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Ego onesto

Luglio 19, 2016 by admin

indexSe c’è qualcosa che continui a nascondere riguardo ciò che ami, ti dona piacere, gioia, motivazione, qualcosa a cui rinunci perché non ti senti all’altezza, per quello che potrebbero pensare gli altri…

SMETTILA!

Il motivo per cui il mondo continua a essere così come lo percepisci è proprio grazie al tuo nascondere e rinunciare. Certo, se questo mondo ti aggrada tanto, allora puoi continuare a nascondere e rinunciare. Ma se questo mondo non ti piace, sappi che è il risultato del tuo nascondere e rinunciare.

Molti confondono la rinuncia ai propri talenti, desideri e sogni con la rinuncia all’ego. Passano la vita a reprimersi, a evitare di mettersi in mostra, a negare ciò che vogliono, a frustrare i loro desideri, considerando questo un comportamento nobile, finalizzato alla sconfitta dell’ego.

Quanto sopra è invece il modo più diffuso in cui l’ego seguita a dominare la coscienza umana.

Non esiste ego più forte e vittorioso dell’ego che fa finta di non essere ego e incolpa altri di esserlo. Ogni volta che senti quella voce dentro o fuori di te che dice frasi del tipo: “lascia perdere, non fare questo, perché viene dall’ego”, di una cosa puoi essere certo, quella voce appartiene all’ego.

L’ego si fonda sull’illusione, la menzogna e l’inganno. La strategia dominante dell’ego consiste nel nascondersi e rinunciare.

L’ego non si presenta dicendo “buon giorno, sono l’ego e adesso ti inganno.”

L’ego non si mostra apertamente, e se lo fa, allora si tratta di una grande rarità, un ego onesto e trasparente, che non ha paura di mostrarsi come ego, che non si nasconde, un ego pentito. Se incontri un ego del genere, sei fortunato, ti puoi fidare.

L’ego più infido e spietato si nasconde e occulta costantemente, negando di essere ego.

Quindi per tornare al discorso iniziale:

Se c’è qualcosa che continui a nascondere riguardo ciò che ami, ti dona piacere, gioia, motivazione, qualcosa a cui rinunci perché non ti senti all’altezza, per quello che potrebbero pensare gli altri, perché si tratta dell’ego..

SMETTILA!

Metti in mostra ciò che hai nascosto finora, accetta di vivere pienamente ciò a cui hai rinunciato.

Grazie proprio a te forse questo mondo può essere diverso.

Inoltre puoi cessare di farti ingannare dall’ego, e se proprio il tuo comportamento è veramente dettato dall’ego, almeno si tratterà di un ego onesto.

 

© Franco Santoro

Verità e Niente

Luglio 18, 2016 by admin

Ho cercato la Verità e non ho trovato Niente.

Non ho cercato Niente e ho trovato la Verità.

 

© Franco Santoro

Ordine pubblico

Luglio 17, 2016 by admin

Chi sei? Chi siamo? Qual è il tuo scopo? Qual è il senso della vita terrena?

Queste sono le domande più decisive, da cui dipendono tutte le altre domande e risposte che puoi considerare nella vita.

Ti sei veramente posto queste domande?

Ti poni veramente queste domande solo quando sei disposto a riconoscere e accettare il silenzio che segue alle domande, senza cercare a tutti i costi di ricevere una risposta e rimanendo impassibile e indifferente riguardo tutte le risposte che sono date a queste domande.

Non intendo dire che la risposta dimora nel silenzio, bensì che si tratta di individuare con cura l’intervallo che esiste tra l’imbarazzo derivato dall’incapacità di ottenere una risposta e l’esigenza di trovare una risposta unicamente per motivi di ordine pubblico.

 

© Franco Santoro

Fissazioni

Luglio 15, 2016 by admin

TambourineTutte le relazioni sono multidimensionali, prive di limiti di tempo e spazio.

Ogni individuo significativo che incontriamo nella vita è un’emanazione di forze multiple, che rappresentano simultaneamente esseri di ogni tempo e luogo.

Chi si ostina a vedere gli altri come categorie statiche, associandoli con ruoli e funzioni fisse, attaccandosi a esse, possedendole o disfandosene a seconda dei casi, spiana la via per la continuazione di ogni orrore e miseria in questo mondo.

Quando identifichi le persone con cui vivi solo nel ruolo che gli hai o gli è stato assegnato contribuisci a condannarle a morte destinandole al sacrificio cruento su cui si fonda la perversa follia di questa realtà separata. Più le tue relazioni con tali persone sono intime maggiori sono gli effetti di questa condanna, sebbene alla fine l’unica condanna è nei riguardi di te stesso e della tua vera identità.

Se vuoi contribuire a creare una realtà migliore occorre che cessi di fissare te stesso e gli altri in ciò che ti ostini a credere essere la tua e la loro unica realtà. Se veramente vuoi cambiare il mondo, è neccessario che cambi l’idea che ti sei fatta del mondo, occorre che concedi agli altri, e a te stesso, la libertà di essere ciò che sono.

 

© Franco Santoro

Celebra la bellezza

Luglio 14, 2016 by admin

Quando vediamo qualcosa di bello una tendenza assai diffusa è di prenderlo, possederlo, farlo diventare una nostra proprietà in modo che possiamo godere personalmente di questa bellezza o esibirla agli altri per sentirci più belli.

Un’altra opzione, anch’essa diffusa consiste nel non sentirsi all’altezza o degni di prendere ciò che è bello, per bassa autostima, timidezza, oppure nel non poterlo prendere perché non possiamo permettercelo o perché qualcuno l’ha preso prima di noi

Esiste anche un’altra possibilità, alla portata di tutti, che comporta celebrare la bellezza, invece di prenderla o rinunciare a essa.

Celebrare la bellezza comporta dapprima riconoscerla. Raramente la bellezza si mostra subito, all’istante. Essa è sovente velata, e diventa disponibile per gradi in base alla nostra attenzione e sensibilità.

Celebrare la bellezza, quando l’abbiamo riconosciuta, implica apprezzarla, proclamarla apertamente, gioire della sua presenza.

Non occorre fare nulla di complicato, si tratta semplicemente di rivolgerci a ciò che ci piace dicendo semplicemente “mi piaci”, “vedo una gran bellezza in te” o qualunque altro termine di apprezzamento.

La celebrazione della bellezza è fine a se stessa. Non è mai una mossa strategica per possederla o per trarre qualche altro vantaggio. Nella celebrazione della bellezza stessa dimora pure l’appagamento.

Celebrare la bellezza non è possedere né rinunciare alla bellezza. Significa viverla, sentirla dentro tramite ciò che vediamo al di fuori.

La bellezza è un patrimonio di tutti. Non è proprietà privata e non può essere presa da nessuno, così come nessuno deve rinunciare a essa.

L’intera cultura umana si basa sul possesso della bellezza o sulla sua rinuncia per chi non può permettersi di possederla. Lo stesso si applica a ogni altra qualità: gioia, potere, amore, sicurezza. E ciò accade nel modo in cui concepiamo le relazioni. La tendenza è di possedere gli altri in modo esclusivo, di garantirsi un accesso privilegiato e spesso assoluto verso chi ci piace. La maggior parte dei rapporti umani di amore si basano su questa premessa.

Quando inizi a trovare soddisfazione nella celebrazione della bellezza, ecco che cessi di sentire il bisogno di possederla, di farla tua. Allora impari a lasciare libera la bellezza, a renderla disponibile per tutti, senza nessuna esclusione.

Smettila di prendere o di rinunciare, di possedere o di lasciare andare la bellezza.

Celebra la bellezza, proclama la bellezza, e tutta la bellezza possibile sarà sempre tua, perché attraverso di te la bellezza sarà tale, perché tu sei bellezza.

 

© Franco Santoro

Ultimo minuto

Luglio 1, 2016 by admin

GoalRicorda che non è mai troppo tardi per realizzare i tuoi sogni!

Basta avere solo un po’ di spirito agonistico.

Sia che tu sia in vantaggio o meno per tutta la partita, quello che conta alla fine è la vittoria finale.

E le vittorie più belle sono quelle in cui riesci a segnare un goal proprio all’ultimo minuto.

 

 

 

 

Non capirai mai chi sei in questo mondo, se non accetti di riconoscere chi sei in altri mondi

Giugno 30, 2016 by admin

doublessNon capirai mai chi sei in questo mondo, se non accetti di riconoscere chi sei in altri mondi.

Lo stesso vale per le persone che ti circondano, incluse le tue relazioni più intime. Non capirai mai chi sono veramente i tuoi parenti, compagni, amanti, amici e la natura del vostro rapporto, se non sei disposto ad accettare chi e cosa siete in altri mondi.

Quello che succede in quella che credi essere la tua sola vita è in rapporto con ciò che accade in altre vite, di cui ti sei dimenticato o che il monopolio attuale della tua coscienza non ti consente di ricordare.

Certo, quanto sopra può sembrare una stramberia, e se ti viene da storcere il naso, è comprensibile.

Ma se hai passato la vita nel tentativo di capire qual è il tuo scopo, se hai provato di tutto per realizzare i tuoi obiettivi, se seguiti a provare ogni mezzo nel risolvere conflitti o cercare soluzioni per i tuoi problemi e quelli degli altri, continuando tuttavia a fallire o a sentirti insoddisfatto, non è forse il caso di mettere in discussione quanto hai creduto di essere finora.

Forse la più grande stramberia possibile è proprio quella di voler capire chi sei dando per scontato di essere quello che ti è stato detto di essere.

La tua identità presente è la conseguenza di quanto ti è stato fatto credere di essere: un’identità unica e separata. Fin tanto che vivi la tua vita secondo la prospettiva di questa identità tutto quello che ti succede sarà solo il frutto di questa credenza.

Non ti sto chiedendo di negare la tua identità ordinaria e nemmeno di credere che esistano vite parallele o altri mondi.

Se sei soddisfatto della tua identità ordinaria e di come funziona questo mondo, hai tutta la mia ammirazione. Goditi la tua vita finché puoi.

Ma se da molto tempo sei insoddisfatto e ti rendi conto che non sei più disposto ad aspettare che passi altro tempo, forse ti può essere utile dubitare ciò che credi di essere e ciò che ti è stato detto di essere.

E così allora puoi accettare, anche solo per gioco, di capire chi sei in questo mondo, accettando chi sei in altri mondi.

E se vuoi giocare con me, sono a disposizione.

 

© Franco Santoro

Mutare la tua forma

Giugno 30, 2016 by admin

shapeshiftPer sviluppare la tua natura multidimensionale, per cambiare effettivamente la tua vita ed essere in grado di mutare la tua forma, occore che impari ad andare oltre l’attaccamento che hai nei confronti della tua identità ordinaria e della tua storia personale.

Fino a quando seguiti a raccontare a te stesso e agli altri la tua storia, quello che hai fatto e sei stato, con chi e per che cosa, i tuoi successi e conseguimenti, le pene e le ingiustizie subite, rimarrai una vittima del tuo profilo e non potrai mai uscirne.

Al massimo potrai impressionare e ricevere attenzione dagli altri, per lo più persone nuove che incontri, sebbene per coloro che ti conoscono da tempo diventerai sempre più patetico, seccante e noioso. Ma soprattutto lo diventerai per la tua anima, che a un certo punto non ne potrà più e ti lascerà per sempre.

Una volta che sei in grado di mettere da parte l’attaccamento alla tua identità ordinaria, di smetterla di etichettare te stesso e pure gli altri, allora comincerai a porre le condizioni per essere chiunque decidi di essere.

Quando questo ti succede potrai iniziare a entrare in diverse forme, uscendone a tuo piacimento. Non proverai più gelosia, invidia, competizione, conflitto, ossessione perché in ogni momento potrai essere chiunque. Ogni identità e storia sarà come un vestito che puoi indossare e di cui ti puoi disfare quando vuoi.

Allora capirai veramente chi sei e chi sono.

 

© Franco Santoro

Vita dolorosa

Giugno 28, 2016 by admin

Operative Training First Level sealMolte persone credono che se la vita di alcuni è spiacevole e dolorosa è perché hanno fatto qualcosa di male o c’è qualcosa di sbagliato in loro.
Quella sofferenza è la conseguenza della loro cattiva condotta, dei loro problemi psicologici irrisolti, del loro karma, dei loro peccati, ecc.
Insomma, se stanno male è solo colpa loro.
L’altra credenza, assai diffusa, è che se la vita di alcuni è spiacevole e dolorosa è perché qualcuno gli ha fatto qualcosa di male. Quindi se stanno male è colpa di qualcuno, che si tratta quindi di condannare, giudicare, punire e pure in certi casi distruggere.
Forse il motivo per cui la vita di tante persone è spiacevole e dolorosa è dovuto proprio a queste credenze.
E se questo è il caso sarebbe ora di smetterla, o almeno attenuarla.

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© Franco Santoro

Primo passo

Giugno 28, 2016 by admin

Se sei stanco e frustrato di ciò che fai o di quanto seguita a succedere nella tua vita, è perché ti trovi bloccato in una narrativa indesiderata, un circuito chiuso in cui le varianti sono solo il rifacimento della stessa storia.

Più ti ostini a cambiare o aspettare un cambiamento, maggiormente sarai frustrato, perché la tua vita è destinata a ripetersi così com’è sempre stata. Per certi versi non puoi cambiare la tua vita, rassegnati!

Se vuoi risvegliare la tua natura multidimensionale, si tratta prima di tutto di accettare che non puoi cambiare nulla nella tua vita, perché tutto è già stato deciso. Allo stesso tempo, risvegliare la tua natura multidimensionale, implica diventare consapevole che stai vivendo infinite vite simultaneamente.

Questo significa che se una vita è spiacevole e non puoi cambiarla, non sei costretto a restarci, puoi andare in un’altra vita. Finora hai creduto che l’unica vita possibile fosse quella in cui ti ritrovi, che non ne esistessero altre, e che quindi tutto dipendesse da una sola vita.

Che speranze hai di essere felice, se tutto dipende da una sola vita? Anche se adesso sei felice, per quanto credi di poter continuare a esserlo?

Quando inizi a risvegliare la tua natura multidimensionale, ti rendi conto di essere come un attore che recita in diversi film.

Se ti osservi bene puoi notare che esistono diverse parti in te, con desideri e bisogni distinti. Finora hai cercato di integrare queste parti, o di dare spazio ad alcune di esse, reprimendone o occultandone altre.

Quando risvegli la tua natura multidimensionale, lasci andare l’attaccamento alla tua parte monodimensionale, quella che crede di essere un’identità separata con una sola vita.

Prova a concepire un’altra vita, quella che vuoi tu, senza compromessi. Questo è il primo passo se intendi risvegliare la tua natura multidimensionale. Se tu potessi decidere liberamente cosa fare, in che modo vivere, dove e con chi, ebbene, come sarebbe la tua vita? Questa è la prima domanda che hai da porti quando scegli di risvegliare la tua natura multidimensionale.

Ci sono in seguito molte altre domande, ma intanto comincia da questa, e domanda fino a quando non ricevi una risposta. Poi domanda ancora finché non ricevi due risposte, e continua finché sei in grado di ricevere almeno 12 risposte diverse. Questo è il primo passo.

Una volta che puoi concepire 12 vite diverse in cui sei e fai ciò che vuoi, allora puoi passare al secondo passo, che a quel punto forse comprenderai.

© Franco Santoro, 2014

In: Franco Santoro, Pronto soccorso multidimensionale: emergenze spirituali, mondi paralleli e identità alternative, Institutum Provisorium, 2020, pp. 31-32.

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