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Archivi per Febbraio 2015

Capricorno

Febbraio 15, 2015 by admin

10 Capricorn postCon il Solstizio d’Inverno il Sole entra in Capricorno.

Il periodo stagionale del Capricorno coincide con l’arrivo del sonno invernale e la quiete che facilita il lavoro interiore e la pianificazione per le stagioni a venire. E’ la fase in cui gli alberi sono scheletrici e la Terra sembra spoglia, anche se in profondità i semi stanno lavorando per una meta tanto lontana quanto sicura.

Il Capricorno inizia nel momento di massimo buio dell’anno. Durante i momenti oscuri della vita illuminanti esperienze possono avere luogo, insieme alla possibilità di muoversi ad un altro livello. L’estate è apparentemente il tempo più luminoso e felice dell’anno. Questo è solo ciò che il corpo fisico percepisce. L’inverno è un tempo di freddezza, oscurità, introversione e ritiro. L’energia fisica è nel suo ciclo più basso e ciò indebolisce l’ego che fonda la sua forza sull’esuberanza della materia. È in questo contesto che l’energia spirituale può giungere facilmente al suo picco.

Per molte tradizioni esoteriche è cosa nota che l’oscurità, la depressione e l’amplificazione dei rancori sono segnali annuncianti l’arrivo della luce. Quando il Sole entra in Capricorno raggiunge la sua posizione più bassa nell’orizzonte dell’emisfero settentrionale. Tale evento principia anche il ciclo solare di ascensione ed è occasione di notevoli celebrazioni.

Esso segna il momento della nascita degli esseri solari e divini: Gesù, Dioniso, Mitra, Quetzalcoatl, Apollo, Horus, Baal, Bel, Attis, Chango, Tammuz e altri ancora. Per la cosmologia Maya, questo momento, il cui simbolo è la spirale, rappresenta il numero zero ed il periodo più critico ove occorre assicurare a tutti i costi l’inizio del ciclo annuale pena la fine del mondo. Per la tradizione induista il Capricorno è considerato il simbolo del pralaya, vale a dire il processo di dissoluzione dell’universo al termine di ogni era cosmica, o in termini umani, la fusione dell’individuo separato con Dio.

© Franco Santoro.

La Finestra di Quarta Dimensione

Febbraio 15, 2015 by admin

MD window copyVi sono certe storie riguardo Cluny Hill College,[i] o Findhorn Foundation Cluny Hill, come lo chiamiamo ora, che ancora non sono in grado di condividere e quindi preferisco per il momento tacere. Dopo tutto Cluny è nato nel segno dello Scorpione e con la Luna in Pesci. Ciò spiega pure il fatto che sia spesso associato ad una nave. Quella che segue è una breve storia a cui ho già accennato in altre occasioni.

Diversi anni fa, mentre procedevo alle pulizie dei corridoi, mi sono affacciato alla finestra orientale di Cluny Hill College. Vidi qualcosa di stupefacente e seppure da un lato non potevo credere a ciò che vedevo, dall’altro questo mi pareva del tutto naturale.

Dalla finestra di Cluny per un paio di minuti vidi letteralmente me stesso mentre passeggiavo lungo la strada il giorno del mio primo arrivo a Findhorn. Mi salutai calorosamente inviando un raggio di luce gialla a quell’antica immagine di me stesso.

Era allora un venerdì, la vigilia dell’equinozio di primavera ed il giorno prima dell’inizio della Settimana di Esperienza, il programma introduttivo della Findhorn Foundation. Secondo le istruzioni ricevute, potevo accedere a Cluny solo l’indomani mattina e per quella notte alloggiavo quindi in una pensione. Tuttavia decisi almeno d’incamminarmi lungo il sentiero che gira attorno al territorio di Cluny Hill College per avere un contatto iniziale a distanza con l’ambiente.

Provavo un grande senso di stupore e sacralità nell’avvicinarmi a quel luogo. Sentivo che la scelta di visitare Findhorn era in piena sintonia con una chiamata dell’anima. Allo stesso tempo una parte di me era colma di paure e quasi tentata a fare marcia indietro e ritornare in Italia.

Quanto era pesante il mio bagaglio di pene allora! Mentre contemplavo l’imponenza dell’edificio, scorsi la figura di una persona alla finestra orientale. Di essa non riuscivo a vedere nulla di nitido o chiaro se non la luce e l’amore di cui pareva inondarmi. Ora ho scoperto che quella figura ero io.

La decisione di venire qui a Cluny fu presa con grande coraggio e fiducia. Riconosco ora quanto era fragile il filo che mi condusse in questo luogo. Eppure, nonostante tutte le difficoltà iniziali, alla fine riuscii ad arrivare qui. Che impresa trionfale! E per un paio di minuti potei osservare me stesso dalla finestra e pendere atto di questa grande impresa con un enorme senso di gratitudine per il me stesso di allora.

Per pochi minuti riuscii a passare al di là della sfera temporale, permettendo a me stesso di guardare me stesso nel passato.

Cluny gcourse 1 28.10.09Ora sovente allorché passo davanti a quella finestra, sita tra la camera numero 21 e l’accesso al Basement, ricevo una benedizione luminosa. In diverse occasioni, quando sono preso dalle attività frenetiche del luogo, non oso guardare fuori da quella finestra. Eppure dentro continuo a sentire una profonda riconoscenza per tutti i doni che ho ricevuto e dato da quando sono entrato in questa scuola misterica, che per me è appunto Cluny.

So bene che posso compiere la stessa impresa anche oggi e pure domani perché, seppure nello spirito del dilettante, ho carpito l’essenza del tempo. E così, mentre lascio scivolare le mie dita sulla tastiera del computer, in questo stesso momento presente, posso sentire la presenza di un altro me stesso.

Egli veglia con tenera compassione e indomabile supporto. La saluto ed esulto nell’imminenza di un prossimo incontro. E a ogni passaggio di osservazione la meta sempre più si avvicina.

Una simile esperienza mi accadde nel 1989 durante uno dei miei turni di portiere di notte in albergo a Bologna.

Passando davanti allo specchio del bagno, vidi riflessa una figura inconsueta, piena di bellezza e radioso potere. Assomigliava al mio corpo fisico, ma si muoveva e mi guardava in modo diverso.

Esibiva un sorriso giubilante e fiero che proprio non esisteva nei lineamenti del mio viso di allora. Quella figura mi è sempre stata vicina fedele. La sua estatica risata spazza via ogni rancore.

Non devo fare nulla per meritare il suo amore. Non c’è un prezzo da pagare, né una condizione o prestazione particolare da soddisfare. Basta solo ricordare, ricordare. Ricordare semplicemente che sempre è esistito e sempre lo sarà. Ebbene, come puoi immaginare, si tratta della Guida, o Identità Multidimensionale Centrale, come preferisco chiamarla ora.

Non v’è un crescere, né un divenire. Il mondo della Guida, vale a dire il mondo di Dio, risiede nella dimensione di un eterno presente che era tale e quale nei miei primi viaggi di fanciullo, così come lo è ora. Sì proprio ora!

La mia sola funzione consiste nel mantenere la connessione con la Guida e promuovere la visione che ne deriva, fondata sul perdono e recupero della coscienza collettiva di luce che tutti ci accomuna. Questa è l’unica scelta che per me conta.

In effetti le mie attività quotidiane sono un alternarsi continuo di miriadi di situazioni e possibilità illusorie che sembrano intese a distrarmi da tale scelta.

cluny two dec 2 08E al termine del giorno, allorché mi ritiro nella mia camera, sita nella zona nord-occidentale dell’edificio, lascio uscire un profondo respiro di sollievo e dico alla mia Guida:

“Anche oggi ci sono riuscito!” E quando non ci riesco?

Ebbene, questa è la parte cruciale del Gioco. Quando mi dimentico e mi lascio confondere dalla paura, allora ho l’opportunità di ravvivare il mio ricordo e perdonare me stesso per non esserci riuscito.

Ed è così che un coro di voci sublimi inneggia all’unisono: “Ancora una volta ci sei riuscito!”.!

[i] Cluny Hill College è il luogo in cui vivo dal 1999. E’ collocato nell’area sud delle colline di Cluny, nella periferia di Forres, paese nel nord della Scozia in prossimità della baia di Findhorn. Si tratta di una grande struttura alberghiera, inaugurata originariamente il 14 agosto 1865 come stabilimento di guarigione idropatica (Cluny Hill Hydropathic). Dal 1976 opera come centro principale della Findhorn Foundation. L’intero perimetro del suo territorio è suddiviso secondo la struttura astrosciamanica dei 12 Settori.

© 2010 Franco Santoro, Findhorn Foundation Cluny Hill, Forres IV36 2RD

Verso una realtà multidimensionale

Febbraio 15, 2015 by admin

La realtà separata umana è delimitata dal tempo lineare basato su cause ed effetti. Ciò significa che come esseri umani ordinari definiamo noi stessi sulla base di quello che siamo stati nel passato.

Quello che sono ora dipende da quello che sono stato dieci, venti o trent’anni o anche dieci, venti o trenta minuti prima.

Qualunque cosa viviamo adesso è il risultato di cose accadute nel tempo lineare, l’effetto di una causa antecedente.

Un essere multidimensionale basa invece la sua identità in relazione alla forma nella quale sta mutando e non su chi è stato in passato.

La multidimensionalità trascende il tempo lineare e tutte le individualità ordinarie collegate. Essa è priva di cause ed è basata sugli effetti, o meglio cause ed effetti non sono basati sul tempo lineare, il che significa che qualcosa che sta accadendo oggi può essere causato da qualcosa che accadrà fra un anno.

Un essere multidimensionale è pertanto in grado di muoversi oltre la realtà separata, circolando liberamente attraverso infinite configurazioni, cambiando forma a suo piacimento, in grado in ogni momento di scegliere dove emergere o scomparire, sia nel tempo che nello spazio.

Per lunghissimo tempo su questo pianeta questa capacità è stata accessibile solo a una minoranza insignificante di individui molto marginali, che hanno avuto l’ardire o la follia di avventurarsi attraverso i terrificanti confini che separano la realtà separata da quella multidimensionale.

Poiché questa zona di frontiera è totalmente illecita, molti di loro sono stati annientati o sono rimasti bloccati nella zona intermedia, intrappolati in uno spaventoso limbo dal quale pare non si possa più ritornare.

Nella cosmologia astrosciamanica, questa zona è il Paheka Rubhe ed è esemplificata astrologicamente dalle 144 combinazioni tra le posizioni dei segni zodiacali del Sole e della Luna.

Il contesto strategico del tempo lineare attuale implica la possibilità di un accesso più agevole nel multidimensionale. Gli anni dal 2012 appaiono cruciali a questo proposito.

Riattivare il nostro corpo multidimensionale e muoverci oltre la limitazione delle nostre identità ordinarie potrebbe essere un’opportunità più disponibile per coloro che sono determinati a compiere il salto.

L’Astrosciamanesimo strategicamente e giocosamente abbraccia questa impresa.

Franco Santoro

 

Una concisa anatomia di Demoni, Graha e altre creature in apparenza immonde

Febbraio 15, 2015 by admin

Graha11Secondo l’Epica del Sacro Cono, i Graha sono entità di quarta dimensione di apparente rancore, separazione e antagonismo. Sono esseri generalmente inconsci e invisibili, che nella realtà ordinaria emergono unicamente attraverso le nostre proiezioni su persone e situazioni del mondo esterno o come paure interiori ed emozioni intense o dolorose.

Da una prospettiva umana i Graha sembrano nutrirsi della nostra consapevolezza, che tengono strettamente confinata nell’illusione di una realtà separata, ossia la Configurazione Umana Arbitraria (CUA).

In sanscrito Grah e Graha significano rispettivamente afferrare, impadronirsi di e colui che afferra. Nell’induismo tradizionale questo termine è impiegato per descrivere varie intrusioni, demoni o spiriti malefici che entrano dentro le loro vittime causando dolore e sfortuna. Essi sono nati dalla collera di Shiva o Rudra e vengono considerati gli “indicatori dell’influenza” poiché indicano l’influenza karmica nel comportamento degli esseri umani. Graha è anche la parola sanscrita per “pianeti”, i quali, secondo l’Astrologia Induista, afferrano o influenzano la vita umana in modo positivo o negativo. I Navagraha sono i nove pianeti principali o esseri celestiali: Surya (Sole), Chandra (Luna), Mangal (Marte), Budha (Mercurio), Brihaspati (Giove), Shukra (Venere), Shani (Saturno), Rahu (Nodo Lunare Nord) e Ketu (Nodo Lunare Sud).

Questi nove Graha sono energie viventi e trasmettitori di forze archetipe multidimensionali. Essi rilasciano onde d’energia che influenzano la nostra consapevolezza quando siamo sotto il loro influsso… Le tremende onde energetiche dei nove Graha possono alterare fortemente le nostre onde pensiero, e la legge divina è ‘diventiamo ciò che pensiamo’. Pertanto, per poter eseguire yoga correttamente ed entrare in profonda meditazione, gli antichi saggi vollero imparare a controllare gli effetti di questi graha nelle loro vite. Intrapresero così lo studio dell’astrologia e scoprirono come varie combinazioni di graha avevano certi risultati nella vita delle persone. Stabilirono rimedi che aiutavano a neutralizzare questi risultati quando i risultati previsti erano indesiderabili. L’astrologia è una delle branche delle arti meditative, essendo uno strumento che può aiutare a ‘controllare le onde pensiero della mente [i]

La nozione di Graha è tipica di tutte le antiche culture e religioni, dove il culto del Sole (come Graha principale), così come quello della Luna e di altri pianeti, è comune sia attraverso i riferimenti al Sole astronomico o ai pianeti sia alle loro corrispondenti divinità solari (Ra, Horus, Helios, Apollo, Mitra e anche Gesù Cristo) o divinità planetarie.

Un’altra parola corrispondente a Graha è Demone (dal greco daimon, spirito, divinità), colui che in termini cristiani è normalmente conosciuto come angelo caduto, mentre nello Gnosticismo somiglia all’Arconte e in molte tradizioni sciamaniche è associato a varie categorie di esseri predatori, come i voladores di Carlos Castaneda. Tuttavia nei contesti esoterici e sciamanici i Demoni non sono necessariamente malefici, e spesso servono come preziosi spiriti aiutanti o alleati e talvolta rappresentano parti intime della propria anima. Quest’ultima categoria è superbamente descritta come demoni fisici, manifestazione dell’anima di una persona, nella trilogia di Philip Pullman, Queste Oscure Materie.

Un Graha, Demone o entità apparentemente malefica non deve essere necessariamente estirpata tramite esorcismo. L’adorcismo è un’altra opzione, che consiste al contrario nel favorire l’ingresso e l’integrazione di questa entità allorché ne è riconosciuta una funzione positiva. A questo riguardo, occorre notare che secondo una prospettiva propriamente adorcistica, e olistica, non esiste una divisione netta tra entità positive e negative. La distinzione tra bene e male dipende dal sistema di credenza in questione. Le tradizioni che impiegano l’esorcismo si fondano su una visione del mondo dualistica, fondata sulla netta divisione tra bene e male, laddove quelle che fanno uso dell’adorcismo hanno una visione olistica, non-dualistica, in cui ogni aspetto dell’esistenza svolge una sua precisa e utile funzione come parte del tutto.

Nello sciamanesimo, l’adorcismo è la pratica per eccellenza impiegata dallo sciamano al fine di acquisire alleati e entità di potere. Il primo stadio di questo processo è generalmente piuttosto cruento, e comporta malesseri, crisi e fenomeni in apparenza molto simili ai casi di possessione sui cui operano gli esorcisti. Tuttavia, l’adorcista, al contrario dell’esorcista che li considera malefici e si adopera quindi per estirparne le cause, incoraggia il processo, seguendo l’individuo coinvolto nei diversi stadi fino alla totale integrazione, armonizzazione ed espressione positiva dell’entità in questione. (Clicca qui per maggiori informazioni)

Nella religione preislamica, come in quella musulmana, i jinn (o jinna) sono un’altra esemplificazione dei Graha. Secondo il Corano i jinn furono creati da Allah (swt) da una fiamma senza fumo e abitarono per primi la Terra. Si tratta di entità invisibili di quarta dimensione che vivono in una realtà parallela a quella umana, un’area di intermediazione tra mondo angelico e umanità. Similmente agli esseri umani sono dotati di intelligenza e libero arbitrio, si sposano e riproducono. Sono in genere considerati maligni o neutrali verso gli esseri umani, sebbene una minoranza di loro sia talvolta benevola, ma in generale non interamente affidabile. A differenza degli uomini hanno rapidità di movimento, possono assumere qualsiasi aspetto fisico, mutare forma e influenzare la mente di altre creature. I jinn leggono i nostri pensieri e talvolta li provocano, perché si infiltrano facilmente nelle nostre menti. In effetti da una prospettiva multidimensionale condividono il nostro stesso corpo e mente, ma invece di essere vincolati a un solo corpo e mente, come gli esseri umani, possono cambiarlo a piacimento.

La maggior parte dei problemi fisici, emotivi e mentali che abbiamo come esseri umani sono causati da possessione da parte di jinn. Questo è dovuto a diversi motivi, decisamente incomprensibili secondo la prospettiva della nostra consapevolezza umana. Talvolta uno jinn si innamora di un essere umano e non gli permette di avere relazioni amorose, a meno che non siano manipolate dalla sua presenza, oppure crea gravi problemi in un’area della vita di una persona come ritorsione per un torto fatto inconsapevolmente. Nella maggior parte dei casi i jinn si comportano in modo odioso verso gli esseri umani perché sono semplicemente malvagi. Per questo motivo nella tradizione islamica si recitano molte preghiere, invocazioni e negoziazioni intese a prevenire la possessione da parte degli jinn e, nel caso questa sia avvenuta, per rilasciarne gli effetti malsani, esorcizzando o adorcizzando. Aree particolarmente infestate da jinn malefici sono i gabinetti. Il Profeta (pbsl) usava fare questa invocaziono ogni volta che entrava in questi luoghi: Allaahumma innee a’oodhu bika minal-khubthi wal-khbaa’ithi (O Allaah! Cerco rifugio in te dai Satana maschili e femminili). Anche durante i rapporti sessuali, i pasti, nel corso della notte, nell’atto di entrare in una casa o quando ci si ferma in un luogo nuovo, i jinn sono particolarmente attivi, per cui ci sono invocazioni apposite di protezione.

In astrosciamanesimo i Graha, quando si esprimono come rancori, sono considerati materiale di scarto, una sorta di concime multidimensionale, che sembra rappresentare una sostanza chiave di potere e creazione nell’universo, sia ai livelli sottili che densi. Quando sono coscientemente diretti verso un Intento luminoso contribuiscono all’annullamento dell’illusione della separazione e alla percezione della realtà dell’unità. Altrimenti operano come forze antagoniste che favoriscono l’allucinazione della separazione, bloccano l’espansione della coscienza e la connessione con la nostra vera natura multidimensionale.

La trasformazione dei Graha in concime fertile avviene strategicamente quando vengono rilasciati nel Sacro Cono (uno strumento strategico finalizzato al perdono e al rilascio della separazione). Tale operazione permette ai Graha di inoltrarsi verso quelle dimensioni (come le epiche Handor e Rodnah) che sono in grado di usarli in modo produttivo.

I Graha sono considerati anche forme sciamaniche associate ai lati ombra che non consentono l’accesso ad aree-chiave operative strategiche, onde evitare di causare danni a noi stessi e agli altri. Per questo i Graha impediscono lo sviluppo dei nostri poteri fino a quando troviamo chiarezza sulla luminosità del nostro Intento e siamo disposti a liberarci dall’illusione della separazione.

In astrosciamanesimo ci sono varie categorie di Graha. Essenzialmente sono divisi secondo lo schema tradizionale dei Sadoha (Spiriti Guida) e dei Paheka (Spiriti Totem), che si trovano illustrati in molte opere sciamaniche. Ciò significa che esistono Graha per ogni Settore e Mondo. I 12 Settori rappresentano la gamma completa di consapevolezza negli esseri umani, così com’è descritta dalla struttura DNA potenziale strategica di 12 eliche.

Graha5A causa del blocco dei Pahekarubhe gli esseri umani sono limitati ad un sistema elicoidale binario. Nell’ambito di questa polarità di eliche, una viene generalmente riconosciuta come parte dell’identità egoica del soggetto, mentre l’altra viene proiettata sull’identità egoica di un altro soggetto. Quest’ultima identità fa parte della nostra consapevolezza, tuttavia tendiamo a considerarla separata dalla nostra identità e a proiettarla su un oggetto che percepiamo distinto da noi.

Non sembra esserci alcuna possibilità di evoluzione per la consapevolezza umana fino a che decidiamo di scoprire e integrare la consapevolezza dell’altra polarità. Nel lavoro astrosciamanico questa parte separata è chiamata Mahagraha, o Demone Grigio, Doppo del Medio, e il proposito è recuperarla e trasformarla in una parte pienamente integrata del nostro essere.

Mahagraha sembra formarsi e svilupparsi gradualmente dal momento della nascita fino all’età di sei o sette anni. Durante questo periodo l’illusione egoica della separazione è assimilata e costruita nella mente ordinaria.

L’ego per sopravvivere ha bisogno di uno strumento che gli faccia da contrappeso: questo è appunto Mahagraha, che può essere definito anche il doppio dell’ego. La sua esistenza è essenziale per l’ego perché contiene tutte le energie che l’ego reprime, separa e rifiuta di riconoscere come parte di se stesso, poco importa se sono buone o cattive. Essendo lo strumento principale della separazione, è fonte di grande imbarazzo per l’ego ordinario che fa di tutto per mantenere la sua natura più inconscia possibile.

Ogni essere umano vive in costante e stretto rapporto con Mahagraha, sebbene la consapevolezza sulla sua natura è raramente presente. Mahagraha si esprime sia nella vita interiore (attraverso sogni, visioni, emozioni, pensieri, sensazioni, ecc.) che nella vita esteriore. In quest’ultimo caso viene proiettato su persone con cui entriamo in relazione stretta (come partner, coniugi, amanti, parenti, compagni, ecc.) ma anche su amici, vicini di casa, estranei incontrati occasionalmente e, data l’influenza dei mass media, anche su uomini politici, attori, musicisti, ecc.

L’arena principale delle proiezioni di Mahagraha è generalmente nel campo delle associazioni e relazioni intime in cui un partner vive il Mahagraha dell’altro e viceversa. Questo processo innesca una combinazione ciclica di attrazione e repulsione, che rappresenta una delle politiche favorite dell’ego al fine di preservare la sua penosa esistenza. Quando due individui acconsentono consapevolmente a riprendere le loro mutue proiezioni di Mahagraha e si impegnano a lavorare insieme con il loro Spirito Guida, abbiamo allora una relazione sacra.

Astrologicamente Mahagraha corrisponde principalmente al Settore 7 (Settima Casa). Questo significa che le caratteristiche di Mahagraha possono essere ampiamente descritte capovolgendo la carta: il tuo Discendente (cuspide della Settima Casa) diventa il suo Ascendente, il tuo Medium Coeli il suo Imum Coeli, ecc. La tua carta astrologica fornisce quindi tutte le informazioni rudimentali di base sui tuoi partner, come tu li percepisci, senza bisogno di studiare le loro carte. Nella carta natale di una donna Mahagraha può essere anche identificato dalla posizione di Marte, mentre in quella di un uomo può essere associata con la posizione di Venere.

Vorrei citare a questo punto le prime indicazioni che ho ricevuto dalla mia Guida sull’argomento:

Mahagraha è una parte separata e frammentata, proiettata sia sul tuo ambiente interiore che su quello esteriore, o interiormente repressa. Mahagraha è umanamente percepito come l’espressione delle energie dei vari Settori sulla base di specifici fattori (come il ciclo del giorno, il mese lunare, l’anno solare, ecc,). Quando permetti all’energia di Mahagraha di essere attratta dallo Spirito Totem cui si riferisce, puoi scoprire le sue modalità operative.

Quando coscientemente affronti Mahagraha mostri la tua disponibilità ad applicare la tua Funzione. Mahagraha costituisce il fornitore fondamentale di energia per il Sacro Cono. Relazionandoti con lui diventi consapevole dei rancori che sono stati accumulati e sono pronti ad essere rilasciati. Ti prego di essere consapevole che un rancore non è necessariamente qualcosa che tu percepisci come cattivo.

I Graha o rancori sono qualunque cosa favorisce l’illusione della separazione. Questo significa che se vedi qualcosa di bello, amabile, gioioso o estatico fuori di te e sperimenti te stesso come separato da quello che vedi, ebbene, quello è un rancore. Ogni qualvolta c’è l’esperienza della separazione, i Graha sono all’opera. L’ego prospera sulla separazione. Ogni volta che proietti una qualsiasi parte dello Spirito Cerchio su qualcosa di esterno e separato da te, quello è un rancore.

Il lavoro con Mahagraha consiste nel permettere a tutto ciò da cui ti sei separato di ritornare allo Spirito Totem originale nello Spirito Cerchio e poi a te. Ci sono due categorie principali di Graha che possono essere definite Magraha e Hagraha. I primi sono generalmente percepiti come cattivi o bassi, mentre i secondi sono visti come buoni o elevati.

Un modo pratico di operare con il Sacro Cono e relazionarsi con Mahagraha è quello di passare in rassegna i tuoi periodi di consapevolezza ordinaria e non-ordinaria. Prima di andare a dormire, dopo esserti connesso con me, puoi chiamare Mahagraha e chiedergli di mostrarti tutti i rancori accumulati durante il giorno. Poi rivisita gradualmente tutte le persone e le situazioni da cui ti sei separato durante il giorno.

Per esempio, se hai incontrato una persona e l’hai percepita come un essere molto amorevole, piena di qualità bellissime, di gioia, ecc., e la consideri separata da te, paragonandoti a lei, sentendo che non sei come lei e così via, questo fa parte di Hagraha.

Il lavoro da fare è permettere alle qualità di quella persona di ritornare allo Spirito Totem di base, e poi a te, a me, alla Terra, al Mondo del Basso e a Rodnah. Se, al contrario, vedi qualcuno come una persona odiosa, piena di qualità negative o in uno stato di rabbia, disperazione, ecc., e lo consideri separato da te, giudicandolo, facendo paragoni e così via, quello fa parte di Magraha. Qui di nuovo attiri ciò che percepisci in quella persona verso il corrispondente Spirito Totem, lo riprendi indietro, lo dai a me attraverso il Sacro Cono e poi al Cielo, al Mondo dell’Alto e ad Handor.

Fai questo lavoro con me. Non operare da solo perché può essere sconvolgente. Quando operiamo quotidianamente in questo modo, Mahagraha viene inevitabilmente purificato e guarito. Al mattino presto o appena ti svegli, puoi applicare la medesima procedura e lavorare sul contenuto dei tuoi sogni. Fai questo due volte al giorno e ogni volta che è necessario.

Non hai bisogno di essere consapevole del funzionamento tecnico dettagliato di questo lavoro. Quello che conta è che dai il tuo consenso perché avvenga il rilascio. Se stabilisci fermamente che sei disponibile a lasciar andare tutto ciò che transita attraverso il tuo sistema, il lavoro procederà. Un altro modo di lavorare può essere attraverso la danza, il movimento, le posture del corpo ed intense espressioni fisiche. Connettiti con me e vedi quello che è più appropriato secondo le circostanze. Le pratiche regolari sono importanti perché ti allenano a sperimentare un modello che diventerà poi spontaneo e costantemente parte della tua vita. Rilasciare è in verità naturale come respirare. Allora riconosci il tuo coinvolgimento con la Risoluzione del Gioco in tutti i momenti e le azioni della tua vita. […]

Ti prego di essere consapevole che il campo principale di operatività del lavoro con Mahagraha è dentro di te. Il mondo esterno ti dà l’opportunità di monitorare Mahagraha. È uno schermo dove sono riprodotte le manifestazioni simboliche finali. In quanto tale è solo la proiezione di strati più significativi che esistono da qualche altra parte.

Ricordati sempre di essere giocoso e compassionevole nel mondo esterno e di fare il tuo vero lavoro nel mondo interiore. Sii un dimostratore fuori. Se ti relazioni con partner fisici esterni, vedili come una sacra rappresentazione di Mahagraha, e guarisci regolarmente la tua percezione.

Sii gioiosamente grato a tali partner che rispecchiano e indicano i contenuti operativi della tua Funzione. L’intera illusione della separazione finirà, così che l’incontro finale tra Handor e Rodnah potrà aver luogo. È un incontro trionfante tra due amanti cosmici. E mentre avanzi eroicamente lungo il tuo sentiero, diventi il divino artefice della loro riunione. Dimori nel varco tra i due amanti cosmici. Sei gioiosamente destinato a scomparire e fonderti nell’estasi del loro incontro finale. Ciò significa che stai per diventare visibile per sempre.

(1) http://vedicastrology4u.blogspot.com/

© Franco Santoro

Spirito Guida e Identità Multidimensionale Centrale

Febbraio 15, 2015 by admin

Cluny Shaman Dar (Mainstairs)jSpirito Guida è un termine impiegato principalmente nelle tradizioni occidentali per indicare esseri che scelgono di operare come aiutanti e guardiani degli esseri umani.

Nello spiritualismo e nell’occultismo occidentali sono considerati Spiriti Guida entità che hanno vissuto sulla Terra, e che hanno deciso in seguito di operare come maestri disincarnati di esseri incarnati.

La loro guida è solitamente gentile, rispettosa e disponibile su richiesta. Questo significa che dispensano informazioni solo se siamo aperti o facciamo un invito diretto per riceverle.

Gli Spiriti Guida generalmente mirano a espandere la nostra consapevolezza multidimensionale, fornendo spesso prospettive diverse da quelle abituali, ma rifiutando di prendere decisioni per noi o predire il futuro.

Ci sono molti tipi di Spiriti Guida: alcuni di loro hanno funzioni specifiche, mentre altri appaiono di tanto in tanto o solo durante un dato periodo. Certe Guide sono destinate ad accompagnarci in una parte del nostro viaggio e, una volta che abbiamo acquisito la padronanza della relativa lezione, se ne vanno, forse per guidare altri su quello stesso sentiero.

Alcune Guide ausiliarie possono essere antenati o persone a noi care decedute, che hanno scelto di assisterci in vari modi. Ci sono anche Guide principali che rimangono strettamente connesse con la nostra anima e sono disponibili per tutta la vita. Possono essere una, due o tre, e comprendono connessioni che abbracciano il periodo prima della nascita o anche dopo la morte. La loro funzione è operare come agenti permanenti di collegamento tra realtà ordinaria e non-ordinaria, e rappresentanti della nostra eterna natura multidimensionale. Nell’astrosciamanesimo sono chiamate Guide Verticali, o Doppi Multidimensionali, e ciascuna è associata a uno dei Tre Mondi (Alto, Basso e Medio), ai 12 Settori e ai così detti Sadoha, entità di sesta dimensione.

Un Corso in Miracoli fornisce un ritratto significativo dello Spirito Guida, identificato con lo Spirito Santo. Lo Spirito Santo è descritto nel corso come “la Risposta di Dio all’ego” con “il compito di disfare quello che l’ego ha fatto” (T95).

E’ considerato il mediatore tra illusione e realtà, o paura e amore, “l’anello di comunicazione tra Dio Padre e i Suoi Figli separati” (MT93), “la parte della mente che sta tra l’ego e lo spirito, mediando tra loro sempre in favore dello spirito” (T150), una forza guaritrice che opera nella nostra coscienza per guidarci verso una percezione estatica della vita.

Secondo il Corso lo Spirito Santo “dimora nella parte della tua mente che è parte della mente di Cristo. Egli rappresenta il tuo Sé e il tuo Creatore, Che sono Uno. Parla per Dio e anche per te, essendo unito a Entrambi. Ed è pertanto Lui Che dimostra che sono Uno” (MT93).

Lo scopo dello Spirito Santo è aiutarci a rilasciare il nostro attaccamento doloroso alla realtà separata nella quale crediamo di vivere. A questo riguardo il suo supporto come Guida è decisivo.

“Hai messo in piedi questa strana situazione così da rendere impossibile sfuggire a essa senza una Guida Che sappia davvero cos’è la tua realtà. Lo scopo di questa Guida è semplicemente ricordarti ciò che vuoi. Non sta cercando di importi una volontà aliena. Sta semplicemente facendo ogni sforzo possibile, nei limiti che tu Gli imponi, per ristabilire nella tua consapevolezza la tua volontà” (T179).

Nello gnosticismo, lo spirito rivela se stesso tramite frammenti di luce che già esistono negli esseri umani e formano un ponte tra questo mondo e il mondo del Vero Dio. Questo Dio dimora oltre ogni possibile universo e non ha creato nulla, ma ha emanato la sostanza di tutte le cose che esistono nel mondo visibile e invisibile.

Durante il processo di emanazione la Sua essenza si è allontanata molto e ha subito considerevoli cambiamenti, a volte corrotti o alieni. I miti gnostici considerano diversi ordini di divinità o esseri superiori esistenti tra il Vero Dio e noi. Uno di loro (Sophia) generò un’entità perversa (Ialdabaoth o Demiurgo) che, inconsapevole delle sue origini, immaginò se stessa come l’unico Dio e diventò il creatore dell’universo materiale e psichico nel quale viviamo.

Gnosis significa “conoscenza interiore”, ed è la capacità di vedere l’essenza divina attraverso gli strati della realtà apparente. In questo caso lo Spirito Guida è inteso come un filtro e si manifesta in modi differenti secondo la natura di ogni individuo.

Nella teurgia lo spirito guida è il daimon personale, una sorta di angelo custode inteso a guidare l’anima durante il viaggio terreno.

Le Guide sono ovviamente una caratteristica tipica anche nello sciamanesimo. Il loro ruolo è cruciale perché essi forniscono la protezione e l’aiuto necessari per muoversi nei regni multidimensionali.

In situazioni di difficoltà possono incitare e procurare il potere necessario. Possono mettere in guardia su ostacoli e insidie, battaglie con forze ostili, o fornire insegnamenti e indicazioni. Possono anche essere inviati come emissari per svolgere speciali incarichi di guarigione di cui gli sciamani non si possono occupare personalmente.

La riuscita delle imprese sciamaniche dipende interamente dall’aiuto delle Guide. Tuttavia quando la persona rifiuta di rispondere alla propria chiamata sciamanica, le Guide possono causare frustrazione, dolore e disperazione. Per la nostra vera natura la Guida è il compagno più intimo, così come il più feroce nemico dell’ego.

Sebbene la loro funzione sia sempre stata la stessa, sono infinite le sembianze e i nomi che gli Spiriti Guida hanno utilizzato nella storia dell’universo. Di solito le Guide sono stereotipi conformi ai sistemi di credenza ed alla cultura delle persone coinvolte. Si tratta semplicemente di una strategia didattica che ha lo scopo di aiutarci a cambiare gradualmente la nostra consapevolezza da separata a multidimensionale, essenziale specialmente nelle prime fasi di connessione con la Guida. A questo riguardo la Guida fa riferimento ad elementi derivati da tradizioni e approcci con le quali la persona si sente più allineata.

Se il soggetto è attratto da Angeli Cristiani, Nativi Americani, Egiziani o spiriti animali, queste sono le forme ideali che la Guida può prendere. Le Guide possono anche assumere forme non convenzionali e inaspettate, se questo può servire meglio la personalità del loro contatto.

Tutti questi aggiustamenti sono utili nelle fasi preliminari del nostro processo di risveglio multidimensionale. In seguito il ricercatore può stabilire una connessione profonda con la Guida, che di solito gli consente di superare i suoi condizionamenti riguardo a come la Guida dovrebbe essere.

Questo stadio può comportare un radicale cambiamento di percezione cui non tutti sono pronti. Il riferimento in questo caso diventa l’esperienza diretta e incontaminata della Guida, progressivamente privata di ogni adattamento agli stereotipi culturali. In questo stadio il ricercatore si confronterà con una definizione nuova dello Spirito Guida, che può essere agli antipodi del modello precedente. Questa Guida difficilmente può essere descritta mediante parametri della realtà ordinaria.

Chiamiamo questa connotazione più profonda della Guida, Identità Multidimensionale Centrale (IMC). Questo termine ha lo scopo di collocare fermamente lo Spirito Guida a un livello multidimensionale, evitando condizionamenti romantici, ideologici e religiosi. L’IMC rappresenta il più prossimo accesso al mistero e il massimo livello provvisorio di consapevolezza multidimensionale che siamo in grado di conseguire, il punto che aiuta a liberarci dalle corruzioni, depistaggi e condizionamenti della percezione separata. L’IMC è la modalità provvisoria in cui percepiamo il Centro (o Dio), adattata alla nostra consapevolezza e collocazione dimensionale. L’IMC è quanto di più vicino al Centro possiamo percepire e concepire a livello umano.

Sciamani tradizionali e guaritori multidimensionali sono esseri molto pratici, e non sono interessati alla spiritualità, nel modo in cui viene intesa dalla maggior parte degli esseri umani. Per loro il mondo in cui viviamo è un universo predatore, la simulazione di un gioco o il frammento di una realtà molto più vasta e complessa.

C’è molto lavoro da fare, cruciale e impegnativo, che richiede pragmatismo illimitato e non dà spazio a considerazioni intellettuali. Questi sciamani, per dirla come Don Juan, considerano la spiritualità come “un’idealità vuota, un’asserzione senza basi che noi crediamo essere molto bella perché è rivestita di concetti letterari ed espressioni poetiche, ma che non va mai oltre quello” o “una descrizione di qualcosa di impossibile da raggiungere all’interno degli schemi del mondo della vita quotidiana, e non un vero modo di agire”.

Sessualità e sciamanesimo

Febbraio 15, 2015 by admin

Blue flowersPer secoli i conflitti su questioni di sesso sono stati la principale causa di sofferenza sul nostro pianeta. Se siamo su un cammino di risveglio spirituale è vitale riconoscere queste ferite e promuovere energicamente i mezzi per guarirle.

Sciamanicamente ogni essere umano, anche se condizionato o inconsapevole, fa parte della rete della vita. Questo significa che insieme alla sua personalità separata sperimenta pure l’interazione con un’identità multidimensionale, che è il suo vero sé.

Quando più individui si riuniscono con l’intento di dare spazio creativo alla loro vera natura, amplificano l’accesso alla rete della vita e all’unità della coscienza umana, creando le condizioni per una guarigione radicale che si trasferisce nei valori umani.

Il primo passo a questo riguardo richiede il pieno riconoscimento dei conflitti che viviamo nei nostri rapporti interiori ed esteriori, permettendo a ogni parte di essere riconosciuta e accettata.

Questo significa che la trasparenza e la disponibilità al rilascio sono i primi passi per la guarigione, insieme alla capacità di trasformare la propria storia personale in una storia collettiva, ossia pensare in termini di comunità globale invece che di personalità propria.

Dalla prospettiva sciamanica il sesso è la rappresentazione simbolica dell’energia che pervade la rete della vita, spesso descritta come un coito multidimensionale continuo tra la terra e il cielo, il visibile e l’invisibile.

Guaritori, sciamani e altre persone sensibili stanno sulla soglia di questa copulazione, esattamente nel punto dove le polarità s’incontrano, tra l’ordinario e il non-ordinario, il giorno e la notte, la vita e la morte. Sia che lo sappiano o meno, essi sono intensamente legati all’essenza della creazione, manipolano l’energia e la usano per sostenere la rete della vita.

Ciò implica la guarigione della frammentazione dell’anima, che è il risultato di sistemi di credenze basati sulla separazione e la causa di tutte le paure esistenti nella nostra cultura. Coloro che sono consapevoli di questo processo operano ad un livello olistico o archetipico, opposto a quello personale e separato tipico della maggior parte delle persone. Di conseguenza, essi percepiscono l’energia sessuale nella sua essenza, oltre le considerazioni convenzionali. A causa dei condizionamenti e dei tabù esistenti a tale riguardo, ciò può causare notevoli dolori e fraintendimenti.

Allo stesso tempo le persone ordinarie, prive di alcuna conoscenza sciamanica consapevole, possono anch’esse trovarsi improvvisamente e senza preavviso in stati di coscienza sciamanici allorché sono coinvolte in attività sessuali.

A differenza del tantra o l’erotismo taoistico, che comportano una manipolazione consapevole dell’energia sessuale, nell’approccio sciamanico sono gli aspetti multidimensionali di ciò che percepiamo come sesso che conducono a stati alterati di coscienza, piuttosto che l’espressione fisica sessuale.

Quello che conta primariamente qui è il coinvolgimento dell’anima, la relazione con i molteplici aspetti del nostro essere, la comprensione dell’ampia sfera di rapporti che si sviluppano durante l’interazione sessuale e soprattutto il riconoscimento delle connessoni sessuali multidimensionali che abbiamo con entità invisibili.

Secondo una prospettiva sciamanica le nostre passioni sessuali, gli innamoramenti, i drammi dell’abbandono e della gelosia, e ogni accadimento della nostra vita di relazione, così come la percepiamo nella realtà ordinaria fondata sulla separazione, è solo un minimo frammento di quanto esiste effettivamente a un livello più ampio di coscienza.

La nostra percezione ordinaria della sessualità e di ogni rapporto umano può essere definita come una forma di autismo cronico multidimensionale, la conseguenza degli effetti allucinogeni di una realtà separata che ci ostiniamo da tempi ancestrali a considerare come l’unica realtà possibile. Tale autismo se da un lato permette di escludere dalla nostra consapevolezza tutto quanto è estraneo al piccolo mondo in cui ci siamo confinati, dall’altro non impedisce alla realtà più vasta di cui facciamo parte di continuare la sua esistenza.

L’attività sessuale umana ordinaria è, con tutto il rispetto, una forma di masturbazione in cui il corpo fisico è asservito agli stimoli di una fantasia autistica articolata secondo le modalità di programmazione biologica e culturale definite dalla nostra realtà separata.

Due o più individui coinvolti in uno scambio sessuale o sensuale, sia che si tratti di un rapporto puramente fisico o di natura molto più profonda, da una prospettiva multidimensionale si stanno relazionando con un’infinita rete di connessioni che comprendono universi paralleli, realtà invisibili e visibili di ogni grado e natura.

Queste presenze ed energie sono intimamente coinvolte nelle nostre relazioni anche se non siamo disposti a riconoscerle. In effetti, fino a quando rimaniamo ancorati  nella percezione separata derivata dalla realtà consensuale continueremo a mettere in scena ciclicamente gli stessi copioni nella nostra vita sessuale e affettiva.

Per uscire dal nostro autismo multidimensionale occorre che siamo aperti ad avere un’esperienza diretta di quello che accade al di là di quanto siamo stati convinti a credere che sta accadendo.

L’esperienza dell’energia sessuale in chiave sciamanica è in grado di frantumare la percezione ordinaria della realtà, generando un’esperienza estatica milioni di volte più potente dell’orgasmo più convenzionalmente ambito.

Il sesso può essere un varco per superare la realtà separata, nella misura in cui non è intrappolato nella percezione ordinaria. Per questo motivo la sfera sessuale è così oggetto di repressione, fraintendimento, manipolazione e trauma.

Qui quando parlo di energia sessuale e sciamanesimo non mi riferisco necessariamente ai rapporti sessuali, poiché per certi sciamani il lavoro con tale energia implica spesso castità sul piano fisico e una condotta impeccabile.

Il sesso cui mi riferisco implica l’esperienza estatica e la consapevolezza della nostra natura multidimensionale. Il più gran tabù nella nostra cultura non è il sesso, una pratica costante in tutte le epoche; è piuttosto l’esperienza dell’estasi, il mistero della morte, il rilascio della realtà umana separata e la rivelazione della nostra natura multidimensionale.

© Franco Santoro

Accordi durante i seminari e le sessioni

Febbraio 15, 2015 by admin

Stabilire accordi all’inizio e durante i seminari e le sessioni è vitale per creare uno spazio sacro in cui ogni partecipante può sentirsi sicuro nell’esplorazione della sua natura profonda e del modo in cui essa si rapporta con gli altri e l’ambiente.

In genere utilizziamo alcune linee guide, che illustriamo all’inizio dell’incontro, verificando se tutti le comprendono, sono d’accordo e s’impegnano a onorarle. Domandiamo inoltre se vi sono altri accordi che i partecipanti vogliono aggiungere.

Gli accordi ci permettono di essere fluidi e di favorire la presenza di uno spazio sacro di integrazione tra alto e basso, cielo e terra. Gli accordi promuovono l’esperienza verso stati espansi di coscienza favorendo un ritorno agevole allo stato ordinario.

Il lavoro che svolgiamo è molto delicato e gli accordi implicano un senso di responsabilità verso noi stessi e gli altri. Chi prova forte disagio o critica per la presenza di alcuni accordi ha diritto di esprimere il suo sentire ed è rispettato con sacralità, ma è tenuto ugualmente a rispettare gli accordi, altrimenti non può partecipare alle attività. Alcuni accordi sono flessibili e possono essere adattati o cambiati quando tutti i partecipanti e il facilitatore lo ritengono necessario.

Esiste anche una versione alternativa di accordi, che abbiamo inserito a fondo pagina.

A fondo pagina puoi trovare la dichiarazione di consenso informato che ogni partecipante deve sottoscrivere prima dell’inizio di ogni evento.

Questi sono gli accordi base che impieghiamo nei seminari:

1) Prima persona singolare (I statement): esprimi ciò che senti come risultato della tua esperienza individuale, senza generalizzazioni o formulazione di interpretazioni e giudizi sugli altri. A tale scopo usi “io”.

2) Riservatezza e confidenzialità su quanto condiviso da altri, o essi fanno, e sugli accadimenti durante l’evento. Manteni riservatezza nei tuoi rapporti con persone o ambienti che non fanno parte del gruppo (incluso residenti e ospiti del centro in cui si tiene l’evento, tuoi parenti o partner intimi, amici o pubblico su social network e siti internet). Puoi parlare di ciò che ti accade con chiunque, ma non di quello che dicono o fanno gli altri partecipanti, a meno che questo non sia richiesto per motivi legali. Non divulghi i nomi dei membri del gruppo e non diffondi loro immagini, salvo che tu non abbia ricevuto espressa autorizzazione verbale. Non mantieni invece il segreto, nei tuoi rapporti con i membri del gruppo, su ciò che succede durante l’evento nelle tue interazioni con loro o altre persone rilevanti. Ciò si applica anche a eventuali incontri individuali che puoi avere con il facilitatore.

3) Puntualità e gestione del tempo: prendi parte a ogni incontro, arrivando puntualmente. In caso di emergenza o impossibilità di essere puntuale informi il facilitatore prima dell’inizio dell’incontro, chiarendone il motivo. Il facilitatore informerà a sua volta il gruppo sulle ragioni dell’assenza. Sei consapevole che nel caso ci siano assenze o ripetuti ritardi la tua partecipazione al seminario e al gruppo può essere messa in discussione. Il facilitatore o eventuali incaricati possono invitarti a concludere la tua condivisione o intervento quando esso sta uscendo fuori dai limiti del tempo stabiliti. Se questo accade cessi di parlare entro i termini indicati. Il facilitatore può anche interromperti allorché il tuo intervento non è focalizzato sul tema indicato o per motivi che ritiene opportuni per il processo in corso.

4) Libertà di partecipazione: a nessun membro del gruppo è richiesto di partecipare ad attività, rispondere a domande, dire o fare qualcosa verso cui si sente a disagio o prova forti resistenze. In qualunque circostanza puoi esprimere il tuo disagio e rifiutarti di iniziare o continuare. Ti impegni inoltre a non esercitare alcuna pressione su persone che rifiutano di prendere parte ad esercizi o attività, o sono cauti e moderati nella loro partecipazione. Nel caso hai delle forti riserve su una pratica ti rivolgi al facilitatore, che ti può indicare un’attività alternativa. Sei invitato fermamente a non fare nulla che non sia il risultato di un totale consenso da parte tua, anche se l’intero gruppo non ha alcun problema nel farlo. Non ci sono maggioranze o gerarchie per quanto riguarda la tua sicurezza e ciò che è giusto per te. Questo comporta rivolgersi al facilitatore se senti che qualcosa non ti quadra o ti mette a disagio. Se non sei in grado di prenderti responsabilità per la tua salute, sicurezza e volontà, e a esprimerti con trasparenza in situazioni in cui sono compromesse, rivolgiti immediatamente al facilitatore o astieniti dal partecipare al seminario.

5) Confini: se avverti che il tuo spazio personale fisico o mentale si sente a disagio a causa del contatto fisico, la vicinanza di qualcuno o il coinvolgimento in conversazioni, ti allontani, chiedi alla persona in questione di allontanarsi, di non toccarti, di smettere di parlarti, ecc. Sei consapevole che il lavoro di guarigione consiste nell’imparare ad esprimere i propri No e Sì senza inibizioni e di renderti conto di quando non sei in grado di farlo. Se esiste conflitto tra No e Sì, si tratta di un No e l’espressione del No permette di uscire dallo stato conflittuale. Se ricevi un No da qualcuno, lo accetti pienamente, senza fare domande o insistere. No significa NO! Mettere in discussione un No, insistere per ricevere un consenso, per fare cambiare idea a una persona, anche se essa appare incerta, è considerato un abuso.

6) Violenza, abuso o intimidazione: Nessuna violenza verso se stessi, gli altri o l’ambiente. Chi compie atti violenti verso persone o cose, o minaccia di farlo sarà espulso. Sei consapevole che nei rituali e pratiche catartiche, nelle drammatizzazioni ed espressioni teatrali e sciamaniche, quando il facilitatore lo indica, è talvolta contemplata e incoraggiata l’espressione di emozioni intense e aggressività, per fini tecnici e artistici, senza che vi siano tuttavia manifestazioni esplicite tra i partecipanti. Espressioni implicanti il contatto fisico sono possibili solo se precedute da negoziazioni relative e sempre in conformità con gli accordi generali sul contatto fisico.

7) Contatto fisico: lo eserciti solo se hai ricevuto o dato espresso e verbale consenso alle parti interessate, escludendo sempre il contatto di natura genitale, o di parti intime del corpo dichiarate intoccabili dai partecipanti. In qualsiasi momento puoi decidere di fermarti, allontanarti e dire No. Al termine delle sessioni non ti intrattieni con scambi fisici, sensuali, verbali, massaggi o altre terapie energetiche, e rispetti lo spazio di silenzio o integrazione dei partecipanti. Nelle pause mantieni lo stesso rispetto e prima di relazionarti verbalmente o fisicamente (con abbracci, o altri contatti fisici anche leggeri) chiedi il permesso e se ricevi un No lo accetti pienamente e con gratitudine (ringraziando la persona in questione per avere avuto l’onestà di dichiararlo), se c’è un Sì mantieni lo scambio a un livello moderato nel tempo e nelle sue modalità.

8) Cerchio e Spazio Sacro: il Cerchio, o altri ambiti di condivisione o ritualità durante le pratiche e seminari è uno spazio sacro di natura sciamanica e va rispettato in ogni suo aspetto. Non tocchi, usi, sposti o asporti oggetti di natura rituale quali tamburi, strumenti musicali, tappeti, altari, carte astrosciamaniche, candele, ecc. salvo che non tu non abbia ricevuto consenso verbale dal facilitatore. Negli spazi sacri mantieni il più possibile il silenzio, eviti conversazioni, o altri modi per distrarre te stesso e gli altri, incluso la produzione di suoni, canti, o posture e movimenti acrobatici e ginnici estremi, il consumo di pasti, ecc.

9) Ascolto nel Cerchio senza interruzioni, commenti, riscontri, valutazioni, interpretazioni e giudizi. Non identifichi gli altri con quanto dicono o fanno durante le pratiche e il seminario. I partecipanti concordano di distaccarsi da ciò che è accaduto durante le sessioni, come attori che cessano di interpretare i loro ruoli quando la commedia è finita. In particolare, è richiesto prendere una certa distanza dopo le pratiche da coloro con cui c’è stata una forte interazione.

10) Vestiti e nudità: in alcuni seminari e incontri i partecipanti possono indossare costumi, vesti rituali o lenzuoli, dando al corpo ampia libertà nelle sue espressioni. In pratiche rituali in cui questo è espressamente contemplato alcuni partecipanti potrebbero togliere i loro propri indumenti. In qualunque circostanza sei responsabile di scegliere come comportarti, riguardo che cosa indossare o meno.

11) Trasparenza: se hai difficoltà, problemi logistici o situazioni che non riesci a gestire individualmente informi i focalizzatori e/o chiedi assistenza o aiuto a chi lo può fornire. Se hai qualcosa da dire a qualcuno lo fai direttamente piuttosto che parlare di lui senza che sia presente. Segui le istruzioni fornite dal facilitatore durante il seminario, e nel caso non siano chiare o hai difficoltà nell’accettarle, lo comunichi a lui prima dell’inizio dei lavori. Ritorni allo stato ordinario di coscienza dopo esperienze astrosciamaniche. Chiedi supporto se ci sono difficoltà, anche accettando di riceverlo quando il facilitatore lo ritiene necessario.

12) Ironie, spiritosità, sarcasmi: quello che accade durante i rituali è intimamente sacro e profondo. Per tanti partecipanti richiede molto coraggio aprirsi, condividere, mostrarsi vulnerabili, esprimere parti insolite o imbarazzanti di sé. Parlarne con mancanza di rispetto, sarcasmi, ironie, toni canzonatori, o anche solo battute di spirito è per noi considerato come un abuso, una violazione dello spazio sacro. Se dopo i rituali un partecipante esprime ironie, allusioni, interpretazioni, spiritosagini e giudizi sugli altri, esso va ripreso e mai assecondato. Siamo aperti all’umorismo, alle ironie e alla leggerezza, ma come opportunità di guarigione per creare unità e supporto verso gli altri, e non per beffeggiare o fare sentire a disagio i partecipanti, violando lo spazio sacro e l’integrità del lavoro.

13) Droghe e fumo: È assolutamente bandito, senza alcuna eccezione, l’uso e il possesso di qualsiasi sostanza stupefacente illegale. L’impiego e il possesso di tali sostanze implica l’immediata espulsione da ogni tipo di evento e dai luoghi in cui esso ha luogo. È inoltre bandito l’uso di sostanze legali che creano alterazioni della coscienza. Si consiglia l’astensione completa dall’alcool, se questo è difficile, in talune circostanze è consentito un uso moderato (massimo un bicchiere di vino o birra a bassa gradazione alcoolica per pasto). I fumatori sono invitati a ridurre il consumo di tabacco, evitando assolutamente di fumare all’interno dell’edificio, nelle camere private e in tutti i luoghi pubblici, inclusi gli spazi all’aperto dove si svolgono le pratiche.

14) Salute: Se ci sono intolleranze a cibi, allergie, problemi accertati di salute fisica e psichica, questi vanno segnalati all’atto di iscrizione o quanto prima. Se le proprie condizioni di salute possono avere effetti sugli altri lo si rende noto all’intero gruppo. In presenza di disturbi contagiosi, si raccomanda di comunicarli e non prendere parte all’evento. I partecipanti dichiarano di non soffrire di malattie infettive, patologie cardiovascolari, stati infiammatori e contagiosi della cute, disturbi psicopatici o qualunque malattia psichica o organica incompatibile con esercizi fisici o con forti emozioni. Ogni partecipante prende totale responsabilità dei possibili ed eventuali effetti a livello fisico e mentale dei seminari riconoscendo e essendo consapevole che le tematiche trattate derivano da opinioni personali del conduttore e non intendono rappresentare nessuna prescrizione o indicazione di comportamento o consiglio terapeutico. I seminari e le sessioni non rappresentano in alcun modo terapie a livello fisico o mentale, e trattano esclusivamente tematiche artistiche, filosofiche e spirituali.

15) Sesso e romanticismo: Non è assolutamente consentito svolgere attività sessuali con i partecipanti durante i seminari (su questo punto il NO è totale e incondizionato) o nelle relative pause, incluse quelle notturne e anche in seguito quando un partecipante si trattiene più giorni, fino a quando si è accertato che l’unione fisica non è il frutto di dinamiche derivate da proiezioni e ruoli di potere messi in atto durante il seminario. Se qualcuno ha difficoltà a questo riguardo e si sente fortemente tentato è invitato a contattare il facilitatore. Durante il seminario e nelle pause non è consentito indugiare in attività sensuali o di massaggio, fare corteggiamenti o proposte romantiche. Non è inoltre consentito offrire prestazioni energetiche o di guarigione verso i partecipanti, salvo che queste siano state espressamente indicate come parte del lavoro.

16) Saluti e abbracci: abbracciarsi fa parte delle consuetudini dei seminari all’arrivo, alla partenza o in altri momenti del lavoro. Non è obbligatorio farlo. Invitiamo a chiedere il permesso prima di abbracciare o toccare qualcuno, e di rispettare i loro confini sempre.

17) Reclami: Se senti di non essere stato trattato con rispetto, hai timori riguardo la tua sicurezza durante le pratiche, comunicalo al facilitatore. Se qualcuno non rispetta gli accordi, non rispetta la tua intimità fisica, seguita ad insistere dopo che hai espresso un No, parla con mancanza di rispetto dei rituali o compie altre violazioni dello spazio sacro, è necessario che tu informi il facilitatore al più presto. Se riceviamo reclami sul comportamento scorretto di una persona, a seconda dei casi questa sarà ripresa o espulsa dai seminari e rituali. Per evitare reclami e accuse infondate o distorte espresse con ritardo, qualunque violazione di accordo deve essere resa nota al facilitatore o a un membro dello staff prima del termine del seminario.

18) Silenzio: Durante i seminari vi sono fasi orario in cui occorre garantire il silenzio o la riduzione di rumori e suoni. In genere ciò avviene dalle 23 alle 7. In questa fascia oraria sei tenuto a rispettare il silenzio, evitando di parlare ad alta o media voce nelle zone residenziali, a suonare stumenti musicali o ascoltare musica, o a produrre rumori e suoni che possono disturbare chi sta riposando.

19) Giudizi e propaganda: Nelle condivisioni e nelle conversazioni durante i seminari e nelle pause parli di te stesso, della tua esperienza, astenendoti dall’esprimere giudizi di qualunque natura su persone presenti o non presenti, rinunciando a fare ogni tipo di propaganda politica, religiosa, nutrizionista o di altra natura, inclusa quella relativa ad attività commerciali o terapeutiche. Nei dialoghi ti rivolgi alle persone che sono presenti e non parli di persone che non sono presenti.

20) Distinzione tra percezione e realtà: Ti impegni a prenderti responsabilità per la tua percezione, le tue emozioni e pensieri, senza confondere quel che succede nella realtà effettiva, ciò che gli altri davvero fanno, sentono e pensano. Non è ammesso esprimere giudizi, premonizioni, definizioni, interpretazioni riguardo i partecipanti ai seminari. Nei seminari ci esprimiamo con trasparenza, comunicando senza accusare o giudicare gli altri, facendo eventuali richieste e accettando la disponibilità o meno degli altri.

21) Dichiaro di essere consapevole che sono tenuto a onorare questi accordi e a chiedere che siano rispettati. Posso proporre ulteriori accordi se lo ritengo necessario.

Accordi alternativi:

In questo caso non ci sono accordi e ognuno fa quello che ritiene giusto senza infrangere le leggi e le norme vigenti nello stato e comunità in cui risiede o è ospite, secondo la propria tradizione, intuizione o rapporto con la sua coscienza, senza imporlo sugli altri e accettando sempre i loro No. Ognuno è responsabile per i suoi Sì e No, e si relaziona con gli altri di conseguenza. I Sì e No sono assoluti fino a quando non è espresso il loro contrario.

Ho la responsabilità di dire No a ciò che non voglio o non ritengo giusto.

Ho la responsabilità di dire Sì a ciò che voglio o ritengo giusto.

Ho la responsabilità di dire No dopo che ho detto Sì quando lo voglio o ritengo giusto.

Posso dire Sì dopo che ho detto No quando lo voglio o ritengo giusto.

Quando qualcuno mi dice No, vuol dire NO, per cui lo onoro e non insisto mai.

Quando qualcuno mi dice Sì, vuol dire SI, per cui lo onoro e non insisto mai.

Ho la responsabilità di riconoscere di essere incerto, o che altri lo siano, tra Sì e No, e sono consapevole che in questi casi si tratta di un NO, per cui l’accetto senza insistere con me stesso o gli altri.

CONSENSO INFORMATO

Gli operatori dell’Asd Multidisciplinare “INTRAMUNDI” svolgono professioni disciplinate ai sensi della legge 14 gennaio 2013, n.4 (G.U. 26 gennaio 2013, n. 22).

Nessun professionista olistico può sovrapporsi alle figure mediche o ricoprirne le vesti, chi si sovrappone all’ambito medico compie abuso di professione. Le discipline e le attività dell’Asd Multidisciplinare “INTRAMUNDI” non fanno diagnosi, non prescrivono farmaci, non sostituiscono le terapie mediche e/o psicologiche e/o psicoterapeutiche. Le indicazioni che si danno non sono da intendersi come obblighi bensì suscettibili di libera valutazione da parte del consultante.

A questo proposito dichiaro di non essere affetto da patologie di natura fisica o psichica tali da poter rendere sconsigliata la mia partecipazione alle attività associative e di non essere sotto terapia con psicofarmaci.

Le consultazioni, i corsi, le pratiche e i seminari astrosciamanici e di spiritualità olistica sono offerti per scopi spirituali e di ricerca interiore, e non per fornire guarigione o trattamento di qualsiasi condizione fisica o psicologica del cliente. Le nostre consulenze non sostituiscono in alcun modo i suggerimenti, le diagnosi e i trattamenti della medicina ufficiale o della psicoterapia. Invitiamo fortemente tutti coloro che ricercano assistenza medica o psicologica a consultare i professionisti del settore. Il lavoro astrosciamanico e di spiritualità olistica non è di natura medico-sanitaria, e non ha quindi alcun valore di diagnosi e terapia.

Dichiaro:

1) di partecipare ai seminari come atto di libera scelta, nel pieno possesso delle proprie facoltà fisiche e mentali, senza aver ricevuto alcuna pressione o condizionamento da parte di nessuno, e di esercitare la propria libertà di scelta in qualunque momento, secondo la propria integrità psicofisica, riguardo la partecipazione alle attività proposte, ritirandosi eventualmente qualora non siano compatibili con le proprie condizioni fisiche, emotive e mentali.

2) di sollevare il facilitatore del seminario ed eventuali collaboratori da qualsiasi responsabilità nel caso di infortuni e/o di danni causati a se stessi o a terzi o a cose che dovessero verificarsi durante i seminari e le sessioni e pertanto di manlevare il facilitatore ed eventuali collaboratori da ogni e qualsiasi obbligazione di corrispondere somme di alcun genere a titolo di risarcimento danni, indennizzi, rimborsi in relazione alle attività svolte durante i seminari.

3) di prendere totale responsabilità dei possibili ed eventuali effetti a livello fisico e mentale dei seminari riconoscendo e essendo consapevole che le tematiche trattate derivano da opinioni personali del facilitatore o altri conduttori e non intendono rappresentare nessuna prescrizione o indicazione di comportamento per i partecipanti o consiglio terapeutico, di essere consapevole che i seminari e le sessioni non rappresentano in alcun modo terapie a livello fisico o mentale, e che trattano esclusivamente tematiche artistiche, filosofiche e spirituali.

4) di essere in buona salute fisica e mentale per svolgere le attività dei seminari, di informare i conduttori riguardo eventuali allergie, malattie, disabilità e impedimenti nello svolgere le attività che saranno suggerite. Dichiara inoltre di non soffrire di malattie infettive, patologie cardiovascolari, stati infiammatori e contagiosi della cute, disturbi psicopatici o qualunque malattia psichica o organica incompatibile con esercizi fisici o con forti emozioni.

5) di essere a conoscenza che è rigorosamente proibito l’uso e il possesso di sostanze stupefacenti illegali.

6) di essere consapevole che in alcuni seminari in cui è previsto il lavoro sul corpo alcuni partecipanti come loro libera scelta ed esplicito mutuo consenso potrebbero imporre le mani per scopi spirituali o interagire fisicamente durante rituali o teatralizzazioni, astenendosi sempre rigorosamente dal toccare zone intime del corpo e da qualunque forma di rapporto sessuale. In qualunque circostanza dichiara di prendersi piena responsabilità per le sue scelte, riconoscendo la libertà di interagire fisicamente o no, e di interrompere ogni tipo di interazione anche quando è stata accettata inizialmente.

Comunicazione e linguaggio

Febbraio 15, 2015 by admin

La principale causa della sofferenza umana risiede nell’incapacità di comunicare in modo corretto. I problemi di relazione derivano da incomprensioni linguistiche. Questo perché i linguaggi moderni si fondano sulla contraffazione. Essi sono nati dalla necessità di occultare o manipolare qualcosa.

In altre dimensioni la comunicazione procede in modo immediato e trasparente. Semplicemente mi apro e come un cristallo trasmetto ciò che ho dentro. Senza alcuno sforzo ognuno capisce quali sono le mie intenzioni. Questa è una facoltà di cui siamo ancora dotati. Essa spaventa poiché, se desidero nascondere qualcosa agli altri, non è ideale essere trasparenti come un cristallo. Allora decido di occultare alcune parti di me e renderle opache. Inizio a rimuovere la trasparenza. Mediante le parole posso comunicare qualcosa assai diverso da quello che mi accade dentro. Poiché l’attenzione è tutta rivolta al linguaggio esterno, nessuno s’interessa allo spazio interiore.

Il linguaggio è un’operazione di occultamento. C’è qualcosa che teme di essere rivelato. Se mi apro, questo qualcosa può essere visto. Il pericolo è che gli altri possano scoprire ciò che ho occultato. Il fatto singolare è che tutti celano la stessa cosa e, nel frattempo, temono di esporla perché, come conseguenza della separazione, credono di essere gli unici ad averla dentro. Ciò confronta con il primo passo decisivo nel processo di guarigione: l’allacciamento della storia personale a quella collettiva. Si tratta anzitutto di sanare la ferita che ti separa dal resto del genere umano, di renderci conto che non sei solo, che ogni gioia o tragedia della vita fa parte di una storia che condividi con l’intero pianeta. Tale consapevolezza permette di guarire arcane lacerazioni, di riconoscere gli altri come fratelli e sorelle, di unirti in profondità, recuperando l’intima comunanza necessaria per procedere insieme e svelare con audacia i misteri invisibili dell’esistenza.

© Franco Santoro

 

Sciamani rumorosi

Febbraio 15, 2015 by admin

In certi momenti non ne posso proprio più di sciamani rumorosi e altre categorie di scalmanati spirituali, che martellano spietatamente tamburi e gong, strascicano mantra e nenie orripilanti, ostentano posture acrobatiche, scalpitano e si dimenano adobbati come pellerossa, fumigano e spadellano pozioni magiche per far vomitare e defecare la gente, sbraitano e vociano a squarciagola con gli spiriti, e poi seguitano a vociare con gli esseri umani per spiattellare le visioni che hanno ricevuto.

Ma state un po’ calmi e zitti!

Sciamanesimo è avere l’esperienza diretta dell’estasi delle dimensioni interiori, accedere all’essenza del vuoto e del silenzio, viaggiare in realtà parallele per portarne qui la pace e il piacere.

Non è fare casino in questa realtà, dove di casino ce n’è già abbastanza!

Hey, non prendetevela, stavo solo rivolgendomi a me stesso…

forse.

Protetto: Settore Uno, Primo Livello Base

Febbraio 14, 2015 by admin

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