Funzione
Forse non hai ancora compreso che la tua principale funzione consiste nell’apprendere a usare le circostanze oscure, odiose e dolorose che incontri nella vita come concime per fertilizzare circostanze luminose, amorevoli e felici.
La luce, l’amore e la felicità, sia tue, sia degli altri, dipendono dalla tua capacità di svolgere questa funzione.
Questo significa che se fai esperienza di una situazione oscura, odiosa o dolorosa, non si tratta di un’anomalia, né di un incidente, bensì di un processo inevitabile, che fa parte della natura stessa della realtà in cui ti trovi.
Se passi buona parte del tuo tempo a lamentarti per le situazioni oscure, odiose o dolorose che accadono nella vita, dando la colpa a te stesso o agli altri, questo vuol dire che non hai compreso la tua principale funzione. Ciò significa pure che quando hai esperienza di situazioni luminose, amorevoli e felici nella vita, stai solo raccogliendo i frutti del lavoro di quelli che stanno svolgendo la loro funzione, senza dare nulla in cambio. Questi frutti prima o poi si esauriranno, se i loro semi non saranno fertilizzati, se non riceveranno concime.
Ci sono tante cose che puoi capire e apprendere nella vita. Tutto quello che capirai e apprenderai si rivelerà del tutto inutile, se non impari a svolgere la tua funzione principale, che consiste appunto nell’usare le circostanze oscure, odiose e dolorose che incontri nella vita come concime per fertilizzare circostanze luminose, amorevoli e felici.
Se non capisci o non condividi quanto sopra, non risentirti, perché potrebbe non essere affatto vero.
Se invece hai compreso questa tua funzione, ma ti risulta difficile apprendere a svolgerla, non risentirti ugualmente. Non si tratta di un’impresa semplice e siamo qui tutti per imparare a svolgerla bene, idealmente aiutandoci a vicenda, perché insieme si può lavorare molto meglio,
Una volta che hai compreso qual è la tua funzione principale quel che conta è seguitare a imparare e a esercitarsi, unendo le forze con altri amici lungo il sentiero, perché in questa funzione dimora il senso iniziale e finale della vita.
Ginestre
Ricorda bene e sempre, le tue circostanze presenti sono destinate a cambiare.
Se basi la tua felicità sulle circostanze presenti della tua vita, la tua felicità è decisamente provvisoria. Se basi la tua infelicità sulle tue circostanze presenti, la tua infelicità è pure del tutto provvisoria.
Quando le circostanze della tua vita ti rendono felice, la tua responsabilità è quella di trovare la matrice della felicità che risiede oltre le circostanze presenti in modo che quando le circostanze della tua vita ti rendono infelice tu sappia accedere ugualmente alla felicità.
L’immagine mostra le ginestre delle spiagge di Findhorn.
“Dove tu siedi, o fior gentile, e quasi
I danni altrui commiserando, al cielo
Di dolcissimo odor mandi un profumo,
Che il deserto consola. A queste piagge
Venga colui che d’esaltar con lode
Il nostro stato ha in uso, e vegga quanto
E’ il gener nostro in cura
All’amante natura. E la possanza
Qui con giusta misura
Anco estimar potrà dell’uman seme,
Cui la dura nutrice, ov’ei men teme,
Con lieve moto in un momento annulla
In parte, e può con moti
Poco men lievi ancor subitamente
Annichilare in tutto.”
(da: “La ginestra” di Giacomo Leopardi)
Aprile
Inizia il mese di aprile, termine che deriva dal latino “aperire” (aprire), ad indicare il mese in cui si schiudono i fiori. Inoltre aprile nel calendario dell’antica Roma, era anche il mese dedicato a Venere, dea dell’amore.
Se ne deduce che aprile è il mese ideale per aprirsi all’amore, per farlo sbocciare e fiorire. Con l’inizio del mese di aprile si tratta di aprire il cuore. E poiché aprile inizia tradizionalmente con il “primo di aprile“, che porta l’ardore dell’immaginazione, la sovversione e la follia al potere, questo può fornire elementi di riflessione…
E quale potrebbe essere l’apertura all’amore più ardita, folle e sovversiva?
Immagine: “La riunione dell’Anima e del Corpo”, Luigi Schiavonetti, nato il 1° aprile 1765, Sole in Ariete e Luna in Leone, incisore italiano, da un disegno di William Blake, autore de “Matrimonio del Cielo e dell’Inferno”
Eventi miracolosi si sviluppano ogni giorno in una parte della nostra mente che risiede nella Luce. In quello spazio esiste l’Amore e tutto ciò che cerchiamo altrove. L”altrove” è solo uno specchio, che quando è distante ci attira. Poi quando lo raggiungiamo, ci sbattiamo contro e questo fa male. Allora pensiamo che si tratta dello specchio sbagliato e ne cerchiamo un altro. Così continua finché siamo ridotti all’osso e non abbiamo più alcuna forza, né sappiamo più dove altro andare.
Fin tanto che scambiamo gli specchi per ciò che riflettono, vivremo nella frustrazione e nell’illusione. Non potremo fare alcuna esperienza reale e la Luce non avrà alcun senso per noi, perché crediamo nel buio, e nel buio non abbiamo vita, siamo morti.
Ma la Luce seguita ad esistere, così come la parte di noi che in essa vi dimora. Questa parte insiste a chiamarci, paziente e indefessa, usando ogni mezzo e strategia, fino a quando non ci sveglieremo. E questo risveglio avviene proprio oggi, adesso. Potrebbe essere un “pesce di aprile”… E se invece tutti gli altri giorni della nostra vita fossero stati un “pesce di aprile”.
Franco Santoro
Primavera in arrivo
Domande e risposte
Assicurati sempre che ci siano delle domande nella tua vita piuttosto che delle risposte.
Fin tanto che ci sono domande questa è una prova che sei ancora libero e cosciente.
Quando invece prevalgono le risposte allora ciò è un segno che sei ormai un replicante, un automa, lo schiavo delle risposte che hai accettato e che non ti permettono più di domandare.
Se stai male è forse perché hai perso la capacità di domandare e ti sei fatto dominare dalle risposte che ti sei dato o che ti hanno dato, incluse le risposte che riguardano il motivo stesso per cui stai male. Queste risposte sono così dominanti che hai perso la memoria del momento in cui hai domandato, così che le risposte non sono più risposte: sono la tua unica realtà.
Quando le risposte che ti sei dato o hai ricevuto sono la tua realtà, allora le domande che hanno preceduto quelle risposte non hanno più diritto a esistere, diventano irreali e di conseguenza ne perdi del tutto il ricordo. Non ti permetti più di domandare.
Le uniche domande che ti sono permesse sono quelle consentite in base alle risposte che ti sei già dato o che ti sono state date. Puoi chiedere a un individuo “quanti anni hai?” solo perché accetti la risposta che un individuo è un corpo fisico con una data età, per cui può essere più o meno giovane o vecchio in base al numero dei suoi anni. La maggior parte delle tue domande serve a confermare delle risposte a priori. Non si tratta affatto di domande, bensì di repliche di risposte che ti sei dato o ti hanno dato.
Se soffri e a tratti percepisci che la tua vita non ha alcun senso, questo può essere un segno che ancora non sei del tutto un replicante, che le risposte che ti sei dato o ti hanno dato non sono ancora diventate la tua unica realtà.
Si tratta di ritornare alle domande originarie che hanno preceduto le risposte che rappresentano la tua realtà dominante. Quelle domande appartengono alla tua identità alternativa, quella che ti permette di essere ancora libero e cosciente.
La prima domanda che hai da farti è “chi sono?” che puoi coniugare con qualsiasi pronome personale e pure tempo. E nel porti questa domanda, per favore non affrettarti a ricevere una risposta. Rimani nella domanda, sentiti a tuo agio nel domandare, astieniti dal rispondere. Nelle tue domande, nella tua capacità di rivendicare il potere delle tue domande, risiede per ora la principale risposta che puoi darti o che ti può essere data, probabilmente.
Franco Santoro
Corpo non necessario
Da una prospettiva multidimensionale la funzione del corpo fisico è probabilmente quella di rendersi non necessario.
Fin tanto che la nostra percezione è limitata alla realtà ordinaria, a una sola dimensione in cui identifichiamo noi stessi e gli altri con corpi fisici separati, non possiamo fare a meno di usare il corpo fisico come unico mezzo di espressione.
La vera percezione di chi siamo in altre dimensioni e nella nostra essenza rimane inaccessibile.
I nostri sensi fisici non ci consentiranno mai di vedere e sentire chi siamo davvero.
Tuttavia possiamo usare i nostri corpi fisici per rappresentare ciò che esiste in realtà alternative, cui riusciamo ad accedere mediante esperienze sciamaniche e multidimensionali.
Possiamo descrivere con il nostro corpo, mediante l’arte, la danza, il teatrol le parole o semplici azioni della vita quotidiana la realtà di cui abbiamo esperienza a livello interiore e multidimensionale.
Il solo scopo della realtà fisica, fondata sul dualismo e la separazione, diventa qui quello di usarla come portale per accedere a una realtà fondata sull’unità.
Imparare a fare questo potrebbe essere l’unico scopo della nostra esistenza sul piano fisico.
Alla fine dei conti siamo forse qui per rendere la nostra vita fisica non necessaria.
Navigare nei sogni
Ogni notte sogni e vai in altri mondi. In quei mondi ci sono situazioni diverse e anche tu sei diverso. Poi, ogni mattino ti risvegli e ti ritrovi nello stesso mondo. Ma sei proprio sicuro che si tratta dello stesso mondo? E sei proprio sicuro di essere ancora tu?
Durante la vita ti muovi da un posto all’altro, vai a piedi, usi l’auto, il bus, la bici, il treno, ecc. Sai navigare molto bene in un mondo. Ma sei proprio sicuro che questo è l’unico mondo, e soprattutto sei veramente sicuro che si tratta di un mondo reale?
Se vuoi dare un senso alla tua vita in questo mondo, sia che si tratti di un mondo reale o meno, forse si tratta di capire chi sei in altri mondi e quali altri mondi ci sono.
Ci sono tanti mondi, alcuni molto simili, altri assai diversi. In questi mondi ci vai ogni notte, ossia tutte le volte che sogni. Allora forse è il caso di imparare a navigare nei sogni.
Pulizia di febbraio
E’ arrivato il mese di febbraio, il mese più anomalo, ribelle e multidimensionale per eccellenza. Non solo si tratta del mese più corto, ma pure di un mese che cambia di durata di tanto in tanto! Inoltre è il mese del Carnevale, la festa più trasgressiva dell’umanità.
Febbraio deriva dal verbo latino “februare”, ossia “purificare”. Februus era anche il dio romano della purificazione. I primi due giorni di febbraio sin dai tempi antichi sono stati celebrati come festività di purificazione con eventi quali Imbolc, e in seguito la festa cristiana della Candelora del 2 febbraio.
Allora pensaci bene, è iniziato febbraio. Certo, oggi e i prossimi giorni possono essere giorni come tanti altri. Del resto queste misurazioni del tempo sono arbitrarie e da un certo punto di vista illusorie. Allo stesso tempo la tua vita è regolata da queste misurazioni. Ti svegli a una certa ora, vai a lavorare da un’ora a un’altra, prendi appuntamenti basandoti su giorni e orari, ecc. Quindi durante questo mese speciale e non ordinario, approfittane! Dedica tempo nel fare qualcosa di insolito, ribelle, fuori dagli schemi! Prendi un appuntamento con il tuo lato non convenzionale, quella parte di te che tendi a non esprimere mai, dedicagli tutta la tua attenzione, e lasciala uscire fuori, condividendola con gli altri.
Febbraio è il mese della purificazione, e del Carnevale. E la purificazione più grande che puoi fare è quella di lasciare andare la tua solita trita identità, il costume e la maschera che indossi ogni giorno. Insomma, quel costume e quella maschera hanno bisogno di una ripulita, di essere lavati di tanto in tanto!
Allora metti tutto in lavatrice e poi appendi i tuoi soliti costumi ad asciugare all’aperto. E per qualche ora o pure giorno rimani nudo, o indossa un altro costume, un’altra maschera! Forse il mondo non aspetta altro, forse questa è l’occasione che hai sempre aspettato.
Franco Santoro
Niente
Nella maggior parte dei casi niente, davvero proprio NIENTE di ciò che desideri nel profondo del tuo cuore si manifesta nella tua vita fino a quando seguiti a vivere nel modo in cui hai sempre vissuto, senza cambiare nulla, continuando a fare ogni giorno le stesse cose, frequentando gli stessi luoghi e le stesse persone. Certo, puoi trovare tante scuse che ti portano a rinunciare a ciò che si muove nel profondo del tuo essere. Può essere la paura di fare un torto ai figli, alla famiglia, ai compagni, agli amici, il timore di perdere qualcuno o qualcosa.
Questo lo sai solo tu, così come intimamente sai, pur fingendo di non saperlo, che seguitando a rinunciare, sei destinato a perdere tutto e a fare il torto più grande possibile, che è il torto che fai a te stesso, a chi sei veramente. Questo è il torto più grande perché la tua rinuncia, il tuo sacrificio, oltre a rendere amara e arida la tua vita, è il fardello che i figli, la famiglia, i compagni, gli amici e le successive generazioni sono costretti a portarsi dietro, l’eredità spinosa che li porterà anch’essi a rinunciare a essere quel che sono.
Certo puoi ascoltare discorsi, guardare dei video e leggere riguardo i tuoi desideri più profondi. Da qualche parte c’è sempre qualcuno che ha realizzato ciò che vuoi, che puoi ammirare o invidiare. Ma se non sei disposto a cambiare proprio niente, nemmeno per qualche giorno, nella maggior parte dei casi niente, davvero proprio NIENTE di ciò che desideri nel profondo del tuo cuore si manifesterà nella tua vita… e nemmeno in quella degli altri.
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