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Solstizio invernale

Dicembre 8, 2017 by admin

landscape view mountains webCon l’entrata del Sole in Capricorno, il 21 dicembre 2020 alle 11:02 ora italiana, giungiamo alla notte più lunga, l’apice dell’oscurità.

Il Sole raggiunge il punto più basso e il culmine dell’oscurità nell’emisfero settentrionale, mentre nell’emisfero meridionale è esattamente l’opposto. Questa constatazione è sufficiente a svelare uno dei più significativi misteri della vita, la continua e mutua interazione tra opposti e la loro presenza simultanea al di là della nostra percezione limitata di ciò che sembra essere presente.

Nell’emisfero settentrionale il Solstizio d’Inverno rappresenta l’ingresso nell’inverno e nel Nord. È un momento di cambiamento di marcia interiore, in cui abbiamo l’opportunità di rallentare e perfino di fermarci o invertire la marcia.

È un periodo in cui possiamo mettere in discussione tutte le cose che diamo per scontate su noi stessi, i nostri presupposti, mettendo da parte l’interazione meccanica con il mondo e cercando di raggiungere la matrice. Lo scopo è permettere ai nostri intenti e ad ogni ulteriore azione che possiamo intraprendere, di scaturire da una comprensione profonda della vita, lasciando andare la mente condizionata basata sulla paura e sull’ignoranza.

L’inverno è un periodo ideale per abbandonare le restrizioni della nostra percezione, sciogliere le catene arrugginite dell’anima e permetterle di liberarsi.

L’inverno è pure un momento importante di connessione tra il visibile e l’invisibile, il corpo e lo spirito. Il Solstizio d’Inverno, e la settimana seguente, in particolare, è sempre stato tradizionalmente un periodo per riconoscere i cicli della terra, per rallentare e acquisire consapevolezza di ciò che sta accadendo nella vita, da dove veniamo, dove stiamo andando, dove siamo e cosa veramente conta in questo viaggio.

Questo periodo dell’anno è ideale per la ricapitolazione, una pratica estremamente utile per la guarigione spirituale. La ricapitolazione consiste nel riesaminare esperienzialmente la propria vita e lasciar andare emozioni e rancori intrappolati nel passato.

Questi elementi inconsci sono costantemente riciclati nella nostra storia personale dalla memoria planetaria collettiva, e sono la fonte di tutti i conflitti persistenti e i problemi spiacevoli che sperimentiamo nella vita. Sono ciò che ci tiene bloccati in una realtà separata, impedendo l’accesso a chi realmente siamo. Questi rancori seguitano a causare uno stato continuo d’isolamento emozionale, fino a che sono pienamente gestiti e liberati nella rete della vita.

Durante i giorni del solstizio invernale teniamo una meditazione, cui è possibile partecipare a distanza da ogni parte del mondo (clicca qui per informazioni).

In questo periodo festivo desidero esprimerti la mia gratitudine per essere un lettore di questo sito. È un privilegio poter comunicare con te, chiunque tu sia e ovunque ti trovi.

Sei benvenuto se deciderai di partecipare a nostri eventi futuri (clicca qui per il calendario). Siamo a tua disposizione se desideri semplicemente connetterti per condividere le tue esperienze e qualunque cosa è importante per te in questo momento.

© Franco Santoro

Ripetizioni

Dicembre 6, 2017 by admin

L’estate è astrosciamanicamente in relazione con l’elemento terra (corpo fisico), l’autunno con l’acqua (corpo emotivo) e l’inverno con l’aria (corpo mentale), la primavera con il fuoco (corpo spirituale). Il corpo cruciale qui è quello mentale, la capacità di scegliere, discriminare e di essere coscienti.
 
Questo momento dell’anno è cruciale perché nei primi stadi dell’autunno, dopo l’identificazione con la terra e il corpo fisico, il corpo emotivo è asservito al corpo fisico. Di conseguenza si confronta con la disperazione e il buio che deriva dall’inevitabile sua perdita, morte, abbandono, come si riflette nella nostra vita fisica individuale e di relazione. Con lo Scorpione si giunge al massimo livello di espressione di questo spazio buio. Per cui o si soccombe definitivamente, riciclati nell’impasto organico dell’esistenza, o avviene un cambiamento di marcia. La carica emotiva fermentata si proietta verso il corpo mentale. Cessiamo gradualmente di usare l’energia emotiva per inseguire le nostre chimere o sfuggire i nostri mostri nel mondo fisico esterno. Li affrontiamo dentro di noi. Con la fase terminale ritiriamo le nostre proiezioni dal mondo esterno e ci rivolgiamo alla loro matrice dentro di noi. Questo processo crea le condizioni per il risveglio del corpo spirituale.
 
Purtroppo pare che l’unico insegnamento che puoi derivare dal mondo fisico esterno e da tutte le emozioni ed energie che investi nelle tue relazioni con gli altri, sia quello di ritirarti nella matrice della vita interiore. Tuttavia pare che questo insegnamento richieda diverse ripetizioni, per cui dopo la primavera, segue ancora l’estate e così via.

Solitudine

Dicembre 6, 2017 by admin

Se cerchi la compagnia degli altri o di qualcuno perché non sopporti la solitudine, la solitudine se ne avrà a male e alla fine farà di tutto per farti restare da solo con lei.

In alcune tradizioni esiste un compagno, un partner invisibile, che rappresenta l’altra metà di noi stessi, l’animus o anima, la nostra ombra che ci segue in continuazione per farsi riconoscere e accettare.

Per questo motivo in quelle culture è dedicato tempo regolare per incontrare questo partner invisibile, che si rivela solo quando siamo in completa solitudine.

In ogni modo, sia che ci sia o meno questo partner invisibile, la solitudine c’è e non importa quanto cerchi di evitarla, essa continua ad esserci e ad aspettarti sempre. Alla fine si tratterà di incontrarla. Alla fine rimarrai solo e sarai abbandonato da tutti. Guardati attorno, alcune persone già hanno cominciato a sparire.

Allora, non aspettare che siano andati via tutti, prima di incontrarla, la solitudine.

Santa Pratica del Cerchio dei 12

Dicembre 4, 2017 by admin

La pratica può durare da un minimo di 5 minuti a un massimo di un’ora, e può essere svolta da un minimodi una volta a un massimo di cinque volte al giorno.

Se ogni giorno ci sono almeno 12 persone che svolgono la pratica questo consente di avere tutti i settori del Cerchio rappresentati. Ogni partecipante diventa rappresentativa di una delle 12 Matrici base, che durante la pratica si unisce alle altre e si rapporta con il Centro, ricevendo poi dal Centro l’energia da distribuire nel Cerchio a beneficio di tutti.

La pratica serve per consentire alle nostre esperienze e stati fisici, emotivi, mentali e spirituali individuali di allinearsi col Cerchio e successivamente con il Centro, creando un ponte di guarigione tra orizzontale e verticale.

La pratica serve per gestire le tre tipologie base di esperienza che possiamo avere durante la vita.

Durante la giornata possiamo avere tre tipi generali di esperienze:

primo stadio: intento, spazio di potere, chiarezza, lucidità, entusiasmo, determinazione, alta energia, capacità di operare in modo positivo e luminoso nella realtà ordinaria

secondo stadio: rilascio, rancori, confusione, impedimenti, blocchi,episodi spiacevoli, bassa energia, incapacità di operare in modo positivo e luminoso nella realtà ordinaria

terzo stadio: epifanie, sogni, visioni, centratura, connessione multidimensionale, neutralità e distacco dalla realtà ordinaria

La pratica in questione consente di riportare l’energia di queste esperienze e dello stato in cui ci troviamo nel Cerchio per il beneficio di tutti.

In cosa consiste la pratica, eccola passo per passo.

Stadio Zero) CENTRO

Interrompi le tue attività o passività quotidiane, ti fermi, chiudi gli occhi e porti immediatamente l’attenzione al respiro, collegandoti con il Centro.

Percepisci il mondo esterno e quello dei tuoi pensieri, emozioni, sensazioni, ecc. che si muovono nel Cerchio attorno a te, mentre tu dimori nel Centro. Inspiri quanto si muove nel Cerchio e poi lo espiri nel Centro. Se fai la pratica di soli 5 minuti, basta che fai un minimo di cinque respiri (uno per ogni elemento più il quinto elemento per il Centro), altrimenti 13 respiri, o un massimo di 144 respiri.

Durante questo stadio puoi assumere la seguente postura: in piedi, con i piedi paralleli in apertura uguale alla larghezza delle spalle, le ginocchia e le anche leggermente flesse, la schiena eretta con le spalle rilassate, la punta della lingua preme contro il palato, le mani sono appoggiate sul centro del petto (la destra sopra la sinistra).

Stadio 1) INTENTO – ALTO (dal Cerchio al Centro)

Rimanendo nel Centro prendi atto di ciò che nel Cerchio, nella tua esperienza della vita quotidiana di questo momento, è in relazione con il primo stadio, il tuo intento, l’energia alta. Può essere un tuo obiettivo di manifestazione, qualcosa che ti dà entusiasmo, motivazione, piacere, luminosità riguardo gli eventi della tua vita passata, presente o potenziale nel futuro. Può essere qualcosa che riguarda sia intenti personali sia collettivi.

Porta l’attenzione al Cerchio e immagina qualunque cosa consideri come pienamente realizzata nel presente, fissandoti su una scena particolare che ne rappresenta il compimento. La condizione per questa parte è che essa apporti benefici nella tua vita e in quella altrui. Deve trattarsi di qualcosa che non arreca danni a nessuno, incluso te stesso, e che è intesa a essere condivisa con tutti.

Inspiri tutto questo dal Cerchio e poi lo espiri nel Centro.

Se fai la pratica di soli 5 minuti, basta che fai un minimo di cinque respiri, altrimenti 13 respiri o un massimo di 144 respiri.

Durante questo stadio puoi assumere la seguente postura: in piedi, con i piedi paralleli in apertura uguale alla larghezza delle spalle, le ginocchia e le anche leggermente flesse, la schiena eretta con le spalle rilassate, la punta della lingua preme contro il palato, le braccia sono alzate con le mani al di sopra del capo, tenute immobili per tutto lo stadio. Quando hai concluso il primo stadio riporta le mani sul centro del petto (la destra sopra la sinistra).

Stadio 2) RILASCIO – BASSO (dal Cerchio al Centro)

Rimanendo nel Centro prendi atto di ciò che nel Cerchio, nella tua esperienza della vita quotidiana di questo momento, è in relazione con il secondo stadio, rancori, limiti, l’energia bassa. Può essere una situazione dolorosa, spiacevole, un impedimento, qualcosa che causa malessere, paura, confusione, oscurità riguardo eventi della tua vita passata, presente o potenziale nel futuro. Può essere qualcosa che riguarda sia una tua situazione personale sia collettiva.

Immagina qualunque cosa consideri fissandoti su una scena particolare che la rappresenta.

Inspiri tutto questo dal Cerchio e poi lo espiri nel Centro, liberando l’energia relativa come fertilizzante sia per il Centro sia per il Cerchio. L’energia che liberi si muove verticalmente e multidimensionalmente, favorendo processi di manifestazione luminosa orizzontalmente o/e verticalmente.

Se fai la pratica di soli 5 minuti, basta che fai un minimo di cinque respiri, altrimenti 13 respiri o un massimo di 144 respiri.

Durante questo stadio puoi assumere la seguente postura: in piedi, con i piedi paralleli in apertura uguale alla larghezza delle spalle, le ginocchia e le anche leggermente flesse, la schiena eretta con le spalle rilassate, la punta della lingua preme contro il palato, le braccia sono abbassate e con le mani all’altezza della regione pelvica, tenute immobili per tutto lo stadio. Quando hai concluso il secondo stadio riporta le mani sul centro del petto (la destra sopra la sinistra).

Stadio 3) EPIFANIA – CENTRO (nel Centro)

Epifania è un termine che designa la manifestazione di una realtà soprannaturale o divina, un salto intuitivo improvviso, un momento profondo di estasi o connessione con la propria natura multidimensionale, o qualunque altra esperienza di guarigione che giunge come un dono. Questa è la caratteristica del Centro.

A questo punto ti colleghi unicamente al Centro, respirando verticalmente dall’alto al basso. Inspiri focalizzandoti sull’Alto e poi espiri puntando sul Basso. Se fai la pratica di soli 5 minuti, basta che fai un minimo di cinque respiri, altrimenti 13 respiri o un massimo di 144 respiri.

Durante questo stadio puoi assumere la seguente postura: in piedi, con i piedi paralleli in apertura uguale alla larghezza delle spalle, le ginocchia e le anche leggermente flesse, la schiena eretta con le spalle rilassate, la punta della lingua preme contro il palato, le mani sono appoggiate sul centro del petto (la destra sopra la sinistra).

Stadio di Apertura (dal Centro al Cerchio)

Rendi disponibile l’energia del Centro al Cerchio, riversandola come benedizione sul mondo, in qualità di rappresentante di una delle 12 Matrici.

Inspiri l’energia del Centro e poi la espiri nel Cerchio.

Se fai la pratica di soli 5 minuti, basta che fai un minimo di cinque respiri, altrimenti 13 respiri o un massimo di 144 respiri.

Durante questo stadio puoi iniziare con questa rapida sequenza: porti le mani sul centro del petto (la destra sopra la sinistra), poi alzi velocemente le braccia nella posizione del primo stadio, riportando subito dopo le mani sul centro del petto, poi spalancando le braccia orizzontalmente all’altezza del petto e riportandole al centro del petto, e infine abbassandole rapidamente per formare la postura del secondo stadio riportandole nuovamente al cento del petto. In seguito per tutto il resto del tempo le braccia vanno tenute orizzontalmente all’altezza del petto, formando un semicerchio parallelo al suolo, come nell’atto di abbracciare un albero.

A conclusione la mani vanno riportate sul centro del petto (la destra sopra la sinistra) e tenute in questa posizione per un minimo di tre respiri.

Centro e periferia

Dicembre 2, 2017 by admin

L’insegnamento forse più importante lungo il percorso multidimensionale consiste nel distinguere tra ciò che è periferico e centrale, transitorio e permanente, illusorio e reale, completo e parziale, o più realisticamente tra quanto, in base alla tua percezione limitata, appare essere più periferico e centrale, e così via.

Questo insegnamento emerge soprattutto nei momenti più oscuri e nelle crisi della vita, quando ti trovi in una situazione di emergenza. In quei momenti comprendi meglio il valore delle cose. Certi temi e situazioni che prendono tanto la tua attenzione passano subito in secondo piano o addirittura scompaiono, dando spazio a ciò che conta veramente.

In tanti momenti della vita hai trovato e ritrovato ciò che conta veramente, il Centro del tuo essere, Dio, o qualunque altro termine puoi usare per identificare un’esperienza diretta superiore e profonda, non un concetto intellettuale o teologico.

Poi ti sei distratto e perso nuovamente, preso dalle attività e dai drammi della vita. Come mai seguiti a trovare la tua effettiva natura, per poi allontanarti da essa? Perché ci ritorni solo quando la vita diventa ingestibile, nei momenti di emergenza, quando non c’è più via di uscita? Il tuo Centro è l’ultima spiaggia, dove vai a parare alla fine dei conti. Ogni ritardo nell’andarci aumenta tuttavia il dolore, il malessere, la confusione. Perché non resti semplicemente lì?

Una risposta strategica è forse che vai oltre il Centro per creare un ponte tra il Centro e tutto ciò con cui ha perso la connessione. Ci sono infinite dimensioni e molte tra queste sono sconnesse, frammentate, separate, isolate. Allora, in questo caso, allontanarsi dal Centro, con il rischio di perdersi o essere bloccati altrove, diventa un atto valoroso di recupero di quanto si è separato.

Ci possono essere tante altre risposte strategiche. Le varietà di risposte e domande fanno parte di ciò che esiste oltre il Centro. Il Centro si spiega da solo, mediante l’esperienza diretta che ne deriva.

È necessario che tu abbia esperienze dirette, di prima mano, perché solo in questo modo comprenderai che cos’è il Centro, ti ricorderai di ritornarci ancora, e quando ti allontanerai ne capirai il motivo.

Con tutto quello che ti allontana è vitale stabilire rapporti chiari, che ti permettono di ritornare al Centro, di non perderti, di non restare bloccato. Ti sposti verso ciò che è lontano, in dimensioni inferiori e superiori, per collegarlo con il Centro e non per creare un altro centro altrove.

Allora, mettiamoci al lavoro, facciamo un inventario multidimensionale, chiariamo le dinamiche dei nostri rapporti con ogni aspetto della vita, le nostre molteplici identità e soprattutto ricordiamoci del Centro, sempre.

Per distinguere il Centro dalle nostre diverse identità multidimensionali, e riconoscerlo strategicamente come un’identità a sé stante, così che non lo perdiamo di vista, uso talvolta il termine Identità Multidimensionale Centrale (IMC). L’IMC rappresenta il più prossimo accesso al mistero e il massimo livello provvisorio di consapevolezza che siamo in grado di conseguire, il punto che aiuta a liberarci dalle corruzioni, dai depistaggi e dai condizionamenti della percezione separata. L’IMC è la modalità provvisoria in cui percepiamo il Centro, adattata alla nostra consapevolezza dimensionale. L’IMC è quanto di più vicino al Centro possiamo percepire e concepire a livello umano.

In: Franco Santoro, Pronto soccorso multidimensionale: emergenze spirituali, mondi paralleli e identità alternative, Institutum Provisorium, 2020, pp. 65-67.

Sogno reale

Novembre 30, 2017 by admin

Vivere una vita luminosa di pace e felicità è il sogno di tutti.

Ma un sogno è un sogno.

Quello che la realtà sembra mostrare è che la sfida più cruciale nella vita consiste nell’imparare ad accettare il buio, i conflitti e il dolore, ossia a riuscire a sentire la presenza della luce, della pace e della felicità nonostante ci sia buio, conflitti e dolore.

Chi riesce a fare questo realizza il più grande sogno possibile e pure quello più reale.

Protetto: Santa pratica del Cerchio dei 12

Novembre 27, 2017 by admin

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Carte e dimensioni

Novembre 26, 2017 by admin

Ogni carta natale è diversa, così come la vita di ciascuno è diversa… quando siamo nella circonferenza del cerchio.

Nel centro tutte le vite si unificano e diventano una cosa sola.

La sfida della vita in questa realtà tridimensionale consiste nell’accettare questa radicale differenza di percezione tra cerchio e centro, tra identità orizzontale e identità verticale.

Nella realtà tridimensionale abbiamo esperienza del cerchio in una maniera molto limitata, che implica una dissociazione da altre dimensioni, che pure si riconoscono nel cerchio.

Nella realtà tridimensionale ci identifichiamo con il presente delimitato dal tempo lineare, con la nostra età presente e con i relativi accadimenti. Il passato non c’è più e il futuro non c’è ancora.

In una visione espansa del cerchio il presente è determinato dalla nostra scelta rispetto a quale tempo situarci. Ci identifichiamo con ogni tempo della nostra vita, passata, presente e futura, scegliendo noi a quale tempo dare spazio.

Questa è la condizione di quarta dimensione, che implica la possibilità di muoversi anche nel tempo, laddove in terza dimensione ci si può spostare solo nello spazio.

La quinta dimensione è quella cruciale perché in essa possiamo scegliere la specifica vita con qui identificarci. Il movimento avviene non solo nello spazio e nel tempo, bensì in qualunque spazio e tempo possibile relativo a qualunque essere. In quinta dimensione siamo consapevolezza mentale pura che esercita il potere di scelta riguardo chi e cosa essere.

La sesta dimensione è quella che consente di dimorare nel centro, in cui c’è unità totale.

Castelli in aria: sogni, talenti e manifestazione (via Skype), 2 dicembre 2017

Novembre 20, 2017 by admin

Con Franco Santoro
“Non preoccuparti sei hai costruito dei castelli in aria. Sono dove devono essere. Ora metti le fondamenta sotto di essi” (Thoreau).
 
“Costruiamo i nostri sogni nell’Aria, usando la mente e l’immaginazione. Li illuminiamo con il Fuoco dell’intento. Li energizziamo e fertilizziamo con l’Acqua delle nostre emozioni. Poi gli elementi si mettono al lavoro e i sogni diventano il luogo dove siamo nella Terra” (Franco Santoro)
 
Questo seminario via Skype è inteso a introdurti al lavoro di ricerca e manifestazione dei tuoi potenziali e talenti, secondo una prospettiva sciamanica, olistica, multidimensionale e pragmatica.
 
Non importa in quale stagione ti trovi della vita, luminosa o buia, piacevole o spiacevole, stai avendo esperienza di una parte del tutto. Tu non sei le circostanze della vita, sei colui che passa attraverso le circostanze con una motivazione precisa. Quando perdi di vista e dimentichi questa motivazione, allora diventi vittima delle circostanze, ti identifichi con esse. Di conseguenza seguitano a capitarti le stesse cose e i tuoi potenziali abortiscono o rimangono in sospeso.
 
Durante il seminario useremo un sistema semplice e pratico per identificare e promuovere i propri potenziali, mettendo idealmente ciascun partecipante nella condizione di operare autonomamente.
 
Per partecipare è necessario avere preso parte precedentemente ad almeno un seminario o a una sessione individuale con Franco. Sono possibile eccezioni in alcuni casi.
 
E’ inolte necessario disporre di una buona connessione internet e di un indirizzo Skype-
 
Per informazioni e prenotazioni: https://astrosciamanesimo.org/contatti/
 
Costo: Euro 40, sono possibili riduzioni
3 dicembre 2017, dalle 15 alle 18:30
 
Per iscrizioni https://astrosciamanesimo.org/contatti/

Parte del tutto

Novembre 20, 2017 by admin

 
Non importa in che spazio ti trovi, piacevole o spiacevole, felice o doloroso, chiaro o confuso, luminoso o buio, in quel momento fai sempre parte del tutto. Da una prospettiva olistica occorre che impariamo a renderci conto che siamo parte del tutto. Si tratta di comprendere che le stagioni si alternano, così come il ciclo della vita e della morte. Se sei nella luce, da un’altra parte qualcuno è al buio, poi in seguito sarai tu a essere nel buio, mentre l’altro sarà nella luce.
 
Alcuni stanno più nel buio, altri più nella luce, mentre altri vivono le due polarità in modo equilibrato. Ci sono paesi che sono più esposti al sole, al calore, altri meno, mentre altri ancora alternano luce e buio in modo equilibrato. Tuttavia ogni persona, ogni paese fa sempre parte della terra.
 
Qui non si tratta di competere per fare durare la luce il più possibile, per avere sempre successo, mantenersi in perfetta salute o essere felici, sentendosi poi dei falliti quando arriva il buio, ci sono fallimenti, crisi, malattie, dolori.
 
Si tratta di accettare il mistero della presenza della luce e del buio, della loro alternanza, di onorare sia la luce sia il buio. La felicità che si basa sulla presenza della luce, del successo, della salute, dell’abbondanza, della bella vita e sulla negazione del buio, della scarsità, del dolore e della morte, è una felicità piuttosto stolta. Purtroppo essa è ciò che accomuna la maggior parte del genere umano.
 
Questo perché ciò che accomuna senza eccezioni il genere umano è l’esperienza finale del buio, della decadenza fisica, della malattia e della morte.
 
La luce viene per consentirci di abbracciare il buio, di andargli incontro, di accettarlo, non per sfuggirlo e negarlo.
 
Le statistiche dimostrano che il 100% degli esseri umani morirà. Sì, certo, alcuni possone cercare di prolungare la vita il più possibile, ma nel momento in cui moriranno si troveranno nelle stesse condizioni di coloro che sono morti prima di loro.
 
Allora perché, oltre a vivere il più possibile, non facciamo qualcosa per accettare, comprendere e prepararci all’incontro con la morte, che inevitabilmente avverrà per ciascuno di noi? Un incontro che in effetti avviene non solo alla fine della vita, ma ogni giorno, quando ci addormentiamo e lasciamo per diverse ore la presenza cosciente nel mondo. Avviene nei momenti di crisi, perdita, abbandono, malattia.
 
Ogni spazio fa parte del tutto, il buio e la luce, il dolore e la felicità, la morte e la vita. Non importa in che spazio sei, che ti piaccia o meno, fai sempre parte del tutto. Quando impari a sentirti parte del tutto, allora piano piano non ha più tanta importanza cosa succede alla tua parte del tutto, perché ti rendi conto che la tua parte non è tua, è del tutto, e tu possiedi tutte le parti possibili.
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