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Lasciare andare

Settembre 22, 2015 by admin

leaf trunk horizontal“Lasciare andare” può incutere paura perché fa pensare che dobbiamo rinunciare a qualcosa di bello e soffrire di conseguenza.

E in effetti per certi versi, al di là di tutte le parole illuminanti che si possono usare per giustificare il “lasciare andare”, è proprio così!

È del tutto legittimo provare tristezza, rabbia e ogni sorta di emozione o pensiero spiacevole quando qualcosa o qualcuno che amiamo viene a mancare, allorché siamo costretti a lasciare andare.

Non c’è nulla di più insopportabile di certe frasi preconfezionate inneggianti al non-attaccamento che alcune persone si permettono di articolare in queste occasioni.

Abbiamo ogni diritto di sentirci attaccati verso persone e situazioni che amiamo, a provare dolore quando avviene il distacco. Questo è un segno di salute, perché implica che abbiamo ancora un’anima, che non ci siamo ancora trasformati in entità predatrici, che vivono solo per prendere, staccare, amputare, o in sterili automi, freddi ingranaggi meccanici.

Se ancora abbiamo un’anima sensibile, non solo sentiamo il nostro dolore riguardo il distacco da persone o situazioni amate, ma sentiamo anche il loro dolore, e non solo, sentiamo il dolore dell’intera umanità, di tutti coloro che hanno sofferto nel passato e lo faranno nel futuro.

Ecco perché questo dolore è sacro, inviolabile, e se lo senti sappi che in questa emozione c’è una dignità, un’elevazione e bellezza immane.

Attenzione, però! Qui non sto inneggiando alla necessità del dolore, al fatto che bisogna stare male, perché attraverso la sofferenza si cresce spiritualmente. Solo un sadico, un maniaco criminale può ideare un tale sistema educativo…

E nemmeno intendo dire che la sofferenza è dovuta ai nostri attaccamenti, per cui onde evitarla e crescere spiritualmente, occorre lasciare andare.

Voglio principalmente dire che il dolore c’è e basta! E se cerchiamo di trovare una giustificazione, delle frasi fatte, per motivare la sua presenza non lo capiremo mai. Allora come conseguenza continueremo a soffrire, finchè non ci degnamo di ascoltare questo dolore affinché ci dica lui stesso che cos’è.

Il motivo forse per cui non siamo disposti ad ascoltare e accettare il dolore è perché il dolore, la sofferenza sono la più grande causa di imbarazzo di questa realtà e di chi l’ha generata…

In questa realtà di terza dimensione il dolore provocato dalla separazione e il distacco sono spiritualmente l’equivalente dell’abuso e della violenza sessuale sul piano fisico.

Quindi, prima ancora di giustificarli, si tratta di riconoscere il danno che causano, dargli valore, legittimarlo.

Il dolore effettivo, quello più straziante, non è dovuto al dolore che proviamo quando accade qualcosa di spiacevole, ma dal sentire che questo dolore è il segno di qualcosa di sbagliato che abbiamo fatto o che qualcuno ha fatto.

Quindi non solo stiamo male, ma sentiamo che questo malessere è una responsabilità o colpa nostra o di altri, perché non ci dovrebbe essere in condizioni normali, in quanto tutto è stato creato perfetto o per altre ragioni commerciali e spirituali.

No, non c’è qualcosa che non va in noi o in altri!

C’è il dolore e basta!

Lasciare andare significa liberarsi prima di tutto dal ritenere sbagliato il nostro attaccamento verso persone e situazioni e le emozioni che ne derivano.

Da una prospettiva multidimensionale abbiamo ogni diritto di sentirci attaccati a persone e situazioni perché fanno parte di noi, così noi di loro. In terza dimensione siamo costretti a distaccarci, perché questa è una realtà fondata sulla separazione. E ciò inevitabilmente causa dolore, ma si tratta di un dolore legittimo.

E abbiamo anche ogni diritto di sentire che questo distacco e il dolore che ne deriva è ingiusto, di ribellarci a questa realtà, di non seguitare a giustificarla come una tappa obbligata, un modo per crescere e altre probabili tonterie.

Abbiamo il diritto di protestare, di ammutinarci, di proclamare uno sciopero generale, di mettere in crisi il funzionamento di questa dimensione stessa. Quando e se avremo il coraggio di farlo, allora forse capiremo cosa vuol dire lasciare andare.

© Franco Santoro

Protetto: Settore Sette – Bilancia

Settembre 22, 2015 by admin

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Saltando ora

Settembre 21, 2015 by admin

312576_2522481391775_495809617_nLa vita procede con la sua consueta routine fin quando arriva il momento in cui ci troviamo in presenza di una barriera o di un orlo. A questo punto possiamo scegliere di saltare o ritornare indietro, avvedendoci in quest’ultimo caso che mentre talvolta è possibile e lecito evitare il salto, arriverà il momento in cui  non ci sarà altra scelta. In vero il salto avviene regolarmente in molte situazioni della vita, che in genere sono inconsce, come il passaggio dalla veglia al sogno. Nel nostro ambiente possiamo vedere inoltre continui salti e mutamenti, quali quelli dal giorno alla notte e i cambi stagionali. Mentre è un dato di fatto che esistono cambiamenti stagionali ogni anno, è anche scientificamente e miticamente vero che ci sono altre mutazioni ragguardevoli che comprendono tempi più lunghi e con effetti assai radicali.

Secondo varie fonti questo è il caso dei tempi attuali, che sembrano ospitare l’emergere di un cambiamento decisivo nella percezione umana. Questo processo pare causare grande subbuglio nel modo in cui abbiamo inteso la vita finora. Un gran trambusto si sta verificando nella cosiddetta quarta dimensione, in una controversa zona tampone tra realtà ordinaria e realtà multidimensionale, che strategicamente chiamo Provisional Order (ordine provvisorio). Quest’area è piena di terrore, angoscia e ogni sorta di rancori innominabili. Il suo scopo è preservare la separazione attraverso la paura, l’isolamento e l’ignoranza. Le persone sensibili al sentiero sciamanico o multidimensionale possono essere duramente colpite da questo fermento e sperimentare momenti assai difficili, comprese anche persone ordinarie che potrebbero fare esperienza di un inaspettato risveglio della loro natura multidimensionale.

Se spesso vivi momenti difficili, sii consapevole che ciò può far parte del processo di risveglio associato a questo presunto cambiamento multidimensionale. Tale cambiamento è completamente esperienziale e privo di connotazioni intellettuali. Mentre ci risvegliamo alla nostra natura autentica, le false identità che abbiamo mantenuto fino ad ora gradualmente si sgretolano, mentre anche l’intera realtà separata cade a pezzi. Da una parte la nostra consapevolezza comincia il suo viaggio fuori dalla realtà ordinaria, mentre dall’altra l’identità convenzionale continua ad aggrapparsi al suo scenario in decomposizione. Mentre i vecchi modelli si dissolvono è normale sperimentare angoscia e perfino terrore. Durante questo processo è vitale mantenere la connessione con il nostro centro, o Identità Multidimensionale Centrale (IMC). È inoltre importante rapportarci con alte persone amiche che condividono un simile sentiero. Quando manca la connessione con IMC, i nostri amici sul sentiero ce lo rammenteranno, o noi potremo ricordarlo a loro.

La prima raccomandazione quando siamo in una situazione difficile è uscire dall’isolamento. La paura potrebbe essere troppo opprimente da eliminare, ma possiamo abbandonare l’isolamento e spostare la nostra consapevolezza dal personale al collettivo. Queste paure sono ancestrali e collettive. Sono così antiche e represse che non c’è modo di comprenderne le cause. Ma possiamo decidere di non rimanere isolati, e connetterci con altri viaggiatori nella rete globale di trasformazione, affermando il nostro diritto a non essere messi in croce dalla separazione, invitando a far emergere sia le nostre autentiche radici sia la loro luminosa evoluzione futura.

Con questo non intendo affermare che tutti coloro che si trovano sul sentiero avranno esperienze spiacevoli. Al contrario, molte persone possono sentirsi più estatiche, energizzate e potenti. Ma, la lezione è ancora la stessa. Non importa che cosa sto vivendo, se mi sento su o giù, il punto è uscire dall’isolamento. Installare fermamente la consapevolezza che facciamo tutti parte di un organismo più vasto, e che il fatto di sentirci bene o male dipende semplicemente dalla prospettiva dalla quale provvisoriamente sperimentiamo la vita. Questa prospettiva è destinata a cambiare alla fine. Se ti ostini dunque a identificarti con questa prospettiva, sei destinato a essere deluso, e questo produrrà ulteriori rancori e separazione. Quello che conta in questo momento è espandere il nostro orizzonte, conseguire una visione più ampia, con l’intenzione di vedere realmente quello che la nostra identità separata ha paura di rivelare, ossia l’infame conferma che le identità separate non sono mai veramente esistite e sono semplicemente personaggi di un sogno deludente.

Quando faccio riferimento a un cambiamento multidimensionale, non implico realmente che il tempo che stiamo vivendo sia un tempo speciale, sebbene possa promuoverlo per ragioni di mercato, solo perché nella cultura occidentale le idee apocalittiche attraggono maggiore interesse. Il bisogno di sentirsi speciale è una delle principali caratteristiche della nostra identità separata. Ne consegue che non c’è mai stato un tempo nella storia umana in cui non stesse accadendo qualcosa di speciale. Nessuno ha mai desiderato vivere in un periodo noioso, e se non sembrava accadere niente di speciale, doveva essere inventato. Solo negli ultimi quattro decenni posso mettere insieme almeno otto anni considerati secondo varie fonti decisivi per un cambiamento multidimensionale. Così è stato anche prima che io nascessi e in ogni epoca umana.

Il motivo perché scrivo queste cose è puramente strategico. I cambiamenti multidimensionali ci sono sempre stati, perché la vita stessa è multidimensionale e in continuo cambiamento. Naturalmente, posso fingere che non sia questo il caso e ritirarmi in uno statico e autistico limbo dimensionale, ma questo non intaccherà la mutevole natura multidimensionale della vita. Per coloro che insistono nel rimanere attaccati alla realtà separata non cambierà nulla. Il cambiamento non è nella realtà separata, il cambiamento è nella nostra percezione di quello che c’è oltre.

Di quando in quando la realtà ordinaria viene completamente aggiornata. È semplicemente per dare l’illusione di un cambiamento agli esseri umani creduloni, mentre il paradigma base della separazione continua a esistere dopo il presunto cambiamento e, purtroppo, ancora più sostanziale. Ci sono dunque due cambiamenti nel lavoro: uno si verifica nella realtà separata ed è inteso a preservare astutamente la separazione attraverso la simulazione di un cambiamento, mentre l’altro implica la piena realizzazione che tu sei un essere multidimensionale e che la tua esperienza separata è solo un aspetto molto limitato di chi sei. Ne esistono infiniti altri e fanno tutti parte di una rete sconfinata. L’autentico cambiamento è una correzione di percezione verso una realtà che c’è sempre stata. Questo è il processo che considero quando mi riferisco al salto multidimensionale.

Ciò che strategicamente percepisco accadere nei prossimi anni, implica espandere il nostro orizzonte e affrontare ciò che è stato tenuto nascosto per secoli, occultato da spessi strati di terrore e vergogna. In quanto parte del processo, coloro che sono coinvolti nel cambiamento stanno probabilmente sperimentando emozioni sconvolgenti. La realtà ordinaria è semplicemente la trasmissione di una realtà virtuale del luogo in cui l’attenzione umana è diretta. A meno che non recupero il potere di spostare la mia attenzione e muovermi in altre configurazioni, non c’è possibilità di andare oltre la realtà separata. Ciò significa che questa realtà fondamentalmente rimarrà così com’è e il cambiamento planetario opererà semplicemente come una strategia di mercato della realtà separate per vendere la versione aggiornata della separazione.

Affinché si possa sviluppare un effettivo cambiamento, lo spazio e il tempo di riferimento ordinario devono dissolversi per generare un tempo e uno spazio di riferimento alternativi paralleli. Questo processo può causare qualche disagio. E’ utile in questo caso mantenere la connessione con altri viaggiatori, perché alcuni di loro hanno la capacità di assisterti in questo grandioso processo di trasformazione. Il punto è che anche tu hai il potere di assistere alcuni di loro, specialmente e paradossalmente quando percepisci te stesso nel punto più basso, e la prima tentazione è quella di ritirarti.

Questo salto multidimensionale, non riguarda illuminazioni individuali. Riguarda un mutamento di consapevolezza dall’identificazione personale alla coscienza globale e multidimensionale, operando come parte di una vasta rete.

In questo tempo di cambiamenti cruciali è essenziale essere consapevoli che siamo già pienamente allineati con la nostra Identità Multidimensionale Centrale, con la capacità di accedere a potere incondizionato, estasi, amore e salute, indipendentemente da quanto sembra accadere nella realtà ordinaria. Quando divento consapevole che il cambiamento fondamentale si attua a un livello multidimensionale allora sviluppo il necessario distacco per contribuire al cambiamento planetario e manifestare intenzioni onorevoli nella vita di tutti i giorni. Questo comporta il rilascio del mio personale attaccamento ai risultati materiali, abbandonandomi alla loro spontanea evoluzione e accettando pure che la manifestazione possa divenire tangibile solo per le generazioni future, o in un altro regno parallelo.

Il requisito fondamentale è aprirci all’immediata manifestazione di qualunque cosa desideriamo che già esiste a un livello multidimensionale, liberandoci dall’ossessione di realizzarla qui ad ogni costo e prima possibile. Il cambiamento comporta la creazione di un collegamento saldo e incondizionato tra la nostra natura multidimensionale e la nostra identità limitata. La parte incondizionata consente alla nostra identità ordinaria di avere tempo e spazio per realizzare il suo proposito senza pressioni, e con l’accettazione che il suo processo può essere diverso da quello che ci aspettiamo.

Pertanto, giacché aderiamo fermamente alle nostre sacre intenzioni, rilassiamoci nell’estatica consapevolezza che facciamo parte di un’incredibile vasta configurazione, il cui scopo è amore e beatitudine. E, nel caso questa configurazione non esista veramente, indulgiamo nella fantasia che esiste. Diventiamo gravidi del suo potere promettente, annunciando la gestazione pionieristica e l’emergenza di una nuova creazione.

© Franco Santoro, 2006

 

Crisi migratoria

Settembre 19, 2015 by admin

La crisi migratoria in occidente è l’emanazione fisica di un processo di migrazione multidimensionale senza precedenti. Le spesse mura di questa realtà separata si stanno logorando. Se da tempo aneli a raggiungere il luogo cui appartieni veramente, questa può essere l’occasione buona.

Solo quando ne hai avuto abbastanza di questo mondo di inganni e illusioni, troverai il coraggio e la motivazione per non dargli più così tanta importanza. In tutti i tempi tanti individui sono migrati versi altri mondi. Lo hanno fatto segretamente, senza lasciare traccia del loro tragitto e destinazione.

Nel presente o nel futuro interi gruppi, comunità, popoli, potrebbero decidere di migrare insieme verso altri mondi, mostrando apertamente il loro itinerario. Questo sarebbe un evento senza precedenti.

Questi sono i nuovi migranti, i pionieri di un potenziale espatrio multidimensionale. Questa migrazione non implica necessariamente andare in un altro universo, può significare al contrario restare proprio qui, ma uscire dal campo profughi di terza dimensione, dalla percezione separata della realtà.

La migrazione comporta andarsene da questo mondo, per arrivare veramente in questo mondo, in quello che è ed è sempre stato, verso ciò che tu, io, noi, loro, lei, lui ed essi sono sempre stati.

© Franco Santoro, 2014.

In: Franco Santoro, Pronto soccorso multidimensionale: emergenze spirituali, mondi paralleli e identità alternative, Institutum Provisorium, 2020, p. 25.

Termina l’estate

Settembre 18, 2015 by admin

indexTra poco termina l’estate. Nella sfera del tempo tutto è destinato a finire. Quest’estate è vicina alla fine, così come a un certo punto si concluderanno altre cose, incluse quelle che ami o a cui sei attaccato maggiormente, non importa quanto cerchi di impedirlo. Finisce tutto incluso la tua stessa vita. Quando sei disposto ad accettare questo pienamente, senza alcun compromesso, allora capirai cosa invece continua sempre. E da quel momento in poi non finirà più nulla.

“L’estate”, “la tua stessa vita”, e tutto quello che inizia o finisce, se osservi molto bene, sono solo parole, categorie, concetti. Viviamo in un mondo fondato su pure astrazioni, intese a separare, distinguere, contrapporre. Queste astrazioni, a causa della loro incessante ripetizione, attraverso il linguaggio, la cultura e ogni aspetto della vita sociale sono diventate la nostra unica realtà.

L’unica possibilità per interagire con questo mondo consiste nell’adattarsi alle sue categorie dualistiche e separanti. Le stesse realtà che esistono oltre la nostra percezione, inclusi gli spiriti guida o il nostro vero sé, per comunicare con noi, hanno bisogno di falsificare la loro natura impiegando espressioni linguistiche acrobatiche nell’arduo tentativo di accedere alla nostra consapevolezza.

Una meccanica linguistica dualistica e separante domina la nostra conscienza e i suoi pensieri. Si tratta di un processo automatico basato su ingranaggi e impulsi elettronici, da cui è pressoché impossibile rifuggire. Questa meccanica opera incessante incanalando la nostra coscienza in strutture binarie, e forzandoci a prendere continue posizioni: pro o contro.

Quando leggiamo, ascoltiamo, o ci relazioniamo con, qualcosa, ben lungi dall’ascoltare, leggere o relazionarci, stiamo esclusivamente schierandoci o da una parte o dall’altra.

La coscienza separata si fonda sul dualismo e può continuare a esistere solo se si identifica con una posizione in opposizione a un’altra. Possiamo derivare questa posizione mediante identificazione con una posizione o opposizione a essa.

Tutto quanto esiste oltre il dualismo deve impiegare il dualismo stesso al fine di poter accedere alla nostra realtà. Il rischio di essere divorati dal dualismo è inevitabile, così come esiste la ferma fiducia che nel dualismo stesso a un certo punto si aprirà un varco che consente di avere un’esperienza della realtà al di là della separazione.

Questo varco si apre in continuazione, perché è in realtà sempre aperto. Senza la sua apertura il nostro mondo non potrebbe esistere. Si tratta di imparare a distogliere l’attenzione da il pro e il contro, dal giorno e dalla notte, dall’inizio e dalla fine, dalla danza degli opposti, continuando tuttavia a prestare attenzione ad essi, senza schierarsi da una parte o dall’altra, oppure paradossalmente schierandosi da una parte e poi dall’altra.

Questa è la modalità della danza astrosciamanica, del tocco astrosciamanico, del teatro astrosciamanico.

Passo molto tempo a scrivere e parlare non per diffondere delle idee, per trovare consensi, ma per invitarvi ad avere un’esperienza diretta di ciò che scrivo. Non mi interessa se siete d’accordo o in disaccordo con me, perché io stesso sono sia d’accordo sia in disaccordo. Per questo motivo non partecipo a dibattiti, forum e scambi di idee.

Ciò che veramente mi interessa è incoraggiarvi ad evere esperienze dirette, scambi di esperienze dirette e non di idee e opinioni. Non importa con chi e dove avete queste esperienze dirette, quel che conta è averle, per Dio!

Se vi va di averle con me, a disposizione, baci,

Franco

Radici

Settembre 16, 2015 by admin

ArborLucis1 (992 kb)_edited-12Nelle aree di maggiore e profondo malessere, oscurità, crisi e frustrazione della tua vita risiede la fonte, la radice del tuo autentico potenziale, del tuo valore, del modo in cui puoi essere davvero felice e rendere felice gli altri.

Questa è la realtà del processo di manifestazione luminosa. Puoi realizzarti solo se sei disposto a sporcarti le mani, a riconoscere quello che temi, che hai cercato il più possibile di tenere nel buio.

Le aree di profondo malessere e oscurità ti mostrano l’itinerario verso la massima luce. Non troverai mai alcuna luce autentica se neghi le sue radici, perché è solo mediante queste radici che la luce può seguitare a emergere e risplendere.

Se riconosci e accetti solo la luce emergente, quella che chiunque può vedere e consumare, sei solo un disboscatore, un predatore, e non stai facendo crescere nulla in questo universo.

Le aree di profonda frustrazione e crisi sono la chiave di accesso alla tua pura luce, il fertilizzante per far fiorire le radici di chi sei veramente. Segui le tracce del tuo malessere, osserva dove ti portano intimamente, perché solo nel punto massimo di buio troverai le tue radici.

Una volta che trovi e accetti le radici, nell’oscurità suprema, allora potrai seguirle ascendendo, fino a quando emergerai nel giardino originario, e potrai così vederne ogni fiore e frutto. Ma una volta giunto nel giardino, se al giardino davvero ci tieni, non ti dimenticherai delle sue radici.

© Franco Santoro

Meditazione dell’equinozio di autunno

Settembre 16, 2015 by admin

Leaf HeartRicevi questo invito ad unirti a noi fisicamente o a distanza nella celebrazione dell’Equinozio autunnale.

Per informazioni sull’Equinozio di Autunno clicca qui.

Questo è un momento ideale per riunirsi al fine di onorare l’equilibrio tra Luce e Buio. È un giorno di rilascio, trasformazione e rinnovamento.

Dedica un po’ di tempo a liberare e benedire il passato, permettendo a esso di diventare fertile concime per i tuoi più grandi desideri.

Si tratta di un evento di guarigione spirituale a distanza, aperto a chiunque si sente ispirato a partecipare in ogni parte del mondo.

Se decidi di tenere un evento, informaci a riguardo, pubblicando un post su questa pagina.

Sia che partecipi fisicamente da solo/a o in compagnia di altre persone, lo scopo è essere sia energeticamente solo/a con te stesso/a sia con gli altri, collegandoti con la fonte più profonda del tuo essere e con lo Spirito, Dio, ecc. non importa con quale nome Lo definisci in base alla tua esperienza spirituale o religiosa.

Questo evento ha luogo in qualsiasi momento dal 21 al 23 settembre. La pratica dura un minimo di 20 minuti.

L’invito è di usare per la celebrazione qualunque pratica risuona con la vostra intuizione e con il tema dell’Equinozio autunnale. A seguire fornisco alcune linee guida per la celebrazione, per coloro che intendono usare un modello comune o che non sanno cosa fare.

Nel caso le indicazioni fornite ti appaiono troppo complesse o non risuonano con te, per favore usa qualunque cosa abbia senso per te. Ciò che conta alla fine è prendersi del tempo per concentrarsi su uno scopo di guarigione, invocando la presenza dello Spirito, Dio, così come Lo comprendiamo, usando il semplice linguaggio del cuore e mantenendo una costante focalizzazione durante la pratica, preferibilmente per un minimo di 20 minuti.

Indicazioni guida per la Celebrazione dell’Equinozio di Autunno:

Durante questa pratica i partecipanti si uniscono in comunione silenziosa per promuovere un intento di guarigione, perdono, relazioni sacre e allineamento con la rete della vita, lasciando andare rancori e situazioni di conflitto, aprendosi alla presenza risanante dello Spirito, così come Lo intendono in base alla loro esperienza e/o credenze religiose. Lo scopo è sostenere guarigione e amore ad ogni livello, per se stessi, l’ambiente e tutti gli esseri (inclusi coloro con cui vi sono tensioni).

1) Stai in piedi rilassato con la spina dorsale eretta, e i piedi piantati sul pavimento. Rivolgiti verso Ovest, il luogo in cui tramonta il Sole. Porta l’attenzione al respiro e collegati con lo spazio che ti circonda, senti l’aria e il vuoto che confina con la superficie del tuo corpo. Percepisci l’intero ambiente, la sua pienezza e il suo vuoto, il visibile e l’invisibile, la Luce e il Buio, permettendo a tutto ciò di collegarsi con altri ambienti vicini e lontani, incluse persone vicine e lontane, e tutti i partecipanti a questo evento, conosciuti e sconosciuti.

2) Porta la tua attenzione verso entrambe le mani e all’ambiente che ti circonda. Connettiti con l’intenzione di guarigione di questa celebrazione, mentre permetti alla consapevolezza delle tue mani di espandersi progressivamente nei tuoi polsi, gomiti, braccia, ascelle, petto, raggiungendo infine un punto centrale, all’altezza del chakra del cuore.

3) Permetti al tuo Cuore di attirare l’ambiente esterno, collegandolo con il tuo mondo interiore, invitando fermamente e coscientemente lo Spirito ad essere presente nel tuo Cuore, agendo come un ponte tra interno ed esterno. Passa un paio di minuti in questo spazio, consentendo all’energia luminosa dello Spirito di installarsi.

4) Considera le esperienze luminose e positive che hai avuto durante l’anno, e sii grato per i doni che ti hanno dato. Sii cosciente di una situazione o di situazioni nella tua vita connesse con la tua intenzione di Luce, con ciò che ti dona gioia, amore e qualunque cosa di luminoso desideri per te stesso e gli altri nella vita. Permetti a tutto ciò di essere sostenuto dalla consapevolezza della tua mano destra, rappresentante la Luce.

5) Permetti alla tua intenzione di muoversi da un livello individuale a un livello collettivo, comprendendo altri esseri presenti, futuri e passati, di questo o altri mondi, tutti in armonia con la tua stessa intenzione di Luce, che vogliono ciò che tu vuoi.

6) Espandi la consapevolezza della tua mano destra, con la relativa intenzione, verso le tue braccia, raggiungendo il punto centrale nel tuo petto, all’altezza del cuore. Connetti la realtà esterna con quella interna e permetti allo Spirito di operare.

7) Considera le esperienze buie e negative di quest’anno e lasciale andare con il respiro. Sii cosciente di una situazione o di situazioni nella tua vita in cui ci sono dei rancori o problemi difficili, e permetti loro di essere sostenuti dalla consapevolezza della tua mano sinistra, rappresentante il Buio.

8) Consenti a questi rancori di muoversi da un livello individuale a un livello collettivo, comprendendo altri esseri presenti, futuri e passati, di questo o altri mondi, tutti con lo stesso tipo di rancori o problemi.

9) Permetti a questi rancori e problemi di collegarsi con ogni altro rancore o problema possibile, non importa quanto essi siano differenti, permettendo a loro di essere parte dello stesso Buio e rete della vita.

10) Espandi la consapevolezza della tua mano sinistra, con i relativi rancori, verso le tue braccia, raggiungendo il punto centrale nel tuo petto, all’altezza del cuore. Connetti la realtà esterna con quella interna e permetti allo Spirito di operare.

11) Focalizzati ora solo sul punto centrale, il Cuore, permettendo all’ambiente di essere totalmente assorbito da esso.

12) Sii consapevole delle parti basse del tuo corpo (ventre, genitali, gambe, caviglie, piedi), incluso tutto ciò che è sotto di te, fino al centro della Terra, il Buio e l’oscurità più profonde, e collegalo con il tuo Cuore.

13) Sii consapevole delle parti alte del tuo corpo (spalle, gola, testa), incluso tutto ciò che è sopra di te, la Luce, fino al cielo, e collegalo con il tuo Cuore.

14) Permetti alle parti alte e basse di essere assorbite dal Cuore, così che alla fine c’è solo il Cuore. Ricevi una benedizione incondizionata dal Cuore.

15) Permetti al mondo esterno di emanare dal Cuore e prendere la forma energizzata e rinnovata del tuo corpo fisico e dell’ambiente circostante. Ritorna alla coscienza ordinaria, consentendo a questo processo di continuare per pochi minuti ad un livello sottile. Prendi del tempo per tornare completamente alla coscienza ordinaria, stirati, alzati, cammina, bevi un po’ d’acqua, ecc.

16) Riconosci quello che ti è successo e come ti sei sentito. Prendi nota di qualsiasi cosa di importante per te. Se vuoi, condividi la tua esperienza nella pagina dedicata all’evento, o con un commento.

La pratica dura da un minimo di 20 minuti ad un massimo di un’ora.

Benedizioni, Franco Santoro

Autunno

Settembre 16, 2015 by admin

dark copyÈ arrivato l’autunno!

L’autunno comporta lasciare andare.

Questo mette un po’ paura perché “lasciare andare” può far pensare che dobbiamo rinunciare a qualcosa di bello e soffrire di conseguenza.

Lasciare andare al contrario significa soprattutto liberarsi da ciò che ci fa soffrire, dall’attaccamento a situazioni, persone e stati d’animo che sono fonte di dolore.

Con l’autunno ci focalizziamo su quello che vogliamo, sui nostri desideri più profondi e autentici, su quanto possiamo realizzare di nuovo nella vita.

Ci rendiamo conto che per sviluppare qualcosa di nuovo, ciò che vogliamo, è necessario lasciare andare qualcosa di vecchio, che non vogliamo più, seppure forse pensiamo di non poterne fare a meno.

Lasciare andare e prendere, morire e nascere, fanno parte integrale del ciclo della natura a tutti i livelli, e questa è una delle lezioni dell’autunno.

Benedizioni autunnali, Franco Santoro

Equinozio di autunno, 23 settembre.

Spazzerò via i sogni che ti affliggono, spazzerò via i sogni che ti spezzano il cuore, spazzerò via le menzogne che ti lasciano nient’altro che persa e col cuore a pezzi. (Bruce Springsteen, nato il 23 settembre 1949, Sole e Luna in Bilancia, Ascendente in Gemelli)

 

Compleanno

Settembre 16, 2015 by admin

CAKEUn compleanno è l’occasione speciale per ricevere il riconoscimento che meritiamo per ogni giorno di vita in questo mondo.
Ogni giorno ha pienamente diritto di ricevere questo riconoscimento, per cui ogni compleanno è anche il nostro.
Ogni giorno abbiamo l’opportunità di nascere in questo e altri mondi, mettendo alla luce qualcosa in più di ciò che siamo veramente.
Questa è per me la priorità nella vita, insieme a quella di aiutare gli altri a fare lo stesso.
Benedizioni per tutti i nostri compleanni!

© Franco Santoro

La Luce è solo tua…

Settembre 8, 2015 by admin

indexL’amore e la luce che vedi in me, e in noi, così come tutto ciò che ti ispira, è solo e unicamente tuo. Laddove il buio, il dolore, la paura e quanto genera male e caos, appartiene a me, a noi.

Hai sempre creduto l’opposto, e da quando ti ho conosciuto, ho sofferto per l’incapacità di dirtelo. Tante volte ho pensato all’immane scandalo, imbarazzo e vergogna che sarebbe derivato per noi, una volta rotto il tuo incantesimo.

Mi travagliava immaginare come ci avresti abbandonato, maledetto e odiato per sempre.

Ma ora ho compreso che questi modi appartengono solo a noi.

Allora, sto prendendo coraggio, e seppure non sono in grado di confessare tutto, ti dico, per adesso, con estrema chiarezza, che tu sei solo luce, e che ogni buio appartiene a me, a noi.

Colmi di pentimento e rammarico, chiediamo il tuo perdono e aiuto per riuscire ad avere la dignità di spiegarti presto che abbiamo fatto e cosa ti è successo.

da: © Franco Santoro, Scritti gnostici provvisori

Immagine: “Aurora Triumphans” di Evelyn De Morgan

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