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Vedere in maniera diversa

Gennaio 21, 2016 by admin

La tua realtà può cambiare solo se sei determinato a percepirla diversamente.

Sono certo che nel corso della tua vita hai avuto molte esperienze luminose e tante visioni o immaginazioni di chi sei, su come vorresti essere, su dove e con chi vorresti vivere. Allo stesso tempo hai avuto altrettante esperienze e visioni oscure, dolori e paure riguardo te, gli altri, l’ambiente in cui vivi, il tuo futuro.

In certi momenti vivi situazioni di pace, amore, gioia, soddisfazione, cui seguono esperienze di paura, rabbia, dolore, frustrazione.

Questa altalena è inevitabile a livello della mente umana separata e in una realtà fondata sul dualismo. Le esperienze luminose sono bagliori che giungono da piani esisteziali fondati sull’unità e privi di polarizzazione. Ognuno di noi accede spontaneamente a questi livelli di percezione, ma allo stesso tempo si identifica con un’idea separata di se stesso, che per sopravvivere ricerca istintivamente l’esperienza indesiderata al fine di preservare il conflitto.

Quindi vi sono due attitudini istintive che operano nella nostra mente, una che promuove il conflitto, l’altra che si apre all’unità. Se non interveniamo in modo decisivo su queste due attitudini, se non compiamo uno sforzo volontario di consapevolezza per percepire noi stessi e la vita in modo diverso il conflitto non avrà mai fine. Si tratta di essere determinati a vedere le cose in maniera diversa.

Se vuoi puoi fare un piccolo sforzo ora. E a questo scopo ti propongo un esercizio tratto dalla lezione 21 di “Un corso in miracoli”, per il quale occorre solo un minuto.

Dapprima ripeti a te stesso questa affermazione:

Io sono determinato a vedere le cose in maniera diversa.

Poi chiudi gli occhi e cerca attentamente nella tua mente situazioni passate, presenti o che puoi prevedere, che ti provocano rabbia. La rabbia può assumere forme differenti, che variano da una lieve irritazione alla furia più scatenata. L’intensità delle emozioni che provi non ha importanza. Diventerai sempre più consapevole che un lieve fastidio non è altro che un velo gettato su una furia intensa.
Cerca dunque, nei periodi di pratica, di non lasciarti sfuggire “piccoli” pensieri di rabbia. Ricorda che in realtà non riconosci cos’è che scatena rabbia in te, e nulla di ciò che credi riguardo a questa connessione ha alcun significato. Sarai probabilmente tentato di soffermarti più a lungo su certe situazioni o persone che su altre, col pretesto sbagliato che sono più “ovvie”. Non è così. È soltanto un esempio del fatto che credi che certe forme di attacco siano più giustificate di altre.
Mentre cerchi nella tua mente tutte le forme nelle quali ti si presentano pensieri di attacco, tienine a mente una per volta dicendo a te stesso:

Io sono determinato a vedere___________ [nome della persona] in maniera diversa.
Io sono determinato a vedere__________ [specifica la situazione] in maniera diversa.

Cerca di essere il più preciso possibile. Puoi, per esempio, concentrare la tua rabbia su una caratteristica specifica di una particolare persona, credendo che la rabbia sia limitata a quell’aspetto. Se la tua percezione soffre di questa forma di distorsione, dì:

Io sono determinato a vedere ___________ [specifica l’attributo] in ___________ [nome della persona] in maniera diversa.

(da Un corso in miracoli, libro degli esercizi, lezione 21)

 

 

Questione di disciplina

Gennaio 20, 2016 by admin

tree sun skyIl lavoro sciamanico e qualsiasi percorso di liberazione, conoscenza e recupero della nostra natura originaria richiede struttura, forza di volontà e disciplina. Attenzione però a non fraintendere, perché qui disciplina e struttura non sono imposte e forzate. Sono un atto di volontà, una libera scelta svincolata da qualunque forma di minaccia o condizionamento. La disciplina è qui esercitata verso quello che tu vuoi, desideri ed è fonte per te di verità e gioia. La disciplina è un atto di potere con il quale mi propongo di conseguire un risultato, un’esperienza che apprezzo e intendo consolidare nella vita.

Ognuno di noi desidera particolari esperienze e situazioni di felicità, pace, estasi. Allo stesso tempo ognuno desidera liberarsi da esperienze di dolore, separazione, conflitto. Il motivo per cui non conseguiamo quanto desideriamo è dovuto allo stato caotico in cui si trova la nostra mente, a una mancanza di disciplina e struttura. Non siamo in effetti in grado di distinguere tra quanto ci provoca dolore e piacere, paura e amore. Esercitiamo la nostra volontà in maniera confusionale, facendo sforzi immani per conseguire obiettivi impossibili, risultato di condizionamenti, che apportano solo frustrazione, dolore e separazione.

Quel che conta all’inizio non è tanto comprendere cosa fare, cosa è giusto o sbagliato, bensì esprimere con chiarezza e determinazione la propria volontà di capirlo, di conoscere chi siamo, di ricevere una risposta.

Questa è la disciplina primaria che è richiesta. Essa implica esprimere regolarmente la volontà di capire chi siamo e di ricevere una risposta, in modo sistematico e strutturato. Se davvero vogliamo essere felici, realizzarci nella vita, soddisfare il nostro scopo, occorre che questa volontà si trasferisca pragmaticamente nel modo in cui usiamo il tempo e in ciò che facciamo.

Se questa volontà è davvero primaria per te allora si tratta di dargli spazio costantemente, ogni giorno, ogni ora e in qualunque momento è messa in discussione.

La svolta radicale, ciò che fa la grande differenza, ha luogo quando tu perseveri nella disciplina di quanto hai scelto di fare, anche in presenza di grandi ostacoli.

Non occorre fare pratiche tanto complesse, basta semplicemente ripetere questa tua volontà e agire conseguentemente in ogni momento della tua vita, senza entrare in crisi quando te ne dimentichi, ma al contrario derivandone ancora più motivazione nel continuare.

E quando ricevi una risposta, si tratta di esercitare disciplina per metterla in pratica, per attualizzarla. Questo non è un lavoro che procede in modo spontaneo, non accade da solo, richiede una tua volontà, una forzatura, una svolta da parte tua rispetto agli automatismi di questa realtà.

Prova a farlo, verifica se funziona.

© Franco Santoro

 

UCIM, lezione 20

Non riesci a fingere

Gennaio 18, 2016 by admin

Attorno a te ci sono tante persone sicure di sé, con le idee chiare, tutte di un pezzo, realizzate, che si godono la vita, mentre tu sei in confusione, ti senti a pezzi, non sai che fare e la tua vita è una continua ricerca di una gioia che sembra appartenere solo agli altri.

Il tuo problema in questo mondo è che non riesci a fingere di provare qualcosa di diverso da quel che senti, non importa quanto ti sforzi. Non sai fingere di avere chiarezza, non sai recitare la parte di chi sa come stanno le cose, di chi è felice e realizzato.

Hai scelto di recitare semplicemente quello che senti. Sei un attore che improvvisa invece che seguire un copione. Non importa che cosa provi e esprimi nella tua vita, quel che senti è vero, autentico. Le tue sensazioni ed esperienze fanno parte di questo mondo, sono reali.

L’unico tuo effettivo problema è credere di essere sbagliato, che devi provare qualcosa di diverso. Se proprio vuoi provare qualcosa di diverso puoi fare degli sforzi per negare quello che senti e fingere di sentire qualcos’altro. Se continui a sforzarti, usando molto tempo e disciplina, alla fine puoi star sicuro che ci riuscirai. Sarai in grado di fingere senza alcuno sforzo, con spontaneità. È come imparare una lingua. All’inizio puoi solo balbettare poche parole e nel senso sbagliato, poi diventi sempre più disinvolto e parli senza alcuna esitazione.

Fingere di provare qualcos’altro è la tecnica più diffusa, tanto che la maggior parte degli individui sono solo finzione, non riescono a sentire più nulla, seguono semplicemente un copione.

L’alternativa è di accettare pienamente quello che senti, non importa quanto sia spiacevole e scomodo. Da un lato questa è la via più facile e semplice, dall’altro in questo mondo è la strada più ardua e più proibita.

Tuttavia se perseveri, puoi star certo che a un certo punto quel che senti veramente ti porterà a sentire qualcos’altro, qualcosa di ancor più vero, che non è possibile fingere, appunto perché è vero.

© Franco Santoro

Difficoltà nella vita

Gennaio 14, 2016 by admin

indexLa vita terrena in certi momenti può essere molto dura e ciascuno di noi prima o poi incontra grandi difficoltà. Ogni volta che affrontiamo delle situazioni spiacevoli un punto importante da ricordare è che questi problemi non sono delle anomalie. Le difficoltà, anche quelle molto serie, non sono delle eccezioni al modo in cui la vita dovrebbe essere, non sono delle anormalità. Al contrario, sono l’aspetto più ordinario della vita umana.

Tuttavia, c’è qualcosa di molto anormale, folle e perverso che accade quando incontriamo delle difficoltà. È la convinzione che questi malesseri sono dovuti a una nostra colpa o a quella di altri. Questa idea maniacale è in vero la causa primaria del massimo dolore che proviamo come esseri umani.

La quantità di difficoltà che incontriamo nella vita non è un segno della nostra colpa o innocenza, di quanto siamo buoni o cattivi. Il nostro valore non è determinato da quello che ci accade, ma piuttosto dal modo in cui rispondiamo alle circostanze della vita.

La grande sfida che affrontiamo come esseri umani consiste nel scegliere di vivere come vogliamo non importa cosa succeda, anche a costo di usare solo la nostra immaginazione.

Esiste anche una sfida più grande, che implica non essere soli in questo processo. Non sei qui per dimostrare la tua forza individuale. Questa non è una competizione. Siamo qui per aiutarci e darci supporto in modo amorevole, passando attraverso ogni difficoltà. Siamo qui per imparare a essere uniti non importa quali siano le circostanze.

 

© Franco Santoro

Il tempo senza tempo

Dicembre 30, 2015 by admin

indexUn anno si sta per concludere e tra poco sarà archiviato come “anno passato”, per dare spazio al prossimo anno, definito “anno nuovo”. A un certo punto anche l’anno che viene sarà un anno passato e così via nello scorrere continuo del tempo, fino a quando continuiamo a vivere nel tempo.
 
Esiste anche un altro tempo, il tempo senza tempo, dove non sei forzato a muoverti lungo un flusso inarrestabile che procede sempre con la stessa andatura in una sola direzione obbligata.
 
Il tempo ordinario sancisce i ritmi degli automatismi della realtà separata, ci identifica con corpi e forme che nascono, crescono, invecchiano, decadono e inevitabilmente muoiono e cessano di esistere.
 
Nel tempo senza tempo niente nasce e muore, nulla si crea o si distrugge. È la stessa essenza che seguita a esistere, assumendo varie forme, trasformandosi in continuazione.
 
Se confondiamo la forma con l’essenza diventiamo vittime del tempo ordinario, la cui unica finalità è nascere per morire, creare per distruggere.
Ogni nostro dolore terreno è dovuto all’attaccamento verso il tempo ordinario e le sue forme, all’incapacità di liberarci dalla tossicità di questa dipendenza, a una tirannia che ci rende schiavi delle forme privandoci della facoltà di percepirne l’essenza.

Di conseguenza ogni volta che perdiamo il rapporto con una forma o questa forma cambia, decade o muore ne deriva un immane dolore, uno strazio indicibile. Il tempo ordinario è il girone dell’inferno del genere umano.
 
Come esseri umani sulla via dell’emancipazione il nostro scopo primario è imparare a distinguere tra forma ed essenza. Siamo ciechi alla percezione dell’essenza, i nostri occhi e sensi fisici non sono in grado di vederla, perché sono stati programmati per scorgere solo le forme. L’arte suprema di guarigione consiste nel convertire ogni forma in essenza. L’essenza dimora nel vuoto, ed è priva di forma. Questo vuoto esiste sia fuori sia dentro ogni forma. La forma è il vuoto stesso che noi percepiamo come forma. Le forme che vediamo sono il risultato di un programma mentale inteso a separare la forma dal vuoto, a identificarci con le forme escludendo il vuoto che le attornia e le penetra. Fin tanto che portiamo attenzione solo alle forme non riusciremo mai a vedere il vuoto.
 
Nel vuoto possiamo vedere che in realtà non esiste alcuna separazione tra forma e vuoto, che tutto è connesso, che tutto è vuoto.
 
Le forme sono come le nuvole del cielo, emergono e poi spariscono, ma il cielo rimane sempre. Le nuvole fanno parte del cielo.
 
In quanto esseri umani seguitiamo a usare ogni nostra risorsa e attenzione per preservare a tutti i costi la forma delle nuvole, soffrendo miseramente quando queste si dissolvono. La nostra sofferenza è inevitabile e qualunque rimedio che possiamo impiegare per alleviarla è destinato a fallire nel tempo.
 
Il nostro destino è appeso lungo la linea del tempo fino a quando non decidiamo di accedere al tempo senza tempo, dove le nuvole vivono nel cielo, dove la forma vive nell’essenza. E sebbene la natura di questa essenza rimanga un mistero per il mondo che vede solo la forma, la forma di espressione più verosimile per descriverla è la parola “Amore”.
 
© Franco Santoro
 
Immagine: di Alphonse Osbert

La tua responsabilità

Dicembre 30, 2015 by admin

index“La tua vera responsabilità verso questo mondo è ricordare, riconoscere e dispensare generosamente i doni che hai portato con te dal tuo mondo originario di luce. Ogni dolore e frustrazione nella tua vita è dovuta all’idea che sei qui per prendere o ottenere qualcosa. Questo mondo è già stato fin troppo saccheggiato e ha tanto bisogno di ricevere qualcosa da te. Nel dare quel qualcosa puoi trovare la tua massima gioia. E tu sei qui per questo.”

Franco Santoro

Immagine: di Alphonse Osbert

Il Gemello

Dicembre 28, 2015 by admin

indexEsistono tante realtà parallele e una parte di noi vive in ciascuna di esse. Possiamo scegliere di prestare attenzione solo ad una parte, ma non possiamo pretendere che le altre parti cessino di esistere. Se ci rifiutiamo di riconoscerle, prima o poi, saranno esse a vernici a cercare. Ci incontreranno sullo stesso parallelo dove ci siamo fermati. E allora riceveranno la nostra attenzione. Ma prima che avvenga questo incontro può ancora passare molto tempo, tanto tempo, anche molte intere vite, insieme a tanti equivoci, sofferenze e illusioni, a meno che non ci diamo una mossa, non ci mettiamo noi stessi alla ricerca…

In particolare esiste una nostra parte gemella che rappresenta il nostro esatto doppio fin tanto che viviamo nell’illusione dell’ego e della sua realtà separata. Tale illusione, nei suoi molteplici aspetti, per mantenersi in vita ha bisogno di un contrappeso. A tale scopo si rapporta segretamente con un’entità gemella negli spazi vuoti non percepibili all’occhio umano. Tale entità è il doppio dell’ego. Essa contiene le energie che l’ego reprime, giudica malamente o ritiene di non possedere perché non può accettare di vedere come parte della sua natura, poco importa se sono positive o negative. Questo doppio è il simbolo stesso della separazione, per cui è di grande imbarazzo per l’ego che fa di tutto per occultarlo o proiettarlo nelle forme fisiche visibili esternamente.

L’esistenza della parte gemella è essenziale per la sopravvivenza dell’ego, così come è fondamentale preservare uno stato di inconsapevolezza riguardo alla sua natura. Ogni individuo sulla Terra vive di fatto in stretto e continuo rapporto con questa parte, che la segue proprio come un’ombra, ma ne è tuttavia raramente cosciente. Questo doppio appare sia interiormente (attraverso sogni, visioni, emozioni) che esternamente negli spazi vuoti. In quest’ultimo caso, poiché gli spazi vuoti non sono letti dalla mente ordinaria, viene proiettato sulle persone con cui entriamo in relazione (in particolare: partner, coniugi, soci, parenti), ma anche su amici, vicini di casa, persone incontrate occasionalmente e spesso, data l’influenza dei mass media, su uomini politici, attori, personaggi televisivi, ecc…

Il primo passo per uscire dall’illusione dell’ego comporta ritrovare il nostro gemello negato…

Il problema è che la principale strategia dell’ego consiste nel monopolio assoluto, nell’integrazione di ogni parte che esiste in noi, in una sola identità coerente ed assoluta.

Ne deriva che il primo passo per uscire dall’illusione dell’ego comporta cessare questo monopolio, iniziare a vivere in un libero mercato dell’anima…

(Estratti da Franco Santoro, Astrosciamanesimo: un viaggio nell’universo interiore)

Il sognatore

Dicembre 25, 2015 by admin

indexOltre le immagini e le parole seducenti che si alternano frenetiche fuori e dentro di noi, oltre il continuo susseguirsi di emozioni, istinti e illusioni di amore e odio, attacco e difesa, esiste uno spazio autenticamente sicuro e reale, in cui dimora l’esperienza incondizionata che tutto è uno, dove esiste sempre pace assoluta. Non importa quanto ci dimentichiamo di tale spazio o seguitiamo ad abbandonarlo, esso permane inalterato e non ci lascerà mai.

Di notte, mentre dormiamo e sogniamo, le stelle appaiono nel cielo. Così come le stelle continuano a esserci nel cielo pure di giorno, senza essere visibili, anche i nostri sogni e sonni continuano. La differenza è che non ne siamo coscienti, perché crediamo di essere svegli. Se solo proviamo a prestare attenzione a ciò che succede nella nostra mente, quando ci illudiamo di essere svegli, ai pensieri e alle immagini che si alternano incessantemente, ci possiamo avvedere che stiamo sempre sognando. L’alternarsi dei drammi e delle gioie quotidiane dipende dal modo in cui reagiamo ai nostri sogni che, ben lungi dall’essere intimi e privati, sono collettivi e pubblici. Solo quando lasciamo perdere l’interesse per i sogni e cominciamo a interessarci di chi sta sognando, il sognatore, potremo iniziare a svegliarci.

© Franco Santoro

Immagine: Samuel Taylor Coleridge, Christabel

Oltre la tangenziale a senso unico

Dicembre 23, 2015 by admin

indexLe vacanze di Natale hanno preso il via e insieme al clima di festa e baldoria che con evidenzia ci attornia, possiamo avvederci di un aspetto vitale per la salute dell’anima che permea i prossimi giorni.

Le prime tre settimane in cui il Sole transita in Capricorno sono ideali per spianare la strada verso la consapevolezza della nostra natura multidimensionale, la verità riguardo chi siamo e il nostro scopo in questa e altre vite parallele.

Con questa verità ci siamo ciclicamente confrontati nel corso della nostra vita, così come siamo stati regolarmente deviati e sedati da condizionamenti e credenze intesi a bloccarci in una percezione separata dell’esistenza.

Ogni aspetto della nostra vita presente e futura è determinato dal nostro passato. Il presente e il futuro non sono altro che la ripetizione ciclica del passato, camuffata come novità e cambiamento. Abbiamo l’impressione di andare avanti e progredire nella vita, percorrendo nuovi sentieri e facendo esperienze inedite. In realtà stiamo solo rivivendo situazioni passate, che ci appaiono nuove solo perché gli attori e le ambientazioni sono cambiati.

Ci muoviamo all’interno di un cerchio e continuiamo a girare intorno, ripetendo per millenni le stesse storie, fin tanto che non decidiamo fermamente di aprirci un varco e passare dal cerchio alla spirale…

Paradossalmente per poter andare avanti davvero, si tratta di imparare ad andare indietro. Quando ci focalizziamo solo sull’andare avanti la nostra vita diventa una strada a senso unico, un flusso automatico, un ingranaggio nelle mani del passato che ci spinge in avanti per essere ripetuto incessantemente.

La nostra identità separata si muove lungo un percorso unidirezionale, una tangenziale a senso unico e senza uscite. La nostra natura multidimensionale opera invece in una realtà pluridirezionale, in cui è possibile cambiare il senso di marcia, ma anche accedere a svincoli stradali che immettono su altri percorsi.

La ricapitolazione sciamanica è la tecnica di guarigione multidimensionale per eccellenza, che nella viabilità dell’anima corrisponde all’inversione di marcia.

Il presupposto della ricapitolazione è che eventi passati bloccano l’energia vitale fino a quando non vengono individuati e liberati.

In caso contrario il passato continua a essere trattenuto nel corpo emozionale e costantemente riciclato, riattivato e condensato nel presente. Come esseri umani tendiamo a investire enormi quantità di energia in queste memorie, finché, proprio come in un computer, la memoria si esaurisce, e le nostre vite crollano o si bloccano.

Oltre al riesame della propria vita e delle proprie memorie, al rilascio di rancori ed emozioni bloccate, la ricapitolazione può consentire ad energie precedentemente intrappolate di rendersi disponibili per implementare i risultati e gli obiettivi desiderati. La ricapitolazione quindi può essere seguita da pratiche finalizzate a definire le proprie intenzioni, e a preventivare, organizzare e programmare il futuro.

Una tecnica tradizionale di ricapitolazione è chiamata Il Cuore dell’Anno, i Dodici Giorni Santi, o i Dodici Giorni di Natale. Comporta l’impiego di una struttura astrologica e cristiana consolidata, basata tuttavia su profonde fondamenta esoteriche e astrosciamaniche.

I 12 giorni si trovano anche nella tradizione vedica, cinese, pagana e in molte altre. Sebbene la pratica sia usata con diverse varianti nel calendario e nelle usanze, la struttura più tipica fa riferimento ai 12 giorni che vanno dal 26 dicembre al 6 gennaio. In una versione più tradizionale, in linea con le antiche usanze celtiche e cristiane, ciascuno dei 12 giorni inizia la sera prima, ossia il primo giorno va dalla sera del 25 dicembre alla sera del 26 dicembre, e così via.

Clicca qui per maggiori informazioni.

© Franco Santoro

Protetto: Accordi di Base

Dicembre 21, 2015 by admin

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