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Multidimensionale

Marzo 2, 2015 by admin

indexIl termine multidimensionale descrive la presenza di diverse dimensioni o aspetti della realtà. Le dimensioni sono considerate in campo matematico, fisico e scientifico, così come esoterico, spirituale e sciamanico. Le teorie scientifiche ed esoteriche prevalenti suggeriscono che ci sono almeno 12 dimensioni, esistenti simultaneamente. Sciamanicamente una dimensione è intesa anche come stato di coscienza, indicante il livello di consapevolezza e il tasso di vibrazione di un soggetto indipendentemente dallo spazio dimensionale in cui esso apparentemente si colloca. L’approccio astrosciamanico è che tutti gli aspetti dell’esistenza sono intimamente collegati e parti dello stesso Tutto. All’interno di questo Tutto esistono diverse frequenze di vibrazione e livello di coscienza, che sono appunto le varie dimensioni. Possiamo comprendere chi siamo solo se usciamo dal blocco di frequenza della nostra consapevolezza umana e siamo disposti a muoverci su altre frequenze.

Se vuoi avere una comprensione autentica delle diverse dimensioni e del modo in cui esse operano nella tua vita concreta ti suggeriamo di mettere da parte le intellettualizzazioni su questo tema e di aprirti a un’esperienza diretta. A questo scopo l’invito è di partecipare agli eventi che teniamo prossimamente in Italia.

L’approccio astrosciamanico alla multidimensionalità si distingue per la capacità di fornire una comprensione pragmatica e chiara delle caratteristiche strategiche di ciascuna delle sette dimensioni percepibili umanamente (dalla dimensione zero alla sesta). Questa comprensione è possibile a nostro vedere solo attraverso la comunicazione di insegnamenti combinati con la pratica e l’esperienza diretta.

Franco Santoro e i suoi associati hanno tenuto eventi astrosciamanici quotidiani e più di 200 settimane intensive di consapevolezza multidimensionale presso la Findhorn Foundation nel nord della Scozia a partire dal 1999.

Alcuni di questi programmi sono ora disponibili in Italia, clicca qui per il calendario completo.

Per consultazioni clicca qui.

Per una serie di articoli sul tema clicca qui.

I Doppi Multidimensionali

Febbraio 23, 2015 by admin

Puoi capire chi e dove sei, solo se comprendi chi e dove siete.

Uno degli aspetti intriganti dell’astrosciamanesimo è la figura dei “Doppi Multidimensionali”. I Doppi sono identità multidimensionali parallele, alternative e accessorie all’IMC, più parziali e meno prossime al Centro dell’IMC. Essi operano similmente agli Spiriti Guida, fungendo da modelli per la gestione delle situazioni rilevanti in cui ci troviamo nella vita. I Doppi si possono esprimere in modo unificante, separante o ambiguo.

I Doppi più significativi sono quelli del Mondo dell’Alto, del Mondo del Basso e del Mondo Medio.

In base ai temi prevalenti nella vita del soggetto, i Doppi sono la chiave di volta per spezzare l’illusione della realtà separata e consentire alla nostra vita di espandersi multidimensionalmente. Sono usati strategicamente per operare nella realtà superna (immaginazione) e ieratica (teatrale), e ottenere risultati di trasformazione concreti nella vita.

Ogni problema umano è riconducibile allo stato di allucinazione in cui si trova la nostra identità separata e alla sua scissione dal nostro se multidimensionale. La realtà fisica terrena è solo una minuscola parte del nostro corpo multidimensionale.

Noi viviamo simultaneamente in innumerevoli realtà. La nostra sofferenza deriva dall’ostinarci a voler contenere la capacità e l’estasi di esperienze infinite in un infimo spazio ristretto e di ridicola durata.

Franco Santoro

Epifania e Sé Multidimensionale

Febbraio 19, 2015 by admin Lascia un commento

220px-Magi_(1)Il termine epifania indica la manifestazione di una realtà soprannaturale o divina, un’intuizione illuminata e repentina, specialmente attraverso un evento sensazionale, ma ordinario e visibile nella realtà fisica. La parola deriva dal greco epiphaneia, che significa “manifestazione” o “apparizione”.

L’Epifania è anche una solennità liturgica cristiana tradizionale che celebra il 6 gennaio l’apparizione di Gesù Cristo ai tre Magi-Astrologi-Re Sciamani, che portarono in dono oro, incenso e mirra.

L’Epifania esemplifica l’allineamento dei tre Re Magi, che rappresentano il culmine della saggezza, spiritualità e potere ordinario, con la nostra identità multidimensionale, rappresentata dal Cristo.

L’Epifania cade 12 giorni dopo Natale e segue la Dodicesima Notte (la vigilia dell’Epifania), esemplificando il recupero completo dei 12 Settori e il loro allineamento con l’Identità Multidimensionale Centrale.

Oltre all’adorazione dei tre Re, l’Epifania commemora due ulteriori eventi: il Battesimo di Cristo e le nozze di Cana, durante le quali Gesù manifestò il suo primo miracolo, la trasformazione dell’acqua in vino. Tutti questi episodi sono in relazione con l’iniziazione al potere multidimensionale della manifestazione, e sono associati a eventi simili descritti in altre tradizioni.

L’Epifania è una festività dalle origini molto antiche, intesa a indicare l’allineamento tra la realtà tridimensionale e quella multidimensionale. È connessa con la fase in cui ci estendiamo nel regno multidimensionale, facendo esperienza di una bozza della nostra vera natura, con tutti i suoi potenziali pienamente realizzati. E’ l’esperienza del culmine del potere, che viene poi o radicato nella realtà fisica o vanificato come un sogno passeggero.

L’Epifania è un’esperienza estatica che può avere effetti diretti nella nostra realtà fisica umana. E’ la manifestazione del multidimensionale nella realtà tridimensionale e separata. Sebbene la realtà umana operi rigorosamente per preservare la separazione, la sua struttura illusoria ha delle falle che non riescono a impedire completamente al multidimensionale di manifestarsi, almeno di tanto in tanto. Queste manifestazioni hanno solo effetti tangibili provvisori, poiché quando la realtà separata diventa consapevole delle intrusioni multidimensionali, immediatamente le distrugge, amputando la loro percezione dalla consapevolezza umana e dalla memoria.

L’Epifania può essere il risultato di una grande ispirazione e intuizione riguardo al tuo potenziale e a qualcosa che desideri profondamente. Può essere lo sviluppo di una visione ottenuta durante un viaggio sciamanico, un’esperienza di trance, un sogno o uno stato estatico di coscienza. Può anche emergere da un evento accaduto nella realtà di tutti i giorni, in cui vedi in altre persone o situazioni un modello perfetto di come tu sei, o puoi addirittura sperimentarlo direttamente nella tua vita ordinaria, diventando consapevole di un potenziale sconosciuto, di come tu lo esprimi, e ricevendo riconoscimenti inaspettati dagli altri.

In ogni caso durante un’epifania entri in forte risonanza con il tuo intento, tanto da sentire o dire qualcosa come: “Sì! Questo è il mio intento! E’ così che sono! E’ così che voglio essere!”. C’è una forte sensazione di potere e supporto.

All’Epifania segue una seconda fase, che provoca un cambiamento radicale di percezione, perché implica venire a patti con la realtà separata. Il secondo stadio sopraggiunge quando la luna di miele dell’Epifania è finita, ossia quando la realtà separata diventa consapevole dell’interferenza multidimensionale e la blocca. In questo stadio mi confronto con uno scenario in cui l’intenzione non si è ancora manifestata e devo mettermi a lavorare con impegno se aspiro a realizzarlo.

Il tempo dell’Epifania apparentemente è finito. Appartiene al passato che, secondo la realtà separata, non c’è più. Pertanto se, dopo l’Epifania, non sento più la connessione con la relativa esperienza, e sono anche depresso, disilluso e impaurito, da una prospettiva separata questa è la mia vera realtà e l’Epifania era soltanto un’illusione.

Cadere in questo tranello è tipico di molte persone sul sentiero multidimensionale. Non c’è modo di evitarlo, finché non capisco la differenza fondamentale tra realtà separata e dualistica, e realtà multidimensional e olistica.

La realtà separata umana è una configurazione lineare basata su una singola frequenza di tempo in cui gli esseri viventi si muovono rigidamente in conformità a una velocità stabilita, misurata dai nostri orologi ordinari. Il movimento non può essere accelerato né rallentato e procede soltanto in un’unica direzione, senza possibilità di invertire la marcia.

La realtà separata umana è dunque fissa in una linea spazio-temporale che non consente di avventurarsi altrove. Tutto ciò che esiste oltre la terza dimensione prevede il movimento attraverso il tempo, vale a dire che posso muovermi a piacimento nel passato o nel futuro. Ne consegue che se ho un’esperienza di epifania il 6 gennaio, posso tornare a quell‘esperienza anche il 17 gennaio e in qualsiasi altro momento decido di farlo.

Il risveglio della natura multidimensionale implica il recupero della nostra capacità di vivere attraverso il tempo, e diventare consapevoli che l’Epifania che ho avuto una volta continua a esistere da qualche parte, anche se apparentemente non si sta verificando nella mia percezione separata. Questa capacità non si acquisisce da un giorno all’altro. Comporta una graduale espansione della nostra natura multidimensionale assopita e l’esercizio delle nostre facoltà di memoria e immaginazione, che sono la chiave del recupero del nostro potere di Epifania.

La mente non conosce la differenza tra quello che vede nella realtà separata e quello che ricorda del passato o anticipa sul futuro. Processa semplicemente l’informazione contenuta nelle reti neurali, che sono il dispositivo di collegamento delle nostre cellule nervose (neuroni).

Tutti i nostri pensieri e sensazioni umane si formano nelle reti neurali. La realtà separata umana controlla la struttura base delle reti neurali determinando ciò che è reale e ciò che non lo è. Il processo di Epifania ha lo scopo di bombardare questo scenario per permettere l’emergere di configurazioni alternative e la libera viabilità in altre frequenze spazio-temporali.

Buona Epifania!

Immagine: I Tre Magi, Basilica di Sant’Apollinare Nuovo, Ravenna

© Franco Santoro

Nudo integrale multidimensionale

Febbraio 18, 2015 by admin

Questo articolo impiega un linguaggio specialistico per addetti ai lavori e come parte di una simulazione strategica. Vedi Liberatoria.

 

La fase di rilascio, che chiamiamo Pahai – Sistema 2, è un’area operativa critica perché implica l’accesso agli elementi negati della realtà separata umana.

L’entrata nel Sistema 2 comporta un denudamento a livello di terza e quarta dimensione, del corpo fisico ed emotivo.

Nel Sistema 2 non è possibile occultare nulla riguardo il nostro corpo fisico ed emotivo. Non possiamo aprirci al corpo emotivo, se non siamo in grado di denudarci a un livello fisico, se necessitiamo di abiti e trucchi per occultare il corpo fisico.

Il corpo fisico è stato creato per nascondere il corpo emotivo, laddove il corpo emotivo è nato per occultare quello mentale, mentre quello mentale fu generato per celare il corpo spirituale.

Tutto questo occultamento è la conseguenza del processo di separazione.

Il corpo spirituale è unità pura. Per separarsi da tale unità occorre creare un corpo separato, prodotto da un pensiero di separazione, ossia il corpo mentale fondato sulla separazione.

Il corpo mentale fondato sulla separazione è inteso ad occultare il rapporto con il corpo spirituale basato sull’unità, e di conseguenza si sostituisce a esso, negando l’esistenza stessa dell’unità, la quale diventa invisibile, non percepibile.

Il corpo mentale fondato sulla separazione è il prodotto di un dio separato, il Demiurgo gnostico, il Gran Paheka. Allorché il corpo mentale è accessibile e nudo, diventa possibile individuare i suoi collegamenti con il corpo spirituale.

Tale collegamento è lecito in una realtà fondata sull’unità, laddove la separazione è una scelta strategica o ludica, non intesa a negare l’unità. Allorché la separazione nega l’unità e si propone come l’unica realtà possibile, ecco che abbisogna di un corpo aggiuntivo inteso a occultare la sua nudità mentale.

Dapprima il corpo mentale, onde nascondere le parti di collegamento con l’unità, si ricopre di un vestito mentale fondato su pensieri di separazione intesi a negare i pensieri di unità, che addivengono quindi tabù. Le attività promosse da tali pensieri sono considerate illegali, proibite e, quando il pensiero di separazione diventa dominante, anche inesistenti.

Tuttavia i pensieri di unità, emananti dal corpo spirituale, sono vitali per la sopravvivenza del corpo mentale, il quale è mantenuto in vita dal corpo spirituale stesso, dalla rete della vita fondata sull’unità.

Quindi si tratta di usare i pensieri di unità per dare supporto alla separazione, negando tuttavia la consapevolezza di tali pensieri o fraintendendone la natura.

In questo caso il vestito mentale ricopre i pensieri di unità, così come sul piano fisico l’abbigliamento intimo occulta parti del corpo considerate tabù. Paradossalmente le parti fisiche considerate tabù sono quelle che generano la vita fisica separata, così come le parti mentali considerate tabù sono quelle che mantengono in vita il corpo mentale separato.

Il vestito mentale rimane tuttavia sempre un vestito, e non è in grado di occultare completamente quello che c’è sotto, così come un reggiseno o un paio di mutande possono essere sempre tolte da chi le indossa.

Si tratta di una situazione rischiosa per la separazione.

Il processo di separazione, per potere sopravvivere, necessita di un occultamento ben più radicale e a tale scopo si espande mediante la creazione di un corpo a sé stante, ossia il corpo emotivo.

Lo scopo del corpo emotivo, quello di quarta dimensione, è nascondere il corpo mentale in maniera radicale. Nel corpo emotivo sono cosciente delle emozioni, ma non del pensiero da cui derivano tali emozioni. Percepisco solo le emozioni, ma non il pensiero che le ha prodotte, sia che si tratti di pensiero di unità o separazione.

Onde evitare che le parti tabù del corpo mentale, quelle fondate sull’unità, possano essere esibite, il corpo mentale fondato sulla separazione crea un altro corpo che copre totalmente sia i pensieri di separazione sia quelli di unità.

Il corpo emotivo rimane tuttavia collegato a quello mentale in alcuni punti vitali, che sono in effetti i punti tramite cui il corpo emotivo è mantenuto in vita da quello mentale.

Quindi un corpo emotivo interamente nudo può rivelare i collegamenti con il corpo mentale, rendendo vana la funzione di occultamento del corpo emotivo stesso. A tale scopo il corpo emotivo è ricoperto da vestiti emotivi, intesi a nascondere le parti di collegamento con il corpo mentale, con la stessa funzione dei vestiti mentali e di quelli fisici,

A sua volta il corpo emotivo, onde occultare in maniera più radicale le emozioni segrete e tabù, genera un corpo alternativo, quello fisico, il corpo che ci ritroviamo nella realtà separata umana.

Similmente nella realtà separata umana vi sono parti del corpo fisico considerate tabù e conseguentemente occultate da vestiti fisici. Queste parti nascoste possono rivelare i collegamenti con il corpo emotivo, che a sua volta possono esporre quelli del corpo mentale e del corpo spirituale.

Quindi quelle parti fisiche vanno rigorosamente coperte, e le loro attività controllate severamente.

Ora, in questa collocazione spazio-temporale, è in atto nella realtà separata umana la gestazione di un corpo ulteriore di separazione.

Questo corpo sta prendendo spazio, tra le altre cose, attraverso l’emergenza crescente dei social network.

Centinai di milioni di individui trascorrono tempo copioso interagendo mediante identità telematiche.

Queste identità internet, insieme ad altri dispositivi, sono destinate a rimpiazzare i nostri corpi fisici. In effetti, laddove il corpo fisico è di terza dimensione, quello telematico è di seconda dimensione.

Da notare che il corpo fisico era originariamente un social network del corpo emotivo, e che a sua volta il corpo emotivo lo era per il corpo mentale.

Il nostro corpo fisico è una complessa organizzazione telematica robotizzata di terza dimensione collegata a una realtà di quarta dimensione, che nel gergo Pahai chiamiamo Impero dei Graha Ilibisi.

Siamo in un momento di transizione. Sta avvenendo il passaggio graduale di separazione tra un corpo a un altro.

Il vantaggio di questa transizione è che, se la consideriamo con attenzione, ci può consentire di identificare i processi delle precedenti transizioni. Quindi laddove da un lato possiamo separarci ulteriormente e rendere ancora più remota la possibilità di ritornare all’unità originaria, dall’altro possiamo anche svolgere il processo opposto.

Questo è il motivo per cui il 2012 e gli anni che seguiranno possono essere strategicamente decisivi.

Una parte dell’umanità continuerà a promuovere l’occultamento e passerà via via a un ulteriore corpo di separazione.

Un’altra parte, magari solo un gruppo di pionieri, può invece individuare le chiavi per scoprire i punti di collegamento del corpo fisico con quello emotivo, mentale, e così via fino al corpo spirituale.

L’opera di questi pionieri è assai rischiosa e delicata, perché appunto comporta l’esposizione di ciò che la realtà separata intende occultare.

Il lavoro parte dalla trasparenza del corpo fisico, il suo affrancamento totale da ogni tabù riguardo ogni sua parte e le loro attività, inteso a denudare in seguito il corpo emotivo, quello mentale e spirituale.

Trattasi di nudo multidimensionale integrale.

Nella realtà separata il processo seguita all’inverso ed è destinato a incrementare l’occultamento, fino a produrre un ulteriore corpo separato.

In Pahai si entra nudi.

Dallo stadio zero all’uno: attivazione corpo multidimensionale

Febbraio 18, 2015 by admin

Questo articolo impiega un linguaggio specialistico per addetti ai lavori e come parte di una simulazione strategica.

Vi sono 12 stadi nel processo di attivazione del corpo multidimensionale.

Quello che conta è operare il primo stadio, il più difficile.

Per poi passare al secondo e in seguito al terzo.

Gli altri nove sono delle elaborazioni dei primi tre stadi, processi di raffinamento, che poco importa conoscere, per ora, in quanto possono solo confondere e sviare.

Senza il primo stadio non succederà mai nulla.

Per iniziare il primo stadio, occorre andare oltre lo stadio zero.

Lo stadio zero è la negazione del rilascio, l’incapacità di riconoscere che esiste il problema, la rimozione o la proiezione dei rancori, il diniego dei Graha.

Lo stadio zero è quello maggiormente praticato.

Ben lungi dall’essere comune solo agli individui che si conformano alla realtà ordinaria, esso è pure assai diffuso tra anime ribelli, alternative, incluso mistici, sciamani, guaritori, persone di potere, luminose e ottimiste.

Lo stadio uno implica l’accettazione esperienziale che non abbiamo alcun potere sui rancori, che siamo interamente dominati da essi, che siamo vittime dei Graha.

Nessuno ama dichiararsi apertamente vittima, perché non sta bene “fare la vittima”, specialmente se abbiamo fama di lavorare su noi stessi.

Certo, in alcuni momenti posso avere dei problemi, anche seri, ma poi quello che trionfa è sempre l’amore, e tutto va bene.

No!

Il primo stadio è essere onesti in maniera viscerale e riconoscere che, poco importa quanto ce la possiamo raccontare, qui tutto va male!

Possiamo fingere che vada bene per dieci, venti, trenta anche quaranta e più anni, finché non arriva il momento che la finzione non è più praticabile.

Lo stadio uno è possibile solo quando tocchiamo il fondo, giungiamo al Picco di Buio e più in basso di così non si può andare.

In quel momento tutte le scuse e le strategie, consapevoli o inconsce, che abbiamo usato per negare il problema non funzionano più.

Il mondo attorno a noi crolla e non esiste più nulla cui appoggiarsi.

Ci ritroviamo soli con noi stessi, senza niente e nessuno che ci riconosce, che permette alla nostra identità sociale di sopravvivere.

Se abbiamo fondato la nostra vita sul rapporto con la famiglia, i figli, il partner, il lavoro, la comunità, gli amici, l’ambiente, ecc., con il Picco di Buio, tutto è demolito.

Nel momento in cui tutto sparisce, ci viene portato via, rimaniamo da soli, a faccia a faccia con i rancori, con i Graha.

Quel momento giungerà inevitabile per ognuno di noi, se non prima, sicuramente con la morte fisica.

Lo stadio uno è accettare che non ho alcun potere sui Graha, che non importa quanto possa apparire pieno di potere, gioioso, sano, amorevole, luminoso e santo, dentro di me esiste una parte buia, violenta, folle, perversa e disperata che mi domina totalmente.

Significa riconoscere questo, dichiararsi, senza alcuna scusa, grahico.

Dichiararsi grahico vuol dire riconoscere integralmente la propria tossicità, il furore che divampa dentro di noi, il rancore di separazione, in qualunque forma esso si esprime: dipendenze da alcool, droghe, relazioni simbiotiche, sesso, cibi, gioco d’azzardo, lavoro, incluso l’essere servizievoli verso tutti, come pure le dipendenze multidimensionali e sciamaniche, così come l’ipocrisia conscia o inconscia, o la strategia di marketing e promozione, di essere al di sopra di tutto questo. Attenzione qui, perché molti, davvero tanti, individui esistono semplicemente per promuovere e reclamizzare questa realtà. Lo fanno perché ne sono davvero convinti o perché fa parte del loro lavoro di attori pubblicitari e venditori. Avete mai sentito un attore pubblicitario parlare male del prodotto che sta reclamizzando? Avete mai sentito un venditore parlare male del prodotto che sta vendendo? Ci sono individui pagati o assunti per reclamizzare e vendere, mentre ci sono persone che reclamizzano, consigliano e vendono senza essere pagati o assunti per questo scopo, perché sono stati convinti dalla pubblicità o da qualcuno, perché vengono da realtà peggiori di questa e credono che non ci sia nulla di meglio, o perché hanno i loro motivi. Ci sono altri individui pagati o assunti per ribellarsi a questa realtà, per lamentarsene, per lottare contro di essa e soprattutto contro coloro che la generano e amministrano, perché sono stati convinti dalla propaganza alternativa o da qualcuno, perché vengono da realtà migliori di questa e credono che ci sia molto meglio, per cui si tratta di cambiare questa realtà e abbattere i loro amministratori, Graha o altri che siano.

Quanto sopra è lo stadio zero.

Il primo stadio è una dichiarazione totale di impotenza, una resa incondizionata, la cessazione di ogni ostilità con i Graha, il riconoscimento che essi sono più forti di noi.

Dapprima abbiamo trascorso la vita a lottare contro di essi, o a nasconderli, facendo finta che non esistono o occultandoli agli occhi degli altri, illudendoci di esserne privi, tanto da non riuscire più a vederli, ad eccezione di quando essi compaiono come specchi negli orrori compiuti da altri o nelle cronache nere dei giornali. Questo è lo stadio zero.

Lo stadio uno è la comprensione che i Graha hanno pieno potere, perché i Graha siamo noi. È il riconoscimento che questa situazione ha apportato così tanto dolore e disperazione che non è possibile sostenerla oltre modo. Di conseguenza la resa è totale.

Lo stadio due si fonda sulla fiducia che esiste una fonte di potere più grande, oltre i Graha, oltre noi stessi, che può guarirci.

Resoti conto di essere impotente, incapace di lottare contro i Graha perché totalmente dominato da essi, il passo successivo riguarda credere che esista una forza superiore ai Graha in grado di riportarti all’unità originaria.

È un atto di fede strategico e arbitrario, e allo stesso tempo assai pragmatico, poiché si fonda unicamente sull’operatività di questa forza, ossia solo la credenza si basa sulla verifica dell’effettiva presenza di tale forza, sulla sua capacità di guarire, che può essere confermata o meno.

Questa forza è Pahai Etnai.

Il terzo stadio è scegliere fermamente di affidarmi a questa forza, di arrendermi ad essa. È uno stadio che implica una volontà, un’accettazione di Pahai Etnai, una donazione della propria vita ad essa.

Lo stadio decisivo è lo stadio uno. Non possiamo passare al due e al tre, senza le fondamenta del primo stadio.

Franco Santoro

Pastificio Provordo

Febbraio 17, 2015 by admin Lascia un commento

Umanamente siamo operativi in quattro distinte realtà: fisica, emozionale, mentale e spirituale, ossia terza, quarta, quinta e sesta dimensione, e anche in seconda (corpi strato), prima (corpi linea) e zero (corpi punto) dimensione.

In termini di pasta, i corpi strato sono lasagne, i corpi linea sono spaghetti e i corpi punto sono puntine.

Il codice binario, consistente in corpi linea (1) e corpi punto (0), costituisce la matrice della manifestazione del corpo strato (seconda dimensione) e del corpo fisico (terza dimensione).

Il corpo strato è un insieme di linee, che a sua volta sono un insieme di punti.

I corpi punto (zero dimensione), le puntine, sono sia il punto di partenza che il punto di arrivo.

Le puntine sono il varco di accesso all’IMC (Identità Multidimensionale Centrale)

Sono attivate dal NO, dal rilascio.

Senza rilascio non è possibile accedere all’IMC.

I corpi linea (prima dimensione), gli spaghetti sono quelli del SÌ.

I corpi strato (seconda dimensione), le lasagne, sono dati dall’integrazione del SÌ e del NO, spaghetti e puntine, linee e punti, che danno forma a una superficie piana, come appunto quella che state vedendo nel computer ora.

I caratteri e ogni componente visiva che compare sullo schermo è il risultato dell’interazione del codice binario, che è appunto quello dei computer, così come di tutto l’universo fisico.

Ciò che è visualizzato sullo schermo è un corpo strato (seconda dimensione), frutto dell’interazione di punti e linee, 0 e 1, SÌ e NO, spaghetti e puntine.

In effetti, mentre scrivo, io scelgo di dire SÌ a certi caratteri e NO ad altri, ed inoltre, allorché commetto un errore di battitura, correggendolo, esprimo il mio NO all’errore, e esemplifico il mio SI’ alla battitura giusta.

I nostri SÌ e NO, l’Intento e il Rilascio, operano nella matrice profonda della creazione.

Un foglio di carta è un essere di seconda dimensione, un corpo strato, frutto dell’articolazione del SÌ e del NO.

È un essere vivente, così come lo è il vostro corpo fisico.

Come esseri di terza dimensione abbiamo la capacità di creare agevolmente nelle dimensioni inferiori.

Non richiede eccessivo sforzo scrivere qualcosa al computer o su un foglio.

Questo è possibile per ogni essere umano.

Creiamo in continuazione usando il codice binario, perché è all’interno di noi.

La stessa procreazione è frutto dell’esercizio di tali codici, così come tutto l’universo fisico.

La differenza nel lavoro di un operatore sciamanico è che non si ferma in terza dimensione e procede fino alla sesta, per poi completare il cerchio ed unirsi alla settima, che è pure la zero.

E a tale riguardo vi esorto ad usare puntine, spaghetti, lasagne e tutta la gamma dei prodotti Provordo.

Un breve riepilogo della nostra produzione.

Oltre a puntine (zero dimensione), spaghetti (prima dimensione) e lasagne (seconda dimensione), abbiamo:

Il corpo fisico (terza dimensione), che è la pasta che usano i Graha, chiamata Zruddha, è un insieme di strati di seconda dimensione, ossia di lasagne.

Il corpo emozionale (quarta dimensione), che è la pasta che usano i Paheka, chiamata Graha, è un insieme di corpi fisici, esistenti simultaneamente in diversi spazi e tempi.

Il corpo mentale (quinta dimensione), che è la pasta che usano i Sadoha, chiamata Paheka, è un insieme di corpi emozionali, asserviti ad un Intento.

Il corpo spirituale (sesta dimensione) è la pasta che usano i Pionieri, chiamata Sadoha, quella della Funzione.

Il pastificio Provordo non produce altre paste.

Per le successive ci pensa KAHESHA OPA.

© Franco Santoro

Contratti di amore: cenni di giurisprudenza multidimensionale (parte 2)

Febbraio 17, 2015 by admin Lascia un commento

Vi sono diverse tipologie di contratti multidimensionali e di seguito forniamo brevi cenni su una delle categorie più insidiose: i contratti di amore.

In terza dimensione le relazioni sentimentali sono per la maggior parte degli individui l’occasione principale per fare esperienza dell’amore e della natura multidimensionale. Allorché due individui si aprono all’amore, ecco che la natura multidimensionale si attiva e ne possono percepire l’essenza. Il problema è che quando manca consapevolezza multidimensionale, le esperienze relative sono interpretate in base alla mente separata. Questa mente è prevalente nella terza dimensione, per cui da un lato la maggior parte degli individui è in grado di fare esperienza dell’amore nei livelli più alti, ma dall’altro tale amore è interpretato in maniera distorta e separata, e ciò è la causa dei principali dolori e rancori del genere umano.

Nel corso della vita puoi incontrare persone con cui ti senti in totale sintonia. L’amore è reciproco e c’è tanta passione e comprensione. Appare legittimo desiderare di stare con certe persone per sempre. Una coppia può riconoscersi come rappresentante delle due polarità, come anime gemelle, e promettersi amore e mutua fedeltà per sempre.

Questi sentimenti sono indubbiamente elevati e, nel momento in cui si esternano, risuonano profondamente sinceri. L’alta partecipazione emotiva e l’intensità con cui la volontà di stare insieme viene espressa crea le condizioni per un contratto di estrema potenza. Ci possono essere alcuni problemi tecnici riguardo questo contratto.

Il primo è che la natura multidimensionale concepisce l’amore come universale, incondizionato e interconnesso. Questo amore non può essere limitato a una sola persona. Il risveglio e recupero della natura multidimensionale implica l’espansione della capacità di amare, l’apertura del cuore che include sempre di più. Nel corso di tale sviluppo incontri persone e situazioni che servono allo scopo. Ognuna è una tappa fondamentale per il recupero della natura multidimensionale.

Questa espansione non consiste nell’aprire il cuore verso qualcuno, per poi chiuderlo e aprirlo invece verso un’altra persona, cosa che in genere accade nelle relazioni convenzionali. Il recupero della natura multidimensionale comporta mantenere il cuore aperto in ogni momento. Non vuol dire tagliare i rapporti con certe persone, per sostituirle con altre. Al contrario, consiste nell’espandere i rapporti inserendoli in un circuito sempre più ampio di connessioni.

Il risveglio della natura multidimensionale procede mediante l’espansione e non la limitazione. Per consentire tale sviluppo è necessario tuttavia concludere alcuni tipi di rapporti, quelli esclusivi, separati e limitati, e trasformarli in relazioni connesse con la rete della vita.

La natura dell’identità separata, l’ego, conduce a ricercare relazioni separate ed esclusive. Certo, la maggior parte degli individui evoluti e spirituali ripudia questo tipo di rapporti. Esiste tuttavia un’espressione dell’ego assai raffinata, che trova il modo di giustificare una relazione separata ammantandola di sacralità. Alla prova dei fatti, quando una relazione implica un patto di amore esclusivo verso qualcuno, sia che si tratti di un rapporto tra due esseri egoisti e possessivi o della relazione tra due fiamme gemelle e perfino divinità, ci troviamo di fronte a una relazione separata.

Con questo non intendo dire che le relazioni tra anime gemelle o partner che si promettono amore esclusivo siano negative. Quel che importa alla resa dei conti è l’esperienza diretta. Se due persone si relazionano in questo modo e sono felici, ciò che stanno vivendo fa parte del loro percorso e come tale è sacro. Se invece ci sono forti problemi, se la vita si trasforma in un inferno per uno di loro o entrambi, allora è preferibile cambiare qualcosa.

Il secondo problema riguardo il contratto di amore è che la promessa di amore esclusivo ed eterno con una persona costringe a rimanere fedele a un partner non solo in questa vita, ma anche in vite successive e pure in quelle parallele. Di conseguenza, ogni volta che in una vita successiva o parallela, entri in relazione con qualcuno e questi non è il partner promesso, ci possono essere tanti inconvenienti.

Finché non individui la natura del contratto di amore che impedisce di esercitare senza limitazioni la capacità di amare, il tuo sé multidimensionale avrà difficoltà a risvegliarsi. Questo contratto necessita di essere identificato e in seguito annullato o trasformato.

I figli di questo mondo prendono moglie e prendono marito; ma quelli che sono giudicati degni della vita futura e della risurrezione dai morti, non prendono né moglie né marito: infatti non possono più morire, perché sono uguali agli angeli e, poiché sono figli della risurrezione, sono figli di Dio (Lc, 20,34-36).

In: Franco Santoro, Pronto soccorso multidimensionale: emergenze spirituali, mondi paralleli e identità alternative, Institutum Provisorium, 2020, pp. 84-87.

Clicca qui per il precedente articolo.

© 2000 Franco Santoro

Cenni di giurisprudenza multidimensionale (parte 1)

Febbraio 17, 2015 by admin Lascia un commento

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In terza dimensione, secondo il dizionario dei linguaggi terreni, un contratto è “un accordo fra due o più soggetti che ha come oggetto lo scambio di prestazioni secondo determinate regole.” Onde onorare un contratto è fondamentale essere chiari su tre punti base: le parti contrattuali, ossia l’identità dei soggetti che stabiliscono l’accordo; la prestazione, che cosa scambiano o fanno tali soggetti; le regole, tutto ciò che descrive i termini dell’accordo. Tra questi termini il più ovvio riguarda la durata del contratto, che può essere a tempo determinato o indeterminato. Il primo è un contratto che implica una data di scadenza, il secondo si protrae invece fino al momento in cui l’accordo si esaurisce, tramite recesso o decesso di una delle parti, o in base ad altre condizioni indicate nel contratto.

In terza dimensione ogni giorno vivi situazioni stabilite da contratti a breve e lungo termine: per esempio, l’acquisto di un biglietto dell’autobus, per cui una società di trasporti si impegna a fornirmi una prestazione di viaggio per la durata di 60 minuti in cambio di 1 euro, o un contratto di lavoro indeterminato, in cui una parte si impegna a darmi uno stipendio mensile in cambio di prestazioni fino a dimissioni o pensionamento raggiunto.

Di molti di questi contratti non ti rendi conto, li dai per scontati. Ce ne sono centinaia in funzione, che ti riguardano da vicino solo in un giorno. Per esempio, quando guidi l’automobile vi sono diversi contratti all’opera. Solo per citarne alcuni, c’è il bollo di circolazione, che permette di usare il veicolo in questione per una certa durata in cambio di un pagamento; la patente di guida, che ci autorizza a guidare fino alla sua data di scadenza; il contratto di assicurazione, quello della revisione del veicolo, del suo rifornimento quando acquisti il carburante, e tante regole all’opera, come quelle del codice stradale.

Tutto va bene fin tanto che onori i contratti. Quando invece questo non succede, ecco che ci sono dei problemi. Sei multato, puoi essere processato, incorrere in pesanti sanzioni o condanne.

Questo è ciò che accade in terza dimensione, dove i contratti si fondano su parametri essenzialmente fisici. Cosa succede in quarta dimensione?

Ebbene nel multidimensionale, che è alla fine quello che conta, perché a differenza della terza dimensione continua a procedere all’infinito, qualunque cosa dici e pensi è un contratto.

Qualunque intenzione esprimi, rivolta sia a te stesso o a un’altra persona, sia a più individui visibili o non visibili, costituisce un contratto che continua a restare in vigore a meno che non sia espressamente recesso o che non sia stata stabilita una data di scadenza (che in genere è qualcosa che nessuno fa). Questo significa che i contratti in questione sono riportati nelle vite successive e continuano ad applicarsi a tutti gli effetti anche se ne hai perso completamente memoria.

La maggioranza delle situazioni che vivi nella vita, sia piacevoli sia spiacevoli, sono in relazione con contratti multidimensionali.

Ora considera semplicemente quante volte, solo nel corso di questa vita, hai pensato o detto a te stesso: “Voglio fare…”, “Voglio essere così…”, “Non farò più questo”. Quante volte hai detto a qualcuno o anche solo pensato: “Voglio stare con te”, “Puoi contare su di me”, “Ti sposerò”, “Ti sarò fedele”, ma anche “Sii maledetto!”, “Vai a…”, “Ti auguro una lenta agonia”, ecc.

Per non parlare delle occasioni in cui hai detto o anche pensato cose del tipo: “Sarò sempre con te”, “Ti amerò per sempre”, “Non ti lascerò mai”, “Ti odierò in eterno”.

Ebbene, sono tutti contratti, a meno che tu non abbia detto: “Voglio stare con te fino al 31 dicembre 2023”, “Ti sarò fedele per 28 giorni”, “Puoi contare su di me fino alle ore 15”, “Ti maledico fino al 17 gennaio 2028”. Insomma, salvo che tu non abbia indicato i termini contrattuali, si tratta di contratti a tempo indeterminato, che nel contesto multidimensionale continueranno per sempre.

Per complicare molto di più le cose, ci sono tutti i contratti che altre persone hanno fatto con te, quanti ti hanno maledetto e benedetto, odiato e amato.

Ora rilassati, perché è per questo che esiste la giurisprudenza multidimensionale. Un contratto a tempo indeterminato si può sciogliere mediante un contratto di recesso, come appunto accade con l’atto di divorzio o licenziamento. Questo non vuol dire che la cosa sia semplice, significa che è possibile, lavorandoci sopra, a meno che tu non abbia avuto la stoltezza di usare il termine “per sempre” o “in eterno”, sebbene alla fine, ovviamente pagando un onorario più alto, pure a questi casi è possibile porre rimedio.

Il passaggio multidimensionale è reso più agevole se regolarizzi la tua situazione contrattuale sia rispetto a ciò che intendi attualizzare ora, sia riguardo ai vecchi contratti, che puoi scegliere di recedere o completare con un tempo determinato.

Per fare questo, data la legislazione ancora vigente, quella che prosegue dall’inizio dei tempi, si tratta di riesumare dagli archivi dell’inconscio i contratti sepolti, individuarne i soggetti, le prestazioni e le regole, e procedere al loro esaurimento.

In tutta onestà, non è un’impresa facile sciogliere o completare questi contratti sepolti, perché sono sovente una rassegna di film dell’orrore, di vicende mostruose. Proprio per questo motivo sono stati sepolti. Tuttavia, benché sepolti e negati, essi seguono ad avere effetto e continuano ad avvelenare la nostra vita.

In: Franco Santoro, Pronto soccorso multidimensionale: emergenze spirituali, mondi paralleli e identità alternative, Institutum Provisorium, 2020, pp. 81-84.

Clicca qui per la seconda parte di questo articolo.

Vedi anche Istituto del contratto sciamanico.

© 2000 Franco Santoro

Addio a questo mondo

Febbraio 17, 2015 by admin Lascia un commento

goodbye 4 copyAlla fine per potere muoversi oltre è necessario lasciare andare tutti gli attaccamenti a questo mondo.

Quando c’è un’emergenza multidimensionale e giunge il momento di lasciare andare questo mondo, non puoi portare alcun bagaglio fisico, emotivo o mentale con te.

Non importa quanto sei affezionato o dipendente, quanto senti il diritto di mantere ciò che hai: non puoi portare i tuoi attaccamenti con te.

Non perdere tempo ad accumulare risorse e sicurezze fisiche, emotive o mentali. Apprezzale e tranne giovamento fin tanto che sono disponibili, e soprattutto impara a lasciarle andare giorno dopo giorno. Accettale, vivile fino in fondo e impara allo stesso tempo a farne a meno.

Questa è la lezione. Il viaggio è sia collettivo sia individuale. Lasciamo andare l’attaccamento collettivo alla separazione, e facendo ciò rimaniamo apparentemente soli. Si tratta di un viaggio individuale piuttosto confuso e sfuorviante, poiché sebbene sembriamo essere soli, siamo in realtà veramente uniti.

Quando arriva il momento di lasciare questo mondo, potrebbe essere un’operazione molto difficile. Ci potrebbero essere notevoli avversità, ed è necessario essere preparati.

Per favore, sii consapevole che non sto parlando dell’apocalisse e della fine del mondo. La gente lascia questo mondo in ogni momento, e lo fa quando muore. Sebbene la realtà consensuale faccia il possibile per mettere in secondo piano questo, sappiamo bene che moriremo, che spariremo da questo mondo, così come è successo a tutti coloro che ci hanno preceduto e che non sono più qui.

La gente lascia pure questo mondo quando si addormenta, sogna, o fa esperienza di stati espansi di coscienza, incluso situazioni di profonda crisi emotiva o ogni tipo di estrema emergenza.

La realtà consensuale è estremamente fragile e costantemente si rompe e interrompe, e questo accade come minimo una volta al giorno, per tutti, quando ci addormentiamo.

Ogni volta che la realtà consensuale si rompe, sia con la morte, il sonno, i sogni, le visioni, o forti crisi emotive, questa è un’emergenza multidimensionale.

Allora ti trovi dinanzi l’opportunità di creare la realtà che vuoi, il tuo Intento, non importa cosa sembra succedere o ciò che fa il resto del mondo.

Non aspettarti che in quel momento coloro che ami ti seguano. Allenati a dire addio. In vero non lasci nessuno e nessuno lascia te. Eppure, in un’emergenza multidimensionale in apparenza l’addio potrebbe essere assai doloroso. A meno che tu non ti sia preparato per questa evenienza, sarà molto arduo andare avanti.

Hai bisogno di trovare nuovi fratelli e sorelle che comprendono questo, che non formano relazioni con te per paura, che ti amano veramente in modo incondizionato e, conseguentemente, sono disposti a lasciarti andare gentilmente, permettendo a te di fare lo stesso con loro.

Assicurati che tutte le tue connessioni siano di questo tipo. Nel caso in cui non lo sono, lasciale andare gentilmente. Se hai paura di fare questo, esplora da dove viene quella paura. Puoi rimandare di affrontare quello che ti fa paura per un po’, tuttavia sei cosciente che la paura ritornerà e che essa ad un certo punto sarà fatale, a meno che non impari a conoscerla prima che giunga il momento decisivo.

In verità, non si tratta di lasciare delle persone o delle situazioni. Si tratta di riconoscere la paura che provoca i tuoi attaccamenti, liberando la paura stessa.

Siamo tutti insieme in questa avventura, e c’è aiuto abbondante da parte di tanti fratelli e sorelle lungo il sentiero, gente che ti ama incondizionatamente.

Se hai bisogno di aiuto, chiedilo a coloro che te lo possono offrire veramente, a chi ti accetta incondizionatamente, a chi non teme le tue e le sue paure, a chi è pronto ad affrontarle a cuore aperto. Ci sono molte di queste persone e tu e io siamo tra loro.

Il momento dell’addio c’è sempre, così come quello del benvenuto a ciò cui diciamo addio.

Puoi dire addio al mondo che conosci, e dare il benvenuto al mondo in cui scegli di vivere.

© Franco Santoro, 311012

Attenzione all’età che ti dai!

Febbraio 16, 2015 by admin Lascia un commento

Hai mai visto il tuo corpo multidimensionale allo specchio? Poiché si tratta di un corpo multidimensionale, esso può coesistere in diverse dimensioni.

Il corpo multidimensionale può operare oltre la terza dimensione fisica ed essere attivo nella quarta dimensione, laddove il movimento avviene non solo nello spazio, bensì anche nel tempo. Il corpo multidimensionale può cambiare età, e pure sesso, a proprio piacimento e a seconda delle circostanze.

Quando ti identifichi costantemente e in maniera cronica con la tua età attuale, con lo stato di salute e con il genere sessuale, questo indebolisce e limita il corpo multidimensionale.

Se nel corso della vita ti fai un’idea fissa riguardo alla tua età, alle condizioni energetiche, al sesso, al carattere, difficilmente riuscirai ad accedere a una realtà superiore in cui non esistono queste limitazioni, laddove maschile e femminile sono completamente integrati in ciascun essere, così come la capacità di assumere la propria forma estetica e psicologica in base a una libera scelta.

Cerca di immaginare te stesso nel modo migliore che puoi, e fai questo anche riguardo alle persone che incontri nella vita. Evita di guardarti allo specchio, identificandoti con quel che vedi. Ciò che vedi è il prodotto di ciò che pensi, e i tuoi pensieri sono spesso il risultato di una percezione distorta fondata sulla separazione e il dualismo. Quindi, ciò che vedi non è reale, lo hai accettato come reale, e a questo punto ti puoi chiedere quanto giova a te e agli altri accettare questo tipo di realtà, la cui unica certezza finale è la malattia, la decadenza, la separazione e la morte.

Sicuro, questa realtà è assai potente e non conta nulla liquidarla con trite constatazioni. Quello che importa invece è passare alla pratica. Questa realtà separata è potente perché continui a darle potere, senza aprirti ad altre possibilità. Le alternative esistono e occorre tempo e pazienza per consentire a esse di acquisire potere. Per cominciare, occorrono primi passi fondamentali. Puoi iniziare adesso. Considera te stesso e gli altri al meglio, sia nel loro aspetto fisico che in quello energetico. Non importa se decidi di vederti più giovane o vecchio, più bello o brutto, quel che conta è che sia tu a fare questa scelta. Fai attenzione, perché l’aspetto o gli aspetti in cui scegli di immaginarti e concepirti ora, nel caso ci fosse proprio in questo momento un salto dimensionale, potrebbero essere gli aspetti che avrai nel luogo in cui andrai.

© Franco Santoro, 2008

In: Franco Santoro, Pronto soccorso multidimensionale: emergenze spirituali, mondi paralleli e identità alternative, Institutum Provisorium, 2020, pp. 60-62.

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