Mettiamo l’ipotesi che tu sia un criminale, l’unico criminale esistente, ma non sia cosciente di esserlo, per cui tutti i criminali che vedi all’esterno, incluse anche le persone che, seppure non siano criminali, si comportano male e non ti piacciono, ti stanno solo mostrando quel che sei tu.
Tutto quel che vedi di male e di sbagliato negli altri riguarda solo te, e gli altri te lo stanno solo facendo vedere.
Che razza di ipotesi è mai questa?
Che altre ipotesi ci sono oltre a questa?
Che quelli che percepisci come criminali, sbagliati e brutti siano davvero criminali, sbagliati e brutti, mentre tu non lo sei.
Che quelli che percepisci come criminali, sbagliati e brutti siano davvero criminali, sbagliati e brutti, insieme anche a te.
Che quelli che percepisci come criminali, sbagliati e brutti non siano davvero criminali, sbagliati e brutti, e neanche te.
Insomma, sono tutte ipotesi. E ce ne sono molte altre. Tutte ancora infondate.
Ecco perché è meglio andarci piano prima di trasformare una di queste in certezza.
Archivi per Febbraio 2019
Complessità
Ogni giorno ci confrontiamo con enormi complessità. Alcune aree e temi sono così complessi, che neanche sappiamo della loro esistenza o abbiamo idea di che cosa siano. Facciamo sforzi immani per comprendere tecniche, procedure, teorie, metodi, linguaggi, arti, professioni, ecc. Nonostante tutto le complessità aumentano, così come le frustrazioni relative.
La vita umana è piena di complessità. Inoltre, non fai in tempo a risolvere, capire o aggiustare qualcosa, che qualcosa d’altro si rompe, funziona male, diventa incomprensibile o problematico, insomma si complica.
Eppure, dietro a ogni complessità si nasconde una semplicità totale. Questo è ciò che diverse menti illuminate hanno compreso, e forse anche tu in alcuni momenti ispirati.
La complessità serve sia a creare ulteriore complessità, sia a farti cogliere la semplicità, per cui non hai più bisogno della complessità. Quando cogli la semplicità che esiste dentro ogni complessità, allora la complessità non è più necessaria. Tutto diventa quindi assai semplice!
Il problema è che la vita umana è piena di complessità, quindi anche se hai colto la semplicità che esiste dentro la complessità, per vivere e comunicare in questa società devi continuare a usare la complessità. Si tratta sia di ricordare le complessità del passato sia di seguire i suoi aggiornamenti presenti. Tutto diventa quindi assai complicato!
Tutto può essere sia assai semplice sia assai complicato.
Quando hai colto la semplicità, allora la complessità ti serve solo per farti capire da parte di coloro che non hanno colto la semplicità. Parli il loro linguaggio complesso, ti metti sul loro stesso piano, ma il tuo scopo è usare la loro complessità come mezzo per giungere alla semplicità. Ogni complicazione deriva dal confondere il mezzo con lo scopo.
Il paradosso è quello di due o più persone che hanno colto la semplicità dietro la complessità, ma seguitano a usare la complessità perché credono che gli altri non abbiamo colto la semplicità dietro la complessità.
Questo è un post molto complicato!
Provocazioni nichiliste
Provocazioni nichiliste
“La nostra gloria più grande non sta nel non cadere mai, ma nel risollevarci ogni volta che cadiamo.” è una citazione famosa di un personaggio famoso, e ce ne sono tante altre molto simili.
Una rettifica di questa citazione che non solo non sarà mai famosa, ma che discredita con molta probabilità colui che la propone è:
“La nostra gloria più grande non sta nel non cadere mai e neppure nel risollevarci ogni volta che cadiamo, bensì nel riconoscere e accettare che sia che restiamo in piedi, cadiamo o ci rialziamo alla fine dei conti cadremo tutti e definitivamente.”
Ma non solo, nell’ipotesi piuttosto attendibile, che questa realtà, questo mondo che ci contiene, sia già caduto definitivamente o stia precipitando, la nostra gloria sta nel renderci conto che siamo tutti già caduti o che stiamo precipitando, per cui si tratta di smetterla di darci tante arie quando non cadiamo mai o ogni volta che cadiamo e siamo poi capaci di rialzarci individualmente.
Si tratta solo di una provocazione nichilista, forse.
E altrettanto forse:
si tratta di imparare a cadere nella giusta direzione!
Questioni di identità
Identificare gli altri come e dove li vedi e senti, ti permette di identificare te stesso come e dove ti vedi e senti.
La tua identità dipende dall’identità degli altri.
La tua identità esiste in funzione dei confronti che fai con le identità degli altri, per cui ci può essere armonia, conflitto, somiglianza, diversità, vicinanza, distanza, ecc.
Gli altri sono come e dove li vedi e senti, perché tu sei come e dove ti vedi e senti.
Il punto di questa storia è:
sei proprio sicuro che come e dove tu vedi e senti gli altri sia davvero come e dove essi sono?
E soprattutto:
sei proprio sicuro che come e dove ti vedi e senti sia davvero come e dove sei?
Qualora ci siano dei dubbi a riguardo, forse è consigliabile chiedersi chi è che sta sentendo e vedendo al posto tuo, e soprattutto come e dove sei, considerando anche l’ipotesi che tu sia scomparso.
Paradosso
Sul piano interiore e spirituale, siamo tutti uniti anche se non lo vogliamo.
Sul piano esteriore e materiale, siamo tutti separati, anche se non lo vogliamo.
L’arte di guarigione comporta la gestione di questo paradosso.