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Posture astrosciamaniche

Dicembre 17, 2018 by admin

Le posture astrosciamaniche si riferiscono alla relazione diretta con particolari spiriti ed entità multidimensionali, Graha, Paheka e Sadoha. Esse comportano diversi stadi: il primo stadio ha luogo a livello esclusivamente superno, impiegando l’immaginazione e i corpi sottili per assumere la postura. Il secondo stadio consiste nell’adottare fisicamente la postura dello spirito in questione, seguitando a rapportarsi con lui o a incorporarlo nella realtà superna in modo più dinamico. Il terzo stadio implica un graduale movimento fisico fino a permetterre allo spirito totale espressione mediante il corpo fisico. Ciascuno stadio ha al suo interno distinte varianti che permettono l’esperienza dello spirito dalle sue vibrazioni più basse a quelle più alte.

Esistono posture per ciascun settore e binario astrosciamanico, svolte individualmente, a coppie e in gruppo. Nella versione di gruppo una variante di vibrazione dello spirito (alta, media, bassa) e/o uno tra i diversi spiriti è veicolato da una persona, per poi procedere a una rotazione che permette a tutti di interpretare ogni espressione e spirito.

Contropiede ieratico

Dicembre 1, 2018 by admin

Tecnica astrosciamanica provocatoria che consiste nell’esprimere o simulare l’esatto opposto di ciò che l’identità ordinaria, ego, percepisce al fine di assumere controllo vigile sui propri stati d’animo e pensieri, emanciparsi dai copioni della realtà consensuale ed eventuali invasioni di entità. Il contropiede serve anche ad anticipare situazioni inevitabili o molto probabili lungo la linea del tempo, in modo da adorcizzarle, esplorarne la natura in base a una tua scelta e non secondo le circostanze dettate dal fato o dagli altri. Per esempio, puoi simulare una malattia, la fine di un rapporto amoroso, un fallimento finanziario, un incidente, la morte, così come eventi piacevoli e gioiosi.

Questo processo può aver luogo anche solo con l’immaginazione (realtà superna), sebbene risulti più efficace se si manifesta nel corpo (realtà ieratica) con simulazioni esplicite tramite teatralizzazioni e rituali, e anche mediante simulazioni taciute nella vita ordinaria (realtà omologata).

Il Fuorigioco ieratico consiste nel compiere azioni o esperire stati d’animo con massimo distacco e come atto di rilascio e offerta.

V. Vivi nel Qui e Poi.

Arte Interdimensionale

Novembre 27, 2018 by admin

1962644_703474846395176_4794887642222636629_nSciamani, mistici, attori, danzatori, artisti, guaritori accedono agli stessi luoghi multidimensionali e condividono una comune tradizione. Dagli spazi in cui vanno riportano espessioni diverse: canti, poesie, danze, dipinti, melodie…

Essi sono in grado di mettere da parte la loro identità ordinaria e sociale per aprirsi consapevolmente all’esternazione di spiriti, personaggi, ruoli e intuizioni. Creano un ponte tra la nostra realtà separata e altre dimensioni. Questa mediazione svolge una funzione immane di guarigione perché consente di rendere visibile l’invisibile, recuperando parti della nostra anima, espandendo la coscienza di chi siamo, sia nella luce sia nel buio.

Gli sciamani, gli operatori energetici, gli artisti, i danzatori, gli attori non sono persone speciali e superdotate, con talenti che richiedono iniziazioni esotiche e cruente, o l’appartenenza ad organizzazioni d’elite. Non si tratta di riempirsi la testa di complesse idee esoteriche o di andare in luoghi selvaggi remoti. La situazione è molto più semplice. Ognuno è un’artista, pratica lo sciamanesimo, lavora con l’energia, danza, crea poesie e recita delle parti. L’unica differenza riguarda il farlo con un intento consapevole o meno.

Amiamo lavorare insieme a individui con mente aperta, intenzionati a dare spazio alle capacità che hanno già, talenti innati che richiedono solo il coraggio e l’onestà di essere riconosciuti. Avere una mente aperta in questo caso non significa tanto ascoltare ed essere ricettivi verso le mie idee o quelle degli altri. Significa aprirsi verso ciò che esiste allo stato naturale dentro ognuno di noi, dandogli priorità assoluta nella gestione della nostra vita.

Il lavoro consiste nell’individuare dapprima la sorgente e radice dei tuoi doni per poi svolgere un’opera sistematica di rilascio di ciò che ne ostacola e impedisce l’espressione e la crescita. A tale riguardo si tratta soprattutto di riconoscere, affrontare, trasformare o togliere di mezzo le parti che ti impedicono di essere chi sei veramente, le voci che ti dicono “non si può fare”, “vergognati”, “non ce la farai mai”.

Tocco 1

Novembre 25, 2018 by admin

Nel tocco astrosciamanico c’è un tocco. Quindi, si tocca. C’è una relazione diretta con il corpo di terza dimensione, e tutti gli aspetti del lavoro astrosciamanico indicati nel Manuale B sono applicati a un livello fisico. Il piano multidimensionale, visionario o sciamanico è proiettato sulla realtà fisica.

Nel tocco astrosciamanico il corpo e la realtà fisica diventano una mappa su cui operare direttamente per rappresentare tutto il processo di guarigione che avviene a un livello più sottile e invisibile.

Nel tocco astrosciamanico usi il tatto e anche tutti gli altri quattro sensi.

Questi cinque sensi si possono esperire solo nella vita fisica e sono molto limitati. Tuttavia, sono l’anticamera verso altri sensi che appartengono al nostro corpo multidimensionale, che è l’anima. Si tratta ipoteticamente del corpo che continua a vivere anche dopo la morte e che esisteva anche prima della nascita.

Per praticare il tocco non occorre avere poteri speciali, il chakra del cuore aperto, o altre corbellerie, basta semplicemente praticarlo. È uno strumento disponibile a tutti, e non è nemmeno necessario seguire dei corsi per praticare il tocco. Non occorre avere nessun diploma, perché l’investitura per praticare il tocco è data direttamente dal Centro, comunque lo vogliamo chiamare, e dalla capacità di evocarlo e non da un insegnante che decide se il candidato è buono o meno. Una cosa è il tocco astrosciamanico, che non richiede alcuna certificazione, un’altra cosa è il Pahai Interdimensional Touch, la versione strutturata del tocco astrosciamanico, che è un sistema completo di formazione e insegnamento. Quest’ultimo richiede la frequentazione di corsi e il superamento di esami.

Il primo tocco astrosciamanico lo applichi a te stesso, corrisponde al rapporto con il Centro, l’apertura dell’asse verticale, dei suoi 3 mondi, dei 7 chakra, dell’asse orizzontale, le sue 4 direzioni e 12 Settori.

Un’esemplificazione tradizionale di questo tocco è il segno della Croce. Qui nomino tre termini che sono “Padre, Figlio, e Spirito Santo”, collegati coi 3 mondi, e i 3 stadi, e tocco 4 parti. Nomino 3 punti, perché essi non sono visibili e appartengono al livello sottile, mentre tocco 4 punti del mio corpo ben specifici, che invece rappresentano la realtà fisica, quella del corpo e dei suoi 4 elementi e direzioni. In questo modo combino il 3 e il 4, il livello verticale e il livello orizzontale e ho così il 7 (addizione) e il 12 (moltiplicazione).

Il cristianesimo è provocatoriamente ideale per introdurre il tocco, perché è pieno di pratiche in cui si tocca. La religione cristiana è fondata sul tocco e la guarigione. Il novanta per cento del Vangelo tratta di guarigioni e miracoli, che avvengono tramite il tocco. Una delle caratteristiche di Gesù, descritta nei Vangeli, è che egli toccava le persone, soprattutto quelle ritenute indegne di essere toccate, come prostitute, persone ammalate, appartenenti ad altre tradizioni, ecc Ma soprattutto, egli si lasciava anche toccare, e questa era un’altra cosa che creava sconcerto.

Il tocco accade semplicemente attraverso la disponibilità di diventare canali. Non si fonda sulle capacità personali, o poteri straordinari. Quindi se attraverso il tuo tocco avviene una guarigione non vuol dire che sei un gran guaritore, che possiedi poteri particolari.

Uno dei requisiti fondamentali per il tocco è la semplicità.

Un aspetto tipico della religiosità che appare in contrasto con la semplicità del tocco, è l’uso della parola. Nelle attività religiose si usano molte parole, ed esistono tanti testi, preghiere, invocazioni. La parola è solitamente in relazione con la parte maschile, non in senso di genere, ma come polarità energetica. Nel cristianesimo il Cristo rappresenta la parola, il verbo incarnato.

Poi c’è l’aspetto femminile, incarnato da Maria, o dalle Marie, che non dicono quasi niente. Maria svolge un ruolo fondamentale nella dottrina cattolica, anche se sulla carta non dice quasi niente. Nel Vangelo ci sono solo un paio di battute da parte sua. Nonostante questo il suo ruolo è rilevante. Essa rappresenta ciò che è oltre la parola… È l’apertura verso il silenzio, il femminile. Il maschile prende l’iniziativa e dirige l’energia, mette in moto il processo di guarigione, che si espande mediante il femminile, la parte silenziosa, che non contiene parole.

In superficie vi è un aspetto nel cristianesimo che è quello delle parole. Se tuttavia rimani a quel livello, perdi l’altro aspetto fondamentale di guarigione che opera nel silenzio. Nel cristianesimo è incarnato da Maria, o dalle Marie. C’è la Maria Vergine, e anche un’altra Maria, più controversa che è Maria Maddalena. Su quest’ultima il silenzio è ancora più pronunciato, perché di lei si sa poco e nulla. E qui non è importante sapere e dire delle cose, perché Maria è qualcosa che permane nel silenzio.

Nel rapporto col cristianesimo se ti fermi al livello del maschile, del Padre, ecco che manca qualcosa di essenziale. Manca la parte della Madre, il femminile, che è un aspetto del silenzio.

Il Padre incarna la legge, le regole, mentre nel femminile incontri quello che c’è oltre la soglia di tali regole.

Un altro aspetto del lato femminile opera nel tocco. La parola serve per portare focalizzazione. Attraverso la parola incanali la mente su un obiettivo, su un Intento, e poi è il silenzio che scaturisce da quella parola che crea la guarigione.

Se vai direttamente nel silenzio rischi di diventare come un assorbente, una spugna che si impregna di qualunque cosa. E questo silenzio, ben lungi da essere una via di guarigione può diventare una via che porta grandi malattie. Quindi questa via di guarigione, il silenzio, è preceduto da parole, da un Intento che è espresso e consente di portare focalizzazione. Prima di aprire il sacro mistero del femminile questo ha bisogno di essere protetto, difeso, di ricevere energie che siano degne della sua sacralità. Queste energie le invochiamo, le chiamiamo direttamente attraverso la parola.

Nella pratica di guarigione operativa c’è l’espressione verbale, l’Intento, la tua invocazione, ed è il primo stadio. Qui esci dal torpore. Il silenzio per se stesso è zero, nullità. Il silenzio di cui parlo si trova nel due, che viene dopo che hai espresso la volontà di aprirti al sacro, l’uno.

Ci apriremo adesso nelle pratiche che seguiranno all’uso della parola, dell’invocazione, del chiamare, del pensiero, dell’invocare il Centro. Ci sono tanti modi per invocarlo. Uno di questi modi è usare una preghiera convenzionale.

Il vantaggio di una preghiera convenzionale è che non hai bisogno di ricercare le parole. Basta che usi parole già stabilite per poi portare attenzione sull’energia della tua espressione. Se usi una preghiera stabilita o un mantra tutta l’energia va in quella espressione. La recitazione di una preghiera è simile al tocco. Non ti esprimi mentalmente, non compi uno sforzo intellettuale, usi dei suoni, delle parole prestabilite, parole, come quelle di molte preghere, a volte in contrasto con quello che pensi e credi. Queste parole ti permettono di accedere al silenzio, al Centro, nella misura in cui non ti soffermi sul loro significato e le associazione mentali che ne derivano. Per favorire questo processo può essere utile usare preghere in un’altra lingua o in lingue antiche.

Nella tradizione cristiana vi sono diversi mantra o preghiere. Una tra le pratiche cattoliche più tradizionali è il rosario. L’Ave Maria è una tradizione tipicamente femminile che dimora nel silenzio relativo. Una cosa potente del rosario è il tocco. A ogni perlina è legata una preghiera. Tocchi la perlina mentre reciti ciascuna preghiera, tra verbo e toccare si stabilisce una relazione intima.

PRATICA 1

In questa pratica si tratta di portare l’attenzione al Centro attraverso la parola, che in questo caso è quella usata nella preghiera del rosario, e al tocco del rosario stesso (o, in mancanza, delle dita delle mani).

Si tratterebbe di recitare un Padre Nostro, un Ave Maria, un Gloria, seguito da un Padre Nostro, 10 Ave Maria e un Gloria. Puoi anche recitare l’intero rosario, se preferisci.

Questa pratica può apparire provocatoria per alcuni di noi che provano disagio verso questi riferimenti religiosi. Fare di essi l’oggetto addirittura della prima pratica di questo manuale può legittimamente apparire insensato, se non sacrilego. sia da una prospettiva cristiana sia dalla prospettiva del tocco stesso. Il punto è che il tocco inevitabilmente confronta con tutto ciò che causa sia disagio sia il suo esatto opposto.

Mentre reciti le preghiere forse ti accadrà di tutto a livello emotivo. Entrerai nel conflitto, nel piacere, nella gioia, nella rabbia, nella noia, ecc. Lascia che tutto passi attraverso la preghiera.

La preghiera in questo caso non deve necessariamente piacerti o essere in armonia con il tuo pensiero. Si tratta di entrare nella vibrazione della preghiera e non nella sua forma. Stai lavorando con quel che c’è dietro la parola. Non importa quindi quel che sento e pensi sulla parola. L’obiettivo non è trovare le parole giuste. Se ti metti a pensare a questo, perderai con molta facilità la connessione con il Centro.

Qui è l’apertura verso il Centro che conta. Certo, stai facendo un lavoro avanzato, stai usando qualcosa che può pure chiuderti, se hai resistenze verso il linguaggio usato. In questo modo ti confronti subito con blocchi e rancori. Lavori su ferite fondamentali che esistono in te e nel collettivo, vai direttamente nella piaga.

L’invito rispetto a questa esperienza è prendere coscienza di cosa succede accettando quanto provi, astenendoti da qualunque interpretazione. Avvediti pure delle resistenze. Una cosa importante nel tocco è renderti conto dei punti dove ci sono resistenze, senza giudicarle. Se c’è un blocco, questo non significa che deve essere sciolto. L’importante è che tu ne sia consapevole e sia in grado di contattare il Centro anche in presenza del blocco. Questa è la prova del nove del guaritore. Se puoi guarire solo quando ti senti puro e privo di blocchi, lavorerai unicamente con la parte maschile. Ciò è utile, ma non ti apre all’altra parte.

Nella guarigione che promoviamo la cosa più importante è che non solo il cliente può guarire, ma anche il guaritore. Se puoi guarire gli altri solamente quando credi razionalmente di essere in condizione di guarire gli altri, non c’è nulla di miracoloso. Quando invece, pur stando malissimo, operi e si creano risultati di guarigione, allora la parte di te che si identifica con i limiti, dice “cavolo, però c’è qualcosa d’altro che sta succedendo, mentre mi sembra di essere preda di tanti problemi!”

Nella guarigione astrosciamanica avviene una guarigione da tutti e due i lati, sia da parte del guaritore sia da colui che apparentemente è guarito.

Quindi è importante rendersi conto di queste resistenze così come anche è importante che ti rendi conto di quello che invece ti da forza, che ispira, tutte e due le parti.

Nel lavoro astrosciamanico operi con due polarità, che sono identificate in uno spazio di assenza di giudizio. L’obiettivo è far in modo che ci sia consapevolezza rispetto alle due polarità.

Nell’aspetto più elementare del tocco astrosciamanico hai due mani, la mano destra e la mano sinistra. La mano destra rappresenta tutto quello che fa parte del tuo io cosciente, quello che vuoi, il tuo Intento, e anche il collegamento con il Centro, nel modo che ti aggrada maggiormente.

La mano sinistra contiene tutto il resto. Quanto non fa parte della mano destra lo rappresenta la mano sinistra.

La mano destra contiene tutto quello che desideri e vuoi coscientemente, che ti fa stare a tuo agio, mentre la mano sinistra tutto il resto, sia quello che non ti piace, sia quello che non conosci, il mistero. La realtà di quel che succede avviene quando le due mani si uniscono. Allora riesci a capire cosa sta succedendo. Una mano rappresenta il nero e l’altra il bianco, però se c’è solo nero non si vede nulla, se c’è solo bianco si vede solo il bianco. Quando le metti assieme si definisce la forma. Metti nero su bianco o bianco su nero, e s’inizia a vedere qualcosa. Però prima hai bisogno di distinguere il nero e il bianco.

La mano sinistra non implica necessariamente qualcosa di spiacevole. Può anche essere qualcosa di molto più piacevole della mano destra, sebbene sia ancora sconosciuto oppure giudicato come negativo o proibito… L’obiettivo della guarigione è rendersi conto che sia la destra sia la sinistra sono la stessa cosa.

La consapevolezza dell’identicità delle due mani è di natura esperienziale e non intellettuale. Ecco perché si tratta dapprima di passare attraverso la diversità e la contrapposizione apparente delle due mani. Questo perché, sebbene tu sia convinto dell’unità, vivi sulla tua pelle la separazione e ciò crea una contraddizione costante tra due parti di te, che definiamo strategicamente come alto e basso, o mano destra e sinistra.

Cominci da una mano, in genere quella più vicina e conosciuta, ossia la destra. Il contenuto di questa mano cambia secondo le persone. Per esempio, vi possono essere persone che nella mano destra identificano una vita casta, pura, disciplinata, e piena di espressioni armoniose e gentili, mentre nella sinistra ci mettono tutto quello che è in rapporto con forti emozioni, caos, toni accesi, abbandono all’istinto e al corpo.

Vi sono altre persone che hanno una visione opposta, laddove la mano destra esemplifica l’abbandono alla natura, forti emozioni, ecc, mentre quella sinistra gli aspetti di controllo, discipina, ecc. Ognuno dà alla mano destra quello che è potente in quel momento. Sebbene la mano destra s’identifichi a livello generale con la parte maschile, essa può esprimere anche quella femminile secondo le circostanze della vita. Lo stesso vale per la mano sinistra.

Per riassumere, la mano destra rappresenta ciò che in questo momento è la forza con cui ti senti maggiormente a tuo agio.

Solo perché oggi ti senti più connesso con l’archetipo femminile non vuol dire che è sempre così. In ogni momento si tratta di accettare di metterti in gioco, osservarti e chiederti “Qual è l’energia più potente in questo momento?”. Se usi l’energia più potente, essa ti può consentire di muovere il primo passo ed essere veramente autentico con te stesso. E ovviamente poiché muovi il primo passo con l’intento di guarigione, o recupero dell’unità, e usando l’energia più potente, ecco che qualunque passo sarà in una direzione giusta, perché è inteso a recuperare la parte mancante. La parte mancante arriva attraverso il richiamo della parte che è più forte, della parte che prende l’iniziativa.

La parte più debole è ricettiva, è silenziosa, non si muove, attende. Attende che ci sia un movimento. La mano destra rappresenta la parte di te che in quel momento è più forte, che ha più potere e può prendere l’iniziativa, e quando l’ha presa ecco che la parte ricettiva risponde. Non sai cosa arriverà. Il rischio è questo, che è pure il mistero.

Hai solo da contemplare il tuo Intento, la parte più forte, ma non è qualcosa che devi continuare a pensare perché la mano destra rappresenta l’Intento già di per sé. Anche se non sai che cos’è, focalizzandoti sulla mano destra, l’Intento è attivato, e la mano sinistra rappresenta il resto. L’Intento è radicato nel corpo e si fonda sulla fiducia che la consapevolezza di tutto il resto arriverà attraverso l’operatività, attraverso il lavoro.

Vi invito a lasciare che la vostra mano destra diventi un CD che contiene tutte le informazioni del vostro Intento. Identificate ciò che percepite nella mano destra, sentite che è proprio qui, che è una rappresentazione del vostro Intento, di Dio. La decisione di quale mano impiegare è arbitraria, così come è arbitrario decidere in un paese da quale parte si guida. Alcuni magari non si troveranno a loro agio a guidare da un lato rispetto ad un altro. Non è tuttavia possibile in un ambito collettivo permettere di guidare in base a scelte personali, a destra o a sinistra. In questo contesto in cui lavoriamo di gruppo scegliamo una mano comune per motivi di rodine e sicurezza pubblica. Non deve essere la mano in effetti che io uso di più. Lavorando in gruppo preferisco che usiamo tutti la mano destra, poi se lavorate da soli potete pure cambiare le cose.

La mano sinistra rappresenta tutto il resto. Nel rappresentare tutto il resto ovviamente potenzialmente rappresenta anche cose che non sono piacevoli. La mano sinistra ha però la capacità di trasformare, di legittimare, di allineare al sacro tutto quello che apparentemente non è piacevole. Non è un discorso antagonistico, l’obiettivo è unire le due mani. Tuttavia, nella fase che precede questa guarigione, si tratta di accettare il conflitto e anche la contrapposizione esistente fra le due parti. Come ho spiegato altre volte, nel lavoro di guarigione la parte più importante non è il momento in cui c’è la guarigione plateale in cui tutto si unisce, quando c’è il lieto fine. No, quello è semplicemente il risultato di aver affrontato una parte in cui c’è una gran tensione, di essere passati attraverso il momento in cui si blocca il processo di guarigione.

Tutto questo lavoro che facciamo è finalizzato ad accettare il momento di tensione, quando il conflitto si esalta e confidare che attraverso l’esternazione del conflitto in un ambito sacro avviene la guarigione. Questa guarigione non sarà il prodotto di uno sforzo intellettuale o emotivo, ma semplicemente il risultato della grazia Divina, dell’intervento di Dio. E’ qui che c’è proprio il mistero perché vado al di là delle mie capacità individuali, personali, e mi avvedo che c’è qualcosa d’altro di più grande che opera e da qui procede il miracolo. Si parte dal livello uno da cui c’è in genere molto potere e poi vado nel due in cui mi ritrovo nel pantano, nel conflitto.

Parto da un momento d’esaltazione in cui c’è forza perché c’è Dio, c’è potere, c’è chiarezza e poi ovviamente, siccome il mio invito è finalizzato alla guarigione, ecco che l’energia mi porta in una situazione che necessita guarigione, in cui c’è tensione. Quello che succede alla maggior parte delle persone è che non appena arrivo nel conflitto tutto si blocca ed essi scappano via. Ma intanto il conflitto continua a esserci, ma non lo voglio vedere, non m’interessa, e non lo affronto fin tanto che non arriva il momento in cui arriva prepotente per essere guarito a tutti i costi.

L’ego vuole eliminare la possibilità di contattare Dio, l’ego vuole riuscirci con le proprie risorse. Se io non ci riesco vuol dire che non sono capace e abbandono tutto. Quello che vogliamo provare qui è che con le mie risorse non ci riuscirò mai, ed è naturale che io non ci riesca perché si tratta di riuscire con la partecipazione di Dio.

A livello tecnico che cosa è che occorre fare? Occorre avere un Intento, una disponibilità a chiamare il Divino in una maniera che mi è congeniale ed esprimere il proprio Intento nella pratica del tocco astrosciamanico attraverso la mano destra, attraverso l’uso della mano destra sul proprio corpo o sul corpo di un’altra persona o su oggetti o cose.

Dopo aver espresso il proprio Intento con la mano destra, si tratta di dare spazio a quello che resta, e di esprimere ciò toccando una persona, se stessi o degli oggetti. La pratica che vi spiegherò più nei dettagli tra breve è semplicemente questa: identificare due aspetti dell’energia, una parte di cui sono cosciente, che mi piace e un’altra parte di cui non sono cosciente, che non mi piace. Si tratta di lasciarle nella loro tensione, nel conflitto senza voler trovare una soluzione, di abbandonarsi alla forza divina e ricevere quello che giungerà nel terzo stadio, che è il dono.

Le prime due fasi richiedono uno sforzo, nel senso che occorre che sia disposto ad affrontare la parte destra e sinistra, gli aspetti di luce e quelli d’ombra.

La terza fase implica un ascolto, rimanere nel silenzio e non fare più nulla perché in quel momento è Dio e il tocco che agisce.

Quello che ho da fare nel terzo stadio è essere disposto a ricevere e sentire che non devo fare tutto io. La guarigione consiste nel consentire al Divino, in qualunque espressione si manifesti, di intervenire perché io stesso ho richiesto l’intervento.

Allora nella pratica con un partner quello che accade è che se sono passivo, il partner diventa rappresentante del tocco divino. Nel momento in cui comincia ad operare su di me, ecco che si attiva il terzo stadio.

La guarigione spirituale implica un rapporto fra la parte fisica e quella spirituale. Questo significa che l’agente della guarigione implica qualche cosa di fisico. Attraverso l’operatività di un altro essere umano, di qualcosa di fisico, Dio parla a me direttamente. Io non posso vedere Dio direttamente, ma posso vedere e sentire Dio mediante le persone che mi circondano.

Nel partner che è attivo avviene un processo analogo seppure da una prospettiva diversa. Anche il partner attivo accetta la parte destra e la parte sinistra e poi si abbandona all’azione divina, diventa tramite di quest’azione divina e si arrende a quello che opera attraverso di lui perché lo ha invocato.

Nel tocco astrosciamanico elemento fondamentale è il fatto di chiamare, di invocare. Quest’energia, è come un interruttore. Io la chiamo. Non succede nulla se non la chiamo. Nel tocco è importantissimo l’atto di volontà, chiedere l’intervento, chiedere, chiamare la Guida.

Sia nel ricevere aiuto e sia nel darlo, uso la mano destra. Attraverso la mano destra io esprimo questo.

27 gennaio 2008, Portali Multidimensionali dei Sensi:

Corso Base Annuale di Tocco di Guarigione Astrosciamanica

Primo Seminario con Franco Santoro

Se provo un gran dolore o pensieri negativi, posso mettermi in condizione di ascoltarmi, ed essere ricettivo. Ma se ho da fare qualcosa che è importante in quel momento, per cui questi pensieri mi bloccano, allora non è produttivo rimanere in ascolto, ed è importante sviluppare la capacità di chiudere i propri canali. Io non ho un potere assoluto, però ho un certo livello di potere e di scelta in alcuni momenti, per cui quando l’ascolto non è più ascolto, ma è diventare pensieri ed emozioni distruttive, ecco che ho il diritto di bandirli e di chiamare la forza divina. E’ importante ascoltare sempre alla presenza di Dio, non ascoltare da soli. Ascoltare qualcosa di negativo da soli è come darsi in pasto ai leoni nel Colosseo. Quelli mi sbranano! In qualunque circostanza, sia passiva, ricettiva o attiva, occorre che ci sia la presenza del Divino. Non ha senso bandire da solo, non è produttivo. Mi sto solamente reprimendo, mi sto soffocando e i pensieri negativi si rafforzeranno ancora di più.

La preghiera mi può proteggere da molti tipi d’attacco. In effetti, più entro in fase di connessione col Divino più mi rendo conto dei tanti momenti in cui non sono connesso col Divino. Succede una rivoluzione a livello interiore perché comprendo quanto sono distaccato dalla verità, quanto una parte di me s’identifica con un’identità che non esiste, che è separata. Questo crea un grande shock, ed è importante essere gentili con se stessi. In effetti, noi recitiamo in continuazione delle preghiere. Il rosario lo recitiamo in continuazione, 24 ore su 24, ma il rosario principale è il rosario dei pensieri negativi che si ripetono continuamente. Continuamente lo fanno e noi accettiamo che essi lo facciano. Per cui si tratta di interrompere questo rosario recitato nella nostra mente 24 ore su 24 da forze che bloccano la nostra libertà, e il rapporto col Divino e con chi siamo veramente.

La preghiera è molto utile perché è qualcosa che io decido di fare. Pur essendo altrettanto monotona di quella recitata nel nostro inconscio, ha questa capacità di inserire un altro segnale che crea una rivoluzione nel nostro essere. Pregando o meditando e facendo delle pratiche regolarmente, il corpo stesso diventa una preghiera vivente ed è in grado di trasmettere la guarigione negli altri, anche se non ne siamo coscienti. Il corpo stesso vibra nella preghiera, nel desiderio di rapportarsi con Dio, in qualunque circostanza, sia nello stato di tranquillità, di serenità meditativa estatica, sia anche nella sofferenza, nel senso di essere separato, nel desiderio di incontrare l’Amato. Quindi gode sia delle vibrazioni alte che delle vibrazioni basse perché tutte vengono accettate nel rapporto col Divino, ed è questo che viene coniugato nel tocco, questa passione incondizionata, che tutto abbraccia e tutto contempla. E questo è un aspetto santo.

Un altro aspetto importante è quello che accade nel tocco. C’è l’attrazione del toccare e c’è anche una parte che ha resistenza verso il tocco. Ogni volta che applichi il tocco, ogni volta che entri in una relazione fisica, ecco che ci sono sia le condizioni per una guarigione, ma anche le condizioni per una cattività, per essere imprigionati, per essere bloccati. Ogni volta che applichi il tocco, con questo tocco puoi guarire e puoi anche recare danno, ecco perché è talmente delicato il momento del tocco.

Nel tocco c’è un elemento di gran pericolosità, ed ecco perché in molte tradizioni spirituali non è assolutamente utilizzato per evitare questo rischio, ed è una buona ragione. Ecco perché in tutte le tradizioni spirituali ci sono voti di castità e astinenza, limitazioni nell’uso dei sensi, non perché sono repressi, e così via, ma perché ci sono delle buone ragioni. È molto facile liquidare queste cose con poche battute o con interpretazioni psicologiche. Ci sono dei motivi per cui l’aspetto sensuale non viene consigliato, perché ha degli elementi di rischio, e quindi nel momento in cui operi a un livello fisico occorre che ti rendi conto di questi elementi di rischio. Stai lavorando col fuoco, proprio con la ferita principale. Il lavoro col tocco serve a dimostrare che il tocco non è necessario. La finalità del tocco astrosciamanico è dimostrare che non è indispensabile toccare.

La parte di te che ha resistenza verso il tocco non è una parte puritana, ha anche un aspetto molto profondo, un aspetto che teme di rimanere imprigionato nella dipendenza del tocco, che ha la memoria di tutta la sofferenza del passato, della tua vita e di altre generazioni dovuta a questa dipendenza e al dolore seguito nel momento in cui c’è stata una separazione da qualcosa di fisico. Ecco perché il lavoro a distanza è importante.

Un gran dono per tutti è condividere il proprio modo di contattare Dio, il sacro, il proprio canale privilegiato, che cosa succede in quel momento, fisicamente ed emotivamente.

Un modo che io ho usato per tanto tempo per collegarmi, per attivare l’asse verticale, consiste nell’apertura del Sacro Cono. Il Sacro Cono è lo Spirito Santo o il Sacro Cuore di Gesù, però siccome alcuni hanno resistenza con questi termini, uso il termine Sacro Cono, che è un termine laico ed è anche il termine che mi arrivò in una visione. C’è tutta una tradizione che si fonda sul Sacro Cono, fin dai tempi dei Babilonesi, all’inizio della storia umana, in cui il Sacro Cono significa proprio quello che ha significato per me in quella visione.

Una cosa che può bloccare moltissimo è pensare che per contattare Dio devi fare qualcosa di estremamente complesso. Se semplicemente lo chiami, non va bene, è troppo facile. Occorre una certa concentrazione, occorre che lo chiami in un dato modo… Invece ho notato che semplicemente chiamandolo, anche con disattenzione, qualcosa di molto potente succede. È molto importante chiamare, usare qualunque modo. Se non hai quello stato di profondità che ti aspetti di avere nel chiamare il Divino, lo chiami in uno stato di mancanza di profondità. Occorre che ti presenti per quello che sei, senza nasconderti, senza cercare di cambiare la tua natura. In questo modo avviene l’allineamento. È molto importante usare pratiche semplici, in qualunque circostanza.

Pratiche molto utili sono pratiche di pochi secondi, in cui fai un’affermazione: “vieni, Signore.”

Maràna tha (Signore, vieni) è l’invocazione o formula di preghiera cristiana in lingua aramaica più antica.

“O Dio, vieni a salvarmi. Signore, vieni presto in mio aiuto.” è l’invocazione iniziale della liturgia delle ore della Chiesa Cattolica e di altre denominazioni cristiane.

L’uso di questa e altre invocazioni ha effetti molto potenti. Ci pone in una situazione in cui puoi chiamare il Signore, Dio e ogni suo altro equivalente eliminando la dipendenza, lo stato di vittimismo in cui sei paralizzato dalla paura. Questo consente di avere un dialogo regolare. Un’altra pratica è quella appunto di avere con Dio un dialogo regolare, costante, come se fosse sempre, e lo è in effetti, vicino a noi. Come fanno i bambini che hanno il loro Angelo Custode, ecc. Un altro modo è tormentare Dio, in ogni momento, chiamarlo in continuazione con insistenza, non mollarlo mai.

Se volete fare un regalo ai vostri compagni, parlate del vostro rapporto con Dio, di quello che vi dà forza. È una delle cose più grandi che si può condividere con una persona.

Un altro aspetto, che è l’aspetto fondamentale del lavoro, è riuscire a conquistare un modo alternativo, insperato, di contattare il Divino. Da un lato abbiamo il canale privilegiato, abbiamo sentito come ognuno di noi ha un suo modo, dall’altro c’è, e questo è rappresentato dalla sinistra, dalla parte oscura, qualcosa che è il contrario, qualcosa che continua a tormentarci e che ci allontana da Dio. L’astrosciamanesimo nasce in un contesto essenzialmente non dualista, che non contempla la dualità.

Nel primo stadio ti colleghi con un punto in cui ti senti bene, nel secondo stadio l’obiettivo è appropriarsi di un altro canale altrettanto potente nel rapporto con Dio che è stato invaso dall’ego, come un territorio florido, pieno di abbondanza, di mare, di sole che è stato invaso da mostri. E ovviamente finché non ti riappropri di questo territorio ti manca qualche cosa, e sei sempre in territori più invidiabili, più belli che sono invasi dalla separazione, perché sono quelli che ti consentono un accesso più privilegiato verso il Divino. Tuttavia nella parte che ti disturba c’è un segreto, ed è un segreto di luminosità, di bellezza, che comprendi aprendoti al disturbo, in compagnia di Dio. Il primo stadio ti serve per individuare la parte oscura con la luce e per vedere la luce nell’oscurità. Ogni volta che ti confronti con una paura, con un terrore, con un fastidio, ti confronti con una zona in cui c’è un tesoro nascosto. Tuttavia non puoi trovare questo tesoro se sei in una condizione di paura e terrore, ed è il rapporto col primo stadio che ti consente di andare nel secondo senza paura.

 

I rosari planetari

Novembre 21, 2018 by admin

Da: Franco Santoro, Astrosciamanesimo: un viaggio nell’universo interiore, Amazon Kindle, 2013.

I Rosari Planetari sono intesi a rappresentare l’energia di uno o più pianeti, e a dare forma visibile alla struttura dei canti planetari. La loro funzione è di equilibrare gli effetti dei transiti e degli aspetti astrologici o di trasformare l’espressione di un pianeta specifico. Le perle impiegate per i rosari planetari devono essere di materiali naturali (legno, argilla, pietre, pasta di pane, ecc.) così come il filo (seta, cotone, pelle) e le loro colorazioni. L’unica eccezione è Urano, per cui è preferibile usare materiale sintetico. Quando il rosario riguarda una combinazione di pianeti, può essere costruito solamente da coloro che possiedono una dinamica comune tra i due pianeti (aspetti di nascita, transiti, posizione natale di un pianeta nel segno o casa governati dall’altro). Ad esempio, per costruire un rosario di Marte e Urano è necessario avere uno dei seguenti requisiti: aspetto natale tra i due pianeti, transito in corso di Urano su Marte o vice versa, Urano in Ariete o prima casa, Marte in Acquario o undicesima casa. Momenti ideali per la fabbricazione sono i seguenti: aspetti tra i pianeti del rosario, posizione della Luna e del Sole nei segni governati dai pianeti in questione (per esempio, usando sempre Urano e Marte, Sole in Ariete e Luna in Acquario oppure Luna in Ariete e Sole in Acquario), il giorno planetario di uno dei due pianeti (vedi Capitolo 10, “Cicli del tempo”), o il transito della Luna in uno dei segni zodiacali governati. I colori delle perle variano secondo i pianeti e sono indicati nella Tavola dei Canti e Rosari Planetari.

Il rosario si compone inserendo due perle del pianeta più vicino al Sole, seguite da una perla del pianeta più distante. Ad esempio, per un rosario Marte/Urano, si usano due perle nere per Marte (che è più vicino al Sole rispetto a Urano) e una di color argento per Urano. Similmente, per un rosario Sole/Saturno, si usano due perle rosse per il Sole seguite da una perla marrone per Saturno. Il sistema dei rosari planetari non fornisce indicazioni specifiche riguardo al numero complessivo di perle. Nella tradizione buddista e induista s’impiegano 108 perle (12 x 9), un numero ciclico che esprime il senso di sviluppo della manifestazione. I rosari di Shiva hanno invece 32 o 64 grani, mentre quelli cristiani ne comprendono 165 o 60. e i rosari musulmani sono composti di 99 perle.

Prima di infilare le perle ci si sofferma sull’Intento. Le perle di ciascun pianeta sono tenute in mano mentre s’intona per qualche minuto il canto completo. Per esempio, nel caso di Sole/Saturno, sarebbe: Oh Hey Yah, Oh Hey Yah, Oh Hey Yah, Oh Hey Yah, Oh (per il Sole) e Dah Ti Kah, Dah Ti Kah, Dah Ti Kah, Dah Ti Kah, Oh Ey (per Saturno). Le perle sono in seguito infilate una a una, intonando la prima strofa del rispettivo canto (in questo caso Oh Hey Yah per il Sole e Dah Ti Kah per Saturno), poi il rosario viene chiuso ed è quindi pronto per l’uso. Se si desidera lavorare esclusivamente su un pianeta particolare è possibile preparare rosari composti di un solo tipo di perle e dedicati a un singolo pianeta.

Una volta che il rosario è pronto, la sua pratica consiste nel cantarlo da una a due volte al giorno per uno o tre cicli lunari di 28 giorni, per l’intera durata del transito o fino a quando non viene raggiunto il risultato desiderato. Il canto per il rosario Sole/Saturno sarebbe Oh Hey Yah (prima perla del Sole), Oh Hey Yah (seconda perla del Sole), Dah Ti Kah (perla di Saturno) e via di seguito ripetendo fino al termine. Più il rosario è usato, più diventa potente. Può essere anche indossato e portato con sé come oggetto di protezione e potere, oppure, dopo che ha fatto il suo uso, donato a una persona che possiede lo stesso tipo di dinamica.

I rosari planetari rappresentano un modo per dialogare con i settori del Sacro Cerchio, con gli Spiriti Totem, le Guide e i pianeti, per lasciarli liberi di agire dentro e fuori di noi, per imparare ad ascoltare veramente ciò che essi hanno da dirci. Queste energie erano un tempo accessibili ovunque sulla Terra. In seguito, a causa della riduzione della nostra percezione, furono proiettate sui pianeti e le costellazioni del Cielo, insieme con i nostri sogni e ideali più autentici. I canti astrosciamanici sono un ulteriore strumento per riprendere ciò che ci appartiene, per fare ritorno alla consapevolezza originaria e ritrovare la dignità di ogni essere vivente.

La Tabella 1 dei Canti e dei Rosari Planetari presenta i canti abbinati a ciascun pianeta e il colore impiegato per la costruzione dei rosari planetari, mentre la Tabella 2 delle Corrispondenze delle Scale Planetarie fornisce un quadro dei temi delle scale con riferimento a ciascun pianeta. La colonna dei rancori indica gli aspetti dissonanti del pianeta. Quella delle risorse elenca gli aspetti armonici o più elevati. La scala o il canto del pianeta in questione può essere impiegato anche quando le risorse sono bloccate, deboli o si esprimono al contrario.

Tabella 1

PIANETA/SETTORE CANTO (4 volte) CANTO (chiusura) COLORE PERLE
Sole Oh Hey Yah Oh Rosso chiaro
Mercurio Oh Hi Ti Nah Ti Oh Porpora
Venere Nah Ti Nah Oh Verde chiaro
Terra e Luna Si Idriah Neh Hah Mah Set Bianco
Marte Neizy Dey Hoh Hi Mah Kah Kah Nero
Asteroidi

 

Si Ti Yah Kah Mah Si Kah

(dopo l’ultima ripetizione del canto, si aggiunge: Ai Hey Poh)

Chiazzato
Giove Hi Su Mayo Ey Giallo
Saturno Dah Ti Kah Oh Ey Marrone
Chirone Kah Si Mah Kah Grigio
Urano Nah Mitriah Nah Simitri Argento
Nettuno Oh Myss Oh Verde marino o menta
Plutone Ti Yah Ah Legno chiaro

 

Tabella 2

PIANETA RANCORI RISORSE
Sole Egocentrismo, arroganza, distruttività, esibizionismo, inflessibilità, orgoglio, paranoia, pomposità, tirannia, vanità. Autostima, centratura, creatività, generosità, integrazione, intento, potere, unità, vitalità, volontà.
Luna Abitudini insane, attaccamento al passato, difesa eccessiva, dipendenza, indecisione, inibizioni, insicurezza, instabilità emotiva, isterismo, pigrizia, timidezza. Amore incondizionato, appagamento interiore, cura di se stessi e degli altri, intimità, memoria, protezione, sensibilità, sicurezza.
Mercurio Agitazione, comunicazione distorta, imbrogli, iperattività, intellettualismo, mancanza di profondità e intimità, nervosismo, preoccupazioni, superficialità. Capacità d’apprendimento, co-municazione efficace e luminosa, coordinamento, destrezza, illuminazione, intelligenza, leggerezza, potere di discriminazione, servizio.
Venere Ambiguità, avidità, compromessi, indolenza, proiezioni, erotismo cronico, dolori sentimentali, relazioni simbiotiche. Amore, armonia, arte, bellezza, condivisione, cooperazione, equilibrio, perdono, piacere, relazioni sacre.
Marte Crudeltà, distruttività, egocentrismo, impazienza, irritabilità, ostilità, violenza. Autoaffermazione, azione retta, chiarezza, coraggio, energia, iniziativa, pionierismo, volontà.
Asteroidi Critica, frammentazione, lamentela, pignoleria, perfezionismo, sacrificio masochista. Analisi, capacità di lavoro, discriminazione, efficienza, servizio, sintesi.
Giove Deliri di grandezza, dispersione energetica, dogmatismo, esagerazioni, fiducia eccessiva, golosità, ingenuità, irresponsabilità, rischi smisurati o paura di rischiare. Credenze di supporto all’Intento, espansione, fede, fiducia, ricerca e frequentazione della Guida Interiore, ottimismo, saggezza, senso del rischio.
Saturno Apprensione, cinismo, critica, depressione, freddezza, sfiducia, manipolazione, materialismo, limiti, paura, perfezionismo, pessimismo, rigidità, tristezza. Affidabilità, autorità, disciplina verso l’Intento, fede, organizzazione, pazienza, realismo, senso di responsabilità.
Chirone Eccessivo idealismo, battaglie futili, malattie, autodistruzione. Ricerca della verità, guarigione, servizio.
Urano Bisogno costante d’eccitazione e cambiamenti, caos, eccentricità, estremismo, incidenti, paranoia, perversione, ribellione, traumi. Genio, indipendenza, intuizione, inventiva, libertà, originalità, rinnovamento.
Nettuno Confusione, dipendenze da alcool e droghe, vaghezza, fuga dalla realtà, illusioni, vittimismo. Compassione, connessione con le realtà non ordinarie, misticismo, sintonia con il Tutto, trascendenza.
Plutone Il Canto non riguarda le altre caratteristiche di Plutone. Esso è usato solo nelle situazioni di crisi relative alla morte sia propria sia d’altre persone.

 

Viaggio astrosciamanico

Novembre 20, 2018 by admin

È una pratica tipica dello sciamanesimo che consente di rapportarsi con il mondo interiore, le realtà multidimensionali, le relative entità e spazi di potere, interagendo, ricevendo risposte e guarigioni, acquisendo conoscenza.

Nell’astrosciamanesimo esploriamo dimensioni in cui la capacità di visualizzazione, la consapevolezza dei nostri corpi (fisici, emotivi, mentali, spirituali), l’aderenza all’Intento e il rapporto con lo Spirito Guida sono paragonabili all’agilità fisica o all’abilità tecnica nel mondo materiale.

I viaggi astrosciamanici non sono fantasie o esercizi d’immaginazione creativa. Le situazioni e le entità contattate in queste esperienze sono reali (e talvolta più reali!) di quelle della vita ordinaria. Ognuno può dare a ciò che incontra l’importanza che ritiene opportuna e pure prendere parte a questo lavoro come se fosse un gioco. Allo stesso tempo, per giocare con integrità è necessario impegnarsi a comprendere e rispettare le regole del gioco.

Per quanto riguarda i viaggi esistono diverse norme operative.

1) Nel giorno del viaggio sciamanico è preferibile evitare ogni tipo di droga, sostanza superalcolica o psichedelica. Il presupposto è che possediamo già tutte le sostanze chimiche psicoattive di cui necessitiamo e che un viaggio sciamanico è inteso ad attivare questi potenziali naturalmente. Durante i viaggi occorre mantenere un collegamento con l’ambiente circostante e il proprio corpo, indipendentemente dal livello di alterazione della coscienza raggiunto. L’esplorazione delle realtà sciamaniche non è un’esperienza fuori dal corpo. Al contrario, è intimamente connessa all’essenza del corpo fisico. Questo, ben lungi dall’essere trasceso, è percepitaosecondo una prospettiva più ampia e profonda. Nel corso dei viaggi impieghi una forma di immaginazione attiva, che comporta l’uso di tutti i sensi e una presenza vigile. È importante sentire, e non solo vedere, l’ambiente interiore e considerarlo secondo la prospettiva dei propri occhi o della diretta percezione dei sensi. Nel caso in cui ti rendi conto di essere poco presente o di guardare l’immagine di te stesso, ritorna nel corpo e mantieni il punto di visione dei tuoi occhi.

2) È utile iniziare e finire i viaggi sciamanici con una specifica sequenza di apertura e chiusura. Queste sequenze marcano strategicamente il momento di entrata nel mondo sciamanico e, una volta concluso il viaggio, il ritorno alla realtà ordinaria. La loro funzione è di facilitare il passaggio dallo stato ordinario allo stato sciamanico di coscienza e un’agevole integrazione delle esperienze non-ordinarie nella realtà quotidiana. Una condizione fondamentale cui attenersi consiste nell’impegnarsi a ritornare sempre di propria volontà alla realtà ordinaria quando il viaggio è concluso. Le pratiche sciamaniche sono finalizzate ad apportare conoscenza e guarigione sul nostro pianeta, non a creare ulteriori evasioni o allucinazioni. La durata dei viaggi varia generalmente da 15 a 40 minuti. All’inizio è preferibile non andare oltre questi tempi.

3) Per facilitare la concentrazione e la distensione necessaria sono impiegati il tamburo sciamanico, il sonaglio o altri strumenti o musiche particolari. Essi sono utili per sincronizzare i due emisferi del cervello e per generare le lunghezze d’onda cerebrali associate agli stati di trance. Puoi anche impiegare altri effetti musicali come onde marittime, gong o canti. Ciò che conta è che il loro suono sia ripetitivo e monotono. È preferibile evitare di usare musiche melodiche o New Age, che potrebbero facilmente manipolare lo sviluppo spontaneo della tua visione, sempre che tu non abbia deciso deliberatamente di farti influenzare o ispirare da un certo tipo di energia. È possibile procedere anche in silenzio o consentire a qualsiasi suono esistente nell’ambiente di dare supporto al tuo viaggio.

4) Prima di cominciare è buona regola prepararsi adeguatamente e assicurarsi che l’ambiente sia confortevole. Accertati di operare in un luogo in cui nessuno ti disturberà per l’intera durata della pratica. È utile prendere tutte le necessarie precauzioni al fine di evitare potenziali interferenze. Per creare la giusta energia puoi spegnere la luce, accendere una candela, circondarti di oggetti sacri, fumigare l’ambiente e aprire il Sacro Cerchio.

5) Sdraiati o siedi comodamente sul pavimento o su una sedia. Assicurati che la tua spina dorsale sia eretta. Raccomando di svolgere il viaggio in un ambiente buio o, se ciò non è possibile, di impiegare qualcosa per coprire gli occhi o tenere gli occhi chiusi durante l’intera esperienza. Porta la tua attenzione al respiro, lasciandolo muovere in ogni parte del corpo. Rilassati e prendi coscienza delle tue sensazioni. Consenti al tuo Intento di emergere gradualmente attraverso il respiro. Focalizzati sul tuo Intento.

6) Una volta determinato ed espresso l’Intento, si tratta di lasciare sviluppare la tua visione. Sii aperto e lascia andare pregiudizi o aspettative. Si tratta di esternare con chiarezza il tuo Intento, e poi lasciare che la risposta si sviluppi mediante l’esperienza sciamanica. Questo significa mantenere l’equilibrio tra un atteggiamento attivo e un approccio ricettivo. Da un lato sei consapevole del tuo obiettivo e tieni d’occhio il percorso, dall’altro segui il flusso di energia e ti apri ai suoi sviluppi. Il momento che segue l’affermazione, o attivazione del tuo Intento è quello decisivo. Mantieniti rilassato e, allo stesso tempo, stai all’erta poiché ciò che arriva segue procedure piuttosto inconsuete per la mente. Evita tuttavia di irrigidirti e di diventare troppo serio. Se perdi concentrazione o inizi a vagare con la mente, riporta l’attenzione all’Intento, focalizzandoti sul ritmo del tamburo, o del suono di accompagnamento che hai deciso di usare, e rimani fedele alla struttura del viaggio.

7) Nei viaggi sciamanici è importante applicare due attitudini fondamentali. La prima consiste nell’usare e mantenere una struttura specifica, che di per sé è predeterminata e prevedibile, mentre la seconda è quella d’aprirsi a ricevere e riconoscere ciò che ne deriva. I viaggi nelle realtà sciamaniche non sono per niente dissimili da quelli della realtà quotidiana.

8) Qualsiasi tentativo di analizzare, giudicare o spiegare razionalmente quello che accade durante il viaggio, può comportare la distorsione o il blocco dell’esperienza sciamanica. I preconcetti e i giudizi sono solo un ostacolo in questo lavoro. Se ti senti confuso, porta l’attenzione sul corpo.

9) Per alcune persone è talvolta difficile riuscire a vedere alcunché durante i viaggi. Sebbene nella nostra cultura la vista abbia assunto un ruolo privilegiato, occorre ricordarsi che esistono anche gli altri sensi. Se non vedi nulla, evita di sforzare la vista e ricorri piuttosto all’udito, l’olfatto, il gusto e le sensazioni del corpo. Il tuo canale visivo si aprirà nella misura in cui dai spazio a quei sensi che per te sono più attivi nelle realtà non ordinarie. A volte in un viaggio non accade nulla semplicemente perché hai delle aspettative riguardo quello che dovrebbe succedere e non sei disponibile ad accettare ciò che sta veramente accadendo. In questi casi ne deriva presto confusione, frustrazione o perdita di concentrazione. Se l’attenzione viene meno, riportala all’ultimo momento in cui era presente. Non rimproverarti quando ti distrai ed evita di giudicare la tua esperienza di viaggio, perché in questo modo finirai sicuramente con l’interromperla. In questo lavoro, la pazienza è una necessità operativa essenziale. Attendere significa lasciare che l’esperienza si sviluppi spontaneamente invece di controllarla.

10) Nelle realtà non ordinarie usanze e circostanze possono essere molto diverse da quelle delle realtà cui sei abituato. Quando esplori direttamente il tuo mondo sciamanico inizi a sviluppare le basi di un nuovo linguaggio. È necessario prestare attenzione a messaggi, segni, immagini, sensazioni, non importa quanto strani o banali possano apparire. All’inizio, forse, capirai ben poco, poi in seguito, procedendo con il lavoro e prendendo nota di quello che succede, farai probabilmente scoperte incredibili e ti renderai conto della grandezza del mistero che esiste dentro di te.

11) Il viaggio è affrontato insieme al tuo Spirito Guida. La sua funzione è guidarti lungo i percorsi ignoti delle realtà sciamaniche, operando come interprete, protettore e consigliere. È importante non andare soli nei viaggi, poiché potrebbe essere pericoloso. Una volta che hai preso contatto con la Guida, non è più possibile perderla. La Guida è sempre presente. Si tratta solo di chiamarla e di concedergli il permesso di essere lì. Talvolta, nelle prime fasi del viaggio, le resistenze dell’ego creano blocchi inoffensivi sotto forma di buio, nebbia, mostri o conoscenti che cercano di distrarti. È preferibile non fare caso a ciò che accade prima di aver contattato la Guida. Una volta che l’hai incontrata, il viaggio può iniziare in condizioni di sicurezza. Se diventi confuso o non sai più che cosa accade, puoi chiedergli delle spiegazioni. In qualsiasi circostanza rapportati e rimani sempre con lo Spirito Guida.

12) Talvolta, durante i viaggi può sembrare che la Guida o le entità che incontri rimangano in silenzio, si rifiutino di rispondere a un tuo quesito o scompaiano. Questa è spesso un’indicazione che l’ego sta attivando i suoi blocchi per manipolare ciò che la Guida sta comunicando. In questi casi, invece di interpretare arbitrariamente che cosa significa quel silenzio o quella scomparsa, è preferibile insistere e concedere espressamente il permesso alla Guida di essere presente. L’atto di accordare il permesso e la tua insistenza consente di aggirare i sistemi di difesa dell’ego e creano le condizioni per il dialogo con la Guida. In genere le Guide autentiche non interferiscono mai con la tua esperienza e non comunicano informazioni salvo che esse non siano richieste espressamente. Inoltre non esprimono giudizi, e si astengono dal fare previsioni sul futuro o dall’impressionarci con manifestazioni spettacolari dei loro poteri.

13) Nel corso del viaggio sciamanico evita di lavorare con o su persone che conosci salvo che tu non abbia ricevuto il loro espresso permesso nella vita ordinaria. Se una figura conosciuta ti appare durante un viaggio, chiedigli di assumere la forma che rappresenta nel tuo mondo sciamanico. A questo punto, l’amico, il marito, la moglie o il padre potrebbero, per esempio, trasformarsi in un cavallo, un cavaliere, una principessa, una strega o un drago. Considera quindi quella forma sciamanica e rifiuta di interagire con l’immagine fisica della persona originaria. Usa quest’approccio anche quando il tema del tuo Intento è in relazione con un’altra persona.

14) Dopo il viaggio è importante prendere subito appunti riguardo ai momenti salienti dell’esperienza. La trascrizione di queste informazioni è di per sé una potente pratica poiché consente di legittimare il rapporto con il mondo sciamanico. Una documentazione del tuo lavoro sciamanico consente anche di disporre di informazioni per future valutazioni. Quando ti rendi conto di aver ricevuto insegnamenti o consigli importanti dal viaggio, fai in modo di manifestarli concretamente nella vita quotidiana. Dando valore ai contenuti dei primi viaggi, puoi dimostrare che sei maturo per ulteriori e più profonde esperienze.

15) I viaggi sciamanici fanno parte della tua essenza più intima e, di conseguenza, appartengono a una dimensione difficilmente comprensibile per i canoni della vita cosiddetta ordinaria. È vitale quindi parlarne solo con persone in grado di apprezzarle e comprenderle. Quest’atteggiamento evidenzia rispetto per il tuo spazio sacro e per gli esseri che lo popolano. La riservatezza riguardo alle esperienze degli altri è ovviamente altrettanto essenziale.

16) Quando ricevi informazioni e consigli nei tuoi viaggi sciamanici, questi non devono essere accettati ciecamente. Le vere Guide danno sempre buoni consigli, ma può accadere di fraintendere i messaggi o ricevere indicazioni da guide false. È importante essere cauti e accertare la fondatezza di ogni messaggio. Evita di arrenderti ai consigli che ricevi o di adorare la Guida come una divinità. Metti alla prova le sue indicazioni e astieniti dall’attualizzarle se sospetti che non siano connesse con il tuo Intento.

17) Momenti di resistenza, paura, confusione, crisi, rancore o stranezza fanno parte integrante di ogni forte processo di trasformazione. Rimani consapevole di quanto ti capita, ma evita di giudicare queste situazioni o fare interpretazioni. L’espansione della tua consapevolezza costituisce una seria minaccia per l’ego e per tutte le idee fisse che hai di te stesso. La chiave della crescita spirituale consiste nell’avere il coraggio di provare sensazioni di resistenza o paura, passare attraverso di esse e poi fare un salto di apertura verso le benedizioni che attendono oltre la soglia. Le situazioni di apparente malessere possono diventare così momenti di massimo potere che consentono di mettere a fuoco l’Intento e di rafforzare una scelta di pace e benessere.

18) Sii consapevole dei tuoi risultati nei viaggi. Se, dopo diversi tentativi, incontri ancora forti difficoltà, domandati che cosa ti potrebbe accadere di male in caso di successo. Considera con attenzione questa domanda, anche se sei sicuro di volere ottenere dei buoni risultati. Alcune persone credono di non essere degne di viaggiare nelle realtà non ordinarie o si sentono in colpa perché ritengono di fare qualcosa di proibito. Altre temono di perdere il controllo o di dover rinunciare a qualcosa cui tengono nella vita. È necessario svolgere un attento esame dei propri condizionamenti e delle relative credenze di disturbo. Se ti rendi conto che esse giocano ancora un ruolo importante e valido nella tua vita, allora è preferibile rinunciare ai viaggi sciamanici. In caso contrario, si tratta di riconoscere che hanno fatto il loro tempo e, con questa consapevolezza, rimettersi fiduciosi al lavoro. Un’altra possibilità, quando vi sono difficoltà, è di partecipare a seminari o avere consultazioni individuali con facilitatori sciamanici competenti.
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Bastone astrosciamanico

Novembre 19, 2018 by admin Lascia un commento

Gli sciamani o gli uomini di potere di molte tradizioni portano spesso con sé un bastone. Esso ricorda loro di rimanere fermi nella loro verità, non in modo arrogante od ostentato, ma con fiducia e sicurezza riguardo la loro effettiva natura.

Il bastone rappresenta un asse di collegamento tra Cielo e Terra, tra ciò che è sopra e sotto di noi: esso ci ricorda che anche noi, come il bastone, svolgiamo la stessa funzione.

L’inizio della stagione invernale è ideale per cominciare a costruire un bastone di potere. Si tratta di cercare e raccogliere il pezzo di legno da usare a questo scopo e tutto il materiale per decorarlo (piume, colori, colori, materiale per incidere, ecc.). Non avere fretta nello svolgere questa operazione e procedi secondo i tuoi tempi (puoi impiegare anche tutto l’inverno).

Ricorda di raccogliere il bastone e il materiale con un atteggiamento di rispetto: chiedi dapprima il permesso e prendine possesso solo se ricevi una risposta interiore di consenso; poi in cambio, lascia qualcosa come dono (alcuni semi, un capello, ecc.).

La costruzione del bastone è l’occasione per esprimere il tuo potere e non esiste una ricetta riguardo a come procedere. E’ necessario che sia tu a decidere come decorarlo in modo che esso sia in grado di rappresentare la tua verità. Per esempio, puoi riportare sul bastone alcuni aspetti salienti della tua carta natale, sigilli binari, disegni di spiriti totem, ecc.

Segnature e sigilli

Novembre 14, 2018 by admin

Forse alcuni tra i più anziani del gruppo ricordano quando i propri genitori o nonni parlavano dei segnatori. Il segnatore è un guaritore “sciamano” tradizionale italico, tipico dell’area tosco-emiliana, che opera tracciando segni sul corpo o su forme e luoghi fisici di quanti richiedono il loro intervento.

Il segnatore era spesso l’ultima spiaggia. Si ricorreva in genere a lui quando tutto il resto falliva, anche perché la sua frequentazione era condannata dalla chiesa e dai terapeuti ufficiali. Tuttavia, nonostante il bando e i forti pregiudizi, pure le persone più scettiche rimanevano incredule dinanzi agli effetti del loro operare.

I segnatori erano individui piuttosto unici, che avevano ricevuto una chiamata interiore o che erano stati scelti per le loro qualità da parte di un familiare o conoscente al fine di tramandare la pratica. La potenza di un segnatore derivava dalla quantità di segni e formule che poteva usare.

I segni, le formule e modalità operative non potevano essere trasmesse pubblicamente e nemmeno a un gruppo di allievi. In genere la pratica era tramandata a una sola persona o a pochissimi individui molto fidati e con requisti speciali. In caso contrario il segnatore avrebbe perso i propri poteri per un anno, insieme a chi glieli aveva attivati e così via.

Il segnatore operava esattamente come gli sciamani, perché era uno sciamano, in tutto e per tutto, o meglio, il segnatore era un segnatore e non uno sciamano, perché il termine “sciamano” riguarda solo le popolazioni tunguse della Siberia. Per questo motivo usare questo termine è improprio seppure oggigiorno sia diventato comune.

Alcuni di voi sono familiari con i 144 sigilli binari, i 12 glifi matrice e le 12 immagini degli spiriti totem riprodotti nelle dispense. Pochissimi ne conoscono il significato anche a livello più elementare, mentre nessuno è stato mai formato nella loro applicazione. Questo perché lo ritengo l’aspetto più avanzato e intimo del lavoro sia pure perché ogni volta che ho anche solo pensato di insegnare il loro uso sono stato travolto da ogni tipo di insidia.

A questo scopo è nato il tocco, al fine di veicolare il lavoro di segnatura in modo alternativo, offrendo una pratica propedeutica che non necessita dell’uso dei segni. Il punto è che a un livello avanzato i segni sono potenzialmente intesi a essere impiegati, anche pubblicamente. Allora, per complicare le cose, i 144 sigilli binari, i 12 glifi matrice e le 12 immagini degli spiriti totem non sono i 144 sigilli binari, i 12 glifi matrice e le 12 immagini degli spiriti totem effettivi, bensì la loro versione provvisoria, intesa a essere insegnata e applicata in un circuito più ampio.

Il tocco, la danza, il teatro, il cerchio astrosciamanico, così come l’astrologia multidimensionale e ogni sorta di ritualità di cui avete avuto esperienza in seminari e sessioni, sono l’emanazione di sigilli e glifi, delle segnature provvisorie.

I sigilli possono essere usati inoltre per la divinazione, la sessualità multidimensionale e tutto il complesso lavoro del Pahekarubhe

 

Ufficio Divino

Novembre 14, 2018 by admin

L’Ufficio Divino del Sacro Cono, è la versione teatrale astrosciamanica della Liturgia delle Ore, la più antica pratica spirituale umana.

L’Ufficio divino (Officium Divinum) è un insieme di rituali, preghiere, invocazioni, posizioni sacre, movimenti, danze, atti di culto e servizi pubblici celebrati in diverse ore del giorno in accordo con il relativo Binario e Trinità. Possono essere praticati sia nella sfera dell’immaginazione o del teatro o in entrambi. Il formato completo è praticato sette o otto volte al giorno, ogni volta è chiamato “ora” e dura da 30 minuti a 5 minuti.

Questa è la struttura di base di ogni ora:
– Apertura del Sacro Cono e Invocazione
– Canto, danza, postura o movimento di apertura
– Tre salmi scritturali, preghiere, canti o danze
– Breve lettura scritturale (dall’Epica del Sacro Cono o altri testi)
– Responsorio del binario e della trinità
– Cantico
– Rilascio binario, Intenzioni, Funzioni e Intercessioni
– Sigillatura del Sacro Cono
– Erogazione del Sacro Cono
– Benedizione conclusiva

Le ore sono le seguenti:
Matins (durante il sogno)
Lodi (all’alba)
Prime o preghiera del mattino
Terce o preghiera del mezzo-mattino
Sesto o preghiera del mezzogiorno
None o preghiera del pomeriggio
Vespri o preghiera serale
Compieta o preghiera notturna

La versione ridotta dell’Ufficio Divino del Sacro Cono include solo la pratica del mattino, della sera e della notte. Questo è il formato raccomandato. L’intero processo potrebbe semplicemente includere la Santa Pratica di cinque minuti eseguita tre volte al giorno, mentre almeno una volta alla settimana fare una pratica binaria completa, il sacro servizio del Sacro Cono o il Rituale Base, o partecipare idealmente a servizi tenuti via Skype.

La fase Intenzioni, Funzioni e Intercessioni coinvolge richieste di manifestazione da parte di vari membri del gruppo, gruppo di cerchi e convivi (come quello su comunità, facilitazione, primal embrace, manuale, ecc.), così come per la comunità, il paese e il mondo.

Il rilascio binario consente di riconoscere e comprendere sia il doppio superiore sia il doppio inferiore, in modo che ci uniamo anche agli universi paralleli cui si attengono.

Mentre pratichi ogni giorno sarai esposto alle diverse posizioni del Sole, della Luna, della Terra, dei settori, del ciclo lunare, solare e giornaliero, imparando esperienzialmente l’essenza del linguaggio astrologico da una prospettiva multidimensionale e sciamanica profonda. Poiché la pratica implica l’uso dell’immaginazione, del movimento, delle posture e dell’intelletto, il tuo corpo fisico, le emozioni, la mente, l’anima e lo spirito diventeranno sempre più intimamente allineati, facendo luce su misteri inaccessibili.

 

Misuratori energetici e rivelatori binari

Novembre 14, 2018 by admin Lascia un commento

Categorie di proiezioni e corrispondenze, basate sul sistema astrologico delle case derivate, che forniscono informazioni sullo stato di ciascun Settore e tutte le sue associazioni. La loro funzione è mostrare dall’esterno lo stato di particolari aree della vita riferibili a ciascun Settore.

Questi misuratori, così come sono esperiti nei sogni, pensieri o nella realtà esterna, operano come collegamenti con specifici Settori e case astrologiche, e comprendono qualunque cosa: dalle relazioni più intime fino a un distante terzo cugino o perfino il cane del vicino e l’auto del datore di lavoro della sorella. I misuratori sono uno strumento utile per apportare consapevolezza riguardo le proiezioni e aiutare la mente a familiarizzarsi con la rete della vita. Il modo in cui percepisci i misuratori di un Settore mostra anche la qualità della relazione con i relativi Spiriti Totem e tutte le associazioni corrispondenti.

I misuratori energetici non hanno niente a che vedere con la natura effettiva delle persone in questione o al modo in cui altri le considerano o giudicano. Tutte le persone e situazioni che si animano nella vita – passata, presente e futura – hanno una precisa collocazione. Come le percepiamo rivela la qualità della relazione con specifici Spiriti Totem.

In astrologia, le persone, oggetti, e tutte le categorie della realtà che operano come misuratori energetici, possono essere rintracciati attraverso il sistema delle case derivate. Secondo questo approccio, il tema natale è sufficiente a mostrare tutti i dati chiave dell’interazione sia con la realtà ordinaria che con quella non-ordinaria.

Le persone, forme o situazioni, come sono vissute nei sogni, pensieri o realtà esterna, operano come misuratori del Settore corrispondente. I misuratori attribuiti a ciascuna casa fungono da indicatori riguardo le condizioni di quella particolare area della vita. Per esempio, se fai un sogno in cui tuo nonno paterno (che in questo sistema corrisponde alla 7° casa) ti appare felice, o se incontri tua nonna materna, tua moglie o un partner passato (pure corrispondenti alla 7° casa) e li percepisci gioiosi, felici o in buona salute, ciò significa che queste condizioni si applicano anche all’area rappresentata dal Settore 7 (relazioni, matrimoni, collaborazioni, contratti, giustizia, diplomazia, arte, reni, fondo schiena, ecc.). Può essere un segnale che le energie sono alte e che puoi impiegarle o donarle nella vita ordinaria. Se al contrario, percepisci queste persone in modo spiacevole, è probabile che le energie del Settore siano basse. Non c’è nulla di negativo in quest’ultima evenienza, poiché gestire energia alta e bassa è parte integrante delle leggi naturali di equilibrio di questa dimensione.

Nella misura in cui operi saggiamente e non confondi il misuratore con l’oggetto della misurazione tutto è destinato a procedere bene. È come quando la luce rossa si accende sul cruscotto dell’automobile. Questa luce indica che stai terminando la benzina. Non significa che c’è qualcosa di sbagliato nella luce. Il lampeggio della luce rossa fornisce un servizio. I suoi lampi rappresentano simbolicamente la realtà di una scarsità di benzina. Indicano ciò che sta accadendo da qualche altra parte e suggeriscono una possibilità d’azione (riempire il serbatoio al più presto). In questo caso non avrebbe senso smontare il cruscotto e disinnescare la luce rossa, e nemmeno preoccuparsi o irritarsi per la luce rossa, o investire tutta l’attenzione sul cruscotto. Eppure, questo è ciò che la maggior parte degli esseri umani fa nella sua vita, perdendo tanta energia nel trattare con i simboli, senza accedersi di ciò che questi intendono trasmettere.

La confusione tra simboli e diversi gradi di realtà è la causa principale del caos, frustrazione e dei rancori di questo pianeta. I misuratori indicano dove occorre applicare la Funzione. Essi traducono simbolicamente le condizioni climatiche del Settore di riferimento, forniscono indicazioni riguardo lo stato di quell’area e come eventualmente puoi gestire la relazione con il relativo Spirito Totem. Quando il livello del misuratore è basso, è un segnale che occorre collegarsi con la Guida e lavorare direttamente alla fonte del problema. In questo caso si tratta sovente di viaggiare nella realtà non-ordinaria per svolgere alcune operazioni: equilibrare la relazione con uno Spirito Totem, affrontare la forma sciamanica equivalente, liberare i rancori, collegarsi con antenati o altre entità, recuperare parti perdute dell’anima, ecc. A volte si tratta anche di agire nella realtà ordinaria e prendere provvedimenti nelle aree evidenziate dai misuratori. Qualunque cosa si faccia, è sempre essenziale evitare di confondere il simbolo con ciò che esso rappresenta.

Un modo per aiutare qualcuno o per guarire una data situazione nel mondo esteriore consiste nel confrontare la forma sciamanica equivalente. In base a questa strategia, quella forma è la rappresentazione di uno o più Spiriti Totem. Per rapportarsi con te quella forma è costretta a manipolare la vita o immagine di una persona o situazione ordinaria. Quella persona, così come la percepisci, è un aspetto energetico di te stesso che non è necessariamente in relazione con l’effettiva natura della persona. Le credenze più antiche e diffuse riguardo l’origine delle malattie sono fondate inconsciamente su queste premesse. A lungo è stato creduto che la malattia era la conseguenza di magia nera condotta verso qualcuno. A un livello sciamanico, seppure l’azione di agenti esterni possa causare danni apparenti, la causa primaria si trova e opera all’interno, mediante la sua forma sciamanica. Ogni volta che lavori con una forma sciamanica insieme alla Guida, dai il tuo contributo per un cambiamento positivo sia nella realtà interna che esterna. L’impatto con la persona esterna, quando agisci sulla sua forma sciamanica, è che o guarisci la tua relazione con lei o essa scompare dalla tua vita.

Il Rivelatore Binario fornisce la definizione delle articolazione di corrispondenze basate sulla tecnica astrologica delle case derivate e il sistema binario astrosciamanico.

Ogni Settore (segno, casa e pianeta astrologico) ha le sue proprie corrispondenze, per cui ogni aspetto dell’esistenza è riconducibile a uno dei 12 Settori.

Il rivelatore binario permette di decifrare le caratteristiche e le priorità delle componenti binarie.

Per esempio con 11.6, ciò equivale alle corrispondenze del Settore 6 delle corrispondenze del Settore 11. Il Settore 11 è il riferimento principale, mentre il Settore 6 è quello derivato.

Quindi, per esempio, se consideriamo una delle corrispondenze del Settore 11, cioè comunità, e una del Settore 6, cioè lavoro. 11.6 diventa il lavoro della comunità. Può anche riferirsi ad altre corrispondenze del Settore 6, come dieta, nutrizione, servizio, guarigione, salute, igiene, pulizia, alimentazione, animali domestici, purificazione, ecc. e del Settore 11, come amici, rivoluzione, caviglia, circolazione sanguigna, associazione, impresa umanitaria, informatica, computer, libertà, ecc. In questo caso avremmo gli animali domestici degli amici, la pulizia del computer, la salute della caviglia, l’alimentazione dell’associazione.

Ogni tipo di corrispondenza di un Settore può essere combinata con quelle di un altro Settore in base a queste priorità, per cui il primo Settore indica il soggetto primario, mentre il secondo quello derivato. Questo si applica a tutte le corrispondenze possibili (animali, piante, minerali, parti del corpo, qualità, difetti, mestieri, emozioni, sensazioni, ecc.)

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