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Corvaro, Grand Original Quest 2007

Giugno 4, 2016 by admin Lascia un commento

CORVARO – GRAND ORIGINAL QUEST – GIUGNO 2007

Primo giorno

Bene. Possiamo dare inizio alle cerimonie. E vorrei iniziare prendendo un momento per consentire al nostro corpo di ambientarsi in questo nuovo  luogo. Vi invito a lasciare da parte qualunque stimolo visivo – tenete gli occhi chiusi – e a aprirvi a tutto quello che percepite, senza utilizzare la vista. E anche a lasciare che vi arrivino immagini legate a quello che avete fatto nelle ore passate e nel passato; passato che può essere di un giorno, due o una settimana. Vi invito a collegarvi con l’immagine o la situazione che è più forte, più rilevante in questo momento: qualcosa che vi attizza, che crea eccitazione o una carica emozionale; può essere un episodio, una situazione o anche più situazioni, a respirare mentre ricordate questo episodio e a lasciare che questa memoria entri nel corpo e anche che sia depositata qui, in questo luogo. E poi possiamo aprire gli occhi e portare questa memoria qui nel presente e lasciare che tutte le strade, le diverse vie, convergano nel centro. Bene.

Io vorrei iniziare consentendo a ognuno di dire il proprio nome e da dove viene.

…….

Lo scopo di questa sera è soprattutto di arrivare qui. Questa sera, mi dispiace deludervi, non ci sarà niente di nuovo. Lavoreremo solo sul vecchio, su quello che è già successo. Lo scopo della prima serata per me è quello di non dare nuove informazioni, ma gestire le informazioni del passato. Anzi, vorrei dire che tutto il seminario si fonda sul “gestire le informazioni del passato”, passato vicino e passato remoto, che sono tante.

Domani mi dilungherò di più sul tema di questi giorni. Ora vorrei dire brevemente in che momento ci troviamo adesso a livello stagionale – per molti sarà ovvio. Manca circa una settimana all’estate, ma forse la cosa che non è così ovvia come l’inizio dell’estate, che avverrà il 21 giugno, è il fatto che oggi è Luna Nuova. Siamo all’inizio di una Lunazione, di un ciclo lunare. Luna Nuova in Gemelli, per la precisione. Il momento della Luna Nuova, sin dall’antichità, è un momento molto potente, di nascita; un momento in cui è in atto un processo molto delicato, come la nascita di un bambino, la nascita di qualunque cosa sia potente e significativa. E quindi questo giorno, il giorno della Luna Nuova, e anche il giorno successivo, sono momenti ideali per ascoltare – dentro – quello che vuole nascere e per fermarsi un attimo a osservare la propria vita prima di iniziare a metterla in moto nuovamente. Questo accade ogni mese.

Ogni 28 giorni c’è una Lunazione Nuova, c’è un principio. E un ciclo finisce. Questo è un momento importante perché mi consente di fermarmi – sempre che me lo consenta – per valutare quello che è successo nel mese passato e per aprirmi a nuove intuizioni, a nuove possibilità e anche per uscire dall’automatismo delle azioni quotidiane e pormi le domande “che cosa ci sto a fare qui?” e “ha senso fare questa cosa?”, “ha senso cambiare?”. È un momento in cui posso mettere in discussione anche cose che do per scontate, credenze o miei modi meccanici di agire. Ecco perché, durante la Luna Nuova, nei 2/3 giorni di questo periodo è buona pratica prendersi un momento di silenzio in cui prestare ascolto a quello che sta accadendo. Spesso questo è difficile perché non tutti possono prendersi una vacanza. Tuttavia c’è una parte di me, la parte più profonda del mio essere, che segue dei ritmi particolari. E poi c’è un’altra parte che agisce a un livello più esterno, che spesso diventa preda di meccanismi che creano condizionamenti, secondo i quali bisogna “fare così”, bisogna comportarsi in un certo modo. Durante la Luna Nuova c’è di bello che posso fermarmi e prendermi un momento di riposo in attesa che arrivino intuizioni, segnali, che poi mi consentiranno di agire sulla base di qualcosa giunto da dentro, dal profondo. La Luna Nuova è importante anche per formulare nuove intenzioni, propositi su cui lavorare nel corso di un mese intero.

Quindi questo seminario prende vita con la Luna Nuova e terminerà con un altro momento importante, il Solstizio d’estate. I Solstizi sono sempre stati significativi. La caratteristica importante del Solstizio d’estate è di essere in relazione con la vita terrena. Sin dall’antichità ai due Solstizi venivano dati significati molto diversi. Ossia il Solstizio d’inverno era considerato la Porta degli dei, mentre il Solstizio d’estate la Porta degli uomini. Ovvero al Solstizio d’inverno c’è la possibilità di accedere al mondo degli dei, cioè lasciare la sfera terrestre, materiale, per entrare nella multidimensionalità dell’esistenza, mentre il Solstizio d’estate è in relazione con la discesa nel corpo umano. Questo periodo, che conduce al Solstizio d’estate è il momento ideale, se sono nelle condizioni in cui ascoltarmi dentro, per comprendere, o perlomeno per avere qualche frammento, del motivo per cui mi trovo, ci troviamo nel corpo fisico.

Quindi uno dei tanti obiettivi del seminario è di allinearci con la motivazione per cui siamo qui, al di là di tutte le motivazioni che ci sono state riferite o che sono legate ai nostri condizionamenti. Ci sarà molto lavoro sul passato. Per comprendere il presente. Vi è anche un’altra cosa in questo seminario: il fatto di entrare in rapporto con un altro modo di concepire l’esistenza e la realtà, che è quello non lineare. Il modo in cui le culture occidentali funzionano è attraverso la linearità del pensiero. Mentre in altre culture, la realtà si basa su processi che non sono lineari, processi che sono a spirale o sovrapposti, in cui quindi esistono realtà parallele, sfere che si sovrappongono una all’altra. Quindi il modo in cui guarderemo il passato sarà in alcuni momenti lineare, per assecondare la nostra mente aerodinamica che concepisce i fatti solo in modo storico. In altri momenti – e questo è il lavoro più sciamanico e interessante – osserveremo il tempo, il passato da un punto di vista non lineare. Ciò significa che il passato è qui, in questo momento, contemporaneamente al presente. Del resto, in un’ottica di quarta dimensione, multidimensionale, il tempo è un luogo, una località in cui ci si può spostare, così come ognuno di noi è giunto da diverse località. Questi luoghi non ci sono qui, però sappiamo che ci sono: ieri io ero a Bologna; adesso sono qui, ma Bologna continua ad esistere e io ci posso ritornare. In un’ottica multidimensionale il tempo non è qualcosa sparita dalla circolazione.

Un dato tempo, un dato anno continuano ad esserci. La differenza è che io non so come ritornarci o meglio, ritorno in continuazione nel passato, ma non ci ritorno a livello fisico perché è illegale andarci, perché non è consentito dai sistemi di credenza del mondo occidentale. Tuttavia nel passato andiamo regolarmente ogni volta che abbiamo dei ricordi. E non solo abbiamo delle memorie, ma queste memorie hanno incidenza nel corpo con emozioni molto forti. Io posso ricordarmi, ad esempio, che una settimana fa è successo qualcosa di molto piacevole. In vari momenti nel presente mi sono collegato con questa situazione, provando le stesse sensazioni fisiche e emotive che provavo una settimana fa. Tuttavia io, secondo i canoni, sono qui, non dov’ero la scorsa settimana. Quello che succede quindi è che noi andiamo continuamente nel passato,  e anche nel futuro, senza però rendercene conto. E le situazioni del passato influenzano pesantemente il cosiddetto presente, tanto che, molte delle decisioni che noi prendiamo, sono basate su emozioni che derivano dal passato. C’è il passato che ricordiamo e c’è anche il passato che non ricordiamo. Il passato che non ricordiamo sovente gioca il ruolo più importante. Se guardo la mia vita, ci sono molte cose, che sono successe e che sono anche documentate, di cui perdo la memoria, a meno che non ci sia qualcosa a ricordarmele, una foto o un documento. Quindi, senza dover andare nelle vite passate, senza dover lavorare sull’esoterico, ma semplicemente guardando la vita attuale, ci sono cose accadute 5, 10, 20 anni fa che ho completamente dimenticato, spesso perché sono incompatibili con quello che sta accadendo ora. Nel processo della coscienza c’è discriminazione fra ciò che viene mantenuto e ciò che invece viene messo nell’inconscio. Però tutte queste memorie a tratti riaffiorano. Uno dei momenti principali  in cui succede è durante la notte. Quando la parte cosciente è in pausa si scatena l’inconscio e arrivano informazioni che non hanno nessun senso nella vita quotidiana. Questo anche sarà un tema su cui lavoreremo: il sogno. Utilizzeremo le informazioni che arrivano durante la notte.

C’è poi un altro fattore legato a questo incontro, al tema dell’Original Quest, la Ricerca Originaria, che è l’utilizzo del territorio, del luogo fisico, come mandala, come un Sacro Cerchio da cui attingere informazioni. Il lavoro dell’Original Quest è un lavoro molto pratico, fisico, in cui il territorio, ogni cosa che si può vedere, toccare con mano, diventa un elemento della propria mappa interiore. Il presupposto è che tutto quello che mi circonda è la proiezione del mio mondo interiore. Ci si può credere o meno. Non ci si deve credere per forza. Vi invito semplicemente, durante questi giorni, a utilizzare quanto detto come motivazione strategica, come un gioco, in quanto lasceremo, attraverso una serie di pratiche, che l’intero territorio in cui ci muoveremo diventi un riflesso del nostro mondo interiore. Sarà alla fine che potrete vedere se funziona. Non si tratta di credere in questo, ma di lasciare che questo si sviluppi per poi osservare che cosa succede. Questa concezione e questo modo di rapportare il mondo interiore, il mondo divino con il territorio è qualcosa che l’uomo ha usato sin dai tempi più antichi. Per questo motivo ci sono templi, luoghi sacri, luoghi di potere. E, in questo caso, utilizzeremo l’astrologia per creare delle mappe del territorio, sia esterno che interno. L’intero territorio verrà diviso in 12 parti, che sono i 12 segni zodiacali.

I 12 segni zodiacali rappresentano le nostre 12 nature interiori. Secondo l’ottica sciamanica e posso dire anche secondo l’ottica fisica/quantica, noi siamo esseri multidimensionali, viviamo su diversi piani. Questo è solo uno dei piani, quindi vi sono altre parti di noi che vivono in altri universi, universi paralleli, e in altre sfere di tempo. Il motivo per cui io mi sento incompleto, per cui provo spesso dolore o sento che mi manca qualcosa è perché mi sono separato da queste altri parti che vivono ad altri livelli. Questa realtà viene spesso definita dagli sciamani una realtà separata, non connessa con le altre realtà. Non significa che sia sbagliata. Si tratta semplicemente di una stonatura: non è legale andare in altre realtà, in altre dimensioni. Non esistono aeroporti da cui si possa partire per “altre dimensioni”. Se ci si vuole andare, lo si può fare, ma non ci si può aspettare che questa esperienza sia riconosciuta dalla maggior parte delle persone. Il lavoro di guarigione, il lavoro sciamanico consiste nel rapportarsi con queste altre dimensioni. Per quale motivo? Non per andarsene via, in altre dimensioni, ma per trovare delle risposte in questa dimensione, che è l’unica riconosciuta ufficialmente. Il motivo per cui, nel lavoro sciamanico, viene perseguito il rapporto con altre realtà è semplicemente per trovare risposte e per essere d’aiuto rispetto ai problemi che esistono in questa realtà, che è per la maggior parte delle persone, l’unica realtà possibile. E’ in quest’ottica che soprattutto lavoreremo. Andremo in altri spazi di coscienza per trovare delle risposte qui. Ecco perché, sin da ora, faremo una pratica. Ecco il motivo di questo mio breve … sermone.

Lo scopo di questa pratica è di individuare quali, in questo momento della vostra vita, sono i temi più importanti. Quali sono le situazioni che vi stanno più a cuore. Il termine che uso è “Intento“. Qual è il vostro Intento?

Per Intento io intendo qualcosa che voi volete raggiungere, un obiettivo chiaro … “voglio una casa …. un lavoro … o … felicità” oppure può essere una domanda “che cosa voglio?” Nel senso che posso non avere idea di che cosa voglio, anzi il mio problema è che proprio non so assolutamente che cosa ci sto a fare qui. Allora l’Intento può essere quello di capire qual è il mio potenziale. Oppure sono indeciso: potrei sposarmi, fare figli oppure diventare monaco oppure … ma sono indeciso e confuso. Allora l’Intento può essere quello di avere chiarezza. Questo dell’Intento è un fattore molto importante in qualunque tipo di pratica, soprattutto quando le pratiche comportano esplorare luoghi e realtà sconosciute. Prima di affrontare spazi nuovi o controversi è importante che riconosca ciò che, secondo la mia esperienza, è conosciuto e buono. Questa mia capacità di riconoscere, sebbene io sia ignorante, sebbene si viva in una realtà separata, quello che per me è stato buono, è un dato imprescindibile e un fattore individuale che nessuno può contestare. Ecco perché noi siamo 11 e ognuno di noi ha un suo ruolo, ha cose che riconosce come belle e buone. Vi saranno delle somiglianze, ma ci sono aspetti unici per ognuno di noi. Quindi questo è ciò che vi invito a riconoscere: ciò che per voi  fino a questo momento della vostra vita è stato buono e, anche sulla base di quello che è stato buono, qual è l’anelito, che cosa desiderate creare in futuro o nel presente. Una volta che c’è questa consapevolezza, allora è possibile  utilizzare alcuni strumenti per avere risposte e anche entrare in spazi dove posso pure dimenticare da dove sono partito, ma se l’ho chiarito precedentemente, è facile, posso ricordarmelo.

I viaggi sciamanici o le esplorazioni del mondo interiore sono esperienze presenti in tutte le mitologie. Il tipico mito è il mito dell’eroe che parte per il viaggio. Riceve una benedizione dal villaggio, dall’anziano, dalla madre, dal padre, dalla divinità e parte per un lungo viaggio alla ricerca di un tesoro. Durante questo viaggio ci saranno diversi incontri in diverse situazioni. Quello che consente all’eroe di andare avanti è il fatto di avere chiaro l’obiettivo che va perseguito, la ricerca di un tesoro, anche se il tesoro magari si rivelerà molto diverso da quello che l’eroe si aspettava. L’Intento è qualcosa di molto personale, qualcosa che ognuno di noi ha ed è proprio durante il viaggio che l’Intento viene messo alla prova. Posso discriminare fra quello che è il mio Intento puro e gli Intenti che ho ereditato dai condizionamenti. Posso volere una cosa semplicemente perché tutti dicono che quella cosa è buona, ma effettivamente a me non interessa per niente. Lo verifico lavorandoci, andandoci completamente dentro. Ci sono cose che invece per me sono molto importanti, che non vengono pubblicizzate e che quindi non fanno parte del condizionamento. Spesso mettermi alla ricerca, partire da un Intento può anche portarmi a rendermi conto che quello che volevo non è effettivamente quello che voglio, che c’è qualcos’altro. Ma è solo mettendomi in gioco, guardandoci dentro totalmente che posso capirlo. Ecco perché partire da un Intento è sempre molto potente: mi consente di chiarire quello che succede e di sondare con mano se questo Intento è giusto o se c’è qualcos’altro che va realizzato. Questo è un successo. Anche quando mi rendo conto che l’Intento che avevo non è quello giusto è un successo, non un fallimento.

A questo punto possiamo fare già qualcosa di pratico. Lavoriamo con qualcosa che è molto chiaro, che ha a che fare con ciò che vi piace, che vi dà gioia …. Vi invito a chiudere gli occhi ora … facciamo prima una meditazione … culinaria  …. Vi invito a chiudere gli occhi e a portare l’attenzione al respiro e a lasciare che il respiro si muova per tutto il corpo …. sentendo l’aria che passa attraverso le narici …. e anche lasciando che il respiro si muova in altre parti del corpo … nella pancia, nelle mani …. e, mentre respirate, vi invito a portare attenzione al senso dell’olfatto e a collegarvi con la memoria di un profumo, di un odore che vi piace … può essere l’odore di un cibo o di qualunque altra cosa …. Ritornando alla memoria di quel momento in cui il vostro naso ha annusato quell’odore ….. Mentre annusate questo profumo di cui avete memoria vi invito a prestare attenzione anche al vostro palato, alla vostra lingua ….. finché portate la memoria completamente, attraverso altri stimoli, altri sensi a questo momento piacevole …. Utilizzando il gusto, l’olfatto e anche il senso del tatto e magari anche la vista …. vi invito a utilizzare tutti i vostri sensi per portare alla memoria una situazione piacevole …. Dopo aver esposto il vostro corpo a questa sensualizzazione, vi invito a prendere in considerazione le cose che vi piacciono nella vita, ciò che fino a questo momento, nella vostra vita, è valutato come buono …. E non devono essere cose particolarmente alte. Possono essere cose molto semplici, ordinarie …. lasciate che il vostro corpo sia pienamente partecipe di queste considerazioni, queste memorie. Non importa se queste cose che vi piacciono non ci sono più nella vostra vita, non importa quello che è successo dopo. L’importante è collegarvi con qualcosa che, nel momento in cui è accaduto, vi ha reso molto felici ….. Poi vi invito a lasciare che queste memorie, queste cose buone si ancorino nel vostro corpo. Vi è probabilmente una parte, o più parti, che nel vostro corpo ha conservato questa memoria in un modo molto forte …. potete anche scegliere questa parte del corpo spontaneamente. Una volta che avete trovato la parte del corpo potete aprire gli occhi, mantenendo però il rapporto con questa parte, qualunque sia. Non permettete agli occhi di prevalere perché gli occhi vi mostrano che siamo nel presente …. Lasciate che questa parte del corpo vi ancori al momento passato …. qualunque esso sia .

Ora passeremo a un lavoro più intenso. Quello che conta è fare in modo che ci sia una parte del corpo a cui potete  aggrapparvi per mantenere vivo qualcosa che per voi è buono.

Domanda “deve essere una parte fisica  ad aver vissuto qualcosa di buono?”

Risposta “non è necessario. Può anche essere una parte del  corpo che tu decidi arbitrariamente. Io posso decidere che una certa memoria è nella mia mano destra anche se la mia mano destra in quella circostanza non ha fatto niente. O ci può essere un collegamento diretto. Ma non è necessario.”

Adesso metteremo il turbo  e andremo a un altro livello perché si tratta di rivendicare, entrando in un’ottica politica ora, il diritto di avere quel tipo di esperienza, qualunque sia. Lo faremo perchè ci può essere una parte della mente che dice “ma questo è passato, ormai non c’è più”.  Quindi si tratta di dire ok, io rivendico il mio diritto di avere questo tipo di esperienza. E farlo in un’ottica di potere, usando quella parte del corpo …. L’importante è che sentiate di avere potere.

Dopo che abbiamo fatto questo, io utilizzerò dei suoni e vi inviterò ad aprirvi alla vostra parte multidimensionale, la parte che sa come raggiungere quell’esperienza, come ottenerla di nuovo, come amplificarla, come averne di più e, a questo riguardo, si tratterà semplicemente di aprirsi e di collegarsi con questo potere, collegarvi con la forza che vi arriva.

Prima di partire facciamo un’altra cosa: utilizziamo il corpo.

Domanda “può essere un episodio del passato recente o …?”

Risposta “ … o molto antico. Quello che conta non è il riportare l’episodio nel presente, ma avere l’esperienza, la qualità dell’esperienza. Le circostanze possono essere diverse, ma l’esperienza è la stessa. Se io ho avuto una grande esperienza di gioia andando a Parigi, potrei avere la stessa esperienza in un’altra città. E’ l’esperienza quello che conta, non le circostanze”.

Allora chiudete gli occhi un momento per entrare in questa parte del corpo. Chiudere gli occhi è importante perché consente alla visione di terza dimensione  di essere archiviata. E entrate in questa parte del corpo e in ciò che è collegato a questa esperienza. Vi invito a far sì che l’intero vostro corpo si colleghi con questa esperienza. Quindi lasciate che quella parte del corpo, collegata all’esperienza, si espanda come un virus a tutto il corpo, in modo che l’intero corpo diventi questa esperienza. Poi vi invito a lasciare che il vostro corpo cominci a stirarsi, attivarsi e vi invito a scegliere con il vostro corpo un punto in questa sala in cui c’è quell’esperienza. Quindi cominciate a muovere il corpo e lasciate che il vostro corpo scelga un luogo in questa stanza dove c’è quell’esperienza. In modo che il luogo che scegliete diventi il vostro territorio, il territorio, la mappa di tutti i possibili territori dove c’è quell’esperienza piacevole … Una volta che l’avete trovato vi ci insediate. In questa sala ci sono diversi punti: punti dolorosi, noiosi, neutrali e punti di potere. E quello in cui vi sistemate ora è un punto di potere, il punto del vostro potere. Oltre al vostro corpo c’è anche il punto in cui siete con il vostro corpo. Fra poco inizierò a produrre dei suoni e, quando partiranno, lasciate che ci sia un’amplificazione, un’elevazione alla potenza di ciò che è buono per voi. E potrà succedere che vi colleghiate con altre situazioni di potere …   (tambureggiamento)

Bene. Lasciate che tutto ciò che è giunto si radichi nel corpo, sentendo il vostro corpo e anche la zona del territorio in cui vi trovate, il punto della sala in cui vi siete sistemati, rivendicando pienamente il punto in cui vi trovate e il diritto a entrare in questi spazi che vi piacciono ….

E ora si tratterà di spostarvi in un altro punto che sentite collegato con una situazione completamente diversa, con le cose che non vi piacciono. Prima però di aprirvi alle cose che non vi piacciono, vi invito ad andare in un punto della sala collegato con le cose che vi fanno paura, che sono spiacevoli. Così creiamo una connessione fra il luogo di potere e il luogo di non potere. Una volta che avete trovato questo luogo vi invito ad aprirvi a qualunque emozione o ricordo di situazioni che non vi piacciono, qualsiasi esse siano. Tra poco produrrò altri suoni e vi invito semplicemente a rimanere in questo spazio, a lasciare che si sviluppi, che arrivino altre informazioni. e, mentre siete in questo spazio, tenetevi in collegamento con quello precedente …. (tambureggiamento)

E ora, come ultimo spostamento, vi invito a scegliere un altro punto in cui potete mettervi da parte e lasciare che i due punti precedenti dialoghino fra loro senza che voi interferiate. Un punto in cui potete semplicemente mettervi da parte, uno spazio neutro in cui potete osservare le due polarità precedenti, il buono e il non buono. Mentre siete in questo spazio lasciate che le due parti di potere e di non-potere si rapportino tra loro, senza però coinvolgervi.

Produrrò altri suoni mentre questo spazio neutrale si sviluppa … (suoni)

E ora, in questo momento di silenzio, vi invito ad aprirvi a qualunque cosa in questo momento della vostra vita sta per nascere o vuole nascere, qualunque cosa che sta per nascere al di là dei rumori, dei forti suoni ….. del buono e del non buono ….

 

 

Come dicevo all’inizio questa è una giornata di Luna Nuova, un momento in cui il Sole e la Luna sono nella stessa posizione nel cielo, in cui le due polarità condividono lo stesso spazio. È anche il momento dell’unione mistica in cui le due polarità, maschile e femminile, si trovano ad avere la stessa prospettiva, per poi cambiarla nei giorni successivi. Ed è un momento di fecondazione, di silenzio, di unione. Questa Luna Nuova viene nel segno dei Gemelli e rappresenta anche gli Amanti. La carta dei tarocchi corrispondente ai Gemelli è la carta degli Amanti, the Lovers, e le due parti dentro di noi che si ritrovano ad essere unite. Per cui, per questa serata, che è molto potente per il suo aspetto di unità fra le due polarità, il mio  invito è quello di  prendervi cura di voi, riposarvi e anche di prendervi il tempo per entrare in rapporto con il luogo.  Non tanto per assorbire energia dal luogo, quanto per inserire la vostra presenza qui, in questo territorio, nel rispetto del luogo, ma soprattutto nel rispetto di voi stessi, di quello che per voi è importante, di quello che, secondo la vostra esperienza, è buono. Uno spazio in cui riconoscete anche ciò che non è stato o non è buono, in cui le due polarità si incontrano.  Per questa sera concluderei in questo modo. Domani, avremo tempo di lavorare sui dettagli e anche fare in modo che ognuno possa dire qualcosa riguardo il suo Intento, il motivo per cui è qui. Per questa sera il mio invito è quello di stare con voi stessi, con quello che è importante per voi, prima di capire quello che è importante per gli altri, quindi di stare per i fatti vostri, con quello che vi succede dentro.

 

 

 

Secondo giorno

Benvenuti a questa seconda, ma in realtà prima giornata di questo incontro. Vi dico che cosa succederà questa mattina. Prima farò una breve introduzione sui temi di questo seminario – quello che mi viene in mente -. Poi ci sarà un momento in cui ognuno di noi avrà la possibilità di esternare il motivo per cui si trova qui. Questo momento sarà preceduto da  una breve situazione di riflessione, meditazione: faremo una pratica. Un’altra cosa che avverrà stamattina è che darò delle informazioni, alcune linee-guida per questo incontro. Dopo ci sarà una pausa. Nel pomeriggio faremo altre cose che non posso al momento prevedere.

Bene.

Una cosa che abbiamo visto poc’anzi è quella di utilizzare un altro corpo, oltre al corpo fisico; un corpo che è strettamente legato al corpo fisico, ma come conseguenza del nostro condizionamento, questo collegamento viene a mancare. Questo è il corpo multidimensionale, il corpo di quarta dimensione, un corpo che usiamo in continuazione, in ogni momento della nostra vita, anche perché, senza questo corpo, il cosiddetto corpo fisico sarebbe inattivo o avrebbe pochissime possibilità di espressione. Il corpo multidimensionale è un corpo che noi viviamo costantemente, ogni volta che c’è un desiderio, che la fantasia si libera. In qualunque momento della giornata in cui immaginiamo qualche cosa il corpo multidimensionale diventa attivo. Ogni volta che c’è un ricordo, ogni volta che c’è una memoria o anche un’anticipazione del futuro il corpo multidimensionale è attivo. Il corpo multidimensionale è in effetti ciò che mantiene in vita la nostra esistenza, quello che alimenta tutti i desideri, la voglia di vivere stessa. Tutto il lavoro spirituale consiste nell’entrare in relazione con questo corpo, che è chiamato con vari termini. Il termine multidimensionale viene utilizzato da tempi recenti. Quello che è stato usato fino ad oggi è anima, che però è un termine colorato da elementi culturali e religiosi e che, come tanti termini, può essere variamente interpretato, quindi cambiare di significato. L’anima, o corpo multidimensionale, è una parte immune dalle limitazioni del corpo fisico per come lo percepiamo. E lo percepiamo con determinati contorni. E’ identificato formalmente da un documento di identità che ne descrive l’aspetto attraverso l’immagine frontale, il colore dei capelli, l’altezza, il colore degli occhi e altri dettagli. Questo è legalmente, ufficialmente il mio corpo fisico, che identifica anche la mia identità, in quanto non esiste un documento per l’anima. L’unica identità riconosciuta dalla nostra società, dal mondo occidentale e dall’intero pianeta è l’identità del corpo fisico. Io non posso dire che non sono questo: nessuno mi crederebbe. Eppure potrei anche dire che sono questa agenda o questo tamburo: l’anima non ha confini fisici, si può spostare in qualunque luogo. Tuttavia la caratteristica di questa realtà, di questo periodo storico è che, a ogni anima, che non è riconosciuta, viene affibbiata una specifica struttura fisica e quella è la sua identità. Quindi non è possibile trasmigrare, non è legale cambiare di corpo, non si può. Questo è quello che viene insegnato fin dalla nascita e ce lo portiamo dentro anche fino alla morte. Però, accanto a questo tipo di identificazione, che è quella che tutti gli esseri umani riconoscono (solo gli esseri umani), vi sono anche altre identificazioni che gli esseri umani provano e che tuttavia non vengono accettate e non sono parte della realtà consensuale. La sofferenza umana, tutta la sofferenza umana, è dovuta unicamente a questa contraddizione, al fatto che io devo identificarmi con una certa forma fisica e nello stesso tempo questa forma fisica mi sta stretta. Possiamo notare che tutte le situazioni di sofferenza sono dovute a questa identificazione col corpo fisico, ad esempio quando si ammala oppure quando non riesco a entrare in relazione con un altro corpo fisico o non mi ci relaziono come vorrei. Il lavoro di guarigione nell’Astrosciamanesimo è in relazione con col prendere coscienza  del corpo multidimensionale, non tanto col guarire il corpo fisico, seppure anche questo sia possibile. Ma l’obiettivo principale è quello di entrare in rapporto con l’altro corpo, quello che non è limitato dal corpo fisico, allenarlo e imparare a usarlo. Così come viene insegnato a un bambino  a identificarsi con quel dato corpo, seppure il bambino non abbia questa concezione, non riesca a capire la differenza fra il suo corpo e altri corpi, viene educato e allenato a diventare il corpo fisico. Il lavoro di guarigione sciamanica è in relazione col riconoscere questo corpo e allo stesso tempo allenarsi a usare l’altro, del quale abbiamo perso consapevolezza, anche se una parte di noi continua a usarlo costantemente in modo clandestino, illegale. Usando il corpo multidimensionale entro in uno spazio in cui vi sono tante possibilità, non una sola; quindi la realtà viene definita in base a una scelta e non in base a una costrizione. Nel corpo fisico io sono condizionato non solo da un certo tipo di realtà, per cui il corpo nasce e a un certo punto muore. Nel corpo multidimensionale ci sono infinite possibilità di realtà e quindi sono io che decido quali sono i valori, decido anche ciò che ha a che fare col piacere e con la sofferenza.

Ritornando all’uso del corpo multidimensionale, questo è un corpo non limitato dal fisico e quindi non limitato dal tempo. Perciò può viaggiare nel tempo e nello spazio. Questo significa che, se io ho una memoria, un’esperienza, qualche cosa che a me interessa rivivere, posso, attraverso il corpo multidimensionale entrare in questa esperienza, entrarci come se fosse presente. Il corpo multidimensionale vive a diversi livelli che esistono simultaneamente e contemporaneamente. Sta a me scegliere a quale livello andare. Posso essere cosciente di tutti questi livelli, 10/20/30 nello stesso momento oppure sceglierne uno per rimanerci per un certo periodo di tempo, per poi andare in un altro spazio. La caratteristica della realtà fisica in cui ci troviamo è che essa consiste in una realtà separata, in cui l’elemento di sofferenza maggiore è quello di non poter uscire da questa realtà, ammesso che uno non abbia fatto la scelta cosciente di rimanere separato. Cioè ciò che crea la maggiore sofferenza negli esseri umani è il fatto di essere costretti a stare qui, a non avere altre possibilità di uscita e quindi di essere in uno stato di vittime. Il lavoro di liberazione, in tutta la spiritualità è sempre stato quello di trovare una via d’uscita, un varco per andare altrove. Quando parlo di spiritualità non mi riferisco alle religioni. Per religioni intendo sistemi, convenzioni, cioè modi in cui gruppi di persone si danno determinate leggi e insieme condividono queste leggi, relazionate  alla connessione con qualcosa che è aldilà del mondo fisico. Con la religione si può entrare in rapporto con la spiritualità e viceversa. Per spiritualità intendo la ricerca spirituale libera da ogni condizionamento che riguarda la via di liberazione e il rapporto col corpo multidimensionale.

Lavoreremo sul corpo multidimensionale utilizzando il corpo fisico. Il presupposto di base è che nel corpo fisico ci sono dei collegamenti con tutto ciò da cui siamo separati e che il corpo fisico fa parte della multidimensionalità. Ciò che impedisce la consapevolezza di altre realtà e del corpo multidimensionale non è il corpo fisico, ma il condizionamento, l’allucinazione che fa parte della nostra cultura, del programma esistente nel nostro cervello. Ci sono in ogni momento della giornata molte opportunità per entrare per entrare in rapporto con la multidimensionalità dell’esistenza, ma vengono costantemente negate o non vengono prese in considerazione. Questa è la caratteristica della realtà. Cioè noi facciamo attenzione solo alle cose che giustificano i nostri sistemi di credenza. Per cui, se io credo che la vita sia un disastro, ecco che osserverò solo le cose che mi provano tutto questo e evito tutte le altre perché mettono in crisi i miei sistemi di credenza. Il sistema di credenza fondamentale è quello nella separazione, quello che pensa che questo sia il mio corpo e quello il tuo. Per cui, nel fare attenzione a quello che succede, costantemente cercherò di provare appunto che io sono questo corpo e che gli altri corpi non sono miei. Provare il contrario significherebbe mettere in crisi completamente un sistema di credenza universale e avere tutta una serie di problemi. La parte che non vuole avere questi problemi, che potrebbero portare a situazioni spiacevoli di incomprensione da parte dell’ambiente in cui mi trovo, nega questo genere di informazioni, non le vede; seppure queste informazioni continuino ad esistere e, quando arrivano, io abbia esperienze completamente diverse della realtà. Esperienze che posso vivere per alcuni minuti o anche per alcune ore e che poi, nella maggior parte dei casi, lascio perdere, perché sono incompatibili con la vita di tutti i giorni. Questo genere di esperienze, che mettono in rapporto con l’essere multidimensionale, nella maggior parte degli individui avviene inconsciamente, mentre in chi ha fatto la scelta specifica  di andare oltre le limitazioni della propria identificazione, vengono affrontate con coscienza e, una volta che questa consapevolezza viene accettata, via via consentono alla parte multidimensionale per gradi di esercitarsi, di entrare, di muoversi. E in questo momento possono verificarsi situazioni imprevedibili e anche spiacevoli, poiché, se da una parte si sviluppa il corpo multidimensionale, dall’altra c’è il corpo condizionato dalla separazione che continua a esistere. Ciò crea una forte contraddizione e una serie di problemi che è difficile affrontare. Questo segna il passaggio di qualità nel lavoro con il corpo multidimensionale il cui scopo è quello di andare oltre il livello in cui esiste la contraddizione fra i due corpi e lavorare per integrare il corpo fisico. Finora ciò che è successo sul pianeta riguardo il lavoro di recupero del corpo multidimensionale è stato semplicemente un lavoro individuale, solo poche persone illuminate sono riuscite ad andare oltre. Raramente questo è successo nelle situazioni di gruppo e non esistono società che fondano il loro stare insieme sulla consapevolezza del corpo multidimensionale. Sono esistite nel passato. Nel momento in cui molte persone iniziano ad avere come obiettivo quello di sviluppare il corpo multidimensionale, la coscienza planetaria si ravviva e si crea un campo di energia molto più ampio. Questa non è la situazione presente. Potrebbe succedere in futuro, magari tra qualche anno. Forse sono esistite in passato culture che hanno lavorato a questo riguardo e che hanno lasciato sul pianeta segni, documentazioni assolutamente non comprensibili alla nostra mente razionale, ma che vibrano di multidimensionalità: pietre o situazioni energetiche, templi, che consentono di fare esperienza del corpo multidimensionale. Quindi uno dei lavori che si propone questo seminario è quello di assumere consapevolezza dei luoghi di potere, di collegarsi con questi ripetitori energetici e anche di riattivarli, di renderli operativi, come se esistesse un collegamento internet alternativo sul pianeta di cui nessuno conosce il funzionamento, ma che può riprendere a funzionare nel momento in cui alcune persone accedono ai suoi meccanismi. Lascio da parte per ora queste faccende tecniche e pongo invece l’accento su alcune esperienze che già ognuno di noi ha durante la vita e che consentono al corpo multidimensionale di attivarsi completamente. Situazioni in cui, da un lato sento i limiti del corpo fisico e dall’altro, nel giro di pochi istanti, posso entrare in uno spazio in cui questi limiti non ci sono più. Le situazioni più tipiche sono quelle che la maggior parte delle persone vive, e non mi riferisco a tecniche sciamaniche, ma al sonno e al sogno. Il sogno è una delle pratiche più tangibili in cui ad esempio, il mio corpo fisico può essere ammalato, ma nel sogno sono completamente in forma, o posso vivere in questa realtà una situazione infelice e nel sogno le cose cambiano completamente. Il sogno è l’esempio più tangibile e più radicale in cui perdo l’identificazione col mio corpo e anche con il corpo degli altri – in sogno posso incontrare persone che sono morte o da cui mi sono separato e che nel sogno invece sono molto presenti-, ma esistono altre situazioni in cui ci sono cambiamenti radicali e coscienti: le situazioni in cui sono sveglio e uso la fantasia in modo cosciente per immaginare una situazione che decido io. Magari vorrei tanto avere una casa o rapportarmi con una certa persona e ecco che, con una fantasia, posso vedere queste cose completamente, con la stessa eccitazione; in quel momento il corpo multidimensionale si attiva. Non vivo questa cosa fisicamente, ma attraverso l’immaginazione e, se investo più immaginazione, posso arrivare al punto in cui il corpo fisico si attiva e ci sono su di esso effetti tangibili. Se osserviamo con attenzione, notiamo che la maggior parte degli effetti sul corpo fisico sono dovuti a voli d’immaginazione e qui entriamo in un’altra sfera di esperienza di tipo multidimensionale, quella sessuale, quella che ha che fare col sesso. Questo è un altro momento in cui, usando invece il corpo fisico c’è un passaggio nel multidimensionale, in cui le persone possono provare emozioni e sensazioni che non sono in rapporto con la loro vita ordinaria quotidiana. Oltretutto, attraverso il sesso, si scatenano pulsioni, desideri che sono completamente in antitesi con l’immagine che una persona ha nella vita di tutti i giorni. Mi riferisco qui a qualsiasi tipo di attività sessuale, sia di tipo tantrico, estatica, ma anche attività sessuale di tipo perverso o meno eclatante, in cui la persona che prova attrazione sessuale si trasforma completamente per poi tornare ad essere quella di sempre. Questa è la sfera più diffusa, ma anche la più negata. Quella dei vizi, delle dipendenze, ad esempio dall’alcool o dalle droghe è un’altra sfera in cui le persone si trasformano e diventano qualcos’altro nel momento in cui hanno bisogno di ciò da cui sono dipendenti. Il desiderio di sostanze tossiche o di esperienze di vizi è il desiderio di uscire da questa realtà, di abbracciare il corpo multidimensionale. Fra sogni, fantasia, sesso, vizi e dipendenze tutti gli esseri umani hanno questo tipo di esperienza. Ma la cosa diventa diversa quando una persona si propone volontariamente di entrare in rapporto col corpo multidimensionale, quando questa è una scelta di volontà. Come abbiamo visto accadrebbe ugualmente poiché, da esseri umani, non ne possiamo fare a meno. Quando invece mi propongo di andare alla ricerca dello sviluppo di tutto questo, avviene un cambio fondamentale nella coscienza.

Io credo che possiamo passare ora a qualcosa di tangibile, così che diventi più chiaro. Ciò che, più potentemente, attiva il corpo mutidimensionale sono due tipi di emozioni: le emozioni legate ai desideri, alle cose che mi piacciono e le emozioni legate, al contrario, a cose che odio, di cui ho paura. Abbiamo visto ieri le due posizioni di ciò che è buono e di ciò che è non buono e durante questa settimana lavoreremo soprattutto con queste due zone, che sono zone in cui il corpo multidimensionale si trova, stati di trance particolari (oltre a quello ordinario di trance in cui mi adeguo alla realtà di tutti i giorni) oppure divento testimone, che è il terzo stadio sperimentato ieri.

 

Per il terzo, quarto, quinto, sesto e settimo giorno non ci sono trascrizioni

Protetto: Settore 13

Giugno 4, 2016 by admin Lascia un commento

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Doppio gioco

Marzo 14, 2016 by admin Lascia un commento

doppio gioco1La formazione astrosciamanica è un processo strategico fondamentalmente inteso a risvegliare la tua natura multidimensionale.

La necessità di un processo strategico deriva dal fatto che il risveglio della natura multidimensionale è incompatibile con la tua natura monodimensionale e con la relativa realtà, che è quella in cui leggi queste parole.

Ne consegue che la formazione onde poter essere accessibile in questa realtà deve fare il “doppio gioco”. Da un lato impedire il risveglio della tua natura multidimensionale e promuovere sviluppi che favoriscono esclusivamente la tua natura monodimensionale ai danni di qualunque altra natura. Dall’altro favorire il risveglio della tua natura multidimensionale mediante operazioni controverse e imprevedibili, e soprattutto tramite strategie provvisorie, usa e getta, che hanno efficacia momentanea, nei momenti in cui la natura monodimensionale si assopisce.

In termini più pragmatici la strategia prioritaria consiste nel fare emergere e articolare nella tua vita segreta la presenza di una realtà parallela in cui tu fai regolarmente ritorno. Così come dopo ogni sogno ti risvegli ritrovandoti nuovamente in questa realtà, si tratta di “risognarti”, di ritornare regolarmente allo stesso sogno, alla stessa visione, e sviluppare in quell’ambito una narrativa altrettanto costante quanto quella della tua vita ordinaria.

© Franco Santoro

Corso di certificazione per addetti alla navigazione astrosciamanica del sogno

Gennaio 27, 2016 by admin

00logosnewct1Questo corso è rivolto a quanti intendono esplorare i sogni da una prospettiva sciamanica e multidimensionale, impegandoli per scopi di guarigione ed espansione della coscienza.

Il corso è inteso a insegnarti a navigare nella dimensione del sogno, per ricercare e ritrovare parti perdute della tua anima, scoprire e manifestare talenti inespressi, sanare lati oscuri e conflittuali della tua vita, sviluppare la capacità di apportare benefici agli altri e all’ambiente, acquisire le conoscenze tecniche ed esperienziali per operare come consulente sciamanico in materia.

Durante il corso esploreremo la cosmologia sciamanica del mondo dei sogni, sviluppando e definendo mappe strategiche al fine di orientarci e rendere disponibile per noi e gli altri il vasto patrimonio di guarigione e conoscenza della dimensione onirica.

Per informazioni maggiori sul tema invitiamo a leggere gli articoli: Il lavoro sciamanico sul sogno (clicca qui), Oltre il significato dei sogni (clicca qui)  e altri articoli nella sezione Sogni della nostra biblioteca online (clicca qui)

L’ammissione al corso ha luogo con la partecipazione al seminario introduttivo, Navigazione Astrosciamanica dei Sogni, 5-6 marzo 2016, Merizzo, clicca qui per informazioni, o ad altri seminari correlati.

Il corso comprende incontri individuali e di gruppo mensili via Skype, e un minimo di tre seminari di due giorni da seguire durante un anno. Per casi particolari è possibile partecipare al corso anche a distanza, tramite incontri via Skype.

Per informazioni: info@astroshamanism.org.

Protetto: Settore 11 – Acquario

Gennaio 14, 2016 by admin

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Protetto: Direzione Nord

Dicembre 9, 2015 by admin Lascia un commento

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Protetto: Settore 9 – Sagittario

Novembre 9, 2015 by admin Lascia un commento

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Protetto: Settore 5 – Leone

Luglio 3, 2015 by admin Lascia un commento

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Protetto: Settore 4

Giugno 7, 2015 by admin Lascia un commento

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Sessione base di guarigione astrosciamanica

Marzo 10, 2015 by admin

Formazione Astrosciamanica per Praticanti – Primo Modulo

SESSIONE BASE DI GUARIGIONE ASTROSCIAMANICA

 

Io sono qui solo per essere veramente d’aiuto.

Io sono qui per rappresentare Colui Che mi ha mandato.
Io non devo preoccuparmi di cosa dire o cosa fare perchè Colui Che mi ha mandato mi guiderà.
Io sono soddisfatto di essere ovunque Egli voglia, sapendo che Egli viene con me.
Io sarò guarito non appena Gli permetterò di insegnarmi a guarire.

(UCIM, T-2.V(A).18:2-6)

 

Guarigione Astrosciamanica

La guarigione è un pensiero per mezzo del quale due menti percepiscono che sono una cosa sola e diventano felici. (UCIM, T5.1:1)

Il termine guarigione astrosciamanica indica una serie di pratiche che hanno lo scopo di risvegliare la consapevolezza operativa della nostra Identità Multidimensionale Centrale (IMC), ossia il sé unificato attraverso la connessione con lo Spirito Guida, o Spirito Santo. La Guarigione Astrosciamanica si riferisce al recupero della nostra autentica natura, alla connessione con chi realmente siamo al di là di ciò che crediamo di essere. Il termine guarigione implica il ritorno a uno stato di benessere. Tale stato comporta la consapevolezza esperienziale della nostra interezza e unità. In un tempo e in uno spazio remoti, accadde qualcosa che generò il cambiamento della consapevolezza dell’unità nell’illusione della separazione.

“Nell’eternità, dove tutto è uno, si insinuò una piccola, folle idea, della quale il Figlio di Dio si è dimenticato di ridere. In questa dimenticanza, il pensiero è diventato un’idea seria, passibile sia di compimento che di effetti reali”. (UCIM, T27, VIII, 6:2-3). Questa folle idea è pensare di vivere come entità separate, mentre i suoi effetti reali sono l’ego e tutti i rancori percepiti nel mondo. Tuttavia, la memoria della nostra autentica natura non ci ha mai abbandonato. Sebbene nascosto da questo mondo separato, il nostro Sé originale ha continuato a sussurrare attraverso gli oscuri corridoi della mente, impiegando ogni sorta di strumenti per risvegliare la nostra vera matrice dell’unità. La guarigione è in realtà questo processo di risveglio.

Il termine healing (guarigione) deriva dall’inglese arcaico hælan che significa rendere intero o unire. Ne consegue che la guarigione è il recupero del senso dell’unità. Secondo questa prospettiva, la guarigione consiste nel creare interezza, contrariamente al processo opposto che è quello di creare separazione. In questo contesto esiste una sola malattia: il senso di separazione.

Quello che la guarigione guarisce è la percezione della separazione, la causa fondamentale di tutte le malattie in termini sciamanici. Questo significa anche che, in questo caso, una malattia non ha nulla a che fare con le condizioni del corpo fisico. È connessa alla mia incapacità di percepire la mia associazione con la rete della vita. Per questo quello che conta qui è il riconoscimento dello scenario più ampio di cui faccio parte. La guarigione a questo riguardo non ha lo stesso significato che potrebbe avere nel linguaggio convenzionale. La Guarigione Astrosciamanica non si occupa di infermità e malattie ordinarie. Una malattia può essere un sintomo di guarigione, mentre un apparente stato di benessere può riferirsi ad un serio stato di cattiva salute.

“Innanzitutto, evitare la morte non è lo scopo per la pratica della medicina nelle tradizioni sciamaniche. La nostra occidentale mancanza di fiducia di questi sistemi, spesso deriva dall’osservazione che la guarigione sciamanica può non essersi risolta con un prolungamento della vita. La guarigione, per lo sciamano, è una questione spirituale. Si ritiene che la malattia abbia origine nel mondo dello spirito, dal quale prende il suo significato. Lo scopo stesso della vita è quello di essere indottrinati e iniziati nelle regioni visionarie dello spirito, e mantenersi in sintonia con tutte le cose sulla terra e nel cielo. Perdere la propria anima è l’eventualità più grave di tutte, perchè potrebbe eliminare qualunque significato della vita, ora e per sempre. Pertanto, il proposito di molte guarigioni sciamaniche è in primo luogo nutrire e preservare l’anima, e proteggerla dall’eterno peregrinare” (Jeanne Achterberg, Imagery in Healing: Shamanism and Modern Medicine, p.17)

“Luce e tenebre, vita e morte, destra e sinistra, sono tra loro fratelli; non è possibile separarli. Perciò né i buoni sono buoni, né i cattivi sono cattivi, né la vita è vita, né la morte è morte. Per questo ognuno si dissolverà nel suo stato originale. Ma coloro che sono al di sopra del mondo sono indissolvibili ed eterni.” (Il Vangelo Secondo Filippo, in Bentley Layton, The Gnostic Scriptures, p. 330)

 

Sessioni di Guarigione Astrosciamanica

 

Le sessioni individuali astrosciamaniche sono integrate nello specifico sistema di credenze di chi le riceve. Questo significa anche che il termine guarigione astrosciamanica deve essere evitato se preclude l’integrazione.

Il compito del praticante è stabilire un’atmosfera di fiducia, attendibilità, potere, amore, assieme ad un senso d’imprevedibilità e stupore, così da rendere consapevole il ricevente che qualcosa di decisivo è imminente.

La funzione del praticante è quella di essere un portale che collega l’identificazione corrente o sistema di credenze del ricevente (vale a dire il sé separato o identità CUA) con la sua natura multidimensionale, ossia IMC (Identità Multidimensionale Centrale) o Cristo stesso. In questo contesto il praticante deve essere fermamente radicato sia nella realtà ordinaria tridimensionale, alla quale il cliente normalmente fa riferimento, sia nel regno sciamanico o multidimensionale.

Il praticante è un ponte tra dimensioni e tale funzione è soddisfatta soltanto quando la sua struttura si estende attraverso un varco che connette entrambi i versanti. In particolare, è essenziale essere pienamente consapevoli che una sessione individuale implica un lavoro con dimensioni che sono molto al di là della percezione ordinaria e CUA.

Sebbene questi regni non siano necessariamente sperimentati attraverso la vista convenzionale umana o gli altri quattro sensi, possono essere ampiamente percepiti energeticamente o ad un livello intuitivo e visionario. Questa situazione richiede da parte del praticante lo sviluppo di una specifica sensibilità ed una solida fiducia nello Spirito Guida e Cerchio, che sono sinonimi di IMC, Dio, Cristo, Spirito Santo, il Divino, ecc. Di solito una sessione inizia con un investimento nella fede, sia da parte del praticante che del ricevente. Man mano che la sessione procede, la fiducia è generalmente destinata ad espandersi e a radicarsi con l’esperienza stessa.

“Lo sciamanesimo è una splendida avventura mentale ed emozionale, in cui il paziente e lo sciamano-guaritore sono entrambi coinvolti. Mediante il suo eroico viaggio ed i suoi sforzi, lo sciamano aiuta i suoi pazienti a trascendere la loro normale, ordinaria definizione della realtà, inclusa la definizione di se stessi come ammalati. Lo sciamano mostra ai suoi pazienti che non sono emozionalmente e spiritualmente soli nella lotta contro la malattia e la morte. Lo sciamano condivide i suoi speciali poteri e convince i suoi pazienti, ad un livello profondo della coscienza, che un altro essere umano è disposto ad immolare se stesso per aiutarli. L’auto-sacrificio dello sciamano suscita un proporzionale impegno emozionale nei suoi pazienti, un senso di obbligo a lottare al fianco dello sciamano per salvare il proprio sé. Prendersi cura e guarire camminano mano nella mano.” (Michael Hamer, The Way of the Schaman, pp. xvii-xviii)

 

Preparazione

Prima di iniziare ogni sessione assicurati che sia tu che il ricevente potete operare in un ambiente di sicurezza e spazio sacro. Questo crea un’amorevole barriera di protezione. La tua area di lavoro deve essere idealmente purificata e priva di pubblicità o slogan. Si raccomanda di usare un punto focale fisico per l’asse orizzontale e verticale, come i Pezzi del Sacro Cerchio, o un pezzo centrale con una candela, e posizionarlo bene in evidenza sul pavimento.

Apri lo spazio sacro secondo le tue procedure abituali. Se scegli di impiegare qualcuno dei tuoi Strumenti Sacri (Pahai Rupah), tienili pronti e posizionali vicino a te o in una specifica area della stanza. Questi strumenti – come sonagli, tamburi, pietre, cristalli, tamburelli, piume, bastoni, coni, ecc. – possono essere idealmente coperti o tenuti nella tua borsa sciamanica.

Usa i tuoi Strumenti Sacri ogni volta che è possibile e sii anche consapevole che possono esserci momenti nei quali la situazione in cui stai lavorando non ti consente di usarli. Quando si verificano tali situazioni, sii consapevole che gli unici strumenti di cui hai veramente bisogno sono già disponibili nel tuo corpo fisico ed energetico. Sono le Medicine degli Spiriti (Pahai Tulah) e gli Strumenti Sacri Impiantati (Pahai Sahe Rupah) ricevuti durante la tua interazione con gli Spiriti Totem. Assicurati di portare consapevolezza a ciascuno di essi prima di iniziare una sessione. Lo scenario è importante, tuttavia ciò che conta maggiormente è il tuo livello di fiducia, potere e connessione con lo Spirito Guida, o IMC, che in qualità di operatore porti nell’ambiente.

Vesti con abiti confortevoli ed evita di usare vestiti con slogan, marchi e pubblicità, o che possono intimidire o provocare. L’operatore è invitato ad indossare vestiti di colore chiaro, preferibilmente privi di disegni, righe o simboli esoterici. Bianco, nero, grigio, rosso, arancio, giallo, verde, azzurro, viola e marrone sono tutti adatti, tuttavia si raccomanda la consapevolezza del loro differente impatto e la connessione con la loro direzione o elemento. Anche un vestito convenzionale può essere appropriato.

Ti prego di essere consapevole che nelle sessioni astrosciamaniche individuali di base, l’operatore e il ricevente sono completamente vestiti. Questo tipo di sessione non comporta il contatto fisico, regno del Tocco Astrosciamanico (Pahai Erodnah Atara).

Se necessiti o senti che è appropriato toccare fisicamente il ricevente nel corso della sessione, menziona le parti del corpo che dovrebbero essere coinvolte. Verifica se il tocco è accettabile per lui/lei e procedi soltanto se hai ricevuto la piena autorizzazione.

Essere totalmente presente per il ricevente è un requisito fondamentale durante la sessione astrosciamanica. Il livello di presenza è dato dall’intensità vibratoria dell’Intento dell’operatore connesso con la Funzione, e la sua risonanza con l’Intento del ricevente. A questo proposito è utile trovare modi spontanei e privi di giudizio per acquisire indicazioni sul sistema di credenze del ricevente e sulla sua presente consapevolezza ordinaria CUA.

L’Intento dell’operatore e quello del ricevente rappresentano la base più significativa per il processo di guarigione. Un chiarimento dell’intento del ricevente è necessario, dunque, all’inizio di ogni sessione individuale. Attraverso la vibrazione della tua voce e la gentilezza del tuo approccio, senza usare necessariamente una comunicazione verbale diretta, consenti al ricevente di sentire la tua premurosa presenza e il tuo supporto incondizionato.

Spiega il tuo modo di lavorare e quello che programmi di fare. Sii consapevole che qualunque cosa il cliente fa o dice durante la sessione è strettamente confidenziale e può essere discussa soltanto con il tuo mentore supervisore o a scopo di studio. In quest’ultimo caso non deve essere dato alcun riferimento sull’identità della persona.

Quando lavori hai bisogno di lasciar andare o mettere da parte tutti i tuoi problemi e rancori, non importa quanto sono consistenti, e trovare il tempo appropriato per trattarli in un’altra occasione. Tuttavia sei invitato ad usare l’energia che essi hanno attivato come parte del potere di guarigione che stai per attivare durante la sessione. Ti prego di evitare un’eccessiva condivisione della tua esperienza. Concentrati invece sull’essere aperto a quello che il cliente ha da dire. Opera pazientemente ed evita ogni tipo di fretta. Lascia andare anche i tuoi giudizi e le idee prevenute sul tuo cliente.

Non dire ai tuoi clienti che cosa devono fare. Ascolta e fai domande. Invita il ricevente ad essere consapevole del suo respiro e incoraggialo regolarmente a connettere visioni, pensieri o emozioni con specifiche parti del corpo. Chiedigli costantemente di prestare attenzione al corpo e al respiro, ma fai attenzione che questo non diventi noioso o ossessivo.

Se il ricevente piange o rilascia emozioni forti, incoraggialo gentilmente a farlo, spiegando chiaramente che si trova nello spazio appropriato per simili espressioni. Nel caso lavori in un ambiente dove un rilascio rumoroso può causare preoccupazione o disturbo, informa il ricevente in anticipo ed invitalo a rilasciare interiormente o mediante il movimento, invece di usare i suoni. Durante la sessione fai attenzione alle posizioni reiterate del corpo, ai gesti, se si gratta, si tocca, ecc. Riconosci ciò che il ricevente dice mediante affermazioni o ripetendo alcune delle sue principali affermazioni ed espressioni.

“Un vero maestro sciamano non mette in dubbio la validità dell’esperienza di chiunque altro, per quanto meno capace e meno umile possa essere. Il maestro sciamano cercherà di integrare persino l’esperienza meno comune nella sua totale cosmologia, una cosmologia basata principalmente sui propri viaggi.  […] Il maestro sciamano non dice mai che quello che tu hai sperimentato è una fantasia”. (Michael Hamer, The Way of the Shaman, p. 45)

 

Protezione

L’etichetta astrosciamanica richiede che il praticante stabilisca dei confini tra se stesso e il ricevente. Spesso durante una sessione l’operatore può sperimentare un potente coinvolgimento con i problemi o i campi energetici del ricevente. Questo coinvolgimento aumenta l’intensità dell’esperienza e gioca un ruolo benefico nell’evoluzione del lavoro. Tuttavia è necessaria molta prudenza per non consentire a tali sensazioni di espandersi oltre la struttura della sessione. Aderendo all’organizzazione di base della sessione e allontanando ogni interferenza o abuso, l’operatore crea le condizioni necessarie per proteggere se stesso e il ricevente.

Aprire lo spazio sacro e attivare il Sacro Cono fa parte della struttura di base e deve essere eseguito prima di cominciare la sessione. Accendere una candela o bruciare incenso (salvia, lavanda, cedro o altri agenti purificatori) è consigliabile, sebbene non costituisca una necessità. È raccomandabile iniziare e concludere una sessione lavandosi mani e polsi in acqua fredda. Una ciotola d’acqua può essere tenuta durante la sessione come punto di rilascio. L’acqua va poi cambiata dopo ogni sessione.

 

La Carta Astrologica

L’elemento fondamentale in una sessione astrosciamanica è la partecipazione attiva del ricevente e l’acquisizione del suo spazio di potere. Prima di iniziare una sessione, prendi la carta astrologica del ricevente e mettila sull’altare o al centro del Sacro Cerchio. Siediti di fronte ad essa e identifica il punto centrale della carta.

Chiama il tuo Spirito Guida e stabilisci una connessione tra il punto centrale della carta e il centro del tuo cuore. Questo equivale a creare una connessione tra il tuo Spirito Guida e la Guida del ricevente. Lascia che anche il centro della testa e della pancia siano coinvolti. Continua ad osservare il punto centrale della carta per un po’. Poi, mantenendo ancora l’attenzione verso il centro, sposta dolcemente parte della tua consapevolezza verso la periferia della carta. Nota se ci sono Settori o pianeti che attirano la tua attenzione. Mentre fai questo, ritorna con la consapevolezza al centro della carta. Continua a guardare la carta e copri l’intera circonferenza.

Considera le sensazioni che provi nel corpo, come pure ogni emozione, pensiero, immagine, memoria, associazione. Evita di fare qualsiasi valutazione analitica o predizione. Sii semplicemente testimone di ciò che accade senza giudicare. Permetti alla carta di comunicare con te, senza interromperla con le tue interpretazioni o anticipazioni. Quando hai completato quest’esplorazione, togli la carta dal centro e mettila vicino a te. Ora apriti a quello che ti arriva dal Sacro Cerchio. Chiedi supporto agli Spiriti Totem e invita il tuo Spirito Guida a lavorare con te durante l’intera sessione.

Apri il Sacro Cono e rimani in uno stato di profondo allineamento multidimensionale con la sua fonte finché il ricevente non arriva. Spiega molto chiaramente che la tua funzione è quella di operare come canale con integrità e secondo la tradizione e le istruzioni relative alla sessione astrosciamanica individuale di base.

Prima che il cliente arrivi considera i seguenti elementi nella sua carta, ma con atteggiamento privo di qualsiasi interpretazione analitica o anticipazione. Il proposito è invitare gli Spiriti Totem che governano la Triade Astrosciamanica del ricevente, ossia Sole, Luna e Ascendente. Considera anche la posizione della casa del Sole e della Luna, i pianeti congiunti con il Sole, la Luna, l’Ascendente e gli angoli, l’asse IC-MC, la posizione di Venere e Marte, ed eventuali tratti alieni o mutanti. La cuspide della nona casa e i pianeti vicini possono fornire indicazioni circa l’approccio migliore per stimolare la connessione preliminare con la Guida.

Sebbene non sia necessario essere esperti in astrologia per offrire le prime sessioni, assicurati di avere una comprensione di base su come funziona il Sistema Astrosciamanico della Triade, come pure una familiarità di base con la struttura della carta natale ed i suoi elementi più rilevanti. Il completamento della Formazione per Praticanti Astrosciamanici (Astroshamanic Practitioner Training) richiede una certificazione in uno speciale corso di astrologia, che viene fornito come parte dell’APT stesso.

“Non sono le mani e la voce dell’insegnante che guariscono. Egli sta semplicemente passando la guarigione che gli è stata data da Dio.” (UCIM, Manuale per Insegnanti, 2:8-10).

“Cristo non ha altro corpo ora sulla terra se non il tuo, altre mani se non le tue, altri piedi se non i tuoi. Tuoi sono i piedi con i quali deve muoversi per fare il bene. Tue sono le mani con le quali ora deve benedire gli uomini”. (Santa Teresa d’Avila).

 

Intervista preliminare

Quando il ricevente arriva, fai attenzione all’aspetto generale del corpo, ai vestiti, allo stile dei capelli, alle scarpe, ad eventuali accessori (anelli, collane, orecchini, occhiali, ecc.) o oggetti (borsa, libri, telefono cellulare, ecc.). Mentre osservi questi dettagli, astieniti da ogni interpretazione o analisi. Siine semplicemente consapevole. Se il ricevente non sembra esserne consapevole, gentilmente fai notare che durante la sessione non è permesso fumare o rispondere al telefono. Invitalo a sedersi e stabilisci un primo contatto col cuore.

Dopo un breve momento di silenzio, che puoi impiegare per esprimere tacitamente un‘invocazione alla tua Guida e agli aiutanti, chiedi al ricevente le motivazioni che lo spingono ad avere una sessione. Spesso le persone hanno difficoltà ad esprimere le loro motivazioni, anche perché il loro vero proposito può essere estraneo alla loro consapevolezza. Questa, in effetti, è una delle ragioni per cui chiedono una sessione.

Nella fase introduttiva non è importante per il praticante conoscere i dettagli della vita del ricevente. Ciò che deve essere incoraggiato ad esprimersi è l’intento del ricevente di avere una sessione e anche una breve descrizione delle sue sensazioni presenti e della situazione in generale. Per incoraggiare questo processo il praticante può fare domande del tipo: “Qual è il tuo proposito in questa sessione? Quali temi e situazioni sono prevalenti in questo momento della tua vita? Cosa vorresti cambiare e di cosa hai bisogno ora nella tua vita? Cosa vorresti ottenere da questa sessione?”.

L’Intento del ricevente è il punto di partenza finalizzato ad onorare la mente egoica e la realtà CUA. Insieme a quest’Intento preliminare sei chiamato ad invitare il cliente ad aprirsi ad una prospettiva più ampia, esemplificata dalla connessione con IMC o Spirito Guida. A questo punto hai bisogno di trasmettere il significato di questi concetti in un modo comprensibile per il cliente, assicurandoti che non vengano male interpretati o considerati un atto di sottomissione a referenti spirituali condizionati o alieni.

Spesso i clienti programmano una sessione con l’intento specifico di connettersi con lo Spirito Guida o IMC. In questo caso inviterai il cliente a definire cosa intende per Spirito Guida e perché desidera stabilire questa connessione. Ti assicurerai anche che il ricevente fornisca delle indicazioni riguardanti i temi dominanti nella sua vita attuale, come pure alcuni dettagli riguardanti i suoi intenti aggiuntivi, a parte la connessione con lo Spirito Guida.

Una volta che il problema o il proposito del ricevente è stato identificato, il passo successivo è fornire delle informazioni di base su come si svolge la sessione. Invita il ricevente ad aprirsi ad un’esperienza interamente dedicata all’esplorazione della sua vita interiore e della sua autentica natura. Spiega i tre stadi, con particolare riguardo al primo stadio. Invita il cliente a non parlare durante la sessione, a meno che tu non gli faccia domande specifiche, e a mantenere la connessione con la sua esperienza. Informalo anche che, alla fine del primo stadio, puoi fare una breve pausa per accertarti delle sue condizioni, prima di continuare con i rimanenti stadi. Chiarisci che, se dovesse sentirsi spaventato, a disagio o sofferente, è invitato a informarti in qualsiasi momento durante la sessione.

Lo scopo della sessione è allineare il cliente con la frequenza di IMC e ricevere una prima matrice della sequenza di base per promuovere questo allineamento e permettergli di stabilizzarsi. Anche se sei disponibile a fornire indicazioni e strumenti alla fine della sessione, quello che conta in una prima sessione è definire la frequenza dell’allineamento con IMC, in modo che il cliente possa usarla in una pratica di almeno 28 giorni. Come parte del protocollo questi 28 giorni sono richiesti per gettare le basi di un ulteriore lavoro e per ricevere eventuali messaggi.

Lo scopo principale per il praticante durante una sessione è cambiare la sua percezione del cliente, lasciando andare ogni supposizione o giudizio, e rimanere aperto allo Spirito Santo. È quest’attitudine di base che crea la guarigione, e non l’uso di tecniche e medicine.

“Piuttosto che cercare la Fonte della guarigione, lo Spirito Santo, fuori dal paziente, l’insegnante cerca la Fonte della guarigione nella mente del paziente.” (UCIM, Manuale per Insegnanti, 3:3).

“Lo Spirito Santo è l’idea della guarigione. Essendo un pensiero, l’idea si accresce con l’essere condivisa. Essendo il Richiamo a Dio, è anche l’idea di Dio. Siccome sei parte di Dio, è anche l’idea di te stesso, così come di tutte le Sue creazioni. L’idea dello Spirito Santo condivide le proprietà di altre idee perché segue le leggi dell’universo di cui è parte. Donandola si rafforza. Aumenta in te nella misura in cui la offri a tuo fratello. Tuo fratello non deve essere consapevole dello Spirito Santo in lui o in te perché accada questo miracolo. Può essersi dissociato dal Richiamo a Dio, proprio come te. Questa dissociazione si guarisce in entrambi nella misura in cui diventi consapevole del Richiamo a Dio in lui, riconoscendo così la Sua esistenza.

Ci sono due modi diametralmente opposti di vedere tuo fratello. Devono essere entrambi nella tua mente perché sei tu colui che percepisce. Devono anche essere nella sua, perché tu lo stai percependo. Guardalo attraverso lo Spirito Santo nella sua mente, e Lo riconoscerai nella tua. Ciò che riconosci in tuo fratello lo stai riconoscendo in te stesso, e ciò che condividi si rafforza.” (UCIM, Testo, 5-3:2-3)

 

Primo Stadio

Se usi il Sacro Cerchio sul pavimento, invita il ricevente a mettersi seduto o disteso in un punto attorno al Sacro Cerchio. Secondo le circostanze quel punto può essere scelto sia da te che dal ricevente. La scelta da parte del ricevente può essere l’ideale quando, durante la chiacchierata preliminare, è stato difficile definire il suo proposito in merito alla sessione.

L’area in cui il ricevente decide di posizionarsi può fornire indicazioni a questo riguardo. Quando è il praticante a scegliere il punto questo è, di solito, il Settore dell’Ascendente del ricevente, che è anche l’area dalla quale tradizionalmente inizia il viaggio astrosciamanico. Questa è un’area che il ricevente ha bisogno di esplorare, almeno all’inizio e alla fine della sessione, poiché costituisce il portale multidimensionale da e per la realtà tridimensionale CUA.

La sessione individuale è un atto sacro di luce, energia e amore che coinvolge intensamente la struttura energetica sia del ricevente che del praticante, e tutte le loro connessioni. Durante il periodo della formazione sei invitato ad impiegare le procedure e le istruzioni date dalle tradizioni del Sacro Cono, senza improvvisare o fare più di quello che viene richiesto. All’inizio, quello che conta è conoscere e usare il metodo, essere totalmente presente, e osservare con attenzione ciò che accade. Gli aspetti tecnici della carta astrologica e le procedure rituali per la sessione individuale saranno trattate durante la Formazione.

Chiedi al ricevente di chiudere gli occhi, portare l’attenzione al respiro e aprirsi a qualunque cosa emerge. Puoi invitare la persona a identificare un situazione collegata con l’Intento e partire da quella per attrarre qualunque cosa giunga alla mente. All’inizio del primo stadio il cliente è invitato ad esprimere il suo Intento e la sua disponibilità a connettersi con IMC, allineandoli con il respiro, così che ad ogni respiro si attiva la sua consapevolezza. In questo modo il respiro attira l’energia di IMC e tutto ciò che è necessario per la sessione. Chiedigli di informarti quando è pronto dicendo “Sì” o “Ok”. Una volta che hai ricevuto questa conferma, il primo stadio inizia.

Nel primo stadio normalmente vengono prodotti suoni specifici. Lo strumento tipico per il primo stadio è il tamburo a cornice battuto in modo monotono ad intervalli regolari. L’operatore può usare anche un CD di tambureggiamenti (ad esempio, il primo brano di Drumming for the Astroschamanic Voyage) oppure condurre la sessione senza l’aiuto di alcun suono.

Il primo stadio è finalizzato alla connessione con la parte cosciente del cliente, la quale è connessa con ciò che egli desidera. È una fase basata sul potere, il che significa che se il cliente contatta situazioni che non gli piacciono, queste possono essere messe da parte ed eventualmente trattate nel secondo stadio. Una volta che l’informazione arriva, puoi incoraggiare la persona a lasciar andare le forme esteriori coinvolte e trasformarle in forme interiori o sciamaniche. Questo consente l’accesso al regno multidimensionale. Invita il ricevente ad aprirsi alla storia che emerge e ad esplorarla nella sua interezza. Se è opportuno, puoi suggerire un completamento della storia specifica. Un completamento ideale implica il raggiungimento della conclusione della storia: per esempio, la morte del personaggio. Questo contribuisce al rilascio dei relativi problemi e del modo in cui continuano ad influenzare la vita della persona. Offre anche la possibilità di creare un collegamento tra i temi della storia e quelli della vita ordinaria corrente. È essenziale che l’esperienza sia sentita pienamente nel corpo.

Il primo stadio può durare da 10 a 15 minuti. Alla fine, concludi dolcemente e assicurati che il cliente si trovi in uno spazio “buono”. Puoi chiedere qualcosa come “sei in un spazio buono per te?” Il cliente non deve descrivere lo spazio in cui si trova, e a questo proposito lo inviterai semplicemente a dire “sì” o “no”, o a fare soltanto un cenno col capo. Se la risposta è positiva puoi procedere con il secondo stadio. Nel caso la risposta fosse no, farai altre domande e aiuterai “manualmente” il cliente a trovare lo spazio di potere, che puoi identificare mediante la carta natale.

In una sessione del Rituale di Base del Sacro Cono chiedi al cliente di camminare in senso orario attorno al Sacro Cerchio e a fermarsi in una posizione in cui si sente attratto. Poi lo inviti a mettersi seduto o disteso e ad esplorare il Settore, che in questo caso è allineato con l’Intento della persona. Astrologicamente spesso è collegato alla posizione del Sole, dell’Ascendente e dei loro governatori. Quella che segue può essere un’esperienza simile all’approccio precedente. Alternativamente il cliente può esprimerla attraverso gesti, danza, espressioni verbali, suoni, una postura del corpo o rimanendo semplicemente in silenzio.

 

Secondo Stadio

Il secondo stadio implica la connessione con le energie ambientali del cliente. Da una parte c’è l’intento e dall’altra le circostanze della vita, che necessitano di essere allineate all’Intento. Il cliente è invitato a mantenere la concentrazione sugli elementi del primo stadio, mentre si apre ad altre energie. Viene chiesto al ricevente di dirigere tali energie verso l’Intento. Durante questo stadio puoi usare strumenti come il tamburello o il tamburo a cornice. La battuta può essere anche irregolare.

In una sessione del Rituale di Base del Sacro Cono il cliente si muove in direzione antioraria. L’espressione dell’Intento attira gli elementi contrastanti e crea le condizioni per il secondo stadio: la Funzione. Il cliente sceglie un altro Settore in risonanza con l’energia che ha bisogno di essere rilasciata. Questa spesso corrisponde a limiti, blocchi, squilibri o grandi potenziali inespressi. Astrologicamente è spesso associata a Luna, Saturno, Immum Coeli, Discendente, Nodo Sud, punti medi o pianeti in situazioni critiche. Il cliente può stare seduto o disteso mentre viaggia sciamanicamente nel secondo stadio. Può anche esprimere sensazioni, emozioni, pensieri, memorie, o qualunque cosa accade in quel momento.

Il secondo stadio rappresenta la fase cruciale della sessione. È il momento in cui il cliente dà il suo contributo: l’energia per il sacrificio. Questo sacrificio è un’offerta di rancori. Un rancore o graha è ogni tipo di malessere fisico, emotivo, mentale o spirituale, incluso qualsiasi situazione o atteggiamento, anche di apparente benessere, che alimenta l’ego e l’illusione della separazione. I rancori sono l’offerta preferita dagli Spiriti o dai regni superiori. Nelle attività di scambio con le realtà sciamaniche essi rappresentano il materiale di maggior valore.

 

Terzo Stadio

Il terzo stadio normalmente segue il secondo senza alcuna pausa o interruzione significativa. Il terzo stadio riguarda l’integrazione. Le due polarità sono state attivate con il primo e il secondo stadio, mentre il terzo stadio serve il proposito di permettere loro di interagire. In questo stadio finale il cliente può entrare in un profondo stato di trance e ricevere una guarigione significativa. Gli strumenti per il terzo stadio possono essere il gong, l’arpa o lo scacciapensieri, o semplicemente il silenzio. Alla fine del terzo stadio l’ideale è avere almeno tre minuti di silenzio totale. Dopo di che il cliente è invitato a completare la sua esperienza e cominciare a stirare dolcemente il corpo.

In una sessione del Rituale di Base del Sacro Cono il cliente si muove in senso orario e si posiziona in un altro Settore. Qui è invitato a ricevere e ad abbandonarsi a qualunque cosa arriva come risultato del suo sacrificio. Una volta che ha fatto l’offerta agli Spiriti, può aprirsi a ricevere. La posizione scelta in questa circostanza è spesso collegata con l’area del Settore che ha il potenziale energetico più alto. Per esempio, può essere il Medium Coeli, un pianeta angolare, il Nodo Nord o un pianeta con tratti alieni o mutanti.

“L’agente guaritore non è uno specifico comportamento dell’insegnante. La sua semplice presenza e i suoi pensieri richiamano le menti dei pazienti, chiedendo di interrogare i loro pensieri e ricordando che si può scegliere un’altra via.” (UCIM, Manuale per Insegnanti, 2:1-4)

 

Intervista Finale

Una volta che il terzo stadio è terminato, invita il ricevente a sedersi e chiedigli di fare attenzione a come si sente, se nota qualche cambiamento significativo dall’inizio della sessione. Chiedi al cliente di esprimere verbalmente le sue sensazioni e fornire una descrizione della sua esperienza. Lascia che questa descrizione includa tutto ciò che è accaduto durante la sessione e non solo ciò che il cliente considera significativo. Basandoti sulla descrizione del cliente, puoi fornire qualche indicazione, priva tuttavia di qualsiasi interpretazione o analisi. Confrontando la carta natale e la sua IMC otterrai le giuste intuizioni. Lo scopo è definire la frequenza della connessione del cliente con IMC, usando ciò che il cliente ha ricevuto dalla sessione.

Nell’intervista finale aiuti il cliente a trovare la frequenza, che sarà poi usata in una pratica di 28 giorni. La pratica funziona generalmente come segue. Dura 15 minuti e deve essere praticata almeno 12 volte durante i 28 giorni. L’ideale sarebbe praticarla tutti i giorni o un giorno sì e uno no. Il brano suggerito per la pratica è il numero uno di Drumming for the Astroshamanic Voyage. Il cliente si connetterà con l’Intento e IMC, allineando il respiro con la connessione e impiegando quindi l’essenza di quello che è stato ricevuto nella sessione, durante i primi minuti. Poi si aprirà a nuove informazioni, allineandole con IMC. Alla fine della sessione il cliente scrive alcune note sull’esperienza. Dopo 28 giorni rileggerà le sue note e farà una pratica finale allo scopo di ricevere indicazioni sul passo successivo. Quando il completamento dei 28 giorni si avvicina può anche contattare l’operatore per fissare una seconda sessione.

 

Ulteriori Sessioni

Tre è il numero ideale di sessioni. Ogni sessione deve essere seguita da un minimo di 28 giorni, in cui il cliente impiega l’essenza di quanto accaduto nella prima sessione. Ognuna delle tre sessioni si focalizza in modo specifico su ciascuno dei tre stadi, comprendendo tuttavia anche gli altri due. La seconda sessione scaturisce dal lavoro fatto dal cliente dopo la prima sessione. A questo riguardo, il praticante chiede una descrizione dettagliata delle pratiche del ricevente e degli eventi della vita tra la prima e la seconda sessione. La seconda sessione lavora principalmente col rilascio. Il brano che il ricevente è invitato ad impiegare nella pratica che segue la seconda sessione è il numero due di Drumming for the Astroshamanic Voyage. Nella terza sessione il praticante invita il ricevente a fornire una descrizione delle sue esperienze. In questa sessione il cliente riceve una specifica medicina che rappresenta un potenziale da sviluppare. Il praticante identifica anche una pratica che il cliente può usare per potenziare la medicina. Il praticante aiuterà il cliente a definire la pratica. Se il cliente desidera continuare dopo un ciclo di tre sessioni, può optare per la Formazione Operativa o per un ciclo aggiuntivo di quattro o 12 sessioni.

 

Bilanciamento dell’energia

L’ideale è che ci sia uno scambio equilibrato di energia tra l’operatore e il ricevente, non importa se questo scambio si identifica con soldi, beni, servizi o altro. Questo conferisce potere al ricevente e alla sua dignità. La guarigione è un’impresa collettiva che include l’operatore, il ricevente, le loro rispettive Guide, i loro antenati, gli Spiriti Totem, gli esseri che popolano il regno multidimensionale della località dove ha luogo la sessione. Anche l’atteggiamento della famiglia e l’ambiente umano del ricevente possono avere un impatto sul progresso del lavoro di guarigione. Idealmente sarebbe preferibile non coinvolgere direttamente tale ambiente perché, a causa della natura controversa del lavoro sciamanico, questo potrebbe causare ostilità e incomprensioni che potrebbero seriamente influenzare i benefici della guarigione. Sii consapevole che nel lavoro sciamanico lo strumento principale e più importante è dato dalla comunicazione diretta con la Guida e l’attivazione del Sacro Cono. Questa è la risorsa essenziale di una sessione astrosciamanica e, in quanto tale, richiede la massima attenzione.

Alla fine della sessione scrivi una relazione sulla sessione stessa, che sei invitato ad inviare poi al tuo supervisore.

 

Punti di consapevolezza

Può darsi che il praticante sperimenti problemi simili a quelli del cliente, o persone a cui il praticante è strettamente connesso potrebbero avere problemi analoghi. Esiste generalmente uno stretto collegamento a qualche livello tra il cliente e il praticante.

Il praticante è un attore sacro e deve essere consapevole di questo ruolo. Non è un maestro spirituale, un guru o un essere superiore, sebbene durante la sessione questo è il ruolo che può ricoprire, ed è essenziale che la consapevolezza di tale ruolo non venga meno. Quello che conta è che il praticante non s’identifichi con il suo ruolo nella vita di tutti i giorni e non si aspetti che gli altri lo identifichino in quel ruolo.

Il prerequisito di base per un praticante astrosciamanico non è il completamento della formazione o il possesso di speciali doni di guarigione. È semplicemente la resa allo Spirito Santo, la fiducia nelle sue capacità di guarire e la preservazione durante la pratica di guarigione di una concentrazione mirata a trasmettere questa fiducia.

All’inizio di una sessione la situazione può essere confusa e caotica, con energie disordinate. Il primo compito del praticante è identificare le energie coinvolte, per permettere loro di esprimersi una alla volta. Il passo successivo implica creare un dialogo tra tali energie e quello seguente è permettere a tale dialogo di raggiungere un accordo. È essenziale che i passi non siano accelerati e che si dedichi ampio tempo alla definizione di ognuno di loro. Pertanto, raggiungere un accordo non deve necessariamente avere luogo, mentre il compito di identificare le energie coinvolte è indispensabile.

Sintomi di oscurità, vuoto o mancanza di informazioni, spesso espressi con affermazioni del tipo “Non è successo niente”, “Non ho sentito o visto niente”, sono nella maggior parte dei casi un segno che il cliente sta attraversando una zona di bardo, spazio che segue la morte fisica o che scivola in scioccanti universi paralleli. In questa situazione il cliente può essere invitato a spostarsi allo scenario precedente, ossia a quello che stava accadendo prima di questo vuoto o mancanza di informazioni.

Quando emergono sintomi fisici significativi durante una sessione, il cliente può essere invitato a focalizzarsi sull’area coinvolta, e aprirsi alle relative sensazioni e immagini.

 

 

Appendice 1

Un Corso in Miracoli -Testo – Capitolo 2: La Separazione e l’Espiazione
4. Guarire come Liberazione dalla paura

La nostra attenzione si sposta ora sulla guarigione. Il miracolo è il mezzo, l’Espiazione è il principio, e la guarigione è il risultato. Parlare di “miracolo della guarigione” è combinare due ordini di realtà in modo non appropriato. La guarigione non è un miracolo. L’Espiazione, ovvero il miracolo finale, è un rimedio e qualsiasi tipo di guarigione è un risultato. Il tipo di errore al quale viene applicata l’Espiazione è irrilevante. Ogni guarigione è essenzialmente liberazione dalla paura. Per intraprendere ciò non puoi avere paura tu stesso. Tu non comprendi la guarigione a causa della tua stessa paura.

Un passo importante nel piano dell’Espiazione consiste nel disfare l’errore a tutti i livelli. La malattia, ovvero essere “nella mente non corretta”, è il risultato della confusione di livello, poiché comporta sempre il credere che ciò che è sbagliato a un livello possa influenzarne sfavorevolmente un altro. Ci siamo riferiti ai miracoli come al mezzo per correggere la confusione di livello, poiché ogni errore deve essere corretto al livello in cui si verifica. Solo la mente è capace di errore. Il corpo può agire in modo sbagliato solo quando risponde a pensieri sbagliati. Il corpo non può creare, e il credere che esso lo possa fare, errore fondamentale, produce tutti i sintomi fisici. La malattia fisica rappresenta il credere nella magia. La distorsione che ha fatto la magia si fonda sul credere che esiste una capacità creativa nella materia che la mente non può controllare. Questo errore può assumere due forme: si può credere che la mente possa malcreare nel corpo, oppure che il corpo possa malcreare nella mente. Quando si è compreso che la mente, unico livello di creazione, non può creare al di là di se stessa, non c’è bisogno che si verifichi nessuna delle due forme di confusione.

Solo la mente può creare poiché lo spirito è già stato creato, ed il corpo è uno strumento di apprendimento per la mente. Gli strumenti di apprendimento non sono lezioni essi stessi. Il loro scopo è semplicemente di facilitare l’apprendimento. La cosa peggiore che l’uso sbagliato di uno strumento di apprendimento possa fare è fallire nel facilitare l’apprendimento. Di per sé non ha alcun potere di introdurre effettivi errori di apprendimento. Il corpo, se correttamente capito, condivide l’invulnerabilità dell’Espiazione ad una applicazione a due tagli. Ciò non perché il corpo sia un miracolo, ma perché non è intrinsecamente aperto a errate interpretazioni. Il corpo è semplicemente parte della tua esperienza nel mondo fisico. Le sue capacità possono essere, e spesso sono, sopravvalutate. Tuttavia è quasi impossibile negarne l’esistenza in questo mondo. Coloro che lo fanno sono impegnati in una forma di negazione particolarmente indegna. Il termine “indegna” qui implica solo che non è necessario proteggere la mente negando ciò che non è mente. Se si nega questo sfortunato aspetto del potere della mente, si sta anche negando il potere stesso.

Tutti i mezzi materiali che accetti come rimedi per i mali fisici sono riformulazioni di principi della magia. Questo è il primo passo nel credere che il corpo faccia le proprie malattie. Tentare di guarirlo tramite agenti non creativi è un secondo passo falso. Tuttavia non ne consegue che l’uso di tali agenti per scopi correttivi sia male. Talvolta la malattia ha una presa sulla mente sufficientemente forte da rendere la persona temporaneamente inaccessibile all’Espiazione. In questo caso può essere saggio utilizzare un approccio di compromesso tra la mente ed il corpo, nel quale si crede temporaneamente che qualcosa di esterno possa guarire. Questo avviene perché un aumento di paura è l’ultima cosa che può aiutare coloro che non sono nella mente corretta, ovvero i malati. Essi sono già in uno stato indebolito dalla paura. Se vengono esposti prematuramente ad un miracolo, possono precipitare nel panico. Questo è probabile che succeda quando la percezione capovolta ha indotto a credere che i miracoli facciano paura.

Il valore dell’Espiazione non risiede nel modo in cui viene espresso. In effetti, se è usato correttamente, verrà inevitabilmente espresso in qualunque modo rappresenti il massimo aiuto per colui che lo riceve. Questo significa che un miracolo, per raggiungere la sua piena efficacia, deve essere espresso in un linguaggio che chi lo riceve possa capire senza paura. Ciò non significa necessariamente che questo sia il più alto livello di comunicazione del quale egli è capace. Significa, tuttavia, che questo è il più alto livello di comunicazione del quale egli è capace ora. Il miracolo ha come unica meta quella di elevare il livello di comunicazione, non di abbassarlo facendo aumentare la paura.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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