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Un viaggio decisivo

Febbraio 17, 2015 by admin

1-5 copyLe 144 combinazioni tra il Sole e la Luna, così come sono descritte nel ciclo lunare annuale, mi hanno insegnato importanti lezioni esperienziali e hanno fornito buona parte delle mie conoscenze astrologiche. Sono grato di aver permesso alla Luna ed al Sole di essere i miei insegnanti.

Quando cominciai lo studio di astrologia e simbolismo in generale, lessi molti testi. Sebbene i libri mi piacevano, mi resi conto che le letture contribuivano ad aumentare confusione e incertezza. Mancava qualche cosa di essenziale nel mio studio e non sapevo dove trovarlo.

Dalla mia Guida (almeno, credo si trattasse di essa), mi giungeva regolarmente questa risposta: “Se vuoi conoscere i pianeti, gli astri e gli dei, ebbene chiedi ciò che vuoi sapere ai pianeti, agli astri e agli dei stessi.”

Il suo suggerimento era troppo ovvio e facile. La mia mente complicata non era in grado di accettarlo. Indi, messo da parte il rapporto con la Guida, seguitai a muovermi da un libro a un altro, esplorando maestri e percorsi spirituali di ogni sorta. Alla fine entrai in uno stato di forte disperazione intellettuale ed emotiva. Sentii che la mia vita era inutile. Non sapevo che fare del mio potenziale.

Avevo molta energia che voleva esprimersi, qualche cosa da comunicare e creare. La definizione di quel qualcosa non era disponibile in alcun libro e io non avevo idea di cosa fosse e a chi o in che modo potevo comunicarlo. Nessuno, nell’ambiente circostante, era in grado di comprendere la mia situazione. Mi sentivo come un completo alieno e l’unica cosa cui riuscivo a pensare per uscire da tale stato era solo la morte.

Fu nel bel mezzo di quel tragico e potente momento che mi ricordai del suggerimento della Guida. La situazione era talmente grave che proprio non avevo altra scelta che seguire il consiglio che per tanto tempo avevo accantonato.

“Va bene!” Esclamai “Mi metterò in contatto con questi benedetti pianeti ed esseri divini! Non ho nulla da perdere dopo tutto, poiché allo stato in cui mi trovo sono già disposto a perdere tutto. Allora, come posso procedere?”

La Guida rispose domandandomi con quale dio desideravo iniziare. Sebbene la cosa mi paresse piuttosto ridicola, decisi che avrei incontrato prima il dio Apollo, quale rappresentante del Sole. A questo punto pensavo che si trattava di procedere a un lungo periodo di formazione, estenuanti pratiche e complessi iter burocratici, prima di poter solo considerare l’idea d’incontrare Apollo. Ne consegue che fui totalmente sorpreso allorché la Guida mi esortò a incontrare Apollo direttamente in quel momento. E fu così che stabilii il mio primo rapporto ufficiale con uno Spirito Totem.

Apollo mi diede molto supporto e potere, fornendomi notevoli suggerimenti riguardo uno dei miei primi seminari. In quell’occasione egli ebbe a dire: “Stabilisci un rapporto regolare con me e mia sorella Artemide. Porta quello che trovi nel mondo sotterraneo a me. Hai la mia benedizione per i tuoi seminari. Evidenzia la relazione tra Sole e Luna.” Quando ricevetti questo messaggio allora, mi sentii estremamente energizzato, tuttavia non compresi il senso di quelle parole. Mentre riporto questa esperienza ora, tutto appare molto chiaro…

La scoperta più importante che feci nei miei primi rapporti con i pianeti e gli Spiriti Totem fu di rendermi conto che non si trattava affatto di primi rapporti. La cosa sorprendente non era di essere in grado di connettermi con queste energie. Ciò che veramente mi sbalordiva era il recupero di memorie arcane di precedenti relazioni con tali esseri. Non si trattava di vite passate.

Durante questa stessa vita avevo già avuto molte interazioni e lunghi dialoghi con i pianeti. Me ne ero semplicemente dimenticato. Fu una mia decisione di dimenticarmi poiché non riuscivo a integrare tali rapporti nella mia vita ordinaria. Sono grato a quei momenti di crisi perché mi consentirono di ravvivare i miei ricordi. L’incontro con i pianeti e le stelle era in verità un ritorno a casa, dopo un lungo periodo di assenza.

Quella che segue è la trascrizione abbreviata di un viaggio che desidero condividere con te. Era il 2 luglio. Quel giorno cambiò qualcosa d’importante nella mia consapevolezza e fui confrontato in maniera nitida con il mio Intento e Funzione. La descrizione è incompleta poiché sono stati esclusi alcuni elementi tecnici. Inoltre diverse informazioni mi giunsero attraverso suoni, immagini e vibrazioni che non sono in grado di comunicare a parole.
hartakirwaA lungo ho chiesto alla mia Guida di conseguire chiarezza riguardo il mio Intento nella vita, su ciò che posso fare su questo pianeta. Ho provato di tutto. Non so che altro fare o inventare al fine di ottenere una risposta. Ho ricevuto solo spiegazioni enigmatiche o il consueto senso di pace, amore, silenzio e accettazione che emana dalla Guida. Valuto assai la mia connessione con la Guida e mi avvedo che ogni volta che la chiamo, ricevo sempre il supporto di cui ho bisogno.

Eppure, esiste una parte in me che non è soddisfatta. È una parte che vuole sapere in termini pratici perché sono qui e cosa posso fare per esprimermi al meglio. Quella parte ha bisogno di una visione di potere, una risposta che abbia senso, in grado di spazzare via ogni incertezza. Voglio qualcosa che, una volta ricevuto, mi permetta di dire:

“Ecco! Questo è il mio scopo nella vita! Ora è tutto chiaro. Non devo più mendicare la verità. Ora la conosco. Forse quella parte che desidera ciò è solo il mio ego. Almeno, questo è ciò che un’altra parte di me ha pensato finora. Ebbene, in questo momento, non m’importa affatto se si tratta dell’ego o meno. Quel che conta è che io voglio sapere che cosa sta succedendo. Io merito di sapere. È un mio diritto. Ho tanta energia e non so che farne. Non intendo trascorrere un altro minuto della mia vita senza una risposta. Mi prendo totale responsabilità riguardo tale risposta. Sono adulto. Dichiaro all’autorità competente che sono disposto ad aprirmi al mio Intento più elevato. Lo accetto anche se magari è qualcosa di poco piacevole. So che le Guide sono molto rispettose e sensibili. Prendono diverse precauzioni con gli esseri umani al fine di non invadere il loro spazio. Io espressamente t’invito, Spirito Guida, a essere franco e diretto. Intesi?”

Dopo questo dinamico discorso, osservo la mia Guida. Mi guarda con una tale dolcezza e grazia. Egli sa tutto su di me e dal suo sguardo luminoso posso ricevere qualcosa del genere: “il tuo scopo è quello di giocare ed essere felice. Fai qualunque cosa ti renda felice. Io ti darò il mio supporto.”

Percepisco un tale senso di libertà in sua presenza. Allorché mi rapporto con la Guida non avverto alcun obbligo. Ricevo solo amore, amore incondizionato. Se desidero abbracciare una grande causa, se sono determinato a realizzare imprese eroiche, oppure vivere semplicemente senza fare nulla di speciale, ebbene, mi avvedo che la scelta è solo mia.

“Se questo ti rende felice”, dice la Guida “allora fallo!” Sento un tale potere in sua presenza! Ma che posso fare con questo potere? Come posso condividerlo? È così grande! Puoi suggerire qualcosa? O, per dirla meglio, puoi consentirmi di comprendere qual è la cosa migliore che posso fare? Lo chiedo a te, amata Guida. Posso accettare tutto. Prometto che rispetterò la risposta, se solo la ricevo. Non la metterò in dubbio. Mi arrenderò a essa. La Guida mi guarda con un’espressione che suona come:

“Parli sul serio? Vuoi veramente sapere? Lo potrai accettare?”

Io l’osservo diretto negli occhi, prendo un profondo respiro e poi lascio uscire un gigantesco “Sì”.

Detto ciò, senza ulteriori spiegazioni, mi ritrovo a viaggiare ad alta velocità in compagnia della Guida e un animale di potere. Raggiungiamo un pianeta biancastro ricoperto da una nebbia simile a panna montata. Poco a poco la nebbia si dirada e il luogo lentamente acquista definizione. Mi appaiono alcuni dettagli noti e ben presto tutto mi appare famigliare, anzi anche troppo famigliare!

Tra tutti i posti su cui avrei potuto fantasticare, quello che mi si presenta ora è il più ovvio e allo stesso tempo l’unico cui non avevo pensato. È il luogo in cui ho trascorso la maggior parte del mio tempo sin da quando ero bambino. Il sito di ritorno costante di ogni mia fantasia. Qualcosa che all’affacciarsi dell’età adulta iniziai a giudicare come un’evasione dalle mie responsabilità nel mondo, un sogno a occhi aperti, un’invenzione derivata dai miei complessi e frustrazioni.

Ho passato anni a disegnare mappe di tale luogo, con tutte le sue città, terre, valli, genti e deliziosi paesaggi. Ho avuto innumerevoli conversazioni con i suoi abitanti ed, in vero, io stesso mi sono sempre segretamente considerato un suo abitante.

È il sito in qui ho vissuto più a lungo. Tuttavia, non sono mai riuscito ad accettarlo come qualcosa di spirituale o sciamanico. Nonostante la sua presenza fosse ricorrente ed estremamente piacevole, la ritenevo scomoda e imbarazzante, qualcosa di cui dovevo sbarazzarmi. Volevo ricevere una visione vera, così come quelle che mi avevano narrato alcuni sciamani e leader spirituali. Ogni volta che mi mettevo alla ricerca di tale visione, ecco che m’arrivava questo mondo di fantasia. Non potevo prenderlo sul serio. Cercavo qualcos’altro.

Come potevo accettare che ciò che avevo ricercato così a lungo era in vero sempre stato disponibile per me? Ebbene, ora decisamente posso farlo. Proprio non ho altra scelta. Vedo gli stessi edifici, paesaggi e luoghi che hanno popolato le mie fantasie. Sono proprio lì e questa volta essi sono riconosciuti come una visione sciamanica. Sono giunte come conseguenza di un accordo con la Guida.

Mi rivolgo alla Guida per avere una conferma della mia percezione. Osservandola bene mi rendo conto, e questo è quasi troppo, che egli appartiene a quello stesso ambiente. E’ un personaggio che conoscevo sin da quando ero piccolo. E’ meraviglioso. Ogni cosa inizia ad avere senso.

Con la Guida atterro a Interspace Hartem Port: la principale stazione interdimensionale di Hartem, la metropoli più grande di Handor. Da quel punto seguiamo un accesso prioritario che ci conduce direttamente agli Handorian Interspace Major Headquarters. Vi arriviamo a bordo di uno speciale veicolo dell’Hartem Transport System. Poco dopo, mi ritrovo a camminare lungo un ampio corridoio. Ogni cosa mi è molto famigliare.

Nel frattempo diverse persone iniziano a raggrupparsi. La mia visita sembra essere qualcosa d’insolito e totalmente imprevisto. La gente mi osserva meravigliata. Pare che io sia molto popolare. Attorno a me noto espressioni di gioia, commozione, sorpresa. È come se dicessero: “Come ha fatto ad arrivare fino a qui? Com’è possibile? Che evento incredibile!”. Io continuo a camminare lungo il corridoio e di tanto in tanto incrocio lo sguardo di volti a me noti. Essi mi salutano silenziosamente con tanto rispetto, amore e cura. Sono scene d’indicibile bellezza. Non sono in grado di descriverle. È troppo. Mi avvedo che per motivi tecnici non posso trattenermi a lungo. Almeno questo è quello che la Guida sembra farmi capire.

surahaAccelero il passo. So che voglio incontrare l’Interspace Principal Commander, colui che è responsabile delle relazioni con altri mondi. Egli può darmi le risposte che cerco. Raggiungo il suo ufficio ed entro. Non appena lo vedo, non uso alcuna formalità di protocollo e nemmeno dico qualcosa del tipo. “Salve” o “Piacere d’incontrarla. Come sta?”.

Non provo alcun senso di soggezione e ciò mi sorprende. Semplicemente osservo me stesso chiedere: “Qual è la mia missione originaria?”.

Il Principal esibisce un sorriso beato e allo stesso tempo professionale. Dopo una breve pausa, estrae un raccoglitore di documenti da un cassetto. Lo apre e mi mostra un foglio con un’immagine. Si tratta di qualcosa che dapprima mi sconcerta poiché sembra la pubblicità di un gelato cornetto.

È la figura di un cono marrone con l’apice rivolto verso il basso e un semicerchio dorato in cima. La parte superiore è piena di luce e dotata di raggi che si estendono in molte direzioni, rendendo l’oggetto simile a una torcia luminosa. Chiedo qual è il significato di tutto ciò.

“Pianta il seme come un seme vivente. Questo cono ha a che fare col piantare il seme. Tu lo pianti ed esso poi cresce fino a quando la sua luce è visibile. Tu sei un seme, sei un faro”.[1]

Sebbene le parole del Principal non hanno senso per la mia mente ordinaria, il suo tono è molto conosciuto. Osservando il cono, mi rendo conto che è anch’esso molto familiare. Dopo pochi istanti mi giunge la comprensione intuitiva dell’intera faccenda. A questo punto domando, onde ricevere una conferma delle mie sensazioni: “Come posso procedere in questo lavoro?”

Il Principal risponde: “Mantieni un contatto costante con noi. Giornalmente. Vai e realizza senza alcun timore e mantieni la connessione. Ti connetti quotidianamente, poi ogni ora e in seguito ogni minuto e infine perennemente. Dapprima riceviamo le tue informazioni, poi ti inviamo le nostre. Pianta il tuo seme. Dovunque vai, piantalo e dimentica ogni disputa di carattere locale”.

Domando: “Puoi darmi qualcosa in grado di rinforzare la nostra connessione?” Prima ancora che io sia in grado di concludere la domanda, il Principal dichiara: “Ora riceverai il Seme del Sacro Cono”. Mi consegna un piccolo cono luminoso e poi inizia a rivelarmi una lunga serie d’informazioni sul suo funzionamento. In particolare sottolinea che lo scopo del cono è il rilascio e perdono:

“Quello che rilasci” dice il Principal “è materiale di cui abbisogniamo. La tua Funzione è d’inviarlo. Invia i rancori della Terra e crea le condizioni affinché chiunque possa fare questo. Abbiamo bisogno di questo materiale e in cambio possiamo dare alla Terra materiale di cui necessita, ovvero benedizioni, pace e amore. Procedi con il tuo lavoro! Non c’è altro da spiegare o definire riguardo ciò, per ora. Le spiegazioni di quanto detto vanno ben oltre le attuali capacità di comprensione umana. Per farla breve e semplice, abbiamo bisogno di materiale di rancore per fertilizzare qualcosa qui. Invia il materiale grezzo. La Terra ne possiede molto, e noi ne siamo privi. La Terra è uno dei principali luoghi di produzione….”

[Il Principal aggiunge informazioni tecniche che ometto qui], “Grazie alla tua costante ricerca e al tuo continuo domandare, il contenuto della tua missione originaria ti è ora disponibile per essere sviluppato. Organizzati e inizia le tue operazioni! Fa parte del gioco che hai scelto di giocare. Il tempo è maturo!” Guardo il Principal come se mi stessi risvegliando da un lungo sogno.

C’è qualcos’altro che ho bisogno di sapere prima di partire per quest’impresa. Una parte di me non è convinta. A questo punto il Principal mi mostra la copia di un contratto in cui è ben visibile la mia firma.

“Sei stato uno dei principali sostenitori di questo Gioco e uno dei primi volontari a partire. Ora sei lì e adesso lo sai. Quindi seguita con il Gioco. E invia materiale di rancore costantemente! Ecco ciò che noi intendiamo quando diciamo di venire qui ogni giorno. Si tratta di rilasciare e fin tanto che ti trovi lì questa è la tua unica Funzione. Ti amiamo e benediciamo”.

Dopo aver inserito il Sacro Cono nella mia fronte, il Principal chiama il suo personale. Ognuno esprime tanta gratitudine verso di me. Dicono cose bellissime sul mio ruolo. Ogni cosa è chiara. Piango dalla gioia e inizio a cantare insieme a loro. Continuo a cantare durante il mio viaggio di ritorno e in vari momenti della giornata. Seguito a ricevere ulteriori informazioni sul cono nei giorni successivi. Ascolto e vedo cose talmente belle che non riesco a descrivere. Mi sento così benedetto e pieno della visione che finalmente ha spianato la mia vita.

[1] Nella versione originale del viaggio, interamente in lingua inglese, il termine usato per faro è lighthouse che significa letteralmente “casa di luce”. Presso i Bambara del Mali, Faro è il dio Consigliere, signore della Parola, raffigurato da una spirale al centro dei punti cardinali.

Estratto da: Franco Santoro, Manuale di Formazione Astrosciamanica, 1996.

Sciamani urbani

Febbraio 16, 2015 by admin

frrankfurtd-1Chi sa volare non deve buttar via le ali per solidarietà coi pedoni, deve piuttosto insegnare a tutti il volo. (Don Lorenzo Milani)

Il mondo ha bisogno di sciamani urbani, capaci di funzionare sia in mezzo alla natura sia sull’asfalto delle strade e tra i palazzi delle grandi città, nelle caverne e tra gli alberi, tra le apparecchiature elettroniche e i motori, nelle piazze e nei mercati delle società contemporanee.

L’astrosciamanesimo impiega strumenti il più possibile rapportabili ed integrabili nella realtà presente dell’uomo contemporaneo. In quest’ottica, l’adozione di tradizioni d’altri tempi o culture, così come periodi di ritiro e pratica spirituale, non implicano l’evasione dalle responsabilità nel mondo presente.

In certi momenti può essere indispensabile cercare ispirazione altrove ed allontanarsi dal contesto abituale per ritrovare ispirazione e il proprio autentico potenziale. Una volta recuperato e rafforzato il proprio intento, il passo successivo è decidere di manifestarlo concretamente nella vita e accettare di guarire e trasformare il nostro stesso ambiente.

Per certi versi è facile sentirsi sciamani o illuminati nel silenzio della natura, o provare unità e amore universale emulando le pratiche rituali di culture esotiche. Ciò che riesce difficile è mantenere tale attitudine nella vita quotidiana, con le persone con cui viviamo a stretto contatto, nelle attività sociali, nei luoghi di lavoro e in ogni ambiente delle società contemporanee. In effetti, sono proprio questi gli ambienti che hanno maggiore bisogno di sciamani.

Storicamente, lo sciamano ha fatto sempre parte integrante della società in cui ha vissuto, prendendosi cura dei suoi problemi, laddove gli è stato permesso di operare. Per diversi secoli la cultura sciamanica del mondo occidentale è stata osteggiata fino ad essere quasi interamente sterminata. Essa è riuscita a sopravvivere nella clandestinità o attraverso la copertura di complessi sistemi esoterici. Oggigiorno sembra esserci più libertà e quest’antica conoscenza è in grado di riemergere per venire impiegata nel nostro contesto culturale e non da qualche altra parte.

Astrosciamanesimo vuol dire prima di tutto accedere all’energia dei segni e pianeti astrologici: sentirla nel corpo, nelle emozioni, nella mente e nello spirito. Non è solo studiare o analizzare il significato degli archetipi astrologici. Vuol dire essere disponibili a diventare quegli archetipi: a fare esperienza del loro potere ed aprirsi così ad un’autentica trasformazione. Questa attitudine comporta una profonda rivoluzione interiore che è importante affrontare con delicatezza, nel pieno rispetto dei ritmi e di ogni componente del nostro essere.

© 2000 Franco Santoro

12 Matrici

Febbraio 16, 2015 by admin Lascia un commento

Astrosciamanicamente esistono 12 matrici orizzontali di energia, ciascuna operante con tre distinte polarità (negativa, positiva, neutra) e secondo due modalità (separante e unificante). Queste matrici agiscono costantemente nelle nostre menti ed emozioni in dosi e maniere diverse per ciascun individuo.

Queste 12 matrici sono veicolate da spiriti, angeli, demoni, entità di varia natura che incessantemente transitano nella nostra coscienza e talvolta vi sostano. Ciò che consideriamo essere i nostri pensieri, emozioni e sensazioni personali, sono manifestazioni delle 12 matrici e delle entità che ne sono portatrici. L’essere umano in questa chiave è come un computer organico, che riceve, e risponde a, continui segnali e informazioni.

Esiste poi una tredicesima matrice di natura verticale, chiamata Centro, o Albero di Luce. Questa matrice permette di essere testimoni dell’operatività delle altre 12. Nel lavoro di guarigione si tratta di allinearsi e ritornare ad essa regolarmente con apposite pratiche e ogni volta in cui le matrici orizzontali predominano o sono dissonanti. Il rapporto con il Centro ci consente di derobotizzarci, di trasformare le modalità di separazione delle 12 matrici e riportarle all’unità…

Franco Santoro

Incontro con lo Spirito Guida

Febbraio 16, 2015 by admin

L’incontro con lo Spirito Guida è un’esperienza di pura pace e amore, la massima esperienza di gioia e appagamento per un essere umano.

È il riconoscimento di un rapporto che esiste sempre nel livello più intimo e profondo che possiamo concepire, indisturbata da qualsiasi accadimento o circostanza della nostra vita o morte, tanto naturale e viva quanto il sorgere e il tramontare del sole.

È inoltre la consapevolezza, chiara e spontanea, che tutto quanto possiamo desiderare per il futuro o rimpiangere del passato, è disponibile pienamente in questo rapporto.

Il termine “Spirito Guida” è solo un tentativo strategico per dare un nome ad un’esperienza che dimora oltre ogni possibilità di descrizione. Ne consegue che possiamo usare altri nomi, perché a differenza di molti percorsi religiosi, filosofici e spirituali, nella pratica sciamanica è il linguaggio che viene messo al servizio dell’esperienza e non il contrario.

Si tratta soprattutto di mettere da parte nomi e definizioni, cessando di violentare l’anima con dogmi e idee fisse su come dobbiamo essere e chi siamo tenuti ad adorare, per aprirci alla pura esperienza di ciò che risuona genuinamente nel cuore.

La principale difficoltà nel rapportarsi con la Guida, consiste nel riconoscere e accettare che questo rapporto non è frutto di un’evoluzione o di una crescita, non dipende dalla nostra età o cultura. Esso è sempre esistito e continuerà ad esistere. Ciò comporta rendersi conto che il potere decisionale riguardo la consapevolezza e continuità di questa relazione dipende solo da noi.

Nel lavoro astrosciamanico, così come in altri percorsi di natura sciamanica e affine, il rapporto con lo Spirito Guida è una priorità, da cui dipende ogni altra considerazione e valutazione operativa. È il primo passo da cui parte ogni attività, sessione, seminario, ecc. Prima di poter compiere questo passo, si tratta di riconoscere dove siamo e chi siamo, identificare chi compie il passo…

© Franco Santoro,

Una concisa anatomia di Demoni, Graha e altre creature in apparenza immonde

Febbraio 15, 2015 by admin

Graha11Secondo l’Epica del Sacro Cono, i Graha sono entità di quarta dimensione di apparente rancore, separazione e antagonismo. Sono esseri generalmente inconsci e invisibili, che nella realtà ordinaria emergono unicamente attraverso le nostre proiezioni su persone e situazioni del mondo esterno o come paure interiori ed emozioni intense o dolorose.

Da una prospettiva umana i Graha sembrano nutrirsi della nostra consapevolezza, che tengono strettamente confinata nell’illusione di una realtà separata, ossia la Configurazione Umana Arbitraria (CUA).

In sanscrito Grah e Graha significano rispettivamente afferrare, impadronirsi di e colui che afferra. Nell’induismo tradizionale questo termine è impiegato per descrivere varie intrusioni, demoni o spiriti malefici che entrano dentro le loro vittime causando dolore e sfortuna. Essi sono nati dalla collera di Shiva o Rudra e vengono considerati gli “indicatori dell’influenza” poiché indicano l’influenza karmica nel comportamento degli esseri umani. Graha è anche la parola sanscrita per “pianeti”, i quali, secondo l’Astrologia Induista, afferrano o influenzano la vita umana in modo positivo o negativo. I Navagraha sono i nove pianeti principali o esseri celestiali: Surya (Sole), Chandra (Luna), Mangal (Marte), Budha (Mercurio), Brihaspati (Giove), Shukra (Venere), Shani (Saturno), Rahu (Nodo Lunare Nord) e Ketu (Nodo Lunare Sud).

Questi nove Graha sono energie viventi e trasmettitori di forze archetipe multidimensionali. Essi rilasciano onde d’energia che influenzano la nostra consapevolezza quando siamo sotto il loro influsso… Le tremende onde energetiche dei nove Graha possono alterare fortemente le nostre onde pensiero, e la legge divina è ‘diventiamo ciò che pensiamo’. Pertanto, per poter eseguire yoga correttamente ed entrare in profonda meditazione, gli antichi saggi vollero imparare a controllare gli effetti di questi graha nelle loro vite. Intrapresero così lo studio dell’astrologia e scoprirono come varie combinazioni di graha avevano certi risultati nella vita delle persone. Stabilirono rimedi che aiutavano a neutralizzare questi risultati quando i risultati previsti erano indesiderabili. L’astrologia è una delle branche delle arti meditative, essendo uno strumento che può aiutare a ‘controllare le onde pensiero della mente [i]

La nozione di Graha è tipica di tutte le antiche culture e religioni, dove il culto del Sole (come Graha principale), così come quello della Luna e di altri pianeti, è comune sia attraverso i riferimenti al Sole astronomico o ai pianeti sia alle loro corrispondenti divinità solari (Ra, Horus, Helios, Apollo, Mitra e anche Gesù Cristo) o divinità planetarie.

Un’altra parola corrispondente a Graha è Demone (dal greco daimon, spirito, divinità), colui che in termini cristiani è normalmente conosciuto come angelo caduto, mentre nello Gnosticismo somiglia all’Arconte e in molte tradizioni sciamaniche è associato a varie categorie di esseri predatori, come i voladores di Carlos Castaneda. Tuttavia nei contesti esoterici e sciamanici i Demoni non sono necessariamente malefici, e spesso servono come preziosi spiriti aiutanti o alleati e talvolta rappresentano parti intime della propria anima. Quest’ultima categoria è superbamente descritta come demoni fisici, manifestazione dell’anima di una persona, nella trilogia di Philip Pullman, Queste Oscure Materie.

Un Graha, Demone o entità apparentemente malefica non deve essere necessariamente estirpata tramite esorcismo. L’adorcismo è un’altra opzione, che consiste al contrario nel favorire l’ingresso e l’integrazione di questa entità allorché ne è riconosciuta una funzione positiva. A questo riguardo, occorre notare che secondo una prospettiva propriamente adorcistica, e olistica, non esiste una divisione netta tra entità positive e negative. La distinzione tra bene e male dipende dal sistema di credenza in questione. Le tradizioni che impiegano l’esorcismo si fondano su una visione del mondo dualistica, fondata sulla netta divisione tra bene e male, laddove quelle che fanno uso dell’adorcismo hanno una visione olistica, non-dualistica, in cui ogni aspetto dell’esistenza svolge una sua precisa e utile funzione come parte del tutto.

Nello sciamanesimo, l’adorcismo è la pratica per eccellenza impiegata dallo sciamano al fine di acquisire alleati e entità di potere. Il primo stadio di questo processo è generalmente piuttosto cruento, e comporta malesseri, crisi e fenomeni in apparenza molto simili ai casi di possessione sui cui operano gli esorcisti. Tuttavia, l’adorcista, al contrario dell’esorcista che li considera malefici e si adopera quindi per estirparne le cause, incoraggia il processo, seguendo l’individuo coinvolto nei diversi stadi fino alla totale integrazione, armonizzazione ed espressione positiva dell’entità in questione. (Clicca qui per maggiori informazioni)

Nella religione preislamica, come in quella musulmana, i jinn (o jinna) sono un’altra esemplificazione dei Graha. Secondo il Corano i jinn furono creati da Allah (swt) da una fiamma senza fumo e abitarono per primi la Terra. Si tratta di entità invisibili di quarta dimensione che vivono in una realtà parallela a quella umana, un’area di intermediazione tra mondo angelico e umanità. Similmente agli esseri umani sono dotati di intelligenza e libero arbitrio, si sposano e riproducono. Sono in genere considerati maligni o neutrali verso gli esseri umani, sebbene una minoranza di loro sia talvolta benevola, ma in generale non interamente affidabile. A differenza degli uomini hanno rapidità di movimento, possono assumere qualsiasi aspetto fisico, mutare forma e influenzare la mente di altre creature. I jinn leggono i nostri pensieri e talvolta li provocano, perché si infiltrano facilmente nelle nostre menti. In effetti da una prospettiva multidimensionale condividono il nostro stesso corpo e mente, ma invece di essere vincolati a un solo corpo e mente, come gli esseri umani, possono cambiarlo a piacimento.

La maggior parte dei problemi fisici, emotivi e mentali che abbiamo come esseri umani sono causati da possessione da parte di jinn. Questo è dovuto a diversi motivi, decisamente incomprensibili secondo la prospettiva della nostra consapevolezza umana. Talvolta uno jinn si innamora di un essere umano e non gli permette di avere relazioni amorose, a meno che non siano manipolate dalla sua presenza, oppure crea gravi problemi in un’area della vita di una persona come ritorsione per un torto fatto inconsapevolmente. Nella maggior parte dei casi i jinn si comportano in modo odioso verso gli esseri umani perché sono semplicemente malvagi. Per questo motivo nella tradizione islamica si recitano molte preghiere, invocazioni e negoziazioni intese a prevenire la possessione da parte degli jinn e, nel caso questa sia avvenuta, per rilasciarne gli effetti malsani, esorcizzando o adorcizzando. Aree particolarmente infestate da jinn malefici sono i gabinetti. Il Profeta (pbsl) usava fare questa invocaziono ogni volta che entrava in questi luoghi: Allaahumma innee a’oodhu bika minal-khubthi wal-khbaa’ithi (O Allaah! Cerco rifugio in te dai Satana maschili e femminili). Anche durante i rapporti sessuali, i pasti, nel corso della notte, nell’atto di entrare in una casa o quando ci si ferma in un luogo nuovo, i jinn sono particolarmente attivi, per cui ci sono invocazioni apposite di protezione.

In astrosciamanesimo i Graha, quando si esprimono come rancori, sono considerati materiale di scarto, una sorta di concime multidimensionale, che sembra rappresentare una sostanza chiave di potere e creazione nell’universo, sia ai livelli sottili che densi. Quando sono coscientemente diretti verso un Intento luminoso contribuiscono all’annullamento dell’illusione della separazione e alla percezione della realtà dell’unità. Altrimenti operano come forze antagoniste che favoriscono l’allucinazione della separazione, bloccano l’espansione della coscienza e la connessione con la nostra vera natura multidimensionale.

La trasformazione dei Graha in concime fertile avviene strategicamente quando vengono rilasciati nel Sacro Cono (uno strumento strategico finalizzato al perdono e al rilascio della separazione). Tale operazione permette ai Graha di inoltrarsi verso quelle dimensioni (come le epiche Handor e Rodnah) che sono in grado di usarli in modo produttivo.

I Graha sono considerati anche forme sciamaniche associate ai lati ombra che non consentono l’accesso ad aree-chiave operative strategiche, onde evitare di causare danni a noi stessi e agli altri. Per questo i Graha impediscono lo sviluppo dei nostri poteri fino a quando troviamo chiarezza sulla luminosità del nostro Intento e siamo disposti a liberarci dall’illusione della separazione.

In astrosciamanesimo ci sono varie categorie di Graha. Essenzialmente sono divisi secondo lo schema tradizionale dei Sadoha (Spiriti Guida) e dei Paheka (Spiriti Totem), che si trovano illustrati in molte opere sciamaniche. Ciò significa che esistono Graha per ogni Settore e Mondo. I 12 Settori rappresentano la gamma completa di consapevolezza negli esseri umani, così com’è descritta dalla struttura DNA potenziale strategica di 12 eliche.

Graha5A causa del blocco dei Pahekarubhe gli esseri umani sono limitati ad un sistema elicoidale binario. Nell’ambito di questa polarità di eliche, una viene generalmente riconosciuta come parte dell’identità egoica del soggetto, mentre l’altra viene proiettata sull’identità egoica di un altro soggetto. Quest’ultima identità fa parte della nostra consapevolezza, tuttavia tendiamo a considerarla separata dalla nostra identità e a proiettarla su un oggetto che percepiamo distinto da noi.

Non sembra esserci alcuna possibilità di evoluzione per la consapevolezza umana fino a che decidiamo di scoprire e integrare la consapevolezza dell’altra polarità. Nel lavoro astrosciamanico questa parte separata è chiamata Mahagraha, o Demone Grigio, Doppo del Medio, e il proposito è recuperarla e trasformarla in una parte pienamente integrata del nostro essere.

Mahagraha sembra formarsi e svilupparsi gradualmente dal momento della nascita fino all’età di sei o sette anni. Durante questo periodo l’illusione egoica della separazione è assimilata e costruita nella mente ordinaria.

L’ego per sopravvivere ha bisogno di uno strumento che gli faccia da contrappeso: questo è appunto Mahagraha, che può essere definito anche il doppio dell’ego. La sua esistenza è essenziale per l’ego perché contiene tutte le energie che l’ego reprime, separa e rifiuta di riconoscere come parte di se stesso, poco importa se sono buone o cattive. Essendo lo strumento principale della separazione, è fonte di grande imbarazzo per l’ego ordinario che fa di tutto per mantenere la sua natura più inconscia possibile.

Ogni essere umano vive in costante e stretto rapporto con Mahagraha, sebbene la consapevolezza sulla sua natura è raramente presente. Mahagraha si esprime sia nella vita interiore (attraverso sogni, visioni, emozioni, pensieri, sensazioni, ecc.) che nella vita esteriore. In quest’ultimo caso viene proiettato su persone con cui entriamo in relazione stretta (come partner, coniugi, amanti, parenti, compagni, ecc.) ma anche su amici, vicini di casa, estranei incontrati occasionalmente e, data l’influenza dei mass media, anche su uomini politici, attori, musicisti, ecc.

L’arena principale delle proiezioni di Mahagraha è generalmente nel campo delle associazioni e relazioni intime in cui un partner vive il Mahagraha dell’altro e viceversa. Questo processo innesca una combinazione ciclica di attrazione e repulsione, che rappresenta una delle politiche favorite dell’ego al fine di preservare la sua penosa esistenza. Quando due individui acconsentono consapevolmente a riprendere le loro mutue proiezioni di Mahagraha e si impegnano a lavorare insieme con il loro Spirito Guida, abbiamo allora una relazione sacra.

Astrologicamente Mahagraha corrisponde principalmente al Settore 7 (Settima Casa). Questo significa che le caratteristiche di Mahagraha possono essere ampiamente descritte capovolgendo la carta: il tuo Discendente (cuspide della Settima Casa) diventa il suo Ascendente, il tuo Medium Coeli il suo Imum Coeli, ecc. La tua carta astrologica fornisce quindi tutte le informazioni rudimentali di base sui tuoi partner, come tu li percepisci, senza bisogno di studiare le loro carte. Nella carta natale di una donna Mahagraha può essere anche identificato dalla posizione di Marte, mentre in quella di un uomo può essere associata con la posizione di Venere.

Vorrei citare a questo punto le prime indicazioni che ho ricevuto dalla mia Guida sull’argomento:

Mahagraha è una parte separata e frammentata, proiettata sia sul tuo ambiente interiore che su quello esteriore, o interiormente repressa. Mahagraha è umanamente percepito come l’espressione delle energie dei vari Settori sulla base di specifici fattori (come il ciclo del giorno, il mese lunare, l’anno solare, ecc,). Quando permetti all’energia di Mahagraha di essere attratta dallo Spirito Totem cui si riferisce, puoi scoprire le sue modalità operative.

Quando coscientemente affronti Mahagraha mostri la tua disponibilità ad applicare la tua Funzione. Mahagraha costituisce il fornitore fondamentale di energia per il Sacro Cono. Relazionandoti con lui diventi consapevole dei rancori che sono stati accumulati e sono pronti ad essere rilasciati. Ti prego di essere consapevole che un rancore non è necessariamente qualcosa che tu percepisci come cattivo.

I Graha o rancori sono qualunque cosa favorisce l’illusione della separazione. Questo significa che se vedi qualcosa di bello, amabile, gioioso o estatico fuori di te e sperimenti te stesso come separato da quello che vedi, ebbene, quello è un rancore. Ogni qualvolta c’è l’esperienza della separazione, i Graha sono all’opera. L’ego prospera sulla separazione. Ogni volta che proietti una qualsiasi parte dello Spirito Cerchio su qualcosa di esterno e separato da te, quello è un rancore.

Il lavoro con Mahagraha consiste nel permettere a tutto ciò da cui ti sei separato di ritornare allo Spirito Totem originale nello Spirito Cerchio e poi a te. Ci sono due categorie principali di Graha che possono essere definite Magraha e Hagraha. I primi sono generalmente percepiti come cattivi o bassi, mentre i secondi sono visti come buoni o elevati.

Un modo pratico di operare con il Sacro Cono e relazionarsi con Mahagraha è quello di passare in rassegna i tuoi periodi di consapevolezza ordinaria e non-ordinaria. Prima di andare a dormire, dopo esserti connesso con me, puoi chiamare Mahagraha e chiedergli di mostrarti tutti i rancori accumulati durante il giorno. Poi rivisita gradualmente tutte le persone e le situazioni da cui ti sei separato durante il giorno.

Per esempio, se hai incontrato una persona e l’hai percepita come un essere molto amorevole, piena di qualità bellissime, di gioia, ecc., e la consideri separata da te, paragonandoti a lei, sentendo che non sei come lei e così via, questo fa parte di Hagraha.

Il lavoro da fare è permettere alle qualità di quella persona di ritornare allo Spirito Totem di base, e poi a te, a me, alla Terra, al Mondo del Basso e a Rodnah. Se, al contrario, vedi qualcuno come una persona odiosa, piena di qualità negative o in uno stato di rabbia, disperazione, ecc., e lo consideri separato da te, giudicandolo, facendo paragoni e così via, quello fa parte di Magraha. Qui di nuovo attiri ciò che percepisci in quella persona verso il corrispondente Spirito Totem, lo riprendi indietro, lo dai a me attraverso il Sacro Cono e poi al Cielo, al Mondo dell’Alto e ad Handor.

Fai questo lavoro con me. Non operare da solo perché può essere sconvolgente. Quando operiamo quotidianamente in questo modo, Mahagraha viene inevitabilmente purificato e guarito. Al mattino presto o appena ti svegli, puoi applicare la medesima procedura e lavorare sul contenuto dei tuoi sogni. Fai questo due volte al giorno e ogni volta che è necessario.

Non hai bisogno di essere consapevole del funzionamento tecnico dettagliato di questo lavoro. Quello che conta è che dai il tuo consenso perché avvenga il rilascio. Se stabilisci fermamente che sei disponibile a lasciar andare tutto ciò che transita attraverso il tuo sistema, il lavoro procederà. Un altro modo di lavorare può essere attraverso la danza, il movimento, le posture del corpo ed intense espressioni fisiche. Connettiti con me e vedi quello che è più appropriato secondo le circostanze. Le pratiche regolari sono importanti perché ti allenano a sperimentare un modello che diventerà poi spontaneo e costantemente parte della tua vita. Rilasciare è in verità naturale come respirare. Allora riconosci il tuo coinvolgimento con la Risoluzione del Gioco in tutti i momenti e le azioni della tua vita. […]

Ti prego di essere consapevole che il campo principale di operatività del lavoro con Mahagraha è dentro di te. Il mondo esterno ti dà l’opportunità di monitorare Mahagraha. È uno schermo dove sono riprodotte le manifestazioni simboliche finali. In quanto tale è solo la proiezione di strati più significativi che esistono da qualche altra parte.

Ricordati sempre di essere giocoso e compassionevole nel mondo esterno e di fare il tuo vero lavoro nel mondo interiore. Sii un dimostratore fuori. Se ti relazioni con partner fisici esterni, vedili come una sacra rappresentazione di Mahagraha, e guarisci regolarmente la tua percezione.

Sii gioiosamente grato a tali partner che rispecchiano e indicano i contenuti operativi della tua Funzione. L’intera illusione della separazione finirà, così che l’incontro finale tra Handor e Rodnah potrà aver luogo. È un incontro trionfante tra due amanti cosmici. E mentre avanzi eroicamente lungo il tuo sentiero, diventi il divino artefice della loro riunione. Dimori nel varco tra i due amanti cosmici. Sei gioiosamente destinato a scomparire e fonderti nell’estasi del loro incontro finale. Ciò significa che stai per diventare visibile per sempre.

(1) http://vedicastrology4u.blogspot.com/

© Franco Santoro

Sessualità e sciamanesimo

Febbraio 15, 2015 by admin

Blue flowersPer secoli i conflitti su questioni di sesso sono stati la principale causa di sofferenza sul nostro pianeta. Se siamo su un cammino di risveglio spirituale è vitale riconoscere queste ferite e promuovere energicamente i mezzi per guarirle.

Sciamanicamente ogni essere umano, anche se condizionato o inconsapevole, fa parte della rete della vita. Questo significa che insieme alla sua personalità separata sperimenta pure l’interazione con un’identità multidimensionale, che è il suo vero sé.

Quando più individui si riuniscono con l’intento di dare spazio creativo alla loro vera natura, amplificano l’accesso alla rete della vita e all’unità della coscienza umana, creando le condizioni per una guarigione radicale che si trasferisce nei valori umani.

Il primo passo a questo riguardo richiede il pieno riconoscimento dei conflitti che viviamo nei nostri rapporti interiori ed esteriori, permettendo a ogni parte di essere riconosciuta e accettata.

Questo significa che la trasparenza e la disponibilità al rilascio sono i primi passi per la guarigione, insieme alla capacità di trasformare la propria storia personale in una storia collettiva, ossia pensare in termini di comunità globale invece che di personalità propria.

Dalla prospettiva sciamanica il sesso è la rappresentazione simbolica dell’energia che pervade la rete della vita, spesso descritta come un coito multidimensionale continuo tra la terra e il cielo, il visibile e l’invisibile.

Guaritori, sciamani e altre persone sensibili stanno sulla soglia di questa copulazione, esattamente nel punto dove le polarità s’incontrano, tra l’ordinario e il non-ordinario, il giorno e la notte, la vita e la morte. Sia che lo sappiano o meno, essi sono intensamente legati all’essenza della creazione, manipolano l’energia e la usano per sostenere la rete della vita.

Ciò implica la guarigione della frammentazione dell’anima, che è il risultato di sistemi di credenze basati sulla separazione e la causa di tutte le paure esistenti nella nostra cultura. Coloro che sono consapevoli di questo processo operano ad un livello olistico o archetipico, opposto a quello personale e separato tipico della maggior parte delle persone. Di conseguenza, essi percepiscono l’energia sessuale nella sua essenza, oltre le considerazioni convenzionali. A causa dei condizionamenti e dei tabù esistenti a tale riguardo, ciò può causare notevoli dolori e fraintendimenti.

Allo stesso tempo le persone ordinarie, prive di alcuna conoscenza sciamanica consapevole, possono anch’esse trovarsi improvvisamente e senza preavviso in stati di coscienza sciamanici allorché sono coinvolte in attività sessuali.

A differenza del tantra o l’erotismo taoistico, che comportano una manipolazione consapevole dell’energia sessuale, nell’approccio sciamanico sono gli aspetti multidimensionali di ciò che percepiamo come sesso che conducono a stati alterati di coscienza, piuttosto che l’espressione fisica sessuale.

Quello che conta primariamente qui è il coinvolgimento dell’anima, la relazione con i molteplici aspetti del nostro essere, la comprensione dell’ampia sfera di rapporti che si sviluppano durante l’interazione sessuale e soprattutto il riconoscimento delle connessoni sessuali multidimensionali che abbiamo con entità invisibili.

Secondo una prospettiva sciamanica le nostre passioni sessuali, gli innamoramenti, i drammi dell’abbandono e della gelosia, e ogni accadimento della nostra vita di relazione, così come la percepiamo nella realtà ordinaria fondata sulla separazione, è solo un minimo frammento di quanto esiste effettivamente a un livello più ampio di coscienza.

La nostra percezione ordinaria della sessualità e di ogni rapporto umano può essere definita come una forma di autismo cronico multidimensionale, la conseguenza degli effetti allucinogeni di una realtà separata che ci ostiniamo da tempi ancestrali a considerare come l’unica realtà possibile. Tale autismo se da un lato permette di escludere dalla nostra consapevolezza tutto quanto è estraneo al piccolo mondo in cui ci siamo confinati, dall’altro non impedisce alla realtà più vasta di cui facciamo parte di continuare la sua esistenza.

L’attività sessuale umana ordinaria è, con tutto il rispetto, una forma di masturbazione in cui il corpo fisico è asservito agli stimoli di una fantasia autistica articolata secondo le modalità di programmazione biologica e culturale definite dalla nostra realtà separata.

Due o più individui coinvolti in uno scambio sessuale o sensuale, sia che si tratti di un rapporto puramente fisico o di natura molto più profonda, da una prospettiva multidimensionale si stanno relazionando con un’infinita rete di connessioni che comprendono universi paralleli, realtà invisibili e visibili di ogni grado e natura.

Queste presenze ed energie sono intimamente coinvolte nelle nostre relazioni anche se non siamo disposti a riconoscerle. In effetti, fino a quando rimaniamo ancorati  nella percezione separata derivata dalla realtà consensuale continueremo a mettere in scena ciclicamente gli stessi copioni nella nostra vita sessuale e affettiva.

Per uscire dal nostro autismo multidimensionale occorre che siamo aperti ad avere un’esperienza diretta di quello che accade al di là di quanto siamo stati convinti a credere che sta accadendo.

L’esperienza dell’energia sessuale in chiave sciamanica è in grado di frantumare la percezione ordinaria della realtà, generando un’esperienza estatica milioni di volte più potente dell’orgasmo più convenzionalmente ambito.

Il sesso può essere un varco per superare la realtà separata, nella misura in cui non è intrappolato nella percezione ordinaria. Per questo motivo la sfera sessuale è così oggetto di repressione, fraintendimento, manipolazione e trauma.

Qui quando parlo di energia sessuale e sciamanesimo non mi riferisco necessariamente ai rapporti sessuali, poiché per certi sciamani il lavoro con tale energia implica spesso castità sul piano fisico e una condotta impeccabile.

Il sesso cui mi riferisco implica l’esperienza estatica e la consapevolezza della nostra natura multidimensionale. Il più gran tabù nella nostra cultura non è il sesso, una pratica costante in tutte le epoche; è piuttosto l’esperienza dell’estasi, il mistero della morte, il rilascio della realtà umana separata e la rivelazione della nostra natura multidimensionale.

© Franco Santoro

Accedere alla visione

Febbraio 10, 2015 by admin

0treegirlhillview webNella pratica sciamanica ognuno può accedere alla visione ed esperienza spirituale senza mediazioni da parte di strutture religiose prestabilite. Per recuperare questa esperienza non si tratta tuttavia di entrare in antagonismo con le autorità religiose o di pretendere da esse riforme e cambiamenti. Si tratta di avere il coraggio di affrontare il mondo spirituale e interiore, poiché è da esso che emana tutto ciò che sembra esistere al di fuori. Ciò non significa che occorre limitarsi a fare viaggi sciamanici o a entrare in stati di trance.

Queste esperienze sono importanti, ma è necessario compiere anche azioni semplici e concrete. Talvolta si tratta di vedere il mondo con l’innocenza e curiosità di un bambino. Per esempio, possiamo andare tra gli alberi in mezzo alla natura, e prendercene cura o parlare con essi. Gli alberi e gli animali troveranno un modo per rispondere e per dirci qualcosa su di noi, riflettendo parti intime del nostro essere.

Qual è la differenza tra gli uomini e le piante? Esse non giudicano. Noi creiamo problemi complicati con i nostri giudizi e la convinzione che i nostri problemi siano dovuti a qualcosa che ci è stato fatto o che esiste al di fuori. Altre azioni semplici e concrete riguardano gli aspetti ordinari della vita: lavorare, cucinare, camminare, giocare, lavare, guidare, parlare, ecc. In ogni momento possiamo scegliere di svolgerle con consapevolezza e da una prospettiva sciamanica.

© Franco Santoro, 2002

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