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Tocco Astrosciamanico e Pronto Soccorso Multidimensionale, La Via del Fuoco (parte 2)

Febbraio 19, 2015 by admin Lascia un commento

AstroshamanicHealing Touch e Pronto Soccorso Multidimensionale:  La Via del Fuoco.
con Franco Santoro, parte seconda

Tutte le informazioni fornite in questo blog sono intese esclusivamente come lettura ricreativa e in quanto parte di una simulazione, che non si propone in alcun modo di sostituire la percezione della realtà e la diretta esperienza del lettore. Non appoggiamo necessariamente le idee espresse in questo articolo.

 

Tocco astrosciamanico e tocco ordinario:

Nel tocco astrosciamanico coloro che operano svolgono una funzione che non è in relazione con la loro identità o personalità ordinaria.

Prima di procedere con il tocco è necessario chiarire i propri confini e conoscere quelli del partner, quali zone del corpo possono essere toccate ed il livello di intensità del tocco.

In qualunque momento della sessione il partner passivo ha la possibilità di dire SI o NO al tocco che riceve.

Una volta presi accordi essi vanno rispettati.

Chiarire questi punti porta guarigione perché implica una responsabilità, laddove i rancori sono la conseguenza di una mancanza di responsabilità.

È essenziale inoltre avere chiarezza sull’Intento prima di procedere nella pratica.

Tale intento potrebbe perdere significato durante la pratica, in considerazione di rivelazioni più ampie e sottili. Esserne consapevoli permette di ritornare agevolmente nella realtà ordinaria, integrando l’esperienza multidimensionale con quella di terza dimensione.

Quanto sopra è fondamentale per procedere con la sessione di Tocco Astrosciamanico.

Durante la sessione di tocco noi entriamo nella nostra identità multidimensionale, la parte che non è influenzata dall’identità ordinaria, che può assumere ogni ruolo.

Ci sono 12 identità matrici che rappresentano 12 energie, identità che noi abbiamo e viviamo costantemente senza rendercene conto.

Quando parcheggiamo la nostra identità ordinaria ci apriamo alle 12 identità matrici. Quella che si evidenzia maggiormente in quel momento viene utilizzata e l’opera di guarigione avviene incorporando questa energia.

Nel lavoro astrosciamanico il rapporto con lo Spirito Guida avviene attraverso l’incorporamento della Guida stessa, ossia noi ci trasformiamo in essa.

Partendo dalla mano io consento al mio corpo di veicolare totalmente l’energia, per agire su di me e su gli altri.

Questa pratica è comune in molte tribù indigene. Il teatro si basa su ciò. L’attore non interpreta un ruolo ma diventa il ruolo stesso per la durata della rappresentazione.

Nelle culture sciamaniche chi danza il lupo diventa il lupo stesso, per poi rientrare nella sua identità ordinaria una volta terminata la pratica, senza confondere le diverse identità.

Diamo qui la possibilità che si dà ad un essere di quarta e quinta dimensione di prendere il corpo fisico.

L’obiettivo è raggiungere qualcosa che non si vede fisicamente e dargli espressione attraverso l’incorporamento dell’energia, creando un ponte tra le dimensioni.

È importante distinguere tra cosa accade durante una pratica quando e la vita ordinaria di tutti i giorni.

È fondamentale riconoscere i confini tra ordinario e non ordinario.

Una volta ricevuto il tocco è importante riappropriarsi di ciò che si è ricevuto attraverso una fonte interiore.

Se per esempio ho ricevuto un tocco da Giovanni che in quel momento rappresentava la mia Guida, non si tratta di andare da Giovanni una volta terminata la sessione, ma di contattare la mia Guida e ritornare al modo in cui la percepisco.

Ognuno di noi ha 12 identità matrice, di cui due sono maggiormente in evidenza ed a volte in conflitto tra loro, mentre le altre sono spesso riflesse negli altri all’esterno. Durante una pratica di tocco posso recuperare altre parti perché il partner è portatore di esse.

La parte negata è in antagonismo con quella accettata. A volte esse si alternano. Questo conflitto è insanabile e la guarigione avviene solo con l’inserimento delle altre 12 parti.

Generalmente il terzo polo svincola dalla polarità.

Spesso c’è l’identificazione con una sola polarità mentre l’altra non viene riconosciuta internamente nemmeno come parte in conflitto, ma solo esternamente attraverso un’altra persona.

Quando sentiamo estrema ansia, disperazione e dolore dinanzi all’evenienza che una persona cara ci venga a mancare, questo è il sintomo  che stiamo vivendo esternamente la nostra seconda polarità.

In questo caso dipendiamo totalmente dall’altro, che seppure è dentro di noi, non riusciamo a riconoscere e proiettiamo solo all’esterno. Di conseguenza, se viene a mancare la connessione con l’altro, non è più disponibile una metà del nostro essere. Questa è una condizione molto precaria.

Scoprire la parte ombra dentro di noi è vitale, Anche se questa parte non ci piace  ed è contraddittoria, essa ci consente di essere vivi e integri, rilasciando il conflitto che esiste dentro di noi.

L’uso della mano sinistra corrisponde alla parte d’ombra.

Per comprendere la mano sinistra si tratta di accettare di scendere nei sotterranei del nostro essere, laddove si occulta ciò che non riconosciamo e proiettiamo negli altri.

La parte ombra ha un potere politico notevole, essa si esprime occultamente di tanto in tanto facendo cose proibite e mantenendo in vita il dualismo.

Durante le pratiche è meglio dare ampio spazio alla parte ombra per permetterle di uscire allo scoperto  mostrando i suoi aspetti segreti.

 
I Due Stadi

Pratica 1

Vi invito a focalizzarvi sulla mano destra, muovendola. Ogni volta che usate la mano con intenzione attivate energeticamente ciò che toccate.

Toccate oggetti dapprima e non persone. Facendo la pratica potete rendervi conto che sono in effetti rari i momenti in cui tocchiamo qualcosa con intenzione, mentre sono dominati i casi opposti di tocco senza intenzione.

Toccate con consapevolezza i vostri capelli, ed essi diventeranno antenne che vibrano del’energia di ciò che volete, così come ogni altra parte del corpo.

Gli oggetti di potere sono creati con tocchi d’intenzione.

Con quello che toccate cercate di essere più intensi ed il più possibile totali, bruciando qualunque altro pensiero. Lasciate solo ciò che volete.

Fatevi prendere totalmente dalla passione. Più siete presi dalla passione più riuscite a fare il vuoto rispetto altri pensieri.

L’individuo preso dalla passione non ha altri pensieri se non l’oggetto della passione.

Il vostro Intento ha da essere pieno di energia sessuale, onde vibrare di energia vitale, Provate ad usare la massima energia possibile mentre toccate.

Ora l’invito è di intensificare il tocco, e di diventare più drammatici, sentendo che nel vostro tocco con la mano destra c’è la partecipazione di una forza che va oltre i vostri limiti che è appunto, quella della Guida.

L’invito è di collegarvi con la Guida, diventando il potere di incorporare ciò che volete.

Il tocco del Fuoco è rapido, quindi in pochi istanti comunicate ciò che volete attraverso il tocco. È come accendere il motore dell’auto.

Quando parte il tamburo usate la massima energia e colpite, toccando qualsiasi oggetto, irradiandolo con la vostra energia.

(musica con tamburo)

Ora permettete a ciò che avete attizzato di prendere forma. Il tocco del Fuoco è rapido come il fulmine di Zeus.

Possiamo sistemarci tranquilli e rilassarci.

Chiudiamo gli occhi.

Lasciamo che il fuoco divampi. L’invito è di portare attenzione al respiro, e, con il vostro respiro, sostenere il vostro intento.

Portiamo attenzione alla mano sinistra.

Permettete alla vostra mano sinistra di riempirsi di tutto quello che vi giunge, sia che lo conoscete o meno.

Accogliete  ciò che vi giunge senza alcun controllo, questa è una forza diversa dalla precedente.

Invitate questo Spirito a mostrarsi. Comprendete  cos’è che lo porta qui.

(musica del tamburo)

Fate partire l’energia dal basso. Questa è un’energia animale, lasciatela emergere come tale dal basso.

Dimenticate la testa ed i pensieri. Lasciate che la testa sia nella vostra pancia.

Muovetevi senza toccare altre persone, lasciando uscire l’energia dal basso.

Permettete a tutta l’energia di andare nella mano sinistra, trasferendo il potere del tocco in essa.

Tutto quello che toccate, compreso voi stessi, trasmette questa energia.

Vi invito a trovare un partner e a stabilire chi è il numero 1 e 2 ed anche quali sono i confini.

Il partner 1 sarà passivo e 2 attivo.

Tornate nel vostro spazio di mano sinistra. Tenete gli occhi chiusi, il partner passivo può anche muoversi rendendosi il più passivo e ricettivo possibile, esponendo ciò che vuole sia toccato.

Il partner attivo si riserva di toccare o meno a seconda del suo sentire.

Il tocco avviene con la mano sinistra, che può essere aiutata anche dalla destra per bilanciare.

Il partner attivo osserva bene chi ha di fronte e si posiziona in maniera istintiva. Agite spontaneamente e lasciate andare le formalità.

Allo stesso modo il partner passivo trova la posizione che sente più favorevole.

Ciascuno prende la posizione più congeniale.

Siate il più autentici possibili, nello spazio in cui vi trovate, sia che siate attivi o passivi.

Entrate nella massima intensità.

(suono del tamburo)

Cambio di ruoli.

Staccatevi lentamente mantenendo la connessione.

Continuate a tenere viva l’energia distaccando solo la parte fisica dal vostro partner.

Sostenete l’energia del varco del vuoto tra voi portandola al massimo.

Lasciate emergere il pieno tra gli spazi vuoti che ci sono tra voi.

Respirate senza toccarvi, toccando senza toccare. Toccate qualsiasi cosa senza toccare.

Permettete a qualunque cosa tocchiate nel vuoto di cambiare forma, cambiando anche la forma del vostro compagno senza interagire con lui.

Siete liberi di esprimervi.

Chiudete gli occhi per entrare nella parte finale.

Si tratta di fare un maquillage astrosciamanico. Consentite alle vostre mani di avere la capacità di benedire, rendendo splendente ed abbellendo ogni cosa verso la quale dirigete la vostra energia.

Create la massima bellezza del vostro partner.

Create questo senza toccarlo, permettendo al vostro sguardo di muoversi liberamente lungo ogni parte del corpo, non solo il viso.

È uno sguardo di benedizione, libero da ogni giudizio, donate uno sguardo generoso.

Guardatevi negli occhi respirando.

Concludete respirando.

Chiudete gli occhi, tuffandovi in voi stessi, andate il più a fondo possibile, raggiungendo il fuoco che abbiamo trovato all’inizio.

Raggiungendo il centro nutritevi di esso, respirandolo.

Prendete un momento per riconoscere il vostro partner abbracciandolo con il vostro fuoco interiore.

 

Le Mani

Portiamo attenzione alle due mani ed alle loro dieci dita.

Chiudere gli occhi facilita l’attenzione ed il sentire delle mani. Sentite le mani.

Consentite alle vostre mani di essere come delle facce attraverso le quali potete vedere, ascoltare, annusare e gustare.

Lasciate che la vostra testa perda importanza a vantaggio delle mani.

Portate attenzione alle dita: prima i pollici, gli indici e tutte le altre dita, una ad una fino ad arrivare al mignolo.

Portate attenzione a quest’ultimo, restate immobili con tutto il corpo, dando attenzione solo al mignolo, muovendolo.

Se siete agitati, lasciate che il mignolo esprima la vostra agitazione.

Ora vi invito a portare attenzione ad un dito che è stato amputato, il sesto dito, come il dodicesimo, che sono opposti al pollice.

Questo è un dito invisibile e strategico.

Portate attenzione al dito invisibile, sentite la sua presenza alla  base della bmano, nel momento in cui date attenzione ad esso si crea un solletico.

Sentite la vostra mano con sei dita.
Il Sesto Dito

Il sesto ed il dodicesimo dito sono un ponte tra il visibile e l’invisibile.

Il sesto ed il dodicesimo dito hanno un ruolo strategico fondamentale per consentire al tocco di essere consapevole e allinearsi all’Intento.

Muovete il sesto dito senza toccare, toccate parti del vostro corpo usando la vostra immaginazione. A differenza delle altre dita, il sesto e dodicesimo dito possono vivere solo con un atto di volontà, di scelta consapevole.

Il tocco con dodici dita diventa più consapevole perché è necessario volontariamente tenere attiva l’attenzione sulle due dita aggiunte.

Aprite gli occhi e portate attenzione osservando la mano, al sesto e dodicesimo dito., essi sono la chiave per altre dimensioni.

 

Pratica 2

Continuate a guardare le mani respirando. Coinvolgete nel respiro anche il sesto e dodicesimo dito.

Espandete il senso di libertà alle vostre mani con il respiro. Fate attenzione all’orlo, il punto in cui le vostre mani incontrano l’aria.

Chiudete gli occhi e portate attenzione all’orlo. Usando la vostra immaginazione vi invito ad individuare davanti a voi qualcosa che è molto piacevole toccare.

Ora si tratta di toccarla con le vostre mani, tenendo gli occhi chiusi. Toccate e lasciatele scivolare nel modo che vi è più congeniale, in totale libertà.

Toccate senza negoziare, il vuoto non ne risente.

Nello spazio di immaginazione, le mani non fanno alcuna differenza tra ciò che è toccato realmente e ciò che è immaginato.

Toccate la cosa più piacevole per voi da toccare, osservate cosa è.

Più intensificate questo tocco e più la cosa che immaginate potrà manifestarsi a livello fisico.

Accettate questo rischio. Il magnetismo che si attiva attrarrà la forma fisica di quello che state immaginando.

Così come state toccando vi invito a lasciarvi toccare da qualcosa o qualcuno che crea piacere, permettendo al vuoto di rappresentarlo.

Abbandonatevi al tocco anche addormentandovi, lasciando che nel sonno continui…

Nel momento che porti attenzione al sesto dito entri in una percezione non ordinaria e permetti all’invisibile di prendere forma.

Ogni arto e parte del nostro corpo ha la capacità di vedere e percepire l’energia ma dato il monopolio e la dittatura della faccia le altre parti rimangono inattive.

Le parti che non ricevono attenzione si spengono e si disperdono. Esse sono parti della nostra anima che vengono perse, e l’attenzione rimane solo alla testa, mentre sono le altre parti che contengono più informazioni.

Lato ombra, energia istintiva ed animale

Quando ci rapportiamo con l’energia istintiva animale, energia proveniente dal basso, l’intero corpo si risveglia, seppur per la parte ordinaria questo è oggetto di ansia e negazione, dato che essa vive separata dal resto.

Uno dei modi per risvegliare questa parte è andare totalmente nell’ombra e vivere la nostra parte animale.

Gli animali non hanno i nostri sistemi di identificazione sociale. Se notate, quando due si incontrano per la prima volta, essi portanto immediatamente l’attenzione a certe parti del corpo che come umani teniamo bene occultate nei nostri incontri sociali.

L’uomo va nella parte animale quando la sua vita è minacciata e nel momento dell’emergenza. Ecco perché per stimolare la parte animale occorre attivare situazioni di emergenza.

La parte animale viene fuori dalla parte opposta della testa, quindi pancia e genitali, nel punto in cui c’è il cervello animale. Occorre trovare il punto più lontano dalla testa per non essere invasi dai suoi condizionamenti.

Quando scatta la parte animale nella testa si fa il vuoto. Andare nella parte animale non significa andare fuori di testa, significa sentire l’energia, consentendo alla testa di entrare nella parte del testimone.

Quando una persona va in uno stato di trance sciamanica non è mai posseduta, cosa che invece avviene regolarmente quando una persona è in uno stato ordinario. La persona in trance sciamanica rimane cosciente, ma la sua coscienza non interferisce con ciò che accade, ne prende atto come testimone neutro.

Il testimone porta consapevolezza osservando ciò che accade, senza giudizi.

Permettiamo alla parte interiore di recitare una parte.

In genere una parte di noi viene amputata o negata, esempio quando dormiamo diventiamo qualcun altro ma non siamo consapevoli di dormire.

Solo a volte siamo consapevoli delle due parti in azione, ciò significa che la nostra coscienza si sta espandendo.

Questo accade specialmente con le onde di confine, onde theta, in genere collegate con lo spazio tra il sonno e la veglia.

Ogni volta che siamo in più frequenze riceviamo maggiori informazioni. Questa è la natura dell’essere multidimensionale.

Il termine multidimensionalità indica la capacità di avvedersi di essere qui e anche da altre parti contemporaneamente.

Quando riesco a tenere l’attenzione su più parti si espande la coscienza, ma anche quando sono in un’unica frequenza posso continuare ad essere consapevole delle altre frequenze dove sto e dove posso spostarmi all’occorrenza.

Un modo per esercitare la multidimensionalità è di non vivere la vita in compartimenti separati, senza creare separazione tra sogno e veglia, mantenendo quello che abbiamo vissuto nel sogno vivo durante la giornata, e viceversa, per creare la connessione trai due mondi.

L’esercizio consiste nel portare degli elementi della vostra fantasia o sogno in situazioni reali e fare azioni nell’ambiente che sono in rapporto con essi.

Si può osservare se c’è una persona per esempio, che compie azioni simili a quelle del sogno o è vestita nella stessa maniera.

Questa pratica richiede attenzione in quanto la mente ordinaria è finalizzata a censurare, solo quando portiamo attenzione e con un piccolo sforzo ci predisponiamo ad osservare oltre il velo, la realtà multidimensionale può affiorare.

Portando attenzione alla realtà non ordinaria il multidimensionale si risveglia.

I bambini sanno vivere bene in due realtà contemporaneamente perché non hanno ancora subito la censura della mente ordinaria.

Nell’esperienza di tocco ci apriamo totalmente all’immaginazione e contemporaneamente siamo coscienti.

Qualsiasi cosa percepiamo durante il tocco la accettiamo senza necessariamente vederla come reale o interpretandola.

La pratica ci serve per espandere la coscienza. Una volta terminata l’esperienza torniamo nella realtà ordinaria.

 
Invasioni di entità

In genere la persona invasa viene portata dall’esorcista che provvede a tirare fuori l’entità dal corpo. La credenza è che colui che viene invaso non sia normale mentre chi estrapola l’entità è normale.

Il termine invasione in un contesto di unità non è accettabile, perché tutto fa parte del tutto e niente può essere invaso, mentre in una realtà separata la via verso l’unificazione avviene per gradi.

Affinché la parte separata possa comprendere l’unità è necessario che ci sia un passaggio dalla separazione totale ad una separazione parziale.

Il primo passo verso l’unità consiste nell’osservare il punto in cui siamo e riconoscere cose vicine a noi da cui ci siamo separati.

C’è qualcosa che ci segue ovunque e vuole essere riconosciuta ed integrata. Questa è la forza invasiva, questa forza è invadente nel momento in cui io non la riconosco, per cui la esperisco come antagonista.

Nel momento in cui io la integro me ne riapproprio e diventa parte di me ed il mio sé si espande.

Il modo più semplice  ed immediato per capire qual è la forza invasiva, il demone che ci perseguita, è identificare le situazioni della nostra vita che creano forti problemi, situazioni che fanno andare in tilt il nostro essere ordinario, soprattutto a livello emotivo.

In astrosciamanesimo queste forze sono chiamati Graha, che in sanscrito significa demone, ma anche pianeta astrologico.

Nell’induismo e nelle tradizioni orientali in cui il dualismo non è così forte come nelle religioni occidentali, i Graha fanno parte del Pantheon e vengono adorati come divinità.

L’equivalente in occidente è il Diavolo.

Graha è il termine sanscrito per la parola ‘pianeta’, questo vocabolo  è usato con un significato più ampio. Graha è il sostantivo del verbo grahana il cui significato è afferrare, stringere, quindi i pianeti esercitano un’azione di possessione o meglio di controllo sugli esseri umani.

In  astrosciamanesimo usiamo dodici Graha principali, mentre nell’astrologia tradizionale i pianeti sono 7 (Sole, Luna, Marte, Mercurio, Venere, Giove, Saturno).

Questa energia non riconosciuta si corrompe e diventa insanabile, contorta e perversa, trasformandosi completamente dal suo aspetto originale.

 
Pratica 3

Prendete un momento per identificare qualcosa nella vostra vita che vi perseguita.

Immaginate momenti tranquilli e poi d’un tratto vi ritrovate nella situazione orribile che già conoscete, la stessa situazione detestabile che vi perseguita da molto tempo.

Date un’occhiata alla vostra biografia, cercate un episodio, il primo che vi viene in mente, tenendo conto che la mente ordinaria fa di tutto per dimenticarsene.

Portate l’attenzione al respiro,c’è una parte del corpo che trasmette questa sensazione di  fastidio?. Prendete atto di cosa è, identificate il modo in cui si manifesta e si espande.

Invece di resisterle datele completamente spazio nel vostro corpo e fatevi possedere totalmente.

Quando sentite che l’energia  si è espansa andate nella stanza numero due del centro astrosciamanico, sala adibita al rilascio, e date totale espressione alla forza che vi possiede .

Date spazio al movimento estando per conto vostro e prendete atto di come si muove, quello che sentite è il Graha, non si tratta di capire cos’è ma di dargli spazio.

Ora entriamo nello spazio di protezione, prima di procedere con la fase di rilascio. Creiamo nella stanza un’area di protezione che possa contenere ogni cosa.

Vi invito a chiamare la Guida ed anche vi invito a riconoscere qualunque momento della vostra vita in cui avete bisogno di supporto e aiuto ed anche delle situazioni che creano imbarazzo e vergogna, difficili da condividere con gli altri.

Insieme all’intento di quello che volete vi invito a riconoscere ciò che non volete e crea disturbo nella vostra vita, l’irrisolto che di tanto in tanto o con frequenza continua a giungere.

È una zona familiare che vi portate dietro da molto tempo.

Quando l’avete riconosciuta potete uscire dalla stanza due.

Scrivete cosa è e fatelo con distacco, come un report che prende nota. Da un lato c’è il vostro intento, dall’altro ciò che non volete.

Potete trovare il vostro modo di disegnare le due parti, come un fumetto: l’Intento ed il Graha. Fate l’identikit ai due personaggi.

 
Esorcismo ed Adorcismo

Il Graha  può essere molto imbarazzante per la parte ordinaria e può portare a fraintendimenti.

Distinguiamo tra esorcismo ed adorcismo. Apparentemente possono sembrare pratiche uguali.

L’esorcismo estirpa qualcosa o un’entità che crea danno; la si toglie da qualcuno e di solito finisce in qualcun altro.

Una delle chiavi per fare l’esorcismo è capire il nome del demone, magari estorcendolo allo stesso con dei trucchi, perché solo nominandolo lo si può espellere con facilità.

L’adorcismo, invece, ha una premessa diversa. Non si tratta di estirpare un’entità, ma al contrario di adorarla in base al principio che questa entità non sia venuta per invadere e disturbare, ma perché chiamata dall’anima stessa.

Faccio un esempio: una persona molto timida non si mette mai in evidenza e sta sempre in disparte dedicandosi solo a lavori dietro alle quinte ma in un momento particolare si mette improvvisamente ad esibirsi e a recitare e ne è felice.

Il giorno dopo, quando gli amici le chiedono di farlo di nuovo si inibisce e non ce la fa.

In seguito, magari ad un seminario, riconoscerà la forza e la bellezza del suo intento ed affermerà di essere disposta a tutto per realizzarlo.

Ogni nostra richiesta d’aiuto viene presa in considerazione. Se fino ad ora ci siamo comportati in un dato modo nella vita, allorché scegliamo di cambiare arriveranno energie diverse dal solito.

Se siamo timidi e impauriti, per esempio, arriverà una tigre o un lupo e non un coniglio… Nel momento in cui la parte nuova arriva, essa è ovviamente ben diversad a quella vecchia, e la parte vecchia farà una qualche resistenza.

Il nostro consueto modo  di essere entrerà  in crisi. Tuttavia l’energia nuova, richiamata dal nostro sé più profondo, farà di tutto per venire fuori, incurante della nostra identità ordinaria.

In alcune culture viene riconosciuto questo passaggio ed è più facile l’incorporamento della forza nuova, La persona viene incoraggiata ad esprimere l’elemento di disturbo in un ambiente protetto.

La persona è invitata a danzare e ad esprimersi partendo dal disturbo e lasciandolo uscire. Il movimento continua fino a quando questa parte viene integrata. Dapprima esce come un veleno, un disturbo, e viene domata come un cavallo impazzito.

Nel momento in cui arriva il Graha  esso crea sconcerto nell’ambiente ordinario della persona. Se siamo sempre stati visti in un certo modo, nel momento in cui cambiamo tutti si allarmano.

Nel contesto in cui vige l’esorcismo ciò che esce viene eliminato. Nel contesto in cui invece prevale l’adorcismo, viene supportato per la trasformazione.

Il problema è che nella società occidentale l’esorcismo occupa il 99%.
Quindi, nella maggioranza dei casi questa forza viene abortita o eliminata.

L’esperienza sciamanica può permettere questo cambiamento.

Nella tradizione italiana un esempio tipico è la tarantella, sopravvissuta con l’espediente di essere un mezzo per curare una determinata malattia.

La tarantella è una pratica che viene interpretata a livello esorcistico come l’uccisione del ragno maledetto ed anche del serpente, ma in effetti è il retaggio di una pratica adorcistica precristiana in cui l’obiettivo era diventare il ragno ed il serpente da incorporare.

Le pratiche posso sembrare uguali ma soltanto chi  la svolge  con la consapevolezza  dell’incorporamento può ottenere la trasformazione.

In questo modo si sono mantenute le tradizioni sciamaniche.

Lo stesso suono del ritmo della tarantella facilita questo incorporamento.

 

© Franco Santoro, Findhorn Foundation Cluny Hill, Forres IV36 2RD, UK, info@astroshamanism.org

 

Tocco Astrosciamanico e Pronto Soccorso Multidimensionale, La Via del Fuoco (parte 1)

Febbraio 19, 2015 by admin Lascia un commento

Tocco Astrosciamanico e Pronto Soccorso Multidimensionale, La Via del Fuoco, con Franco Santoro

Seminario in  12.4

Tutte le informazioni fornite in questo blog sono intese esclusivamente come lettura ricreativa e in quanto parte di una simulazione, che non si propone in alcun modo di sostituire la percezione della realtà e la diretta esperienza del lettore. Non appoggiamo necessariamente le idee espresse in codesto blog, incluse le nostre.

Pratica 1

Vi invito a restare in silenzio e chiudere gli occhi, mantenendo un’assenza di visione. Nel silenzio ricercate un punto di riferimento nel buio interiore del vostro essere, una piccola luce la quale, man mano che ci si avvicina, si rivela essere un fuoco immane.

Di fronte a questo fuoco ci sono due possibilità: avvicinarsi il più possibile al fuoco onde percepirne il calore nella pelle, o buttarsi incondizionatamente nel fuoco e diventare il fuoco stesso… possibilità  raccomandabile.

A seconda dell’opzione celta, permettete al vostro corpo di percepire il calore o la fiamma del fuoco stesso.

La natura strategica di questa operazione consiste nel togliere di mezzo tutto ciò che non serve per lasciare solamente l’essenza. A questo scopo possiamo decidere di rosolare, o abbrustolire il superfluo, a fuoco lento, o farlo ardere velocemente.

Rivolgiamo l’attenzione all’esterno lasciando che il fuoco continui il suo lavoro all’interno.

Iniziamo il seminario sul Fuoco, permettendo ad ognuno di presentarsi nella propria essenza, in modo sintetico e con parole di fuoco, dando anche indicazioni del motivo per cui è qui.

Il titolo del seminario è Tocco Astrosciamanico e Pronto Soccorso Multidimensionale, il tema è in relazione con l’emergenza, aspetto che riflette il periodo della primavera.

Oggi la posizione del Sole è in Pesci, mentre la Luna in Cancro, ossia il Binario 12.4 secondo il Sistema Binario Astrosciamanico, di cui evidenziamo a seguire il Sigillo Astrosciamanico.

Entrambe le posizioni evidenziano l’elemento acqua, che con il fuoco non ha nessuna relazione, seppur l’emergenza può essere in rapporto anche con l’acqua.

Secondo l’orologio astrosciamanico ci troviamo in 12.4.

Le posizioni di Venere e Mercurio sono ora in Ariete, con elemento fuoco.

Di nuovo l’invito è prendere in considerazione il motivo reale per cui siete presenti qui, considerando che non è necessario condividerlo con gli altri. Siate onesti con voi stessi, prendendo atto sia dell’obiettivo di luce che di quello d’ombra, il lato nascosto, ed anche le ragioni che non conoscete, che tuttavia saranno evidenti una volta che accettate di conoscerle.

Lasciate che il corpo vibri senza dare importanza al linguaggio, mostrando l’essenza della vostra presenza qui, permettendovi di esprimere anche il motivo d’ombra.

Il corpo può esprimere la parte negata e costantemente frustrata. Se la mente sta censurando l’essenza, focalizzatevi su un altro punto del corpo in grado di sostenere il motivo reale per cui vi trovate qui.

Cambiate postura consentendo al corpo di assumere una posizione che rappresenti quello che avete da comunicare, senza conformarvi ad un modo standard, seguendo i vostri desideri più profondi. A tale riguardo potete alzarvi, sdraiarvi o prendere posizioni originali.

I desideri sono in rapporto con il fuoco. L’elemento fuoco è privo di compromessi.

L’acqua, l’aria e la terra possono creare adattamenti mentre il fuoco semplicemente brucia.

La passione annulla il pensiero e travolge. Permettete a ciò che brucia dentro di voi di divampare e ardere quello che non è importante.

I vostri pensieri si trasformano in carta, parole scritte che vengono cancellate ed annientate dal fuoco.

Inceneriamo la mente, tutti i giudizi, i blocchi mentali, le cattedrali di pensieri come le storie che ci raccontiamo …

 

Pratica 2

Lasciate che i pensieri brucino come carta.

Che direzione prendono le fiamme? Quale area della vostra vita si infiamma? Cosa sta bruciando?

Poiché Mercurio è nell’Ariete permettiamo alle storie che ci raccontiamo di bruciare, così come alle relazioni che non servono più e ci pesano addosso, evidenziate da Venere in Ariete.

L’invito è di condividere il vostro fuoco incontrando gli altri e di essere generosi con le fiamme, nell’incontro con gli altri le fiamme si espandono.

Riconoscete il fuoco dell’altro rimanendo nel vostro fuoco, permettendo all’altro di riconoscere il vostro.

Aprite gli occhi osservando le fiamme e diventando fiamma voi stessi.

Possiamo poi chiudere gli occhi e permettere al fuoco di rientrare all’interno.

Fermate il movimento, diventando una statua mentre il fuoco divampa dentro.

Vi invito a portare attenzione alle vostre mani e a muoverle sul vostro corpo.

Lasciate che le mani diventino torce che portano il fuoco nei punti del corpo in cui ce n’è bisogno.

Potete portare il fuoco nei punti del corpo che necessitano di lasciare andare qualcosa incenerendo le parti da eliminare o usare il fuoco per ricucire parti separate. Le mani vengono impiegate come raggi chirurgici che uniscono o rimuovono elementi.

Lasciate agire la mano destra portandola verso punti che coscientemente riconoscete necessitano di essere bruciati o curati, mentre la mano sinistra si muove istintivamente dove le pare.

La sinistra si sposta selvaggiamente.

Raggiungete un punto della mano destra e sinistra dove entrambe si fermano.

Lasciate che tra le due mani si crei una connessione e che le mani si uniscano attraverso una linea di fuoco che sostenete.

Respirate allineando il fuoco tra le mani.

Permettete al fuoco di diventare una guida di fuoco e di luce.

Infine lasciate andare le mani consentendo al fuoco di continuare a bruciare, mentre ci sistemiamo seduti.

Diamo le prime informazioni base di questa tecnica semplice ed istintiva.

Ogni volta che ci sono complicazioni ritornare sempre alla tecnica base.

La tecnica di tocco astrosciamanico è una tecnica molto antica e semplice che già conosciamo pur senza saperlo.

Il tocco serve per ricucire  le parti separate che sono state abbandonate o  negate.

La mano destra è l’espressione di ciò che vogliamo e conosciamo, mostra quindi l’intento, mentre la sinistra è istintiva ed esprime aspetti di ombra che non conosciamo coscientemente. Attraverso la terza parte le due fasi si integrano ed è possibile entrare nella ricezione.

Una sessione di tocco astrosciamanico  è fondata sulle tre fasi, Intento, Rilascio ed Integrazione, ci sono  due partner di cui uno attivo e l’altro passivo.

Nelle prime due fasi il partner passivo è disteso, mentre quello attivo opera su di lui trasmettendo con la mano destra l’intento cosciente e con la sinistra la parte inconscia ed istintiva.

Nella terza fase non è più necessario il tocco in quanto sarà il vuoto ad operare l’integrazione fra le due parti, quindi i due partner si distaccano fisicamente e si sistemano per ricevere.

 
Introduzione al Tocco di Fuoco

Ci colleghiamo all’Intento. Utilizziamo il corpo per esprimere l’intento. Il vantaggio di usare il corpo sta nel fatto che esso è molto più immediato nelle sue comunicazioni rispetto alla mente.

Lasciamo comunque spazio alla mente ed alle emozioni di essere espresse dal corpo.

Nel Tocco si usano prevalentemente le mani, ma può essere utilizzato anche tutto il corpo.

Le mani sono costantemente in relazione con le cose che facciamo, sebbene difficilmente prestiamo loro attenzione, a meno che non decidiamo coscientemente di farlo.

Durante una comunicazione verbale le mani si muovono. Nei paesi mediterranei il suo uso è notevole, anche nei paesi nordici si usano, sebbene con gesti meno visibili.

Questo tipo di comunicazione non viene colta perché l’attenzione è posta sempre sul linguaggio.

L’attenzione alle mani può rivelare moltissime informazioni.

L’invito è dportare l’attenzione alla mano destra dimenticandovi della faccia delle altre persone. Lasciamo che la nostra mano destra rappresenti la nostra volontà.

Diamo potere alla mano destra permettendole di premere un pulsante che attiva un meccanismo.

Premendo il pulsante si accendono desideri. Osservate dapprima il pannello di controllo con i pulsanti che permettono l’accensione dei desideri, poi identificate il desiderio che volete accendere. Il pulsante può attivare qualcosa di molto generale o più specifico, a questo riguardo è importante conoscere il proprio desiderio.

Una volta portata chiarezza nella mente ed identificato il pulsante potete alzarvi in piedi.
Pratica 3

L’attenzione va totalmente alla mano destra, chiudendo gli occhi sentite la mano destra che si sta avvicinando al pulsante posto nel pannello di controllo.

Sentite che avete la possibilità di scegliere se accenderlo oppure no, osservate cosa accade alla mano quando  si connette al potere di scelta.

Nel corpo osservate da dove parte l’impulso che permette alla mano di muoversi per accendere il pulsante, così come il punto che nega l’accensione.

Respirare portando l’attenzione alla mano destra.

Spingendo il pulsante ci saranno delle conseguenze che non potranno essere fermate, è importante essere consapevoli della scelta.

Parte il conto, al tre potete spingere il pulsante. Respirate e godetevi il risultato di qualunque cosa abbiate attivato.

Vi invito a lasciare che il processo continui, mentre l’attenzione va alla mano sinistra.

Notate la differenza tra le due mani. La mano sinistra evidenzia ed esprime tutto ciò che è rimasto in sospeso o non è stato considerato nella mano destra.

Abbandonatevi alla corrente e lasciate fluire l’energia.

In questo spazio non c’è bisogno di essere focalizzati in quanto è già stato fatto con la mano destra. Abbandonatevi semplicemente alla liquidità della mano sinistra senza nessuna resistenza, come in un sogno, finché  arrivate in un punto in cui vi arenate e non è possibile più andare avanti.

Raggiunto questo punto arrestatevi e prendete atto di cosa è.

Questo è il punto in cui l’energia vi conduce anche se non volete andarci.

Rientrate in cerchio.

 
Tecniche di Tocco: la mano destra e la mano sinistra

La mano destra è in rapporto con la nostra parte cosciente, essa ha a che fare con ciò che volete, i vostri obiettivi e propositi.

Essa è in rapporto con tutto ciò che richiede un certo sforzo creativo, come per esempio fare uno spettacolo, scrivere un libro o avere una relazione.

La mano destra è connessa con ogni cosa che non ho e che voglio avere, elemento creativo che implica sforzo e desiderio.

La mano sinistra non implica nessuno sforzo, l’energia si muove direttamente in quel punto. È in relazione con ciò che esiste e che non voglio, ma che l’energia muovendosi mi mostra.

Per integrare la tensione tra la mano destra e la sinistra occorre uno sforzo che può essere più o meno pronunciato a seconda delle persone.

Nella dinamica delle forze creative è importante essere coscienti di questo doppio gioco: la mano sinistra possiede l’energia che permette la creazione di ciò che vogliamo, quindi senza questa forza non si crea nulla.

Abbiamo bisogno dell’energia che si esprime attraverso la mano sinistra per raggiungere il nostro obiettivo. Esempio: abbiamo una macchina e sappiamo dove vogliamo andare, ma senza la benzina non ci muoviamo.

La mano sinistra ha idea di dove andare, ma la mano destra blocca la direzione. Questa situazione mostra la separazione e negazione di una polarità.

La lotta costante ed eterna tra mano destra e mano sinistra, le due polarità, si ripete in continuazione ed è ciò che crea la sofferenza del genere umano.

Nella pratica di tocco diamo spazio uguale e democratico ad entrambe le parti in modo  che ognuna possa esprimersi liberamente in uno spazio neutro, senza che si creino problemi o conflitti. Ciò ci permette di verificare cosa succede a livello sperimentale per poi trarre informazioni che possono essere trasferite nella vita di tutti i giorni.

Questa sperimentazione consente all’energia, che non riconosce la differenza tra sperimentazione e realtà, di esprimersi liberamente e creare alcuni effetti.

Nel lavoro astrosciamanico  è importante dare spazio alle due parti non come risultato di una forzatura, ma in modo naturale.

Inizialmente è importante accettare il conflitto tra le due parti, la loro apparente incompatibilità permette all’energia di esporsi liberamente senza censure.

Accettare il conflitto può essere doloroso se stiamo cercando un compromesso a tutti i costi.

L’accettazione del conflitto crea le basi per l’integrazione che potrà avere i suoi tempi.

Nelle pratiche astrosciamaniche non operiamo per armonizzare le due polarità, ma  al contrario per esasperare il conflitto, arrivando ad un’esagerazione del dramma.

Il mondo CUA è mediato da sistemi finalizzati all’armonizzazione fittizia, che crea situazioni di continui compromessi volti a bloccare l’energia.

Il lavoro astrosciamanico non identifica la persona con l’energia che viene espressa e non da giudizi riguardo la parte sinistra, o parte d’ombra.

Per creare equilibrio tra le due polarità è importante entrare in contatto con un terzo polo che identifichiamo come lo Spirito Guida.

In un contesto differente, in una società che permette l’espressione dell’energia libera non ci sarebbe bisogno dell’integrazione, perché le energie fluirebbero senza blocco.

Lo Spirito Guida è essenziale quando esploriamo qualcosa in un contesto controverso e delicato che necessita di essere equilibrato.

Nello Spirito Guida potete sempre riporre la vostra fiducia, soprattutto nei momenti incerti e oscuri della vostra vita. Conoscere cosa è rilevante per noi in un determinato momento della vita è fondamentale prima di procedere all’esplorazione di tale area, anche se ciò può essere non importante effettivamente.

Vi invito a scrivere con poche parole e coscientemente ciò che ora è di notevole interesse in questo momento della vostra vita, considerando le limitazioni come esseri umani.
L’invito è di trovare uno slogan, un titolo, alcune parole che esprimono il tal momento.

Si tratta poi di trovare uno sponsor, un’autorità che dia supporto al vostro intento.

 

Pratica 4

Chiudere gli occhi.

Sostenete con dignità ciò che avete scritto sentendo che siete legittimati a volerlo.

Se chiedete supporto avete tutto il diritto di riceverlo, quindi si tratta di chiederlo.

Il momento della chiamata e di supporto è radicale e crea una notevole differenza tra l’idea ed il proposito, e la richiesta di aiuto.

Procedete con la chiamata e chiedete sostegno. Osservate se c’è difficoltà a farlo, osservate la tensione che si sviluppa nel chiederlo e continuate a farlo. Se non è possibile accettate il limite.

Una volta fatta la richiesta ricevete l’aiuto.

È fondamentale saper ricevere il supporto. Osservate cosa succede quando ricevete.
Ed anche dove e come lo ricevete, notate se vi sembra troppo o troppo poco.

La fonte di questo supporto è incondizionata, siete voi a determinare il quantitativo.

Ricevere non è un pensiero ma una decisione, potete accettare oppure rifiutare.

Ora l’invito è di individuare la fonte che sta dando supporto. Portare attenzione al respiro.
Attraverso il vostro respiro fate un viaggio per ricercare chi vi sta dando aiuto.

Una volta che lo avete raggiunto diventate lui stesso. Diventate lui o lei, la fonte e permettete al vostro corpo di diventarlo.

Permettete alla vostra mano destra di diventare la mano della fonte, colui che da.

Diventate la Guida.

Trovate un partner e sistematevi di fronte a lui, ignoratevi completamente dopo aver deciso chi interpreta il ruolo 1 e 2.

Il partner uno è lo Spirito Guida ed è la presenza che dà, mentre il partner 2 chiede e riceve.

Chiudete gli occhi e quando parte il suono del tamburo riapriteli, il partner 2 esprime la sua richiesta senza parole, utilizza il corpo per farlo, poi prende una posizione per ricevere.

Il partner 2 rimane ricettivo mentre l’1 si attiva per dare, usando il suo modo più consono.
Il tocco avviene con la mano destra.

Il partner 1, senza toccare direttamente, individua una zona del corpo in cui dare maggiormente supporto, dirigendo l’energia con la mano destra verso il punto che ne ha bisogno.

Nel varco tra la mano ed il corpo del partner si crea una linea di fuoco.

Invertire i ruoli.

Prendete un attimo per verificare cosa è successo, chiudendo gli occhi.
Ritornate entrambe nello spazio della Guida o del fornitore di energia  sentendo la sua presenza nel vostro corpo.

Se qualcosa è stato perso durante l’interazione connettetevi di nuovo con la Guida dentro di voi.

Nella simulazione prima operiamo con l’esterno, poi torniamo di nuovo all’interno ed al modo in cui voi vi rapportate con la Guida quando siete soli.

Avete avuto l’opportunità di interagire con qualcuno che ha rappresentato la vostra Guida, questo è un privilegio ed una benedizione, ora si tratta di ritornare al rapporto interiore con la Guida stessa.

Osservate la differenza tra il ricevere esternamente ed internamente.

Permettete alla vostra mano destra di contenere la capacità di ricevere sia esternamente che internamente, diventando un ponte tra loro.

Ora portate la mano destra sul vostro corpo, lo stesso tocco che prima avete ricevuto ora lo date voi stessi, senza entrare in negoziazioni.

Prendete infine un momento per ringraziarvi reciprocamente e condividete l’esperienza.

I dati all’interno delle mani si applicano ad entrambe le mani.

 
I TRE STADI OPERATIVI

PRIMO STADIO:
Intento, Invocazione, Seme
Futuro, Preghiera, Mano Destra,Testa, Inspirazione, Mondo dell’Alto, Sole, Conscio, Padre, Maschile, Positivo, Luce, Giorno, Parola, Gesù, Natività.

SECONDO STADIO:
Funzione, Rilascio, Perdono, Concime
Passato, Sacrificio, Purificazione, Catarsi, Mano Sinistra, Ventre, Espirazione, Mondo del Basso, Luna Inconscio, Madre, Femminile, Negativo, Buio, Notte, Ombra, Pentimento, Confessione, Sofia, Chiesa, Crocefissione, Figlio.

TERZO STADIO:
Guarigione, Integrazione, Frutto, Benedizione
Presente, Unità, Illuminazione, Vuoto, Cuore, Pausa Respiro, Mondo Medio, Ascendente, Androgino, Multidimensionale, Comunione, Dio, Resurrezione, Spirito Santo.
© Franco Santoro, Findhorn Foundation Cluny Hill, Forres IV36 2RD, UK, info@astroshamanism.org

Cenni su Graha Ilibisi e Mitsupria

Febbraio 18, 2015 by admin Lascia un commento

Mitsupriya copyL’Impero dei Graha Ilibisi è la principale forza di simulazione antagonistica dell’età epica 3 (Versione 3.3) ed è sito nella Configurazione Ilibisi Pahai, un’emanazione del Mondo del Basso.

L’Impero dei Graha Ilibisi non detiene alcuna sovranità o influenza nella Configurazione Doriana Pahai, laddove si colloca il Sistema degli Stati Handoriani 3, ma esercita egemonia sulla Configurazione Umana Arbitraria.

L’Impero dei Graha Ilibisi costituisce il primo avamposto di colonizzatori della terza dimensione terrestre e di pionieri nella realizzazione del programma della Configurazione Umana Arbitraria nella versione 2. Di conseguenza i Graha Ilibisi ne rivendicano i diritti d’autore e il relativo marchio registrato, come proprietari originari.

Problemi a tale riguardo derivano dal fatto che componenti dei Graha Ilibisi adibite all’amministrazione della Configurazione Umana Arbitraria si separarono o ribellarono dal governo centrale IIibisa nella versione 3.1, grazie anche allo scarso interesse dei governi di allora riguardo il CUA.

Tali componenti hanno un rapporto più intimo e diretto con il CUA e gli esseri umani, e sono rappresentate nella versione 3.3 dai Graha Batrazhru e dai Graha Ardhura.

Nella versione 3.3 i Graha Ilibisi hanno risvegliato il loro interesse per il CUA, Ne consegue che i Graha Batrazhru e i Graha Ardhura, che sono rimasti a gestire il CUA, sviluppandosi autonomamente, sono in conflitto con i Graha Ilibisi.

Per complicare le cose, nella versione 3.1, il CUA è stato oggetto di altre influenze decisive, tra cui quella dell’Impero di Kopolia, esseri di quinta dimensione, che in tale versione erano in conflitto aperto con il Sistema degli Stati Handoriani. Nella versione 3.3, l’Impero di Kopolia è stato integrato pienamente nella politica di unificazione del Sistema degli Stati Handoriani e non è più in antagonismo. Tuttavia un gruppo nutrito di rinnegati dell’Impero di Kopolia, alleatosi con il Graha Batrazhru e Ardhura, continua ad esercitare un tenace controllo antagonista sul CUA. Sono tali rinnegati (detti Kopomleccha) che gestiscono il Pahekarubhe.

La situazione della versione 3.3 presenta una situazione di massima espressione conflittuale seguito il risveglio d’interesse dei Graha Ilibisi e le loro rivendicazioni di proprietà del CUA, soprattutto per motivi di sussistenza (clicca qui per ulteriori informazioni)

Mitsupria è una vasta metropoli di quarta dimensione dell’Impero dei Graha Ilibisi, la seconda per dimensioni dopo la capitale. E’ il centro finanziario dell’Impero, dove dimora la borsa multidimensionale, le sedi delle principali imprese multidimensionali, la Negrahia Corporation (Orcus), il Banco di Mitsupria (Mitsu City), Grahatta (Grah Fellat), Graha Azdhuri (Grah Mentulas), ecc.

Mitsupriya significa “Luce Amata”, dal giapponese antico mitsu (luce) e dal sanscrito priya (amato). Mitsu significa anche nettare, pozione, miele.

In Mitsupria si impiegano avvolgimenti corporei di quarta dimensione per certi versi assai simili al corpo fisico. Si tratta di ologrammi in grado di produrre l’intera gamma di sensazioni umane. In tale contesto esistono notevoli limitazioni e situazioni orribili, pericolose e dolorose.

Mitsupria è un luogo di esercitazione ideale per Agenti, poiché tutte le ombre che nella realtà terrena operano abbondanti, ma invisibili, in Mitsupria sono nitide e totalmente visibili.

In tale metropoli, in qualsiasi momento è possibile assistere o prendere parte ad eventi strazianti e orribili, quegli stessi eventi che accadono constantemente e in dosi in vero assai più copiose nel CUA, ma che tuttavia rimangono pressoché occultati.

Essendo una località di quarta dimensione, è la propria attitudine emozionale che determina quello che accade e di conseguenza gli scenari possono cambiare improvvisamente.

È facile rimanere intrappolati in Mitsupria e non riuscirne più ad uscire, soprattutto se predominano emozioni di paura e confusione. Sebbene vi siano tanti portali, questi risultano inaccessibili quando un visitatore diventa preda degli effetti narcotici di questa realtà.

In vero, Mitsupria, paragonata alla Terra, è un paradiso, per cui rimanere bloccato in Mitsupria è in termini qualitativi molto meglio che essere bloccati sulla Terra,

La Terra CUA è una colonia in stato di cattività dell’Impero dei Graha Ilibisi, laddove Mitsupria è la seconda metropoli dell’Impero, dopo la capitale.

Essendo la Terra CUA una colonia dell’Impero, le condizioni esistenziali umane sono immanamente più pesanti. Inoltre le possibilità di uscita dal CUA sono assai più ardue, mentre nell’Impero dei Graha Ilibisi vi sono varchi più ampi ed in linea di principio è spesso tollerata la circolazione libera.

Per un Agente, raggiungere Mitsupria è un risultato notevole, così come può essere fatale, perché in tale collocazione egli è confrontato inesorabilmente con la sua ombra, quella più occulta e sconosciuta, e onde rifuggirla può essere tentato a ritornare nel CUA, che equivale in effetti ad essere divorato dall’ombra.

A Mitsupria i rancori possono essere oggettivati, con la conseguenza che è più facile rilasciarli. Nel CUA i rancori siamo proprio noi.

Vi invito a prendere atto che ciò che vi giunge lavorando su 1C2 è solo un pallido remoto riflesso di quest’ombra.

L’Impero dei Graha Ilibisi è l’amplificazione della separazione, l’approssimanazione più umanamente concepibile del Picco di Buio, sito a Rodnah.

L’Impero dei Graha Ilibisi è l’equivalente Graha di Handor versione 3.

Nell’Impero dei Graha Ilibisi, se lavoriamo tenacemente e non diventiamo vittima dei suoi effetti narcotici, possiamo incontrare la nostra matrice di buio, quella che domina e dirige la nostra esistenza e morte sulla Terra.

Prima di incontrarla, occorre superare la prova dei 12 Graha e delle loro emanazioni tentacolari. Questa prova la superiamo dapprima nel CUA, poi in altre collocazioni, come su Mitsupria. Tuttavia, operando multidimensionalmente, possiamo anticipare l’esperienza su Mitsupria.

Ci dedicheremo a tale lavoro a partire dalla fase primaverile, ed è per questo motivo che nel periodo invernale si tratta di rafforzare l’Intento di Luce, e il collegamento con IMC, e con Pahai Sadoh, la forza di mediazione e rilascio, elemento essenziale per il viaggio a Mitsupria, così come le sue emananazioni tramite le modalità A, B e C.

Tuttavia il rilascio non è possibile se non andiamo alle radici di ciò che va rilasciato, se non lo comprendiamo fino in fondo, se non siamo pronti a confrontarci con la matrice di buio, disinnescando il suo ologramma.

È un’operazione estremamente delicata che implica la capacità di non giudicare in base alle apparenze, di imparare a rintracciare la radice di quello che sembra succedere.

Nel mondo della separazione, ciò che impera è il conflitto e la guerra. Un conflitto strategico che consiste al reggitore della separazione di mettere in atto appunto la separazione.

In questo contesto onde giustificare la lotta incessante tra due parti è necessario additare motivazioni esca e soprattutto promuovere una percezione crudele e nefanda della controparte.

Finché siamo vittime di questa percezione non riusciremo mai a comprendere l’ombra e rimarremo qui impegnati in questa guerra continua.

Come conseguenza del lavoro che stiamo svolgendo alcuni di voi potranno fare fin da ora brevi escursioni in Mitsupria, soprattutto nei sogni.

E a tale riguardo si applicano le indicazioni del Piano di Emergenza 1.

Allo stesso tempo si tratta anche di accettare che esse non funzionino all’occorrenza, per poi applicarle al risveglio.

Ora vi illustro brevemente un luogo in Mitsupria, che per alcuni di voi apparirà familiare. E’ uno dei tanti iper-stabilimenti della metropoli. Questo in particolare è chiamato Graha Azdhuri, sito in Grah Mentulas, fa parte di una grande catena con succursali in tutto l’Impero.

Il visitatore una volta entrato in Graha Azdhuri diventa facilmente preda di uno stato di avvilimento e frustrazione profonda, insieme ad un’eccitazione incontrollabile.

Graha Azdhuri è ricolmo di avvolgimenti fisici di ogni forma e genere. Oltre ai tradizionali generi femminile e maschile, esistono altri 62 generi nell’Impero dei Graha Ilibisi, decisamente inconcepibili umanamente. Il genere inoltre può cangiare in qualsiasi momento.

Graha Azdhuri come prima impressione appare come un gigantesco bordello in cui si consumano centinaia di migliaia di prestazioni simultaneamente.

Dapprima il visitatore sceglie la meretrice primaria. Una volta fatta tale scelta, la prostituta primaria lo accompagna dall’altra parte dello stabilimento dove essa stessa sceglie la meretrice secondaria, che è in genere più brutta di quella primaria. Poi i tre insieme vanno in una camera e consumano un rapporto a tre, con caratteristiche estremamente deprimenti, il cui fine precipuo, da raggiungere il più rapidamente possibile è l’orgasmo da parte del visitatore.

La prestazione può essere anche di natura distinta da quella sessuale, seppure l’obiettivo è sempre quello dell’orgasmo o dell’inseminazione.

Tale orgasmo o inseminazione serve ad alimentare e sostenere l’Impero.

Le meretrici si precipitano quindi sui genitali del visitatore e iniziano a stimolarli avidamente onde procurare un orgasmo. Nel caso in cui il visitatore abbia un genere femminile al momento dell’orgasmo, esso verrà inseminato.

Una volta raggiunto l’obiettivo se ne vanno immediatamente. Il visitatore si sente estremamente frustrato e per qualche momento se ne va in giro per la metropoli, per poi ritornare nuovamente nello stabilimento ed essere sottoposto ad un altro servizio. E così può continuare per cicli di tempo immani.

In questa esperienza non esiste differenza di genere perché il sesso dei protagonisti può cambiare rapidamente, le prostitute donne possono diventare uomini, e lo stesso visitatore può cambiare sesso. Se è uomo si tratta di procacciare il suo seme, se è donna si tratta di inseminarla.

L’Agente che si reca in tali stabilimenti ha tatticamente da trovare il modo di entrare nel sistema, dapprima come cliente, e poi trovare modo di farsi assumere come prostituta secondaria, per poi diventare prostituta primaria, e in seguito avanzare in carriera fino a diventare mediano. Il mediano opera al fine sia di selezionare le prostitute sia di attirare i visitatori. Una volta divenuti mediani è possibile interagire con i presidi, che sono i dirigenti dello stabilimento. I presidi sono una chiave di accesso alla matrice dell’ombra.

Le attività o condizioni fisiche che producono le emozioni e rancori più forti, quali l’orgasmo fisico, la malattia, la guerra, il piacere, il dolore, ecc. sono monopolio dell’Impero dei Graha Ilibisi, gli amministratori delegati del CUA.

Nella versione 3.3 del Gioco, nel Provisional Order si sviluppa una cellula di agenti speciali PDB con la funzione di operare un nuovo prototipo del Sacro Cono. Questo strumento può consentire di onorare il monopolio dell’Impero dei Graha Ilibisi nella ricezione dei Graha, mentre allo stesso tempo permettere ad una percentuale minima di Graha di alimentare uno spazio alternativo inteso a consentire il rimpatrio dei Pionieri originari.

Tale impresa è assai delicata e richiede negoziazioni con le autorità dell’Impero dei Graha Ilibisi, rapporti diretti con il Sistema degli Stati Handoriani e molte altre attività che si svilupperanno via via nel PET.

Nel PET stiamo semplicemente simulando quanto sopra, per motivi ricreazionali.

Dopo la lettura di quanto sopra, fermati per almeno tre minuti.

Chiudi gli occhi e respira profondamente, aprendoti a qualunque emozione o informazione che ti giunge. Nota quello che ti succede.

Focalizza poi su 1A e 1B, e dirigi quanto senti in quella direzione, chiamando Pahai Sadoh e IMC:

Protetto: Volizione

Febbraio 18, 2015 by admin Lascia un commento

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Nudo integrale multidimensionale

Febbraio 18, 2015 by admin

Questo articolo impiega un linguaggio specialistico per addetti ai lavori e come parte di una simulazione strategica. Vedi Liberatoria.

 

La fase di rilascio, che chiamiamo Pahai – Sistema 2, è un’area operativa critica perché implica l’accesso agli elementi negati della realtà separata umana.

L’entrata nel Sistema 2 comporta un denudamento a livello di terza e quarta dimensione, del corpo fisico ed emotivo.

Nel Sistema 2 non è possibile occultare nulla riguardo il nostro corpo fisico ed emotivo. Non possiamo aprirci al corpo emotivo, se non siamo in grado di denudarci a un livello fisico, se necessitiamo di abiti e trucchi per occultare il corpo fisico.

Il corpo fisico è stato creato per nascondere il corpo emotivo, laddove il corpo emotivo è nato per occultare quello mentale, mentre quello mentale fu generato per celare il corpo spirituale.

Tutto questo occultamento è la conseguenza del processo di separazione.

Il corpo spirituale è unità pura. Per separarsi da tale unità occorre creare un corpo separato, prodotto da un pensiero di separazione, ossia il corpo mentale fondato sulla separazione.

Il corpo mentale fondato sulla separazione è inteso ad occultare il rapporto con il corpo spirituale basato sull’unità, e di conseguenza si sostituisce a esso, negando l’esistenza stessa dell’unità, la quale diventa invisibile, non percepibile.

Il corpo mentale fondato sulla separazione è il prodotto di un dio separato, il Demiurgo gnostico, il Gran Paheka. Allorché il corpo mentale è accessibile e nudo, diventa possibile individuare i suoi collegamenti con il corpo spirituale.

Tale collegamento è lecito in una realtà fondata sull’unità, laddove la separazione è una scelta strategica o ludica, non intesa a negare l’unità. Allorché la separazione nega l’unità e si propone come l’unica realtà possibile, ecco che abbisogna di un corpo aggiuntivo inteso a occultare la sua nudità mentale.

Dapprima il corpo mentale, onde nascondere le parti di collegamento con l’unità, si ricopre di un vestito mentale fondato su pensieri di separazione intesi a negare i pensieri di unità, che addivengono quindi tabù. Le attività promosse da tali pensieri sono considerate illegali, proibite e, quando il pensiero di separazione diventa dominante, anche inesistenti.

Tuttavia i pensieri di unità, emananti dal corpo spirituale, sono vitali per la sopravvivenza del corpo mentale, il quale è mantenuto in vita dal corpo spirituale stesso, dalla rete della vita fondata sull’unità.

Quindi si tratta di usare i pensieri di unità per dare supporto alla separazione, negando tuttavia la consapevolezza di tali pensieri o fraintendendone la natura.

In questo caso il vestito mentale ricopre i pensieri di unità, così come sul piano fisico l’abbigliamento intimo occulta parti del corpo considerate tabù. Paradossalmente le parti fisiche considerate tabù sono quelle che generano la vita fisica separata, così come le parti mentali considerate tabù sono quelle che mantengono in vita il corpo mentale separato.

Il vestito mentale rimane tuttavia sempre un vestito, e non è in grado di occultare completamente quello che c’è sotto, così come un reggiseno o un paio di mutande possono essere sempre tolte da chi le indossa.

Si tratta di una situazione rischiosa per la separazione.

Il processo di separazione, per potere sopravvivere, necessita di un occultamento ben più radicale e a tale scopo si espande mediante la creazione di un corpo a sé stante, ossia il corpo emotivo.

Lo scopo del corpo emotivo, quello di quarta dimensione, è nascondere il corpo mentale in maniera radicale. Nel corpo emotivo sono cosciente delle emozioni, ma non del pensiero da cui derivano tali emozioni. Percepisco solo le emozioni, ma non il pensiero che le ha prodotte, sia che si tratti di pensiero di unità o separazione.

Onde evitare che le parti tabù del corpo mentale, quelle fondate sull’unità, possano essere esibite, il corpo mentale fondato sulla separazione crea un altro corpo che copre totalmente sia i pensieri di separazione sia quelli di unità.

Il corpo emotivo rimane tuttavia collegato a quello mentale in alcuni punti vitali, che sono in effetti i punti tramite cui il corpo emotivo è mantenuto in vita da quello mentale.

Quindi un corpo emotivo interamente nudo può rivelare i collegamenti con il corpo mentale, rendendo vana la funzione di occultamento del corpo emotivo stesso. A tale scopo il corpo emotivo è ricoperto da vestiti emotivi, intesi a nascondere le parti di collegamento con il corpo mentale, con la stessa funzione dei vestiti mentali e di quelli fisici,

A sua volta il corpo emotivo, onde occultare in maniera più radicale le emozioni segrete e tabù, genera un corpo alternativo, quello fisico, il corpo che ci ritroviamo nella realtà separata umana.

Similmente nella realtà separata umana vi sono parti del corpo fisico considerate tabù e conseguentemente occultate da vestiti fisici. Queste parti nascoste possono rivelare i collegamenti con il corpo emotivo, che a sua volta possono esporre quelli del corpo mentale e del corpo spirituale.

Quindi quelle parti fisiche vanno rigorosamente coperte, e le loro attività controllate severamente.

Ora, in questa collocazione spazio-temporale, è in atto nella realtà separata umana la gestazione di un corpo ulteriore di separazione.

Questo corpo sta prendendo spazio, tra le altre cose, attraverso l’emergenza crescente dei social network.

Centinai di milioni di individui trascorrono tempo copioso interagendo mediante identità telematiche.

Queste identità internet, insieme ad altri dispositivi, sono destinate a rimpiazzare i nostri corpi fisici. In effetti, laddove il corpo fisico è di terza dimensione, quello telematico è di seconda dimensione.

Da notare che il corpo fisico era originariamente un social network del corpo emotivo, e che a sua volta il corpo emotivo lo era per il corpo mentale.

Il nostro corpo fisico è una complessa organizzazione telematica robotizzata di terza dimensione collegata a una realtà di quarta dimensione, che nel gergo Pahai chiamiamo Impero dei Graha Ilibisi.

Siamo in un momento di transizione. Sta avvenendo il passaggio graduale di separazione tra un corpo a un altro.

Il vantaggio di questa transizione è che, se la consideriamo con attenzione, ci può consentire di identificare i processi delle precedenti transizioni. Quindi laddove da un lato possiamo separarci ulteriormente e rendere ancora più remota la possibilità di ritornare all’unità originaria, dall’altro possiamo anche svolgere il processo opposto.

Questo è il motivo per cui il 2012 e gli anni che seguiranno possono essere strategicamente decisivi.

Una parte dell’umanità continuerà a promuovere l’occultamento e passerà via via a un ulteriore corpo di separazione.

Un’altra parte, magari solo un gruppo di pionieri, può invece individuare le chiavi per scoprire i punti di collegamento del corpo fisico con quello emotivo, mentale, e così via fino al corpo spirituale.

L’opera di questi pionieri è assai rischiosa e delicata, perché appunto comporta l’esposizione di ciò che la realtà separata intende occultare.

Il lavoro parte dalla trasparenza del corpo fisico, il suo affrancamento totale da ogni tabù riguardo ogni sua parte e le loro attività, inteso a denudare in seguito il corpo emotivo, quello mentale e spirituale.

Trattasi di nudo multidimensionale integrale.

Nella realtà separata il processo seguita all’inverso ed è destinato a incrementare l’occultamento, fino a produrre un ulteriore corpo separato.

In Pahai si entra nudi.

Insaccati stagionati e freschi

Febbraio 18, 2015 by admin Lascia un commento

La visione epifanica ricevuta nello stadio 3 addiviene sistema 1 attraverso la focalizzazione sull’Intento. Segue il sistema 2 del rilascio.

La modalità migliore per rilasciare è attraverso il lavoro operativo in C. lo spazio di rilascio genera un’energia molto potente che è integrata con l’Intento.

Nel caso in cui il rancore è tale da non permettere l’operatività in C è necessario rilasciare direttamente nel Cerchio del Sacro Cono.

Il lavoro di rilascio del singolo agente è in tal modo collettivizzato e il gruppo stesso lo rilascia nel Sacro Cono.

Le emozioni che giornalmente viviamo vanno date ai Graha Ilibisi, almeno tre volte al giorno, tramite un atto formale.

E’ questa la condizione contrattuale che stiamo negoziando con i Graha Kapdumi, l’ala progressista dell’Impero dei Graha Ilibisi.

I Graha Ilibisi si nutrono di emozioni e sostanze alimentari di quarta dimensione, talvolta arricchite da forme pensiero e proteine di quinta dimensione.

I Graha provvedono alla loro sussistenza mediante distinte strategie e prodotti alimentari, che riflettono distinte concezioni nutrizioniste. Un ruolo rilevante per la salute del corpo di quarta dimensione è dato dalle proteine astrali, che sono presenti in sostanze equivalenti a carne, pesce, uova, latticini e legumi secchi.

Nell’Impero dei Graha Ilibisi il prodotto proteico più popolare è la carne, o più precisamente l’insaccato, di cui esamineremo brevemente le sue caratteristiche di quarta dimensione, sia nella forma stagionata e industriale, di gran lunga la più diffusa, che in quella fresca e artigianale.

Salsiccia grahtinata al forno e uva
Gli insaccati di quarta dimensione sono costituiti da un involucro di forme pensiero separate, che deve essere fermamente aderente, tenace, elastico e poroso. Nel CUA esso corrisponde all’idea dell’identità separata, o ego singolo di ciascun individuo umano. E’ questa idea che costituisce il contenitore, o “sacco”, del contenuto, poiché è appunto insaccato.

Il contenuto, o composto, è costituito da carne di quarta dimensione (ovvero emozioni, integrali o raffinate, di origine sessuale pura, o mescolate con emozioni derivate), sale e altri additivi intesi alla conservazione (paura, terrore, rabbia, oblio), pepe, condimenti, sostanze aromatizzanti o coloranti, ovvero forme pensiero quali per esempio E7 (idee di relazione monogama), E4 (idee di allevamento figli), E10 (idee di carriera e successo), ecc.

Dopo che le emozioni sono state tritate, aromatizzate, impastate e insaccate, subiscono un periodo di stagionatura più o meno lungo (da 6 a 80 anni), a una temperatura intorno ai 36 gradi e umidità relativa tra il 45 e il 65%.

Gli insaccati industriali stagionati, in particolare quelli prodotti dal Salumificio Negrahia, costituiscono l’alimento proteico più popolare nell’Impero dei Graha Ilibisi.

Quasi tutti gli insaccati di quarta dimensione prodotti nel CUA sono di natura industriale. Tali prodotti, oltre ad essere ipercalorici, contengono additivi nocivi, il cui consumo sarebbe sconsigliato, o almeno ridotto, nell’ambito di una politica salutistica.

Nell’Impero dei Graha Ilibisi alcune forze progressiste, quali i Graha Kapdumi, promuovono la riduzione nei consumi di insaccati stagionati e appoggiano l’uso di prodotti confezionati artigianalmente e idealmente freschi.

Durante la stagionatura gli insaccati perdono acqua e la concentrazione salina (ossia la paura) di conseguenza aumenta, incrementando anche le calorie e il tenore di proteine e grassi.

Salami Cones
Per i prodotti freschi come la salsiccia di quarta dimensione la stagionatura non si verifica o è molto breve (massimo 3 giorni), evitando gli inconvenienti degli insaccati stagionati.

Il consumo di insaccati freschi (come la salsiccia, lo zampone, il linguale, il cotechino), privi di additivi nocivi, trova una collocazione importante in una cucina ipocalorica attenta alla salute di quarta dimensione.

Quanto sopra è ciò che sostengono le forze progressiste dei Graha Ilibisi che da diverso tempo hanno promosso la creazione di piccole imprese artigianali nel CUA intese a produrre alimenti freschi. Tali forze sono all’origine storica dello sviluppo del Gioco del Sacro Cono, nella sua attuale versione 3.3.

L’alimentazione cui ci riferiamo è relativa alla quarta dimensione e in particolare ai coltivatori e allevatori della terza dimensione, ossia i Graha Ilibisi.

Da una prospettiva umana, non ci sono vie d’uscita, poiché i Graha alla fine della vita di ogni essere umano si prenderanno tutto, in genere dopo un periodo più o meno lungo di stagionatura.

Secondo la prospettiva operativa dei Graha Ilibisi la terra è un luogo di stagionatura e inscatolamento di emozioni, finalizzata alla produzione di insaccati, formaggi stagionati, legumi e frutta secca.

Ora si sta sviluppando un nuovo mercato alimentare, salutista e biologico, e noi andremo a Mitsupria, la capitale finanziaria dell’Impero dei Graha Ilibisi, per incontrare esponenti dell’ala progressista, quella che supporta l’uso di prodotti freschi, privi di conservanti e additivi.

La partenza dei viaggi sarà dal Paramandira, da qui ci muoveremo verso Quiumakai dove si trova il portale per Mitsupria. A Mitsupria incontreremo l’APD (Alto Prefetto Delegato) e una delegazione di esponenti dell’ala progressista.

Pure a Mitsupria non poteva mancare ovviamente il ristorante italiano. Si trova nel quartiere Teatrezi East, a pochi passi dal ponte.
© 1976, 2011 Franco Santoro

Protetto: La tribù

Febbraio 18, 2015 by admin Lascia un commento

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Protetto: CUI, CUO, CUA

Febbraio 18, 2015 by admin Lascia un commento

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Ricercati, cacciatori di taglie e tocco astrosciamanico

Febbraio 18, 2015 by admin

Il partner è il ricercato pwanteder eccellenza della realtà separata, sulla cui testa abbiamo posto la massima taglia, vivo o morto. Ognuno di noi nel dramma della polarizzazione è sia cacciatore sia preda, sia bounty hunter sia ricercato.

La via di Mezzo, o via di Pahai (il Sacro Cono) è una svolta radicale della mente e delle emozioni asservite alla polarizzazione, al Sistema Binario.

La via di mezzo implica la consapevolezza di una linea mediana di esperienza, priva di polarità e assolutismi. È una via di apertura all’abbondanza che deriva dal rilascio della percezione separata.

Il celibato e il rapporto di coppia costituiscono gli ingranaggi polari su cui si fonda la realtà separata.

Da un lato il rapporto di coppia, dall’altro la sua negazione.

Il rapporto di coppia, il sogno di incontrare il partner ideale, è l’argomento di vendita principale della realtà separata.

Finché continua ad esserci questo argomento di vendita e il relativo compratore, la realtà separata seguita.

Fin tanto che abbiamo questa idea in testa che la felicità consiste nell’incontrare il partner e l’anima gemella, ritorneremo sempre nella realtà separata, perché è l’unico luogo in cui questa idea esiste.

Nelle altre realtà questa idea non sussiste perché le polarità sono unite e non scisse.

La natura multidimensionale ha già i due poli integrati. Laddove per un essere umano la mano sinistra e quella destra sono parte del suo stesso corpo, per cui l’idea di andare alla ricerca di una delle due mani è assurda, per un essere multidimensionale l’altra polarità fa già parte del suo corpo.

Quindi l’idea di trovare il partner ideale è tanto assurda multidimensionalmente quanto per un uomo con entrambe le mani è l’idea di incontrare l’altra sua mano.

Tuttavia, tra le righe ora sussurro e poi mi fermo, che è proprio in tale assurdità che si cela il senso creativo e piacere agonistico della realtà separata, ossia la nobile sfida di rendere l’assurdo reale.

Il nostro partner è sempre con noi, ma come conseguenza dell’amputazione della nostra percezione riusciamo a vederlo solo separato, negli altri, che sono parti di noi, che riusciamo a vedere solo come separate.

Per cui la vita nella realtà separata è una costante caccia al partner, che si sviluppa con miriadi di strategie. C’è la parte della caccia, allorché l’individuo è privo del partner, e poi c’è la parte relativa alla conservazione della selvaggina, una volta che il partner è stato trovato, ma può sempre scappare o essere catturato da altri.

Poi, e questo succede sempre, c’è la fase finale della separazione dal partner, della sua inevitabile amputazione, uccisione, che porta conseguentemente a una successiva caccia al partner, ecc.

Questo è il circolo vizioso della realtà separata, un sistema commerciale estremamente efficace, che nel gergo astrosciamanico chiamiamo CUA (Configurazione Umana Arbitraria).

Un sistema commerciale è efficace quando non si esaurisce mai, quando continua a tenere in pugno i suoi clienti, attizzando in loro il desiderio del prodotto, fornendone una parziale soddisfazione, per poi mortificarlo, onde creare un ulteriore desiderio, che porta a un successivo acquisto del prodotto.

Un sistema commerciale è inoltre assai efficace allorché offre un’ampia gamma di prodotti intesi a raggiungere più clienti possibili. Di conseguenza tale sistema crea prodotti specializzati onde garantire la massima diffusione tra ogni categoria economica, sociale, culturale, generazionale della popolazione.

In realtà il prodotto è sempre lo stesso, è di marca CUA, cambia solo l’etichetta e qualche ingrediente irrilevante.

Quindi esiste la ricerca del partner per soli scopi di soddisfazione sessuale, che è in effetti il prodotto più venduto, sebbene in molti paesi è disponibile solo nel mercato nero, così come la ricerca del partner per motivi romantici, o di procreazione, per conseguire potere, prestigio, protezione, per uniformarsi a precetti sociali o religiosi, per svolgere pratiche rituali, per conseguire l’ìlluminazione o addirittura, per andare oltre il CUA stesso.

Quest’ultimo prodotto è quello di massima sofisticazione, proprio perché rivolto appositamente a coloro che non ne possono più del CUA e di ricercare un partner di serie. Questi utenti sono coloro che hanno provato tutti i prodotti precedenti, di conseguenza a loro occorre propinare qualcosa di alternativo e progressista. Quindi non più relazioni con un partner tradizionale, bensì quella con un compagno multidimensionale, onde dare vita alla coppia trascendentale, tantrico multidimensionale spirituale, sciamanico aliena, al fine di liberarsi dal CUA.

Ovviamente, tale prodotto non è venduto con il marchio CUA, bensì con quello di un’azienda alternativa, che ufficialmente è contraria al CUA.

In apparenza è un’operazione economica suicida, che tuttavia soddisfa le condizioni di un sistema commerciale molto efficace, ossia quelle di attizzare il desiderio e non consegnare il prodotto finale. Ne consegue quindi che al fine di andare oltre il CUA, si tratta di continuare a restare nel CUA.

La realtà separata copre tutti i gusti, sia quelli legali, sia illegali, bassi ed elevati, e in questo modo gestisce tutto il mercato, anche quello clandestino, insomma tutto, per cui attenzione poiché il CUA si annida anche CUA, in questo articolo, in ciò che vi sto vendendo.

La realtà separata, il CUA (Configurazione Umana Arbitraria), si fonda sulla sollecitazione di un desiderio per un prodotto, che viene pagato, ma che non è mai consegnato. Il CUA è un fondo di investimento a massimo livello di rischio, è un gioco d’azzardo, una lotteria.

Il compratore acquista il biglietto della lotteria, attizzato dal desiderio di poter vincere, e continua a pagare e pagare, senza mai vincere nulla. Di tanto in tanto, può fare una piccola vincita, ma quella vincita rafforza ancora di più il suo desiderio e la sua tendenza a comprare altri biglietti. È così fissato dal desiderio di vincere, che si dimentica il motivo per cui vuole vincere e quello che rimane è solo l’idea del biglietto della lotteria.

La ricerca del partner ideale, della polarità opposta, funziona allo stesso modo.

L’altro ingranaggio della realtà separata è il celibato, che si sviluppa sovente sulla base delle considerazioni elucidate in precedenza. Ossia, visto che la ricerca del partner non porta a nulla, ne consegue che la via retta è quella del celibato.

Il problema è che il celibato è pure esso un prodotto del CUA.

Posso dedicare la mia vita al rapporto con Dio, a ricercare la verità, ecc.

Questo è di nuovo il sistema binario, che tende sempre a creare polarizzazione. Dio diventa un oggetto di ricerca, e il celibato un altro prodotto per ricercare qualcosa che non troverò mai.

E allora qual è la via di uscita?

La via di uscita è la via di uscita, ossia si tratta di uscire dal CUA, perché finché siamo nel CUA siamo dentro ad esso e non fuori. Non è possibile trovare la via d’uscita dentro al CUA, perché essa è solo fuori.

Per uscire si tratta di essere casti, di lasciare andare sia la ricerca del partner sia la sua negazione, e allo stesso tempo di coltivare sia la ricerca del partner sia il suo rilascio.

Questa è la via di mezzo, una via di castità, non di celibato.

La via di mezzo, quella di Pahai, è un processo di integrazione, di fusione dell’essere.

La via di mezzo è un percorso di amore che abbraccia tutto quello che incontra, pienamente e incondizionatamente, senza alcun attaccamento.

Si differenzia dalla ricerca del partner del CUA perchè è priva di caccia o preservazione. Si fonda sull’incontro e la fusione con l’altro, per proclamare l’unità degli opposti. Ogni incontro celebra il ritrovamento dell’altra parte, che è incorporata totalmente e non necessita essere più cercata. Ogni incontro celebra anche il rilascio della separazione, l’idea di inseguire il partner, di preservarlo.

Il tocco astrosciamanico è la via di mezzo per eccellenza.

Ogni tocco rappresenta il ritrovamento del partner e la sua incorporazione. Ogni tocco è completo in se stesso, implica la consegna finale del prodotto.

La via di mezzo, a differenza del CUA, è un sistema commerciale estremamente inefficace. Il prodotto è consegnato sempre, e senza spesa alcuna, e una volta ricevuto il prodotto non è necessario riceverne altri.

Non si tratta di trovare il partner ideale o di essere celibi, di fare sesso o meno.

Ciò che conta è diventare esseri multidimensionali.

Un essere multidimensionale si muove oltre gli opposti, oltre l’assurdità del sistema binario del CUA…

Tuttavia, tra le righe ora sussurro e poi mi fermo, che è proprio in tale assurdità che si cela il senso creativo e piacere agonistico della realtà separata, ossia la nobile sfida di rendere l’assurdo reale.

Franco Santoro

Verso la terza elica

Febbraio 18, 2015 by admin Lascia un commento

Materiale canalizzato il 13 ottobre 1998, in 7.5

La definizione dell’intento, e il Terzo Polo, permettono lo sblocco del sistema binario del DNA. La natura del binario esemplifica le modalità operative. Le due parti coinvolte confrontano i rancori (Graha) relativi quando sono in spazi di mancanza di chiarezza riguardo il loro intento.

Le due parti possono rilasciare il blocco binario solo quando gli Intenti sono definiti ed è presente un’accettazione aperta a convergere verso un Intento comune, che determina l’emergenza del Terzo Polo. Il Terzo Polo rappresenta la Terza Elica del DNA. La sua definizione determina il passaggio dal sistema binario al sistema trino.

La mutua accettazione consente il rilascio del blocco del sistema binario ed apre il portale verso una relazione multidimensionale.

Quando l’Intento comune non è riconosciuto o viene considerato in maniera blanda, viene inevitabilmente fagocitato dal sistema binario, che si nutre appunto di intenti e Terzi Poli abortiti.

La relazione ritorna allora al suo consueto circolo vizioso inteso a ricercare l’intento solo all’interno del sistema binario.

Questa ricerca preserva il blocco ed è soggetta alla manipolazione delle forze di luce e buio.

Le polarità della relazione binaria sono costantemente private dei loro 10 elementi aggiuntivi. L’elemento più decisivo tra questi è il Terzo Polo, o Terza Elica, o Intento.

Nel sistema binario il Terzo Polo è fagocitato dalle forze predatorie di buio e luce. Queste forze amministrano l’attività della coppia. Le dinamiche della coppia sono dirette da queste forze, e la loro natura muta in base a quale di queste forze prevale, buio o luce.

La definizione dell’Intento svela la copertura delle forze predatorie e riduce la palatabilità della coppia.

Le forze predatorie si nutrono dei 10 elementi, che per tale motivo non sono operativi negli esseri umani.

Ogni volta che esseri umani riescono a rilasciare il blocco del sistema binario, espandendosi nella Terza Elica, il valore nutritivo della loro relazione si sposta da 10 a 9, e ha quindi un valore inferiore nel mercato predatorio.

In tale mercato la relazione binaria ha il valore più alto e rappresenta la dieta più popolare per le forze predatorie di natura Graha. Allorché il blocco binario è rilasciato si verifica un passaggio che permette l’accesso ad un altro mercato che raggruppa forze predatorie più raffinate.

Nel contesto del binario 7.5, il processo di rilascio comporta il riconoscimento dell’Intento di entrambe le polarità e la verifica operativa della volontà di procedere verso l’emergenza del Terzo Polo.

Se tale volontà esiste, le condizioni del rilascio diventano operative. Se ciò non avviene occorre procedere individualmente alla definizione dell’Intento onde attirare le polarità disponibili per lo sblocco del sistema binario.

Quando manca la volontà operativa tra le due parti, è fondamentale aprirsi ad un’altra parte.

L’emergenza del Terzo Polo non è il risultato di una relazione prolungata. Essa procede nel momento in cui le due parti focalizzano su un Intento comune, confermando tale operatività anche quando la relazione è terminata.

Tale sviluppo può procedere in terza dimensione anche in pochi minuti, quel che conta è la sua manutenzione in quarta e quinta dimensione, mediante il sostentamento emotivo e mentale.

 

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