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Oltre il limbo

Febbraio 15, 2015 by admin

La realtà separata umana è delimitata dal tempo lineare fondato su causa-effetto. Come esseri umani ci definiamo sulla base di ciò che siamo stati. Quello che sei ora dipende da chi sei stato 10, 20 o 30 anni fa, o anche 10, 20 o 30 minuti prima.

Un essere multidimensionale fonda invece la sua identità in base alla forma in cui sta mutando in quel momento e non su chi è stato in passato. La multidimensionalità trascende il tempo lineare, gli spazi o le forme relative. Essa è priva di cause ed è basata sugli effetti, o meglio cause ed effetti non sono associati al tempo lineare. Questo significa che quanto ti accade oggi, o in un certo luogo, può essere causato da ciò che ti accadrà tra un anno, o da un’altra parte.

Un essere multidimensionale è pertanto in grado di muoversi oltre le realtà separate, circolando liberamente attraverso infinite configurazioni, cambiando forma a suo piacimento. Egli è capace in ogni momento di scegliere dove emergere o scomparire, sia nel tempo sia nello spazio.

Sulla Terra questa capacità è stata accessibile solo a una minoranza insignificante di sciamani e individui marginali che hanno avuto l’ardire di avventurarsi lungo i terrificanti confini che separano la realtà separata da quella multidimensionale.

Poiché questa zona di frontiera è assai pericolosa, molti di loro sono stati annientati o sono rimasti intrappolati in uno spaventoso limbo.

Riattivare il corpo multidimensionale, procedendo oltre la tirannia del tempo lineare, superando le barriere di confine tra realtà separata e unificata, è forse l’unico scopo della vita umana.

© Franco Santoro, 2014

In: Franco Santoro, Pronto soccorso multidimensionale: emergenze spirituali, mondi paralleli e identità alternative, Institutum Provisorium, 2020, pp. 27-28.

Giudizio

Febbraio 15, 2015 by admin

malikiL’esistenza talvolta mette in atto una modalità molto efficace, seppure dolorosa, per liberarci dai pensieri di odio, disprezzo e giudizio verso alcune persone.

Essa consiste nel metterci a nostra insaputa in circostanze tali da comportarci esattamente come quelle persone.

Ogni volta che esterniamo sentenze irrevocabili su quel che è sbagliato negli altri, questa modalità programma una serie lenta e complessa di eventi, fino a quando giungerà il momento in cui riconosceremo il nostro dito puntato contro noi stessi.

Esiste anche un’altra modalità, la più efficace e indolore, che non necessita di alcuna programmazione, poiché si può attualizzare immediatamente nel presente.

Essa consiste nell’astenersi sin da subito da ogni giudizio verso gli altri, rimettendo solo a Dio il potere di farlo.

Franco Santoro

Perdono

Febbraio 15, 2015 by admin

L’aspetto più arduo della funzione del perdono consiste nel perdonare se stessi per essere incapaci di perdonare.

Si tratta di smetterla di torturarci e sentirci negativi quando seguitiamo a provare rabbia, odio, repulsione, attaccamento ed altre intense emozioni verso persone e situazioni che hanno causato molta sofferenza.

Perdonare non significa essere al di sopra di queste emozioni, teorizzare che si tratta solo di proiezioni, analizzarne le cause psicologiche o karmiche, incensandosi di trita spiritualità e frasi già fatte di amore universale. Al contrario, è spesso vile e ipocrita operare in tal senso. Si tratta di riconoscere, se così stanno effettivamente le cose, che siamo autenticamente arrabbiati, che proviamo puro odio, anche se vorremmo tanto essere oltre queste emozioni.

Perdonare non significa minimizzare il nostro dolore, dare poca importanza a quel che è successo, chiudere un’occhio, tapparci la bocca e il naso.

Perdonare vuol dire prima di tutto riconoscere il dolore, la rabbia, la paura e altre emozioni incontenibili, astenendosi in alcun modo dal giudicarle, analizzarle, definirle e accettandole semplicemente per quello che sono, con l’umiltà di voler sinceramente sapere cosa sono. Quindi perdonare significa permettere quel che in noi soffre di parlare, di aprirsi, di lamentarsi, di esprimere tutto ciò che ha dentro.

Nella misura in cui non ci vendichiamo o volontariamente aggrediamo o danneggiamo chi riteniamo responsabile del nostro dolore, è completamente legittimo fare uscire la rabbia e l’odio verso chi ci ha fatto del male, anche se razionalmente o spiritualmente sappiamo che ciò non è propriamente vero.

Se non riusciamo a perdonare noi stessi per l’odio, la rabbia che sentiamo verso chi ci ha fatto del male, non riusciremo mai a farlo verso queste persone. E si tratta pure di accettare che forse non riusciremo mai in questa vita a cessare di provare rabbia o disagio verso alcuni individui. Questo anche perché se non l’accettiamo ritorneremo magari a incontrare tali persone in altri mondi e vite, per dimostrare a noi stessi che siamo in grado di perdonare, continuando a fallire miseramente in questa impresa.

Da parte nostra di tratta di perdonare noi stessi, di perdonarci per non essere in grado di perdonare gli altri, incluso noi stessi. Se riusciamo in questa impresa alla fine forse non rimane proprio niente altro da perdonare.

 

© Franco Santoro

Sciamanesimo “rispettabile” e sciamanesimo operativo, sebben “cialtrone”

Febbraio 15, 2015 by admin

indexLa tradizione sciamanica occidentale e mediterranea, a differenza di quella più esotica (asiatica, americana, africana o aborigena australiana), tipica del neosciamanesimo, è ben lungi dall’essere riconosciuta anche nell’ambito della spiritualità alternativa ed olistica.

Lo sciamanesimo, seppure il nome possa dare questa impressione, non è affatto una pratica esotica. Al contrario, essa fa parte intrinseca della natura umana. Nelle culture sopravissute all’imperialismo culturale occidentale, lo sciamanesimo fu praticato con trasparenza fino a tempi abbastanza recenti.

Queste culture sono il riferimento ispiratore di diversi ricercatori sciamanici, che ne hanno adattato le pratiche alla mentalità occidentale, proponendo insegnamenti e seminari.

Se da un lato è utile trarre ispirazione da queste culture, otterremo ben poco da un punto di vista puramente sciamanico se rimaniamo ancorati a modelli estranei alle nostre radici, senza confrontarci con il patrimonio spirituale che dimora dentro di noi.

Nell’occidente lo sciamanesimo, a causa delle persecuzioni e dei bandi messi in atto per qualche millennio dalle religioni ufficiali e dai sistemi di potere politico, ha sempre adottato sistemi alternativi e clandestini di espressione. Il più diffuso tra questi è stata l’espressione teatrale, veicolata mediante l’intrattenimento comico e drammatico. Laddove nelle culture in cui lo sciamanesimo era socialmente e spiritualmente accettato, gli sciamani erano figure che godevano di grande rispetto e onori, nell’occidente essi sono stati perseguitati, torturati, oppure fraintesi e beffeggiati.

Poiché non era possibile per gli sciamani occidentali, pena la tortura e l’uccisione, operare con il consenso sociale, politico e religioso, l’alternativa per svolgere la loro funzione di guarigione pubblica era l’espressione teatrale e artistica: giullari, danzatori, attori, musicisti, cantastorie, pagliacci, ecc.

In occidente, nelle nostre culture anglosassoni e latine, gli sciamani negli ultimi due millenni, per adempiere i loro servizi hanno dovuto mimetizzarsi, agire in incognito, facendo il possibile per non essere identificati come sciamani. Hanno accettato di essere perseguitati, fraintesi, beffeggiati.
Il paradosso è che in occidente, anche nell’ambito delle spiritualità alternative, che spesso s’inchinano dinanzi allo sciamanesimo esotico, le cose non sono affatto cambiate. Da un lato, così come accadeva in passato, c’è chi continua a osteggiare lo sciamanesimo considerandolo diabolico. Dall’altro, e questo è a mio vedere peggio ancora, ci sono individui, gruppi e siti in rete votati allo sciamanesimo che si permettono di giudicare, disprezzare e beffeggiare altri individui e gruppi che praticano lo sciamanesimo sostenendo che il loro sciamanesimo è falso o ciarlatano.

L’aspetto più preoccupante nella cultura occidentale non è l’ostilità verso lo sciamanesimo tipico delle religioni tradizionali, cui gli sciamani sono da millenni abituati, bensì lo sciamanesimo snob, corporativistico e fondamentalista, che rischia di essere il futuro flagello per lo sciamano occidentale.

Lo sciamano occidentale seguita ad operare in modo incognito, accettando umiliazioni, fraintendimenti e beffe. Egli non è interessato a ricevere riconoscimenti accademici, culturali, popolarità e apprezzamenti sociali. Il suo compito consiste semplicemente nello svolgere il lavoro di guarigione.

 

© Franco Santoro

I sogni sono memorie di vite future

Febbraio 15, 2015 by admin

sogni futuriI sogni sono memorie di vite future ed

eventi simultanei di vite parallele.

 

© Franco Santoro

Chi sono?

Febbraio 15, 2015 by admin

Non importa cosa succede, quante domande ti poni sulle situazioni e le persone della tua vita, esiste una sola domanda dalla cui risposta dipendono tutte le altre domande. La domanda è “Chi sono?”

Cerca di trovare una risposta da dentro, oltre ciò che pensi, hai letto o ti é stato detto, anche da persone dotte. Continua a ripetere questa domanda, anche se ricevi una bella risposta, del tipo “io sono luce” o “io sono amore”. Prendi atto di quel che arriva, ma non accontentarti di slogan o pensieri, chiediti che cosa vogliono dire veramente per te. Seguita a domandarti chi è che riceve questi pensieri riguardo ciò che sei. Cerca il soggetto della risposta alla domanda “chi sono?”

 

© Franco Santoro

Immagina un mondo…

Febbraio 15, 2015 by admin

Prova a immaginare un mondo al contrario in cui sensualità e sessualità, di qualunque tipo, e a condizione che non siano violente, sono il modo in cui gli individui si esprimono apertamente, nella vita sociale, pubblica e privata. In quel mondo sensualità e sessualità sono forme di comunicazione spontanee e naturali, così come nel nostro mondo lo sono il fare conversazione e parlare. In quel mondo, al contrario, parlare, usare parole, è un’attività molto intima, che si svolge solo con una o poche persone, in luoghi appartati e da cui alcuni decidono pure di astenersi completamente.
 
Inoltre, in quel mondo, la sessualità non ha conseguenze biologiche, mentre attraverso la comunicazione verbale si propaga la specie e si possono trasmettere malattie. Poi, sempre in quel mondo, ovviamente, le persone non provano alcun imbarazzo nel mostrarsi svestite e giornali, mass media sono pieni di nudi, mentre il linguaggio scritto è ritenuto indecoroso e appare solo in pubblicazioni vietate ai minori. Quindi, in quel mondo, ciò che stai leggendo ora è materiale pornografico.
 
Se sei in grado di immaginare un tale mondo, puoi star certo che da qualche parte esiste. Se ti trovi male in questo mondo, se hai fatto di tutto per migliorarti, ma ancora seguiti ad avere tanti problemi di comunicazione e la tua vita sessuale è assai complicata, forse potresti essere nel mondo sbagliato. Ma se sei in grado di immaginare il mondo che ti ho appena descritto, o qualunque altro mondo alternativo che ti aggrada, puoi star certo che da qualche parte esiste.

© Franco Santoro

Chi sei?

Febbraio 15, 2015 by admin

Project2L’aspetto più preoccupante della stragrande maggioranza dell’umanità consiste nel vivere senza chiedersi il motivo della propria esistenza, senza neanche porsi il problema o accettando ciecamente delle spiegazioni ridicole.

Se vivi senza chiederti chi sei o dando per scontato chi sei, in realtà non stai vivendo, sei già morto o sei diventato un computer o smartphone.

Se ti senti confuso, se hai le idee poco chiare su chi sei, su cosa stai facendo e dove stai andando, rallegrati! Questo è un segno che sei ancora vivo, che esisti. Sei uno dei pochi esseri umani rimasti in vita, una specie in via di estinzione, un barlume di speranza per questa umanità.

Franco Santoro

Semi di Luce

Febbraio 15, 2015 by admin

Uno dei motivi principali per cui molte persone non riescono ad esprimere il loro potenziale è del tutto legittimo e assai semplice: esse continuano a svolgere attività e a vivere in luoghi e con persone che non favoriscono o addirittura bloccano lo sviluppo dei propri potenziali.

Se ci tieni veramente al tuo potenziale, occorre che tu sia onesto fino in fondo con te stesso. Da quanto tempo ci stai provando? Cosa hai concluso? Queste domande necessitano di risposte pragmatiche. Nel caso non siano per te soddisfacenti, hai tre opzioni: lasciare perdere tutto, continuare a provarci ancora, oppure cambiare radicalmente il cerchio delle persone che ti circondano, aprirti a nuove connessioni, quello che fai nella vita, andare altrove.

Un seme per crescere necessita di particolari condizioni climatiche, che sono molto diverse secondo la tipologia del seme. Il tuo talento può non svilupparsi perché seguiti a volerlo fare crescere in un ambiente inadatto.

Se veramente vuoi sviluppare il tuo potenziale occorre che ti sbarazzi di tutto ciò verso cui ti appoggi per paura e compromesso, per compiacere persone, idee e costumi, di cui alla fine non ti interessa proprio nulla, proprio come a loro non interessi tu.

Una madre devota e motivata farà di tutto per proteggere il feto nella fase di gestazione e per prendersi cura del proprio figlio una volta che questi è nato. La gestazione e la cura verso i propri potenziali richiedono una devozione e motivazione molto più grande, specialmente in questo periodo storico.

I figli sono sempre nati in questo mondo, e continuano a nascere, ma i potenziali di luce sono regolarmente abortiti o capitolano subito. Il mondo necessita di individui pronti a tutto pur di dare spazio ai semi di luce di cui sono portatori. Da questi semi dipende il futuro dell’umanità e di ogni suo prossimo figlio.

Forse il più grande “sacrificio” che possiamo fare per i nostri figli non è tanto metterli al mondo e prenderci cura fisicamente di loro, bensì creare le condizioni affinché il nostro potenziale di luce trovi espressione e diventi disponibile per loro e per tutti.

Franco Santoro

Ostinazione e separazione

Febbraio 15, 2015 by admin

La miseria e ogni forma di dolore o conflitto nel mondo sono la conseguenza dell’ostinazione umana nel continuare a riconoscere solo un’identità separata, rimuovendo la consapevolezza della nostra natura multidimensionale e di tutte le identità esistenti in ogni universo parallelo.

Certo, può apparire un’ipotesi assurda, ma forse, dopo migliaia di anni di storia umana, è molto più assurdo continuare a sostenere il dogma di un’identità umana autonoma e separata, che può solo nascere, vivere e morire in questa realtà.

Franco Santoro

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