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Alternanza

Febbraio 19, 2016 by admin

UntitledSe la felicità e il dolore, il buio e la luce, si alternano in continuazione nella tua vita, per favore, non te la prendere!

È così per tutti coloro che vivono in questa realtà. La differenza è che alcuni se la prendono più degli altri, fanno di questa alternanza un dramma, un grave problema, di cui ritengono responsabili se stessi o altri.

L’alternanza di buio e luce, gioia e dolore è inevitabile in questa realtà.
Il Sole scompare dall’orizzonte ed è buio, notte fonda, ma poi il Sole sorge nuovamente ed è giorno. Tuttavia il Sole non sparisce mai, sei tu che non riesci a vederlo più perché la tua prospettiva visiva è limitata, la latitudine in cui ti trovi non ti consente di scorgerlo.

L’alternanza di buio e luce non è per tutti la stessa. Vi sono persone che ne hanno esperienza con maggiore frequenza, ogni giorno, pure ogni ora. Altri passano invece lunghi periodi di luce o di buio. Talvolta il buio è così lungo che la luce sembra non esistere più.

Ma la luce c’è sempre ricorda, anche quando non la vedi!
Se ti trovi in uno spazio in cui tutto è buio, sappi che da qualche parte sei in un luogo in cui tutto è luce. Il tuo scopo è trovarlo, sapere dov’è.

Questo è il recupero dell’anima.

La foto allegata è stata presa in Norvegia, dove mi trovo attualmente per tenere un seminario astrosciamanico. L’immagine ritrae l’apparizione del Sole alcuni giorni fa nell’estremo nord della Norvegia per pochi minuti dopo un’oscurità completa durata più di due mesi.

Naviga nel sogno

Febbraio 18, 2016 by admin

compass-old-styleCredi veramente che l’idea che ti sei fatto di te stesso e della tua identità sia proprio tu?

Credi davvero che ciò che riconosci come la tua storia, insieme alle circostanze, ambienti e persone che ne fanno parte, sia l’unica possibile?

Hai l’impressione che la tua vita personale continui incessantemente, ma questo perché non sei cosciente delle altre tue vite, dei luoghi e dei tempi in cui ti trovi quando credi di essere solamente qui.

Quanti giorni hai vissuto finora da quando sei nato?

Se hai 40 anni, per esempio, hai vissuto 14610 giorni.

In questo caso hai lasciato questo mondo, andandotene altrove, vivendo altre vite, ogni volta che ti sei addormentato, quindi almeno 14610 volte.

In effetti sono molte più volte, perché lasci questo mondo non solo quando ti addormenti e sogni, ma anche quando durante la veglia hai forti fantasie o insisti a pensare in modo incessante a qualcosa.

Eppure ti ostini a credere che l’unica identità sia quella che hai in questo mondo. Seguiti a pensare di essere una donna o uomo, di una certa età, con un dato aspetto fisico, una storia personale ben chiara e strutturata, e tanti personaggi altrettanto fissi che ti ruotano attorno. Non importa quante altre vite vivi, quante sono le tue identità, continui a permettere ad una sola identità e storia di rappresentare te stesso.

Questa è la vita umana in una realtà separata e nulla potrà mai cambiare nella tua coscienza, non importa quanto ti sforzi, fino a quando seguiterai a ritenere la tua identità ordinaria e la tua vita terrena come l’unica possibile.

Il paradosso è che le altre vite, le alternative alla tua identità ordinaria, non sono potenziali inesplorati accessibili solo a sciamani, mistici o persone con poteri speciali. Sono un’esperienza quotidiana per te e ogni essere umano. In esse ti sposti almeno una volta al giorno.

Non capiremo mai nulla di chi siamo e cosa stiamo a fare in questa vita fino a quando non ci svegliamo veramente da essa, fin tanto che non impariamo a navigare nel sogno.

© Franco Santoro

Ricordare e dimenticare

Febbraio 13, 2016 by admin

love bench lightPochi secondi di rabbia e dolore possono essere così letali da farti dimenticare tutti i giorni o anni di felicità che hai provato in una relazione.

Tuttavia, anche l’opposto è possibile: pochi secondi di pace e felicità possono essere così potenti da farti dimenticare tutti i giorni o anni di rabbia e dolore che hai provato in una relazione.

Alla fine, ciò che conta è quello che sei in grado di ricordare e dimenticare.

Il problema è che la percezione umana si fonda sul tempo lineare, per cui valutiamo le nostre esperienze in base a un’evoluzione cronologica. Ciò significa che diamo priorità solo agli sviluppi più recenti. Quindi, se gli accadimenti recenti di una nostra relazione sono dolorosi, la relazione sarà riconosciuta come dolorosa, non importa quanta gioia c’è stata in passato.  Fai molta attenzione qui, se ti basi sul tempo lineare quel che è certo è che la tua relazione finirà, perché l’ultimo evento in termini cronologici della relazione sarà la morte o qualche altra forma di separazione. Questo è inevitabile sul piano fisico.

Se potessimo viaggiare lungo la linea del tempo, così come siamo in grado di muoverci da un punto all’altro nello spazio, saremmo capaci di ritornare solo alle esperienze piacevoli, escludendo quelle dolorose.

In verità, noi viaggiamo nel tempo in continuazione. La nostra memoria, l’attenzione che prestiamo al ricordo di eventi passati, ci permette di viaggiare nel tempo. La nostra capacità di selezionare la memoria e l’attenzione riguardo le esperienze che abbiamo secondo il loro valore piuttosto che il loro ordine cronologico determina la qualità della nostra vita.

© Franco Santoro

Non puoi contare su nessuno

Febbraio 11, 2016 by admin

indexLa presa di coscienza più devastante è che non puoi contare su niente e nessuno.

Niente e nessuno, inclusi i tuoi più intimi compagni, i massimi ideali, i tuoi maestri e perfino Dio, può veramente aiutarti.

Ognuno è destinato ad abbandonarti, deluderti e tradirti.

Quando comprendi questo ne deriva un dolore e un’amarezza immane.

Tuttavia, in questa totale privazione di aiuto dimora la fonte effettiva dell’unico aiuto.

Quando l’accetti completamente, senza contare più su nessuno, allora sarai tu a diventare l’aiuto stesso.

 

© Franco Santoro

Polvere sei…

Febbraio 10, 2016 by admin

ash“Memento homo, quia pulvis es et in pulverem reverteris”

“Ricordati uomo, che polvere sei e polvere ritornerai.”

(Genesi 3,19)

Con queste parole inizia la Quaresima, il periodo di 40 giorni che precede la celebrazione della Pasqua, caratterizzato dal ritiro, la preghiera e la riflessione sul senso della propria esistenza.
Queste parole ricordano che il corpo fisico si dissolverà, insieme a ogni idea associata all’identificazione con il corpo e la realtà materiale.
Se ci fai caso ogni problema umano è in relazione all’identificazione con il corpo e alla sua interazione con altri corpi. Fin tanto che ci percepiamo come corpi fisici separati, non ci sono possibilità di risoluzione ai problemi umani. Non importa quanto tu prova e insista ad avere una vita tranquilla e pacifica, a creare relazioni amorevoli con gli altri, a preservare la salute e a guarire malattie, fallirai regolarmente.
Questa affermazione può sembrare a prima vista l’apice del pessimismo. Al contrario, questa consapevolezza è il picco della speranza, un portale verso la liberazione.
I problemi nella realtà umana esistono perché questa stessa realtà è il problema. Essi non cesseranno mai fin tanto che non siamo disposti a mettere in discussione l’intero paradigma umano.
Ben lungi dal disperarti per i tuoi problemi o quelli degli altri, prendi atto prima di tutto che tu non sei responsabile dei problemi che ci sono nella vita umana.
Attenzione, però, questo non vuol dire che ci sono altri che invece lo sono, sui cui ricade la colpa dei problemi.
È la realtà umana stessa, la percezione della separazione a essere il problema.
Chiunque viva nella realtà umana, è il prodotto di un problema che esiste a priori: la percezione separata dell’esistenza.
La percezione separata serve per generare problemi. Questo è il suo compito e a tale riguardo nel corso dei tempi è sempre stata molto coerente.
I problemi che ci sono in una realtà separata sono del tutto legittimi. Non sono dovuti a qualcosa di negativo che tu o altri fanno o hanno fatto. Al contrario, l’esistenza di problemi in una realtà separata è indicativo di uno stato di salute.
Quindi, se hai dei problemi, rallegrati! Non sei affatto sbagliato o malato. Vuol dire invece che sei completamente sano, naturale, in perfetta armonia con l’ambiente.
L’unico grave problema in una realtà separata, la malattia più devastante e incurabile, l’idea più folle e perversa, consiste nel pretendere che non ci siano problemi, nel credere che sia possibile la guarigione sul piano della realtà separata e, peggio ancora, nel ritenere che questa sia l’unica realtà esistente.
Questo è l’unico effettivo problema, quello che crea un circolo vizioso, senza via d’uscita. Se hai questo problema continuerai a rimanere in questa realtà, a ritornarci in continuazione, e i problemi aumenteranno, sempre di più.
Ricordati, se hai problemi sei sano, naturale, in armonia con questo ambiente separato.
Ricorda anche che questo ambiente è provvisorio, che il corpo separato in cui credi di trovarti non sei tu, che esisti simultaneamente in ogni corpo possibile e che ci sono infiniti universi. Qui sei solo cenere. Questo è il tuo unico destino. Solo quando rivendichi il tuo potere di emancipazione da questa realtà, potrai capire che altro sei.
Buona Quaresima

Margini

Febbraio 9, 2016 by admin

distaccoI margini sono mura create dall’ego per preservare la sua realtà consensuale. Quelli più comuni sono siti ai confini della consapevolezza ordinaria.

Quando neghi qualcosa e lo consideri come estraneo a te stesso, questo è un margine. L’apertura verso un margine è un’esperienza di trasformazione, poiché sfida, confonde o annulla l’identità convenzionale. Per esempio, potresti vivere in famiglia insieme a un coniuge e ai tuoi figli. Se incontri una persona verso cui sei attratto e con cui esiste il potenziale di creare una nuova relazione, questo è un margine che mette in crisi il modello precedente e ti confronta con un diverso modo di essere. A questo punto puoi scegliere di aprirti o no all’esperienza. Aprirsi non significa necessariamente passare oltre il margine, così come appare nella realtà ordinaria. L’apertura può accadere sia rimanendo nella famiglia originaria sia lasciandola. La trasformazione, sebbene stimolata dall’esterno, avviene a un livello interiore, nella matrice dell’essere.

Un margine assai diffuso riguarda attribuire significato solo a ciò che è dotato di forma fisica visibile (corpi, case, piante, terra, oggetti, ecc.) e ignorare gli spazi che appaiono vuoti, definiti in genere come nulla. In verità gli spazi che appaiono pieni sono solo una parte microscopica di ciò che vedi. L’area di contorno che separa le forme fisiche ordinarie è uno dei margini primari dell’umanità.

“Questo spazio che tu vedi separare ogni cosa l’una dall’altra, è il mezzo attraverso il quale avviene la percezione del mondo. Tu vedi qualche cosa dove non c’è nulla, e allo stesso modo non vedi nulla dove c’è l’unità: uno spazio tra tutte le cose, e tra tutte le cose e te. Così pensi di aver dato vita nella separazione. Con questa divisione pensi di essere costituito come un’unità che funziona con una volontà indipendente.”[1]

Finché sei in questa realtà ti trovi ad affrontare la sua realtà separata e a impiegare i relativi simboli. Questo non vuol dire farsi ingannare da loro.

“Così ciò di cui hai bisogno sono intervalli ogni giorno in cui l’apprendimento del mondo diventa una fase transitoria: una prigione dalla quale esci per andare alla luce del sole e dimenticare l’oscurità. Qui tu comprendi la Parola, il Nome che Dio ti ha dato: la sola Identità che tutte le cose condividono, il solo riconoscimento di ciò che è vero. E poi ritorni all’oscurità, non perché pensi che sia reale, ma solo per proclamarne l’irrealtà in termini che hanno ancora significato nel mondo governato dall’oscurità.”[2]

Il valore dei margini è avvertirti di apparenti pericoli e tenerti lontano da situazioni che non sei ancora in grado di affrontare. Il loro svantaggio è che la paura del margine, e non dell’effettivo tema in questione, può impedire di aprirti a opportunità di trasformazione. Fai attenzione a non restare intrappolato dal conflitto se superare il margine o meno. Questa è una delle strategie dell’ego: creare conflitti e una realtà virtuale in cui c’è sempre qualcosa da perdere o guadagnare.

Nel lavoro sciamanico incontrerai alcuni margini e prenderai decisioni a riguardo. Entra nel mondo sciamanico e affronta direttamente il potere del margine. Rivolgiti alla Guida e alle forze in grado di donarti supporto. Puoi anche riferirti a persone che hai conosciuto nella vita ordinaria e che hanno mostrato esempi di come superare i margini. Magari vi sono state situazioni del tuo passato in cui sei riuscito ad affrontare quella particolare situazione. L’energia che si muove attraverso il margine ti permette di recuperare le parti perdute dell’anima.

© Franco Santoro, Astrosciamanesimo: Libro Due.

[1] Un corso in miracoli, Libro degli esercizi, p. 347.
[2] Ibid. p. 348.

Solo per gioco

Febbraio 8, 2016 by admin

imagesColtiva semplici pensieri di Luce e Pace quest’oggi, anche per pochi secondi o minuti. Immagina che questi pensieri raggiungono persone vicine e lontane, e che grazie al tuo operare tali persone riescono a provare inaspettatamente la pace. Immagina che hai ricevuto questo incarico da parte della Luce stessa, che necessita di rappresentanti per essere veicolata. Puoi farlo solo per gioco, come uno scherzo, in vari momenti del giorno, nella segretezza, nell’anonimato più completo. Non importa se questo gioco dura poco e bruscamente s’interrompe, per cui ti ritrovi ancora nel buio e nel conflitto. Immagina che quel poco che hai fatto ha un grande valore, perchè qualcuno grazie a te si è sentito improvvisamente bene. E, sempre per gioco, puoi immaginare che in questo momento qualcuno, di nascosto, sta pensando a te con tanto amore, per cui ti senti inaspettatamente bene. È solo un gioco di Carnevale, di martedì grasso, uno scherzo, niente di serio, ma se ti piace, puoi seguitare a farlo, in segreto, anche per tutta la Quaresima.

© Franco Santoro

Immagine: fonte

Vittima di un sogno

Febbraio 4, 2016 by admin

fullmoonaugFai attenzione quando sogni! Quel che accade nei sogni ti permette di capire cosa succede quando credi di essere sveglio. Se sei presente e vigile quando sogni, lo potrai essere anche quando ti svegli.

Quando ti svegli non fai altro che passare da un sogno a un altro sogno. La differenza è che il sogno in cui ti risvegli ogni volta è conosciuto, familiare, ti dà sicurezza, sia che ti piaccia o meno. Per questo ci ritorni ogni volta, mentre gli altri sogni svaniscono e di essi ti dimentichi rapidamente. Continui a ritornare in un solo sogno perché sei convinto che sia l’unica realtà, mentre tutto il resto sono solo sogni e fantasie. Seguiti a ritornare qui perché non sei in grado di navigare attraverso i sogni, perché non sai sognare, sei la vittima e non il protagonista dei tuoi sogni.

Dentro di te sai bene tuttavia che la tua presenza in questa realtà a cui fai regolarmente ritorno ha le ore e i giorni contati. Per questo senti intimamente un terrore immane, che durante la tua vita, insieme ai tuoi simili, fai di tutto per reprimere. Sei la vittima di questa realtà di repressine e a un certo punto questa stessa realtà ti reprimerà, sarai sacrificato, eliminato.

Non importa quanto ti ostini a ritornare qui, ad aggrapparti con tutte le tue forze a questa realtà, a rifiutare di accettare qualsiasi altra realtà, a discriminare tra realtà e sogno, verrà un giorno in cui non potrai più risvegliarti qui. Questa realtà svanirà, non ricorderai più nulla e quello che tu hai fatto con i tanti sogni che hai sognato lo farai pure con questa realtà. Te ne dimenticherai e dovunque ti risveglierai non ricorderai più niente.

Così andrà avanti di continuo fino a quando non imparerai a navigare nei sogni. Puoi farlo! È un tuo sacro diritto.

Fai attenzione quando sogni, sia quando dormi o credi di essere sveglio! E quando al risveglio una parte della tua mente, dice: “non ho sognato niente!”, fai ancora più attenzione perché quest’affermazione è una grande menzogna! Viene dalla parte di te che ha paura di essere protagonista della vita, che seguita a essere una vittima. Quando senti di non avere sognato niente in verità hai sognato sogni decisivi e vitali, sei stato in luoghi di grande potere, incompatibili con il tuo ruolo di vittima. Se recuperi anche un solo frammento di quei sogni, puoi accedere a quel potere, avrai le chiavi per navigare nel sogno, per comprendere qual è la realtà e qual è il sogno.

© Franco Santoro, (11.9) 040216

Non siamo vittime

Gennaio 31, 2016 by admin

Noi non siamo le vittime di questa realtà, del nostro mondo esteriore e interiore, della nostra vita quotidiana e dei nostri sogni!

In una realtà separata operiamo come pedine di un gioco orchestrato da una mente occulta e folle. L’intera idea di una realtà separata è totalmente paranoica e perversa. Non ci può essere una realtà separata, seppure una mente che ha scelto di crederci può decidere che tale realtà esista. Questa scelta può essere cosciente o incosciente, motivata da una fantasia consapevole, da uno scopo ludico, da una volontà di simulazione, dal desiderio di mettere in atto uno scherzo cosmico oppure dalla passività, dall’assuefazione, dal condizionamento, dal vittimismo.

Non ci può essere una realtà separata così come non ci può essere una mente separata. Tutte le menti sono unite. Una mente e una realtà che crede di essere separata da altre, fa parte della loro stessa mente e realtà.

Siamo le vittime di questo mondo separato solo fin tanto che scegliamo di essere le sue vittime. Abbiamo il potere di liberarci da ogni legame e limitazione. Possiamo sfidare qualunque realtà o idea che pretende di separarci. Ciò che ci rende vittime di questo mondo è l’idea di essere identità separate, corpi e menti separati da altri corpi e menti.

Siamo le vittime di questa idea folle e la nostra unica via di liberazione comporta riconoscere che abbiamo noi stessi scelto di promuovere questa idea, e che possiamo  di conseguenza lasciarla andare.

C’è solo un corpo e una mente.

Il nostro potere risiede nella capacità di sfidare la nostra percezione separata, di rifiutare di accettare il mondo separato che vediamo con i nostri occhi condizionati come reale. La via di liberazione dimora negli spazi vuoti, tra una forma visibile e l’altra. La libertà risiede nel vuoto, dove sussistono le prove occultate della nostra unità. Il nostro scopo in quanto essere umani implica navigare dal sogno in cui siamo vittime, alla realtà dove siamo quello che decidiamo di essere.

© Franco Santoro

Incertezza e confusione

Gennaio 25, 2016 by admin

The_Earth_questionSe ti senti talvolta confuso riguardo il tuo scopo nella vita, puoi metterti il cuore in pace, perché questo è probabilmente un sintomo di salute multidimensionale. Forse sono più preoccupanti i momenti in cui tutto ti è assolutamente chiaro, quando sei convinto di quello che sei e vuoi, di quali sono i tuoi veri interessi.

Nel mondo sembra ci siano tante persone tutte di un pezzo, chiare e certe riguardo il senso della loro vita. I mass media in particolare svolgono una funzione decisiva nel promuovere questa tipologia di individui. Il punto è che questa chiarezza è in genere pura finzione, un’incessante propaganda il cui fine è solo quello di convincerci riguardo quali sono le nostre certezze nella vita.

Hai mai visto servizi pubblicitari o dichiarazioni di politici e religiosi in cui si esprime incertezza, confusione o perplessità riguardo il prodotto o le idee propagandate? Assai improbabile! La confusione e l’incertezza non sono commerciabili e vendibili in questo mondo. Questo perché sono ciò che ogni potenziale utente ha già. Nessuno si sognerebbe di vendere qualcosa che tutti hanno. Al limite si può promuovere incertezza e confusione nei confronti di prodotti o idee concorrenti, ma questo al fine di sostituirli con certezze alternative.

Gli incerti e confusi sono i principali consumatori di qualunque prodotto o servizio che fornisce certezza e chiarezza. Gli incerti e confusi, quando sono convinti dalla propaganda che li induce ad acquisire certezza e chiarezza diventano poi i principali agenti pubblicitari della chiarezza e certezza che hanno acquistato, fino a quando non sono indotti a sostituire quella certezza con un’altra.

Se ti senti confuso, se hai le idee poco chiare su chi sei, su cosa stai facendo e su quali sono i tuoi veri interessi, non cercare di cambiare la tua condizione, accetta quello che sei in questo momento. La certezza e la chiarezza sono i narcotici dell’umanità, servono a negare il nostro diritto di metterci in discussione, di domandarci veramente chi siamo e cosa stiamo facendo in questo mondo, di aprirci al mistero della nostra esistenza.

La chiarezza e la certezza ci inducono a vivere senza chiederci qual è lo scopo della nostra vita, senza neanche porsi il problema, perché qualcun altro l’ha già risolto per noi.

Se ti senti confuso e incerto, se hai il coraggio di ammetterlo apertamente, senza fingere di avere chiarezze e certezze, questo è un segno che sei ancora vivo, che esisti. Sei forse uno dei pochi esseri umani rimasti in vita, una specie in via di estinzione, un barlume di speranza per questa umanità.

“Il problema riguardo la certezza è che è statica; può solo riaffermare se stessa all’infinito. L’incertezza, al contrario, è piena di aspetti sconosciuti, possibilità, e rischi.” (Stephen Batchelor)

 

© Franco Santoro

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