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Opzioni per affrontare le crisi

Luglio 9, 2016 by admin

Quando sei in crisi nelle tue relazioni, il motivo principale per cui soffri è dovuto alla tua ostinazione nel forzare te stesso a sentire e a credere ciò che la realtà in cui ti trovi ti ha detto, o imposto, di sentire riguardo queste relazioni nonostante quello che tu senta davvero sia molto diverso.

Poiché accettare e rivendicare quello che senti veramente significa entrare in conflitto con ciò che la realtà in cui ti trovi ti ha detto, o imposto, di sentire, eviti di farlo per paura di essere bandito e osteggiato da quella realtà. Quindi la tua sofferenza è legittima perché è dovuta al conflitto tra ciò che ti è stato detto di essere e ciò che sei.

Questo è forse il motivo principale per cui soffri quando sei in crisi nelle tue relazioni.

Quindi, mettiti l’animo in pace, perché ci sono diverse opzioni per gestire questa sofferenza.

L’opzione più diffusa consiste nell’importi di attenerti strenuamente a quello che ti è stato detto, o imposto, di sentire nella realtà in cui ti trovi, negando in modo assoluto quello che senti veramente, fino a dimenticarlo completamente. In questo modo puoi vivere serenamente nella realtà in cui ti trovi, senza essere cosciente di ciò che senti davvero e quindi evitando la sofferenza che ne deriva.

Un’altra possibilità comporta adattarti a essere quello che ti è stato detto, o imposto, di sentire nella realtà in cui ti trovi, pur mantenendo o coltivando segretamente di tanto in tanto la consapevolezza di quello che senti veramente. In questo modo potrai continuare a vivere nella realtà in cui ti trovi, accettando tuttavia la sofferenza che deriva dal conflitto tra quello che senti veramente e ciò che ti è stato detto, o imposto, di sentire.

L’altra opzione implica dare spazio apertamente a quello che senti davvero, adoperandoti per cambiare la realtà in cui ti trovi oppure lasciando quella realtà per crearne una nuova o per trasferirti in una realtà dove puoi esternare liberamente ciò che senti veramente. In questo modo potrai vivere in una realtà in cui nulla ti viene detto, o imposto, dove sei accettato per quello che senti veramente, e in cui ti relazioni con individui che si comportano conseguentemente.

Infine, un’ulteriore opzione, esplicitamente multidimensionale, è data dalla presenza simultanea o dall’eventuale sintesi e integrazione delle opzioni precedenti.

 

© Franco Santoro

 

Eros e amore

Aprile 8, 2016 by admin

After-DAVID-Jacques-Louis-MARS-VENUS-AND-CUPID-254x300Nella maggior parte delle lingue umane contemporanee la parola “amore” è impiegata in modo generale per descrivere un’ampia varietà di significati. Questo può talvolta generare confusione e fraintendimento.

In greco antico erano impiegate quattro parole differenti per descrivere quanto identifichiamo comunemente con la parola “amore”:

Eros (desiderio sessuale), philia (amore e affetto tra amici), storge (riferito all’amore tra genitori e figli) e agape (amore incondizionato o l’amore di Dio).

Mentre i primi tre termini comportano un amore basata su qualche forma di reciprocità o condizione, il quarto (agape) è imparziale, incondizionato e multidimensionale. Agape è anche il termine usato nel Nuovo Testamento, nel comandamento “ama il tuo prossimo”. Nel regno delle relazioni ordinarie  l’amore è principalmente inteso come eros, specialmente nell’espressione “innamorarsi”, che descrive l’esperienza più estatica per la maggior parte degli esseri umani.

Eros era figlio di Pòros (abbondanza) e Penìa (povertà), secondo Platone, da un lato aspirante alle vette della verità assoluta, dall’altro costretto a vagare negli abissi tenebrosi dell’ignoranza. Altri miti, identificano Afrodite e Ares, come genitori di Eros.

Astrosciamanicamente l’eros è governato da Marte (Ares) e rappresenta la forza motrice originale della realtà separata, il potere propellente del desiderio, e anche la spinta incessante ad agire, per recuperare le parti perdute dell’anima e la nostra natura remultidimensionale.

Quando c’innamoriamo, una parte significativa del nostro sé multidimensionale è attivata attraverso la proiezione su un partner fisico, con l’intento di farne una parte di noi. È il corpo di quarta dimensione, il campo emozionale e l’elemento acqua ad essere attivato e proiettato sulla forma fisica di un’altra persona. Il risultato è che quando siamo vicini a questa persona, fisicamente o emotivamente, raggiungiamo l’apice della beatitudine e ci sentiamo completi. Sfortunatamente siamo portati a credere che l’altra persona fisica sia chi ci completa e che questo completamento ha luogo solo quando continuiamo a essere innamorati.

In realtà l’eros è semplicemente il punto di partenza di un lungo processo di completamento, che conduce alla consapevolezza della nostra natura multidimensionale.(1)

Lo stadio successivo comporta una disintegrazione della funzione dell’eros e può apparire come un processo di “disinnamoramento”. Questo accade quando parti ombra della nostra natura multidimensionale sono proiettate sull’altro, mentre le parti erotiche precedenti svaniscono o si alternano con forti alti e bassi. Allora ci avvediamo che la precedente proiezione amorosa non è l’altro, e questo può causare disappunto, frustrazione, collera, sgomento e forse la conclusione della relazione stessa.

Questa è in realtà la fase più potente della relazione, che può permetterci di fare passi da gigante nel processo di recupero e creare le basi per la sua trasformazione da relazione basata sulla paura a relazione sacra. Se scegliamo di accettare l’altro per come ci appare, identifichiamo le parti del nostro sé multidimensionale che si sforzano di essere riconosciute e integrate.

Riconoscere, onorare e amare qualunque cosa vedi nell’altro, implica riconoscere, onorare e amare te stesso. L’interazione esteriore con l’altro riflette le dinamiche interiori multidimensionali della nostra anima. Quando accettiamo di impegnarci e di innamorarci di tutti gli aspetti di un altro, inclusi i lati ombra, allora la nostra natura multidimensionale inizia a emergere. (2)

L’astrologia descrive sia le relazioni del nostro sé frammentato basate sulla paura che le relazioni sacre della nostra natura multidimensionale. L’astrologia fornisce una mappa completa della rete della vita e un tracciato del sé indiviso, dove tutti i sessi coesistono e l’interno si unisce all’esterno, indisturbato dall’allucinazione della separazione. Quando l’astrologia è impiegata sciamanicamente gioca un ruolo decisivo nell’identificazione e il recupero delle parti frammentate, agevolando con successo la loro integrazione nell’unità alla quale appartengono.

Astrologicamente, la posizione di Venere e del Discendente nella carta di un uomo tende a mostrare gli aspetti dell’archetipo femminile che possono attivare il suo eros o essere proiettati su un partner esterno. Questi aspetti si possono manifestare mediante una gran varietà di espressioni che spaziano dai più elevati ai più bassi aspetti del femminile. Secondo Jung questa è l’anima, la somma di tutte le qualità femminili inconsce che un uomo possiede. Per un uomo la posizione di Marte rappresenta gli archetipi con cui s’identifica o a cui aspira, così da far scattare il principio dell’eros in un altro e attrarre parti frammentate della sua anima.

In una donna la posizione di Venere generalmente rappresenta il particolare archetipo femminile con il quale s’identifica o a cui aspira per attivare il principio dell’eros in un altro e attrarre parti maschili mancanti della sua anima. Per una donna è la posizione di Marte, insieme a quella del Discendente, che mostra gli aspetti dell’archetipo maschile che può attivare il suo eros o essere proiettato su partner esterni. Quest’aspetto di nuovo si manifesta mediante varie forme che spaziano dagli aspetti maschili più elevati a quelli più bassi. Per Jung è l’animus, la somma di tutte le qualità maschili inconsce che una donna possiede.

Sebbene il Discendente, Marte e Venere astrologicamente incarnino l’anima o l’animus, vi sono anche altri elementi significativi che identificano le polarità maschili o femminili, sia nelle relazioni basate sulla paura che nelle relazioni sacre.

Nel Symposium di Platone, c’erano originariamente tre sessi “perché il sole, la luna e la terra sono tre; e l’uomo era originariamente il figlio del sole, la donna della terra, e l’uomo-donna della luna, [la Terza Parte] fatta di sole e terra”. In quest’ottica il Sole costituisce la polarità maschile, l’Ascendente che sta per la Terra, rappresenta la polarità femminile, e la Luna, la Terza Parte. Da una prospettiva più strategica ed esperienziale ognuno di questi tre riferimenti astrologici può rappresentare uno qualunque dei tre sessi. Il Sistema Trinitario Astrosciamanico, includendo la posizione di Sole, Luna e Ascendente, fornisce una chiave per comprendere le dinamiche multidimensionali delle relazioni, come pure un codice strategico per trasmutare le relazioni basate sulla paura in relazioni sacre.

Il lavoro astrosciamanico sulle relazioni implica il recupero di tutti gli aspetti proiettati su partner esterni e lo sviluppo di uno stato in cui sono pienamente integrati e riconosciuti attraverso la partecipazione consapevole della Terza Parte, non importa con chi siamo coinvolti in una relazione esterna o se non abbiamo affatto una relazione.

© Franco Santoro

Note:

(1) Questa fase iniziale è esemplificata dal primo stadio del Rituale di Base del Sacro Cono che attiva la sfera dell’intento originario e del desiderio.

(2) Questa fase è esemplificata dal secondo stadio del Rituale di Base del Sacro Cono, che è la sfera del rilascio, della concimazione e della trasmutazione sacra, mentre il terzo stadio del rituale incarna l’attivazione misteriosa della Terza Parte, il riempimento del Vuoto, l’Accesso alla nostra Identità Multidimensionale Centrale.

Conflitti

Marzo 4, 2016 by admin

La prova che le tue relazioni funzionano bene non è data dalla presenza costante di armonia, gioia, luce, pace e amore, e dall’assenza di conflitti, incomprensioni, dolori, rabbia, oscurità e tensioni. Se ti aspetti questo da una relazione forse ti trovi nella realtà sbagliata o stai confondendo questa realtà con un’altra.

Se in una relazione ci sono conflitti, incomprensioni, dolori, rabbia, oscurità e tensioni questo non vuol dire necessariamente che c’è un problema nella relazione. Al contrario questa può essere un’indicazione che stai andando in profondità, che nella relazione hai smesso di indossare una maschera, che stai facendo i conti con l’ombra, con tutto quanto è stato occultato, insomma che ti stai davvero relazionando.

Puoi credere che i conflitti, i problemi, i dolori, la rabbia, le follie non debbano esserci in una relazione, per cui quando si presentano questo è un segnale che bisogna chiuderla, appunto perché ciò non è ammissibile in una relazione.

Se vedi il conflitto e il dolore in una relazione come un’anomalia è inevitabile che quando si presentano li consideri come un problema da risolvere, qualcosa che non dovrebbe esserci, che è successo per colpa di qualcuno. In termini pratici alla fine si tratta di individuare il colpevole e in qualche modo punirlo.

Paradossalmente è proprio questa ricerca e individuazione di un colpevole che causa e amplifica gli aspetti più dolorosi e letali del conflitto.

Se invece accetti che i problemi, i dolori, i conflitti sono inevitabili, poiché fanno parte delle caratteristiche naturali di questa realtà, allora qualcosa di radicale inizia a cambiare. Non ti fissi più su come eliminare il problema, ma piuttosto su come rispondere e adattarti a esso, su come relazionarti appunto.

In questa realtà c’è l’inverno e l’estate, la primavera e l’autunno. Il tempo cambia radicalmente, può essere piacevole o sgradevole, apportare benefici o gravi danni. Inoltre ci sono momenti della vita in cui sei in buona salute fisica e altri in cui sei ammalato, c’è chi nasce e sta bene, c’è chi sta male e muore. Questo è sempre accaduto. Fa parte della natura di questa realtà. Similmente ci sono emozioni e pensieri piacevoli e sgradevoli, che apportano benefici o gravi danni. Ci sono momenti in cui ti senti felice, armonioso, amorevole e altri in cui sei depresso, arrabbiato, odioso. Questo è sempre accaduto. Fa parte della natura di questa realtà.

Puoi credere che sia un problema da eliminare o da cui stare alla larga e passare quindi l’intera tua vita per combatterlo o evitarlo. Oppure puoi accettarlo come naturale e scegliere di rispondere ad esso, di relazionarti con esso.

In questa realtà il segno che le tue relazioni funzionano bene è dato dalla tua capacità di gestire i conflitti, le incomprensioni, i dolori, la rabbia, l’oscurità, le tensioni così come la gioia, l’amore, il piacere. Relazione significa creare un rapporto tra due o più parti.

© Franco Santoro

Relazioni infernali

Ottobre 28, 2015 by admin

imagesCi sono persone che hanno relazioni toste, c’è poco da fare, all’ultimo sangue, questioni di vita e morte, relazioni infernali!

Questo crea molto imbarazzo e disagio da parte di altri modelli di relazione, colme di romanticismo, armonia, maturità, elevazione, stabilità, responsabilità (sic!).

Ma alla fine dei conti tutte le relazioni sono toste e si confrontano con il lato oscuro. Tutti abbiamo i genitali e l’ano, ed espletiamo regolarmente determinate funzioni fisiologiche, seppure le teniamo nascoste, non le mostriamo in pubblico, perché proviamo vergogna o “non sta bene”.

Quindi se tu vivi relazioni toste, colme di passioni, drammi, alti e bassi, in cui paradiso e inferno si alternano incessanti, smettila di sentirti un caso disperato. Cessa di provare senso di inferiorità verso coloro che ostentano rapporti armoniosi e ricoperti di abbaglianti dorature. Non prestare attenzione a chi giudica con orrore e disappunto le tue vicende di relazione. Queste persone hanno un bisogno ossessivo che tu continui a vivere storie infernali, perché solo in questo modo possono evitare di riconoscere l’inferno che cova dentro di loro.

Smettila di pensare che in quello che vivi c’è qualcosa di sbagliato, malato, perverso. La più grande perversione è l’ipocrisia, la negazione e demonizzazione della nostra natura, il disprezzo e la paura riguardo ciò che veramente siamo. Questo è l’unico inferno possibile.

Il massimo amore e la forza più grande che puoi vivere in una relazione deriva dal riuscire a passare attraverso l’inferno, andando avanti a tutti i costi, cadendo e ricadendo, affrontando gli ostacoli più immani, e uscendone tuttavia vittorioso. La vittoria consiste nel riconoscere che non importa cosa è successo, l’amore ha trionfato e che da quel momento in poi non ci sarà più nulla che lo potrà fermare.

© Franco Santoro

Non esistono ex partner

Ottobre 16, 2015 by admin

silhouetteDa una prospettiva multidimensionale l’intera cognizione di un “ex partner” è un nonsenso totale!

Questo termine si applica solo in una realtà separata di terza dimensione fondata sul tempo lineare, in cui le esperienze di relazione sono per lo più simulazioni.

Non esistono ex partner! Ci sono solo partner e basta!

Tutti i partner che hai avuto in questa e altre vite parallele seguitano a coesistere e a relazionarti con te, non importa quanto ti ostini a illuderti di essere solo con il tuo partner corrente.

Seppure in termini strettamente di terza dimensione può essere consigliabile rapportarsi con un solo partner, se credi che tutti gli altri partner che hai avuto e che avrai cesseranno di relazionarti con te e tu con loro, da una prospettiva multidimensionale, ti stai prendendo per i fondelli.

© Franco Santoro

 

Relazioni toste

Ottobre 16, 2015 by admin

shadowdance2Le relazioni di amore profonde, quelle toste, in cui ci si apre totalmente (e non quelle fondate sull’aderenza a come la relazione deve essere secondo condizionamenti sociali o idee filosofiche altisonanti) sono portali verso altre dimensioni, accessi a ciò da cui ci siamo separati.

Il motivo per cui queste relazioni possono essere così toste, gravose e provocatorie è legittimo. Esse frantumanto l’intero paradigma della realtà consensuale umana, gettando luce su quanto abbiamo represso e su paure immani, forzandoci a confrontarci con chi siamo veramente.

Se sei davvero in una relazione molto intima con qualcuno, questo qualcuno non ti darà tregua, seguendoti ovunque in ogni meandro della tua mente, prendendo ogni forma possibile nel tempo e nello spazio, portando caos nella tua vita, fino a quando non ti arrendi alla realtà di chi sei veramente.

Questo è lo scopo di una relazione di amore molto profonda. Non fa alcun compromesso in amore. Persegue il suo fine ultimo a tutti i costi. È il risultato di un patto fatto in paradiso. Può sembrare tossica, disfunzionale, codipendente, psicotica, e così lo sarà finché diventi brutalmente cosciente che questa è in effetti la natura della realtà separata in cui ti trovi.

Quando ti avvedi di questo, quando capisci che il tuo partner sta solo cercando di attrarre la tua attenzione verso ciò che esiste al di fuori della tua realtà separata, allora comprenderai dove si trova, dove entrambi siete sempre stati. E se solo accetti di gettarci uno sguardo la tua vita in questo mondo non sarà più la stessa!

© Franco Santoro

Ricorda!

Ottobre 5, 2015 by admin

sacredconefrancoQuando uno o più individui riescono a incontrarsi e vedersi profondamente per ciò che sono davvero, aprendo con totalità il loro cuore, anche per pochi minuti, non importa cosa è successo prima o accadrà in seguito, quei pochi minuti hanno il potere di durare per l’eternità.

Il vero scopo delle relazioni umane consiste nel creare le condizioni affinché queste esperienze abbiano luogo. Ciò comporta volontà, fiducia, pazienza e tempismo, perché spesso possono accadere all’improvviso, senza preavviso. Soprattutto, richiede la capacità di riconoscere e conservare con cura la consapevolezza di queste esperienze. Sono i segni più sacri e tangibili della presenza di Dio. Non importa quanto e come cerchiamo Dio nella preghiera e nella meditazione, fin quando siamo in questo mondo, è qui che abbiamo necessità di incontrarlo.

La presenza di Dio si rivela mediante tutte le esperienze di amore profondo che abbiamo nella vita. Assieme alla rivelazione, giunge anche la responsabilità umana di RICORDARE quei momenti, malgrado ciò che può sembrare accadere dopo di essi, sfidando spesso la brutale percezione che siano finiti per sempre.

Tutte le relazioni umane sono destinate a finire sul piano fisico. Questo è inevitabile, era una condizione contrattuale presente sin dall’inizio. Fa parte della nostra responsabilità come esseri umani di accettarla e onorarla. Ed è soprattutto nostra responsabilità finalizzare lo scopo del contratto, che implica generare esperienze di vero amore, debellando l’illusione della loro breve durata, permettendo a esse di rimanere sempre accessibili e di risiedere nell’eternità.

© Franco Santoro

Relazioni ombra

Ottobre 2, 2015 by admin

shadows2Ogni relazione è un accordo inconscio tra due individui allo scopo di svelare, esplorare e integrare la propria ombra.

L’ombra è l’altra metà di ciascuno di loro, il lato opposto del sé frammentato con cui c’identifichiamo.

Tutti i partner che incontriamo durante la vita sono proiezioni di quest’altra metà.

Anche se non siamo in una relazione di coppia, incontriamo ugualmente altre persone che rappresentano l’ombra, come colleghi di lavoro, compagni di stanza, parenti o amici.

Non importa quante relazioni abbiamo, ciascuna di esse ritrae un aspetto dell’ombra.

Quindi, se attualmente hai un buon rapporto con il tuo partner, mentre prima eri con un partner con cui c’erano enormi difficoltà, è probabile che stai proiettando i lati positivi della tua ombra sul presente compagno, laddove la parte negativa è rappresentata dal secondo.

Tuttavia, tutti questi partner sono solo lì per mostrarti ciò che è nascosto dentro di te, in modo che tu ne possa diventare cosciente. Alla fine lo scopo è recuperare, trasformare e integrare qualunque cosa proiettiamo, e ciò è quello che il secondo ciclo dello zodiaco esemplifica.

In una relazione sacra i partner sono pienamente coscienti di questo scopo e lo considerano come la priorità nel loro rapporto.

Ci sono molti elementi in astrologia che indicano i tratti dei nostri partner nella vita e gli elementi ombra che proiettiamo su di loro.

La posizione del Discendente, il punto opposto all’Ascendente, per esempio, è uno degli elementi più tipici, specialmente nella sua capacità di descrivere l’ombra in tutti i suoi dettagli.

Altri elementi sono la settima e l’ottava casa, con i loro rispettivi pianeti e aspetti, e le posizioni di Marte e Venere.

 

Chi e cosa amiamo?

Ottobre 1, 2015 by admin

hands1

Può causare forte disagio vedere la sfera dei sentimenti e delle relazioni di amore secondo una prospettiva contrattuale. Ma è proprio il confronto con questo disagio che ci può consentire di essere veramente onesti e trasparenti con noi stessi e gli altri.

L’innamoramento opera come un potente processo di alterazione ed espansione della coscienza, ma se non comprendiamo da che cosa è motivato, saremo solo vittime di questo processo e della sua inevitabile conclusione.

Quando diciamo o pensiamo di amare, chi e cosa effettivamente amiamo?

Ci riferiamo a qualcuno in particolare, o piuttosto a qualcosa, a un’esperienza, a un’idea, a particolari tempi e condizioni?

Se osserviamo attentamente con scrupolosa onestà ci rendiamo conto che nella maggioranza dei casi non amiamo qualcuno, bensì l’idea che ci siamo fatti di qualcuno o l’esperienza che associamo a quel qualcuno.

Se consideriamo in retrospettiva le nostre relazioni passate possiamo avvederci di come sono cambiati i nostri sentimenti verso certe persone nel momento in cui determinate condizioni o esperienze, quel qualcosa che veramente amavamo è venuto a mancare.

Questo è il contratto! Quando le sue condizioni sono onorate il contratto funziona ed entrambe le parti sono soddisfatte. Quando queste condizioni sono violate, il contratto entra in crisi. Conoscere quali sono le condizioni delle nostre relazioni è vitale per la guarigione a ogni livello dell’esistenza.

Non amiamo qualcuno, bensì l’esperienza fisica, emotiva, mentale o spirituale che possiamo avere con quella persona, incluso nei livelli contrattuali più elevati, l’esperienza di amarlo incondizionatamente, senza pretendere nulla in cambio, volendo solo il suo bene.

Quindi ogni volta che proviamo amore per qualcuno, questo è un sentimento nobile, sacro, che nessuno può giudicare. È un sentimento che ci confronta tuttavia, in nome stesso di quell’amore, con la responsabilità di chiarire la natura di questo amore, verso che cosa effettivamente proviamo amore, a cosa apriamo il nostro cuore.

Quando esiste chiarezza a tale riguardo, allora possiamo capire le condizioni contrattuali, identificando anche altri contratti, che operano nell’ombra o ad altri livelli di coscienza.

Ogni volta che iniziamo una relazione si attiva un contratto primario, che è quello allineato con la volontà divina e dell’anima delle persone, insieme ad altri contratti legati a diversi livelli di separazione. La relazione diventa un viaggio di amore e conoscenza verso Dio, che comporta allo stesso tempo recuperare la verità riguardo la nostra natura originaria e quella di Dio, un’opera di guarigione radicale, il rilascio della percezione illusoria della separazione e il ritorno all’unità.

© Franco Santoro

Persone speciali

Settembre 19, 2015 by admin

circle reddishLe persone speciali che incontri nella vita, quelle di cui ti innamori, che ti affascinano, meravigliano, che ti vogliono bene, sono emanazioni del Tutto, portali verso il luogo in cui tu esisti veramente, ponti di luce verso la meta dove la parte di te che vive nell’illusione anela ad andare.

Incontri queste persone sul lato di una sponda, la sola in cui sei in grado di riconoscerle, perché è l’unica dove tu credi di esistere. Ma forse hai da tempo capito che tu non esisti solo qui. E ti sei anche reso conto che questo qui ti ha ingannato e fatto soffrire abbastanza.

Queste persone speciali hanno compiuto un’impresa immane per venirti a cercare nel solo luogo in cui tu credi di esistere. Non fraintenderle, non ti hanno cercato per stare qui con te, anche se per un po’ magari lo potranno fare o meno. Sia che questo po’ sia corto o lungo, avrà tuttavia una fine, e se quando arriverà la fine per te sarà effettivamente la fine allora quel po’, lungo o breve che sia, non sarà servito proprio a nulla.

Queste persone sono venute per ricordarti che esiste un’altra sponda e un lungo ponte avvolto nella nebbia che puoi scegliere di passare.

Quindi non sprecare ancora il tuo tempo, smettila di mettere in scena i vecchi giochi di questa logora sponda, che non ti darà mai tregua perché il suo unico scopo è trattenerti qui.

Queste persone speciali sono qui solo per poco, le loro ore sono contate. Sono i portali dal luogo in cui credi di esistere al luogo dove esisti veramente. Sono emanazioni, riflessi, proiezioni, e non importa quanto ti ostini non le potrai mai davvero incontrare qui. L’appuntamento è nell’altra sponda, e per arrivarci è necessario che sei disposto a passare il portale, a transitare lungo il ponte.

E fai attenzione, non fraintendere! Non si tratta di andare in un altro mondo, bensì di essere davvero in questo mondo, di renderti conto che l’altra sponda, anche se spesso è avvolta dalla nebbia, è proprio qui e non da un’altra parte.

Puoi capire chi e dove sei solo se accetti di relazionarti con la totalità dell’ambiente che ti circonda. Se non sei disposto a muoverti da dove sei, qualcuno forse ti verrà a cercare e magari, se hai fortuna, ti incontrerà. Ma non puoi pretendere che stia con te per sempre nel solo punto in cui ti ostini a credere di essere. Se ti ama veramente farà di tutto per mostrarti che il punto in cui vi siete incontrati è solo una sistemazione provvisoria, un espediente strategico per mostrarti ciò che ti rifiuti di vedere. La durata e il luogo del vostro incontro serve solo ad aiutarti a uscire dall’isolamento, ad aprire i ponti e le strade che vi permettono di incontrarvi ovunque lo vorrete.

Queste persone speciali sono il portale, e per passare il portale è inevitabile che hai da lasciare queste persone speciali così come le vedi qui, per incontrarle altrove. Allora sarai veramente con loro e le incontrerai, ma soprattutto sarai con te stesso e nel Tutto, e capirai che la più importante di queste persone speciali sei tu.

© Franco Santoro

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