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Relazioni psicotropiche

Luglio 8, 2015 by admin

Champion doubles copyEsistono poche possibilità di guarigione per le nostre relazioni più intense, conflittuali e passionali a meno che non riconosciamo la loro natura multidimensionale.

Quando con una persona proviamo un’alternanza radicale di esperienze luminose e oscure, estatiche e dolorose, potrebbe trattarsi di una relazione psicotropica, un rapporto che consente l’accesso a stati sciamanici di coscienza. Questa relazione svolge la stessa funzione di alterazione della coscienza di certe piante o droghe psichedeliche, con la differenza che la somministrazione procede in modo assai più spontaneo e inconscio.

Le relazioni psicotropiche sono preziose perché ci permettono di espandere la nostra consapevolezza, di andare oltre i limiti della realtà consensuale e avere l’esperienza della nostra natura multidimensionale. Tuttavia, come certe piante e droghe psichedeliche, possono essere assai tossiche, pericolose e devastanti per la nostra salute psicofisica e spirituale.  Questo accade quando ne diventiamo succubi e dipendenti, allorché non siamo capaci di gestirle e riconoscerle, tanto che la nostra intera vita degenera progressivamente e ci sembra non avere alcuna via d’uscita.

Una caratteristica tipica delle relazioni piscotropiche consiste nel fatto che le persone in questione si trovano in totale allineamento in alcune esperienze e situazioni, tanto da percepirsi come una singola unità organica, mentre in altri esistono massime diversità e opposizioni. Inoltre tramite la reciproca interazione un partner, o entrambi, entra in stati di estrema estasi o terrore, pace o agitazione, accedendo a spazi di grande benessere o malessere fisico, emotivo, mentale o spirituale.

Talvolta l’esperienza in alcune relazioni è esclusivamente luminosa, mentre in altre è solo negativa, il più delle volte di entrambe le nature.

Se le persone in questione non sono consapevoli della natura psicotropica della loro relazione, ne conseguono sovente manipolazioni, violenze, tradimenti, incomprensioni, ossessioni o altri episodi assai dolorosi, così come eventi con polarità opposta.

Purtroppo il conflitto tra questi estremi è insanabile nella realtà ordinaria, perché le sue cause appartengono ad altre realtà, sono gli effetti psicotropici dell’incontro tra persone, che rendono palese quanto accade ad altri livelli di percezione, come nel dislocamento multidimensionale. Quando queste relazioni operano in modo tossico e causano conseguenze devastanti per le persone in questione, si tratta di lasciare perdere ogni disquisizione esoterica o sciamanica, ed essere rigorosamente pragmatici.

Come fare allora? In poche parole, se non siamo in grado di gestire l’impatto doloroso, violento e caotico di queste relazioni, si tratta di chiudere in modo radicale queste relazioni e/o di gestirle unicamente secondo i riferimenti legali, sociali, psicologici o religiosi tradizionali. In questi casi occorre lasciare perdere ogni velleità esoterica, sciamanica o visionaria.

Non importa quanto sono copiose le esperienze estatiche, i sogni premonitori, i messaggi di spiriti e altri elementi non ordinari che ci incitano a seguitare la relazione, se essa seguita a provocare seri danni alle persone coinvolte, si tratta di una relazione malata. Qui occorre essere rigorosamente pragmatici, trattando la situazione in modo simile a una dipendenza da sostanze tossiche, astenendosi, avviando un processo di disintossicazione, facendosi guidare da uno psicologo o professionista competente.

Un’altra opzione, praticabile in mancanza di effetti tossici, consiste nel perseguire queste relazioni coscientemente per un fine di ampliamento di coscienza, per scopi esclusivamente sciamanici. In questo caso selezioniamo solo gli aspetti del rapporto conformi a questo intento, rinunciando definitivamente a tutti gli altri. Per fare ciò è necessario idealmente che entrambi i soggetti siano d’accordo.

Esiste anche una terza opzione, piuttosto controcorrente. Essa consiste nel ricercare individui che espressamente sono disponibili a svolgere un effetto psicotropico, usando massime precauzioni e integrità sin dall’inizio del rapporto, finalizzandolo con trasparenza a una funzione di espansione della coscienza. Se le persone in questione sviluppano anche un rapporto di altra natura, che implica una relazione sentimentale, il matrimonio, la famiglia o il lavoro, è necessario discriminare con vigilanza tra l’aspetto psicotropico e quello ordinario, permettendo a ciascuno di essere onorato con integrità e distintamente.

Quando una relazione psicotropica si è sviluppata in modo inconsapevole sin dall’inizio e ha già provocato danni notevoli agli interessati, risulta in alcuni casi arduo gestirla diversamente. Questo sommariamente perché essa è diventata il ricettacolo di un insieme caotico di entità e dimensioni conflittuali, che raramente saranno disposte a rilasciare il loro potere, a meno che non si eserciti massima disciplina e attenzione. Si tratta idealmente di riconoscere che la situazione risulta difficile, operando con pazienza e tolleranza reciproca, e qualora uno o entrambi i soggetti sono impossibilitati a reggere la situazione, prendere le distanze l’uno dall’altro per brevi o lunghi periodi.

È preferibile quindi procedere con molta cautela sin dall’insorgere dei primi sintomi psicotropici, usando apposite tecniche e strumenti.

Queste sono poche e fredde parole. Per ulteriori parole e azioni occorre verificare ogni caso singolarmente.

© Franco Santoro

Ostinazione

Giugno 15, 2015 by admin

yellow flowersSe osserviamo bene la causa di ogni nostra sofferenza è sempre dovuta all’ostinazione che ci porta a fissarci su una parte minuscola dell’esistenza, escludendo tutto il resto.

Una persona seguita a rifiutarci, a trattarci male, a non corrispondere il nostro amore, a impedirci di essere chi siamo, e nonostante tutto continuiamo a insistere, a fissarci su quella persona, e non riusciamo a vedere altro.

Attorno a noi ci sono tante persone disposte ad accettarci così come siamo, ad amarci, a trattarci con cura e gentilezza. Alcune di esse sono in attesa solo di un nostro segnale, semplicemente che ci accorgiamo di esse.

Ma questo non accadrà mai se ci ostiniamo a fissarci sempre proprio sull’unica persona con cui nulla di quanto desideriamo potrà mai accadere.

Non accadrà mai anche perché, per rendere le cose ancora più ostinate, crediamo fermamente che se non può succedere con quella persona non potrà accadere con nessuno. E per dimostrare che abbiamo ragione facciamo il possibile affinché tutte le altre persone si comportino allo stesso modo.

Forse oggi puoi prendere una decisione radicale, puoi aprire gli occhi e iniziare a osservare cosa accade intorno a te, prendere atto di che altro esiste nell’universo oltre quella minuscola parte dell’esistenza su cui hai scelto di fissarti. Oggi puoi renderti conto che quella parte è passata già da tempo, non esiste proprio più oggi, e forse non è nemmeno mai esistita ieri.

Guardati attorno oggi, domani e sempre, l’universo è grande, dentro e fuori di te, e puoi star certa che oggi, domani e sempre ci sarà qualcuno con cui quello che vuoi veramente può accadere proprio oggi, domani e sempre.

Aspetta solo un segnale da te. E se proprio ti piace essere ostinata, sii ostinata a mandare segnali, a ricercare a tutti i costi quello che vuoi, a guardarti attorno dentro e fuori di te.

© Franco Santoro

Relazioni a due e relazioni multidimensionali

Marzo 6, 2015 by admin

Butterfly WoodUna relazione multidimensionale non è mai un rapporto a due. Quindi, se ti trovi in una relazione che coinvolge solo te e un’altra persona, con tutto il rispetto, una cosa è probabilmente certa, il tuo rapporto è esclusivamente binario e monodimensionale.

Sebbene hai tutto il diritto di credere di aver trovato il compagno cosmico, l’anima gemella, la tua relazione di coppia è verosimilmente una dinamica autistica creata appositamente per escludere ogni possibile alternativa, per trattenere te e ogni altro essere umano intrappolato in una realtà binaria separata.

Certo, se stai bene in quella relazione, quel che conta è la tua esperienza diretta, e non è proprio il caso di farsi dei problemi. Hai tutto il diritto di goderti una relazione binaria! Se tuttavia percepisci che c’è qualcosa che non funziona, ugualmente non farti dei problemi. Hai tutto il diritto di mettere in discussione la tua relazione binaria!

A differenza delle relazioni ordinarie di coppia che coinvolgono solo due polarità, l’elemento che determina la multidimensionalità della relazione è la presenza di altre polarità, a cominciare dalla principale tra esse: la terza polarità.

Possiamo sommariamente definire la terza polarità come lo spazio vuoto o invisibile che esiste tra le altre due polarità. Questo spazio rappresenta l’entità e intelligenza centrale alla base dell’unione delle due polarità, il portale tra la realtà di terza dimensione fondata su rapporti strettamente binari e ogni altra possibile dimensione.

Poiché la consapevolezza umana ordinaria e le relative realtà consensuali sono fondate sulla separazione e negazione di altre dimensioni, la terza polarità seguita a rimanere pressoché inaccessibile. In vero, è proprio l’aspirazione e il desiderio inconscio di accedere alla terza polarità, che crea tutti gli aspetti più luminosi, eccitanti e gradevoli di una relazione di coppia. Tuttavia poiché l’oggetto di questa aspirazione non è consapevole, ne deriva un inevitabile frustrazione che provoca tutti gli aspetti oscuri, dolorosi e spiacevoli di una relazione a due.

La crisi di una relazione a due è un processo inevitabile, perché è appunto inteso a consentire l’accesso alla terza polarità, un evento che provoca un’estasi e gioia potenziale immane per la coppia coinvolta. Ma poiché questa polarità non è riconosciuta, perché incompatibile con la realtà consensuale, ciò che rimane è solo la crisi, il dolore, la frustrazione, insieme a tutte le strategie impiegate per evitare queste emozioni.

Una relazione multidimensionale permane in ogni momento, anche quando il partner non è più presente nella realtà fisica. La relazione continua sempre.

Ricordati di ciò! Quando incontri qualcuno nei tuoi pensieri o nell’immaginazione, si tratta di un incontro reale. Questa è la terza polarità. È un portale di accesso che ti consente di relazionarti con ogni possibile dimensione ed entità. Tuttavia per essere in grado di fare ciò occorre partire dal rapporto con una polarità, per poi consentire a essa di dare spazio alla terza polarità, e così via, finché ti relazioni direttamente e in maniera definitiva con il Tutto.

Mentre ti rapporti, o credi di rapportarti con un’altra persona, esiste un intero universo con cui ti stai relazionando in profonda intimità, pronto a rivelarsi nella sua meraviglia quando sceglierai di aprirti a esso.

Onora la presenza fisica di un partner, ma cessa di attaccarti esclusivamente a essa. Possiede un immane valore nello stadio postembrionale della tua identità multidimensionale. È come la crisalide che permette alla farfalla di crescere e diventare consapevole che può volare. Ma per poter volare occorre lasciare andare la crisalide.

© Franco Santoro

Tutte le informazioni fornite in questo sito hanno una natura strategica e non sono presentate in alcun modo come verità assolute. La loro funzione è di stimolare la consapevolezza del lettore e la sua ricerca ed esperienza diretta. L’autore non appoggia necessariamente alcuna delle idee e delle opinioni espresse in questi scritti, incluse le sue.

 

 

Finalità delle relazioni

Febbraio 20, 2015 by admin Lascia un commento

1496602_10152172906711041_527358802_nIl paradosso delle relazioni umane è che non importa quanto siano diverse nella loro natura, esse hanno tutte la stessa finalità. Il dramma di questo paradosso è che questa finalità tende ad essere ignorata, repressa, evitata, ostacolata e temuta. Ne deriva che nel corso della relazione assai raramente ci si occupa della finalità, così che quando la finalità diventa evidente, essa coglie tutti impreparati.

La finalità delle relazioni è la finalità stessa delle relazioni. Le relazioni umane sono destinate a finire, senza alcuna eccezione, durante la vita o con la morte, e il massimo apice di amore, seppure in apparenza poco romantico, consiste nel finire una relazione nel miglior modo possibile.

Certo, a un livello energetico, sottile, multidimensionale e spirituale ogni relazione continua. Ma la cruda realtà è che sul piano fisico tutte le relazioni finiscono. Il nostro amore ha integrità e autenticità solo se accettiamo di riconoscere e onorare incondizionatamente la finalità di ogni nostra relazione.

© Franco Santoro

Immagine: di Marcus Stone

Quando ti ho incontrato ho finito d’incontrare

Febbraio 20, 2015 by admin Lascia un commento

Quando ti ho incontrato ho finito d’incontrare.

La vita di incessanti ricerche e intrecci continua in sottofondo, e io ne odo solo gli echi, ma non ne faccio più parte.

Ogni mia parola ha ceduto disarmata alla poesia del tuo sorriso, alle melodie dei tuoi sospiri.

Mi sono rimaste solo le parole per cercare invano di descrivere il silenzio dello stupore, che accetto di perseguire in cambio della contemplazione della tua presenza.

Franco Santoro

 

Contratti di amore: cenni di giurisprudenza multidimensionale (parte 2)

Febbraio 17, 2015 by admin Lascia un commento

Vi sono diverse tipologie di contratti multidimensionali e di seguito forniamo brevi cenni su una delle categorie più insidiose: i contratti di amore.

In terza dimensione le relazioni sentimentali sono per la maggior parte degli individui l’occasione principale per fare esperienza dell’amore e della natura multidimensionale. Allorché due individui si aprono all’amore, ecco che la natura multidimensionale si attiva e ne possono percepire l’essenza. Il problema è che quando manca consapevolezza multidimensionale, le esperienze relative sono interpretate in base alla mente separata. Questa mente è prevalente nella terza dimensione, per cui da un lato la maggior parte degli individui è in grado di fare esperienza dell’amore nei livelli più alti, ma dall’altro tale amore è interpretato in maniera distorta e separata, e ciò è la causa dei principali dolori e rancori del genere umano.

Nel corso della vita puoi incontrare persone con cui ti senti in totale sintonia. L’amore è reciproco e c’è tanta passione e comprensione. Appare legittimo desiderare di stare con certe persone per sempre. Una coppia può riconoscersi come rappresentante delle due polarità, come anime gemelle, e promettersi amore e mutua fedeltà per sempre.

Questi sentimenti sono indubbiamente elevati e, nel momento in cui si esternano, risuonano profondamente sinceri. L’alta partecipazione emotiva e l’intensità con cui la volontà di stare insieme viene espressa crea le condizioni per un contratto di estrema potenza. Ci possono essere alcuni problemi tecnici riguardo questo contratto.

Il primo è che la natura multidimensionale concepisce l’amore come universale, incondizionato e interconnesso. Questo amore non può essere limitato a una sola persona. Il risveglio e recupero della natura multidimensionale implica l’espansione della capacità di amare, l’apertura del cuore che include sempre di più. Nel corso di tale sviluppo incontri persone e situazioni che servono allo scopo. Ognuna è una tappa fondamentale per il recupero della natura multidimensionale.

Questa espansione non consiste nell’aprire il cuore verso qualcuno, per poi chiuderlo e aprirlo invece verso un’altra persona, cosa che in genere accade nelle relazioni convenzionali. Il recupero della natura multidimensionale comporta mantenere il cuore aperto in ogni momento. Non vuol dire tagliare i rapporti con certe persone, per sostituirle con altre. Al contrario, consiste nell’espandere i rapporti inserendoli in un circuito sempre più ampio di connessioni.

Il risveglio della natura multidimensionale procede mediante l’espansione e non la limitazione. Per consentire tale sviluppo è necessario tuttavia concludere alcuni tipi di rapporti, quelli esclusivi, separati e limitati, e trasformarli in relazioni connesse con la rete della vita.

La natura dell’identità separata, l’ego, conduce a ricercare relazioni separate ed esclusive. Certo, la maggior parte degli individui evoluti e spirituali ripudia questo tipo di rapporti. Esiste tuttavia un’espressione dell’ego assai raffinata, che trova il modo di giustificare una relazione separata ammantandola di sacralità. Alla prova dei fatti, quando una relazione implica un patto di amore esclusivo verso qualcuno, sia che si tratti di un rapporto tra due esseri egoisti e possessivi o della relazione tra due fiamme gemelle e perfino divinità, ci troviamo di fronte a una relazione separata.

Con questo non intendo dire che le relazioni tra anime gemelle o partner che si promettono amore esclusivo siano negative. Quel che importa alla resa dei conti è l’esperienza diretta. Se due persone si relazionano in questo modo e sono felici, ciò che stanno vivendo fa parte del loro percorso e come tale è sacro. Se invece ci sono forti problemi, se la vita si trasforma in un inferno per uno di loro o entrambi, allora è preferibile cambiare qualcosa.

Il secondo problema riguardo il contratto di amore è che la promessa di amore esclusivo ed eterno con una persona costringe a rimanere fedele a un partner non solo in questa vita, ma anche in vite successive e pure in quelle parallele. Di conseguenza, ogni volta che in una vita successiva o parallela, entri in relazione con qualcuno e questi non è il partner promesso, ci possono essere tanti inconvenienti.

Finché non individui la natura del contratto di amore che impedisce di esercitare senza limitazioni la capacità di amare, il tuo sé multidimensionale avrà difficoltà a risvegliarsi. Questo contratto necessita di essere identificato e in seguito annullato o trasformato.

I figli di questo mondo prendono moglie e prendono marito; ma quelli che sono giudicati degni della vita futura e della risurrezione dai morti, non prendono né moglie né marito: infatti non possono più morire, perché sono uguali agli angeli e, poiché sono figli della risurrezione, sono figli di Dio (Lc, 20,34-36).

In: Franco Santoro, Pronto soccorso multidimensionale: emergenze spirituali, mondi paralleli e identità alternative, Institutum Provisorium, 2020, pp. 84-87.

Clicca qui per il precedente articolo.

© 2000 Franco Santoro

Cenni di giurisprudenza multidimensionale (parte 1)

Febbraio 17, 2015 by admin Lascia un commento

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In terza dimensione, secondo il dizionario dei linguaggi terreni, un contratto è “un accordo fra due o più soggetti che ha come oggetto lo scambio di prestazioni secondo determinate regole.” Onde onorare un contratto è fondamentale essere chiari su tre punti base: le parti contrattuali, ossia l’identità dei soggetti che stabiliscono l’accordo; la prestazione, che cosa scambiano o fanno tali soggetti; le regole, tutto ciò che descrive i termini dell’accordo. Tra questi termini il più ovvio riguarda la durata del contratto, che può essere a tempo determinato o indeterminato. Il primo è un contratto che implica una data di scadenza, il secondo si protrae invece fino al momento in cui l’accordo si esaurisce, tramite recesso o decesso di una delle parti, o in base ad altre condizioni indicate nel contratto.

In terza dimensione ogni giorno vivi situazioni stabilite da contratti a breve e lungo termine: per esempio, l’acquisto di un biglietto dell’autobus, per cui una società di trasporti si impegna a fornirmi una prestazione di viaggio per la durata di 60 minuti in cambio di 1 euro, o un contratto di lavoro indeterminato, in cui una parte si impegna a darmi uno stipendio mensile in cambio di prestazioni fino a dimissioni o pensionamento raggiunto.

Di molti di questi contratti non ti rendi conto, li dai per scontati. Ce ne sono centinaia in funzione, che ti riguardano da vicino solo in un giorno. Per esempio, quando guidi l’automobile vi sono diversi contratti all’opera. Solo per citarne alcuni, c’è il bollo di circolazione, che permette di usare il veicolo in questione per una certa durata in cambio di un pagamento; la patente di guida, che ci autorizza a guidare fino alla sua data di scadenza; il contratto di assicurazione, quello della revisione del veicolo, del suo rifornimento quando acquisti il carburante, e tante regole all’opera, come quelle del codice stradale.

Tutto va bene fin tanto che onori i contratti. Quando invece questo non succede, ecco che ci sono dei problemi. Sei multato, puoi essere processato, incorrere in pesanti sanzioni o condanne.

Questo è ciò che accade in terza dimensione, dove i contratti si fondano su parametri essenzialmente fisici. Cosa succede in quarta dimensione?

Ebbene nel multidimensionale, che è alla fine quello che conta, perché a differenza della terza dimensione continua a procedere all’infinito, qualunque cosa dici e pensi è un contratto.

Qualunque intenzione esprimi, rivolta sia a te stesso o a un’altra persona, sia a più individui visibili o non visibili, costituisce un contratto che continua a restare in vigore a meno che non sia espressamente recesso o che non sia stata stabilita una data di scadenza (che in genere è qualcosa che nessuno fa). Questo significa che i contratti in questione sono riportati nelle vite successive e continuano ad applicarsi a tutti gli effetti anche se ne hai perso completamente memoria.

La maggioranza delle situazioni che vivi nella vita, sia piacevoli sia spiacevoli, sono in relazione con contratti multidimensionali.

Ora considera semplicemente quante volte, solo nel corso di questa vita, hai pensato o detto a te stesso: “Voglio fare…”, “Voglio essere così…”, “Non farò più questo”. Quante volte hai detto a qualcuno o anche solo pensato: “Voglio stare con te”, “Puoi contare su di me”, “Ti sposerò”, “Ti sarò fedele”, ma anche “Sii maledetto!”, “Vai a…”, “Ti auguro una lenta agonia”, ecc.

Per non parlare delle occasioni in cui hai detto o anche pensato cose del tipo: “Sarò sempre con te”, “Ti amerò per sempre”, “Non ti lascerò mai”, “Ti odierò in eterno”.

Ebbene, sono tutti contratti, a meno che tu non abbia detto: “Voglio stare con te fino al 31 dicembre 2023”, “Ti sarò fedele per 28 giorni”, “Puoi contare su di me fino alle ore 15”, “Ti maledico fino al 17 gennaio 2028”. Insomma, salvo che tu non abbia indicato i termini contrattuali, si tratta di contratti a tempo indeterminato, che nel contesto multidimensionale continueranno per sempre.

Per complicare molto di più le cose, ci sono tutti i contratti che altre persone hanno fatto con te, quanti ti hanno maledetto e benedetto, odiato e amato.

Ora rilassati, perché è per questo che esiste la giurisprudenza multidimensionale. Un contratto a tempo indeterminato si può sciogliere mediante un contratto di recesso, come appunto accade con l’atto di divorzio o licenziamento. Questo non vuol dire che la cosa sia semplice, significa che è possibile, lavorandoci sopra, a meno che tu non abbia avuto la stoltezza di usare il termine “per sempre” o “in eterno”, sebbene alla fine, ovviamente pagando un onorario più alto, pure a questi casi è possibile porre rimedio.

Il passaggio multidimensionale è reso più agevole se regolarizzi la tua situazione contrattuale sia rispetto a ciò che intendi attualizzare ora, sia riguardo ai vecchi contratti, che puoi scegliere di recedere o completare con un tempo determinato.

Per fare questo, data la legislazione ancora vigente, quella che prosegue dall’inizio dei tempi, si tratta di riesumare dagli archivi dell’inconscio i contratti sepolti, individuarne i soggetti, le prestazioni e le regole, e procedere al loro esaurimento.

In tutta onestà, non è un’impresa facile sciogliere o completare questi contratti sepolti, perché sono sovente una rassegna di film dell’orrore, di vicende mostruose. Proprio per questo motivo sono stati sepolti. Tuttavia, benché sepolti e negati, essi seguono ad avere effetto e continuano ad avvelenare la nostra vita.

In: Franco Santoro, Pronto soccorso multidimensionale: emergenze spirituali, mondi paralleli e identità alternative, Institutum Provisorium, 2020, pp. 81-84.

Clicca qui per la seconda parte di questo articolo.

Vedi anche Istituto del contratto sciamanico.

© 2000 Franco Santoro

Guarire insieme

Febbraio 17, 2015 by admin Lascia un commento

Occorre tempo per guarire,
e la durata di questo tempo non dipende da noi.

Alcune persone hanno dei conti sospesi con noi, oppure noi li abbiamo con loro.

Alcune persone sono arrabbiate con noi, oppure noi lo siamo con loro.

Alcune persone ci lasciano, oppure noi le lasciamo.

Tutto ciò crea dolore, e per guarirlo occorre tempo.

Non abbiamo il potere di controllare la quantità di tempo necessaria per guarire tutti questi rancori.

Tuttavia, non importa quanto impotenti siamo sul tempo necessario per la guarigione, abbiamo in vero tutto il potere che conta.

E questo potere è quello di dire SÌ alla guarigione.

Questo è il potere più grande possibile,
perché quando diciamo SI’ alla guarigione,
il tempo scompare.

E rimane solo il SÌ,
che è il potere di scelta di guarire.

Il tempo è sempre colmo di rancori,
perché lungo il corso del tempo persone importanti entrano ed escono dalla nostra vita, e noi entriamo ed usciano dalle loro.

Quando il tempo finisce,
la guarigione comincia.

E il tempo può finire ora,
se dici SÌ alla guarigione.

E se dici SÌ alla guarigione,
sei con tutti e tutti sono con te,
incondizionatamente e sempre

Quindi io dico SÌ alla guarigione,
e, se vuoi, puoi unirti a me,
perché amo guarire insieme a te.

 

© Franco Santoro

Addio a questo mondo

Febbraio 17, 2015 by admin Lascia un commento

goodbye 4 copyAlla fine per potere muoversi oltre è necessario lasciare andare tutti gli attaccamenti a questo mondo.

Quando c’è un’emergenza multidimensionale e giunge il momento di lasciare andare questo mondo, non puoi portare alcun bagaglio fisico, emotivo o mentale con te.

Non importa quanto sei affezionato o dipendente, quanto senti il diritto di mantere ciò che hai: non puoi portare i tuoi attaccamenti con te.

Non perdere tempo ad accumulare risorse e sicurezze fisiche, emotive o mentali. Apprezzale e tranne giovamento fin tanto che sono disponibili, e soprattutto impara a lasciarle andare giorno dopo giorno. Accettale, vivile fino in fondo e impara allo stesso tempo a farne a meno.

Questa è la lezione. Il viaggio è sia collettivo sia individuale. Lasciamo andare l’attaccamento collettivo alla separazione, e facendo ciò rimaniamo apparentemente soli. Si tratta di un viaggio individuale piuttosto confuso e sfuorviante, poiché sebbene sembriamo essere soli, siamo in realtà veramente uniti.

Quando arriva il momento di lasciare questo mondo, potrebbe essere un’operazione molto difficile. Ci potrebbero essere notevoli avversità, ed è necessario essere preparati.

Per favore, sii consapevole che non sto parlando dell’apocalisse e della fine del mondo. La gente lascia questo mondo in ogni momento, e lo fa quando muore. Sebbene la realtà consensuale faccia il possibile per mettere in secondo piano questo, sappiamo bene che moriremo, che spariremo da questo mondo, così come è successo a tutti coloro che ci hanno preceduto e che non sono più qui.

La gente lascia pure questo mondo quando si addormenta, sogna, o fa esperienza di stati espansi di coscienza, incluso situazioni di profonda crisi emotiva o ogni tipo di estrema emergenza.

La realtà consensuale è estremamente fragile e costantemente si rompe e interrompe, e questo accade come minimo una volta al giorno, per tutti, quando ci addormentiamo.

Ogni volta che la realtà consensuale si rompe, sia con la morte, il sonno, i sogni, le visioni, o forti crisi emotive, questa è un’emergenza multidimensionale.

Allora ti trovi dinanzi l’opportunità di creare la realtà che vuoi, il tuo Intento, non importa cosa sembra succedere o ciò che fa il resto del mondo.

Non aspettarti che in quel momento coloro che ami ti seguano. Allenati a dire addio. In vero non lasci nessuno e nessuno lascia te. Eppure, in un’emergenza multidimensionale in apparenza l’addio potrebbe essere assai doloroso. A meno che tu non ti sia preparato per questa evenienza, sarà molto arduo andare avanti.

Hai bisogno di trovare nuovi fratelli e sorelle che comprendono questo, che non formano relazioni con te per paura, che ti amano veramente in modo incondizionato e, conseguentemente, sono disposti a lasciarti andare gentilmente, permettendo a te di fare lo stesso con loro.

Assicurati che tutte le tue connessioni siano di questo tipo. Nel caso in cui non lo sono, lasciale andare gentilmente. Se hai paura di fare questo, esplora da dove viene quella paura. Puoi rimandare di affrontare quello che ti fa paura per un po’, tuttavia sei cosciente che la paura ritornerà e che essa ad un certo punto sarà fatale, a meno che non impari a conoscerla prima che giunga il momento decisivo.

In verità, non si tratta di lasciare delle persone o delle situazioni. Si tratta di riconoscere la paura che provoca i tuoi attaccamenti, liberando la paura stessa.

Siamo tutti insieme in questa avventura, e c’è aiuto abbondante da parte di tanti fratelli e sorelle lungo il sentiero, gente che ti ama incondizionatamente.

Se hai bisogno di aiuto, chiedilo a coloro che te lo possono offrire veramente, a chi ti accetta incondizionatamente, a chi non teme le tue e le sue paure, a chi è pronto ad affrontarle a cuore aperto. Ci sono molte di queste persone e tu e io siamo tra loro.

Il momento dell’addio c’è sempre, così come quello del benvenuto a ciò cui diciamo addio.

Puoi dire addio al mondo che conosci, e dare il benvenuto al mondo in cui scegli di vivere.

© Franco Santoro, 311012

Sogni infranti

Febbraio 16, 2015 by admin

heartswordsI sogni dell’ego non possono fare a meno di infrangersi, perché sono appunto sogni e come tali finiscono. Quando terminano è doloroso e straziante per l’identità ordinaria, ed è necessario riconoscere tale dolore, perché solo così l’ego muore. Dio è Luce, amore, felicità e unità. La Sua volontà è incompatibile con il dolore, su cui invece si basa l’identità separata, l’ego.

L’identità separata è regolata da un programma dualistico, per cui dietro ai suoi sogni c’è sempre la relazione con qualcuno o qualcosa che è separato, che si unisce a noi e poi si separa, e così via con cicli incessanti di unità e separazione, incontro e abbandono, amore e rancore.

Chi soffre è l’identità separata, i cui sogni sono sogni, dettati da una percezione illusoria fondata sul rancore e il dolore, sull’idea di essere un corpo fisico scisso dal Tutto e in competizione con altri corpi.

È del tutto legittimo soffrire, e a nulla valgono le spiegazioni altisonanti e superiori. Dentro a questa illusione ci siamo immersi oltre il collo, con tutta la nostra pelle, incluse le emozioni e i pensieri, e un intero sistema di controllo atto a impedire ogni possibilità di fuga.

Quando un sogno dell’ego si infrange la sofferenza è tangibile, la sentiamo sulla pelle, ci possiede dentro e fuori, questo perché il programma dell’ego fa presa sulla mente confondendoci con l’identificazione con il corpo. La testa in quei momenti ci tortura e brucia. I pensieri cercano di ucciderci, fomentati da emozioni devastanti. Eppure in quei momenti drammatici, può accadere il salto, l’apertura del Cuore.

Laddove il programma dell’ego è dualistico, separante, distingue sempre tra lui e lei, quello del Cuore unifica.

Attenzione però! Questo Cuore non è necessariamente quello emotivo, il cuore delle infatuazioni e fantasie romantiche, quello disegnato con i fiorellini e nei cioccolatini, fondato sul possesso, la gelosia, il controllo e in definitiva sulla morte.

Il Cuore in questo caso è l’organo di percezione multidimensionale, che ci tiene allineati con la coscienza Cristica, priva di separazione, incapace di dividere e fondata sull’amore incondizionato. Si tratta di una coscienza pervasa dall’amore e l’accettazione incondizionata, la compassione, la capacità di scendere nei livelli più bassi, mettendosi sullo stesso piano di ogni esperienza umana, incluse le più dolorose e disperate. È una coscienza totalmente estranea alla sua versione maligna, quella che sentenzia e giudica dall’alto, che impone discipline irrealizzabili, atte solo a fomentare sensi di colpa, inadeguatezza o la perversione dell’ipocrisia.

Nei momenti più duri, quando accettiamo pienamente che un sogno si è infranto, non sollevando le spalle e facendo i distaccati, senza dare la colpa a qualcuno o a noi stessi, sentendone forte il dolore, ma comprendendo intimamente che esso non è reale, e che anzi la sua fine ci può permettere di aprirci alla realtà e al vero amore,  ecco che può accadere il salto.

Dapprima è come la crocifissione, tutti ci abbandonano in apparenza, e i chiodi fanno male. Il sogno si è infranto, non c’è più, ci ha abbandonati, e non possiamo fare a meno di rimpiangerlo profondamente. Ci ritroviamo da soli.

L’amore vero lo scopriamo in solitudine, e all’inizio fa male, ferisce, ci rende totalmente aperti e vulnerabili, perché è l’anticamera tra la realtà e l’allucinazione dell’ego. Da un lato c’è la parte crocifissa, dall’altro quella che se la ride, immune a ogni dolore e pienamente nella Luce.

Questo è il rilascio, una forma brutale di svuotamento di ogni sogno dell’ego.

Tuttavia in questo svuotamento, se perseveriamo a restare aperti, se non attribuiamo colpe a nessuno, ecco che qualcosa emerge, un mondo estatico, la realtà che sottende il sogno, quella del Cuore, della Luce.

In ogni rapporto umano il Cuore è all’opera, ma è solo quando giunge il momento della fine, che si decide il prossimo passaggio con due opzioni: il riciclaggio nel dualismo e nei rancori dell’ego oppure totalmente nel Cuore, nella Luce.

© Franco Santoro

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