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Archivi per Novembre 2018

I rosari planetari

Novembre 21, 2018 by admin

Da: Franco Santoro, Astrosciamanesimo: un viaggio nell’universo interiore, Amazon Kindle, 2013.

I Rosari Planetari sono intesi a rappresentare l’energia di uno o più pianeti, e a dare forma visibile alla struttura dei canti planetari. La loro funzione è di equilibrare gli effetti dei transiti e degli aspetti astrologici o di trasformare l’espressione di un pianeta specifico. Le perle impiegate per i rosari planetari devono essere di materiali naturali (legno, argilla, pietre, pasta di pane, ecc.) così come il filo (seta, cotone, pelle) e le loro colorazioni. L’unica eccezione è Urano, per cui è preferibile usare materiale sintetico. Quando il rosario riguarda una combinazione di pianeti, può essere costruito solamente da coloro che possiedono una dinamica comune tra i due pianeti (aspetti di nascita, transiti, posizione natale di un pianeta nel segno o casa governati dall’altro). Ad esempio, per costruire un rosario di Marte e Urano è necessario avere uno dei seguenti requisiti: aspetto natale tra i due pianeti, transito in corso di Urano su Marte o vice versa, Urano in Ariete o prima casa, Marte in Acquario o undicesima casa. Momenti ideali per la fabbricazione sono i seguenti: aspetti tra i pianeti del rosario, posizione della Luna e del Sole nei segni governati dai pianeti in questione (per esempio, usando sempre Urano e Marte, Sole in Ariete e Luna in Acquario oppure Luna in Ariete e Sole in Acquario), il giorno planetario di uno dei due pianeti (vedi Capitolo 10, “Cicli del tempo”), o il transito della Luna in uno dei segni zodiacali governati. I colori delle perle variano secondo i pianeti e sono indicati nella Tavola dei Canti e Rosari Planetari.

Il rosario si compone inserendo due perle del pianeta più vicino al Sole, seguite da una perla del pianeta più distante. Ad esempio, per un rosario Marte/Urano, si usano due perle nere per Marte (che è più vicino al Sole rispetto a Urano) e una di color argento per Urano. Similmente, per un rosario Sole/Saturno, si usano due perle rosse per il Sole seguite da una perla marrone per Saturno. Il sistema dei rosari planetari non fornisce indicazioni specifiche riguardo al numero complessivo di perle. Nella tradizione buddista e induista s’impiegano 108 perle (12 x 9), un numero ciclico che esprime il senso di sviluppo della manifestazione. I rosari di Shiva hanno invece 32 o 64 grani, mentre quelli cristiani ne comprendono 165 o 60. e i rosari musulmani sono composti di 99 perle.

Prima di infilare le perle ci si sofferma sull’Intento. Le perle di ciascun pianeta sono tenute in mano mentre s’intona per qualche minuto il canto completo. Per esempio, nel caso di Sole/Saturno, sarebbe: Oh Hey Yah, Oh Hey Yah, Oh Hey Yah, Oh Hey Yah, Oh (per il Sole) e Dah Ti Kah, Dah Ti Kah, Dah Ti Kah, Dah Ti Kah, Oh Ey (per Saturno). Le perle sono in seguito infilate una a una, intonando la prima strofa del rispettivo canto (in questo caso Oh Hey Yah per il Sole e Dah Ti Kah per Saturno), poi il rosario viene chiuso ed è quindi pronto per l’uso. Se si desidera lavorare esclusivamente su un pianeta particolare è possibile preparare rosari composti di un solo tipo di perle e dedicati a un singolo pianeta.

Una volta che il rosario è pronto, la sua pratica consiste nel cantarlo da una a due volte al giorno per uno o tre cicli lunari di 28 giorni, per l’intera durata del transito o fino a quando non viene raggiunto il risultato desiderato. Il canto per il rosario Sole/Saturno sarebbe Oh Hey Yah (prima perla del Sole), Oh Hey Yah (seconda perla del Sole), Dah Ti Kah (perla di Saturno) e via di seguito ripetendo fino al termine. Più il rosario è usato, più diventa potente. Può essere anche indossato e portato con sé come oggetto di protezione e potere, oppure, dopo che ha fatto il suo uso, donato a una persona che possiede lo stesso tipo di dinamica.

I rosari planetari rappresentano un modo per dialogare con i settori del Sacro Cerchio, con gli Spiriti Totem, le Guide e i pianeti, per lasciarli liberi di agire dentro e fuori di noi, per imparare ad ascoltare veramente ciò che essi hanno da dirci. Queste energie erano un tempo accessibili ovunque sulla Terra. In seguito, a causa della riduzione della nostra percezione, furono proiettate sui pianeti e le costellazioni del Cielo, insieme con i nostri sogni e ideali più autentici. I canti astrosciamanici sono un ulteriore strumento per riprendere ciò che ci appartiene, per fare ritorno alla consapevolezza originaria e ritrovare la dignità di ogni essere vivente.

La Tabella 1 dei Canti e dei Rosari Planetari presenta i canti abbinati a ciascun pianeta e il colore impiegato per la costruzione dei rosari planetari, mentre la Tabella 2 delle Corrispondenze delle Scale Planetarie fornisce un quadro dei temi delle scale con riferimento a ciascun pianeta. La colonna dei rancori indica gli aspetti dissonanti del pianeta. Quella delle risorse elenca gli aspetti armonici o più elevati. La scala o il canto del pianeta in questione può essere impiegato anche quando le risorse sono bloccate, deboli o si esprimono al contrario.

Tabella 1

PIANETA/SETTORE CANTO (4 volte) CANTO (chiusura) COLORE PERLE
Sole Oh Hey Yah Oh Rosso chiaro
Mercurio Oh Hi Ti Nah Ti Oh Porpora
Venere Nah Ti Nah Oh Verde chiaro
Terra e Luna Si Idriah Neh Hah Mah Set Bianco
Marte Neizy Dey Hoh Hi Mah Kah Kah Nero
Asteroidi

 

Si Ti Yah Kah Mah Si Kah

(dopo l’ultima ripetizione del canto, si aggiunge: Ai Hey Poh)

Chiazzato
Giove Hi Su Mayo Ey Giallo
Saturno Dah Ti Kah Oh Ey Marrone
Chirone Kah Si Mah Kah Grigio
Urano Nah Mitriah Nah Simitri Argento
Nettuno Oh Myss Oh Verde marino o menta
Plutone Ti Yah Ah Legno chiaro

 

Tabella 2

PIANETA RANCORI RISORSE
Sole Egocentrismo, arroganza, distruttività, esibizionismo, inflessibilità, orgoglio, paranoia, pomposità, tirannia, vanità. Autostima, centratura, creatività, generosità, integrazione, intento, potere, unità, vitalità, volontà.
Luna Abitudini insane, attaccamento al passato, difesa eccessiva, dipendenza, indecisione, inibizioni, insicurezza, instabilità emotiva, isterismo, pigrizia, timidezza. Amore incondizionato, appagamento interiore, cura di se stessi e degli altri, intimità, memoria, protezione, sensibilità, sicurezza.
Mercurio Agitazione, comunicazione distorta, imbrogli, iperattività, intellettualismo, mancanza di profondità e intimità, nervosismo, preoccupazioni, superficialità. Capacità d’apprendimento, co-municazione efficace e luminosa, coordinamento, destrezza, illuminazione, intelligenza, leggerezza, potere di discriminazione, servizio.
Venere Ambiguità, avidità, compromessi, indolenza, proiezioni, erotismo cronico, dolori sentimentali, relazioni simbiotiche. Amore, armonia, arte, bellezza, condivisione, cooperazione, equilibrio, perdono, piacere, relazioni sacre.
Marte Crudeltà, distruttività, egocentrismo, impazienza, irritabilità, ostilità, violenza. Autoaffermazione, azione retta, chiarezza, coraggio, energia, iniziativa, pionierismo, volontà.
Asteroidi Critica, frammentazione, lamentela, pignoleria, perfezionismo, sacrificio masochista. Analisi, capacità di lavoro, discriminazione, efficienza, servizio, sintesi.
Giove Deliri di grandezza, dispersione energetica, dogmatismo, esagerazioni, fiducia eccessiva, golosità, ingenuità, irresponsabilità, rischi smisurati o paura di rischiare. Credenze di supporto all’Intento, espansione, fede, fiducia, ricerca e frequentazione della Guida Interiore, ottimismo, saggezza, senso del rischio.
Saturno Apprensione, cinismo, critica, depressione, freddezza, sfiducia, manipolazione, materialismo, limiti, paura, perfezionismo, pessimismo, rigidità, tristezza. Affidabilità, autorità, disciplina verso l’Intento, fede, organizzazione, pazienza, realismo, senso di responsabilità.
Chirone Eccessivo idealismo, battaglie futili, malattie, autodistruzione. Ricerca della verità, guarigione, servizio.
Urano Bisogno costante d’eccitazione e cambiamenti, caos, eccentricità, estremismo, incidenti, paranoia, perversione, ribellione, traumi. Genio, indipendenza, intuizione, inventiva, libertà, originalità, rinnovamento.
Nettuno Confusione, dipendenze da alcool e droghe, vaghezza, fuga dalla realtà, illusioni, vittimismo. Compassione, connessione con le realtà non ordinarie, misticismo, sintonia con il Tutto, trascendenza.
Plutone Il Canto non riguarda le altre caratteristiche di Plutone. Esso è usato solo nelle situazioni di crisi relative alla morte sia propria sia d’altre persone.

 

Sistema delle scale planetarie

Novembre 21, 2018 by admin

Tratto da: Franco Santoro, Astrosciamanesimo: un viaggio nell’universo interiore, Amazon Kindle, 2013.

Il sistema delle scale planetarie, trasmesso dal channeler Andrew Ramer e dall’astrologa Donna Cunningham,[1] consiste in una serie di canti e colori abbinati a ciascun pianeta astrologico. Questi canti hanno radici molto antiche e possiedono talvolta affinità con le sonorità di varie tradizioni sciamaniche. La loro funzione è di emettere vibrazioni che consentono l’attivazione di livelli energetici molto elevati. L’effetto è potente, e si manifesta attraverso il riequilibrio e l’integrazione delle caratteristiche del pianeta cui si riferiscono.

Lo scopo essenziale di questo sistema di canti è di sviluppare la capacità di muovere l’energia dalle sue espressioni più basse a quelle più elevate. L’uso regolare dei canti planetari, consente inoltre di allargare la propria sfera di consapevolezza, di distinguere i vari stati della coscienza e di avere esperienze sempre più frequenti delle loro manifestazioni più elevate.

Può sembrare strano, ma nella pratica delle scale planetarie, il requisito per raggiungere i livelli superiori consiste nell’investire il massimo di energia nell’espressione di quelli inferiori. Si tratta di essere disposti ad andare incontro a rancori e paure, di riconoscere con coraggio che essi sono frutto di una nostra creazione, di lasciarli finalmente uscire dalla prigione in cui li abbiamo rinchiusi, di liberarli facendoli passare senza ostruzioni attraverso il corpo e la voce. Con le scale planetarie, non si raggiunge il positivo o la guarigione ignorando, reprimendo o andando oltre il negativo, ma concentrando e attirando totalmente l’energia più bassa per poi spingerla gradualmente in alto. E’ essenziale entrare pienamente nell’essenza sottile della frequenza più grossolana, perché è proprio questa a fornire l’energia necessaria per lo sblocco e il raggiungimento delle vibrazioni elevate.

Per esempio, Marte rappresenta qui il sistema energetico di difesa: la forza che permette di proteggere l’organismo e di affermarsi nella vita quotidiana. Nel caso di questo pianeta, uno dei livelli più bassi è rappresentato dall’espressione pura e incontrollata della rabbia. Anche se le società recenti ne hanno fatto un tabù, la rabbia è di per sé un’emozione inevitabile nella dimensione ordinaria dell’esistenza: la conseguenza che nella vita non sempre posso avere o fare quello che voglio. Purtroppo, oggigiorno, esistono talvolta difficoltà a esprimere in modo autentico questa emozione e, di conseguenza, l’energia generale non scorre liberamente, il sistema immunitario si indebolisce e le espressioni più elevate di Marte (coraggio, chiarezza, devozione, energia) vengono meno. Il primo passo, quindi, in una scala planetaria per Marte, è di mobilitare la rabbia. Ovviamente, questo non significa che bisogna scaricarla addosso a qualcuno e sentirci così liberati delle emozioni represse. Qui si tratta di agire con responsabilità e consapevolezza e di praticare le scale in un contesto rituale, senza arrecare il minimo danno a se stessi o ad altri.

Per ogni scala, sono usati i canti dei rispettivi pianeti e un’apposita struttura composta di vari stadi. Questi stadi si riferiscono a variazioni di tonalità, o a distinti livelli di espressione energetica, in una sequenza di crescita graduale dal basso verso l’alto. Il canto è impiegato, prima di ogni variazione, per facilitare il passaggio da un livello all’altro. Durante la pratica delle scale planetarie, si può rimanere seduti e immobili, permettendo a immagini, sensazioni, ed emozioni di fluire interiormente secondo i contenuti di ciascun stadio. Se si preferisce un’espressione più diretta, è possibile adottare una versione dinamica attraverso l’uso di movimento, danza, drammatizzazione e musica.

L’intero gruppo dei canti può essere usato regolarmente per integrare e bilanciare le energie di tutte le forze. A questo riguardo, si usa una prospettiva eliocentrica che mira a rafforzare il ruolo del Sole nella sua componente superiore di intento di luce o espressione del potenziale divino. Nella pratica raggruppata dei canti, il Sole è il punto di partenza e si identifica con il corpo. Dopo il canto del Sole, da cui emana l’intento, si passa a quello di Mercurio, percepito come un piccolo pianeta orbitante in prossimità del proprio corpo (il Sole). Venere si trova nelle immediate vicinanze, mentre la Terra e la Luna sono a circa mezzo metro di distanza, e così via fino ad arrivare a Urano, Nettuno e Plutone, collocati molto più lontano o anche fuori della propria stanza.

Per fornire un modello su come si sviluppano le scale planetarie, descrivo un esempio relativo alla scala di Marte. Questa scala, e il suo canto, sono ideali da usare quando ci si trova in situazioni di rabbia e aggressività, o si incontrano difficoltà nell’esprimere apertamente ciò che si vuole. La scala può essere impiegata anche quando ci si sente impotenti, deboli, repressi, impulsivi, tesi, prepotenti, incapaci a gestire avversioni e rancori verso chi ci circonda.

Il canto di Marte è Neizy Dey Ho Hi Mah, Neizy Dey Ho Hi Mah, Neizy Dey Ho Hi Mah, Neizy Dey Ho Hi Mah, Kah Kah. La semplice pronuncia del canto è di per sé sufficiente a richiamare energia quando mi sento stanco od ho bisogno di compiere sforzi particolari, come per esempio sollevare dei pesi o salire una lunga scala

Per praticare la scala di Marte, all’inizio faccio alcuni profondi respiri o impiego una qualsiasi tecnica che consente di entrare in uno stato di consapevolezza rilassata. Può essere utile disegnare il simbolo grafico di Marte e porlo dinanzi a sé. In questa scala impiego il colore nero e lavoro con il corpo energetico in generale, senza fare riferimento ad un chakra particolare.

Prima di procedere stabilisco l’intento. La fase dell’intento è un momento di potere in cui esprimo la mia volontà di conoscenza e fornisco l’impostazione di base per dirigere il canto. Chiarendo le mie motivazioni, creo un campo magnetico che attrae le forze di cui ho più bisogno in quel momento. La definizione dell’intento canalizza l’energia impiegata durante il canto e rappresenta la migliore garanzia per ottenere una buona esecuzione.

Una volta stabilito l’intento, intono il canto di Marte. Il primo stadio della scala è quello dello spegnimento e blocco totale dell’energia. Immagino l’aura oscura, pesante, incapace di ricevere e dare energia. La forza di Marte viene repressa internamente ed è impossibilitata a dare espressione ai propri desideri. Intravedo situazioni in cui l’istinto di agire e andare verso ciò che voglio viene mortificato da blocchi e paure insormontabili. Il senso di soffocamento è totale e, nell’apparente stato di rassegnazione esteriore, l’energia di Marte inizia disperatamente a muoversi al mio interno. L’intensificazione massima di questa esperienza di blocco costituisce il contenuto del primo stadio. Tale contenuto viene raccolto e concentrato in una sfera per essere portato verso l’alto. Dopo poco, intono il canto di Marte. L’articolazione del canto, in questo, come nei successivi stadi, segnala il consenso alla liberazione di quanto è successo precedentemente e avvia il processo di trasformazione dell’energia. Una volta completato il canto, che può essere ripetuto anche più volte, mi preparo per il prossimo stadio.

Il secondo stadio riguarda l’espressione incontrollata e violenta dell’energia. Comincio ad evocare una situazione in cui ero pieno di rabbia. Inizio a percepire il costante accumulo dell’energia di Marte, trattenendola sempre di più, come un pneumatico gonfiato in eccesso e destinato inevitabilmente a scoppiare. Quando la furia arriva al limite massimo, mi lascio totalmente esplodere. Permetto alla rabbia di travolgermi: scalciando, urlando, muovendo i pugni, liberando qualunque cosa vuole uscire. Se ho difficoltà, provo a recitare. Posso anche non esprimere nulla all’esterno e consentire alla rabbia di liberarsi internamente. L’importante è essere totali, e investire il massimo dell’energia in questo processo. Una volta arrivato al culmine, mi fermo e comincio a muovermi lentamente nell’atto di raccogliere e spingere verso l’alto l’energia che è stata liberata. Intono poi il canto procedendo come sopra. Per stimolare il processo di trasformazione posso visualizzare la mia aura soffusa di luce rossa, mentre una sfera di fuoco inizia ad avvolgerla, ruotando e bruciando ogni residuo lasciato dalla fase precedente.

Il terzo stadio consiste in genere nell’espressione focalizzata dell’energia. Per esempio, posso immaginare una situazione di accesa competizione: sport, arte marziale, duello, battaglia, lotta per la sopravvivenza. Sono totalmente presente, e mi accingo ad affrontare un confronto decisivo in cui vi sarà un vinto e un vincitore. Sento la voglia di avere la meglio sull’avversario. In questo caso posso anche visualizzare le proiezioni di persone reali della mia vita. Nell’ambito delle scale planetarie, l’intero processo avviene all’interno del mondo interiore e le persone che immagino sono intese solo e unicamente come proiezioni. Ciò che faccio non può avere alcuna ripercussione sulla realtà di quelle persone. Le scale sono finalizzate a trasformare la percezione di ciò che considero essere la realtà. Se impiego questi strumenti con rispetto e totalità, vi potranno essere cambiamenti radicali nella mia vita. Per quanto clamorosi possano essere gli effetti, essi saranno unicamente frutto del mutamento della mia percezione e della relativa ripercussione all’esterno. Se mi assale il timore di provocare danni effettivi alle persone esterne con cui mi confronto interiormente, posso ripetere più volte il suono tumah battendo ritmicamente le mani. Con questo atto evidenzio che sto operando al mio interno, escludo radicalmente qualsiasi intenzione di provocare alterazioni su altri esseri e, come ulteriore precauzione, creo uno strato di protezione sulle persone in questione.

Al termine del terzo stadio, porto al massimo l’energia competitiva di Marte, poi mi fermo e nuovamente la raccolgo per proiettarla verso l’alto. Intono quindi il canto. Visualizzo la sfera di fuoco che ruota liberamente nell’aura, luminosa e senza ostruzioni.

Il quarto stadio è quello dell’espressione individuale e celebrativa dell’energia. Per esempio, posso iniziare a muovermi, correre, danzare, sentendo un piacere enorme. Immagino di essere su una spiaggia meravigliosa. Sono solo con me stesso e l’espressione intensa del mio fisico mi apporta benessere, eccitazione, gioia, euforia. Arrivato al culmine di questa energia, la spingo ancora al livello superiore e intono il canto.

Nel quinto stadio focalizzo ed esprimo creativamente l’energia in base ai miei desideri individuali. Ora dispongo di energia pura e libera per iniziare qualcosa, per fare ciò che ho sempre voluto. Sono pervaso dalla gioia di realizzare sogni e desideri, di partire finalmente e mettermi al lavoro. Tutta quell’energia che era prima bloccata dalla rabbia e dal rancore, ora è a mia disposizione. L’energia pura di Marte si presenta a me, come un guerriero forte e coraggioso, e dichiara di essere al mio completo servizio. A questo punto la uso per intraprendere quelle azioni che mi consentono di realizzare ciò che voglio. Non importa se si tratta di desideri che possono sembrare egoistici. Al contrario è qui importante cercare di dare piena soddisfazione a ciò che considero essere il mio ego e dargli la possibilità di avere tutto il potere che ha sempre cercato. Uno a uno proclamo ad alta voce i miei desideri e osservo come si realizzano. Quando arrivo al culmine, raccolgo l’energia per spingerla ancora verso l’alto. Poi uso ancora il canto di Marte.

Il sesto stadio è quello dell’espressione focalizzata e creativa dell’energia in base a un’identificazione più ampia. Ora il mio senso di identità si estende a tutto il pianeta. Sento l’energia che si irradia all’esterno verso il mondo: le necessità e i desideri più autentici del pianeta sono le mie. Uso l’energia di cui dispongo per costruire qualcosa di utile per la Terra, per prendere iniziative a favore del benessere collettivo. Mi collego con il Centro del mio essere, e lascio confluire in esso tutto ciò che è dentro e fuori di me, sento che non esiste separazione e quanto incredibili e illimitati siamo tutti. Anche l’energia di questo stadio viene spinta verso l’alto, poiché ciò che io credo essere in connessione con scopi alti può rappresentare un processo di mistificazione dell’ego. Con questa ultima offerta mi libero di tutto ciò che sono in grado di produrre, sia nel bene sia nel male, e mi rendo finalmente disponibile all’energia più elevata di Marte.

Dopo un ultimo canto di Marte, entro del settimo stadio: quello del ricevimento della benedizione. Ora sono ripulito e vuoto. La vera forza di Marte può arrivarmi nella sua espressione più cristallina, riversandosi su di me, senza alcun sforzo. In questo stadio è necessario solo essere disposti a ricevere. Rimango in silenzio, aperto e ricettivo, e mi lascio investire dall’energia pura di Marte. Dopo aver ricevuto, ritorno lentamente allo stato vigile di coscienza. Riprendo contatto con l’ambiente, e porto l’energia che ho riequilibrato nella mia realtà quotidiana.

Le scale planetarie possono essere impiegate ogni volta che c’è l’esigenza di attirare l’energia di un pianeta o di trasformarla in una vibrazione più elevata. Quando mi sento impaurito, scoraggiato, annoiato o mi trovo in qualsiasi altro tipo di situazione spiacevole, la svolta radicale del processo di trasformazione ha inizio allorché faccio un profondo respiro, assumo con dignità una postura eretta e faccio uscire il suono del canto con l’intento di apportare un cambiamento alla condizione in cui mi trovo. I canti sono uno strumento a disposizione a cui si può fare riferimento in qualsiasi momento e che può essere usato in vari modi. Oltre alle scale planetarie, esistono infatti ulteriori applicazioni dei canti. I Rosari planetari, ad esempio, sono oggetti di potere finalizzati alla trasformazione delle energie dei pianeti e dei loro rancori. In breve, per rafforzare l’energia di un pianeta o trasformare in modo armonico gli effetti negativi degli aspetti e transiti tra due pianeti, si costruisce una collana rappresentante uno o due pianeti.

La fase di preparazione del rosario è estremamente importante. Le perle devono essere di materiali naturali (legno, argilla, pietre, pasta di pane, ecc.) così come il filo (seta, cotone, pelle) e le loro colorazioni (aniline alimentari, terre, ecc.). L’unica eccezione a questo riguardo è Urano, per cui si può usare materiale sintetico (plastica, nylon, acrilici, ecc.). Quando il rosario riguarda una coppia di pianeti, esso può essere costruito solamente da coloro che posseggono forme di combinazione tra i due pianeti (aspetti di nascita, transiti, posizione natale di un pianeta nel segno o casa governati dall’altro). Ad esempio, per costruire un rosario di Marte e Urano è necessario avere uno dei seguenti requisiti: aspetto significativo tra i due pianeti, transito in corso di Urano su Marte o vice versa, Urano in Ariete o prima casa, Marte in Acquario o undicesima casa.

Il momento ideale per la fabbricazione è generalmente quello in cui vi sono aspetti tra i pianeti del rosario, transiti della Luna sui segni da loro governati, o quello classico delle ore planetarie. I colori delle perle variano a seconda dei pianeti e sono indicati nella Tabella 1. L’impiego di pietre o gemme nei colori richiesti può permettere di fare a meno del lavoro di colorazione.

Il rosario si compone inserendo due perle del pianeta più vicino al Sole, seguite da una perla del pianeta più distante. Ad esempio, per un rosario Marte/Urano, si usano due perle nere per Marte (che è più vicino al Sole rispetto a Urano) e una di colore argento per Urano. Similmente, per un rosario Sole/Saturno, si usano due perle rosse per il Sole seguite da una perla marrone per Saturno. Prima di infilare le perle ci si sofferma sull’intento. Le perle di ciascun pianeta, separate in precedenza, vengono tenute in mano mentre si intona per qualche minuto il canto completo: nel caso di Sole/Saturno, Oh Hey Yah, Oh Hey Yah, Oh Hey Yah, Oh Hey Yah, Oh (per il Sole) e Dah Ti Kah, Dah Ti Kah, Dah Ti Kah, Dah Ti Kah, Oh Ey (per Saturno). Le perle vengono in seguito infilate una a una, intonando la prima strofa del rispettivo canto (in questo caso Oh Hey Yah per il Sole e Dah Ti Kah per Saturno), poi il rosario viene chiuso ed è quindi pronto per l’uso.

Una volta che si dispone del rosario, si tratta di cantarlo da una a massimo due volte al giorno per un periodo di almeno 40 giorni, per tutta la durata del transito o fino a quando si è ottenuto il risultato desiderato. Il canto per il rosario Sole/Saturno è Oh Hey Yah (prima perla del Sole), Oh Hey Yah (seconda perla del Sole), Dah Ti Kah (perla di Saturno) e via di seguito ripetendo fino al termine.

Il sistema dei rosari planetari non fornisce indicazioni specifiche riguardo al numero complessivo di perle. Nella tradizione buddista e induista si impiegano 108 perle (12 x 9) perché questo è un numero ciclico che esprime il senso di sviluppo della manifestazione. I rosari di Shiva hanno invece 32 o 64 grani, mentre quelli cristiani ne comprendono 165 o 60. I rosari musulmani sono composti di 99 perle, corrispondenti ai Nomi divini, perciò il centesimo, non presente, rappresenta il ritorno del multiplo all’Uno.

I rosari planetari sono uno strumento molto potente che consente di diventare più consapevoli del modo in cui le energie planetarie funzionano nella propria vita. Il fatto che queste energie siano forzate a vivere insieme nel rosario determina un processo di evidenziazione dei rancori reciproci e di relativa trasformazione. Questo processo, quando viene riconosciuto, è destinato a produrre un effetto di riequilibrio dei pianeti in questione e ad attualizzarne i reciproci potenziali di luce. Se si desidera lavorare esclusivamente su un pianeta particolare è possibile preparare rosari composti di un solo tipo di perle e dedicati a un singolo pianeta. Più il rosario viene usato, più diventa potente. Può essere anche indossato e portato con sé come oggetto di protezione e potere, oppure, dopo che ha fatto il suo uso, donato a una persona che possiede lo stesso tipo di dinamica.

 

I canti astrosciamanici rappresentano un modo per dialogare con le energie dei pianeti, per lasciarle libere di agire dentro e fuori di noi, per imparare ad ascoltare veramente ciò che esse hanno da dirci. Queste energie erano un tempo accessibili ovunque sulla Terra, ma poi la nostra percezione si distorse a tal punto che, in qualche modo, finimmo col cacciarli e proiettarli sui pianeti, esiliando con loro anche i nostri sogni e ideali più autentici. I canti astrosciamanici sono un ulteriore strumento per riprendere ciò che ci appartiene, per fare ritorno alla nostra consapevolezza originaria e ritrovare la nostra vera dignità. Essi sono anche un modo per introdurci a una nuova visione dell’astrologia, in cui cessiamo di attribuire definizioni, giudizi e responsabilità a stelle e pianeti, e accettiamo finalmente di aprirci a una sincera e diretta comunicazione con loro.

 

Tabelle

La Tabella 1 presenta i canti abbinati a ciascun pianeta e il colore impiegato per la costruzione dei Rosari planetari, mentre la Tabella 2 fornisce un quadro dei temi delle scale con riferimento a ciascun pianeta. La colonna dei rancori indica gli aspetti dissonanti del pianeta. Quella delle risorse elenca gli aspetti armonici o più elevati. La scala o il canto del pianeta in questione può essere impiegato anche quando le risorse sono bloccate, deboli o si esprimono al contrario.[2]

 

Tabella 1

 

PIANETA/SETTORE CANTO (4 volte) CANTO (chiusura) COLORE PERLE
Sole Oh Hey Yah Oh Rosso chiaro
Mercurio Oh Hi Ti Nah Ti Oh Porpora
Venere Nah Ti Nah Oh Verde chiaro
Terra e Luna Si Idriah Neh Hah Mah Set Bianco
Marte Neizy Dey Hoh Hi Mah Kah Kah Nero
Asteroidi[3]

 

Si Ti Yah Kah Mah Si Kah

(dopo l’ultima ripetizione del canto, si aggiunge: Ai Hey Poh)

Chiazzato
Giove Hi Su Mayo Ey Giallo
Saturno Dah Ti Kah Oh Ey Marrone
Chirone Kah Si Mah Kah Grigio
Urano Nah Mitriah Nah Simitri Argento
Nettuno Oh Myss Oh Verde marino o menta
Plutone Ti Yah Ah Legno chiaro

 

Tabella 2

 

PIANETA RANCORI RISORSE
Sole Egocentrismo, arroganza, distruttività, esibizionismo, inflessibilità, orgoglio, paranoia, pomposità, tirannia, vanità. Autostima, centratura, creatività, generosità, integrazione, intento, potere, unità, vitalità, volontà.
Luna Abitudini insane, attaccamento al passato, difesa eccessiva, dipendenza, indecisione, inibizioni, insicurezza, instabilità emotiva, isterismo, pigrizia, timidezza. Amore incondizionato, appagamento interiore, cura di se stessi e degli altri, intimità, memoria, protezione, sensibilità, sicurezza.
Mercurio Agitazione, comunicazione distorta, imbrogli, iperattività, intellettualismo, mancanza di profondità e intimità, nervosismo, preoccupazioni, superficialità. Capacità d’apprendimento, co-municazione efficace e luminosa, coordinamento, destrezza, illuminazione, intelligenza, leggerezza, potere di discriminazione, servizio.
Venere Ambiguità, avidità, compromessi, indolenza, proiezioni, erotismo cronico, dolori sentimentali, relazioni simbiotiche. Amore, armonia, arte, bellezza, condivisione, cooperazione, equilibrio, perdono, piacere, relazioni sacre.
Marte Crudeltà, distruttività, egocentrismo, impazienza, irritabilità, ostilità, violenza. Autoaffermazione, azione retta, chiarezza, coraggio, energia, iniziativa, pionierismo, volontà.
Asteroidi Critica, frammentazione, lamentela, pignoleria, perfezionismo, sacrificio masochista. Analisi, capacità di lavoro, discriminazione, efficienza, servizio, sintesi.
Giove Deliri di grandezza, dispersione energetica, dogmatismo, esagerazioni, fiducia eccessiva, golosità, ingenuità, irresponsabilità, rischi smisurati o paura di rischiare. Credenze di supporto all’Intento, espansione, fede, fiducia, ricerca e frequentazione della Guida Interiore, ottimismo, saggezza, senso del rischio.
Saturno Apprensione, cinismo, critica, depressione, freddezza, sfiducia, manipolazione, materialismo, limiti, paura, perfezionismo, pessimismo, rigidità, tristezza. Affidabilità, autorità, disciplina verso l’Intento, fede, organizzazione, pazienza, realismo, senso di responsabilità.
Chirone Eccessivo idealismo, battaglie futili, malattie, autodistruzione. Ricerca della verità, guarigione, servizio.
Urano Bisogno costante d’eccitazione e cambiamenti, caos, eccentricità, estremismo, incidenti, paranoia, perversione, ribellione, traumi. Genio, indipendenza, intuizione, inventiva, libertà, originalità, rinnovamento.
Nettuno Confusione, dipendenze da alcool e droghe, vaghezza, fuga dalla realtà, illusioni, vittimismo. Compassione, connessione con le realtà non ordinarie, misticismo, sintonia con il Tutto, trascendenza.
Plutone Il Canto non riguarda le altre caratteristiche di Plutone. Esso è usato solo nelle situazioni di crisi relative alla morte sia propria sia d’altre persone.

 

[1] Donna Cunningham, Astrology and Spiritual Development, Cassandra Press, 1989, pp. 105-116.

[2] Per una descrizione dettagliata delle fasi di ciascuna scala planetaria vedi: Franco Santoro, A Provisional Guide to the First Level of the Operative Training in Astroshamanism, Forres, Sacred Cone Press, 2000.

[3] Il canto considera gli asteroidi nel loro insieme e non singolarmente.

Viaggio astrosciamanico

Novembre 20, 2018 by admin

È una pratica tipica dello sciamanesimo che consente di rapportarsi con il mondo interiore, le realtà multidimensionali, le relative entità e spazi di potere, interagendo, ricevendo risposte e guarigioni, acquisendo conoscenza.

Nell’astrosciamanesimo esploriamo dimensioni in cui la capacità di visualizzazione, la consapevolezza dei nostri corpi (fisici, emotivi, mentali, spirituali), l’aderenza all’Intento e il rapporto con lo Spirito Guida sono paragonabili all’agilità fisica o all’abilità tecnica nel mondo materiale.

I viaggi astrosciamanici non sono fantasie o esercizi d’immaginazione creativa. Le situazioni e le entità contattate in queste esperienze sono reali (e talvolta più reali!) di quelle della vita ordinaria. Ognuno può dare a ciò che incontra l’importanza che ritiene opportuna e pure prendere parte a questo lavoro come se fosse un gioco. Allo stesso tempo, per giocare con integrità è necessario impegnarsi a comprendere e rispettare le regole del gioco.

Per quanto riguarda i viaggi esistono diverse norme operative.

1) Nel giorno del viaggio sciamanico è preferibile evitare ogni tipo di droga, sostanza superalcolica o psichedelica. Il presupposto è che possediamo già tutte le sostanze chimiche psicoattive di cui necessitiamo e che un viaggio sciamanico è inteso ad attivare questi potenziali naturalmente. Durante i viaggi occorre mantenere un collegamento con l’ambiente circostante e il proprio corpo, indipendentemente dal livello di alterazione della coscienza raggiunto. L’esplorazione delle realtà sciamaniche non è un’esperienza fuori dal corpo. Al contrario, è intimamente connessa all’essenza del corpo fisico. Questo, ben lungi dall’essere trasceso, è percepitaosecondo una prospettiva più ampia e profonda. Nel corso dei viaggi impieghi una forma di immaginazione attiva, che comporta l’uso di tutti i sensi e una presenza vigile. È importante sentire, e non solo vedere, l’ambiente interiore e considerarlo secondo la prospettiva dei propri occhi o della diretta percezione dei sensi. Nel caso in cui ti rendi conto di essere poco presente o di guardare l’immagine di te stesso, ritorna nel corpo e mantieni il punto di visione dei tuoi occhi.

2) È utile iniziare e finire i viaggi sciamanici con una specifica sequenza di apertura e chiusura. Queste sequenze marcano strategicamente il momento di entrata nel mondo sciamanico e, una volta concluso il viaggio, il ritorno alla realtà ordinaria. La loro funzione è di facilitare il passaggio dallo stato ordinario allo stato sciamanico di coscienza e un’agevole integrazione delle esperienze non-ordinarie nella realtà quotidiana. Una condizione fondamentale cui attenersi consiste nell’impegnarsi a ritornare sempre di propria volontà alla realtà ordinaria quando il viaggio è concluso. Le pratiche sciamaniche sono finalizzate ad apportare conoscenza e guarigione sul nostro pianeta, non a creare ulteriori evasioni o allucinazioni. La durata dei viaggi varia generalmente da 15 a 40 minuti. All’inizio è preferibile non andare oltre questi tempi.

3) Per facilitare la concentrazione e la distensione necessaria sono impiegati il tamburo sciamanico, il sonaglio o altri strumenti o musiche particolari. Essi sono utili per sincronizzare i due emisferi del cervello e per generare le lunghezze d’onda cerebrali associate agli stati di trance. Puoi anche impiegare altri effetti musicali come onde marittime, gong o canti. Ciò che conta è che il loro suono sia ripetitivo e monotono. È preferibile evitare di usare musiche melodiche o New Age, che potrebbero facilmente manipolare lo sviluppo spontaneo della tua visione, sempre che tu non abbia deciso deliberatamente di farti influenzare o ispirare da un certo tipo di energia. È possibile procedere anche in silenzio o consentire a qualsiasi suono esistente nell’ambiente di dare supporto al tuo viaggio.

4) Prima di cominciare è buona regola prepararsi adeguatamente e assicurarsi che l’ambiente sia confortevole. Accertati di operare in un luogo in cui nessuno ti disturberà per l’intera durata della pratica. È utile prendere tutte le necessarie precauzioni al fine di evitare potenziali interferenze. Per creare la giusta energia puoi spegnere la luce, accendere una candela, circondarti di oggetti sacri, fumigare l’ambiente e aprire il Sacro Cerchio.

5) Sdraiati o siedi comodamente sul pavimento o su una sedia. Assicurati che la tua spina dorsale sia eretta. Raccomando di svolgere il viaggio in un ambiente buio o, se ciò non è possibile, di impiegare qualcosa per coprire gli occhi o tenere gli occhi chiusi durante l’intera esperienza. Porta la tua attenzione al respiro, lasciandolo muovere in ogni parte del corpo. Rilassati e prendi coscienza delle tue sensazioni. Consenti al tuo Intento di emergere gradualmente attraverso il respiro. Focalizzati sul tuo Intento.

6) Una volta determinato ed espresso l’Intento, si tratta di lasciare sviluppare la tua visione. Sii aperto e lascia andare pregiudizi o aspettative. Si tratta di esternare con chiarezza il tuo Intento, e poi lasciare che la risposta si sviluppi mediante l’esperienza sciamanica. Questo significa mantenere l’equilibrio tra un atteggiamento attivo e un approccio ricettivo. Da un lato sei consapevole del tuo obiettivo e tieni d’occhio il percorso, dall’altro segui il flusso di energia e ti apri ai suoi sviluppi. Il momento che segue l’affermazione, o attivazione del tuo Intento è quello decisivo. Mantieniti rilassato e, allo stesso tempo, stai all’erta poiché ciò che arriva segue procedure piuttosto inconsuete per la mente. Evita tuttavia di irrigidirti e di diventare troppo serio. Se perdi concentrazione o inizi a vagare con la mente, riporta l’attenzione all’Intento, focalizzandoti sul ritmo del tamburo, o del suono di accompagnamento che hai deciso di usare, e rimani fedele alla struttura del viaggio.

7) Nei viaggi sciamanici è importante applicare due attitudini fondamentali. La prima consiste nell’usare e mantenere una struttura specifica, che di per sé è predeterminata e prevedibile, mentre la seconda è quella d’aprirsi a ricevere e riconoscere ciò che ne deriva. I viaggi nelle realtà sciamaniche non sono per niente dissimili da quelli della realtà quotidiana.

8) Qualsiasi tentativo di analizzare, giudicare o spiegare razionalmente quello che accade durante il viaggio, può comportare la distorsione o il blocco dell’esperienza sciamanica. I preconcetti e i giudizi sono solo un ostacolo in questo lavoro. Se ti senti confuso, porta l’attenzione sul corpo.

9) Per alcune persone è talvolta difficile riuscire a vedere alcunché durante i viaggi. Sebbene nella nostra cultura la vista abbia assunto un ruolo privilegiato, occorre ricordarsi che esistono anche gli altri sensi. Se non vedi nulla, evita di sforzare la vista e ricorri piuttosto all’udito, l’olfatto, il gusto e le sensazioni del corpo. Il tuo canale visivo si aprirà nella misura in cui dai spazio a quei sensi che per te sono più attivi nelle realtà non ordinarie. A volte in un viaggio non accade nulla semplicemente perché hai delle aspettative riguardo quello che dovrebbe succedere e non sei disponibile ad accettare ciò che sta veramente accadendo. In questi casi ne deriva presto confusione, frustrazione o perdita di concentrazione. Se l’attenzione viene meno, riportala all’ultimo momento in cui era presente. Non rimproverarti quando ti distrai ed evita di giudicare la tua esperienza di viaggio, perché in questo modo finirai sicuramente con l’interromperla. In questo lavoro, la pazienza è una necessità operativa essenziale. Attendere significa lasciare che l’esperienza si sviluppi spontaneamente invece di controllarla.

10) Nelle realtà non ordinarie usanze e circostanze possono essere molto diverse da quelle delle realtà cui sei abituato. Quando esplori direttamente il tuo mondo sciamanico inizi a sviluppare le basi di un nuovo linguaggio. È necessario prestare attenzione a messaggi, segni, immagini, sensazioni, non importa quanto strani o banali possano apparire. All’inizio, forse, capirai ben poco, poi in seguito, procedendo con il lavoro e prendendo nota di quello che succede, farai probabilmente scoperte incredibili e ti renderai conto della grandezza del mistero che esiste dentro di te.

11) Il viaggio è affrontato insieme al tuo Spirito Guida. La sua funzione è guidarti lungo i percorsi ignoti delle realtà sciamaniche, operando come interprete, protettore e consigliere. È importante non andare soli nei viaggi, poiché potrebbe essere pericoloso. Una volta che hai preso contatto con la Guida, non è più possibile perderla. La Guida è sempre presente. Si tratta solo di chiamarla e di concedergli il permesso di essere lì. Talvolta, nelle prime fasi del viaggio, le resistenze dell’ego creano blocchi inoffensivi sotto forma di buio, nebbia, mostri o conoscenti che cercano di distrarti. È preferibile non fare caso a ciò che accade prima di aver contattato la Guida. Una volta che l’hai incontrata, il viaggio può iniziare in condizioni di sicurezza. Se diventi confuso o non sai più che cosa accade, puoi chiedergli delle spiegazioni. In qualsiasi circostanza rapportati e rimani sempre con lo Spirito Guida.

12) Talvolta, durante i viaggi può sembrare che la Guida o le entità che incontri rimangano in silenzio, si rifiutino di rispondere a un tuo quesito o scompaiano. Questa è spesso un’indicazione che l’ego sta attivando i suoi blocchi per manipolare ciò che la Guida sta comunicando. In questi casi, invece di interpretare arbitrariamente che cosa significa quel silenzio o quella scomparsa, è preferibile insistere e concedere espressamente il permesso alla Guida di essere presente. L’atto di accordare il permesso e la tua insistenza consente di aggirare i sistemi di difesa dell’ego e creano le condizioni per il dialogo con la Guida. In genere le Guide autentiche non interferiscono mai con la tua esperienza e non comunicano informazioni salvo che esse non siano richieste espressamente. Inoltre non esprimono giudizi, e si astengono dal fare previsioni sul futuro o dall’impressionarci con manifestazioni spettacolari dei loro poteri.

13) Nel corso del viaggio sciamanico evita di lavorare con o su persone che conosci salvo che tu non abbia ricevuto il loro espresso permesso nella vita ordinaria. Se una figura conosciuta ti appare durante un viaggio, chiedigli di assumere la forma che rappresenta nel tuo mondo sciamanico. A questo punto, l’amico, il marito, la moglie o il padre potrebbero, per esempio, trasformarsi in un cavallo, un cavaliere, una principessa, una strega o un drago. Considera quindi quella forma sciamanica e rifiuta di interagire con l’immagine fisica della persona originaria. Usa quest’approccio anche quando il tema del tuo Intento è in relazione con un’altra persona.

14) Dopo il viaggio è importante prendere subito appunti riguardo ai momenti salienti dell’esperienza. La trascrizione di queste informazioni è di per sé una potente pratica poiché consente di legittimare il rapporto con il mondo sciamanico. Una documentazione del tuo lavoro sciamanico consente anche di disporre di informazioni per future valutazioni. Quando ti rendi conto di aver ricevuto insegnamenti o consigli importanti dal viaggio, fai in modo di manifestarli concretamente nella vita quotidiana. Dando valore ai contenuti dei primi viaggi, puoi dimostrare che sei maturo per ulteriori e più profonde esperienze.

15) I viaggi sciamanici fanno parte della tua essenza più intima e, di conseguenza, appartengono a una dimensione difficilmente comprensibile per i canoni della vita cosiddetta ordinaria. È vitale quindi parlarne solo con persone in grado di apprezzarle e comprenderle. Quest’atteggiamento evidenzia rispetto per il tuo spazio sacro e per gli esseri che lo popolano. La riservatezza riguardo alle esperienze degli altri è ovviamente altrettanto essenziale.

16) Quando ricevi informazioni e consigli nei tuoi viaggi sciamanici, questi non devono essere accettati ciecamente. Le vere Guide danno sempre buoni consigli, ma può accadere di fraintendere i messaggi o ricevere indicazioni da guide false. È importante essere cauti e accertare la fondatezza di ogni messaggio. Evita di arrenderti ai consigli che ricevi o di adorare la Guida come una divinità. Metti alla prova le sue indicazioni e astieniti dall’attualizzarle se sospetti che non siano connesse con il tuo Intento.

17) Momenti di resistenza, paura, confusione, crisi, rancore o stranezza fanno parte integrante di ogni forte processo di trasformazione. Rimani consapevole di quanto ti capita, ma evita di giudicare queste situazioni o fare interpretazioni. L’espansione della tua consapevolezza costituisce una seria minaccia per l’ego e per tutte le idee fisse che hai di te stesso. La chiave della crescita spirituale consiste nell’avere il coraggio di provare sensazioni di resistenza o paura, passare attraverso di esse e poi fare un salto di apertura verso le benedizioni che attendono oltre la soglia. Le situazioni di apparente malessere possono diventare così momenti di massimo potere che consentono di mettere a fuoco l’Intento e di rafforzare una scelta di pace e benessere.

18) Sii consapevole dei tuoi risultati nei viaggi. Se, dopo diversi tentativi, incontri ancora forti difficoltà, domandati che cosa ti potrebbe accadere di male in caso di successo. Considera con attenzione questa domanda, anche se sei sicuro di volere ottenere dei buoni risultati. Alcune persone credono di non essere degne di viaggiare nelle realtà non ordinarie o si sentono in colpa perché ritengono di fare qualcosa di proibito. Altre temono di perdere il controllo o di dover rinunciare a qualcosa cui tengono nella vita. È necessario svolgere un attento esame dei propri condizionamenti e delle relative credenze di disturbo. Se ti rendi conto che esse giocano ancora un ruolo importante e valido nella tua vita, allora è preferibile rinunciare ai viaggi sciamanici. In caso contrario, si tratta di riconoscere che hanno fatto il loro tempo e, con questa consapevolezza, rimettersi fiduciosi al lavoro. Un’altra possibilità, quando vi sono difficoltà, è di partecipare a seminari o avere consultazioni individuali con facilitatori sciamanici competenti.
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Bastone astrosciamanico

Novembre 19, 2018 by admin Lascia un commento

Gli sciamani o gli uomini di potere di molte tradizioni portano spesso con sé un bastone. Esso ricorda loro di rimanere fermi nella loro verità, non in modo arrogante od ostentato, ma con fiducia e sicurezza riguardo la loro effettiva natura.

Il bastone rappresenta un asse di collegamento tra Cielo e Terra, tra ciò che è sopra e sotto di noi: esso ci ricorda che anche noi, come il bastone, svolgiamo la stessa funzione.

L’inizio della stagione invernale è ideale per cominciare a costruire un bastone di potere. Si tratta di cercare e raccogliere il pezzo di legno da usare a questo scopo e tutto il materiale per decorarlo (piume, colori, colori, materiale per incidere, ecc.). Non avere fretta nello svolgere questa operazione e procedi secondo i tuoi tempi (puoi impiegare anche tutto l’inverno).

Ricorda di raccogliere il bastone e il materiale con un atteggiamento di rispetto: chiedi dapprima il permesso e prendine possesso solo se ricevi una risposta interiore di consenso; poi in cambio, lascia qualcosa come dono (alcuni semi, un capello, ecc.).

La costruzione del bastone è l’occasione per esprimere il tuo potere e non esiste una ricetta riguardo a come procedere. E’ necessario che sia tu a decidere come decorarlo in modo che esso sia in grado di rappresentare la tua verità. Per esempio, puoi riportare sul bastone alcuni aspetti salienti della tua carta natale, sigilli binari, disegni di spiriti totem, ecc.

Il sonaglio

Novembre 19, 2018 by admin

Il sonaglio (rattle in inglese) è in genere il primo oggetto che viene dato ad un bambino. Questi lo stringe nella mano ed agitandolo inizia a percepire il suono e la sua capacità di interagire con esso. I sonagli sono stati impiegati da numerose tradizioni come strumenti di guarigione e di potere. Le loro forme e suoni sono molto diversi: alcuni sembrano come grandine, pioggia, onde del mare, tuoni o fruscii di ruscelli. I sonagli, come i tamburi, possono essere impiegati per accedere a stati non ordinari di coscienza. I loro suoni rilassano la mente e favoriscono i viaggi interiori.

Una delle loro funzioni consiste inoltre nel rompere schemi di rigidità e stagnazione. In questo senso sono strumenti che facilitano il cambiamento e la liberazione dei rancori. Quando il sonaglio viene agitato e noi portiamo l’attenzione al suo suono, la vibrazione che ne deriva si diffonde nell’energia del corpo, creando varchi e liberando blocchi e condensazioni. In questo modo è impiegato da molti guaritori e sciamani per spezzare i modelli di attaccamento alla malattia. Talvolta il suono del sonaglio può essere usato per individuare le zone su cui intervenire in quanto il suo suono, per chi è in grado di percepirlo sottilmente, muta quando incontra aree di rancore o malattia.

Spesso lo sciamano opera la guarigione agitando vigorosamente lo strumento sulle aree in questione. Il sonaglio è collegato con l’energia del Mondo dell’Alto e con la polarità “maschile”. Quando viene agitato, esso attira l’energia dall’Alto e la rende disponibile per essere impiegata a seconda dell’Intento dell’operatore. I sonagli, come i tamburi, sono utilizzati per chiamare le Direzioni ed aprire il Sacro Cerchio in quanto risvegliano o attirano l’attenzione degli esseri celesti.

Il tamburo, essendo uno strumento della Terra, ha una natura “femminile” e, quando viene usato nei rituali, attira le energie della Terra verso l’Alto. Quindi la combinazione di sonaglio e tamburo crea un circuito completo di energia che facilita lo scambio tra Cielo e Terra. Si tratta di una potente combinazione in grado di caricare di forza uno spazio sacro e creare le condizioni per operare il lavoro di guarigione.

I Tungusi della Siberia, così come altri popoli tribali, adoperano due tipi di sonagli, uno di purificazione (per mandare via energie indesiderate), l’altro di chiamata (per attirare le energie con cui si intende lavorare). Il sonaglio di purificazione contiene di solito dei pezzi di metallo o campanelli uniti a pietre o pezzi di cristallo. La maggior parte dei popoli impiega le zucche secche nella fabbricazione del sonaglio. La forma di questo vegetale riflette un principio di equilibrio. Il corpo della zucca, con la sua forma uterina, suggerisce l’aspetto femminile, mentre il suo collo ricorda il fallo maschile. Al suo interno vengono inseriti diversi tipi di piccoli oggetti a seconda delle tradizioni: sassolini, semi secchi, perle di legno, ecc. Alcuni usano pezzi di cristallo per rappresentare l’energia dell’universo. Quando questi tipi di sonaglio sono agitati nel buio della notte, i loro cristalli lampeggiano attraverso i fori incisi nella zucca. Altri attaccano o cuciono oggetti pendenti all’esterno del sonaglio (conchiglie, semi, pezzi di metallo, ecc.) e decorano il corpo delle zucche con disegni significativi.

Diversi tamburi a cornice (tamburello, bendir, riq, kanjira, pandereta, ecc.) incorporano nella loro stessa struttura i sonagli (sotto forma di piattini metallici, conchiglie o campanelli), permettendo quindi l’esternazione dei suoni di entrambe le polarità del tamburo e del sonaglio. I sonagli sono oggetti molto semplici che possono essere acquistati oppure, preferibilmente, fabbricati direttamente. L’aspetto più importante del sonaglio è la sua “voce” E’ essenziale che si tratti di una voce piacevole in grado di risuonare dentro a chi ne fa uso. Dovrebbe inoltre essere in grado di produrre suoni che mutano leggermente a seconda del modo o della posizione in cui viene agitato. Ogni sonaglio è un essere la cui vita è movimento, suono e forma. Come per tutte le relazioni sacre, se tu onori il suo spirito, esso ti onorerà e benedirà.

Onde cerebrali

Novembre 19, 2018 by admin

Le onde cerebrali riguardano l’attività elettrica ritmica del sistema nervoso centrale, che consente di identificare gli stati di coscienza.

Si dividono in:

Delta: da 0,1 a 3,9 hertz; stato di sonno profondo, passaggio ad altre dimensioni. Centro.

Theta: da 4 ai 7,9 hertz, stadi 1 e 2 del sonno REM, simultaneità degli stati di coscienza. Quadrante 1 (Asc-IC).

Alpha: da 8 a 13,9 hertz, stato di meditazione profonda, veglia a occhi chiusi e momenti prima di dormire.

Beta: da 14 a 30 hertz, stato di veglia e attività mentale intensa, coscienza ordinaria, mente analitica. Quadrante 2 (IC-Dsc).

Gamma: da 30 a 42 hertz, stati di alta tensione, iperattività. Quadrante 4 (MC-Asc)

 

 

Chakras

Novembre 18, 2018 by admin

Chakra significa “ruota” “cerchio”, punti focali del corpo multidimensionale usati nelle tradizioni orientali e nella medicina New Age. Nella tradizione occidentale, il termine chakra si può tradurre con la parola “chiesa”. La posizione dei pianeti governati da ciascun chakra mostra strategicamente le particolarità del funzionamento e delle disfunzioni del chakra in questione, cosi come i transiti indicano i potenziali di risveglio.

Ci sono sette chakra tradizionali, laddove nell’astrosciamanesimo impieghamo talvolta 5 chakra aggiuntivi in relazione con il corpo dimensionale (tre per il Basso e tre per l’Alto).

I primi tre chakra (primo, secondo, terzo) sono associati con il Mondo del Basso, il quarto chakra col Mondo Medio, e gli ultimi tre chakra (quinto, sesto, settimo) con il Mondo dell’Alto

Sanscrito Parti
Colore Animali Funz. Astrol. M P Divinità V
Muladhara (radice, sostegno) Coccige, ano, genitali Rosso Elefante, toro, bue Olfatto Saturno, terra Lam लं 4 Brahma, Dakini; Ganesha U
Swadisthana (propria dimora) Osso sacro Arancio Pesce, coccodrillo Gusto Giove, acqua Vam 6 Vishnu, Rakini Ó
Manipura Stomaco Giallo Ariete Vista fuoco Ram 10 Lakini, Agni, Rudra Ò
Anahata Cuore Verde Antilope, uccelli Tatto aria Yam 12 Isa, Kakini A
Vishudda Gola Azzurro Elefante bianco Udito etere Ham 16 Sakini, Sadashiva E
Ajna Terzo occhio Blu scuro Sesto senso Ksham, OM 2 I
Sahasrara Sommità capo Bianco OM 1000 –

1° Chakra – Muladhara मूलाधार

(mūla, ‘radice’; ādhāra, ‘supporto), base della colonna vertebrale, tra ano e organi genitali esterni, coccige; quattro petali con quadrato giallo (terra) al centro e all’interno un triangolo con punta verso il basso (vagina, yoni), serpente e mantra LAṂ (लं); Vocale: U. Colore: rosso. Saturno, Settore 10 e 11. Terra. Ghiandole surrenali. Divinità: Brahma, Dakini; residenza di Ganesha. Animali: elefante, toro, bue. Funzione: olfatto, respiro. Nota: do. Pietre: corallo rosso, granato, diaspro, onice nero, ossidania, rubino. Basso del Basso.

I quattro petali rappresentano quattro vrittis (disturbi, rancori): kama (desiderio per vita fisica, sesso, cibo e sonno), artha (desiderio per piacere intellettuale), dharma (desiderio spirituale), moksa (desiderio di liberazione).

Il sito in cui dimora la Kundalini addormentata attorcigliata tre volte e mezza, 7 o 12 volte, attorno il linga Svayambhu linga, la più bassa tra le tre ostruzioni alla sua piena elevazione. In relazione con la realtà materiale, compresi i suoi limiti, l’istinto di sopravvivenza, la paura e l’avidità che ne derivano; il passato, le radici, ciò che abbiamo appreso nel momento di emergenza da piccoli, dalla famiglia, le religioni, la società, le culture. Senso di appartenenza.

2° Chakra – Swadisthana स्वाधिष्ठान

(svā, ‘proprio’; adhiṣṭhāna, ‘base’: propria dimora), o chakra sacrale, appena sotto l’ombelico; sei petali, con luna crescente e mantra VAM (वं). Vocale: O chiusa. Colore: arancio. Giove, Settore 9 e 12. Acqua. Ghiandole genitali, ovaie, testicoli, riproduzione. Divinità: Vishnu, Rakini;  Animali: pesce, coccodrillo. Funzione: gusto. Nota: re. Pietre: Opale bianco, ambra, corallo, corniola, cristallo di rocca, quarzo citrino, selenite, topazio, tormalina rossa. Medio del Basso.

I sei petali rappresentano sei vrittis: avajina (disdegno), murcha (svenimento, assenza mentale), prashraya (indulgenza), avishvasa (sfiducia); sarvanasha: (paura di essere annientati), kruratà (crudeltà).

Godimento e piacere nella sopravvivenza stessa. Espansione, emozioni, desideri sessuali. Esperienza fisica di unità col tutto. Riserva delle memorie lunari. Corpo emotivo. A livello sessuale è l’energia della gestazione, richiede tempo ed è caratterizzata dalla ricettività. Tocco del secondo chakra ci permette di muoverci nel tempo recuperando memorie estatiche e pure muovendoci nel futuro.

3° Chakra – Manipura  मणिपूर

(maṇi, ‘gioiello’; pura, ‘città’) plesso solare; dieci petali e triangolo rosso con punta verso il basso, dentro a un cerchio giallo, mantra RAM (रं ). Vocale: O aperta. Colore: giallo. Marte, Settore 1 e 8. Fuoco. Pancreas. Divinità: Lakini, Agni, Rudra;  Animali: ariete. Funzione: vista. Nota: mi. Pietre: Ambra, occhio di tigre, topazio, quarzo citrino. Alto del Basso.

I dieci petali rappresentano dieci vrittis: lajja (vergogna), pishunata (maldicenza), iirsya (gelosia, invidia), susupti (pigrizia), visada (tristezza), kasaya (crudeltà), trsna (sete), moha (attaccamento a oggetti), ghrna (odio), bhhaya (paura).

4° Chakra – Anahata अनाहत

(12 petali, con yantra di due triangoli incrociati, esagramma (unione maschile e femminile), mantra YAM (यं ). Vocale: A. Colore: verde. Venere, Settore 2 e 7. Aria. Timo. Divinità: Isa, Kakini;  Animali: antilope, uccelli. Funzione: tatto. Nota: Fa. Pietra: quarzo rosa. Medio. Centro del perdono.

I 12 petali rappresentano 12 vrittis: asha (speranza), cinta (ansia), cesta (sforzo), mamta (possessività), dhamba (arroganza), viveka (discriminazione), vikalata (torpore), ahamkara (orgoglio), lolata (avarizia), kapatata (ipocrisia), vitarka (indecisione), anutapa (pentimento).

5″ Chakra – Vishuddha  विशुद्ध

(purificazione). Gola. 16 petali, triangolo con punta verso il basso contenente un cerchio bianco (luna piena), mantra HAM (हम्). Vocale: E. Colore: azzurro. Etere. Mercurio, Settore 3 e 6. Aria. Tiroide, paratiroide. Divinità: Sakini, Sadashiva;  Animali: elefante bianco. Funzione: udito, comunicazione. Nota: sol. Pietre: lapislazzuli, acquamarina, sodalite, zaffiro, turchese. Basso dell’Alto.

6° Chakra – Ajna आज्ञा

Due petali, mantra KSHAM (क्षम्). Vocale: I. Ipofisi. Funzione: sesto senso. Sole e Luna, Settore 5 e 4. Divinità: Paramashiva, Shakti Hakini. Medio dell’Alto. Rappresenta le nadi (canali psichici) Ida e Pingala, che incontrano la nadi centrale (Sushumma) prima di elevarsi verso il settimo chakra.

7° Chakra – Sahasrara  सहस्रार

1000 petali e mantra OM (Aum ॐ). Colore: bianco. Ghiandola pineale. Nettuno. Divinità: Shiva. Nota: si. Pietre: ametista, diamante, quarzo ialino. Alto dell’Alto.

Padre Nostro

Novembre 16, 2018 by admin

A seguire alcune considerazioni blasfeme e intemperanti sulla nuova versione del Padre Nostro.

Il Padre Nostro è stato cambiato!

E’ stata modificata la frase “non ci indurre in tentazione”. La frase è stata a lungo fonte di disagio per molti fedeli e prelati di alto rango, poiché supplicando Dio Padre a non indurci in tentazione, ne deriva che sia lui stesso a tentare, e la cosa lo può far sembrare un po’ diabolico.

Ora la nuova frase è “non abbandonarci alla tentazione”. Per cui adesso Dio ufficialmente non induce più in tentazione, e quindi non lo si invita più a evitare questo comportamento.

Adesso Dio Padre abbandona alla tentazione, e quindi occorre pregarlo appunto a non abbandonarci alla tentazione.

Non so tra i due verbi, indurre e abbandonare, quale sia più preoccupante.

A me questa preghiera ancora proprio non mi convince.

Alla fine dei conti, sia che Dio Padre ci induca in tentazione o ci abbandoni in tentazione, che diritto abbiamo noi poveri mortali a dire a Dio Padre di non fare qualcosa.

Dio ci abbandona o induce in tentazione. Ne deriva che se lo fa avrà i suoi motivi.

Dire a Dio di non fare qualcosa mi sembra piuttosto presuntuoso, irrispettoso e arrogante.

Non sono certo che le cose siano cambiate in meglio o in peggio.

Tutto dipende da cosa si intende per tentazione.

Segnature e sigilli

Novembre 14, 2018 by admin

Forse alcuni tra i più anziani del gruppo ricordano quando i propri genitori o nonni parlavano dei segnatori. Il segnatore è un guaritore “sciamano” tradizionale italico, tipico dell’area tosco-emiliana, che opera tracciando segni sul corpo o su forme e luoghi fisici di quanti richiedono il loro intervento.

Il segnatore era spesso l’ultima spiaggia. Si ricorreva in genere a lui quando tutto il resto falliva, anche perché la sua frequentazione era condannata dalla chiesa e dai terapeuti ufficiali. Tuttavia, nonostante il bando e i forti pregiudizi, pure le persone più scettiche rimanevano incredule dinanzi agli effetti del loro operare.

I segnatori erano individui piuttosto unici, che avevano ricevuto una chiamata interiore o che erano stati scelti per le loro qualità da parte di un familiare o conoscente al fine di tramandare la pratica. La potenza di un segnatore derivava dalla quantità di segni e formule che poteva usare.

I segni, le formule e modalità operative non potevano essere trasmesse pubblicamente e nemmeno a un gruppo di allievi. In genere la pratica era tramandata a una sola persona o a pochissimi individui molto fidati e con requisti speciali. In caso contrario il segnatore avrebbe perso i propri poteri per un anno, insieme a chi glieli aveva attivati e così via.

Il segnatore operava esattamente come gli sciamani, perché era uno sciamano, in tutto e per tutto, o meglio, il segnatore era un segnatore e non uno sciamano, perché il termine “sciamano” riguarda solo le popolazioni tunguse della Siberia. Per questo motivo usare questo termine è improprio seppure oggigiorno sia diventato comune.

Alcuni di voi sono familiari con i 144 sigilli binari, i 12 glifi matrice e le 12 immagini degli spiriti totem riprodotti nelle dispense. Pochissimi ne conoscono il significato anche a livello più elementare, mentre nessuno è stato mai formato nella loro applicazione. Questo perché lo ritengo l’aspetto più avanzato e intimo del lavoro sia pure perché ogni volta che ho anche solo pensato di insegnare il loro uso sono stato travolto da ogni tipo di insidia.

A questo scopo è nato il tocco, al fine di veicolare il lavoro di segnatura in modo alternativo, offrendo una pratica propedeutica che non necessita dell’uso dei segni. Il punto è che a un livello avanzato i segni sono potenzialmente intesi a essere impiegati, anche pubblicamente. Allora, per complicare le cose, i 144 sigilli binari, i 12 glifi matrice e le 12 immagini degli spiriti totem non sono i 144 sigilli binari, i 12 glifi matrice e le 12 immagini degli spiriti totem effettivi, bensì la loro versione provvisoria, intesa a essere insegnata e applicata in un circuito più ampio.

Il tocco, la danza, il teatro, il cerchio astrosciamanico, così come l’astrologia multidimensionale e ogni sorta di ritualità di cui avete avuto esperienza in seminari e sessioni, sono l’emanazione di sigilli e glifi, delle segnature provvisorie.

I sigilli possono essere usati inoltre per la divinazione, la sessualità multidimensionale e tutto il complesso lavoro del Pahekarubhe

 

Ufficio Divino

Novembre 14, 2018 by admin

L’Ufficio Divino del Sacro Cono, è la versione teatrale astrosciamanica della Liturgia delle Ore, la più antica pratica spirituale umana.

L’Ufficio divino (Officium Divinum) è un insieme di rituali, preghiere, invocazioni, posizioni sacre, movimenti, danze, atti di culto e servizi pubblici celebrati in diverse ore del giorno in accordo con il relativo Binario e Trinità. Possono essere praticati sia nella sfera dell’immaginazione o del teatro o in entrambi. Il formato completo è praticato sette o otto volte al giorno, ogni volta è chiamato “ora” e dura da 30 minuti a 5 minuti.

Questa è la struttura di base di ogni ora:
– Apertura del Sacro Cono e Invocazione
– Canto, danza, postura o movimento di apertura
– Tre salmi scritturali, preghiere, canti o danze
– Breve lettura scritturale (dall’Epica del Sacro Cono o altri testi)
– Responsorio del binario e della trinità
– Cantico
– Rilascio binario, Intenzioni, Funzioni e Intercessioni
– Sigillatura del Sacro Cono
– Erogazione del Sacro Cono
– Benedizione conclusiva

Le ore sono le seguenti:
Matins (durante il sogno)
Lodi (all’alba)
Prime o preghiera del mattino
Terce o preghiera del mezzo-mattino
Sesto o preghiera del mezzogiorno
None o preghiera del pomeriggio
Vespri o preghiera serale
Compieta o preghiera notturna

La versione ridotta dell’Ufficio Divino del Sacro Cono include solo la pratica del mattino, della sera e della notte. Questo è il formato raccomandato. L’intero processo potrebbe semplicemente includere la Santa Pratica di cinque minuti eseguita tre volte al giorno, mentre almeno una volta alla settimana fare una pratica binaria completa, il sacro servizio del Sacro Cono o il Rituale Base, o partecipare idealmente a servizi tenuti via Skype.

La fase Intenzioni, Funzioni e Intercessioni coinvolge richieste di manifestazione da parte di vari membri del gruppo, gruppo di cerchi e convivi (come quello su comunità, facilitazione, primal embrace, manuale, ecc.), così come per la comunità, il paese e il mondo.

Il rilascio binario consente di riconoscere e comprendere sia il doppio superiore sia il doppio inferiore, in modo che ci uniamo anche agli universi paralleli cui si attengono.

Mentre pratichi ogni giorno sarai esposto alle diverse posizioni del Sole, della Luna, della Terra, dei settori, del ciclo lunare, solare e giornaliero, imparando esperienzialmente l’essenza del linguaggio astrologico da una prospettiva multidimensionale e sciamanica profonda. Poiché la pratica implica l’uso dell’immaginazione, del movimento, delle posture e dell’intelletto, il tuo corpo fisico, le emozioni, la mente, l’anima e lo spirito diventeranno sempre più intimamente allineati, facendo luce su misteri inaccessibili.

 

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