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Archivi per Marzo 2015

Venerdì Santo

Marzo 30, 2015 by admin

imagesL’unica certezza dietro le illusioni dell’ego sono l’agonia e la morte. Per questo l’ego fa di tutto per negarle, cercando disperatamente di preservare il sogno di un benessere e potere personale illimitato.

La sofferenza, la malattia e la morte sono fonte di massimo imbarazzo per l’ego, perché distruggono inesorabilmente le sue illusioni. Di conseguenza la maggior parte degli individui ne fa esperienza in segreto, occultandosi, con un senso di vergogna e colpa verso un mondo artificiale fondato sull’ipocrisia e il benessere fittizio.

La sofferenza, la malattia e la morte possono essere esperienze dure e impegnative, ma ciò che le rende devastanti è l’idea folle che si tratti di qualcosa di sbagliato, la conseguenza di un errore che abbiamo commesso. La massima perversione che i sistemi di credenza ispirati dall’ego raggiungono consiste nel ritenere la malattia e il dolore fisico come qualcosa di anormale, prove che qualcosa non funziona, che abbiamo dei problemi irrisolti…

La prova inconfutabile è che tutti gli esseri umani, anche quelli più spavaldi e “illuminati” sono destinati ad ammalarsi, soffrire e morire fisicamente. Quindi lo scopo prioritario in questo mondo non è raggiungere la felicità evitando la sofferenza, la malattia e la morte, bensì riuscire a rimanere in uno spazio di pace e felicità sia in presenza del piacere e della sofferenza, della salute e della malattia, della vita e della morte.

Oggi, Venerdì Santo, possiamo scegliere di essere autentici, accettando la sofferenza, così come la gioia, senza preoccuparci se ciò che proviamo causa imbarazzo negli altri.

Il simbolo del cristianesimo è la croce. Alcune persone sul cammino spirituale rigettano questo simbolo, perché enfatizza il dolore e la sofferenza, il sacrificio e il martirio. Essi sostengono che bisogna dare spazio ad aspetti positivi, alla gioia e alla bellezza della vita.

La gioia e la bellezza della vita risiedono nella piena accettazione dell’esperienza umana, che include anche il dolore, la malattia e la morte. Il fatto che la croce seguita ad essere il simbolo del cristianesimo serve a ricordarci l’appuntamento inevitabile con la morte fisica, il fatto che essa accomuna tutti, incluso il Divino, e la gioia e la bellezza che deriva dall’accettarle e andare oltre.

© Franco Santoro

Immagine: dipinto di William Bouguereau

 

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Marzo 30, 2015 by admin

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Giovedì Santo

Marzo 30, 2015 by admin

mary_eucharistIl Giovedì della Settimana Santa è associato con l’Ultima Cena, il giorno dell’istituzione dell’Eucarestia.

Gli antichi cristiani relazionavano Maria con il pane e Gesù con il vino. Nelle prime comunità cristiane l’Eucarestia era un vero e proprio banchetto, in cui si mangiava cibo reale, preparato in modo rituale. A questo riguardo le donne, come tenutarie della cucina e del cibo, svolgevano un ruolo essenziale. Come dice il teologo John Dominic Crossan “nel cristianesimo non è la teologia che è giunta per prima, ma il cibo.” Poi le cose cambiarono e le donne furono escluse da ruoli rituali di rilievo.

Secondo la dottrina cattolica l’Eucarestia non è un simbolo del Cristo, ma è il Cristo stesso, presente in tutta la sua persona.

Secondo una prospettiva sciamanica, l’Eucarestia può essere letta come pratica di shapeshifting (mutaforma) o incorporamento sciamanico, in cui un aspetto della materia diventa lo Spirito stesso.

Astrologicamente i 12 apostoli rappresentano i 12 segni zodiacali, intesi come le parti frammentate dell’anima. La loro riunione durante la cena e la consumazione del pasto sacro rappresenta la riunificazione delle 12 parti con il Cristo, il rilascio dell’illusione della separazione e il risveglio nell’unità dell’amore e della pace incondizionata.

Il Giovedì Santo è anche in relazione con la Danza Rotatoria di Gesù descritta negli Atti di Giovanni.

Ogni essere umano, anche per pochi istanti, ha avuto esperienze di pace totale, di armonia con se stesso e tutti, la certezza di essere amato e al sicuro. L’unità è l’estensione di quei momenti all’infinito. Se abbiamo avuto esperienza di questa unità anche solo per pochi secondi, questa è la prova che esiste.

Certo, abbiamo anche esperienze di separazioni e conflitti, e la maggior parte del nostro tempo è dedicata a crearli, subirli, evitarli o sanarli. E più insistiamo a fare ciò più essi seguitano a essere presenti. Esiste una porta dentro di noi che conduce fuori dal tempo, in un luogo in cui la pace e l’amore sono già pienamente realizzate. Di tanto in tanto questa porta si apre per qualche istante, poi si richiude. Ma se si è aperta almeno una volta nella nostra vita, allora sappiamo dov’è, e in qualunque momento, anche adesso, possiamo aprirla, noi stessi.

 

© Franco Santoro

Immagine: dipinto di Jean-Auguste-Dominique Ingres.

La via sciamanica del cinema

Marzo 30, 2015 by admin

Uno degli aspetti della realtà ordinaria comporta una discriminazione costante tra finzione e non-finzione. Lo scopo è definire i confini tra ciò che é riconosciuto come reale o irreale, vero o fantasioso, ordinario e non-ordinario.

Sebbene la realtà ordinaria si basa su questa discriminazione, per sopravvivere ha bisogno di attingere al non-ordinario, all’energia sconosciuta della rete della vita connessa all’universo multidimensionale, di cui in definitiva fa parte. Dato che nella realtà ordinaria non esiste un accordo ufficiale riguardo alla realtà non-ordinaria, la connessione può avvenire soltanto inconsciamente o con mezzi che non pregiudicano il paradigma separato della realtà ordinaria. Questi mezzi forniscono l’esperienza e l’energia non-ordinaria, e preservano allo stesso tempo i confini della realtà separata continuando a considerare il non-ordinario irreale.

Uno di questi mezzi è il regno dell’immaginazione nella letteratura, arte, cinema, teatro, spettacolo, ecc.. Questo è anche uno dei sistemi più comuni che il non-ordinario impiega per accedere al nostro mondo separato e dispensare informazioni e guarigione. Esistono numerosi libri e film che contengono medicine spirituali, espedienti di risveglio multidimensionale, dinamiche di accesso e altri elementi non ordinari, che possono potenzialmente promuovere una maggiore espansione della coscienza umana. Mi riferisco anche a opere di puro intrattenimento. Sovente questi lavori sono più efficaci perché riescono a diffondere a un livello sottile informazioni non-ordinario, mentre contemporaneamente soddisfano gli standard ordinari. In questo modo solo coloro che sono aperti riceveranno l’informazione.

Per identificare tali elementi non-ordinari è necessario mantenere un’attitudine vigile ogni qualvolta guardiamo un film o leggiamo un libro. Questa capacità può essere esercitata gradualmente e fornisce un efficace codice di accesso alla vasta rete multidimensionale.

La distinzione tra finzione e non-finzione è uno sviluppo molto recente nella cultura umana ed è totalmente estranea alle tradizioni sciamaniche e tribali. Per queste culture tutto ciò che può essere sperimentato è reale, non importa se accade in sogno, fantasia, memoria, desiderio, o in quella che consideriamo la realtà. Culture sciamaniche ed esseri multidimensionali operano su vari livelli di realtà, facendo esperienze in ognuno di essi. L’esperienza ha la priorità fino al punto che non è realmente essenziale specificare in che contesto ha luogo. Pertanto quando i popoli tribali parlano delle loro esperienze, non è chiaro se si sono verificate in sogno, nella fantasia o nella “vita reale”. Quest’ultimo è semplicemente un dettaglio opzionale, che non mette in discussione il valore dell’esperienza stessa.

I popoli tribali, come hanno osservato gli antropologi nelle loro ricerche, sono completamente incapaci di comprendere i nostri concetti di finzione e non-finzione, realtà e immaginazione, ordinario e non-ordinario, a meno che non si siano completamente convertiti ai nostri condizionamenti, che è in realtà, ahimé, quello che è progressivamente accaduto negli ultimi secoli.

Un metodo molto efficace per recuperare la nostra saggezza originale e la realtà cancellata dalla consapevolezza ordinaria è leggere libri e guardare film che contengono informazioni non-ordinarie, intenzionali o accidentali, ed elementi di consapevolezza multidimensionale. Nonostante la prevalenza di materiale condizionato, invasivo e codificato, deliberatamente progettato per preservare il paradigma basato sulla separazione, esiste in circolazione un numero di libri e film che incoraggiano il risveglio e il cambiamento della nostra coscienza. La caratteristica di questi lavori è che piuttosto che fornire nuova conoscenza o informazioni, stimolano o riattivano dettagli già disponibili nella nostra mente e memoria. Questi fanno riferimento in modo specifico all’esperienza del lettore o spettatore e possono essere completamente diversi dai contenuti apparenti delle opere in questione.

La funzione di questi libri e film è di operare come portali ai regni multidimensionali, ma in un modo che consente di entrare soltanto a coloro che riescono a vedere oltre la facciata. Per beneficiare di tali libri e film, l’attenzione deve abbracciare i temi generali insieme a certi dettagli dei lavori stessi ma soprattutto i propri processi interiori e visioni. Alcuni film trasmettono guarigione, potere, rilascio e altre specifiche qualità, che possono svilupparsi successivamente, durante le ore o i giorni seguenti. Dopo la visione di tali film possono sopraggiungere profonde intuizioni o illuminazioni, insieme a sogni vividi e significativi. A questo punto è necessario rilevare che le persone reagiscono in modo differente a questi film, secondo il loro livello di consapevolezza e lo specifico lignaggio.

Dal 1980 al 1988, ho esplorato accuratamente la letteratura e il cinema da una prospettiva multidimensionale. Lo scopo specifico della mia ricerca era di identificare crittogrammi e portali multidimensionali, come pure temi e prototipi energetici associati ai settori astrosciamanici, e in grado di indurre stimoli di risveglio nella nostra coscienza. In quel periodo ho cercato tutto ciò che riuscivo a trovare di attinente alla multidimensionalità nella letteratura, arte, teatro, riviste e cinema, stabilendo allo stesso tempo contatti con realtà associate non ordinarie. Ho anche considerato attentamente ciò che accadeva nel mondo della stampa e dell’informazione considerata reale,  con l’intento di comprendere gli ingranaggi del sistema che tiene insieme la realtà ordinaria e le sue strette connessioni con realtà alternative. Sebbene non ci fosse l’internet disponibile, attingevo informazioni da numerose fonti, come le biblioche e la cineteca di Bologna, e un giornalaio internazionale, che quotidianamente mi permetteva di consultare tutti i giornali e le riviste disponibili in italiano, inglese, francese, tedesco e spagnolo.

Ho anche viaggiato in diverse località in Europa, esaminando materiale nelle biblioteche pubbliche o nelle librerie, partecipando a festival del cinema e altri eventi culturali. Una delle aree su cui mi sono focalizzato maggiormente è stata il cinema. In quegli anni ho visto più di 2000 film e per un terzo di essi ho viaggiato sciamanicamente lungo la linea temporale delle relative storie.

Nella sezione filmografia della biblioteca elenchiamo alcune di queste opere insieme ad altre più recenti. La sezione è ancora in costruzione.

Per accedere alla filmografia in inglese clicca qui.

Another Earth

Marzo 30, 2015 by admin

51MJu4+FD7LAnother Earth è un film uscito nel 2011, diretto, co-prodotto e co-sceneggiato da Mike Cahill (nato il 5 luglio 1979, Sole in Cancro, Luna in Scorpione) che tratta il tema delle realtà parallele e dei doppi multidimensionali con grande profondità e tenerezza spirituale. La vicenda della scoperta di un nuovo pianeta (Terra 2), che si avvicina progressivamente alla Terra, di cui si rivela essere il suo esatto specchio, abitato dalle stesse persone, s’intreccia con la storia della protagonista (Rhoda), interpretata dall’attrice Brit Marling (nata il 7 agosto 1983, Sole in Leone, Luna in Pesci) che è anche co-produttore e co-sceneggiatore del film.

Rhoda, studentessa minorenne, ascolta la notizia della scoperta del pianeta alla radio mentre guida l’auto. Nel tentativo di scorgere la nuova terra nel cielo, si distrae e causa un tragico incidente in cui perdono la vita la moglie e il figlio di un compositore (John Burroughs, interpretato da William Mapother, nato il 17 aprile 1965, Sole in Ariete, Luna in Scorpione), che rimane a lungo in coma.

Dopo quattro anni, Rhoda, scontata la condanna in prigione, ritorna ad abitare presso la sua famiglia e trova lavoro in un’impresa di pulizie. ta a quattro anni di prigione. Recatasi sul luogo dell’incidente scopre che il compositore si è risvegliato dal coma. Si reca a casa tua, con l’intento di chiedergli scusa, ma quando l’incontra non riesce a farlo e finge di essere un’addetta alle pulizie che offre un servizio speciale con prova gratuita. Rhoda da quel momento inizia a pulire regolarmente la casa di John, e tra loro nasce un’amicizia.

Intanto un’agenzia spaziale indice un concorso, in cui il vincitore può partecipare a un viaggio verso Terra 2. Rhoda decide di partecipate al concorso.

Preferisco non fornire ulteriori dettagli, in modo da consentire una visione integra del film…

Il nostro doppio, la nostra ombra, ci segue ovunque, non importa dove andiamo, o quanto cerchiamo di sfuggirlo. Non esiste un solo momento o luogo in cui egli è assente, anche dovessimo andare nello spazio. Il doppio, l’ombra, sono incompatibili con l’ego e la sua ferita. Possiamo seguitare a sfuggire il doppio, per evitare di ferire l’ego, oppure se siamo stanchi di queste fughe, provare un’altra opzione.

Riporto qui una delle scene per me più significative, in cui Rhoda narra a John la storia del cosmonauta russo.

“Conosci la storia del cosmonauta russo?”

“Dunque, il cosmonauta. Lui è il primo uomo che sia mai andato nello spazio. Giusto? I russi battono gli americani…”

“Dunque, lui parte con questa grande nave spaziale, ma la sua sola parte abitabile è molto piccola.”

“Dunque, il cosmonauta è là dentro, e ha questo piccolo oblò, e sta guardando fuori, e vede la curvatura della terra per la primissima volta. Voglio dire, il primo uomo che abbia mai guardato il pianeta da cui viene. Ed è smarrito in questo momento.”

“All’improvviso questo strano ticchettio… Toc, toc, toc, comincia a venire fuori dal cruscotto. Toc, toc, toc.”

“Stacca il pannello di controllo, giusto? Toc, toc, toc. Tira fuori i suoi strumenti. Toc, toc, toc. Cercando di trovare il suono, cercando di fermare il suono. Toc, toc, toc. Ma non riesce a trovarlo, non riesce a fermarlo. Toc, toc, toc. Continua. Toc, toc, toc.”

“Dopo un paio d’ore, toc, toc, toc, comincia a sentirlo come una tortura. Toc, toc, toc. Un paio di giorni passano con questo suono, toc, toc, toc, e lui sa che questo piccolo suono, toc, toc, toc, lo esaurirà. Toc, toc, toc. Perderà la testa. Toc, toc, toc. Che farà? Lui è nello spazio, toc, toc, toc, solo, in uno sgabuzzino spaziale. Toc, toc, toc. Ha 25 giorni rimasti da passare… Toc, toc, toc, con questo suono. Toc, toc, toc.”

“Così il cosmonauta decide… Toc, toc, toc, che il solo modo di salvare la sua sanità… Toc, toc, toc, è innamorarsi di questo suono. Toc, toc, toc. E così chiude gli occhi… Toc, toc, toc, e entra nella sua immaginazione, toc, toc, toc. e quando li apre…”

“… non sente più nessun ticchettio. Sente musica. E trascorre il resto del suo tempo di navigazione attraverso lo spazio in totale beatitudine e pace”.

Vedi scena in inglese in https://www.youtube.com/watch?v=eOU0JhkHY3w

da Another Earth, Mike Cahill, 2011

Primo di aprile

Marzo 26, 2015 by admin

maxernst copyIl primo di aprile è uno dei più importanti periodi non-ordinari dell’anno tollerati dalla realtà ordinaria, poiché costituisce un varco riconosciuto nel funzionamento della realtà convenzionale.

Le sue origini sembrano essere collegate con la manipolazione del tempo tridimensionale e l’avvicendarsi ufficiale delle stagioni sul calendario. Nei tempi antichi, sia nel mondo occidentale che in quell’orientale, il primo giorno dell’anno cadeva dopo l’equinozio di primavera ed era, di solito, celebrato intorno al 1° aprile.

Quando nel 1582, Papa Gregorio XIII riformò il Calendario (che prese il nome di Gregoriano), stabilì che l’inizio dell’anno fosse celebrato il 1 gennaio. Molte persone non ne vennero a conoscenza o rifiutarono di uniformarsi a questo cambiamento, continuando a celebrare l’inizio dell’anno il 1 aprile.

Secondo un’altra spiegazione fornita dal prof. Boskin la tradizione del primo aprile risale al regno di Costantino, quando un gruppo di buffoni e giullari di corte dissero all’imperatore romano che avrebbero potuto fare un lavoro migliore governando l’impero. A quei tempi i giullari erano considerate sciamani e guaritori. Il loro ruolo richiedeva equilibrio tra realtà ordinaria e non-ordinaria, mediante l’uso di umorismo, paradossi e risate.

Come conseguenza Costantino prese il suggerimento dei buffoni molto seriamente e permise che uno dei giullari, di nome Kugel, fosse re per un giorno. Kugel emanò un editto in cui, in quel giorno, era consentita ogni assurdità e l’evento diventò una consuetudine annuale. Questa spiegazione fu portata alla pubblica attenzione nel 1983 dall’Associated Press e stampata da molti giornali. Il punto è che il prof. Boskin inventò tutta la storia e solo dopo un paio di settimane all’Associated Press realizzarono di essere stati vittime di un Pesce d’Aprile.

Scherzi tipici del Primo Aprile sono, per esempio, mandare qualcuno a cercare cose che non esistono, cercare di far credere alle persone cose ridicole, attaccare il disegno di un pesce sulla schiena dei compagni di scuola e gridare “Pesce d’Aprile” quando viene scoperto.

In Scozia il Primo Aprile è celebrato per due giorni di seguito. Il secondo giorno è dedicato agli scherzi che interessano la regione posteriore del corpo, le natiche. Viene chiamato “Taily Day”. L’origine del “kick me” (un foglietto con su scritto “dammi un calcio”) deriva da questa usanza.

Ecco alcuni esempi di pesci di aprile:

Nel 1957 il notiziario spettacolo della BBC, Panorama, annunciò che, grazie ad un inverno molto mite, in una fattoria svizzera c’era stato un raccolto eccezionale di spaghetti. La notizia fu accompagnata da un documentario in cui si vedevano i contadini svizzeri che tiravano fili di spaghetti giù dagli alberi. Un enorme numero di spettatori fu tratto in inganno e molti chiamarono per sapere come potevano coltivare gli alberi di spaghetti. A questa domanda la BBC rispose che potevano “mettere uno spaghetto in un barattolo di salsa di pomodoro e sperare per il meglio”.

Nel 1976 l’astronomo inglese Patrick Moore annunciò su BBC2 che alle 9:47 del mattino si sarebbe verificato un avvenimento astronomico unico e irripetibile, che gli ascoltatori avrebbero potuto sperimentare nelle loro case. Il pianeta Plutone sarebbe passato dietro Giove, causando un allineamento gravitazionale temporaneo che avrebbe contrastato e diminuito il campo gravitazionale terrestre. Moore disse agli ascoltatori che sarebbero balzati in aria nel preciso istante in cui si sarebbe verificato questo allineamento planetario e che avrebbero sperimentato una strana sensazione di galleggiamento. Quando furono le 9:47 la BBC2 cominciò a ricevere migliaia di telefonate da ascoltatori che sostenevano di aver provato quella sensazione. Una donna raccontò perfino che con i suoi undici amici erano saltati su dalle sedie e avevano fluttuato in giro per la stanza.

Eventi miracolosi si sviluppano ogni giorno in una parte della nostra mente che risiede nella Luce. In quello spazio esiste l’Amore e tutto ciò che cerchiamo altrove. L”altrove” è solo uno specchio, che quando è distante ci attira. Poi quando lo raggiungiamo, ci sbattiamo contro e questo fa male. Allora pensiamo che si tratta dello specchio sbagliato e ne cerchiamo un altro. Così continua finché siamo ridotti all’osso e non abbiamo più alcuna forza, né sappiamo più dove altro andare.

Fin tanto che scambiamo gli specchi per ciò che riflettono, vivremo nella frustrazione e nell’illusione. Non potremo fare alcuna esperienza reale e la Luce non avrà alcun senso per noi, perché crediamo nel buio, e nel buio non abbiamo vita, siamo morti.

Ma la Luce seguita ad esistere, così come la parte di noi che in essa vi dimora. Questa parte insiste a chiamarci, paziente e indefessa, usando ogni mezzo e strategia, fino a quando non ci sveglieremo. E questo risveglio avviene proprio oggi, adesso. Potrebbe essere un “pesce di aprile”… E se invece tutti gli altri giorni della nostra vita fossero stati un “pesce di aprile”.
© Franco Santoro

Immagine: collage di Max Ernst, deceduto il 1° aprile 1976, nato il 2 aprile 1891.

Ora legale, solare e multidimensionale

Marzo 26, 2015 by admin

watchled-3 copyDomenica 26 marzo 2017 è il giorno più corto dell’anno. A causa del passaggio dall’ora invernale a quella estiva sarà una domenica di 23 ore. Questo accorciamento del giorno prova quanto il tempo sia arbitrario. Esiste un tempo ordinario, la conseguenza di un accordo tra esseri umani, e un tempo multidimensionale, che riguarda altri esseri.

Il tempo ordinario è il risultato di una decisione presa nel 1582 da papa Gregorio XIII, Sole e Luna in Capricorno, nato a Bologna, 7 gennaio 1502. Il calendario gregoriano sostituì allora il calendario giuliano di Giulio Cesare, addivenendo il tempo ufficiale per il genere umano. Quindi, il tempo umano corrente è stato creato da un bolognese, doppiamente Capricornuto.

Il tempo ordinario umano si fonda su due polarità opposte, inizio e fine, nascita e morte, e una serie di eventi, distribuiti in modo lineare. Nel tempo multidimensionale, queste due polarità, così come ogni evento, esistono simultaneamente.

Come esseri umani siamo influenzati sia dal tempo ordinario, o di terza dimensione, sia da quello non-ordinario, o multidimensionale. Tuttavia, ciò che causa confusione e anche molto dolore, è il fatto che solo il tempo ordinario è riconosciuto come reale. Questo tempo definisce l’unica realtà possibile. Ne consegue che le esperienze che abbiamo nel tempo multidimensionale devono assoggettarsi al tempo ordinario, alla terza dimensione. Il problema è che la terza dimensione è estremamente limitata in confronto alle dimensioni più elevate.

Per esempio, nella terza dimensione è permesso solo il movimento nello spazio, laddove nella quarta dimensione è possibile spostarsi anche nel tempo, avanti o indietro. Così come le località fisiche continuano ad esistere sempre, non importa dove siamo, gli spazi temporali seguitano ad essere presenti indipendentemente da quando siamo.

Se sono ora nello Yorkshire (Inghilterra), non posso essere a Findhorn (Scozia), dove mi trovavo la settimana scorsa, e nemmeno in Lunigiana (Massa), dove sarò forse tra una settimana. Tuttavia Findhorn e la Lunigiana continuano a esistere, anche se io non sono in quei luoghi in questo momento. Per poterli raggiungere mi basta prendere un mezzo di trasporto e viaggiare.

Nella quarta dimensione lo stesso si applica al tempo e agli eventi relativi, con la differenza che il mezzo di trasporto per viaggiare sono le emozioni.

Se io ho provato tanta gioia e amore due giorni fa mentre ero in compagnia di qualcuno, il fatto che io mi sento oggi depresso e disperato perché quella persona se ne è andata, non vuol dire che l’amore non c’è più. L’amore continua ad esistere da qualche parte, ma questa parte non è in relazione con la realtà e il tempo fisico ordinario in cui mi trovo. E’ in rapporto con gli aspetti emozionali, o di quarta dimensione, della realtà, che come esseri umani non siamo in grado di vedere e riconoscere, ma che possiamo tuttavia sentire continuamente con le emozioni.

I limiti della terza dimensione sono in relazione con la gestione umana del tempo. Qui ognuno di noi ha una data inevitabile di scadenza. Le persone si separano, vanno via, cambiano, muoiono. Quando associamo il livello emozionale con quello fisico proviamo inesorabilmente dolore.

Il dolore continua ad essere riciclato a causa della confusione tra terza e quarta dimensione, e nella nostra testardaggine nel ritenere le persone fisiche che incontriamo nella vita come responsabili di eventi che accadono invece in quarta dimensione.

Il primo grande passo nella guarigione consiste nel discriminare tra terza e quarta dimensione, tra quello che accade effettivamente nella realtà fisica e ciò che proviamo emotivamente, ciò che pensiamo stia accadendo.

Franco Santoro

Cuore e Palme

Marzo 24, 2015 by admin

332px-William-Adolphe_Bouguereau_(1825-1905)_-_The_Palm_Leaf_(Unknown)Con la Domenica delle Palme, il 14 aprile 2019 inizia la Settimana Santa che si concluderà con la Pasqua, la cui data è stabilita tradizionalmente in base a considerazioni astrologiche, ossia la prima domenica dopo la Luna Piena successiva all’entrata del Sole nel segno dell’Ariete (quest’anno il 21 aprile 2019, poiché la Luna Piena è  il 19 aprile 2019).

La Domenica delle Palme celebra un provvisorio trionfo della Luce e del Cuore, seguito poi dalle tenebre per una settimana, fino alla prossima domenica, la Pasqua, con il trionfo definitivo della Luce e del Cuore.

Questa settimana è di grande importanza strategica, perché ci confronta con la morte, con la fine dell’identità separata, l’ego, e la sua crocifissione inevitabile.

I sogni dell’ego non possono fare a meno di infrangersi, perché sono appunto sogni e come tali finiscono. Quando terminano è doloroso e straziante per l’identità ordinaria, ed è necessario riconoscere tale dolore, perché solo così l’ego muore. Dio è Luce, amore, felicità e unità. La Sua volontà è incompatibile con il dolore, su cui invece si basa l’identità separata, l’ego.

L’identità separata è regolata da un programma dualistico, per cui dietro ai suoi sogni c’è sempre la relazione con qualcuno o qualcosa che è separato, che si unisce a noi e poi si separa, e così via con cicli incessanti di unità e separazione, incontro e abbandono, amore e rancore.

Gesù entra trionfante a Gerusalemme, che rappresenta sia la Gerusalemme Celeste, quella unificata e luminosa, sia la Gerusalemme ordinaria, separata e conflittuale.

È accolto trionfante in entrambe le Gerusalemmi, con la differenza che dopo solo cinque giorni in quella ordinaria sarà crocifisso dalle stesse persone che lo avevano osannato in precedenza, laddove in quella celeste seguiterà ad essere osannato.

Chi muore sulla croce è l’identità separata, i cui sogni sono sogni, dettati da una percezione illusoria fondata sul rancore e il dolore, sull’idea di essere un corpo fisico scisso dal Tutto e in competizione con altri corpi.

Quando un sogno dell’ego si infrange la sofferenza è tangibile, la sentiamo sulla pelle, ci possiede dentro e fuori, questo perché il programma dell’ego fa presa sulla mente confondendoci con l’identificazione con il corpo. La testa in quei momenti ci tortura e brucia. I pensieri cercano di ucciderci, fomentati da emozioni devastanti. Eppure in quei momenti drammatici, può accadere il salto, l’apertura del Cuore.

Laddove il programma dell’ego è dualistico, separante, distingue sempre tra lui e lei, quello del Cuore unifica.

Attenzione però! Questo Cuore non è necessariamente quello emotivo, il cuore delle infatuazioni e fantasie romantiche, quello disegnato con i fiorellini e nei cioccolatini, fondato sul possesso, la gelosia, il controllo e in definitiva sulla morte.

Il Cuore in questo caso è l’organo di percezione multidimensionale, che ci tiene allineati con la coscienza Cristica, priva di separazione, incapace di dividere e fondata sull’amore incondizionato.

Nei momenti più duri, quando accettiamo pienamente che un sogno si è infranto, non sollevando le spalle e facendo i distaccati, senza dare la colpa a qualcuno o a noi stessi, sentendone forte il dolore, ma comprendendo intimamente che esso non è reale, e che anzi la sua fine ci può permettere di aprirci alla realtà e al vero amore,  ecco che può accadere il salto.

Dapprima è come la crocifissione, tutti ci abbandonano in apparenza, e i chiodi fanno male. Il sogno si è infranto, non c’è più, ci ha abbandonati, e non possiamo fare a meno di rimpiangerlo profondamente. Ci ritroviamo da soli.

L’amore vero lo scopriamo in solitudine, e all’inizio fa male, ferisce, ci rende totalmente aperti e vulnerabili, perché è l’anticamera tra la realtà e l’allucinazione dell’ego. Da un lato c’è la parte crocifissa, dall’altro quella che se la ride, immune ad ogni dolore e pienamente nella Luce.

Questo è il rilascio, una forma brutale di svuotamento di ogni sogno dell’ego.

Tuttavia in questo svuotamento, se perseveriamo a restare aperti, se non attribuiamo colpe a nessuno, ecco che qualcosa emerge, un mondo estatico, la realtà che sottende il sogno, quella del Cuore, della Luce.

In ogni rapporto umano il Cuore è all’opera, ma è solo quando giunge il momento della fine, che si decide il prossimo passaggio con due opzioni: il riciclaggio nel dualismo e nei rancori dell’ego oppure totalmente nel Cuore, nella Luce.

Le palme sono un simbolo di vittoria, di trionfo, e ponendo le palme sul nostro Cuore, lasciamo che questa Domenica celebri il trionfo del Cuore!

© Franco Santoro

Immagine: The Palm Leaf di William-Adolphe Bouguereau

Annunciazione

Marzo 23, 2015 by admin

265311--600Oggi, giorno dell’Annunciazione, ad esattamente nove mesi dal prossimo Natale. È un giorno ideale per concepire la Luce, accogliendo il mistero creativo di ciò che può manifestarsi tramite noi come conseguenza dell’azione dello Spirito. Per fare questo è necessario tuttavia che liberiamo l’energia asservita al nostro ego, all’idea separata che abbiamo di noi stessi e degli altri.

Se decidiamo di usare per fini luminosi anche una piccola parte dell’energia che dedichiamo a cercare riconoscimenti e gratificazioni nel mondo, tenendo in piedi a malapena l’idea illusoria di noi stessi, possiamo diventare i canali per veicolare ciò che sta effettivamente accadendo nell’universo reale. Allora, possiamo recuperare la memoria di quanto ci è stato più volte “annunciato”, concependolo e rendendolo pienamente visibile nel mondo.

Il dipinto emana un’energia simultanea di serenità e potenza. L’umile stanza in cui Maria siede in preghiera diventa improvvisamente il luogo in cui si scatena la forza della Luce con il massimo dei suoi effetti speciali. Oltre all’angelo, che con una mano porge a Maria dei gigli e con l’altra le indica il Cielo, compaiono Dio stesso, lo Spirito Santo e un’intera scolaresca di putti, incontenibili per l’eccitazione. Dinanzi a tutto questo clamore Maria rimane impassibile, tranquilla… con l’attenzione rivolta alla cesta che ospiterà il Nascituro…

L’opera è del pittore romano Giovanni Odazzi, nato il 25 marzo 1663, giorno dell’Annunciazione, con Sole in Ariete e Luna in Bilancia.

© Franco Santoro

24 marzo

Marzo 23, 2015 by admin

indexLasciare la vita scorrere liberamente
sarà il primo passo verso la libertà
e verso la pace sulla terra.

Wilhelm Reich: nato il 24 marzo 1897 con il Sole in Ariete, la Luna in Sagittario e l’Ascendente in Cancro (1.9.4) fu un eminente scienziato e psicanalista. Scoprì l’energia che tutto pervade che chiamò “orgone” e la descrisse come “una potente massa libera primordiale che opera attraverso l’universo come la forza fondamentale della vita” e “la realtà scientifica che molti chiamano Dio”. Sviluppò strumenti con lo scopo di scoprirla e re-impiegarla con propositi di guarigione e ambientali. Fu costantemente perseguitato nel suo sforzo di ricerca e le sue pubblicazioni furono bruciate o pesantemente censurate. La sua vita controversa ebbe fine in una prigione federale americana dove stava scontando una condanna di due anni per aver divulgato il suo “accumulatore di energia orgone”. In particolare studiò l’energia sessuale e la funzione dell’orgasmo, cercando di misurare i diversi stadi dell’orgasmo e la sua energia fondamentale (l’orgone). Secondo la sua visione l’energia sessuale non espressa è la principale causa di rancori e il risultato di condizionamenti. Il suo libro, La Rivoluzione Sessuale, promuoveva la contraccezione libera, l’aborto e un’educazione sessuale più aperta. Reich condusse anche vaste ricerche sulle origini della vita e costruì contenitori per accumulare l’energia orgone nell’atmosfera che egli considerò come una forza entropico-negativa presente in natura, responsabile della concentrazione e dell’organizzazione della sostanza. Credeva che nei contenitori si potesse trattare il cancro e altre malattie, ma la stampa popolare le descrisse come scatole del sesso che avevano lo scopo di provocare lunghe erezioni. Fu interessato anche allo studio di veicoli non-ordinari dichiarando che l’energia orgone veniva usata come propellente dagli UFO. Arguì che la malattia era principalmente dovuta a blocchi dell’energia orgone dentro il corpo e condusse molti test scientifici per provare la sua teoria. Molte delle sue scoperte furono confermate da Einstein con il quale Reich ebbe rapporti controversi. Reich fu il pioniere delle psicoterapie body-oriented e emotions-based e un’importante autorità nella terapia Gestalt di Fritz Perls, nella terapia primordiale di Arthur Janov e nell’analisi bioenergetica di Alexander Lowen. Fu l’ispiratore di artisti e musicisti come Patti Smith, Kate Bush, Frank Zappa e Suzanne Vega. Una delle sue opere (Ascolta, Piccolo Uomo!) scritto nel 1946 è una penetrante dissezione dell’uomo ordinario, che Reich chiama il “piccolo uomo”. Come dice l’autore il libro “riflette l’agitazione interiore di uno scienziato e medico che ha osservato il piccolo uomo per molti anni e ha visto, prima con stupore, poi con orrore, che cosa fa a se stesso; come soffre, si ribella, onora i suoi nemici e uccide i suoi amici; come, dovunque acquisisce potere “in nome della gente”, ne fa cattivo uso e lo trasforma in qualcosa di più crudele della tirannia che ha precedentemente sopportato per mano di sadici d’alto ceto”

Se sapete che cos’è l’oceano, che sia calmo, che stia muovendosi o che sia pienamente sveglio, saprete che cos’è Dio e saprete di che cosa hanno parlato tutti i Cristi nella storia dell’uomo. Se non sapete che cosa sia l’oceano, siete semplicemente perduti, non importa chi voi siate. Se avete paura di immergervi nelle sue profondità, forse conoscerete che cosa sia l’oceano solo in uno specchio, ma non potrete impedire di essere una parte dell’oceano, una parte che emerge dalle sue profondità e che ritorna nella sua immobilità. E nell’uscire e nel rientrare nell’oceano, portate con voi la sua profondità; non una piccola parte di profondità messa a confronto delle grandi profondità oceaniche. Non un milligrammo di profondità messo a confronto con mille tonnellate di profondità. La profondità è la profondità, non importa che si tratti di un grammo o di una tonnellata. È una qualità e non una quantità. Agisce pienamente tanto in una lucciola, quanto in un elefante. Il minuscolo nervo di una farfalla ha fondamentalmente la stessa funzione del nervo più grosso di una balena. (da: L’assassinio di Cristo)

Che devo fare? Che dobbiamo fare? Questa è la tua domanda, che echeggia attraverso i secoli… Molti uomini grandi, coraggiosi, solitari t’hanno detto da gran tempo ciò che devi fare. Ma tu hai ripetutamente deformato, annientato, spezzettato i loro insegnamenti; hai continuato a prendere le cose dal lato sbagliato… Hai fatto tutto ciò, ed hai costruito la tua casa sulla sabbia, perché non osi, perché sei incapace di sentire in te stesso ciò che è vivo, perché uccidi l’amore del tuo bimbo, soffocandolo in lui ancor prima che nasca; perché non sopporti alcuna manifestazione viva e libera, nessun moto libero e naturale… Piccolo uomo, hai paura di pensare perché il vero pensiero è tutt’uno con forti sensazioni fisiche; e tu temi il tuo corpo, piccolo uomo. Molti grandi ti hanno gridato: “Ritorna alle tue origini! Ascolta la tua voce interiore e segui i tuoi sentimenti veri. Mantieni in alta considerazione l’amore!” Ma ti mostrasti sordo, perché hai perso la sensibilità e l’orecchio per queste parole, che si spengono in ampi deserti; e quei solitari che gridano si bruciano nella terribile aridità del tuo deserto, piccolo uomo… Costruisci la tua casa sulla roccia granitica. Questa è la natura che tu tormenti a morte: l’amore fisico del tuo bimbo, il sogno d’amore di tua moglie, il tuo stesso sogno di vita di quando avevi sedici anni. Abbandona le tue illusioni per un piccolo pezzetto di verità. Manda al diavolo i tuoi uomini politici e diplomatici. Prendi in mano il tuo destino e costruisci una casa sulla roccia. Dimentica il tuo vicino ed ascolta ciò che dice il tuo intimo. Anche il tuo vicino te ne sarà grato.

La favola dei grandi sacerdoti che aizzano il popolo contro Cristo è un’invenzione degli spacciatori di libertà. Come potrebbe una decina di sacerdoti aizzare le masse contro qualunque cosa se quel che può essere aizzato contro Cristo non esistesse già dentro l’anima del popolo? Smettete di scusare il popolo e ciò che fa… Per la prima volta Cristo si rende conto dell’abisso che lo separa dai suoi concittadini e dalla sua epoca. Accetta la cosa con calma. Non ne viene colpito. I suoi amici non sono mai stati amici veri. Gli sono stati amici finché hanno potuto ottenere qualcosa da lui: eccitazione, conforto, pace, piacere e ispirazione. Adesso, mentre la peste emozionale urla intorno a lui se ne vanno. Nemmeno una di queste sanguisughe è presente. Cristo non li odia né li disprezza, si rende semplicemente conto della situazione e rimane in silenzio, solennemente… Cristo è circondato da un’atmosfera di silenzio esteriore e di intima incandescenza pacifica, come se fosse protetto da uno scudo. Non c’è nulla in realtà che lo tocchi o che lo possa toccare. È aldilà dello stupido spettacolo che si svolge davanti ai suoi occhi… Il silenzio incandescente e pacifico di Cristo in questo momento è avvertito da quanti assistono al disgustoso tumulto. La moglie di Pilato ama Cristo; lo ha visto in sogno e il suo destino la riempie di tristezza. Le donne lo hanno sempre amato sinceramente. Lo hanno amato di quei sentimenti che le donne felici provano per l’uomo di cui sono innamorate. Le donne sanno. Conoscono uomini come Cristo nel loro corpo. La moglie di Pilato cerca invano di salvarlo. Avverte la silenziosa, calda incandescenza che è in Cristo in quei momenti. E proprio su questo silenzioso splendore di fiducia, che va molto oltre la miserabile cattiveria umana, che in seguito si fonderà la forza silenziosa dei primi cristiani pacifici… Cristo rimarrà in silenzio quando si contorcerà di dolore. Rimarrà in silenzio quando le forze gli mancheranno. Rimarrà in silenzio quando la gente lo insulterà e lo sbeffeggerà, anche se sarà questo che più lo addolorerà, ma come da lontano… La tranquilla e silenziosa incandescenza della Vita vivente non può venire distrutta con nessun mezzo. È una fondamentale manifestazione dell’energia stessa che fa muovere l’universo. Questo splendore lo si trova nel cielo notturno. È il fremito silenzioso del cielo illuminato che vi porta a dimenticare i brutti scherzi. È la tranquilla incandescenza degli organi sessuali delle lucciole. Aleggia sulle chiome degli alberi all’alba e al tramonto, e lo si scopre negli occhi di un bambino fiducioso… È lo splendore che si nota di notte sulla superficie dell’oceano o sulla cima degli alberi. Non c’è nulla che possa distruggere questa forza splendente e silenziosa. Essa penetra ovunque e governa ogni movimento di ogni cellula dell’organismo vivente. È ovunque e riempie tutto lo spazio che è stato svuotato dagli uomini inariditi. È la causa dello splendore delle stelle e del loro ammiccare. Lo splendore della pelle è per il vero medico un segno di salute, così come la mancanza è segno di malattia. Quando si ha la febbre, lo splendore aumenta poiché esso combatte l’infezione mortale. È l’incandescenza della forza vitale che continua anche dopo la morte dell’organismo. È l’incandescenza dell’anima, ma dopo la morte non rimane come ‘forma’. Si disperde nell’infinito oceano cosmico, nel ‘Regno di Dio’ da cui proviene. (brani da L’assassinio di Cristo di Wilhelm Reich)

 

Nascita di Romolo

“Homo homini lupus, foemina foeminae lupior, sacerdos sacerdoti lupissimus”

Il 24 marzo 771 a.C. è la data di nascita tradizionale di Romolo, primo re di Roma, insieme al suo gemello Remo figlio di Marte e di Rea Silvia, sacerdotessa vestale figlia del re di Alba Longa, diretto discendente di Enea. Conosciamo credo tutti la leggenda dei gemelli trovati e allevati da una lupa, sebbene il fatto che anche un picchio contribuì all’operazione sia meno noto. Il potere sciamanico del Lupo come alleato e animale guida era diffuso ampiamente nelle tradizioni misteriche dell’Italia preromana. Eredi di tali trasmissioni erano i Luperci, “lupacchiotti”, membri di una confraternita sciamanica e sacerdotale dell’antica Roma, portatori dell’energia del Lupo e dell’Ariete, e noti per la celebrazione dei Lupercalia, una cerimonia intesa a commemorare il salvataggio di Romolo e Remo da parte della Lupa. Tale ritualità risaliva a tempi assai più remoti della fondazione di Roma. Da considerare inoltre che il termine “lupa” era il nomignolo attribuito alle prostitute, che in questo caso era una “ierodula”, ovvero una prostituta sacra connessa ai sacri misteri del lupo. Narra la leggenda che nella città di Albalonga la giovane Rea Silvia, sacerdotessa della dea Vesta e quindi vincolata alla castità, partorì segretamente due gemelli, concepiti per intervento del dio Marte. Amulio, usurpatore del trono di Numitore, padre di Rea Silvia, venne a conoscenza della nascita di questi potenziali eredi al trono e ordinò la loro uccisione. Il servo incaricato dell’esecuzione, preso da compassione, abbandonò i gemelli in una cesta al flusso della corrente del Tevere. La cesta si arenò tra due alberi (il Germalo e il Fico Ruminale) e fu trovata da una Lupa che li portò nella sua grotta e li allattò. In seguito, il pastore Faustolo scoprì i bambini e li portò alla compagna Acca Laurentia, chiamata anch’essa la Lupa per i motivi forniti sopra, che si prese cura di loro. Quando i gemelli crebbero uccisero l’usurpatore Amulio e ristabilirono sul trono il nonno Numitore. Poiché avevano ricevuto una specifica visione, decisero di lasciare Albalonga e fondare una nuova città, scegliendo proprio il posto in cui erano stati ritrovati dalla Lupa. In disaccordo tra di loro, essi si affidarono al responso di una divinazione onde stabilire a chi sarebbe spettato l’onore di dare il nome alla città. Chi avesse avvistato più uccelli avrebbe avuto questo incarico. Remo ne vide sei, mentre Romolo ne avvistò dodici, come i segni zodiacali. Romolo iniziò quindi a tracciare sul colle Palatino il perimetro dell’insediamento. Tuttavia la disputa tra i due fratelli seguitò e in una lite Romolo uccise Remo, pronunciando in seguito un giuramento: “muoia chiunque oltrepassi queste mura” e decidendo di chiamare la nuova città con il nome di Roma. Secondo la leggenda Romolo ascese al cielo, mentre passava in rassegna l’esercito allorché fu avvolto da una nuvola e di lui non si vide più traccia.

 

Altre celebrità nate oggi:

William Morris, nato il 24 marzo 1834, Sole in Ariete, Luna in Vergine, poeta e artista inglese, vedi Rossa o blu?

James Ingall Wedgwood (1.7) (24 March 1883 – 1951) first Presiding Bishop of the Liberal Catholic Church, member of the Theosophical Society and a co-Masonic order.

Corbin Harney (March 24, 1920, Bruneau, Idaho – July 10, 2007, near Petaluma, California) elder and spiritual leader of the Newe (Western Shoshone) people. He inspired the creation in 1994 of the Shundahai Network, which works for  environmental justice and the abolition of nuclear weapons.

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