Elevazione
Molti credono che per crescere spiritualmente, ascendere, elevarsi e raggiungere le parti alte della coscienza, si tratta di separarsi dalle parti basse, da ciò che è inferiore, fisico, sessuale.
Una credenza legittima in atto da qualche millennio.
Una credenza in genere si basa sulla fede, per cui poco importa se funzioni o meno, se raggiunga veramente il suo obiettivo.
Un’altra opzione alle credenze consiste nell’usare dei metodi, basando la loro validità non sulla fede, bensì sulla loro capacità di ottenere il risultato desiderato. Questa capacità raramente è assoluta, generale. Il fatto che un metodo o una credenza funzioni per qualcuno non significa che deve funzionare per tutti.
Il problema è che molti credono che se qualcuno crede qualcosa di diverso o se usa metodi diversi per elevarsi ciò può seriamente minacciare la propria credenza e i propri metodi.
Quindi a volte per evitare che coloro che la pensano così diventino troppo aggressivi si tratta di elevarsi segretamente.
Riguardo l’elevazione, l’ascesa, un metodo alternativo consiste nell’andare verso l’alto lasciando crescere ciò che c’è in basso, così come un albero cresce sviluppando le sue radici e elevandosi verticalmente. Le radici, il tronco, le foglie, i frutti e i rami più alti, fanno sempre parte dello stesso albero. Ne consegue qui che non occorre proprio separarsi da niente.
Tempo
Siamo convinti che il tempo sia lineare, che quello che ci succede oggi sia presente, che quanto accadrà domani sia futuro, e che ciò che è accaduto ieri sia passato.
Ma le cose non stanno proprio così, e il modo in cui percepiamo il tempo è un’illusione.
Passato, presente e futuro sono linee cicliche parallele, intimamente connesse tra loro, tanto che alla minima oscillazione, senza che ce ne rendiamo conto, possiamo muoverci dal presente al passato, dal passato al futuro.
Ci illudiamo di essere nel presente, di venire dal passato e di andare nel futuro, ma in realtà stiamo solo girando intorno a noi stessi, ripetendo la stessa storia, fino al momento in cui quando non ne potremo proprio più, allora qualcosa forse davvero cambierà.
Domande
Qual è il senso della nostra vita? Chi siamo? Cosa ci aspetta?
Queste sono le domande più importanti che possiamo farci. O forse erano le domande più importanti. Infatti, si tratta di domande antiche, che nel mondo moderno sembrano essersi eclissate da tempo. Queste domande sono state sostituite da un lato da risposte fisse e incontestabili, basate su sistemi di credenze irremovibili, in cui l’atto di fede o l’assioma della prova scientifica diventa spesso l’alibi dietro cui si cela lo sterminio non solo di ogni risposta alternativa, ma anche di qualsiasi domanda.
Dall’altro le domande sul senso della nostra vita e su chi siamo davvero, sono state sostituite da domande aggiuntive, intese a distrarci, a rivolgere l’attenzione altrove, dando per scontato che le domande davvero importanti non sono poi così importanti, anzi per molti versi non hanno proprio alcun senso. Così passiamo il tempo a domandarci come guadagnare più soldi, come evitare di ingrassare, come trovare il compagno ideale, come metterci in risalto sui social network e tante altre cose.
Intanto il senso della nostra vita, di chi siamo, di dove stiamo andando, si perde sempre più nella notte dei tempi.
E forse per trovare qualche senso si tratta proprio di andare nell’oscurità, indietro nel tempo, recuperando domande antiche, insieme agli antichi tentativi di trovare risposte, e tutta l’incertezza generale che ne deriva.
Le domande più importanti sono quelle che mettono in crisi ogni nostra certezza.
Se siamo attaccati alle nostre certezze, non ci faremo mai delle domande, e non otterremo mai delle risposte.
Procreazione
Ma siamo davvero sicuri di sapere come funziona la procreazione, l’atto sessuale, la vita?
Solamente al termine dell’Ottocento fu provato scientificamente che il concepimento è provocato dallo spermatozoo che entra nell’ovulo femminile.
Solo 200 anni fa, grazie al biologo gesuita Lazzaro Spallanzani, fu messa in discussione la teoria della generazione spontanea, per cui la vita nasce spontaneamente dagli elementi naturali inanimati dotati di influssi vitali. Prima di Spallanzani era certezza assoluta che la procreazione fosse un processo unilaterale, per cui se in un matrimonio non nascevano figli ciò era dovuto alla sterilità della donna. Questa teoria continuò a prevalere fino al 1864, allorché Louis Pasteur la confutò con i suoi esperimenti e solo alla fine di quel secolo la nuova teoria della fecondazione divenne quella dominante.
Da poco più di un secolo abbiamo le idee chiare su come funziona la procreazione, così come chi credette nella teoria della generazione spontanea per più di due millenni era sicuro di avere le idee chiare.
Ma abbiamo le idee chiare veramente?
Istigatore istrionico
Nell’ambito del teatro astrosciamanico, l’istigatore istrionico è un’entità che opera dietro le quinte, in una realtà parallela, al fine di stimolare e promuovere specifici sviluppi scenici nella realtà ordinaria o terza dimensione.
La natura dell’istigatore istrionico cambia in base al tipo di sviluppo scenico che è preposto a sollecitare.
L’attore astrosciamanico può rapportarsi con l’istigatore istrionico in modo conscio o inconscio, intenzionale, circostanziale o invasato.
L’attore che intende esprimere particolari sviluppi scenici può richiedere l’assistenza di un istigatore istrionico a questo fine, invitandolo a operare conseguentemente secondo le modalità contrattuali convenute. D’altro canto, l’istigatore istrionico può richiedere egli stesso che l’attore esprima un particolare sviluppo scenico che in questo caso sarà convenuto tramite accordo, così come può invadere l’attore senza il suo consenso e a sua insaputa onde generare copioni richiesti dall’economia multidimensionale.
L’istigatore istrionico passionale opera al fine di fomentare drammi e conflitti emotivi, scene romantiche e sentimentali, creando le circostanze energetiche che permettono un’alta produzione di emozioni impiegate per l’alimentazione multidimensionale.
Gli istigatori istrionici sessuali stimolano l’eccitazione finalizzata alla realizzazione di atti erotici e orgasmici, laddove quelli furenti promuovono la manifestazione di atti violenti.
Equinozio di Primavera
L’Equinozio di Primavera ha luogo esattamente il 20 marzo 2019, alle 22:58 ora italiana. In quella data, che segna l’ingresso del Sole nel segno dell’Ariete, il periodo diurno e quello notturno hanno la stessa durata. Dopo poche ore, alle 2:27 del 21 marzo 2019 ci sarà l’esatta Luna Piena in Bilancia. La simultaneità di questi due eventi rende i giorni tra il 18 e il 21 marzo assai incandescenti.
Astrologicamente, l’equinozio primaverile è il momento di inizio del ciclo annuale, che comincia appunto con il primo segno zodiacale, l’Ariete. Esso esemplifica tradizionalmente l’apertura del Portale Orientale, un’area di chiarezza, visione e illuminazione, in grado di promuovere benedizioni di autenticità, coraggio e onestà per coloro che sono pronti a riceverle.
La primavera porta il rinnovamento della terra e la potenziale rinascita della nostra natura originaria mediante la connessione con la Luce, l’Amore, Dio o qualunque altro termine che rappresenta per noi l’Assoluto.
Il viaggio autunnale e invernale, con la sua discesa purificatrice nel regno delle tenebre, è servito a recuperare doni preziosi dalle nostre radici ancestrali.
Se siamo disponibili a interpretare senza riserve una parte nel sacro teatro della vita, la primavera porta l’opportunità alla coscienza di ritornare alla luce, dando inizio a importanti imprese di guarigione e percorsi luminosi per il beneficio delle generazioni future.
In termini multidimensionali, le generazioni passate e future sono i nostri duplicati collocati in frequenze temporali diverse. Onorandoli, onoriamo noi stessi nel presente. Un tempo, in diverse tradizioni del pianeta, la vita era basata sulla consapevolezza continua di sette generazioni. Questo significava considerare gli eventi presenti nella prospettiva di sette generazioni, passate e future.
Passato e futuro erano riconosciuti come universi paralleli coesistenti nel presente. Era ritenuto vitale stabilire rapporti regolari con quegli universi per preservare la continuazione della rete della vita. In seguito, una realtà fondata sulla separazione e i suoi sistemi di credenza prevalsero, generando la nostra attuale realtà frammentata confinata in un limbo temporale.
L’inizio della primavera è un momento ideale per iniziare nuove imprese di guarigione, al fine di ricucire la rete della vita e recuperare le nostre connessioni perdute.
Quando il Sole entra nel suo ciclo ascensionale luminoso, una copiosa energia è disponibile per implementare iniziative pionieristiche di guarigione su vasta scala. Queste azioni iniziali sono decisive nella realizzazione di tutte le più grandi conquiste che giungono a compimento su questo pianeta. Esse richiedono carattere inflessibile, spontaneità eroica, apertura, audacia, luminosa asserzione, eccitamento giocoso e tutte le altre qualità di guerriero spirituale dell’Ariete.
Se c’è qualcosa dunque che veramente ami nella vita, per te stesso e per gli altri, questo è un momento fantastico per entrare in azione, per avanzare verso quel risultato. Nel fare ciò, la sfida è andare oltre la propria motivazione individuale e permettere che la realizzazione del tuo intento diventi un risultato multidimensionale, che coinvolge i tuoi antenati, le generazioni future e le persone che vivono nel presente.
In questo modo un’intenzione è destinata a portare beneficio a tutte le parti coinvolte e a lasciar andare l’identificazione illusoria con il nostro ego separato, diventando così un’Intenzione di Luce.
L’Equinozio di Primavera è celebrato in molte culture, per alcune delle quali, come quella persiana, rappresenta il primo giorno dell’anno.
© Franco Santoro
Immagine: di Walter Crane
Aeroporti
Amo gli aeroporti, specialmente quando vi rimango diverse ore per prendere una coincidenza. Arrivo da un aeroporto in un altro aeroporto e poi riparto per un altro aeroporto. Sia l’aeroporto di partenza sia quello di arrivo sono associati a luoghi familiari in cui vivo o rimango a lungo, mentre l’aeroporto di transito è solo di passaggio. Si tratta di un bardo, un ponte tra diverse dimensioni.
Quando passo diverse ore in un aeroporto incontro molte persone in attesa di partire per ogni tipo di direzione. Nonostante le destinazioni siano diverse, il luogo in cui la gente aspetta è lo stesso. E questo mi affascina tanto. La più grande varietà di persone e destinazioni si possono trovare in un aeroporto.
Quasi ogni volta che vado a Inverness, l’aeroporto da me più frequentato in Scozia, passo varie ore allo scalo di Londra Gatwick. Talvolta, come in questo caso, trascorro fino a sette ore in attesa della coincidenza. Gatwick è l’aeroporto di transito che preferisco, perché è grande, pieno di cose da vedere, con anche una bella cappella, e due parti collegate da un trenino, il lato Nord e Sud.
L’aeroporto è un microcosmo della vita. L’aeroporto mi insegna che siamo tutti in transito. Il transito può essere più o meno breve o lungo, ma è sempre un transito. Per qualche ora, giorno, mese, anno condividi lo stesso spazio con altre persone, o viaggi pure con loro, fino a quando esse non si fermano dove ti fermi tu o viaggiano da un’altra parte.
Il viaggio finale è il più misterioso, la sua destinazione non è segnata sul tabellone. Sappiamo solo il punto di partenza e non quello di arrivo.
Dovunque viaggi, in questo mondo o in altri, ti auguro una buona partenza e un buon arrivo.
Monologhi
Spesso tante persone nelle conversazioni con gli altri dicono o chiedono qualcosa. Poi quando l’altro parla o risponde, invece di ascoltare, proiettano le loro idee consce o inconsce su questa persona. In seguito rispondono, aggiungendo altre cose. In breve, la maggior parte delle conversazioni sono monologhi in cui parliamo solo con noi stessi.
Obiettivo finale
I tuoi obiettivi o desideri di questo momento sono l’anticamera di altri obiettivi o desideri, che a sua volta sono la via d’accesso di altri obiettivi o desideri, fino a quando ipoteticamente giungerai all’obiettivo e desiderio ultimo.
Il raggiungimento dell’obiettivo e desiderio finale è solo un’ipotesi.
Ci sono tanti obiettivi e desideri. Se li persegui con l’aspettativa di trovare quello definitivo è probabile che sarai molto deluso. Certo puoi anche ambire a conseguire l’assenza di desideri e obiettivi, e se così stanno le cose, allora tanti auguri.
Sii grato se puoi soddisfare alcuni dei tuoi obiettivi e desideri, senza prendertela con loro quando non ti soddisfano in modo definitivo, quando ti rendi conto che c’è qualcosa ancora che vuoi o quando ti infastidisce il fatto di desiderare la loro soddisfazione.
Forse procedendo così potrai raggiungere il tuo obiettivo e desiderio ultimo, tuttavia si tratta sempre di un’ipotesi.