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La tigre dai denti a sciabola e la primavera

Marzo 30, 2017 by admin

Il Sole è da diversi giorni ben saldo in Ariete e la Primavera si è fermamente radicata!

Il suo spirito glorioso vaga e ruggisce come la leggendaria tigre dai denti a sciabola, l’incarnazione del guerriero che si apre fieramente la strada attraverso l’oceano della consapevolezza.

Questa tigre era un predatore molto feroce vissuto in un remoto passato quando la terra era bloccata nell’Era Glaciale. Si è estinta circa 11000 anni fa. Tutto quello che è rimasto della sua forma organica può essere visto ora soltanto nelle bacheche dei musei di storia naturale. E tuttavia da una prospettiva energetica sarebbe più corretto dire che noi, come essere umani, siamo coloro che sono estinti, mummificati nelle bacheche di una configurazione separata, mentre la tigre dai denti a sciabola si muove ancora liberamente, scivolando di realtà in realtà.

Questa tigre, così com’è descritta da Carlos Castaneda, respira con tutto il suo corpo e percepisce con l’intero suo essere. Esemplifica la passione del guerriero, è consapevole che ogni momento potrebbe essere l’ultimo, e tuttavia non rinuncia mai al suo proposito, poiché possiede il coraggio, la competenza e la grazia per perseguire il suo risoluto intento.

Mentre l’inizio della primavera e l’ingresso del Sole in Ariete iniziano un nuovo ciclo dell’anno, questo può essere un momento cruciale per rivendicare un puro e genuino senso di chiarezza, impegnandosi coraggiosamente con l’Intento autentico che continua a ruggire nel centro del nostro essere.

Per il valoroso ricercatore sul sentiero quest’Intento non ha niente a che fare con la lotta per raggiungere obiettivi e desideri nella realtà fisica, nel modo in cui umanamente la percepiamo. Obiettivi, propositi, manifestazione, o auto-affermazione, come si applicano nella vita di tutti i giorni, sono semplicemente pallide ombre dell’Intento. Questi non dimora nella nostra consapevolezza condizionata del mondo ed è completamente scollegato dalla nostra identificazione con il corpo, così come lo vediamo. L’Intento è un’onda di pura energia che fluisce attraverso gli spazi vuoti lasciati vacanti dalla nostra percezione sensoriale ordinaria. Si trova ben oltre il mondo che pretendiamo di conoscere, esiste in un regno invisibile, completamente alieno alla nostra cognizione, che tuttavia è paradossalmente la matrice che produce ogni aspetto della nostra vita.

La rivelazione di quest’Intento richiede un enorme investimento di energia, un compito irraggiungibile finché continuiamo a usare l’energia per sostenere la nostra percezione condizionata della realtà. Quando tutta la nostra energia è impiegata per supportare la nostra identità separata e il nostro senso di importanza, non c’è spazio per nient’altro.

Il nostro senso di importanza è considerato da Don Juan Matus il nemico supremo dello sciamano e la nemesi del genere umano. Questo è evidente nell’interesse incessante per il modo in cui ci presentiamo al mondo, la preoccupazione di piacere agli altri, il desiderio di essere riconosciuti, che ci spinge anche ad investire grandi quantità di energia nel riconoscimento degli altri, così che loro possono poi riconoscere noi.

Don Juan sosteneva che se fossimo in grado di lasciar andare un po’ di quella preoccupazione verso il proprio riconoscimento, “due cose straordinarie potrebbero accaderci. Uno, potremmo liberare la nostra energia dal tentativo di mantenere l’idea illusoria della nostra grandezza, e, due, potremmo procurare a noi stessi energia sufficiente per entrare nella seconda attenzione e dare un’occhiata alla reale grandezza dell’universo.” (Carlos Castaneda, L’Arte di Sognare).

Questa grandezza dell’universo diventa disponibile quando attingiamo al nostro vero Intento, allineandoci con un campo di energia che esiste nella matrice del nostro essere. Questa forza può essere identificata con molti nomi: Intento, Sé Superiore, Dio, Identità Multidimensionale Centrale, o qualunque termine ci faccia sentire bene. Tuttavia qui questo termine non ha niente a che vedere con il modo intorpidito in cui la nostra realtà separata interpreta Dio e simili. Descrive una forza vibrante, vitale e totalmente liberatoria, completamente avulsa dalle divinità mummificate del culto consensuale. Sviluppare la consapevolezza di questa forza come energia primaria dell’universo è la sola opportunità per qualsiasi vera evoluzione umana.

Un’ardente benedizione sulla vostra Primavera!

Franco Santoro

Alto e basso

Marzo 22, 2017 by admin

Per elevarsi, ascendere e risplendere nel modo più alto, occorre discendere e operare nel punto più basso. Se c’è un’area nella vita che è causa di disagio e oscurità, che seguiti a considerare bassa, vergognosa e imbarazzante, guardati bene attorno quando ti ritrovi in quel punto, poiché è proprio lì che potrai trovare la chiave per raggiungere le vette più luminose dell’esistenza.

Le campane dei campanili si suonano dal basso.

L’aspetto più importante del lavoro olistico e astrosciamanico consiste nell’integrare i lati più oscuri e bassi dell’esistenza con quelli più alti. L’unica unità possibile è quella che comprende tutto, ogni aspetto della vita e della morte.

Durante un itinerario astrosciamanico di guarigione sono stato accolto nella chiesa di Maria Maddalena a Campsall, nell Yorkshire, rinomata per essere il luogo in cui Robin Hood si sposò. In compagnia del parroco anglicano del villaggio, ho visitato l’attigua chiesa di Santa Elena, le cui campane si azionano dal gabinetto.

Portale di primavera

Marzo 20, 2017 by admin

Chapel of Mary Magdalen (Ripon)

Oggi si apre il portale della primavera!

Il portale del cuore e della luce crescente. Di questo portale tu possiedi le chiavi!

Ricorda che le circostanze di questi giorni di primavera  contengono in parti uguali luce e buio. Il buio e la notte seguitano a esistere nella tua vita, così come in quella di ciascuno di noi. Accetta pienamente il buio e la notte, perché è in questo buio che si rivela la luce, è nella notte che nasce il giorno.

Permetti che ogni notte e buio di questa prima settimana di primavera sia l’utero divino per l’emergenza dei tuoi intenti di luce. Lascia che i propositi più sacri e arditi del tuo cuore siano annunciati apertamente nel profondo del tuo essere, prevalendo sopra tutte le ansietà, tensioni, noie e illusioni di questo mondo.

Tu possiedi le chiavi del portale della primavera! Le hai ricevute come tuo diritto di nascita, per poterle usare, per entrare nel santuario del tuo cuore, per ritrovare la tua vera luce e condividerla in tutto ciò che fai e sei.

Manifestazione

Marzo 16, 2017 by admin

L’astrosciamanesimo offre gli strumenti per manifestare in modo concreto i vostri intenti e desideri nella realtà terrena o per comprendere quali sono questi intenti e desideri.

Vi posso garantire che se usate questi strumenti la manifestazione dei vostri intenti e desideri è garantita. Di questo, in seguito a recenti sviluppi attuati qui a Findhorn sono ora certo esperienzialmente.

Nei prossimi seminari intendo condividere questi strumenti e portarli in maniera più diretta alla vostra attenzione, mediante un radicale aggiornamento del lavoro che ho messo in atto qui a Findhorn in questi giorni all’alba della primavera.

L’astrosciamanesimo fa riferimento a tre stadi, ognuno in relazione con una particolare vibrazione e ciclo della vita. Si tratta dello stadio solare, lunare e terreno, che nella sfera del tempo si esemplifica rispettivamente in un anno solare, un mese lunare e un giorno di 24 ore.

Applicando le pratiche astrosciamaniche in base a questi stadi la manifestazione concreta dei propri intenti e desideri è garantita e matematica. L’uso delle pratiche ha solo due possibili esiti: la piena manifestazione e soddisfazione del proprio intento e desiderio, o il riconoscimento consapevole che l’intento e desiderio in questione non è effettivamente il proprio intento e desiderio. In quest’ultimo caso le pratiche consentono in seguito di individuare qual è il proprio vero intento e desiderio, operando per manifestarlo e soddisfarlo pienamente.

In termini concreti, l’astrosciamanesimo è l’arte di manifestare e soddisfare i propri intenti e desideri nella vita ordinaria in armonia con i cicli della terra e quelli dell’universo visibile e invisibile, includendo in questo processo ogni aspetto dell’esistenza, alto e basso, luminoso e oscuro, al fine di ampliare e unificare la nostra coscienza. È anche l’arte di comprendere quali sono i propri veri intenti e desideri nella vita, di allinearli con la nostra natura multidimensionale, lasciando andare gli aspetti separanti e dolorosi della nostra percezione, al fine di accedere ai misteri della nostra esistenza.

Blocco

Marzo 6, 2017 by admin

“Ho visto un angelo in un blocco di marmo ed ho scolpito fino a liberarlo.” (Michelangelo Buonarroti, nato il 6 marzo 1475, Sole e Luna in Pesci, Ascendente in Sagittario)

E tu che cosa hai visto?

Non bisogna essere Michelangelo per vedere qualcosa di meraviglioso oltre quello che apparentemente c’è. Non bisogna essere Michelangelo per riuscire a rendere visibile quel che c’è oltre l’apparenza di quello che c’è.

Allora, se tu, come Michelangelo, hai visto qualcosa di meraviglioso da qualche parte, che può dare gioia, piacere, amore, verità o qualunque aspetto della vita che per te ha valore, puoi scegliere se liberarlo o meno.

Se nella vita non realizzi ciò che vuoi e tutto quello che incontri sono solo blocchi e limiti, questo è perché ciò che vuoi si trova proprio nei blocchi e nei limiti che incontri.

Se ti è successo di vedere angeli o altre meraviglie, almeno una volta nella vita, sappi che quegli angeli, quelle meraviglie continuano a essere presenti proprio nei tuoi blocchi.

Se ci tieni a liberarli, mettiti all’opera!

 

Franco Santoro

Prospettiva

Marzo 5, 2017 by admin

Nella vita la realtà di cui hai esperienza dipende dalla prospettiva. Se sei in un punto freddo o caldo, luminoso o buio avrai esperienza del freddo o del caldo, del buio o della luce.
 
Che stupidità e inutile perdita di tempo argomentare su qual è la vera realtà, su ciò che è vero e falso, su chi ha torto o ragione!
 
Possiamo invece ascoltarci semplicemente, condividendo e accettando l’esperienza che deriviamo dalla nostra prospettiva, dove ci troviamo e cosa vediamo in un dato momento.
 
Allora la tua, la mia e la nostra prospettiva si estendono. Allora riusciamo a comprendere che tutto fa parte di tutto e che conflitti, antagonismi e competizioni non sono più necessari, forse.
Franco Santoro

Alternative

Marzo 5, 2017 by admin

Chi ha avuto occasione di accedere a stati di coscienza alternativi, in maniera spontanea, senza l’uso di sostanze allucinogene, ha avuto la prova inconfutabile della natura separata della nostra realtà ordinaria. In rapporto con altre realtà, la realtà consensuale, e il corpo con cui in essa ci identifichiamo, è fondamentalmente illusoria, un sogno che svanisce completamente allorché avviene il risveglio in un’altra realtà.

Esistono tante realtà, tutte piuttosto complesse. Tuttavia la complessità delle loro forme, non implica una complessità di contenuto e scopo. Il contenuto, che riflette lo scopo, è sempre molto semplice. Lo scopo di una realtà può essere solo la separazione o l’unità. Una realtà separata si erge come la sola realtà e considera ogni altra realtà alternativa come irreale e illusoria. Questo perché una realtà separata è essa stessa illusoria. Una realtà separata genera continue limitazioni, vincoli e complessità illusorie allo scopo di impedire l’accesso ad altre realtà.

La realtà ordinaria essendo illusoria e separata, genera paure e desideri illusori fondati su qualcosa che è pubblicizzato ampiamente, e di cui è indotto costante desiderio e paura.

Vi sono altre realtà, che dimorano oltre la nostra. Esse coesistono con la realtà ordinaria, con cui sono connesse. Il problema è che la realtà ordinaria si fonda sulla negazione di altre realtà, sulla rimozione di ogni collegamento con esse. La realtà ordinaria esige tutta la tua attenzione. Essa detiene il monopolio della tua consapevolezza cosciente, della tua attenzione.

Per accedere ad altre realtà è necessaria solo la tua attenzione, il riconoscimento della loro presenza, che è la felicità e coscienza innata in noi, non importa quali siano le nostre condizioni in questa realtà.

Oggi per qualche istante, puoi sospendere le immani lotte per conseguire la felicità al di fuori o per affrontare le estreme complessità della vita terrena. Puoi, anche solo per poco, guardarti dentro, partecipando alla danza della vita che vi si celebra in ogni istante, ritrovando subito la felicità che seguiti a cercare altrove. Magari è un’illusione anche questa, ma a differenza dell’altra non costa proprio niente.

Franco Santoro

San Biagio

Febbraio 3, 2017 by admin

Oggi è San Biagio, santo venerato sia nel cristianesimo orientale sia occidentale, noto perché nella sua festa è diffuso un rito piuttosto sciamanico e curioso, che consiste nella “benedizione della gola”. Il santo è invocato contro i dolori e le malattie della gola, che in effetti durante la stagione in cui cade la festa sono frequenti. Il rito consiste nel poggiare due candele incrociate sulla gola del malato, oppure ungendo la gola e facendo una croce con l’olio benedetto, invocando l’intercessione del santo.

San Biagio è legato alla gola per un suo miracolo che permise a un bambino morente per una spina di pesce conficcata nella gola di ritornare in vita.

Dalla Chiesa viene festeggiato il 3 febbraio. Durante la messa di questo giorno i sacerdoti benedicono le gole dei fedeli accostando ad esse due candele.

A Milano il santo è molto popolare e un altro modo per cercare la sua intercessione usando sempre la gola è mangiare il panettone avanzato a Natale, che è chiamato panettone di San Biagio.

La gola è legata al mangiare e anche al parlare, così che in questo giorno possiamo pure benedire la nostra comunicazione, le parole che pronunciamo, le nostre conversazioni, affinché siano allineate con la luce.

Imbolc

Gennaio 31, 2017 by admin

Questo periodo dell’anno rappresenta il picco dell’inverno, l’apice del silenzio e del vuoto creativo di questa stagione, poco prima dell’emergente pienezza e verbosità primaverile. La primavera apporta una grandiosa propulsione energetica che può promuovere sia opere di profonda guarigione e bellezza sia la tediosa ripetizione delle miserie della nostra percezione separata.

I mesi invernali possono essere un periodo di acuta riflessione e messa in discussione delle nostre reali motivazioni creative, di quel che ci spinge a manifestare ogni sorta di cose nella vita. Siamo spinti a fare, agire, creare e metterci in evidenza o meno solo per il semplice istinto di imitazione scimmiottesca che ci sospinge ad aggiungere qualcosa di nostro alla miseria di questo mondo? Siamo motivati solo dal terrore di estinzione della nostra esistenza robotica e dagli impulsi di sopravvivenza epidemica della nostra specie?

Questo tempo dell’anno, che precede la frenesia lunatica di manifestazione primaverile, è vitale per purificarci di quei tratti che ci mantengono inconsci e intontiti, attivando una provocante vigilanza acquariana e mettendo in discussione tenacemente qualunque cosa è data per scontata su ciò che facciamo o ci è chiesto di fare. È il malessere di questo mondo dovuto alle azioni nefaste di una minoranza di tiranni e cospiratori? Oppure è la conseguenza di ciò tutti continuiamo a fare ritenendolo senza riserve come il corso di azione più elevato?

Questio è un periodo più di domande che di risposte. Ciò comporta sospendere la ricerca spasmodica di risposte e soffermarsi sul silenzio che segue la formulazione di domande decisive. Sono queste domande che siamo invitati a enunciare strenuamente. Si tratta di interrogazioni che forse non abbiamo mai osato, e neppure pensato, di fare. Sono quesiti indicibili e negati, purgati dalla mente ordinaria e relegati in celle di isolamento, dense di terrore e vergogna.

È solo mediante il risveglio risoluto e incontaminato della nostra mente indagatrice che il seme dell’essenza di chi siamo veramente può espandersi.

Questi mesi invernali fanno parte di un processo di trasformazione piuttosto che di soppressione e sradicamento. Essi comportano essere onesti riguardo i nostri limiti e rancori, senza scoraggiarci per i loro modi ripetitivi. Qui occorre riconoscere che la perseveranza è un attributo essenziale sul cammino di guarigione, e che tutti i rancori sono espressioni distorte di qualità radianti. Indi, invece di divenire frustrati o abbattersi con sensi di colpa ogni volta che vi sono situazioni oscure o fallimenti, l’invito è scoprire quali tipi di valori luminosi essi deformano e celano. La domanda è: come posso trasformare le mie debolezze in potere di guarigione?

I primi giorni di febbraio sono associati con la purificazione e con la festività di Imbolc e la divinità celtica Brigit, che secondo la tradizione scozzese, alla vigilia della primavera, era preposta al rilascio della divinità invernale dalla faccia blu. Quest’ultima divinità è in relazione con la soffocante routine dei nostri luoghi comuni e paure, che rischiano di essere riciclate nel prossimo processo creativo primaverile, a meno che non decidiamo di rilasciarle.

In questi ultimi due mesi invernali tengo diversi eventi intesi a incoraggiare il silenzio interiore, quello spazio da cui emerge l’essenza delle risposte che contano, il sentiero primario che sprigiona la matrice della conoscenza. Alcuni eventi della mia vita mi hanno portato a fare tesoro della quiete invernale, dell’ammutinamento esistenziale di questa stagione benedetta, della sua resa incondizionata alla centralità dell’essere e al desiderio di conoscerlo, di riscoprirlo, di dargli spazio. Di conseguenza i prossimi seminari sono per me un invito a rinsaldare questa chiamata, a spingersi oltre le frontiere dei luoghi comuni, per ricamare uno spazio in cui il risveglio può accadere, senza frastuoni e clamori, eppure con grande potere e vitalità.

Franco Santoro

 

Falsità

Gennaio 3, 2017 by admin

L’ego è l’attaccamento alla falsa idea che abbiamo di noi stessi. E questa idea falsa di noi stessi è legata a stili di vita e realtà false. Certo, non è facile identificare ciò che è falso, per non parlare poi di ciò che è vero. Come possiamo scoprire ciò che è vero se ci identifichiamo con ciò che è falso? La verità del falso può essere solo una verità falsa. Prima di poter anche solo pensare di riconoscere qualcosa di vero è necessario che impariamo a rinoscere la falsità e a discriminare tra diversi livelli di falsità.

Finchè siamo sul piano dei limiti della materia e del dualismo non possiamo fare a meno di identificarci con l’ego e la falsa idea che abbiamo di noi stessi e degli altri. Tuttavia su questo piano esistono due distinti livelli di falsità. C’è la falsità falsa e la falsità non falsa.

La falsità falsa è quella che si spaccia per verità.
La falsità non falsa è quella che si dichiara apertamente falsa.

La falsità falsa è falsità assoluta e sul piano della verità è disonesta perché pretende di essere vera quando non lo è. La falsità falsa è come una banconota falsa che viene spacciata per vera, mentre la falsità non falsa è una banconota falsa su cui è stampato in entrambi i lati e con caratteri grandi il timbro “facsimile”.

Ancora prima di pensare di trovare qualcosa di vero in questo mondo, si tratta di distinguere tra i livelli di falsità.

Paradossalmente le falsità più false in assoluto sono quelle che sembrano più vere, mentre le falsità meno false o non false sono quelle che sembrano più false.

Allora, come distinguerle?

In genere una falsità falsa parte dal presupposto che tutto è falso tranne se stessa. Una falsità falsa considera se stessa come l’unica verità o come la verità principale. Una falsità falsa ricerca il monopolio della falsità, che essa falsamente esprime come monopolio della verità.

La falsità falsa la riconosci perché è costantemente all’opera per dichiarare falso tutto ciò che non la riguarda. La puoi riconoscere in quelle persone che criticano e giudicano regolarmente tutto e tutti da una posizione di verità. La puoi riconoscere anche nella tua tendenza a dare credito a questo tipo di persone e alle loro idee, a farti influenzare da loro e da esse. A livello più sottile, ma decisamente più spietato, la falsità falsa è quella voce dentro di te che ti accusa di questo e di quello. Paradossalmente la falsità più falsa, l’ego più astuto e immane è la parte di te che seguita a criticare i tuoi comportamenti e quelli degli altri come falsi e dettati dall’ego.

L’ego è falso e la sua falsità si rivela nella negazione di se stesso. L’ego che si dichiara ego è almeno onesto, è una falsità non falsa.

L’ego che vede l’ego dappertutto, in se stesso e negli altri, pretendendo di non essere ego è l’ego principale da cui stare alla larga.

Allora se sei sul sentiero della verità, lascia perdere la verità per il momento, e tutte quelle storie dell’ego e non ego. Impara dapprima a riconoscere la falsità falsa, insieme all’ego che pretende di non essere ego. Apprendi a distinguere tra falsità falsa e falsità non falsa.

La falsità non falsa è un’imitazione dichiarata della verità, un suo surrogato. È un’opera teatrale messa in scena da attori che sono dichiaratemente attori, che recitano una parte, una scena esplicitamente non vera, ma che sembra vera. Attraverso la loro dichiarata falsità gli attori ti consentono di riconoscere la falsità affinché tu possa forse scoprire la verità che c’è dietro.

Detto questo, preciso che tutto quanto scritto sopra è decisamente falso.

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