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Dallo stadio zero all’uno: attivazione corpo multidimensionale

Febbraio 18, 2015 by admin

Questo articolo impiega un linguaggio specialistico per addetti ai lavori e come parte di una simulazione strategica.

Vi sono 12 stadi nel processo di attivazione del corpo multidimensionale.

Quello che conta è operare il primo stadio, il più difficile.

Per poi passare al secondo e in seguito al terzo.

Gli altri nove sono delle elaborazioni dei primi tre stadi, processi di raffinamento, che poco importa conoscere, per ora, in quanto possono solo confondere e sviare.

Senza il primo stadio non succederà mai nulla.

Per iniziare il primo stadio, occorre andare oltre lo stadio zero.

Lo stadio zero è la negazione del rilascio, l’incapacità di riconoscere che esiste il problema, la rimozione o la proiezione dei rancori, il diniego dei Graha.

Lo stadio zero è quello maggiormente praticato.

Ben lungi dall’essere comune solo agli individui che si conformano alla realtà ordinaria, esso è pure assai diffuso tra anime ribelli, alternative, incluso mistici, sciamani, guaritori, persone di potere, luminose e ottimiste.

Lo stadio uno implica l’accettazione esperienziale che non abbiamo alcun potere sui rancori, che siamo interamente dominati da essi, che siamo vittime dei Graha.

Nessuno ama dichiararsi apertamente vittima, perché non sta bene “fare la vittima”, specialmente se abbiamo fama di lavorare su noi stessi.

Certo, in alcuni momenti posso avere dei problemi, anche seri, ma poi quello che trionfa è sempre l’amore, e tutto va bene.

No!

Il primo stadio è essere onesti in maniera viscerale e riconoscere che, poco importa quanto ce la possiamo raccontare, qui tutto va male!

Possiamo fingere che vada bene per dieci, venti, trenta anche quaranta e più anni, finché non arriva il momento che la finzione non è più praticabile.

Lo stadio uno è possibile solo quando tocchiamo il fondo, giungiamo al Picco di Buio e più in basso di così non si può andare.

In quel momento tutte le scuse e le strategie, consapevoli o inconsce, che abbiamo usato per negare il problema non funzionano più.

Il mondo attorno a noi crolla e non esiste più nulla cui appoggiarsi.

Ci ritroviamo soli con noi stessi, senza niente e nessuno che ci riconosce, che permette alla nostra identità sociale di sopravvivere.

Se abbiamo fondato la nostra vita sul rapporto con la famiglia, i figli, il partner, il lavoro, la comunità, gli amici, l’ambiente, ecc., con il Picco di Buio, tutto è demolito.

Nel momento in cui tutto sparisce, ci viene portato via, rimaniamo da soli, a faccia a faccia con i rancori, con i Graha.

Quel momento giungerà inevitabile per ognuno di noi, se non prima, sicuramente con la morte fisica.

Lo stadio uno è accettare che non ho alcun potere sui Graha, che non importa quanto possa apparire pieno di potere, gioioso, sano, amorevole, luminoso e santo, dentro di me esiste una parte buia, violenta, folle, perversa e disperata che mi domina totalmente.

Significa riconoscere questo, dichiararsi, senza alcuna scusa, grahico.

Dichiararsi grahico vuol dire riconoscere integralmente la propria tossicità, il furore che divampa dentro di noi, il rancore di separazione, in qualunque forma esso si esprime: dipendenze da alcool, droghe, relazioni simbiotiche, sesso, cibi, gioco d’azzardo, lavoro, incluso l’essere servizievoli verso tutti, come pure le dipendenze multidimensionali e sciamaniche, così come l’ipocrisia conscia o inconscia, o la strategia di marketing e promozione, di essere al di sopra di tutto questo. Attenzione qui, perché molti, davvero tanti, individui esistono semplicemente per promuovere e reclamizzare questa realtà. Lo fanno perché ne sono davvero convinti o perché fa parte del loro lavoro di attori pubblicitari e venditori. Avete mai sentito un attore pubblicitario parlare male del prodotto che sta reclamizzando? Avete mai sentito un venditore parlare male del prodotto che sta vendendo? Ci sono individui pagati o assunti per reclamizzare e vendere, mentre ci sono persone che reclamizzano, consigliano e vendono senza essere pagati o assunti per questo scopo, perché sono stati convinti dalla pubblicità o da qualcuno, perché vengono da realtà peggiori di questa e credono che non ci sia nulla di meglio, o perché hanno i loro motivi. Ci sono altri individui pagati o assunti per ribellarsi a questa realtà, per lamentarsene, per lottare contro di essa e soprattutto contro coloro che la generano e amministrano, perché sono stati convinti dalla propaganza alternativa o da qualcuno, perché vengono da realtà migliori di questa e credono che ci sia molto meglio, per cui si tratta di cambiare questa realtà e abbattere i loro amministratori, Graha o altri che siano.

Quanto sopra è lo stadio zero.

Il primo stadio è una dichiarazione totale di impotenza, una resa incondizionata, la cessazione di ogni ostilità con i Graha, il riconoscimento che essi sono più forti di noi.

Dapprima abbiamo trascorso la vita a lottare contro di essi, o a nasconderli, facendo finta che non esistono o occultandoli agli occhi degli altri, illudendoci di esserne privi, tanto da non riuscire più a vederli, ad eccezione di quando essi compaiono come specchi negli orrori compiuti da altri o nelle cronache nere dei giornali. Questo è lo stadio zero.

Lo stadio uno è la comprensione che i Graha hanno pieno potere, perché i Graha siamo noi. È il riconoscimento che questa situazione ha apportato così tanto dolore e disperazione che non è possibile sostenerla oltre modo. Di conseguenza la resa è totale.

Lo stadio due si fonda sulla fiducia che esiste una fonte di potere più grande, oltre i Graha, oltre noi stessi, che può guarirci.

Resoti conto di essere impotente, incapace di lottare contro i Graha perché totalmente dominato da essi, il passo successivo riguarda credere che esista una forza superiore ai Graha in grado di riportarti all’unità originaria.

È un atto di fede strategico e arbitrario, e allo stesso tempo assai pragmatico, poiché si fonda unicamente sull’operatività di questa forza, ossia solo la credenza si basa sulla verifica dell’effettiva presenza di tale forza, sulla sua capacità di guarire, che può essere confermata o meno.

Questa forza è Pahai Etnai.

Il terzo stadio è scegliere fermamente di affidarmi a questa forza, di arrendermi ad essa. È uno stadio che implica una volontà, un’accettazione di Pahai Etnai, una donazione della propria vita ad essa.

Lo stadio decisivo è lo stadio uno. Non possiamo passare al due e al tre, senza le fondamenta del primo stadio.

Franco Santoro

Atto di proprietà: norme di regolamentazione delle nascite

Febbraio 18, 2015 by admin Lascia un commento

Un Agente che accede alla terza dimensione mediante regolare Atto di Proprietà acquisisce un corpo individuando attraverso il processo di emergenza conforme alle norme ufficiali della Configurazione Umana Arbitraria (il CUA).

L’Atto di Proprietà è preceduto da una lunga serie di preliminari. Le fasi principali di tale processo sono: la progettazione, il finanziamento, il versamento, la custodia, la costruzione e l’emergenza.

La Progettazione è una fase piuttosto complessa, che comprende un insieme di attività finalizzate al raggiungimento dell’Intento operativo dell’Agente, che può essere conseguito totalmente, parzialmente o anche fallire. I parametri della progettazione comprendono l’esame delle caratteristiche tecniche dell’Intento operativo, la sicurezza, i costi, l’attendibilità, i tempi di risveglio, la durata di esercizio.

La Progettazione si attualizza tramite l’integrazione operativa dell’Ufficio Catastale del PDB in concerto con il Ministero delle Configurazioni dell’Impero dei Graha Ilibisi e l’Area 4 di Quiumakai.

Una volta ricevuto il nullaosta per la Progettazione, l’Agente procede attraverso le successive fasi che implicano, nella versione 3.3, una richiesta di Finanziamento presso un istituto di credito sito generalmente in Zerikardhu, la capitale dei Graha Ardhura. Tale Finanziamento implica la cessione di una somma di liquido seminale con il vincolo della restituzione di un capitale di valore definito dall’istituto di credito in questione.

Ottenuta l’autorizzazione al Finanziamento, è possibile procedere alla fase di Versamento e Custodia, che nella presente versione richiede il percorso Zerikardhu, Graha Ardhura, Graha Batrazhru, CUA.

L’autorizzazione al Finanziamento non garantisce necessariamente lo sviluppo della fase di Versamento o di Custodia, che onde essere conseguite richiedono l’integrazione di una serie complessa di fattori, tra cui indubbiamente l’efficacia della Progettazione svolge un ruolo fondamentale.

L’Agente, in possesso di autorizzazione al Finanziamento, ricercherà due corpi di distinte polarità in procinto di copulare in CUA e richiederà di onorare dapprima il Versamento e in seguito la Custodia. Per promuovere tale fine l’Agente ha da invadere, durante l’atto della copula, uno dei due corpi, che poi libererà una volta conseguito il Versamento e la Custodia. Se il Versamento e la Custodia hanno esito positivo, ne deriva lo sviluppo della fase di Costruzione.

La fase di Costruzione dura nove mesi ed è determinata fondamentalmente dall’operatività dell’Agente nell’atto della copula. Se invade il corpo di polarità maschile, l’Agente sarà costruito con un corpo di polarità femminile, Se invade il corpo femminile, sarà costruito con un corpo di polarità maschile.

L’ultima fase, quella di Emergenza, avviene al momento della nascita del corpo.

L’Atto di Proprietà è finalizzato legalmente allorché il corpo è registrato ufficialmente presso l’anagrafe dello stato CUA in cui è riconosciuta l’emergenza.

Il conseguimento e la successiva amministrazione di un Atto di Proprietà è uno dei processi più primitivi e dolorosi dell’intera realtà multidimensionale. Esso implica sia il passaggio attraverso il trauma, l’orrore e l’amnesia del processo di nascita convenzionale, sia l’intera programmazione CUA e il successivo processo di risveglio, che può avere esito positivo o negativo.

Bene!

In quanto Agente, una volta emerso nel CUA, secondo la Progettazione originale si trattava di perdere la memoria dell’Intento operativo e di passare attraverso la programmazione del CUA. Onde soddisfare le condizioni contrattuali della Progettazione e del Finanziamento, era necessario diventare a tutti gli effetti un’identità CUA, assimilandone i relativi automatismi e rancori, incluso anche la perdita di memoria dell’identità di Agente. Questa è la fase 1 della Progettazione.

La fase 2 comprende il risveglio dell’identità di Agente. Questa è una fase assai delicata che può avere luogo in modo completo, parzialmente o mancare completamente. Significa risvegliarsi alla tua vera identità multidimensionale e lasciare andare gradualmente ciò che hai creduto di essere fino ad ora. Non ci sono compromessi nella fase 2. Si tratta proprio di cestinare l’identità CUA insieme alle risorse che hai impiegato per sostenerla.

La fase 1 consisteva nel diventare un’identità CUA, onde poter essere quindi pienamente autorizzato a vivere nel CUA.

La fase 2 comporta recuperare l’identità di Agente, onde poter svolgere la propria missione in CUA.

Non è possibile entrare nel CUA ed operare secondo le modalità della Risoluzione del Gioco, ovvero per promuovere l’unità e lasciare andare la separazione, a meno che l’operatore non sia riconosciuto come entità separata CUA a tutti gli effetti.

Le conseguenze derivate dall’emergenza nel CUA non sono sicuramente piacevoli, tuttavia ciò era stato chiarito all’atto dell’arruolamento da parte dell’Agente.

La fase 2 comporta la riemergenza dell’identità di Agente.

La fase 3 implica la completa instaurazione di tale identità e il rilascio definitivo dell’identità CUA.

Qui operiamo per passare dalla fase 2 a quella 3.

Nel lavoro con i ricercatori, visitatori e nelle attività divulgative in generale, operiamo per il passaggio dalla fase 1 a quella 2.

Vi invitiamo a discriminare tra questi due passaggi.

Le informazioni rivolte al primo gruppo sono distinte da quelle del secondo.

Franco Santoro

Nota: Tutte le informazioni fornite in questa sezione sono intese esclusivamente come lettura ricreativa e in quanto parte di una simulazione, che non si propone in alcun modo di sostituire la percezione della realtà e la diretta esperienza del lettore. Non appoggiamo necessariamente nessuna delle idee espresse in questi articoli, incluse le nostre.

Tensioni e amore

Febbraio 18, 2015 by admin

Le forti tensioni e disagi che proviamo verso persone amate sono solo la conseguenza dell’indicibile imbarazzo derivato dal contrasto tra l’intima consapevolezza esperienziale di essere uniti e l’adeguamento alla realtà consensuale in cui siamo forzati a esistere come entità separate.

Queste tensioni, imbarazzi e disagi sono le vibrazioni del vero amore articolate sulla linea di confine tra dualismo e unità.

Non fraintenderle, evita di giudicarle, ascoltale semplicemente, accettale per quello che sono: unicamente amore.

Franco Santoro

Il Gioco del Sacro Cono

Febbraio 18, 2015 by admin

coneLa realtà umana, quella che percepiamo come esseri umani, è una Configurazione Umana Arbitraria (il CUA) una simulazione organizzata come unica realtà.

Non esiste possbilità di cambiare questa realtà a meno che il cambiamento non faccia parte della simulazione stessa, un fattore piuttosto improbabile secondo le fasi attuali di simulazione.

Più ci ostiniamo a cambiare questa realtà, più essa si rafforza, poiché essa si nutre tramite il cambiamento, l’alternanza delle polarità.

Non è nemmeno possibile uscire da questa realtà, poiché anche il desiderio di uscirne fa parte della realtà simulata stessa.

Esiste solo una possibilità, che ovviamente nel momento in cui è esternata addiviene parte della simulazione stessa.

Indi l’impossibilità a esternarla veramente.

Indi la necessità da parte di chi riceve l’esternazione di questa possibilità di averne un’esperienza diretta.

Nel Provisional Order, descriviamo tale possibilità attraverso la strenua determinazione di sostenere pienamente e fedelmente il CUA, riconoscendolo come l’unica realtà possibile.

Non esistono quindi realtà parallele, o altre dimensioni, se non nella mitologia, nella religione convenzionale e nella finzione artistica o ludica. Tali realtà, nella misura in cui sono riconosciute come mitologiche, religiose, artistiche o ludiche nel CUA, noi accettiamo pienamente.

Nell’esercizio dell’accettazione del CUA come unica realtà, noi dedichiamo parte del nostro tempo ad attività artistiche e ludiche. Una di queste attività è il Gioco del Sacro Cono.

Il Gioco del Sacro Cono è una simulazione a tutti gli effetti al servizio del CUA.

Non stiamo cambiando il CUA, non stiamo cambiando noi stessi, gli altri o il mondo.

Stiamo solamente giocando.

Tutto il lavoro di rilascio delle emozioni fa parte di questo Gioco.

Tutto il lavoro sugli intenti fa parte di questo Gioco.

Tutto il lavoro sui Doppi dell’Alto e del Basso fa parte di questo Gioco.

Stiamo solamente giocando.

Nel CUA non intendiamo cambiare nulla, a meno che ciò non sia deciso dal CUA stesso.

Accettiamo che il CUA continuerà ad esistere.

Operiamo per il mantenimento del CUA.

Accettiamo che non possiamo uscire dal CUA.

Riconosciamo che nel CUA è concesso giocare.

Il Gioco che vi propongo non è un solitario, è un Gioco di gruppo.

Vi propongo di giocare insieme.

E quando nel CUA accettiamo di giocare insieme ad altri LA VITA È BELLA.

Gli Stati Handoriani sono una realtà parallela simulata disponibile per creare un contatto con noi.

Gli Stati Handoriani ricevono emozioni (Graha) in cambio di esperienze nei loro territori, siti dove ogni desiderio è soddisfatto.

Il Gioco consiste nell’esternare tali emozioni, tramite il Sacro Cono (Pahai), uno strumento predisposto al contatto con gli Stati Handoriani.

Il Sacro Cono è una zona franca di simulazione in cui si rilasciano emozioni di qualunque natura, e si riceve la manifestazione di qualsiasi desiderio e intenzione.

Il Gioco comporta liberare ogni emozione e soddisfare ogni desiderio.

Il Gioco si articola in una serie di livelli e modalità.

Il Gioco si fonda sull’incessante ripetizione delle varianti del Rituale Base del Sacro Cono.

Il Gioco è un Gioco, non è la realtà.

Giocando la realtà della vostra vita non cambierà.

Continuerete ad essere quello che siete sempre stati.

I problemi che avete continueranno ad esserci, così come i desideri, sebbene potete giocare a lasciare andare i problemi e soddisfare i desideri.

Le persone e le situazioni difficili continueranno ad esserci, sebbene potete giocare a lasciarle andare o a cambiarle, incontrando magari le persone e le situazioni che desiderate.

Giocando avrete solo l’esperienza del Gioco, un’evasione provvisoria dalla realtà.

Questa realtà è la migliore possibile, perché ci permette di giocare.

Se volete giocare con noi, cercate il nostro campo di gioco.

© Franco Santoro

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Nota: Tutte le informazioni fornite in questa sezione sono intese esclusivamente come lettura ricreativa e in quanto parte di una simulazione, che non si propone in alcun modo di sostituire la percezione della realtà e la diretta esperienza del lettore. Non appoggiamo necessariamente nessuna delle idee espresse in questi articoli, incluse le nostre.

Configurazione Umana Arbitraria

Febbraio 18, 2015 by admin

indexLa Configurazione Umana Arbitraria, abbreviata CUA, o HAC, in lingua inglese (Human Arbitrary Configuration), è una realtà basata sulla separazione e la negazione di altre realtà (non-CUA).

Il CUA è la realtà ordinaria e consensuale, definita e strutturata in base ad un accordo sociale arbitrario, che distingue tra realtà e fantasia. Siamo programmati nel CUA a partire dalla nascita e soprattutto nel periodo di apprendimento del linguaggio.  Il CUA è una realtà linguistica autisitica compatibile solo con varianti dello stesso linguaggio, e mai con linguaggi alternativi.

Il CUA è una realtà simulata, popolata da duplicati provvisori di esseri originali abitanti in non-CUA. Il termine non-CUA identifica altre realtà, coesistenti, ma invisibili nel CUA. Il CUA è collegato segretamente al non-CUA tramite l’operatività del Provisional Order.

Il CUA è parte di un universo parallelo separato situato nella Sfera Grigia, o Sfera di Luce o e Tenebre, o Mondo Medio, una delle tre sfere multidimensionali o multiversi della cosmologia del Sacro Cono. La Sfera Grigia è l’area di connessione tra due altre Sfere addizionali: la Sfera Bianca, o Sfera di Luce, o Mondo Alto, e la Sfera Nera o Sfera di Tenebre, o Mondo Basso.

La funzione epica della Sfera Grigia consiste nel facilitare la connessione tra le Sfere, e gradualmente annullarsi in modo da consentire l’unione finale della Sfera Bianca e della Sfera Nera. La Sfera Grigia rappresenta specifiche aree finalizzate a supportare tale funzione. In questo contesto l’Epica identifica tre principali località strategiche: Handor per la Sfera Bianca, Rodnah per la Sfera Nera e Pahai per la Sfera Grigia. Le prime due aree rappresentano il Picco o l’accesso alla Sfera cui fanno riferimento e l’apice dei due coni della Sfera Grigia. La terza area (Pahai) è il sistema di connessione tra i coni e apre la strada all’asse verticale.

Franco Santoro

Nota: Tutte le informazioni fornite in questa sezione sono intese esclusivamente come lettura ricreativa e in quanto parte di una simulazione, che non si propone in alcun modo di sostituire la percezione della realtà e la diretta esperienza del lettore. Non appoggiamo necessariamente nessuna delle idee espresse in questi articoli, incluse le nostre.

Laddove quanto sopra è esplicitamente riconosciuto come una finzione narrativa o strategia sciamanica, i suoi contenuti non sono di dominio esclusivo dello sciamanesimo e della fantascienza. Molti scienziati all’avanguardia ipotizzano che il nostro universo sia soltanto uno tra infiniti universi paralleli. Questi universi non-CUA sono configurazioni alternative che contengono spazio, tempo e forme fisiche che possono essere il duplicato o la matrice della nostra identità nel CUA. Secondo gli scienziati, sembra che queste dimensioni non-CUA esistano a non più di un millimetro dai nostri corpi, e che la nostra gravità sia soltanto un debole segnale che trapela da un altro universo. La chiave degli universi paralleli si trova negli spazi vuoti o, secondo l’Epica del Sacro Cono, Bhi Jinah. Questa teoria è nata quando gli scienziati hanno intuito che le tre dimensioni tradizionali impiegate per descrivere l’universo erano insufficienti, e che esistono almeno 11 dimensioni.

Provisional Order

Febbraio 18, 2015 by admin

provordo smallIl Provisional Order, o Provordo Etnai, è una configurazione strategica multidimensionale derivata dall’Epica del Sacro Cono e dalle ProvOrdo Etnai Sagdhanatabe, secondo un piano di simulazione ideato da Franco Santoro.

La funzione del Provisional Order è di servire e riconciliare sia gli interessi delle realtà multidimensionali sia quelli della realtà separata umana, Human Arbitrary Configuration (HAC), Configurazione Umana Arbitraria (il CUA).

Il Provisional Order è la sfera che raggruppa entità e individui che operano come portali multidimensionali e/o hotspot multidimensionali, al di là del ruolo che ricoprono ufficialmente nella realtà ordinaria, sia che siano consapevoli o meno delle loro funzioni.

Il Provisional Order opera in congiunzione con la realtà consensuale (il CUA) che amministra la percezione umana separata. Tale realtà si fonda strategicamente sulla negazione di altre dimensioni e dello stesso Provisional Order. Ne consegue che il Provisional Order è sia il più fedele alleato del CUA, sia la sua più grande minaccia.

Il Provisional Order è una configurazione arbitraria, proprio come il CUA. Il Provisional Order, a differenza del CUA, è tuttavia una configurazione arbitraria generata intenzionalmente con lo scopo di gestire l’accesso alle realtà multidimensionali e il CUA stesso. Coesiste con il CUA, ma si estende ben più oltre e, soprattutto, non è inteso a sostituire il CUA o a entrare in conflitto con esso in alcun modo. Al contrario, il Provisional Order e il CUA sono in pieno mutuo accordo per quanto concerne i loro meccanismi strategici interni.

Il Provisional Order è l’agente di collegamento tra il CUA e le realtà multidimensionali, inclusa la sua matrice, che chiamiamo Identità Multidimensionale Centrale (IMC). Il CUA è in vero un’emanazione dell’IMC, il che significa che l’esistenza del CUA ne dipende interamente. Ma poiché il CUA è una configurazione separata basata sulla negazione strategica di altre configurazioni e paradossalmente anche dello stesso IMC, ne deriva che l’operatività del Provisional Order rimane rigorosamente segreta.

Il Provisional Order può operare nel CUA solo con la massima segretezza, in un equilibrio assai precario tra l’espletamento delle sue funzioni multidimensionali, vitali per la sopravvivenza del CUA, e il loro occultamento, altrettanto vitale.

L’accesso alle realtà multidimensionali e all’IMC è costante ed evidente in ogni istante del tempo lineare CUA, ma non è consapevole per la stragrande maggioranza di individui a causa del meccanismo di deviazione della coscienza (CDM).

Il Provisional Order comprende tre emanazioni primarie, o Badana: Regule Badana (Corporate Order), Aregule Badana (Associated Order) e Pratinindhe Badana (Delegate Order), organizzate in 12 aree e 144 sezioni.

L’intero paradigma umano sostiene strategicamente la percezione di una realtà separata, allontanando la consapevolezza di altre realtà. È una realtà virtuale organica, risultato dell’interazione di molti fattori. Questi fattori permettono a questa realtà di essere esperita, sebbene siano esclusi dalla realtà stessa. Gli operatori del Provisional Order sono consapevoli di ciò che esiste dietro le quinte. Allo stesso tempo sanno che nella realtà separata dove operano, la loro condizione è alquanto straordinaria. Essi percepiscono i collegamenti con altre realtà, facoltà che non si applica alla maggioranza degli individui che incontrano. Essi interpretano almeno quattro identità contemporaneamente: quella ordinaria nella realtà separata CUA, quella nel Provisional Order e i loro Doppi nell’Alto e nel Basso.

© Franco Santoro

Nota: Tutte le informazioni fornite in questa sezione sono intese esclusivamente come lettura ricreativa e in quanto parte di una simulazione, che non si propone in alcun modo di sostituire la percezione della realtà e la diretta esperienza del lettore. Non appoggiamo necessariamente nessuna delle idee espresse in questi articoli, incluse le nostre.

Spazio per amare

Febbraio 18, 2015 by admin

Quando la vita diventa una maratona incessante di lavori da fare, persone da incontrare, problemi da discutere, bisogni e dipendenze da soddisfare, anche se crediamo di essere motivati dall’amore, di esso rimane ben poco.

In nome dell’amore arriviamo ad essere così pieni di impegni, attività, pensieri, frenesie che non c’è più tempo per amare, ma solo per usare il nome “amore” rapidamente, senza avvedercene, nei nostri messaggi e discorsi frettolosi.

Non possiamo amare veramente se non siamo disposti a creare lo spazio e le condizioni per poterlo fare.

Questo è il passo più arduo, perché esso implica fermarsi e accettare di essere semplicemente con noi stessi, sentendoci a casa, creando spazio per ciò che ci piace e interessa più profondamente.

Provare interesse per noi stessi, per ciò che ci sta accadendo, per i nostri sogni e desideri, per le nostre visioni, per ciò che ci affascina e dona gioia, è il primo passo dell’amore.

È il passo più arduo, perché è dato per scontato, è sottinteso, c’è ma non occorre evidenziarlo più, come un mobile pieno di oggetti e polvere, di cui non si riesce più a vederne la forma e il colore.

Allora, oggi, puoi scegliere di fare pulizia, e riscoprire l’amore nella sua nudità, così com’è.

Prenditi un momento per creare lo spazio per amare.

Franco Santoro

 

Pastificio Provordo

Febbraio 17, 2015 by admin Lascia un commento

Umanamente siamo operativi in quattro distinte realtà: fisica, emozionale, mentale e spirituale, ossia terza, quarta, quinta e sesta dimensione, e anche in seconda (corpi strato), prima (corpi linea) e zero (corpi punto) dimensione.

In termini di pasta, i corpi strato sono lasagne, i corpi linea sono spaghetti e i corpi punto sono puntine.

Il codice binario, consistente in corpi linea (1) e corpi punto (0), costituisce la matrice della manifestazione del corpo strato (seconda dimensione) e del corpo fisico (terza dimensione).

Il corpo strato è un insieme di linee, che a sua volta sono un insieme di punti.

I corpi punto (zero dimensione), le puntine, sono sia il punto di partenza che il punto di arrivo.

Le puntine sono il varco di accesso all’IMC (Identità Multidimensionale Centrale)

Sono attivate dal NO, dal rilascio.

Senza rilascio non è possibile accedere all’IMC.

I corpi linea (prima dimensione), gli spaghetti sono quelli del SÌ.

I corpi strato (seconda dimensione), le lasagne, sono dati dall’integrazione del SÌ e del NO, spaghetti e puntine, linee e punti, che danno forma a una superficie piana, come appunto quella che state vedendo nel computer ora.

I caratteri e ogni componente visiva che compare sullo schermo è il risultato dell’interazione del codice binario, che è appunto quello dei computer, così come di tutto l’universo fisico.

Ciò che è visualizzato sullo schermo è un corpo strato (seconda dimensione), frutto dell’interazione di punti e linee, 0 e 1, SÌ e NO, spaghetti e puntine.

In effetti, mentre scrivo, io scelgo di dire SÌ a certi caratteri e NO ad altri, ed inoltre, allorché commetto un errore di battitura, correggendolo, esprimo il mio NO all’errore, e esemplifico il mio SI’ alla battitura giusta.

I nostri SÌ e NO, l’Intento e il Rilascio, operano nella matrice profonda della creazione.

Un foglio di carta è un essere di seconda dimensione, un corpo strato, frutto dell’articolazione del SÌ e del NO.

È un essere vivente, così come lo è il vostro corpo fisico.

Come esseri di terza dimensione abbiamo la capacità di creare agevolmente nelle dimensioni inferiori.

Non richiede eccessivo sforzo scrivere qualcosa al computer o su un foglio.

Questo è possibile per ogni essere umano.

Creiamo in continuazione usando il codice binario, perché è all’interno di noi.

La stessa procreazione è frutto dell’esercizio di tali codici, così come tutto l’universo fisico.

La differenza nel lavoro di un operatore sciamanico è che non si ferma in terza dimensione e procede fino alla sesta, per poi completare il cerchio ed unirsi alla settima, che è pure la zero.

E a tale riguardo vi esorto ad usare puntine, spaghetti, lasagne e tutta la gamma dei prodotti Provordo.

Un breve riepilogo della nostra produzione.

Oltre a puntine (zero dimensione), spaghetti (prima dimensione) e lasagne (seconda dimensione), abbiamo:

Il corpo fisico (terza dimensione), che è la pasta che usano i Graha, chiamata Zruddha, è un insieme di strati di seconda dimensione, ossia di lasagne.

Il corpo emozionale (quarta dimensione), che è la pasta che usano i Paheka, chiamata Graha, è un insieme di corpi fisici, esistenti simultaneamente in diversi spazi e tempi.

Il corpo mentale (quinta dimensione), che è la pasta che usano i Sadoha, chiamata Paheka, è un insieme di corpi emozionali, asserviti ad un Intento.

Il corpo spirituale (sesta dimensione) è la pasta che usano i Pionieri, chiamata Sadoha, quella della Funzione.

Il pastificio Provordo non produce altre paste.

Per le successive ci pensa KAHESHA OPA.

© Franco Santoro

Contratti di amore: cenni di giurisprudenza multidimensionale (parte 2)

Febbraio 17, 2015 by admin Lascia un commento

Vi sono diverse tipologie di contratti multidimensionali e di seguito forniamo brevi cenni su una delle categorie più insidiose: i contratti di amore.

In terza dimensione le relazioni sentimentali sono per la maggior parte degli individui l’occasione principale per fare esperienza dell’amore e della natura multidimensionale. Allorché due individui si aprono all’amore, ecco che la natura multidimensionale si attiva e ne possono percepire l’essenza. Il problema è che quando manca consapevolezza multidimensionale, le esperienze relative sono interpretate in base alla mente separata. Questa mente è prevalente nella terza dimensione, per cui da un lato la maggior parte degli individui è in grado di fare esperienza dell’amore nei livelli più alti, ma dall’altro tale amore è interpretato in maniera distorta e separata, e ciò è la causa dei principali dolori e rancori del genere umano.

Nel corso della vita puoi incontrare persone con cui ti senti in totale sintonia. L’amore è reciproco e c’è tanta passione e comprensione. Appare legittimo desiderare di stare con certe persone per sempre. Una coppia può riconoscersi come rappresentante delle due polarità, come anime gemelle, e promettersi amore e mutua fedeltà per sempre.

Questi sentimenti sono indubbiamente elevati e, nel momento in cui si esternano, risuonano profondamente sinceri. L’alta partecipazione emotiva e l’intensità con cui la volontà di stare insieme viene espressa crea le condizioni per un contratto di estrema potenza. Ci possono essere alcuni problemi tecnici riguardo questo contratto.

Il primo è che la natura multidimensionale concepisce l’amore come universale, incondizionato e interconnesso. Questo amore non può essere limitato a una sola persona. Il risveglio e recupero della natura multidimensionale implica l’espansione della capacità di amare, l’apertura del cuore che include sempre di più. Nel corso di tale sviluppo incontri persone e situazioni che servono allo scopo. Ognuna è una tappa fondamentale per il recupero della natura multidimensionale.

Questa espansione non consiste nell’aprire il cuore verso qualcuno, per poi chiuderlo e aprirlo invece verso un’altra persona, cosa che in genere accade nelle relazioni convenzionali. Il recupero della natura multidimensionale comporta mantenere il cuore aperto in ogni momento. Non vuol dire tagliare i rapporti con certe persone, per sostituirle con altre. Al contrario, consiste nell’espandere i rapporti inserendoli in un circuito sempre più ampio di connessioni.

Il risveglio della natura multidimensionale procede mediante l’espansione e non la limitazione. Per consentire tale sviluppo è necessario tuttavia concludere alcuni tipi di rapporti, quelli esclusivi, separati e limitati, e trasformarli in relazioni connesse con la rete della vita.

La natura dell’identità separata, l’ego, conduce a ricercare relazioni separate ed esclusive. Certo, la maggior parte degli individui evoluti e spirituali ripudia questo tipo di rapporti. Esiste tuttavia un’espressione dell’ego assai raffinata, che trova il modo di giustificare una relazione separata ammantandola di sacralità. Alla prova dei fatti, quando una relazione implica un patto di amore esclusivo verso qualcuno, sia che si tratti di un rapporto tra due esseri egoisti e possessivi o della relazione tra due fiamme gemelle e perfino divinità, ci troviamo di fronte a una relazione separata.

Con questo non intendo dire che le relazioni tra anime gemelle o partner che si promettono amore esclusivo siano negative. Quel che importa alla resa dei conti è l’esperienza diretta. Se due persone si relazionano in questo modo e sono felici, ciò che stanno vivendo fa parte del loro percorso e come tale è sacro. Se invece ci sono forti problemi, se la vita si trasforma in un inferno per uno di loro o entrambi, allora è preferibile cambiare qualcosa.

Il secondo problema riguardo il contratto di amore è che la promessa di amore esclusivo ed eterno con una persona costringe a rimanere fedele a un partner non solo in questa vita, ma anche in vite successive e pure in quelle parallele. Di conseguenza, ogni volta che in una vita successiva o parallela, entri in relazione con qualcuno e questi non è il partner promesso, ci possono essere tanti inconvenienti.

Finché non individui la natura del contratto di amore che impedisce di esercitare senza limitazioni la capacità di amare, il tuo sé multidimensionale avrà difficoltà a risvegliarsi. Questo contratto necessita di essere identificato e in seguito annullato o trasformato.

I figli di questo mondo prendono moglie e prendono marito; ma quelli che sono giudicati degni della vita futura e della risurrezione dai morti, non prendono né moglie né marito: infatti non possono più morire, perché sono uguali agli angeli e, poiché sono figli della risurrezione, sono figli di Dio (Lc, 20,34-36).

In: Franco Santoro, Pronto soccorso multidimensionale: emergenze spirituali, mondi paralleli e identità alternative, Institutum Provisorium, 2020, pp. 84-87.

Clicca qui per il precedente articolo.

© 2000 Franco Santoro

Ariete: Azione, non parole

Febbraio 17, 2015 by admin

sector 1 postIl simbolo grafico dell’Ariete è composto da due semicerchi affiancati che si prolungano verso il basso fino a congiungersi in un unico punto. L’immagine suggerisce la stilizzazione delle corna dell’Ariete stesso, la fioritura di un germoglio, lo zampillare di una fontana, o la prima lettera dell’alfabeto greco (alpha-alfa).

L’Ariete ha inizio con l’equinozio primaverile: quando il Sole passa apparentemente dall’emisfero meridionale a quello settentrionale ed il giorno e la notte hanno la stessa durata.

Il periodo stagionale dell’Ariete è quello dell’esplosione primaverile: il momento in cui fuoriesce la forza della natura a lungo trattenuta durante il letargo invernale. E’ la parte del ciclo annuale che racchiude il condensato delle forze dell’anno trascorso, le quali trovano qui la loro via d’uscita e l’inizio di una nuova vita.

Gli animali riprendono le loro attività dopo la pausa o il letargo invernale e, insieme agli uomini, sono presi dall’urgenza di agire, di iniziare nuove situazioni e rapporti, di creare e procreare. Si tratta ancora tuttavia di una situazione di estremo pericolo: le condizioni del tempo possono riproporsi nelle loro avversità ed è necessario stare all’erta per farsi strada nella conquista di spazi ignoti e pieni di incognite.

Solamente i più forti possono sopravvivere in questa prima fase primaverile ove è necessario usare con coraggio la massima energia per operare come pionieri del nuovo ciclo annuale.

Secondo alcuni antichi astrologi il processo di separazione si sviluppò quando tutti i pianeti si trovarono in congiunzione nel segno dell’Ariete.

Questo periodo stagionale è un momento esplosivo di fioritura nell’ambito del processo di frammentazione dell’ego, così come un’occasione notevole per liberare intenti malsani e principiare un corso di azione fondato sul recupero dell’unità originaria.

L’Ariete rappresenta l’emergere immediato di una coscienza, chiara e apparentemente individuale, dalla confusione collettiva e dal buio indefinito. Tale emersione ha una finalità precisa nell’ambito del ciclo annuale ed è destinata ad esaurirsi (a sacrificarsi) una volta che il suo compito è stato portato a termine.

Nel processo di contaminazione dell’ego, finisce invece con l’essere bloccata e condensata. Essa si separa dal processo creativo divino ed assume una sua identità illusoria che può sopravvivere unicamente in un habitat altrettanto illusorio, che è appunto il mondo che la maggior parte degli esseri umani credono di vedere.

L’Ariete rappresenta l’espressione più pura dell’ego: la più forte, ma anche quella, per certi versi, più facile da identificare e guarire. Il riconoscimento di questo ego è generalmente semplice e privo delle complicazioni e sottigliezze che proliferano allorché la separazione evolve in altri segni.

In questo stadio arietino il lavoro consiste nel donare e sacrificare l’energia transitante e nel dirigerla coscientemente verso l’Intento.

È un atto di offerta e sacrificio che nulla ha a vedere con la mortificazione o il dolore. Significa trascurare i desideri dell’ego ed esprimere energia affinché il mondo raggiunga i suoi massimi obiettivi.

Può anche voler dire trascurare il punto di vista dell’ego riguardo quelli che sono i desideri dell’ego, manifestandoli invece apertamente, così che posso raggiungere il mio obiettivo insieme a quelli del mondo. In questo processo l’energia che era bloccata o congelata è destinata a sciogliersi e fluire verso la sua fonte originaria.

L’Ariete, come l’Agnello pasquale, è un essere che risorge dalla morte e che quindi non può temerla. Ed è questa la specificità della Pasqua cristiana: la resurrezione del Figlio di Dio. “Il periodo della Pasqua è un periodo di gioia, non di dolore. Guarda il tuo Amico resuscitato e celebra la sua santità con me. Perché la Pasqua è il periodo della tua salvezza insieme alla mia” (UCIM, T453).

L’Ariete sente la responsabilità di iniziatore del ciclo annuale e non può perdere tempo. Occorre fare presto, essere chiari e diretti, tralasciare ogni tipo di complicazione e affrontare con coraggio ogni ostacolo anche a costo del proprio sacrificio.

“Azioni e non parole” è il motto di questo segno.

Da: Franco Santoro, Astroshamanism Book Two: The Voyage Through the Zodiac, Findhorn Press, 2003.

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