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Bellezza e bruttezza

Novembre 24, 2015 by admin

skeleton2La vita umana è per molti una continua lotta intesa a fare trionfare la bellezza sulla bruttezza. Questo proposito può apparire nobile se non fosse per il fatto che bellezza e bruttezza si basano su giudizi arbitrari o, per meglio dire, allucinatori.

In natura e da una prospettiva multidimensionale tutto quello che esiste è semplicemente ciò che è, e non ci sono linee di demarcazione tra bello e brutto. Ogni parte del nostro corpo è quello che è. Le parti del nostro corpo che consideriamo belle e che mettiamo in evidenza, hanno lo stesso valore delle parti che riteniamo brutte e che di conseguenza nascondiamo o di cui ci sentiamo a disagio.

La nostra idea di bellezza è uno degli aspetti più perversi e nefasti della realtà separata umana. Essa è altamente distruttiva e conflittuale poiché si fonda sull’antagonismo con qualcosa che è giudicato brutto. Non può esistere un’idea di bellezza se non nella svalutazione di una controparte, definita arbitrariamente come bruttezza.

L’idea ordinaria di bellezza fisica è uno degli aspetti più perversi della realtà umana. L’opinione pubblica s’infiamma per le discriminazioni razziali, sociali, economiche, sessuale, ma nessuno sembra fare una piega riguardo la discriminazione estetica.

La ricerca della bellezza arbitraria determina un simultaneo confronto con la bruttezza arbitraria, che rende la bruttezza necessaria al fine di preservare la bellezza. In altre parole, l’idea perversa della bellezza umana per poter sopravvivere necessita della bruttezza. Questa dinamica è presente incessantemente nelle nostre interazioni umane allorché confrontiamo il nostro o altrui corpo con quello di altri, valutando quale di essi è più bello o brutto, esprimendo giudizi su misure, forme, ecc.

Quando diciamo: “quella ragazza è molto bella” o “quel ragazzo è molto bello” che cosa stiamo effettivamente esprimendo? In base a chi o che cosa decidiamo che lei o lui sono belli? Se osserviamo bene dietro a questa affermazione c’è il confronto con qualcuno che non è altrettanto bello o che riteniamo essere decisamente brutto.

In base a quali valori esprimiamo questi giudizi di bellezza e bruttezza? Su che cosa si basano? Quale autorità ha il potere di decidere che cosa è bello o brutto?

Dire che qualcuno è bello può apparire un complimento ed espressione gentile, tuttavia ogni volta che facciamo queste valutazioni stiamo esplicitamente giudicando altri come non belli, li stiamo privando di bellezza, li stiamo dichiarando brutti.

Se facciamo ancora più attenzione, dietro la dichiarazione di bellezza verso qualcuno, non solo facciamo confronti con altri, che sono meno belli, dando loro meno valore, ma stiamo escludendo dalla bellezza soprattutto noi stessi.

Più lottiamo per mantenerci belli o per inseguire persone o situazioni belle, più ciò che è brutto si amplifica dentro e fuori di noi.

Tutta questa ricerca e valutazione della bellezza è intesa a fomentare solo bruttezza e svalutazione di chi siamo veramente, dentro e fuori di noi.

Per poter comprendere chi siamo davvero è necessario che andiamo oltre le definizioni di bello e brutto, che cominciamo ad accettare ciò che esiste per quello che è.

La bellezza del corpo fisico è una totale allucinazione. Si tratta dell’allucinazione che tiene in piedi la realtà separata umana, che si fonda appunto sulla separazione e negazione di ciò che viene giudicato brutto.

L’idea che abbiamo della bellezza del corpo fisico è una totale allucinazione perché quello che vediamo del corpo è solamente la sua silhouette, la forma esterna, quello che appare al di fuori, fondato sull’oblio o negazione di quanto esiste dentro il corpo, degli organi interni.

I trucchi per apparire belli al di fuori, la messa in evidenza di forme, i profumi, sono un tentativo disperato per occultare ciò che riteniamo brutto, che è fonte di grande imbarazzo, gli organi interni e i cattivi odori che ne derivano.

Si tratta di una guerra persa già in partenza perché più lottiamo per fare trionfare la bellezza, più la bruttezza si rafforza, fino al punto in cui avrà la meglio e si prenderà la sua rivincita definitiva.

In natura e da una prospettiva multidimensionale tutto quello che esiste è semplicemente ciò che è, e non ci sono linee di demarcazione tra bello e brutto. Andare oltre la demarcazione arbitraria tra bello e brutto è la chiave per liberarsi da questa realtà separata.

© Franco Santoro

La strage degli innocenti

Novembre 18, 2015 by admin

indexTra tutti gli orrori e crimini possibili ne esiste uno, assai infame, che passa regolarmente inosservato e che è addirittura incoraggiato da molti percorsi spirituali.

Questo crimine consiste nel giudicare le persone sofferenti come colpevoli del loro dolore, delle loro malattie, disgrazie e sventure.

Vi sono tante persone che nascono con disturbi congeniti, altre che si ammalano gravemente in seguito, subiscono incidenti o vivono esperienze personali molto dolorose.

Ogni volta che ci permettiamo di insinuare o pensare che questo dolore sia dovuto a una loro colpa, che si tratta di una punizione per quello che hanno fatto in questa o altre vite, un debito karmico e altre farneticazioni, commettiamo questo crimine, assai infame.

È molto infame perché condanna esseri umani innocenti, senza possibiità di appello, in assenza di prove, e solo in base a idee crudeli e perverse, che si spacciano per spiritualità.

Ma anche chi commette questo crimine è innocente, inconsapevole degli effetti del suo pensiero, ignaro delle meccaniche oscure che dominano la realtà in cui vive.

Il male, la morte, la malattia, il dolore sono di grande imbarazzo per una realtà separata, per le sue ideologie e credenze, per tutti i seguaci del creatore di questo mondo. Se questo creatore è luce e amore incondizionato la presenza del male e del dolore non può essergli imputata.

Allora bisogna trovare altri colpevoli, ma soprattuto è necessario trovare altri accusatori, moltiplicare a dismisura i seguaci di questo creatore, manipolando incessantemente la coscienza umana al fine di giustificare il proseguimento di questa infamia.

© Franco Santoro

Immagine: Nicolas Poussin: La strage degli innocenti

Liberatoria: tutte le informazioni fornite in questo sito sono presentate unicamente per stimolare la consapevolezza e le intuizioni del lettore, e non sono intese a sostituire la sua ricerca ed esperienza diretta. Ogni chiave di lettura è legittima nella misura in cui non diventa assoluta. I nostri scritti sono allineati con specifici cicli stagionali o percezioni della realtà, e non costituiscono l’enunciazione di verità assolute, bensì di punti di vista limitati, che fanno parte di una visione olistica più ampia, o di messaggi strategici intesi a scuotere la coscienza dall’assuefazione a pregiudizi e idee fisse. L’autore (Franco Santoro) non appoggia necessariamente le idee e le opinioni espresse in questi scritti, incluse le sue.

Il bersaglio

Novembre 18, 2015 by admin

sagclose2smIl Sagittario mira e colpisce il bersaglio, ha qualcosa di preciso da realizzare e manifestare nella vita, e lo fa con gioia e innocenza, eccitato dal rischio e dall’entusiasmo che ne deriva. Quindi poche storie sul coltivare l’assenza dei desideri, accettare le cose come stanno ed essere cauti!

Se ci troviamo qui su questo pianeta è perché siamo alla ricerca di qualcosa, qualcuno, noi stessi, la verità, la Luce. Nell’impeto dell’arciere non c’è spazio per chi crede di avere già tutte le risposte o di non avere alcuna domanda o che ritiene inutile perseguire alcun traguardo.

E allora, ti chiedo: secondo l’esperienza diretta della tua vita, qual è il tuo bersaglio? Quale traguardo vuoi raggiungere per te stesso, gli altri, il pianeta?

Sottolineo secondo l’esperienza diretta della tua vita perché ci sono anche le esperienze degli altri, con tutte le credenze morali, sociali e religiose, che continuamente indicano dei bersagli, degli obiettivi riguardo ciò che è ritenuto giusto nella vita di tutti.

Se rifletti bene ti puoi avvedere che i dolori più grandi non si creano quando manchiamo un bersaglio, bensì quando facciamo sforzi immani per raggiungere obiettivi che non ci riguardano, negando o giudicando sbagliato ciò che vogliamo veramente.

La principale difficoltà e il paradosso nel trovare e colpire il bersaglio giusto, è che è in relazione col colpire i bersagli sbagliati. E’ in rapporto col Buio, dentro e fuori di noi. Solo quando riconosciamo e trasformiamo questo Buio, e i relativi bersagli errati, allora troviamo la Luce, colpiamo il bersaglio giusto.

Il Sagittario è un campione nell’individuare il bersaglio giusto, perché conosce molto bene i bersagli sbagliati. Il Sagittario è un maestro nel trovare la Luce, appunto perché è il segno di massimo Buio. E nelle massime condizioni di Buio, anche la Luce più minuscola può essere identificata.

Questa è la forza del Sagittario, la sua Luce non si basa sulla negazione del Buio. Al contrario è tramite l’eccesso di Buio che è capace di trovare la Luce.

Affrontare il buio, ammettere il dolore, permettere al dolore di essere dolore, non è mai facile. Ecco perché il coraggio – la grande apertura del cuore – è la virtù più essenziale nel percorso spirituale. Ma se non lasciamo che il dolore sia dolore – e la nostra intera cultura patriarcale rifiuta proprio questo – il dolore ci ossessionerà nei nostri incubi. Diventeremo le vittime del dolore invece dei guaritori che abbiamo il potenziale di essere. (Matthew Fox, Sole in Sagittario, Luna in Vergine)

Il lancio della freccia del Sagittario mostra l’emergenza dal Buio della vita ordinaria e dei condizionamenti, e il passaggio nella Luce di chi siamo, e di ciò che vogliamo veramente.

Allora, ti chiedo ancora, secondo l’esperienza diretta della tua vita, qual è il tuo bersaglio? Quale traguardo vuoi raggiungere per te stesso, gli altri, il pianeta?

Non aspettare, identificalo in questo momento, concentrati su quello che vuoi profondamente ora. Se sei veramente onesto con te stesso, non puoi sbagliare. Quando sei profondamente onesto con te stesso, comprendi che lo sbaglio più fatale che puoi fare è di ritenerti sbagliato in partenza, di credere che solo gli altri possiedano la ricetta dei bersagli giusti.

Allora, inquadra il tuo vero bersaglio, prendi bene la mira, e tira.

© Franco Santoro

16 novembre

Novembre 15, 2015 by admin

images“C’è luce alla fine del tunnel. Il problema è che quel tunnel è dietro la tua mente. E se non vai in quella parte dietro, non vedrai mai la luce alla fine del tunnel. E una volta che la vedi, allora lo scopo diventa quello di potenziarla in te stesso e negli altri. Diffondila come una realtà. Dio non si è ritirato nel settimo cielo, Dio è una specie di continente perduto NELLA mente umana.”

“Sei un’esploratore, e rappresenti la nostra specie, e la cosa buona più grande che puoi fare è di riportare una nuova idea, perché il nostro mondo è in pericolo a causa dell’assenza di buone idee. Il nostro mondo è in crisi a causa dell’assenza di coscienza.”

“Il problema non è trovare la risposta, è affrontare la risposta”

“Se non si dispone di un piano, si diventa parte del piano di qualcun altro.”

(Terence McKenna, nato il 16 novembre 1946, con Sole in Scorpione, Luna in Vergine e Ascendente in Scorpione)

 

 

“Dentro di noi c’è qualcosa che non ha nome, quel qualcosa è ciò che siamo.”

(José Saramago, nato il 16 novembre 1922, Sole in Scorpione, Luna in Bilancia, Ascendente in Pesci)

Non esistono sogni e dolori personali

Novembre 13, 2015 by admin

catsleepMi permetto di confidare un imbarazzante, sebbene trito, segreto: il tuo proposito di realizzare sogni e obiettivi individuali, o di guarire problemi e ferite personali è destinato a fallire.

Ammetto che questa affermazione mi crea per certi versi disagio perché è in apparente contraddizione con il lavoro che propongo e i relativi slogan.

In tutta trasparenza confesso che mi riferisco a sogni, intenti e obiettivi individuali da realizzare o a dolori e ferite personali da guarire, semplicemente per attrarre la tua attenzione.

I tuoi sogni, le tue ambizioni personali, così come i tuoi problemi o traumi, da una prospettiva multidimensionale non saranno mai realizzati o guariti.

Sogni e obiettivi individuali, pene e ferite personali, sono solo esche intese a farti abboccare per portarti da un’altra parte, una finzione attraverso cui puoi accedere alla realtà che ci sta dietro.

Da una prospettiva multidimensionale non esistono sogni e obiettivi, dolori e ferite personali semplicemente perché la nozione di “personale” o “individuale” non esiste, non è reale.

In una realtà separata, come quella umana contemporanea, ci identifichiamo con una personalità separata dissociata da identità che abbiamo in altre dimensioni e dalla nostra appartenenza reale al Tutto.

È legittimo umanamente che tu aspiri a realizzare i tuoi sogni e a liberarti dal tuo dolore. Il problema deriva dal fatto che è proprio questa identificazione dei sogni e dei dolori come tuoi che li rende irrealizzabili e insanabili.

Non esistono sogni e dolori personali.

Esistono solo sogni e dolori.

Quando concepisci qualcosa come tuo e non di qualcun altro, questo è un sintomo che sei nell’allucinazione della realtà separata, nell’illusione di essere un’identità autonoma, in competizione con altre.

In una realtà di questo genere i sogni sono inevitabilmente frustrati e i dolori insanabili. Certo, posso farti credere che i sogni si manifesteranno e che le ferite saranno guarite. Quando sostengo questo non ti sto affatto ingannando. E magari può pure succedere, come è accaduto a tante persone con cui ho lavorato, che tu realizzi i sogni individuali o guarisci le ferite personali, ma questo sarà solo un effetto collaterale di un processo di guarigione assai più ampio, e non la mia intenzione.

Il mio intento è adoperarmi affinché tu possa avere un’esperienza diretta di chi sei veramente, oltre all’illusione di chi credi di essere, di risvegliare la consapevolezza della tua autentica natura, che è la stessa che condividi con tutto ciò che ti circonda, perché tu non sei solo tu, tu sei anche questo e quello, tu sei noi, voi e loro.

© Franco Santoro

Liberatoria: tutte le informazioni fornite in questo sito sono presentate unicamente per stimolare la consapevolezza e le intuizioni del lettore, e non sono intese a sostituire la sua ricerca ed esperienza diretta. Ogni chiave di lettura è legittima nella misura in cui non diventa assoluta. Ogni scritto è allineato con specifici cicli stagionali o percezioni della realtà, e non costituisce l’enunciazione di verità assolute, bensì di punti di vista limitati, che fanno parte di una visione olistica più ampia, o di messaggi strategici intesi a scuotere la coscienza dall’assuefazione a pregiudizi e idee fisse. L’autore (Franco Santoro) non appoggia necessariamente le idee e le opinioni espresse in questi scritti, incluse le sue.

Lavoro sporco

Novembre 13, 2015 by admin

d3793da1ef941f2b3af543e0e84ef421Vi sono anime assai sensibili, dolci e luminose, che in questa realtà svolgono un lavoro molto scomodo, pericoloso e decisamente ben poco retribuito. Il loro compito è addentrarsi nel buio, in aree di estrema separazione e tossicità dell’anima, per recuperare parti perdute, per creare collegamenti tra luce e oscurità.

Di conseguenza tali anime attraggono regolarmente emozioni e pensieri poco piacevoli, specialmente in alcuni momenti della giornata e del ciclo lunare o solare.

Se questo ti succede, ricordati che sei una di quelle anime sensibili, dolci e luminose. Ricordati inoltre che fai parte di quell’audace e generoso gruppo di volontari che ha scelto di liberare e trasformare il veleno di questo pianeta.

Certo, ci sono tanti sapientoni, che avranno sicuramente da ridire rispetto a quanto sopra, imputando quello che senti ad altri fattori, dipendenti in genere da una tua responsabilità e negligenza. La tua oscurità li metterà assai a disagio e ti diranno che è dovuta a tue questioni in sospeso, che esiste perché fai, o non fai, questo o quest’altro. Non si rendono conto che sei solo uno specchio di ciò che insistono a negare, a non volere vedere, che ti stai prendendo carico pure della loro spazzatura.

Sì, certo, è un lavoro sporco, ma qualcuno bisogna che lo faccia. E tu hai deciso di farlo perché sei un’anima assai sensibile, dolce e luminosa, che non è interessata a ricevere riconoscimenti e approvazioni, che ha aperto il suo cuore a una richiesta di aiuto. Ricorda!

Poi ricorda anche, e questa è la cosa più importante, che seppure in quei momenti è tutto buio e nessuno sembra capirti o starti vicino, tu non sei solo o sola, ci sono io, lui, lei, loro, e stiamo facendo insieme lo stesso lavoro.

 

© Franco Santoro

 

Immagine: Immagine: “The Poem of The Soul The Wrong Path” di Anne Francois Louis Janmot

 

Sulla bellezza

Novembre 12, 2015 by admin

index“Tutte le volte che ignoriamo o non ascoltiamo una donna alla televisione o sulla stampa perché la nostra attenzione è stata attratta dalla sua taglia, dal suo trucco, dal suo abbigliamento o dalla sua pettinatura, il mito della bellezza funziona al meglio della sua efficienza. […] Avremo già fatto un passo avanti sotto il profilo politico quando avremo respinto il concetto propinato ostinatamente secondo cui l’aspetto esteriore di una donna è il suo linguaggio, e quando ci ascolteremo a vicenda al di là del mito della bellezza”. (Naomi Wolf, nata il 12 novembre 1962, Sole in Scorpione, Luna in Gemelli, Ascendente in Capricorno)

Nella sua opera “Il mito della bellezza” (The Beauty Myth) la Wolf sostiene che la “bellezza” è un concetto artificiale costruito socialmente ed un elemento primario della trance ossessiva della nostra realtà consensuale separata. “Una cultura che si fissa sulla magrezza femminile non rappresenta un’ossessione verso la bellezza femminile bensì verso l’obbedienza femminile. Le diete sono il più potente sedativo politico della storia delle donne.”

Naomi Wolf considera il mito della bellezza come uno strumento di tortura inteso a fare soffrire la donna per l’impossibilità inevitabile di conformarsi ad esso.  “Perché l’ordine sociale sente il bisogno di difendersi eludendo la realtà delle donne vere, dei loro visi, delle loro voci, dei loro corpi, e riducendo il loro significato a delle immagini belle, codificate e riprodotte all’infinito? Anche se le ansie personali inconsce possono essere una forza possente nella creazione di una menzogna vitale, in pratica questa viene garantita dalle necessità economiche. Un’economia che dipende dalla schiavitù ha bisogno di promuovere immagini di schiavi che la giustifichino.”

Su un altro versante, l’approccio artistico verso la bellezza di Auguste Rodin, nato il 12 novembre 1840, pure lui Sole in Scorpione, Luna in Gemelli e Ascendente in Capricorno, è descritto come segue: “Chiunque può guardare una bella ragazza e vedere una bella ragazza. Un’artista può guardare una bella ragazza e vedere la donna anziana che sarà in futuro. Un’artista migliore può guardare una donna anziana e vedere la bella ragazza che era in passato. Ma un grande artista, un maestro, e così era Auguste Rodin, può guardare una donna anziana, ritrarla esattamente come è… e costringere chiunque, anche chi ha la sensibilità di un armadillo a vedere che questa bella e amabile giovane ragazza è ancora viva, per niente vecchia e brutta, ma semplicemente imprigionata dentro un corpo sciupato.” (R. Heinlein)

Hai mai visto la bellezza del tuo corpo multidimensionale allo specchio?

Poiché si tratta di un corpo multidimensionale, esso può coesistere in diverse dimensioni.

Il corpo multidimensionale può operare oltre la terza dimensione fisica ed essere attivo nella quarta dimensione, laddove il movimento avviene non solo nello spazio, bensì anche nel tempo.

Il corpo multidimensionale può cambiare età, e pure sesso, a proprio piacimento e a seconda delle circostanze.

Quando ci identifichiamo costantemente e in maniera cronica con la nostra bellezza o bruttezza in un dato momento, la nostra età attuale, con lo stato di salute e con il nostro genere sessuale, questo indebolisce e limita il corpo multidimensionale.

Se nel corso della vita ci facciamo un’idea fissa riguardo la nostra bellezza, la nostra età, le nostre condizioni energetiche, il nostro sesso, il nostro carattere, difficilmente riusciremo ad accedere ad una realtà superiore in cui non esistono queste limitazioni, laddove il maschile e il femminile sono completamente integrati in ciascun essere, così come la capacità di assumere la propria forma estetica e psicologica in base ad una libera scelta.

Cerca di immaginare te stesso nel modo migliore che puoi, e fai questo anche riguardo le persone che incontri nella vita.

Evita di guardarti allo specchio, identificandoti con quello che vedi.

Ciò che vedi è il prodotto di quello che pensi, e i nostri pensieri sono il risultato di una visione provocata da una percezione distorta fondata sulla separazione e il dualismo.

Quindi, ciò che vedi non è reale, lo hai accettato come reale, e a questo punto ti puoi chiedere quanto giova a te e agli altri accettare questo tipo di realtà, la cui unica certezza finale è la malattia, la decadenza, l’abbandono, la separazione e la morte.

Sicuro, questa realtà è assai potente e non conta nulla liquidarla con trite constatazioni.

Quello che importa invece è passare alla pratica.

Questa realtà separata è potente perché continuiamo a dargli potere, senza aprirci ad altre alternative.

Le alternative esistono ed occorre tempo e pazienza per consentire ad esse di acquisire potere.

E per cominciare occorrono primi fondamentali passi.

Puoi cominciare adesso.

Considera te stesso e gli altri al meglio sia nel loro aspetto fisico che in quello energetico.

Non importa se decidi di vederti più giovane o più vecchio, più bella o brutta, quel che conta è che sia tu a fare questa scelta.

E fai attenzione, perché l’aspetto o gli aspetti in cui scegli di immaginarti e concepirti ora, nel caso ci fosse proprio in questo momento un salto dimensionale, potrebbero essere gli aspetti che avrai nel luogo in cui andrai.

© Franco Santoro

Immagine: “Mirror”, di Dicksee

Sogni in sospeso

Novembre 11, 2015 by admin

images“Ridere è sognare, sognare è essere liberi, ridere è vendicarsi, ridere è possedere tutto ciò che ci manca nella realtà.” (René Clair)

Spesso crediamo che la maggior parte dei nostri problemi nella vita siano dovuti a episodi traumatici o a situazioni in sospeso del nostro passato personale, di quanto ci è successo nella realtà ordinaria. Di conseguenza, al fine di giustificare questa credenza, ci mettiamo affannosamente alla ricerca di accadimenti spiacevoli e controversi della nostra infanzia o vita personale, individuando probabili colpevoli, spesso nutrendo profondi sospetti verso parenti e vecchi amici. E quando questo non basta, consideriamo pure le reincarnazioni precedenti.

Da una prospettiva multidimensionale i nostri problemi umani sono proprio dovuti a questo accanimento a rivangare il passato, a identificare cause e responsabilità nell’ambito del tempo lineare, quello che regola la realtà consensuale. Questo è sempre successo lungo l’arco dell’intera storia del genere umano e, se osserviamo bene, ha generato solo miseria e dolore, e seguita a farlo. In effetti, le guerre, le pene e le atrocità di questo mondo, sia a livello collettivo sia individuale, sono dovute ai rancori generati dall’attaccamento al tempo lineare, al fatto che consideriamo la realtà ordinaria e separata, cui questo tempo appartiene, come l’unica realtà possibile. Allora, non sapendo da che altra parte andare, continuiamo a tornare in questa realtà, alla ricerca di risposte e soluzioni, per regolare vecchi conti in sospeso.

Possiamo considerare gli eventi del passato con risentimento e spirito di vendetta, o con un’attitudine di perdono e guarigione, e questo fa certo una bella differenza. Da una prospettiva multidimensionale tuttavia in entrambi i casi rimaniamo sempre bloccati all’interno di una percezione autistica e separata dell’esistenza, in cui l’unica realtà possibile rimane sempre quella consensuale, quella che crediamo essere la sola realtà.

Da una prospettiva sciamanica e multidimensionale vi sono infinite realtà e livelli di coscienza. La realtà ordinaria coesiste insieme a tante altre realtà, con cui interagisce incessantemente. Una situazione dolorosa o felice che viviamo in questo momento è assai raramente dovuta a qualcosa che succede nella realtà consensuale. Tuttavia in una realtà separata non è possibile riconoscere altre realtà e accedere consepevolmente a esse. Il consenso richiesto è quello della negazione di ogni altra realtà. Di conseguenza tutto viene ricondotto alla realtà ordinaria.

Da una prospettiva multidimensionale gli episodi della nostra vita personale, e tutte le idee che ci siamo fatti delle vicende del passato sono pure allucinazioni intese a tenerci bloccati esclusivamente in questa realtà separata, a impedirci di cogliere quel che accade altrove.

Sciamani e altri operatori multidimensionali hanno regolari esperienze di mondi alternativi e universi paralleli, in cui dimorano i nostri doppi o parti della nostra anima. Ma non c’è bisogno di scomodare sciamani e altre persone bizzarre. L’esperienza di altre realtà è comune a ogni singolo essere umano, senza alcuna eccezione. La differenza è che gli individui ordinari pur avendo queste esperienze, non vi prestano alcuna attenzione, non gli danno importanza, si fissano solo su quanto accade nella realtà consensuale.

Ogni essere umano dorme e sogna. Tutti senza eccezioni sognano (anche quelli che non si ricordano di aver sognato). L’attività onirica è vitale per la mente umana come l’aria che respiriamo lo è per il corpo. Quando ci svegliamo dopo aver sognato ci stupiamo dapprima di trovarci nel nostro letto, nella realtà ordinaria. Poi via via lasciamo perdere il sogno e ci concentriamo sulla realtà del tempo lineare.

Ogni volta che sogniamo navighiamo in altre realtà, abbiamo esperienze di vita diretta, che poi al risveglio vengono interrotte, rimanendo in sospeso.

Avete mai provato a ritornare a un sogno dopo il risveglio? Quanti sogni significativi avete fatto nella vita, sia spiacevoli e piacevoli, che avete interrotto e abbandonato definitivamente al risveglio?

Tutti i sogni che abbiamo interrotto continuano a esserci, insieme alle persone che in questi sogni abbiamo incontrato (che sono spesso i nostri doppi o parti della nostra anima, anche se assumono le sembianze di individui che vivono nella realtà ordinaria separata). Tutti questi sogni seguitano a influenzare la nostra vita ordinaria e a produrre effetti tangibili che ci ostiniamo a imputare solo alla nostra realtà consensuale. Questo causa immani fraintendimenti, equivoci, e continue ingiustizie, assurdità, situazioni inspiegabili.

La realtà consensuale è l’unico sogno che è autorizzato a continuare. La realtà ordinaria e lineare detiene il monopolio assoluto della realtà, per cui tutto quanto è al di fuori di essa è considerato irreale.

Alla fine di questo lungo discorso quello a cui voglio arrivare è che la maggior parte dei nostri problemi nella vita sono dovuti a episodi traumatici o a situazioni in sospeso di altre realtà, di quanto ci è successo e seguita ad accadere in realtà non ordinarie.

In altre parole i nostri problemi sono dovuti a sogni che abbiamo lasciato in sospeso.

Quindi smettiamola di prendercela con i nostri simili, amici, familiari e antenati, cessiamo di importunarli con tutte le nostre assurde pretese, concediamo loro di essere liberi e sognare, e impariamo a fare lo stesso, per Dio!

© Franco Santoro​

Immagine: dipinto di Gustav Klimt

Liberatoria: tutte le informazioni fornite in questo sito sono presentate unicamente per stimolare la consapevolezza e le intuizioni del lettore, e non sono intese a sostituire la sua ricerca ed esperienza diretta. Ogni chiave di lettura è legittima nella misura in cui non diventa assoluta. I miei scritti sono allineati con specifici cicli stagionali o percezioni della realtà, e non costituiscono l’enunciazione di verità assolute, bensì di punti di vista limitati, che fanno parte di una visione olistica più ampia, o di messaggi strategici intesi a scuotere la coscienza dall’assuefazione a pregiudizi e idee fisse. L’autore (Franco Santoro) non appoggia necessariamente alcuna delle idee e delle opinioni espresse in questi scritti, incluse le sue.

Sei un rimedio omeopatico

Novembre 8, 2015 by admin

indexCredi di essere un fallito o di aver perso ogni speranza di concludere qualcosa nella vita o in un’area particolare della vita, come per esempio nelle relazioni, nella realizzazione professionale, eccetera?

Fai attenzione perché se seguiti a vedere i tuoi problemi da una prospettiva separata il fallimento può essere davvero totale e senza speranze.

Esiste tuttavia un’altra prospettiva, quella astrosciamanica, spirituale olistica e multidimensionale, dove la percezione cambia radicalmente e puoi riconoscere il tuo ruolo luminoso non importa cosa sembra accaderti nella vita.

La tua vita può cambiare in modo decisivo se riconosci i tuoi veri talenti e il ruolo di guarigione spirituale che svolgi nella realtà alternativa, quella in cui fai parte del tutto, e non in quella generata dai disturbi ossessivi compulsivi dell’ego, che si considera come entità separata.

Da una prospettiva olistica e astrosciamanica i problemi che hai nella vita sono la chiave di guarigione spirituale per te stesso e, in maniera molto più evidente, per tutti coloro che soffrono degli stessi tuoi problemi.

Il principio base dell’omeopatia (dal greco ὅμοιος, simile, e πάθος, sofferenza), “similia similibus curantur” (“il simile viene curato con il simile”) nell’astrosciamanesimo si applica a ogni aspetto dell’esistenza e in particolare alla sfera multidimensionale dell’anima.

Questo significa, in poche parole, che se provi sofferenza e frustrazione in un’area particolare della vita, per esempio relazioni o realizzazione professionale, sei potenzialmente un canale di guarigione per curare questi problemi negli altri e in te stesso.

La guarigione è un processo collettivo e non individuale. Noi guariamo guarendo gli altri. È proprio l’atto di guarire gli altri che ci libera dalla malattia, che è fondamentalmente il senso di separazione, l’identificazione con un corpo e un’anima separate

Non importa quanti problemi hai nella vita, sei sempre in condizione di offrire il tuo supporto agli altri, ed è facendo ciò che puoi scoprire i tuoi talenti, comprendendo che puoi essere utile al mondo così per quello che sei, nonostante i problemi che credi di avere.

Se riesci ad accedere a un livello sciamanico di coscienza, la tua condizione di crisi in determinate aree della vita, identifica il tuo potere di guarigione spirituale, la tua natura di rimedio “omeopatico” verso gli altri, te stesso e la realtà in cui vivi.

Astrosciamanicamente si tratta di estrarre questo potere operando nelle realtà multidimensionale dove esso è accessibile nella sua matrice, liberando i suoi aspetti tossici e separanti. A questo fine nel lavoro astrosciamanico si impiega un processo in tre stadi (rituale base del sacro cono) che opera similmente al processo di estrazione, diluzione e dinamizzazione tipico dell’approccio omeopatico.

Sottolineo, per evitare fraintendimenti, che la prospettiva da cui scrivo è unicamente spirituale e sciamanica e non è intesa a fornire guarigione o trattamento di condizioni fisiche o psicologiche. Il lavoro astrosciamanico è di natura spirituale e non sostituisce in alcun modo i suggerimenti, le diagnosi e i trattamenti della medicina ufficiale o della psicoterapia. Invito coloro che ricercano assistenza medica o psicologica a consultare i professionisti del settore, prima di prendere parte a eventi astrosciamanici.

Nel buio dimora la luce

Ottobre 31, 2015 by admin

indexNel buio più profondo dimora la luce più profonda.

Quando ti trovi nel buio più profondo prova ad andare ancora più dentro al buio e se insisti troverai la luce.

Il massimo buio ti ha attirato in quel punto affinché tu possa scoprire la massima luce.

Certo, non è facile, muoversi nel buio, e talvolta può essere assai doloroso.

Puoi usare la luce artificiale per sentirti meglio. Tieni conto tuttavia che di luce artificiale in questo mondo ne esiste così tanta che ormai non sappiamo più riconoscere la luce vera. In effetti la luce vera esiste ormai solo nel buio più profondo, quello che nessuna luce artificiale è in grado di illuminare.

La luce vera si rivela a coloro che sono disposti a spegnere le falsi luci di questo mondo, accettando di restare con determinazione al buio, non importa quanto tempo occorre attendere per potere vedere la luce. E anche se la luce non arriverà mai questa sacra insistenza e determinazione è destinata a creare la luce, perché chi a tutti i costi insiste diventa luce, luce vera.

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