna alternativa, alcuna via di scampo.

In quel momento di esagerata disperazione, mi resi conto che sebbene la fune si sarebbe spezzata inevitabilmente, vi era una possibilità di scelta: cadere o saltare.

Cadere significava rassegnarmi al mio fato, non avere alcuna speranza e lasciarmi morire.

Saltare voleva dire usare gli ultimi battiti del mio cuore, il respiro finale, per proclamare i miei sogni, le mie visioni più ardite, ciò che avevo sempre sentito autentico, seppure incompreso e negato dal mondo che mi circondava.

In quell’istante, non c’era più niente che mi circondava, solo una tenue fune e il vuoto. Ero solo con me stesso, tutte le voci dentro e fuori di me non parlavano più, totale silenzio, solo la scelta: cadere o saltare.

E io saltai, e quei sogni, quelle visioni diventarono la mia realtà.

In vero, dal momento in cui scelsi di compiere il Grande Salto, mi sono trovato tante altre volte su quella fune, con tutta la disperazione e la paura che ne deriva.

Onestamente, in molte occasioni, non ho saltato, sono proprio caduto, toccando il fondo più basso possibile oltre il quale non potevo andare. E quelle cadute sono diventate salti allorché ho compreso, come dice Osho, che:

Qualunque cosa tu sei, non è la fine: stai solo a metà. Puoi cadere in basso o elevarti verso l’alto. La tua crescita non è conclusa. Non sei il prodotto finale, ma solo un passaggio. In te qualcosa si sta continuamente sviluppando (clicca qui per l’articolo completo)

Durante i miei anni come sannyasin di Osho ebbi l’onore di operare come addetto stampa del maestro per l’Italia dal 1989 al 1991, negli ultimi anni della sua permanenza terrena. Di quegli anni riporto un ritaglio di giornale (da Il Resto del Carlino del 27 agosto 1989)

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Specchi

Novembre 29, 2015 by admin

indexLa tua percezione del mondo esterno, la gioia e il dolore, la pace e la guerra, le ingiustizie, i conflitti e le vicende politiche, sono il riflesso del tuo mondo interiore.

Non saresti in grado di percepire quello che vedi all’esterno se non facesse parte di te, di quanto esiste nella profondità del tuo essere.

Ogni giudizio e biasimo che esprimi nei confronti di ciò che credi stia accadendo nel mondo è una condanna verso di te.

È una condanna molto ingiusta perché tu non capisci le ragioni di quello che vedi fuori e dentro di te.

Smettila di dichiarare guerre e di lottare contro gli specchi.

Questo è accaduto dall’inizio dei tempi e ha solo portato miseria e infelicità. Non ha mai risolto nulla. Scegli di cessare questa follia.

Puoi farlo se decidi di fermarti e di iniziare a guardarti dentro, per ricercare la matrice di ciò che hai sempre visto solo fuori.

E alla fine forse capirai che tutto quello che accade nel mondo dipende forse solo da te oppure capirai qualche altra cosa che puoi capire solo tu, o possiamo capire solo noi…

 

© Franco Santoro

Immagine: di Giovanni Bellini (1515)

10 dicembre

Novembre 28, 2015 by admin Lascia un commento

index“Lei credeva negli angeli, e, poiché ci credeva, gli angeli esistevano.”

(Thomas Cooper Gotch, nato il 10 dicembre 1920, Sole e Luna in Sagittario, pittore inglese)

Immagine: dipinto di Thomas Cooper Gotch

 

9 dicembre

Novembre 28, 2015 by admin Lascia un commento

225px-Ki_Nymph_crop“Non chiedo nulla
In cambio, dò Tutto.
Non c’è guadagno nel mio Amore.
Non c’è bisogno di alcun lavoro, alcuno sforzo
Salvo ascoltare ciò che si è già sentito,
Vedere quello che è già stato visto.
Conoscere quello che è già conosciuto.
Sembra che chiedo troppo poco?
Daresti anche se non lo chiedo?
Allora puoi darmelo e l’accetterò.
Prenderò il tuo cuore.
Lo troverai mentre ti aspetta
Quando ritorni.”

(Ki Longfellow, nata il 9 dicembre 1944, Sole in Sagittario, Luna in Bilancia)

 

 

“Ciò che vi è di altro nel bello è il suo effetto distruttore. La felice tensione di una poesia fa scoppiare, se essa entra in te, il tuo povero cuore. Tu ne sei la vittima che accoglie devota l’acuminato coltello con cui il bello di immola. Nessuno dev’esserci dov’è la bellezza, questo essa sembra dire e con gesto sdegnoso ti volta le spalle. Chi vede il volto della bellezza muore, sì, ma non disperato.”

(Manlio Sgalumbro, nato il 9 dicembre 1924, Sole in Sagittario, Luna in Toro)

8 dicembre

Novembre 28, 2015 by admin Lascia un commento

indexCarpe diem … quam minimum credula postero.

Cogli l’attimo … e nel domani credi il meno possibile.

(Quinto Orazio Flacco, nato l’8 dicembre 65 a.C., Sole in Sagittario, Luna in Bilancia, Ascendente in Acquario, poeta romano)

 

In questo istante esiste tutta la gioia e il dolore possibile.
C’è l’amore e il disprezzo, la pace e il terrore,
l’incanto di occhi colmi di passione e devozione,
insieme allo sguardo brutale e amaro dell’addio,
il calore del’abbraccio di un incontro tanto atteso,
la freddezza spietata di un abbandono improvviso.
Esiste tutto in questo istante, in questo istante.
Tanti volti, occhi, bocche, mani,
corpi vibranti che danzano e celebrano la vita,
corpi glaciali che sprofondano e si sciolgono nella morte.
In questo istante, che apre il cuore,
e teneramente lo squarta,
colmandolo di tutta la gioia e il dolore possibile,
in questo istante.
Cogli l’attimo!
© Franco Santoro

Non avere tempo

Novembre 28, 2015 by admin

Spesso i momenti della vita in cui crediamo di non avere tempo, perché siamo troppo occupati e presi da quello che ci accade all’esterno sono quelli più adatti per ricercare e trovare i tesori  del nostro mondo interiore. Tuttavia questo è il caso solo se siamo disposti a prenderci del tempo per fare delle pause e arrestare gli automatismi delle nostre attività, per riflettere sui nostri effettivi obiettivi e capire chi siamo veramente.

Se non abbiamo tempo per fare questo, possiamo rimandare a un’altra occasione, tra qualche mese, un anno, dieci anni, quando ci saremo sistemati economicamente o quando i figli saranno grandi, quando anche i loro nipoti lo saranno, o semplicemente quando moriremo, così che forse avremo una prossima vita per capire chi siamo e cosa vogliamo.

La giustificazione di non avere tempo è la più mendace che possiamo usare quando si riferisce a comprendere chi siamo, quali sono i nostri obiettivi e realizzarli. Significa in altre parole che stiamo usando il tempo al fine di non capire chi siamo, rinunciando a individuare i nostri obiettivi e a realizzarli.

“Non avere tempo” diventa il mantra che ripetiamo incessantemente, uno stato di trance finalizzato ad alimentare energie parassitarie che ci bloccano in una realtà autistica riuscendo a farci credere che non esiste via di uscita. Questa giustificazione impedisce di aprirci a nuovi orizzonti e di imparare qualcosa di nuovo, tenendoci arroccati in una visione ristretta del mondo che domina la nostra intera esistenza. Il paradosso è che chi ripete questo mantra passa spesso tante ore al giorno davanti alla televisione, al computer, sui social network o a fare chiacchiere al bar o al cellulare. Stranamente le persone che sostengono di non avere tempo sono quelle che maggiormente si lamentano delle loro condizioni di vita. Esse non si rendono conto che è proprio questa loro giustificazione che contribuisce prima di tutto a preservare queste condizioni. Credere di non avere tempo è un modo per legittimare la nostra ignoranza, la decisione di non volere sapere per paura di scoprire che ci sono altre possibilità, che esistono altri mondi oltre a quello in cui ci siamo convinti di essere.

In questa realtà abbiamo due opzioni: impiegare il tempo per capire chi siamo, cosa vogliamo veramente e agire di conseguenza, oppure fare l’opposto.

Se stai leggendo queste righe con molta probabilità hai fatto la prima scelta. Ma attenzione, in queste righe non ti verrà mai spiegato chi sei e cosa vuoi. Questi scritti sono solo pubblicità mirata, mera propaganda di chi sei e cosa vuoi, che appare nel mondo di chi non vuole sapere chi è e cosa vuole.

Non importa quanto seguiti a leggere o guardare qui o altrove, l’esperienza di chi sei e cosa vuoi non la troverai mai a meno che non scegli di andare oltre la propaganda e tutto quello che ti viene detto riguardo chi sei o meno.

Questi scritti rappresentano e sostengono il lato di te che vuole capire chi è e cosa vuole, e si rivolgono al lato di te che non vuole capirlo.

Il lato di te che non vuole capire si è impadronito del tempo.

Per potere capire chi sei e cosa vuoi, è necessario che il lato di te che non vuole capire decida di offrire il suo tempo, cessando di usarlo per non capire o per guardare solo la pubblicità.

© Franco Santoro

I canti astrosciamanici

Novembre 27, 2015 by admin

Fullmoon2 webIl canto costituisce una tra le più diffuse e antiche pratiche spirituali. Sin dai tempi più remoti, sciamani e ricercatori spirituali hanno usato canti per entrare in stati di coscienza non ordinari. Nell’astrosciamanesimo, i canti sono impiegati per onorare e connettere le varie parti del Sacro Cerchio e come pratica spirituale in cui il corpo e la sua voce diventano strumenti di comunicazione con le Guide e gli Spiriti.

Un canto astrosciamanico non ha nulla a che vedere con l’essere intonato o l’andare a tempo secondo le convenzioni della musica ordinaria. Al contrario, vi sono momenti in cui questi canti possono esseri percepiti come emissioni vocali orripilanti. Ogni canto è unico e non deve conformarsi ai gusti di un determinato pubblico o corrispondere a particolari modelli estetici. Ciò che conta qui è operare come canale consapevole, libero da alcun giudizio riguardo al modo in cui dovrebbe essere la voce e semplicemente inteso a rilasciare le energie in transito. Quando canto il mio corpo diventa uno strumento di connessione con altre dimensioni e con il mio Spirito Guida o Cerchio. In questa circostanza esprimo tutto ciò che non può essere trasmesso mediante i linguaggi umani convenzionali. Si tratta di un’esperienza grandiosa di comunicazione che onora me stesso insieme a tutte le mie relazioni ad ogni livello. Il canto era un mezzo di comunicazione che esisteva assai prima dell’introduzione dei linguaggi convenzionali. Mediante il canto apro il dialogo con parti antiche dentro di me e recupero la mia autentica connessione con altri esseri, animali, piante, minerali, pianeti e stelle. Ciò comporta un salto quantico di consapevolezza che suggerisco di intraprendere con adeguata preparazione e rispetto per i cicli naturali.

I canti impiegati nell’astrosciamanesimo comprendono i canti degli Spiriti Totem e delle Guide, i canti del Sacro Cono, il Sistema delle scale planetarie e i canti delle tradizioni del Sacro Cerchio.

Alcuni canti sono trasmessi unicamente da sciamani o maestri esistenti nella realtà ordinaria e richiedono una specifica iniziazione. Molti altri appartengono al patrimonio pubblico delle tradizioni spirituali della Terra e sono facilmente accessibili attraverso registrazioni sonore e libri. Altri ancora emanano direttamente da esseri invisibili e realtà multidimensionali. Essi si manifestano spontaneamente durante i viaggi o i rituali sciamanici, e spesso non sono più ripetuti, in quanto esprimono la specifica energia del momento in cui sono emessi.

I suoni del canto possono corrispondere sia a parole comprensibili per la mente umana ordinaria, sia a termini sconosciuti o apparentemente privi di senso. Talvolta la loro natura è così antica da rendere impossibile qualsiasi operazione di spiegazione o traduzione secondo i canoni dei linguaggi contemporanei. Anche se può essere appassionante per la mente, è preferibile non indugiare sul significato delle parole dei canti. In molti casi non si tratta nemmeno di parole. Laddove le parole hanno una natura simbolica e servono a comunicare un significato, i suoni dei canti astrosciamanici sono spesso già di per sé il significato. E’ la loro stessa vibrazione sonora che trasmette l’energia e consente di ricevere l’esperienza diretta priva della mediazione simbolica delle parole. Quando lascio uscire con spontaneità la voce, senza censure e timori, libero gradualmente le patine che mi separano dal linguaggio originale e divento sempre più trasparente. Allora ritrovo l’espressione universale del cuore che consente all’energia di essere donata e condivisa veramente. In tali circostanze, io dimoro nel Mondo Medio come agente di connessione tra Mondo dell’Alto e Mondo del Basso. Opero come canale, indisturbato dalle energie che si muovono attraverso di me, semplicemente centrato sul mio Intento collegato alla Funzione. Mentre permetto a questo processo di fluire, ho bisogno di essere cosciente che i miei canti rinforzano un lavoro di trasformazione sacro che va ben oltre la mia percezione umana.

Il canto, oltre che nelle pratiche rituali, è un’espressione disponibile in qualsiasi occasione della vita. Quando ti senti depresso, impaurito, annoiato, nervoso, arrabbiato o in qualunque altro stato di rancore, il punto di svolta si determina allorché fai un respiro profondo, assumi una postura dignitosa e lasci uscire la tua voce con l’Intento di permettere all’energia bloccata di fluire.

 

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