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Dimenticanza

Ottobre 20, 2019 by admin

Qualcosa nel nostro cervello umano ci impedisce di ricordare chi siamo, da dove veniamo e perché siamo qui.
Tutte le nostre culture e credenze, le società che abbiamo creato e ogni aspetto della nostra vita si fonda su questa dimenticanza.
Ne deriva che se riuscissimo a ricordare chi siamo, da dove veniamo e perché siamo qui, niente di ciò che crediamo di essere avrebbe più alcun senso.
La nostra identità, così come il mondo in cui viviamo, si rivelerebbe una totale illusione.
Questo è un rischio troppo grosso. Ragion per cui, meglio continuare a dimenticare, e tirare avanti, finché si può.

Immagina

Ottobre 16, 2019 by admin

Vi sono certe persone che passano tempo a fantasticare, a immaginare cose fuori dalla realtà.
Ma insomma cos’è alla fine questa realtà?
Seppure tanti sembrano avere le idee chiare sulla realtà della vita, in tutta onestà nessuno può dire di sapere cosa sia. Come esseri umani non sappiamo da dove veniamo, né dove andremo a finire, né qual è lo scopo del presente stesso della nostra vita.
Quella che chiamiamo e accettiamo come realtà potrebbe essere solo un’immaginazione imposta come realtà con così tanta prepotenza e terrore, da costringerci a escludere ogni altra possibile realtà, inclusa la realtà stessa di chi siamo veramente.
Allora l’immaginazione può essere un atto di massima liberazione. Quindi immagina, immagina.

Chi diavolo è?

Ottobre 13, 2019 by admin

Chi diavolo è? Ma chi è questo diavolo? 
Da una prospettiva olistica e non-dualistica non esiste separazione, per cui scrivere del diavolo in senso tradizionale può sembrare fuori luogo in questo contesto.
Ma anche se ci sforziamo di vedere l’unità di tutte le cose vi sono alcuni aspetti dell’esistenza che non possiamo fare a meno di percepire come orribili, crudeli, odiosi senza misura. E anche nel caso in cui si tratti di un’illusione, quell’illusione diventa realtà, talvolta l’unica realtà possibile.
Qual è la causa di tutto questo male, sia che si tratti di illusione o realtà?
Nel cristianesimo tradizionale è il diavolo, indicato comunemente con il nome di Satana, la cui radice greca significa accusare, attaccare, avversare.
Nei testi sacri cristiani Satana viene infatti descritto come il grande Accusatore.
Il primo effetto dell’opera accusatrice di Satana lo vediamo in Genesi, quando dopo l’estasi del paradiso terrestre e il famoso episodio della caduta, improvvisamente tutti iniziano ad accusare: Adamo, Eva e… pure Dio.
La radice del male dimora nell’accusa. Il diavolo è la parte della nostra mentre che ci accusa in continuazione e anche quella che accusa gli altri. Siamo accusati dentro e fuori, nei nostri pensieri e nelle parole di coloro che ci accusano, così come accusiamo dentro e fuori, nei nostri pensieri e nelle parole di accusa verso altri.
Tutto questo discorso, discutibile o meno, per evidenziare il fatto che Satana, il male è appunto l’accusa, la colpa, la condanna, indirizzata verso se stessi o verso gli altri.
Ne deriva che dai pensieri e discorsi prevalenti, interiorizzati o esternati dal genere umano possiamo dedurre di trovarci in un mondo piuttosto satanico.

Quel che desideri fare, ma che non fai

Ottobre 10, 2019 by admin

Ci sono forse molte cose che vorresti fare, ma che non fai mai o quasi mai, così come ci sono probabilmente molte cose che vorresti dire ma che non dici mai o quasi mai.
Questo per paura delle conseguenze, per evitare rischi, per preservare l’armonia, per tanti motivi, leciti o meno. Hai i tuoi buoni motivi magari per continuare a non fare o dire certe cose, perché alcune di esse potrebbero essere piuttosto spiacevoli, compromettenti, rischiose.
Tuttavia potrebbe essere utile chiederti dove va a finire ciò che desideri, ma che non fai, così come quel che vorresti dire, ma non dici.
Ebbene, sappi che esiste un universo parallelo in cui vive un tuo doppio che ha proprio il compito di fare e dire tutto quello che tu non riesci a fare e dire in questo mondo.
Ogni volta che tu desideri fare o dire qualcosa, ma poi non la fai o dici, questo doppio prende nota e poi subito dopo la fa o dice.
Forse, se ti va, potresti cercare questo doppio e vedere cosa combina nella sua vita, tanto per curiosità.

Ultimo desiderio

Ottobre 8, 2019 by admin

In quanto esseri umani siamo tutti destinati a morire. Questo può accadere in qualunque momento, sovente senza acun preavviso.
Siamo tutti in attesa di un’esecuzione capitale, che può aver luogo in qualunque giorno dell’anno.
Quindi, in quanto condannati a morte, si tratterebbe di vivere ogni giorno come se fosse l’ultimo.
Il vantaggio di questa condizione è che un condannato a morte ha diritto a soddisfare un ultimo desiderio.
Quindi si tratterebbe di vivere ogni giorno soddisfando un ultimo desiderio.
Qual è il tuo desiderio odierno?

Sogni e incubi

Ottobre 8, 2019 by admin

Nella vita puoi realizzare tutti i tuoi sogni.
Certamente!
Ma a una condizione però.
Quella di accettare che tutti i tuoi sogni svaniranno.
Se non l’accetti ne deriva che nella vita puoi realizzare tutti i tuoi incubi.

La tua forza più grande

Ottobre 3, 2019 by admin

Nella tua più grande debolezza risiede la tua più grande forza.

Quando riesci a convertire i tuoi problemi, gli aspetti più difficili e spaventosi della tua esistenza, in fonti preziose di energia e potere, allora, in questa realtà avrà raggiunto il tuo scopo.

Controllo ed abbandono

Ottobre 2, 2019 by admin

(articolo di Luna Pedrini)

In questo momento unico in cui sto vivendo l’esperienza della gravidanza, ho l’opportunità di conoscere ancora più in profondità me stessa, grazie alla relazione che si viene ad instaurare con la vita che porto in grembo.

Mentre il tempo trascorre, questa relazione cambia di forma, di colore, di sensazione, di emozione. Pensieri di ieri non valgono più oggi, oppure ciclicamente tornano, come moniti, preoccupazioni, confusione o al contrario chiarezza.

Le decisioni da prendere sono tante. Ogni giorno sei chiamata a fare una scelta e questo implica che ti assumi tutte le responsabilità delle conseguenze di quella scelta.

Quel che ho imparato fino ad ora è che ci vuole molta fiducia. Fiducia in te stessa, fiducia in chi ti sta intorno, fiducia nel processo, fiducia in ciò che percepisci di questa creatura che stai accompagnando sulla terra, fiducia che qualsiasi cosa accada è parte di un disegno misterioso a cui non puoi far altro che arrenderti.

Ed è proprio questa resa che spesso, troppo spesso, appare come inconquistabile. Da un lato c’è tutta la sua forza, quella dell’abbandono, del lasciare andare, del fluire, del comprendere che è il momento di affidarsi, del sentire che il tuo corpo ha già tutto in sé per seguire la strada giusta. Ma dall’altro lato c’è il controllo. Gli esami da fare, i numeri da tener d’occhio, le percentuali, le probabilità, gli aghi che ti entrano nel corpo ogni mese, la volontà di voler prevedere come andranno le cose.

Quello che io chiamo “lo spirito del controllo” ti fa entrare in allarme ogni qualvolta accade l’imprevisto: un test positivo, una persona vicino a te che sta male, qualcosa che non riesci a fare, un problema fisico. Qualunque cosa tu non avevi calcolato potesse accadere ed invece accade, potrebbe condurti ad uno stato di ansia difficilmente gestibile.

Cosa fare allora per provare a ridimensionare, ad accettare, a trovare le soluzioni più che aggravare il problema?

La risposta che mi sono data è anzitutto riconoscere queste due entità a cui do il nome di controllo ed abbandono. Sono volti che ti si presentano. Hanno per ciascuno di noi caratteristiche ben precise e sono facilmente riconoscibili una volta individuati.

Dare spazio ad entrambe aiuta a non negare l’esistenza di un qualcosa che ci da fastidio e che ci provoca sofferenza.

Il passo successivo può essere quello di cercare un equilibrio, di bilanciare le due forze. Se navigo costantemente in pensieri ed emozioni di controllo, difficilmente vivrò pensieri ed emozioni di abbandono. Allora mi do il tempo di farlo: mi iscrivo ad un corso che mi piace, prenoto un massaggio, ascolto musica che mi rilassa, canto, danzo o faccio qualsiasi cosa significhi per me lasciarmi andare. Con queste semplici azioni sto mandando un chiarissimo segnale della mia intenzione ed un esplicito messaggio di volontà nel riconoscere che non sono solo controllo, sono anche abbandono.

Non sono solo abbandono, sono anche controllo.

E’ frequente che il controllo ci immobilizzi, ci faccia sentire impotenti, incapaci, che ci dica che non siamo abbastanza.

In quei momenti ricordiamoci l’altro lato, l’abbandono, celebriamolo respirandolo, chiamandolo a noi, sussurrandogli che sappiamo che esiste e che abbiamo bisogno che si manifesti. Diciamogli che mettiamo a disposizione il nostro corpo e tutta la sua saggezza perché possa attraversarci sottoforma di un balsamo dolce e delicato.

E con fiducia attendiamo che si presenti.

@Luna Pedrini

Programmi con Luna Pedrini, https://www.facebook.com/centroeleusi/

Programmi con Giorgia Valenti, https://www.destinarti.it/eventi/

Programmi di formazione online e a distanza: https://astrosciamanesimo.org/programmi/formazione/

Calendario completo: https://astrosciamanesimo.org/calendario/

Consultazioni individuali: https://astrosciamanesimo.org/consultazioni/

 

 

Perché il mio partner mi fa regali orribili? Una lettura astrosciamanica del conflitto di coppia

Ottobre 1, 2019 by admin

(articolo di Giorgia Valenti)

Il ciclo lunare della Bilancia è una preziosa occasione per affrontare una tematica essenziale per tutti noi, quella della relazione di coppia.
Voglio farlo prendendo come spunto una situazione particolare ma molto diffusa: ricevere regali veramente brutti dal proprio partner o dalla propria partner.

Mi riferisco a quelle situazioni in cui non riesci proprio a formulare un’ipotesi sensata sul misterioso motivo che abbia indotto il tuo partner a farti un regalo al di fuori di qualsivoglia canone estetico.

In particolare, mi riferisco a quelle situazioni in cui questo fatto si ripete puntualmente in tutte le occasioni di celebrazione, ossia quando accade il tuo partner si presenta SEMPRE con qualcosa di davvero orribile, a tuo modo di vedere.

Rientrano in questa categoria anche i casi di persone che, pur cambiando spesso partner o avendone cambiati alcuni, ricevono sempre regali orribili. Mi riferisco quindi a quel tipo di ripetizione di un fatto che sembra sfidare il calcolo delle probabilità.

Perché accade questo? Perché non riesco a ricevere un bel regalo dal mio partner?

Ovviamente questa domanda necessiterebbe di una lunghissima serie di ipotesi; qui mi limito a proporre una chiave di lettura, propriamente astrosciamanica, che riguarda la qualità degli accordi che vengono presi all’interno di ciascun relazione.

Secondo questa prospettiva, alla base di un qualunque tipo di relazione c’è un ACCORDO o più di uno.

Alcuni accordi sono chiari, espliciti e consapevoli. Altri invece sono ACCORDI INCONSCI, ci sono ma non ne siamo consapevoli.

L’accordo conscio esiste nel momento in cui dichiariamo apertamente e chiaramente quello che vogliamo dalla relazione in questione e ciò che ci impegnamo a dare in cambio.

Ad esempio, in una relazione di coppia possiamo prendere un accordo di fedeltà oppure di scambio, come “io cucino e tu lavi piatti”. L’accordo è dichiarato e nel momento in cui una delle due parti disattende il patto concordato, l’altra ha diritto di rimostranza.

L’accordo inconscio ha una natura molto diversa, perché di fatto esiste ma le due parti non ne sono assolutamente consapevoli.

Nel caso che sto prendendo in considerazione, quello dei regali orribili da parte del mio o dei miei partner, accade che ogni volta io mi aspetto che lei o lui mi faccia un regalo che si adatti a me, mostrandomi con questo gesto il suo amore e la sua considerazione.

Puntualmente, però, le mie aspettative vengono disattese, mi viene presentato un regalo a mio vedere molto brutto, io ci rimango malissimo perché – Cavolo è l’ennesima volta! Ma come è possibile?! – mi arrabbio e covo profondo rancore, proprio perché questo evento continua a ripetersi e ogni volta avverto la riconferma della sua mancanza di amore e considerazione nei miei riguardi.

Cosa è accaduto? Cosa c’è dietro ad un episodio apparentemente così banale ma che tuttavia suscita tanta rabbia e incomprensione?

Secondo la chiave di lettura che propongo in questo articolo, esiste all’interno della relazione un accordo inconscio tra le parti, secondo il quale io ti chiedo di farmi un regalo che non mi piace e tu accetti. L’abbiamo concordato e quindi la situazione si ripete, perché fa parte delle clausole dello stare insieme.

Se si vuole risolvere il problema, si tratterebbe di comprendere la natura di questo accordo. Possiamo domandarci perché abbiamo sottoscritto, seppure inconsciamente, un accordo tanto svantaggioso? Dove lo abbiamo imparato? Chi ce l’ha insegnato?

Tuttavia la domanda veramente rivoluzionaria è chiedersi chi l’ha sottoscritto?

Io?

Se l’avessi sottoscritto io non sarebbe inconscio e soprattutto non mi causerebbe malessere. Forse sarebbe più corretto dire che una parte di me ha sottoscritto questo accordo, non io.

Il problema è che sono totalmente identificato/a con quella parte di me che riceve regali brutti a svantaggio dell’altra parte a cui piace ricevere dei bellissimi regali, al punto da non percepire più la distanza tra me e lei e credere di essere soltanto lei.

Il fatto di ricevere regali brutti, che io percepisco come mancanza di amore e considerazione, diventa un tratto integrante della mia identità. Mi fisso nell’interpretazione di questo copione all’interno della relazione, dimenticando che si tratta di un ruolo e non di chi sono veramente.

Il/La mio/a partner, a sua volta si fisserà nel ruolo di chi fa regali orribili e dell’impossibilitato/a a dare amore e considerazione.

Ecco qui l’accordo inconscio tra le parti che porta al solito e ripetitivo spettacolo: io che non mi sento amata e considerata, lui/lei che non mi ama e considera.

La grandissima utilità del lavoro astrosciamanico si trova, a mio parere, nella prospettiva dello smascheramento degli accordi inconsci, che vado ad operare in primo luogo chiedendomi: Chi sono io, al di là del ruolo che interpreto?

Il lavoro consiste in primo luogo nell’operare una disidentificazione con la parte della mia identità che è fissata in quel copione svantaggioso e spiacevole.

Poi, scoprire quali sono gli altri copioni possibili e, se voglio ottenere un bel regalo, sceglierne uno che fa al mio caso.

Occorre quindi ritrovare quella parte di me, che ho lasciato dietro le quinte per tanto tempo, magari per tutta la vita, e costringerla a dichiarare apertamente e spudoratamente cosa desidera ricevere per Natale, compleanno e anniversario.

Magari forzarla un po’ ad entrare in scena, perché dopo una vita dietro le quinte potrebbe avere molto timore di salire sul palco, ma trovare il modo di legittimare il suo desiderio di amore e considerazione.

Se questa operazione ha buon esito e io riesco a entrare in scena con il ruolo di chi riceve bellissimi regali, l’accordo è rotto, perché non è più inconscio, io l’ho reso consapevole togliendogli il potere di agire senza il mio consenso dichiarato.

Difficilmente il partner potrà continuare a interpretare il suo solito ruolo, perché assolutamente incompatibile con il mio e probabilmente anche lui/lei dovrà recuperare altre identità e rispolverare altri copioni.

Da una prospettiva astrosciamanica, l’incessante ripetersi della stessa situazione nella nostra vita, che si tratti di regali orribili o di qualunque fatto che crea malessere e dolore, è sempre l’azione fagocitante di una parte di noi rispetto alle altre e, in questo senso, sempre suscettibile di nuove contrattazioni.

Giorgia Valenti

Per informazioni visita il sito:
www.destinarti.it

Per prenotare una sessione con Giorgia Valenti:
info@destinarti.it
www.facebook.com/destinarti

Survivalismo multidimensionale

Settembre 27, 2019 by admin

I problemi della nostra vita sono dovuti a uno stato di trance autistica che ci porta a percepire solo nella realtà ordinaria ciò che accade su molteplici piani dimensionali. L’intero paradigma umano si fonda su questa trance per cui proiettiamo nella realtà ordinaria qualcosa che esiste altrove. Il suo potere è tale da manipolare l’intera coscienza vincolandola ai sensi fisici in funzione di ciò che esiste nella realtà ordinaria. Il tuo stesso corpo, come lo percepisci, ne è la conseguenza. Quando provi forti emozioni, come odio, amore, dolore, rivalità, rabbia, ecc., sperimenti gli effetti pronunciati di questa trance.

Nelle esperienze oniriche, così come nel lavoro sciamanico, puoi avere una temporanea sospensione della trance e dell’interazione con la realtà ordinaria. Ciò ti permette di percepire realtà alternative. La sospensione è temporanea perché successivamente ritorni nella trance prevalente. A un certo punto, tuttavia, questa trance subisce una sospensione irreversibile. Questo accade con la morte fisica.

Quando una persona muore non è più visibile nella realtà ordinaria, e non puoi più interagire con lei su quel piano, sebbene tu possa seguitare a farlo in realtà alternative, anche solo sognando o immaginando. Quando tu stesso muori, si verifica un’interruzione radicale della trance e allora puoi capire forse meglio cosa c’è dietro. Quello che stai leggendo potrebbe rappresentare un trauma di portata colossale, incompatibile con ogni tua consapevolezza precedente.

Se ti va bene la realtà fisica e ordinaria, con il paradigma che la sostiene, seguita pure a perseguirla. In caso contrario, puoi domandarti qual è il suo senso. Puoi chiederti da dove deriva l’accanimento di preservarla a tutti i costi e di isolarsi da ogni alternativa.

Qui non sto implicando che non ha senso preservare la realtà ordinaria. Sto solo suggerendo di chiedersi onestamente, senza dar nulla per scontato, qual è il senso di preservarla e di isolarsi in essa.

In questo caso possiamo considerare almeno per un istante l’ipotesi che l’ambientalismo e il survivalismo ordinario rappresentino la rimozione e corruzione di un survivalismo multidimensionale originario, inteso a farci recuperare la capacità di esistere anche altrove. Questo survivalismo alternativo serve a prepararci per un’emergenza futura inevitabile, che comporta interruzioni o profondi mutamenti della realtà ordinaria.

Queste interruzioni e mutamenti hanno luogo da quando esiste l’umanità. Intere generazioni si sono estinte e ogni giorno muoiono migliaia di persone. Tutte le persone che sono viventi ora tra meno di un secolo non ci saranno più, e anche la Terra a un certo punto cesserà di esistere. Qual è il senso di affannarci a sopravvivere a tutti i costi in questa realtà?

A che serve investire tante energie solo per ritardare di poco un fenomeno irreversibile? Non è il caso di considerare opzioni di sopravvivenza diverse? Cosa fare in casi di emergenza? Esiste un pronto soccorso multidimensionale?

Queste sono domande provocatorie, in grado di incendiare i pregiudizi immani. Non sono risposte. Le domande servono a riflettere. Quando non sei più in grado di porti domande e aprirti a considerare delle risposte, significa forse che hai già una risposta in cui credi e che ti soddisfa. Quindi ben venga. Potrebbe anche significare che sei in uno stato di trance autistica o, ancor peggio, un mero ingranaggio di una macchina, il cui scopo è annientare qualunque altra risposta e domanda.

Da: Franco Santoro, Pronto soccorso multidimensionale: emergenze spirituali, mondi paralleli e identità alternative, Institutum Provisorium, 2020, pp. 8-10.

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