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Armonia con la natura

Luglio 10, 2015 by admin

flowermdNon saremo mai in intimo contatto con la natura o in armonia con la terra, o il Tutto, se non siamo disposti ad andare oltre l’ologramma che produce la nostra percezione  tridimensionale dell’esistenza.

Essere in armonia con la natura non significa circondarsi di piante e animali, abitare in ambienti rurali, mangiare cibi biologici o svolgere altre attività intese a convincere noi stessi e gli altri che stiamo vivendo in modo naturale.

Fino a quando riconosciamo la nostra percezione ordinaria come l’unica realtà possibile non saremo mai in armonia con nulla e seguiteremo a essere separati da tutto ciò che esiste, incluso la terra, le piante e gli animali. Fino a quando ci identifichiamo unicamente con un corpo tridimensionale e quello che vediamo con i suoi occhi artefatti, non importa quanti sforzi facciamo per essere naturali, resteremo sempre sintetici, adulterati, artificiali.

L’intimità con la natura, l’accesso all’armonia con la terra, necessitano prima di tutto che siamo disposti a lasciare andare l’attaccamento alla percezione illusoria che abbiamo dell’esistenza, a uscire dall’autismo multidimensionale in cui ci ostiniamo a rimanere confinati.

L’armonia con la natura implica lasciare andare l’idea stessa che abbiamo della natura, il modo in cui la vediamo, per rapportarci con il vuoto che la circonda e sottende. Si tratta di trovare dei varchi nei nostri campi visivi e percettivi. Questi varchi sono portali in grado di condurci verso la vera natura, la terra reale e l’essenza autentica di noi stessi e del multiverso. Possiamo accedere a questi spazi ovunque ci troviamo nel mondo e in qualunque condizione, sia in un bosco selvaggio sia in un supermercato.

© Franco Santoro

Liberazione e schiavitù: prigionieri di un sogno

Luglio 9, 2015 by admin

Che cos’è la liberazione? È la cosa più facile da definire e la più impossibile. È facile da definire perché chiunque ha esperienza della liberazione. Chiunque due volte al giorno almeno ne ha esperienza: quando si sveglia e quando si addormenta. (Elémire Zolla)

index

di Ruíz, Antonio

Quando sogni, lasci le limitazioni di questo mondo e ti muovi libero dal corpo. La realtà ordinaria svanisce e ti ritrovi in altri luoghi con ruoli e situazioni ogni volta diverse. Non importa quanto consideri reale la vita ordinaria e quanto tu sia attaccato a essa; almeno una volta al giorno, tutto il mondo che ti è familiare scompare e vivi un’esperienza radicalmente diversa. Quando ciò accade non provi alcun stupore, non senti alcuna mancanza o desiderio di tornare alla vita ordinaria, che dimentichi completamente. Poi al risveglio tutto torna come prima, ti ritrovi confinato nello stesso mondo, prigioniero di una realtà verso la quale ti ostini a rivolgere ogni sforzo e attenzione.

Continui a sostenere incessantemente questa realtà separata, lottando a ogni costo per la tua sopravvivenza, accumulando risorse, promuovendo la sua crescita mediante la gestazione e nascita di nuovi corpi. Considerando questa realtà come l’unica realtà possibile, ne consegue che l’estinzione e la morte ordinaria sono ritenuti gli eventi più dolorosi.

Non ti avvedi che erigendo questa realtà come l’unica realtà possibile condanni te stesso e i tuoi simili a rimanervi per sempre confinati, in un clima di terrore psicologico e spirituale in cui ognuno controlla l’altro onde evitare ogni possibilità di liberazione.

Questa realtà almeno una volta al giorno, quando dormi e sogni, scompare completamente. Com’è possibile che qualcosa che consideri così reale svanisca, anche se non lo vuoi? Questa è una domanda facile e impossibile, così come la sua risposta. Essa è l’anticamera di un’altra domanda, ancor più facile e impossibile. Se questa è l’unica realtà, com’è possibile che a un certo punto ogni individuo sparisca definitivamente da essa?

Ogni volta che sogni scompari provvisoriamente da questa realtà e fai esperienza di altri spazi. Questo in preparazione del momento in cui la tua scomparsa da questo mondo sarà definitiva.

Ma se ti ostini a riconoscere questi spazi come fantasie, sogni, e questa realtà come l’unica realtà, ecco che una volta che essa sarà cessata non saprai proprio dove altro andare e sarai costretto a ritornare di nuovo qui, sia morto sia vivo. Ma non solo: poiché non riesci a fare a meno di essa, costringerai pure le persone che conosci a fare lo stesso, escogitando ogni tipo di ricatto affettivo, morale, sessuale, per obbligarle a fare ritorno in questa dimensione. Qui continuerai la tua esistenza di schiavo, adoperandoti al massimo per consentire a questa schiavitù di continuare, assicurandoti che essa sia sempre densamente popolata e che nessuno si sposti altrove.

Non permettere a te stesso e agli altri di rimanere per sempre prigioniero di questa realtà. Finché sei vivo in questo mondo, usa tutte le tue energie per capire chi sei, per fare esperienza della tua vera natura, per sognare, per comprendere cosa esiste oltre il mondo che sei obbligato a considerare reale, per incontrare altri individui con cui puoi concederti ogni libertà.

Se proprio ci stai bene in questa realtà, allora goditela fino in fondo. Forse hai desiderato tanto arrivarci, e hai fatto un lungo viaggio per esplorare un luogo remoto ed esotico, o sei tornato qui con un obiettivo speciale, o magari ti è stato dato un ruolo amministrativo pieno di privilegi, per cui, tutto sommato, te la spassi bene.

Se ti piace quello che succede qui, o se hai trovato un modo valido per giustificare quanto non ti piace, se ritieni proprio che questa sia l’unica realtà possibile, allora sii coerente. Potresti avere ragione e hai ogni diritto di rimanere solo qui e di escludere ogni altra via d’uscita. Confido tuttavia che avrai la dignità di non obbligare gli altri a fare lo stesso.

Tre quarti della filosofia e della letteratura consiste nelle storie di persone che cercano di convincere se stesse che amano veramente la gabbia in cui sono stati ingannati ad entrare. (Gary Snyder, The Gary Snyder Reader: Prose, Poetry, and Translations, Berkeley, Counterpoint, 2000. p. 29.)

© Franco Santoro, 2008

In: Franco Santoro, Pronto soccorso multidimensionale: emergenze spirituali, mondi paralleli e identità alternative, Institutum Provisorium, 2020, pp. 93-96.

Immagine: Ruíz, Antonio, El sueño de la Malinche

Preda e predatore

Luglio 4, 2015 by admin

indexIn ogni momento abbiamo l’opportunità di svuotarci delle nostre emozioni e pensieri.

Sia che ci sentiamo colmi di luce o di buio, quello che proviamo non ci appartiene, fa parte dei patrimonio di questo universo.

Odio e amore, gelosia e compassione, rabbia e pace, tutti grandi doni, quando sono liberati nell’universo.

Poiché ci porteranno via tutto senza preavviso, meglio darlo via subito, appena arriva.

Diamo l’amore, la pace e la compassione sulla terra e ai suoi spiriti predatori, orizzontalmente, mentre odio, gelosia e rabbia li lasciamo andare verticalmente, lungo il canale degli dei e dei cacciatori oscuri.

Dando via subito tutto, facilitiamo l’azione predatoria.

La preda si rivolge volontariamente al suo predatore, rendendo vana ogni strategia di caccia, facilitando quindi un rapporto trasparente tra la preda e il cacciatore.

Questa trasparenza mette in imbarazzo gli dei e gli spiriti.

© Franco Santoro

Luglio

Luglio 1, 2015 by admin

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di Cecil Collins

Luglio era dedicato anticamente ad Apollo e fu chiamato Julius in onore a Giulio Cesare. È il mese della multidimensionalità, della trascendenza e della saggezza che deriva dalla consapevolezza dell’esistenza di altre realtà. Apollo stesso era considerato un dio remoto, presente in questa realtà senza esserne coinvolto, proprio come il Sole.

Un essere multidimensionale è in grado di muoversi oltre la realtà separata, circolando liberamente attraverso infinite configurazioni, cambiando forma a suo piacimento, in grado in ogni momento di scegliere dove emergere o scomparire, sia nel tempo che nello spazio.

Per lunghissimo tempo su questo pianeta questa capacità è stata accessibile solo a una minoranza insignificante di individui molto marginali, che hanno avuto l’ardire o la follia di avventurarsi oltre i terrificanti confini della nostra realtà separata.

Riattivare il nostro corpo multidimensionale, muoverci oltre la limitazione delle nostre identità ordinarie potrebbe essere il solo effettivo scopo della nostra esistenza fisica. Così come un feto umano è finalizzato ad uscire dalla cavità uterina per emergere nel mondo esterno, la realtà terrena è un ulteriore interstizio che siamo destinati a lasciare andare per accedere a una realtà immanamente più vasta di quella in cui crediamo di vivere.

A questo scopo di tratta di onorare il processo di gestazione, la nostra gravidanza multidimensionale, facendo attenzione ai piccoli e grandi segnali che indicano l’imminenza della nascita, essendo consapevoli che essa può aver luogo in qualunque istante, anche tra molto poco.

© Franco Santoro

Comunica la tua verità

Giugno 18, 2015 by admin

dogfield webNon importa quanto ti senti sola, incompresa, aliena, o quanto ciò che desideri in questo momento appaia impossibile o proibito.

ll paradosso è che ci sono tante persone che stanno esattamente come te, che sarebbero così felici se solo potessero conoscerti e passare anche pochi minuti con te.

Il problema è che non sai dove e chi sono, e loro non sanno chi e dove sei tu.

Allora, come si fa?

Si tratta di iniziare a comunicare quel che vuoi, facendolo in modo diretto, andando al dunque e senza astrazioni, e puoi star certa che in poco tempo comincerai a incontrare queste persone.

Queste persone ci sono sicuramente, magari anche molto vicino a te.

Ciò che ti separa da loro è la paura di essere fraintesa, incompresa o di provocare reazioni ostili da parte di chi ti circonda. Allora invece di comunicare veramente quello che senti, generalizzi, usi mezze misure, o affermi addirittura il contrario di quello che vuoi dire. Di conseguenza, sarai sempre incompresa.

Se continui a preoccuparti delle persone che possono fraintenderti o che ti sono ostili, sarai sempre fraintesa e incontrerai ovunque ostilità.

Se invece comunichi quello che senti intimamente, non importa quanto possa apparire inconcepibile, sconveniente o folle, è inevitabile che le persone che sono in grado di capire capiranno. Ed è questo il più grande rischio nella comunicazione che puoi prendere. Comunicare la tua verità e rischiare che alcuni l’accettino completamente.

Allora comincia fin da adesso, prova a mandare dei segnali, esci allo scoperto, sii diretta. E se hai troppa paura, indossa una maschera, usa un altro nome, insomma, trova un modo per iniziare a comunicare quello che vuoi, finché ciò che comunichi diventa quello che sei.

 

Ostinazione

Giugno 15, 2015 by admin

yellow flowersSe osserviamo bene la causa di ogni nostra sofferenza è sempre dovuta all’ostinazione che ci porta a fissarci su una parte minuscola dell’esistenza, escludendo tutto il resto.

Una persona seguita a rifiutarci, a trattarci male, a non corrispondere il nostro amore, a impedirci di essere chi siamo, e nonostante tutto continuiamo a insistere, a fissarci su quella persona, e non riusciamo a vedere altro.

Attorno a noi ci sono tante persone disposte ad accettarci così come siamo, ad amarci, a trattarci con cura e gentilezza. Alcune di esse sono in attesa solo di un nostro segnale, semplicemente che ci accorgiamo di esse.

Ma questo non accadrà mai se ci ostiniamo a fissarci sempre proprio sull’unica persona con cui nulla di quanto desideriamo potrà mai accadere.

Non accadrà mai anche perché, per rendere le cose ancora più ostinate, crediamo fermamente che se non può succedere con quella persona non potrà accadere con nessuno. E per dimostrare che abbiamo ragione facciamo il possibile affinché tutte le altre persone si comportino allo stesso modo.

Forse oggi puoi prendere una decisione radicale, puoi aprire gli occhi e iniziare a osservare cosa accade intorno a te, prendere atto di che altro esiste nell’universo oltre quella minuscola parte dell’esistenza su cui hai scelto di fissarti. Oggi puoi renderti conto che quella parte è passata già da tempo, non esiste proprio più oggi, e forse non è nemmeno mai esistita ieri.

Guardati attorno oggi, domani e sempre, l’universo è grande, dentro e fuori di te, e puoi star certa che oggi, domani e sempre ci sarà qualcuno con cui quello che vuoi veramente può accadere proprio oggi, domani e sempre.

Aspetta solo un segnale da te. E se proprio ti piace essere ostinata, sii ostinata a mandare segnali, a ricercare a tutti i costi quello che vuoi, a guardarti attorno dentro e fuori di te.

© Franco Santoro

Cieli oscuri dell’esistenza

Giugno 10, 2015 by admin

indexForse i cieli oscuri e nuvolosi che incontriamo nell’esistenza, servono per avvolgere la nostra pura forza e l’essenza di chi siamo veramente.

Forse questa essenza seguita a rimanere in attesa di un nostro segnale prima di aprirsi un varco ed entrare nella nostra vita.

Forse l’unico problema è che ci siamo dimenticati di che segnale si tratta.

Allora occorre solo recuperarne la memoria, forse.

Franco Santoro

Immagine: opera di Maria Cosway, nata l’11 giugno 1760, Sole in Gemelli, Luna in Toro, artista italo-inglese.

Connessione con spirito guida

Giugno 6, 2015 by admin

Cluny Shaman Dar (Mainstairs)jConnessione con lo Spirito Guida

Lo Spirito Guida è qui inteso sommariamente come una risorsa strategica di conoscenza, un’espressione diretta del Divino, accessibile per l’individuo a un livello comprensibile per la sua percezione, al fine di promuovere trasformazione, perdono, amore incondizionato, equilibrio, sviluppo dei potenziali e direzione spirituale.

Durante la sessione non ci sono intermediazioni, e il cliente incontra e interagisce con la Guida, mediante l’uso di una semplice tecnica. Nell’astrosciamanesimo si impiega un processo di connessione suddiviso in tre stadi, ognuno dei quali permette di definire e raffinare il rapporto con la Guida. Il facilitatore usa la sua esperienza e conoscenza per discernere e dare supporto al processo in modo che il cliente abbia un’esperienza significativa e sia in grado di continuarla autonomamente.

Per prenotazioni e informazioni, compila il modulo sottostante:

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Linguaggi inadeguati

Giugno 6, 2015 by admin

ImageI problemi che abbiamo nelle relazioni umane sono dovuti fondamentalmente all’inadeguatezza dei nostri linguaggi, la cui funzione sembra essere soprattutto quella di causare conflitti e fraintendimenti.

Se potessimo comunicare con totale trasparenza ciò che percepiamo nei nostri pensieri ed emozioni, non ci sarebbe bisogno di alcun linguaggio. In definitiva, il linguaggio serve a occultare ciò che pensiamo e sentiamo veramente, quanto non accettiamo in noi stessi e negli altri, i nostri lati ombra.

I linguaggi ordinari sono necessari per garantire la sopravvivenza di culture fondate su ipocrisia, paura, repressione e menzogna. Fin tanto che temiamo di mostrare i nostri veri pensieri occorrerà sempre fare uso del linguaggio, la telepatia sarà bandita e ogni comunicazione continuerà ad essere falsa.

Similmente anche l’amore sarà falso, perché non ci può essere amore autentico se non esiste vera trasparenza tra le menti.

E questa trasparenza inizia a giungere quando scegliamo di arrenderci totalmente  alla nostra vera natura, l’unica natura possibile, quelle che in unione con il Tutto, che è Dio.

© Franco Santoro

Vedi anche l’articolo: Questione di linguaggio e altri scritti nella sezione Comunicazione e Linguaggio (clicca qui)

Brutte e belle notizie

Maggio 30, 2015 by admin

index30La brutta notizia è che in realtà non esiste alcuna possibilità di soluzione per i nostri problemi.

La buona notizia è che i nostri problemi non sono reali.

La nostra sofferenza deriva esclusivamente da un’illusione.

Questa illusione è un’epidemia di proporzioni galattiche.

Il suo nome è “separazione”.

È una malattia assai contagiosa e le società umane sono le sue isole di quarantena.

La brutta notizia è che la malattia è incurabile e irreversibile.

La buona notizia è che la malattia è un’illusione.

Essa cessa nel momento in cui smettiamo di essere ciò che crediamo di essere, e accettiamo quello che siamo.

Allora, la quarantena ha fine, e possiamo ritornare a essere ciò che siamo sempre stati e sempre saremo.

La notizia neutrale è che non abbiamo idea di quello che siamo sempre stati e sempre saremo, anche se con scarsa neutralità confidiamo che sia più bello di quello che crediamo di essere.

Franco Santoro

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