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Archivi per Ottobre 2016

Vita sessuale

Ottobre 17, 2016 by admin

Riguardo la tua vita sessuale, se non sai come gestirla puoi evitare di affrontare la questione o trovare un compromesso, ma sappi che si tratta di un ripiego precario e provvisorio, una momentanea evasione dalla realtà.

La tua vita, quella vera, e non la fantasia che ti fai su di essa, è per sua natura sessuale, è il prodotto stesso di un atto sessuale. Come puoi pretendere che il sesso sparisca dalla tua vita quando la tua vita è nata dal sesso stesso?

Quando neghi la tua sessualità, neghi quindi la vita stessa, e dai spazio a una vita di negazione, che credi essere la tua vera vita, e che invece è un surrogato, un ripiego.

Ma nel considerare la sessualità, fai attenzione perché esiste l’idea della sessualità generata dalla negazione della sessualità e la vera sessualità, che si riferisce alla tua esperienza diretta.

Riguardo la tua vita sessuale, sia che pratichi o neghi un’idea della sessualità, non stai vivendo proprio niente di sessuale, rimani solo nel mondo delle idee, che è un mondo di negazione dell’esperienza e della vita.

Se vuoi recuperare la tua sessualità, la tua vera vita, è necessario che metti da parte tutte le idee e le credenze riguardo la sessualità, tutti i ripieghi che sono stati usati per giudicarla, definirla, negarla, mercificarla, occultarla o fare compromessi.

Sei nato da un atto sessuale, e ogni aspetto della tua vita è sessuale, così come la tua morte e quel che accade dopo lo sarà.

Se non sai come gestirla puoi evitare di affrontare la questione o trovare un compromesso, ma sappi che si tratta di un ripiego precario e provvisorio, una momentanea evasione dalla realtà.

Puoi scegliere tanti percorsi di deviazione della sessualità, anche e talvolta soprattutto sentieri spirituali. Sappi che una deviazione non è un percorso che evita una destinazione, bensì un percorso che te la fa raggiungere per una strada più lunga e con maggiore ritardo.

Riguardo la sessualità esistono molte deviazioni ma c’è una sola destinazione, a cui giungi anche se non ci vuoi arrivare, seppure con ritardo.

Allora, se sei stufo di perdere tempo, sei ti rendi conto che la stai facendo davvero troppo lunga, e soprattutto se da tempo hai intuito qual è la tua vera destinazione, ebbene:

Prendi la strada più diretta, e usa magari l’autostrada, anche se devi pagare un pedaggio.

(7.2) 171016

Frustrazioni

Ottobre 16, 2016 by admin

Se provi sofferenza e frustrazione nelle relazioni di amore delle società umane contemporanee questo non è un segno che hai dei problemi emotivi, mentali o spirituali. Al contrario la tua sofferenza e frustrazione è un sintomo di grande salute emotiva, mentale e spirituale. Il tuo malessere è del tutto coerente con il proposito delle relazioni di amore delle società umane contemporanee, che è appunto quello di generare sofferenza e frustrazione.

Quindi, più ti sforzi e impegni a eliminare la sofferenza e la frustrazione in quelle relazioni di amore, più agisci contro natura, perché quella sofferenza e frustrazione deriva proprio dalla tua natura, che non può accettare di vivere quelle relazioni di amore.

Allora cessa di considerarti malato, anormale, incapace. La tua sofferenza e frustrazione dimostra che sei ancora vivo e sano, che continui a possedere un’anima.

Cavalca la tua frustrazione, usala come la forza propulsiva che ti permette di congedarti dalle relazioni di amore delle società contemporanee, per muoverti alla ricerca di altre relazioni di amore… umane o meno…

 

© Franco Santoro

Un po’ più in là

Ottobre 16, 2016 by admin

Ti senti solo? Tanto sola? Oppure sei in compagnia di altre persone, ma ti manca tanto qualcuno, una persona da amare, che ti ama veramente?

Magari ti piace pure stare sola di tanto in tanto, ed è importante per te acquisire autonomia, libertà di azione, anche se questo può costare qualche sacrificio. Oppure le circostanze ti forzano a essere sola, per una serie di motivi che sei riuscita ad accettare o meno.

Forse non hai nemmeno tante pretese, non ti aspetti qualcuno che sia perennemente presente o disponibile solo quando ti pare. Quel che ti basterebbe sarebbe solo qualche saltuario momento di intimità, di affetto, di condivisione, di vicinanza con qualcuno che ami, qualcuno che ti ama.

Cosa succede quando non c’è nemmeno questo? Quando ti senti solo, tanto sola?

Non importa come vivi la solitudine o come te la racconti, se appartieni alla sfera degli individui sensibili, arriva il momento in cui ti manca davvero tanto qualcuno, una persona che ami, che ti ama. Succede quindi che hai bisogno disperatamente di qualcuno, che puoi sentire, guardare, toccare, avere tutto per te, anche solo per poco. Oppure se quel qualcuno da qualche parte c’è già nella tua vita, ma quel poco è troppo poco, non importa come vivi quel poco o come te lo racconti, giunge il momento in cui hai bisogno disperatamente di qualcosa in più, anche solo di un po’ più del poco che solitamente hai.

Ma tuttavia non arriva niente, nè del poco né dell’un po’ più del poco. E tutto quel che ti resta è la tua solitudine…

Ora io qui non ti sto invitando affatto ad accettare la solitudine, a lasciare andare le dipendenze verso gli altri, a essere autonoma, al di sopra dei bisogni di intimità e da tutte le emozioni che ne derivano.

Al contrario, se ti senti solo e questo ti fa male, ti invito a gridare il tuo dolore, a renderlo trasparente, a esternare quello che provi, a dire ciò che vuoi, ad accettare che vuoi la persona che ami.

La solitudine, quella potente e amara, che ti urla dentro, senza mezzi termini, è una linea di confine. Non puoi restare a lungo in quel punto, a meno che tu non intenda seguitare a urlare. Quando giungi alla linea di confine, puoi solo andare avanti o indietreggiare. Se indietreggi, ritorni lungo il percorso che già conosci, e da cui te ne sei andata, alla ricerca di quel qualcuno, della persona che ami. Ma allontanandoti dal vecchio percorso hai incontrato solo solitudine e sei giunta al confine, in cui la solitudine ha raggiunto il suo picco. Puoi tornare indietro o provare ad andare più in là del confine.

E ti posso garantire che, come dice Dino Buzzati:

“Un po’ più in là della tua solitudine, c’è la persona che ami.”

© Franco Santoro

Scopri le carte

Ottobre 15, 2016 by admin

indexAllora, mancano poche ore alla luna piena in Ariete.

Forse la tua energia viaggia oltre ogni limite di velocità e non c’è autovelox che tenga.

Forse sei attanagliato nel dilemma numero uno dell’ego, che è fare o non fare, agire ed essere diretti o aspettare e accettare compromessi.

La tecnica più efficace se proprio vuoi andare oltre l’ego e non te la stai solo raccontando, è compiere un’azione o fare qualcosa che desideri molto, ma che crea grande imbarazzo per l’ego.

L’ego è l’immagine che vuoi dare agli altri di te stesso. Si tratta di qualcosa che può esistere solo in una realtà separata e arbitraria, in cui quel che conta sono le apparenze.

Per praticare questa tecnica si tratta di impiegare un desiderio, qualcosa che senti forte, ma che poi blocchi pensando alle conseguenze, a quello che può succedere se lo esprimi.

Allora, in questo caso mi permetto di usare esempi intenzionalmente imbarazzanti.

Per esempio, ti piace molto qualcuno e desidereresti intrattenerti in maniera intima con quella persona. In questo caso la tecnica consiste nel rivolgersi a quella persona e dichiarare il tuo desiderio apertamente.

Perché la tecnica funzioni bene si tratta tuttavia di essere i più diretti possibile e dire esattamente che cosa tu vorresti fare con quella persona.

Se si tratta di un “intrattenimento intimo” è necessario che tu entra nei particolari e che sia del tutto esplicito a questo riguardo. Si tratta di un rapporto sessuale, di un massaggio senza sesso, di parlare in profondità, di coccolarsi, di guardarsi negli occhi, di fare una pratica spirituale o una passeggiata in un bosco?

Rispetto a quello che dici si tratta di evidenziare l’aspetto più imbarazzante della tua proposta, senza alcun sottinteso.

Se per esempio ciò che vuoi veramente è un massaggio in cui non c’è tuttavia rapporto sessuale, occorre che proponi proprio quello, invece di dire che vuoi solo fare una passeggiata in un bosco.

Certo, dicendo che vuoi fare una passeggiata in un bosco può essere sottinteso che poi succederà qualcosa d’altro. Ma questa che ti propongo ora è una tecnica arietina, e non scorpionica! Qui scopri tutte le tue carte alla prima mano.

Quindi se vuoi solo un massaggio senza rapporto sessuale, lo dici apertamente, senza usare la passeggiata nel bosco come copertura.

Inoltre se vuoi un massaggio senza sesso, chiarisci che vuoi solo quello e che questo non sottintende affatto che poi ci sarà del sesso, a meno che tu voglia che ci sia pure quello. Oppure se non sai cosa potresti volere dopo, perché veramente non lo sai, dici pure questo apertamente.

Quindi il primo punto della tecnica è essere diretti riguardo quello che vuoi fare e non fare, così come quello che non sai ancora di voler fare o non fare, Questo mette in imbarazzo l’ego, perché se siamo diretti ed espliciti, ci possono essere conseguenze per la nostra immagine, possiamo essere giudicati, rifiutati, beffeggiati, fraintesi, ecc.

La persona può dire no, pensare cose strane su di noi, e questo è umiliante e crea una marea di paure. Ma anche il fatto che risponda di sì può creare altrettante paure.

Ecco, perché il secondo punto della tecnica consiste nell’essere diretti provando soddisfazione già solo per il fatto di esserlo, non importa quale sia la risposta. Quindi il sì che cerchi qui non è quello della persona a cui ti rivolgi bensì il sì verso quello che senti.

Il terzo punto riguarda la durata di quello che proponi. Su questo punto di scatenano i maggiori equivoci e paure. Per quanto tempo vuoi fare una passeggiata in un bosco, un massaggio senza sesso, un guardarsi negli occhi, ecc.?

Questo va chiarito sin da subito e non sottinteso.

Se vuoi passare una notte intera con qualcuno non gli proponi di andare solo a cena insieme. Oppure se vuoi andare a cena per poi valutare se passare o meno una notte insieme, lo dici apertamente. Insomma, anche qui scopri tutte le tue carte.

Scopri anche le tue carte riguardo altre eventuali estensioni di tempo.

Se quel che vuoi veramente è solo passare una notte insieme e basta, al fine di ottenere quell’obiettivo allora eviti di dire alla persona in questione che vuoi continuare a stare con lei e pure sposarla.

Se invece dici di voler passare una notte insieme a qualcuno, o accetti di passare la notte con qualcuno, ma il tuo intento effettivo è quello di avere una relazione stabile con qualcuno, conoscersi meglio, costruire qualcosa insieme e pure sposarsi, allora si tratta di chiarirlo subito. In caso contrario passi una notte con qualcuno perché lo vuoi veramente e per solo una notte, e non come strategia per poterci passare insieme tutte le notti della vita.

Insomma, sii diretto, scopri tutte le tue carte.

Non c’è nulla di più imbarazzante per l’ego.

Tutto quello che anche solo leggendo queste parole ti ha creato disagio, imbarazzo, rabbia, agitazione e ogni altro tipo di emozione o giudizio, fa parte dell’identikit del tuo ego.

Anche prima di essere diretto, solo nel pensare di esserlo, puoi riconoscere il tuo ego.

Allora se vuoi andare oltre l’ego, sai cosa fare.

Questa è una tecnica arietina, la più efficace.

Ma se proprio non ti piace, ci sono anche altre tecniche, assai più complesse e raffinate. E ne riparliamo tra una settimana.

Buona luna piena!

Tentazioni

Ottobre 14, 2016 by admin

indexSe il tuo scopo è sfuggire e reprimere i tuoi desideri più profondi, e pure proibiti, allora ti suggerisco di stare alla larga da me, perchè il mio scopo è indurti in tentazione.

Riguardo invece obiettivi e desideri indotti da altri, attrazioni e dipendenze che non riesci a controllare, che causano malessere e frustrazione nella tua vita, se vuoi continuare a perseguirli, stai ugualmente lontano da me, poiché rispetto a essi, ben lungi dal tentarti, il mio scopo è disgustarti.

 

© Franco Santoro

Domanda

Ottobre 14, 2016 by admin

Che cos’è che ti dà gioia, piacere, benessere e motivazione nella vita?
 
Se ti senti frustrato, infelice, confuso o se stai in qualche altro modo male, è perché non soddisfi la risposta a questa domanda, perché la neghi o, peggio ancora, perché non ti poni nemmeno la domanda.
 
Quindi, per favore, inizia dapprima a porti la domanda.
 
Che cos’è che ti dà gioia, piacere, benessere e motivazione nella vita?
 
Se sei indeciso a riguardo, coniuga la domanda con il tempo condizionale e, se vuoi essere ancora più cauto, aggiungi un “forse”.
 
Che cos’è che ti darebbe gioia, piacere, benessere e motivazione nella vita, forse?
 
Poi fai seguire la domanda da una risposta onesta e sincera…
 
anche se non ti appare coerente.
 
Fai attenzione qui, perché in genere è proprio su questo punto che ti freghi, o meglio che l’ego ti frega.
 
L’ego si fonda sull’idea dell’identità separata, tutta di un pezzo, polarizzata. Questo è il suo culto. Di conseguenza non può accettare che ci sia qualcosa che ti dà gioia, piacere, benessere e motivazione nella vita, se ciò è in contrasto con l’idea che ti sei dato di te stesso e della tua personalità.
 
Allora nel considerare la risposta alla domanda precedente, sii spietatamente onesto e sincero. Per calcare la mano prenditi cura di includere tutto ciò che ti ha dato o darebbe gioia, piacere, benessere e motivazione nella vita, anche se ne provi paura o vergogna, se lo giudichi severamente o sei contrario, se non lo rifaresti o faresti mai.
 
Rilassati qui, stai solo rispondendo a una domanda con sincerità. Nessuno ti sta invitando o suggerendo di rifare o fare qualcosa che non vuoi rifare o fare.
 
Non sei davanti a una commissione, a un tribunale, che ti giudica in base alla risposta che dai.
 
Il valore della tua risposta non è dato dalla qualità del suo contenuto bensì dalla qualità della sua trasparenza. E a questo riguardo l’unica autorità che può verificarla, sei tu.
 
Il primo passo è porsi la domanda, il secondo è rispondere con totale trasparenza.
 
Per rispondere con trasparenza occorre che ti liberi della tirannia della polarizzazione, lo stare a tutti i costi o da una parte o dall’altra, la strategia suprema dell’ego.
 
Che cos’è che ti dà gioia, piacere, benessere e motivazione nella vita?
 
Che cos’è che ti darebbe gioia, piacere, benessere e motivazione nella vita, forse?
 
Rispondi.
 
Riconosci che cos’è, cosa potrebbe essere.
 
Visualizza, immagina, senti tutte quelle situazioni, esperienze che credi ti darebbero gioia, piacere, benessere e motivazione nella vita, che ti farebbero sentire semplicemente bene.
 
Non avere fretta nel fare questo, non si tratta di un quiz, prendi tutto il tempo di cui hai bisogno.
 
Rispondere con trasparenza richiede pazienza, calma, e tu, se vuoi la puoi avere.
 
Non esiste domanda e risposta più importante di quella che ti stai ponendo e dando.
 
Quando ricevi delle risposte, prenditi cura di trascriverle in un foglio, poi apriti a ricevere altre risposte e seguita a trascriverle.
 
Non stai traendo delle conclusioni. Non si tratta di prendere una decisione su cosa fare o non fare.
 
Per il momento, stai solo ascoltandoti, aprendoti ai tuoi desideri, a ciò che senti, sia in superficie sia nel profondo.
 
Questo è il secondo passo.
 
Il terzo passo consiste nel dare concretamente spazio a ciò che ti dà gioia, piacere, benessere e motivazione nella vita.
 
Il terzo passo consiste anche nel dare concretamente spazio a ciò che ti darebbe gioia, piacere, benessere e motivazione nella vita, forse. Questo è l’unico modo che ti può permettere di averne un’esperienza diretta, che ti può consentire di passare dall’ipotesi del condizionale alla realtà del presente…

Alla carica!

Ottobre 13, 2016 by admin

Sei alla ricerca di una relazione?

È questo alla fine dei conti il tuo principale obiettivo, seppure ce ne siano altri che gli fanno da contorno?

Se ti rendi conto che ciò che veramente vuoi o desideri è una relazione, al di là di come la puoi raccontare a te stesso o agli altri, si tratta di ammetterlo apertamente e con furia primaverile andare alla carica!

Se invece non sei sicuro che una relazione è ciò che davvero vuoi, ammetti pure questo apertamente e vai alla carica lo stesso.

Se invece non ti interessa nulla su quanto espresso sopra e hai propositi magari più elevati, come ricercare te stesso, Dio o la trascendenza dell’ego, vai ugualmente alla carica!

Non so qual è la tua situazione, ma se hai esperienza di problemi in qualunque sfera della vita, questo è forse dovuto al fatto che non stai ammettendo apertamente qualcosa, che stai ammettendo apertamente qualcosa di sbagliato o che non stai ammettendo nulla.

Per esempio, puoi dichiarare apertamente di volere a tutti i costi una relazione, quando invece non la vuoi affatto o non sei sicuro di volerla, oppure puoi dichiarare apertamente di non volere una relazione o di non essere sicuro di volerla quando invece la vuoi proprio, oppure ancora, puoi non dichiarare apertamente nulla e startene lì ad aspettare che qualcuno dichiari apertamente qualcosa a te.

Ci sono diverse strategie che poi usare per ottenere quel che vuoi. Il banco di prova per valutare una strategia è puramente pragmatico. Dapprima si tratta di capire che cosa vuoi e poi di usare la strategia che ritieni più valida a riguardo. Se dopo aver usato una data strategia per diverso tempo, ancora non hai ottenuto quel che vuoi, questo vuol dire probabilmente che stai usando una strategia errata o che quel che credi di volere non è davvero quel che vuoi.

Può passare tanto tempo prima che tu ti renda conto di usare la strategia sbagliata o di non volere davvero quel che credi di volere. In certi momenti tuttavia non c’è tempo da perdere, e si tratta di darsi una mossa subito. Quindi mi permetto di fornire qualche consiglio, perseguibile in qui momenti.

La chiave qui per risparmiare tempo e ottenere subito un risultato consiste nell’agire prima ancora di pensare, prendendo l’iniziativa, rischiando tutto.

Questa è la carica arietina, che non solo implica prendere la palla al balzo, ma soprattutto comporta tirare per primo la palla. Certo, se questo è quello che hai fatto finora nella vita e non ha funzionato, allora forse di questa carica ne hai troppa e si tratta di usare un’altra strategia, magari un approccio più equilibrato di tipo Bilancia.

Tuttavia sono rari gli individui che usano la carica arietina, perché è quella che umilia maggiormente l’ego. Questa carica non si cura delle conseguenze e delle ripercussioni che ci possono essere riguardo l’immagine che dai di te stesso agli altri.

Allora ritorniamo alla domanda: sei alla ricerca di una relazione?

Oppure: non sei sicuro di volere una relazione?

Qualunque sia la domanda o risposta, sull’onda di questa luna piena si tratta di andare dritti al punto e risparmiare tempo.

Se sei alla ricerca di una relazione, trovala subito! Se non sei sicuro di volere una relazione, trovala subito ugualmente e verifica al più presto se sei sicuro di volerla o meno!

E come fai a trovarla subito? Dichiarandolo apertamente, essendo il più diretto possibile con chiunque sia un candidato a questa relazione e con eventuali intermediari e mediatori.

Ma questo non basta, è necessario dichiarare apertamente pure il tipo di relazione che vuoi.

Vuoi una relazione romantica, spirituale, affettiva, sensuale, intellettuale, erotica, sessuale, artistica, ecc.?

Qual è la tua finalità principale in quella relazione, che cosa vuoi fare prima di tutto con quella persona?

Qui è vitale che tu non sia vago e approssimativo, se vuoi risparmiare tempo.

Se sei sicuro di volere qualcosa in particolare, dichiaralo apertamente, anche se si tratta del qualcosa più imbarazzante possibile. Se invece non sei sicuro di volerlo veramente, dichiaralo ugualmente perché solo in questo modo, facendone diretta esperienza, potrai capire se lo vuoi veramente.

E come lo dichiari apertamente?

A seguire fornisco una breve tecnica.

Dapprima seleziona nel tuo immaginario quanto maggiormente desideri o auspichi in una relazione. Qui occorre che tu sia creativo e specifico, per cui se desideri, per esempio, una relazione spirituale con qualcuno è necessario che tu immagini una scena determinata in cui consegui questa relazione spirituale. Descrivi allora nei dettagli questa scena. Per esempio, sali su una montagna e ti rapporti con il Divino, alzando le mani verso il cielo; il tuo cuore si riempie di pace e grazia, e dal cuore parte un fascio di luce verso il tuo partner, con cui sei in contatto telepatico,  ma che non puoi vedere né toccare fisicamente, e che tuttavia percepisci vivido e presente; poi d’improvviso tutti gli angeli del paradiso si riuniscono attorno a te e lui, benedicendovi, quindi dai vostri corpi emana una luce immane che si diffonde per ogni dove, apportando guarigione e armonia in tutto il mondo e l’universo.

Poi si tratta di prendere subito l’iniziativa, proponendo questo tipo di esperienza senza mezzi termini alla prima persona verso cui ti senti attratto spiritualmente. Per esempio, puoi dire: “Ho questa visione di vivere un’esperienza di relazione spirituale in cui…” Poi, dopo aver spiegato esattamente qual è questa visione, aggiungi: “io sono libero adesso, facciamo?” Se la risposta è positiva, procedi subito, oppure prendi un appuntamento per procedere più tardi, ma non più tardi del fine settimana! Se la risposta è negativa, cerca subito un’altra persona. Continua fino a quando non trovi qualcuno che accetta.

La stessa cosa vale per ogni altro tipo di relazione, incluse quelle strettamente sessuali, anche se qui preferisco non fornire esempi dettagliati.

Certo, a questo punto potrai obiettare che la relazione che vuoi include tanti aspetti, il lato spirituale insieme a quello romantico, artistico e pure sessuale. Nessun problema! Anche qui si tratta di immaginare scene specifiche. Niente ti impedisce, per esempio, di combinare la scena degli angeli del paradiso con uno sviluppo artistico o erotico. E pure qui occorre esternare apertamente la proposta, come sopra.

Questa tecnica è la più efficace, e pure la più rapida ed economica.

Può sembrare molto imbarazzante. Sì, per l’ego è decisamente quanto di più imbarazzante e odiabile sia concepibile. E se non sopporti affatto quello che ho scritto, questo mi dà un’ulteriore conferma.

Puoi passare decenni a meditare, fare viaggi sciamanici, usare piante psicotropiche, fare seminari e usare tecniche complesse per trascendere l’ego e fonderti con il tuo vero sé, ma non esiste niente di più efficace e immediato di quanto ho spiegato sopra.

Se lo applichi il successo è garantito.

Troverai la relazione che cerchi, senza dubbio, e sarai sorpreso per la rapidità con cui la trovi.

E puoi iniziare proprio da ora e ottenere un risultato sostanziale entro il fine settimana.

Ricorda bene però! Se le risposte che ricevi sono negative, cerca subito un’altra persona. Continua fino a quando non trovi qualcuno che accetta. Qualcuno alla fine accetterà, è garantito.

Alla fine rimarrà inevitabilmente qualcuno che dice sì, e che continuerà a dirti di sì, perché lo ha sempre fatto, e lo sta facendo proprio ora!

Alla carica!

Per ulteriori informazioni sulla luna piena in Ariete clicca qui.

Per una meditazione completa su questa luna piena clicca qui.

© Franco Santoro

Fino alla fine

Ottobre 12, 2016 by admin

Così si và fino alla fine
fin dove il cielo
cade a terra sul confine
così si va su queste strade
fin quando avremo un po’ di vento
nelle vene

Così recita la prima parte di una canzone del gruppo Gang.

Le parole “fino” e “fine” ridondano lo stesso termine latino “finis” che significa “limite”, “confine”, “regione” oltre che “fine”.

Andare fino alla fine è un po’ come andare “fino in fondo” seppure in questo caso l’idea suggerita del percorso non è verso il basso, il fondo. Qui la fine può essere in alto, in basso, a destra, a sinistra, ecc. Inoltre questa fine è un limite che non riguarda necessariamente lo spazio, ma che comprende anche il tempo. Può essere la fine di una storia, di un film, di una vita.

La fine è ciò di quanto più importante hai da riconoscere e accettare nella realtà di questa esistenza. Se non sei in grado di accettare e riconoscere la fine, non sarai nemmeno capace di accettare e riconoscere l’inizio. In altre parole nulla cambierà nella tua vita, tutto continuerà a essere così com’è. Per sempre? No, fino alla fine. A un certo punto tutto finirà, ci sarà una fine drastica e inappellabile, verso la quale sarai totalmente impotente. Di conseguenza perderai tutto ciò che hai trattenuto e non hai mai lasciato andare. Insomma, non sto facendo previsioni apocalittiche, quel che succede è inevitabile: tu morirai.

Se proprio sei ostinato a non lasciare andare, a evitare la fine, puoi scegliere di credere che non cambierà nulla, che seguiterai ad essere chi sei e avere quel che hai anche dopo la morte, magari in un’altra vita.

Il punto qui è che la fine, così come l’inizio, avviene in ogni istante della vita. Se non sei in grado di accettare e riconoscere che la tua vita finisce e inizia in ogni istante, è probabile che non sia affatto vivo, forse sei da tempo morto e sepolto, o sei diventato una macchina, un computer.

Ad ogni respiro la tua vita finisce e poi può iniziare o meno se segue un secondo respiro. La morte e la vita si celebrano a ogni respiro. Ciacun respiro è prezioso perché potrebbe essere potenzialmente l’ultimo. Mentre tutti i tuoi pensieri sono rivolti all’idea che hai di te stesso, a ciò che vuoi trattenere, possedere o realizzare, ad ogni istante cessi di essere quello che credi di essere e hai la possibilità di iniziare a essere qualcosa di nuovo.

Se sei stufo della tua vita così com’è, sappi che tutto può cambiare per te nel brevissimo intervallo di un respiro. Puoi fare un respiro essendo quello che sei e avendo quello che hai, andando fino alla fine del respiro, e poi con il successivo respiro iniziare una nuova vita in cui se e hai qualcosa di totalmente diverso.

Se hai bisogno di più tempo allora puoi ritardare la fine. In questo caso puoi usare un giorno intero. Quando ti addormenti finisce la tua vita, e inizia un’altra vita, quella dei sogni. I sogni ti possono talvolta mostrare a grandi linee quel che ti può succedere quando arrivi fino alla fine. Se sei stufo della tua vita così com’è sappi che puoi cambiarla interamente nel giro di un giorno solo. Puoi vivere un giorno essendo quello che sei e avendo quello che hai, andando fino alla fine del giorno, e poi con il successivo giorno iniziare una nuova vita in cui se e hai qualcosa di totalmente diverso.

Se hai bisogno di più tempo allora puoi ritardare ulteriormente la fine. Puoi prenderti un ciclo lunare (28 giorni), un ciclo solare (un anno), un ciclo di sette anni, ecc.

Puoi ritardare fin quando vuoi, ma prima di continuare a farlo assicurati che tutto non sia già finito da tempo, accertati di essere ancora vivo. E se invece non vuoi più ritardare, allora semina il vento di ciascun tuo respiro, “va dentro la notte prima che il gallo canti”.

fino alla fine fino alla fine
faremo il nostro tempo
fino alla fine si va
fino alla fine semineremo vento
fino alla fine
così si va dentro la notte
prima che il gallo canti
lasceremo queste rovine
così si va fino alla fine
e tireremo fiato solo dopo
oltre il fiume
fino alla fine

Fino in fondo

Ottobre 11, 2016 by admin

FINO IN FONDO

Non devi avere per forza una natura Scorpione per sentire l’impellente bisogno di andare fino in fondo, di affrontare le passioni e i desideri nascosti in maniera totale, senza compromessi, accettando di scoprire cosa c’è dietro, non importa cosa sia.

Andare fino in fondo è il più grande rischio che puoi compiere nella vita, quello che scatena le tue più grandi paure, insieme a quelle dell’umanità intera.

Vuol dire affrontare di petto l’esistenza, cessare di vivere in base a definizioni, norme e credenze di qualunque natura e aprirti alla tua esperienza diretta, andando fino in fondo.

Andare fino in fondo è l’opzione più terrificante, repressa e proibita per il genere umano. Per impedirti di farlo sono stati creati i linguaggi, le interpretazioni, le credenze e le convenzioni sociali dell’umanità. Esse ti spiegano tutto riguardo chi sei, quel che è giusto o sbagliato. Ogni aspetto della vita è stabilito a priori e da parte tua si tratta solo di accettare e apprendere definizioni stabilite da altri. L’unico surrogato di andare fino in fondo che ti viene offerto è quello di accumulare nuove definizioni, imparare altre lingue, tecniche, idee, aumentare la tua portata di dati, proprio come un computer.

Andare fino in fondo significa mettere da parte ogni conoscenza e definizione acquisita e aprirsi unicamente all’esperienza diretta.

Puoi andare fino in fondo solo quando non hai aspettative, se non quella di accettare e capire che cosa c’è in fondo, non importa che cosa sia. La motivazione di questa ricerca risiede nel puro desiderio della verità, priva di manipolazioni o conclusioni accomodanti. Se ricerchi la verità per confermare un’idea o definizione, rimarrai sempre in quella idea o definizione. La verità è torturata e uccisa ogni volta che stabilisci a priori come stanno le cose. I principali aguzzini e assassini della verità sono tutti coloro che sentenziano giudizi, credenze e interpretazioni su di te e il mondo. In primo luogo si tratta di maestri spirituali, leader religiosi e di tutti i loro scimmiottatori. Per andare fino in fondo occorre che sei disposto a mettere in discussione tutto ciò che hai creduto.

Sia che in fondo trovi il paradiso, il purgatorio o l’inferno, quando in effetti ti aspettavi di trovare altro, si tratta di accettarlo. Ma questo non basta, sia che trovi il paradiso, il purgatorio o l’inferno si tratta di andare ugualmente fino in fondo per avere un’esperienza totale di che cosa sono, senza accontentarsi di definirli paradiso, purgatorio o inferno. E se poi andando fino in fondo non trovi nulla occorre qui andare fino in fondo pure al nulla per capire cos’è veramente questo nulla.

Ogni volta che dai una definizione di qualcosa, cessi di andare fino in fondo. A volte può essere utile definire, ossia mettere un confine (dal latino “finis”), perché ti permette di fare una sosta, di riposarti un po’, per poi ripartire nuovamente oltre quel confine.

Fai attenzione però perché la sosta, il confine, può diventare una realtà separata, oltre la quale non esiste più nulla. Il confine si trasforma in un muro di terrore fomentato dalla paura di andare fino in fondo. Nel tentativo disperato di difendersi da questa paura l’umanità ha impiegato giudizi, interpretazioni e definizioni, che seguitano a mantenerla in uno stato di autismo cronico. Per adeguarsi a nuove esigenze, i giudizi, le interpretazioni e le definizioni, di tanto in tanto sono aggiornati, come i programmi di computer, appunto perché sono proprio programmi di computer.

La tua passione, i tuoi veri desideri sono stati bloccati da giudizi e interpretazioni, che seguitano a programmarti in diverse maniere. Ma nonostante tutto questi giudizi e interpretazioni servono a poco, perché più o meno segretamente seguiti a essere dominato da passioni e desideri incontrollati, verso cui talvolta cedi, creando conflitto in te stesso, con gli altri e con le relative definizioni.

Allora succede che la vita diventa un conflitto permanente, in cui non sei in grado di andare in fondo da nessuna parte.

Ora, il tema è assai complesso, così come è pure semplice, e non voglio trattenerti oltre. Non ho alcuna intenzione di convincerti riguardo quanto sopra. Anzi dimentica tutto, se non ti risuona.

Io qui mi sto rivolgendo solo a coloro che percepiscono forte risonanza con quanto sopra, anche se forse lo descriverebbero in maniera distinta.

Mi sto indirizzando a chi non ha proprio più alternative se non quella di andare fino in fondo. Se vi può essere utile, vi invito a ricevere la mia solidarietà e supporto. Non importa in che modo scegliete di andare fino in fondo, sia che ci incontreremo prossimamente o mai, provo tanto affetto e stima per ognuno di voi.

Sull’onda della stagione autunnale e del ciclo dello Scorpione ho creato un programma speciale per coloro che sono in sintonia con il mio approccio e sono determinati ad andare fino in fondo, senza compromessi, affrontando gli aspetti più in ombra della loro vita. Si tratta di un programma intensivo, senza mezzi termini, spietato…

Può essere svolto in tanti modi, anche a distanza. È un programma decisamente scorpionico, e quindi segreto, misterioso, che non descriverò mai su queste o altre pagine.

Se sei in allineamento con quanto sopra, se una scintillla si è accesa in te, se hai deciso di andare fino in fondo ai tuoi intenti e desideri più bollenti, solo in questo caso, ti invito a contattarmi direttamente e in maniera riservata, per saperne di più.

 

 

 

Sessualità multidimensionale, accesso

Ottobre 10, 2016 by admin

La sessualità multidimensionale è la liberazione totale da ogni traccia di ego, dall’identificazione con il maschile o il femminile, da ogni giudizio e conflitto riguardo chi crediamo di essere e non essere. Ogni polarità e dualismo si unifica e dissolve nella consapevolezza della nostra infinita natura multidimensionale.

Ma la sessualità multidimensionale non è ipocrita. Essa accetta l’illusione dell’ego, la percezione del maschile e del femminile, il senso di separazione, insieme a tutti gli aspetti di noi stessi che consideriamo bassi e animali.

Per accedere alla sessualità multidimensionale si parte dal basso, dai lati più repressi e imbarazzanti della nostra esperienza umana, da ciò che abbiamo condannato in noi stessi e negli altri.

Non puoi pretendere di elevarti, di andare oltre l’ego, di unificare la tua coscienza, se seguiti a scindere, disprezzare e reprimere parti dell’esistenza.

La sessualità multidimensionale comprende ogni aspetto della vita e della morte, è il coito tra la vita e la morte, sia continuo sia interrotto.

 

© Franco Santoro

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