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Sciamani

Febbraio 15, 2015 by admin

La funzione primaria degli sciamani consiste nello spostarsi da una realtà all’altra per creare connessioni di guarigione. Ci sono molti mondi e dimensioni, completamente sconosciuti nella nostra realtà separata. Tuttavia, credo che prima di poter veramente viaggiare in altri mondi, si tratta di imparare a muoversi agevolmente nelle realtà disponibili del nostro mondo. Se non siamo disposti a cambiare qui è improbabile che riusciremo a farlo andando da qualche altra parte.

Essere uno sciamano non significa essere uno “sciamano”. Vuol dire accettare e scegliere di diventare tutto ciò che è utile per scopi di guarigione, non importa quanto ciò possa sembrare incompatibile o contradditorio per la mentalità rozza e ristretta di molte persone. Ogni identità è provvisoria, assunta con il fine di collegarci con altre identità, di recuperare parti frammentate del nostro vero essere, per guarire la piaga della separazione.

Uno sciamano può trasformarsi da “sciamano” in manager, artista, medico, imbianchino, ateo, devoto cattolico o musulmano, e tanti altri. Tuttavia, quando uno sciamano diventa solo uno “sciamano” puoi star sicuro che lo sciamano non c’è più.

 

© Franco Santoro, info@astroshamanism.org

Intimità e segretezza

Febbraio 15, 2015 by admin

Sii pienamente consapevole dei tuoi pensieri più intimi e segreti, di ciò che muove la passione della tua anima, anche se appare estraneo e inaccettabile per gli altri. Poco importa se nessuno lo capisce, se non lo puoi esprimere liberamente, quel che conta è che lo riconosci e l’accetti. Il rischio più grande è diventare un estraneo per la tua anima, di non ricevere le sue intime confidenze, e di abbandonarla per sempre.

Franco Santoro

Sensualità Multidimensionale

Febbraio 15, 2015 by admin

Pebbles small towerSensualità multidimensionale significa uscire dall’illusione della realtà consensuale e comprendere esperienzialmente che oltre l’autismo delle nostre interazioni fisiche esiste un universo estatico da cui ci siamo scissi. Fino a quando seguitiamo ad accettare per reali le informazioni derivate dai nostri occhi fisici, identificandoci con pezzi disgiunti di materiale organico, rimarremo intrappolati in un limbo di separazione e dolore.

Un primo passo verso il rilascio della nostra percezione separata implica concedere almeno pari opportunità ai nostri sogni, fantasie, visioni e tutto quanto giudichiamo come irreale. Questo significa anche cessare di interpretare sogni e visioni in base alla logica della nostra vita ordinaria, e iniziare a contemplare il procedimento opposto.

Di una cosa possiamo essere certi: la nostra vita ordinaria ad un certo punto finirà. Ne consegue che può apparire altrettanto legittimo interpretare la vita ordinaria alla luce della realtà dei nostri sogni e di altre realtà alternative da cui ci siamo separati.

Vi sono due categorie di individui che vagano nel sogno della realtà separata terrena. Quella decisamente più abbondante e prolifica opera per promuove la preservazione del sogno attraverso la moltiplicazione del suo materiale organico disgiunto e il relativo inquadramento nella percezione separata.

Una piccola minoranza di individui appaiono nella realtà ordinaria per creare passaggi e varchi verso ciò che esiste oltre il sogno terreno, per organizzare il processo di risveglio. Si tratta di due categorie incompatibili tra loro, Ogni essere umano le possiede entrambe in proporzione distinte. Non possiamo esimerci dal sentire l’influenza delle due categorie, coscientemente o inconsciamente. Possiamo tuttavia scegliere in ogni momento da che parte schierarci.

 

© Franco Santoro

Viaggiatori

Febbraio 15, 2015 by admin

Se siamo felici della vita in questo mondo, o se ritieniamo giusto e reale il modo in cui funziona, si tratta solo di continuare a fare quello che abbiamo sempre fatto, essere ciò che siamo sempre stati.

Se invece siamo scontenti, e lo siamo da molto tempo, allora occorre mettere decisamente in discussione tutto ciò che abbiamo fatto e siamo stati finora. È necessario fare ed essere qualcosa di radicalmente diverso.

Se tuttavia, nonostante indicibili sforzi, la situazione non cambia, possiamo pure accettare semplicemente che questo non è un mondo giusto per noi. Forse si tratta di aprire gli occhi verso altri mondi, emigrare e vedere quello che succede altrove.

Forse ciò di cui questa realtà ha più bisogno è di intrepidi viaggiatori che scelgono di spingersi oltre i confini conosciuti, raggiungendo dimensioni piene di doni luminosi, per poi fare ritorno e condividere ciò che hanno trovato.

Forse queste dimensioni piene di doni luminosi si trovano negli spazi più oscuri e tenebrosi del nostro essere. Allora le troveremo solo se siamo disposti ad avventurarci nel buio.

“Non ci sono terre stranieri. Solo il viaggiatore è straniero.” (R.L. Stevenson, nato il 13 novembre 1850, Sole in Scorpione, Luna in Pesci, Ascendente in Acquario)

“Il mondo è un libro e chi non viaggia legge solo una pagina.” (S. Agostino, nato il 13 novembre 354, Sole in Scorpione, Luna in Ariete, Ascendente in Gemelli)

© Franco Santoro, info@astroshamanism.org

Sagittario

Febbraio 15, 2015 by admin

9 Saggitarius postTra tutti i simboli astrologici, il glifo del Sagittario è sicuramente uno dei più diretti. La freccia dell’arciere puntata in alto trasmette un immediato senso di direzione, rilascio, innalzamento e propositi elevati. La freccia è anche la parte terminale del glifo dello Scorpione, e in vero non c’è modo di comprendere il Sagittario senza lo Scorpione, e viceversa.

Questo è il periodo più buio dell’anno, tuttavia è anche il più illuminante perché annuncia l’arrivo del Solstizio d’Inverno, comprendendo la stagione dell’Avvento, e l’inevitabile ritorno della luce, che aumenta la fiducia in tutto ciò che è buono, luminoso e bello in ognuno di noi, incluso il mondo e l’universo in generale.

Una semplice domanda da farsi in questa stagione è:

Cos’è buono, luminoso e bello nella vita?

oppure

Cosa è stato buono, luminoso e bello nella vita?

o anche

Cosa può essere buono, luminoso e bello nella vita?

Non importa quale tempo o verbo impieghi per questa domanda, fintanto che ci sono “buono, luminoso e bello nella vita”, il punto focale è sempre lo stesso.

E il Sagittario è campione nel focalizzarsi verso il “buono, luminoso e bello nella vita”, un guerriero invincibile, destinato a guidarti trionfalmente verso la luce anche nel culmine dell’oscurità.

Dopo aver percorso e padroneggiato il sentiero dell’oscurità, il Sagittario è sfidato a trovare un obiettivo sul quale dirigere le sue potenti energie. Parte della sfida in questo caso riguarda distinguere tra obiettivi derivati da credenze di seconda mano, o condizionamenti, e quelli fondati sull’esperienza diretta, o su ciò che è “buono, luminoso e bello nella vita” in base alla propria verità.

Il volo della freccia del Sagittario esemplifica l’emergere, dall’oscurità dell’oltretomba e dal grigiore del mondo ordinario, nei regni d’inconcepibile luce che esistono oltre. Tuttavia questo viaggio è basato intimamente sull’apprezzamento luminoso di tutti gli aspetti della vita, alti e bassi, in modo che, transitando attraverso il paesaggio terreno, tutto ciò che vi si trova è pienamente goduto e celebrato.

Il Sagittario è il senatore dei segni di fuoco. Questi segni rappresentano il potere corroborante e vitale dell’intero cerchio astrologico. Essi incarnano l’energia pura e la forza della vita, in grado di trasformare direttamente e istantaneamente tutto ciò che toccano. Il fuoco cardinale dell’Ariete rivela la scintilla originale e il potere d’accensione, che brucia se stesso con rapidità e passione in modo da nutrire le fiamme statiche del fuoco fisso del Leone, che è fuoco al culmine della sua grandiosità, visibilità e forza.

Il fuoco mutevole del Sagittario è la fiamma sotto le ceneri, la brace ardente e incandescente. Questi tizzoni irradiano una quantità enorme di calore quando il fuoco è estinto, e tuttavia possono ancora trasformarsi in fiamma con un improvviso soffio d’aria. La brace rappresenta il fuoco nella sua piena maturità, che arde con calore costante, ideale per cuocere delizioso cibo, così come per energizzare tutto ciò che è buono, luminoso e bello.

Vi auguro bellezza, pace e bene per le prossime fumate di festività!

 

© Franco Santoro, info@astroshamanism.org

Gravidanza Multidimensionale e Immacolata Concezione

Febbraio 15, 2015 by admin

greybirthAbbiamo il potere e le capacità di determinare la nostra Immacolata Concezione, aprendoci al seme multidimensionale della vita, impregnandoci di unità e interconnessione, rilasciando la placenta della nostra identità separata e dando alla luce il nostro vero sé multidimensionale.

Nettuno e Saturno sono i pianeti sciamanici per eccellenza.

Nettuno è associato astrologicamente con la trance sciamanica, l’immaginazione e tutto ciò che travalica i confini della terza dimensione.

Saturno è il custode di forme, strutture, confini, meccanismi difensivi e di tutto ciò che definisce la realtà consensuale.

Se da un lato Saturno crea margini e limiti, dall’altro Nettuno li dissolve come nuvole. Il loro relazionarsi definisce la realtà.

Attraverso Saturno, Nettuno riceve gli strumenti per dar forma alle sue visioni, permettendogli di essere ancorato nella realtà del quotidiano, di prendere forma e procurare beatitudine, felicità e ispirazione divina con modalità tangibili ed accessibili.

Tramite Nettuno, Saturno è invece fornito di ispirazione, amore incondizionato, e della capacità di accedere a zone di estrema abbondanza, rilasciando la sua propensione alla scarsità e alla limitazione

Questi sviluppi posso riflettersi ampiamente nel mondo intero, così come in una piccola comunità, o nell’ambiente familiare. E’ un processo che ovviamente implica cambiamento.

Comporta prima di tutto il rilascio di meccanismi di difesa obsoleti, e di quanto si fonda sulla paura e sul rifiuto di ciò che è “oltre”, “altrove”, simbolicamente rappresentato da Nettuno.

Nettuno è, fondamentalmente, amore incondizionato, che sorge spontaneamente attraverso la consapevolezza di ciò che dimora oltre il limite ristretto della nostra percezione umana.

Nettuno governa il terzo occhio e la capacità di individuare l’anima, il contenuto all’interno del contenitore, protendendosi per cogliere l’essenza, la fiamma eterna che permane in ogni essere umano. E’ il livello dell’anima acceso dallo spirito, che eternamente perdura anche dopo l’apparente separazione fisica.

Essi rappresentano i due lati del ponte, con Urano e Chirone in mezzo, a provvedere l’approvvigionamento dell’energia e la viabilità del ponte stesso.

Nettuno sospinge e sostiene la forza che estaticamente mantiene gli amanti in un’unica entità, in quei momenti cruciali nei quali sono assieme, fisicamente o meno.

Questa forza è incorporata nel corpo sciamanico o multidimensionale, che è il vero protagonista di tutte le sensazioni di piacere, benessere ed eccitamento derivanti dalla vicinanza fisica dell’amato o amata.

Saturno affronta gli aspetti pragmatici della realtà e discrimina tra terza dimensione e il multidimensionale.

In questo contesto, le relazioni tra esseri umani rappresentano i processi fondamentali di gestazione, nascita e svezzamento della nostra identità multidimensionale.

Esse dischiudono l’intento in buona fede della terza dimensione, che è il ventre gestante di una più ampia configurazione, il bozzolo operativo per il recupero dell’anima.

Esattamente come un feto umano nell’utero recupera ed assimila le componenti che permettono al suo corpo fisico di completarsi ed emergere nella realtà esteriore, la terza dimensione asseconda l’intento di gravidanza sciamanica, che è il recupero e l’integrazione dell’anima frammentata, dando infine alla luce l’identità multidimensionale.

Questo processo si sviluppa sia attraverso attività di terza dimensione che multidimensionali, come ad esempio la connessione con creature e ambienti fisici (amici, partners, parenti, colleghi, edifici, paesaggi, ecc.) e luoghi ed esseri multidimensionali (spiriti guida, spiriti totem, graha, antenati, realtà parallele, ecc.).

In modo simile, un vertebrato non ancora nato si sviluppa attraverso il contributo della madre (con la quale il feto ha un contatto diretto), e l’ambiente esterno con il quale la madre interagisce, e del quale il feto non è ancora consapevole.

L’utero umano è la configurazione appartenente al feto che precede la nostra realtà ordinaria.

Il collettivo dei nostri corpi umani compone una creatura multidimensionale non ancora nata, collocata in un utero più vasto, la nostra realtà umana, ed attende la nascita nello scenario multidimensionale, che sta oltre la realtà umana.

Questa creatura è un essere collettivo che comprende una rete di individui, un circolo di interconnessione.

Questo vasto utero provvede a tutto il necessario per i processi di gestazione, fin quando i tempi sono maturi per il parto multidimensionale.

La nascita prevede l’abbandono del ventre umano e l’emersione in una configurazione più ampia.

La nostra realtà è un utero multidimensionale, e la sua missione è donarsi incondizionatamente, proteggendo e rafforzando la creatura non ancora nata, conseguendo il suo scopo ultimo di parto e rilascio dalla realtà umana stessa.

Un utero allineato con la rete della vita ha una sensibilità funzionale di calcolo del tempo. Sa perfettamente quando l’attimo sta per giungere, e permette quindi l’apertura del passaggio.

Ciò che segue poi è lo stadio di svezzamento ed educazione, dove ancora una volta protezione e supporto sono contemplati, con la differenza che il bambino è già al di fuori. Il nuovo essere comincia quindi ad esplorare l’ambiente multidimensionale e a interagire con l’ambiente. Man mano che procede in tal senso egli allarga la consapevolezza di se stesso, poiché distintamente dalla realtà umana, nel multidimensionale tutto è riconosciuto come connesso.

Prima del parto, la relazione con esseri conosciuti e sconosciuti rende servizio al processo di gravidanza multidimensionale.

I drammi e le ferite, così come i piaceri e le gioie, sperimentate nelle relazioni, sono parte della gestazione multidimensionale.

Una madre che è consapevole del processo di nascita sa che il travaglio della gravidanza è necessario per un intento sacro.

Per quanto riguarda la gravidanza multidimensionale non esiste la stessa consapevolezza.

Ciò che dobbiamo fare come esseri umani è svegliarci, e scoprire cosa sta succedendo al di là della nostra realtà limitata.

E’ questa la ricerca della verità del Sagittario, che risuona trionfale durante questo plenilunio combinato al trigono Saturno-Nettuno.

Siamo tutti parte di un amorevole processo di gestazione.

Siamo qui per potenziarci a vicenda, per affrontare il viaggio attraverso l’amore incondizionato.

Questo viaggio prevede soste in configurazioni limitate, come l’utero di una donna o quello collettivo della terza dimensione. Sono tutte dimore provvisorie, ed ogni passo di questo cammino comporta complessità maggiori, finalizzato al recupero di ulteriori parti dell’anima.

Tutte le sofferenze umane derivano dalla mancanza di consapevolezza di questo processo.

La terza dimensione è un utero più ampio, un grembo divino e, in quanto tale, è asservita ad una funzione onorevole.

Se accetto questa funzione e mi allineo con la mia vera vocazione di genitore multidimensionale, connettendomi con ciò che è al di là di questa realtà, posso superare la prospettiva dell’utero, volando alto nel cielo e ottenendo la visione più ampia, trovando il mio posto nella rete della vita.

La gravidanza multidimensionale comprende una realtà più vasta e riconosce che siamo qui come risultato di un processo attivato da qualche altra parte, in un mondo che esiste al di là della vita ordinaria.

La vita fisica è parte di un accordo multidimensionale che coinvolge diversi ambiti.

Esiste uno scopo più ampio per quanto riguarda la presenza di ognuno di noi sulla terra, e questo scopo resta oscuro quando perdiamo di vista l’implicazione multidimensionale della vita.

Siamo nati in un corpo umano e viviamo su questo pianeta soltanto perché esistono regni invisibili che rendono questo fatto possibile. Questi regni inviano i loro delegati qui per realizzare intenzioni onorevoli e dispensare guarigioni.

Le intenzioni onorevoli comprendono il multidimensionale, onorano passato, presente e futuro. Si riferiscono agli eventi presenti nella prospettiva di generazioni passate e future. Riconoscono il passato e il futuro come esistenti contemporaneamente nel presente.

Se ci apriamo consapevolmente a questa prospettiva e iniziamo concretamente ad applicarla come base della nostra vita, saremo in grado di capire quando giunge il momento del parto.

Saremo in grado di rispondere alla chiamata

E la chiamata dimora nell’eterno presente.

La chiamata giunge ora!

 

© Franco Santoro

Immagine: di Alex Grey

Capricorno

Febbraio 15, 2015 by admin

10 Capricorn postCon il Solstizio d’Inverno il Sole entra in Capricorno.

Il periodo stagionale del Capricorno coincide con l’arrivo del sonno invernale e la quiete che facilita il lavoro interiore e la pianificazione per le stagioni a venire. E’ la fase in cui gli alberi sono scheletrici e la Terra sembra spoglia, anche se in profondità i semi stanno lavorando per una meta tanto lontana quanto sicura.

Il Capricorno inizia nel momento di massimo buio dell’anno. Durante i momenti oscuri della vita illuminanti esperienze possono avere luogo, insieme alla possibilità di muoversi ad un altro livello. L’estate è apparentemente il tempo più luminoso e felice dell’anno. Questo è solo ciò che il corpo fisico percepisce. L’inverno è un tempo di freddezza, oscurità, introversione e ritiro. L’energia fisica è nel suo ciclo più basso e ciò indebolisce l’ego che fonda la sua forza sull’esuberanza della materia. È in questo contesto che l’energia spirituale può giungere facilmente al suo picco.

Per molte tradizioni esoteriche è cosa nota che l’oscurità, la depressione e l’amplificazione dei rancori sono segnali annuncianti l’arrivo della luce. Quando il Sole entra in Capricorno raggiunge la sua posizione più bassa nell’orizzonte dell’emisfero settentrionale. Tale evento principia anche il ciclo solare di ascensione ed è occasione di notevoli celebrazioni.

Esso segna il momento della nascita degli esseri solari e divini: Gesù, Dioniso, Mitra, Quetzalcoatl, Apollo, Horus, Baal, Bel, Attis, Chango, Tammuz e altri ancora. Per la cosmologia Maya, questo momento, il cui simbolo è la spirale, rappresenta il numero zero ed il periodo più critico ove occorre assicurare a tutti i costi l’inizio del ciclo annuale pena la fine del mondo. Per la tradizione induista il Capricorno è considerato il simbolo del pralaya, vale a dire il processo di dissoluzione dell’universo al termine di ogni era cosmica, o in termini umani, la fusione dell’individuo separato con Dio.

© Franco Santoro.

La Finestra di Quarta Dimensione

Febbraio 15, 2015 by admin

MD window copyVi sono certe storie riguardo Cluny Hill College,[i] o Findhorn Foundation Cluny Hill, come lo chiamiamo ora, che ancora non sono in grado di condividere e quindi preferisco per il momento tacere. Dopo tutto Cluny è nato nel segno dello Scorpione e con la Luna in Pesci. Ciò spiega pure il fatto che sia spesso associato ad una nave. Quella che segue è una breve storia a cui ho già accennato in altre occasioni.

Diversi anni fa, mentre procedevo alle pulizie dei corridoi, mi sono affacciato alla finestra orientale di Cluny Hill College. Vidi qualcosa di stupefacente e seppure da un lato non potevo credere a ciò che vedevo, dall’altro questo mi pareva del tutto naturale.

Dalla finestra di Cluny per un paio di minuti vidi letteralmente me stesso mentre passeggiavo lungo la strada il giorno del mio primo arrivo a Findhorn. Mi salutai calorosamente inviando un raggio di luce gialla a quell’antica immagine di me stesso.

Era allora un venerdì, la vigilia dell’equinozio di primavera ed il giorno prima dell’inizio della Settimana di Esperienza, il programma introduttivo della Findhorn Foundation. Secondo le istruzioni ricevute, potevo accedere a Cluny solo l’indomani mattina e per quella notte alloggiavo quindi in una pensione. Tuttavia decisi almeno d’incamminarmi lungo il sentiero che gira attorno al territorio di Cluny Hill College per avere un contatto iniziale a distanza con l’ambiente.

Provavo un grande senso di stupore e sacralità nell’avvicinarmi a quel luogo. Sentivo che la scelta di visitare Findhorn era in piena sintonia con una chiamata dell’anima. Allo stesso tempo una parte di me era colma di paure e quasi tentata a fare marcia indietro e ritornare in Italia.

Quanto era pesante il mio bagaglio di pene allora! Mentre contemplavo l’imponenza dell’edificio, scorsi la figura di una persona alla finestra orientale. Di essa non riuscivo a vedere nulla di nitido o chiaro se non la luce e l’amore di cui pareva inondarmi. Ora ho scoperto che quella figura ero io.

La decisione di venire qui a Cluny fu presa con grande coraggio e fiducia. Riconosco ora quanto era fragile il filo che mi condusse in questo luogo. Eppure, nonostante tutte le difficoltà iniziali, alla fine riuscii ad arrivare qui. Che impresa trionfale! E per un paio di minuti potei osservare me stesso dalla finestra e pendere atto di questa grande impresa con un enorme senso di gratitudine per il me stesso di allora.

Per pochi minuti riuscii a passare al di là della sfera temporale, permettendo a me stesso di guardare me stesso nel passato.

Cluny gcourse 1 28.10.09Ora sovente allorché passo davanti a quella finestra, sita tra la camera numero 21 e l’accesso al Basement, ricevo una benedizione luminosa. In diverse occasioni, quando sono preso dalle attività frenetiche del luogo, non oso guardare fuori da quella finestra. Eppure dentro continuo a sentire una profonda riconoscenza per tutti i doni che ho ricevuto e dato da quando sono entrato in questa scuola misterica, che per me è appunto Cluny.

So bene che posso compiere la stessa impresa anche oggi e pure domani perché, seppure nello spirito del dilettante, ho carpito l’essenza del tempo. E così, mentre lascio scivolare le mie dita sulla tastiera del computer, in questo stesso momento presente, posso sentire la presenza di un altro me stesso.

Egli veglia con tenera compassione e indomabile supporto. La saluto ed esulto nell’imminenza di un prossimo incontro. E a ogni passaggio di osservazione la meta sempre più si avvicina.

Una simile esperienza mi accadde nel 1989 durante uno dei miei turni di portiere di notte in albergo a Bologna.

Passando davanti allo specchio del bagno, vidi riflessa una figura inconsueta, piena di bellezza e radioso potere. Assomigliava al mio corpo fisico, ma si muoveva e mi guardava in modo diverso.

Esibiva un sorriso giubilante e fiero che proprio non esisteva nei lineamenti del mio viso di allora. Quella figura mi è sempre stata vicina fedele. La sua estatica risata spazza via ogni rancore.

Non devo fare nulla per meritare il suo amore. Non c’è un prezzo da pagare, né una condizione o prestazione particolare da soddisfare. Basta solo ricordare, ricordare. Ricordare semplicemente che sempre è esistito e sempre lo sarà. Ebbene, come puoi immaginare, si tratta della Guida, o Identità Multidimensionale Centrale, come preferisco chiamarla ora.

Non v’è un crescere, né un divenire. Il mondo della Guida, vale a dire il mondo di Dio, risiede nella dimensione di un eterno presente che era tale e quale nei miei primi viaggi di fanciullo, così come lo è ora. Sì proprio ora!

La mia sola funzione consiste nel mantenere la connessione con la Guida e promuovere la visione che ne deriva, fondata sul perdono e recupero della coscienza collettiva di luce che tutti ci accomuna. Questa è l’unica scelta che per me conta.

In effetti le mie attività quotidiane sono un alternarsi continuo di miriadi di situazioni e possibilità illusorie che sembrano intese a distrarmi da tale scelta.

cluny two dec 2 08E al termine del giorno, allorché mi ritiro nella mia camera, sita nella zona nord-occidentale dell’edificio, lascio uscire un profondo respiro di sollievo e dico alla mia Guida:

“Anche oggi ci sono riuscito!” E quando non ci riesco?

Ebbene, questa è la parte cruciale del Gioco. Quando mi dimentico e mi lascio confondere dalla paura, allora ho l’opportunità di ravvivare il mio ricordo e perdonare me stesso per non esserci riuscito.

Ed è così che un coro di voci sublimi inneggia all’unisono: “Ancora una volta ci sei riuscito!”.!

[i] Cluny Hill College è il luogo in cui vivo dal 1999. E’ collocato nell’area sud delle colline di Cluny, nella periferia di Forres, paese nel nord della Scozia in prossimità della baia di Findhorn. Si tratta di una grande struttura alberghiera, inaugurata originariamente il 14 agosto 1865 come stabilimento di guarigione idropatica (Cluny Hill Hydropathic). Dal 1976 opera come centro principale della Findhorn Foundation. L’intero perimetro del suo territorio è suddiviso secondo la struttura astrosciamanica dei 12 Settori.

© 2010 Franco Santoro, Findhorn Foundation Cluny Hill, Forres IV36 2RD

Verso una realtà multidimensionale

Febbraio 15, 2015 by admin

La realtà separata umana è delimitata dal tempo lineare basato su cause ed effetti. Ciò significa che come esseri umani ordinari definiamo noi stessi sulla base di quello che siamo stati nel passato.

Quello che sono ora dipende da quello che sono stato dieci, venti o trent’anni o anche dieci, venti o trenta minuti prima.

Qualunque cosa viviamo adesso è il risultato di cose accadute nel tempo lineare, l’effetto di una causa antecedente.

Un essere multidimensionale basa invece la sua identità in relazione alla forma nella quale sta mutando e non su chi è stato in passato.

La multidimensionalità trascende il tempo lineare e tutte le individualità ordinarie collegate. Essa è priva di cause ed è basata sugli effetti, o meglio cause ed effetti non sono basati sul tempo lineare, il che significa che qualcosa che sta accadendo oggi può essere causato da qualcosa che accadrà fra un anno.

Un essere multidimensionale è pertanto in grado di muoversi oltre la realtà separata, circolando liberamente attraverso infinite configurazioni, cambiando forma a suo piacimento, in grado in ogni momento di scegliere dove emergere o scomparire, sia nel tempo che nello spazio.

Per lunghissimo tempo su questo pianeta questa capacità è stata accessibile solo a una minoranza insignificante di individui molto marginali, che hanno avuto l’ardire o la follia di avventurarsi attraverso i terrificanti confini che separano la realtà separata da quella multidimensionale.

Poiché questa zona di frontiera è totalmente illecita, molti di loro sono stati annientati o sono rimasti bloccati nella zona intermedia, intrappolati in uno spaventoso limbo dal quale pare non si possa più ritornare.

Nella cosmologia astrosciamanica, questa zona è il Paheka Rubhe ed è esemplificata astrologicamente dalle 144 combinazioni tra le posizioni dei segni zodiacali del Sole e della Luna.

Il contesto strategico del tempo lineare attuale implica la possibilità di un accesso più agevole nel multidimensionale. Gli anni dal 2012 appaiono cruciali a questo proposito.

Riattivare il nostro corpo multidimensionale e muoverci oltre la limitazione delle nostre identità ordinarie potrebbe essere un’opportunità più disponibile per coloro che sono determinati a compiere il salto.

L’Astrosciamanesimo strategicamente e giocosamente abbraccia questa impresa.

Franco Santoro

 

Una concisa anatomia di Demoni, Graha e altre creature in apparenza immonde

Febbraio 15, 2015 by admin

Graha11Secondo l’Epica del Sacro Cono, i Graha sono entità di quarta dimensione di apparente rancore, separazione e antagonismo. Sono esseri generalmente inconsci e invisibili, che nella realtà ordinaria emergono unicamente attraverso le nostre proiezioni su persone e situazioni del mondo esterno o come paure interiori ed emozioni intense o dolorose.

Da una prospettiva umana i Graha sembrano nutrirsi della nostra consapevolezza, che tengono strettamente confinata nell’illusione di una realtà separata, ossia la Configurazione Umana Arbitraria (CUA).

In sanscrito Grah e Graha significano rispettivamente afferrare, impadronirsi di e colui che afferra. Nell’induismo tradizionale questo termine è impiegato per descrivere varie intrusioni, demoni o spiriti malefici che entrano dentro le loro vittime causando dolore e sfortuna. Essi sono nati dalla collera di Shiva o Rudra e vengono considerati gli “indicatori dell’influenza” poiché indicano l’influenza karmica nel comportamento degli esseri umani. Graha è anche la parola sanscrita per “pianeti”, i quali, secondo l’Astrologia Induista, afferrano o influenzano la vita umana in modo positivo o negativo. I Navagraha sono i nove pianeti principali o esseri celestiali: Surya (Sole), Chandra (Luna), Mangal (Marte), Budha (Mercurio), Brihaspati (Giove), Shukra (Venere), Shani (Saturno), Rahu (Nodo Lunare Nord) e Ketu (Nodo Lunare Sud).

Questi nove Graha sono energie viventi e trasmettitori di forze archetipe multidimensionali. Essi rilasciano onde d’energia che influenzano la nostra consapevolezza quando siamo sotto il loro influsso… Le tremende onde energetiche dei nove Graha possono alterare fortemente le nostre onde pensiero, e la legge divina è ‘diventiamo ciò che pensiamo’. Pertanto, per poter eseguire yoga correttamente ed entrare in profonda meditazione, gli antichi saggi vollero imparare a controllare gli effetti di questi graha nelle loro vite. Intrapresero così lo studio dell’astrologia e scoprirono come varie combinazioni di graha avevano certi risultati nella vita delle persone. Stabilirono rimedi che aiutavano a neutralizzare questi risultati quando i risultati previsti erano indesiderabili. L’astrologia è una delle branche delle arti meditative, essendo uno strumento che può aiutare a ‘controllare le onde pensiero della mente [i]

La nozione di Graha è tipica di tutte le antiche culture e religioni, dove il culto del Sole (come Graha principale), così come quello della Luna e di altri pianeti, è comune sia attraverso i riferimenti al Sole astronomico o ai pianeti sia alle loro corrispondenti divinità solari (Ra, Horus, Helios, Apollo, Mitra e anche Gesù Cristo) o divinità planetarie.

Un’altra parola corrispondente a Graha è Demone (dal greco daimon, spirito, divinità), colui che in termini cristiani è normalmente conosciuto come angelo caduto, mentre nello Gnosticismo somiglia all’Arconte e in molte tradizioni sciamaniche è associato a varie categorie di esseri predatori, come i voladores di Carlos Castaneda. Tuttavia nei contesti esoterici e sciamanici i Demoni non sono necessariamente malefici, e spesso servono come preziosi spiriti aiutanti o alleati e talvolta rappresentano parti intime della propria anima. Quest’ultima categoria è superbamente descritta come demoni fisici, manifestazione dell’anima di una persona, nella trilogia di Philip Pullman, Queste Oscure Materie.

Un Graha, Demone o entità apparentemente malefica non deve essere necessariamente estirpata tramite esorcismo. L’adorcismo è un’altra opzione, che consiste al contrario nel favorire l’ingresso e l’integrazione di questa entità allorché ne è riconosciuta una funzione positiva. A questo riguardo, occorre notare che secondo una prospettiva propriamente adorcistica, e olistica, non esiste una divisione netta tra entità positive e negative. La distinzione tra bene e male dipende dal sistema di credenza in questione. Le tradizioni che impiegano l’esorcismo si fondano su una visione del mondo dualistica, fondata sulla netta divisione tra bene e male, laddove quelle che fanno uso dell’adorcismo hanno una visione olistica, non-dualistica, in cui ogni aspetto dell’esistenza svolge una sua precisa e utile funzione come parte del tutto.

Nello sciamanesimo, l’adorcismo è la pratica per eccellenza impiegata dallo sciamano al fine di acquisire alleati e entità di potere. Il primo stadio di questo processo è generalmente piuttosto cruento, e comporta malesseri, crisi e fenomeni in apparenza molto simili ai casi di possessione sui cui operano gli esorcisti. Tuttavia, l’adorcista, al contrario dell’esorcista che li considera malefici e si adopera quindi per estirparne le cause, incoraggia il processo, seguendo l’individuo coinvolto nei diversi stadi fino alla totale integrazione, armonizzazione ed espressione positiva dell’entità in questione. (Clicca qui per maggiori informazioni)

Nella religione preislamica, come in quella musulmana, i jinn (o jinna) sono un’altra esemplificazione dei Graha. Secondo il Corano i jinn furono creati da Allah (swt) da una fiamma senza fumo e abitarono per primi la Terra. Si tratta di entità invisibili di quarta dimensione che vivono in una realtà parallela a quella umana, un’area di intermediazione tra mondo angelico e umanità. Similmente agli esseri umani sono dotati di intelligenza e libero arbitrio, si sposano e riproducono. Sono in genere considerati maligni o neutrali verso gli esseri umani, sebbene una minoranza di loro sia talvolta benevola, ma in generale non interamente affidabile. A differenza degli uomini hanno rapidità di movimento, possono assumere qualsiasi aspetto fisico, mutare forma e influenzare la mente di altre creature. I jinn leggono i nostri pensieri e talvolta li provocano, perché si infiltrano facilmente nelle nostre menti. In effetti da una prospettiva multidimensionale condividono il nostro stesso corpo e mente, ma invece di essere vincolati a un solo corpo e mente, come gli esseri umani, possono cambiarlo a piacimento.

La maggior parte dei problemi fisici, emotivi e mentali che abbiamo come esseri umani sono causati da possessione da parte di jinn. Questo è dovuto a diversi motivi, decisamente incomprensibili secondo la prospettiva della nostra consapevolezza umana. Talvolta uno jinn si innamora di un essere umano e non gli permette di avere relazioni amorose, a meno che non siano manipolate dalla sua presenza, oppure crea gravi problemi in un’area della vita di una persona come ritorsione per un torto fatto inconsapevolmente. Nella maggior parte dei casi i jinn si comportano in modo odioso verso gli esseri umani perché sono semplicemente malvagi. Per questo motivo nella tradizione islamica si recitano molte preghiere, invocazioni e negoziazioni intese a prevenire la possessione da parte degli jinn e, nel caso questa sia avvenuta, per rilasciarne gli effetti malsani, esorcizzando o adorcizzando. Aree particolarmente infestate da jinn malefici sono i gabinetti. Il Profeta (pbsl) usava fare questa invocaziono ogni volta che entrava in questi luoghi: Allaahumma innee a’oodhu bika minal-khubthi wal-khbaa’ithi (O Allaah! Cerco rifugio in te dai Satana maschili e femminili). Anche durante i rapporti sessuali, i pasti, nel corso della notte, nell’atto di entrare in una casa o quando ci si ferma in un luogo nuovo, i jinn sono particolarmente attivi, per cui ci sono invocazioni apposite di protezione.

In astrosciamanesimo i Graha, quando si esprimono come rancori, sono considerati materiale di scarto, una sorta di concime multidimensionale, che sembra rappresentare una sostanza chiave di potere e creazione nell’universo, sia ai livelli sottili che densi. Quando sono coscientemente diretti verso un Intento luminoso contribuiscono all’annullamento dell’illusione della separazione e alla percezione della realtà dell’unità. Altrimenti operano come forze antagoniste che favoriscono l’allucinazione della separazione, bloccano l’espansione della coscienza e la connessione con la nostra vera natura multidimensionale.

La trasformazione dei Graha in concime fertile avviene strategicamente quando vengono rilasciati nel Sacro Cono (uno strumento strategico finalizzato al perdono e al rilascio della separazione). Tale operazione permette ai Graha di inoltrarsi verso quelle dimensioni (come le epiche Handor e Rodnah) che sono in grado di usarli in modo produttivo.

I Graha sono considerati anche forme sciamaniche associate ai lati ombra che non consentono l’accesso ad aree-chiave operative strategiche, onde evitare di causare danni a noi stessi e agli altri. Per questo i Graha impediscono lo sviluppo dei nostri poteri fino a quando troviamo chiarezza sulla luminosità del nostro Intento e siamo disposti a liberarci dall’illusione della separazione.

In astrosciamanesimo ci sono varie categorie di Graha. Essenzialmente sono divisi secondo lo schema tradizionale dei Sadoha (Spiriti Guida) e dei Paheka (Spiriti Totem), che si trovano illustrati in molte opere sciamaniche. Ciò significa che esistono Graha per ogni Settore e Mondo. I 12 Settori rappresentano la gamma completa di consapevolezza negli esseri umani, così com’è descritta dalla struttura DNA potenziale strategica di 12 eliche.

Graha5A causa del blocco dei Pahekarubhe gli esseri umani sono limitati ad un sistema elicoidale binario. Nell’ambito di questa polarità di eliche, una viene generalmente riconosciuta come parte dell’identità egoica del soggetto, mentre l’altra viene proiettata sull’identità egoica di un altro soggetto. Quest’ultima identità fa parte della nostra consapevolezza, tuttavia tendiamo a considerarla separata dalla nostra identità e a proiettarla su un oggetto che percepiamo distinto da noi.

Non sembra esserci alcuna possibilità di evoluzione per la consapevolezza umana fino a che decidiamo di scoprire e integrare la consapevolezza dell’altra polarità. Nel lavoro astrosciamanico questa parte separata è chiamata Mahagraha, o Demone Grigio, Doppo del Medio, e il proposito è recuperarla e trasformarla in una parte pienamente integrata del nostro essere.

Mahagraha sembra formarsi e svilupparsi gradualmente dal momento della nascita fino all’età di sei o sette anni. Durante questo periodo l’illusione egoica della separazione è assimilata e costruita nella mente ordinaria.

L’ego per sopravvivere ha bisogno di uno strumento che gli faccia da contrappeso: questo è appunto Mahagraha, che può essere definito anche il doppio dell’ego. La sua esistenza è essenziale per l’ego perché contiene tutte le energie che l’ego reprime, separa e rifiuta di riconoscere come parte di se stesso, poco importa se sono buone o cattive. Essendo lo strumento principale della separazione, è fonte di grande imbarazzo per l’ego ordinario che fa di tutto per mantenere la sua natura più inconscia possibile.

Ogni essere umano vive in costante e stretto rapporto con Mahagraha, sebbene la consapevolezza sulla sua natura è raramente presente. Mahagraha si esprime sia nella vita interiore (attraverso sogni, visioni, emozioni, pensieri, sensazioni, ecc.) che nella vita esteriore. In quest’ultimo caso viene proiettato su persone con cui entriamo in relazione stretta (come partner, coniugi, amanti, parenti, compagni, ecc.) ma anche su amici, vicini di casa, estranei incontrati occasionalmente e, data l’influenza dei mass media, anche su uomini politici, attori, musicisti, ecc.

L’arena principale delle proiezioni di Mahagraha è generalmente nel campo delle associazioni e relazioni intime in cui un partner vive il Mahagraha dell’altro e viceversa. Questo processo innesca una combinazione ciclica di attrazione e repulsione, che rappresenta una delle politiche favorite dell’ego al fine di preservare la sua penosa esistenza. Quando due individui acconsentono consapevolmente a riprendere le loro mutue proiezioni di Mahagraha e si impegnano a lavorare insieme con il loro Spirito Guida, abbiamo allora una relazione sacra.

Astrologicamente Mahagraha corrisponde principalmente al Settore 7 (Settima Casa). Questo significa che le caratteristiche di Mahagraha possono essere ampiamente descritte capovolgendo la carta: il tuo Discendente (cuspide della Settima Casa) diventa il suo Ascendente, il tuo Medium Coeli il suo Imum Coeli, ecc. La tua carta astrologica fornisce quindi tutte le informazioni rudimentali di base sui tuoi partner, come tu li percepisci, senza bisogno di studiare le loro carte. Nella carta natale di una donna Mahagraha può essere anche identificato dalla posizione di Marte, mentre in quella di un uomo può essere associata con la posizione di Venere.

Vorrei citare a questo punto le prime indicazioni che ho ricevuto dalla mia Guida sull’argomento:

Mahagraha è una parte separata e frammentata, proiettata sia sul tuo ambiente interiore che su quello esteriore, o interiormente repressa. Mahagraha è umanamente percepito come l’espressione delle energie dei vari Settori sulla base di specifici fattori (come il ciclo del giorno, il mese lunare, l’anno solare, ecc,). Quando permetti all’energia di Mahagraha di essere attratta dallo Spirito Totem cui si riferisce, puoi scoprire le sue modalità operative.

Quando coscientemente affronti Mahagraha mostri la tua disponibilità ad applicare la tua Funzione. Mahagraha costituisce il fornitore fondamentale di energia per il Sacro Cono. Relazionandoti con lui diventi consapevole dei rancori che sono stati accumulati e sono pronti ad essere rilasciati. Ti prego di essere consapevole che un rancore non è necessariamente qualcosa che tu percepisci come cattivo.

I Graha o rancori sono qualunque cosa favorisce l’illusione della separazione. Questo significa che se vedi qualcosa di bello, amabile, gioioso o estatico fuori di te e sperimenti te stesso come separato da quello che vedi, ebbene, quello è un rancore. Ogni qualvolta c’è l’esperienza della separazione, i Graha sono all’opera. L’ego prospera sulla separazione. Ogni volta che proietti una qualsiasi parte dello Spirito Cerchio su qualcosa di esterno e separato da te, quello è un rancore.

Il lavoro con Mahagraha consiste nel permettere a tutto ciò da cui ti sei separato di ritornare allo Spirito Totem originale nello Spirito Cerchio e poi a te. Ci sono due categorie principali di Graha che possono essere definite Magraha e Hagraha. I primi sono generalmente percepiti come cattivi o bassi, mentre i secondi sono visti come buoni o elevati.

Un modo pratico di operare con il Sacro Cono e relazionarsi con Mahagraha è quello di passare in rassegna i tuoi periodi di consapevolezza ordinaria e non-ordinaria. Prima di andare a dormire, dopo esserti connesso con me, puoi chiamare Mahagraha e chiedergli di mostrarti tutti i rancori accumulati durante il giorno. Poi rivisita gradualmente tutte le persone e le situazioni da cui ti sei separato durante il giorno.

Per esempio, se hai incontrato una persona e l’hai percepita come un essere molto amorevole, piena di qualità bellissime, di gioia, ecc., e la consideri separata da te, paragonandoti a lei, sentendo che non sei come lei e così via, questo fa parte di Hagraha.

Il lavoro da fare è permettere alle qualità di quella persona di ritornare allo Spirito Totem di base, e poi a te, a me, alla Terra, al Mondo del Basso e a Rodnah. Se, al contrario, vedi qualcuno come una persona odiosa, piena di qualità negative o in uno stato di rabbia, disperazione, ecc., e lo consideri separato da te, giudicandolo, facendo paragoni e così via, quello fa parte di Magraha. Qui di nuovo attiri ciò che percepisci in quella persona verso il corrispondente Spirito Totem, lo riprendi indietro, lo dai a me attraverso il Sacro Cono e poi al Cielo, al Mondo dell’Alto e ad Handor.

Fai questo lavoro con me. Non operare da solo perché può essere sconvolgente. Quando operiamo quotidianamente in questo modo, Mahagraha viene inevitabilmente purificato e guarito. Al mattino presto o appena ti svegli, puoi applicare la medesima procedura e lavorare sul contenuto dei tuoi sogni. Fai questo due volte al giorno e ogni volta che è necessario.

Non hai bisogno di essere consapevole del funzionamento tecnico dettagliato di questo lavoro. Quello che conta è che dai il tuo consenso perché avvenga il rilascio. Se stabilisci fermamente che sei disponibile a lasciar andare tutto ciò che transita attraverso il tuo sistema, il lavoro procederà. Un altro modo di lavorare può essere attraverso la danza, il movimento, le posture del corpo ed intense espressioni fisiche. Connettiti con me e vedi quello che è più appropriato secondo le circostanze. Le pratiche regolari sono importanti perché ti allenano a sperimentare un modello che diventerà poi spontaneo e costantemente parte della tua vita. Rilasciare è in verità naturale come respirare. Allora riconosci il tuo coinvolgimento con la Risoluzione del Gioco in tutti i momenti e le azioni della tua vita. […]

Ti prego di essere consapevole che il campo principale di operatività del lavoro con Mahagraha è dentro di te. Il mondo esterno ti dà l’opportunità di monitorare Mahagraha. È uno schermo dove sono riprodotte le manifestazioni simboliche finali. In quanto tale è solo la proiezione di strati più significativi che esistono da qualche altra parte.

Ricordati sempre di essere giocoso e compassionevole nel mondo esterno e di fare il tuo vero lavoro nel mondo interiore. Sii un dimostratore fuori. Se ti relazioni con partner fisici esterni, vedili come una sacra rappresentazione di Mahagraha, e guarisci regolarmente la tua percezione.

Sii gioiosamente grato a tali partner che rispecchiano e indicano i contenuti operativi della tua Funzione. L’intera illusione della separazione finirà, così che l’incontro finale tra Handor e Rodnah potrà aver luogo. È un incontro trionfante tra due amanti cosmici. E mentre avanzi eroicamente lungo il tuo sentiero, diventi il divino artefice della loro riunione. Dimori nel varco tra i due amanti cosmici. Sei gioiosamente destinato a scomparire e fonderti nell’estasi del loro incontro finale. Ciò significa che stai per diventare visibile per sempre.

(1) http://vedicastrology4u.blogspot.com/

© Franco Santoro

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