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Archivi per Settembre 2019

Survivalismo multidimensionale

Settembre 27, 2019 by admin

I problemi della nostra vita sono dovuti a uno stato di trance autistica che ci porta a percepire solo nella realtà ordinaria ciò che accade su molteplici piani dimensionali. L’intero paradigma umano si fonda su questa trance per cui proiettiamo nella realtà ordinaria qualcosa che esiste altrove. Il suo potere è tale da manipolare l’intera coscienza vincolandola ai sensi fisici in funzione di ciò che esiste nella realtà ordinaria. Il tuo stesso corpo, come lo percepisci, ne è la conseguenza. Quando provi forti emozioni, come odio, amore, dolore, rivalità, rabbia, ecc., sperimenti gli effetti pronunciati di questa trance.

Nelle esperienze oniriche, così come nel lavoro sciamanico, puoi avere una temporanea sospensione della trance e dell’interazione con la realtà ordinaria. Ciò ti permette di percepire realtà alternative. La sospensione è temporanea perché successivamente ritorni nella trance prevalente. A un certo punto, tuttavia, questa trance subisce una sospensione irreversibile. Questo accade con la morte fisica.

Quando una persona muore non è più visibile nella realtà ordinaria, e non puoi più interagire con lei su quel piano, sebbene tu possa seguitare a farlo in realtà alternative, anche solo sognando o immaginando. Quando tu stesso muori, si verifica un’interruzione radicale della trance e allora puoi capire forse meglio cosa c’è dietro. Quello che stai leggendo potrebbe rappresentare un trauma di portata colossale, incompatibile con ogni tua consapevolezza precedente.

Se ti va bene la realtà fisica e ordinaria, con il paradigma che la sostiene, seguita pure a perseguirla. In caso contrario, puoi domandarti qual è il suo senso. Puoi chiederti da dove deriva l’accanimento di preservarla a tutti i costi e di isolarsi da ogni alternativa.

Qui non sto implicando che non ha senso preservare la realtà ordinaria. Sto solo suggerendo di chiedersi onestamente, senza dar nulla per scontato, qual è il senso di preservarla e di isolarsi in essa.

In questo caso possiamo considerare almeno per un istante l’ipotesi che l’ambientalismo e il survivalismo ordinario rappresentino la rimozione e corruzione di un survivalismo multidimensionale originario, inteso a farci recuperare la capacità di esistere anche altrove. Questo survivalismo alternativo serve a prepararci per un’emergenza futura inevitabile, che comporta interruzioni o profondi mutamenti della realtà ordinaria.

Queste interruzioni e mutamenti hanno luogo da quando esiste l’umanità. Intere generazioni si sono estinte e ogni giorno muoiono migliaia di persone. Tutte le persone che sono viventi ora tra meno di un secolo non ci saranno più, e anche la Terra a un certo punto cesserà di esistere. Qual è il senso di affannarci a sopravvivere a tutti i costi in questa realtà?

A che serve investire tante energie solo per ritardare di poco un fenomeno irreversibile? Non è il caso di considerare opzioni di sopravvivenza diverse? Cosa fare in casi di emergenza? Esiste un pronto soccorso multidimensionale?

Queste sono domande provocatorie, in grado di incendiare i pregiudizi immani. Non sono risposte. Le domande servono a riflettere. Quando non sei più in grado di porti domande e aprirti a considerare delle risposte, significa forse che hai già una risposta in cui credi e che ti soddisfa. Quindi ben venga. Potrebbe anche significare che sei in uno stato di trance autistica o, ancor peggio, un mero ingranaggio di una macchina, il cui scopo è annientare qualunque altra risposta e domanda.

Da: Franco Santoro, Pronto soccorso multidimensionale: emergenze spirituali, mondi paralleli e identità alternative, Institutum Provisorium, 2020, pp. 8-10.

Maledizioni produttive

Settembre 25, 2019 by admin


In certe aree della vita combini poco o niente?
Non importa quanto lo desideri proprio non riesci a spuntarla pure impegnandoti e facendo sforzi immani?
Ti senti quindi sfortunato, incapace o maledetto?
Se la risposta è positiva, si tratta di essere pragmatici.
Invece di rimuginare sulla tua sfortuna, incapacità e maledizione, deprimendoti e deprimendo anche gli altri, trova un modo per renderla produttiva. Sii fiero e orgoglioso della tua maledizione, perché può essere la più grande dote. E soprattutto sii creativo!
Per esempio, se ti senti sfortunato in amore, su questa maledizione puoi scrivere poesie e libri, cantare canzoni, suonare pezzi musicali, danzare, dipingere, fare film e tante altre cose creative. Le opere di successo, se ci fai caso, trattano temi sfortunati, maledetti e poco piacevoli. Hai mai visto un film o letto un libro di successo in cui tutto va bene, ognuno è felice e soddisfatto, dall’inizio alla fine?
Inoltre se ti ritieni maledetto puoi sfruttare la cosa in tanti altri modi. Per esempio, se in certe aree della vita le cose ti vanno male mentre per i tuoi amici e conoscenti funziona tutto bene, puoi fare notare a queste persone che il loro benessere deriva dal tuo malessere, e richiedere quindi un compenso per i tuoi servizi. Puoi anche ricercare persone che hanno desideri insoddisfatti, magari sfortunate proprio come te, garantendo loro che potranno avere successo se usufruiranno dei tuoi servizi.
Per certi versi siamo tutti maledetti perché a un certo punto siamo sempre destinati a morire e a perdere ciò che abbiamo. La differenza risiede nella capacità o meno di rendere produttiva la propria maledizione.

“Dal giorno in cui egli seppe leggere fu Poeta e da allora appartenne alla razza sempre maledetta dalle potenze della Terra”. (Alfred de Vigny)

La Belva

Settembre 23, 2019 by admin

Puoi elevarti con successo lungo il percorso spirituale, ma se non fai i conti con il tuo lato ombra con molta probabilità seguiterai a cadere rovinosamente fino a quando non scegli di affrontare la belva dentro di te.

La belva, incompatibile con l’ipocrisia della realtà consensuale, è repressa, abbandonata, negata, ridotta alla perversione e allo stato animale. La possiamo sentire sia internamente, attraverso rabbia e tensione indicibile, istinti primordiali, desideri frustrati e copiosi rancori, o esternamente mediante la rabbia e i rancori di altre persone.

Da un punto di vista multidimensionale non c’è alcuna differenza tra la tua belva e quella degli altri. Interna o esterna, fin tanto che causa agitazione, paura, imbarazzo, condanna, colpa, rabbia o impotenza, abbiamo a che fare con la nostra belva, che è la belva di tutti. Questa belva è energia pura, e non appartiene a nessuno, proprio come l’aria. Ciò che può cambiare è solo il modo di respirarla, di gestirla.

Nella maggior parte dei casi la belva è il risultato di una profonda frustrazione dovuta a qualcosa che continua a non essere accettato ed espresso. Talvolta è la nostra reticenza e procrastinazione cronica a esserne la causa, il promettere qualcosa e poi lasciarlo perdere. Allora, è necessario onorare i nostri propositi, i momenti in cui proviamo chiarezza. Ma questa chiarezza raramente può giungere se non riusciamo a liberare in modo idoneo e protetto gli aspetti della belva incompatibili con la realtà ordinaria.

Lo scopo dei seminari su questo tema è dare spazio alla belva in spazi sicuri e protetti attraverso teatralizzazioni, rituali, danze e altre pratiche sciamaniche catartiche. L’intento è individuare, accettare e liberare le nostre radici, il polo più basso, al fine di raggiungere con integrità gli aspetti più alti del nostro essere.

 

 

Che se la vedano tra loro

Settembre 21, 2019 by admin

Dentro di te esiste un essere di luce, che realizza ogni desiderio luminoso, ed il tuo scopo nella vita è trovarlo.
Dentro di te esiste pure un essere di buio, che distrugge e rovina tutto quel che trova, ed il tuo scopo è trovare pure lui.
Una volta che li hai trovati tutti e due, mettiti da parte e lascia che se la vedano tra loro.

L’ombra sei tu

Settembre 20, 2019 by admin

Quando riconosci l’ombra, il doppio malvagio, folle, animale che esiste dentro di te, può essere piuttosto frustrante.
Da quel momento ti rendi conto che tutto il tempo che trascorri a osteggiare, maledire e odiare le persone che detesti serve solo a osteggiare, maledire e odiare te stesso.
Ti rendi pure conto che è proprio questo il motivo per cui l’ombra seguita a causarti dei problemi.
E quando lo capisci davvero allora cessi di sprecare il tuo tempo e risorse per osteggiare e odiare gli altri.
A quel punto lo usi per affrontare finalmente te stesso.
L’autunno è la stagione dell’ombra, e l’ombra sei tu…

Oltre la separazione

Settembre 19, 2019 by admin

(articolo di Luna Pedrini)


Ci hanno fatto credere di essere separati.
Che l’anziano non ha nulla da condividere con il neonato.
Che la donna casalinga non può parlare con quella in carriera.
Che l’adulto è serio. L’adolescente è scatenato.
Che un bambino deve solo ascoltare e il genitore solo educare.
Che o sei gioia o sei rabbia.

Eppure io vedo che, senza il muratore l’ingegnere non lavora e senza l’ingegnere il muratore non porta a casa il pane ai propri figli.
Vedo che, se non ci fosse la sfoglina sotto casa, la cena con le tagliatelle, a casa d’amici, sarebbe solo un miraggio.
Vedo che, se non ci fossero maestre dedite all’insegnamento, i nostri bambini perderebbero la bussola.
Vedo che, se non ci fossero uomini sui trattori ad arare i campi, io non potrei cucinare sfiziose ricette.
Vedo che, se non ci fosse l’impiegat@ di turno alla posta, non potrei ricevere il pacco desiderato.

Uomini. Donne.
Adulti. Bambini.
Stipendi da fame. Stipendi da èlite.
Lavori che piacciono. Lavori che non piacciono.
Parole sagge. Parole da idioti.

Siamo qui. A cercare ciascuno il proprio cammino.
E tutti siamo allo stesso modo importanti perchè la Via venga illuminata, tracciata e scoperta.

Luna Pedrini

La chiamata

Settembre 17, 2019 by admin

Ricevere e rispondere alla tua vera chiamata è per certi versi la sfida più grande nella vita. Ma che cos’è questa chiamata?

Possiamo definirla come l’invito da parte di Dio, del Divino, della tua natura multidimensionale, del tuo vero Sè, insomma di una coscienza o entità superiore, a svolgere il tuo vero compito, la tua missione nella vita.

Ma come fai a riconoscere quando ricevi la chiamata e come si fa a rispondere?

Prima di tutto si tratta di volerla ricevere a tal punto che la vita non ha più alcun senso senza di essa. Questa volontà prende la forma di una ricerca insistente e incessante della chiamata, una testardaggine che ti porta ad affrontare ogni sfida pur di trovarla.

Ma attenzione, il tuo lavoro, e pure il tuo talento, non sono propriamente la chiamata, e nemmeno lo sono i tuoi desideri, i tuoi obiettivi. Sono solo strumenti che ti permettono di capirla ed esprimerla. E questi strumenti possono cambiare nel corso della vita.

Scopriamo la nostra chiamata gradualmente, mentre lavoriamo, perguiamo i nostri obiettivi, esprimiamo i nostri talenti, ci rapportiamo con ogni aspetto dell’esistenza.

Quando senti la chiamata, tutto diventa immediatamente chiaro. Anche se alcune aree della tua vita non funzionano bene, sebbene tu sia frustrato a causa di insuccessi o eventi avversi, essere consapevole della tua chiamata ti dona un senso di pace, chiarezza, sicurezza indicibile. Da quel momento riconosci le tue priorità, sai cosa c’è da fare incurante di quel che succede dentro e attorno a te.

 

Figli del desiderio

Settembre 17, 2019 by admin

Possiamo discorrere a lungo sul senso e l’origine della vita, ma se ci permettiamo di essere pragmatici e andiamo alle radici dell’argomento risulta arduo evitare la constatazione che alla base della nostra presenza in questa realtà materiale c’è il sesso, e più precisamente un rapporto sessuale, seguito da ovulazione e concepimento.

Andando ancora più a fondo possiamo chiederci che cosa ha causato quel rapporto sessuale.

E anche qui è difficile eludere la consapevolezza che alla base del sesso e della vita c’è il desiderio.

Possiamo definirci figli dei nostri genitori, delle stelle, della terra, di Dio, ecc. ma prima di tutto siamo figli del desiderio. Certo, possiamo chiamare questo desiderio Amore, però per procreare, per essere messi al mondo quel che serve è solo un rapporto sessuale, con ovulazione e concepimento, e questo non richiede come requisito che ci sia Amore, e nemmeno amore, ma rende indispensabile la presenza del desiderio, almeno da parte di uno dei partner.

Ora, ci sono qui due tipi di desiderio.

II desiderio per il rapporto sessuale fine a se stesso, per cui l’ovulazione e il concepimento non sono l’obiettivo, anzi possono perfino aver luogo malgrado la presenza di intenti ad esso avversi. Grazie al controllo delle nascite e la contraccezione si può oggigiorno talvolta impedire questa evenienza.

Il desiderio per la gravidanza stessa, per cui l’ovulazione e il concepimento, sono l’obiettivo, laddove il rapporto sessuale è solo il mezzo, che può pure non essere praticabile o affatto desiderato, e quindi sostituito da modalità alternative. Grazie alla fecondazione artificiale o assistita si può talvolta oggigiorno praticare questa evenienza.

Nel primo caso siamo figli di un desiderio sessuale, nel secondo di un desiderio di gravidanza. Esistono poi combinazioni che comprendono entrambi i desideri con percentuali distinte.

Alla fine dei conti in ogni modo siamo sempre figli di desideri.

Tutta questa storia, che magari si poteva anche evitare o argomentare diversamente, solo per arrivare alla conclusione che:

per capire il senso e l’origine della nostra vita si tratta di confrontarci con i  desideri, riconoscendoli, comprendendoli, di qualsiasi natura essi siano.

Come riconosci e gestisci i tuoi desideri e quelli degli altri è la chiave della vita.

Essere o non essere

Settembre 16, 2019 by admin

Sei proprio sicuro di esistere?
Potresti essere solo l’insieme di emozioni, pensieri ed esperienze di altri, gente del passato e del presente, da cui hai rabberciato un precario senso di identità.
In questo caso in effetti non esisteresti affatto.
Potresti tuttavia esistere nel futuro, se riesci ad andare oltre le emozioni, i pensieri e le esperienze degli altri. Magari ci sei già riuscito, senza però trovare nulla. Per questo sei tornato ad essere le emozioni, i pensieri e le esperienze degli altri.
Oppure hai trovato qualcosa di assai grandioso. Per questo non sei più tornato ed esisti solo altrove, mentre quel che qui è rimasto sono solo le emozioni, i pensieri e le esperienze degli altri.
Oppure hai trovato qualcosa di assai grandioso. Per questo sei tornato, per condividerlo con gli altri. Allora, che tu esista o meno, esisti o non esisti solo per questo.
Oppure…

Strade

Settembre 15, 2019 by admin

Se seguiti a restare sulle strade tracciate dagli altri, quelle sicure, provviste di segnaletica e carreggiata, continuerai a muoverti nel mondo in cui ti ritrovi.
Se ti piace questo mondo, se sei convinto che sia il migliore possibile, resta pure sulle strade già tracciate. Questo è il tuo compito: percorrerle, preservarle, renderle note.
Se, diversamente, in questo mondo c’è qualcosa che non ti quadra, se le strade conosciute proprio non hanno più alcun senso per te, ma tuttavia seguiti a percorrerle, allora si tratta di domandarti cosa aspetti per andare altrove.
Se sei alla ricerca della tua vera strada, prima di tutto si tratta di lasciare le strade che non ti appartengono, di accettare di smarrirti, di finire in luoghi privi di strade. Sarà lì che troverai la tua strada, anzi sarai proprio tu a tracciarla. E se poi non riesci a concludere nulla, beh, puoi sempre tornare sulle strade degli altri, o magari avvederti che la tua strada è la stessa di quella degli altri.

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