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Archivi per Febbraio 2019

Teorema

Febbraio 19, 2019 by admin

Sei proprio sicuro che il tuo corpo sia il tuo corpo?

Il paradosso di un ricercatore olistico e multidimensionale è che da un lato vive l’esperienza dell’unità e l’estasi che ne deriva, per cui ognuno è parte del tutto e non esiste separazione. Dall’altro invece fa i conti con l’identificazione con il proprio corpo fisico, per cui è una parte a se stante, separata e in competizione con le altre, soggetto in modo incessante a ogni tipo di limite, di cui uno sarà inevitabilmente letale.

Il paradosso consiste nel conciliare queste due parti: una identificata con il tutto, l’altra con il proprio corpo fisico.

Un paradosso è la presenza di qualcosa che contraddice un’idea o esperienza. In genere lo si elimina o si trova un modo per giustificarlo. Un’altra opzione è accettarlo appunto come un paradosso, riconoscendo i limiti della nostra percezione, lasciando andare l’attaccamento a idee fisse e aprendoci a paradigmi alternativi.

Ora, per quanto riguarda il corpo, siamo davvero sicuri che quello che identifichiamo come il nostro corpo fisico sia il nostro corpo fisico e che quello che identifichiamo come il corpo fisico degli altri sia il loro?

L’intera vita umana ordinaria si fonda su questo teorema: ognuno di noi è un individuo separato identificabile da un corpo fisico che nasce e muore. Questa identità legata a un corpo fisico è l’unica riconosciuta legalmente. Per facilitarne la definizione ognuno di noi è provvisto di dati anagrafici, carta di identità, passaporto e altri documenti personali.

Un teorema è un’asserzione che parte da condizioni iniziali arbitrariamente stabilite, per poi trarre delle conclusioni e darne in seguito delle dimostrazioni.

Il fatto che ognuno di noi sia un individuo a se stante identificato da un corpo fisico è la dimostrazione e realtà del teorema che ognuno di noi è un individuo a se stante identificato da un corpo fisico.

Questo teorema, indiscusso e assiomatico, ha creato e crea la realtà umana separata stessa, che ne è appunto la dimostrazione.

Solo mettendo in discussione radicalmente questo teorema, possiamo accedere ad una realtà diversa.Quindi, siamo davvero sicuri che quello che identifichiamo come il nostro corpo fisico sia il nostro corpo fisico e che quello che identifichiamo come il corpo fisico degli altri sia il loro?

“Niente di ciò che ci circonda è un oggetto, tutto è soggetto.” (André Breton)

Neutralità

Febbraio 18, 2019 by admin

Dietro il velo dell’edonismo, del dogmatismo religioso o di ogni idealismo naturalista e positivista, il dolore e la miseria di questo mondo seguita a essere pragmaticamente e intimamente irrisolto o mistificato, insieme al senso stesso dell’esistenza umana.

La nostra vita fisica e la sua finalità rimangono un totale enigma.

Dinanzi all’evidenza inconfutabile di questo enigma, forse la posizione di maggiore integrità rispetto alla vita comporta assumere un atteggiamento neutrale, in cui non diamo nulla per scontato.

Questo significa la disponibilità ad accettare che la vita terrena abbia il massimo valore possibile, per cui occorre fare di tutto per preservarla, sia pure l’esatto contrario, come pure una via di mezzo, incluso il fatto che sia una totale illusione o l’unica vita possibile.

C’è anche l’eventualità che questa vita sia essa stessa neutrale, per cui diventa semplicemente quel che decidiamo noi.

Quindi se decidiamo di essere neutrali, chissà cosa succede.

Forse sparisce tutto o niente, o
compare tutto o niente?

Arcano enigma

Verso una sessualità multidimensionale

Febbraio 18, 2019 by admin

Per secoli sul nostro pianeta i conflitti riguardo le questioni sessuali sono stati una delle principali cause di sofferenza, dipendenza e frustrazione. Mentre ci muoviamo in un percorso di risveglio spirituale è vitale riconoscere queste ferite e promuovere strenuamente modi per guarirle.

Da una prospettiva multidimensionale il sesso è una rappresentazione simbolica dell’energia che pervade la rete della vita, descrivibile come un continuo rapporto erotico multidimensionale tra la terra e il cielo, la pienezza e il vuoto.

Molti guaritori e anche persone ordinarie, ma estremamente sensibili, stanno sulla soglia di questa interazione, proprio nel punto in cui le polarità si incontrano, tra l’ordinario e il non-ordinario, il giorno e la notte, la vita e la morte.

Che lo sappiano o no, sono intensamente legati all’essenza della creazione, stimolando l’energia e usandola per sostenere la rete della vita.

Praticano la sessualità multidimensionale.

Mentre lo fanno, sono coinvolti nella guarigione della frammentazione dell’anima, che è il risultato di sistemi di credenze basati sulla separazione e la causa di tutte le paure nella nostra cultura.

Le persone che sono consapevoli di questo processo di guarigione lavorano a un livello archetipico o collettivo, in contrasto con i livelli personali o egocentrici cui la maggior parte degli individui opera. Di conseguenza, si muovono costantemente verso diversi modi di percepire e usare l’energia sessuale. A causa della negazione e distorsione convenzionale di tali temi, questo può essere spiazzante per loro e le loro relazioni.

La sessualità multidimensionale non implica necessariamente avere rapporti sessuali. A causa delle sue controverse implicazioni, molte persone su questa strada possono fare scelte distinte: eterosessuali, monogame, poliamorose, omosessuali, asessuali, riproduttive, anticoncezionali, tantriche, di castità, celibato, ecc.

La sessualità multidimensionale non è necessariamente erotismo tantrico o taoista, che implica la manipolazione consapevole dell’energia sessuale. È basata sull’esperienza che la sensualità, la danza, le posture del corpo, il teatro, l’arte, i rituali, l’immaginazione, i sogni, il pensiero sono forme di sessualità spesso assai più potenti di qualunque interazione sessuale fisica ordinaria. Inoltre l’esperienza sessuale puramente fisica può essere il portale di accesso verso esperienze di natura radicalmente distinta.

Questa è l’esperienza di molte persone comuni, che di punto in bianco, senza preavviso o intenzione prestabilita, si trovano in stati espansi di coscienza e realtà alternative quando hanno esperienze sessuali.

Si muovono in altri mondi, accedendo a spazi di profonda pace ed estasi, ma anche di grande miseria e dolore. E così facendo dimenticano i loro partner e possono sentirsi perplessi, imbarazzati e incapaci di condividere o comprendere questa esperienza al loro ritorno.

L’energia sessuale può essere una porta sacra che conduce oltre la realtà consensuale, permettendo un accesso sostanziale alla nostra identità multidimensionale.

L’energia sessuale, se usata correttamente, può disintegrare la nostra percezione separata della vita, svelando un’esperienza estatica un miliardo di volte più forte dell’orgasmo più desiderabile. Questo è il motivo per cui il sesso è così pesantemente manipolato, represso e frainteso.

Eppure qui il sesso non è affatto il tabù.

Il più grande tabù è la consapevolezza multidimensionale, l’esperienza dell’estasi, il rilascio della nostra realtà umana separata e lo svelamento della nostra vera natura.

L’interazione sessuale comporta enormi scambi di energia. Oltre all’angusta realtà delle nostre identità ordinarie e dei relativi pregiudizi, ci sono innumerevoli forze e piani multidimensionali all’opera.

L’unione sessuale fornisce una prova multidimensionale dell’unità, che comprende il corpo fisico, emotivo, mentale e spirituale.

Dal momento che come esseri umani ci identifichiamo ufficialmente solo attraverso il nostro corpo fisico, i problemi maggiori spesso si verificano quando gli individui fraintendono le loro esperienze sessuali e li attribuiscono a una percezione convenzionale e illusoria dell’esistenza.

Riconoscimento e consapevolezza riguardo al sesso sono il primo passo verso la guarigione.

Spazio luminoso e oscuro

Febbraio 15, 2019 by admin

Qual è uno dei sintomi che indica che siamo in uno spazio luminoso?

Quando abbiamo esperienza di una sospensione provvisoria dei nostri dubbi, incertezze, paure e dei tratti tipici di separazione del nostro ego. Si tratta di uno stato di pura coscienza, priva di stimoli provenienti da condizionamenti, pensieri, emozioni e sensazioni. Questa esperienza può durare anche pochi secondi, in cui proviamo uno stato di estasi, amore e pace incondizionate. Ciò basta per lasciare delle tracce verso cui possiamo scegliere di ritornare in altri momenti. In questo caso, ne deriva una risposta da parte nostra, che permette alla comunicazione con lo spazio luminoso di entrare in funzione. Questo è il modo in cui seguitare a comunicare con lo spazio luminoso nell’assenza di una sua esperienza diretta.

In effetti, la comunicazione con gli spazi oscuri avviene in modo simile. Essa è pure una sospensone provvisoria della nostra estasi, unità, amore e pace incondizionata. Questa esperienza può durare anche pochi secondi, in cui proviamo uno stato di dolore, paura, odio, miseria e conflitto totale. Ciò basta per lasciare delle tracce verso cui possiamo scegliere di ritornare in altri momenti. In questo caso, ne deriva una risposta da parte nostra, che permette alla comunicazione con lo spazio oscuro di entrare in funzione. Questo è il modo in cui seguitare a comunicare con lo spazio oscuro nell’assenza di una sua esperienza diretta.

Alla fine dei conti si tratta di decidere a quale delle due modalità rispondere.

Il fine della vita

Febbraio 15, 2019 by admin

Esiste una tendenza esasperata ad associare la malattia e la morte con problemi psicologici o spirituali, in cui il valore di un individuo è dato dalla sua capacità di essere immune alle malattie e alla vecchiaia.
In questo modo chi si ammala non solo ha da fare i conti con gli inconvenienti fisici relativi al suo stato, ma con un senso di inadeguatezza e di colpa, che lo porta ad essere emarginato e giudicato dagli altri, come se appunto la malattia e la morte fossero il segno che ha sbagliato qualcosa nella vita.
La morte è l’unico evento che accomuna ogni essere umano, così come la nascita. Tuttavia l’enfasi delirante e pressoché assoluta della consapevolezza umana concerne solo la nascita, il salutismo cronico e la sopravvivenza a tutti i costi. Viviamo con un senso autistico di immortalità, per cui la malattia e la morte sono rimosse dal vivere quotidiano e diventano qualcosa di osceno, di cui vergognarsi.
Il punto è che non solo la fine della vita, ma anche il suo inizio, ciò che la determina, ossia il sesso, è considerato osceno, vergognoso, e seguita a essere deformato o rimosso.
Se ci manca un confronto consapevole e diretto sia con l’inizio sia con la fine della vita, che razza di vita perversa stiamo vivendo?
Siamo indotti a fare sesso e a morire in modo incosciente, da emarginati, come clandestini, laddove alla luce del sole trionfa il consumismo o l’ipocrisia moralista della realtà consensuale.
Prima di tutto nella vita, occorre comprendere il sesso e la morte. Se rimuoviamo la morte, rimuoviamo il sesso, e vice versa, ma soprattutto neghiamo la vita.
Alla fine dei conti viviamo per imparare a morire.
Non importa cosa impariamo e sappiamo fare nella vita. Se non sappiamo morire, in conclusione, non sappiamo fare nulla.

La morte è la fine e il fine della vita.

Fretta

Febbraio 14, 2019 by admin

Separazione, giudizio, condanna, odio sono modi sbrigativi per evitare la complessità che sottende ogni conflitto e rancore.

Se fossimo disposti a dedicare tempo ed energia per sanare conflitti e rancori con gli altri, scopriremmo che ogni individuo è un intero universo, che comprende tutte le parti possibili, conosciute e sconosciute. Ogni individuo è una parte di te, così come tu sei una sua parte.

I conflitti con gli altri, non sono conflitti con gli altri, ma conflitti dentro di noi. Vederli al di fuori può essere di aiuto se li riconduciamo dentro, perché solo da dentro possono essere risolti. Una volta ricondotti e assestati dentro, allora si rivela l’unità, l’amore, la pace, l’armonia, che prima non eravamo in grado di percepire.

Questo richiede tempo ed energia.

Il problema è che non c’è tempo da perdere, abbiamo fretta.

Quindi continuiamo a separarci, giudicando, condannando, odiando.

Forse, sarebbe più onesto dire alle persone da cui ci separiamo, che giudichiamo, condanniamo, odiamo:

“Riconosco che tu sei una parte di me e io sono una parte di te, e che alla fine dei conti c’è unità, amore, pace, armonia, però ho fretta, quindi per risparmiare tempo mi separo, ti giudico, condanno, odio.”

Lodi e insulti

Febbraio 11, 2019 by admin


Può risultare gradevole se qualcuno ci dice che siamo belli, intelligenti, buoni, gentili, abili o altre lodi similari, laddove può risultare sgradevole se qualcuno ci dice che siamo brutti, ignoranti, cattivi, maleducati, incapaci o altri difetti similari.
Il punto è che una lode può essere tanto sgradevole quanto un insulto.
Se qualcuno ci dice che siamo belli, intelligenti, buoni, ecc. da un lato ci sentiamo bene per la lode ricevuta, ma dall’altro ci sentiamo male perché qualcuno si è attribuito il potere e diritto di definire chi siamo.
Ne deriva che se qualcun altro, o magari la stessa persona di prima, ci dice poi che siamo brutti, ignoranti, cattivi, ecc. ci sentiremo molto male, sia perché non siamo stati lodati sia perché qualcuno si è attribuito il potere e diritto di definire chi siamo.
Quando qualcuno ci definisce, sia nel bene sia nel male, impone il suo giudizio, facendoci diventare quel che ha deciso lui. A quel punto dipendiamo dal suo giudizio, che può tra l’altro cambiare da un momento all’altro, senza che noi capiamo i fatti concreti da cui quel giudizio deriva. Siamo definiti e basta, e totalmente impotenti rispetto a quella definizione. E questa è una massima forma di abuso, anche quando la definizione è positiva.
L’osservazione di quel che gli altri fanno e la constatazione degli effetti che ha sull’osservatore, si trasforma subito in un’interpretazione, diagnosi, giudizio riguardo la natura degli altri. Quindi seguitiamo a definire e a essere definiti, senza capire su che cosa si basa la definizione. Ciò crea uno stato di tensione continua.
Quando qualcuno invece ci dice in modo specifico che cosa ha apprezzato, gradito, amato riguardo una nostra azione, senza definire chi siamo, bensì partendo dalla sua esperienza personale, allora ciò può essere davvero utile.
In questo modo sappiamo che cosa è stato apprezzato e, se lo facciamo volentieri, possiamo quindi farlo di nuovo.
Lo stesso vale per quando qualcuno ci dice in modo specifico che cosa non ha apprezzato, gradito, amato riguardo una nostra azione, senza definire chi siamo, bensì partendo da quel che ha provato lui stesso. In questo modo sappiamo che cosa non è stato apprezzato e, se lo facciamo volentieri, possiamo correggerci.

Ignoranza

Febbraio 11, 2019 by admin

Quando ero molto giovane non sapevo nulla del senso della vita e mi sentivo molto ignorante e confuso. Vedevo attorno tante persone che avevano le idee molto chiare, così come tanti testi colmi di saggezza e conoscenza. Ne conseguì che mi misi alla ricerca di ogni saggezza e conoscenza possibile.

Ora, dopo diversi decenni, posso trarre le seguenti conclusioni.

Non so nulla del senso della vita e mi sento molto ignorante e confuso. Vedo attorno a me tante persone che similmente non sanno nulla e sono molto ignoranti e confuse, così come tanti testi colmi di ignoranza e confusione.

Ne consegue che non ho ricercato abbastanza

oppure che …

Innocenti

Febbraio 10, 2019 by admin

Se partissimo dall’ipotesi che in quanto esseri umani siamo tutti innocenti, saremmo più portati a provare la nostra innocenza, piuttosto che la nostra colpa.
Il problema è che questa ipotesi non è praticabile perché pressoché tutte le credenze e religioni esistenti si fondano sulla nostra colpevolizzazione.
Poiché l’assioma è che un dio, un gruppo di dei o altre entità creatrici del mondo, sono buoni e perfetti, se qualcosa non funziona bene la colpa deve essere inevitabilmente degli esseri umani, di qualcosa che hanno fatto e seguitano a fare.
Per questo motivo continuiamo a massacrarci, offenderci, incolparci, tradirci da millenni.
Seguitiamo a farlo perché la nostra colpa, in quanto esseri umani, è essenziale per garantire l’innocenza dei creatori di questo mondo.
Fino a quando adoreremo dio, gli dei e altri creatori di questo mondo, continueremo a essere colpevoli.
Se partissimo dall’ipotesi che in quanto esseri umani siamo tutti innocenti, saremmo più portati a provare la nostra innocenza, piuttosto che la nostra colpa.
Prova a usare questa ipotesi, solo per fare un esperimento.
Cosa ti succede quando consideri la tua innocenza di fondo e quella di ogni essere umano?

Protetto: Formazione Intermedia

Febbraio 8, 2019 by admin

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