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Non sei il tuo oroscopo

Febbraio 4, 2015 by admin

Astrologos copy

Vi sono tante tecniche astrologiche, da cui si possono dedurre significati e analisi riguardo la propria vita e quella altrui. Tuttavia, nell’essenza dei fatti, l’unica pratica che effettivamente per me ha valore consiste nell’andare oltre le tecniche e definizioni zodiacali, usando l’astrologia come strumento di meditazione e consapevolezza della nostra natura multidimensionale.

Non importa di quante tecniche e conoscenze astrologiche disponiamo, se siamo preda di emozioni e menti agitate o irremovibili, l’astrologia contribuirà solo ad amplificare la rete velenosa delle nostre ossessioni e pregiudizi…

Continuamente incontro persone marchiate e stigmatizzate a vita da previsioni o definizioni astrologiche sentenziate da “esperti del settore” o dedotte attraverso la lettura di testi superficiali o la lettura superficiale di testi…

La mappa astrologica, similmente alla fotografia, è il congelamento di un istante passato, che in questo caso riguarda i pianeti e l’orizzonte all’atto della propria nascita. Essa indica chi siamo in conformità a quello che è accaduto nel passato…

Questo congelamento ostruisce la nostra vera percezione e continua a trattenerci in una dimensione di esperienza limitata a meno che non siamo in grado di accedere ad uno spazio di meditazione e consapevolezza…

L’astrologia tradizionale considera in genere la carta in termini lineari come qualcosa che deve evolversi. Se sei nato, per esempio, con il Sole in Vergine, allora il tuo scopo consiste nel fare tutto ciò che si addice alla Vergine, evitando il contrario, e raggiungere il massimo potenziale di questo segno. Da un’altra prospettiva, se sei nato con il Sole in Vergine, significa che vi sono dei lati specifici della Vergine, talenti e blocchi, che puoi riconoscere, liberare e trasformare. Ciò non vuol dire che non porterai a compimento i potenziali della Vergine, bensì che sei qui per andare oltre la Vergine, per affrancarti da questa definizione, per conoscere e diventare chi sei veramente…

Quello che credi essere il tuo tema natale non è il tuo tema natale. È solo un tratto assai limitato della tua natura, utile solo se ti permette di riconoscere quello che credi di essere per aprirti a ciò che sei davvero…

Estratti da Franco Santoro​, Astrosciamanesimo: un viaggio nell’universo interiore


Idee provvisorie

Gennaio 31, 2015 by admin

10415721_744018088973958_1439543406570171482_nIo ho solo idee e visioni provvisorie, esprimo quel che vedo e sento vero nel momento.

Quel che dico e vedo ha valore solo secondo una prospettiva limitata, che a un certo punto cambierà.

Posso esternare un’idea di cui son pienamente convinto e in seguito sentirmi in sintonia con il suo esatto opposto.

Di conseguenza non ho idee da difendere o sostenere, né ha senso per me partecipare a dibattiti e discussioni. Quindi se qualcuno ha qualcosa da dire in contrapposizione a quello che scrivo, lo invito a prendere atto che in questa impresa l’ho già anticipato.

Sono d’accordo sia con la mia visione sia con la tua.

È solo una questione di prospettiva.

Se guardo a est, da dove mi trovo ora, vedo i picchi delle montagne, mentre se mi rivolgo a ovest ci sono le colline.

Tu, secondo dove ti trovi, vedrai qualcosa di affine o distinto, ma questo non vuol dire che siamo d’accordo o meno.

Se io non scorgo quel che vedi tu è solo perché sono o guardo da un’altra parte.

Che stupidità e inutile perdita di tempo argomentare su qual è la visione migliore, su chi ha torto o ragione!

Il dibattito, la polarizzazione, la dialettica sono triti automatismi della mente separata, impulsi elettronici binari che otturano la nostra coscienza, forzandola a prendere incessantemente una posizione: pro e contro.

Possiamo invece ascoltarci semplicemente, condividendo e accettando dove ci troviamo e cosa vediamo in un dato momento.

Allora la tua, la mia e la nostra visione si estendono.

Così restiamo insieme.

Sia che siamo vicini o lontani, tra noi non ci sarà più distanza.

Forse.

© Franco Santoro

Immagine: veduta a est del punto in cui mi trovo ora.

Febbraio benedetto

Gennaio 30, 2015 by admin

imagesFebbraio deriva dal latino “februa”, letteralmente “strumenti di purificazione”. Nell’antica Roma il termine “februa” indicava un’ampia varietà di utensili per la purificazione, come le vesti usate per spargere il sangue delle vittime di sacrifici, le focacce salate di farro tenute dai sacerdoti durante la purificazione delle case, ecc. Da “februa” deriva il verbo “februare”, ossia “purificare”. Februus era anche il dio romano della purificazione.

I primi due giorni di febbraio sin dai tempi antichi sono stati celebrati come festività di purificazione in onore dell’arrivo della primavera, tra cui Imbolc, e in seguito la festa cristiana della Candelora. (per l’articolo clicca qui)

“Immagina di aver passato tutta la vita senza mai lavarti, e poi un giorno decidi di fare una doccia. Inizi a strofinarti, ma con orrore osservi lo sporco che trasuda fuori dai pori della tua pelle e gronda per il tuo corpo. Qualcosa non funziona: credevi di diventare più pulito, ma tutto quello che vedi è solo sporcizia. Ti fai prendere dal panico e ti lanci fuori dalla doccia, convinto che non avresti mai dovuto cominciare. Ma finisci solo con lo sporcarti ancora più di prima. Non capisci che la cosa più saggia da fare è avere pazienza e terminare la doccia. Per un po’ può sembrare che diventi più sporco, ma se continui a lavarti, ne verrai fuori rinfrescato e pulito. È un processo, il processo di purificazione. Se sorge un dubbio, vedilo semplicemente come un ostacolo, riconoscilo come… uno stadio nel processo di purificazione e apprendimento. Permetti al processo di continuare e di completarsi, e non perdere mai la tua fiducia e determinazione. Questa è la via seguita da tutti i più grandi praticanti del passato, che usavano dire: ‘non esiste armatura più forte della perseveranza’” (Sogyal Rinpoche)

Immagine: John William Waterhouse, 1896, Hylas and the Nymphs

Multidimensionalità

Gennaio 29, 2015 by admin

Il termine “multidimensionale” (dal latino multus “molti”, e dimensio, da dimetri “misurare”) descrive la presenza di diverse dimensioni o aspetti della realtà. Nel linguaggio ordinario il termine “dimensione” si riferisce solitamente alle misure che definiscono la forma e la misura di un dato oggetto fisico.

Le dimensioni sono considerate in campo matematico, fisico e scientifico, così come nell’ambito esoterico, occulto e mistico, inclusa l’esperienza sciamanica. Le teorie scientifiche prevalenti suggeriscono che ci sono almeno 12 dimensioni, esistenti simultaneamente, così come le principali tradizioni esoteriche.

Sciamanicamente una dimensione è intesa anche come stato di coscienza, indicante il livello di consapevolezza e il tasso di vibrazione di un soggetto indipendentemente dallo spazio dimensionale in cui esso apparentemente si colloca. Per esempio, un minerale esiste in terza dimensione, ma secondo la nostra struttura di categorie ha una coscienza di zero o prima dimensione. Similmente gli esseri umani sono percepibili tutti ugualmente in terza dimensione, ma possono avere coscienze di terza, quarta, quinta, sesta dimensione, e anche di dimensioni più alte della sesta o basse della terza.

L’approccio astrosciamanico è che tutti gli aspetti dell’esistenza sono intimamente collegati e parti dello stesso Tutto. All’interno di questo Tutto esistono diverse frequenze di vibrazione e livello di coscienza, che sono appunto le varie dimensioni.

Identità Multidimensionale Centrale (IMC)

Per Identità Multidimensionale Centrale (IMC) intendiamo il punto centrale di allineamento di tutte le dimensioni possibili, il fulcro del campo di energia che connette tutto ciò che esiste, e l’aspetto più centrale della nostra natura multidimensionale

L’IMC è la matrice di un campo di energia in cui ogni parte è connessa ad ogni altra, e dove ciascuna parte, dalla più piccola alla più grande, è un microcosmo dell’intero campo di energia.

L’IMC è il nucleo operativo di questo campo di energia, che comprende strategicamente 12 dimensioni, di cui ne descriviamo succintamente sette come segue:

puntotled-1Fiat PUNTO
Dimensione Zero:

Il corpo punto, è fisso nello spazio, è una dimensione zero perché non possiede ampiezza, larghezza e altezza. È infinitamente minuscolo. Rappresenta il concetto geometrico più semplice. Secondo Edwin A. Abbott è il livello più basso dell’esistenza, il regno di Pointland. “Quel Punto è Essere come se stessi, ma confinati nel Golfo non-dimensionale. È il suo proprio Mondo, il suo proprio Universo; non ha cognizione di nient’altro oltre a se; non conosce Lunghezza, Larghezza o Altezza, perché non ne ha avuto esperienza; non concepisce nemmeno il numero Due o l’idea di Pluralità; perché lui stesso è Uno e Tutto, essendo realmente Niente.”

A livello di consapevolezza è in relazione con la coscienza del regno minerale ed include i minerali, l’acqua e il codice genetico dei corpi umani. La dimensione zero è la coscienza del primo atomo terrestre. La connessione con questa dimensione comporta la consapevolezza dell’intero corpo ad un livello molecolare. È il portale tra macrocosmo e microcosmo. Collegarsi con questa dimensione implica essere coscienti dell’intera realtà fisica a livello molecolare. [1]

 

uno2Fiat UNO
Dimensione Uno:

Il corpo linea, è una dimensione zero allungata per formare una linea, formata da una serie di due o più punti collegati in successione. Possiede una sola dimensione, la lunghezza, mentre la larghezza e l’altezza sono infinitamente minuscole. A livello di consapevolezza è in relazione con la coscienza del regno vegetale, ed include il cervello animale e umano inferiore, quello che regola e gestisce la vita fisica.[2] Edwin A. Abbott descrive gli abitanti di Lineland come “confinati nel movimento e nella vista di una sola Linea Dritta, che rappresenta il loro mondo” così che il loro orizzonte è limitato ad un Punto.  “Uomo, donna, bambino, cosa – ciascuno è un Punto per il l’abitante di Lineland. Solo il solo della voce permette all’età o al sesso di essere riconosciuti. Inoltre, poiché ogni individuo occupa l’intero spazio ristretto del percorso, che costituisce il loro Universo, e nessuno si può muovere a destra o sinistra, ne consegue che non è possibile alcun sorpasso. Una volta che si è vicini, lo si è per sempre. La vicininanza per loro è come il matrimonio per noi. I vicini rimangono tali fino alla morte.”

È la dimensione delle entità chimiche che compongono il nostro corpo e tutto ciò che ha forma organica sul pianeta Terra. In questa dimensione le entità sono consapevoli solo dell’identità della loro specie e della necessità di sopravvivere tramite nutrimento, difesa e riproduzione. Esiste tuttavia un’ampia varietà di esseri esistenti a questo livello, con differenti funzioni e caratteristiche, tra cui talvolta sono inclusi elementali e le entità chimiche in generale.
Untitled-4Alfa DUETTO Spider
Dimensione Due:

Il corpo strato o piano, è una linea che si allarga perpendicolarmente dando forma ad un quadrato. Possiede lunghezza e larghezza, mentre l’altezza è infinitamente minuscola. Gli esseri di seconda dimensione hanno libertà di movimento in tutte le direzioni sul piano in cui esistono, ma non possono mai lasciare quel piano spostandosi in alto o in basso. È Flatland, come Edwin A. Abbott la descrive: “Immagina una vasto foglio di carta in cui ci sono Linee dritte, Trangoli, Quadrati, Pentagoni e altre figure, che invece di restare fisse al loro posto, si muovono liberamente sulla superficie, senza tuttavia avere il potere di sollevarsi o abbassarsi, simili ad ombre, solo più dure e con bordi luminosi.” Sebbene la seconda dimensione sia piana secondo la prospettiva dei suoi abitatori, essa può apparire increspata, curva o pendente da una prospettiva di terza dimensione.[3]

 

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Dimensione Tre:

Il corpo fisico, è un quadrato o cerchio che si alza perpendicolarmente diventando un cubo o sfera. Possiede lunghezza, larghezza e altezza. È un poliedro con possibilità di movimento in ogni direzione orizzontale e verticale, ma bloccato in una sola linea di tempo. Gli esseri tridimensionali si muovono nel tempo allo stesso modo in cui gli esseri di prima dimensione si spostano nello spazio, ovvero lungo una sola linea. È la realtà del genere umano così come la percepiamo fisicamente. A livello di consapevolezza è in rapporto con la coscienza umana e il regno superiore animale. Esiste qui consapevolezza di altre entità tridimensionali come uniche e separate, ma una percezione minima della loro interconnessione. La coscienza è bloccata in una data collocazione spazio-temporale e circuito di causa-effetto, quale la Configurazione Umana Arbitraria (CUA), in cui il tempo è lineare ed esiste operativamente solo nel presente. Il passato e il futuro sono accessibili solo mediante la memoria o l’immaginazione, e conseguentemente è nella maggior parte dei casi dimenticato o inconscio, causando separazione e un senso di continua lotta per la sopravvivenza.

La terza dimensione può essere descritta come una linea tempo, proprio come la prima dimensione è una linea spaziale. Così come la seconda dimensione rivela la consapevolezza operativa di un numero infinito di linee spaziali, che permette l’opzione di muoversi lateralmente, la quarta dimensione dischiude la presenza di infinite linee temporali, con la conseguente possibilità di accedere a diverse linee di tempo. Questo implica poter viaggiare nel tempo in avanti e indietro, senza essere limitati a una sola linea temporale. Nella prima dimensione il movimento ha luogo su una singola linea di spazio, che è la sola realtà riconosciuta, limitata da chi è davanti e dietro, senza possibilità di sorpasso. La velocità e il senso di direzione sono dettati da chi è davanti e dietro. Se per esempio chi è dietro non consente di indietreggiare, fare retromarcia è impossibile, mentre se chi è di fronte procede solo ad una certa velocità, chi è dietro non può andare più veloce. Nella terza dimensione lo stesso si applica al tempo. In questo particolare dimensione, da cui stai leggendo questo testo, che chiamiamo CUA, il movimento lungo la linea temporale procede in base ad una velocità inflessibilmente costante, per cui non è possibile fermarsi, fare marcia indietro, andare più veloci o lenti del limite di velocità consentito.

 
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Dimensione Quattro:

Il corpo emotivo, è un poliedro o sfera spazio-temporale. Possiede lunghezza, larghezza, altezza e tempo. Dimora nella realtà di terza dimensione, così come la percepiamo umanamente, ma simultaneamente in un infinito numero di linee temporali, che non siamo in grado di percepire. A livello di coscienza è in relazione con il piano astrale ed emozionale, e la capacità di accedere ambienti, situazioni, esseri umani o altre entità senza la limitazione di un dato spazio o linea temporale.
Il passato e il futuro sono viabili così come lo è lo spazio in terza dimensione, rendendo possibile lo spostamento in diverse linee temporali e qualsiasi velocità potenziale. Tutti i tempi esistono simultaneamente e sebbene alcune sfere temporali siano difficili da raggiungere, così come lo sono certi spazi in terza dimensione, esse sono potenzialmente conseguibili.[4]

Il corpo di quarta dimensione ha una vibrazione e tenuta estremamente più forte del corpo di terza dimensione. Per la maggior parte degli esseri umani la sua consapevolezza dimora nell’inconscio, così che quando essi perdono coscienza della terza dimensione, diventano consapevoli della quarta, spesso tramite sogni, visioni, intuizioni, immaginazione. La quarta dimensione, similmente alla terza, è altamente polarizzata e rappresenta il regno dei Graha.

 
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Dimensione Cinque:

Il corpo mentale, è un generatore di poliedri spazio-temporali operante come matrice creativa delle dimensioni precedenti, mediante processi di volontà e scelta. In quinta dimensione esiste totale consapevolezza della scelta tra unità e separazione. Esiste ancora la coscienza dell’identità individuale, ma come conseguenza di una decisione. E’ la dimora dell’Intento ed il regno dei Paheka.
La dimensione cinque si fonda sulla connessione simultanea dell’energia, sulla velocita istantanea, sulla conversione immediata di una sostanza in un’altra, la transustanziazione. Un corpo di quinta dimensione appare e scompare ovunque voglia, e tale capacità è data agli amministratori esecutivi delle dimensioni inferiori.

 

 

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Dimensione Sei:

Il corpo spirituale, è in rapporto con il terzo occhio e immette nel chakra corona, il punto di integrazione tra orizzontale e verticale, l’IMC. E’ l’accesso alle successive dimensioni, che sono inspiegabili tramite il linguaggio, così come la dimensione sei in effetti lo è. E’ il regno dei Sadoha. Solo accedendo alla sesta dimensione diviene possibile spostarsi liberamente e illimitatamente in tutte le altre.

 

Dalla Dimensione Tre, quella fisica del genere umano, ci colleghiamo al campo di energia tramite la Dimensione Quattro, ovvero mediante le emozioni. Tali emozioni sono dirette in Dimensione Cinque, il corpo mentale, per collegarsi con l’esercizio dell’Intento, una forma pensiero consapevole, connesso alla Funzione, che è l’accesso alla Dimensione Sei, laddove, nella sua espressione più centrale, dimora l’IMC.

 

Pratica 1/161211
Ci colleghiamo con l’IMC, identificata come una colonna verticale di luce connessa con ogni dimensione.
Nel momento del collegamento ci relazioniamo con ciascuna dimensione mediante il respiro.
Distacchiamo la mente dal flusso dei pensieri ordinari della realtà separata, che generano relative emozioni e sensazioni fisiche di separazione.
Ci apriamo alla consapevolezza di ciascuna delle sette dimensioni.
Dapprima identifichiamo i punti fissi, le linee e gli strati del nostro corpo fisico, respirando ognuna di queste componenti autonomamente e allineandole le une con le altre.
Ogni dimensione possiede il suo respiro e nel momento di collegamento riconosciamo consapevolmente ciascun respiro e dimensione.
Considerazioni sulle dimensioni e il respiro

Sebbene noi viviamo e respiriamo contemporaneamente in tutte le dimensioni, sia che ne siamo consapevoli o meno, è la consapevolezza che determina dove si dirige la nostra attenzione e il tipo di esperienza che ne deriva.

Più la nostra consapevolezza è ristretta, maggiori sono i limiti della nostra esperienza.

Per esempio la dimensione zero è un corpo fisso, immobile, un punto statico incapace di alcun movimento, mentre la dimensione uno è un corpo linea che, a differenza del corpo fisso, può muoversi all’infinito, tuttavia solo in una direzione, su una singola linea, in avanti o indietro, senza la possibilità di spostarsi lateralmente.

La dimensione due, il corpo strato, può invece muoversi lateralmente, ma solamente su un piano orizzontale. Il corpo strato non può alzarsi, né abbassarsi, Ciò è consentito invece nella dimensione tre, quella del corpo fisico, dove appunto ci si può spostare in tre dimensioni, in cui esiste la consapevolezza della profondità. Il limite della dimensione tre è dato dal tempo che in questo caso si muove su una singola linea, così come per la dimensione uno il movimento avviene su una sola linea.

Ogni dimensione ha diverse sfaccettature con distinti livelli di limitazione. Per esempio, nella dimensione uno il limite massimo è dato dall’impossibilità di procedere in avanti o indietro lungo la linea causa ostruzioni. Poiché non è possibile il sorpasso, ossia muoversi lateralmente, se esiste un blocco occorre aspettare che l’ostruzione venga meno.

Nella terza dimensione, quella che ci riguarda, vi sono distinti livelli di limitazione che sono dati dai sistemi di condizionamento culturali e sociali che regolano le possibilità espressive del nostro corpo fisico. Esistono diverse configurazioni di terza dimensione e il CUA è una delle più limitate. Vi sono norme estremamente rigorose che determinano le modalità di espressione degli esseri tridimensionali del CUA, tra cui, solo per citare alcuni esempi, l’inibizione a toccare, o guardare a lungo altri corpi, l’obbligo di svolgere specifiche prestazioni, ecc.

Maggiore è la libertà di movimento ed espressione all’interno di una singola dimensione, più sono le possibilità di accesso alla dimensione superiore.

Per la terza dimensione, quella fisica, la dimensione immediatamente superiore è data dalla quarta dimensione, quella emozionale. In terza dimensione il tempo è lineare, ha un inizio e una fine, viaggia su una linea uguale per tutti, appunto come quella della dimensione uno, la linea, ove tutti si muovono su una stessa linea.

In quarta dimensione il tempo non è lineare. E’ possibile muoversi in avanti e indietro nel tempo, poiché è possibile il sorpasso, ovvero ci si può muovere lateralmente nel tempo, senza dover stare in coda e andare al ritmo stabilito collettivamente, che nel CUA è scandito dal tempo dell’orologio. Non solo ci si può muovere avanti e indietro su una stessa linea, ma è possibile accedere ad altre linee infinite di tempo, universi paralleli, dove esistiamo contemporaneamente.

In quinta dimensione si sviluppa la profondità del tempo, la sua verticalità, che è la facoltà della mente, ovvero la capacità di creare. In quinta dimensione il pensiero è creativo e genera la realtà di quarta dimensione e di tutte le realtà sottostanti.

I corpi delle dimensioni inferiori alla quinta si muovono in realtà che sono state create dalla quinta dimensione. Sebbene nelle dimensioni inferiori più prossime alla quinta, come la quarta e la terza, vi sono possibilità di scelte, tali scelte non sono creative, poiché sono state già create in quinta dimensione. Si tratta di percorsi e movimenti già prestabiliti, la cui matrice operativa dimora in quinta dimensione, dove esiste il potere di cambiare la realtà e di generare realtà alternative.

Nella pratica di collegamento con l’IMC, alligniamo le dimensione da zero a quattro, con la quinta dimensione.

Nella quinta dimensione esistono due pensieri di base: unità e separazione. Collegandoci con IMC, scegliamo di allignarci con il pensiero di unità, che apre l’accesso alla dimensione sei, quella spirituale. Ne consegue un allineamento formale di tutti i sette corpi. Si tratta di un allineamento formale in quanto è frutto di una scelta operativa. L’allineamento effettivo avrà luogo quando ogni componente del pensiero di separazione sarà rilasciato. Questa è appunto la Funzione, Pahai, l’operatività del Sacro Cono.

In realtà noi siamo sempre allineati, ma è la nostra consapevolezza dettata da un pensiero imperante di separazione che non ci consente di esserne coscienti. Su questo pensiero di separazione operiamo, rilasciandolo, quando ci colleghiamo con IMC.

Il collegamento con IMC è una formalità, laddove il rilascio del pensiero di separazione richiede un’operatività costante. Tuttavia tramite il collegamento formale con IMC esercito una scelta che rende disponibile il flusso della mia attenzione verso il pensiero di unità. Questo collegamento è quindi inteso a promuovere la capacità di attenzione e l’esercizio del rilascio, consentendo l’individuazione delle modalità operative idonee.

Attraverso l’attenzione verso il respiro distribuito su ogni dimensione, ampliamo la nostra consapevolezza, estendendola oltre il livello tridimensionale, sia nei livelli inferiori sia in quelli superiori.

Il respiro procede anche senza la nostra consapevolezza, tuttavia è la consapevolezza che determina dove ci collochiamo. Se respiriamo solo tridimensionalmente, resteremo sempre in terza anche se siamo in tutte le dimensioni. L’unica eccezione in questo caso è solo al momento del decesso fisico. Quando cessa il respiro fisico, ci spostiamo in quarta dimensione, quindi lateralmente nel tempo, in attesa di rientrare nella prima linea tempo disponibile. Poiché non siamo in grado di esercitare la capacità di respirare in quarta dimensione, che comporta la capacità di identificarsi con più linee tempo contemporaneamente, faremo ritorno con la nostra consapevolezza in terza dimensione.

In altre parole la parte di noi che è cosciente della terza dimensione in cui viviamo, ossia il CUA, è solo una tra le tante parti che esiste simultaneamente in diverse linee di tempo in cui, se fossimo in grado di sostenere il respiro di quarta dimensione, potremo spostarci liberamente.

Il paradosso è che la nostra identità di quarta dimensione respira regolarmente in quarta dimensione e comunica costantemente con noi, sebbene il nostro livello limitato di attenzione non la registra effettivamente ed interpreta il suo operare secondo la prospettiva ristretta della terza dimensione.

Le nostre emozioni, insieme alla loro ampia gamma di modalità espressive, derivano dalla quarta dimensione e dalle diverse linee tempo in cui ci collochiamo senza riconoscerle. Conseguentemente interpretiamo le nostre emozioni solo sulla base di quello che succede sulla singola linea di tempo in cui ci troviamo. Finché la nostra attenzione è rivolta esclusivamente alla linea di tempo CUA ritorneremo sempre CUA, anche quando abbiamo esperienze di altre realtà, come nei sogni, viaggi sciamanici, ecc. o decediamo fisicamente, poiché tutto il resto non è considerato reale e degno di attenzione o, meglio, perché decidiamo di essere le vittime di un meccanismo di attenzione deviata, che chiamiamo Meccanismo di Deviazione della Coscienza, o CDM (Consciousness Deviation Mechanism).

E’ nella quinta dimensione che dimorano le chiavi operative per disinnescare CDM.

Nella pratica di collegamento con IMC, entriamo in rapporto con la parte sottile del respiro, quella che procede nel multidimensionale, collegando la terza dimensione fisica con la quinta dimensione mentale, passando attraverso la quarta dimensione emozionale.

Conseguentemente la consapevolezza fisica è ricondotta alla sua matrice mentale, al pensiero che ha generato la terza dimensione, superando la quarta dimensione, che contiene gli effetti emozionali di tale pensiero.

Il respiro sottile, quello che seguita dopo il decesso fisico, è il varco di entrata nel multidimensionale allorché riesce a spingersi oltre il respiro di quarta dimensione, per accedere alla quinta.

Esistono diverse categorie di respiro, una per ogni dimensione. In certi momenti questi respiri sono totalmente allineati nella nostra consapevolezza. Questo avviene quando scegliamo volontariamente di allinearci e impariamo a farlo, o in particolari condizioni energetiche.

Tutti questi respiri procedono come strade in parallelo site una sopra l’altra. Le strade dei respiri delle dimensioni superiori sono molto più larghe di quelle delle dimensioni inferiori. Le strade superiori includono quelle inferiori, laddove le strade inferiori non includono quelle superiori.

Se respiriamo in maniera allineata, siamo connessi con il multidimensionale.

Nella maggioranza dei casi questo allineamento manca nel genere umano e in ogni realtà dichiaratamente separata, quale appunto la Configurazione Umana Arbitraria (CUA). Di conseguenza occorre apprendere a respirare in modo allineato, ed esercitarsi costantemente a tale riguardo. In assenza di respiro allineato la nostra consapevolezza multidimensionale muore e rimane solo quella del livello dimensionale coperto dal respiro, che per il genere umano è la terza dimensione.

Per collegarci a ciò che esiste oltre la terza dimensione è necessario respirare in quarta dimensione.

Laddove respirare in terza dimensione significa assorbire e liberare vari elementi chimici, il respiro di quarta dimensione implica consumare e produrre distinte emozioni. La capacità di respirare in quarta dimensione consente di andare oltre i limiti dello spazio e del tempo.

Il respiro di quinta dimensione concerne l’assorbimento e la liberazione di forme pensiero. Tale respiro costituisce la chiave di connessione con l’IMC, l’accesso al respiro di sesta dimensione, che è respiro spirituale, il vero respiro.

Il lavoro di collegamento con IMC, e le pratiche concernenti l’esercizio del respiro a vari livelli, servono a risvegliare la nostra natura multidimensionale, e soprattutto a collocarci saldamente nella quarta dimensione, onde procedere innanzi.

All’atto del collegamento con IMC, riconosciamo l’Asse Verticale e quello Orizzontale:

L’Asse Verticale consente il passaggio in ogni dimensione, dalla zero alla sei, e ancora in avanti all’infinito.

L’Asse Orizzontale è un piano dell’Asse Verticale, che si sviluppa orizzontalmente. Il suo piano è rotatorio, per cui il movimento lungo di esso riporta costantemente sullo stesso punto di partenza.

Il movimento in orizzontale connesso al verticale permette un movimento a spirale, per cui lo spostamento rotatorio può procedere verticalmente.

Poiché in una realtà separata il movimento a spirale non è ammesso, è necessario uno sforzo cosciente per spostarsi verticalmente. Tale sforzo è inevitabilmente ostacolato e onde essere viabile richiede la connessione con un campo magnetico di supporto, che è appunto l’IMC.

(continua: vedi: http://provordo.blogspot.com/2011/12/sui-sistemi-e-le-modalita-di-gioco-ref.html)

by Franco Santoro

[1] In diverse categorie esoteriche che iniziano il conteggio dimensionale da uno, la dimensione zero è la dimensione uno.
[2] In molte categorie esoteriche che iniziano il conteggio dimensionale da uno, questa è la seconda dimensione, che include sia la linea sia il piano. In tali contesti non esiste una specifica dimensione relativa alla linea, e quello che descriviamo qui in termini spaziali come prima e seconda dimensione è combinato nella seconda dimensione..
[3] In molte categorie esoteriche che iniziano il conteggio dimensionale da uno, prima e seconda dimensione sono combinate in una sola dimensione, la seconda dimensione. Quindi, per quanto concerne il livello di consapevolezza, le caratteristiche che abbiamo indicato nella descrizione della prima dimensione si applicano anche alla seconda, sebbene secondo altre prospettive esoteriche la seconda dimensione è in relazione con il livello di coscienza del regno animale.
[4] Da notare che così come esistono realtà separate in terza dimensione con limitazioni estreme di connessione, quali appunto il CUA, anche in quarta dimensione vi sono configurazioni analoghe, in cui non è possibile spostarsi liberamente da una linea di tempo all’altra. La capacità illimitata di spostamento si consegue solo accedendo alla sesta dimensione.

Candelora

Gennaio 29, 2015 by admin

I prindeximi due giorni di febbraio sin dai tempi antichi erano celebrati come una festa sacra in onore del ritorno del Sole. Questo periodo rappresenta lo stadio finale della gestazione, in cui il divino materno darà poi alla luce la primavera.

Il termine Candelora deriva dalla tradizione del Messale Romano, in cui il celebrante del 2 febbraio benedice le candele che saranno usato durante l’anno. Secondo la storia ordinaria le candele sono state usate per più di 5000 anni e furono sviluppate dapprima dagli Egizi, sebbene ai Romani è attribuita l’introduzione dello stoppino. La parola “candela” deriva dal latino candere, che significa “splendere”.

Candelora, celebrata un tempo anche nelle tradizioni precristiane, è un momento ideale per fare splendere ciò che siamo veramente nell’oscurità separante di questo mondo. “Svègliati, o tu che dormi, déstati dai morti e Cristo ti illuminerà” (Efesini 5,14), scrive Paolo, riassumendo l’essenza del messaggio gnostico cristiano, che implica lasciare andare l’identità illusoria del sogno umano basata sulla separazione e fare risorgere la nostra vera natura multidimensionale.

Procurarsi e benedire delle candele durante Candelora può essere un modo per rappresentare il risveglio della nostra natura luminosa e il rilascio di quella separata e oscura, ricordando questo processo per tutto l’anno ogni volta che usiamo delle candele.

Candelora commemora anche la Purificazione della Vergine Maria e la presentazione di Gesù al Tempio, 40 giorni dopo la sua nascita. Candelora è la versione cristiana della celebrazione pagana di Imbolc, che significa letteralmente, “nel ventre” (della Madre), “nel latte” o “latte di lupo”.

Questa celebrazione segnava il punto di mezzo tra il Solstizio d’inverno e l’Equinozio di primavera, ed era festeggiata con torce, candele e luci per incoraggiare l’arrivo della primavera. Sebbene il freddo e l’oscurità ancora prevalgono, rendendo dure le condizioni di vita, la consapevolezza dell’imminente primavera è presente, apportando gioia e speranza.

Nelle tradizioni celtiche, Cernunnos, il dio con le corna, era la divinità maschile virile che governava l’oscurità. Imbolc rappresentava la fecondazione della divinità femminile da parte di quella maschile. Il dio del Buio illuminava la sua dimora con le candele per dare il benvenuto alla dea della Luce e fecondarla. Luce e Buio sono due polarità inseparabili, che rappresentano la loro danza di amore durante l’intero ciclo lunare.

Le candele sono strumenti sacri di consapevolezza e recupero dell’anima. La loro luce richiede la presenza del buio per essere vista, così come la consapevolezza e la visibilità sono sostenute da uno sfondo di realtà invisibili e inconsce. Benedire e usare le candele è un modo per celebrare la luce e onorare le radici oscure del cammino verso l’illuminazione. Nel ciclo di lunazione Candelora è associata con la Luna Crescente, che corrisponde alle ore 3 del ciclo giornaliero.

La festa è chiamata anche “Brigit’s Day”, con rifermento alla triplice divinità irlandese Brigit (pronounciata “briid”), conosciuta in Scozia come Bride, trasformata poi dalla Chiesa Cattolica in Santa Brigida di Kildare, la patrona dell’Irlanda. Brigit è la dea del Fuoco, patrona dei fabbri, della poesia e della guarigione. Similmente alla divinità romana Vesta, Brigit era associata con la fiamma sacra perpetua, che è ancora tenuta da 19 suore nel santuario di St Brigit a Kildare. Era la divinità anche di tutto ciò che è fuori dall’ordinario a livello elevato.

Negli Stati Uniti e in Canada, Candelora è il Groundhog Day celebrato lo stesso giorno. Candelora è spesso un riferimento per prevedere il tempo del resto dell’anno. Una filastrocca britannica recita “if Candlemas Day be bright and clear, there’ll be two winters in the year” oppure “se c’è bello a candelora dall’inverno siamo fora, ma se piove o tira vento nell’inverno siamo dentro.”

Un’altra usanza è tessere una “croce di Brigit” con paglia o spighe di grano da appendere in casa per protezione, celebrando un rituale di purificazione, mettendo una candela accesa per ciascuna finestra della casa durante l’intero giorno.

Nell’antica Grecia l’inizio di febbraio era anche il tempo dei Misteri Eleusini Minori, o il festival del ritorno della Figlia: un’iniziazione nei misteri inferiori, che a differenza dei Misteri Maggiori era aperta a molte persone.

Non esiste il male e non ci sono forze malefiche nel mondo. Ci sono solo persone consapevoli e persone che sono addormentate, e il sonno non ha alcuna forza. L’intera energia è nelle mani delle persone risvegliate. E una persona risvegliata può svegliare il mondo intero. Una candela accesa può accendere milioni di candele senza perdere la sua luce. (Osho)

Vedi anche l’articolo “Febbraio benedetto“: clicca qui.

 

Sogni luminosi

Gennaio 28, 2015 by admin

I sogni luminosi di amore continuano anche dopo il risveglio, così come ogni nostra esperienza estatica seguita ad esistere anche quando sembra conclusa.

Tutte le interruzioni di esperienze luminose di amore ed estasi sono causate dalla tossicodipendenza più letale per il genere umano: la separazione. Una droga legalizzata, iniettata forzatamente sin dalla prima infanzia, il cui scopo è amputare e distruggere ogni esperienza luminosa, promuovendo incubi di abbandono, tradimento e dolore.

Non importa quante volte le esperienze luninose di amore ed estasi sono infrante dalla separazione, esse continuano ad esistere e crescere, cari co-sognatori, camminando a fianco a noi costanemente fino a quando siamo in grado di aprire gli occhi e accettarle per sempre.

Franco Santoro, http://astroshamanism.org/luminous-love-dreams/

Riattivare il corpo multidimensionale

Gennaio 28, 2015 by admin

3286_1109326703665_6055507_n-300x225La realtà umana è delimitata dal tempo lineare basato su cause ed effetti. Ciò significa che come esseri umani ordinari definiamo noi stessi sulla base di quello che siamo stati in passato.

Quello che siamo ora dipende da quello che siamo stati dieci, venti o trent’anni fa o anche dieci, venti o trenta minuti prima.

Qualunque cosa viviamo adesso è il risultato di cose accadute nel tempo lineare, l’effetto di una causa antecedente.

Un essere multidimensionale basa invece la sua identità in relazione alla forma nella quale sta mutando e non su chi è stato in passato.

La multidimensionalità trascende il tempo lineare e tutte le individualità ordinarie collegate. Essa è priva di cause ed è basata sugli effetti, o meglio cause ed effetti non sono basati sul tempo lineare, il che significa che qualcosa che sta accadendo oggi può essere causato da qualcosa che accadrà fra un anno.

Un essere multidimensionale è pertanto in grado di muoversi oltre le realtà separate, circolando liberamente attraverso infinite configurazioni, cambiando forma a suo piacimento, in grado in ogni momento di scegliere dove emergere o scomparire, sia nel tempo sia nello spazio.

Per lunghissimo tempo su questo pianeta questa capacità è stata accessibile solo a una minoranza insignificante di intrepidi sciamani e individui molto marginali che hanno avuto l’ardire di avventurarsi attraverso i terrificanti confini che separano la realtà separata da quella multidimensionale.

Poiché questa zona di frontiera è assai pericolosa, molti di loro sono stati annientati o sono rimasti rinchiusi nella zona intermedia, intrappolati in uno spaventoso limbo dal quale pare non possano più ritornare. Nell’Epica del Sacro Cono questa zona è il Paheka Rubhe.

Riattivare il nostro corpo multidimensionale e muoverci oltre la limitazione delle nostre identità separate sembra essere un’opportunità più disponibile in questi tempi dopo il 2012 per coloro che sono determinati a compiere il salto.

Franco Santoro, http://astroshamanism.org/reactivatig-our-multidimensional-body/

Rete di giudizi

Gennaio 28, 2015 by admin

Il processo di separazione e il relativo dolore inizia subito ogni volta che incontriamo una persona qualunque, passeggiando per strada, visualizzando un profilo su un social network e pure nel pensiero.

Bastano pochi istanti per innescare una rete di giudizi e paragoni.

Rapportiamo gli altri con l’idea separata che abbiamo di noi stessi: lui è più giovane, lei è più anziana, lui è più basso, lei ha meno figli, lei ha i seni più grandi, ecc.

Di questi confronti la nostra identità separata si alimenta per mantenere in vita la sua natura illusoria.

Gli altri, come il vuoto che ci attornia, permettono di definire il perimetro dell’ego, lo spazio di isolamento dove ci siamo rinchiusi.

Da ciò deriva un dolore immane, che seguiterà fino a quando avremo l’esperienza diretta che l’ego non esiste e che gli altri e il vuoto siamo noi.

Franco Santoro

Ampliamento di prospettiva

Gennaio 28, 2015 by admin

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La causa fondamentale del malessere di cui hai esperienza nelle tue relazioni deriva da un errore di prospettiva. Identifichi i tuoi rapporti sul piano orizzontale, definito dai corpi fisici, amputando il piano verticale, dove ha luogo la tua effettiva interazione.

Drammi e dolori, così come piaceri e gioie, nelle relazioni sono la proiezione di una matrice che dimora in dimensioni rimosse dalla nostra percezione. Quel che accade sul piano fisico è la rifrazione di processi sviluppati altrove, in cui passato, presente e futuro coesistono simultaneamente.

Quando ampli la prospettiva di quanto sembra accadere sul palcoscenico della vita ordinaria, inizi a riconoscere chi sono gli operatori dietro le quinte e gli spettatori, insieme a tanti altri teatri in cui è messo in scena il fluire dell’esistenza.

Questo incremento di prospettiva richiede uno sforzo di percezione. Implica la capacità di riconoscere le persone con cui ti rapporti, incluso te stesso, su piani alternativi a quello fisico. Vuol dire comprendere esperienzialmente che il rapporto autentico ha luogo altrove, che l’essenza di ogni relazione, ciò che cerchi veramente, il suo profondo amore, è disponibile in ogni momento e non può mai andare perduto.

Franco Santoro 2013, (10.7.2),

in Franco Santoro, Pronto soccorso multidimensionale: emergenze spirituali, mondi paralleli e identità alternative, Institutum Provisorium, 2020, p. 14.

Nell’Acquario

Gennaio 28, 2015 by admin

aquarius1Il ciclo solare dell’Acquario può essere un periodo d’improvvisi cambiamenti e contrasti, comprendente picchi stridenti di ribellione, rivoluzione e inventiva, come anche assoluta semplicità, purezza, nudità, quiete e silenzio.

Questo tempo acquariano, è eccellente per rilasciare qualunque cosa ci rende inconsapevoli e separati, promuovendo una vigile consapevolezza e mettendo in discussione ciò che diamo per scontato riguardo quel che vediamo o facciamo.

Ad esempio, se guardi gli oggetti o le persone del tuo ambente quotidiano, e qualunque cosa o chiunque ti sembra familiare, lo vedi davvero, o sai solo proiettando su le tue idee fisse?

Che cosa sai degli altri a parte ciò che credi di capire?
Credi davvero di sapere chi sono gli altri?
E soprattutto, credi davvero di sapere chi sei?

Ammettere che non è così, lungi dall’essere un fallimento, è il primo enorme passo sulla via della guarigione. In questo modo puoi scegliere di mettere da parte i giudizi, aprendo sinceramente occhi e orecchie, per imparare ad ascoltare e a vedere. E quando sei disposto a fare questo, la porta dei miracoli si schiude.

La percezione umana affonda le radici in un passato basato su separazione, isolamento, privazione e mancanza, proiettati su ogni cosa e persona. Questo ci mantiene in uno stato di continua cattività, che domina come l’unica realtà possibile, fino a quando non decidiamo di metterla in discussione e lavorare strenuamente per riconquistare la libertà originale.

Il primo passo in questo processo è la purificazione, il perdono, il rilascio di tutte le congetture deteriorate che ingombrano la mente, senza tuttavia precipitarsi a rimpiazzarle con idee nuove e riempire la coscienza con ulteriore confusione.

La sfida dell’Acquario è soffermarsi nella quiete che giunge dopo il vero perdono, la silenziosa nudità del vuoto, la scintillante trasparenza dell’anima. È spogliarsi e rimanere interamente nudi, nel Tepidarium dell’anima, accettando di essere profondamente purificati in ogni parte del nostro essere.

L’Acquario è anche tempo di Carnevale, il periodo di festa non-ordinario più lungo dell’anno. Durante i giorni carnevaleschi l’ordine sociale è sospeso provvisoriamente, concedendo l’espressione di configurazioni alternative.

L’Acquario costituisce in vero la libera emergenza di configurazioni alternative, l’affrancamento dalla stagnazione della realtà ordinaria, talvolta in modo provocatorio, eppure condita da profonda purezza interiore ed autenticità.

Franco Santoro

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