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Soddisfare

Luglio 20, 2018 by admin

Se esiste un forte desiderio che di tanto in tanto, o assai spesso, ti tenta, mi riferisco qui a qualcosa di proibito, imbarazzante, scomodo, segreto, in grado di sovvertire la tua vita, oggi può essere il giorno in cui tu scegli finalmente di soddisfarlo.

Soddisfare deriva da latino “satisfacĕre”, composto da “satis” (abbastanza) e “facĕre” (fare). Soddisfare un desiderio significa “fare abbastanza” un desiderio.

Soddisfare non vuol dire “fare totalmente”. Soddisfare è un’arte che richiede la capacità creativa di fare qualcosa in maniera equilibrata, mantenendo una distinzione tra “abbastanza” e “totalmente”. Per esempio, c’è una differenza tra il volto di un essere umano che appare in un dipinto o scultura e il suo volto in carne e ossa; tra accarezzare una persona che ci piace, o che desidera essere accarezzata, per qualche minuto, e possederla, o essere posseduti, per tutta la vita.

Il “satis” (abbastanza) della soddisfazione indica l’aspetto creativo, equilibrato, il punto in cui fermarsi. Il problema è che in molti dimora un desiderio impellente di essere totali, di andare fino in fondo, per cui chi e cosa si desidera diventa un ostaggio che non si molla mai, di cui non se ne ha mai abbastanza.

Allora, ritorniamo ora alla soddisfazione di quel vostro desiderio a cui ho accennato all’inizio.

Il primo passo della soddisfazione di un desiderio proibito consiste nel riconoscere e accettare quel desiderio apertamente. Invece di fare finta che non ci sia, di vergognarsene, di nasconderlo, di reprimerlo o coltivarlo segretamente, lo ammettiamo chiaramente con noi stessi. Si tratta di affermare con se stessi qualcosa del tipo: “Io sento una forte attrazione verso quella persona e mi piacerebbe che…” In questo modo il desiderio cessa di essere proibito e nascosto, e trova la sua prima cruciale soddisfazione, che è quella di essere riconosciuto e legittimato. Questo è il primo “abbastanza” del “fare”.

Talvolta solo questo è “abbastanza”. Ma nel caso non lo sia, si può compiere un secondo passo. Questo consiste nell’esternare la precedente affermazione, nel rivolgerla alla persona interessata. Qui si tratta di dirgli, per esempio: “Io sento una forte attrazione verso te e mi piacerebbe che…” In questo modo il desiderio cessa di essere proibito e nascosto non solo a livello interiore, ma anche esternamente e trova una seconda soddisfazione, che è quella di essere riconosciuto e legittimato pubblicamente. Questo è il secondo “abbastanza” del “fare”.

In molti casi questo “abbastanza” basta e non dipende affatto dalla risposta del nostro interlocutore. Non ci interessa la risposta, perché la nostra è un’affermazione e non una domanda! Ciò che conta è aver dato soddisfazione al desiderio, esprimendolo, dandogli dignità. La reazione dell’altro è qui irrilevante, sia che risponda in modo positivo o negativo, la soddisfazione c’è stata.

Ma nel caso non sia abbastanza, si può compiere un terzo passo, che consiste nel fare una proposta diretta all’interessato, nel domandargli qualcosa. Per esempio, “Io sento una forte attrazione verso te e mi piacerebbe che… quindi ti propongo di…” In questo modo fai capire che la tua intenzione non è solo quella di esprimere un desiderio, ma anche di fare concretamente qualcosa di specifico riguardo quel desiderio, che l’altro può accettare o meno.

Nella maggior parte dei casi, in questo modo il desiderio è soddisfatto, sia che la persona risponda negativamente o meno. Quel che conta qui è il fatto che abbiamo avuto il coraggio di proporre quel che vogliamo. Fai attenzione però! Qui si tratta di essere diretti riguardo quel che vuoi. Se, per esempio, ciò che ti piacerebbe veramente è di andare in un luogo tranquillo ed essere accarezzato da quella persona, si tratta di proporlo apertamente. Se proponi a quella persona di andare al cinema insieme o di prendere un caffé al bar, quando proprio non ti interessa affatto vedere un film o prendere un caffé, ecco che la cosa non funziona e sarai probabilmente insoddisfatto.

Quindi assicurati di essere stato esplicito riguardo il contenuto della tua proposta.

Ma se anche in questo caso, senti insoddisfazione, allora esiste una penultima possibilità. Si tratta di verificare se è possibile trovare un compromesso, di fare qualcosa che trova d’accordo sia te sia l’altra persona. Questo è uno degli aspetti supremi dell’arte della soddisfazione!

E quando lo esprimi e lo articoli, la soddisfazione è inevitabile.

Ma nel caso non lo sia, esiste un’ultima possibilità, probabilmente ovvia, ma su cui preferisco mantenere il mistero, altrimenti dico tutto io.

Giugno

Maggio 31, 2018 by admin

Oggi inizia il mese di giugno, e per 30 giorni vedremo, sentiremo e useremo questa parola “giugno” in continuazione. Poi quando il mese di giugno finirà la vedremo, sentiremo e useremo molto meno, riferendola al mese passato o all’anticipazione di un giugno futuro. Al suo posto useremo con assiduità un altro nome del mese, ossia luglio, e poi via di seguito.

Giugno deriva dalla dea Giunone, che insieme a Giove e Minerva faceva parte della Triade delle principali divinità della religione romana. Giunone era la principale tra le dee, poiché rappresentava l’aspetto del divino femminile nell’universo.

Ora di Giunone non si interessa più nessuno, così come della religione dell’Antica Roma, a parte qualche raro storico, archeologo o ricercatore spirituale dai gusti eccentrici. Le divinità dell’Antica Roma hanno perso definitivamente il loro potere con la caduta dell’Impero Romano, e ancor prima a seguito della svolta costantiniana, la proibizione del paganesimo e l’imposizione del cristianesimo come unica religione.

Ma siamo proprio sicuri che le antiche divinità pagane abbiano perso il loro potere?

Tutti i mesi dell’anno risalgono ai tempi pagani e sono dedicati a divinità e imperatori romani, così come i nomi dei giorni della settimana. E questo si applica per tutte le lingue occidentali!

Quante volte sentiamo, vediamo e usiamo i nomi dei giorni e dei mesi?

L’intera nostra vita si basa sul tempo e sulla struttura del calendario. Ogni nostra attività ed esperienza è ricondotta e definita all’interno di giorni e mesi, i cui nomi seguitiamo collettivamente a considerare e ripetere più di qualsiasi altro nome.

Da un lato c’è quello verso cui dedichiamo consciamente la nostra devozione e attenzione, una religione, idea politica, spiritualità, arte, sport, musica, moda, ecc. Ognuno ha le sue. Dall’altro, tutti seguitiamo a essere devoti alle divinità pagane, ricordandole ogni giorno e mese della nostra vita, senza esserne in genere affatto consapevoli.

Indi, ecco a voi, l’Inno a Giunone, tratto dagli “Inni orfici”.

“Racchiusa nei grembi cerulei, aeriforme, era di tutto sovrana, beata compagna di Zeus,
che offrì ai mortali brezze gradevoli che nutrono la vita, madre delle piogge, nutrici dei venti, origine di tutto.
Senza di te nulla conobbe affatto la natura della vita, perché, mescolata all’aria santa, tutto partecipi,
infatti tu sola domini e su tutto regni, agitata sull’onda con sibili d’aria.
Ma, Dea beata, dai molti nomi, di tutto sovrana, vieni benevola rallegrandoti nel bel volto.”

 

 

 

 

Arrrugnarsdrzkjy pfkissttzzrdui oitjdd llarmstdrghsy arrt

Maggio 29, 2018 by admin

“Arrrugnarsdrzkjy pfkissttzzrdui oitjdd llarmstdrghsy arrt”

Quanto sopra esprime l’intento nella lingua originale di un essere alieno incarnato in un corpo umano sulla terra e quanto egli vuole veramente dal profondo del suo essere.

Il problema è che se lui dice “Arrrugnarsdrzkjy pfkissttzzrdui oitjdd llarmstdrghsy arrt” nessuno lo capisce perché la sua lingua è aliena.

Allora si tratta di tradurre “Arrrugnarsdrzkjy pfkissttzzrdui oitjdd llarmstdrghsy arrt” in una lingua che anche gli altri esseri umani conoscono.

Il problema è che nella lingua che anche gli altri conoscono mancano le parole che corrispondono a “Arrrugnarsdrzkjy pfkissttzzrdui oitjdd llarmstdrghsy arrt”.

Allora si tratta di sforzarsi ti trovare delle parole che non corrispondono a “Arrrugnarsdrzkjy pfkissttzzrdui oitjdd llarmstdrghsy arrt” e che corrispondono ad altro, ma che tuttavia sono intese a suggerire almeno una vaga idea di “Arrrugnarsdrzkjy pfkissttzzrdui oitjdd llarmstdrghsy arrt”

Il problema è che facendo così gli altri non comprendono proprio nulla o capiscono qualcosa che niente ha a che fare con “Arrrugnarsdrzkjy pfkissttzzrdui oitjdd llarmstdrghsy arrt” o peggio ancora l’alieno stesso arriva a non capire più niente, per cui alla fine succede che si dimentica pure di “Arrrugnarsdrzkjy pfkissttzzrdui oitjdd llarmstdrghsy arrt” e non sa più quel che vuole o vuole qualcosa che in effetti non vuole.

Allora, dopo tanti rovinosi tentativi, forse tanto vale che l’alieno dica “Arrrugnarsdrzkjy pfkissttzzrdui oitjdd llarmstdrghsy arrt” e basta.

 

Forse

Maggio 29, 2018 by admin

Forse la cosa più importante da riconoscere e ricordare in questa strana vita umana è che non siamo i nostri pensieri, né le nostre emozioni, e nemmeno il nostro corpo.

Forse il fatto che siamo coscienti del nostro corpo, dei nostri pensieri, delle nostre emozioni, dimostra che non siamo il nostro corpo, emozioni, pensieri. Siamo colui che è cosciente di essi e che può essere cosciente di molto di più.

Ci identifichiamo con il nostro corpo, le nostre emozioni, i nostri pensieri, a causa del forte imbarazzo e tabù che deriva dall’identificarsi con ciò che è oltre il corpo, le emozioni e i pensieri, tanto che alla fine quel che è oltre non esiste proprio più e il corpo, i pensieri, le emozioni sono tutto quel che rimane per potere essere se stessi. Forse.

Se sei soddisfatto e felice nell’identificare te stesso in questo modo, non c’è nessun motivo per cercare te stesso oltre. Forse c’è solo il corpo, le emozioni e i pensieri, ed è inutile perdere tempo altrove.

Se sei insoddisfatto, e lo sei davvero tanto e da diverso tempo, allora ci sono dei buoni motivi per cercare altrove.

Forse non puoi vedere, sentire e pensare chi sei, perché chi sei è colui che vede, sente e pensa. Si tratta di svegliare chi vede, sente e pensa, così che puoi ricordarti chi sei.

Forse se accettiamo il forse possiamo renderci conto di quel che c’è oltre ciò che siamo sicuri che ci sia e non ci sia. Forse.

Critiche

Maggio 24, 2018 by admin

Quando qualcuno critica pesantemente qualcuno che non è presente, se sento sintonia con la critica, da un lato sono pienamente d’accordo e solidarizzo o rincaro la dose.

Tuttavia, se vado più in profondità mi avvedo che manca qualcosa di molto significativo. L’altro non c’è! Ci siamo solo io e la persona che sta criticando.

Quindi da un lato sono d’accordo con la critica, dall’altro mi avvedo che la critica non è rivolta affatto a qualcun altro, bensì a me oppure a chi sta criticando o a tutti e due.

E questo mi mette un certo imbarazzo…

Gnosticismo

Maggio 2, 2018 by admin

Con il termine gnosticismo si intende un gruppo piuttosto diversificato di correnti filosofiche, mistiche e religiose dell’antichità emerse principalmente nell’età ellenistica e romana. Il suo tratto principale è la ricerca diretta ed esperienziale della conoscenza e del Divino senza la mediazione dell’autorità religiosa o il riferimento a dogmi e idee fisse. Nella loro ricerca spirituale gli gnostici facevano riferimento a molteplici fonti, accettando saggezza e intuizioni ovunque fosse disponibile, sia al fuori sia dentro di sé. Gli gnostici sono stati a lungo perseguitati e condannati come eretici dal sistema politico e religioso ufficiale, indisposto verso il loro atteggiamento indipendente e libero verso la ricerca spirituale.

Lo G. è stato a lungo perseguitato e condannato come eretico dal sistema politico e religioso ufficiale, indisposto verso il suo atteggiamento indipendente e libero. Nello G. miseria e sofferenza nel mondo non sono il risultato della trasgressione umana. Ogni cosa era già fallace dal principio poiché originò da una divinità imperfetta. Il vero Dio è alieno all’universo manifesto e appartiene a una realtà che dimora oltre. Le divinità di quest’universo sono emanazioni di un dio inferiore, l’ego universale, detto Demiurgo.

Il mito gnostico insegna che c’era il Dio originale, l’Uno o il primo Eone, da cui ebbero origine altri Eoni, coppie di emanazioni divine bilanciate che costituiscono il regno dell’unità o Pienezza (Pleroma). Le più basse di queste coppie erano Sophia e Cristo. Sophia desidera raggiungere il Primo Eone. Nella sua ricerca dell’Uno, è attratta da una luce lontana, che è solo il riflesso del Primo Eone, e si allontana dal Pleroma. Durante il viaggio Sophia incomincia a emanare una coscienza difettosa, un Demiurgo che diventa il creatore del mondo fisico dove viviamo. Egli sviluppa il regno della separazione (kenoma), una manifestazione imperfetta del pleroma. Questo cosmo difettoso è composto di sette sfere, ognuna delle quali è anche un pianeta e un angelo, presidiato dai governatori delle sette sfere planetarie (Arconti).

 

 

 

Schiantamento

Aprile 16, 2018 by admin

Una parte di te starà sempre male, seguiterà a essere folle, arrabbiata, depressa, inferma, c’è poco da fare. Se passi la vita sentendoti responsabile e colpevole per il suo malessere, accudendola incessantemente, la tua esistenza non avrà alcun senso. Non importa quanto ti sveni per riparare quella parte, essa continuerà a guastarsi e alla fine si schianterà definitivamente. Assicurati che non lo faccia dopo aver schiantato te.

Allora, coraggio, lasciala stare al suo destino, e vai incontro al tuo, a meno che la tua chiamata non sia proprio quella di prenderti cura di lei, fino all’ultimo e sfidare l’impossibile.

Sacrifici

Aprile 15, 2018 by admin

Il termine “sacrificio”provoca in genere disagio poiché suggerisce qualcosa che implica severe privazioni e astinenze, dolorose immolazioni, volontarie o imposte. Un sacrificio, dal latino “sacrificium” (“sacer” e “facere”, ossia “rendere sacro”) è un atto rituale o teatrale con cui dei beni, delle qualità o dei servizi materiali o personali, incluso anche il tempo trascorso durante l’atto stesso, passano dalla condizione ordinaria, separata o profana, e affidati a ciò che è divino, sacro, multidimensionale.

Il sacrificio stabilisce una relazione diretta tra l’umano e il divino, la nostra natura separata e quella multidimensionale.

Il sacrificio è inevitabile a livello multidimensionale, anche se può essere volontario o imposto, cosciente o inconscio.

Siamo destinati a subire sacrifici fino alla fine e l’intera vita è un sacrificio, inclusa la morte. Ogni segno zodiacale esemplifica un particolare sacrificio, volontario e imposto, conscio e inconscio.

Siamo destinati al sacrificio finale, che porterà all’annullamento di tutto cià che crediamo di essere ora. Come una placenta, la nostra identità sarà devastata per dare spazio alla nascita di una nuova natura. Tuttavia prima ancora di arrivare al sacrificio finale, nel corso della vita, abbiamo esperienza di molti sacrifici parziali, che sono per lo più imposti, dovute alle circostanze, e su cui non abbiamo alcun controllo.

Lo scopo della vita, in sintesi, consiste nel prepararci a questo sacrificio ultimo, e ai sacrifici parziali imposti, celebrando regolarmente sacrifici volontari, rendendo idealmente il sacrificio un atto gioioso ed estatico.

 

 

Protetto: Pornografia

Aprile 13, 2018 by admin

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Accettato

Aprile 11, 2018 by admin

Da un lato c’è la tua identità ordinaria che si comporta in conformità alla realtà consensuale.

Dall’altro c’è una tua identità intima, segreta, riservata che della vita ha un’esperienza diretta, che sente e pensa in modi talvolta radicalmente diversi rispetto alla realtà consensuale.

Per alcuni l’identità ordinaria è solo una finzione, che si applica perche è consensuale, ossia accettata e ammessa dagli altri, anche se non lo è intimamente.

Allora io mi chiedo a volte:

e se tutti stessimo fingendo di essere quello che non siamo per paura di non essere accettati per ciò che siamo davvero?

Temo di non essere accettato da qualcuno che teme di non essere accettato per cui fingiamo tutti e due di essere qualcosa che invece può essere accettato anche se è falso.

Forse tutti stanno fingendo di non essere chi sono per paura di non essere accettati per quello che sono.

Ma non essere accettati da chi?

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