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Flatlandia

Marzo 6, 2015 by admin

260px-Flatland_coverFlatlandia: Racconto fantastico a più dimensioni è un libro classico del 1884, scritto da Edwin Abbott Abbott, nato a Londra il 20 dicembre 1838, con Sole in Sagittario, Luna in Acquario (9.11).

L’opera narra la vita di un abitante di un ipotetico universo bidimensionale che entra in contatto con l’abitante di un universo tridimensionale.

Chiamo il nostro mondo Flatlandia, non perché sia così che lo chiamiamo noi, ma per renderne più chiara la natura a voi, o Lettori beati, che avete la fortuna di abitare nello Spazio. Immaginate un vasto foglio di carta su cui delle Linee Rette, dei Triangoli, dei Quadrati, dei Pentagoni, degli Esagoni e altre Figure geometriche, invece di restar ferme al lor posto, si muovano qua e là, liberamente, sulla superficie o dentro di essa, ma senza potersene sollevare e senza potervisi immergere, come delle ombre, insomma – consistenti, però, e dai contorni luminosi. Così facendo avrete un’idea abbastanza corretta del mio paese e dei miei compatrioti. Ahimè, ancora qualche anno fa avrei detto: «del mio universo», ma ora la mia mente si è aperta a una più alta visione delle cose.

Flatlandia è una parabola della nostra realtà separata.

Noi viviamo in una realtà di terza dimensione.

Da questa prospettiva possiamo comprendere la seconda dimensione, ma non siamo in grado di capire la quarta dimensione.

L’atteggiamento umano verso la quarta dimensione è lo stesso che gli abitanti di Flatlandia, di seconda dimensione, hanno verso la nostra realtà di terza dimensione.

Inoltre, in Flatlandia, parlare o promuovere la conoscenza di dimensioni più ampie della seconda dimensione è condannato, proibito o ridicolizzato, così come lo è per noi esseri umani riguardo altre dimensioni superiori.

Osserva quella miserabile creatura. Quel Punto è un Essere come noi, ma confinato nel baratro adimensionale. Egli stesso è tutto il suo Mondo, tutto il suo Universo; egli non può concepire altri fuor di se stesso: egli non conosce lunghezza, né larghezza, né altezza, poiché non ne ha esperienza; non ha cognizione nemmeno del numero Due; né ha un’idea della pluralità, poiché egli è in se stesso il suo Uno e il suo Tutto, essendo in realtà Niente. Eppure nota la sua soddisfazione totale, e traine questa lezione: che l’essere soddisfatti di sé significa essere vili e ignoranti, e che è meglio aspirare a qualcosa che essere ciecamente, e impotentemente, felici.

Per il pdf dell’opera clicca qui.

Franco Santoro

Rossa o blu?

Marzo 4, 2015 by admin

indexNel film Matrix Morpheus porge a Neo due pillole: quella blu porta l’amnesia e il ritorno nel sonno dell’illusione della realtà separata, mentre quella rossa consente di rimanere svegli nella realtà multidimensionale e comprenderne la natura. In “The Defence of Gueneveve”, del poeta e artista inglese William Morris (nato il 24 marzo 1834), un angelo si presenta con due vesti, una rossa e una blu, chiedendo al protagonista di scegliere tra l’inferno e il paradiso. Poiché tradizionalmente il blu è associato con il paradiso, mentre il rosso sta per l’inferno, la scelta va verso il blu. Tuttavia l’angelo rivela che il paradiso è il rosso, mentre l’inferno è il blu. Anche in questo caso si esemplifica l’inganno e l’illusione della realtà separata, in cui i valori delle apparenze si ribaltano.

Esistono infinite motivazioni e possibilità di azione nel mondo, che tuttavia si riassumono in due uniche categorie: rossa e blu, unità e separazione, Luce e buio, realtà e illusione, Amore e rancore. Da una prospettiva illusoria non è facile distinguere tra le due categorie. Avendo una percezione distorta dell’esistenza, finiamo spesso con l’identificare la Luce in ciò che promuove esattamente l’opposto. Paradossalmente ciò che alimenta la separazione non sono tanto opere visibilmente negative e infernali. Queste ultime sono in genere condannate da tutti. Ciò che preserva l’illusione, con tutto il dolore che ne deriva, sono soprattutto idee e azioni ritenute comunemente positive e luminose.

L’illusione genera ignoranza, per cui anche se agiamo sinceramente per un fine di bene, permane un equivoco di base sulla natura dell’esistenza e di chi siamo veramente. Questo equivoco è promosso dai sistemi sociali e religiosi non importa quanto appaiono diversi tra loro. È inutile indicare la natura dell’equivoco e quali sono le idee e i comportamenti “positivi” che lo preservano perché ciò ci inserisce nella logica stessa dell’illusione, che consiste appunto nel rimanere nell’illusione per cambiarla.

Se ci guardiamo dentro intimamente, nella consapevolezza della nostra esperienza diretta della vita, rimanendo indifferenti alla pressione esterna, possiamo trovare allineamento con la realtà originale e comprendere quali sono le idee e i comportamenti che è necessario lasciare andare per risvegliarci…

Franco Santoro

Guardare e vedere

Marzo 4, 2015 by admin

Se quando guardi gli alberi, i fiori, il cielo, la terra, vedi “alberi”, “fiori”, “cielo” e “terra”, fai attenzione perché forse senza saperlo stai vivendo rinchiuso dentro un dizionario illustrato.

Quando credi di incontrare qualcosa o qualcuno quel che vedi sono solo nomi e descrizioni stampate nella tua mente.

A un certo punto il dizionario si chiuderà definitivamente e per te non ci sarà più via di uscita.

Forse ti rimane ancora poco tempo.

Allora prova oggi stesso.

Lascia perdere “alberi”, “fiori”, “cielo” e “terra”.

Inizia a vedere.

Franco Santoro

 

 

 

 

Gestione rituale dei conflitti

Febbraio 25, 2015 by admin

theatre2 copyNelle culture che un tempo riconoscevano e onoravano la presenza di realtà invisibili e multidimensionali esistono tre livelli di gestione dei conflitti tra persone. Questi livelli sono considerati nel lavoro di guarigione astrosciamanica e integrati nella realtà sociale contemporanea.

Il primo consiste nel verificare in base alle tradizioni locali e le leggi di un dato paese che cosa è legittimo o meno.

Se c’è una risoluzione armonica secondo i costumi e le leggi vigenti, si trova un accordo tra le parti che così si riconciliano.

Se invece questo non è possibile e continua a esserci forte tensione tra le parti, questa situazione è interpretata come estranea alla sfera umana, dipendente da altre realtà.

Si riconosce il conflitto come scenario attraverso cui antenati, spiriti e forze invisibili si esprimono.

Allora si opera in altre due sfere giurisdizionali.

Una sfera appartiene completamente a realtà accessibili solo mediante il sogno o stati non ordinari di coscienza.

Il rapporto conflittuale è esplorato secondo la prospettiva di realtà parallele o alternative dove le parti in gioco vivono situazioni in grado di apportare comprensione e guarigione riguardo l’effettiva natura del loro problema.

Nell’altra sfera, successivamente o meno, il conflitto è messo in scena ritualmente, permettendo alle entità dell’alto, del basso e di realtà parallele di agire in maniera esplicita e visibile.

Questo avviene in un luogo adibito al contatto con il verticale, un tempio o uno spazio sacro, dove si celebra un rituale, un atto teatrale sacro.

Le persone in conflitto diventano i catalizzatori di forze invisibili.

Esse iniziano a creare interazioni teatrali che ordinariamente possono sembrare completamente folli, cui assistono tutte le persone del villaggio.

In quel momento il conflitto non è più personale, e diventa la manifestazione di un conflitto multidimensionale, che mediante il rituale è compreso, liberato e guarito.

 

© Franco Santoro

In cerca di Natività

Febbraio 24, 2015 by admin

Madonna-And-Child-jesus-9761557-683-1000Il Solstizio d’Inverno e i successivi giorni del Capricorno, incluso Natale, sono sempre stati un periodo significativo poiché segnano l’ingresso nel nostro mondo separato di una divinità solare, un essere luminoso in totale armonia con Dio, una manifestazione perfetta della nostra vera natura multidimensionale sulla terra, di cui Gesù è portatore.

Il Cristo cui mi riferisco è un’eterna condizione multidimensionale, la rappresentazione della nostra vera natura, laddove l’ego, il sé separato, occulta la nostra vera natura. Nel corso della storia umana molti ricercatori hanno tentato di trascendere tale identità separata, causa d’ogni sofferenza e avversità.

L’ego in sé non è cattivo, quando definisce i confini dell’identità ordinaria di cui abbiamo bisogno per far fronte alla realtà quotidiana. Ma l’ego è la più gran calamità quando c’imprigiona in un sé separato, privo d’ogni connessione con gli altri e con l’infinità del nostro essere. Il modo migliore per trascendere l’ego è attraverso il sentiero del perdono, che è la strada del vero Amore, la via per scoprire la nostra connessione con Dio e con chi realmente siamo.

Ogni essere umano ha la capacità di sperimentare il vero Amore e la presenza di Dio. Per molte persone il termine Dio ha perso interesse ed è perfino considerato con repulsione e resistenza. Tra molte persone, inclusi anche individui spirituali, è talvolta inopportuno menzionare Dio, siccome potrebbe facilmente dare un’impressione sbagliata e causare pregiudizi. Questo accade perché alcuni concetti di Dio derivano da scritture e regole che forniscono una falsa immagine di Dio, che suscita paura, colpa e giudizio.

Questo è il Dio creato dall’ego, un falso idolo che ha lo scopo di mantenere il nostro mondo separato. Eppure esiste un altro Dio, il vero Dio, che è l’oggetto della nostra ricerca. Quando paura, colpa e giudizio sono all’opera, l’ego ha il comando e non c’è traccia del vero Dio, che è Amore incondizionato ed è sperimentato nel profondo dei nostri cuori, nel territorio interiore del nostro essere.

Non importa quale nome usiamo per definire Dio. Dio assume molte forme e nomi, e Cristo, Spirito Santo e Gesù sono solo termini specifici tra migliaia. Ciò che conta è ovviamente l’esperienza di Dio, non la forma che impiego per rivolgermi a Dio. Quello che la maggior parte delle persone sul sentiero cerca oggi non sono formalità spirituali, dottrine, guru o credi, ma sentieri d’esperienza diretta.

Cerchiamo una comunione diretta con Dio, un’esperienza diretta di Amore e la verità riguardo chi siamo. Il perdono è la via per lasciar andare il sé separato che blocca quest’esperienza, e svelare la realtà del vero Amore, che è Dio Stesso. È un sentiero che implica la risoluzione sistematica di conflitti e dualità, una strada che fermamente apre la via all’unità e all’abbandono di tutta la sofferenza del mondo separato.

Questi giorni di celebrazione sono potenti, poiché possono permetterci di portare nel presente la nascita di Cristo e di tutti gli esseri luminosi che hanno vissuto su questa terra. In questo periodo, mentre commemoriamo la Natività, celebriamo anche la nascita del Cristo in noi.

Gesù è rinato in noi quando ci volgiamo alla nostra interiorità e sveliamo la fonte interiore del vero Amore. Ogni volta che ci fermiamo e guardiamo dentro di noi, invitando la presenza di Dio, del genuino Amore, il Cristo è rinato in noi e la via del perdono si schiude con decisione.

Che cosa significa realmente fare rinascere Gesù in noi? Cosa vuole dire in pratica camminare lungo la via del perdono?

Questi termini possono sembrare talvolta astrazioni o concetti vuoti, suscettibili di malintesi e confusione, specialmente quando siamo coinvolti nei drammatici e gravosi problemi della vita di tutti i giorni. Fare rinascere il Cristo in noi significa dargli il permesso di guidarci fuori dalla miseria e dal dolore della nostra vita separata. Questo è il perdono. È la pratica continua di identificare noi stessi e tutto ciò che esiste soltanto con l’affetto e l’amore, esprimendolo attivamente, mentre lasciamo andare tutto ciò che gli è estraneo.

“Perdonare è semplicemente ricordare solo i pensieri d’amore che hai dato nel passato e quelli che ti sono stati dati. Tutto il resto deve essere dimenticato. Perdonare è ricordare in modo selettivo, non basato sulla tua selezione.” (UCIM, T 378)

Gesù è rinato in noi, e il perdono si rivela, quando cerchiamo Dio nell’intimo, quando ricordiamo chi veramente siamo, quando abbandoniamo la nostra identità illusoria e ci apriamo al luminoso mistero interiore. È rinato quando scegliamo di vedere il volto di Cristo in tutti i nostri fratelli e sorelle, inclusi noi stessi.

Il perdono è la pratica di mandare il Benocchio, che è l’opposto del Malocchio, e significa guardare gli altri attraverso gli occhi amorevoli dell’innocenza, senza vedere rancori e miseria. In questo modo tutti noi c’illuminiamo e risplendiamo in piena bellezza, non perché qualcosa di fisico è accaduto, ma semplicemente perché possiamo vedere gli altri senza le proiezioni di colpa e sofferenza che avevamo un tempo lanciato.

“Questo fratello che sta al tuo fianco sembra essere ancora un estraneo. Non lo conosci e la tua interpretazione di lui fa molta paura. E lo attacchi ancora, per mantenere indenne ciò che sembri essere tu. Tuttavia la tua salvezza è nelle sue mani. Vedi la sua pazzia, che odi perché la condividi. E tutta la pietà e il perdono che la guarirebbero, cedono davanti alla paura. Fratello, hai bisogno di perdonare tuo fratello, perché insieme condividerete la pazzia o il Cielo. E tu e lui alzerete gli occhi insieme con fede, o non li alzerete affatto.” (UCIM, T-19.IV.D.12)

Praticare il perdono significa scandagliare la nostra mente e il nostro cuore, in cerca di aree di rancore e sofferenza, e offrirle come dono a Dio. Con il Capricorno raggiungiamo l’apice dell’oscurità, della separazione e della densità, ma questa massima espressione delle tenebre è seguita dal trionfo della luce. È il periodo dell’anno che segna il culmine dell’oscurità, la quale arriva come un dono per essere benedetta dalla luce emergente.

“Il segno del Natale è una stella, una luce nell’oscurità. Non vederla fuori di te, ma splendente nel Cielo interiore, e accettala come segno che il tempo di Cristo è venuto. Egli viene senza esigere nulla. Non chiede alcun sacrificio di niente e di nessuno. Alla Sua Presenza l’intera idea di sacrificio perde ogni significato. Perché Egli è Colui Che ospita Dio. E tu non devi far altro che invitare Colui che è già lì, riconoscendo che il Suo Ospite è Uno, e nessun pensiero estraneo alla Sua Unità può dimorare lì con Lui.” (UCIM, T15, XI.2)

Perdonare significa esprimere la scelta risoluta di consentire il rilascio del dolore e della sofferenza. Ci rendiamo conto che non intendiamo tenerci ancora dentro i nostri rancori. Diventiamo consapevoli che non ci serve tenere questi rancori per dimostrare quanto siamo sfortunati, in che modo orribile qualcuno ci ha feriti o com’è disperata la nostra vita.

“Questo Natale dai allo Spirito Santo tutto ciò che ti ferisce. Permettiti di essere completamente guarito così che ti possa unire a Lui nella guarigione, e celebriamo insieme la nostra liberazione liberando tutti con noi. Non lasciarti nulla alle spalle, perché la liberazione è totale e quando l’avrai accettata con me la darai con me. Ogni dolore, sacrificio e piccolezza scompariranno nella nostra relazione, che è innocente come la relazione con nostro Padre, e altrettanto potente. Il dolore verrà portato a noi e scomparirà in nostra presenza, e senza dolore non può esserci sacrificio. E senza sacrificio, lì deve esserci l’amore.” (UCIM, T15, XI.3)

L’essenza del Natale è l’Amore. Lo Spirito si manifesta nel mondo separato attraverso la nascita di un essere umano luminoso. Ogni anno durante questo periodo l’energia del Cristo fluisce sulla terra, pervadendo il nostro mondo con il seme dell’unità e l’invito ad unirsi a Dio. Gesù è un esempio di quest’incarnazione, ma tutti noi lo siamo! Tutti noi possiamo diventare la manifestazione di Dio, i veicoli d’Amore in questo mondo. Non è un’impresa solitaria.

Dio e Amore sono unità, e la loro manifestazione è possibile soltanto quando ci uniamo insieme, riconoscendo lo stesso Amore in ognuno di noi. Non possiamo vedere Dio con gli occhi fisici, ma possiamo vedere i nostri fratelli e sorelle come realmente sono. Svelando la luce e l’amore in loro, Dio s’incarnerà in loro e scopriremo chi veramente sono. Quando vediamo la luce nei nostri amici, impariamo a riconoscere Dio che si esprime attraverso loro, e in questo modo impariamo anche a diventare consapevoli di come Dio opera in noi.

“Quando ti avvicini a un fratello ti accosti a me, e quando ti ritiri da lui ti allontani da me.  La Salvezza è un’impresa collaborativa. Non può essere intrapresa con successo da coloro che si disimpegnano nei confronti della Figliolanza, perché essi si stanno disimpegnando da me. Dio verrà da te solo finché Lo offrirai ai tuoi fratelli. Prima impara su di loro e sarai pronto per udire Dio. Questo perché la funzione dell’amore è una sola.” (UCIM, T4.VI:8).

Il perdono è l’arte di imparare a percepire tutte le nostre relazioni come una prova della nostra santità, invece che come una fonte di rancori. È lasciare andare l’immondizia che abbiamo proiettato sui nostri fratelli e sorelle, che è la stessa immondizia che abbiamo proiettato su noi stessi. È permettere al cielo stellato di penetrare l’oscurità del firmamento invernale, spargendo benedizioni su chiunque ci circonda, all’interno e all’esterno.

L’intero Zodiaco può essere esplorato dalla prospettiva del perdono, usando i 12 differenti segni come rappresentazioni di tutti gli aspetti della vita, di tutti gli altri, dentro e fuori di noi, lasciando andare i loro rancori e supportando il loro ritorno alla luce originale cui appartengono. In questo modo il Cristo è nato di nuovo in noi, perché è nato nuovamente in ognuno e in ogni cosa. Mentre entriamo in questo periodo festivo lasciamo che ogni albero di Natale, ogni decorazione che vediamo nelle strade, ogni volta che spediamo o riceviamo una cartolina natalizia, ogni momento in cui auguriamo Buon Natale a qualcuno o riceviamo i suoi santi auguri, sia una conferma che il Cristo è venuto in noi e, attraverso noi, a tutti e a tutto ciò che esiste.

Maràn Athà.

© Franco Santoro, info@astroshamanism.org

Immagine: dipinto di William-Adolphe Bouguereau

 

 

Settore Due, Primo Livello Base

Febbraio 24, 2015 by admin

TESTO GUIDA PROVVISORIO IN LINGUA ITALIANA PER IL PRIMO LIVELLO DELLA FORMAZIONE  OPERATIVA IN ASTROSCIAMANESIMO

©  1996,  2003 (quinta ed.), Franco Santoro, Cluny Hill College, Forres IV36 2RD, Scozia, Regno Unito, www.astroshamanism.org

 IL SETTORE DUE

S2j

Segno:  Toro (Taurus Tauro, Stier, Taureau)

Casa: Seconda.

Pianeta: 1) Venere, Terra. 2) Vulcano.

Raggio: quinto (conoscenza concreta/scienza), primo (volontà/potere).

 Elemento: Terra/Positivo.

Qualità: Fissa.

Direzione: Est.

Stagione: Primavera.

Spirito Totem: Rata Sahe Pah.

Stato epico: Brento, Otnerb.

indexAnimali:  hanno una forte connessione con la terra, stazze solide e ben radicate al terreno, e spesso buone voci. Bisonte (abbondanza, prosperità, preghiera), bue (bontà, calma), castoro (totem Luna del Ritorno delle Rane, sicurezza, comodità, fedeltà, affetto, pazienza, radicamento, equilibrio), elefante (forza, prosperità, potere), tartaruga (totem Madre Terra, pazienza, esperienza, servizio, perseveranza, sacrificio, stabilità, protezione), toro (potenza, energia sessuale, giustizia), usignolo.

Piante: le piante governate da Venere hanno di solito fiori attraenti e piacevoli, di colore bianco o rosa, profumi gradevoli, foglie lisce, frutti verdi e gustosi. Tipiche del Settore 2 sono soprattutto le piante che rivestono un valore pratico nella vita degli uomini, sia nutritivo che estetico, come gli ortaggi ed i fiori dei giardini. Avena, barbabietola, carruba (prosperità, amore), dente di leone, fagiolini, fragola, frumento, giglio selvatico (totem del Castoro, movimento, discriminazione), lino, mandorla, mela (amore, salute, protezione, pace), melissa, miglio, mirto, muschio, orzo, patata, rosa (perfezione, Sacro Cuore, rinascita mistica, fiore di Afrodite, amore), rosmarino, segale, soia, spinaci, zenzero, zucca (abbondanza, immortalità, microcosmo).

Minerali: agata, alabastro, argilla (totem Madre Terra, guarigione, preghiera forza, cerimonia, radicamento), creta, crisocolla (totem Castoro, purificazione, benessere, fortuna, forza, pace, salute, stabilità, radicamento), diaspro verde, eliotropio, giada (rigenerazione, dolcezza, perfezione, immutabilità), lapislazzuli, magnetite, smeraldo (forze terrene, attributo Venere, conoscenza segreta), zaffiro.

Spiriti: Anaele, Lucifero (Angeli). Coatlicue (Azechi). Ishtar (Babilonesi). Aine (Celti). Gianduia (Commedia dell’Arte). S. Simone, S. Matteo, S. Andrea (Cristiani). Bastet, Geb (Egizi). Afrodite, Ariadne, Astante, Dedalo, Dioniso, Europa, Efesto, Minotauro, Teseo (Greci). Brahma, Ganesha, Kubera, Lakshmi, Uma, Prisni (Indù). Freya (Nordici). Venere, Mitra, Vulcano (Romani). Oshún (Santeria). Ki (Sumeri). Ephraim (12 Tribù d’Israele).

Tarocchi: The Empress/L’Imperatrice (Venere), The Hierophant/Il Papa (Toro), King of Wands/Re di Bastoni – Princess of Wands/Principessa di Bastoni (Terra del Fuoco o Toro).

Anatomia: bocca, collo, gola, tonsille, ghiandole salivari, mascella, laringe, lingua, denti, tiroide, orecchi. Meridiano della cistifellea.

Associazioni: cibo, terra, giardinaggio, denaro, proprietà, risorse, terra, prosperità, forma fisica, materia, sensualità, bellezza, mobili, scultura, arte, architettura, musica.

Calendario: Natalis Romae – Nascita di Roma (21 aprile). Festa di Ishtar (22 aprile). S. Giorgio: patrono Inghilterra, Portogallo, Turchia, Germania, Barcellona, Genova, Venezia, Ferrara, Reggio Calabria, militari; S. Adalberto: patrono Polonia e Ungheria; Giorno di Aragona, Castiglia e León (23 aprile). S. Marco: patrono Venezia; giorno italiano della Liberazione (25 aprile). Nostra Signora del Buon Consiglio: patrona Albania (26 aprile). S. Zita: patrona cuochi (27 aprile). S. Caterina di Siena: patrona Italia, Canada, Roma, Siena (29 aprile). S. Giuseppe Lavoratore; giorno del Lavoro (1 maggio). Dos de mayo (2 maggio). S. Filippo Apostolo e S. Giacomo il Giusto: patroni Uruguay (3 maggio). S. Ciriaco: patrono Ancona (4 maggio). Festa cinese del Drago; S. Giuditta: patrona Germania (5 maggio). Festa greca di Artemide; giorno della Mamma (9 maggio). S. Cataldo: patrono Taranto (10 maggio). S. Isidoro l’Agricoltore: patrono Madrid (15 maggio). Savitu-Vrata; S. Andrea Bobola: patrono Polonia; S. Onorato: patrono pasticceri e cuochi (16 maggio). S. Ivo: patrono Bretagna; S. Celestino: patrono Isernia (19 maggio). S. Ferdinando; S. Bernardino di Siena: patrono Italia, L’Aquila (20 maggio).

Cinema: Opere con lieti fini, film erotici, natura. A.Arau, Come l’acqua per il cioccolato. G.Axel, Il pranzo di Babette. C.Ballard, Black Stallion. R.Benjamin, Casa, dolce casa! R.Bresson, L’argent. G.Damiano, Gola profonda. F.Fellini, Il Casanova di Federico Fellini; Roma. M.Ferreri, La grande abbuffata. J.Jaeckin, Emmanuelle. E.Kazan, Splendore nell’erba. A.Kurosawa, Dersu Uzala. A.Mann, Terra lontana. A.Penn, Il piccolo grande uomo. G.Reggio, Koyaanisqatsi. C.Rooks, Siddharta. R.Vrignk, Sotto il segno del Toro. O.Welles, Storia immortale.

Attori: D.Abatantuono (st), F.Astaire, G.Cervi (MO/SC), G.Cooper (st;MO/SG), H.Fonda (st;MO/LI), J.Gabin (st;MO/GE), A.Hepburn (MO/PI), S.MacLaine (MO/VI), J.Nicholson (st;MO/VI), F.Nuti (MO/PI), A.Pacino (MO/SG), R.Valentino (MO/LI), O.Welles (MO/AQ).

Colori: Venere: verde marino. Terra: verde, giallo, bianco. Toro: verde, giallo, indaco scuro. Castoro: blu.

Fisionomia: ampie spalle, collo prominente, tratti e sorriso piacevole, corpo solido e gradevole, capelli grassi, movimenti lenti..

Letteratura: Temi come da filmografia, ricettari, guide su natura, ecologia, economia. H.Balzac, Commedia umana. Boccaccio, Decamerone. G.Brondino, Psicologia del corpo e comunicazione corporea. A.Cattabiani, Calendario. G.Chaucer, I racconti di Canterbury. D.Chopka, Le sette leggi fondamentali del successo. G.S.Clason, L’uomo più ricco di Babilonia. M.Gimbutas, Il linguaggio della dea. H.Hesse, Siddharta. J.Itami, Tampopo.  P.Laut, I soldi sono miei amici. J.Michell, Lo spirito della terra. D.Morris, Il nostro corpo. A.Nin, Il delta di Venere. F.Rabelais, Gargantua e Pantagruel. E.Schumacher, Piccolo è bello.

Autori: H.Balzac (MO/SG), F.Baum (st), V.Nabokov (MO/LI), W.Shakespeare (MO/LI), R.Tagore.

Lettere: Greche: B (B) – bhta (bhta); Ps (Ψ) – psi ( (ψi). Romane: B; O.

Luoghi: Francia (PTU); Asia Minore, Canada (2), Caucaso, Cina (2), Georgia, Gran Bretagna (1), Svizzera, Irlanda, Polonia (2), Cipro, Campania, Lorena, Persia, Rep. Ceca, Slovacchia, terre dei nativi d’America. Bologna, Brescia, Dublino, Eastbourne, Hastings, Lipsia, Lucerna, Mantova, Nantes, Novgorod, Palermo, Parma, Rodi, Saint Louis, Torino, Zurigo, Portovenere. Pianure, pascoli, prati, dispense.

Misuratori: quinto fratello della madre, partner del secondo fratello, amici della madre, datore di lavoro del primo figlio, secondo fratello del padre o della madre del partner, madre o casa degli amici. 1-2, 12-3, 11-4, 10-5, 9-6, 8-7, 7-8, 6-9, 5-10, 4-11, 3-12.

Musica: Anugama, Shamanic Dream. K.Bush, The Kick Inside. P.Conijn, Taurus. Copland, Fanfare for the Common Man. Debussy, La Mer. Deep Forest, Boheme; Rock. Deuter, Ecstasy. J.Goldman, Gateways. R.Leonard, Flutterbys. D.Hopkins, Gaia. D.Hudson, Rainbow Serpent. K.Loggins, “Will of the Wind” in Leap of Faith. R.Lynch, Deep Breakfast. T.Oldfield, Earth Spirit. C.Oldman, Landscape. P.Simon, Graceland. Prof.Trance, Shaman’s Breath; Spirit Animal. Vangelis, Earth.

Autori: Albano, Brahms (MO/SG), B.Crosby, P.Como, B.Streisand (st;MO/LE), E.Fitzgerald, Donovan, D.Ellington (MO/SG), Massenet, A.Oxa (MO/LI), E.Satie (st;AS/LE,MO/CA, NE/MAcjnMC), Tchaikovski (MO/CA).

Note: do diesis.

Occupazioni: architetti, geometri, fabbricanti e commercianti di mobili e oggetti artistici, scultori, massaggiatori, estetisti, parrucchieri, arredatori, sarti, profumieri, giardinieri, fioristi, agricoltori, boscaioli, allevatori, cantanti, musicisti, impresari musicali e artistici, finanzieri, amministratori di immobili, otorinolaringoiatri, cuochi, venditori di generi alimentari, negozianti in genere.

Ore: 1-2; 13-14.

Persone celebri: (Arte) G.Courbet, S.Dali (st;MO/AR). (Astr.) W.Lily (st). (Phil.) T.Hobbes (st), I.Kant (MO/AR), S.A.Kierkegaard (MO/CA), J.Mill (st), B.Russell (st), Teilhard de Chardin, Socrates (MO/CA). (Polit.) O.Cromwell (st), A.Hitler (st;MO/CP), Ho Chi Minh (MO/SC), V.Lenin (st;MO/AQ), N.Macchiavelli (MO/AQ), K.Marx (st;AS/AQ), H.Truman (MO/SC). (Psicol.) S.Freud (st/7;AS/SC,MO/GE). (Relig.) Isacco, J.Krishnamurti (MO/SG), Simone Zelotes. (Soc.) M.Weber. (Telev.) V.Sgarbi (MO/LI,SUsquPL).

Qualità: calma, conforto, appagamento, piacere, determinazione, agio, godimento, pazienza, praticità, buon senso, rilassamento, riposo, sicurezza, serenità, semplicità, stabilità, costanza, benessere.

Rancori: Eccessi: avidità, paura e negazione degli aspetti non-materiali o spiacevoli della vita (morte, malattia, spirito, ecc.),  materialismo, testardaggine, conservatorismo, resistenza, ristrettezza mentale, eccessiva sensualità. Deficit: incapacità di godere i piaceri fisici, mancanza di senso pratico, problemi economici. Fisici: mal di gola, difterite, angine, otiti, disfunzioni tiroidee, disturbi visivi; sovrappeso, diabete, infiammazioni delle ghiandole sessuali, ipercolesterolemia, dipendenze da cibo e piaceri materiali.

 

Per favore sii consapevole che il Testo Guida Provvisorio in Lingua Italiana per il Primo Livello della Formazione Operativa in Astrosciamanesimo opera esclusivamente come strumento ausiliario, intenzionalmente transitorio e incompleto, per le trasmissioni energetiche e gli insegnamenti esperienziali che si sviluppano durante la Formazione. Il Testo Guida, in quanto tale, non descrive i contenuti della Formazione e non si presta ad essere adoperato come manuale di auto-apprendimento. Il linguaggio impiegato e tutte le relative omissioni o imprecisioni sono relative all’Editore e non si riferiscono necessariamente all’insegnamento a cui tale lavoro si ispira. Il presupposto di base in questo contesto è che pretendere di esternare il contenuto di questa tradizione mediante l’espressione intellettuale o letteraria è impresa vana, arrogante e stolta. Per favore abbi cura di tenere in mente che le idée e le pratiche di ciascuna Lezione riflettono la natura del Settore a cui si riferiscono e possono apparire contraddittorie se confrontate con quelle di altre Lezioni.

 

Oh Spirito Cerchio, Spirito Guida, Grande Forza di Amore ed Estasi Che Si Muove Per Ogni Dove. Io chiamo le sette Direzioni e i dodici Settori. Io mi avvedo della loro natura divina e permetto ad essi di essere nuovamente uniti nell’Amore e nell’Estasi. Io convoco rispettosamente lo Spirito del Settore 2. Resta con noi, insegnaci le tue lezioni e mostraci il tuo sentiero sacro. Proclamo l’asservimento di questo Lavoro all’illuminata Risoluzione del Gioco in armonia con il mio Intento connesso alla Funzione. Kahesha Opa!

S2 sealCon il Settore 2 entri nel mondo della forma, della materia, della prosperità e di tutto ciò che è generalmente considerato fisico. Questo Settore personifica l’elemento più evidente della percezione che gli esseri umani hanno sul pianeta Terra: il corpo fisico.

Il corpo è l’elemento di base dell’allucinazione umana fondata sulla separazione. ”

Non c’è sogno senza di esso né esiste al di fuori del sogno in cui agisce come se fosse una persona da vedere e in cui credere. Prende il posto centrale in ogni sogno, che racconta la storia di come è stato fatto da altri corpi, di come è nato in un mondo esterno al corpo, di come vive un poco e poi muore, per unirsi nella polvere con altri corpi che muoiono anch’essi. Nel breve tempo che gli è dato da vivere, cerca altri corpi come amici e nemici. La sua sicurezza è la sua preoccupazione principale. Il suo benessere è la regola che lo guida.”[1]

In base a questo approccio, il corpo fisico è la manifestazione del pensiero della separazione e il nascondiglio per nutrire la colpa e il risentimento derivanti dall’idea illusoria di essere stati abbandonati da Dio, lo Spirito Guida o la propria natura multidimensionale. Allo stesso tempo, il corpo è pure uno strumento neutrale il cui scopo è definito dalla mente, un mezzo simbolico per connettere l’Intento con la Funzione e l’elemento decisivo per sciogliere la realtà separante dell’ego.

La cosa sorprendente riguardo il corpo fisico è il fatto che non v’è un singolo istante in cui esso esiste come appare. Non c’è niente di solido o di fisso riguardo il corpo. È un’aggregazione di innumerevoli unità che si muovono e trasformano a velocità che la percezione ordinaria rifiuta di riconoscere. Ciò da l’impressione illusoria di una forma statica. La scienza convenzionale ha provato che il 99 per cento del nostro corpo consiste di spazi vuoti. È un sistema spaziale e il fatto che io lo percepisca come solido è semplicemente la conseguenza di un condizionamento culturale. Viaggiando nel Settore 2, hai l’opportunità di sondare la consistenza effettiva del corpo e di onorarlo come un sacro strumento simbolico di apprendimento.

Secondo Un corso in miracoli, lo gnosticismo e varie antiche scuole misteriche, il corpo fisico e la Terra, così come l’uomo li percepisce, non sono stati creati da un Dio amorevole. Essi sono solo le proiezioni della mia identità separata e, di fatto, non esistono.

“Il corpo è un recinto che il Figlio di Dio immagina di aver costruito per separare parti del suo Sé da altre parti. Ed è all’interno di questo recinto che pensa di vivere, per poi morire quando si deteriora e si sgretola.” (UCIM, T37)

Questa consapevolezza è in genere il fondamento esoterico ed essenziale di molti insegnamenti spirituali al Livello 2. Tuttavia, la realtà fisica è l’espressione principale del sistema di separazione dell’ego e, in quanto tale, non può essere liquidata così facilmente. La maggior parte delle tradizioni religiose hanno sovente travisato e distorto la comprensione del ruolo della materia e del corpo, oppure ne hanno fornito spiegazioni adattate al particolare livello di comunicazione delle genti a cui si rivolgevano. Ne consegue che esistono vari fraintendimenti riguardo questo tema. Alcuni insegnamenti sembrano negare o dare ben poca importanza agli aspetti terreni dell’esistenza, al punto che l’astinenza parziale o totale da alcune funzioni fisiche e la negazione dei piaceri materiali sono sovente ritenute imprescindibili per la crescita spirituale. È indubbio che certe rinunce o austerità possono apportare benefici e contribuire a determinare risultati importanti. Questo accade quando sono operate da individui equilibrati e in un contesto che fornisce il supporto necessario. Quando invece le austerità diventano pure convenzioni o sono praticate incautamente, le conseguenze rischiano di essere nefaste e contribuire ad alimentare quel senso di separazione stesso che presumono di rimuovere.

“Il corpo è semplicemente parte della tua esperienza nel mondo fisico. Le sue capacità possono essere, e spesso sono, sopravvalutate. Tuttavia, è quasi impossibile negarne l’esistenza in questo mondo. Coloro che lo fanno sono impegnati in una forma di negazione particolarmente indegna. Il termine ‘indegna’ qui implica solo che non è necessario proteggere la mente negando ciò che non è mente. Se si nega questo sfortunato aspetto del potere della mente, si sta anche negando il potere stesso.”[2]

Non si tratta quindi di invitare all’astensione dai cosiddetti piaceri materiali. Il corpo non è negativo, è semplicemente neutrale e, di per sé, assolve semplicemente al ruolo di strumento di comunicazione. A questo riguardo può essere usato solo in due modi: per esprimere amore e unità o per promuovere odio e separazione. Ciò che conta è l’Intento, l’atteggiamento mentale, non quello che il corpo fa o non fa.

“Essendo l’Anello di Comunicazione tra Dio e i Suoi Figli separati, lo Spirito Santo interpreta ogni cosa che hai fatto alla luce di ciò che Egli è. L’ego separa attraverso il corpo. Lo Spirito Santo tramite esso raggiunge gli altri” (UCIM, T169).

Secondo la visione olistica[3] l’uomo è un canale di connessione tra Cielo e Terra. La sua particolare funzione non è quella di chiudere le porte alla vita materiale della Terra per salire verso le vette del Cielo. Quest’ultimo atteggiamento, o il suo esatto contrario, espresso dalla classica frattura tra spirito e materia (o pancia e testa, o Mondo del Basso e Mondo dell’Alto), è la forma di malattia più diffusa sul nostro pianeta e la causa di germinazione di copiosi rancori.

Alcune tradizioni esoteriche informano che tra gli esseri viventi l’energia segue flussi naturali di salita e discesa basati sul principio universale della polarità. Secondo questo principio, la presenza di due poli opposti determina una condizione in cui l’energia è messa in movimento, e di conseguenza alimentata, attraverso lo scambio reciproco tra le due estremità. Senza tale movimento, non vi sarebbe alcuna vita. In breve, l’energia scende dal Mondo dell’Alto (o Cielo), e viene attirata giù verso il Mondo del Basso (o Terra). Allo stesso tempo, l’energia ritorna al suo punto di origine per mezzo del magnetismo esercitato dal Mondo dell’Alto su quello del Basso, e così via.

Quando manca un corretto collegamento tra il Mondo del Basso e quello dell’Alto, l’energia non riesce più a scorrere liberamente e finisce col generare zone di stagnazione e condensamento, di eccesso o deficit energetico. Tra le persone sensibili alle realtà non ordinarie, o con forte prevalenza nel tema natale dei Settori 3, 7, 11 e 12, v’è spesso la tendenza a perdere la connessione con il Mondo del Basso e con la Terra. Quando ciò accade, pur avendo idee o sogni elevati, esse si sentono incapaci di portare a termine gli obiettivi pratici della vita o bloccati costantemente da difficoltà materiali e fisiche di ogni tipo.

La realizzazione degli ideali del Cielo può aver luogo solo quando l’energia riesce a scendere e a radicarsi nella Terra, per poi risalire trasformata e dare vita ad un ciclo costante di scambio. Ogni Settore è preposto ad una particolare funzione che è fondamentale per il mantenimento e l’evoluzione di questo ciclo rappresentato dalla circolarità del Sacro Cerchio. La competenza precipua della dimensione materiale definita dal corpo fisico coinvolge più direttamente i Settori di Terra (Settore 2, 6, 10), anche se a sua volta, poiché il sistema del Cerchio ha una trasposizione integrale nella sfera terrena, ogni Settore si trova ad essere tradizionalmente in relazione con aree del corpo fisico.

Nel Settore 2, tutti i beni materiali ed ogni tipo di forma, può contribuire alla realizzazione del mio Intento. Qui ogni cosa viene valutata nei suoi aspetti pratici e di più immediata connessione con la realtà fisica più densa. Non v’è alcun interesse per teorie, fantasie o idee strane. Tutto viene visto in base ai puri fatti, come bianco o nero. Quella che conta è unicamente la tangibilità più estrema e maggiormente riconoscibile dagli esseri che vivono su questo pianeta.

Il Settore 2 è un settore di test e verifica fondamentale per le persone molto idealiste poiché li confronta con la loro effettiva presenza fisica e con dati che possono solo essere misurati e toccati a Livello 1. Quando sono in grado di padroneggiare il Settore 2, di possedere una coscienza della prosperità, di provare soddisfazione nel rapporto con le risorse della Terra ed in particolare con il simbolo primario del corpo e del denaro, creo il radicamento essenziale per procedere verso un percorso spirituale sincero ed autentico.

La vita di Siddharta Gautama (Buddha) è uno degli esempi più rappresentativi di questa attitudine. Il percorso che lo condusse all’illuminazione spirituale non fu il frutto del sacrificio o della repressione dei suoi desideri materiali, ma il risultato di un’insoddisfazione spontanea derivata da ventinove anni trascorsi nella ricchezza e nell’appagamento di ogni tipo di piacere terreno.

 

225px-Taurus.svgToro: Il simbolo grafico è formato da un cerchio (spirito) sovrastato da un semicerchio (anima). L’istintività e l’anelito di congiunzione dell’anima con lo Spirito è talmente potente da porsi apparentemente al di sopra dello Spirito stesso.

Questa immagine può indicare anche la Luna Piena aggiunta alla Luna Crescente, a rappresentare l’amplificazione dei principi di crescita e fertilità collegati con la Luna che trova la sua esaltazione in questo segno. Oltre a ricordare la schematizzazione della testa del toro, il simbolo suggerisce la figura di un’anfora con un’ampia apertura, a rappresentare la capacità di raccolta e conservazione delle risorse materiali.

Il termine taurus, il nome latino del segno impiegato tuttora in lingua inglese, deriva dal greco tau, prototipo della lettera T e simbolo fallico indicante l’origine della vita e la sua continuità. Nonostante le connotazioni maschili, la testa del toro raffigura il sistema riproduttivo della donna ed è stata impiegata sin dall’antichità per trasmettere dei misteri generativi femminili. Il culto del bue Apis era presente in Egitto sin dai tempi più antichi. Esso era la personificazione vivente del dio creatore Ptah, operante come intermediario degli dei e dell’umanità.

Il periodo stagionale del Toro corrisponde al momento della pienezza primaverile, a cavallo tra l’Equinozio di Primavera e il Solstizio d’Estate. È il mese delle vegetazioni rigogliose, del verde dei prati, della comparsa dei frutti, dei ritmi lenti e stabili della materia. Le risorse della Terra sono disponibili in grande quantità, mentre il corpo degli animali e degli uomini viene sovente pervaso da un forte desiderio di sensualità che favorisce le avventure amorose e la procreazione.

La Luna Piena del presente periodo cade nel segno dello Scorpione ed è conosciuta nella tradizione buddista Theravada dell’asia sud-orientale come Wesak: il giorno della celebrazione della nascita, illuminazione e morte del Buddha. Maia, la dea greco-romana della primavera diede il nome al mese di maggio. Era una delle Pleiadi (le sette figlie di Atlante inseguite dal gigante Orione). Gli dei le trasformarono in stelle e le posero nel cielo (costellazione Toro) dove sono ancora inseguite dalla costellazione Orione.

Il periodo del Toro e il mese di maggio segnano l’apice della primavera e l’effervescenza di un clima festoso inteso a celebrare la fioritura e l’abbondanza di questa stagione. Il primo di maggio segnava il principio della vittoria della luce sulle tenebre e veniva festeggiato in numerosi paesi mediante la devozione verso divinità primaverili, come la romana Flora. Tale giorno, denominato Beltane nei paesi celtici, rappresentava l’inizio della stagione estiva e un momento in cui era considerato tenue il varco verso altre dimensioni. Da questa festa derivarono le celebrazioni medievali del Calendimaggio.

Nei paesi cattolici il mese di maggio è ora il mese mariano, ovvero quello dedicato al culto della Madonna, mentre il primo di maggio identifica, quasi ovunque nel mondo, il giorno in onore dei lavoratori.

A Livello 1 il Toro è un costruttore che dona alle idee una forma concreta, ponendo le fondamenta, impiegando incredibili riserve di energia e, allo stesso tempo, apprezzando gli aspetti piacevoli e i doni della Terra. Laddove l’Ariete è immediato e impulsivo, il Toro è lento, costante e paziente.

Il primo segno dello Zodiaco è un pioniere che, dopo una lotta spietata, giunge a conquistare il territorio e a piantare il seme. Il secondo segno prende pieno possesso di quanto conquistato, cominciando a costruire solide fondamenta e a piantare con fermezza le sue radici.

“A questo segno estremamente femminile si attribuisce un significato pienamente terrestre, evocato dall’analogia con una sinfonia in un verde pascolo. Nel concerto zodiacale, la partizione del Toro si assimila a un canto bacchico in gloria di Venere, di Venere genitrice, palpitante di carne e di sangue vermiglio, piena e vibrante d’emanazioni telluriche; canto di pienezza lunare nell’esaltazione della madre-natura. […] Vivere in questo universo… vuol dire abbandonarsi alla bramosia dei nutrimenti terrestri, significa abbandonarsi all’ebbrezza degli incantesimi dionisiaci”.[4]

La sua sfida spirituale consiste nell’investire le sue risorse verso un Intento elevato e nell’essere disposto a connettersi con la Funzione. Il sentiero di iniziazione del Toro è in relazione con la capacità di guidare quella forza che di solito si esprime mediante la sensualità e l’intimità. Si tratta di una zona controversa poiché sovente sfruttata e manipolata. Le sue chiavi di accesso dimorano nella comprensione profonda dell’effettiva natura delle forme fisiche e nel riconoscimento della natura materiale degli spazi che umanamente vengono percepiti come vuoti. Ciò comporta sciamanicamente il potere di ricevere sensualità e intimità dai livelli sottili e invisibili dell’esistenza.

Tra le 12 porte della cinta muraria di Bologna (che è tra l’altro una città tipicamente Toro), Porta Sant’Isaia è in rapporto con il Toro. Questa porta non è più presente nella sua forma fisica poiché fu distrutta nel 1902. Nel Medioevo la zona adiacente alla porta era occupata da Frassineto dei Bardi, l’area verde e il bosco più attraente della città, e da Quercia Sacra, un vecchio albero usato per scopi rituali. Una struttura vicino alla porta veniva impiegata per celebrare matrimoni e feste.

indexNella Commedia dell’Arte l’energia del Toro è associata a Gianduia. Si tratta della maschera di Torino (città anch’essa in rapporto con il Toro), capoluogo del Piemonte e dell’antica tribù dei Taurini (dal latino taurus, toro). Il personaggio è un onesto e simpatico contadino, con un’inclinazione pronunciata per il cibo, il vino e le belle donne, seppure sia sempre fedele alla sua fidanzata Giacometta.

Secondo la suddivisione astrosciamanica del territorio di Cluny Hill College, il campus della Findhorn Foundation, l’area del Toro comprende la zona della sala da pranzo (Cluny Dining Room) e del salone (Lounge). La Dining Room è l’area interna adibita all’esposizione e degustazione del cibo, un luogo molto attraente ed elegante. La Lounge è il salotto di Cluny Hill College, in cui i membri e gli ospiti prendono le loro pause per il tè, si rilassano in comode poltrone e divani, leggono i giornali o chiacchierano tra di loro. La zona esterna del Toro comprende il Chakra Garden (giardino dei chakra) e rappresenta  in primavera la parte più fiorita del territorio.

Nelle tradizioni amerindiane della Ruota di Medicina il periodo del Toro (20 aprile – 20 maggio) corrisponde alla Luna del Ritorno delle Rane, il cui animale totem è in genere il Castoro. È la posizione che insegna la stabilità, il valore del duro lavoro, la perseveranza, il senso pratico e la capacità di circondarsi di un ambiente piacevole e agiato. È anche il luogo in cui imparare a coltivare la flessibilità e a lasciare andare l’attaccamento a persone ed oggetti.

 

Seconda Casa: Laddove nella Prima Casa l’individuo definisce la sua identificazione ed il suo Intento, nella Seconda Casa egli inizia a muoversi orizzontalmente per soddisfare i suoi bisogni e per dare forma concreta al suo Intento. Qui egli comincia  ad allargarsi verso l’esterno e a porre le prime basi per lo sviluppo della sua esistenza.

Questa Casa è in relazione con i beni materiali mobili e con le risorse ed i valori a qualsiasi livello, sia fisico che emotivo, mentale o spirituale. Essa indica le attitudini verso il denaro e tutto ciò che è oggetto di possesso (auto, cibo, mobili, gioielli, oggetti di ogni tipo e anche compagni di amore od amici). Ciò che è in gioco nell’esperienza della Seconda Casa è il tema del possesso o di ciò che intendo veramente ogni volta che pronuncio una delle primissime parole che viene imparata da bambini: il termine mio. Lo stesso corpo è il principale possesso di cui apparentemente dispongo e il dilemma fondamentale della Seconda Casa riguarda proprio il modo in cui le sue risorse ed energie possono essere usate.

“L’individuo che vive secondo valori spirituali comprende che lui stesso, come persona vivente, è l’ultimo e fondamentale possesso da abbandonare sull’altare dell’evoluzione umana. In questo donarsi, egli si realizza liberandosi dalla possessività dei possessi. Non possedendo nulla, egli può infine armonizzare il suo essere con i grandi ritmi dell’universo. Egli si lascia ora trasportare dall’universo, e la sua coscienza può divenire uno specchio magico su cui ogni evento acquista significato e valore. Egli è posseduto dall’universo per servire l’ultimo e fondamentale scopo di tutta l’esistenza – la rivelazione del Significato. Dio è il Significato Totale di tutte le possibilità dell’esistenza”.[5]
venusglyphVenere: È il pianeta tradizionalmente assegnato al Toro. Secondo l’astrologia classica, Venere governa sia il Toro che la Bilancia, e come nel caso della Vergine e dei Gemelli, che condividono entrambi il pianeta Mercurio, questa doppia collocazione evidenzia il mancato riconoscimento di un’altra energia planetaria.

Prima della scoperta dei pianeti Urano, Nettuno e Plutone, le coppie di segni Acquario-Capricorno, Pesci-Sagittario, Scorpione-Ariete, si trovavano anch’essi a condividere il governo di un singolo pianeta (rispettivamente Saturno, Giove, Marte). In seguito, il nuovo pianeta, dopo aver lentamente preso il posto di quello tradizionale, si è man mano affermato come l’energia dominante. Per quanto riguarda le attribuzioni planetarie del Toro, tuttavia, le opinioni rimangono contrastanti, anche perché, oltre agli astrologi ancorati alla visione tradizionale, ve ne sono altri che accettano l’attribuzione del Toro a Venere, ma mettono invece in discussione quella di quest’ultima alla Bilancia. Nel lavoro astrosciamanico non mi interessa entrare in questo tipo di dispute. Ciò che conta è essere consapevole della qualità dell’energia del pianeta e non della sua denominazione.

Il Settore 2 è un’energia molto terrestre che fu attribuita a Venere in seguito alla confusione generata dalla decadenza delle divinità femminili. Questa energia, espressione originaria del principio materno, ha trovato espressione nella Venere-Astarte del culto mitraico come rappresentazione dell’amore sessuale voluttuoso, della donazione sensuale illimitata, della fertilità istintiva o biologica, e dell’agricoltura. Poiché la carta natale è di natura geocentrica, la Terra vi viene raramente riportata in quanto costituisce il punto su cui si basa l’osservazione e la descrizione della carta stessa. Per collocare questo pianeta sulla carta occorre entrare in un’ottica eliocentrica ed a tale riguardo la sua posizione è esattamente quella opposta al Sole di nascita. Sebbene si tratti di una posizione in genere oggetto di scarsa attenzione, essa può fornire informazioni importanti riguardo al modo in cui l’Intento si esprime e radica nella dimensione terrestre.

La Terra può inoltre indicare che cosa mi viene richiesto di fare o essere allorché mi sintonizzo con le effettive necessità del pianeta. La pietra della Madre Terra è la prima ad essere posizionata nelle ruote di medicina tradizionali. Nella gerarchia spirituale degli insegnamenti dei nativi d’America, il Grande Spirito o Creatore è seguito dalla Terra, e solo dopo di essa vengono il Sole, la Luna e tutte le altre forze. Nella strategia astrosciamanica, non importa quanto sia preponderante l’influenza e il potenziale degli altri pianeti nella carta natale. Fino a quando non riesco a rapportarmi con lo Spirito della Terra, intesa come Madre e quale dimensione fisica dell’esistenza, le altre forze planetarie ed in particolare quelle oltre Saturno, anche se disposte in posizioni significative nel tema natale, raramente troveranno possibilità equilibrate, durature e proficue di espressione nella mia vita.

A Livello 2 il Settore 2 è in relazione con Vulcano, il governatore esoterico del Toro. Vulcano (Efesto) era il marito di Venere (Afrodite). Il pianeta Vulcano, collocato presumibilmente tra Mercurio e il Sole, viene considerato da diversi astrologi esoterici come il pianeta più potente del sistema solare. È associato con la forza che esiste al centro del Sole, quel potere in grado di collegare la stella centrale solare con il centro dell’universo.

 

Strumenti di guarigione

Durante i primi quattro o cinque giorni di lavoro scegli tre dei seguenti strumenti e pratica tali tecniche almeno una volta. Poi abbi cura di scegliere una sola di queste tre tecniche e praticala per un minimo di 21 giorni, quotidianamente oppure a giorni alterni o, in caso di pratiche complesse, almeno due volte la settimana.

1) Attività di piacere: L’apertura all’energia del Settore 2 consente spesso di coinvolgere il corpo e tutti i suoi sensi. Più il corpo è in grado di partecipare attivamente nel viaggio astrosciamanico, maggiori sono i risultati nel lavoro. E’ importante permettere a se stessi di vivere anche situazioni di piacere durante le esplorazioni interiori, le pratiche sciamaniche o i rituali. Vai nel tuo Spirito Cerchio, chiama la Guida e chiedigli di portarti in un luogo in cui puoi avere totale esperienza di un’attività di piacere (per esempio, ricevere un massaggio sensuale, mangiare il cibo preferito, ecc.). Godi tale situazione completamente per almeno dieci minuti. Sii consapevole delle tue sensazioni e di come rispondi ad esse. Al termine disegna o scrivi qualcosa a riguardo sul tuo diario. Che cosa ti da piacere? Dove ti senti bene? Provi piacere in tutto il tuo corpo, o solo in alcune parti? Quali dei tuoi sensi fisici sono attivi? Puoi scegliere di coinvolgere altri sensi? Sei in grado di rimanere con quello che accade senza giudicare o controllare? Ti senti a tuo agio a contatto con il piacere, così com’è, o necessiti di avere uno scopo? Fino a che punto puoi spingerti nell’esperienza di piacere e benessere?

2) Compila una lista di tutte le cose o situazioni che ti danno molto piacere. Se non te ne vengono in mente, fai riferimento ai tuoi ricordi passati. Prendi nota di esse oppure disegna qualcosa in grado di esprimerne l’essenza. Scegli ciò che è più forte e visualizza un’esperienza completa di quel piacere nel presente. Usa tutti i tuoi sensi ed impiega ogni parte del tuo corpo per vivere al massimo la situazione che hai scelto. Si tratta di entrare pienamente e senza alcuna limitazione in quel particolare piacere fino ad arrivare ad un senso completo di appagamento. Mentre fai esperienza di ciò puoi cantare o disegnare quello che ti succede. Nel corso di 21 giorni svolgi questa pratica operando su ogni situazione o memoria piacevole che ritieni opportuna.

3) La creazione e la visitazione di luoghi sacri e terre cerimoniali sono un’altra caratteristica del Settore 2. I luoghi sacri sono punti di concentrazione di energia in cui la realtà fisica e ordinaria si incontra con quella sottile e non ordinaria. Alcuni di essi sono stati creati da civiltà antichissime, altri sono frutto di azioni umane recenti, mentre altri ancora sono la manifestazione di eventi naturali, divinità, forze elementari e Spiriti Totem. Le terre cerimoniali sono spazi impiegati per svolgere rituali ed incontri fondati su un Intento. In ogni tradizione e parte del mondo vi sono luoghi sacri e terre cerimoniali. Tutte le tradizioni umane posseggono luoghi sacri e terre cerimoniali. Alcuni sono molto popolari, altri meno conosciuti. La sensazione di essere osservati da qualcuno, l’espansione dell’aura, un senso di unità e trascendenza, la percezione di essere abbracciati da una presenza, la perdita dei propri modelli consueti di identificazione, mentre si staziona o passeggia, per esempio, vicino ad un ruscello o all’interno di un bosco, sono in genere elementi indicatori della presenza in un luogo sacro. Quando visiti questi luoghi, prendi qualcosa con te come materiale di scambio o give-away (erbe, incenso, semi, ecc.) e svolgi un breve rituale. Puoi chiamare le Direzioni e salutare gli Spiriti o le forze locali, proclamando il tuo Intento e la tua volontà di onorare il luogo. Prenditi inoltre cura del posto: per esempio, ripulendolo di eventuali rifiuti (a questo scopo puoi portare con te un apposito sacco, guanti, ecc.). In seguito puoi fermarti a meditare, pregare o aprirti alla relazione con il luogo. Se è possibile, nel rispetto del posto, potresti anche raggruppare un cerchio di dodici, otto o quattro pietre, ponendone una grande al centro. Se non conosci luoghi o terre cerimoniali vicine a dove abiti, puoi provare a trovarne o crearne una. Molti popoli tribali identificano i luoghi sacri nelle montagne o nei punti più alti siti nelle quattro Direzioni dal punto in cui essi vivono. Un luogo sacro o una terra cerimoniale può essere anche un albero particolare in un’area di un parco cittadino, la sponda di un fiume o anche un’aiuola del tuo giardino. Tutto dipende sempre dal tuo Intento e dall’energia della relazione che sviluppi con il luogo. Passa almeno quindici minuti nel luogo sacro e usalo come una rappresentazione fisica del tuo Spirito Cerchio. Ti invito a trovare un posto similare vicino all’area in cui vivi. Non deve essere necessariamente qualcosa di impressionante o clamoroso. Un piccolo sito semplice e tranquillo, verso cui provi attrazione è l’ideale. Mandami un riassunto delle tue esperienze riguardo questo luogo e anche informazioni sulle sue caratteristiche.

4) I soldi rappresentano un esempio di come le energie di radicamento del Settore 2 possono diventare esplicite. La cosa incredibile dei soldi è che, nonostante essi costituiscano il pensiero o l’Intento basilare per buona parte degli esseri umani, ben pochi trovano il tempo per entrare in comunicazione effettiva con essi. Stabilire una relazione diretta con il denaro è un passo decisivo per andare oltre superstizioni e pregiudizi, e comprendere effettivamente che cos’è questo denaro. A questo proposito, un gruppo di persone guidato da Roberto Assaggioli, fondatore della Psicosintesi, usava una pratica che consisteva nel porre ogni sera su un altare tutte le banconote o le monete contenute nelle loro tasche o borsellini. Queste persone appoggiavano quindi le mani su questo denaro, irrorandolo di amore e benedizioni. In tal modo, i soldi, una volta spesi, avrebbero continuato a fare circolare, nel corso dei loro passaggi, l’energia di cui erano portatori. Queste pratiche e altre similari sono fondamentali per chi ha problemi con il denaro o desidera rafforzare il Settore 2 e contribuire al benessere generale del pianeta. Il denaro rappresenta il materiale oggetto di maggiore circolazione tra gli esseri umani. Esso passa di mano in mano, di portafoglio in portafoglio, caricandosi continuamente delle vibrazioni e degli intenti di innumerevoli esseri. La responsabilità individuale consiste nell’impiegare il denaro in accordo con l’Intento collegato alla Funzione. Quando faccio ciò, il denaro diventa portatore delle mie motivazioni più sacre e si carica quindi di amore e luce provvedendo a distribuirla per ogni dove. Si tratta di un’operazione estremamente importante, le cui implicazioni costituiscono una delle parti essenziali del lavoro. Ogni sera o almeno tre volte alla settimana, prendi il tuo portafoglio o borsellino ed estrai tutte le banconote e gli spiccioli che esso contiene. Disponile sul tuo altare o nel centro del Sacro Cerchio. Parla con loro, comunicagli il tuo Intento e la tua volontà di collegarlo alla Funzione, lascia che esse siano portatrici del tuo potenziale e di ciò che v’è di più sacro in te. Riponi le tue mani sopra quel denaro, inviando amore e luce, e lasciando andare i tuoi rancori. Avvediti che stai svolgendo un rituale che consente al denaro di divenire uno strumento sacro. In questo modo il denaro, una volta che inizia a circolare, contribuirà a comunicare il tuo Intento. Il denaro rappresenta il maggiore simbolo dell’energia disponibile su questo pianeta.

5) Durante questo mese trova il tempo per sederti tranquillamente per alcuni minuti e per riflettere sulla tua situazione economica. Puoi rivolgerti le seguenti domande: come mi sento riguardo ai soldi che ho o non ho? Qual è il mio atteggiamento verso il denaro? Mi piace il suo aspetto? Preferisco le banconote, le monete, gli assegni, le carte di credito, le valute straniere, l’oro o altre forme? Faccio mai dei bilanci preventivi o budget? Sono consapevole del modo in cui uso il denaro? Mi dà più piacere guadagnare, spendere, risparmiare o investire? Per che cosa risparmio, spendo, guadagno o investo? Mi sento ossessionato, frustrato, afflitto dal denaro? Considera il tuo atteggiamento riguardo al denaro e le tue risorse. Riconosci i rancori relativi: per esempio, la paura di rimanere senza soldi, di non meritarli, di perderli o sprecarli, di averne troppi e di non sapere che farne. Lascia esprimere questi rancori liberamente. Avvolgili poi in una sfera di luce verde e permetti ad essi di venire impiegati per supportare il tuo Intento connesso con la Funzione. Concludi con un’affermazione che supporta il tuo Intento.

6) Radicamento: Le pratiche di radicamento consentono di rimanere in piena connessione vigile con il corpo e con la realtà fisica ed energetica di ciò che ci circonda. Esse permettono inoltre di ritornare alla coscienza ordinaria ed al rapporto con la realtà quotidiana dopo che hai svolto il lavoro sciamanico. Vi sono diversi metodi di radicamento. Mettersi sdraiati a terra, fare una doccia, porre la fronte sul suolo, suonare il tamburo, respirare profondamente sono possibili esempi. Segue una pratica elaborata: a) Rilassati e chiudi gli occhi, inspirando ed espirando profondamente per almeno 13 volte. b) Sii consapevole del tuo corpo fisico e dell’ambiente materiale che ti circonda. Porta l’attenzione alla terra sotto di te. Se ti trovi in un piano alto di un edificio, lascia discendere la tua consapevolezza verso il basso fino a quando, passando attraverso strati di cemento o  legno, raggiungi la superficie del terreno. c) Trascorri alcuni minuti portando attenzione al peso del tuo corpo e a ogni cosa circostante che poggia sul suolo. Senti la tua connessione con la terra. Poi continua a spingere la tua consapevolezza verso il basso, attraverso diversi strati di rocce e sedimenti, fino a giungere al centro incandescente della Terra. Mentre discendi, fai attenzione a ciascun strato di profondità. La Terra è un essere vivente: è felice di ricevere le tue attenzioni e desiderosa di esserti utile. d) Arrivato al centro della Terra, apri un canale di connessione dalla base della tua spina dorsale. Lascialo scorrere e ancoralo saldamente al centro della Terra. Questo canale può essere una colonna di luce, un cordone di energia, un raggio, ecc. Permetti al tuo corpo spirituale di connettersi fermamente come se avesse delle radici abissali che discendono fino al centro della Terra. e) Poi impiega questa connessione per liberare tutte le tensioni in eccesso ed i rancori che hai condensato. Lascia che essi siano trasformati dall’intenso calore del nucleo della Terra. Dopo che hai fatto ciò, consenti all’energia della Terra di salire fino al tuo corpo e di renderlo più presente e saldo. Se hai difficoltà a creare questo collegamento, prova a chiedere espressamente supporto e attendere l’aiuto da parte della tua Guida o altri esseri di protezione. Potresti rimanere piacevolmente sorpreso da chi arriverà. f) In seguito apri un altro canale verso l’alto, sopra la tua testa, attraverso il Cielo e le stelle, fino al centro dell’universo. Prendi il tuo tempo per ringraziare entrambe i collegamenti, quello verso il basso e quello verso l’alto, mentre fai esperienza della loro relazione attraverso la tua spina dorsale. Accetta di collegare la Terra con il Cielo per mezzo della tua spina dorsale. Sii consapevole del collegamento della tua pancia e dei tuoi piedi con la Terra, e della loro connessione con la tua testa ed il Cielo, attraverso il tuo cuore. g) Alzati ed eleva le braccia verso l’alto, stirandoti e respirando profondamente porta al massimo la connessione tra piedi e mani, tra Terra e Cielo. Proclama il tuo Intento ed affronta la giornata con gioia ed energia, mantenendo un rapporto costante con questo collegamento. Se dopo un viaggio sciamanico o un rituale non sei totalmente presente nella realtà ordinaria, puoi inginocchiarti e adagiare la tua fronte per terra. Respira profondamente, fai attenzione agli odori e senti pienamente la solidità della terra che è sotto di te. Permetti all’energia terrestre di raggiungere il tuo corpo e di radicarti. Quando sei pronto, alzati lentamente. Afferma nuovamente il tuo Intento e affronta la giornata con amore ed energia. Usa la pratica almeno tre volte la settimana.

7) Vai in un luogo in mezzo alla natura con un amico. Permetti al tuo amico di tenerti per mano, mentre tu cammini ad occhi chiusi. Fai esperienza del mondo fisico senza l’interferenza della tua vista. Come ti senti? Che cosa noti di diverso? Quanto sono all’opera i tuoi sensi? Quanto ti permetti di godere di questa situazione? Qual è l’atteggiamento che provi verso l’amico che ti accompagna? Non aprire mai gli occhi durante la pratica. Usa tutti gli altri sensi.

8) Per il Settore 2 si possono impiegare il Canto e la Scala di Venere o di Terra/Luna. Il Canto di Venere è:

NAH TI NAH, NAH TI NAH, NAH TI NAH, NAH TI NAH, OH.

Quello di Terra/Luna è:

SI IDRIAH, SI IDRIAH, SI IDRIAH, SI IDRIAH, NEH HAH MAH SET.

La Scala di Venere (vedi Settore 7) applicata al Settore 2 presenta caratteristiche legate al possesso, alla sensualità, al piacere e alla ricerca della pace interiore. Quella di Terra/Luna (vedi Settore 4) è qui in relazione con il corpo, la materia, il costruire e dare forma e il radicamento.

9) Allorché sono attaccato a qualcosa una parte della mia energia è ancorata a quell’oggetto e non è disponibile per espandersi in altre direzioni. Alcuni sentieri spirituali o tribù richiedono ai loro membri di lasciare tutto ciò che possiedono. Questi atti rappresentano un modo per esprimere la volontà di disfarsi di qualsiasi attaccamento che potrebbe disturbare il conseguimento degli obiettivi spirituali. Si dice anche che la semplice volontà di rinunciare a qualunque cosa è sufficiente. Non importa a che livello ci troviamo, in ogni caso è sempre utile disfarsi di quelle cose che non sono più utili in modo produttivo. Ciò comprende vestiti, mobili, elettrodomestici, riviste, libri, ecc. E’ anche molto importante ad un livello energetico portare a termine qualsiasi progetto o affare incompleto. L’inconscio è come un nastro di registrazione che prende nota di tutte le promesse. Se dico a me stesso che voglio imparare la lingua russa, compro un corso a riguardo, ma tuttavia continuo a rimandare questo proponimento, una parte della mia energia vi rimane legata. Se parte della mia energia è bloccata da qualche altra parte, ho meno risorse per altri obiettivi. Esamina ciò che possiedi e considera quelle cose che non usi più da molto tempo o che non hai mai usato. Porta a termine i tuoi progetti o rinuncia definitivamente ad essi liberandoti completamente dei materiali relativi. Trova qualcuno a cui donare queste cose oppure scambiale con ciò che ti può essere utile ora.

10) La postura della Venere di Laussel deriva da un’incisione risalente a 25000 anni fa scoperta in una caverna lungo il fiume Dordogna presso Bordeaux (Francia). La figura ritrae una donna piuttosto formosa che tiene nella mano destra un corno di bisonte con dodici tacche che rappresenta forse una Luna crescente e la divisione dell’anno in tredici lune. Si tratta probabilmente di una postura di iniziazione alla morte e alla rinascita. La connessione con questa postura permette di liberare gli stereotipi e i condizionamenti relazionati con i classici canoni di bellezza femminile contemporanei. La si pratica rimanendo in piedi, con le gambe vicine e dritte, ed i piedi paralleli. La mano destra tiene un corno di bisonte a forma di Luna crescente che può essere sostituito da un pezzo di cartone o legno della stessa forma. Il corno e tenuto tra il pollice e le altre dita (poste di fronte). Il braccio destro è levato al lato del corpo, con il gomito piegato e la mano sollevata all’altezza del collo. L’angolo tra l’avambraccio e l’arto superiore dovrebbe essere di circa 37°. Il braccio sinistro è vicino al corpo e la mano sinistra posta al di sopra dell’ombelico in modo che le prime due dita siano puntate in quella direzione. Il viso è rivolto a sinistra con gli occhi chiusi.

11) Il rapporto con gli alberi e la natura, oltre ad attivare ed equilibrare le energie del Settore 2, costituisce uno degli elementi fondamentali nell’astrosciamanesimo con estensione ad ogni Settore e Mondo. Nell’esplorazione dell’asse verticale, durante il Secondo Livello di Formazione, il rapporto con il Grande Albero riveste un ruolo di primaria importanza. Per prepararsi a eventuali successivi sviluppi formativi è necessario impegnarsi a trascorrere regolarmente e almeno una volta alla settimana alcune ore in mezzo al verde. Durante questo periodo dell’anno puoi scegliere, come parte della tua pratica, di visitare boschi, prati, montagne, colline e qualsiasi luogo in cui entrare a diretto contatto con la natura. Se non riesci ad allontanarti dalla città, recati nel parco urbano più vicino. Instaura un rapporto diretto con questi ambienti: parla con gli alberi, medita accanto a loro, abbracciali, portagli dei doni, prenditi cura di essi. Trova un sito ideale per te, dove ti senti a tuo agio, sicuro e bene. Puoi dapprima operare con la tua immaginazione e dimorare in quel sito a tale livello. Sii consapevole delle sensazioni che percepisci nel tuo corpo. Poi cerca tale sito nell’ambiente esteriore e nota quello che accade al tuo corpo a seconda di dove si muove. Quando trovi un’area adatta, trascorri almeno 21 minuti lì. Visitala regolarmente. Per favore, apriti ad una visione autentica della natura, liberandoti dei condizionamenti relativi, soprattutto quelli romantici o ecologici. Seppure vi siano situazioni o località che possono esercitare maggiore fascino o proiezioni, a meno che il tuo Intento non sia quello di promuovere ulteriore separazione, evita di creare dicotomie o conflitti ideologici tra ciò che è naturale e innaturale. L’Intento qui è di stabilire un dialogo diretto con l’ambiente e non di impiegarlo come schermo di proiezione per i propri pregiudizi. Renditi conto inoltre che la meraviglia e la bellezza che certe località possono suscitarti sono semplicemente il riflesso di una matrice che dimora nei livelli sottili del tuo essere e che, nel processo di guarigione, è destinata a riflettersi in tutto ciò che ti attornia, senza alcuna eccezione. Avvediti anche del fatto che il tuo corpo fisico costituisce la forma più naturale di cui puoi disporre. Ne consegue che in qualsiasi momento, soprattutto quando ti percepisci lontano dalla natura, puoi stabilire un rapporto diretto ed estremamente ravvicinato con essa.

12) Se puoi usare un tamburo, trascorri tempo regolare in sessioni di tambureggiamento, come quella indicata nell’apposita sezione sul tamburo.

13) I Paheka Sadohe Korah (Canti degli Spiriti Totem e Guide) sono canti concepiti per attivare il campo energetico di ciascun Settore e permettere una connessione con il relativo Spirito Totem e Guida Ausiliaria. La loro struttura implica la ripetizione del nome dello Spirito Totem seguito dal termine Sadoh (che può essere tradotte come Spirito Guida). Il canto del Settore 2 è quindi Rata Sahe Pah Sadoh. Per cortesia, usa questa pratica solo se intendi stabilire o stimolare una relazione con lo Spirito Totem del Settore 2. Se decidi di usare questo canto, puoi sia intonarlo per accompagnare un viaggio sciamanico nel Settore 1 o come una pratica autonoma da svolgere preferibilmente una o due volte al giorno per almeno cinque minuti durante un periodo di 28 o 21 giorni.

14) Le posture totemiche astrosciamaniche sono usate specificatamente per contattare lo Spirito Totem di ciascun Settore. Esse appartengono alla tradizione sciamanica del ProvOrdo Etnai e sono il risultato di antiche trasmissioni. Alcune di queste posture sono derivate dalle icone riprodotte all’inizio di ciascuna lezione. Queste posizioni sono usate per incontrare il relativo Spirito Totem e integrare o liberare la sua energia. Puoi impiegarle usando le indicazioni fornite nella Lezione Due in “Esplorazione dei Settori”. L’immagine di Rata Sahe Pah Sadoh, lo Spirito Totem del Settore 2, la puoi trovare a  p. 1 di questo testo.

15) Posizionamento nel Cerchio: Questo è un adattamento della pratica descritta nella Guida di Lavoro (7. Esplorazione della carta), che puoi scegliere di usare come tecnica regolare o applicazione del Rituale di Base. Allorché hai identificato  le necessarie informazioni sulla tua carta natale, si tratta di muoversi, fisicamente nel Sacro Cerchio o sciamanicamente nello Spirito Cerchio, in quattri diverse posizioni: 1) il segno del Toro; 2) il segno in cui si trova la cuspide della seconda casa; 3) il segno dove si trova Venere; 4) il segno dove si trova la Terra (segno opposto a quello del Sole). La tecnica richiede idealmente un minimo di 12 pratiche. A conclusione di ciascuna esplorazione è necessario prendere nota di sensazioni e impressioni.

16) Le battute di tambureggiamento astrosciamanico sono colpi base di percussione su tamburi a cornice usati per richiamare l’energia di ciascun Settore. Essi si fondano su una semplice struttura relativa agli elementi e alle qualità dei segni zodiacali. Le percussioni ideali per questo tipo di pratica sono i tamburi a cornice, ovvero i tamburi il cui diametro è di gran lunga superiore alla profondità (tamburello, bodhran, bendir, tammorra, riq, kanjira, ecc.) o altri strumenti da suonare a mani nude. La percussione relativa al Toro è una doppia battuta prodotta da un colpo chiamato kah. L’intera mano colpisce il centro del tamburo e genera un suono contenuto. Se impieghi un tamburello, questa battuta ferma il suono dei piattini. Il ritmo di base è essenzialmente in 2/2. Può anche essere suonato in combinazione con i ritmi di altri Settori. In questo caso la serie di singole battute è seguita dal colpo e dal numero specifico relativo al Settore in combinazione. Per esempio, la combinazione Settore 2 e Settore 6 consiste di due colpi kah (Settore 2) seguiti da tre colpi kah (Settore 6). Se scegli di usare questo strumento di guarigione, è preferibile praticarlo quotidianamente per almeno sette minuti. Il tambureggiamento può essere pure accompagnato dal canto.

17) Articolazione dell’Intento: Durante i prossimi sette giorni domandati con frequenza “Che cosa mi piace?” o “Che cosa amo?”. Scrivi quante più frasi puoi iniziando con “Mi piace ….” o “Io amo ….” e riporta qualunque cosa, ricorda qualunque cosa, è per te fonte di attrazione a qualsiasi livello dell’esistenza. Non ha importanza se si tratta di cose, situazioni, persone o esperienze significative o banali, lecite o illecite, possibili o apparentemente impossibili. Limitati semplicemente a trascrivere tutto ciò che senti o ti passa per la mente. Se ti arrivano pensieri di cose che odi o che non ti piacciono, o che trovi fastidiose e repellenti, considera e trascrivi l’aspetto contrario o opposto. Compila una lista di tutto ciò che ti piace ed ami. Poi prendi questa lista, lasciala riposare per sette giorni, ed infine, per altri sette giorni, studiala attentamente per scoprire l’essenza di ciò che ti piace, per comprendere la natura centrale dei tuoi desideri. Fa una selezione dei dati che hai raccolto, disponili in ordine di priorità e giungi a formulare una tua definizione di ciò che, nel tuo mondo interiore ed esteriore, ruota attorno al piacere.

18) Gli squilibri del Settore 2 si ripercuotono spesso in ritmi di lavoro senza tregua che appesantiscono il corpo e che, nei pochi momenti di pausa, si riflettono nella ricerca disperata di piaceri e nella soddisfazione ossessiva di desideri (eccesso di acquisti, consumi di cibo e bevande, fumo, sesso, ecc.). Il rallentamento dei tempi, la quiete, il rapporto con la natura e con il suo verde, la pazienza, il riposo sono in genere le medicine del Settore 2 più potenti. “Il riposo è più essenziale del cibo. Se a volte digiuni un po’ è più che ottimo, ma il riposo non deve mai essere dimenticato, perché fondamentalmente il corpo è soltanto un tempio: la divinità è all’interno. Il corpo deve essere amato solo perché è un tempio della divinità. Il corpo è solo un mezzo, il fine è all’interno. Il riposo, la meditazione, sono cibo per l’anima. Riposo vuol dire silenzio, quiete, rilassamento, calma, pacatezza, raccoglimento, meditazione. Uno stato di non occupazione mentale, di vuoto, di silenzio, liberi dall’idea di fare qualcosa, di andare da qualche parte, senza correre verso una meta, essere semplicemente qui e ora. Questo è riposo”.[15] La pratica consiste nel trascorrere regolarmente minimo 14 minuti di riposo, in cui non fare assolutamente nulla, tranne esprimere il proprio Intento all’inizio e alla fine. Al termine della pratica prendi nota sul tuo diario.

 

GUIDA DI LAVORO

1. Strumenti di guarigione: Nei primi quattro o cinque giorni pratica almeno tre dei metodi descritti nella sezione Strumenti di guarigione, poi scegline uno e impiegalo quotidianamente, a giorni alterni o minimo due volte la settimana per almeno 21 giorni o un ciclo lunare (28 giorni). Inviami un breve riassunto delle tue esperienze con la pratica e indica di quale metodo si tratta.

2. Esplorazione del Settore 2: Impiegando le indicazioni generali fornite in L’esplorazione dei Settori nella Lezione 2, incontra lo Spirito Totem del Settore 2. Inviami un breve riassunto della tua esperienza.

3. Attivazione del Settore 2: Attiva il pezzo del Settore 2 delle tue Parti del Sacro Cerchio. Procedi a svolgere ciò solo dopo che hai effettuato l’esplorazione del Settore 2. Puoi sia disegnare, pitturare, incidere o fare qualunque cosa decidi per attivare il pezzo. Scegli in base alla guida che ricevi. Lascia che la decisione su come costruire il pezzo emani da dentro. Ricorda che si tratta di un lavoro sacro e che esso non deve necessariamente soddisfare la vista degli occhi o corrispondere a particolari canoni artistici. La sola cosa che conta è che ciò che fai sia il risultato della tua connessione di potere. Inviami un riassunto dell’esperienza di attivazione.

4. Seminario: (Si applica solo se hai preso parte a sessioni di gruppo o individuali sul Settore 2) Invia un riassunto sulle tue esperienze, riflessioni e sensazioni durante la sessione sul Settore 2.

5. Domande:

a.   Quali sono gli animali, i minerali, le piante, i colori, i paesi, la gente o gli oggetti che, in base alla tua percezione ed esperienza (senza quindi riferirti alla lista delle corrispondenze fornite nella prima pagina) sono in relazione con il Settore 2?

b.   Vi sono film, lungometraggi, libri, opere musicali o teatrali che per te sono connessi con il Settore 2? In caso positivo menziona il loro titolo.

c.   Immagina di essere sul punto di partire per un’altra galassia, in cui rimarrai per molto tempo. Tra le cose che possiedi, puoi portare con te solo due oggetti. Che cosa prendi con te? Come ti senti riguardo il lasciare le altre cose?

d.   Qual è il tuo rapporto con ognuna delle quattro leggi (guadagno, spesa, risparmio, investimento) menzionate nella sezione sul denaro?

6. Dati astrologici:  Il Settore 2 riveste un ruolo rilevante nella tua carta allorché il Sole, la Luna, la Terra, Venere, oppure più di tre pianeti si trovano nel segno del Toro o nella Seconda Casa, in prossimità di un angolo (Ascendente, Medium Coeli, Discendente, Immum Coeli) sito nel segno del Toro o congiunto a Venere o alla Terra.

7. Esplorazione della carta: Nota quale casa nella tua carta comincia con il segno del Toro. L’area relativa è una zona in cui l’energia del Settore 2 si esprime abbondantemente. Osserva pure se vi sono pianeti in quella casa e quali sono. Impiega il tuo Sacro o Spirito Cerchio e ivi posizionati per almeno cinque minuti. Apriti a ciò che giunge alla tua mente, alle tue emozioni e al tuo corpo. Nota qualunque cosa attira la tua attenzione, non importa quanto triviale essa sia. Trascrivila. Poi muoviti nell’area ove si trova Venere. Osserva in che segno e casa si trova e quali aspetti forma con altri pianeti. Sistemati nel punto in cui si trova Venere, apriti alla tua intuizione e prendi nota. Infine guarda il segno del Toro, osserva se vi sono pianeti o angoli e quali sono. Siediti nel segno del Toro e trascrivi le tue osservazioni. Inviami un riassunto dell’intera esperienza.

8. Testo Guida: Scrivi e inviami un riassunto delle tue intuizioni e riflessioni riguardo il testo della lezione sul Settore 11. Con sincerità e in base alla tua percezione, che cosa ha generato interesse, attrazione, ispirazione, chiarezza, ecc.? Con quali aspetti hai provato maggiore risonanza? E che cosa ha stimolato rancori, o ti è apparso poco chiaro, noioso, complicate, fastidioso, oscuro? Con quali aspetti hai percepito dissonanza?

 

LETTURE OPZIONALI

Questo sezione contiene rapporti di viaggi astrosciamanici e articoli vari in allineamento con il Settore 2. La loro lettura è consigliata, ma solo se ciò risulta gradevole ed agevole.

 

Il corpo fisico

“Il novantotto per cento degli atomi del vostro corpo non esistevano affatto un anno fa. Lo scheletro, che a voi sembra così solido, non esisteva tre mesi fa. Solo la configurazione delle cellule delle ossa pare essere costante; atomi di tutti i tipi scorrono liberamente, avanti e indietro, lungo le pareti cellulari, e voi, ogni tre mesi, acquisite un nuovo scheletro. La pelle si rinnova completamente ogni mese. […] Tutte queste cellule corporee dimostrano in continuazione le loro capacità di ringiovanimento universale, ma voi insistete a funzionare come la ritenzione statica e priva di creatività di un’aggregazione oggettiva di specializzazione meccanica. Tuttavia questo corpo che voi pensate di abitare è solo la formulazione della vostra memoria cromosomica che è sempre totalmente inesistente e irreale. La collocazione spazio-temporale che occupa è solo una struttura momentanea di modelli di pensiero accumulati e proiettati. Ogni singola cellula del vostro corpo è uno sviluppo completo della Realtà Universale dell’intero cosmo. Poiché la continuità del tempo corporeo non è sequenziale, esso non deve subire il conflitto della memoria sequenziale che richiede una continua direzione di separazione per mantenere la sua linearità, a meno che non si voglia che ciò accada. Ciò significa in termini spirituali che il vostro corpo risuscita in ogni momento. Rendetevi conto ora di come è semplice sviluppare un corpo in uno stato costante di resurrezione rimanendo nel momento della vostra riunione con la Mente di Dio eternamente creante. Accade spontaneamente in ogni momento. È il solo modo per guarire ed essere guariti.”[6]

Ogni forma fisica contiene in sé lo Spirito che è la fonte e l’essenza di collegamento per tutto ciò che esiste. Nelle tradizioni del Sacro Cerchio questa fonte è chiamata Rete di Potere, o Rete Cosmica, ed è esemplificata dal Sacro Cerchio stesso. La comprensione operativa di tale rete è la chiave per la trasformazione e il radicamento della propria esperienza. Il radicamento consiste nel riconoscere e nel sapersi collegare con la Rete Cosmica. In genere è più semplice stabilire questo collegamento quando siamo all’aria aperta e in ambienti naturali. Tuttavia ciò è relativo, poiché lo Spirito e la Rete di Potere sono presenti in ogni luogo e situazione. L’unica condizione è quella di essere disposti a riconoscerli. Da parte mia è necessario un Intento chiaro a questo riguardo. Lo Spirito non si impone mai alla mia attenzione e non fa nulla a meno che io non scelga di creare una relazione con Lui. Quando ciò accade, Egli è pienamente disponibile ovunque. Per la maggioranza delle persone un albero è semplicemente una fonte di ombra, di frutti o di legname. Se guardo invece un albero ad un livello più sottile, vedo che esso è composto, come tutto ciò che esiste, da atomi. Se osservo l’albero ad un livello ancora più sottile mi rendo conto che un albero è un vettore dello Spirito. Questo Spirito anima tutto ciò che esiste. Esso è la fonte della Rete di Potere e mi rende unito con qualsiasi cosa o essere. Con questo Spirito io mi allineo nel mio lavoro.

Il lato destro del corpo è regolato in prevalenza dall’emisfero sinistro del cervello (parte logica, analitica, temporale, verbale e “maschile”) e trova espressione soprattutto nella vita sociale e convenzionale. Il lato sinistro del corpo è controllato dall’emisfero sinistro (la parte intuitiva, creativa, atemporale e “femminile”) ed è in rapporto in genere con la vita istintiva e le realtà non ordinarie. La parte anteriore del corpo corrisponde al lato che maggiormente viene esibito all’esterno: quello rappresentativo della mia identità così come intendo mostrarla. La parte posteriore è invece in relazione con i lati più nascosti e con rancori ed emozioni represse e indesiderate.

Lavorando direttamente con lo Spirito Guida e con gli Spiriti Totem, nel corpo fisico si possono talvolta produrre cambiamenti notevoli. Malesseri cronici e abituali o anche serie malattie spesso scompaiono come effetto collaterale del lavoro interiore. In diversi casi si comincia ad essere attratti verso altri cibi, si cambia dieta o ci si libera dalla dipendenza da alimenti dannosi e da sostanze tossiche.

“Il cambiamento spirituale è cambiamento fisico. Per proiettare una nuova realtà o per cambiare l’attuale ologramma, l’unità di proiezione stessa, il veicolo fisico, deve essere cambiato. Mentre le cellule richiedono nuovo cibo, noi rispondiamo cercandolo e perdendo interesse in quello vecchio”.[7]

Il corpo è la casa dell’ego, per sua propria scelta. È l’unica identificazione con la quale l’ego si sente al sicuro, dato che la vulnerabilità del corpo è la sua migliore argomentazione a favore della tesi secondo la quale non puoi essere di Dio. Questa è la credenza che l’ego sostiene ardentemente. Tuttavia l’ego odia il corpo, perché non lo ritiene sufficientemente buono ad essere la sua causa. È qui che la mente si sbalordisce davvero. Le viene detto dall’ego che è veramente parte del corpo e che il corpo è il suo protettore, e le viene anche detto che il corpo non può proteggerla. Quindi la mente chiede: ‘Dove posso rivolgermi per avere protezione?’; al che l’ego risponde: “Rivolgiti a me’. La mente, e non senza motivo, ricorda all’ego che è stato lui a sostenere che essa è identificata col corpo, così non c’è motivo di rivolgersi ad esso per avere protezione. L’ego non ha una risposta valida, perché non ce n’è alcuna, ma ha una soluzione peculiare. Cancella la domanda dalla consapevolezza della mente. Una volta fuori dalla consapevolezza, la domanda può produrre disagio, ed effettivamente lo produce, ma non le si può dare risposta perché non può essere posta.[8]

“Il corpo è un miracolo, è incredibilmente bello, è un fenomeno straordinariamente complesso. Non esiste un’altra cosa altrettanto complessa e sottile quanto il corpo. Voi non lo conoscete affatto. L’avete visto soltanto allo specchio. Non l’avete mai guardato dall’interno, altrimenti vi sareste accorti che è un universo in sé stesso. E’ quello che hanno sempre detto i mistici: il corpo è un universo in miniatura. Se lo osservi dall’interno è incredibilmente vasto – milioni e milioni di cellule, ed ogni cellula vive una vita sua propria, ed ogni cellula funziona con perfetta intelligenza…”(Osho).[9]

Nella pagina seguente riporto una breve tabella delle corrispondenze delle parti del corpo con i Settori e le specifiche esperienze della vita (indicati da S, per Settore, seguito dal numero del Settore in questione). Per una trattazione più completa si rimanda alle voci di ciascun fascicolo di Settore.

 

CORRISPONDENZE FISICHE

 

PARTE DEL CORPO SETTORE ESPERIENZE
Anche S7 Equilibrio fisico, decisioni, obiettivi e Intento.
Ano S8 Rilascio dei rancori, volontà, piacere, libera espressione.
Arterie S5 Gioia e piacere di vivere.
Bocca S2 Ricevimento di nuove energie, fame, piacere, accettazione.
Braccia S3 Apertura all’esperienza, comunicazione, attività, movimento.
Capelli S7 Atteggiamenti esterni, pensieri, forza, energia vitale.
Caviglie S11 Liberazione da sensi di colpa, capacità di ricevere piacere e di volare.
Cervello S1/5 Capacità di comando, chiarezza, creatività, intelletto, pensiero.
Collo S2 Flessibilità, capacità di vedere oltre, comunicazione anima e corpo.
Colonna vertebrale S5 Intento, integrità, coerenza, autorità, fiducia, asse verticale.
Cosce S9 Forza, potere creativo.
Cuore S5/7 Intento, Centro, perdono, amore, coraggio, rapporto con Spirito Guida.
Denti S2/10 Capacità di decisione, presa di possesso, tempo, crescita, aggressione.
Dita S3/S6 Particolari e dettagli, modelli energetici: (anulare) creatività, unioni, sessualità, Sole; (indice) ambizione, espansione, intelletto, vita, Giove; (medio) morte, ambizione, Saturno; (mignolo) verità, finzione, poteri occulti, Mercurio; (pollice) energia, potere, volontà, Marte.
Faccia S1 Personalità, identità nel mondo esteriore.
Fegato S9/6 Collera, emozioni primitive, passioni, coraggio.
Gambe S10/9 Supporto, motivazione, fiducia.
Genitali S8 Potere, sessualità, separazione, accettazione.
Ginocchia S10 Orgoglio, identità, ambizione, determinazione, autorità terrena.
Glutei S9 Forza, potere.
Gola S2 Espressione, creatività, adattamento ai cambiamenti.
Gomiti S3/4 Cambiamenti di direzione, flessibilità, accettazione di nuove esperienze.
Intestino S6 Discriminazione, assorbimento, conoscenza esoterica, compassione, emozioni, liberazione rancori.
Lingua S2 Piacere, godimento, parola, discernimento.
Mani S3/6 Comunicazione, messaggi, attività, autoespressione, potenza, dominio.
Milza S6 Ossessioni, preoccupazioni, risata.
Naso S1 Identità nel mondo esteriore, curiosità, intuizione.
Occhi S1 Chiarezza, percezione della realtà, luce, protezione, vigilanza.
Orecchi S2 Informazioni sottili, animalità, sessualità, comunicazione passiva.
Ossa S10 Struttura, autorità, fermezza, essenzialità.
Ovaie S8 Creatività, adeguatezza.
Pancreas S6 Dolcezza e semplicità nella vita.
Pelle S10 Rapporto con il mondo esterno e strategie relative.
Pene S8 Energia vitale, principio maschile, trasformazione, aggressione.
Petto S4/5 Orgoglio, nutrimento, emozioni, sessualità.
Piedi S12 Comprensione della vita, rapporto con la Terra, servizio.
Polmoni S3 Vita, pienezza, totalità, tensione.
Polso S3 Movimento, tranquillità.
Reni S7 Trasformazione dei rancori.
Spalle S3 Rapporto con esperienze passate e presenti, capacità di portarne il peso.
Stomaco S4 Impiego del nutrimento, blocco dei rancori, condensazione dell’energia.
Unghie S3/6 Protezione, sicurezza.
Utero S8 Creatività.
Vagina S8 Principio femminile, procreazione.

 

Prosperità e Denaro

La coscienza della prosperità è l’esperienza del funzionamento adeguato e privo di sforzo nell’ambito dell’universo fisico. Quando siamo in grado di avere questa esperienza, allora siamo prosperi. Ciò può accadere sia col denaro che senza. Il denaro può essere parte di questa esperienza, anche se non può fornirla. Per trasformare la tua relazione con il denaro, è necessario che tu trasformi i tuoi pensieri sul denaro, su te stesso e sulle altre persone. La linea di base della prosperità è l’autostima. Devi aumentare la tua autostima per renderla equivalente alla sua espressione esteriore che può essere intesa per certi versi come denaro. Lo scopo del denaro è quello di creare le condizioni ambientali in cui possiamo fare esperienza di ciò che il denaro non può comprare.[10]

Il denaro è uno degli aspetti più tipici della funzione di radicamento svolta dal Settore 2. Alcuni studiosi identificano quattro leggi fondamentali su cui si basa l’uso delle risorse materiali e l’impiego dell’energia in genere. Esse sono: guadagno, spesa, risparmio, investimento. Coloro che sono in grado di padroneggiare queste quattro leggi nella vita materiale, una volta che si avvicinano alla ricerca interiore, sono di solito in grado di avere esperienze stabili, durature e significative. Sovente, le persone tendono ad avere problemi con una o più leggi: con alcune si trovano a loro agio, mentre con altre non riescono a relazionarsi oppure lo fanno in eccesso. Questi problemi sono in relazione con situazioni specifiche esistenti nei corpi sottili e multidimensionali. Per essere compresi o risolti richiedono un lavoro interiore piuttosto che estenuanti operazioni e imprese economiche all’esterno. Una dei rancori più tipici sul denaro è quello di preoccuparsi o lamentarsi di esso. Ogni volta che questo accade è preferibile fermarsi e fare o pensare qualcosa d’altro. Preoccuparsi o lamentarsi del denaro non ha mai aiutato nessuno a migliorare la sua condizione finanziaria. L’uso di strumenti come le affermazioni mentali, i rituali di prosperità, i viaggi sciamanici nei Settori pertinenti o gli accordi contrattuali con Spiriti Totem o Guide specializzate in ambito economico, possono consentire di comprendere le effettive motivazioni della propria situazione rispetto al denaro. Se sono disposto a focalizzarmi sull’Intento e a connetterlo con la Funzione, è importante che assuma piena responsabilità per la mia situazione economica. Esistono diversi metodi a questo riguardo che richiederebbero un’ampia trattazione. Di seguito riporto brevemente alcune affermazioni. Per esempio,  “Io merito di essere prospero” e “Il mio collegamento individuale con la Guide e gli Spiriti Totem, con l’Intento connesso alla Funzione, mi consente di acquisire immense risorse” sono affermazioni di prosperità che permettono di inserire nella mente un messaggio chiaro riguardo la disponibilità ad ottenere denaro e risorse necessarie. Allo stesso tempo (e magari ciò sta già cominciando ad accadere proprio ora), questo tipo di affermazioni evidenziano pregiudizi, rancori e condizionamenti verso il denaro che sono assai radicati. Tali rancori rappresentano la causa effettiva di molti problemi economici e spirituali. Riconoscendoli, lavorando su di essi e liberandoli, posso accettare o cambiare realmente la mia situazione a questo riguardo. Vi sono apposite affermazioni per ciascuna delle quattro leggi relative alla vita materiale.

La prima legge è quella del guadagno. Essa stabilisce che tutta la ricchezza umana è creata dalla mente umana. Per aumentare tale ricchezza è necessario elevare la qualità del mio modo di considerare il denaro e le risorse. In questo caso, come per tutti gli altri, si tratta di chiarire qual è il mio Intento. L’Intento non può essere il denaro. Il denaro è energia. L’energia è sempre abbondante e infinita, per cui non ha senso identificare il suo possesso come mio Intento L’Intento riguarda in che modo impiegare l’energia. Una volta che l’Intento è chiarito, esso attrarrà inevitabilmente l’energia necessaria  In questo contesto l’Intento di avere denaro (energia), che è uno dei più diffusi su questo pianeta, è privo di senso e non è un Intento effettivo. Se io rimango fermo con questa idea accade che vengo assimilato all’energia. Tale energia, non disponendo di un Intento, verrà usata da chi ha un Intento, da chi insomma sa cosa fare con l’energia. L’energia abbisogna di un Intento. Posso decidere io stesso riguardo questo Intento, e quindi dirigere l’energia in quella direzione, o posso scegliere di essere parte dell’energia che viene diretta verso un Intento. Quello che conta è prendermi responsabilità della mia scelta. Qualunque scelta, allorché è cosciente, implica una condizione di potere. Per quanto riguarda la legge del guadagno, un esempio di affermazione è: “Il mio lavoro è uno strumento attraverso cui attingo alle infinite risorse dell’economia multidimensionale per la realizzazione del mio Intento connesso con la Funzione”.

La legge del risparmio, come è risaputo, consiste nel mettere da parte una porzione delle proprie entrate per garantirsi una maggiore prosperità nel futuro. Questa funzione è tipica del Settore 2 e riveste grande importanza poiché i risparmi costituiscono le radici delle risorse. Qualora tale legge è deficiente, può essere stimolata impegnandosi per esempio a risparmiare una percentuale fissa, anche minima, su qualsiasi reddito percepito, senza spenderla mai per un certo numero di anni o per tutta la vita, riservandosi invece di godere degli interessi relativi. Sul risparmio alcuni esempi di affermazione sono: “Le mie entrate aumentano ogni giorno, sia che io stia lavorando, dormendo, giocando o meditando”, “Una parte di ciò che guadagno rimane con me per sempre”.

La legge della spesa consiste nel godere pienamente di ciò che ottengo impiegando il denaro e facendolo circolare. Esempi di affermazioni relative sono: “Ogni euro che spendo mi ritorna indietro raddoppiato (o triplicato)”. Qui si tratta di spendere il denaro responsabilmente, cessando di disperdere energia attraverso la lamentela o il senso di impoverimento. Ogni occasione di spesa – incluse quelle ineluttabili e solitamente meno gradite (come tasse, bollette, multe, ecc.) – sono occasioni per generare maggiore risorse in futuro. Infondendo il denaro che spendo con l’energia del mio Intento collegato alla Funzione, facilito la diffusione di ciò che per me è sacro e creo le condizioni energetiche per un esteso benessere, sia personale che collettivo. In questo modo, le Guide e gli Spiriti ricevono messaggi potenti e chiari, liberandosi via via da passati messaggi debilitanti, per poi agire di conseguenza.

La legge dell’investimento si fonda sull’impiego di parte dei risparmi per ottenere redditi aggiuntivi. Per l’investimento si possono usare le seguenti affermazioni: “Ogni mio investimento genera profitti”, “Le mie risorse vengono impiegate in accordo con il mio Intento collegato alla Funzione”.

Al fine di migliorare le condizioni economiche e muovere i primi decisivi passi sul sentiero della prosperità, è necessario riconoscere pienamente le risorse che sono già disponibili. Una storia tipica del Settore 2 è quella di un pover’uomo del Sud Africa che, attratto dai racconti dei primi cercatori di diamanti, decise di vendere la sua casa e la sua sterile terra. Coi pochi soldi ricavati egli si stabilì, insieme alla sua famiglia, nelle zone minerarie con la speranza di migliorare la sua condizione. La compagnia che comprò la sua terra, in seguito, durante dei lavori di scavo portò in superficie il diamante più grosso apparso in quel momento nell’intero continente africano. Questa storia evidenzia l’importanza di riconoscere ed entrare in sintonia con le ricchezze che esistono vicino a noi. Un elemento fondamentale da tenere bene in mente riguardo il denaro è che sono qui per operare a Livello 1 e 2, vale a dire dalla prospettiva di una percezione di separazione che implica presupposti che non esistono in un contesto di unità. “Dio, che racchiude tutto l’essere, creò esseri che hanno tutto individualmente, ma che vogliono condividerlo per incrementare la loro gioia. Niente di reale può essere aumentato tranne che condividendo. Questo è il motivo per cui Dio ti ha creato. La Divina Astrazione gioisce nel condividere. Questo è il significato della creazione. ‘Come’, ‘cosa’ e ‘a chi’, sono irrilevanti, perché la vera creazione dà tutto, dato che può creare solo come se stessa. Ricorda che nel Regno non c’è differenza tra avere ed essere, come c’è nell’esistenza. Nello stato dell’essere la mente dà tutto sempre.”[11]

 

Il Tamburo Sciamanico

Il tamburo rappresenta la forma umana più antica di espressione musicale e lo strumento maggiormente usato da sciamani e guaritori di ogni cultura. Mentre il sonaglio è in genere associato con le energie ad alta frequenza del Cielo e del Mondo dell’Alto, il tamburo è solitamente in rapporto con le energie a bassa frequenza della Terra e del Mondo del Basso. Il suo battito ricorda quello del cuore e del ventre centrale di questo stesso pianeta. Il tamburo sciamanico è lo strumento principale di molti sciamani e, in quanto tale, è considerato con il massimo rispetto. Esso è talvolta identificato con il mezzo di trasporto (cavallo o altro animale a quattro zampe) che consente il passaggio lungo l’asse verticale o Grande Albero e il collegamento  tra Cielo e Terra. “Per essere, la cassa del suo tamburo, fatta del legno stesso dell’Albero Cosmico, lo sciamano, battendo il tamburo, vien proiettato magicamente presso tale Albero: vien proiettato nel ‘Centro del Mondo’ e per ciò stesso può anche ascendere nei Cieli.”[12]  Il suo suono produce una specifica frequenza di onde theta (da quattro a sette cicli per secondo) in grado di agevolare l’entrata in stati di trance e di coscienza non ordinaria.[13] Questa caratteristica lo rende un compagno prezioso nei viaggi sciamanici, nei lavori di guarigione e nelle cerimonie rituali. Alcuni sciamani lo impiegano anche per scopi divinatori. I Tungusi, per esempio, usano una forma di divinazione che si basa sul ricevere informazioni a seconda della posizione in cui cade la bacchetta del tamburo quando viene gettata in aria. Vi sono diversi tipi di tamburi sciamanici. Quelli classici, impiegati in Siberia e in buona parte dell’America, hanno un’unica testa a forma circolare od ovale, si tengono con la mano sinistra, impiegando un’apposita impugnatura sul retro, e sono suonati usando una mazza di percussione che gli sciamani Altaici chiamano frusta.[14] In commercio ne esistono attualmente due modelli: in fibra sintetica (mylar) e in cuoio o pelle animale. I primi sono decisamente più economici dei secondi, facili da gestire e adatti per i principianti. I tamburi con testa di pelle o cuoio, diversamente da quelli sintetici, sono molto sensibili ai cambiamenti di temperatura e vanno custoditi con particolare cura. La loro energia differisce a seconda del tipo di pelle o legno impiegato: capra, cervo, cavallo e pescecane hanno energie distinte, così come quercia e acero. Seppur molto diversi dal punto di vista energetico, sia il tamburo di pelle che quello sintetico sono ugualmente efficaci nel lavoro astrosciamanico e vanno trattati entrambi con rispetto. Non si tratta di strumenti indispensabili ed è importante comprarli e usarli solo se ci si sente sinceramente attratti da essi. Come per ogni Strumento Sacro, una volta acquisito, è necessario attivarlo con una specifica cerimonia e prendersene cura con regolarità. Per esempio, si può fumigare il tamburo prima e dopo ogni viaggio o rituale, e coprirlo, quando non è in uso, con uno scialle protettivo o inserirlo in un’apposita custodia. Più occasioni troviamo per rapportarci con i tamburi o i sonagli e comunicare l’Intento, maggiore sarà il loro contributo. Prima di suonare questi strumenti è necessario rimanere in silenzio e collegarsi con il proprio Centro e Intento. Si tratta di portare l’attenzione verso il cCuore e di iniziare poi a seguire il battito impiegando il tamburo, il sonaglio o strumenti similari. Poi, lentamente, si può cambiare il rimo di battuta o accompagnarlo con un canto. Ogni Settore o Spirito possiede specifici ritmi e canti. Alcuni di essi appartengono alle tradizioni, mentre altri si generano spontaneamente nel momento stesso in cui sono suonati. Al termine del lavoro si fanno una serie di rapide battute allo scopo di segnalare la conclusione della cerimonia o del viaggio e l’invio del canto allo Spirito.

 

San Giorgio

San Giorgio viene festeggiato il 23 aprile in diverse paesi del mondo e nelle numerose città di cui è patrono, quali Barcellona, Genova, Ferrara e Reggio Calabria. E’ considerato protettore dei cavalieri e dei militari, e viene invocato contro i serpenti velenosi. Diversi sono i  misteri che lo celebrano ispirati alla leggendaria uccisione del Drago. Una città pagana della Libia era terrorizzata da un drago, che gli abitanti cercarono dapprima di placare con l’offerta di bestiame e in seguito tramite il sacrificio di esseri umani. La figlia del re venne scelta dagli abitanti per essere offerta in pasto al drago, ma Giorgio sopraggiunse e uccise la bestia, poi convertì al cristianesimo l’intera città. Tale evento assimila antichi miti di origine greco-romana e orientale. In Egitto il suo culto trovò facile diffusione per l’analogia con immagini del dio solare Horus che, nelle sembianze di un cavaliere dalla testa di falco, trafigge un coccodrillo. In Inghilterra, di cui San Giorgio è patrono, la sua popolarità è notevole, tanto che la bandiera nazionale è costituita dalla croce rossa di San Giorgio in campo bianco. Nei paesi slavi e germanici il suo culto è connesso alle celebrazioni del ritorno della primavera, sotto la forma di un giovane ricoperto di fiori, detto “Il Verde Giorgio”.

 

 

Rapporti astrosciamanici

Per favore, sii consapevole che è preferibile leggere i seguenti rapporti dopo che hai intrapreso almeno una tua propria esplorazione del Settore 2.

1) Con la Guida arriviamo in un’immensa prateria su cui domina un meraviglioso e vasto podere. Un luogo che è in totale armonia con il mio Intento nel Settore 2: la realizzazione di un grande Istituto fondato sul rapporto con le Guide, sull’impiego del Sacro Cerchio e sulla pratica di Sacre Relazioni. Non faccio a tempo a contemplare quanto vedo che subito incrocio un Demone che si oppone alla realizzazione di questo Intento. Esso ripete spasmodicamente un mantra: “Rrrrikikkkaaa sdrazzandarbar dhuppakka ugggh gaggagggrrrhh!” che sembra voglia dire qualcosa come “non sei degno di realizzare questo sogno, non vali abbastanza, non te lo meriti, non ce la farai mai”. Intimorito mi aggrappo al corpo della Guida e poi domando al Demone perché egli si oppone alla realizzazione del mio Intento. La risposta giunge attraverso l’immagine di una pietra legata e occultata  nel pozzo del podere. A questo punto mi rivolgo alla Guida per avere spiegazioni, poiché non riesco a capire cosa significa questa pietra e che cosa ci possa fare. La Guida risponde: “Se l’immagine del podere che hai intravisto è veramente in armonia con il tuo Intento, probabilmente si tratta di riportare la pietra in superficie. Prima è necessario che tu ti avveda della trasformazione del Demone in Spirito e che crei con esso una nuova relazione”. Mi guardo attorno ed in effetti noto che la figura dapprima incrociata non c’è più, mentre in un punto del podere scorgo un altro essere. Esso sembra provenire dal Medio Evo: è vestito di verde o marrone (a volte nelle realtà non ordinarie, e non solo, ho difficoltà a percepire la differenza tra questi due colori!) e indossa un grande cappello. La figura mi conferma che si tratta di un’emanazione dello Spirito del Settore 2. A lui o lei chiedo: “Come posso dare forma al mio Intento nel Settore 2?”. La figura risponde:  “Qual è il tuo Intento nel Settore 2?” Io replico che voglio concretizzare nel mondo esteriore gli aspetti estatici che si animano nel mio mondo interiore. Poi indico una serie di progetti ed obiettivi. Lo Spirito mi chiede di guardarmi attorno, di fare un giro e di valutare se ciò che vedo è in armonia con il mio Intento. Il luogo è stupendo e tutto corrisponde pienamente alla mia visione più ideale. E’ il centro comunitario dei miei sogni. Vi sono semplici e comodi alloggi per i residenti, camere per gli ospiti, sale per gruppi, santuari, magazzini, giardini e aree verdi, alberi, luoghi sacri, itinerari sciamanici e anche una casa editrice. [Si tratta in verità della precisa descrizione dell’ambiente della Findhorn Foundation, di cui a quel tempo ancora non conoscevo nulla) […] Dopo un’attenta ed entusiasta ispezione, ritorno dallo Spirito. Egli mi dice: “Affinché tu possa realizzare quanto hai visto, occorre che tu entra totalmente in questa visione. La tua visione non ha nulla a che vedere con la disponibilità degli altri. Se essi comprendono, va bene, altrimenti, va bene lo stesso. Si tratta di seguire una serie di procedure regolari. Sei disposto a farlo?” Senza esitazione rispondo: “Sì, lo sono”. Raggiungo il pozzo, osservo dall’alto la pietra e rifletto su come estrarla. Nel frattempo lo Spirito mi avverte che una volta che avrò portato in superficie la pietra, le cose per me cambieranno radicalmente. Da un punto di vista materiale potrò disporre di un punto di focalizzazione e ciò significa che ogni mia risorsa si riverserà verso il mio Intento e altre ancora ne saranno attirate. “Quali sono le condizioni da adempiere qui da parte mia?”, domando allo Spirito. “Si tratta di offrire tutte le tue risorse per la realizzazione del lavoro”, egli risponde, “Qualunque cosa hai e via via ricevi, la offri allo Spirito tramite la tua Guida, seguendo queste procedure”. Seguono una serie di indicazioni specifiche. “Mi aiuterete nel caso in cui avrò problemi di tipo materiale?”, aggiungo. “Se adempi alle condizioni, l’aiuto giungerà a te automaticamente”, garantisce lo Spirito. In quel momento mi giunge l’idea sul modo in cui estrarre la pietra. […] La riporto quindi in superficie. Una volta fuori, la pietra inizia ad ingrandirsi fino a superare ampiamente il diametro del pozzo. In tal modo non sarà più possibile per lei ricadervi. La pongo nel prato del podere come una sorta di monumento al mio Intento ed all’operazione appena compiuta. Mi rendo conto di aver recuperato una parte consistente della mia anima. […]  “C’è una Medicina che posso impiegare in quest’ambito?”, domando. “La Medicina è la tua operatività, il tuo dare forma, il tuo adempiere a quanto hai ricevuto, il tuo impiego delle risorse finalizzato all’Intento”, risponde lo Spirito, “Tutte le risorse sono un tuo strumento. Per rafforzare questo canale puoi tenere questa Medicina tra le mani. Ora contempla nuovamente questo luogo”.

2) “Nel Settore 2 onori la forma,” dice lo Spirito di quel Settore “qualunque cosa sia materiale e toccabile con le tue mani, tutto ciò che ha solidità e peso. Ti colleghi con lo Spirito che sottende la Forma e gli permetti di allearti con te. Questa è la condizione di base qui. Tocchi la Terra, stabilisci un contatto con qualsiasi cosa incontri e senti la sua forma. Tutto ciò che è materiale può darti supporto. Qualunque forma può divenire un veicolo del tuo Intento se tu sei disposto a relazionarti con essa. Qui tu radichi l’Intento e hai la responsabilità di dare forma al tuo sogno. Con l’aiuto delle forze consenti al tuo Intento di diventare una realtà concreta. Sii attento e vigile. Qualunque cosa vedi, collegati con essa e chiedi supporto, crea un’alleanza, poiché avete in comune la stessa Funzione. L’alleanza si può diffondere da ogni parte. Tu entri nell’altro attraverso il tuo toccare, e così procedendo liberi ogni rancore. Questo è il dono del Settore 2. Prendi la Medicina del Settore 2 e comunica il potere del toccare. Attraverso la Medicina puoi collegarti con qualunque cosa nel mondo. […] Proclama il tuo Intento e poi apriti all’appoggio che tutto ciò che ti circonda può donarti. Puoi dare e ricevere: tanto è la stessa cosa. Sei determinato a collegare l’interno con l’esterno, a portare l’estasi che hai esperito dentro nel cosiddetto fuori. Si tratta di un grande Intento e noi siamo disposti a dargli supporto. Il nostro potere lo ricevi con il tocco. Tocca la Medicina e ciò che vedi all’interno troverà una forma all’esterno. Questo è il nostro potere, che è anche il tuo: quello di dare forma al tuo sogno. La forza del Settore 2 risiede in tutte le forme”. “Come posso dare forma al mio Intento?”, domando. “Visita regolarmente ogni Spirito e Settore. Evita di arenarti con le teorie e le argomentazioni. Visitare regolarmente significa avere esperienze dirette. Vuol dire inoltre svolgere pratiche regolari, esercizi e rituali. Non si tratta di fare ciò da soli poiché ciò continuerebbe a riprodurre le tue vecchie storie. Tu puoi avere il supporto di qualunque forma ed è tua responsabilità chiedere questo supporto. Allo stesso tempo non hai ad affrettarlo, poiché sei fiducioso che, seguendo le regole che da noi emanano, il supporto giungerà automaticamente. Ora ricevi questo sigillo di accesso al potere del Settore 2”. […]

3) Prima di visualizzare i codici,[16] ho percorso il lungo corridoio di accesso alla Sala Operativa.[17] Durante il tragitto sono apparse diverse forme pensiero ed alcuni rancori. Ognuno di essi immetteva in uno specifico percorso di deviazione che, pur mostrandosi in taluni casi come novità allettante, si rivelava essere già stato oggetto di precedenti visitazioni. Solo attraverso il radicamento nell’Intento sono riuscito a svincolarmi dal flusso del traffico astrale-mentale ed a convergere verso la Sala Operativa. A questo riguardo, mi è stato utile esternare – attraverso movimenti, posture e affermazioni – il mio desiderio di aprirmi ad una forma di comunicazione nuova, ben distinta dal consueto articolare delle forme pensiero ordinarie. Sono entrato all’interno della Sala Operativa: un complesso sistema di comunicazione in grado di codificare dati attraverso la partecipazione di tutte le modalità di espressione o ricezione dei corpi energetici. L’invio dei codici avviene con notevole intensità, tanto che ciascuna immagine si definisce e diventa un oggetto tangibile che io stesso prendo tra le mani e consegno all’impianto di ricezione. Questa modalità di inserimento dei codici è probabilmente in relazione con il Settore 2. Dopo aver digitato il mio nome, tutto procede secondo le modalità consuete, con la differenza che l’intero processo è migliorato molto qualitativamente. L’immagine di accesso è questa volta molto più intensa e maggiormente rappresentativa della potenza dell’Intento. Inoltre, arriva il seguente messaggio: “Non importa che vi sia una partecipazione apparente di ogni particella in transito o in sosta. Ciò che è essenziale è svolgere il lavoro. Se vi sono particelle di disturbo si tratta di lasciarle andare verso la Fonte affinché, una volta arrivate alla meta, possano ritornare e convergere verso la realizzazione dell’Intento primario…. La pietra, una volta raccolta dal pozzo, si è ingrandita enormemente: ciò a significare che da ora in poi non sarà più possibile occultarla. La sua collocazione in un punto primario del giardino evidenzia la disponibilità a cambiare il corso degli eventi…. Stringendo la Medicina del Settore 2 ricevi l’appoggio di tutte le risorse ed il potere di dare forma”. “In che cosa consiste esattamente il potere di dare forma?”, domando. Mi viene risposto: “Si tratta semplicemente di comunicare ad ogni forma con cui vieni in contatto il tuo Intento. Il tuo compito è di chiedere supporto. Questo giungerà inevitabilmente nella misura in cui l’Intento è allineato con la Funzione. Qualora vi sia una dispersione nel confronto orizzontale, puoi intervenire con gli strumenti del Settore 1. La persuasione va attuata usando ogni mezzo in accordo con le regole ed esclude le forme convenzionali di convincimento. Un primo oggetto sul quale operare è il tuo tamburo sciamanico. Esso è legato alla purezza dell’essenza del Settore 2. Prendi l’oggetto tra le tue mani, collega tutto il tuo campo energetico con l’Intento e la Funzione, inizia poi a toccarlo in ogni sua componente, senti che il tuo Intento è comune al suo, chiedi supporto nell’opera comune, crea un’alleanza. Fa ciò con totalità e sensualità penetrante. Visualizza l’apice dell’Intento e percepisci l’euforia specifica dell’oggetto nell’essere coinvolto in un piano comune. Il tuo Intento è anche il suo. Puoi allacciare alleanze con tutti gli oggetti. Per quanto riguarda gli esseri animati esiste un’altra procedura. Finita l’opera di persuasione e una volta ricevuto il consenso per l’alleanza, prendi l’oggetto e ponilo dinanzi a te o, se non è possibile spostarlo, posizionati di fronte ad esso. Osservalo e senti che esso è una rappresentazione dell’Intento. Ogni volta che lo vedrai e toccherai, ti rapporterai immediatamente con il tuo Intento. Trova un modo per lasciare esprimere l’oggetto e senti la sua voce di supporto. Per quanto concerne il tamburo sciamanico, il ritmo che suonerai or ora sarà quello del tuo Intento. La frase, la parola o il canto che ti giungerà, potrà essere usata per evocare il potere dell’oggetto nella sua funzione relativa al Settore 2. Il ritmo di battuta che riceverai riguarda quest’ultimo Settore. Potrai usarlo anche quando entri in altri Settori qualora tu non possegga il relativo ritmo. E ora dai inizio alla Cerimonia di Attivazione”. Seguono una serie di parole in sacred idiom finalizzate al raggiungimento dell’essenza dell’Intento ed un ritmo di tambureggiamento. […] “Ti muovi nel lungo tunnel, mettendo da parte tutto ciò interferisce e ringraziandolo per il suo contributo nella messa a fuoco dell’Intento. Con le parole e le battute che hai udito inviti l’Intento nel tuo Cuore e ti mostri disponibile. Anche se apparentemente ne hai perduto il ricordo, esso è con te. In te v’è la totale fiducia nella presenza dell’Intento. E’ un salto nel vuoto. L’Intento lo è sempre. E’ il ritorno verso ciò di cui hai avuto esperienza. Nel momento in cui giungi ad una condizione di vuoto, l’Intento è già presente e occorre solo lanciarsi. La prima procedura consiste nell’arrivare all’Intento e nel renderne partecipe ogni parte del tuo campo energetico, lasciando fluire ciò che è estraneo e focalizzando il materiale di supporto, con la fiducia che tutto ritornerà al punto centrale, al Vuoto. L’Intento è l’emanazione della Sacra Funzione in totale sintonia con le leggi dell‘universo. L’Intento è una rappresentazione comprensibile nell’ambito di codesta collocazione spazio temporale e con riferimento al tuo campo energetico in allineamento totale con la Funzione. I tuoi tre simboli particolari di evocazione dell’Intento sono i seguenti: […]. Rinnova quotidianamente l’alleanza con tutti i tuoi corpi energetici ed in particolare con quello fisico legato a Settore 2. Senti la sua connessione totale con l’Intento e toccandone ogni parte, senti che esse sono partecipi in modo naturale alla Funzione e all’Intento. Toccando il corpo, procedi a diffondere il canto dell’Intento e la celebrazione gioiosa e silenziosa rappresentata dalla prima immagine per poi passare alla codificazione particolare della seconda e terza immagine. Rivendica e focalizza essenzialmente le forme pensiero connesse con l’Intento e affida al Sacro Cono tutto ciò che si oppone a questa procedura, salutandolo con gioia. Senti una grande gioia poiché ogni componente segue il suo corso attraverso il giusto canale. I rancori fluiscono verso il Sacro Cono e passano attraverso il Punto di Rilascio (o Varco del Perdono) del Cuore per mezzo della tua intercessione. Le benedizioni seguono il canale di supporto generale che alimenta l’Intento. I rancori, una volta passati attraverso il Punto di Rilascio per raggiungere l’apice del Sacro Cono, ritornano trasformati in benedizioni e contribuiscono ad alimentare l’Intento passando attraverso il canale di supporto generale. E ora puoi cominciare ad operare, totalmente focalizzato nel processo di concretizzazione dell’Intento. Procedi al lavoro. Ciò avviene sempre in modo automatico in quanto la tua forma è connessa all’Intento. Di conseguenza, qualunque cosa è toccata dalla tua forma viene a rapportarsi con l’Intento. Il lavoro è svolto incessantemente e procede in modo automatico. Da parte tua è richiesta solo la forza ferrea e irremovibile di sostenere questo processo consciamente, la disponibilità a non agire nel senso del trattenimento dei rancori, a rimanere immobile rispetto alla tentazione di possederli, a lasciarli andare lungo il canale del Sacro Cono per poi permettere loro di ritornare trasformati in benedizioni. In questo modo essi possono finalmente soddisfare il loro desiderio di supporto verso l’Intento primario. Questo è il vero anelito dei rancori. Un anelito negato dalla reclusione a cui sono stati da te sottoposti. Lasciali andare verso la loro  dimora. E’ questo il Lavoro da svolgere: la liberazione dei rancori, il perdono. Ricorda che tutte queste procedure sono finalizzate unicamente all’alimentazione del Sacro Cono. Il restante Lavoro è di nostra competenza. Tuo compito è distinguere i due canali: quello di ciò che va dato e di ciò che si riceve. Ora inizia a toccare l’oggetto. Lascia liberi i due canali. Con l’inspirazione raccogli i rancori, con l’espirazione li lasci andare attraverso il canale del Sacro Cono. Di riflesso e automaticamente, con l’inspirazione raccogli le benedizioni e con l’espirazione le focalizzi verso l’Intento. Dopo un periodo di pratica, non sarà più necessario essere consapevoli di questo processo ed esso diventerà automatico come lo è il respiro”. Procedo quindi all’attivazione del Tamburo Sciamanico impiegando una serie di frasi in sacred idiom. Visualizzo la grande pietra bianca che ho raccolto dal pozzo. Prendo l’Oggetto di Potere di Settore 2 nella mano sinistra. Provo un dolore alla gola che lascio fluire, così come mi è stato indicato, attraverso il canale del Sacro Cono. Inizio a suonare il Tamburo, proclamando e diffondendo il mio Intento. Il Tamburo svolge la sua funzione di supporto in modo autonomo e contribuisce a creare nuove alleanze. In quel momento ricevo anche il nome sacro e segreto del Tamburo e la definizione di alcuni ritmi basilari di tambureggiamento. “Ricordati che da parte tua è ora necessario adempiere alle condizioni a te indicate. Ogni volta che vedi il Tamburo, e qualunque oggetto che via via attiverai, è necessaria la tua conferma dell’Intento. Questo è l’impegno costante, lo sforzo incessante che ora scegli di attuare. Ora disponi di uno strumento materiale in grado di diffondere il tuo Intento. E’ un esercizio quotidiano. Quando attivi un oggetto significativo, prendine nota. Attiva spontaneamente ogni oggetto con cui vieni in contatto e fai ciò consapevolmente con almeno un oggetto al giorno. Questa è la condizione, per cui sii consapevole. La pratica di un oggetto al giorno ha la sola funzione di catalizzare il processo di attivazione per estenderlo a tutti gli oggetti con cui entri in contatto”. Udito ciò, rispondo che “mi impegno a lavorare ora, da questo momento. Non si tratta più di un’aspirazione al Lavoro, si tratta di svolgere il Lavoro in questo preciso momento. […] Ciò che avviene orizzontalmente è in funzione della mia connessione verticale. Il mio compito è quello di essere un canale per questa connessione: un compito estremamente semplice. Esiste un altro canale, quello del Sacro Cono, attraverso cui passano i rancori. Il primo canale necessita solo della mia disponibilità e non richiede nessuna azione. Il secondo canale richiede invece un mio impegno diretto….” Mi viene poi precisato quanto segue: “Al termine di ogni sessione è necessario prendere nota attentamente di tutto ciò che è stato ricevuto. Se possibile è preferibile usare un registratore. E’ fondamentale custodire con estrema attenzione i messaggi e riportarli in un apposito diario. A livello energetico si usano inoltre due modalità che corrispondono similmente alla memorizzazione su disco fisso e su floppy disc”. […]

4) Durante un viaggio nel Settore 2, così mi parla la Guida: “Qui si rivendica totalmente il mondo della materia. Il corpo fisico è una rappresentazione strategica del Grande Spirito. Il corpo materiale è un corpo di luce, l’emblema dell’Intento, e tutto quello che entra in contatto con questo corpo ne assume l’essenza. Ciò avviene attraverso un processo di contaminazione celeste. Il corpo è qui un virus luminoso da cui si irradia il contagio. Con ogni elemento materiale si stabilisce un rapporto di totale connessione ed ogni oggetto si rivela nella sua essenza di emanazione dello Spirito. Nell’ambito di codesta connessione si verifica un’immediata identificazione dei rancori e ci si trova inevitabilmente dinanzi alla propria effettiva volontà di rilascio attraverso il Sacro Cono. C’è una grande gioia beata derivante dal riconoscimento di tutte le componenti materiali quali emanazioni dello Spirito. Ciò che è apparentemente in conflitto con tale visione si concede amorevolmente come rancore in fase di rilascio. Tutto appare estremamente chiaro. Il Lavoro consiste nel riportare qualunque oggetto materiale verso la sua direzione sacra. Lo stridore di componenti apparentemente contrastanti evidenzia ed esalta la gloria del Lavoro. Niente può incutere timore e tutto è rigorosamente incluso. Celebra ogni accadimento materiale. Questo ti dona un’immensa gioia. Il tuo Intento è troppo grande per essere confinato in questo corpo, necessita di un involucro immenso. Lascialo espandere attraverso altri corpi e sostanze. Attraverso il tocco e lo sguardo trasferisci l’Intento gioiosamente per ogni dove. La consapevolezza di quanto sopra è considerevolmente ampliata in questo giorno di Luna Piena in Toro. La tua responsabilità consiste solo nel portare a termine una serie di istruzioni. Ciò accade con lentezza e parte dal Cuore. Non richiede una comunicazione mediante le parole. Ha solo a che vedere con sensazioni interne ed esterne e sulla focalizzazione della struttura di supporto”.

5) Sono determinato a fare qualunque cosa per guarire le mie relazioni e mi rivolgo alla Guida per sapere qual è la sua visione a proposito e, concretamente, cosa c’è da fare. Sento disperazione e chiedo alla Guida di avere informazioni precise. Mi giungono subito queste parole: “Relazionati con gli Oggetti che ti sono attorno e dona loro istruzioni perché operino come attivatori del tuo Intento di guarigione. Questo è ciò che puoi fare ora. Comunica il tuo Intento di guarigione ed abbi fiducia del loro operare. Questo è tutto quello che c’è da fare. Permetti semplicemente ad essi di agire. Prima dai a loro istruzioni, poi gli doni il consenso di operare. Ricordati di loro costantemente e vedrai che le tue relazioni saranno guarite. Si tratta quindi di attivare Oggetti e dare loro il consenso di operare in accordo al tuo Intento. Ricordati che qualunque cosa tocchi entra automaticamente in relazione con l’Intento di quel momento. Sii cosciente del tuo Intento. In Settore 2 sei un attivatore di oggetti. Nel Settore 3 attivi i pensieri e li diffondi”.

 

Sono grato per il supporto ricevuto dallo Spirito del Settore 2 e da esso riconoscente mi congedo. Oh Spirito Cerchio, Spirito Guida, Grande Forza di Amore ed Estasi Che Si Muove Per Ogni Dove, grazie per avermi donato protezione. Io libero le sette Direzioni e i 12 Settori. Io onoro la loro natura divina e proclamo l’asservimento al Piano di Salvezza e all’Intento connesso alla Funzione. Kahesha Opa!

 

NOTE:

[1] Un corso in miracoli, Testo, p. 620.
[2] Un corso in miracoli, Testo, p. 37
[3] Dal greco olos  (tutto, intero). Per coscienza olistica si intende un modello di visione che considera l’essere umano come un’unità organica composta da infinite dimensioni, realtà o corpi energetici, uniti uno con l’altro e caratterizzati da diversi livelli di espressione.
[4] André Barbault, in Dizionario dei simboli, Rizzoli, p. 483.
[5] Dane Rudhyar, Le case astrologiche: il significato dell’esperienza individuale, Astrolabio, p. 69.
[6] Citazione tratta da un discorso del Master Teacher dell’Endeavor Academy, P.O. Box 206, Lake Delton, Wisconsin 53940 USA.
[7] Edwin C. Steinbrecher, The Inner Guide Meditation: A Transformational Journey to Enlightenment and Awareness, Aquarian Press, p. 94.
[8] Un corso in miracoli, Testo, pp. 81-82.
[9] Osho, Estasi: il linguaggio dimenticato, Riza Libri, p.  219.
[10] Frederic Lehrman, Getting Money Right: The Psychology of Wealth (audiocassetta).
[11] Un corso in miracoli, Testo, p. 86.
[12] Mircea Eliade, Lo sciamanismo e le tecniche dell’estasi, Ed. Mediterranee, p. 192.
[13] A questo riguardo si possono impiegare, con altrettanta efficacia,  cassette  o CD di tambureggiamento realizzate appositamente per i viaggi sciamanici.
[14] Nelle tradizioni sciamaniche mediterranee il tamburo è solitamente privo di impugnatura e sprovvisto di bacchetta di percussione: una mano sostiene il tamburo dal bordo e l’altra lo batte
[15] Osho, Philosophia Perennis: Discorsi sui Versi Auerei di Pitagora, vol. II, ECIG, 1986, p. 38.
[16] Si tratta di una serie di immagini codificate e sequenziali finalizzate a facilitare il collegamento diretto con dimensioni di coscienza superiore o divina. Ricevuti grazie ad un incontro con Luisa Muratori del Podere Valpisa, essi hanno provveduto a stimolare, insieme ad altri strumenti, il radicamento di informazioni decisive nell’ambito del mio sistema operativo.
[17] Nella specifica cosmologia astrosciamanica di tale contesto, rappresenta, in breve, un luogo in cui è possibile avere accesso a dati, informazioni ed esperienze di natura multidimensionale.

 

Il Grande Salto: Verso l’Identità Multidimensionale Centrale

Febbraio 23, 2015 by admin

fire-alarm1-call-point-signIl Grande Salto: 2012 e Dintorni, seminario 17-18.12.2011, con Franco Santoro,
9.6  Sole in Sagittario Luna in Vergine

Da notare che il termine “Saltatore” è qui sinonimo di “Pioniere”, “Operatore del Sacro Cono”, “Pahai Etnaire”. Quindi per “Salto” s’intende l’atto del Pioniere, Operatore del Sacro Cono, ecc.

Abbiamo lavorato in varie occasioni sul rapporto con Pahai, l’Identità Multidimensionale Centrale e sulla necessità di esprimere sempre una richiesta esplicita di invito e presenza nei suoi confronti.

Connessione con Pahai, l’Identità Multidimensionale Centrale (IMC)

Ci troviamo in una dimensione che per sua natura è separata dal multidimensionale. Di conseguenza l’IMC non può entrare in contatto con noi a meno che non diamo un espresso consenso a riguardo.

Se dal mondo separato inviamo una richiesta di connessione, questa permette al mondo unito di operare. La richiesta va inviata costantemente, ogni volta che avvertiamo l’assenza di IMC.

Il primo Grande Salto è il più semplice tecnicamente e il più arduo esperienzialmente. Consiste nell’invitare IMC. È facile tecnicamente perché si tratta solo di esprimere questo invito, senza cambiare nulla nel modo in cui siamo in quel momento. L’invito è come una firma, non importa come ci sentiamo quando facciamo la firma, quel che conta è la firma.

È difficile perché la realtà fondata sulla separazione e i relativi contratti occulti o meno che abbiamo (hanno) stabilito per separarci faranno di tutto per creare oblio, confusione e difficoltà riguardo la facoltà di invitare IMC.

Il primo Grande Salto è chiamare l’IMC. Una volta chiamato si tratta di aprirci a quello che giunge.

Chiamare l’IMC vuol dire esprimere una chiara scelta verso la “verità”, ossia accettare di sapere la “verità” su di noi, che in termini più ordinariamente olistici comporta dare spazio a ciò che è autentico, al nostro vero sé, che è un sé interconnesso e unito.

L’IMC cui ci riferiamo nel lavoro a livello ordinario è fondato sull’Unità. Chiamare l’IMC implica accettare l’interconnessione di noi stessi e del tutto. Significa conseguentemente accettare di lasciare andare quello che è falso e separato in noi.

Ogni connessione con l’IMC ci confronterà inevitabilmente con ciò che siamo e quello che non siamo, con quello a cui diciamo sì e ciò a cui diciamo no.

Il lavoro con IMC ci confronta con scelte continue tra ciò cui diciamo sì e ciò cui diciamo no.
Attraverso tali scelte guariamo, comprendiamo sempre di più chi siamo.

Saltare vuol dire muoversi nella vita, rischiare, passare dalla teoria alla pratica, dall’idealismo all’operatività.

1850215211_25e7dc24ffStadi, tipologie e categorie del Salto

Stadi del Salto

Vi sono tre stadi nel salto:

1) Scelta di saltare
2) Salto,
3) Atterraggio.

Ogni Atterraggio ci permette di valutare il calibro del Salto, che consente in seguito di saltare ancora correggendo eventualmente il Salto.

Il processo di guarigione è un lavoro di correzione continua. Senza salto non c’è correzione. Se rimango nell’idealismo non c’è mai nessuna correzione perché non succede mai nulla di concreto.

 

Tipologie dimensionali del Salto

La differenza tra un salto multidimensionale e un salto nella realtà ordinaria è data dalla priorità del rapporto con l’Identità Multidimensionale Centrale e con la realtà multidimensionale.

Nel salto nella realtà ordinaria, il saltare implica una priorità della dimensione fisica, in cui sono le situazioni, le persone, gli eventi, nel modo in cui si palesano in terza dimensione a ricevere il massimo di attenzione cosciente. Questa attenzione cosciente può essere assoluta, il che significa che il saltatore non possiede alcuna consapevolezza riguardo la sua natura multidimensionale e di conseguenza opera come una marionetta manovrata dalla realtà multidimensionale, la quale rimane totalmente inconscia.

Il saltatore in terza dimensione, privo di consapevolezza della sua natura multidimensionale, non salta mai, ma viene fatto saltare per opera della sua natura multidimensionale, che può essere rappresentata da aspetti di quarta, quinta o sesta dimensione.

In assenza di consapevolezza prevale la componente di quarta dimensione, ossia il Graha.

Il termine di paragone equivalente in terza dimensione per questa tipologia di saltatore è quello dell’abito del guardaroba costumi di un teatro. A seconda dell’attore che lo indossa l’abito si muoverà in maniera distinta.

Quando l’attenzione del saltatore verso la terza dimensione non è assoluta e contiene almeno un 3% di consapevolezza della natura multidimensionale, esistono le condizioni per espandere tale natura e permettere un processo di penetrazione da parte dell’Identità Multidimensionale Centrale. In tale stato il saltatore può essere in grado di invitare l’Identità Multidimensionale Centrale, condizione che costituisce il requisito ineluttabile per l’espansione della consapevolezza multidimensionale.

Allorché il saltatore possiede una consapevolezza superiore al 50% della sua natura multidimensionale, egli è in condizione di compiere un salto sciamanico e di addivenire un operatore del Provisional Order.

L’intento del nostro lavoro è navigare dal 3%, termine mimino di operatività nel Gioco, al 51%.

Laddove in terza dimensione, secondo i condizionamenti della Configurazione Umana Arbitraria (CUA), sussistono salti illeciti e leciti, supportati dal sistema di credenza in atto o repressi o condannati, nella prospettiva multidimensionale ogni salto, non importa cosa esso determina in terza dimensione, è lecito purché esista consapevolezza della sua natura multidimensionale.

 

though2t-cloud-clip-artCategorie di pensiero del Salto

Esistono due basilari categorie di Salto in relazione con il sistema di pensiero impiegato, ossia con la componente di quinta dimensione in atto. Si tratta delle due forme pensiero che costituiscono la matrice di quinta dimensione di tutto ciò che viene prodotto in quarta dimensione, e a sua volta in terza dimensione, ossia:

1) Forma di pensiero fondata sull’Unità.
2) Forma di pensiero fondata sulla Separazione.

La forma di pensiero fondata sull’Unità implica l’apertura incondizionata verso la Verità e l’Interconnessione, così com’è comprensibile provvisoriamente nel contesto spazio-temporale in atto. In questo caso il saltatore si apre volontariamente e consciamente all’Identità Multidimensionale Centrale, sia che la conosca o meno. Da un lato riconosce e accetta un suo Intento e si impegna a perseguirlo saltando, dall’altro è disponibile a lasciarlo andare allorché emerge la consapevolezza di una distinta visione. In altre parole, la forma di pensiero dell’Unità collega l’Intento alla Funzione, non è mai conflittuale, se non per motivi dichiaratamente strategici.

La forma di pensiero fondata sulla Separazione comporta l’apertura assoluta verso un aspetto parziale della Verità e la connessione solo con quanto supporta tale Verità. In questo caso il saltatore opera con la certezza totale su cosa perseguire. Il suo è un Salto inteso a dimostrare il valore di una data conoscenza, riconosciuta come indiscutibile, laddove il Salto fondato sull’Unità parte da una conoscenza con l’obiettivo di aprirsi a ulteriore conoscenza.

Mentre la forma di pensiero di Unità include la forma di pensiero di Separazione, quest’ultima non include l’Unità, poiché appunto si basa sull’esclusione.

Ogni salto richiede coraggio, sia che venga promosso da pensieri di Unità o Separazione.

Nel Salto fondato sulla Separazione l’elemento dominante è un Intento specifico separato da altri Intenti.

Nel Salto unitario esiste pure un Intento, che tuttavia rimane connesso con ogni possibile Intento ed è esplicitamente inteso a fare emergere la Funzione.

 

arrsso2wL’Intento del Salto

Elemento indispensabile per un Salto, sia separato sia unito, multidimensionale o in terza dimensione, è sempre l’Intento, ossia la direzione del Salto.

Non è possibile espletare la Funzione se manca un Intento, perché è proprio l’Intento che consente l’apertura del portale della Funzione.

Quando manca l’Intento ed esiste solo la Funzione ci troviamo dinanzi ad un bluff operativo, in cui in effetti non avviene nulla e non esiste alcun Salto. Il Salto implica una scelta precisa, che implica un movimento verso qualcosa, ossia l’Intento, un dato concreto. La Funzione priva di Intento è un dato morto ed astratto. L’Intento non è un’astrazione.

Volere l’Amore, l’Unità, la Pace o il Perdono è rivendicare l’allineamento con la Funzione. La Funzione implica in effetti l’Amore, l’Unità, la Pace o il Perdono, ma solamente quando salto e mi espongo all’operatività, facendo scelte, posso mettere la Funzione in pratica. Se rimango solo nella Funzione promuovo la separazione e il dualismo, e la Funzione diventa un dogma.

La Funzione implica  perdonare, amare, promuovere la pace, ma senza un’operatività contingente tali parole sono solo vacue e pongono le condizioni su cui prospera il processo di separazione e la relativa manipolazione.

Quando ho il coraggio di saltare, di muovermi in una direzione, pongo le condizioni per mettere in atto la Funzione. Ogni salto è lecito, se sono aperto alla Funzione e a correggere quindi le conseguenze del salto.

Se aspetto di saltare per essere sicuro del punto di arrivo non accadrà mai nulla.

Il Salto consiste in primo luogo nell’accettare ciò che sento giusto per me, l’Intento, ed in base a ciò agire, rendendo operativo l’Intento.

Il Salto è sempre esperienziale. Solo facendo esperienza del salto posso apprendere a correggere la direzione.

Non ci sono limiti nel Salto.

L’Unità è un concetto astratto che posso comprendere solo agendo ed avendone un’esperienza diretta, decidendo di agire concretamente verso qualcosa che ritengo giusto. Solo in questo modo promuovo l’Unità.

Il Salto non ha da essere coerente con l’ideologia che ho della Funzione, bensì semplicemente con ciò che ritengo autentico nel momento del Salto. Il suo scopo è quello di acquisire esperienza e non di dimostrare qualcosa.

L’ideologia, il condizionamento, mi obbliga a usare modalità di Salto esclusive, laddove altre modalità sono appunto escluse e inaccettabili.

Il Salto multidimensionale si fonda sull’esperienza ed accetta il paradosso, l’apparente incoerenza con l’ideologia. Il suo scopo è dare spazio ad ogni componente, a fare emergere le connessioni multidimensionale, ad includere entrambe le parti di un conflitto onde farne spontaneamente svelare gli elementi di connessione.

 

420px-Italian_traffic_signs_-_piazzola_autostradale_sos.svgChiamata dell’Identità Multidimensionale Centrale (IMC)

La Chiamata ha ad essere diretta.

Per chiamare occorre momentaneamente svincolarsi dalla strada su cui prosegue il viaggio fondato sulla negazione di IMC.

Si tratta di fermarsi e posizionarsi in un’apposita piazzola o ai bordi della strada, e poi chiamare IMC.

Questa fermata equivale a un Salto.

L’IMC va chiamato direttamente e non dato per scontato.

Nella vita in terza dimensione possiamo saltare in tante direzioni.

Vi sono tanti salti, ma esiste solo un Salto prioritario, che consiste nel fermarsi e chiamare l’IMC.

Il Salto decisivo, quello che implica il superamento del varco del 3% nella coscienza avviene chiamando l’IMC.

Da un lato è semplicissimo poiché in effetti basta solo chiamare, senza cambiare la condizione in cui ci troviamo, a parte il fermarsi per il tempo necessario per la chiamata.

Dall’altro poiché la consapevolezza separata è dominante il semplice atto di chiamare è la chiave del Salto di natura multidimensionale.

Onde chiamare l’IMC è necessario possedere degli elementi identificativi.

Ognuno di noi necessita di un proprio modo soddisfacente per identificare l’IMC.

Stipulare un contratto a tale riguardo con l’IMC è responsabilità di ogni individuo, trovando la propria modalità.

 

Pratica 1

Identificare le caratteristiche dell’IMC che stiamo chiamando, anche in base a chiamate ed esperienze passate.
Procedere alla Chiamata.
Se mancano elementi identificativi, si tratta di chiamare e basta.
Rimanere aperti a ciò che arriva
La Chiamata è essenziale, rimozioneè l’invito espresso all’IMC di intervenire e fornire assistenza.

Le forze multidimensionali fondate sull’Unità non possono intervenire nella separazione a meno che dalla separazione non giunga una richiesta di intervento esplicita.

Chiamare l’IMC è come accendere il motore di un auto prima di partire.

In effetti senza accendere il motore, il viaggio non inizierà mai, a meno che non ci facciamo trainare da un’altra auto o da un carro attrezzi, che è poi quello che accade regolarmente per la maggior parte degli esseri umani.

Le auto umane sono in vero per lora natura già agganciate ad un carro attrezzi e si muovono senza accendere alcun motore. Anzi, per rendere più agevole la cosa, sono tutte già belle sistemate su enormi carri attrezzi in grado di trasportare centinaia,  migliaia e più vetture.

La maggior parte delle auto sono ignare di possedere un motore, e di conseguenza manco ci pensano ad accenderlo. Una minoranza di auto, a volte per caso, accende il motore e, di conseguenza crea un po’ di trambusto sul carro attrezzi, ma poiché rimane agganciata, raramente può andare da qualche parte.

Indi, per gli esseri umani, siti nel CUA, si tratta di sganciarsi dal carro attrezzi, accendere subito il motore e partire, prima che il carro attrezzi agganci nuovamente. Oppure di accendere prima il motore e sviluppare una tale potenza finché il gancio si spezza. Non è possibile sviluppare questa potenza, e nemmeno partire da qualunque parte, senza IMC.

Allora si tratta di chiamare l’IMC

L’IMC non può intervenire senza Chiamata, tuttavia possono intervenire altre forze multidimensionali fondate sulla separazione, che in vero lo fanno sempre.

Quindi possiamo sganciarsi da un carro attrezzi e godere dell’illlusione di una ritrovata libertà, mentre in vero siamo trainati da un altro carro attrezzi.

Queste forze hanno libertà di intervento nel CUA in quanto tale realtà è un prodotto della forma pensiero della separazione.

Si tratta di forze di quinta e quarta dimensione, che costituiscono la matrice operativa del CUA.

Esse possono invadere in ogni momento e trainarci poiché il CUA è un Gioco creato da loro.

Queste forze si esprimono mediante le polarità, e possono apparire negative o positive, malefiche o benefiche, oscure o luminose. Sono forze predatrici sia che si esprimano in modo positivo o negativo, poiché operano con fini di contrapposizione e con l’altra parte.

Esse mettono in scena l’eterna lotta tra bene e male, che è una caratteristica tipica della forma pensiero fondata sulla separazione.

Ci sono quindi due tipologie base di carro attrezzi, articolate secondo le polarità, e 144 tipologie secondarie derivate dalle combinazioni esercitate da 12 12 tipologie primarie.

Mediante la Chiamata esercitiamo uno sgancio preliminare.

Le forze multidimensionali fondate sull’Unità vengono in soccorso solo su richiesta poiché possono intervenire nella separazione, che non costituisce un loro territorio, solo a seguito di una richiesta esplicita da parte di un suo abitatore.

Tutte le altre forze hanno natura manipolatrice o invasiva.

Effettuata la Chiamata ci apriamo a ciò che accade, verificando e avendo sempre possibilità di scelta .

Quando salto dopo aver chiamato l’IMC ho da ricordarmi di rimanere in una condizione di mantenimento della capacità di scelta in ogni istante.

La Chiamata dell’IMC non implica adorare l’IMC una volta che giunge.

Quando questo avviene, ecco che ci ritroviamo nuovamente agganciati ad un carro attrezzi.

 

Caratteristiche dell’Identità Multidimensionale Centrale (IMC)

Abbiamo detto precedentemente che l’IMC è il punto centrale di allineamento della nostra natura multidimensionale, il fulcro del campo di energia che connette tutto ciò che esiste.

L’IMC è la matrice di un campo di energia in cui ogni parte è connessa ad ogni altra, e dove ciascuna parte, dalla più piccola alla più grande, è un microcosmo dell’intero campo di energia. L’IMC è il nucleo operativo di questo campo di energia, che comprende strategicamente sette dimensioni.

Dalla Dimensione Tre, quella fisica del genere umano, ci colleghiamo al campo di energia tramite la Dimensione Quattro, ovvero mediante le emozioni. Tali emozioni sono dirette in Dimensione Cinque, il corpo mentale, per collegarsi con l’esercizio dell’Intento, una forma pensiero consapevole, connesso alla Funzione, che è l’accesso alla Dimensione Sei, laddove, nella sua espressione più centrale, dimora l’IMC.

Le caratteristiche dell’IMC sono in genere le seguenti:

·        Rappresenta la Verità e l’Intento massimo, ossia Kahesha Opa.

·        Promuove l’interconnessione  e mai la separazione

·        Giunge a seguito di una richiesta esplicita, sebbene talvolta possa essere veicolata da forme pensiero di quinta dimensione che sebbene separate promuovono il rilascio della separazione e veicolano quindi l’IMC.

L’IMC non corrisponde ad una persona fisica o alla sua immagine, seppure può utilizzare tale immagine per motivi strategici.

Se nell’atto di invocarla viene a noi l’immagine di persona fisicamente esistente significa che l’IMC sta utilizzando quelle sembianze fisiche per comunicare con noi.

Non bisogna fare confusione tra l’IMC e le forme che l’IMC assume per collegarsi con noi. Talvolta potrebbe non trattarsi in effetti dell’IMC, ma di una forza multidimensionale di livello inferiore. Questo è sovente il caso quando sono assunte sembianze di persone fisiche conosciute.

Onde verificare l’autenticità della forza, si tratta di confrontarla in modo diretto, chiedendo se necessario di cambiare forma e domandando alla forza di identificarsi.

Il semplice atto di verificare e mettere in discussione quello che arriva, quando esiste un dubbio, pone il saltatore in una condizione di potere, in cui egli esercita una scelta.

L’IMC può essere contattata solo in uno spazio energetico in cui è possibile scegliere. Allorché accettiamo ciecamente quello che giunge, dandogli potere non importa cosa sia, ecco che entriamo nello stato classico di vittima che caratterizza l’essere umano.

L’IMC non giunge per richiedere obbedienza o per affermare potere, viene per dare potere. Diffidare quindi di IMC che vi ordinano di fare questo o quello, o che provocano uno stato di soggezione, inferiorità e verso cui vi sentite a disagio.

 

Prassi di base per il Salto

Considerare la propria situazione nel presente, ovvero  cosa sta accadendo in quel dato momento per voi e qual è il vostro Intento nel saltare. Prima di chiamare l’IMC, identifico chi sta chiamando. Prendo atto di come mi sento, di dove sono.

·        Definire l’Intento.

·        Chiamare l’IMC.

·        Saltare.

Chiamare l’IMC è l’unico elemento costante in un contesto che per quanto riguarda appunto la situazione individuale e le modalità del saltare può sempre cambiare.

La forma pensiero fondata sulla separazione farà di tutto per eliminare la Chiamata dell’IMC.

Durante il seminario inseriamo a questo punto “Stay” un single  del gruppo britannico  Shakespears Sister, che ha venduto più di un milione di copie nel 1992.  Segue il testo in inglese e al finale la traduzione in italiano.

If this world is wearing thin 
And you’re thinking of escape 
I’ll go anywhere with you 
Just wrap me up in chains 
But if you try to go alone 
Don’t think I’ll understand 

Stay with me 
Stay with me 

In the silence of your room 
In the darkness of your dreams 
You must only think of me 
There can be no in between 
When your pride is on the floor 
I’ll make you beg for more 

Stay with me 
Stay with me 

You’d better hope and pray 
That you make it safe 
Back to your own world 
You’d better hope and pray 
That you’ll wake one day 
In your own world 
Coz when you sleep at night 
They don’t hear your cries 
In your own world 
Only time will tell 
If you can break the spell 
Back in your own world 

Stay with me 
Stay with me 
Stay, stay with me 
Stay, stay, stay, stay, stay 
Stay with me

Traduzione in italiano:

Se questo mondo ti sta stretto
e stai pensando di scappare
io verrò dovunque con te
e farò tutto quel che occorre
ma se provi ad andartene da solo
non credere che capirò
Resta con me, resta con me….

Nel silenzio della tua stanza
nell’oscurità dei tuoi progetti
tu devi solo pensare a me
io visiterò tutti i tuoi sogni
quando l’orgoglio è a terra
ti faro’ chiedere di piu’

Faresti meglio a pregare e sperare
di salvarti
nel tuo mondo
faresti meglio a pregare e sperare
di risvegliarti
ritornando nel tuo mondo

Resta con me, resta con me 

Chiamare l’IMC significa rompere l’incantesimo della separazione.

La connessione con lMC implica dare spazio alla Verità e lasciare andare ciò che è falso.

 

icarus rainer maria latzke

Icarus di R.M.Latzke (10.5)

Dinamiche di Salto

Non esiste un Salto giusto o sbagliato, fin tanto che c’è spazio per la correzione.

Saltare mette in moto l’energia e permette di verificarne l’evoluzione onde conseguire un Intento o mettere in atto i processi di correzione per conseguirlo.

Onde individuare dove si muove l’energia del salto occorre essere consapevoli di qualcosa che nella nostra vita viene ripetuto come un profondo desiderio che non è mai soddisfatto. Sentiamo qualcosa che per noi ha la priorità energetica.

Se ci trovassimo dinanzi agli ultimi 5 minuti di vita, cosa faremmo? Oppure cosa desideriamo lasciare come seme, come eredità?

Avere chiarezza di quanto sopra è importante così come lo è chiamare l’IMC.

Da una prospettiva multidimensionale ogni atto è simbolico e serve per fare esperienza del mio intento.

Nel Salto occorre essere consapevoli di ciò che si fa e lo si prova.

Rimanere in una situazione di non salto fa ristagnare l’energia.

Ogni Salto consente di fare una correzione e di operare rettifiche a ciò che accade, per ripetere la procedura rettificata eliminando ciò che non serve.

Con il Salto amplio la mappa delle possibilità, mi apro a più universi paralleli, mi svincolo dall’universo in cui sono bloccato.

Si tratta di prendere responsabilità del nostro intento tramite piccole azioni concrete.
Iniziare a fare salti in sicurezza tramite pratiche energetiche/sciamaniche (es. viaggi)

Confrontarsi con intenti a breve termine.

Un intento astratto a lungo termine è un contratto a tempo indeterminato vincolante in ogni vita e dimensione. Per romperlo si può solo renderlo reale. Tramite  l’inventario (ricapitolazione) dei contratti in atto è possibile liberarsi da contratti indesiderati.

Segue una canzone di Alice dall’album Il sole nella pioggia del 1989.

Segue testo:

E come potrei tra due eternità
prendermela col tempo che scorre via
e non lascerà il transito la scia
come il vapore caldo si dissolverà.
Ora più che mai
i giorni sempre uguali
non li conto, non li sento
ritrovo le mie radici
la mia identità.
Il tempo senza tempo
tra il sogno e la realtà
E cammina lento il corso della vita.
Il messaggio è nel silenzio nella sobrietà.
Dal vuoto risale
la dignità che ha senso
in quest’angolo di terra
ritrovo il comportamento
e nella libertà.
Il tempo senza tempo
tra il sogno e la realtà
realtà, realtà ah…

Lo scopo del nostro lavoro è operare per costruire un ponte tra sogno e realtà, tra spazio-tempo e spazio-senza tempo, CUA e non-CUA.

Chiamiamo IMC e invitiamo questa presenza ad essere con noi tutti insieme, lasciando andare ciò che è illusorio e limitato.

Dobbiamo dare un segnale limpido verso forze trasparenti. Chiediamo assistenza così che il rilascio di ciò che è falso avvenga velocemente tenendo conto delle nostre limitazioni umane.
Esempio: il cuscino, la coperta sono oggetti inascoltati e per questo usati, tirati calpestati… ma se un giorno un cuscino parlasse e facesse sentire la sua voce… Noi siamo per il mondo invisibile come i cuscini sono per noi. Siamo oggetti inanimati e privi di coscienza finché non facciamo sentire la nostra voce.

 

Sistemi e modalità di Gioco

Il nostro lavoro è un gioco sperimentale inteso ad esemplificare le dinamiche del Gioco del Sacro Cono.

Ci sono tre sistemi di gioco che corrispondono ai tre stadi del Rituale del Sacro Cono.

Ciascun sistema comporta tre modalità di Gioco.

Sistema 1 (Primo Stadio)

È in relazione con l’Intento, la consapevolezza e tutte le caratteristiche del primo stadio del Rituale del Sacro Cono.

Corrisponde alla visione individuale, a quella collettiva, e anche all’intento operativo, individuale e collettivo.

Questo sistema è in rapporto con la quinta dimensione, la sfera mentale, quella del Doppio dell’Alto.

Modalità del Sistema 1

1A

Si tratta della visione e Intento individuale, laddove l’individuo si riconosce come unificato e comprendente il tutto. In 1A non è necessario relazionarsi con gli altri, perché tutto è incluso in sé stessi. In 1A creiamo la nostra realtà impiegando la mente, usando l’immaginazione, definendo e dando spazio a ciò cui diciamo SI e rilasciando quello cui diciamo NO, senza alcun compromesso, ad eccezione di quelli che scegliamo noi stessi di creare.

1A racchiude la visione individuale priva di compromessi e accordi con altre persone (è uno spazio importante di potere, solo per noi). E’ in connessione con il nostro Sole (posizione nel PNC). Spazio prioritario che intendiamo promuovere perché svincola da qualunque dipendenza verso qualunque cosa o situazione. Sono il solo a decidere nella mia visione.

Nella strategia del gioco è importante creare un universo personale indipendente dal supporto degli altri (dove in caso di necessità ci possiamo ritirare)

Più ci attiviamo in 1A più attiviamo situazioni in 1B e 1C che sono in risonanza (o all’opposto)

L’1A non necessita essere coerente con gli altri, anzi la differenza consente di sperimentare diversi elementi.

Quando iniziamo a condividere, iniziamo ad incontrare persone che condividono 1A con noi.

La priorità nell’1A è in ciò che sentiamo individualmente, ma se questo elemento manca, tutto ciò che facciamo è dettato da altri. Qualunque sia la modalità d’azione dettata da un gruppo occorre sempre ritrovare il proprio 1A.

1A, se realmente perseguito, ha il vantaggio di farci ritornare alle informazioni prenatali.

1B e  1C, senza 1A sono sempre contaminate da  un condizionamento CUA.

1A e 1B sono fasi che garantiscono molta libertà poiché non esiste il fattore tempo né il fisico. Siamo in una realtà di quarta dimensione.

Facendo la condivisione di quanto immaginato si entra nel tempo senza tempo.

Fare questo come pratica, cioè entrare nel nostro 1A e poi condividerlo entrando così nell’1B diventa estremamente importante

In 1C si richiede poi una partecipazione fisica.

Con l’immaginazione creo nella mia mente e poi gli do vita

Una volta fatta la pratica di connessione con 1A, condividiamo le diverse visioni e identifichiamo gli elementi comuni, i diversi “partiti”.

Alcuni portano maggiore attenzione agli aspetti urbanistici, la struttura del luogo, la forma, il contenitore.

Altri rilevano gli elementi di connessione, di scambio e rapporto tra gli abitanti.

Identificando gli elementi comuni dei nostri 1A, entriamo nella modalità 1B.

 

1B

È la visione e l’Intento collettivo, in cui aspetti di 1A si integrano con quelli di altri individui per dare forma ad una visione di gruppo.  1B è convenuto insieme ad altri individui, implica una fusione con le menti di altre persone, onde creare una mente collettiva. Questo processo avviene solo a livello di quinta e quarta dimensione ed è quindi estraneo alle limitazioni fisiche. Non comporta quindi un’operatività fisica. Implica la capacità di alimentare la visione di un gruppo mediante l’uso di risorse mentali ed emotive.

L’1B che abbiamo convenuto per il momento consiste in quanto segue:

Una vasta nave spaziale denominata Pahai Etnai, ossia la Gente del Sacro Cono. Questa gente comunica attraverso l’energia, il pensiero e la mente, poiché si riconoscono come parte dello stesso corpo emotivo e mentale. Sono tutti interconnessi tra loro e posseggono corpi di quarta e quinta dimensione. Procedono verso la sesta dimensione e durante il percorso liberano ad uno ad uno ogni elemento di separazione. Essi si relazionano gli uni con gli altri liberamente secondo le necessità collettive e lo sviluppo dell’Intento e Funzione. L’energia sessuale è espressa al livello di quarta e quinta dimensione onde creare unità e liberare separazione al servizio dell’intera nave spaziale.

Quanto sopra è la visione ampliata nella sequenza di tempo ulteriore, laddove nella sequenza tempo che stiamo simulando, la nave spaziale è in costruzione e occorre notevole energia per questo scopo. Indi le dinamiche che si creano tra la Gente del Sacro Cono è finalizzata a costruire l’intelaiatura e l’ossatura della nave spaziale in armonia con l’operatività del Settore 10.

Al centro esiste una colonna verticale all’interno di un edificio conico con 12 settori, esternamente vi sono 12 edifici conici.

1C 

È la visione e l’Intento collettivo trasferita in terza dimensione. Trattasi di una rappresentazione fisica di ciò che avviene in 1B. 1C è quanto decidiamo di operare insieme come gruppo. Per esempio, i seminari, le simulazioni, gli intenti operativi di ciascun agente, ecc.

Come esseri separati riteniamo che CUA sia l’unica realtà possibile ed è difficile andare in 1A se abbiamo elementi di forte dipendenza in CUA. Prima occorre disfare questi forti legami.

1B è una realtà che può reggere di più perché è collettiva. Per questo passiamo da 1A a 1C tramite il ponte di 1B, che è una realtà alternativa dove esistono ancora dei legami, seppure di natura molto più leggera e flessibile.

In 1C determiniamo Contratti con scadenze con elementi pratici ben evidenti, individuale e collettivi.

Il contratto base dura 3 mesi ed è un contratto di ammissione.

Si può recedere dal contratto in ogni momento

Il valore qui non è dato da quanto una persona fa, ma dalla sua capacità di onorare quanto ha scelto di onorare.

Ognuno dei presenti da poi descrizione della parte operativa del proprio contratto

Nel lavoro una parte è strutturata mentre una parte appartiene al flusso dell’esistenza.

A sua volta ogni modalità di sistema è suddivisa in tre espressioni, che identifichiamo nuovamente con gli stadi del Rituale di Base, aggiungendo il relativo numero come terzo codice, quindi: 1A1, 1A2, 1A3, 1C1, ecc.

Per esempio, nella modalità di Gioco 1C, le espressioni sono le seguenti.

1C1 – Intento Operativo Individuale di Luce: Intento operativo a livello pratico individuale, come definito nel contratto cadetto. Si tratta di Intenti di luce, di cui tutti nel gruppo sono a conoscenza, e definiti apertamente in un contratto. Gli Intenti operativi 1C1, una volta ufficializzati, sono Intenti del gruppo, di cui il datore dell’Intento è responsabile in qualità di Delegato. Il perseguimento e la realizzazione dell’Intento individuale 1C1 è opera dell’intero gruppo, laddove il Delegato ne è il focalizzatore. Questo significa che il successo o meno nella realizzazione dell’Intento è scevro da ogni riferimento personale ed è attribuibile all’intero gruppo allineato con IMC. Il Delegato opera similmente ad un Ministro di un Governo: è responsabile per un particolare settore operativo nell’ambito di un Consiglio di Ministri, a cui risponde.

1C2 – Intento Operativo Individuale di Buio: è in relazione con qualcosa di occulto, rimosso, represso o considerato negativo che riconosciamo in noi. Questo Intento è in genere un elemento proibito, che da un lato desideriamo ardentemente, dall’altro neghiamo perché in contrasto con la realtà sociale e anche a volte con ciò che crediamo. Si tratta dell’Intento ombra, identificato come 1C2. Vi invitiamo ad essere completamente onesti riguardo questo Intento e ad avvedervi che per sua natura comporta inevitabile vergogna, imbarazzo, paura, colpa. Non significa compiere gli atti associati a tale Intento, vuol dire semplicemente essere coscienti di essi e trovare un modo creativo e luminoso per esternarli. 1C2 non va confuso con il rilascio e il Sistema 2, seppure tale Intento possa essere in seguito rilasciato. Il presupposto di base per il rilascio è il riconoscimento privo di giudizio, e derivato dall’accettazione e dall’esperienza diretta. È con i Rettori che si tratta di individuare le modalità più idonee di espressione. A differenza di 1C1, 1C2 può essere tenuto segreto nel gruppo, sebbeve ha da essere comunicato ai Rettori, che lo manterranno riservato, fino a quando voi stessi non deciderete di rivelarlo. Anche l’Intento operativo di buio diventa Intento di buio di gruppo, ma a differenza di quello di luce, il Delegato non è riconoscibile, a meno che egli non decida di esserlo. In questo caso il promotore dell’Intento di Buio, è un Delegato Ombra, che opera similmente al Ministro Ombra di un partito che sta all’opposizione.

1C3 – Intento Operativo Integrato: è inteso ad armonizzare i precedenti intenti, sia mediante la promozione o il rilascio, Esso identifica Intenti collettivi, imprese che l’intero gruppo sceglie e decide di operare praticamente in allineamento con IMC e in connessione reciproca. L’intero gruppo opera qui come Delegato.

Queste espressioni di Gioco si applicano similmente anche alle altre modalità di Gioco (1A e 1B) del Sistema 1, così come a quelle dei Sistemi 2 e 3.

Esercizio 1: Nella prima fase le lavoro, quella invernale, operiamo soprattutto sul Sistema 1. Assicuratevi di aver compreso pienamente il significato del Sistema di Gioco 1, delle sue tre Modalità di Gioco (1A, 1B e 1C) e delle relative Espressioni (1A1, 1A2, 1A3, 1B1, 1B2, 1B3, 1C1, 1C2, 1C3). Definite brevemente, usando vostre parole, ogni espressione di Gioco, fornendo esempi inventati (non necessariamente relativi alla vostra vita personale) sulle loro applicazioni. Inserite tali informazioni nel gruppo di lavoro o inviatele mediante e-mail indicando “Esercizio 1 (Ref: 10/10:3).

Sistema 2 (Secondo Stadio)

È in relazione con il Rilascio, la consapevolezza e tutte le caratteristiche del secondo stadio del Rituale del Sacro Cono.

Corrisponde al rilascio individuale, collettivo, e con quanto è liberato come conseguenza dell’intento operativo, individuale e collettivo (1C1, 1C2 e 1C3).

Questo sistema è in rapporto con la quarta dimensione, la sfera emotiva, il Doppio del Basso.

Nel momento in cui viene espresso l’intento arrivano i rancori. I contratti passati e quelli nascosti che sono in antagonismo all’Intento si evidenziano e richiedono attenzione.

Modalità del Sistema 2

2A

E’ in rapporto con i rancori generati nel mondo interiore e a livello individuale come conseguenza del lavoro su 1A. Le forme e la natura dei rancori sono individuali, similmente a 1A.

2B

È in rapporto con la trasposizione di 2A in un contesto collettivo. Gli aspetti 2A sono integrati con quelli di altri individui per dare forma ad un rilascio di gruppo dei rancori.  2B è convenuto insieme ad altri individui, implica una fusione con le emozioni di altre persone, onde creare una rilascio collettivo. Questo processo avviene solo a livello di quarta dimensione ed è quindi estraneo alle limitazioni fisiche. Non comporta quindi un’operatività fisica. Implica la capacità di alimentare la visione di un gruppo mediante l’uso di risorse mentali ed emotive.

2C: È in rapporto con i rancori generati in terza dimensione come conseguenza della vita quotidiana e del lavoro con il gruppo. Le persone del gruppo possono trovarsi a seconda dei casi nel sistema uno o due. Coloro che sono nel due possono contribuire a supportare l’Intento. Nel gruppo i rancori sono identificati con specifici Graha, riconoscibili da ciascun agente. Ogni rancore è codificato tramite riferimenti che sono gli stessi per tutti.

 

Sistema 3 (Terzo Stadio)

È in relazione con l’Integrazione, la consapevolezza e tutte le caratteristiche del terzo stadio del Rituale del Sacro Cono.

Corrisponde al rapporto con l’IMC e le sue emanazioni.

Questo sistema è in rapporto con la sesta dimensione, la sfera spirituale, l’IMC

Modalità del Sistema 3

3A 

È in rapporto con la definizione individuale dell’IMC e le esperienze di connessione che ne derivano.

3B

È in rapporto con la definizione collettiva dell’IMC impiegata dall’intero gruppo, come risultato dell’integrazione di 3A.

3C

È in relazione con gli aspetti di terza dimensione nel rapporto con l’IMC. Comprende per esempio le rappresentazioni fisiche dell’IMC, esemplificate da strutture edilizie, templi, strumenti di potere, oggetti, e individui.

 

Brevi linee guida nel Gioco

Dare priorità sempre all’Intento.

Qualunque rancore serve per alimentare l’energia dell’Intento.

Il rilascio avviene solo in condizione di Intento.

Intento e Rilascio sono collettivi.

L’interazione tra due agenti è sempre collettiva e mai personale.

Gli agenti distinguono tra la loro interazione a livello CUA e quella nel lavoro.

Le relazioni del livello CUA hanno un contratto a parte tra i partner interessati

La fase operativa nel Gioco appartiene al gioco e non si espande nell’orizzontale.

Un contratto è forte quando viene espresso in un momento di grande intensità. Ciò può accadere durante attività fisiche di grande intensità (atti sessuali, massaggi, parti, gravidanze, ecc.) in cui i corpi di due o più individui sono allineati orizzontalmente e verticalmente.

Ogni volta che svolgiamo pratiche intense, come per esempio il Tocco Astrosciamanico, è necessario circoscrivere il contratto esclusivamente nell’arco di tempo stabilito per la pratica.

Il Graha è tenace e si nasconde dietro le emozioni per non farsi trovare. Solamente scoprendo la sua matrice esistente in quinta dimensione, a livello del pensiero, si può rilasciare un Graha.

Tutte le relazioni fisiche sono il risultato di un contratto con il multidimensionale.

Non si può individuare la radice di un contratto, ma è importante vedere la persona come essere multidimensionale.

Creare l’effetto ponte, l’obiettivo è quello di rappresentare in terza dimensione ciò che succede in altre dimensioni.

È fondamentale mantenere un rapporto quotidiano con 1A, 1B, 1C.

È fondamentale prendere nota di quello che accade a tale riguardo, e considerare anche quanto accade in 2 e 3.

I Graha erodono la memoria, lo spazio mentale, per cui è vitale scrivere, prendere nota, usare qualsiasi strategia possibile per ricordare, per mantenere in memoria i documenti essenziali relativi a 1A, 1B e 1C, così come ogni esperienza importante.

Il Graha può essere rilasciato nel lavoro una volta che riusciamo a identificare il suo codice matrice ternario. Ci sono 1728 matrici di Graha. Per semplificare si tratta inizialmente di individuare l’appartenenza settoriale dei Graha e a tale riguardo vi sono 12 Graha Base e 144 Graha Binari.

Ogni volta che rilasciate un Graha sprovate a individuare la sua appartenenza di base, indicando il numero di settore e, se riuscite, anche il binario. Questo sforzo, anche se non siete certi che il settore sia quello giusto, già di per sé è sufficiente per indebolire l’effetto di invasione. Invece di dire, per esempio: “Sono in confusione, non capisco più nulla!”, potete dire: “Sto rilasciando il Graha 12 (sigla G12)”.

 

Pratica 2: Immaginiamo una scena in cui siamo in 1A.

Più ci attiviamo in 1A più stimoliamo situazioni in 1B e 1C che sono in risonanza (o all’opposto)

L’1A non necessita essere in armonia con l’1A di altri. La priorità nell’1A è in ciò che sentiamo individualmente. Quando questo elemento manca, tutto ciò che facciamo è dettato da altri. Qualunque sia la modalità d’azione dettata da un gruppo occorre sempre ritrovare il proprio 1A.

1A, se realmente perseguito, ha il vantaggio di farci ritornare alle informazioni prenatali.

1B e 1C, senza 1A, sono contaminate da condizionamenti CUA.

1A e 1B sono fasi che garantiscono molta libertà poiché non esiste il fattore tempo né il fisico. Siamo in una realtà oltre la terza dimensione.

Facendo la condivisione di quanto immaginato entriamo nel tempo senza tempo.

Fare questo come pratica, cioè entrare nel nostro 1A, e poi condividerlo, entrando così nell’1B diventa estremamente importante

Una volta fatta la pratica di connessione con 1A, condividiamo le diverse visioni e identifichiamo gli elementi comuni, i diversi “partiti”.

Questo è quanto emerge in sintesi come 1B:

La collocazione è una vasta nave spaziale, che può essere come un piccolo pianeta.

Al centro un asse verticale, una colonna di luce, circondata da 12 Settori.

Rapporti di interconnessione tra individui senza limitazioni.

Tutti si riconoscono come parti dello stesso organismo, non ci sono corpi estranei poiché tutti sono connessi.

Ogni relazione sussiste contemporaneamente e in connessione a tutte le altre

Si può quindi lavorare su situazioni “passate” secondo l’ottica lineare senza però doversi reincarnare.

L’amore è disponibile come l’aria.

 

Considerazioni

In terza dimensione il collegamento tra noi esseri umani è dato dall’aria, respirando il vuoto.

Solo quando impariamo a non avere più bisogno del vuoto per connetterci possiamo andare in quarta dimensione e ci si va solo collettivamente, come gruppo.

In quarta la comunicazione non procede mediante la forma, il linguaggio, bensì tramite l’espressione emozionale diretta.

In quarta possiamo rapportarci liberamente con qualcuno con cui avvertiamo necessità di scambio.

Non c’è bisogno del permesso perché siamo tutti parti dello stesso corpo e mente.

In quarta dimensione esiste la piena memoria riguardo il passato e la coscienza di quello che succede nel presente ad un livello collettivo. Tutti gli esseri sono collegati tra loro e le informazioni riguardo la loro esperienza è accessibile in ogni istante.

In terza dimensione manca la memoria e per ricordare è necessario usare la forma, il linguaggio che, non essendo legato all’esperienza diretta, può essere anche usato per falsificare, nascondere e fingere.

Anche in quarta abbiamo bisogno di una fase di svezzamento, come accade in terza, onde adattarci a nuove condizioni di vita.

Nella quarta (emotivo) l’elemento trainante è la quinta (mentale) e per sopravvivere in quarta è necessario avere una chiarezza mentale, data da 1A che prende forma attraverso un’espressione emotiva.

Noi esseri umani siamo connessi dalle emozioni, che tuttavia non vediamo perché dimorano negli spazi vuoti, quelli del tempo.

La maggior parte dei sistemi di credenze religiose CUA sostiene che rimarremo separati a livello di singole anime anche nei mondi superiori, una posizione che crea inevitabilmente il ritorno ciclico in terza dimensione e la relativa perdita di memoria.

Questo che stiamo esplicando è un gioco, una simulazione in cui ci addestriamo alle modalità di vita in quarta dimensione integrandole con quelle della terza.

1A è strategicamente connesso con il Sole. 1B è in relazione con la Luna. 1C è in relazione all’Ascendente, il corpo fisico, la realtà operativa in cui viviamo

È importante nel gruppo condividere 1A per incorporarlo e trasformarlo in 1B.

Ed in questa operazione è fondamentale creare e operare fisicamente: ossia in 1C, che è il Contratto che decidiamo di stipulare materialmente.

Le pratiche che facciamo in terza servono allo scopo di creare 1B; pratiche di tocco, seminari, incontri, articoli, oggetti, ecc.

 

Pratica 3: Andiamo in 1A per ricavarne un’esperienza completa. Andiamo in 1A e poi in 1B. Dopo ogni canzone entriamo 2 volte nel tempio.

“Deconstruct” è tratto dall’album Design Your Universe del gruppo olandese Epica pubblicato nel 2009. Segue il testo in inglese

If we could see ourselves, the mirror would reflect insanity
Instead we camouflage the flaws that lie within
Condone the suffering we witness as we mingle casually
We need to right ourselves, or else we will derail
Aiming too high
You are bound to fail
Patience is a vital virtue
That you’ll never have
Don’t force me to believe
We’re caught up in the greed’cause I just care for me
To break it, we’ll need everyone
Think it through: unite is the only way
A raging tragedy ignored will have its justice, finally
Distress and poverty is everyone’s disease
We’ll come to realise for all we’ve done there is a price to pay
Yet hope is never lost, there always is a way
Trumping the gameIs no easy way
Enterprise and discipline
Will pay off in the end
If we ever could look into fate’s mirror
We would never have ended up here
We’re distracted by every sin committed
It should always be ever so clear
If we ever look
We would never be here
Don’t force me to believe I’m never needing anyone
I only care for me I’m thinking through
And mine’s the only way
We are caught upIn our failure
Now our union
Is our savior
It’s the only way
If we ever
We would never
If we’re clever
We’re together

Il nostro è un lavoro di decostruzione finalizzato a costruire altrove.

Come esseri separati riteniamo che CUA sia l’unica realtà possibile, per cui è difficile andare in 1A se abbiamo elementi di forte dipendenza in CUA. Prima occorre disfare questi forti legami.

1B è una realtà che può reggere di più perché è collettiva. Per questo passiamo da 1A a 1C tramite il ponte di 1B, che è una realtà alternativa dove esistono ancora dei legami, seppure di natura molto più leggera e flessibile.

In 1C determiniamo Contratti con scadenze (come nel caso del Contratto Cadetto) con elementi pratici ben evidenti, individuale e collettivi.

Il contratto Cadetto dura 3 mesi ed è un contratto che, una volta onorato pienamente, secondo l’ordinamento dei Jaga i Vasa delle Provordo Sagdhanatabe, consente di accedere al ruolo di Novica sito tra i 264 e i 253 gradi (Sagdhanatabe, T143). Il completamento dell’intero PET consente di accedere ai ruoli di Sustinava Ordas, Sanyasa, Kamgava, Chatra, Upalmonava, tra i 252 e i 228 gradi.

Si può recedere dal contratto in ogni momento.

 

Pratica 4: Facciamo un’inversione ad U rispetto allo spazio in cui ci troviamo che ora si sgretola e si frammenta. Immaginiamo che si apre un varco che ci consente di andare oltre questa dimensione dove le cose sono diverse. Il Portale si apre per pochi istanti. Decidiamo di entrare. Questo portale ci immette in tutti i sogni più ambiti che abbiamo avuto, ma se uno solo di questi sogni è in relazione con qualcosa o qualcuno in terza dimensione è impossibile passare. Analizziamo cosa ci spinge ad entrare. Analizziamo cosa ci trattiene in terza dimensione. Se siamo disposti a lasciarlo andare, possiamo saltare, altrimenti rinunciamo, accettando questo come una nostra scelta, con tutta la dignità che ne deriva. Se saltiamo, prendiamo atto di dove andiamo. Ricordiamo chi siamo in quello spazio e chi incontriamo. Poi concludiamo l’esperienza e ritorniamo. Ci posizioniamo nel cerchio per drammatizzare e trasferire qui la nostra esperienza, ciò che abbiamo vissuto. Diventiamo attori e protagonisti dell’evento e lo integriamo vivendolo fisicamente nel cerchio.

Quando facciamo questa pratica è facile essere coinvolti ma poi nella vita non cambia nulla se non creiamo un ponte costante tra l’esperienza (momento di potere) e la nostra realtà CUA.

 

Considerazioni

Operando nel multidimensionale ad un certo punto arriviamo ad un’esperienza in cui si crea un bivio tra separazione e unità.

Quando c’è un portale si allinea la terza dimensione con il multidimensionale ed è fondamentale perché la terza si nutre del multidimensionale.

La nostra abilità consiste nel fare il salto quando il portale si apre, nel bivio c’è lo sforzo di saltare

Ciò che è veramente potente è l’atto di creazione di un ponte tra la terza e quarta dimensione, quindi ogni pratica rappresenta a livello fisico ciò che è successo in quarta dimensione.

Il parlare e condividere serve a rendere disponibile in terza ciò che è accaduto in quarta: diventa un atto creativo.

E’ necessario partecipare alla visione dell’altro come se fosse nostra per creare il ponte.

Le operazioni sciamaniche sono un ponte tra dimensioni.

L’operazione più efficace per sviluppare uno coscienza multidimensionale in terza dimensione non consiste nel cambiare la terza dimensione. Ciò comporta il rischio di separarsi dal multidimensionale, che è quello che è sempre successo finora. Si tratta invece di imparare a vivere simultaneamente in diverse dimensioni, che è appunto il senso del termine “multidimensionale”.

In terza dimensione possiamo rappresentare simbolicamente ciò che succede in altre realtà, così come un pittore dipinge su una tela qualcosa che vede tridimensionalmente, converte quindi dei dati tridimensionali in una forma bidimensionale. Nella terza dimensione, mediante le nostre azioni, rituali, e pratiche possiamo rappresentare quello che succede in 1A e 1B, e anche 2A e 2B. In questo modo diventano 1C e 2C.

Per sviluppare agilità multidimensionale e sciogliere le barriere di separazione tra dimensioni, occorre documentare le esperienze avute in quarta creando eventi nella realtà fisica atti a recuperare la memoria.

E’ necessario imparare a gestire la terza collegandola con azioni alla quarta.

L’obiettivo del gruppo di lavoroè creare rappresentazioni fisiche di ciò che succede in quarta dimensione e nel rapporto con l’IMC.

In questa fase occorre alimentare la visione, recitando scene dal multidimensionale
L’amore

L’amore e l’unità regolano la rete della vita, e siccome la separazione non può esistere senza l’amore, ecco che le sue intenzioni sono sempre in rapporto con l’amore.

Il problema è che la separazione per mantenersi in vita richiede dosi di amore smisurate ed esclusive. Ecco perché l’amore è un tema così diffuso sulla terra. Vi sono cuori da tutte le parti e non esiste alcun altro luogo nell’universo in cui la parola amore è usata così tanto.

Questo perché onde creare una realtà fisica occorrono investimenti indicibili di amore.

L’amore è infinito nella rete della vita, e questo riguardo non esiste possibilità di scarsità. Il problema è che in una realtà separata vige il culto della scarsità.

Il problema è che una realtà separata vuole solo l’amore per sé e per nessun altro.

Quindi anche se può avere tutto l’amore che vuole, senza alcuna limitazione, il solo fatto che questo amore sia pure disponibile per altri mondi, realtà, nazioni, gruppi e individui, risulta inaccettabile, è visto come una negazione di amore e di conseguenza genera l’odio verso le altre realtà, e gli altri in genere, e pure nei confronti della fonte dell’amore, e così abbiamo il mondo del CUA.

Questa situazione si riproduce nel modo in cui si sviluppano le relazioni di amore umane, fondate appunto sulla scarsità dell’amore, motivate dalla paura di perderlo, di non avere l’esclusiva di questo amore. E’ una situazione impossibile, senza via d’uscita, un’allucinazione, totale follia.

L’esclusiva di questo amore verrà persa inevitabilmente, appunto perché non esiste esclusività. Tutti respiriamo l’aria, la stessa aria liberamente, e non possiamo pretendere di respirarla solo noi. Il fatto che anche gli altri respirano la stessa aria, nello stesso ambiente, non ci porta via nulla. Tuttavia il fatto che altri possano ricevere amore da una stessa persona da cui riceviamo amore risulta inaccettabile, ed è in molti casi un crimine.

Lavorando sciamanicamente con l’Intenzione, in uno spazio di totale potere, diventiamo chiari riguardo ciò che vogliamo. Questo è successo varie volte. Se nonostante ciò la nostra vita continua ad essere priva di ciò che vogliamo, se le nostre intenzioni non si realizzano, è perché ci sono delle intenzioni oscure che controllano la nostra vita.

Le intenzioni operano in quinta dimensione ed hanno effetti di controllo sulle emozioni e il corpo fisico, che sono gli aspetti della vita di cui siamo maggiormente consapevoli.

Ora, a meno che non dirigiamo fermamente la nostra attenzione su quello che accade in quinta dimensione, al di là delle nostre esperienze fisiche ed emotive, non capiremo mai quali sono le intenzioni che regolano la nostra vita.

Vi sono intenzioni che abbiamo per evitare qualcosa (separazione) e altre per connetterci con qualcosa (unità). A volte è assai difficile comprendere qual è una e qual è altra, tanto che nella maggior parte dei casi intenzioni mascherate come unità e amore occultano intenzioni di separazione, paura e odio.

Quindi l’approccio che usiamo è dare spazio nella nostra consapevolezza a tutte le intenzioni, sia di buio sia di luce, sia di amore sia di odio, sia di unità sia di separazione, senza esprimere alcun giudizio sulla loro natura, perché in primo luogo è il giudizio che crea la separazione.

Le consideriamo tutte senza alcungiudizio, poiché la strategia è di andare oltre le maschere di terza e quarta dimensione delle intenzioni e individuare la loro matrice di quinta dimensione.

Di nuovo la quinta dimensione si riveste di abiti di terza e quarta dimensione, che sono quelle che immediatamente percepiamo come umani. E’ facile essere sedotti dall’espressione fisica dell’amore, qualcuno che ci accarezza, abbraccia o bacia, così come dall’espressione emotiva, l’innamoramento, la passione, la presenza sottile dell’altro, ecc. Quante volte abbiamo vissuto questo? Quante volte tutto di è dissolto e trasformato nell’opposto magari nel giro di poco tempo?

L’attaccamento verso alcune figure tridimensionali impedisce il passaggio multidimensionale. La causa principale è il fraintendimento, il giudizio e la confusione riguardo il modo in cui è concepito l’amore in terza e nelle dimensioni superiori.

In terza dimensione l’amore è polarizzato e comporta la presenza di due o più soggetti separati. L’amore unisce, ma poiché la terza dimensione si fonda sulla separazione, in questo contesto l’amore contempla la separazione, perché è un amore esclusivo, un amore CUA, che limita e circoscrive l’amore solo ad alcune condizioni di estrema ristrettezza,

Non importa quanto i soggetti si amano esclusivamente, l’unica certezza è che si separeranno fisicamente e che saranno esclusi da quell’amore che hanno coltivato esclusivamente.

Tuttavia poiché il CUA è una realtà separata, l’unica possibilità di fare esperienza dell’amore esiste ufficialmente solo CUA e quindi la maggior parte delle persone non vuole andare da nessun’altra parte. Anche se qui c’è pena, sofferenza e inevitabile separazione da persone amate, tante anime continuano a ritornare qui perché non sanno in effetti da che altra parte andare per amare e ricevere amore.

L’amore si esprime distintamente secondo la dimensione di riferimento:

Terza dimensione: amore fisico, si esprime mediante la presenza fisica dei soggetti in diversi modi: vivere insieme, vedersi regolarmente, svolgere attività congiunte, condividere beni materiali, praticare attività sessuali, accarezzarsi, farsi dei regali, prestare assistenza, fare favori, scrivere lettere o e-mail di amore, e altre manifestazioni fisiche di amore.

Quarta dimensione: amore emotivo, si esprime mediante l’emozione, indipendentemente dalla presenza fisica dei soggetti, per cui può essere presente anche se l’altro è distante, andato via, deceduto, ecc. L’emozione, poiché è quarta dimensione, viaggia nel tempo. Possiamo avere emozioni riguardo il passato avuto con qualcuno, e pure rispetto al futuro, alle possibilità che accada qualcosa. Le emozioni sono anche in relazione con vite passate e universi paralleli. Le proviamo come risultato di un allineamento con altre realtà. Poiché il riferimento unico e ufficiale è quello del corpo fisico, attribuiamo le emozioni di amore a ciò che succede in terza dimensione. La probabilità che le nostre emozioni siano relative a qualcosa che sta succedendo fisicamente è così minima che non può essere nemmeno descritta numericamente in proporzione. L’amore emotivo viaggia su una frequenza assai instabile che può cambiare repentinamente, se è sorretta dal pensiero della separazione. Poiché il CUA è il risultato di un pensiero di separazione, le emozioni di amore tendono a cambiare molto spesso e radicalmente, con un effetto altalena. L’amore emotivo è legato all’emozione dell’innamoramento, è la sensazione dell’amore.

Quinta dimensione: amore mentale. Seppure questo termine non suoni affatto elevato, né tanto meno romantico, l’amore mentale è l’espressione nobile e creativa dell’amore. Creativa perché è il risultato di una scelta, ossia la scelta di amare. L’emozione dell’amore è un effetto transitorio, così come lo è l’amore fisico. Due persone si accarezzano teneramente perché sentono l’emozione dell’amore. A loro volta sentono l’emozione perché hanno formulato il pensiero dell’amore. E’ di questo pensiero che la maggior parte degli individui non sono coscienti, per cui esso diventa inconscio. Vi sono due pensieri di amore: quello fondato sulla separazione e sull’unità. Il pensiero d’amore fondato sulla separazione si basa sulla paura di perdere l’oggetto dell’amore ed è tipico delle relazioni speciali descritte in Un corso in miracoli. È un amare a condizione che. Il pensiero d’amore fondato sull’unità è una scelta di amare incondizionatamente e non in base a quello che l’altro fa. È il riconoscimento che l’oggetto dell’amore non è la forma fisica dell’altro, la quale per sua natura si separerà, bensì la sua essenza multidimensionale. In quinta dimensione, ci troviamo di fronte a questa scelta, se amare incondizionatamente o meno.

Sesta dimensione: amore spirituale. È il massimo livello di amore, in cui non c’è alcuna scelta, poiché sussiste l’evidenza che l’amore è infinito e tutti sono connessi.

Si arriva alla sesta solo facendo il viaggio dalla terza alla quinta dimensione. In quinta c’è la scelta rispetto a quale pensiero di amore adottare. Quando esiste consapevolezza che siamo noi a scegliere l’accesso all’amore spirituale è aperto, sia che scegliamo di andarci o meno.

Come esseri fisici riconosciamo solo la differenza tra amore fisico e non fisico, raramente tra amore emozionale, mentale e spirituale.

L’amore mentale è legato al pensiero d’amore ed è oltre l’emotivo. L’amore emotivo non comprende nessuna possibilità scelta, la sua presenza non dipende dalla volontà del soggetto, è qualcosa che accade o non accade.
Considerazioni sull’amore secondo le dimensioni

In quarta dimensione ci sono due aree: quella più vicina alla terza, la prima metà della quarta dimensione consente ancora il risucchio in terza dimensione.

Il passaggio decisivo ha luogo solo dopo aver oltrepassato la seconda metà della quarta.

Nella quinta dimensione esiste sia il pensiero di unità che quello di separazione che avviene però sempre per scelta.

In quarta mi arriva sempre l’eco della quinta.

In sesta esiste solo l’unità.

Nel lavoro astrosciamanico diamo priorità all’Intento, perché questi non è un’emozione, è un pensiero, è quinta dimensione e ci consente di discriminare, di essere effettivamente creativi.

Rimanendo focalizzati sull’Intento comprendiamo la distinzione tra quinta e quarta.

Per esempio, posso avere un grande desiderio di vivere nell’amore. L’emozione dell’amore è provare amore per qualcuno o qualcosa, o quando mi sento amato da qualcuno o qualcosa, o entrambi. Nel momento in cui io non provo più amore o non sento più di essere amato, l’emozione dell’amore non c’è più.

L’amore emotivo ha una durata maggiore di quello fisico.

In terza dimensione c’è amore solo quando ciò che amo è disponibile fisicamente. Per esempio, allorché sono accarezzato, bacio, o mi esprimo amorevolmente, esiste amore fisico.

L’amore emotivo può continuare anche in assenza del soggetto fisico, perché non si fonda sulla linearità del tempo, può viaggiare nel tempo in avanti e indietro. Posso sentire amore ricordando un evento del passato o anticipandone uno del futuro, anche se nel presente lineare non accade nulla di fisico.

L’amore mentale, quello di quinta dimensione, ha una durata molto più ampia dell’amore emotivo.

L’amore di quinta rimane anche quando non sento più l’emozione dell’amore verso qualcuno o qualcosa, o allorché non mi sento amato. Questo perché l’amore di quinta si fonda su una scelta di amore, in grado quindi di prevalere sugli accadimenti fisici ed emotivi.

Se amo veramente qualcuno a livello di quinta dimensione, lo amo come scelta di amare e non come conseguenza di quello che succede a livello fisico ed emotivo.

E’ un amore incondizionato, sostenuto da una scelta. Per cui il fatto che io ora non senta l’emozione dell’amore non ha alcuna conseguenza sull’amore di quinta dimensione, che è in grado di rimanere tale sia che ci siano emozioni di amore o di odio, in base ad una decisione.

Coloro che amano solo in presenza di emozioni di amore, sono dominati dai Graha dell’amore, che non hanno nulla di meglio di offrire dei Graha dell’odio.

Tra Graha dell’odio e dell’amore esiste un patto di alternanza, per cui è concordata una gestione equa dell’energia, metà all’amore, metà all’odio.

Come potete capire, l’amore emotivo è un’espressione della separazione, e ha bisogno dell’odio emotivo per sopravvivere, e vice versa. Quando nei rapporti con altri notiamo l’alternanza di amore e odio, siamo in presenza solo di emozioni.

L’amore di sesta dimensione è invece un dato di fatto e non presuppone alcuna scelta.

L’unità tra i soggetti è evidente, non c’è più separazione e l’idea di entrare in rapporto con qualcuno o meno, di amarlo o no, non esiste, perché in sesta dimensione non ci sono idee, né pensieri. E’ uno spazio di unità e basta, indescrivibile tramite il linguaggio, che è un’espressione della quinta dimensione. E’ uno spazio di essere.

In quinta dimensione posso scegliere tra unità e separazione, amore e odio. Laddove in quinta dimensione sono nel livello matrice di qualunque cosa possa accadere in terza e quarta, in sesta non esiste alcuna scelta perché c’è solo unità e la separazione non è possibile.

La separazione è un pensiero e al livello del pensiero (Intento) è possibile scegliere e cambiare. Non è possibile invece cambiare a livello fisico ed emotivo. A tali livelli rimaniamo le vittime del piano mentale.

L’Intento e la sua coltivazione ci consente di avere accesso al piano mentale. Ecco perché insistiamo tanto sull’Intento e l’importanza di mantenerlo attivo non importa cosa ci succede a livello fisico ed emotivo.

Spesso, in momenti importanti, c’è un allineamento multidimensionale, in cui terza, quarta, quinta e sesta si ritrovano congiunte.

Per esempio, partecipiamo ad un seminario e durante un esercizio in cui lavoriamo fisicamente con altri (terza), proviamo grandi emozioni di amore (quarta), che si allineano con la volontà, il pensiero di amare (quinta) e con l’entrata in uno spazio di puro amore, privo di riferimenti oggettivi o soggettivi, incondizionato (sesta).

Questo è allineamento totale, ciò che vorremmo accadesse in continuazione.

L’allineamento totale ci rivela quello che accade in quella frequenza, che è sempre eternamente presente.

Tuttavia a causa della separazione, noi ci spostiamo da quella frequenza, ne prendiamo gradualmente distanza. Ed il lavoro consiste nel recuperare la frequenza insistendo su ciò che permette il recupero, ossia il piano mentale, la volontà di recuperare.

Il fisico e l’emozione vanno e vengono, perché sono soggetti all’alternanza di pensieri di unità e separazione.

Per esempio, una volta terminato il seminario, non abbiamo più l’espressione fisica dell’amore, perché rimaniamo soli e non ci sono più coloro con cui abbiamo avuto esperienze fisiche di amore. Tuttavia rimane l’amore emotivo, mentale e spirituale.

Il dato più tangibile, dopo quello fisico, è l’emotivo. Anche se non ci sono i compagni fisici, ne conserviamo vivido il ricordo e l’emozione è ancora tanto forte e può durare per più ore e giorni.

Il bivio decisivo giunge allorché l’emozione di amore cessa, appunto perché l’aspetto fisico ha cessato di alimentarla.

Ogni essere umano è in grado di attivare emozioni di amore sulla base di espressioni fisiche di amore, senza bisogno di attivare espressioni mentali o spirituali di amore.

Quando non c’è più emozione di amore o espressone fisica di amore, in grado di alimentare la relativa emozione, ecco che ci ritroviamo solo con l’aspetto mentale e spirituale.

È un “solo” eufemistico perché in effetti l’amore effettivo può avvenire unicamente a livello mentale e spirituale.

I corpi fisici e le emozioni non si possono unire, le menti invece sì, possono scegliere di separarsi e unire, mentre lo spirito è già unito, e non ha bisogno di scegliere nulla.

Quando emozioni e fisico ci abbandonano, la prova decisiva sta nella tenuta della mente, l’Intento.

Sebbene ci siano emozioni di odio, rabbia, paura e non di amore, io scelgo con la mia mente di allineare tali emozioni con l’Intento, effetto quindi il Rilascio.

Il Rilascio è un atto di amore di quinta dimensione, l’unico effettivo atto di amore, quello che definisce la distinzione tra amore separato e amore unito.

L’amore di quinta dimensione non dipende da corpo ed emozioni, al contrario li usa per perseguire l’amore non importa cosa succeda ai livelli più bassi.

Solo se mi aggancio al pensiero potente della quinta dimensione ho speranza di resistere alle onde devastanti della quarta dimensione e a quelle della terza.

Il pensiero è più potente dell’emozione poiché non è legato a cambiamenti radicali di frequenza, come dolore e piacere, amore e odio.

L’intento deciso in un momento di forte allineamento rappresenta un collegamento con la quinta dimensione, che ci permette di resistere all’onda emotiva della quarta e a quella fisica della terza, che soprattutto si attivano in momenti di passaggi decisivi interdimensionali, quali la morte.

Decidere qualcosa in quinta e portarlo a termine con una scadenza in terza permette di fare individuare le resistenze individuali, i pensieri nascosti e i contratti contrari.

Nella quinta c’è appunto la matrice che produce i Graha, ossia il Paheka.

Il Paheka va trasformato in Sadoha.

Nel lavoro l’obiettivo è di creare una squadra operativa che sappia agire in determinate circostanze seguendo istruzioni e verificando (tramite i Rettori) ciò che accade.

La griglia delle regole che gestisce ogni nostra emozione o attività fisica esiste in quinta dimensione ed è quella che ha creato ogni struttura.

Gli accordi chiari arginano il depistaggio emotivo.

 

Norme di relazione nel lavoro

Se c’è in un gruppo qualcuno che fa qualcosa che mi disturba si tratta di dirlo all’altro, spiegando il fatto fisico oggettivo, senza invasione emotive o mentali, che non hanno mai nulla a che vedere con quello che sta accadendo fisicamente.

Se invece interpreto il comportamento attribuendo a lui ciò che mi succede emotivamente o mentalmente, questa è un’invasione.

L’accordo base è che ognuno è responsabile delle sue emozioni. Chi non è in grado di fare questo è fuori gioco.

Occorre chiarezza rispetto agli impegni di terza per non essere inquinati dalla quarta.
I sogni sono in quarta dimensione, per interpretarli si tratta di individuare il pensiero creatore che è alla base del sogno.

In quarta il conflitto è rapido ed intenso ma si risolve subito a meno che non sia fomentato dalla volontà di separazione che allora favorisce il conflitto.

In ogni momento è mia responsabilità scegliere se dire SI o NO e non posso imputare all’altro situazioni in cui io sono tenuto a scegliere.

Occorre apprendere la capacità di dire si o no.

 

Pratica delle regole avverse

Ognuno individua regole verso cui prova avversione e le trascrive.

Finché rimaniamo nell’avversione alla regola, avremo sempre bisogno dell’emozione di avversione alla regola. Esiste l’avversione e la ribellione alla regola, che è un’emozione, ed esiste la ribellione sul piano mentale, che un cambiamento. L’emozione di ribellione non è interessata al cambiamento, anzi dipende dalla mancanza di cambiamento.

Il ribelle di quinta dimensione rilascia le regole avverse e applica quelle cha danno supporto al suo Intento. Il ribelle di quarta dimensione si ribella per sostenere l’emozione di ribellione e non è interessato a cambiare nulla. La stessa situazione che si applica all’amore si applica alla ribellione.

Il puro ribelle va oltre le regole avverse e crea la sua realtà come la vuole lui.

L’autorità è il guardiano della soglia che non ci fa passare fino a che non abbiamo la capacità di rilasciare il ruolo di vittima.

Individuare il problema senza accusare nessuno.

Il NO è fondamentale, occorre essere puri e totali per individuare il punto in cui urtiamo.

Il SI ha ad essere chiaro.

Se dico NO a qualcosa, necessito di dire SI’ a qualcos’altro, altrimenti il NO è solo distruttivo.

Il NO è creativo quando evidenzia il SI.

Quando con qualcuno ci sentiamo liberi di dire SI o NO vuol dire che è un rapporto puro che non ci attanaglia e manipola, in cui siamo creativi.

Gli spazi multidimensionali esistono e sono dei territori che necessitano di essere mappati. L’esperienza priva di decodificazione promuove la realtà separata perché non è riproducibile, quindi non c’è beneficio effettivo dagli spazi di estasi perché poi in CUA tutto torna come prima.

 

Pratica finale

Identifichiamo dove nel corpo possiamo memorizzare le informazioni ricevute in questo seminario o dalla lettura di questo scritto.

Se ci troviamo in una situazione critica proviamo a fare la pratica di entrata e salto nel portale e vediamo cosa accede.

Kahesha Opa

Anche gli angeli si fanno male

Febbraio 22, 2015 by admin

450px-The_Wounded_Angel_-_Hugo_SimbergSe talvolta passi dei momenti molto difficili nella vita,
non ti scoraggiare.
Anche gli angeli si fanno male e vanno in crisi…
quando transitano sulla terra.

Franco Santoro

Immagine: “L’angelo ferito”, dipinto di Hugo Simberg, nato il 24 giugno 1873, Sole in Cancro, Luna in Gemelli, pittore finlandese

Sognare con coerenza

Febbraio 20, 2015 by admin

10001292_10152241396756041_1851481709_nNon possiamo svegliarci se non ci rendiamo conto che stiamo sognando.

Tuttavia, se siamo scaltri, sappiamo intimamente che ad un certo punto il sogno finirà, e quando questo accade davvero, per qualche istante, ci svegliamo, ma solo per iniziare un altro sogno, e per di più con l’arroganza di pretendere di essere svegli.

E allora meglio sognare con coerenza, mettendocela tutta per fare un bel sogno.

Buona notte!

Franco Santoro

Immagine: dipinto di Louis Michel van Loo, nato il 2 marzo 1707, Sole in Pesci e Luna in Acquario.

I pensieri generano i risultati fisici

Febbraio 20, 2015 by admin

La realtà si genera a livello del pensiero, per cui quando un evento fisico si manifesta questo è solo l’effetto finale di un processo iniziato nella mente di qualcuno. Il paradosso qui è che chi compie l’azione o ne subisce gli effetti non è necessariamente la stessa persona che l’ha pensata.

I pensieri e le emozioni generano i risultati fisici, ma rimangono anonimi nella realtà percepibile umanamente. Ogni giorno siamo testimoni, attraverso i mass media o la nostra esperienza diretta, di eventi crudeli e dolorosi. Ci fissiamo tuttavia sugli eventi e i loro protagonisti, perdendo di vista quel che succede nel piano che crea gli eventi stessi.

Quel piano è la nostra mente. Se a livello fisico una persona violenta non si incontra tutti i giorni, a livello astrale e mentale ne siamo circondati in ogni momento e uno di questi siamo forse noi.

Il crimine più grave a livello spirituale è promuovere pensieri di odio, avversione e giudizio verso gli altri. Ciò include anche comportarsi “gentilmente” con qualcuno, per poi odiarlo o giudicarlo nei propri pensieri “segreti”. Questo è qualcosa che in tanti facciamo o abbiamo fatto spesso senza accorgerci, appunto perché ciò che conta è quel che accade esternamente. Pensiamo che i nostri pensieri e le nostre emozioni siano private e che possiamo farne quel che ne vogliamo, senza danni per nessuno. Sciamanicamente non è affatto così.

Un tempo le persone erano in grado di comunicare telepaticamente, semplicemente essendo trasparenti, nudi, riguardo i loro pensieri. Il linguaggio fu creato quando questa facoltà si è persa.

Il linguaggio permette di dire “ti amo” a qualcuno anche se stiamo pensando “ti odio”. Abbiamo perso la facoltà telepatica allorché abbiamo sentito l’esigenza di mentire, e in effetti è in quel momento che si è generata la separazione, che abbiamo sentito il bisogno di avere un corpo in cui nascondere la nostra mente….

Franco Santoro

 

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