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Terra e Terre

Febbraio 16, 2015 by admin

earthDa una prospettiva astrosciamanica il segno del Toro è associato al pianeta Terra. La Terra non viene quasi mai presa in considerazione astrologicamente, poiché corrisponde al punto di osservazione. Per collocare la Terra sulla carta occorre entrare in una prospettiva eliocentrica e, in quest’ottica, essa è direttamente opposta al Sole.

La posizione della Terra secondo la prospettiva eliocentrica offre informazioni su come il nostro intento più profondo, quello dell’anima, può essere espresso o radicato su questo pianeta. In questo caso gli interessi dell’ego, incluso la nostra realizzazione personale sul piano della vita ordinaria, sono assolutamente in secondo piano. La Terra è vista qui come uno dei pianeti che ruota attorno al Sole, quindi la nostra identità fisica è asservita a quella spirituale.

La posizione della Terra può indicare strategicamente inoltre di che cosa “Madre Terra” ha effettivamente bisogno da noi, cosa ci chiede di fare o essere. A tale riguardo è importante richiamare l’attenzione su cosa realmente la Terra vuole, che non è necessariamente l’idea convenzionale, sovente sdolcinata e romantica, che ne abbiamo.

La comprensione umana del mondo è generalmente in relazione soltanto con la sua superficie, mentre da una prospettiva sciamanica esistono tre mondi, o terre. Oltre al mondo della superficie del pianeta, la configurazione separata dove l’umanità vive, ci sono altri due mondi. Con questi mondi non abbiamo mai stabilito una vera connessione, salvo qualche sporadico tentativo non ufficiale di sciamani e affini.

Uno di questi mondi esiste strategicamente all’interno della Terra (Mondo del Basso), mentre l’altro è il mondo invisibile che si trova attorno alla superficie della terra ed è anche l’agente di collegamento con terre parallele (Mondo dell’Alto).

Esiste una geografia ordinaria della Terra, che formula la descrizione della realtà fisica e amministrativa della realtà consensuale, e c’è pure una geografia non-ordinaria, che include le parti della Terra da cui ci siamo separati. Quindi, allorché impieghiamo il termine Terra, è importante essere consapevoli che c’è una Terra ordinaria e vi sono anche Terre non-ordinarie.

La percezione cambia drasticamente a seconda del tipo di Terra cui ci riferiamo. Eventi e situazioni considerati catastrofici e devastanti da una prospettiva di Terra ordinaria sono sovente grandi benedizioni secondo le Terre non-ordinaria.

La Terra ordinaria è una microrealtà fondata sulla separazione dalla più ampia Terra non-ordinaria, o multidimensionale. Il livello di allucinazione prevalente nella Terra ordinaria blocca la consapevolezza di realtà alternative. Tuttavia, queste realtà continuano a esistere e a operare. Sebbene la maggiornaza degli esseri umani sono rimasti confinati nella realtà ordinaria, alcuni individui speciali in vari tempi e culture hanno avuto contatti con altre Terre.

In effetti, il nostro livello di separazione ed ignoranza è tale, che sino a meno di 500 anni fa non eravamo nemmeno consapevoli di tutti i continenti esistenti sulla superficie del pianeta. Se ne resero conto dapprima alcuni sparuti esploratori, che portarono avanti le loro imprese nello scetticismo e incredulità generale.

Ora che abbiamo sistematizzato la geografia della crosta terrestra, il prossimo passo consiste nel diventare consapevoli delle configurazioni alternative esistenti nella Terra stessa, dentro o fuori. In questi anni alcuni esploratori e pionieri avranno l’opportunità di liberarsi dalla cattività del paradigma separato terrestre, spingendosi oltre gli angusti limiti della geografia umana ufficiale.

Questo è parte di un processo di guarigione e ristrutturazione fisica, che è promosso dalla connessione tra la nostra identità fisica ordinaria, l’anima e il sé spirituale. Tale processo è inteso a generare una coscienza che ci renderà progressivamente meno dipendenti da persone, dinamiche e situazioni ordinarie, stimolando l’emergenza di una più vasta realtà e rete di guarigione, libera da limiti e incondizionatamente unita.

© Franco Santoro

L’esperienza di luce

Febbraio 16, 2015 by admin

Gutt på hvit hest (Boy on white horse) by Theodor Kittelsen copyQual è l’esperienza di massima luce, pace, amore e gioia nella tua vita?

Se la stai vivendo in questo giorno o si tratta di un ricordo di tempi passati, appunta ogni suo particolare, perché il tempo è solo una mappa che ti mostra le strade su cui puoi ritornare.

Potresti non godere di questa esperienza ora, o credere che sia persa per sempre o di non averla pure mai avuta, e sentirti assai frustrata.

Allora sappi che la tua frustrazione è la prova che l’esperienza non solo c’è stata, ma che da qualche parte esiste ancora.

Per ritrovarla, si tratta di tornare indietro lungo il tuo percorso del tempo, senza perderti nel traffico, o farti confondere dai percorsi degli altri…

E tieni conto inoltre che, più è grande la frustrazione che hai, maggiore è la tua vicinanza all’esperienza di luce, tanto che potresti proprio esserci sopra.

© Franco Santoro

Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto! (Giovanni 20:29)

Immagine: di Theodor Kittelsen, nato il 27 aprile 1857, Sole in Toro e Luna in Gemelli, pittore norvegese.

Gli incontri più belli

Febbraio 16, 2015 by admin

normal_kvitebjoern_kong_valemon_02 copyForse, gli incontri più belli e luminosi, le massime esperienze di amore nella nostra vita, hanno luogo nell’intervallo tra un sogno e l’altro.

Forse, si tratta di imparare ad aspettare questo intervallo e, quando finalmente arriva, svegliarci e fuggire via con lui, per sempre.

Franco Santoro

Immagine: di Theodor Kittelsen,

L’incontro fisico d’amore

Febbraio 16, 2015 by admin

golden-head-jpgLo scopo di un incontro fisico di amore è creare le condizioni affinché questo amore si espanda sempre più come una benedizione dopo la separazione materiale.

L’incontro fisico è la rappresentazione simbolica dell’incontro reale che avviene sul piano dell’anima.

Se non siamo in grado di abbandonarci tra le braccia dei nostri partner quando essi non saranno più fisicamente presenti, ogni incontro di amore con loro sul piano materiale non sarà servito proprio a nulla.

© Franco Santoro

Dipinto di Dante Gabriel Rossetti

Esseri di luce e buio

Febbraio 16, 2015 by admin

index

di Louis Janmot

Gli esseri luminosi sono puro amore. Non ci chiedono nulla. Provano gioia solo nel dare. Se siamo disposti a farci guidare da loro, essi ci conducono in luoghi in cui veniamo accettati totalmente, così come siamo ora e non per quello che saremo un giorno. Questi luoghi fanno parte del paradiso e per esservi ammessi non occorrono permessi speciali, basta solo il nostro consenso.

Gli esseri di buio, al contrario danno solo in cambio di qualcosa e sono sempre insoddisfatti. Per entrare nel loro paradiso sono richieste condizioni pressoché impossibili. Di conseguenza solo pochi raccomandati riescono ad accedervi, mentre il resto dell’umanità seguita a sentirsi in colpa e inadeguato.

Gli esseri di buio si comportano così perché pure loro si sentono in colpa e inadeguati. Essi intimamente desiderano che cessiamo di sforzarci di accedere al loro paradiso, perché si tratta di un inferno. Essi aspettano il giorno in cui decideremo di affidarci totalmente alla luce. Quando saremo disposti a lasciarci guidare dagli esseri luminosi, lungo il loro sentiero, gli esseri di buio non avranno più bisogno di continuare le loro attività, e ci seguiranno.

© Franco Santoro
Immagine: “Poema dell’anima – sentiero oscuro” di Louis Janmot, pittore francese.
 
 

 

Nudità

Febbraio 16, 2015 by admin

dur_dbm_613_slideSe ci mostriamo nudi, per quello che siamo, e cessiamo di nasconderci dietro ipocrisie, ruoli e false apparenze, corriamo un grande rischio: molte persone significative della nostra vita potrebbero rifiutarci e abbandonarci.

Tuttavia, se non ci mostriamo nudi, e fingiamo di essere qualcun altro, per compiacere queste persone significative, c’è un rischio ancora più grande: coloro che ci accetterebbero e amerebbero nella nostra nudità, per quel che siamo autenticamente, potrebbero non incontrarci mai.

Nella vita ti trovi di fronte regolarmente a questo costante dilemma tra ipocrisia e autenticità, tra finzione e realtà. Del resto il termine “ipocrisia” deriva proprio dal greco “ὑποκρίνομαι” (fingere).

Un’alternativa a questo dilemma consiste nell’accettare l’ipocrisia, la finzione, come espressione teatrale, in cui tutte le parti in gioco sono consapevoli della finzione che è messa in atto. In questo caso da un lato c’è il teatro della tua vita in cui sei attore dei tuoi drammi e commedie, dall’altro c’è il teatro della vita altrui, dei cui drammi e commedie sei spettatore… e poi c’è la realtà di chi sei tu e di chi sono gli altri, che rimane un mistero, tutto da scoprire.

© Franco Santoro

Immagine: di Francesco Primaticcio

La Luce sei tu

Febbraio 16, 2015 by admin

dewing30

 

 

 

 

 

Oggi, domani, o un altro giorno,
puoi star certa che,
non importa quante piogge e nuvole ci son state,
la Luce si mostrerà a te,
nel suo massimo splendore,
e t’illuminerà tutta,
ogni parte di te,
anche quelle che hai tenuto più nascoste,
che mai hai accettato.
La Luce irradierà improvvisa dal cielo,
e allora il cielo diventerà il tuo specchio.
Da quel momento, ovunque sarai,
nel basso, nell’alto, nell’oscurità, nel chiarore,
nella morte, nella vita,
tu sarai Luce.
La Luce sei tu.

© Franco Santoro

Immagine: dipinto di Thomas Dewing

Incontro con lo Spirito Guida

Febbraio 16, 2015 by admin

L’incontro con lo Spirito Guida è un’esperienza di pura pace e amore, la massima esperienza di gioia e appagamento per un essere umano.

È il riconoscimento di un rapporto che esiste sempre nel livello più intimo e profondo che possiamo concepire, indisturbata da qualsiasi accadimento o circostanza della nostra vita o morte, tanto naturale e viva quanto il sorgere e il tramontare del sole.

È inoltre la consapevolezza, chiara e spontanea, che tutto quanto possiamo desiderare per il futuro o rimpiangere del passato, è disponibile pienamente in questo rapporto.

Il termine “Spirito Guida” è solo un tentativo strategico per dare un nome ad un’esperienza che dimora oltre ogni possibilità di descrizione. Ne consegue che possiamo usare altri nomi, perché a differenza di molti percorsi religiosi, filosofici e spirituali, nella pratica sciamanica è il linguaggio che viene messo al servizio dell’esperienza e non il contrario.

Si tratta soprattutto di mettere da parte nomi e definizioni, cessando di violentare l’anima con dogmi e idee fisse su come dobbiamo essere e chi siamo tenuti ad adorare, per aprirci alla pura esperienza di ciò che risuona genuinamente nel cuore.

La principale difficoltà nel rapportarsi con la Guida, consiste nel riconoscere e accettare che questo rapporto non è frutto di un’evoluzione o di una crescita, non dipende dalla nostra età o cultura. Esso è sempre esistito e continuerà ad esistere. Ciò comporta rendersi conto che il potere decisionale riguardo la consapevolezza e continuità di questa relazione dipende solo da noi.

Nel lavoro astrosciamanico, così come in altri percorsi di natura sciamanica e affine, il rapporto con lo Spirito Guida è una priorità, da cui dipende ogni altra considerazione e valutazione operativa. È il primo passo da cui parte ogni attività, sessione, seminario, ecc. Prima di poter compiere questo passo, si tratta di riconoscere dove siamo e chi siamo, identificare chi compie il passo…

© Franco Santoro,

Selezione e assimilazione

Febbraio 16, 2015 by admin

La Vergine corrisponde alla fase di selezione e assimilazione nel ciclo dei segni. È una fase che richiede un attento lavoro di discriminazione tra ciò che è utile e quello che necessita essere rilasciato. Ogni cosa è attentamente analizzata, classificata e assegnata ad uno specifico e proficuo uso. Ciò comporta filtrare e incorporare l’essenza di ogni forma e scartare il resto. Qui è essenziale focalizzarsi sulle risorse che sono estratte piuttosto che sui materiali di scarto. Se ciò non accade il materiale di rilascio rischia di essere trattenuto, bloccando il processo di assimilazione e producendo effetti tossici.

È il processo di discriminazione tra grano e pula, dell’opera del setaccio, che è pure lo strumento da cui sono originati i tamburi sciamanici nelle tradizioni occidentali. Nel corpo fisico tale funzione è svolta dall’intestino, la parte principale del canale di alimentazione che inizia con la bocca (Toro) e termine con l’ano (Scorpione). L’intestino comprende la zona tra lo stomaco (Cancro) e l’ano (Scorpione). Esso è diviso in due sezioni: l’intestino tenue, dove accade la maggior parte della digestione e le sostanze nutritive sono assorbite, e l’intestino crasso, che predispone il rilascio dei materiali di scarto. L’intestino è l’area cruciale di discernimento tra che va lasciato andare e ciò che va tenuto per diventare parte del corpo.

Nello sciamanesimo tradizionale l’intestino degli animali, specialmente quello di pesci e balene, è spesso usato dagli sciamani come strumento di iniziazione al primo livello di base. Una volta che lo sciamano ha acquisito la comprensione esperienziale dell’anatomia sciamanica, egli è pronto per passare al secondo livello, che comporta l’interazione diretta con l’anatomia. Mircea Eliade lo descrive come segue: lo sciamano “discende nel ventre di un gigante o mostro per apprendere scienza e saggezza. Per questo motivo lo sciamano rimane nel ventre del pesce per tre anni: per imparare i segreti della Natura, per decifrare l’enigma della vita, e apprendere il futuro.”

© Franco Santoro

Lavoro sporco

Febbraio 16, 2015 by admin

“L’inferno è vuoto e tutti i diavoli stanno qui.” (da “La tempesta” di William Shakespeare)

Alcune anime assai sensibili, dolci e luminose, passano regolarmente momenti difficili, in particolare durante certe fasi lunari giorni, provando emozioni e pensieri piuttosto tossici e oscuri.

Se questo ti succede, ricordati che sei una di quelle anime sensibili, dolci e luminose. Ricordati inoltre che fai parte di quell’audace e generoso gruppo di volontari che ha scelto di liberare e trasformare il veleno di questo pianeta.

Sì, certo, è un lavoro sporco, ma qualcuno bisogna che lo faccia.

Poi ricorda anche, e questa è la cosa più importante, che seppure in quei momenti è tutto buio e nessuno sembra capirti o starti vicino, tu non sei sola, ci sono io, lui, lei, loro, e stiamo facendo insieme lo stesso lavoro.

© Franco Santoro

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