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Lieto fine

Giugno 24, 2020 by admin

La verità sulla vita umana potrebbe essere talmente insopportabile e inconcepibile da richiederci di ribaltare radicalmente tutte le convinzioni che abbiamo avuto finora riguardo ciò che è giusto e sbagliato.
Prova a considerare anche solo per qualche attimo l’ipotesi che la menzogna, l’inganno e il male risiedano in tutto quanto diamo per scontato e consideriamo indiscutibile.
Se così fosse la situazione sarebbe assai pericolosa e invero fatale. Ciò significherebbe negare l’idea che abbiamo di noi, annullare la nostra stessa identità. Questo è qualcosa che nessuno pare sia disposto a fare.
Se le cose stanno così è inevitabile che l’umanità seguiterà a vivere nella menzogna e nell’inganno per sempre.
Ora qui ci vorrebbe qualche frase a lieto fine che infonde ottimismo e speranza.
Una è che tutte le idee che hai sulla vita potrebbero in effetti essere vere e che quindi non devi rinunciare a nessuna di esse.
Qui si tratta allora di verificare quali sono queste tue idee e anche se ti piacciono o meno. Se ti piacciono, il fatto che siano vere è un gran vantaggio. Se invece non ti piacciono è più conveniente che esse siano false. Quindi a seconda dei casi puoi trovare un lieto fine, se proprio ci tieni.

Finzioni

Giugno 22, 2020 by admin

Se hai esperienza di qualcosa che per gli altri non esiste e che è pure contrario a ciò in cui credono, allora ci possono essere dei problemi.
Se provi a spiegare la tua esperienza puoi metterti nei guai. Per evitare problemi puoi farti la tua esperienza per i fatti tuoi e fingere che non esista quando sei con gli altri. Si tratta quindi di simulare di credere in qualcosa in cui non credi e che per te non esiste, al fine di occultare ciò che per te esiste.
Ma mettiamo il caso che anche gli altri si comportino proprio come fai tu. Se tutti stessero fingendo di credere in qualcosa che non esiste per evitare di rivelare ciò di cui hanno esperienza? Come la mettiamo?
Il rischio, o il vantaggio, è che potrebbero avere imparato a fingere così bene da persuadere pure loro stessi.

Andamento dei mercati

Giugno 21, 2020 by admin

Al di là di tutte le considerazioni multidimensionali e metafisiche che si possono fare sulla vita e sul corpo se sei un ricercatore davvero privo di pregiudizi non puoi escludere la possibilità che l’unica realtà effettiva sia solo quella fisica.
Forse sarebbe deludente giungere a questa conclusione ed è proprio per questo che occorre considerarla perché nella sua accettazione dimora l’opportunità di andare molto in profondità.
Quindi, anche se non hai dubbi sulla realtà spirituale o multidimensionale, ebbene, di tanto in tanto prova a dubitare e sbarazzati di tutte le tue grandi idee spirituali e religiose.
Forse la domanda più importante che una persona spirituale ha da farsi è: come cambierebbe la mia vita se l’unica realtà fosse quella fisica e se la vita spirituale fosse una totale fantasia?
Puoi comprendere la tua spiritualità solo se capisci la tua materialità. Se ti dedichi alla spiritualità solo per evitare di affrontare la materialità finirai col non capire nessuna delle due.
Alcuni sostengono che la realtà fisica è un’illusione, altri che la realtà spirituale è un’illusione, altri ancora dicono che sono reali entrambe, o che nessuna di esse è reale e tutto è illusione. Insomma, ci sono tante idee e per stare sul sicuro si tratterebbe forse di considerarle tutte e vedere quella che vale e conviene di più in base all’andamento dei mercati.

Ricordare

Giugno 20, 2020 by admin

La prima parte dell’estate, che inizia oggi, è in relazione con la ricerca e la scoperta delle memorie primordiali e dell’intento originario della tua presenza in un corpo fisico. In questi giorni il solstizio e la luna nuova divampano nel cielo e lasciano una scia che favorisce per circa un mese il recupero del ricordo di chi sei davvero.
Ma per ricordare occorre essere disposti a farlo. Ciò implica astenersi almeno per un po’ dalle attività intese a farti dimenticare, che sono praticamente tutte quelle che caratterizzano la vita dell’umanità ordinaria.
Ci vuole veramente poco tempo per ricordare, mentre per dimenticare occorre tanto tempo, ed è per questo motivo che non c’è mai tempo per ricordare. Se tu ricordassi chi sei l’intera realtà che si fonda sulla dimenticanza entrerebbe in crisi e non avrebbe più ragione di esistere. Tuttavia, se ci fai caso, questa realtà per un motivo o un altro è sempre in crisi. Anzi, la maggior parte del tempo di noi esseri umani è dedicata a combattere le crisi dovute alla dimenticanza, mentre il restante è usato per dedicarsi ad attività evasive intese a fare dimenticare momentaneamente la crisi.
Ora per un mese hai l’opportunità di ricordare chi sei davvero. È un’occasione che si ripete ogni anno ed è per questo che da 25 anni tengo i seminari più significativi sul recupero dell’anima proprio in questa prima parte dell’estate. Ci sono tanti modi per ricordare e io posso solo suggerirtene alcuni, il cui scopo è soprattutto quello di farti scoprire i modi a te più congeniali.
Questa opportunità di ricordare chi sei c’è in effetti sempre in ogni momento dell’anno. A volte però c’è bisogno di trovare una scusa per farlo. A volte inoltre proprio non ce la fai più a continuare a dimenticare, perché ci vuole tanto tempo per dimenticare, tanto che rischi di non finire mai.

Solstizio estivo e scopo della vita

Giugno 19, 2020 by admin

Secondo molte tradizioni il solstizio estivo è la soglia attraverso cui l’anima fa il suo ingresso nel mondo della materia. Quindi in questi giorni sarebbe utile fermarci un attimo e chiederci qual è il senso della nostra vita.


Il punto è che se sei una persona sveglia e matura il senso della tua vita dovresti conoscerlo bene, per cui si tratta semplicemente di applicarlo.


Nel corso della tua vita hai incontrato tanti maestri, persone sagge, gente di conoscenza formale o informale, individui di grande integrità e solidità esistenziale che ti hanno detto quel che conta riguardo il senso della vita.


E pure tu puoi diventare, o magari sei già, uno di loro. Quindi si tratta di prendere atto del senso della vita che già conosci e di applicarlo, punto.


Tuttavia, mettiamo il caso che il vero senso della vita sia qualcosa di completamente diverso da quello che ti è stato detto da tutti questi saggi, tra cui magari ci sei anche tu.


Insomma non ti piacerebbe venire a sapere che sei qui in questo mondo per un motivo radicalmente diverso da tutti quelli che hai conosciuto finora?


Un motivo che metterebbe in crisi totale tutti coloro che danno sfoggio delle loro pretese certezze sul senso della vita?


Pur di smascherare tutti questi impostori sarei disposto ad accettare qualsiasi scopo della vita anche il peggiore possibile.

Arriva l’estate

Giugno 18, 2020 by admin

Arriva l’estate,
e questo lo sanno tutti, però non tutti sanno che estate deriva dal latino aestas (calore). In estate c’è calore, e questo lo sanno pure tutti, ma non tutti sanno o sono disposti ad ammettere apertamente di essere in calore.
Sì, perché l’estate è la stagione in cui i corpi si scoprono in buona parte e mettono in bella evidenza membra che durante il resto dell’anno rimangono coperte.
Per quale motivo? Perché c’è calore? Questa è la trita giustificazione più o meno conscia. No, perché sei in calore!
Il problema è che la maggior parte delle persone sono in calore senza esserne consapevoli per cui da un lato si comportano esattamente come animali, mentre dall’altro fanno di tutto per occultare le loro effettive intenzioni. Ci sono persone che sono così brave a quest’ultimo riguardo da dimenticare completamente quali sono le proprie effettive intenzioni.
Ci sono dei buoni motivi per occultare le proprie intenzioni perché se le conosci bene e non le hai dimenticate si tratta di trovare degli espedienti assai complessi per soddisfarle in questa realtà consensuale.
E ben pochi sono abili a tale riguardo.
Allora che fare quando sei in calore?
Beh, innanzitutto evita di usare la patetica scusa che fa troppo caldo. E inoltre sii consapevole dei messaggi che manda il tuo corpo, del modo in cui ti muovi, di quanto stai proprio dichiarando apertamente il tuo calore. Prova almeno per qualche attimo a smetterla di avere questo senso umano di superiorità, di provare disprezzo per chi si abbassa ai livelli animali. Ipotizza solo per un po’ che il livello più basso sia proprio quello umano, fondato sull’ipocrisia e la negazione.
Poi forse si tratta di trovare un modo per soddisfare questo calore…
Il punto è che la tua parte umana in calore, quella luminosamente umana, a differenza di quella animale non desidera necessariamente accoppiarsi fisicamente. Il tuo essere in calore desidera probabilmente esprimersi pienamente e apertamente, senza alcuna complicazione, per un motivo fine a sé stesso.
Rivendica il tuo diritto di essere in calore, ritagliati uno spazio durante la giornata in cui puoi esprimerti attraverso la danza, il movimento, il massaggio, e ogni forma di semplice sensualità. Il calore autentico è ciò che ci porta ad accoppiarci con il calore stesso, con il vuoto che ci attornia. Quando la temperatura del tuo corpo e quella dell’aria dell’ambiente sono simili è inevitabile sentirsi in calore. Il caldo si muove attorno alla tua pelle perché è attratto da te e tu da lui…

Valanghe di giudizi

Giugno 17, 2020 by admin

Secondo la mia esperienza, la forma di violenza più diffusa, che considero pure come la più grave e vigliacca, consiste nell’esprimere giudizi assoluti su altre persone.
Per giudizio assoluto intendo espressioni che definiscono una persona nel suo insieme e senza alcuna riserva, per esempio: “sei una persona incapace, avara, orribile, pericolosa, inaffidabile, priva di talento, ecc.”
Non è un giudizio assoluto dire per esempio: “secondo la mia opinione il tuo comportamento in quella circostanza è stato orribile, ecc. perché (spiegando i particolari)”. Questo è un giudizio relativo.
Il giudizio assoluto è la forma più grave di violenza e abuso perché definisce qualcuno integralmente, senza alcun riferimento alle circostanze, quindi privando l’altro della possibilità di correggere e cambiare.
È la forma più vigliacca di violenza perché in nessuna nazione esprimere giudizi assoluti su qualcuno è considerato reato. Per questo motivo tutti si permettono di farlo, tanto che in molti paesi democratici è considerato sinonimo di libertà di opinione. In effetti il linguaggio più diffuso, sia nelle conversazioni casalinghe sia in quelle dei mass media consiste in continui giudizi assoluti.
Quindi se ti senti male in certi momenti è perché hai accumulato troppi giudizi negativi. I giudizi negativi che ricevi nel presente attivano tutti i giudizi similari che hai ricevuto nel passato. Tutti i giudizi assoluti che ti hanno dato nel corso della vita si accumulano e di tanto in tanto ti precipitano addosso come una valanga. In effetti basta solo l’aggiunta di un sassolino per rompere un equilibrio precario e causare una frana rovinosa e pure fatale.
Non puoi fare a meno che gli altri ti giudichino in modo assoluto, però puoi evitare tu di giudicare gli altri. Inoltre se hai giudicato qualcuno in modo pesante nel passato, e ti avvedi che c’è qualcosa che non ti quadra, puoi sempre rilasciare quel giudizio.
Se hai detto a qualcuno qualcosa di orribile la cosa più grande che puoi fare per il benessere comune è di rettificare il tuo giudizio da assoluto a relativo. È la cosa più grande perché questa tua iniziativa potrebbe salvare quella persona da una valanga, ma anche perché potrebbe salvare proprio te. Tutti i giudizi che ti hanno dato si accumulano pure insieme a quelli che hai dato agli altri. In effetti basta solo eliminare un sassolino per evitare una frana rovinosa e pure fatale.

Specchi dell’anima

Giugno 17, 2020 by admin


Tutto ciò che ti attira nella realtà fisica è letteralmente solo uno specchio su cui viene riflessa una parte della tua anima. Questa storia della proiezione in teoria la conosciamo un po’ tutti. Per cui non intendo annoiarvi troppo a riguardo.
Da una prospettiva multidimensionale ogni persona è proprio solo uno specchio al 100%, ma questo non vuol dire che la sua funzione sia irrilevante. Gli specchi hanno grande importanza perché attraverso loro puoi vedere le fattezze del tuo corpo che non riesci a vedere direttamente con i tuoi occhi. Tuttavia, una volta che smetti di guardare il tuo corpo e vai da un’altra parte non lasci il tuo corpo appeso sullo specchio.
Quindi, non cessi di avere il tuo corpo per cui hai bisogno di quello specchio per poterlo recuperare. Ti è molto chiara la differenza tra lo specchio e il tuo corpo.
Gli specchi o altre superfici riflettenti come l’acqua o i vetri sono gli unici oggetti in grado di mostrarci il nostro corpo fisico, mentre tutti gli altri oggetti, inclusi tutti gli esseri viventi, ci mostrano aspetti della nostra anima.
Una persona che ti attrae o che ti provoca forti emozioni è uno specchio che mostra una parte profonda di te. Quando questo succede è vitale che tu ti riprenda quella parte dell’anima una volta che hai smesso di specchiarti.
Talvolta è necessario specchiarsi diverse volte ma lo scopo della relazione con lo specchio è quello di recuperare la tua anima e non lo specchio. Quindi non te la puoi prendere con lo specchio se questi a volte non è disponibile e nemmeno quando riflette le immagini di altre persone. Inoltre e soprattutto, per il tuo bene, si tratta d’imparare a non dipendere da un solo specchio ed essere in grado di specchiarsi con qualunque specchio libero, finché proprio ti stufi di specchiarti e fai specchiare in te anche gli altri.

Corpo senza organi

Giugno 14, 2020 by admin


Da una prospettiva sciamanica il corpo senza organi è l’esemplificazione della libertà del nostro sé multidimensionale, un corpo privo di alcun limite di movimento e di tempo, in totale unità con la realtà dell’esistenza, laddove il corpo con gli organi rappresenta la nostra identità separata, asservita all’illusione dell’ego e parte di un mondo predatorio.
Come esseri umani confondiamo in continuazione il corpo senza organi con quello provvisto di organi. Ogni nostra tragedia personale e collettiva, così come ogni possibile conflitto si fonda in effetti su questa confusione. L’emergenza prioritaria da considerare nella nostra esistenza secondo una prospettiva multidimensionale riguarda il recupero della consapevolezza del corpo senza organi. Non riusciremo mai in questa impresa fin tanto che permettiamo al corpo con organi di assorbire ogni nostra risorsa ed energia.
Ciascun essere umano dispone di un corpo senza organi e si relaziona con altri corpi senza organi, ma attribuisce questo corpo alla realtà separata dei corpi con organi, per cui il suo corpo privo di organi vive intrappolato nella realtà virtuale e meccanica fondata sull’organicità. In effetti siamo attratti solo dai corpi senza organi, ma poiché non siamo in grado di riconoscerli direttamente, a causa del nostro intrappolamento nella realtà organica, li proiettiamo su corpi con organi. Ma come esseri umani siamo attratti solo dal rivestimento esterno di un corpo, tanto che alla vista di organi interni, per esempio, un cervello, un fegato o un intestino, per non parlare dei loro residui organici, ben lungi dal provare attrazione estetica o erotica, buona parte dell’umanità prova ribrezzo e vomita pure.
Ogni processo in grado di rivelare la natura effettiva del corpo con organi è rigorosamente occultato. Ci incontriamo socialmente a pranzo, guardandoci mentre mangiamo e apprezzando l’odore, il gusto e la vista del cibo, ma evitiamo a tutti i costi di guardarci l’un l’altro mentre siamo nel gabinetto e gestiamo il modo in cui gli organi interni hanno ridotto quello che abbiamo mangiato in precedenza.
Se osserviamo bene il funzionamento del corpo con organi possiamo notare che la sua struttura è organizzata in maniera meccanica, gerarchica e dittatoriale. Al di là delle sue copiose mistificazioni romantiche e religiose, tipiche per l’appunto di ogni dittatura, si tratta di un regime fondato sulla schiavitù e il terrore.
Gli organi digestivi richiedono cibo in continuazione, per cui occorre lavorare per procurarselo, altrimenti si muore. I residui del corpo organico necessitano essere eliminati e gestiti con molta attenzione pena il rischio di epidemie e infezioni. I polmoni domandano ossigeno per tenere in vita tutto il corpo, altrimenti c’è la morte. Bisogna proteggersi da circostanze ambientali dannose, da virus o da altri corpi con organi che possono aggredirci. Inoltre, da un momento all’altro, il funzionamento di un organo può venire meno e richiedere sforzi e dolori aggiuntivi, destinati a incentivarsi con il passare del tempo fino conseguenze fatali inevitabili. Poi ci sono gli organi di riproduzione che esigono sesso per garantire la sopravvivenza della specie e per fornire allo stesso tempo un’evasione provvisoria dalle frustrazioni della vita.
Il termine Corpo senza Organi, coniato nel 1947 dal drammaturgo Antonin Artaud, rappresenta l’elemento centrale del pensiero di Gilles Deleuze e Félix Guattari. Al di là delle dotte considerazioni di questi filosofi illuminati dell’ultimo 900, la consapevolezza di questo corpo è un dato più che scontato sin dagli albori dello sciamanesimo e della cultura umana, tanto che parlarne come un recente sviluppo è come aver scoperto l’acqua fredda, piuttosto che quella calda. Del resto, una delle cerimonie d’iniziazione sciamanica più diffuse (e non necessariamente solo metaforica) comporta proprio lo smembramento o svuotamento degli organi interni del corpo e una loro radicale trasformazione in equivalenti luminosi.
Antonin Artaud usa il termine durante una trasmissione radiofonica dal titolo Per Farla Finita Col Giudizio Di Dio, dicendo “Legatemi pure se lo volete, ma non c’è nulla che sia più inutile di un organo. Quando avrete fatto un corpo senza organi l’avrete liberato di tutti i suoi automatismi e restituito alla sua vera libertà…” Deleuze e Guattari descrivono il corpo senza organi da diverse prospettive e con un’ampia varietà di significati, per cui le loro posizioni sfuggono a qualunque possibilità di classificazione, appunto perché hanno una valenza multidimensionale (del resto, la loro opera principale s’intitola Mille piani).
In particolare, questi filosofi distinguono tra due sistemi organizzativi: gerarchici e rizomatici. Il primo sistema è quello autoritario, tipico della realtà consensuale, strutturato gerarchicamente e in modo verticale, lineare e unilaterale, come la conformazione di un albero genealogico. Questa struttura arborescente è caratterizzata da rigorosi elementi binari e si fonda sull’identificazione incessante di due polarità.
Il secondo è di natura multidimensionale ed è in rapporto metaforico con il rizoma (una modificazione del fusto di una pianta generalmente da verticale a orizzontale). La caratteristica del rizoma è quella di adattarsi a circostanze avverse sviluppando nuove piante dal suo fusto, che crescono per lo più sottoterra. La struttura rizomatica può stabilire molteplici connessioni sia verticali sia orizzontali, senza gerarchie interne e priva dell’asservimento a punti di entrata e uscita stabiliti.

Sottintesi

Giugno 13, 2020 by admin

Uno degli aspetti più tipici della comunicazione umana è dire qualcosa che non c’entra nulla con quello che si vuole dire, o che è addirittura l’esatto opposto, non solo per occultare i nostri veri intendimenti, ma paradossalmente per evidenziarli. Questo perché socialmente ci sono molte cose che è imbarazzante e riprovevole dichiarare apertamente, per cui si tratta di mettere subito in chiaro che formalmente non le vogliamo, affinché l’interlocutore che sta al nostro gioco possa cogliere la natura radicalmente opposta del nostro proposito.
Cogliere il sottinteso è il tratto più tipico della comunicazione convenzionale. Le conversazioni ordinarie sono in genere una rassegna di menzogne e di discorsi depistanti impiegati in forma simbolica e rituale al fine di veicolare significati occulti. Questo processo si applica sia nelle conversazioni molto elaborate sia in quelle assai brevi che comportano l’uso di pochi monosillabi, come sì e no.
In molte culture rispondere in modo negativo implica un’affermazione e viceversa. Quindi, se ti viene offerto qualcosa che desideri tanto, a cui risponderesti senz’alcun dubbio sì, nella ritualità del linguaggio si tratta invece di dire no diverse volte e anche con insistenza.
Per esempio, vai a cena da qualcuno e dopo aver mangiato con molto piacere un piatto prelibato la padrona di casa ti chiede se ne vuoi ancora. Ora, tu desidereresti tantissimo mangiarne di più, ma se rispondi subito in modo affermativo, gli altri potrebbero pensare che sei una persona avida che se ne approfitta. Inoltre la padrona di casa potrebbe avertelo chiesto solo per gentilezza e se tu accettassi ci rimarrebbe molto male. Allora si tratta di dire no e vedere se l’offerta è rilanciata. Se la padrona insiste si tratta ugualmente di rispondere no, seguitando a farlo per non meno di tre o quattro volte, dopo di che se il botta e risposta continua è lecito cedere.
Lo stesso si applica nelle ritualità di corteggiamento. Qualcuno ti fa una proposta galante, che proprio sarebbe un sogno accettare, però se dici subito sì darai l’impressione di essere una persona di facili costumi, quindi si tratta di dire no e anzi mostrarsi pure irritati per la proposta. Tuttavia se l’interlocutore seguita a insistere magari per molti giorni o anche mesi a un certo punto si può dire sì, senza tuttavia mostrarsi troppo entusiasti.
La tecnica consiste nel mentire diverse volte e poi fare finta di cambiare idea. Molte persone quando dici no continuano a insistere finché non accetti perché danno per scontato che tu lo dica per conformità al rituale. E questo può causare fatali fraintendimenti.
Talvolta la ritualità implica dire sì invece di no. La padrona di casa ha preparato un piatto e ti chiede se ti piace e per gentilezza dici di sì, anche se è la cosa più disgustosa che hai mangiato nella vita. Poi ovviamente ti chiede se ne vuoi ancora e allora sei fregato.
Oppure qualcuno che incroci rapidamente per la strada ti chiede: “Come va? Tutto bene?”, per cui rispondi “Sì, benissimo, grazie, e tu?”, e l’altro replica subito “Tutto perfetto, grazie, buona giornata”. Ora, questa conversazione può aver luogo anche tra persone che sono sull’orlo del suicidio. Per cui se la risposta affermativa viene presa alla lettera potrebbero esserci conseguenze fatali.
Questa attitudine tutta in positivo è più tipica dei paesi nordici, mentre in quelli mediterranei è più diffusa la risposta negativa. Quindi alla domanda “Come va?” si tratta di rispondere in modo tragico e disastroso, occultando qualunque forma di benessere. Questo al fine di evitare l’invidia che ne potrebbe derivare o l’eventualità che qualcuno ci chieda dei soldi.

D’altro canto esprimersi in maniera esplicita e diretta è il modo più efficace per smascherare l’ego, e la sua paura di fare brutte figure, di creare fraintendimenti e non essere accettato.


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