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Nuove scoperte

Dicembre 14, 2016 by admin

Nuove scoperte

Prima del 1492 la Terra era divisa in due parti separate tra loro. Da un lato Europa, Asia e Africa, dall’altro America e Australia. Gli abitanti di una zona non erano a conoscenza del lato opposto e viceversa, quindi l’una non esisteva affatto per l’altra e viceversa.

Nel XV secolo le grandi potenze erano in lotta per assicurarsi il primato commerciale del mondo conosciuto e andavano alla ricerca di nuove vie di comunicazione per accedere più agevolmente ai territori da sfruttare. A questo scopo Colombo propose una via alternativa per raggiungere la penisola indiana, una tra le terre più ambite, passando da occidente invece che da oriente. Colombo e i suoi non intendevano trovare un nuovo continente, che per loro del resto non esisteva, ma solo scoprire una nuova via di accesso al vecchio continente. Andarono alla ricerca di qualcosa di conosciuto al fine di ottenere profitti attraverso un percorso sconosciuto. Trovarono invece qualcosa di sconosciuto, che consentì di ottenere ugualmente profitti, e decisamente maggiori. In quei tempi, all’impresa del famoso navigatore ben pochi credevano. La sola idea che ci potesse essere una via alternativa verso l’India appariva piuttosto folle. Figurarsi l’idea che ci potesse essere un nuovo continente!

Pare tuttavia che l’intenzione effettiva di Colombo fosse proprio scoprire un nuovo continente, della cui esistenza aveva ricevuto una visione. Quindi la storia di raggiungere l’India era solo una strategia intesa a finanziare un’impresa che altrimenti nessuno avrebbe mai appoggiato.

Questo è quanto succede ai grandi esploratori. Dapprima raggiungono un luogo da soli, nella realtà terrena o visionaria. Poi si tratta di coinvolgere gli altri. Questa non è un’impresa facile, perché accettare l’esistenza del nuovo, oltre al vecchio che siamo convinti sia l’unica realtà, è un processo spaventoso per la mente umana ordinaria.

Solo pochi secoli fa come esseri umani non eravamo a conoscenza di metà del nostro globo. Credi che le cose ora siano tanto cambiate? E se ci fosse ancora molto da scoprire?

Ammettiamo che tu abbia scoperto un luogo nuovo, che nessuno conosce, e che per tutti non esiste, a parte qualche folle. Si tratta di un luogo che per essere raggiunto richiede tempo e risorse, che nessuno è disposto a impiegare perché appunto per tutti, tranne qualche folle, quel luogo non esiste. Se tu l’hai scoperto, se ne hai avuto una visione chiara o ci sei proprio stato, cosa puoi fare?

[…]

Estratto da: Franco Santoro, Pronto soccorso multidimensionale: emergenze spirituali, mondi paralleli e identità alternative, Institutum Provisorium, 2020, pp. 6-8.

Protetto: Rituale del Sacro Cono, CUA e vari arrapamenti

Dicembre 13, 2016 by admin

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Blocchi e sblocchi

Dicembre 12, 2016 by admin

Ti senti bloccato, frustrato, incapace di realizzarti, hai esperienze di costanti problemi e conflitti che non riesci a risolvere, malattie, sofferenze e morti che non sei capace di sanare?

RALLEGRATI!

Vuoi superare questi blocchi, frustrazioni, incapacità, problemi, conflitti, malattie, morti?

NON PROVARCI NEMMENO!

Del resto è tutta una vita che ci provi, e prima di te ci hanno provato in tanti per generazioni e generazioni, e nessuno ci è mai riuscito. Il massimo che sei riuscito a fare, o che alcuni sono riusciti a fare, è stato di superare blocchi, frustrazioni, incapacità, problemi, conflitti, malattie, morti PROVVISORIAMENTE.

Poi blocchi, frustrazioni, incapacità, problemi, conflitti, malattie, morti sono ritornate. E allora ti sei sentito male, in colpa o hai dato la colpa a qualcun altro, generando ancora più conflitti, problemi, malattie e morti. Tutto questo perché seguiti a credere o qualcuno continua a farti credere (che è poi la stessa cosa) che questi problemi, conflitti, malattie e morti sono un’anomalia, per cui non dovrebbero esserci e se ci sono allora è colpa tua o di qualcuno.

NON C’È NESSUNA ANOMALIA

Non hai fatto nulla di male, né hai alcuna colpa. Al contrario stai funzionando in maniera perfettamente normale. E chi ti fa credere il contrario, o i pensieri dentro di te che ti fanno credere il contrario (che è poi la stessa cosa) fanno pure parte di questa normalità.

Quindi, rallegrati!

Il mondo e la tua vita seguita a essere piena di conflitti, problemi, malattie e morti perché è stata creata proprio per questo scopo. Tutto ciò che vedi e di cui hai esperienza in questo mondo riflette la natura del suo creatore.

Certo, questa affermazione è iconoclasta, inaccettabile, quindi è preferibile lasciarla perdere, perché si tratta di un’anomalia, l’unica anomalia possibile forse.

Quando tu riconosci che questo mondo, e tutto quel che c’è, incluso te stesso (o quel che hai creduto essere te stesso) è così com’è perché è nella sua natura di essere proprio così com’è, per cui tutto ciò che ti proponi o si propongono di cambiare non cambierà davvero mai, se non provvisoriamente, ebbene allora stai attento, perché in questo caso si tratta davvero di un’anomalia.

Se inizi a percepire l’esistenza come sopra, e ci credi davvero, stai in guardia, perché questo non è affatto normale.

Allora, permettimi di salvare la faccia, di rettificare, di cambiare decisamente discorso.

Io qui non sto sostenendo che le cose sono come sopra. Ben lungi dallo screditare il creatore di questa realtà e i suoi onorevoli amministratori, il mio è un atto di omaggio.

Sto illustrando solo una strategia per superare blocchi, frustrazioni, incapacità, problemi, conflitti, malattie, morti e riuscire così a vivere una vita serena, estatica e piena di letizia. Questo perché ciò è pienamente possibile, ed è pure lo scopo ultimo dell’esistenza e del suo creatore. Forse.

Il primo passo a tale riguardo è accettare pienamente blocchi, frustrazioni, ecc. Riconoscerli come la normalità.

Ti senti bloccato? Questo è del tutto normale, perché di fatto sei un blocco, la tua stessa identificazione con un corpo fisico, una personalità, o meglio con un elemento deittico (vedi articolo sulla “deissi”) è un blocco. Quindi per un essere umano sentirsi bloccato è inevitabile.

Si tratta di accettare questo blocco e quando non ti piace fare in modo di renderlo meno bloccato, passando da un blocco a un altro blocco, fino a quando riesci a sbloccarti.

Ti sblocchi quando non sei più ancorato a un solo o a pochi elementi deittici, a un solo o a pochi pronomi personali, avverbi di luogo e spazio, aggettivi dimostrativi.

Il blocco risiede nell’identificazione con una parte della deissi, quando la tua identificazione comprende tutti gli elementi deiticci ti sblocchi, e non ci sono più blocchi, frustrazioni, incapacità, problemi, conflitti, malattie, morti, perchè esse possono esistere solo tra le parti della deissi ma non nella deissi percepita nel suo insieme.

Ti sblocchi quando cessi di essere una parte della deissi e diventi la deissi stessa. E allora ti avvedi che ci sono altre deissi oltre alla deissi in cui credevi di esistere. E quindi si tratta di sbloccare anche quelle, ecc.

Con il linguaggio non posso spingermi oltre. Questo è il confine, oltre il quale segue l’esperienza di quanto sopra. E a questa esperienza sei benvenuto e invitato.

Conosci te stesso

Dicembre 10, 2016 by admin

Conosci te stesso? Non conoscerai mai chi sei, a meno che tu non conosca chi siamo noi, chi siete voi, chi sono loro, lei, lui, esso. La vera conoscenza risiede oltre i pronomi personali. I pronomi personali creano la percezione di una realtà separata. Finché ti identifichi con i limiti arbitrari dei pronomi personali, tutta la tua conoscenza sarà dominata da quei limiti. Tutta la conoscenza che otterrai conoscendo te stesso sarà solo quella della tua identità separata, la conoscenza di un’illusione, di un mondo autistico. Conoscere te stesso è una frode. Se davvero vuoi conoscere: conosci e basta!

© Franco Santoro, 2012

In: Franco Santoro, Pronto soccorso multidimensionale: emergenze spirituali, mondi paralleli e identità alternative, Institutum Provisorium, 2020, p. 38.

Parole e impegni

Dicembre 10, 2016 by admin

In questo sito nel giro di meno di due anni sono stati pubblicati più di mille articoli.

Tante tante parole, per molti versi inutili.

Le parole sono solo strategie, non comunicano nulla di veramente significativo, a parte l’invito ad avere un’esperienza diretta. Se non hai un’esperienza diretta di ciò di cui scrivo o parlo, quello di cui scrivo o parlo diventa inutile, anzi dannoso.

Le parole appartengono a linguaggi dualistici, creati per separarci da chi siamo veramente e alimentare un’identità falsa. Talvolta alcune parole esternate con questa intenzione possono aggirare i condizionamenti culturali e risvegliare provvisoriamente chi siamo veramente. Ma poi il sistema linguistico e sociale che controlla la nostra mente dissipa tutto, instaurando nuovamente il suo dominio, a meno che non sei determinato a restare sveglio, a recuperare la tua vera natura e ad avere di essa una costante esperienza diretta.

Per avere un’esperienza diretta occorre abbandonare il mondo delle frasi e interpretazioni già fatte, dei ricettari psicologici e spirituali, di ciò che dicono e scrivono gli altri, non importa quanto saggi e illuminati, per aprirtii a una ricerca pura e priva di pregiudizi. Vuol dire ascoltare e scoprire chi sei veramente, quello che provi dentro anche se è in contrasto con i modelli dominanti, anche se è alieno a tutte le attività e gli impegni che regolano la tua vita.

Se vuoi liberarti, deprogrammarti dall’automatismo sociale, uscire dal letargo generale e svegliarti, scoprendo chi sei davvero, occorre che dai spazio e tempo prioritario alla ricerca del tuo vero sé, compiendo atti concreti ed esclusivi.

Capire chi sei, comprendere il tuo scopo nella vita, non è un attività da svolgere quando c’è tempo, durante le poche vacanze o giorni festivi in cui non devi occuparti di figli e parenti.

Per favore, evita di giustificare la tua impossibilità a trovare tempo per capire chi sei con il fatto che sei pieno di impegni (figli, lavoro, parenti, relazioni, soldi, casa, ecc.), perchè questo è il modo migliore per prenderti in giro.

Gli impegni che ti impediscono di scoprire chi sei veramente sono semplicemente il tuo NO, la tua rinuncia a chi sei veramente. Questi impegni sono la tua accettazione volontaria della condizione di vittima. Sei tu che hai permesso a questi impegni di dominarti. Gli impegni sono anestetici, sostanze tossiche intese a rimuovere la tua chiamata interiore, il riconoscimento di chi sei veramente. Finché ti anestetizzi con gli impegni, non capirai mai chi sei. Ma non solo, diventerai sempre più dipendente dagli impegni.

I tuoi impegni sono la sostanza tossica più letale. Se non trovi la forza, il coraggio, la determinazione di dire NO a questa sostanza, essa dominerà per sempre tutta la tua vita e anche quella degli altri.

Se non sai chi sei, che cosa ci stai a fare qui, ogni impegno che hai non è stato effettivamente preso da te. È stato preso da una parte aliena, estranea a te. Verso questa parte non hai alcuna responsabilità, perché non sei tu. Quindi hai tutto il diritto di dire NO, di cessare ogni impegno che hai preso credendo erroneamente di essere quel che non sei. Forse questo lo pensi da un po’ di tempo, ma hai paura delle conseguenze, di quello che potrebbe succedere, delle persone che se la prenderanno male se tu smetti di essere quel che non sei. Ma tutte queste persone sono nella tua stessa situazione. Hanno paura delle conseguenze, o peggio ancora la paura è così parte della loro vita che non la sentono nemmeno più, non sono in grado di concepire alcuna altra alternativa.

Quando ti fai dominare dagli impegni e dalla paura sei sia un tossico-dipendente sia uno spacciatore.

Allora, come vedi, ancora una volta ho scritto tante parole.

Quanto ho scritto è solo una strategia, ed è per questo che io non dibatto tramite le parole, e trovo inutile rispondere a domande e commenti.

Le parole sono un invito ad avere un’esperienza diretta di chi sei veramente.

A questo scopo offro una serie di opportunità, attraverso vari programmi, formali e informali. Se da tempo senti la chiamata, ma gli impegni te lo impediscono, credo che ci siamo capiti.

Clicca qui per i prossimi eventi.

Deissi

Dicembre 10, 2016 by admin

Non puoi capire chi sei e cosa vuoi veramente, se non capisci chi siete e cosa volete veramente, oltre a chi sono, siamo ed è, e pure cosa vogliono, vogliamo e vuole veramente, incluso anche il dove e quando di ciascuno di questi pronomi personali e altri elementi deittici. Insomma, non potrai capire chi sei finché ti identifichi con la deissi.

La tua intera percezione si fonda sulla deissi. Deissi è un termine della linguistica, derivato dal greco deîxis (indicazione), che comporta l’identificazione costante di soggetti e situazioni spazio-temporali separate. Ogni aspetto della nostra vita è percepito tramite la deissi. La tua esistenza umana si basa sulla deissi. Senza la deissi tu non esisti. Ne deriva che la tua vita in quanto essere umano è frutto di una convenzione verbale. Il linguaggio, il verbo stesso ha creato te e tutto ciò che ti attornia. Come recita il prologo del Vangelo secondo Giovanni (1:1-3):

In principio era il Verbo, il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio. Egli era in principio presso Dio: tutto è stato fatto per mezzo di lui, e senza di lui niente è stato fatto di tutto ciò che esiste.

Vi sono tre tipi di deissi:

1) deissi personale: definisce soggetti separati mediante l’impiego di pronomi personali (io, tu, noi, voi, ecc.)

2) deissi spaziale: individua la posizione dei soggetti separati nello spazio, tramite avverbi di luogo (qui, là, sopra, davanti, ecc.) e aggettivi dimostrativi (questo, quello, ecc.)

3) deissi temporale: colloca soggetti separati, insieme alla loro posizione nello spazio, lungo la linearità temporale, mediante avverbi di tempo (ieri, oggi, domani, adesso, ecc.) e la coniugazione dei verbi in base al tempo (futuro, presente, passato remoto, imperfetto, ecc.)

La percezione umana si fonda sulla deissi e non cambierà mai finché rimani nella deissi. Da un lato esiste un’identità separata creata dal verbo, dall’altro esiste un’identità oltre il linguaggio, e di quest’ultima proprio non si può parlare.

© Franco Santoro, 2014
Da: Franco Santoro, Pronto soccorso multidimensionale: emergenze spirituali, mondi paralleli e identità alternative, Institutum Provisorium, 2020, pp. 12-13.

Inferno e paradiso dei viventi

Dicembre 7, 2016 by admin

La nostra più grande sfida in quanto esseri umani è dimostrare in modo pragmatico che la nostra immaginazione, la fantasia e tutto ciò che accade dentro di noi è la nostra vera vita e quanto di più potente esiste e può esistere.

La realtà che consideri reale, quella fisica, è anch’essa un prodotto dell’immaginazione. L’unica differenza è che si tratta di un’immaginazione collettiva di cui siamo vittime.

Come esseri umani ci costringiamo vicendevolmente a immaginare questa realtà, basata sul conflitto, la separazione, l’alternanza tra piacere e dolore, e in cui la fine è sempre la morte e nella maggioranza dei casi la sofferenza.

Esiste un’immaginazione di cui siamo vittime, priva di creatività, perché quanto immaginiamo è già stato immaginato. Questa immaginazione ha prodotto e seguita a produrre questa realtà, che Italo Calvino chiama “inferno dei viventi”. Questo inferno “non è qualcosa che sarà; se ce n’è uno, è quello che è già qui, l’inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme”.

Esiste anche una libera immaginazione, che ha il potenziale di creare un paradiso. Puoi usare questa immaginazione anche da solo, pure dentro all’inferno, e percepirne il potere e la bellezza, nonostante l’inferno.

L’impresa più grande che possiamo compiere come esseri umani consiste nel liberarci da quanto siamo stati costretti a immaginare, dal nostro attaccamento a una realtà immaginata da altri, e iniziare a immaginare insieme il paradiso, dando spazio a il paradiso in ogni momento della nostra vita all’inferno.

Tuttavia, si tratta di riconoscere che il potere dell’immaginazione che sostiene l’inferno è immane. Vi sono aspetti della nostra esistenza che fanno parte dell’immaginazione infernale e che inevitabilmente seguiteranno ad essere allineati con essa, finendo come sono destinati a finire.

Se intendiamo immaginare e costruire il paradiso, occorre che facciamo i conti con l’inferno, che lo accettiamo, spostando tuttavia incessantemente l’attenzione dall’inferno al paradiso. Forse ci vorrà tanto tempo per cambiare le cose. Tuttavia ogni sforzo che facciamo ora riduce il ritardo verso il paradiso.

Nell’inferno trionfa il conflitto, la separazione, l’alternanza tra piacere e dolore, e la fine è sempre la morte.

“Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l’inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all’inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio”. (Italo Calvino)

2 dicembre

Novembre 30, 2016 by admin

“Un’opera inizia molto prima del momento in cui si apre il sipario e continua molto dopo il momento in cui si chiude. Comincia nell’immaginazione, diventa la mia vita, e seguita a essere parte della mia vita ancora per molto più tempo dopo che ho lasciato il teatro.”

(Maria Callas, nata il 2 dicembre 1923 con Sole in Sagittario, Luna in Vergine e Ascendente in Sagittario)

Quel che vuoi

Novembre 30, 2016 by admin

Se non riesci a realizzare quello che vuoi, se non trovi ciò che vuoi, anche dopo aver continuato a insistere per tanto tempo, forse potrebbe essere che hai già realizzato quel che vuoi, che quello che hai cercato per tanto tempo è sempre stato con te.
 
Forse quello che cerchi è solo il tuo vero sé, quello che vuoi realizzare è già una realtà. Certo, questa può sembrare la solita trita affermazione spirituale, e magari lo è. Però, prova a prenderla ugualmente in considerazione, anche solo per qualche minuto.
 
Rifletti su quanto vuoi realizzare e su quello che stai cercando. Immagina di averlo già realizzato e trovato. Una volta che l’hai realizzato e trovato, prendi atto di come ti senti, di cosa decidi di fare o essere. Poi passa l’intera giornata o almeno qualche minuto sentendoti proprio in quel modo, facendo e essendo quanto faresti e saresti una volta realizzato e trovato quel che vuoi.
 
Prova a farlo, anche solo per un po’, tenendo conto che non ti costa proprio nulla. Al massimo perderai qualche minuto di tempo, perderai del tempo da quel tempo che impieghi per frustrarti e agitarti nel tentativo di realizzare e trovare ciò che sembra non realizzarsi o trovarsi mai.

30 novembre

Novembre 29, 2016 by admin

“Beato colui che non ha alcuna aspettativa, perché non sarà mai deluso.”

(Jonathan Swift, nato il 30 novembre 1667, Sole in Sagittario, Luna in Bilancia e Ascendente in Acquario)

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