Realizzare quel che vuoi
PUOI REALIZZARE QUEL CHE VUOI VERAMENTE SOLO se hai l’onestà e il coraggio di capire che cosa vuoi veramente, distinguendolo da ciò che ti è stato fatto credere di volere.
Ti invito a osservarti bene dopo aver letto quanto sopra.
Quali sono le tue sensazioni, emozioni, pensieri, immagini nella mente?
In particolare cosa provi quando leggi “quel che vuoi veramente”, “onestà”, “coraggio”, “distinguendolo da ciò che ti è stato fatto credere di volere.”
Puoi prenderne nota.
Puoi anche considerare se in questo momento “hai l’onestà e il coraggio di capire che cosa vuoi veramente…”
Sii onesto e coraggioso con te stesso. Non importa se in questo momento non “hai l’onestà e il coraggio di capire che cosa vuoi veramente…” Quel che conta è che tu ne sia consapevole.
Anche questo richiede onestà e coraggio. In questo caso puoi seguitare a realizzare quel che non vuoi veramente o quello che vogliono gli altri, sapendo che è una tua scelta cosciente.
Magari, puoi anche scegliere di fare così ancora per un mese, un anno, dieci anni, finché i bambini crescono, quando disponi di maggiori risorse finanziarie, allorché hai realizzato altre cose che non vuoi veramente…
Oppure puoi mollare tutto ciò che non vuoi veramente e cambiare radicalmente la tua vita…
Un’altra opzione è quella di cominciare per gradi, un passo alla volta, proprio adesso, avendo già da questo momento l’onestà e il coraggio di capire che cosa vuoi veramente… Questo non vuol dire che devi lasciare tutto quello che non vuoi veramente. Si tratta solo di permettere a quello che non vuoi veramente di lasciare un po’ di spazio e tempo per capire quello che vuoi veramente.
Fine lieto e infausto
Se accetti la fine allora puoi avere un lieto fine o un finale infausto. Se non accetti la fine allora puoi solo avere un finale infausto.
Credente e guaritore
Formiche
Felicità: la più grande causa di infelicità.
La felicità è la più grande causa di infelicità.
Cercare di essere felici in questa vita è legittimo, mentre esigere di esserlo, e risentirsene se non è il caso, è un altro paio di maniche.
Quando questo succede, e in vero succede molto spesso, la felicità diventa la più grande causa di infelicità.
La ricerca ossessiva della felicità, l’idea compulsiva che dobbiamo essere felici a tutti i costi, e che se questo non accade allora la nostra vita è un fallimento, o è colpa di qualcuno, è ciò che principalmente provoca la nostra infelicità.
La realtà è che la nostra felicità è regolarmente frustrata nel mondo fenomenico.
Siamo felici in un determinato momento, ma quando le condizioni che determinano quella felicità vengono a mancare, allora siamo infelici.
Inoltre, adesso, qualcuno può essere felice, mentre qualcun altro può essere infelice. In questo modo la felicità diventa pure competitiva, una fonte di conflitto tra felici e infelici, tra chi crede che qualcuno sia responsabile della sua infelicità e chi crede che la sua felicità sia minacciata da qualcuno. In definitiva questo è ciò che causa ogni violenza, guerra e odio.
La felicità è la più grande causa di infelicità, quando credi che dovresti essere felice, che la vita è bella, per cui c’è qualcosa di anormale se non sei felice.
Ma credi veramente che sia così? Ne sei proprio convinto? Qual è la tua esperienza diretta riguardo la felicità e l’infelicità, al di là di ciò che credi o gli altri credono?
La mia esperienza finora mi ha mostrato che la felicità e l’infelicità sono parte della vita, che la vita può essere bella e pure brutta.
Quando riconosco e accetto questo, mettendo da parte le mie fantasie e pretese, allora comprendo che ciò che conta nella vita è accettare sia la felicità e l’infelicità, la gioia e la sofferenza.
L’accettazione diventa il principio guida, ciò che scelgo di imparare nella vita, che pure comprende l’accettazione di non accettare.
L’accettazione sia della felicità sia dell’infelicità può diventare il portale che permette di accedere alla vera felicità.
Niente o il solito qualcosa
Lungo il sentiero spirituale, ogni volta che mi spingo il più avanti possibile, arrivo sempre in un punto totalmente vuoto, in cui non c’è nulla.
Nessuna verità, credenza, idea, pensiero, divinità, visione, emozione, proprio nulla. Nemmeno io.
Poiché per certi versi questa nullità mi imbarazza, seguito a sentire il bisogno di trovare qualcosa, per cui cerco e cerco ma non c’è proprio modo di trovare qualcosa quando mi spingo il più avanti possibile lungo il sentiero spirituale. Allora, mi rendo conto che non sono ancora in grado di spingermi più avanti, accetto i miei limiti, ma allo stesso tempo non mi rassegno. Continuo sempre a spingere, ma trovo sempre questo vuoto, questo nulla.
L’unica possibilità per trovare qualcosa è tornare indietro, dove ci sono le solite cose. Ritornando sui miei passi precedenti trovo visioni di luce, guide, angeli, amore, gioia, potere, pensieri, emozioni e tante altre cose, gradevoli e meno. Trovo sicuramente qualcosa e quel qualcosa mi prende per un po’ fino a quando mi stufa, mi annoia, sento che manca qualcosa.
Allora, mi spingo nuovamente alla ricerca di quel che manca fino a quando raggiungo il punto più lontano, che è sempre puntualmente vuoto, in cui non c’è proprio niente. Ogni volta è la stessa storia. La scelta è tra il niente più totale e il solito qualcosa.
Stanco di questa situazione, una volta raggiunto il punto più remoto, quello in cui c’è solo il vuoto, chiedo a questo vuoto se c’è qualche alternativa al niente e al solito qualcosa.
La risposta, sempre che l’abbia intesa bene, è:
“Se vuoi qualcosa di alternativo, crealo tu!”
Portale della felicità
Domande
Parti del tutto
Ricorda che ogni espressione della tua vita, da quelle più felici a quelle più dolorose, fa parte del tutto.
C’è il giorno e la notte, l’estate e l’inverno non solo nella loro alternanza temporale ma anche simultaneamente. Mentre in una parte del pianeta è giorno o estate nell’altra è notte o inverno. Questa è una nozione di geografica fisica molto elementare, che si applica anche alle emozioni, alla mente e all’anima. La vita è un tutto che comprende anche la morte. E ogni parte del tutto contribuisce al resto del tutto.
Nel tutto non sei mai solo, non puoi essere mai solo. Fai parte sempre del tutto e la tua parte così come ogni parte possibile ha esperienza di ogni aspetto del tutto.
Nel tutto non ci sono pronomi personali. Condividi te stesso con gli altri e gli altri condividono se stessi con te, e tu diventi gli altri e loro diventono te.
Non importa come ti senti, sia che stai bene o male, hai sempre qualcosa da condividere con gli altri, doni da offrire e ricevere. Una delle verità più profonde del lavoro di guarigione astrosciamanica è che i tuoi più grandi malesseri possono essere usati come concime per promuovere le più grandi situazioni di benessere.
Si tratta di imparare a condividere la tua esperienza, qualunque essa sia, perché fa parte del tutto. Ci può essere la primavera da una parte, perché c’è l’autunno dall’altra. Ogni parte è utile all’altra, niente è in competizione. Ciò che prima di tutto necessitiamo comprendere è che siamo sempre utili a qualcuno o qualcosa così come qualcuno o qualcosa è sempre utile per noi. Si tratta di apprendere e vivere questo ogni giorno, perché ciò è vitale per tutti e per il tutto.
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