Differenza tra fantasia e realtà
Neve
“Purificami con issopo, e sarò puro; lavami, e sarò più bianco della neve.” (La Bibbia, Salmo 51, verso 7)
La neve è acqua allo stato solido composta da minuscoli cristalli con simmetria esagonale. La struttura degli esagoni è formata da due triangoli incrociati, uno con vertice verso l’alto e l’altro con vertice verso il basso, in rappresentanza del Cielo e della Terra, dello spirito e della materia. L’intreccio di questi triangoli esemplifica l’unione tra la nostra natura ordinaria e terrena con quella multidimensionale e spirituale, e anche l’unità tra ogni tipo di polarità e dualismo, maschile e femminile, giorno e notte, luce e ombra.
Sin dall’antichità la neve ha svolto una funzione di mediazione e ponte tra Cielo e Terra, allineando le vibrazioni separate della realtà di terza dimensione con la nostra natura celeste e stellare. La neve quando si deposita sulla terra opera come un agente di massima purificazione a ogni livello. Il suo colore e candore trasmettono immediatamente un senso di purezza.
Il potere unificante della neve è evidente nella sua capacità di coprire ogni tipo di superficie di qualunque forma e colore, dissipando ogni senso di separazione e distinzione. Un paesaggio ricoperto di neve è semplicemente bianco e in esso non si riconoscono più le sue distinte componenti e colorazioni, tutto è collegato e uniformato dalla neve.
In queste giornate di neve, permetti che la purificazione abbia un profondo effetto su di te. Lascia che la struttura cristallina operi sul mondo che ti circonda, dentro e fuori di te, sanando antichi rancori, liberando energie potenti di guarigione a beneficio di tutte le tue relazioni passate, presenti e future.
Conoscenza segreta
C’è una conoscenza esperienziale segreta di cui non si può parlare.
Questo non perché c’è l’intenzione di nascondere qualcosa. Al contrario, per chi possiede questa conoscenza segreta la cosa più bella e grandiosa che potrebbe accadere sarebbe proprio l’esternazione totale di questo segreto. In tanti ci hanno provato a divulgare questa conoscenza segreta e ciò ha causato solo massimi fraintendimenti e il mondo che ci ritroviamo. Una conoscenza esperienziale è un segreto perché per essere divulgata necessita di un’esperienza diretta e non della comunicazione da parte di qualcuno.
Qualcuno ti può comunicare una conoscenza segreta, ma non ci sarà alcuna effettiva comunicazione fino a quando tu non avrai un’esperienza diretta di quella conoscenza. E qui le parole e i metodi per comunicare la conoscenza segreta possono essere di grande intralcio, perché la tua esperienza diretta della conoscenza segreta può differire totalmente dalle parole e dai metodi impiegati da altri per comunicare la conoscenza segreta.
Allora ne deriva che o soffochi e reprimi la tua esperienza diretta per adeguarti alla comunicazione della conoscenza che hai ricevuto, oppure entri in antagonismo con questa e altre conoscenze e ne crei una tua propria che inizi poi a comunicare con parole e metodi diversi.
Quanto sopra può apparire piuttosto confuso, e ovviamente segreto.
Inizio di primavera?
Oggi nelle antiche tradizioni celtiche e gaeliche si festeggia Imbolc, ossia l’inizio della primavera. Che primavera ci poteva mai essere all’inizio di febbraio nel Nord dell’Europa?
La primavera era festeggiata proprio nel momento più freddo dell’anno, in cui le risorse disponibili stavano per finire e le popolazioni erano quasi allo stremo per via del freddo e della fame.
Non si trattava di una primavera sul piano fisico, bensì del ricordo della primavera passata e della fede, fiducia che essa sarebbe ritornata.
Quindi, se in questo momento per te le cose sono dure, fa freddo e c’è fame, dentro o fuori di te, sei triste, frustrato, infelice, pieno di rabbia, allora ricorda i momenti in cui sei stato felice, entusiasta, pieno di amore.
Ricorda le tue primavere!
Sfida l’apparenza ingannevole del ciclo stagionale della tua vita.
Sembra tutto buio, arido, cupo, deserto.
Eppure da un’altra parte, che non vedi, è proprio l’opposto.
La vita in questa dimensione è ciclica, giorno e notte, estate e inverno.
Ricorda che quando c’è buio c’è anche luce così come quando c’è luce c’è anche buio.
Ricorda l’alternanza, perché quando cessi di ricordarla, allora perdi di vista l’intero senso della vita.
Niente si perde, i tuoi ricordi di luce, amore e gioia, sono il più grande contributo che puoi offrire a te stesso e agli altri.
I ricordi luminosi del tuo passato, sono i segni del tuo futuro.
Confida nel loro ritorno, un ritorno che si rinnova nelle forme e nelle apparenze ogni volta.
Esperimento
Vuoi fare un esperimento di lavoro multidimensionale con l’immaginazione?
Immagina qualcosa di bello, che desideri intimamente, che ti rallegra e soddisfa profondamente. Fallo in piena libertà, senza considerare i limiti e le circostanze attuali della tua vita. Se quanto desideri è in conflitto con altri aspetti della tua vita, lascia che sia rappresentativo solo di una parte di te, senza cercare coerenza o compromessi con le altre parti.
Lo scopo di questo esercizio è di dare spazio a una parte di te, lasciandola esprimere liberamente, senza la censura, il controllo e le riserve di altre parti o di altre persone.
Puoi anche chiamare questa parte con un nome diverso dal tuo, in modo da non attirare critiche, giudizi e incertezze dall’idea di te stesso con cui ti identifichi maggiormente.
Immagina quindi una situazione, una scena specifica in cui accade qualcosa che desideri, e fallo tenendo conto di ogni particolare, respirando profondamente e coinvolgendo tutti i tuoi sensi. La scena in questione ha una durata massima di 20 minuti.
Poi, si tratta di mimare quello che hai immaginato, rappresentandolo mediante posture del corpo, gesti ed espressioni del viso, teatralizzandolo in ogni particolare. La scena in questione ha anche in questo caso una durata massima di 20 minuti.
In seguito, descrivi a parole quello che hai immaginato e rappresentato, usando la terza persona singolare. Per esempio, “lei è sdraiata sulla sabbia di una spiaggia tropicale e…”.
Trascrivi cosa succede, cosa fai, cosa ti viene fatto, e soprattutto come ti senti, cosa provi, che cosa in particolare ti soddisfa maggiormente.
E poi?
Se vuoi andare oltre, puoi teatralizzare quanto sopra in maniera più accentuata ed esplicita, rendendo la scena in questione più realistica possibile, ricercando anche l’aiuto di altre persone disponibili ad operare come attori nella tua scena. Potete recitare la scena dal vivo, incontrandovi, oppure operare a distanza, immaginandola insieme, sentendovi telefonicamente o via Skype per offrirne una versione sonora o visuale.
A questo scopo puoi anche riportare la descrizione della tua scena come commento sotto a questo post, aprendoti a eventuali proposte.
Alcuni potrebbero recitare il ruolo di eventuali persone o esseri che compaiono nella scena e anche interpretare te stesso. La scena in questione ha anche in questo caso una durata massima di 20 minuti.
E poi?
Vedi tu…
Buon lavoro!
Diverso
Abbiamo paura del diverso, di ciò che non conosciamo, per questo motivo ci ostiniamo a fingere di essere simili, credendo di sapere chi e dove siamo, che cosa è reale e irreale.
Ma il diverso, ciò che è sconosciuto, ci aspetta dietro all’angolo della strada e prima o poi avrà la meglio su di noi. Allora, di quello che crediamo di sapere e di quanto gli è simile, non rimarrà più nulla.
Protetto: SPBAP
Chiusura mentale
La massima chiusura mentale è data da coloro che, avendo una certa esperienza positiva e negativa della vita, sono convinti che la loro esperienza si applichi a tutta l’umanità.
Per esempio, a qualcuno fa male o non piace un certo cibo, per cui quel cibo diventa negativo e dannoso per tutti. Essi non dicono: “a me quel cibo fa male” o “per me non è buono”, dicono “quel cibo fa male” o “non è buono”. Similmente essi non dicono “quel comportamento, quella persona, quel libro, ecc. per me non è buono”, dicono invece “quel comportamento, quella persona, quel libro, ecc. non è buono”.
La chiusura mentale impedisce di rendersi conto che la propria esperienza è solo una tra le tante esperienze e che gli altri hanno esperienze diverse, per cui qualcosa che per me è bello può essere brutto per altri, e vice versa.
Ma una mente che è chiusa almeno è sempre una mente, quindi meglio che niente.
Assai più tragica è la situazione di quelli che credono a coloro che sono convinti che la loro esperienza si applichi a tutta l’umanità. Apprezzano o detestano qualcuno o qualcosa perché altri hanno deciso che si tratta di apprezzare o detestare qualcuno o qualcosa. In questo caso la mente non è chiusa, e nemmeno aperta. La mente proprio non c’è più.
Treno
In un treno ci sono tanti vagoni e tra essi quel che conta maggiormente è la locomotiva. Senza locomotiva il treno non si muove. Talvolta ti identifichi con la locomotiva, a volte con gli altri vagoni o con l’ultimo vagone, quello più distante dalla locomotiva. Quando ti identifichi con l’ultimo vagone, non vuol dire che la locomotiva è diventata l’ultimo vagone. La locomotiva seguita a essere quel che è, mentre tu ti identifichi con l’ultimo vagone. Quando ti convinci di essere l’ultimo vagone, allora vivi mosso da qualcosa che ignori, diventi vittima dell’esistenza.
Multidimensionalità significa che sei simultaneamente tutto il treno, insieme ai suoi passeggeri e alle sue merci. Ma ricorda che alcuni vagoni, merci e passeggeri prima o poi li dovrai lasciare andare. Per cui ricordati sempre della locomotiva, non perderla mai di vista.
In: Franco Santoro, Pronto soccorso multidimensionale: emergenze spirituali, mondi paralleli e identità alternative, Institutum Provisorium, 2020, pp. 67-68.