CORVARO – GRAND ORIGINAL QUEST – GIUGNO 2007
Primo giorno
Bene. Possiamo dare inizio alle cerimonie. E vorrei iniziare prendendo un momento per consentire al nostro corpo di ambientarsi in questo nuovo luogo. Vi invito a lasciare da parte qualunque stimolo visivo – tenete gli occhi chiusi – e a aprirvi a tutto quello che percepite, senza utilizzare la vista. E anche a lasciare che vi arrivino immagini legate a quello che avete fatto nelle ore passate e nel passato; passato che può essere di un giorno, due o una settimana. Vi invito a collegarvi con l’immagine o la situazione che è più forte, più rilevante in questo momento: qualcosa che vi attizza, che crea eccitazione o una carica emozionale; può essere un episodio, una situazione o anche più situazioni, a respirare mentre ricordate questo episodio e a lasciare che questa memoria entri nel corpo e anche che sia depositata qui, in questo luogo. E poi possiamo aprire gli occhi e portare questa memoria qui nel presente e lasciare che tutte le strade, le diverse vie, convergano nel centro. Bene.
Io vorrei iniziare consentendo a ognuno di dire il proprio nome e da dove viene.
…….
Lo scopo di questa sera è soprattutto di arrivare qui. Questa sera, mi dispiace deludervi, non ci sarà niente di nuovo. Lavoreremo solo sul vecchio, su quello che è già successo. Lo scopo della prima serata per me è quello di non dare nuove informazioni, ma gestire le informazioni del passato. Anzi, vorrei dire che tutto il seminario si fonda sul “gestire le informazioni del passato”, passato vicino e passato remoto, che sono tante.
Domani mi dilungherò di più sul tema di questi giorni. Ora vorrei dire brevemente in che momento ci troviamo adesso a livello stagionale – per molti sarà ovvio. Manca circa una settimana all’estate, ma forse la cosa che non è così ovvia come l’inizio dell’estate, che avverrà il 21 giugno, è il fatto che oggi è Luna Nuova. Siamo all’inizio di una Lunazione, di un ciclo lunare. Luna Nuova in Gemelli, per la precisione. Il momento della Luna Nuova, sin dall’antichità, è un momento molto potente, di nascita; un momento in cui è in atto un processo molto delicato, come la nascita di un bambino, la nascita di qualunque cosa sia potente e significativa. E quindi questo giorno, il giorno della Luna Nuova, e anche il giorno successivo, sono momenti ideali per ascoltare – dentro – quello che vuole nascere e per fermarsi un attimo a osservare la propria vita prima di iniziare a metterla in moto nuovamente. Questo accade ogni mese.
Ogni 28 giorni c’è una Lunazione Nuova, c’è un principio. E un ciclo finisce. Questo è un momento importante perché mi consente di fermarmi – sempre che me lo consenta – per valutare quello che è successo nel mese passato e per aprirmi a nuove intuizioni, a nuove possibilità e anche per uscire dall’automatismo delle azioni quotidiane e pormi le domande “che cosa ci sto a fare qui?” e “ha senso fare questa cosa?”, “ha senso cambiare?”. È un momento in cui posso mettere in discussione anche cose che do per scontate, credenze o miei modi meccanici di agire. Ecco perché, durante la Luna Nuova, nei 2/3 giorni di questo periodo è buona pratica prendersi un momento di silenzio in cui prestare ascolto a quello che sta accadendo. Spesso questo è difficile perché non tutti possono prendersi una vacanza. Tuttavia c’è una parte di me, la parte più profonda del mio essere, che segue dei ritmi particolari. E poi c’è un’altra parte che agisce a un livello più esterno, che spesso diventa preda di meccanismi che creano condizionamenti, secondo i quali bisogna “fare così”, bisogna comportarsi in un certo modo. Durante la Luna Nuova c’è di bello che posso fermarmi e prendermi un momento di riposo in attesa che arrivino intuizioni, segnali, che poi mi consentiranno di agire sulla base di qualcosa giunto da dentro, dal profondo. La Luna Nuova è importante anche per formulare nuove intenzioni, propositi su cui lavorare nel corso di un mese intero.
Quindi questo seminario prende vita con la Luna Nuova e terminerà con un altro momento importante, il Solstizio d’estate. I Solstizi sono sempre stati significativi. La caratteristica importante del Solstizio d’estate è di essere in relazione con la vita terrena. Sin dall’antichità ai due Solstizi venivano dati significati molto diversi. Ossia il Solstizio d’inverno era considerato la Porta degli dei, mentre il Solstizio d’estate la Porta degli uomini. Ovvero al Solstizio d’inverno c’è la possibilità di accedere al mondo degli dei, cioè lasciare la sfera terrestre, materiale, per entrare nella multidimensionalità dell’esistenza, mentre il Solstizio d’estate è in relazione con la discesa nel corpo umano. Questo periodo, che conduce al Solstizio d’estate è il momento ideale, se sono nelle condizioni in cui ascoltarmi dentro, per comprendere, o perlomeno per avere qualche frammento, del motivo per cui mi trovo, ci troviamo nel corpo fisico.
Quindi uno dei tanti obiettivi del seminario è di allinearci con la motivazione per cui siamo qui, al di là di tutte le motivazioni che ci sono state riferite o che sono legate ai nostri condizionamenti. Ci sarà molto lavoro sul passato. Per comprendere il presente. Vi è anche un’altra cosa in questo seminario: il fatto di entrare in rapporto con un altro modo di concepire l’esistenza e la realtà, che è quello non lineare. Il modo in cui le culture occidentali funzionano è attraverso la linearità del pensiero. Mentre in altre culture, la realtà si basa su processi che non sono lineari, processi che sono a spirale o sovrapposti, in cui quindi esistono realtà parallele, sfere che si sovrappongono una all’altra. Quindi il modo in cui guarderemo il passato sarà in alcuni momenti lineare, per assecondare la nostra mente aerodinamica che concepisce i fatti solo in modo storico. In altri momenti – e questo è il lavoro più sciamanico e interessante – osserveremo il tempo, il passato da un punto di vista non lineare. Ciò significa che il passato è qui, in questo momento, contemporaneamente al presente. Del resto, in un’ottica di quarta dimensione, multidimensionale, il tempo è un luogo, una località in cui ci si può spostare, così come ognuno di noi è giunto da diverse località. Questi luoghi non ci sono qui, però sappiamo che ci sono: ieri io ero a Bologna; adesso sono qui, ma Bologna continua ad esistere e io ci posso ritornare. In un’ottica multidimensionale il tempo non è qualcosa sparita dalla circolazione.
Un dato tempo, un dato anno continuano ad esserci. La differenza è che io non so come ritornarci o meglio, ritorno in continuazione nel passato, ma non ci ritorno a livello fisico perché è illegale andarci, perché non è consentito dai sistemi di credenza del mondo occidentale. Tuttavia nel passato andiamo regolarmente ogni volta che abbiamo dei ricordi. E non solo abbiamo delle memorie, ma queste memorie hanno incidenza nel corpo con emozioni molto forti. Io posso ricordarmi, ad esempio, che una settimana fa è successo qualcosa di molto piacevole. In vari momenti nel presente mi sono collegato con questa situazione, provando le stesse sensazioni fisiche e emotive che provavo una settimana fa. Tuttavia io, secondo i canoni, sono qui, non dov’ero la scorsa settimana. Quello che succede quindi è che noi andiamo continuamente nel passato, e anche nel futuro, senza però rendercene conto. E le situazioni del passato influenzano pesantemente il cosiddetto presente, tanto che, molte delle decisioni che noi prendiamo, sono basate su emozioni che derivano dal passato. C’è il passato che ricordiamo e c’è anche il passato che non ricordiamo. Il passato che non ricordiamo sovente gioca il ruolo più importante. Se guardo la mia vita, ci sono molte cose, che sono successe e che sono anche documentate, di cui perdo la memoria, a meno che non ci sia qualcosa a ricordarmele, una foto o un documento. Quindi, senza dover andare nelle vite passate, senza dover lavorare sull’esoterico, ma semplicemente guardando la vita attuale, ci sono cose accadute 5, 10, 20 anni fa che ho completamente dimenticato, spesso perché sono incompatibili con quello che sta accadendo ora. Nel processo della coscienza c’è discriminazione fra ciò che viene mantenuto e ciò che invece viene messo nell’inconscio. Però tutte queste memorie a tratti riaffiorano. Uno dei momenti principali in cui succede è durante la notte. Quando la parte cosciente è in pausa si scatena l’inconscio e arrivano informazioni che non hanno nessun senso nella vita quotidiana. Questo anche sarà un tema su cui lavoreremo: il sogno. Utilizzeremo le informazioni che arrivano durante la notte.
C’è poi un altro fattore legato a questo incontro, al tema dell’Original Quest, la Ricerca Originaria, che è l’utilizzo del territorio, del luogo fisico, come mandala, come un Sacro Cerchio da cui attingere informazioni. Il lavoro dell’Original Quest è un lavoro molto pratico, fisico, in cui il territorio, ogni cosa che si può vedere, toccare con mano, diventa un elemento della propria mappa interiore. Il presupposto è che tutto quello che mi circonda è la proiezione del mio mondo interiore. Ci si può credere o meno. Non ci si deve credere per forza. Vi invito semplicemente, durante questi giorni, a utilizzare quanto detto come motivazione strategica, come un gioco, in quanto lasceremo, attraverso una serie di pratiche, che l’intero territorio in cui ci muoveremo diventi un riflesso del nostro mondo interiore. Sarà alla fine che potrete vedere se funziona. Non si tratta di credere in questo, ma di lasciare che questo si sviluppi per poi osservare che cosa succede. Questa concezione e questo modo di rapportare il mondo interiore, il mondo divino con il territorio è qualcosa che l’uomo ha usato sin dai tempi più antichi. Per questo motivo ci sono templi, luoghi sacri, luoghi di potere. E, in questo caso, utilizzeremo l’astrologia per creare delle mappe del territorio, sia esterno che interno. L’intero territorio verrà diviso in 12 parti, che sono i 12 segni zodiacali.
I 12 segni zodiacali rappresentano le nostre 12 nature interiori. Secondo l’ottica sciamanica e posso dire anche secondo l’ottica fisica/quantica, noi siamo esseri multidimensionali, viviamo su diversi piani. Questo è solo uno dei piani, quindi vi sono altre parti di noi che vivono in altri universi, universi paralleli, e in altre sfere di tempo. Il motivo per cui io mi sento incompleto, per cui provo spesso dolore o sento che mi manca qualcosa è perché mi sono separato da queste altri parti che vivono ad altri livelli. Questa realtà viene spesso definita dagli sciamani una realtà separata, non connessa con le altre realtà. Non significa che sia sbagliata. Si tratta semplicemente di una stonatura: non è legale andare in altre realtà, in altre dimensioni. Non esistono aeroporti da cui si possa partire per “altre dimensioni”. Se ci si vuole andare, lo si può fare, ma non ci si può aspettare che questa esperienza sia riconosciuta dalla maggior parte delle persone. Il lavoro di guarigione, il lavoro sciamanico consiste nel rapportarsi con queste altre dimensioni. Per quale motivo? Non per andarsene via, in altre dimensioni, ma per trovare delle risposte in questa dimensione, che è l’unica riconosciuta ufficialmente. Il motivo per cui, nel lavoro sciamanico, viene perseguito il rapporto con altre realtà è semplicemente per trovare risposte e per essere d’aiuto rispetto ai problemi che esistono in questa realtà, che è per la maggior parte delle persone, l’unica realtà possibile. E’ in quest’ottica che soprattutto lavoreremo. Andremo in altri spazi di coscienza per trovare delle risposte qui. Ecco perché, sin da ora, faremo una pratica. Ecco il motivo di questo mio breve … sermone.
Lo scopo di questa pratica è di individuare quali, in questo momento della vostra vita, sono i temi più importanti. Quali sono le situazioni che vi stanno più a cuore. Il termine che uso è “Intento“. Qual è il vostro Intento?
Per Intento io intendo qualcosa che voi volete raggiungere, un obiettivo chiaro … “voglio una casa …. un lavoro … o … felicità” oppure può essere una domanda “che cosa voglio?” Nel senso che posso non avere idea di che cosa voglio, anzi il mio problema è che proprio non so assolutamente che cosa ci sto a fare qui. Allora l’Intento può essere quello di capire qual è il mio potenziale. Oppure sono indeciso: potrei sposarmi, fare figli oppure diventare monaco oppure … ma sono indeciso e confuso. Allora l’Intento può essere quello di avere chiarezza. Questo dell’Intento è un fattore molto importante in qualunque tipo di pratica, soprattutto quando le pratiche comportano esplorare luoghi e realtà sconosciute. Prima di affrontare spazi nuovi o controversi è importante che riconosca ciò che, secondo la mia esperienza, è conosciuto e buono. Questa mia capacità di riconoscere, sebbene io sia ignorante, sebbene si viva in una realtà separata, quello che per me è stato buono, è un dato imprescindibile e un fattore individuale che nessuno può contestare. Ecco perché noi siamo 11 e ognuno di noi ha un suo ruolo, ha cose che riconosce come belle e buone. Vi saranno delle somiglianze, ma ci sono aspetti unici per ognuno di noi. Quindi questo è ciò che vi invito a riconoscere: ciò che per voi fino a questo momento della vostra vita è stato buono e, anche sulla base di quello che è stato buono, qual è l’anelito, che cosa desiderate creare in futuro o nel presente. Una volta che c’è questa consapevolezza, allora è possibile utilizzare alcuni strumenti per avere risposte e anche entrare in spazi dove posso pure dimenticare da dove sono partito, ma se l’ho chiarito precedentemente, è facile, posso ricordarmelo.
I viaggi sciamanici o le esplorazioni del mondo interiore sono esperienze presenti in tutte le mitologie. Il tipico mito è il mito dell’eroe che parte per il viaggio. Riceve una benedizione dal villaggio, dall’anziano, dalla madre, dal padre, dalla divinità e parte per un lungo viaggio alla ricerca di un tesoro. Durante questo viaggio ci saranno diversi incontri in diverse situazioni. Quello che consente all’eroe di andare avanti è il fatto di avere chiaro l’obiettivo che va perseguito, la ricerca di un tesoro, anche se il tesoro magari si rivelerà molto diverso da quello che l’eroe si aspettava. L’Intento è qualcosa di molto personale, qualcosa che ognuno di noi ha ed è proprio durante il viaggio che l’Intento viene messo alla prova. Posso discriminare fra quello che è il mio Intento puro e gli Intenti che ho ereditato dai condizionamenti. Posso volere una cosa semplicemente perché tutti dicono che quella cosa è buona, ma effettivamente a me non interessa per niente. Lo verifico lavorandoci, andandoci completamente dentro. Ci sono cose che invece per me sono molto importanti, che non vengono pubblicizzate e che quindi non fanno parte del condizionamento. Spesso mettermi alla ricerca, partire da un Intento può anche portarmi a rendermi conto che quello che volevo non è effettivamente quello che voglio, che c’è qualcos’altro. Ma è solo mettendomi in gioco, guardandoci dentro totalmente che posso capirlo. Ecco perché partire da un Intento è sempre molto potente: mi consente di chiarire quello che succede e di sondare con mano se questo Intento è giusto o se c’è qualcos’altro che va realizzato. Questo è un successo. Anche quando mi rendo conto che l’Intento che avevo non è quello giusto è un successo, non un fallimento.
A questo punto possiamo fare già qualcosa di pratico. Lavoriamo con qualcosa che è molto chiaro, che ha a che fare con ciò che vi piace, che vi dà gioia …. Vi invito a chiudere gli occhi ora … facciamo prima una meditazione … culinaria …. Vi invito a chiudere gli occhi e a portare l’attenzione al respiro e a lasciare che il respiro si muova per tutto il corpo …. sentendo l’aria che passa attraverso le narici …. e anche lasciando che il respiro si muova in altre parti del corpo … nella pancia, nelle mani …. e, mentre respirate, vi invito a portare attenzione al senso dell’olfatto e a collegarvi con la memoria di un profumo, di un odore che vi piace … può essere l’odore di un cibo o di qualunque altra cosa …. Ritornando alla memoria di quel momento in cui il vostro naso ha annusato quell’odore ….. Mentre annusate questo profumo di cui avete memoria vi invito a prestare attenzione anche al vostro palato, alla vostra lingua ….. finché portate la memoria completamente, attraverso altri stimoli, altri sensi a questo momento piacevole …. Utilizzando il gusto, l’olfatto e anche il senso del tatto e magari anche la vista …. vi invito a utilizzare tutti i vostri sensi per portare alla memoria una situazione piacevole …. Dopo aver esposto il vostro corpo a questa sensualizzazione, vi invito a prendere in considerazione le cose che vi piacciono nella vita, ciò che fino a questo momento, nella vostra vita, è valutato come buono …. E non devono essere cose particolarmente alte. Possono essere cose molto semplici, ordinarie …. lasciate che il vostro corpo sia pienamente partecipe di queste considerazioni, queste memorie. Non importa se queste cose che vi piacciono non ci sono più nella vostra vita, non importa quello che è successo dopo. L’importante è collegarvi con qualcosa che, nel momento in cui è accaduto, vi ha reso molto felici ….. Poi vi invito a lasciare che queste memorie, queste cose buone si ancorino nel vostro corpo. Vi è probabilmente una parte, o più parti, che nel vostro corpo ha conservato questa memoria in un modo molto forte …. potete anche scegliere questa parte del corpo spontaneamente. Una volta che avete trovato la parte del corpo potete aprire gli occhi, mantenendo però il rapporto con questa parte, qualunque sia. Non permettete agli occhi di prevalere perché gli occhi vi mostrano che siamo nel presente …. Lasciate che questa parte del corpo vi ancori al momento passato …. qualunque esso sia .
Ora passeremo a un lavoro più intenso. Quello che conta è fare in modo che ci sia una parte del corpo a cui potete aggrapparvi per mantenere vivo qualcosa che per voi è buono.
Domanda “deve essere una parte fisica ad aver vissuto qualcosa di buono?”
Risposta “non è necessario. Può anche essere una parte del corpo che tu decidi arbitrariamente. Io posso decidere che una certa memoria è nella mia mano destra anche se la mia mano destra in quella circostanza non ha fatto niente. O ci può essere un collegamento diretto. Ma non è necessario.”
Adesso metteremo il turbo e andremo a un altro livello perché si tratta di rivendicare, entrando in un’ottica politica ora, il diritto di avere quel tipo di esperienza, qualunque sia. Lo faremo perchè ci può essere una parte della mente che dice “ma questo è passato, ormai non c’è più”. Quindi si tratta di dire ok, io rivendico il mio diritto di avere questo tipo di esperienza. E farlo in un’ottica di potere, usando quella parte del corpo …. L’importante è che sentiate di avere potere.
Dopo che abbiamo fatto questo, io utilizzerò dei suoni e vi inviterò ad aprirvi alla vostra parte multidimensionale, la parte che sa come raggiungere quell’esperienza, come ottenerla di nuovo, come amplificarla, come averne di più e, a questo riguardo, si tratterà semplicemente di aprirsi e di collegarsi con questo potere, collegarvi con la forza che vi arriva.
Prima di partire facciamo un’altra cosa: utilizziamo il corpo.
Domanda “può essere un episodio del passato recente o …?”
Risposta “ … o molto antico. Quello che conta non è il riportare l’episodio nel presente, ma avere l’esperienza, la qualità dell’esperienza. Le circostanze possono essere diverse, ma l’esperienza è la stessa. Se io ho avuto una grande esperienza di gioia andando a Parigi, potrei avere la stessa esperienza in un’altra città. E’ l’esperienza quello che conta, non le circostanze”.
Allora chiudete gli occhi un momento per entrare in questa parte del corpo. Chiudere gli occhi è importante perché consente alla visione di terza dimensione di essere archiviata. E entrate in questa parte del corpo e in ciò che è collegato a questa esperienza. Vi invito a far sì che l’intero vostro corpo si colleghi con questa esperienza. Quindi lasciate che quella parte del corpo, collegata all’esperienza, si espanda come un virus a tutto il corpo, in modo che l’intero corpo diventi questa esperienza. Poi vi invito a lasciare che il vostro corpo cominci a stirarsi, attivarsi e vi invito a scegliere con il vostro corpo un punto in questa sala in cui c’è quell’esperienza. Quindi cominciate a muovere il corpo e lasciate che il vostro corpo scelga un luogo in questa stanza dove c’è quell’esperienza. In modo che il luogo che scegliete diventi il vostro territorio, il territorio, la mappa di tutti i possibili territori dove c’è quell’esperienza piacevole … Una volta che l’avete trovato vi ci insediate. In questa sala ci sono diversi punti: punti dolorosi, noiosi, neutrali e punti di potere. E quello in cui vi sistemate ora è un punto di potere, il punto del vostro potere. Oltre al vostro corpo c’è anche il punto in cui siete con il vostro corpo. Fra poco inizierò a produrre dei suoni e, quando partiranno, lasciate che ci sia un’amplificazione, un’elevazione alla potenza di ciò che è buono per voi. E potrà succedere che vi colleghiate con altre situazioni di potere … (tambureggiamento)
Bene. Lasciate che tutto ciò che è giunto si radichi nel corpo, sentendo il vostro corpo e anche la zona del territorio in cui vi trovate, il punto della sala in cui vi siete sistemati, rivendicando pienamente il punto in cui vi trovate e il diritto a entrare in questi spazi che vi piacciono ….
E ora si tratterà di spostarvi in un altro punto che sentite collegato con una situazione completamente diversa, con le cose che non vi piacciono. Prima però di aprirvi alle cose che non vi piacciono, vi invito ad andare in un punto della sala collegato con le cose che vi fanno paura, che sono spiacevoli. Così creiamo una connessione fra il luogo di potere e il luogo di non potere. Una volta che avete trovato questo luogo vi invito ad aprirvi a qualunque emozione o ricordo di situazioni che non vi piacciono, qualsiasi esse siano. Tra poco produrrò altri suoni e vi invito semplicemente a rimanere in questo spazio, a lasciare che si sviluppi, che arrivino altre informazioni. e, mentre siete in questo spazio, tenetevi in collegamento con quello precedente …. (tambureggiamento)
E ora, come ultimo spostamento, vi invito a scegliere un altro punto in cui potete mettervi da parte e lasciare che i due punti precedenti dialoghino fra loro senza che voi interferiate. Un punto in cui potete semplicemente mettervi da parte, uno spazio neutro in cui potete osservare le due polarità precedenti, il buono e il non buono. Mentre siete in questo spazio lasciate che le due parti di potere e di non-potere si rapportino tra loro, senza però coinvolgervi.
Produrrò altri suoni mentre questo spazio neutrale si sviluppa … (suoni)
E ora, in questo momento di silenzio, vi invito ad aprirvi a qualunque cosa in questo momento della vostra vita sta per nascere o vuole nascere, qualunque cosa che sta per nascere al di là dei rumori, dei forti suoni ….. del buono e del non buono ….
Come dicevo all’inizio questa è una giornata di Luna Nuova, un momento in cui il Sole e la Luna sono nella stessa posizione nel cielo, in cui le due polarità condividono lo stesso spazio. È anche il momento dell’unione mistica in cui le due polarità, maschile e femminile, si trovano ad avere la stessa prospettiva, per poi cambiarla nei giorni successivi. Ed è un momento di fecondazione, di silenzio, di unione. Questa Luna Nuova viene nel segno dei Gemelli e rappresenta anche gli Amanti. La carta dei tarocchi corrispondente ai Gemelli è la carta degli Amanti, the Lovers, e le due parti dentro di noi che si ritrovano ad essere unite. Per cui, per questa serata, che è molto potente per il suo aspetto di unità fra le due polarità, il mio invito è quello di prendervi cura di voi, riposarvi e anche di prendervi il tempo per entrare in rapporto con il luogo. Non tanto per assorbire energia dal luogo, quanto per inserire la vostra presenza qui, in questo territorio, nel rispetto del luogo, ma soprattutto nel rispetto di voi stessi, di quello che per voi è importante, di quello che, secondo la vostra esperienza, è buono. Uno spazio in cui riconoscete anche ciò che non è stato o non è buono, in cui le due polarità si incontrano. Per questa sera concluderei in questo modo. Domani, avremo tempo di lavorare sui dettagli e anche fare in modo che ognuno possa dire qualcosa riguardo il suo Intento, il motivo per cui è qui. Per questa sera il mio invito è quello di stare con voi stessi, con quello che è importante per voi, prima di capire quello che è importante per gli altri, quindi di stare per i fatti vostri, con quello che vi succede dentro.
Secondo giorno
Benvenuti a questa seconda, ma in realtà prima giornata di questo incontro. Vi dico che cosa succederà questa mattina. Prima farò una breve introduzione sui temi di questo seminario – quello che mi viene in mente -. Poi ci sarà un momento in cui ognuno di noi avrà la possibilità di esternare il motivo per cui si trova qui. Questo momento sarà preceduto da una breve situazione di riflessione, meditazione: faremo una pratica. Un’altra cosa che avverrà stamattina è che darò delle informazioni, alcune linee-guida per questo incontro. Dopo ci sarà una pausa. Nel pomeriggio faremo altre cose che non posso al momento prevedere.
Bene.
Una cosa che abbiamo visto poc’anzi è quella di utilizzare un altro corpo, oltre al corpo fisico; un corpo che è strettamente legato al corpo fisico, ma come conseguenza del nostro condizionamento, questo collegamento viene a mancare. Questo è il corpo multidimensionale, il corpo di quarta dimensione, un corpo che usiamo in continuazione, in ogni momento della nostra vita, anche perché, senza questo corpo, il cosiddetto corpo fisico sarebbe inattivo o avrebbe pochissime possibilità di espressione. Il corpo multidimensionale è un corpo che noi viviamo costantemente, ogni volta che c’è un desiderio, che la fantasia si libera. In qualunque momento della giornata in cui immaginiamo qualche cosa il corpo multidimensionale diventa attivo. Ogni volta che c’è un ricordo, ogni volta che c’è una memoria o anche un’anticipazione del futuro il corpo multidimensionale è attivo. Il corpo multidimensionale è in effetti ciò che mantiene in vita la nostra esistenza, quello che alimenta tutti i desideri, la voglia di vivere stessa. Tutto il lavoro spirituale consiste nell’entrare in relazione con questo corpo, che è chiamato con vari termini. Il termine multidimensionale viene utilizzato da tempi recenti. Quello che è stato usato fino ad oggi è anima, che però è un termine colorato da elementi culturali e religiosi e che, come tanti termini, può essere variamente interpretato, quindi cambiare di significato. L’anima, o corpo multidimensionale, è una parte immune dalle limitazioni del corpo fisico per come lo percepiamo. E lo percepiamo con determinati contorni. E’ identificato formalmente da un documento di identità che ne descrive l’aspetto attraverso l’immagine frontale, il colore dei capelli, l’altezza, il colore degli occhi e altri dettagli. Questo è legalmente, ufficialmente il mio corpo fisico, che identifica anche la mia identità, in quanto non esiste un documento per l’anima. L’unica identità riconosciuta dalla nostra società, dal mondo occidentale e dall’intero pianeta è l’identità del corpo fisico. Io non posso dire che non sono questo: nessuno mi crederebbe. Eppure potrei anche dire che sono questa agenda o questo tamburo: l’anima non ha confini fisici, si può spostare in qualunque luogo. Tuttavia la caratteristica di questa realtà, di questo periodo storico è che, a ogni anima, che non è riconosciuta, viene affibbiata una specifica struttura fisica e quella è la sua identità. Quindi non è possibile trasmigrare, non è legale cambiare di corpo, non si può. Questo è quello che viene insegnato fin dalla nascita e ce lo portiamo dentro anche fino alla morte. Però, accanto a questo tipo di identificazione, che è quella che tutti gli esseri umani riconoscono (solo gli esseri umani), vi sono anche altre identificazioni che gli esseri umani provano e che tuttavia non vengono accettate e non sono parte della realtà consensuale. La sofferenza umana, tutta la sofferenza umana, è dovuta unicamente a questa contraddizione, al fatto che io devo identificarmi con una certa forma fisica e nello stesso tempo questa forma fisica mi sta stretta. Possiamo notare che tutte le situazioni di sofferenza sono dovute a questa identificazione col corpo fisico, ad esempio quando si ammala oppure quando non riesco a entrare in relazione con un altro corpo fisico o non mi ci relaziono come vorrei. Il lavoro di guarigione nell’Astrosciamanesimo è in relazione con col prendere coscienza del corpo multidimensionale, non tanto col guarire il corpo fisico, seppure anche questo sia possibile. Ma l’obiettivo principale è quello di entrare in rapporto con l’altro corpo, quello che non è limitato dal corpo fisico, allenarlo e imparare a usarlo. Così come viene insegnato a un bambino a identificarsi con quel dato corpo, seppure il bambino non abbia questa concezione, non riesca a capire la differenza fra il suo corpo e altri corpi, viene educato e allenato a diventare il corpo fisico. Il lavoro di guarigione sciamanica è in relazione col riconoscere questo corpo e allo stesso tempo allenarsi a usare l’altro, del quale abbiamo perso consapevolezza, anche se una parte di noi continua a usarlo costantemente in modo clandestino, illegale. Usando il corpo multidimensionale entro in uno spazio in cui vi sono tante possibilità, non una sola; quindi la realtà viene definita in base a una scelta e non in base a una costrizione. Nel corpo fisico io sono condizionato non solo da un certo tipo di realtà, per cui il corpo nasce e a un certo punto muore. Nel corpo multidimensionale ci sono infinite possibilità di realtà e quindi sono io che decido quali sono i valori, decido anche ciò che ha a che fare col piacere e con la sofferenza.
Ritornando all’uso del corpo multidimensionale, questo è un corpo non limitato dal fisico e quindi non limitato dal tempo. Perciò può viaggiare nel tempo e nello spazio. Questo significa che, se io ho una memoria, un’esperienza, qualche cosa che a me interessa rivivere, posso, attraverso il corpo multidimensionale entrare in questa esperienza, entrarci come se fosse presente. Il corpo multidimensionale vive a diversi livelli che esistono simultaneamente e contemporaneamente. Sta a me scegliere a quale livello andare. Posso essere cosciente di tutti questi livelli, 10/20/30 nello stesso momento oppure sceglierne uno per rimanerci per un certo periodo di tempo, per poi andare in un altro spazio. La caratteristica della realtà fisica in cui ci troviamo è che essa consiste in una realtà separata, in cui l’elemento di sofferenza maggiore è quello di non poter uscire da questa realtà, ammesso che uno non abbia fatto la scelta cosciente di rimanere separato. Cioè ciò che crea la maggiore sofferenza negli esseri umani è il fatto di essere costretti a stare qui, a non avere altre possibilità di uscita e quindi di essere in uno stato di vittime. Il lavoro di liberazione, in tutta la spiritualità è sempre stato quello di trovare una via d’uscita, un varco per andare altrove. Quando parlo di spiritualità non mi riferisco alle religioni. Per religioni intendo sistemi, convenzioni, cioè modi in cui gruppi di persone si danno determinate leggi e insieme condividono queste leggi, relazionate alla connessione con qualcosa che è aldilà del mondo fisico. Con la religione si può entrare in rapporto con la spiritualità e viceversa. Per spiritualità intendo la ricerca spirituale libera da ogni condizionamento che riguarda la via di liberazione e il rapporto col corpo multidimensionale.
Lavoreremo sul corpo multidimensionale utilizzando il corpo fisico. Il presupposto di base è che nel corpo fisico ci sono dei collegamenti con tutto ciò da cui siamo separati e che il corpo fisico fa parte della multidimensionalità. Ciò che impedisce la consapevolezza di altre realtà e del corpo multidimensionale non è il corpo fisico, ma il condizionamento, l’allucinazione che fa parte della nostra cultura, del programma esistente nel nostro cervello. Ci sono in ogni momento della giornata molte opportunità per entrare per entrare in rapporto con la multidimensionalità dell’esistenza, ma vengono costantemente negate o non vengono prese in considerazione. Questa è la caratteristica della realtà. Cioè noi facciamo attenzione solo alle cose che giustificano i nostri sistemi di credenza. Per cui, se io credo che la vita sia un disastro, ecco che osserverò solo le cose che mi provano tutto questo e evito tutte le altre perché mettono in crisi i miei sistemi di credenza. Il sistema di credenza fondamentale è quello nella separazione, quello che pensa che questo sia il mio corpo e quello il tuo. Per cui, nel fare attenzione a quello che succede, costantemente cercherò di provare appunto che io sono questo corpo e che gli altri corpi non sono miei. Provare il contrario significherebbe mettere in crisi completamente un sistema di credenza universale e avere tutta una serie di problemi. La parte che non vuole avere questi problemi, che potrebbero portare a situazioni spiacevoli di incomprensione da parte dell’ambiente in cui mi trovo, nega questo genere di informazioni, non le vede; seppure queste informazioni continuino ad esistere e, quando arrivano, io abbia esperienze completamente diverse della realtà. Esperienze che posso vivere per alcuni minuti o anche per alcune ore e che poi, nella maggior parte dei casi, lascio perdere, perché sono incompatibili con la vita di tutti i giorni. Questo genere di esperienze, che mettono in rapporto con l’essere multidimensionale, nella maggior parte degli individui avviene inconsciamente, mentre in chi ha fatto la scelta specifica di andare oltre le limitazioni della propria identificazione, vengono affrontate con coscienza e, una volta che questa consapevolezza viene accettata, via via consentono alla parte multidimensionale per gradi di esercitarsi, di entrare, di muoversi. E in questo momento possono verificarsi situazioni imprevedibili e anche spiacevoli, poiché, se da una parte si sviluppa il corpo multidimensionale, dall’altra c’è il corpo condizionato dalla separazione che continua a esistere. Ciò crea una forte contraddizione e una serie di problemi che è difficile affrontare. Questo segna il passaggio di qualità nel lavoro con il corpo multidimensionale il cui scopo è quello di andare oltre il livello in cui esiste la contraddizione fra i due corpi e lavorare per integrare il corpo fisico. Finora ciò che è successo sul pianeta riguardo il lavoro di recupero del corpo multidimensionale è stato semplicemente un lavoro individuale, solo poche persone illuminate sono riuscite ad andare oltre. Raramente questo è successo nelle situazioni di gruppo e non esistono società che fondano il loro stare insieme sulla consapevolezza del corpo multidimensionale. Sono esistite nel passato. Nel momento in cui molte persone iniziano ad avere come obiettivo quello di sviluppare il corpo multidimensionale, la coscienza planetaria si ravviva e si crea un campo di energia molto più ampio. Questa non è la situazione presente. Potrebbe succedere in futuro, magari tra qualche anno. Forse sono esistite in passato culture che hanno lavorato a questo riguardo e che hanno lasciato sul pianeta segni, documentazioni assolutamente non comprensibili alla nostra mente razionale, ma che vibrano di multidimensionalità: pietre o situazioni energetiche, templi, che consentono di fare esperienza del corpo multidimensionale. Quindi uno dei lavori che si propone questo seminario è quello di assumere consapevolezza dei luoghi di potere, di collegarsi con questi ripetitori energetici e anche di riattivarli, di renderli operativi, come se esistesse un collegamento internet alternativo sul pianeta di cui nessuno conosce il funzionamento, ma che può riprendere a funzionare nel momento in cui alcune persone accedono ai suoi meccanismi. Lascio da parte per ora queste faccende tecniche e pongo invece l’accento su alcune esperienze che già ognuno di noi ha durante la vita e che consentono al corpo multidimensionale di attivarsi completamente. Situazioni in cui, da un lato sento i limiti del corpo fisico e dall’altro, nel giro di pochi istanti, posso entrare in uno spazio in cui questi limiti non ci sono più. Le situazioni più tipiche sono quelle che la maggior parte delle persone vive, e non mi riferisco a tecniche sciamaniche, ma al sonno e al sogno. Il sogno è una delle pratiche più tangibili in cui ad esempio, il mio corpo fisico può essere ammalato, ma nel sogno sono completamente in forma, o posso vivere in questa realtà una situazione infelice e nel sogno le cose cambiano completamente. Il sogno è l’esempio più tangibile e più radicale in cui perdo l’identificazione col mio corpo e anche con il corpo degli altri – in sogno posso incontrare persone che sono morte o da cui mi sono separato e che nel sogno invece sono molto presenti-, ma esistono altre situazioni in cui ci sono cambiamenti radicali e coscienti: le situazioni in cui sono sveglio e uso la fantasia in modo cosciente per immaginare una situazione che decido io. Magari vorrei tanto avere una casa o rapportarmi con una certa persona e ecco che, con una fantasia, posso vedere queste cose completamente, con la stessa eccitazione; in quel momento il corpo multidimensionale si attiva. Non vivo questa cosa fisicamente, ma attraverso l’immaginazione e, se investo più immaginazione, posso arrivare al punto in cui il corpo fisico si attiva e ci sono su di esso effetti tangibili. Se osserviamo con attenzione, notiamo che la maggior parte degli effetti sul corpo fisico sono dovuti a voli d’immaginazione e qui entriamo in un’altra sfera di esperienza di tipo multidimensionale, quella sessuale, quella che ha che fare col sesso. Questo è un altro momento in cui, usando invece il corpo fisico c’è un passaggio nel multidimensionale, in cui le persone possono provare emozioni e sensazioni che non sono in rapporto con la loro vita ordinaria quotidiana. Oltretutto, attraverso il sesso, si scatenano pulsioni, desideri che sono completamente in antitesi con l’immagine che una persona ha nella vita di tutti i giorni. Mi riferisco qui a qualsiasi tipo di attività sessuale, sia di tipo tantrico, estatica, ma anche attività sessuale di tipo perverso o meno eclatante, in cui la persona che prova attrazione sessuale si trasforma completamente per poi tornare ad essere quella di sempre. Questa è la sfera più diffusa, ma anche la più negata. Quella dei vizi, delle dipendenze, ad esempio dall’alcool o dalle droghe è un’altra sfera in cui le persone si trasformano e diventano qualcos’altro nel momento in cui hanno bisogno di ciò da cui sono dipendenti. Il desiderio di sostanze tossiche o di esperienze di vizi è il desiderio di uscire da questa realtà, di abbracciare il corpo multidimensionale. Fra sogni, fantasia, sesso, vizi e dipendenze tutti gli esseri umani hanno questo tipo di esperienza. Ma la cosa diventa diversa quando una persona si propone volontariamente di entrare in rapporto col corpo multidimensionale, quando questa è una scelta di volontà. Come abbiamo visto accadrebbe ugualmente poiché, da esseri umani, non ne possiamo fare a meno. Quando invece mi propongo di andare alla ricerca dello sviluppo di tutto questo, avviene un cambio fondamentale nella coscienza.
Io credo che possiamo passare ora a qualcosa di tangibile, così che diventi più chiaro. Ciò che, più potentemente, attiva il corpo mutidimensionale sono due tipi di emozioni: le emozioni legate ai desideri, alle cose che mi piacciono e le emozioni legate, al contrario, a cose che odio, di cui ho paura. Abbiamo visto ieri le due posizioni di ciò che è buono e di ciò che è non buono e durante questa settimana lavoreremo soprattutto con queste due zone, che sono zone in cui il corpo multidimensionale si trova, stati di trance particolari (oltre a quello ordinario di trance in cui mi adeguo alla realtà di tutti i giorni) oppure divento testimone, che è il terzo stadio sperimentato ieri.
Per il terzo, quarto, quinto, sesto e settimo giorno non ci sono trascrizioni
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