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Archivi per Febbraio 2015

Quando ti ho incontrato ho finito d’incontrare

Febbraio 20, 2015 by admin Lascia un commento

Quando ti ho incontrato ho finito d’incontrare.

La vita di incessanti ricerche e intrecci continua in sottofondo, e io ne odo solo gli echi, ma non ne faccio più parte.

Ogni mia parola ha ceduto disarmata alla poesia del tuo sorriso, alle melodie dei tuoi sospiri.

Mi sono rimaste solo le parole per cercare invano di descrivere il silenzio dello stupore, che accetto di perseguire in cambio della contemplazione della tua presenza.

Franco Santoro

 

Vocazione e Talenti

Febbraio 20, 2015 by admin

Il nostro ego, l’attaccamento alla falsa idea che abbiamo di noi stessi, è il solo impedimento all’espressione della nostra vocazione e dei nostri veri talenti. Questo attaccamento genera paura riguardo come gli altri possono reagire. Tuttavia l’ostacolo non sono gli altri. L’ostacolo è la falsa idea che abbiamo di loro, inclusa quella di noi stessi. Lasciare andare questa idea ci consente di esprimere il nostro vero potenziale e chi siamo veramente, permettendo anche agli altri di fare lo stesso.

Esprimere il nostro talento significa svolgere ciò che amiamo. In questo modo il lavoro non è più sacrificio, dovere, compromesso e sforzo. Esso è puro amore, così come ogni cosa che facciamo e siamo. Tutto quello che serve nella vita, incluso i beni materiali, giunge come risposta a questo amore.

Non ci sono ostacoli ai propri talenti se scegliamo di svilupparli. Anche le avversità più immani possono essere impiegate per realizzare i nostri sogni più grandi. In qualunque momento della vita, incluso quelli più bui, non siamo mai soli e vi sono immense forze disposte a darci supporto, se solo siamo pronti a riceverlo.

Il primo passo decisivo per vivere la propria vocazione e manifestare pienamente i nostri talenti consiste nell’aprirsi alla chiamata interiore. Questo avviene quando scegliamo di prendere tutto il tempo necessario per ascoltarci intimamente, dedicando spazio prioritario al discernimento, alla ricerca interiore e all’emergenza della nostra visione.

In mancanza di questo requisito le nostre scelte vocazionali saranno influenzate dai condizionamenti, dalle mode e dalle idee altrui, facendoci sentire a breve o lungo termine manipolati e frustrati.

La chiave per riconoscere e comprendere la nostra vera vocazione nella vita è prestare attenzione a ciò che ci dona maggiore gioia e soddisfazione interiore, e riguardo cui riceviamo successivamente anche un riscontro positivo dall’ambiente, dal nostro mondo interiore e da Dio.

(12.12) 200215

Franco Santoro

Teatro del Sogno

Febbraio 20, 2015 by admin

Nature4La vita non è illusione né finzione ma i sogni e le illusioni fanno parte della vita, son elementi essenziali della realtà; sono la più alta e degna e nobile espressione della vita. Il sogno non è sogno ma è vita. (Giovanni Papini)

Quando sogniamo ci muoviamo oltre la realtà consensuale, che è in vero il sogno, o incubo, effettivo, fondato sull’lllusione della separazione. In quei momenti alla nostra anima è concessa un’evasione provvisoria, che ci consente di avere l’esperienza di altre dimensioni. Allora possiamo viaggiare liberamente nello spazio e nel tempo, e recuperare parti della nostra anima.

Per la maggior parte degli uomini contemporanei il sogno si è ridotto a un’attività irrazionale che, seppur misteriosa, priva di valore nella vita quotidiana, se non a un livello simbolico. Il massimo che possiamo fare è considerare i sogni come simboli da interpretate secondo il punto di vista della nostra realtà ordinaria. Ma secondo una prospettiva multidimensionale sembra talvolta proprio l’opposto: il sogno è una realtà a tutti gli effetti, laddove la vita che consideriamo reale è un suo simbolo. Come potremmo mai capire i sogni se le interpretiamo dalla prospettiva di un simbolo?

È come considerare la tua identità fisica come il simbolo del tuo profilo su un social network, che riconosci invece come la tua sola vera natura. Quel che succede nella vita fisica ha valore solo se serve ad alimentare il tuo profilo internet, con immagini, frasi, suoni.

Un simbolo che avevi originariamente impiegato per descrivere te stesso è diventato te stesso, e a lungo andare ti dimenticherai di avere un corpo fisico e chissà di che altro ancora ti sei dimenticato…

Il sogno, come il viaggio sciamanico, oltre a fornirci preziose indicazioni di guarigione per la nostra vita umana, ci permette soprattutto di riconoscere che siamo molto di più di ciò che crediamo essere. Di fatto, il primo e forse unico passo di guarigione per la vita umana consiste nell’uscire dal nostro autismo, dall’illusione della separazione, che condanna ad un’esistenza inevitabilmente dolorosa.

Alcuni credono, con tutto il rispetto, che per entrare in rapporto con altre realtà e accedere all’esperienza della nostra natura multidimensionale sia indispensabile impiegare sostanze o piante allucinogene, o usare pratiche assai complesse. Un modo più semplice e alla portata di ognuno, è portare effettiva consapevolezza verso ciò che facciamo quotidianamente, ossia dormire e sognare.

Lo scopo del teatro astrosciamanico del sogno è guidarti in uno spazio sacro interiore in cui puoi riconoscere il potere dei sogni, avendo un’esperienza diretta della tua natura estatica e una profonda comprensione dei potenziali e doni che puoi esprimere in questo mondo.

Ogni segno zodiacale ha la sua frequenza vibratoria, il suono e movimento, e attraverso il sogno e l’espressione teatrale possiamo allinearci con le sue modalità di espressione e incorporarle nella nostra consapevolezza.

I sogni non sono in grado di preservarci dalle vicissitudini esistenziali, dalle malattie e dagli eventi tristi. Ci offrono, invece, una linea di condotta su come rapportarci a questi eventi, sul come dare senso alla nostra esistenza, sul come realizzare il nostro destino, sul come seguire la nostra stella: in definitiva, sul come realizzare dentro di noi il massimo potenziale di vita (Marie-Louise von Franz)

Sciamani, mistici, attori, danzatori, artisti, guaritori accedono agli stessi luoghi multidimensionali e condividono una comune tradizione. Dagli spazi del sogno in cui vanno riportano espressioni diverse: canti, poesie, danze, dipinti, melodie…

Essi sono in grado di mettere da parte la loro identità ordinaria e sociale per aprirsi consapevolmente all’esternazione di una forza creativa estatica che emana da dimensioni fondate sull’unità e l’amore. Essi creano un ponte tra la nostra realtà separata e quelle dimensioni. Questa mediazione svolge una funzione immane di guarigione perché consente di rendere visibile l’invisibile, recuperando parti della nostra anima, espandendo la coscienza di chi siamo, sia nella luce sia nel buio.

Gli sciamani, gli operatori energetici, gli artisti, i danzatori, gli attori non sono persone speciali e superdotate, con talenti che richiedono iniziazioni esotiche e cruente, o l’appartenenza ad organizzazioni d’elite. Non si tratta di riempirsi la testa di complesse idee esoteriche o di andare in luoghi selvaggi remori. La situazione è molto più semplice. Ognuno pratica lo sciamanesimo, lavora con l’energia, danza, crea arte e recita delle parti. L’unica differenza riguarda il farlo con un intento consapevole o meno.

Il lavoro consiste nell’individuare dapprima la sorgente e radice dei tuoi doni nella dimensione del sogno, per poi svolgere un’opera sistematica di rilascio di ciò che ne ostacola e impedisce l’espressione e la crescita. A tale riguardo si tratta soprattutto di riconoscere, affrontare, trasformare o togliere di mezzo le parti che ti impedicono di essere chi sei veramente, le voci che ti dicono “non si può fare”, “vergognati”, “non ce la farai mai”.

Franco Santoro

Prossimi eventi: clicca qui.

 

Discernimento degli spiriti

Febbraio 19, 2015 by admin

indexIn chiave astrosciamanica, questo termine implica la capacità di essere consapevoli, di riconoscere e di comprendere la qualità delle energie zodiacali e dei vari tipi di entità e spiriti che le veicolano. In altre parole, questa facoltà comporta l’abilità di distinguere tra l’autentica natura spirituale dell’essere, basata sull’unità, l’amore incondizionato, dall’illusione, la separazione e l’inganno. In particolare si tratta di arginare la tendenza dell’ego a soffocare la nostra natura multidimensionale riconducendola esclusivamente all’identificazione con il corpo fisico e all’interazione con altri esseri umani.

Fondamentalmente gli spiriti sono per noi percepibili a livello emotivo e mentale, nelle sensazioni, nelle forme pensiero e nelle immagini che processiamo interiormente, e che spesso identifichiamo abusivamente come private.

Secondo una prospettiva spirituale, non esistono pensieri o emozioni private. Pensieri ed emozioni sono forze multidimesionali che circolano liberamente nello spazio e nel tempo. Il nostro corpo fisico è l’effetto tridimensionale della condensazione di forme pensiero ed emozioni, in cui queste transitano a diversi livelli di velocità, talvolta sostandovi provvisoriamente.

Per divenire coscienti degli spiriti e sviluppare la capacità di discernere la loro natura, è necessario esercitare una forte disciplina che permette di essere testimoni dei processi mentali, emotivi e fisici, senza identificarsi o farsi possedere da essi. Questo è possibile attraverso una connessione regolare con spiriti basati sull’unità, con la matrice dello Spirito, il Divino, la Luce, così come siamo in grado di viverla esperienzialmente, al di là delle terminologie usate per descriverla. In termini più ordinari il discernimento degli spiriti è impiegato per trovare e comprendere la volontà divina in una data situazione, e la natura della fonte di un’ispirazione, idea o impulso di cui abbiamo esperienza.

Il discernimento degli spiriti consente di aprirci alla realtà occulta che esiste oltre lo spesso velo delle illusioni della vita ordinaria, permettendo di scorgere l’espressione di angeli, demoni e altre entità umanamente invisibili. Trattasi di un processo piuttosto complesso e rischioso, che va affrontato con estrema cautela, avvalendosi idealmente del supporto di consiglieri spirituali o di altri ricercatori, oltre che di spiriti luminosi, tenendo conto del fatto che gli spiriti più “malvagi” sono spesso quelli che si spacciano per gli spiriti più luminosi.

Il discernimento degli spiriti, è presente in tutte le tradizioni sciamaniche e in molte tradizioni religiose, tra cui quella cristiana e cattolica, dove è considerato un carisma, o dono della grazia di Dio.

“Poiché il nostro combattimento non è contro sangue e carne, ma contro i principati, contro le potestà, contro i dominatori del mondo di tenebre di questa età, contro gli spiriti malvagi nei luoghi celesti.” (Efesini 6:12)

Immagine: dettaglio da “The Adoration of the Magi” di Edward Burne-Jones

Le parole e le immagini sono i vestiti degli spiriti

Febbraio 19, 2015 by admin

Le parole e le immagini sono i vestiti degli spiriti. La nostra percezione della realtà è il risultato di pensieri consci e inconsci. Sciamanicamente i pensieri sono spiriti che impiegano parole o immagini come loro vesti per rendersi percepibili ed avere un impatto nelle nostre menti.

Come esseri umani siamo prede costanti di spiriti oscuri e luminosi, che vanno e vengono, o che si installano in maniera stabile. Ci sono tante tipologie di spiriti, quanti sono i segni zodiacali e le innumerevoli combinazioni tra questi. In definitiva si riducono a due sole categorie: quelli basati sulla separazione e quelli sull’unità.

Gli spiriti e i pensieri basati sulla separazione sono in genere seducenti, intensi, stimolanti, ad effetti speciali, come gli slogan pubblicitari, e quindi anche sottili, penetranti, con buoni propositi, vestiti di parole eleganti o immagini affascinanti. Sono riconoscibili per i loro effetti, nel breve o più lungo termine secondo il loro livello di raffinatezza. Inevitabilmente causano conflitti, miseria, paura, caos e disperazione. Promuovono una percezione illusoria del mondo e generano la nostra realtà separata, il sogno e incubo in cui crediamo di essere.

Gli spiriti e i pensieri basati sull’unità sono bagliori della realtà esistente oltre il sogno della separazione. Sono messaggeri di luce che ci ricordano che stiamo sognando, rammentandoci chi siamo nel nostro stato di veglia.

© Franco Santoro

L’Amore è presente

Febbraio 19, 2015 by admin

indexL’Amore è presente in ogni momento e luogo. Anche se siamo alla ricerca dell’Amore come se l’avessimo perduto, esso continua a restare con noi. L’Amore non ci abbandona mai e non è in relazione con le circostanze gioiose o dolorose della nostra vita. Questa è la consapevolezza esperienziale che matura al termine del ciclo zodiacale, con i Pesci.

C’è una sola cosa che può tenere l’Amore fuori della nostra vita ed è la convinzione di non essere amati, di essere separati, di non essere parte del Tutto. A volte le cose possono diventare assai dure per molti di noi, specialmente quando perdiamo persone, luoghi e situazioni che rappresentano l’espressione dell’amore, o quando addirittura siamo abbandonati malamente o oggetto di violenze da parte di chi amiamo. In quei momenti crediamo che anche l’Amore sia perduto, che non possiamo più amare o essere amati.
 
I Pesci ci insegnano che l’Amore non può essere perso. L’Amore può essere solo provvisoriamente dimenticato quando diventiamo succubi di un sogno, o meglio incubo, che ci fa credere che l’Amore è finito.
 
Tutti i nostri incontri di amore nella vita, anche quelli più brevi, ci ricordano che siamo amati e che continueremo a essere amati. Questi incontri contengono una parte di sogno e una parte di realtà. Esiste il sogno di amore che è molto simile alla realtà dell’Amore. La differenza la comprendiamo in genere meglio quando il sogno finisce, al momento del risveglio. È quello il test cruciale, perché spesso il risveglio è traumatico.
 
Quando ti svegli puoi capire la differenza tra amore e Amore. Questa differenza seguita a farti soffrire, perché sei attaccato al sogno, e quando ti avvedi che esso è perso per sempre, ciò può squarciarti il cuore. Eppure ogni volta scopri e confidi di scoprire che nello squarciamento di quel cuore, proprio nell’eco del massimo grido di dolore, alla fine paradossalmente può emergere un Cuore e un Amore inaspettato. E in quel momento puoi comprendere cosa è l’Amore…
 
V’è una scena di un film che a mio vedere descrive in modo sublime quanto sopra. È tratta dal film Le notti di Cabiria di Fellini e ha come protagonista Giulietta Masina (Cabiria), nata tra l’altro il 22 febbraio, con Sole in Pesci, Luna in Vergine e Ascendente in Ariete.
 
Cabiria è ingannata e tradita in modo atroce e crudele dal suo fidanzato, e come conseguenza di ciò perde tutto: amore, denaro, speranza. Il dolore è immane e Cabiria sembra non farcela a risollevarsi dallo shock e pensa d’uccidersi. Poi, lungo una strada di campagna, succede qualcosa… (vedi https://www.youtube.com/watch?v=u0rqhdx1154).

Franco Santoro

Epifania e Sé Multidimensionale

Febbraio 19, 2015 by admin Lascia un commento

220px-Magi_(1)Il termine epifania indica la manifestazione di una realtà soprannaturale o divina, un’intuizione illuminata e repentina, specialmente attraverso un evento sensazionale, ma ordinario e visibile nella realtà fisica. La parola deriva dal greco epiphaneia, che significa “manifestazione” o “apparizione”.

L’Epifania è anche una solennità liturgica cristiana tradizionale che celebra il 6 gennaio l’apparizione di Gesù Cristo ai tre Magi-Astrologi-Re Sciamani, che portarono in dono oro, incenso e mirra.

L’Epifania esemplifica l’allineamento dei tre Re Magi, che rappresentano il culmine della saggezza, spiritualità e potere ordinario, con la nostra identità multidimensionale, rappresentata dal Cristo.

L’Epifania cade 12 giorni dopo Natale e segue la Dodicesima Notte (la vigilia dell’Epifania), esemplificando il recupero completo dei 12 Settori e il loro allineamento con l’Identità Multidimensionale Centrale.

Oltre all’adorazione dei tre Re, l’Epifania commemora due ulteriori eventi: il Battesimo di Cristo e le nozze di Cana, durante le quali Gesù manifestò il suo primo miracolo, la trasformazione dell’acqua in vino. Tutti questi episodi sono in relazione con l’iniziazione al potere multidimensionale della manifestazione, e sono associati a eventi simili descritti in altre tradizioni.

L’Epifania è una festività dalle origini molto antiche, intesa a indicare l’allineamento tra la realtà tridimensionale e quella multidimensionale. È connessa con la fase in cui ci estendiamo nel regno multidimensionale, facendo esperienza di una bozza della nostra vera natura, con tutti i suoi potenziali pienamente realizzati. E’ l’esperienza del culmine del potere, che viene poi o radicato nella realtà fisica o vanificato come un sogno passeggero.

L’Epifania è un’esperienza estatica che può avere effetti diretti nella nostra realtà fisica umana. E’ la manifestazione del multidimensionale nella realtà tridimensionale e separata. Sebbene la realtà umana operi rigorosamente per preservare la separazione, la sua struttura illusoria ha delle falle che non riescono a impedire completamente al multidimensionale di manifestarsi, almeno di tanto in tanto. Queste manifestazioni hanno solo effetti tangibili provvisori, poiché quando la realtà separata diventa consapevole delle intrusioni multidimensionali, immediatamente le distrugge, amputando la loro percezione dalla consapevolezza umana e dalla memoria.

L’Epifania può essere il risultato di una grande ispirazione e intuizione riguardo al tuo potenziale e a qualcosa che desideri profondamente. Può essere lo sviluppo di una visione ottenuta durante un viaggio sciamanico, un’esperienza di trance, un sogno o uno stato estatico di coscienza. Può anche emergere da un evento accaduto nella realtà di tutti i giorni, in cui vedi in altre persone o situazioni un modello perfetto di come tu sei, o puoi addirittura sperimentarlo direttamente nella tua vita ordinaria, diventando consapevole di un potenziale sconosciuto, di come tu lo esprimi, e ricevendo riconoscimenti inaspettati dagli altri.

In ogni caso durante un’epifania entri in forte risonanza con il tuo intento, tanto da sentire o dire qualcosa come: “Sì! Questo è il mio intento! E’ così che sono! E’ così che voglio essere!”. C’è una forte sensazione di potere e supporto.

All’Epifania segue una seconda fase, che provoca un cambiamento radicale di percezione, perché implica venire a patti con la realtà separata. Il secondo stadio sopraggiunge quando la luna di miele dell’Epifania è finita, ossia quando la realtà separata diventa consapevole dell’interferenza multidimensionale e la blocca. In questo stadio mi confronto con uno scenario in cui l’intenzione non si è ancora manifestata e devo mettermi a lavorare con impegno se aspiro a realizzarlo.

Il tempo dell’Epifania apparentemente è finito. Appartiene al passato che, secondo la realtà separata, non c’è più. Pertanto se, dopo l’Epifania, non sento più la connessione con la relativa esperienza, e sono anche depresso, disilluso e impaurito, da una prospettiva separata questa è la mia vera realtà e l’Epifania era soltanto un’illusione.

Cadere in questo tranello è tipico di molte persone sul sentiero multidimensionale. Non c’è modo di evitarlo, finché non capisco la differenza fondamentale tra realtà separata e dualistica, e realtà multidimensional e olistica.

La realtà separata umana è una configurazione lineare basata su una singola frequenza di tempo in cui gli esseri viventi si muovono rigidamente in conformità a una velocità stabilita, misurata dai nostri orologi ordinari. Il movimento non può essere accelerato né rallentato e procede soltanto in un’unica direzione, senza possibilità di invertire la marcia.

La realtà separata umana è dunque fissa in una linea spazio-temporale che non consente di avventurarsi altrove. Tutto ciò che esiste oltre la terza dimensione prevede il movimento attraverso il tempo, vale a dire che posso muovermi a piacimento nel passato o nel futuro. Ne consegue che se ho un’esperienza di epifania il 6 gennaio, posso tornare a quell‘esperienza anche il 17 gennaio e in qualsiasi altro momento decido di farlo.

Il risveglio della natura multidimensionale implica il recupero della nostra capacità di vivere attraverso il tempo, e diventare consapevoli che l’Epifania che ho avuto una volta continua a esistere da qualche parte, anche se apparentemente non si sta verificando nella mia percezione separata. Questa capacità non si acquisisce da un giorno all’altro. Comporta una graduale espansione della nostra natura multidimensionale assopita e l’esercizio delle nostre facoltà di memoria e immaginazione, che sono la chiave del recupero del nostro potere di Epifania.

La mente non conosce la differenza tra quello che vede nella realtà separata e quello che ricorda del passato o anticipa sul futuro. Processa semplicemente l’informazione contenuta nelle reti neurali, che sono il dispositivo di collegamento delle nostre cellule nervose (neuroni).

Tutti i nostri pensieri e sensazioni umane si formano nelle reti neurali. La realtà separata umana controlla la struttura base delle reti neurali determinando ciò che è reale e ciò che non lo è. Il processo di Epifania ha lo scopo di bombardare questo scenario per permettere l’emergere di configurazioni alternative e la libera viabilità in altre frequenze spazio-temporali.

Buona Epifania!

Immagine: I Tre Magi, Basilica di Sant’Apollinare Nuovo, Ravenna

© Franco Santoro

Il lavoro sciamanico sui sogni

Febbraio 19, 2015 by admin

water3 cas.L’Universo è un sogno sognato da un singolo sognatore in cui tutti i personaggi del sogno sognano pure. (Arthur Schopenhauer)

Durante il sogno una parte dell’anima intraprende un viaggio. Presso molte tradizioni, prima di addormentarsi si usano recitare speciali preghiere per consentire all’anima di essere accompagnata dagli Spiriti Guida. Per la maggior parte degli uomini contemporanei il sogno si è ridotto ad un’attività irrazionale che, seppur misteriosa, non riesce ad avere alcuna utilità nella vita quotidiana tranne che per pochi esperti o sensitivi.

“Il sogno non ha la pretesa di erigersi a guida o a maestro. […] Ma può diventarlo se è in noi la volontà di comprenderlo. Non è lui che ci chiama, anche quando si rivolge direttamente a noi in sogno. Siamo invece noi che, quando al risveglio ci ricordiamo di lui, ne traiamo profitto perché non vogliamo rinunciare alla sua saggezza. Siamo sempre più convinti che la sua sapienza partecipa di una sapienza più profonda e più estesa, che trae origini da un lontano passato, conosce il nostro presente e ci indica l’avvenire”.[1]

Questa sapienza si rivela attraverso grandi sogni, vale a dire esperienze oniriche in cui i miti e le leggende della storia della Terra si esprimono in modo diretto. I grandi sogni, rari nella vita delle persone ordinarie, possono essere riconosciuti dal fatto di destare al risveglio profonda meraviglia e fascino nel sognatore, tanto che questi sente l’urgenza di raccontarlo.

Tra i popoli antichi questi sogni sono considerati come un messaggio da parte degli dei o dei demoni: tutti vi partecipano perché il sogno è al servizio dell’intera comunità. Nelle culture tribali, il sogno non è solo un’attività personale, ma è soprattutto un’attività collettiva. La visione di chi sogna, come quella dello sciamano, può fornire indicazioni mitiche valide per l’intero gruppo. Questi popoli riconoscono i sogni come una parte molto importante della loro Storia. Per Storia si intendono qui i luoghi ed i percorsi toccati dall’anima, e tutti i modelli ed i sentieri che ci collegano all’immensità dell’universo. Nella Storia sono incluse le mitologie ereditate dagli antenati e dalle tradizioni passate, le vicende della famiglia d’origine, gli eventi più significativi della propria vita, e i propri sogni.

Nell’età moderna poca attenzione è rivolta verso l’attività del sognare e questo è un’ulteriore dimostrazione della mancanza di relazione con l’Intento dell’anima. Tale relazione è fondamentale per la crescita spirituale: l’attenzione verso i sogni costituisce uno dei modi che consente di recuperarla.

Una delle tecniche più conosciute nel lavoro sul sogno è quella di guardarsi le mani. Essa fu data a Carlos Castaneda da Don Juan Matus[2] e consiste nel ricordare, prima di addormentarsi, di eseguire l’ordine di guardare le proprie mani durante il sogno.

“Facendo questo, il sognato si rende conto che tale comando arriva da qualche parte e allora si ricorda dell’altro mondo. Si ricorda del sognatore”.[3]

Da quel momento può iniziare il vero lavoro sul sogno. Le mani, in questo caso, non hanno importanza in quanto tali, ma sono solo un espediente strategico. In realtà, potrei usare qualunque altro oggetto o parte del corpo, poiché ciò che conta è ricordare l’ordine di fare qualcosa durante il sogno e di eseguirlo effettivamente. A questo scopo, nell’astrosciamanesimo impiego le Medicine Spirituali (e le parti del corpo in cui sono collocate) ottenute durante i rapporti con gli Spiriti Totem o le Guide. Una volta che imparo questo trucco (e la cosa all’inizio richiede costanza e pazienza), si tratta di sostenere l’immagine di una di queste Medicine nel sogno, cioè di continuare a mantenerla a fuoco e fare in modo che non sparisca.

Se inizia a scomparire, posso pronunciare il nome di quella Medicina o spostare lo sguardo su altri oggetti, per poi ritornare di nuovo alla Medicina quando anche questi tendono a scomparire. Lo scopo è quello di riuscire via via a sostenere la visione di più cose e di tutto l’insieme scenico. In questo modo, potrò essere in grado di esplorare agevolmente località precise e definite nelle realtà non ordinarie del sogno, e riuscire a individuare i territori specifici dei Settori anche in questa dimensione.

A volte accade che vi sono incubi o sogni che disturbano. Ricorda che spesso la tua parte sacra cerca di comunicare con te in modo simbolico e attraverso codici. Entrando in buona relazione con i tuoi sogni, hai la possibilità di individuare i modelli che sono operativi nella tua vita e di conoscere i principali protagonisti della tua storia. Potrai individuare chi sono gli ispiratori, gli aiutanti, i sabotatori, gli stimolatori, e il modo in cui la tua storia si riallaccia ai miti del tuo tempo, a quelli antichi, a quelli della Terra e dell’universo.

La risposta è nei sogni. Sognare sempre. Entrare nel mondo dei sogni e non uscirne mai. Vivere nei sogni per il resto del tempo (Haruki Murakami)

Una delle due grandi arti degli stregoni dell’antico Messico, oltre a quella dell’agguato, è sempre stata la pratica del sogno. Don Juan, nelle opere di Carlos Castaneda, definisce quest’arte come un modo di sognare in cui non si perde completamente coscienza e che inizia quando si diventa consapevoli che si sta sognando. I sogni diventano molto reali, perché in essi lo stregone può agire in base al suo Intento e fare scelte precise. Egli possiede il potere di cambiare il corso degli eventi e la realtà delle situazioni.

“Ma tutto questo non è importante”, sottolinea Don Juan. Ciò che conta è “il gioco della percezione. Sognare o tendere l’agguato significa espandere il campo di quello che si può percepire ad un punto inconcepibile per la mente”.[4]

In certe tradizioni dei nativi d’America la vita onirica è aperta pubblicamente come forma di servizio comunitario. Gli Irochesi (Huron e Seneca) impiegano il sogno come forma di religione. Essi sostengono che attraverso i sogni la parte nascosta della psiche rende visibile i suoi desideri. Se non realizza questi desideri, essa si arrabbia. I desideri nascosti vengono considerati come la base di tutti i problemi individuali e collettivi.

Gli Irochesi svilupparono un sistema che consentiva al sognatore di recitare i suoi sogni socialmente (Iroquian Dream Cult). Nonostante essi fossero un gruppo molto disciplinato e con precise regole morali, durante tale recita al sognatore veniva concesso di andare oltre le etiche convenzionali, fino ad arrivare anche ad avere rapporti sessuali con mogli di altri, se questo era un evento costante in un sogno. Questo processo consentiva la liberazione dei desideri inconsci e la prevenzione di malattie fisiche e mentali. Gli sciamani dello Zambia ottengono proprio attraverso i sogni il potere di diagnosticare le malattie, tanto che possono fornirne descrizioni accurate senza nemmeno incontrare il loro cliente.

Se hai avuto un sogno o un incubo, puoi chiedere alla tua Guida se esso ha degli insegnamenti importanti da darti a proposito o se il suo contenuto fa semplicemente parte del processo di rilascio. In quest’ultimo caso, puoi svolgere un breve rituale finale di liberazione dei rancori contenuti nel sogno e ringraziare per il lavoro di pulizia che è stato svolto durante il tuo riposo. Nel caso in cui la Guida ti risponda che il sogno contiene informazioni importanti, o qualora tu voglia saperne di più, puoi recarti nel perimetro del Grande Albero o Spirito Cerchio e allestire uno schermo. Qui puoi chiedere che il sogno venga ripetuto per te come se fosse un film alla moviola. Ferma la pellicola quando lo desideri, e chiedi alla Guida di interpretare i vari episodi. Gli Spiriti Guida sono in genere interpreti dei sogni molto abili. Quando ne hai terminato la visione, chiedi alla Guida se è il caso di fare ritorno nel sogno per cambiare, liberare, completare o guarire una parte di esso.

Dopo aver sognato, come dopo un viaggio sciamanico, è fondamentale trascrivere al più presto il contenuto dell’esperienza. E’ il modo migliore è più a portata di mano per radicare e dare forma  all’essenza del mondo sciamanico. Inoltre, ciò impedisce all’ego di ingannare con depistaggi e perdite di memoria.

“La registrazione di questo materiale interiore sviluppa l’interscambio tra i mondi interiore ed esteriore. Questo interscambio può essere paragonato ad un segno dell’infinito in cui un cerchio è il mondo interiore, mentre l’altro è il mondo esteriore. Una documentazione scritta serve come prova di documentazione di questo scambio”.[5]

Da: Franco Santoro, The Voyage Through the Zodiac, Findhorn Press

[1] Ernst Aeppli, I sogni e la loro interpretazione, Astrolabio, p. 58.
[2] Carlos Castaneda, Journey to Ixtlan, Pocket Books, p. 98.
[3] Victor Sanchez, Gli insegnamenti di Don Carlos: applicazioni pratiche delle opere di Carlos Castaneda, Ed. Il Punto d’Incontro, p. 183.
[4] Florinda Donner, Essere nel sogno: una iniziazione al mondo degli stregoni, Ed. Il Punto d’Incontro, p. 8.
[5]Steinbrecher, The Inner Guide Meditation: A Spiritual Technology for the 21st Century, p. 95.

21 febbraio

Febbraio 19, 2015 by admin Lascia un commento

“Tutto ciò che in noi non è consacrato al Dio Interiore è, per frammenti, proprietà dell’insieme di cose-ambienti, che agiscono su quello che noi chiamiamo abusivamente <io>, sia per l’intermediazione dei nostri sensi, sia direttamente sulla nostra mente per suggestione. L’unico modo di divenire esseri coscienti, se stessi, è unirsi al Sé Divino, che è in tutti noi. Per questo bisogna, con l’aiuto della concentrazione, isolarsi dalle influenze esteriori. Quando si è uno con la Divinità Interiore, si è, alla radice, uno con tutti; ed è attraverso di essa e per mezzo di essa, che si deve entrare in rapporto con questi. Allora, liberi da attrazione e repulsione, si è vicini a coloro che sono ad essa vicini, lontani da coloro che ne sono lontani”.

(Mirra Alfassa, conosciuta come “Mère”, mistica francese, nata il 21 febbraio 1878, Sole in Pesci, Luna in Bilancia, Ascendente in Gemelli)

 

I Pesci e il “sentimento oceanico” “Provavo un senso di estraneità, lo stupore e la meraviglia di esserci. Nello stesso tempo, percepivo di essere immerso nel mondo, di farne parte, e che il mondo si estendeva dal più piccolo filo d’erba fino alle stelle. Il mondo mi era presente, intensamente presente. Molto più tardi avrei scoperto che questa presa di coscienza del mio essere immerso nel mondo, questa impressione di appartenenza al Tutto, era ciò che Romain Rolland ha chiamato il “sentimento oceanico… Un sentimento di coappartenenza essenziale tra me stesso e l’universo circostante”

“Sono sempre stato sorpreso dal fatto che il pensiero della morte aiuta a vivere meglio. Vivere come se si vivesse il proprio ultimo giorno, la propria ultima ora. Un atteggiamento simile esige una conversione completa dell’attenzione. Non proiettarsi più nel futuro, ma considerare l’azione che si compie in se stessa e per se stessa, non guardare più il mondo semplicemente come lo sfondo della nostra azione, ma guardarlo in se stesso e per se stesso. Questo atteggiamento ha nello stesso tempo un valore esistenziale e un valore etico. Esso consente anzitutto di prendere coscienza del valore infinito del momento presente, del valore infinito dei momenti di oggi, ma anche del valore infinito dei momenti di domani, che saranno accolti con gratitudine come una fortuna insperata. Esso permette inoltre di prendere coscienza della serietà di ogni momento della vita. Fare ciò che si fa di solito, ma non come al solito, al contrario come se lo si facesse per la prima volta. La felicità è anzitutto nel momento presente per la semplice ragione che noi viviamo solo il presente. Ogni momento presente ci offre la possibilità della felicità: se ci poniamo nella prospettiva stoica, esso ci offre l’occasione di fare il nostro dovere, di vivere secondo ragione; se ci poniamo nella prospettiva epicurea, esso ci procura a ogni istante il piacere di esistere.”

(Pierre Hadot, nato il 21 febbraio 1922, Sole in Pesci, Luna in Capricorno, filosofo francese)

Anaïs Nin: nata il 21 febbraio 1903, con Sole in Pesci, Luna in Capricorno e Ascendente in Bilancia.

 

“Nego i ricordi peggiori, richiamo i migliori pensieri, vorrei ricordassi tra i drammi più brutti che il sole esiste per tutti.”

“E il mio ricordo ti verrà a trovare quando starai troppo male, quando invece starai bene resterò a guardare, perché ciò che ho sempre chiesto al cielo è che questa vita ti donasse gioia e amore vero.”

(Tiziano Ferro, nato il 21 febbraio 1980, Sole in Pesci, Luna in Toro)

Pesci: disintegrazione dell’ego

Febbraio 19, 2015 by admin

indexI Pesci rappresentano la zona di disintegrazione dell’ego, un “polvere sei e polvere ritornerai”, che potenzialmente può liberarci dalla percezione della separazione.

Qui l’ego può da un lato venir meno, annientando ogni traccia di paura e dolore, e svelando la realtà della nostra natura spirituale. Dall’altro, se la paura per la disintegrazione prevale, può accadere radicalmente l’opposto, per cui siamo sedotti e travolti da nuove illusioni dell’ego e riciclati ancora nel mondo separato.

I Pesci sono una soglia che rappresenta sia il culmine della miseria sia il trionfo dell’amore. L’ego è destinato al dolore, alla paura e all’autodistruzione, ed è ciò che continua a riciclare ripetutamente. Sulla soglia finale dei Pesci affrontiamo il culmine di questa paura.

Qui possiamo soccombere nel terrore più profondo, fornendo concime al mondo separato, oppure trovare solido rifugio nella Luce amorevole, svegliandoci al vero mondo. In ogni caso, il mondo separato non sarà mai in grado di cogliere il mistero dei Pesci. Qui ci abbandoniamo alla totalità genuina del nostro essere, e non importa se il mondo ci maledice o santifica, quel che conta è trovare rifugio nell’Amato e adempiere infine al vero desiderio del nostro cuore.

Dio è un mistero, e la vita, come ognuno di noi, è pure un mistero. Tutto quello che dobbiamo fare è permettere al mistero di rivelarsi e lasciare che ci sia. Così permettiamo a Dio di essere Luce, e accettiamo di stare alla sua presenza, e alla presenza di chiunque ci circonda, inclusi noi stessi. Quest’attitudine si sviluppa attraverso la pratica spirituale regolare, distaccandosi provvisoriamente e ripetutamente dal dramma della realtà consensuale.

La chiamata finale dei Pesci è diventare completamente svegli al mistero, rivelare noi stessi perdendoci nella totalità dell’esistenza, per scoprire la nostra parte decisiva in questa totalità, e godere infine della presenza della Luce.

Questa chiamata giunge per molti proprio nei giorni di transizione tra inverno e primavera, nel Grande Varco…

Franco Santoro

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