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Frustrazioni

Ottobre 16, 2016 by admin

Se provi sofferenza e frustrazione nelle relazioni di amore delle società umane contemporanee questo non è un segno che hai dei problemi emotivi, mentali o spirituali. Al contrario la tua sofferenza e frustrazione è un sintomo di grande salute emotiva, mentale e spirituale. Il tuo malessere è del tutto coerente con il proposito delle relazioni di amore delle società umane contemporanee, che è appunto quello di generare sofferenza e frustrazione.

Quindi, più ti sforzi e impegni a eliminare la sofferenza e la frustrazione in quelle relazioni di amore, più agisci contro natura, perché quella sofferenza e frustrazione deriva proprio dalla tua natura, che non può accettare di vivere quelle relazioni di amore.

Allora cessa di considerarti malato, anormale, incapace. La tua sofferenza e frustrazione dimostra che sei ancora vivo e sano, che continui a possedere un’anima.

Cavalca la tua frustrazione, usala come la forza propulsiva che ti permette di congedarti dalle relazioni di amore delle società contemporanee, per muoverti alla ricerca di altre relazioni di amore… umane o meno…

 

© Franco Santoro

Un po’ più in là

Ottobre 16, 2016 by admin

Ti senti solo? Tanto sola? Oppure sei in compagnia di altre persone, ma ti manca tanto qualcuno, una persona da amare, che ti ama veramente?

Magari ti piace pure stare sola di tanto in tanto, ed è importante per te acquisire autonomia, libertà di azione, anche se questo può costare qualche sacrificio. Oppure le circostanze ti forzano a essere sola, per una serie di motivi che sei riuscita ad accettare o meno.

Forse non hai nemmeno tante pretese, non ti aspetti qualcuno che sia perennemente presente o disponibile solo quando ti pare. Quel che ti basterebbe sarebbe solo qualche saltuario momento di intimità, di affetto, di condivisione, di vicinanza con qualcuno che ami, qualcuno che ti ama.

Cosa succede quando non c’è nemmeno questo? Quando ti senti solo, tanto sola?

Non importa come vivi la solitudine o come te la racconti, se appartieni alla sfera degli individui sensibili, arriva il momento in cui ti manca davvero tanto qualcuno, una persona che ami, che ti ama. Succede quindi che hai bisogno disperatamente di qualcuno, che puoi sentire, guardare, toccare, avere tutto per te, anche solo per poco. Oppure se quel qualcuno da qualche parte c’è già nella tua vita, ma quel poco è troppo poco, non importa come vivi quel poco o come te lo racconti, giunge il momento in cui hai bisogno disperatamente di qualcosa in più, anche solo di un po’ più del poco che solitamente hai.

Ma tuttavia non arriva niente, nè del poco né dell’un po’ più del poco. E tutto quel che ti resta è la tua solitudine…

Ora io qui non ti sto invitando affatto ad accettare la solitudine, a lasciare andare le dipendenze verso gli altri, a essere autonoma, al di sopra dei bisogni di intimità e da tutte le emozioni che ne derivano.

Al contrario, se ti senti solo e questo ti fa male, ti invito a gridare il tuo dolore, a renderlo trasparente, a esternare quello che provi, a dire ciò che vuoi, ad accettare che vuoi la persona che ami.

La solitudine, quella potente e amara, che ti urla dentro, senza mezzi termini, è una linea di confine. Non puoi restare a lungo in quel punto, a meno che tu non intenda seguitare a urlare. Quando giungi alla linea di confine, puoi solo andare avanti o indietreggiare. Se indietreggi, ritorni lungo il percorso che già conosci, e da cui te ne sei andata, alla ricerca di quel qualcuno, della persona che ami. Ma allontanandoti dal vecchio percorso hai incontrato solo solitudine e sei giunta al confine, in cui la solitudine ha raggiunto il suo picco. Puoi tornare indietro o provare ad andare più in là del confine.

E ti posso garantire che, come dice Dino Buzzati:

“Un po’ più in là della tua solitudine, c’è la persona che ami.”

© Franco Santoro

Alla carica!

Ottobre 13, 2016 by admin

Sei alla ricerca di una relazione?

È questo alla fine dei conti il tuo principale obiettivo, seppure ce ne siano altri che gli fanno da contorno?

Se ti rendi conto che ciò che veramente vuoi o desideri è una relazione, al di là di come la puoi raccontare a te stesso o agli altri, si tratta di ammetterlo apertamente e con furia primaverile andare alla carica!

Se invece non sei sicuro che una relazione è ciò che davvero vuoi, ammetti pure questo apertamente e vai alla carica lo stesso.

Se invece non ti interessa nulla su quanto espresso sopra e hai propositi magari più elevati, come ricercare te stesso, Dio o la trascendenza dell’ego, vai ugualmente alla carica!

Non so qual è la tua situazione, ma se hai esperienza di problemi in qualunque sfera della vita, questo è forse dovuto al fatto che non stai ammettendo apertamente qualcosa, che stai ammettendo apertamente qualcosa di sbagliato o che non stai ammettendo nulla.

Per esempio, puoi dichiarare apertamente di volere a tutti i costi una relazione, quando invece non la vuoi affatto o non sei sicuro di volerla, oppure puoi dichiarare apertamente di non volere una relazione o di non essere sicuro di volerla quando invece la vuoi proprio, oppure ancora, puoi non dichiarare apertamente nulla e startene lì ad aspettare che qualcuno dichiari apertamente qualcosa a te.

Ci sono diverse strategie che poi usare per ottenere quel che vuoi. Il banco di prova per valutare una strategia è puramente pragmatico. Dapprima si tratta di capire che cosa vuoi e poi di usare la strategia che ritieni più valida a riguardo. Se dopo aver usato una data strategia per diverso tempo, ancora non hai ottenuto quel che vuoi, questo vuol dire probabilmente che stai usando una strategia errata o che quel che credi di volere non è davvero quel che vuoi.

Può passare tanto tempo prima che tu ti renda conto di usare la strategia sbagliata o di non volere davvero quel che credi di volere. In certi momenti tuttavia non c’è tempo da perdere, e si tratta di darsi una mossa subito. Quindi mi permetto di fornire qualche consiglio, perseguibile in qui momenti.

La chiave qui per risparmiare tempo e ottenere subito un risultato consiste nell’agire prima ancora di pensare, prendendo l’iniziativa, rischiando tutto.

Questa è la carica arietina, che non solo implica prendere la palla al balzo, ma soprattutto comporta tirare per primo la palla. Certo, se questo è quello che hai fatto finora nella vita e non ha funzionato, allora forse di questa carica ne hai troppa e si tratta di usare un’altra strategia, magari un approccio più equilibrato di tipo Bilancia.

Tuttavia sono rari gli individui che usano la carica arietina, perché è quella che umilia maggiormente l’ego. Questa carica non si cura delle conseguenze e delle ripercussioni che ci possono essere riguardo l’immagine che dai di te stesso agli altri.

Allora ritorniamo alla domanda: sei alla ricerca di una relazione?

Oppure: non sei sicuro di volere una relazione?

Qualunque sia la domanda o risposta, sull’onda di questa luna piena si tratta di andare dritti al punto e risparmiare tempo.

Se sei alla ricerca di una relazione, trovala subito! Se non sei sicuro di volere una relazione, trovala subito ugualmente e verifica al più presto se sei sicuro di volerla o meno!

E come fai a trovarla subito? Dichiarandolo apertamente, essendo il più diretto possibile con chiunque sia un candidato a questa relazione e con eventuali intermediari e mediatori.

Ma questo non basta, è necessario dichiarare apertamente pure il tipo di relazione che vuoi.

Vuoi una relazione romantica, spirituale, affettiva, sensuale, intellettuale, erotica, sessuale, artistica, ecc.?

Qual è la tua finalità principale in quella relazione, che cosa vuoi fare prima di tutto con quella persona?

Qui è vitale che tu non sia vago e approssimativo, se vuoi risparmiare tempo.

Se sei sicuro di volere qualcosa in particolare, dichiaralo apertamente, anche se si tratta del qualcosa più imbarazzante possibile. Se invece non sei sicuro di volerlo veramente, dichiaralo ugualmente perché solo in questo modo, facendone diretta esperienza, potrai capire se lo vuoi veramente.

E come lo dichiari apertamente?

A seguire fornisco una breve tecnica.

Dapprima seleziona nel tuo immaginario quanto maggiormente desideri o auspichi in una relazione. Qui occorre che tu sia creativo e specifico, per cui se desideri, per esempio, una relazione spirituale con qualcuno è necessario che tu immagini una scena determinata in cui consegui questa relazione spirituale. Descrivi allora nei dettagli questa scena. Per esempio, sali su una montagna e ti rapporti con il Divino, alzando le mani verso il cielo; il tuo cuore si riempie di pace e grazia, e dal cuore parte un fascio di luce verso il tuo partner, con cui sei in contatto telepatico,  ma che non puoi vedere né toccare fisicamente, e che tuttavia percepisci vivido e presente; poi d’improvviso tutti gli angeli del paradiso si riuniscono attorno a te e lui, benedicendovi, quindi dai vostri corpi emana una luce immane che si diffonde per ogni dove, apportando guarigione e armonia in tutto il mondo e l’universo.

Poi si tratta di prendere subito l’iniziativa, proponendo questo tipo di esperienza senza mezzi termini alla prima persona verso cui ti senti attratto spiritualmente. Per esempio, puoi dire: “Ho questa visione di vivere un’esperienza di relazione spirituale in cui…” Poi, dopo aver spiegato esattamente qual è questa visione, aggiungi: “io sono libero adesso, facciamo?” Se la risposta è positiva, procedi subito, oppure prendi un appuntamento per procedere più tardi, ma non più tardi del fine settimana! Se la risposta è negativa, cerca subito un’altra persona. Continua fino a quando non trovi qualcuno che accetta.

La stessa cosa vale per ogni altro tipo di relazione, incluse quelle strettamente sessuali, anche se qui preferisco non fornire esempi dettagliati.

Certo, a questo punto potrai obiettare che la relazione che vuoi include tanti aspetti, il lato spirituale insieme a quello romantico, artistico e pure sessuale. Nessun problema! Anche qui si tratta di immaginare scene specifiche. Niente ti impedisce, per esempio, di combinare la scena degli angeli del paradiso con uno sviluppo artistico o erotico. E pure qui occorre esternare apertamente la proposta, come sopra.

Questa tecnica è la più efficace, e pure la più rapida ed economica.

Può sembrare molto imbarazzante. Sì, per l’ego è decisamente quanto di più imbarazzante e odiabile sia concepibile. E se non sopporti affatto quello che ho scritto, questo mi dà un’ulteriore conferma.

Puoi passare decenni a meditare, fare viaggi sciamanici, usare piante psicotropiche, fare seminari e usare tecniche complesse per trascendere l’ego e fonderti con il tuo vero sé, ma non esiste niente di più efficace e immediato di quanto ho spiegato sopra.

Se lo applichi il successo è garantito.

Troverai la relazione che cerchi, senza dubbio, e sarai sorpreso per la rapidità con cui la trovi.

E puoi iniziare proprio da ora e ottenere un risultato sostanziale entro il fine settimana.

Ricorda bene però! Se le risposte che ricevi sono negative, cerca subito un’altra persona. Continua fino a quando non trovi qualcuno che accetta. Qualcuno alla fine accetterà, è garantito.

Alla fine rimarrà inevitabilmente qualcuno che dice sì, e che continuerà a dirti di sì, perché lo ha sempre fatto, e lo sta facendo proprio ora!

Alla carica!

Per ulteriori informazioni sulla luna piena in Ariete clicca qui.

Per una meditazione completa su questa luna piena clicca qui.

© Franco Santoro

Fino alla fine

Ottobre 12, 2016 by admin

Così si và fino alla fine
fin dove il cielo
cade a terra sul confine
così si va su queste strade
fin quando avremo un po’ di vento
nelle vene

Così recita la prima parte di una canzone del gruppo Gang.

Le parole “fino” e “fine” ridondano lo stesso termine latino “finis” che significa “limite”, “confine”, “regione” oltre che “fine”.

Andare fino alla fine è un po’ come andare “fino in fondo” seppure in questo caso l’idea suggerita del percorso non è verso il basso, il fondo. Qui la fine può essere in alto, in basso, a destra, a sinistra, ecc. Inoltre questa fine è un limite che non riguarda necessariamente lo spazio, ma che comprende anche il tempo. Può essere la fine di una storia, di un film, di una vita.

La fine è ciò di quanto più importante hai da riconoscere e accettare nella realtà di questa esistenza. Se non sei in grado di accettare e riconoscere la fine, non sarai nemmeno capace di accettare e riconoscere l’inizio. In altre parole nulla cambierà nella tua vita, tutto continuerà a essere così com’è. Per sempre? No, fino alla fine. A un certo punto tutto finirà, ci sarà una fine drastica e inappellabile, verso la quale sarai totalmente impotente. Di conseguenza perderai tutto ciò che hai trattenuto e non hai mai lasciato andare. Insomma, non sto facendo previsioni apocalittiche, quel che succede è inevitabile: tu morirai.

Se proprio sei ostinato a non lasciare andare, a evitare la fine, puoi scegliere di credere che non cambierà nulla, che seguiterai ad essere chi sei e avere quel che hai anche dopo la morte, magari in un’altra vita.

Il punto qui è che la fine, così come l’inizio, avviene in ogni istante della vita. Se non sei in grado di accettare e riconoscere che la tua vita finisce e inizia in ogni istante, è probabile che non sia affatto vivo, forse sei da tempo morto e sepolto, o sei diventato una macchina, un computer.

Ad ogni respiro la tua vita finisce e poi può iniziare o meno se segue un secondo respiro. La morte e la vita si celebrano a ogni respiro. Ciacun respiro è prezioso perché potrebbe essere potenzialmente l’ultimo. Mentre tutti i tuoi pensieri sono rivolti all’idea che hai di te stesso, a ciò che vuoi trattenere, possedere o realizzare, ad ogni istante cessi di essere quello che credi di essere e hai la possibilità di iniziare a essere qualcosa di nuovo.

Se sei stufo della tua vita così com’è, sappi che tutto può cambiare per te nel brevissimo intervallo di un respiro. Puoi fare un respiro essendo quello che sei e avendo quello che hai, andando fino alla fine del respiro, e poi con il successivo respiro iniziare una nuova vita in cui se e hai qualcosa di totalmente diverso.

Se hai bisogno di più tempo allora puoi ritardare la fine. In questo caso puoi usare un giorno intero. Quando ti addormenti finisce la tua vita, e inizia un’altra vita, quella dei sogni. I sogni ti possono talvolta mostrare a grandi linee quel che ti può succedere quando arrivi fino alla fine. Se sei stufo della tua vita così com’è sappi che puoi cambiarla interamente nel giro di un giorno solo. Puoi vivere un giorno essendo quello che sei e avendo quello che hai, andando fino alla fine del giorno, e poi con il successivo giorno iniziare una nuova vita in cui se e hai qualcosa di totalmente diverso.

Se hai bisogno di più tempo allora puoi ritardare ulteriormente la fine. Puoi prenderti un ciclo lunare (28 giorni), un ciclo solare (un anno), un ciclo di sette anni, ecc.

Puoi ritardare fin quando vuoi, ma prima di continuare a farlo assicurati che tutto non sia già finito da tempo, accertati di essere ancora vivo. E se invece non vuoi più ritardare, allora semina il vento di ciascun tuo respiro, “va dentro la notte prima che il gallo canti”.

fino alla fine fino alla fine
faremo il nostro tempo
fino alla fine si va
fino alla fine semineremo vento
fino alla fine
così si va dentro la notte
prima che il gallo canti
lasceremo queste rovine
così si va fino alla fine
e tireremo fiato solo dopo
oltre il fiume
fino alla fine

Accesso di servizio

Ottobre 10, 2016 by admin

doorCrediamo di essere vivi solo perché abbiamo un corpo e possiamo pensare. Ma se sei solo nel corpo e nei pensieri, è probabile che nessuna vita reale esista davvero in te. I pensieri potrebbero essere programmi digitali e il corpo fisico solo la parte materiale di un computer. Pensieri e corpo possono aver sostituito la tua vera vita.

La tua vita effettiva se ne sarebbe andata da tempo, lasciando solo dei pensieri e un corpo, che appartengono a una vita falsa. Una volta che quei pensieri e quel corpo se ne andranno, potrebbe non restare più nulla. Magari, prima di andarsene, la tua vera vita ha lasciato un programma, un promemoria della vita originale, l’accesso di servizio verso chi sei veramente. In questo caso non c’è niente di utile che puoi fare con i pensieri e il corpo, a meno che non li impieghi per ritrovare quell’accesso e recuperare la tua vera vita.

© Franco Santoro, 101016
In Franco Santoro, Pronto soccorso multidimensionale: emergenze spirituali, mondi paralleli e identità alternative, Institutum Provisorium, 2020, p. 10.

Sei in un programma o sei nella vita?

Ottobre 8, 2016 by admin

Sei in un programma o sei nella vita?
 
Questa è una domanda di fondamentale importanza, che è necessario che tu ti ponga di tanto in tanto, perché la maggior parte degli esseri umani è in un programma e non più nella vita ormai da tanto tempo.
 
Il programma è iniziato nei primi anni di vita terrena, radicandosi mediante il processo di apprendimento del linguaggio e dell’educazione ufficiale, per poi espandersi definitivamente attraverso ogni tipo di attività sociale.
 
Forse queste cose le sai già, perché hai letto qualcosa a riguardo o l’hai sentito dire, o per te le cose non stanno affatto così e preferisci spiegarle distintamente. Ci sono molte idee e opinioni riguardo la natura della vita umana, che spiegano le cause della nostra condizione in maniera assai diversa. Tutte queste idee sono programmi.
 
Esiste una differenza sostanziale tra un programma e una vita.
 
Un programma consiste di idee e opinioni, sull’interpretazione riguardo quello che accade, su chi credi di essere o ti è stato detto di credere di essere, su una precisa narrativa con cui ti identifichi che descrive a priori chi sei e chi non sei, oltre a chi sono e non sono gli altri e il mondo.
 
Una vita si fonda invece sull’esperienza diretta, su ciò che senti di prima mano, su quello che accade al momento in te, negli altri e nel mondo, sulla spontaneità di ciò che provi, sull’apertura al’esistenza, priva di pregiudizi e idee fisse.
 
Sei in un programma o sei nella vita?
 
Fai attenzione qui, perché ci sono tanti programmi, e se stai leggendo queste righe, probabilmente, se sei in un programma, si tratta di un programma a bassa diffusione, che è tuttavia sempre un programma, talvolta il più spietato.
 
Puoi riconoscere di essere in un programma quando rimani al livello della spiegazione, della ricerca delle cause di qualcosa, della descrizione, dell’intellettualizzazione, dell’idea, del pensiero. Sia che le tue idee o descrizioni della vita siano volgari, dogmatiche e materialistiche, o sia che siano libertarie, elevate e multidimensionali, si tratta sempre di un programma. Sia che imputi le cause di un tuo malessere a una certa persona, a una razza, a dei politici, a un trauma dell’infanzia, a una vita passata, al karma, a entità aliene, ecc., ti trovi sempre in un programma, e rimarrai in un programma a meno che non decidi di aprirti alla vita.
 
Le spiegazioni e i programmi sono utili quando le impieghi come strategie provvisorie per aprirti alla vita, all’esperienza diretta. In caso contrario, esse diventano la tua vita, e tu non vivi più.
 
A cosa ti serve sapere che la causa dei tuoi problemi è dovuta a un abuso subito nell’infanzia o a una vita passata in cui ti è stato fatto o tu hai fatto qualcosa di crudele? Cosa cambia nella tua vita quando lo sai? Quel che cambia principalmente è che da quel momento in poi puoi dare la colpa a qualcosa o a qualcuno, in genere agli altri o a te stesso. Questo è il programma più diffuso. Di conseguenza la vita si allinea con un programma di conflitto, di vendetta verso qualcuno o qualcosa, di identificazione con una condizione.
 
Hai mai incontrato persone che s’identificano totalmente con un programma?
 
Dapprima si presentano in modo mondano, dicendo per esempio: “sono una madre con tre figli”, “sono un disoccupato in cerca di impiego”, “sono un artista visionario”. Poi, se c’è tempo, forniscono ulteriori dettagli o lasciano che gli altri lo facciano. Se si tratta di una conversazione più intima, possono offrire altre spiegazioni che permettono l’accesso a programmi più riservati, del tipo: “la mia vita di relazione è un disastro perché ho subito una violenza sessuale durante l’infanzia”, “sono stata una sacerdotessa di Iside nella mia ultima vita passata e il mio compito ora è…”, ecc.
 
Puoi rimanere in un programma o cambiare diversi programmi nel corso della vita, ma rimarrai sempre in un programma, se non sei in grado di rimanere nudo, senza alcuna spiegazione e descrizione di ciò che sei e non sei.
 
Questo significa avere esperienza della vita, e a tale riguardo c’è terrore, perché finora abbiamo avuto solo l’esperienza del programma, tranne alcune eccezioni e momenti in cui si è rivelata la vita.
 
Quelle eccezioni, quei momenti sono accaduti inevitabilmente, e sono durati anche molto a lungo, ma poi sono stati assorbiti, corrotti, interpretati o negati dalle spiegazioni, dal programma. E seppure tu riesci a spuntarla, portando con te la memoria vivida di quell’eccezione, nel momento in cui cominci a parlarne, a esaltarla, ecco che entri nuovamente in un programma…
 
Non è affatto facile uscire dal programma, è l’impresa più ardua possibile per un essere umano.
 
Quindi non ti scoraggiare.
 
Il primo passo consiste nel renderti conto di essere in un programma o, più propriamente, in vari programmi, di identificare cosa fai, sei, senti e pensi, quel che ti accade, quando sei in ciascuno di quei programmi.
 
Poi puoi iniziare a scegliere tu stesso quale programma usare in base alle circostanze, imparando a non essere vittima di un programma in particolare o comprendendo cosa fare in quelle evenienze.
 
In seguito puoi pure creare tu stesso dei piccoli programmi artigianali, e avere esperienza del ruolo di programmatore.
 
Non è affatto facile uscire da un programma, forse è impossibile. Ma anche se lo è, puoi sempre riuscire a distinguere tra il programma e la tua vita, puoi accettare sia il programma sia la vita, e sicuramente puoi vivere.
 

Uscire da un programma provoca paura, e la paura è la chiave per uscire dal programma.

“La paura uccide la mente. La paura è la piccola morte che porta con sé l’annullamento totale. Guarderò in faccia la mia paura. Permetterò che mi calpesti e mi attraversi, e quando sarà passata non ci sarà più nulla, soltanto io ci sarò.” (Frank Herbert)

Momento migliore

Ottobre 5, 2016 by admin

Il momento migliore per essere finalmente chi sei, rispondere alla tua chiamata più profonda e fare quello che vuoi davvero, appare come il peggior momento per essere e fare quello che vuoi davvero. Quindi se ora sembra essere il momento peggiore, questa potrebbe essere la tua migliore occasione.

 

© Franco Santoro

Bilancia e Scorpione

Ottobre 4, 2016 by admin

Oggi il Sole è in Bilancia e la Luna in Scorpione.

Quindi?

Insomma, forse avrai già capito dove voglio arrivare. La Bilancia è in rapporto con l’armonia, l’equilibrio, le relazioni, la bellezza, l’arte, l’empatia, la soddisfazione… Lo Scorpione è associato alla passione, le emozioni intense, il lato ombra, ciò che è proibito, i desideri segreti, la trasformazione, la sessualità sacra.

Se coniughi Bilancia e Scorpione ecco che puoi trovare diverse combinazioni, tra cui “relazioni proibite”, “bellezza del lato ombra”, “armonia della passione” o “soddisfazione dei desideri segreti”.

Allora, attenzione perché adesso mi metto dalla parte del serpente tentatore, e sarà tua responsabilità decidere se farti tentare o meno.

Se esiste un forte desiderio che di tanto in tanto, o assai spesso, ti tenta, mi riferisco qui a qualcosa di proibito, imbarazzante, scomodo, segreto, in grado di sovvertire la tua vita, oggi può essere il giorno in cui tu scegli finalmente di soddisfarlo.

Soddisfare deriva da latino “satisfacĕre”, composto da “satis” (abbastanza) e “facĕre” (fare). Soddisfare un desiderio significa “fare abbastanza” un desiderio.

Soddisfare non vuol dire “fare totalmente”. Soddisfare è un’arte che richiede la capacità creativa di fare qualcosa in maniera equilibrata, mantenendo una distinzione tra “abbastanza” e “totalmente”. Per esempio, c’è una differenza tra il volto di un essere umano che appare in un dipinto o scultura e il suo volto in carne e ossa; tra accarezzare una persona che ci piace, o che desidera essere accarezzata, per qualche minuto, e possederla, o essere posseduti, per tutta la vita.

Il “satis” (abbastanza) della soddisfazione indica l’aspetto creativo, equilibrato, il punto in cui fermarsi. Il problema è che nello Scorpione dimora un desiderio impellente di essere totali, di andare fino in fondo, per cui chi e cosa si desidera diventa un ostaggio che non si molla mai, di cui non se ne ha mai abbastanza. Nella Bilancia d’altro canto esiste il problema opposto. È tanto il timore di perdere l’equilibrio, di creare imbarazzo in se stessi e negli altri, e di conseguenza di esprimere con trasparenza quel che si sente, che la vita diventa un intero compromesso e non c’è più spazio per la passone.

Bilancia e Scorpione insieme creano equilibrio tra questi due aspetti.

Allora, ritorniamo ora alla soddisfazione di quel vostro desiderio a cui ho accennato all’inizio.

Il primo passo della soddisfazione di un desiderio proibito consiste nel riconoscere e accettare quel desiderio apertamente. Invece di fare finta che non ci sia, di vergognarsene, di nasconderlo, di reprimerlo o coltivarlo segretamente, lo ammettiamo chiaramente con noi stessi. Si tratta di affermare con se stessi qualcosa del tipo: “Io sento una forte attrazione verso quella persona e mi piacerebbe che…” In questo modo il desiderio cessa di essere proibito e nascosto, e trova la sua prima cruciale soddisfazione, che è quella di essere riconosciuto e legittimato. Questo è il primo “abbastanza” del “fare”.

Talvolta solo questo è “abbastanza”. Ma nel caso non lo sia, si può compiere un secondo passo. Questo consiste nell’esternare la precedente affermazione, nel rivolgerla alla persona interessata. Qui si tratta di dirgli, per esempio: “Io sento una forte attrazione verso te e mi piacerebbe che…” In questo modo il desiderio cessa di essere proibito e nascosto non solo a livello interiore, ma anche esternamente e trova una seconda soddisfazione, che è quella di essere riconosciuto e legittimato pubblicamente. Questo è il secondo “abbastanza” del “fare”.

In molti casi questo “abbastanza” basta e non dipende affatto dalla risposta del nostro interlocutore. Non ci interessa la risposta, perché la nostra è un’affermazione e non una domanda! Ciò che conta è aver dato soddisfazione al desiderio, esprimendolo, dandogli dignità. La reazione dell’altro è qui irrilevante, sia che risponda in modo positivo o negativo, la soddisfazione c’è stata.

Ma nel caso non sia abbastanza, si può compiere un terzo passo, che consiste nel fare una proposta diretta all’interessato, nel domandargli qualcosa. Per esempio, “Io sento una forte attrazione verso te e mi piacerebbe che… quindi ti propongo di…” In questo modo fai capire che la tua intenzione non è solo quella di esprimere un desiderio, ma anche di fare concretamente qualcosa di specifico riguardo quel desiderio, che l’altro può accettare o meno.

Nella maggior parte dei casi, in questo modo il desiderio è soddisfatto, sia che la persona risponda negativamente o meno. Quel che conta qui è il fatto che abbiano avuto il coraggio di proporre quel che vogliamo. Fai attenzione però! Qui si tratta di essere diretti riguardo quel che vuoi. Se, per esempio, ciò che ti piacerebbe veramente è di andare in un luogo tranquillo ed essere accarezzato da quella persona, si tratta di proporlo apertamente. Se proponi a quella persona di andare al cinema insieme o di prendere un caffé al bar, quando proprio non ti interessa affatto vedere un film o prendere un caffé, ecco che la cosa non funziona e sarai probabilmente insoddisfatto.

Quindi assicurati di essere stato esplicito riguardo il contenuto della tua proposta.

Ma se anche in questo caso, senti insoddisfazione, allora esiste una penultima possibilità. Si tratta di verificare se è possibile trovare un compromesso, di fare qualcosa che trova d’accordo sia te sia l’altra persona. Questo è uno degli aspetti supremi dell’arte della soddisfazione!

E quando lo esprimi e lo articoli, la soddisfazione è inevitabile.

Ma nel caso non lo sia, esiste un’ultima possibilità, probabilmente ovvia, ma su cui preferisco mantenere il mistero, altrimenti dico tutto io o magari perché non la conosco proprio.

 

© Franco Santoro

Successi e insuccessi in amore

Ottobre 2, 2016 by admin

love bench lightIn amore non ci sono successi e insuccessi. L’amore non è una prestazione o un’attività agonistica, in cui si tratta di fare bella figura od ottenere un buon punteggio.

L’amore è qualcosa che tu senti e provi intimamente, una tua esperienza diretta, che nessuno può valutare o mettere in discussione.

L’unico successo o insuccesso in amore, se proprio ci tieni a usare questi termini, deriva dal riconoscere o meno l’amore che rimane presente nonostante quelli che credi essere gli insuccessi e i successi in amore.

 

© Franco Santoro

Innocenza luminosa

Ottobre 2, 2016 by admin

fullmoon2-webQuando mettiamo da parte i nostri pregiudizi, le false certezze e i dogmi riguardo ciò che pretendiamo di essere, la nostra vita si riempie di innocenza luminosa.

Quando ammettiamo di non sapere veramente chi siamo, dove stiamo andando e da dove veniamo, entriamo in sintonia profonda con tutte le creature viventi.

Allora, ogni respiro diventa un passo verso l’ignoto, che facciamo sia da soli sia tutti insieme.

E puoi confidare che l’ignoto, commosso dalla nostra innocenza, prima o poi, si rivelerà.

 

© Franco Santoro

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